Cronache da una galassia…

L’auditing ci offre la possibilità concreta di riscoprire

aspetti dimenticati delle nostre vite,

di ricomporre tasselli di un mosaico

sterminato ed affascinante.

Un viaggio nel tempo e nello spazio

non solo molto divertente

(se lo sai confrontare)

ma anche e soprattutto verso la conquista di noi stessi.

Ieri la session è stata un viaggio nel passato remoto della mia esistenza e mi si sono chiariti alcuni aspetti veramente interessanti.

Ieri durante la session ricordo di una paura d’infanzia, la paura che una volpe immateriale ma terrorizzante, si aggirasse di notte intorno al mio letto. Ero cosciente che in casa non ci potesse essere una volpe ma la paura restava, io chiudevo gli occhi ma sentivo la volpe che si aggirava veloce come se avesse delle punte, come se sprigionasse delle saette.

Retrocedendo per episodi simili, legati a “realtà spiacevoli” mi sono trovata di fronte a quella che potrei definire un’assemblea di figure biancastre disposte a semicerchio, come se fossimo in un’aula universitaria o piuttosto un tribunale.
Io sono in basso rispetto a queste figure/entità che mi sovrastano e si stagliano di fronte a me con aria grave e impassibile.
In qualche modo sono imprigionata, costretta in quella che percepisco essere un’intelaiatura che non mi permette di muovermi. Quello che so è che mi stanno condannando e io provo una rabbia infernale mescolata a un grosso senso di ingiustizia per quello che mi stanno facendo. Nulla avviene tramite parole ma deve essere un qualche tipo di comunicazione telepatica.

La rabbia che provo è immensa, se non ci fosse l’intelaiatura/campo di forza li sterminerei all’istante.

Improvvisamente vengo sparata a velocità supersonica attrraverso lo spazio.

Si tratta di una velocità folle, io ci sono dentro come se fossi in un tubo e l’accelerazione è talmente forte che i miei sentimenti di rabbia e di ingiustizia si mitigano perché via via la mia attenzione si sposta sulla sperimentazione di questo viaggio alla massima velocità.

Il pensiero che ho è legato al fatto che la velocità possa essere quasi divertente…

Precedentemente a questo episodio mi trovo all’inizio dei tempi (sì, al plurale, chissà perché).
C’è una guerra, mi sembra un po’ un “tutto contro tutti”. SI cerca di accrescersi, di prevaricare attraverso lo scontro.
Luci fortissime, saette, scariche elettriche praticamente.

Io sono un po’ restia a gettarmi nella mischia, guardo quello che ho di fronte quasi in contemplazione, come se fosse uno spettacolo di forme luminose e penso che anche se si tratta di guerra e distruzione c’è qualcosa di affascinante.

Aver visto questi episodi mi ha dato l’impressione di aver ricomposto un mosaico al quale mancavano delle tesserine e mi sono sentita molto tranquilla a riguardo. Più tardi mi ha raggiunto una consapevolezza profonda… Queste tesserine del mosaico mi avevano fatto riappropriare della mia “storia”, che non inizia il giorno della mia nascita su questa terra ma molto molto prima.

Ecco, potrei definirmi come una persona che è vittima di un’amnesia e che improvisamente ricorda le sue origini.

Questa realizzazione mi ha fornito un potente fattore di realtà sul fatto che nel presente passaggio in questa vita praticamente tutto ci lega al nostro passato, che ci portiamo dietro come un filo più o meno aggrovigliato.
Il nostro passaggio, qui e ora, è un breve tratto in confronto a da dove siamo partiti e comincia ad essere chiaro come sia molto più conveniente che ci siano meno nodi possibili sul filo della nostra esistenza, perché purtroppo ci rimaniamo incastrati.

Per fortuna l’Auditing scioglie inesorabilmente i nodi, lasciandoci decidere come e dove procedere, passo dopo passo…

Continua con immensa gioia questo percorso che ad ogni passo rinforza il senso di responsabilità verso me stessa e la mia esistenza con tutto ciò che ne consegue a livello etico nei confronti del Tutto.

Meraviglioso.

Grazie a Guido e a tutti voi che siete impegnati nell’offrire, a chi si sente pronto, uno squarcio sulla nostra verità.

M.

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Un successo su OT 1, una nuova Realtà

Ecco un altro magnifico risultato dall’auditing indipendente,

complimenti Roberto!

Organizziamoci per organizzare esprime il concetto di impellente mutamento che si sviluppa sui livelli OT. Prevedendo dei cambiamenti occorre predisporre un ventaglio di soluzioni da applicare alle diverse eventualità che si possono presentare. Maggiore libertà implica inevitabilmente abbandonare le abituali certezze, al quale  un essere attingeva, per approntare modelli comportamentali che può apparire arduo abbandonare dall’oggi al domani.

Ci si sente liberi “di”, ma non abbiamo ancora ( parlo per me ) qualcosa di ben definito con cui sostituirlo. E’ una progressione di cui si disconoscono gli sviluppi e che senti premere dentro di te. E’ una nuova consapevolezza che come una messa a fuoco definisce gradualmente i contorni della tua area d’azione, qualcosa a cui hai sempre aspirato ma della quale non hai ancora acquisito la piena abilità.

Come una lente d’ingrandimento vedi i tuoi  grossolani errori e la nuova facoltà di non ricadervi: il potere di scelta. Come sopra menzionato, per quanto instabili potessero essere i tuoi dati stabili, essi erano la base sulla quale poggiavi, tronchi semi sommersi sulla corrente. Ancora fanno capolino delle resistenze, o meglio  solo la loro idea sempre meno incisiva: prendi qualcosa e capendo che  non ti serve più la lasci….

L’idea e di  lasciarsi andare nell’acqua, sapendo che affogare è impossibile: basta abbandonarsi per galleggiare, senza resistemze…

Che sia l’abitudine persa dell’avere coraggio, o la sfiducia in se stessi, fatto sta che i pezzi di te che perdi sui livelli OT

( nel mio caso specifico OT 1 ) costituiscono una sorpresa, una bella sorpresa, di fatto una nuova realtà con cui confrontarsi ed alla quale adeguarsi. Nessuno ci / mi obbliga in questo cammino e non è superfluo ricordarselo, è una presa di responsabilità, l’auditing ti mette in condizione di sviluppare le tue potenzialità ma siamo noi a metterle in pratica. L’auditing non si sostituisce alla nostra volontà: la libera dagli impedimenti.

Per cui la mattina a colazione devi ricordarti che sei sui livelli OT, non puoi darlo per acquisito e probabilmente non vi è gioia più grande derivata  dall’autodeterminazione in questo gioco, per scoprire con sorpresa che sì, finalmente, lo puoi fare con relativa facilità , impensabile fino a qualche tempo fa.

Dopo tutta questa premessa è d’obbligo spendere qualche parola sull’abilità acquisita ( lo ricordo a me che niente deve essere dato per scontato, è richiesta sempre un’attiva partecipazione: la consapevolezza).

Non mi ero mai accorto che in qualche modo mi sentivo intimamente mescolato alle altre persone, una specie di connessione forzata che poteva anche darmi fastidio, come stare al centro di una folla che ti schiaccia o in coda a una fastidiosa fila lunghissima. Le persone me le sentivo troppo addosso e non era piacevole. Adesso non avverto più questo contatto forzato, ho messo distanza o mi sono collocato fuori da questa influenza, sensazione di leggerezza e migliore gestione dello spazio tra me e gli altri, li lascio avvicinare se voglio e se lo fanno loro non mi infastidiscono più. Nessun effetto, qualcosa sembra essere tornato al suo posto mentre prima mi “invadeva”. Osservare le persone, vederne le caratteristiche fisiche e contemporaneamente percepire l’essere in esso contenute mi ha fatto divertire più di una volta, ricordate i Replicanti di Blade Runner? Mi sembravano tutti così !

Stesso dicasi per l’universo fisico che adesso il solo interagire con esso è diventato estremamente interessante, niente è banale ed ogni cosa ha un senso ed un’immensa ricchezza in termini di havingness, ti senti padrone di tutto pur non essendo proprietario di niente…un bel vantaggio! Non devi dar conto all’Agenzia delle Entrate, magari mi tasserebbero il mio permeare ed estendermi che non riesco più a limitare… Un Grazie al mio C/S  Paolo, sempre presente, paziente e incoraggiante .

 

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Restituire la capacità di amare

Ecco conferenza di Ron del 1951,

offre interessanti punti di riflessione!

Una conferenza tenuta il 5 November 1951

Restituire la capacità di amare

La maggior parte dei prechiari sui quali lavorate sono rovinati a causa dell’amore. È una di quelle cose che accadono nelle vite migliori. Ci sono I tornadi, le tempeste elettromagnetiche, le elezioni democratiche e l’amore; questi sono dei cataclismi di prima grandezza che accadono all’uomo. Ci sono le sette età dell’uomo, ed esse sono le sette età dei guai dell’uomo – e ciascun’età si chiama “amore.”

Prima è amore per i genitori, e poi è amore per questo ed amore per quello, e poi tutto d’un tratto questa persona, uomo o donna, incontra un altro essere umano. Si sta sentendo piuttosto annoiato al momento e dice: “Sai, sono innamorato. Mi innamorerò, ecco. Sì, quello risolve tutto. Sarò innamorato. Dicono che sia grandioso… Perbacco, è grandioso! Sissignore, sono innamorato… Sta peggiorando! Sta diventando molto peggio!”

Alla fine arriva al punto in cui dice: “Il mondo intero ruota intorno all’argomento dell’amore. Dovresti provarlo qualche volta. È una cosa che ti accade. Non sai mai quando succederà di nuovo. Tu non c’entri nulla. La sensazione più meravigliosa del mondo.” Poi va a casa e scopre che la sua ragazza è fuggita con l’autista del suo vecchio.

Sfortunatamente, se si è portato sino a quell’estremo e si è bevuto questa cosa a sufficienza, allora la sua improvvisa cessazione è un’invalidazione personale talmente terrificante del suo postulato, che non solo non osa ammettere che fosse dapprima un postulato suo, ma deve validare sé stesso facendosi  saltare le cervella, o morendo di dolore, o rifiutandosi di mangiare ed andando in giro a far preoccupare i suoi amici non radendosi per giorni. Potreste pensare che stia essendo sarcastico, ma si da il caso, una cosa questa abbastanza raccapricciante, che il ciclo sia questo.

Vi garantisco, se semplicemente raccoglieste, con il procedimento che vi darò più tardi, tutte le vostre precedenti esperienze emozionali rigardo a quest’argomento, che sareste in grado di uscire in strada e fisssare l’attenzione su qualsiasi essere umano e dire: “sono innamorato di quell’essere umano,” convincervi completamente ed andarvene a casa in quello stato di stordimento felice nel quale eravate soliti trovarvi quando avevate sedici o diciassette anni e stavate scrivendo dei bigliettini in classe. Questo va bene. L’amore fa girare il mondo ma, credetemi, voi fate girare voi stessi.

Il meccanismo chiamato amore in realtà non è diverso da nessun’altro di questi allestimenti emotivi. Il meccanismo non è differente; la manifestazione potrebbe essere più cataclismica, ma è in realtà semplicemente un altro allestimento del sistema endocrino, e la differenza è che riceve un’enorme quantità di propaganda.

Un sacco di gente fa un sacco di soldi con l’amore: gioellieri, fioristi, autori di canzoni, fabbricanti di droghe velenose; Hollywood non saprebbe come fare con una trama se non fosse per l’amore, e poi ci sono le spese matrimoniali, le spese ospedaliere, le spese per le pompe funebri (“Ne vuole una con maniglie d’argento o un rivestimento in seta rossa?”) e così via. In breve, è un grosso affare.

Ed è molto, molto interessante ed ha un sacco a che vedere con un sacco di cose.

Ora, l’amore è semplicemente un altro meccanismo del sistema d’allarme endocrino. (Quello è il nome tecnico di quel sistema, a proposito.)  È proprio una coincidenza, ma l’amore ricade nello stessa categoria.

Parli di questa emozione, ma potresti allo stesso modo star parlando di una qualunque di esse. Esse sono la stessa cosa, tranne che vengono controllate ghiandole diverse. Quella è più o meno l’unica differenza; producono reazioni diverse.

Detesterei contare sulla vostra credulità in qualsiasi misura. Nell’ultimo anno e mezzo ho imparato a far di meglio che contare sulla credulità di chiunque; frana ed io casco giù. Come risultato, preferirei evitare com’è che sappiamo di questo, e dirvi cosa sappiamo.

C’era una volta un’alga, e quest’alga era un individuo molto autocompiaciuto, molto egocentrico. Se la cavava bene. Quando decideva di avere una progenie faceva “pop!” e c’era una nuova monocellula. Faceva tutto da solo. Dopo un po’, tuttavia, si stancò delle tempeste e delle esperienze simili nello starsene sotto il sole a convertire minerali e luce solare in proteine e carboidrati. Era piuttosto monotono; c’era una quantità di casualità completamente insufficiente. E così decise di evolversi in una forma più elevata – l’idiota!

Andò avanti e si evolvette in forme sempre più elevate secondo la migliore moda darwiniana, ed alla fine giunse ad un punto in cui la sua forma era bella complessa, e scoprì che era molto, molto difficile procreare facendo “pop!” Non funzionava per niente. E così bisognava aggiungere qualcosa di nuovo.

Ora, il punto è che per evitare questo tipo di procreazione monocellulare doveva esserci una condivisione di questo sistema su base cellula maschio e cellula femmina. Quello che fanno all’origina è iniziare come maschio e femmina, e poi incrociarsi. E se volete aprire qualunque libro di biologia, genetica o cose del genere, si dà proprio il caso che abbiano ragione. Quella roba è piuttosto giusta. È sbagliata in un paio di posti, ma è piuttosto esatta.

E così, questo gruppi di cromosomi si incrociano e, guarda un po’, c’è un altro organismo che sta crescendo. Certo, una monocellula è in grado di procreare da sola, ma quando si associa con un’altra monocellula per produrre un organismo più complesso è molto meglio scambiare, ed emettere una spora di qualche genere che poi cresce. Questo è diverso – una idea nuova.

Quando la vita si eleva sino al punto di questa nuova idea, ci sono due cellule che si uniscono. La parte divertente, tuttavia, è che questa non è la prima volta che c’è stata una colonia cellulare. La spugna, per esempio, sta lavorando su una base monocellulare. Una spugna arriva semplicemente ad essere più spugna, più o meno in base all’idea della suddivisione e così via. Essa è semplicemente più spugna, ed una suddivisione della monocellula. La spugna, la medusa, od una qualunque di queste cose sta ancora operando più o meno sull’idea della monocellula. Ma quando hai due meduse insieme, la riproduzione dev’essere attuata in modo differente.

A proposito, il mare ha sviluppato le forme più fantastiche di questo tipo di cosa. Un polipo maschio, per esempio, fa la muta di un tentacolo, il quale poi nuota sino ad un polipo femmina. Questo è affascinante. Niente che io dica è realmente incredibile, paragonato a quel che troverete nei libri del naturalista.

Comunque, l’organismo a questo stadio decide che per la propria protezione si terrà giusto due cellule a portata di mano ed insieme. Questo è prima del periodo dei bivalvi, ma noi la prenderemo al periodo dei bivalvi. Uno dei vostri antenati primordiali è un bivalve – vale a dire, una vongola, un mollusco, un’ostrica o qualcosa del genere. L’evoluzione dal mare alla terraferma passa attraverso il campo dei molluschi. Questi sono bivalvi. Hanno due cardini, e ciascuno di quei cardini ha una responsabilità nella vita dell’intero essere. Ma dapprima quei due sono lì semplicemente in modo da poter avere uno scambio procreativo, ed emettono spore. Più tardi arrivano al punto di manovrare il guscio e via dicendo.

Più o meno il quel periodo iniziamo a finire nei pasticci, perché ciascuno di questi organismi opera in base al proprio centro di controllo, che è in sé stesso e soltanto in sé stesso autodeterminato. Così uno dice “Aprire” e l’altro dice “Chiudere”, e ciascun movimento annulla l’altro movimento; il guscio rimane chiuso. Uno alla fine dice “Beh, va bene. Allora, aprire.” L’altro nel frattempo s’è arrabbiato e dice “Io chiuderò.” Non arrivano ancora da nessuna parte. Questa situazione va avanti per un bel po’ sinché quei due centri di controllo – sono due cervelli, in realtà, che manovrano lo stesso guscio – imparano a lavorare con l’ARC. E per la prima volta abbiamo l’emozione che alza la sua brutta testa. Come fanno due entità separate a controllarsi a vicenda in modo che cooperino? È un problema.

Il centro di controllo A ed il centro di controllo B occupano entrambi le cerniere posteriori di un guscio. Alla fine vengono danneggiati troppo dalla non cooperazione. Potete immaginare cosa succede: un lato dice “Pericolo! Chiudere!” e l’altro dice “Non vedo alcun pericolo. Restare aperto.” E poi il pericolo arriva – crash. Imparano. Un lato continua a ricevere I traumi dall’altro lato; poi un lato alla fine inizia ad essere all’altezza, e poi l’altro inizia ad essere all’altezza, ed elaborano questo sistema che voi stessi si dà il caso stiate portando in giro al momento. Potreste non farlo nel giro di poche generazioni a venire, ma al momento il lato sinistro della vostra testa controlla il lato destro del vostro corpo ed il lato destro della vostra testa controlla il lato sinistro del vostro corpo. È incrociato. Come mai?

Sapete, se il governo degli Stati Uniti a Washington fosse solo traslocato al centro della Russia, e se il governo in Russia fosse solo traslocato a Denver o da qualche parte, di sicuro non avreste mai alcuna guerra fra Stati Uniti e Russia.

Eoni fa il corpo umano dovette elaborarlo, perche voi siete unità di due, non unità di uno.

E queste due erano decisamente e continuamente in guerra fra loro; non cooperavano un fico secco.

Perciò, quello è un bel sistema di controllo, no? “Io gestirò il tuo lato e tu gestirai il mio lato, e così avremo successo. Perché se io non coopero con te mi farò male, e se tu non cooperi con me mi farò male, e perciò, perdiana, sopravviveremo!” Quello è il modo in cui evidentemente l’hanno elaborato, perché stiamo ancora portando nei nostri stessi corpi l’evidenza di questo sistema di controllo. Potete anche trovarlo in altri modi in Dianetics. È molto facile.

Che c’entra questo con l’amore? Con l’amore non c’entra molto ma ha decisamente molto a che fare con il sistema endocrino.

Ci fu uno stadio prima di questo che è molto importante. Abbiamo il centro di controllo su ciascun lato che manovra solo il proprio lato, ed abbiamo il caos. Abbiamo questa stessa situazione che esiste fra gli Stati Uniti e la Russia. Entrambi sono arrabbiati con l’altro, belli arrabbiati, tutto il tempo, perché uno dice “Aprire”, l’altro dice “Chiudere”; uno dice “Chiudere” e l’altro dice “Aprire”. Oppure dicono “Apriamo entrambi”, ed in quel momento potrebbero avere torto entrambi e così uno inizia a chiudere ma l’altro no. Rendo l’idea?

Uno dei metodi che usavano per costringersi a vicenda ad agire era questo: uno veniva ferito, ed era evidentemente in grado di sviluppare, da quel dolore, dei fluidi per il controllo dell’altro. Se non otteneva che si facesse per lui quello che pensava dovesse venir fatto per lui, passava sulla linea qualcosa di relativamente velenoso. Era un controllo interno dei fluidi o qualcosa del genere. Potreste probabilmente andare indietro sulla traccia e trovare questa bestia che ancora non è per nulla allacciata in modo incrociato ma che opera in uno stato di “diarchia”, ed è molto poco funzionale

Il sistema endocrino realizzò un’ARC imposta proprio come fece il sistema di controllo incrociato, così che voi in realtà avete due sistemi al lavoro: uno è un semplice sistema di nervi dove le linee si incrociano, e l’altro sistema è dove un lato controlla l’altro con materiale di rinculo. Dice: “Ho paura; anche tu dovresti avere paura!” e spara questo fluido attraverso il slstema. L’altro dice “Non ho paura. Non ho paura. Non ho paura – Sì, ho paura anch’io!” C’è un’iniezione di fluido circolatorio, in altre parole, qui che va in entrambe le direzioni. Un lato si spaventa ed inietta fluido nell’altro, e l’altro inizia a spaventarsi e si rende conto di quale sia il punto. Quello è il sistema di allarme. Uno inizia ad ammalarsi, in altre parole, se non riesce ad averla vinta.

Questo primo esperimento con un meccanismo a doppio controllo ebbe successo, e fece progredire con successo sino a molto avanti sulla catena evolutiva, quando un’unità cervello centrale iniziò a formarsi, sinistra e destra, sino al livello in cui l’autodeterminazione dell’organismo divenne tremenda. Divenne così tremenda che poteva trasferire ed associare facsimili nei metodi che noi chiamiamo pensiero. Pensava, in precedenza, ma non molto.

E così ora ci solleviamo sino ad una base di pensiero. Che cosa accade?

Potete effettivamente restimolare uno di quei vecchi, vecchi facsimili non cooperativi in un matrimonio.

Che cosa state cercando di fare in un matrimonio? Cercate di far cooperare qualcuno. Se non cooperano, che scelta avete? Per mezzo di facsimili theta, voi cercate di farli crescere o di spingerli giù o di portarli a qualche uguaglianza così che entrambi abbiate lo stesso corso d’azione e quindi perseguiate le stesse mete.

Un matrimonio composto da due persone che non stiano conseguendo o cercando di conseguire una meta simile è un fallimento. Quello è il primo requisito di un matrimonio di successo. Quello è il motivo per cui i matrimoni d’interesse non hanno molto successo: non hanno una singola meta. Due persone cercano di ottenere uguaglianza d’azione, e seguono questo sistema.

È una cosa divertente, ma queste due unità non rimangono al controllo in misura uguale. Presto o tardi, più avanti, una di queste unità di controllo diviene davvero attiva. Una di queste unità prende il controllo ed inizia a controllare l’intero corpo. svolge tutta l’attività di pensiero per il corpo. Se qualcuno vi dovesse aprire la testa (come farebbe uno psichiatra se foste sotto trattamento; quella è la loro idea di trattamento – sono tipi spiritosi – ed hanno trapani e punte, loro entrano nel cranio e lo esaminano e gli danno un’occhiata, e dopo che lo hanno classificato nei loro taccuini  e via dicendo, ci mettono una toppa o qualcosa del genere, e rispediscono il tizio in cella), trovereste che metà del cervello è ben scanalato – viene usato molto – e l’altra metà è praticamente inutilizzata. In altre parole, non ha effettuato alcuna attività di pensiero; è molto liscia.

Mentre invece il lato utilizzato del cervello, dove i suoi quadri di comando dei controllo motori sono utilizzati, è molto attivo. Ha un aspetto attivo, mostra un aspetto differente.

Per darvi una qualche idea di questo, il 50 percento dell’area del cervello non è in uso per niente, veramente. Essa fornisce un livello di sottocalcolo ed usa i suoi facsimili theta ma i suoi controlli muscolari sono controllati dall’altro lato del cervello. L’intero corpo funziona, davvero, quando è in un buono stato mentale e via discorrendo, con soltanto uno di questi centri, e quest’unità assicura l’obbedienza dell’altra. L’altra non obbedisce soltanto, essa smette.

Questo è corroborato da un’altra piccola osservazione che forse alcuni di voi  hanno fatto. Avete mai visto un bambino che usava naturalmente la sua mano sinistra e poi è stato improvvisamente costretto ad essere destrimano?

Nell’istante in cui costringete un bambino ad essere destro avete preso la sua area di controllo naturale, che si da il caso sia sul lato destro della sua destra e lo rende mancino, e l’avete invalidata. Avete invalidato il suo controllo del corpo, e quando invalidate il suo controllo del corpo, l’altro centro di controllo deve prendere il controllo. Esso è in apatia, e non è attrezzato per essere al controllo del corpo e non ha una storia di controllo del corpo o nulla di simile. E così la persona entra in un bello stato di agitazione, apatia e via dicendo. In considerazione del fatto che una media del 50 percento della razza umana è naturalmente mancina ed il 50 percento della razza umana è naturalmente destrimane, qualcuno indietro lungo la linea ha deciso di essere un vero elemento arbitrario nella società, ed ha iniziato a fare tutto per destri: “Adesso scriveremo tutti con la destra.” Il cinquanta percento di voi, sono sicuro, sono mancini naturali; la percentuale è alta a tal punto. Ma questo scambio accade ad un persona così presto ed accade lungo un periodo di tempo tanto lungo che molto di rado è consapevole della situazione.

E tu osservi le mamme: un bimbo piccolo inizia a protendersi con la sua mano sinistra; si allunga verso il suo sonaglino con la sinistra e mamma dice: “Ha-ha-ha-ha-ha-ha – con la destra, caro.”

“Uaaa!”

“No, no. devi prenderlo con la destra.”

Avete mai visto qualcuno insegnare ad un cane a dare la zampa? Insiste sempre che il cane dia la zampa destra! Siamo tutti matti su questo argomento.

Un bimbo piccolo inizia a bere il latte, si allunga verso la bottiglia con la sinistra – Na-a-a-a, no caro. Qui – la destra. Ora puoi avere il tuo latte.”

“Uaaa!” Ma non gli serve a niente.

Una delle riprese più spettacolari che un auditor possa provocare è scoprire uno di questi mancini latenti e scambiargli gli epicentri. Il nuovo epicentro, strano a dirsi, non è ben attrezzato per gestire il suo lavoro, ma era l’epicentro più forte per natura. È come iniziare in un territorio vergine. Il tipo si dimenticherà di grossi pezzi di vocabolario, dimenticherà certe capacità che aveva, ed agirà grossolanamente. Non sarà capace di scrivere bene con la sinistra per un po’, ma se tiene duro si stabilizzerà a pensare sul lato destro. Quello che è accaduto è che i facsimili theta sono immagazzinati dal lato del centro di controllo.

Occasionalmente ho avuto un’inspiegabile ripresa improvvisa in un prechiaro e non avevo capito che diavolo fosse accaduto. Non avevo capito sino a relativamente di recente cosa stessi facendo. Provano le sensazioni più divertenti quando succede questa cosa. Metà della loro testa diviene intorpidita, e l’altra metà è come se si accendesse, ed accadono strane cose al sistema nervoso.

Si può considerare che una metà di ogni cervello sia in apatia naturale, e se costringete qualcuno a funzionare con la metà del suo cervello che è in apatia naturale, lo avete proprio incastrato. Questo è un “buon” meccanismo di controllo. Produce un bambino ubbidiente, ma di sicuro ne produce uno ottuso. Lo potete trovare nei prechiari se volete. Oserei dire che ci sia una quantità di persone che sanno di avere iniziato la vita come mancini – giusto ad occhio e croce direi il 50 percento della razza umana.

Ora, la riabilitazione di questo è relativamente semplice. Tutto quel che dovete fare è andare a prendere le invalidazioni del lato corretto del cervello. Andate semplicemente a prendere tutti quelli sforzi di far sì che il tipo facesse le cose con l’altra mano, con l’altro lato del corpo, e le sue varie pratiche in quella direzione. Andate semplicemente a prendere quelle originali e lui si riabilita.

Che cos’ha a che fare questo con l’emozione? Ha molto a che fare con l’emozione. Se una persona è stata spostata nel lato nullo della sua testa, è stata spostata fuori dal controllo del sistema di reazione immediata agli allarmi. Trova difficile andare a controllare il suo sistema endocrino; lo trova duro. Ha difficoltà a farlo. Alla fine lo collega, ma è sempre un po’ uno sforzo.

Se mai vorrete vedere accendersi un diluvio di emozione, basta che scambiate gli epicentri in un prechiaro.

Adesso lui ha un controllo vergine del sistema endocrino e le luci diventano brillanti, i razzi partono, e la vita tutto d’un tratto sembra gloriosa! Naturalmente, ci potrebbero essere un sacco di cose delle quali non ha un particolare ricordo.

Quali sono le aree vuote della vostra infanzia? Le aree vuote della vostra infanzia sono dovute a molte cose, ma in parte esse sono dovute al fatto che è l’altro epicentro a portarsi appresso i facsimili, e così a voi l’area sembra vuota. Portate un prechiaro indietro, e tutto d’un tratto la sua intera infanzia si accende. Quello che avete fatto è scambiare i centri di controllo. Quella è soltanto una delle manifestazioni dell’occlusione, ma è una per la quale dovreste stare all’erta.

Che cos’accade d’altro? Una persona sta procedendo, a nove anni d’età, e sta proprio andando bene con il centro di controllo con il quale deve funzionare – destro o sinistro, qualunque fosse quello con cui doveva funzionare. Era quello tosto; era quello che ha vinto lungo tutta la linea; era quello che ha sempre messo a tacere l’altro epicentro; era quello che era sempre tosto. Sta procedendo, fino a quando non ha l’età di nove o dieci anni, gestendo la vita senza problemi – Zap! Zap! “Non fare questo, non fare quello” – infanzia standard. Sta gestendo la vita senza problemi, e tutto d’un tratto si imbatte in un fallimento – crac! L’epicentro che è al controllo della persona viene allora invalidato, e può essere invalidato abbastanza a fondo da scambiare i centri di controllo nella persona.

Lei funziona in base al centro successivo per un certo periodo di tempo, e poi tutto ad un tratto esso fallisce nella vita. Che cosa succede? Essa li scambia e ritorna al primo centro. E così via, avanti ed indietro, avanti ed indietro, giù, giù, giù lungo la scala del tono.

Volete scoprire dove siano questi punti di scambio? Trovate l’emozione; trovate la curva emozionale di questo tizio. Con “curva emozionale” intendo l’esperienza di un cambiamento di emozione. Il tizio è felice e poi tutto d’un tratto è triste. Fategli recuperare quella curva – da felice a triste. In altre parole, lavorate con lui sinchè non è in grado di osservare sé stesso felice e poi triste, e poi troverete un episodio in cui era felice e tutto ad un tratto era triste. Fateglielo risperimentare per qualche volta. “Quand’è stata un’altra volta in cui è successo? Felice-triste.”

“Sì, felice-triste.”

“Bene. Ora, allegro-apatico.”

E correrete dritti dentro al facsimile di servizio. Questo è molto semplice. Lavorate semplicemente con lui finchè non riesca a risperimentare un’emozione. Lui pensa a quest’emozione; si ricorda una volta in cui era felice e poi era triste.

“Sei mai andato verso qualcuno, ed eri molto, molto allegro, e nei hai ricevuto una doccia fredda? Ti ricordi di un episodio del genere? Va bene. Come ti sei sentito quando sei andato verso di quel qualcuno? E poi, come ti sei sentito subito dopo? Okay. Ora, puoi avere ancora quella sensazione? Adesso puoi avere la sensazione di essere triste, e tutto d’un tratto di essere rallegrato? Essere triste, poi tutto d’un tratto diventare allegro per qualcosa – qualcosa del genere.”

La curva dell’emozione, il punto del cambiamento emozionale, è quel che volete. E la sola ragione al mondo per cui lo volete è così che possiate trovare il posto dove il tizio ha sofferto di più. Là troverete la catena dei facsimili di servizio, perché è stato aggredito da questa cosa, lui ha dovuto afferrarla, ed essa ha scambiato i centri su di lui.

È stata generalmente seguita da una grave malattia. Era un fallimento, un fallimento così marcato che ha convinto il centro allora al controllo che non controllava più l’ambiente. Quel centro andava avanti nella convinzione di avere qualche controllo sull’ambiente, ed improvvisamente ha scoperto che non aveva alcun controllo sull’ambiente ed è finito in apatia.

Il suo alibi, la sua scusa arriva immediatamente dopo, naturalmente; il sistema di reazione agli allarmi si attiva in un periodo da tre ore a tre giorni, e scoprirete una malattia che si instaura in quel periodo – una malattia come morbillo, scarlattina, orecchioni, pertosse, una qualunque di queste, o più avanti nella vita altre malattie come infezioni alla cistifellea, lombalgia, artrite e via discorrendo. Questi sono fallimenti.

Il centro A ha convinto il centro B mandando un facsimile theta, mandando una reazione emozionale. La persona allora invia al mondo esterno una reazione emozionale. Ciò di cui vi sto parlando sono le relazioni interpersonali, non solo l’amore.

Ecco la relazione: prima inizia come bivalve, ed un lato deve andare d’accordo con l’altro. Hanno un sacco di problemi nel farlo. Quando il bivalve uno influenza il bivalve due, il solo modo in cui possa influenzare il due è dispensando un facsimile theta, e se il due non lo accetta e non coopera, allora esso torna indietro tramite il sistema di reazione agli allarmi. Riceve indietro la reazione endocrina, e così si ammala. Ma indietro a questo stadio di vita era malattia vera. Era una malattia causata dal rilasciare un fluido il quale, quando non restava in circolo ma finiva bloccato e rimandato indietro, faceva star male l’originatore.

E voi lo drammatizzate, ma è una drammatizzazione emotiva. Vi sentite infelici, qualcuno vi rende tristi, e così gli trasmettete un facsimile theta. Loro non stanno cooperando con voi, voi scoprite che non riuscite a controllarli o che loro non coopereranno con voi, e così provate a trasmettere loro un facsimile theta per farli star male, mandarli velocemente in apatia, farli sentire dispiaciuti per voi, farli fermare, renderli meno forti. Voi dite qualcosa di cattivo, fate qualcosa – qualsiasi cosa – per buttare questa persona giù sino ad un punto in cui coopererà o verrà controllata da questo.

Il vostro impulso iniziale è semplicemente essere felici ed iniziare nella vita, e tutto dovrebbe essere a posto. Poi qualcuno dice o fa qualcosa e subito voi finite in questo sistema. Trasmetterete questo facsimile theta, e se loro non lo accettano voi siete bloccati con esso. Avete fallito nell’influenzarli.

Ora, un fallimento di una certa portata nell’influenzare un altro essere umano sfocia immediatamente nella malattia – da tre ore a tre giorni. E quando è di una portata rilevante, nell’infanzia, scambierà questi centri.

Prendete un bimbo piccolo che vada bene, e poi tutto ad un tratto un giorno entra ed hanno dato via la sua bicicletta. Lui dice: “La mia bicicletta! L’avete data via! Dovete riportarla indietro! Dovete rimediare!”

I suoi genitori dicono: “Beh, era nostro diritto darla via; l’abbiamo comprata noi.”

“Ma era la mia bicicletta!” Ed un attimo dopo dice: “Bla-bla-blablabla!”

Commette l’errore di pensare di essere abbastanza tosto.

I genitori dicono: “No, niente affatto! Non ti puoi arrabbiare, non ti puoi infuriare, non puoi avere la tua bicicletta. Inoltre, ti avremmo comprato un’altra bella bici, ma adesso non faremo nemmeno quello.”

Il bambino, con la sua collera ed il suo tono calante, ha trasmesso un facsimile entheta. Ha cercato di fare qualcosa ai genitori. In altre parole, si è inventato qualcosa per loro. A volte, quando torni indietro lungo quello strato della vita, è molto interessante che cosa stia pensando un bambino piccolo: “Vorrei cavarti gli occhi, tu grosso mostro!”

Ma se trasmette quel facsimile theta, il genitore si volta e lo fissa su di lui. Il bambino lo riceverà indietro, e riceverà indietro lo stesso facsimile. È un facsimile di servizio.

Quello che non va in voi è quello che vorreste fare agli altri. Si tratta delle relazioni interpersonali.

Adesso prendiamo l’amore: non c’è nessuna differenza. Una persona arriva e dice: “Sono innamorato. Ci devono essere generazioni future. Due possono vivere più economicamente di uno,” ed altra propaganda. Ora diventa ansioso circa il fatto che si coopererà con lui oppure no. Che cos’ha chiesto? Ha chiesto ad un altro essere umano il massimo grado di cooperazione nel vivere una vita. E sa istintivamente che non può avere successo a meno di non avere azione cooperativa, una similitudine di mete, una similitudine nel modo di operare, una similitudine di quel che piace e quel che non piace.

È ansioso su questo, e quando scopre che l’essere umano sul quale ha fissato i suoi affetti non è, esattamente, la persona con la quale realizzare questo duo, inizia questa operazione del costringere l’altra persona ad essere.

Allora prenderanno piede gelosia, ansietà, ed ogni genere di cose, perché la persona sta tentando una cosa impossibile, in realtà. Se ha successo, è molto divertente, ma dopo non scordatevi di spazzare.

State chiedendo che un altro essere umano cooperi perfettamente con voi, oppure che sia totalmente dominato da voi – l’uno o l’altro. E qualsiasi meccanismo impieghiate per raggiungere quest’alto grado di similitudine tornerà indietro e vi prenderà a calci nei denti.

Voi domandate ad un tizio: “Di chi eri innamorato? Eri innamorato?”

Ed il tizio dirà: “Ehi, già! Come facevi a saperlo?” Domanda idiota!

“Beh, ho notato che ultimamente non ti sentivi bene qui, e così via. Quand’è che ti ha lasciato?”

“Eh, sono tre o quattro – come facevi a saperlo?”

“Beh, è che in qualche modo sembravi proprio giù in proposito, eccetera. Ho notato che l’altro giorno hai comperato un paio di occhiali nuovo.”

“Eh, già, i miei occhi si sono come guastati.”

“Oh, da quanto tempo si sono guastati?”

“Beh, da qualche settimana.”

“Si sono guastati dopo che la ragazza ti ha lasciato?”

“Già, ma che cosa c’entrano con questo? Non voglio aver niente a che fare con queste cose.”

“Ora, lei ha mai criticato il tuo aspetto o cose del genre?”

“Sì.”

“Bene, tu volevi che ti guardasse?”

“Sì, in effetti, l’ho fatto, se vogliamo metterla in questo modo. Non proprio guardarmi, capisci. Ma c’era quest’altro ragazzo!”

“E lei guardava l’altro ragazzo? Già, beh, che cosa le hai detto l’ultima volta che avete litigato?”

“Beh, come fai a sapere che abbiamo litigato? Oh, immagino che fossi proprio arrabbiato; dissi che avrei voluto che non guardasse mai nessun altro, e che nessuno guardasse mai lei.”

Lui ha trasmesso facsimili “ciechi”, e lei non è tornata da lui. Non ha funzionato. Così gli sono tornati indietro dritti in faccia, ed ora i suoi occhi si sentono male. E così lui va a comprarsi degli occhiali.

Come cooperano questi due? Come cooperano un uomo ed una donna? Come cooperano due amici? Come coopera un individuo con il resto del suo gruppo? Come operano insieme due donne che sono amiche?

Come coopera il capo con il suo personale? Ognuna di queste cose proviene dallo stesso equipaggiamento: l’emozione. Sfortunatamente, per comunicare con il vostro prossimo dovete anche concordare leggermente con esso e provare qualche affinità per esso. Per provare una qualsiasi affinità per esso dovete, in qualche misura, comunicare con esso e concordare con esso. Per concordare con esso in qualunque modo, dovete provare un po’ d’affinità per esso e comunicare con esso. Qui c’è il triangolo di ARC al lavoro. Un punto di questo triangolo di affinità, realtà e comunicazione non può funzionare senza che gli altri due punti entrino in gioco.

Abbiamo questa scala del tono da zero in su; queste sono varie emozioni disposte lungo la line su questa scala del tono, molto interessante.

Che cosa significa compassione? Se prendete un diapason che vibra al valore di 512 vibrazioni al secondo ed avete un altro diapason a fianco che sia in grado di vibrare a 512 al secondo, quanto colpite questo primo diapason e poi lo smorzate, il secondo diapason starà risuonando. Poi, se colpite il secondo e lo smorzate, il primo starà risuonando. Compassione significa: “alla stessa vibrazione di.”

Se qualcuno che amate è annoiato, voi siete inclini ad essere annoiati. Se qualcuno che amate è arrabbiato con qualche cosa, siete inclini ad arrabbiarvi anche voi. Se qualcuno che amate ha paura di qualcosa, voi potete incoraggiarlo ed incoraggiarlo, e cercare di impedirgli di avere paura di qualcosa, ma generalmente finirete per averne paura anche voi. Se qualcuno che amate è in apatia, voi cercate di rallegrarlo e rallegrarlo e rallegrarlo, ed eccovi in afflizione. E poi provate a rallegrarlo sul serio, ed anche voi siete in apatia.

Perché? È perché avete le stesse mete, scopi, vibrazioni – comunque le vogliate chiamare – in modo da cooperare. Non potete essere in comunicazione con qualcuno senza assumere qualcuno dei suoi pesi. In altre parole, siete in comunicazione lungo questo livello emozionale.

Come raddrizzate una storia d’amore che si è spezzata? Come raddrizzate una buona solida, intrigante, orribile storia d’amore di quelle che mettono al tappeto, che come il 110 percento di esse ha come mimino minacciato di finire sugli scogli? Come raddrizzate qualunque relazione personale con chiunque? Scoprirete che tutti stanno soffrendo di questa malattia – relazioni interpersonali. Una persona deve poter avere la sensazione di essere in grado di battere il mondo con entrambe le mani legate dietro la schiena, altrimenti non sta bene. Come fate a riabilitare questo? Il modo più veloce che io conosca per cambiare la posizione di una persona sulla scala del tono è rivolgersi all’emozione – riabilitare la sua emozione.

Cosa toccate in particolare per portarla su? Più o meno la prima cosa che troverete accessibile in un caso è la compassione. “Quand’è che hai provato compassione per qualcuno?” Compassione – otteniamo momento dopo momento dopo momento nella vita di questa persona in cui ha sperimentato compassione per qualcuno – particolarmente quando ha sperimentato il sentirsi dispiaciuta per qualcosa che aveva fatto a qualcun altro. Questo è il vero facsimile. Questo è il bivalve lato A che fa qualcosa al bivalve lato B, e che poi se lo ribecca indietro. Questo è il sentirsi dispiaciuti per aver fatto qualcosa a qualcuno.

Trovate questa reazione di compassione, e state trovando ciò che sta congelando il vostro prechiaro sulla scala del tono. È stato naturalmente in compassione con una tremenda quantità di gente, e quando è stato in compassione per quello che lui stesso aveva fatto – lui pensa – allora è in uno stato tremendo in proposito perché non pensa di avere il diritto di liberarsi di questo. Così, si autopunisce, in qualche modo, e finché conserva tali sensazioni di compassione verso persone su e giù lungo la linea, è bloccato nei loro confronti sulla scala del tono.

Come cambiate qualcuno sulla scala del tono e lo liberate, allora? Qual è la prima mossa?

La prima mossa è prendere la compassione – ciascuna, e qualunque compassione, e particolarmente la compassione che ha provato per persone alle quali aveva fatto qualcosa.

Questo è piuttosto importante. Nel campo della psicoanalisi erano soliti parlare dei “complessi di colpa.” Loro erano così colpevoli nel farsi pagare per questa roba che si sono fissati sui complessi di colpa. Hanno continuato a dire: “Di che cosa sei colpevole?”

Il povero paziente dice: “Mi sento un pochino colpevole.”

“Bene, ora, quando ha avuto origine questa colpa?”

“Beh, ero molto giovane, immagino. Mi ricordo di una cosa: una volta ho picchiato il gatto.”

“Ah! Ecco qua! Ora, sei dispiaciuto di avere picchiato quel gatto?”

“Sì, mi è dispiaciuto per molto tempo.”

“Bene, vedi se riesci a sentirti più dispiaciuto per l’intera cosa! Ora, ecco cosa c’è che non va in te! Venticinque dollari, grazie. Caso risolto!”

Potete sempre trovare queste colpe. Ma la maniera facile di trovarle è prendere la compassione di una persona. Iniziate a raccogliere la sua compassione – compassione per questo, compassione per quello – e tutto d’un tratto il prechiaro sta guardando dritto nel mirino qualcosa che lui stesso ha fatto, per cui si è sentito tremendamente in colpa, ed avete trovato un bell’arrangiamento di colpa. Quel che allora volete è quando ha deciso di sentirsi in colpa in proposito. Quando ha deciso di sentirsi in colpa per quello?

Se ha provato compassione per questa persona, in un momento od in un altro deve aver scelto per la prima volta di entrare in comunicazione con essa. Deve aver scelto per la prima volta di provare dell’affinità per essa. Deve aver scelto per la prima volta di concordare con essa su un qualche argomento. Potete semplicemente raccogliere questa roba a gran velocità. Non vedrete mai un altro salto verso l’alto lungo la linea altrettanto veloce quanto quello che ottenete semplicemente raccogliendo queste aree di compassione e mandandole al tappeto, desensibilizzandole proprio come momenti di aggancio. Vedrete un bel salto, perché la persona sta raccogliendo, allo stesso tempo, la sua decisione di sentirsi compassionevole. E la decisione di sentirsi compassionevole è una decisione di essere molto fragilmente mortale. È anche una decisione di non essere autodeterminati; è una decisione di essere controllati dalle emozioni di qualcun altro.

Quindi, quando state lavorando con la curva emozionale, e quando state lavorando con uno schema emozionale generale, è molto importante per voi iniziare prima a sintonizzarvi ed a vedere se potete fare in modo che il tipo in qualche modo si sintonizzi sul come ci si sente ad essere felici, tristi, annoiati, afflitti – una qualunque di queste cose. Vedete se riesce a riottenere quella sensazione, non importa quanto flebilmente, poi portatelo nella compassione. Sentirà la compassione. Lo farete contorcere sul lettino – “Perché ho picchiato quel cagnolino? Perché?”

“Bene. Prendiamo la prima volta in cui ti sei sentito dispiaciuto di aver picchiato il cagnolino.”

Lui la trova e poi dice: “Beh, al diavolo quel cane!”

Il cane magari era in apatia, e questo avrebbe fissato questa persona in apatia. Il cane, dopo essere stato picchiato, va in apatia, e poi lui si sente dispiaciuto per il cane. Questa è compassione per il cane, e questo significa che anche lui va in apatia! E là lui verrà agganciato sulla traccia ad apatia. E così, voi avete sganciato un arresto emozionale.

Voi iniziate a lavorare da lì dentro la curva emozionale del felice-triste, felice-triste, le volte in cui sentiva che stava davvero controllando l’universo intorno a sé e tutto d’un tratto si rese conto che non era così. Troverete ogni sorta di situazioni nella prima infanzia. Verranno seguite da malattie, e le malattie sono piene di postulati, e queste decisioni sono piene di postulati. Finirete dritti nel periodo più duro della vita di una persona.

Voi prendete quel facsimile di servizio e lo percorrete e scaricate. Lo scaricate non perché sia pericoloso, ma perché volete tirarne fuori i postulati. Volete ottenere le conclusioni che il prechiaro ha tratto – le sue scelte. Quelle sono ciò che volete esca da quel facsimile di servizio. Troverete che una persona ne ha alcuni. Potete trovarli rintracciando questa curva emozionale.

Quando avete finito con questo, potete sbucciarlo sino al punto della prima volta in cui il tizio decise che non voleva controllare le proprie emozioni – era più divertente lasciare che qualcun altro le controllasse o qualcosa del genere – o quando cedette al suo ambiente il diritto di controllare le sue emozioni per lui. Troverete la sua prima decisione che le cose gli piacciono o che non gli piacciono, di essere emotivo riguardo ad esse o di non essere emotivo riguardo ad esse, la prima volta in cui decise di non eccitarsi, la prima volta che decise di eccitarsi. Troverete questi postulati iniziali, e quello che fate è percorrerli e scaricarli, ed avrete un caso che percorre con emozione libera.

È molto interessante come un caso si comporti dopo che avete fatto questo. ci potrebbe volere un pochino di processing da parte vostra, ma se volete liberare le emozioni di qualcuno e lavorare semplicemente sulle emozioni, quello è il procedimento.

Ora, ci sono molte altre cose oltre le emozioni; ci sono malattie psicosomatiche e così via.

Ma troverete queste cose nei facsimili di servizio, e quello che vi sto dando ora è una bella codificazione di come arrivate a questi facsimili di servizio.

Prendiamo un tizio che è andato in giro zoppicando – ha zoppicato per lunghi anni. Lui chi voleva che fosse zoppo? Chi altri doveva essere zoppo? Con chi era in compassione, che fosse zoppo? E, cosa più importante, chi ha ferito, per poi sentirsi dispiaciuto per il ferimento, che fosse zoppo?

Una persona sta andando in giro con varie manifestazioni fisiche – artrite, borsite, sinusite e così via. A chi ha cercato di dare questi facsimili? Che cosa stava facendo alla gente per cui si è sentito dispiaciuto? Seguite semplicemente questa curva emozionale e dipanerete le sue malattie psicosomatiche. È tanto semplice. “Quando ti sei sentito dispiaciuto per quello che avevi fatto?” Facendo risalire indietro il prechiaro molto accuratamente, tutto ad un tratto troverete, pochi minuti prima, il prechiaro che dispensa un facsimile theta. Era arrabbiato; era in azione, facendo qualcosa che non avrebbe dovuto fare, che più tardi è si è dispiaciuto di aver fatto. Ma il periodo in cui stava elargendo il facsimile è precedente, ed il momento in cui si è sentito dispiaciuto in proposito è quando lo ha ricevuto indietro. Adesso è bloccato con quello; quello è un facsimile di servizio.

C’è un’altra combinazione con cui, con questo, lavorate direttamente. Ci sono solo tre possibili sforzi, come sapete: iniziare, fermare e cambiare. Se non state liberando le emozioni di un tipo abbastanza, ed abbastanza velocemente, entrateci dentro lungo questa linea: “Quando hai deciso di far smettere qualcuno di essere emotivo? Quando hai deciso di far incominciare qualcuno ad essere emotivo? Quando hai deciso di cambiare qualcuno? Quando hai deciso di impedire a qualcuno di cambiare? Quando hai deciso di avviare qualcuno, fermare qualcuno, cambiare qualcuno,” e così via,  così via – solo quelle tre domande.

Troverete delle volte in cui la persona ha fallito nello sforzo. Ci ha provato e riprovato a cambiare qualche persona; ci ha provato e riprovato ed ha fallito e fallito. Ed ogni volta in cui ha fallito nel compiere la sua missione, quello che è accaduto è che ha iniziato a cambiare lei ovunque: sinistra, destra, su, giù, indietro, avanti – qualsiasi cosa. Ha provato a cambiare questo essere umano, e questo essere umano non ha voluto cambiare. E così i suoi facsimili, che lei stava mandando fuori, le si sono ritorti contro, ed ha iniziato a spostarsi emozionalmente ovunque, cercando di cambiare sé stessa, perché aveva provato a cambiare qualcun altro.

Non c’è nessuno che non abbia provato a cambiare un altro essere umano, che non ci abbia provato sul serio e non abbia fallito e che dopo non si sia sentito come bloccato. Il punto è che man mano che la persona prova a cambiare sé stessa fallirà anche in quello, e così va in apatia sulla cosa.

Prima andrà in apatia su qualcun altro. Fallisce e va in apatia. Poi cerca di cambiare sé stessa ma non ha successo nel cambiare sé stessa e così va in apatia a proposito di sé stessa. Quello è quando consideri te stesso un caso senza speranza. è perché in precedenza hai considerato qualcun altro un caso senza speranza.

Ora, chi ha deciso di cambiare voi? Ricordate qualcuno che cercava di decidere di cambiarvi?

Per invalidare loro, per metterli dalla parte del torto quando stavano cercando di cambiare voi, siete finiti in una situazione nella quale non potevate cambiare, non siete cambiati, non sareste cambiati, e vi siete incastrati proprio là. Vi siete bloccati sulla traccia.

Qualcuno è arrivato ed ha detto: “Bla, bla, bla,” e dopo un po’ ve ne siete come stancati, ma ha detto, “Devi mangiare con la sinistra, devi bere il tuo latte con la destra, devi fare questi” – “dietro, front, dietro, front, dietro front, dietro front.”

Alla fine vi siete arrabbiati, ed avete detto: “Al diavolo questa roba! Non mi piace tutto questo cambiare. Non cambierò! Terrò duro proprio qui.” Questa è una decisione, e voi siete bloccati con essa.

Non è che non dovreste rifiutarvi di cambiare. Ma non dovreste bloccarvi. E così, dopo che vi siete rifiutati di cambiare, tornate sempre indietro e raccogliete il postulato; mettetelo fuori combattimento.

Non c’è nessuno che non abbia conosciuto qualcuno che cercava disperatamente di cambiarlo – per il suo bene, per il suo male, qualunque cosa fosse, non aveva importanza.

E non c’è nessuno che non abbia avuto intorno qualcuno che stesse cercando di fermarlo. Voleva fare qualcosa – iniziare a parlare, ad esempio – e qualcuno lo fermava. A volte era solo qualcosa sulla base di: “Oh, solo un minuto caro, mentre passo il sale.”

“Beh, ora, come stavo dicendo, ero in ufficio e via dicendo, ed il capo ha detto” attraverso collera e paura ed afflizione e scende là nella fascia della compassione. Questa persona che lui stava rimproverando alla fine è in afflizione o qualcosa del genere, e lui si sente dispiaciuto per il tizio.

Adesso lui è dispiaciuto per quello che ha fatto.

Ogni tanto troverete un prechiaro che sta andando in giro sentendosi dispiaciuto per l’intera razza umana, o qualcosa del genere. Non dovete esaminare l’intera razza umana; trovate semplicemente l’area dove dapprima ha peccato così grandemente, nella sua mente, che poi ha dovuto sentirsi dispiaciuto per tutti.

In questo paese c’è una classe di letteratura rappresentata da “storie vere,” “confessioni vere,” e così via. Questa grande letteratura contiene un elemento di attrattiva comune a tutte le sue storie.

La storia è: “Io ero solo una piccola ragazza che lavorava alla macchina da cucire, ed andai nella grande città, e lui era un lupo,” e via dicendo. C’è questo crimine orribile, disgustoso di un tipo o dell’altro che è proprio terribile! Se sollevassi la rivista, il sangue sgocciolerebbe su tutto il pavimento! Poi, tutto d’un tratto, successivamente, lei giunge a rendersi conto che è lei ad avere peccato. Questo la porta giù in basso sulla scala, ed allora l’editore le lascia terminare la sua storia, ed il lettore pensa che questo vada bene.

Questo vi dovrebbe dire subito che la gente si rende conto come questo sia davvero l’inferno, che sia davvero una punizione l’essere giù lungo la fascia della compassione.

Se iniziate a sentirvi dispiaciuti per qualcuno, fareste meglio a scoprire che cosa gli avete fatto, perché avete certamente fatto qualcosa a lui od a qualcuno come lui prima che iniziaste a sentirvi dispiaciuti per lui. La collera è distruzione, e scendete lungo la scala, poi avete paura di averlo distrutto, e poi siete sicuri di averlo fatto.

Perciò è molto semplice. La gamma delle emozioni umane è analoga nell’amore. Il tizio dice, “Ora sono innamorato. Tutti gli autori di canzoni dicono che l’amore sia meraviglioso, perciò io sono meraviglioso, il mondo intero è meraviglioso, lei è meravigliosa, tutto è a posto, siamo meravigliosi, stiamo cooperando pienamente.” Lui al momento non si rende conto che lei ha altri tre ragazzi, che tutti i cioccolatini che lui le porta li da al suo pechinese, che parcheggia la gomma da masticare sotto i sedili del teatro, e diverse altre cose. Gradualmente scopre che lui non mette la gomma da masticare sotto i sedili del teatro, non da i cioccolatini al pechinese – a lui i pechinesi non piacciono. In altre parole, scopre che ci sono delle differenze, e così va fuori allineamento. E nel momento in cui va fuori allineamento diventa ansioso perché non sono uguali, ed in men che non si dica hanno piccoli screzi, battibecchi, e via dicendo. Sono scesi ad un bell’antagonismo e così via. Poi la gelosia alza la sua brutta testa, e vanno su tutte le furie ed hanno dei litigi e bau bau. E solitamente ci si siede dicendo: “Non dirò una parola di più Giorgio. Rispondimi!” Qui avete le due metà. Una di loro deve andare in apatia e l’altra nella dominazione della collera per ottenere della cooperazione, nelle prime forme di vita inferiori, e sta avendo luogo lo stesso ciclo.

Se hai due persone, entrambe le quali insistono di essere loro i centri di controlli, semplicemente litigheranno per sempre, ma in qualche modo scendono un pochino lungo la scala del tono. E poi un giorno accade qualcosa di orribile ed esplosivo ed entrambi ne sono dispiaciuti. Adesso sono entrambi in compassione, sono entrambi in afflizione, ed entrambe le vite sono rovinate.

Dovreste riparare queste situazioni ogniqualvolta sia possibile.

Adesso non avete più motivo di evitare il chiaro di luna, non avete più motivo di evitare queste canzoni popolari alla radio. Potete andare avanti ed ascoltarle, perché tutto quel che dovete fare è ripulire queste vecchie storie d’amore e poi innamorarvi di nuovo.

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Inabilità

Ecco un altro bel successo ottenuto dall’auditing

libero ed indipendente,

un risultato concreto, riscontrabile nell’universo fisico.

Buona lettura


Quali sono le tue inabilità fisiche?
Sono pochissime fortunatamente e direi anche lievi ma scoprire da dove arrivano e liberarsene è un regalo inaspettato.
E’ normale soffrire di presbiopia? Sì, se quando eri molto piccola hai aiutato tua nonna ad infilare un ago perché lei non ci riusciva.
Mi sono rivista, concentratissima, nell’eseguire l’azione di infilare l’ago, con un’attenzione, una focalizzazione pazzesca.
Ero molto fiera di me  e del fatto che pur essendo piccola riuscivo a compiere un’azione che mia nonna, un’adulta, non riusciva a fare, per via della sua età. Una considerazione dimenticata che evidentemente ha generato l’identica incapacità, arrivata all’età che aveva all’epoca mia nonna.
Ma è stata la mia incapacità a regolare la respirazionee durante la corsa, cosa che detta così può sembrare anche strana o poco chiara, a portare alla luce un fatto sconcertante.
La situazione è questa, quando inizio a correre, tendo a trattenere il respiro invece di respirare liberamente e adeguare l’inspirazione e l’espirazione alla velocità della corsa. Quando sono costretta ad espirare mi trovo già spompata di ogni energia, con il fiato corto che, se continuo, mi crea disagio fisico.
Tra sforzo e controsforzo su questa inabilità ho cominciato a percepire un disagio fisico. Una specie di lotta interiore tra qualcosa che vuole uscire fuori e qualcosa che voleva trattenere. Questa lotta si è manifestata con contrazioni muscolari del collo e vari muscoli della parte superiore del corpo, tra busto e braccia. Poi finalmente la verità è riuscita a farsi spazio e a uscire fuori con emozione tra divertimento e grande gioia. Ho realizzato che, quella che inizialmente avevo definito come “incapacità ad adeguare la respirazione durante la corsa”, era legata al pensiero che se avessi respirato sarei morta.
Si è quindi liberata una parte di consapevolezza che non apparteneva a questa vita presente in cui dovevo correre in mezzo al fumo, nell’oscurità, per mettermi in salvo. Correre e trattenere il respiro sono una necessità, una cosa sola.
All’improvviso quel trattenere il respiro durante una fuga attraverso un fumo denso e scuro assume un senso logico..
Solo che quel senso logico è legato a quella corsa e a quella fuga, non ad adesso.
Aver visto questa cosa mi ha liberato i polmoni… Finalmente respiri profondi e ossigeno che fluisce liberamente.
La liberazione del respiro è esplosiva nella sua gioia, come se un pezzetto di un sé dormiente sia partito per un bellissimo viaggio, accompagnato da un “finalmente, era ora!”. Questa parte è felice di essere riconosciuta e ora è libera, e anche io mi sento così… Si è sbloccato qualcosa nel processo di respirazione, che si muove più fluido.Il mio organismo si sta godendo grandi e profondi respiri.

Nei giorni seguenti scopro con sconcerto che la mia vista è migliorata più che sensibilmente e che riesco a leggere senza occhiali. Là dove prima c’erano righe indistinte e sfocate, vedo di nuovo i caratteri. Grande felicità!
Continuo con grande curiosità e felicità l’Auditing!

M.

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Roberto, un nuovo Clear!

clear

Complimenti Roberto, non hai mai distolto lo sguardo dalla montagna…

Ora ci sono le stelle che ti stanno aspettando!

Ho festeggiato l’anniversario di Dianetics a modo mio: ho attestato Clear.
Di primo acchito può apparire qualcosa che si assimila e che si aggiunge a te , ed invece mi ritrovo sgombro dai tormentucci che mi assillavano. Quasi nudo col compito di rimparare a camminare (vivere) senza l’appiglio del corrimano del bank. Vi confesso che ancora incespico , devo far attenzione a dove metto i piedi ma quando faccio qualche passo senza vacillare il mondo sembra più vero, la mente sgombra che osserva e non é costretta a pensare, la quiete del mio mare interno mi trasmette serenità, in ogni momento posso decidere di essere in PT e mi sento come nato in quel momento pronto per lo start, in una nuova unità di tempo. Anche l’ incredulità é frammista a tutta una serie indefinita di fenomeni, godo uno stato di benessere che non deriva dall’essere in situazioni favorevoli ma dall’aver eliminato quelle sfavorevoli. Ora tocca a me prendermi responsabilità del mio futuro, senza confondere un PTP con un colpo di coda del bank, rifuggire la pigrizia del non stare di fronte, assumere una beigness adeguata se mi sento svuotato. Imparerò lentamente ad apprezzare un me nuovo, nessun altro può farlo, e devo tenerlo caro anche se magari ancora non apprezzo appieno di quanto sia prezioso. Sono solo nella mia stanza e mi batte il cuore, sono solo in tutti i sensi, senza inutili bagagli, ritorno come da un lungo periodo di amnesia ma quel che ho perso era il peggio di me.
Un ringraziamento a un certo Ron, mi dicono che é tutta roba sua ed in ordine di apparizione gli indipendenti che hanno reso possibile tutto questo:
Guido e Marisa
Rosario e Paolo
Ed a tutti gli ultras della curva indipendenti che hanno sempre fatto il tifo per me.
Ho vinto la mia coppa del mondo e la dedico a voi….

Roberto Viola, aka Billy Cage

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Il valore dell’Universo MEST

IL VALORE DELL’UNIVERSO MEST secondo LRH


“Ora, come ben sapete, potrebbe esserci qualcosa di sbagliato nell’universo MEST. Potrebbe esserci qualcosa di sbagliato in esso.
… In primo luogo, nessuno ricava una qualsiasi utilità da questo universo. Non c’è uno spettacolo che l’universo MEST possa mettere in scena. … Alzi il sipario sull’universo MEST e non trovi niente lì. È solo vuoto. … Non c’è vittoria. … Il MEST non ha alcun valore reale …
State disfacendo un quadro molto strano, complesso e sconvolgente. … pensate che al vostro preclear piaccia una certa cosa, cercherà di aggrapparsi a qualcosa perché gli è piaciuta un po’, ma dopo averla esaminata per un certo po, all’improvviso… buum, scopre che non è così, che in un modo o nell’altro si era preso in giro.


… Ricordate che cosa vince il ragazzo che ha successo, vince MEST. E questo, ovviamente, è il trucco nel trucco nel trucco nel trucco. Dopo che un tizio ha vinto completamente l’universo MEST, con che cosa si ritrova? Dio lo aiut! Si ritrova con l’universo MEST. …


L’impulso naturale è fermare un’operazione che interromperà il ciclo chiamato universo MEST. … l’universo MEST non ha ancora lasciato andare nulla. Dopo che un tizio ha costruito qualcosa con l’universo MEST, appartiene ancora all’universo MEST. … Dice solo che è MEST. E così va avanti con questa catena infinita e quando finalmente finisce lui non ottiene nulla; non c’è ricompensa.


E come risultato netto che abbiamo, quando guardiamo questa immagine laggiù, vediamo un individuo che per vincere deve scendere dal tapis roulant del piccolo trucco/giochetto incorporato nell’universo MEST. Deve scendere da quel tapis roulant perché è puro inganno. … e gli vengono assegnati obiettivi e missioni, dovrebbe eseguirli e realizzare prodotti, tutto quel genere di cose – ognuna di queste è un trucco e una trappola.…


Quindi quello che sto cercando di sottolineare qui è che la confusione che è l’universo MEST non è per niente importante da affrontare neppure vagamente.


Tutto quello che dovete fare è riabilitare la capacità dell’individuo di gestire e creare il proprio spazio e la propria energia.

Tratto da una conferenza tenuta il 9 dicembre 1952

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Cosa puoi accettare dell’Universo?

“L’auditing libera dalle barriere non desiderate che inibiscono, bloccano o smorzano le abilità naturali di una persona e nello stesso tempo aumenta gradualmente le abilità che una persona possiede in modo che diventi più abile e che la sua sopravvivenza, felicità ed intelligenza aumentino enormemente”. Ron Hubbard 

Ed eccone una testimonianza!

 

 

Oggi c’è stata la supersession!
I procedimenti sull’Universo hanno scatenato delle sensazioni e delle comprensioni molto profonde e continuano a lavorare interiormente ancora oggi, che sono passati giorni.

Abbracciare l’Universo, poterlo contenere nello spazio di un pensiero pur riconoscendone l’infinito. Potenziale allo stato puro.

Le realizzazioni si susseguono su una scala e sono concatenate, già accettare/non accettare, subito prima, aveva fatto emergere questa consapevolezza/capacità di poter fare o non fare qualsiasi cosa. Dunque io come origine del tutto.
Ho avuto la percezione di un’entità superiore, molto distaccata dall’accettare(fare)/non accettare (disfare), come qualcuno che gioca a scacchi e sposta i pezzi su una scacchiera immaginaria. Grande presenza mentale, capacità di focalizzare, nessuna distrazione e sotto sotto una sensazione di stare facendo un gioco.

Cosa puoi accettare dell’Universo? Che ho dimenticato molte cose… E un’ondata di emotività, un senso di rimpianto e poi di grande tranquillità e serenità.

Mi si è chiarito ulteriormente cosa significa assumersi le proprie responsabilità. E’ relativo a qualcosa che comunemente non è nemmeno lontanamente percepito dagli esseri umani. Lavorare duramente tutti i giorni? Occuparsi dei figli o della casa?

No, ci si deve assumere la responsabilità di aver scelto di fare quelle cose, di averle create e messe lì, troppo spesso come delle prigioni. Si rivela quindi il teatrino di questa esistenza, che vive una brutta copia di altre situazioni, ben più plasmabili e interessanti.
Un teatrino in cui tutto è un po’ più prosaico e la materia tende (ma non necessariamente deve) a diventare grossolana.

La responsabilità ce la si assume anche per come viviamo ogni nostra emozione, senza scaricarla sugli altri.

“Il tizio mi ha fatto arrabbiare”. Eh no! Non esiste tizio che ti possa far arrabbiare.

Rivedo il mio passato in cui la mancanza di capacità di stare di fronte, mi portava al punto di giudicare la persona, che io ritenevo causa delle mie disgrazie. Un giudizio negativo che ritenevo “giusto” e che giustificava disprezzo e rabbia.

“Tu hai fatto questo! E ora io ristabilisco ciò che è “giusto”, ovvero ti dico chi sei, come sei e cosa hai fatto!”.
Non è che mi facesse sentire meglio ma il giudice aveva necessità di giustizia, anche se alla fine ero sempre io che mi condannavo.

Il mio rivendicare “giustizia” era un atto ritardato, arrabbiato e pure autolesionista, derivato da:
1) non essere stata in grado di stare di fronte, in particolare nell’esercitare il diritto di dire “no”.
2) non essersi assunta la responsabilità, che accettando ciò che non mi andava bene, ero io che generavo il mio stato di infelicità.
Riconosco e comprendo la linea di pensiero che mi ha mosso e mi fa guardare al mio passato come quello di una bambina abbandonata nella jungla e cresciuta con le scimmie. Potevo fare diversamente o più di quello che ho fatto? Purtroppo no.
Le mie intenzioni/azioni sono sempre state etiche ma non ci si può lamentare, se si lascia il campa libero agli altri e dopo non ci piace come vanno le cose, anche se era molto comodo all’interno di questo guazzabuglio di relazioni aberrate.

E quindi cosa succede ora? Ora io affermo, con la stessa chiarezza mentale di quell’entità che ho percepito, quello che sono e quello che voglio. E sì, anche con quella sensazione di gioco. E un caro saluto ai drammi!

E’ qualcosa che è sceso dentro di me molto profondamente, una conquista epocale, di un’importanza suprema.

Questo è un percorso meraviglioso che non ha eguali, sarebbe da mettere obbligatoriamente come materia scolastica dalle elementari.

Esprimo tutta la mia riconoscenza al team di Brescia che con grande dedizione e pazienza porta avanti una Scientology indipendente, che, senza fronzoli e orpelli, è senza dubbio la scuola di pensiero e di libertà più efficacie che sia mai esistita.
E’ splendido il coraggio con cui i nostri Indipendenti portano avanti la chiarezza di intenti di Ron Hubbard, in modo pragmatico, diretto, con semplicità, senza “esoterismi” da quattro soldi, mettendo a disposizione la tecnica a chiunque voglia veramente capirci qualcosa di più di questa esistenza e voglia viverla nel miglior modo possibile.

Grazie a tutti voi e, come al solito, grazie anche a me!

M.

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Ciao Chick

Chick Corea,

un grande artista,

uno scientologo che ha ispirato molti con la sua musica,

con il suo sorriso e la gioia di creare,

ci ha lasciato.

Buon viaggio Chick, l’universo ti sia amico

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Il potere del Riconoscimento in auditing

Un aspetto della comunicazione

apparentemente meno importante

rispetto ai contenuti della comunicazione stessa,

eppure…

Durante la session di oggi mi sono chiesta come fosse possibile ottenere tutte quelle liberazioni e realizzazioni mediante una tecnica apparentemente molto simile ad una conversazione.

Solo che in una semplice conversazione non accade nulla di ciò che succede con l’Auditing.

Evidentemente è bastato porsi la domanda per veder giungere la risposta… Mi spiego meglio…

Conosco il procedimento per il quale un Auditor deve sempre dare riconoscimento ma questa volta l’ottenerlo ha avuto un effetto quasi deflagrante

Il riconoscimento, invece di arrivare al mio Io cosciente, ha toccato una parte nascosta che aveva un bisogno disperato di essere vista.

Ho avuto l’impressione che questa parte fosse chiusa in una rassegnazione e proprio non si aspettasse che qualcuno potesse comprendere il suo bisogno, che si sentisse senza speranze, infatti ha proprio esultato a livello interiore, come se avesse detto: Oh finalmente! Era ora!

E subito dopo commozione e gioia, di una qualità di sentimento così puro da non sembrare di questa terra. Mi ha fatto pensare alla gioia di un bambino piccolo e innocente.

Lo scatenarsi di queste emozioni e sentimenti, oltre ad essere un’esperienza di per sé meravigliosa, mi ha dato la risposta che cercavo, sul fatto che l’Auditing si sintonizza con quelle parti di noi addormentate, nascoste in profondità e con vari metodi le porta alla luce (non solo in senso metaforico).

Riflettendo sulla domanda/risposta/riconoscimento che ha prodotto tutto ciò, ho visto chiaramente come quanto, troppo spesso, nella vita, ho scelto di occultare alla mia consapevolezza la sofferenza per non aver avuto un riconoscimento. A livello razionale infatti è qualcosa che non ho mai cercato, anzi quasi un po’ mi infastidiva quando succedeva.

Ancora una volta riesco a vedere come ho trasformato la sofferenza in un qualcosa che mi rendeva più forte. E voglio dire… Non sarà stata la soluzione perfetta, non sarò stata la reincarnazione Dalai Lama però sono fiera di aver sempre scelto di essere forte di fronte alla possibilità di soccombere. Inoltre di fronte a tanti problemi che mi sono creata, mi devo riconoscere anche di aver trovato la strada dell’Auditing, che rimette tutto nel giusto equilibrio, sotto il segno di una profonda e tangibile Verità.

Ecco, mi sono appena data un riconoscimento da sola. Ed è triplamente importante, perché lo riconosco, lo vedo e ne percepisco il grande valore!

Fantastico!

M.

Grazie ancora Guido! Che meraviglia poter fare questo percorso con regolarità! Sono felicissima!

 

 

 

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Claudio attesta lo stato di Clear

Un grande risultato raggiunto da Claudio

nel campo indipendente,

e con grande gioia

vogliamo condividere con voi

il suo successo.

Finalmente ho raggiunto il mio primo grande gradino: ho attestato Clear.

Innumerevoli realizzazioni e successi ci sono stati in questi 5 anni dall’inizio del ‘ponte’ e la mia vita è passata letteralmente su un altro livello.

La gioia è tanta, ma contenuta. Rispetto a dove ero la differenza è abissale, ma la realtà acquisita su quanto ci aspetta nel percorso è così grande che è molto più forte l’interesse e l’eccitazione.

Ho incontrato Scientology ‘per caso’ attraverso la formazione aziendale e dopo aver passato 20 anni in percorsi spirituali principalmente di matrice orientale. Sono arrivato titubante ed impaurito da tutto quello che si diceva sulle qualità morali degli scientologist. Ed inoltre ho iniziato l’auditing con l’aspettativa, e forse un po’ di presunzione dovuta alle ‘esperienze’ vissute negli ultimi anni di pratiche intensive spirituali, di trovare solo qualche valido approccio alla mente ed all’applicazione di questa conoscenza nella vita pratica, ma poco o niente di spirituale.

Riguardo alle persone con cui mi sono confrontato, posso dire, senza il minimo dubbio, che sono tra le più etiche, generose e trasparenti che abbia mai conosciuto. Veramente esseri di altissima qualità.

Riguardo invece all’aspetto spirituale, Scientology è andata totalmente oltre ogni più rosea aspettativa. E’ stato ed è l’anello mancante di tutto il mio percorso. Ron e tutti quelli che lo hanno aiutato (forse anch’io tra questi😊)), siano benedetti, sono stati grandiosi e grande è la mia riconoscenza.

Vorrei ora passare ai ringraziamenti in questo momento per me di grande festa, dare riconoscimento adeguato a chi ha contribuito alla mia Crescita in maniera importante.

Parto con la famiglia e gli Amici più vicini:

– Ringrazio innanzitutto la mia seconda dinamica. Senza la mia splendida moglie e la mia adorata figlia che mi hanno supportato (e anche sopportato un bel po’) sarebbe stato tutto molto più difficile. Sono la mia gioia ed il mio faro. Le amo profondamente.

– Ringrazio i miei genitori e mio fratello, persone eccezionali che con un po’ di pratica corretta potrebbero aumentare notevolmente la loro bellezza e le loro abilità. Sarebbe un’altra realizzazione per me e spero un giorno lo facciano.

– Ringrazio i miei Amici più cari, Lorenzo e Massimo, per i quali ho un Amore speciale e con cui condivido tutto. Conoscono quello che faccio e sono stati e sono sempre ottimi consiglieri ed ascoltatori delle mie esperienze. A breve li voglio sul ponte 😊

– Ringrazio infine il mio caro amico e la mia guida negli ultimi anni, Giulio. L’ho voluto e l’ho trovato! Lui mi è vicino e grande è il suo supporto.

Passo ora agli scientologist, quelli veri, in ordine di conoscenza:

– Ringrazio Ron e chi lo ha aiutato. Hanno fatto qualcosa di grandioso per tutti noi. GRAZIE

– Ringrazio Guido, Marisa e Francesco. E’ grazie a loro se sono qua, al loro impegno e ad i rischi che si sono assunti. Persone fantastiche da tutti i punti di vista sempre al servizio degli altri. GRAZIE

– Ringrazio il mio grande Auditor, Rosario, Auditor fantastico, è per me ormai una persona di riferimento. Non dimenticherò mai tutto il tempo passato insieme ed i nostri confronti ‘metafisici’ fuori seduta. GRAZIE

– Ringrazio Paolo, grandissimo C/S. Ci siamo visti pochissimo, ma ho sempre sentito la sua presenza e la sua guida impeccabile dietro il mio percorso. GRAZIE

– Ringrazio infine tutti voi nel blog. Anche voi, a vostra insaputa, siete parte della mia famiglia. Ho passato innumerevoli ore a seguire tutti i vostri confronti, presenti e passati, e spesso sorprendentemente illuminanti. Mi hanno aiutato moltissimo nella comprensione e mi hanno dato conforto nei momenti un po’ più bui. Vi voglio bene e GRAZIE

E via, ancora più veloci verso ciò che ci aspetta

Claudio

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