Archivi del giorno: 3 agosto 2011

INSIDE SCIENTOLOGY, INTERVISTA A JANET REITMAN

HO VOLUTO INSERIRE QUESTA INTERVISTA DI JANET REITMAN, AUTRICE DEL NEO PUBBLICATO LIBRO INSIDE SCIENTOLOGY PER POTER CONDIVIDERE I PUNTI DI VISTA ALTRUI SUL SOGGETTO.

Ringrazio per l’utorizzazione alla copia e riproduzione Simonetta Po , alias Martini , dalla quale ho preso l’intervista tradotta.

Buona notte amici miei !!!

Francesco

Link originale:

http://xenu.com-it.net/txt/inside_scientology_reitman.htm

Inside Scientology: intervista a Janet Reitman

In questa intervista la giornalista di Rolling Stone e autrice del libro su Scientology uscito a giugno 2011 discute le scuole di Scientology, gli sforzi della chiesa per reclutare gli afro-americani e il motivo per cui le celebrità non sono d’aiuto nel portare nuovi membri.

© Di Jessica Grose, Slate, 8 luglio 2011.

©Traduzione a cura di Simonetta Po, luglio 2011.

 

Quando nel 2005 iniziò a fare ricerche su Scientology per il suo giornale, la redattrice di Rolling Stone Janet Reitman sapeva ben poco sul gruppo.Dall’uscita del suo articolo Inside Scientology del marzo 2006 sono trascorsi cinque anni, durante i quali la giornalista ha condotto ricerche sulla storia della chiesa e sul suo imprevedibile fondatore, L. Ron Hubbard. Il risultato è il polposo e avvincente libro Inside Scientology: The Story of America’s Most Secretive Religion. La Reitman ci ha raggiunti negli uffici di Slate per una chiacchierata sull’attuale e controverso dirigente di Scientology, David Miscavige; sul reclutamento delle celebrità, cioè la strategia di marketing della chiesa; sull’eccezionale compostezza dei ragazzini che frequentano le scuole di Scientology.Slate: molti giornalisti che in passato si sono occupati di Scientology – come Paulette Cooper che se ne interessò negli anni ’60 e ’70 – hanno riferito diessere stati molestati, alcuni altri sono stati querelati dalla chiesa. Tu hai ricevuto intimidazioni? Con quanta circospezione hai affrontato l’argomento?

Janet Reitman: Quando iniziai a scrivere l’articolo per Rolling Stone brancolavo veramente nel buio in merito a Scientology. Non avevo idea della loro litigiosità legale, per cui non ero intimorita. Vi fu soltanto una telefonata al mio direttore fatta da un famoso scientologist il quale cercò di screditarmi. Non so che cosa disse al mio capo, ma qualsiasi cosa fosse, non funzionò.

Contemporaneamente o poco dopo, la sorella di Tom Cruise [Lee Anne DeVette], che all’epoca era il suo agente pubblicitario, oltre che scientologist di alto rango, fece visita al giornale assieme a un certo Mike Rinder, all’epoca a capo dell’Ufficio degli Affari Speciali [OSA], cioè l’ufficio della chiesa che si occupa di questioni legali e di investigazioni. Ora quest’uomo ha lasciato la chiesa, ma all’epoca dirigeva l’ufficio. Lee Anne e Mike vennero a Rolling Stone almeno una volta, forse due, a cui seguirono numerose telefonate: «Come va? Volevo assicurarmi che avesse tutto quello che le serve.»

Frattanto avevo chiesto di poterli incontrare in California per visitare la base internazionale e vedere una delle loro scuole, visto che stavo scrivendo un pezzo sui ragazzi educati nel sistema Scientology. Volevo incontrare i giovani della chiesa, in particolare i membri della Sea Organization, il loro “clero”. Alla fine e all’ultimo momento, quando stavamo ricontrollando l’articolo prima di andare in stampa, autorizzarono la mia visita. Riuscii ad avere questo incredibile accesso non solo a Rinder, ma anche a Tommy Davis, attuale portavoce della chiesa, con cui trascorsi tre giorni a chiacchierare di tutto. In termini di intimidazioni o presenza opprimente, quando all’inizio della primavera 2006 l’articolo uscì, erano praticamente finite.

Slate: Vorrei saperne di più sulla tua esperienza nei centri educativi. Che cosa hai osservato durante la visita alle loro scuole?

Reitman: Quando mi chiedono: «Che cosa ti ha impressionato di più?» rispondo: i bambini. I bambini cresciuti in Scientology sono insolitamente composti, auto-controllati, in particolare se pensiamo a quanto di solito sono insolenti gli adolescenti, in particolare i maschi.

Le scuole di Scientology – e non voglio chiamarle “scuole Scientology” poiché tecnicamente sono scuole laiche – usano la cosiddetta “tecnologia di studio”, curricoli studiati da L. Ron Hubbard per l’educazione laica, che è molto simile a ciò che gli adulti apprendono nella chiesa. Si concentrano molto sulla soluzione fisica dei problemi che, per persone come me che avevano difficoltà a concettualizzare la matematica e la fisica, è veramente interessante. Lo stile di apprendimento di Scientology risale agli anni ’60 e per certi versi non è così differente da ciò che fanno oggi i bambini nelle scuole laiche, sebbene in guisa diversa. Risolvono i problemi in modo visivo.

Credo che l’aspetto negativo della “tecnologia di studio” sia il forte orientamento a Scientology. Esiste un programma morale, hanno una direttiva chiamata “etica” – il nucleo centrale della Chiesa di Scientology. È un modello di comportamento che rinforza continuamente l’auto-analisi, la confessione, l’auto-monitoraggio e l’aderenza a un sistema severo istituito da L. Ron Hubbard per guidare il mondo che aveva creato, cioè il mondo di Scientology.

Una delle ragazze di cui scrivo nel mio libro, Kendra Wiseman, per tanti versi era la perfetta ragazzina Scientology – intendo dire che era obbediente, desiderosa di impegnarsi nello studio di Scientology, non era mai stata una ribelle – fino a 14 anni. Poi ebbe questa straordinaria esperienza, una forma di ribellione. Un giorno entrò in una libreria di Los Angeles proprio di fronte al Celebrity Centre. Il Daily Planet, così si chiama il negozio, vende cristalli, incensi e tutto l’armamentario New Age. Si fece coraggio, entrò e acquistò una fialetta di olio essenziale, forse un cristallo, e li nascose prima nella borsa da ginnastica e poi, una volta a casa, nell’armadio, tanta era la sua paura di essere scoperta. Nel corso dell’anno seguente si interessò alla Wicca – quelle cose che fanno tutte le ragazzine di 14 anni. Poi annunciò di non essere più una scientologist, ma una seguace Wicca.

Per questo venne severamente punita e ostracizzata, le fu chiesto di fare ogni tipo di “ammenda” come lavorare alla manutenzione della scuola, venne tolta dalla sua classe. Gli insegnanti, la preside, gli amici, i genitori degli amici ricevettero ordini di non parlare più con lei. Arrivarono anche le telefonate dai genitori degli altri scolari: «Non vogliamo più avere niente a che fare con te fino a che non avrai fatto ammenda.» E questo, mi dispiace dirlo, fa parte di Scientology e può anche far parte dell’esperienza educativa in Scientology. È soltanto uno dei molti racconti che ho raccolto, è una faccenda complessa.

Slate: torniamo alle origini di Scientology. Dal modo in cui descrivi Dianetics – che gli scientologist chiamano anche “Libro Uno” – volume del fondatore L. Ron Hubbard, sembra che esso sia incentrato sulla rimozione del dolore. Dianetics venne pubblicato nel 1950 ed è sensato ritenere che nell’America di Eisenhower qualsiasi cosa enfatizzasse la positività era destinata al successo. Mi puoi spiegare, come hai fatto nel tuo libro, perché quel momento storico è stato un perfetto terreno di coltura per le filosofie di Hubbard?

Reitman: C’è da capire fondamentalmente una cosa su L. Ron Hubbard: sotto molti aspetti era il prodotto della Seconda Guerra Mondiale. Era stato Ufficiale di Marina, anche se c’è controversia sul grado raggiunto in quanto soffriva di ulcera e lamentò diverse altre disabilità fisiche, e probabilmente tornò dalla guerra con un qualche tipo di PTSD [disordine da stress post-traumatico – N.d.T.]. I fascicoli della Marina non contengono conferme delle ferite di guerra di cui poi Hubbard parlò. E la Chiesa di Scientology afferma che il suo fondatore lavorava sotto copertura, che era in realtà un ufficiale del corpo di spionaggio, per cui aveva anche un’altra serie di fascicoli personali. Io non ho mai visto prove di tali affermazioni. Ciononostante, Hubbard soffriva chiaramente di qualcosa e aveva richiesto alla Marina di poter usufruire di aiuto psichiatrico. Nel corso dei pochi anni successivi scoprì qualcosa per curarsi dai traumi, qualcosa che battezzò dianetica.

Dianetics affascinò perché stiamo parlando di un periodo in cui la psichiatria era praticamente inesistente. Era molto costosa e disponibile solo nelle grandi città come New York, Washington, Los Angeles. Altre forme di psichiatria come la lobotomia facevano paura. E c’erano tante, tantissime persone traumatizzate.

Slate: E forse usò il linguaggio giusto. Fece sì che quelle persone riuscissero ad esprimere ciò che stavano vivendo – in Dianetics ci sono molte cose interessanti che Hubbard fa con il linguaggio, dare un nome alle cose, e questo deve essere apparso confortante.

Reitman: Senz’altro. E poi Hubbard fondeva sempre il tutto con la scienza. La scienza fu la grande passione nella metà del XX° secolo, la fantascienza aveva un successo straordinario, era appena stata sganciata la bomba atomica, partecipavamo alla corsa per lo spazio – per cui esercitava un grande fascino. Negli anni ’50 anche la religione divenne estremamente popolare. Era un altro modo con cui la gente affrontava i traumi, andavano in chiesa… in quegli anni la frequentazione delle chiese aumentò moltissimo. Saldando Dianetics, che essenzialmente è auto-aiuto, con delle componenti spirituali, cioè con Scientology, L. Ron Hubbard fece centro.

Slate: Sembra che Hubbard fosse veramente bravo a fare centro. Tra la fine degli anni ’60 e la metà dei ’70 rinquadrò Scientology per renderla più spirituale.

Reitman: Molte persone che conosco e che furono coinvolte in Scientology in quel periodo direbbero che fu una fortunata coincidenza. Hubbard non ebbe un momento “oh-ho!”. Gli anni ’60 esplosero e tutto d’un tratto Scientology cominciò ad affascinare i giovani che si stavano ribellando. Hubbard era una specie di Peter Pan, questo stravagante uomo di mezz’età molto diverso dall’immagine quadrata dei genitori dell’epoca. Per cui, indipendentemente da ciò che è venuto prima, – il bisogno popolare o le strategie di Hubbard – io tendo a pensare che si trattò della prima evenienza e che Hubbard fece ricorso alle sue strategie una volta resosi conto di ciò che stava accadendo. E lo fece molto bene. Le campagne di marketing degli anni ’60 e ’70 erano incredibili.

Slate: Hai fatto questa descrizione delle tecniche di marketing di Scientology negli anni ’60: «In Kenmore Square o in Washington Square, su Shattuck Avenue o su Sunset Boulevard, all’Height o al Golden Gate Park, ragazze attraenti in hot-pants o minigonna, sorrisi radiosi come se avessero appena scoperto un segreto che desideravano ardentemente condividere, avvicinavano giovani hippy o studenti universitari, soprattutto di sesso maschile, e li invitavano a seguirle a casa». Ho letto Helter Skelter e anche Charles Manson invitava i giovani a unirsi alla sua “famiglia” utilizzando le stesse tattiche – faceva avvicinare gli uomini da ragazze attraenti.

Reitman: Anche gli Hare Krishna facevano la stessa cosa. È una facile strategia di vendita. Ragazze giovani e carine avvicinavano gli uomini negli aeroporti o nei campus universitari. Ma, in Scientology, le ragazze li portavano in un centro per assistere a una conferenza, e poi sparivano. E i tizi restavano lì a chiedersi: «ma dov’è finita?». Lei era uscita a cercare altri “prospetti”.

Slate: E oggi come funziona il reclutamento? Come fanno marketing? Tempo fa vedevo giovani di entrambi i sessi che offrivano “test dello stress” nella metropolitana di New York, ma è un pezzo che non li vedo più.

Reitman: Effettivamente proprio l’altro giorno stavo facendo un’intervista e [il mio intervistato] mi ha detto che avevano allestito un banchetto per il test dello stress in una stazione della metro vicino a Prospect Heights a Brooklyn. La cosa è interessante, negli ultimi anni si sono rivolti alla comunità afro-americana. È dura anche per loro. Fanno pubblicità televisive, hanno un sito web molto patinato. Quando ho iniziato a interessarmi alla chiesa – sei anni fa, ed era una giornata bollente di luglio proprio come oggi – decisi di andare a fare un giro alla chiesa di New York. Qualcuno mi aveva consigliato di essere onesta con loro, ma di non esagerare. Così decisi di modificare leggermente il mio nome e di non dire di essere una giornalista. Appena arrivata nei paraggi, un ragazzino all’angolo della strada mi disse: «Hey, vuoi vedere un film?» e mi consegnò questo volantino di Dianetics. Stavano reclutando agli angoli delle strade, vengono chiamati “body router”. Nel 2005 facevano queste cose. Mentre scrivevo il libro mandai un ricercatore ad accertarsi che lo facessero ancora, e anche lui fu avvicinato per strada. Questo succedeva un paio di anni fa.

Slate: Per i lettori che nulla sanno di Scientology, ci puoi dare un’idea di quanto spende la persona media che si avvicina a Scientology?

Reitman: Scientology può essere molto costosa. Se il tuo obiettivo è la libertà spirituale – una specie di Nirvana – devi fare auditing (la parola che usano per definire l’assistenza spirituale). Acquisti auditing allo stesso modo in cui potresti pagare qualsiasi altro tipo di terapia. Salvo che gli scientologist utilizzano questo strumento chiamato E-Meter il quale, a loro dire, misura tutte le reazioni emotive, tra cui anche le menzogne. E quel tipo di auditing si fa sempre più costoso. Le sedute si acquistano in blocco, ciò che viene definito “intensivo di auditing”. Ti vendono pacchetti da 12 ore e mezza. Il prezzo può variare dai 750 ai 2000 dollari a pacchetto, dipende su quale livello stai lavorando, e alcuni intensivi sono ancora più costosi. A certi livelli devi anche fare parecchi intensivi per volta.

Slate: Quindi man mano che sali, diventa più costoso?

Reitman: Sì, esattamente. Il cammino dell’illuminazione spirituale Scientology si chiama “Ponte della Libertà Totale” e puoi salirlo come una scala, acquisendo (dicono) sempre maggiori abilità o miglioramenti, o qualsiasi cosa tu stia cercando, ad ogni successivo piolo della scala. Il primo, grosso obiettivo è raggiungere il livello noto come “clear” in cui si dice che l’individuo si sia liberato dei problemi psicologici e dei problemi fisici di origine psicosomatica. Liberato dai problemi attuali, del tempo presente, di questa vita (visto che si crede di aver vissuto molte vite) – pensano che tutte le questioni relative a quei problemi siano scomparse per sempre. Può servire molto tempo – e puoi spendere tonnellate di denaro. Pare che se sei una celebrità arrivi direttamente in cima, forse perché puoi permettertelo o forse perché sei utile in altri modi, e vogliono essere sicuri che tu sia felice e contento.

Ma se sei una persona normale, tutto dipende da quante questioni devi risolvere. E, probabilmente, dipende da ciò che essi ritengono essere il tuo potenziale. Le persone molto “gasate” su Scientology tendono ad avanzare speditamente verso “clear”, forse perché sono così entusiaste, ma forse anche perché vengono viste come elementi positivi per l’intero seguito di Scientology. Dopo “clear” devi avanzare su ciò che spesso vengono definiti i “livelli segreti”, dove apprendi la teologia e la creazione del mito della chiesa e comprendi di che cosa si tratta. Questo cammino può essere estremamente costoso. Se vieni considerato una persona seria salirai rapidamente. Ad alcuni occorrono un paio d’anni, ad alcuni cinque. Altri invece sono nella chiesa da 30 anni e ancora non ci sono arrivati. Questo non significa che tu non possa essere un membro attivo o parte della comunità. Ma fino a quando non hai pagato, non potrai progredire. Fanno molte pressioni sul tuo progresso. Se non puoi permettertelo puoi andare a lavorare per la chiesa, e molti finiscono per fare proprio così.

Slate: Nel libro parli anche di persone che firmano dei contratti di lavoro per la chiesa della durata di un miliardo di anni.

Reitman: gli scientologist credono di vivere da sempre, e che vivranno in eterno. Un miliardo di anni non è poi una gran cosa. È simbolico. Ti impegni a dedicare la vita alla chiesa. Fanno orari di lavoro molto lunghi. Diciotto ore al giorno, poco tempo libero, vivono in condizioni terribili. L’organizzazione è diventata sempre più punitiva. Ha sempre avuto una componente punitiva, ma sembra diventata quasi implacabile sotto questo punto di vista.

Slate: Sembra che le cose si siano fatte più pesanti dopo la morte di Hubbard e il passaggio delle redini a David Miscavige. Ritieni che le cose sarebbero state diverse se a esercitare il potere fosse stato qualcun altro?

Reitman: Beh… David Miscavige è come il Bringham Young della chiesa, laddove Hubbard è Joseph Smith [rispettivamente il primo presidente e il fondatore della Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni, anche detta chiesa mormone – N.d.T.] . Miscavige era il più forte tra un gruppo di forti candidati, tra cui un certo Pat Broeker, che sembra fosse il vero successore. Un decisamente orripilato funzionario della chiesa mi ha descritto i giovani divenuti la nuova guardia come i bambini del “Signore delle mosche”. Molti di loro erano entrati in contatto personale con Hubbard nel periodo in cui il fondatore aveva cominciato a scivolare nella follia. Era diventato sempre più paranoico perché la chiesa era costantemente sotto esame – e Hubbard era diventato una sorta di eremita, come Howard Hughes. Perciò un sacco di quei ragazzini interpretarono la gestione di Scientology in base a quella prospettiva incostante. Altre persone avevano conosciuto il lato comprensivo di Hubbard, ma, in base ai racconti che mi sono stati fatti da chi entrò in Sea Org assieme a lui, Miscavige non ha mai conosciuto quel lato positivo di Hubbard. Poi Hubbard scomparve del tutto, divenne un recluso.

Una delle mie fonti me l’ha messa in questo modo: Miscavige ha preso il peggio di Hubbard. E’ indiscutibile tuttavia che Miscavige non è mai stato un “ragazzino normale”. In Scientology Hubbard viene ritenuto infallibile, e Miscavige non ha mai avuto esperienze nel mondo esterno: entrò in Sea Org a 16 anni, era andato a vivere in una base Scientology con i genitori quando ne aveva 11 o 12. Fu sempre isolato dal mondo e pare che la sua interpretazione della gestione della chiesa sia che devi essere autoritario, che la tua parola è legge e – in base ai racconti fattimi da moltissime persone – che devi urlare e strepitare. La Chiesa di Scientology è un’organizzazione che non ti permettere di dibattere sui suoi principi, in cui non puoi criticare Hubbard. Se fosse stata diretta da qualcun altro invece che da Miscavige sarebbe potuta evolvere più flessibile, la comunità sarebbe potuta essere più dinamica. Ora si trova in una posizione statica.

Slate: Nel tuo libro racconti di come Miscavige abbia usato le celebrità come strumento di marketing, strategia che ha avuto un contraccolpo quando Tom Cruise s’è messo a saltare sul divano di Oprah. In senso generale, ritieni che le celebrità siano state di aiuto a Scientology?

Reitman: No. Ritengo che siano state un danno. Hubbard voleva reclutare persone importanti che avrebbero diffuso la novella al mondo. Di per sé era una politica ideologicamente vincente. Ma la strategia di Miscavige è stata sempre più orientata alle celebrità. Vedeva il pubblico americano dall’interno della sua bolla e pensava che fosse affascinato dalle celebrità, che quello fosse il “bottone” da premere. Ritenne che, poiché la nostra cultura è sempre più ossessionata dalle celebrità, esse potessero divenire un buon strumento di vendita. Per cui le ha messe sul piedistallo. Voleva usarle come strumento promozionale con l’idea che la gente sarebbe entrata in Scientology sulla scia di Tom Cruise o John Travolta. Alcuni attori possono anche esserci entrati per quel motivo, ma non credo che la persona comune di Potomac, Maryland, o di Duluth, Minnesota, ci entrerebbe perché Tom Cruise ne fa parte. Le celebrità non ti coinvolgono spiritualmente.

Slate: Che cosa ti ha sorpreso di più in Scientology, oltre alla compostezza dei ragazzini?

Reitman: La normalità di un sacco di persone. Ho cugini più grandi che negli anni ’60 e ’70 erano hippy, anche io ho passato quel momento in cui pensavo fosse veramente fico. Beh, ho incontrato gente che era proprio così, persone istruite, provenienti da classi medio-alte. Ascoltare come per loro fosse stato facile entrarci, beh, mi sono resa conto che con la giusta esca e senza informazioni contrarie, Scientology può sembrare estremamente affascinante. Sono dei venditori incredibili. Si danno veramente da fare per farti sentire bene, e allora ci entri.

Slate: Secondo te, se non fosse per la barriera finanziaria vi entrerebbero più persone? Hai idea se la chiesa si sta espandendo o contraendo?

Reitman: Credo si stia contraendo. Vai a fare un giro in una chiesa qualsiasi – non c’è nessuno.

Slate: Ma allora come faranno a pagare i 90 milioni di dollari previsti per la ristrutturazione del loro centro di Clearwater, di cui parli nell’epilogo? Da dove viene il denaro?

Reitman: Raccolgono fondi dai loro membri, che evidentemente danno, danno incessantemente. Al di là di ogni altra considerazione, si tratta di un’azienda con un aspetto imprenditoriale molto aggressivo. Hubbard ha messo assieme delle tecniche di management ed è stata fondata un’associazione per imprenditori chiamataWorld Institute of Scientology Enterprises il cui scopo è diffondere gli insegnamenti di Hubbard nel mondo imprenditoriale laico. Per cui raggiungono dentisti, medici, chiropratici ecc. – gente che gestisce il proprio ambulatorio senza avere capacità gestionali. I consulenti scientologist, che generalmente lavorano su licenzaWISE, danno loro consigli e in questo modo li attraggono nella chiesa. È gente che guadagna molto, e quei grossi guadagni finiscono poi in donazioni per costruire le grandi chiese e nelle raccolte fondi.

Come organizzazione, se Scientology si rendesse più abbordabile potrebbe campare per generazioni con 500 persone, perché non ha bisogno di essere un gruppo evangelico. Sono ormai alla terza o quarta generazione, molte persone sono veramente coinvolte. Anche se i numeri sono in declino, non direi che Scientology sia destinata a scomparire. Potrebbe esistere ancora per molto tempo.


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