IL TONO SOCIALE DELLA CofS………

Mentre in auto tornavo a casa , ho avuto una realizzazione che ho condiviso con chi era con me a bordo :

Il Tono Sociale della CofS e’ 1.1 ( ostilità nascosta ).

Chi conosce il punto di vista comune che si inculca all’interno della CofS , non troverà affatto estranei i miei pensieri a riguardo.

Cosa pensa la CofS riguardo la società ?

Riguardo ai “Wog”( chi non fa parte della CofS) ?

Riguardo agli imprenditori?

Riguardo ai politici ?

Riguardo all’istruzione pubblica?

Riguardo alla medicina?

Riguardo alle altre religioni?

Potrei proseguire fino alla fine dei tempi, per ogni argomento potrei riassumere le risposte in:

Ci sono le persone soppressive di mezzo.

Sono fuori etica.

Non hanno la tecnologia.

Hanno dati falsi.

Hanno parole malcomprese .

Sono destinati al fallimento.

Lo avete letto da qualche parte o era “morale” del gruppo ?

Analizzando la cosa dall’esterno, sembra proprio che questo ” pensare di sapere gia’ tutto” sia effettivamente una grossa barriera tra la CofS e la società .

Mantenere le persone nell’ignoranza , impedendo loro di informarsi e di pensare con la loro testa, etichettando qualsiasi cosa esterna che non segua il pensiero del comando come “inturbolativa” , suona un po’ come parola divina insindacabile o verità assoluta, il che a mio avviso , non rende le persone libere, anzi le schiavizza ed uniforma ad un unico pensiero e corpo.

O Setta.

Non ci si può lamentare se ci sono più persone che muoiono di diarrea in un mese che adepti della CofS nel mondo.

Tenendo conto della tecnologia e della sua funzionalità che abbiamo a disposizione…..

Avete per caso messo in dubbio la sua funzionalità ?

Pensiero credo alquanto autoinvalidato, ma perché ti e’ saltato in mente ?

La CofS e’ 1.1 ed e’ per questo che sta implodendo su se stessa , annientando chiunque sia caduto nella trappola mortale.

Lo stesso pensiero vale all’interno della stessa CofS poiché dall’alto, questo e’ il pensiero malsano di gruppo dei membri della Sea Org nei confronti dello staff, degli staff nei confronti del pubblico ed infine del pubblico nei confronti dell’universo fisico.

La cosa e’un Po perversa ……

Provate a pensare ad un momento dove, mentre eravate parte di quel gruppo, avete sviluppato un vostro punto di vista riguardo a qualcosa o qualcuno.

Bene

Cosa ne pensate ora che state rianalizzando la cosa da un punto di vista al di sopra di quel periodo ?

Si, dico al di sopra in quanto ( saro’ estremamente valutativo, ne sono consapevole e lo faccio intenzionalmente…) , ora vi trovate piu’ Causa e meno Effetto riguardo a Scientology, riguardo alla vita .

Non stupitevi se avete ottimi approcci con persone che fino a prima consideravate ” SP” o “WOG” o ” loro non sanno” e bla bla bla micio micio bau bau , che vi ritrovate a PARLARE veramente con loro e che state condividendo accordi sulla Filosofia di Scientology.

Avete Rimosso un gran 7 premuto !

Un dato stabile Inculcato e non raggiunto tramite osservazione e’ partito.

Fiiiuuuuuuuuuuuu……..

Saltato in aria, BANG !, come la ruota dentata di un Macchinario che va in mille pezzi….

Effettivamente proprio di Macchinario sto parlando

E se vi ritrovate ad applicare Scientology nella vita e non continuare a duplicare quello che faceva Ginobot e TUTTI gli altri dell’ Org perche’ loro lo facevano e si usava fare così ….

Beh, allora complimenti !

Avete ritrovato il vostro Autodeterminismo

E potete trasformarlo in Pandeterminismo a piacere !

Dire: guardali come sono messi,sono degli zombie, bla bla bla ( mi sto riferendo chi e’ ancora dentro la CofS), ci mette al loro pari, solo un po’ più su come punti di vista, si ricreerebbe una sorta di ” sapere già tutto” che era la base dell’ 1.1 della CofS e di noi quando eravamo DENTRO !

Lo eravamo anche noi no ?

Quando uno dice : ” eh sai,io era gia’ bla anni che avevo capito,ero disaffezzionato….mi stavano alla larga,,,,”

Suona un po’ come se stessimo giustificando o sminuendo quello che per noi ora potrebbe essere considerato un’overt.

No No ( e qui parto di nuovo a valutare….) , invalidare se stessi ( Io a Me ) e’ la cosa peggiore che un essere puo’ farsi .

Quindi, non fatelo.

Era l’esatto scopo dell’ Implant che ci avevano inculcato

Di come pensare

Di come agire

Di come razionalizzare gli outpoint che vedevamo all’interno

Di come spendere i nostri soldini

Di come investire il tempo delle nostre ferie

Di come escluderci dalla società

Dalla vita ” reale ”

Ma me dispias

Il macchinario lo avete fatto saltare

E potete vedere la cosa da un bel po’ più in alto .

Diamoci un Riconoscimento .

Per LRH, hip hip Hurra !

Nel 2009 Flavio Lugli ( Sea Org Member FSO ) mi fece una confidenza :

” Il management non vuole che fraternizziamo con il Pubblico “

Ora ho capito .

1.1

Grazie dell’attenzione .

Francesco

22 commenti

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22 risposte a “IL TONO SOCIALE DELLA CofS………

  1. Guido Minelli

    Ho preso in mano, in una nuova unità di tempo, il Quadro Hubbard della Valutazione Umana allegato a Scienza della Sopravvivenza e sono andato a vedere le caratteristiche dell’ 1,1 nelle varie colonne: E’ sorprendente come coincidano le azioni della CofS a quanto scritto! Provatelo da voi stessi in base a ciò che avete osservato.
    Un abbraccio
    Guido Minelli

  2. Paolo Grazioli

    Grazie Francesco
    condivido in pieno, posso testimoniare e garantire che tutto cio che hai scritto diventa chiarissimo nel momento in cui la persona mette la sua faccia e la sua persona alla luce del sole.
    Paolo
    P.S.: la frase detta da Flavio mi è stata detta anche da mio figlio Som FSO pure lui, quando noi eravamo a Flag e non gli era, in pratica, consentito pranzare con la sua famiglia!!!!!!

  3. Simon Bolivar

    A me è stata detta quando ero militare alcuni anni fà, da un allora Tenente che ci teneva all’amicizia con alcune reclute, ma non “poteva” permettersela per via della carriera. Che strane coincidenze, la mente criminale lavora sempre allo stesso modo ovunque si trovi e qualunque posizione occupi. A=A=A=A sembra il modello in voga in questo gruppo.
    Grazie Francesco, mi hai aperto gli occhi con questo articolo illuminante. Hai perfettamente ragione quando scrivi: Lo avete letto da qualche parte o era “morale” del gruppo ? Cristo, è vero!!

    • Ciao Simon,ti rispondo con una Novella che una amica ha postato sul suo profilo……

      “Avevo un bel giardino, poi ho costruito un muro di cinta, poi l’ho coperto con un pergolato, poi ho alzato il muro, poi ho messo il tetto e delle torri di guardia, è diventato un bel castello, l’ho rinforzato, ho messo le guardie, è diventato una fortezza, dove più nulla entra ed esce, una prigione… avevo un bel prato silenzioso, ma quando cadrà farà troppo rumore…”

      Le barriere vanno benissimo, fino a che’ permettono liberta’ e il raggiungimento dello scopo.
      Questa “Morale” , e non dico che non si deve avere una morale Anzi ! , ha seguito l’onda dell’atteggiamento del management nei confronti dei sottoposti…….fino a pervertirsi ed interiorizzare ed uniformare chi la applicava.
      Pensa con la tua testa, ma solo cio’ che dico IO !!!!!
      La prigione nella prigione…..
      Suona un po’ Jucas Casella……..

  4. Paolo Facchinetti

    Molto giusto e molto ben scritto, perché contiene una consapevolezza di aver fatto saltare un macchinario per se stessi, ma anche perché concede agli altri di liberarsi di questo macchinario nel corso di un loro processo evolutivo. D’altra parte, far parte di un gruppo richiede anche di accettare e di sostenere un pensiero comune. Dino Buzzati diceva che l’unica libertà concessa all’uomo è quella di scegliere sotto che bandiera servire. Una frase bella e nobile, ma certamente noi vogliamo qualcosa di più, una libertà “più libera”. Il dato stabile se troppo stabile diventa facsimile di servizio, la capacità di esprimersi può diventare natter, prendersi responsabilità se drammatizzata può diventare oppressione nei confronti di altri, la fedeltà al proprio gruppo può diventare bank agreement, e così via.
    Tutto è su una scala che va dalla libertà delle delle idee e del theta alla prigionia dell’entheta e del MEST.

  5. Simon Bolivar

    Il dato stabile se troppo stabile diventa facsimile di servizio, la capacità di esprimersi può diventare natter, prendersi responsabilità se drammatizzata può diventare oppressione nei confronti di altri, la fedeltà al proprio gruppo può diventare bank agreement, e così via.
    Quante cognitions !!

  6. Tony Pacati

    Ciao Francesco,
    è tutto vero, l’1.1 e tutto il resto.
    Ero da un amico che non vedevo da anni, la settimana scorsa, lui ha lasciato tutto senza far baccano, era sui livelli OT da una vita, mi parlava dei suoi pensieri e del peso in tutta la storia del bottone dell’ “importanza di sé”.
    Ci ho messo un po’ a capire perché gli dava tutta questa importanza ed ancora non ho finito di capire quanto realmente abbia condizionato tutti noi.
    E’ un bottone palese all’interno del management, spesso associato all’ignorante, che sa di non sapere quasi niente ma pensa di sapere bene una cosa sola, e la usa per cercare di far sentire ignoranti gli altri.
    Ma fin qui è facile, poi diventa sottile ed agisce su noi (dico “noi” ma parlo per me) ed arriviamo a fare delle cose ed assumere degli atteggiamenti che ci fanno sentire “importanti”……. Non è voglia di protagonismo, io non ne ho, è una cosa intima, quella sensazione di fare qualcosa di grande (e non c’è niente di male a fare cose grandi) ma che ti fa scivolare nell’eroismo, nell’abnegazione poi nel sacrificio ed in fine quasi nel masochismo.
    Ed alla base c’è la spinta dell’ “importanza di sé”, lo spirito del cavaliere triste e solitario che si compiace delle sue pene ma si sente importante anche solo ai suoi occhi.

    Magari non è neanche tutto sbagliato, ognuno gioca il ruolo che preferisce, ma la cosa terribile, che sto cominciando a vedere solo ora, dal fuori, e che comincio, come tu dici, ad usare la mia testa è che il tutto sembra auto determinato MA NON LO E’!
    Quello che credevo un mio personale modo di vedere le cose, penso sia invece un modo abbastanza comune, ED E’ RISAPUTO, da chi conosce di cosa è fatto il pensiero umano e che sa come usarlo.
    Così non ti viene detto di rovinarti, ma ti arriva il messaggio in modo sublimale di “decidere di rovinarti”. Nessuno ti dice di disconnettere da tuo fratello, ma tu devi “decidere” di disconnettere da tuo fratello. Non devi dire che 2 + 2 fa cinque, ma devi “sapere” che 2 + 2 fa cinque!
    E tutto questo non accade perché accade, ma è calcolato, studiato, pianificato, esercitato e fatto in una ben precisa fascia di tono, 1.1 e su cosa agisce? Sull’importanza di sé!

    E se un giorno te ne lamenterai la domanda prestampata uscirà dal cassetto: – Di quale parte di ciò che ti è accaduto potresti essere responsabile?- E la risposta puoi tirartela per le lunghe o andare subito al sodo, TUTTO!
    E anche questo ti farà sentire molto importane all’inizio (ed è calcolato e voluto), ma poi anche molto stupido e pieno di dubbi, se ti è rimasto un barlume di senno (e questo NON era calcolato e ne voluto).
    E così ti ritrovi a scrivere a Francesco nel cuore della notte.

    Non so quanto chiaro o confuso sia stato il mio pensiero, sinceramente ci sto ancora lavorando sopra perché è indigesto, molto duro da buttare giù.

    Un saluto

  7. Diogene

    La scala è lì, e può essere giusta o sbagliata… ma se si “impara” a ragionare usando scale, livelli e raffronti si può arrivare a conclusioni più precise e al tempo stesso più dinamiche, più fluide… “scientificamente personali” :))

    • “….Questa e’ la scala fondamentale, la semplice rappresentazione grafica della speranza di raggiungere l’eternita’.
      Questa e’ la scala fondamentale della Vita.

      SA che vivra’ fino in fondo

      Completamente certo, di trovarsi sylla strada per conseguirla

      Alcune persone sanno di non potercela fare

      Sanno di non avercela fatta

      E’ ovvio che queste cose sono, fondamentalmente, differenze di considerazioni.
      Pero’ rappresentano continuamente il GIOCO continuo della vita, e questo e’ TUTTO CIO’ CHE E’ L’ETERNITA’.

      LRH
      Ago1956,Conferenza,Scale, Movimento
      Scn08 pag.295

      • Diogene

        Talmente vero quello che scrive Ron… che mi sembra di averglielo suggerito io… vuoi vedere che…. (?)…
        Davvero bello il tuo pezzo… un bel finale con un “do” di testa…
        Smile… you rock…

        (Approfitto per salutare gli amici del condominio qui sopra e sotto…
        ciao a tutti e buon meritato riposo…)

        • Riscrivo la risposta che ti ho dato…..me la sono segata da solo 🙂 ( questi tastini del Mac !!!)

          Credo che se tu avessi detto:

          Talmente vero quello che scrive Ron… che mi sembra di averglielo suggerito io… vuoi vedere che…. (?)…

          all’interno della CofS, ti sarebbe aspettato un Gran Forcone con conseguente infilzamento stile ” standard spedo Bresciano ”

          e quando verrai a trovarmi nella reception ( che ovviamente e’ piena di paparazzi,spie,streghe,maghi,Draghi,serpenti a due teste….) ti daro’ la massa di cosa e’ un Spiedo Bresciano.

          😉 🙂

  8. Mirko

    Ciao Francesco, bellissimo articolo il tuo.
    .Sono in vacanza (mi ero ripromesso di non scrivere/commentare) , ma non riesco a non scriverti che sono d’accordo al 100% su quello che hai espresso nel tuo blog.
    Lo so che adesso suona banale o un accodarsi, ma sono cose su cui riffettevo da un pò anch’io.
    Avevo osservate e ne avevo parlato spesso con la mia famiglia…

    Sono d’accordo e sottoscrivo anche quello che dice Paolo: un dato stabile che rimane “stabile” anche quando diventa vecchio o obsoleto è un service fac.
    Ed è tipico di persone che non vogliono riflettere con la propria testa, ma “addottano” un comportamento preconfezionato da altri… altri che possono avere scopi buoni, o scopi cattivi/falsi.

    Questo atteggiamento di non rifflettere è probabile che faccia parte “dell’essere umano” (troppo inturbolato per permettersi di pensare), ma quando questa caratteristica viene usata per intrappolare, chi la usa con questo scopo è, come dici tu, un “bel” 1.1 , o forse molto peggio.
    Un abbraccio.
    Mirko

    • Mirko, quello che stiamo vivendo ora e’ un’evoluzione.
      Sicuramente se non ci fosse stato l’Indipendologo chissa’ cosa altro avremmo dovuto subire o fare prima di ritrovarci nel poter assaporare Scientology per quello che e’ , o addirittura peggio, considerare di non potercela fare, almeno per “questa vita” 🙂

  9. Diogene

    Francesco, grazie del rinnovato invito…
    Se sono riuscito a sgranocchiare, ingoiare e digerire la CoS puoi tranquillamente mettere sullo spiedo anche qualche pezzo esotico di quelli che hai nominato…
    E’ da un bel po’ che non mangio coda di drago e malleoli di strega…

  10. Diogene

    Sine qua non…
    FamOsa ChiOsa
    Per la ChiEsa ChiUsa:
    RipOsa in Pace
    Sal… Amen

    (miao Birba…)

  11. Anonimo Veneziano

    questo blog inizia a piacermi sempre di più, bravo bel lavoro
    Il tono sociale è appunto quello che ci hanno insegnato ad usare in quello che viene chiamato con disprezzo, il mondo wog, ovvero, il mondo reale il mondo fatto di persone di contrasti e di grandi amicizie, e a volte dai contrasti maggiori nascono le alleanze migliori…
    Di sicuro eliminare il tono sociale è la base… amare nonostante tutto…

    • Francesco & Luana Minelli

      Ben Detto Anonimo Veneziano, lo scopo qui credo che sia ben chiaro a chiunque . Il miglioramento personale spirituale e non, attraverso una tecnologia ben delineata e specifica, al modo che chiunque nel proprio raggio d’azione ne tragga beneficio. Bisogna andare verso la montagna e non erroneamente pensare di essere la montagna o peggio un eremita imprigionato nella montagna stessa.

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