Archivi del giorno: 27 agosto 2011

ANONIMO VENEZIANO, UN’ANALISI … PARTE 1

HO RICEVUTO QUESTA INTERESSANTISSIMA MAIL, COME GIA’ HO SCRITTO ALL’INIZIO DELLA RECEPTION, CHIUNQUE DI VOI VOGLIA CONTRIBUIRE SCRIVENDO UN POST, PUO’ INVIARMELO VIA MAIL A : johnmina@libero.it

IO SARO’ LIETO DI PUBBLICARLO .

E’ STATA DIVISA IN PIÙ PARTI PER POTER ESSERE SEGUITA CON ATTENZIONE.

E’ UN BELLISSIMO POST , MAGARI DURO DA DIGERIRE COME LA BAGNACAUDA, MA RICCO DI CONTENUTI.

ORA, LASCIO LO SPAZIO AL PUNTO DI VISTA DI ANONIMO VENEZIANO.

GRAZIE PER IL TUO CONTRIBUTO !!!

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Ciao,

viste le recenti disquisizioni di natura tecnica (che vedo sui vari blog) vorrei mettere alcuni puntini sulle “i” e citare chi più di noi può parlare di tech, ossia la sorgente della tech.

Vi consiglio una lettura attenta e il completo uso della tech di studio perché alcuni punti sono duri da digerire.

Questi sono alcuni concetti direi BASILARI della tech di Scientology, non è una questione di punti di vista, ma di tech, punto, poi uno è libero di giustificare come vuole o “interpretare” ma quello che è scritto è scritto e dal numero di conferenze, bollettini tecnici o policy in cui Ron parla di questi soggetti direi che cercare i peli nell’uovo per poter aver ragione sia solo uno degli indicatori descritti in questi stessi riferimenti.

Sono consapevole della drammatizzazione dell’etica ma etica serve per un solo scopo, mettere in la tech. Non è una drammatizzazione di “morali” o dei vari “codici illuminati” ma di quello che per la persona è una violazione al suo codice etico, non morale, ovvio che ci sono regole ma non devono rientrare nella sfera personale e dovrebbero essere limitati alle regole del buon vivere (La Via Della Felicità ne è un’esempio) o le policy per gestire amministrare. Ma anche qui esistono e servono solo per mettere in la tech, ottenuto quello scopo si usa la tech.

Di giustizia sommaria basata su opinioni ne abbiamo vista tanta, di drammatizzazioni dell’etica, spacciata come etica ma solo piena di codici morali e pregiudizi, anche, quindi ora che possiamo essere liberi dall’uso di un etica fatta per controllare le persone e per far sentire sbagliato qualcuno eleggendosi a giudici e boia, penso sia doveroso avere un po’ di “umiltà” (volutamente tra virgolette) e passare da un uso della tech per scopi più o meno personali (org ideali, posizione personale, status symbol, bottoni vari dell’importanza di sé), ad un uso della tech così come è scritta, senza interpretazioni o ricerche di pezzi di riferimenti che ci diano ragione per sfociare un bel “Know Best” già visto in uso nell’attuale chiesa, dove o pensi in modo unificato o sei fuori. Questo non solo “uccide” l’individuo ma ostacola anche chi come lui usa il “bank agreement” (accordo di bank) come realtà da condividere con altri.

Il “mantenere le mani pulite” è una regola di vita, basata sull’uso dell’etica per raggiungere maggior sopravvivenza sulle dinamiche e questa deve essere e restare una valutazione personale non imposta da un gruppo, che pur avendo le sue regole da dover rispettare, queste, non devono entrare nel personale. (se l’etica fallisce il gruppo la mette in con giustizia, ma anche qui, chi sono i giudici? Io non ho eletto nessuno, voi?)

Chi decide cosa sia giusto o sbagliato?

Ecco il primo dei riferimenti per mettere i puntini sulle “i” e non è una questione di essere “robotini” ecc ecc, ma una questione di vera comprensione non ostacolata da Facsimili di Servizio o “bottoni dell’importanza di se” di auto proclamati “garanti della tech pura” questo giochino non funziona più, almeno su di me.

Ecco Ron:

Dalle conferenze COMMAND OF THETA. nastro RESPONSABILITA’

“Molto bene. Ora prendiamo in considerazione la scala gradiente della colpa. Ragazzi, non fate mai un errore su questa scala, perché lo sta facendo il vostro preclear. Qui c’è 0 (disegnando sulla lavagna, ndt). Ora, da -8 a 0, questo intero livello è in realtà “gaiezza della follia”, “irresponsabilità”, “apatia”, “spacciato”, “non voglio averci niente a che fare”. Fin qui, su tutta questa banda, non è questione di colpa. Questa è solo irresponsabilità, da -8 a 0.

Ora, da qui cominciamo a salire lungo la Scala, e cosa troviamo come scala gradiente? Per primo, il

primo livello è dove troviamo moltissimi Homo Sapiens, specialmente quelli con una traccia del tempo completamente occlusa. Li troviamo lì che dicono … questa non è una condanna; è solo quello che è successo, ed è: “Non era mio, non l’ho fatto io, quelli da biasimare sono loro”. Questo è quel che suppone. A questo livello tutto quello che cerca è qualcosa che giustifichi veramente questo atteggiamento. Se trova qualcosa che lo giustifichi, andrà in alto sulla Scala del tono, non in basso.

Bene. A questo livello c’è “Sono stati loro”. Ora, stranamente, subito sopra a questo si trova il flusso opposto: “Io sono da incolpare per tutto quel che è successo”. Lui inverte… quando l’ individuo scende di tono, inverte il proprio atteggiamento. Per lui diventa insopportabile incolpare se stesso per tutto, vedete, dato che la colpa implica cattiva causa. È la stessa cosa che dire: “Loro erano tutti cattiva causa, e tutto quel che c’era, era cattiva causa”. Al di sopra di quel livello dice: “Bene. Lo ammetto, sono stato una cattiva causa. È colpa mia. Ho causato tutte quelle cose cattive. Le cose che causo sono cattive. Se causo qualche cosa, sarà cattiva. Ogni volta che faccio qualcosa, pare che finisca sempre male”. È su quella banda.

Bene. Proprio sopra questo livello, abbiamo… naturalmente c’è: “È stata colpa mia”. E subito sopra, abbiamo: “Io sono stato una cattiva causa ma anche loro sono stati una cattiva causa”. Si potrebbe probabilmente precisare ancora meglio la cosa, ma questa è una regola pratica accettabile. Si adatta all’ordine di grandezza per la quale la volete. “Io sono stato una cattiva causa, ma lo sono stati anche loro”. Ma qui abbiamo cattiva causa, perciò ci troviamo ancora al di sotto di 2: non c’è buona causa su niente. Questo è quello che non va nelle persone al di sotto di 2, dicono: “Io non posso provare alcuna gioia, perché… il motivo per cui non posso provare alcuna gioia è” e avanti di questo passo “[il motivo] è che devo essere responsabile”.

Bene, questa è una cosa davvero notevole. Il tipo dice: “In effetti non posso avere alcuna gioia, salvo la gaiezza della follia. Non posso avere altra gioia che la follia”. Questo è quello che dice, perché sta dicendo: “Io sono così preoccupato e ansioso per le cose di cui sono responsabile, che non posso trarne alcuna gioia. Non posso godere delle cose per le quali sono responsabile”. È questo quello che dice.

Ora, saliamo al di sopra di questo livello; la nostra Scala gradiente va come ondeggiando, avanti e indietro: “Io ero colpevole”, e “Io lo ero, ma lo erano anche loro”. Questo è il livello della propiziazione. Di solito è verso 1,1 o qualcosa del genere. “Io lo ero, e lo erano loro… loro più di me”.

Ora, saliamo a Collera. Ragazzi, questa non è per niente generica. È: “Sei tu!” Non importa chi sia “tu” su ogni dinamica, è “Tu sei il colpevole: tu sei la cattiva causa. Non c’è alcuna buona causa, capisci; tutto deve essere fermato perché tutto è cattiva causa, e tu l’hai fatto”. Non importa se “tu” sia lo stipite di una porta, il motore di un’auto, un foglio di carta, una lettera, una persona, un cane: non importa. Dice: “Devo fermare tutto. Il motivo per cui devo fermare tutto è che tutto è la cattiva causa. Quella cattiva causa è ciò a cui mi rivolgo direttamente al momento. Non occorre andare indietro nel tempo a cercare una cattiva causa. Sappiamo che cos’è causa, e tu lo sei!” È proprio adesso.

E questo è… 2, è: “Io sono responsabile, e obbligherò anche te ad esserlo. Sei certo di essere responsabile? Ora, potresti essere una cattiva causa, e se io ti obbligo, potresti essere una buona causa, ma solo se ti obbligo ad esserlo”. Questo è il livello di responsabilità a quel punto.

Ora saliamo ancora, oltre quel livello, e diventiamo un poco più felici… saliamo ancora un po’. “Alcune delle cose che ho fatto erano una buona causa”. Arriviamo a 2,5. A 2,5 è: “Beh, probabilmente qui non c’è alcuna buona causa, ma non c’è neppure alcuna cattiva causa; c’è tolleranza. C’è tolleranza. In effetti, probabilmente, non c’è niente da biasimare. Probabilmente tutto è più o meno da biasimare. Ma non è una cosa molto seria. Non c’è niente di cui preoccuparsi”.

Adesso arriviamo a 3, quassù, arriviamo a 3 che è: “Probabilmente c’è una buona causa, se guardi attentamente per assicurarti che non sia una cattiva causa. Probabilmente è divisa equamente fra altra gente e te, ma devi essere piuttosto cauto, per impegnarti con la cosa. Può andare bene se sei prudente”. Vedete?

Ora siamo a 4 e lui dice: “Guarda: c’è molta cattiva causa in giro, molta cattiva causa. Ma tu ed io, noi siamo buona causa, e se andiamo lì, ci diamo da fare e ci uniamo tutti, possiamo farne venir fuori una buona causa, capisci? Il modo per essere responsabili per l’intera faccenda è proprio di andare lì e darci da fare per promuovere molto movimento, promuovere molto movimento. Se lo faremo, otterremo buona causa da tutto questo”. Avete recepito questo punto di vista? È entusiasmo verso una buona causa per evitare una cattiva causa. Ma è chiaro che un 4 deve presumere che ci sia una cattiva causa, per poter continuare verso una buona causa.

Ora saliamo nelle bande più alte e più esoteriche, e cominciamo a vedere la ragione. La ragione vi fa vedere in modo adeguato che la causa, buona o cattiva che sia, è questione di punto di vista, e che più in alto si sale, più vale il criterio di conseguire un effetto da pura causa, che non è giudicata come buona o cattiva, ma semplicemente: “È funzionale?” È funzionale? Per cui, in alto sulla banda, abbandoniamo il concetto di buono o cattivo. A 20 entriamo nell’azione pura, e se cercate di parlare ad un uomo d’azione riguardo a che cosa è buono e che cosa è cattivo, è probabile che si annoi parecchio. La sola cosa che chiede, è se è funzionale. Il suo criterio è se la cosa è funzionale su… veramente… in base all’equazione della soluzione ottimale: sulle dinamiche è meno distruttiva di quanto è costruttiva? “È più costruttiva che distruttiva? Bene, andiamo avanti”. Basta che lo sia al 51/49 per farlo entrare in azione: 51 per cento costruttiva, 49 per cento distruttiva. Preferirà questo, ma entrerà ugualmente in azione a 50/50.

Tutti gli angeli hanno due facce, e quando arriviamo al di sopra di questo livello, attorno a 8 sulla Scala del tono, dobbiamo cominciare ad esaminarli e scoprire qual’è l’anatomia di un angelo. Perché rispetto a un thetan è di livello piuttosto basso, in quanto un angelo sta sempre volteggiando in giro, si serve dell’energia per fare questo e quello e così via. Quindi scopriamo che tutti gli angeli hanno due facce.

Anticamente, gli dei di solito venivano rappresentati con due facce, questo è il motivo per cui abbiamo tragedia/commedia. In effetti si tratta di un simbolo della duplicità degli dei. Ogni dio è capace di collera, vendetta o cattiva causa, oppure di bontà, generosità o buona causa. È capace di quello che la gente al di sotto di lui sulla Scala del tono considererebbe buono o cattivo. Non considera buona o cattiva nessuna di queste due cose. Non considera queste due qualità. Ma le persone al di sotto di lui sulla Scala del tono lo rappresentano con due facce, perché secondo il loro punto di vista e il loro giudizio, le cose che fa sono buone o cattive. Invece, lui vuole solo sapere se sono funzionali oppure no. Non agiscono sullo stesso canale di comunicazione, nemmeno vagamente. E non è neppure probabile che entrino in comunicazione. Questo è il motivo per cui alle persone sembra tanto normale che non ci sia una linea telefonica diretta col centralino del paradiso, perché loro sanno che non potrebbero comunque capire quel livello di causa.

Quindi abbiamo che gli angeli hanno due facce, una faccia nera e una faccia bianca. Tutto questo si trova sulla traccia così pesantemente che spesso lo trovate negli implant elettronici. Rendono una persona per metà bianca e per metà nera. Se volete sapere che cosa non va qualche volta nel vostro preclear, scoprirete che in qualche punto, molto indietro sulla traccia, ad un alto livello sulla Scala del tono, decise di essere solamente buono. Naturalmente si mise immediatamente al di sotto di 8 sulla Scala del tono. Semplicemente rinunziò a metà della sua forza. E, perbacco, dato che continua a vedere la forza usata per fare cose cattive, deve prima o poi farsi l’opinione che la forza sia cattiva. Nell’istante in cui lo fa, va al di sotto di 2 sulla Scala del tono.

Questo è il crollo della vostra potenza, è un crollo di potenza. Il tipo dice: “Io sarò soltanto buona causa” pigia sull’acceleratore e dà tutto il gas, perché è partito. Voi potete trovare questo momento sulla sua traccia, con grande beneficio per il preclear. Ha deciso di essere soltanto buono. Non si è mai curato di definire che cosa fosse “buono“, però definì che cosa fosse “cattivo“: “cattiva“ era la forza. Infatti, lui guarda alla forza… ogni volta che con lui nominate la “forza” lui la vede in termini di fruste, pistole, palizzate, fermare movimento, trattenere movimento, uccidere, storpiare, forza, colpi, durezza. Questa è la sua idea della forza.

In effetti, la forza non è altro che energia diretta coscientemente. La saggezza, per quel che riguarda la mente umana, sarebbe il livello di causa. Ma il pensare, il cosiddetto pensare, è la valutazione della forza. Una persona è tanto buona quanto è in grado di valutare la forza. Valuta la forza necessaria in futuro. Valuta la forza necessaria nel presente. Esce da questa stanza… voi afferrate la maniglia della porta… che cosa pensereste di uno che di solito per uscire da una stanza andasse fino alla porta, ci sbattesse contro dalla parte sbagliata, rimbalzasse contro il tavolo, annaspasse per poi urtare di nuovo il tavolo e rimbalzare dall’altra parte, frugare in giro, finalmente afferra la maniglia (perfettamente funzionante) e non riesce a girarla, le da un colpo e crunch ! la maniglia se ne viene via. Che cosa pensereste di questa persona? Bene, questa è semplicemente cattiva valutazione della forza. Occorre una valutazione della forza molto precisa per alzarsi, andare diritto alla porta, proprio in quel punto dello spazio, toccare quella maniglia con l’esatta quantità di forza necessaria per aprirla e tirare la porta verso di voi.

Quanto torto potete avere? Quanto avete sbagliato nel valutare la forza? Ecco che l’ “aver torto” ha come definizione fondamentale forza valutata male.”

TO BE CONTINUED……………

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