ANONIMO VENEZIANO, UN’ANALISI…. Parte 3

E’ PROPRIO VERO CHE ANONIMO VENEZIANO HA MESSO “SANGUE, SUDORE E LACRIME” PER POTERCI FARE AVERE IL SUO PUNTO DI VISTA, QUINDI MASSIMO RISPETTO PER IL TUO ENCOMIABILE LAVORO !!!

ED ORA LA TERZA PARTE !!! (Non nel senso di terza parte del dizionario tecnico 🙂 ! )

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Penso che, la conoscenza non debba essere usata per aver ragione, ma per trovarla.

Penso che, il chi predica bene, deve praticare bene.

Penso che, di overt nella vita se ne facciano, sta a noi tenerci puliti per non essere effetto della vita e delle cose. Quindi ben venga chi mi fa notare questo indicatore quando io non ne sono più consapevole.

Penso che, se una persona dice di essere standard, dice che applica la tech, dice che non altera nulla di quello che dice Ron, dice che gli altri sono squirrel, ecc ecc e poi non è in grado di applicare le basi per poter vivere felici, beh mi viene da pensare che non abbia capito qualcosa, mi viene da pensare che non sia così standard, mi viene da pensare che abbia bisogno di una platea, ma non per deliziare i propri spettatori con onde estetiche, ma per un bisogno di protagonismo che lo mette da punto causa, che era, a punto effetto, che diventa.

Penso che, l’ammettere di aver sbagliato ci rimette a punto causa e non ad effetto.

Penso che, la verità spazzi via le menzogne e chi fa il lavoro di far conoscere le verità sia encomiabile, coraggioso e gode della mia piena ammirazione, ma questo non toglie che se sbaglia, venga corretto come chiunque altro, ricordate che ce ETICA e ce QUAL, e ce un organigramma, parallelo ad un PONTE le campate sono le stesse, uno deve comprendere l’altro e si compensano e completano, come avere un Org dentro noi e ogni hat va indossato.

Penso che, chi fa un lavoro debba avere le qualifiche per farlo, meglio professionista in un hat che dilettante su tutto e come corollario, che ogni persona indossi il proprio hat, in base alle sue competenze sia teoriche ma soprattutto PRATICHE. Ad ogni persona le proprie competenze senza dev-t (ostacoli) ad altri basandosi su punti di vista, senza fatti, senza prove, solo “l’insindacabile” punto di vista dei “nuovi” “illuminati”.

Penso che, una “guerra” (se di guerra si parla) debba essere fatta usando tutta la tech, etica, tech e admin e che citare generali strateghi del passato possa fare bene solo se visto sotto un ottica scientologica e non come lo userebbe un manager di Wall Street o un generale dell’esercito.

Ed ora per mettere ancora più puntini sulle “i” ecco l’altro nastro di cui parlavo sopra.

PERCHÉ NON PIACETE ALLA GENTE

Una conferenza tenuta

il 2 gennaio 1960

Come va?

Beh, ho effettivamente un grosso debito nei vostri confronti per l’applauso e per il fatto che siate rimasti qui, oggi. Ero abbastanza sicuro che oggi non ci sarebbero stati altro che posti vuoti. Ma vedo che ce la state facendo. Vedo che chi di voi non ha overt troppo grossi è ancora qui.

Ecco di che cosa vi parlerò oggi. Ecco di che cosa vi parlerò. Il titolo di questa conferenza è: “Perché non piacete alla gente”.

Paranoici, datevi una pacca sulla spalla perché adesso siete in, mentre gli altri non lo sono.

Oh, credetemi, nell’ambito di Scientology è appena successo qualcosa di veramente, veramente notevole… qualcosa di veramente, veramente notevole. Sapete, lo sapevo che prima o poi mi sarei imbattuto in un bottone di qualche tipo che avrebbe fatto sentire qualcuno a disagio. Avevo solo una vaga ideuzza che alcune persone, prima di diventare Clear, avrebbero avuto, di se stesse, l’impressione di essere in una condizione terribile.

Avevo l’idea che alcune persone sarebbero arrivate al punto di scoprire che non erano Clear e che nel fare questo avrebbero potuto provare un po’ di stress. Ma non avevo assolutamente l’idea che sarebbe stato roboante, così come lo è stato. E lo è stato con violenza.

Quando abbiamo appoggiato il dito sul ben preciso bottone che era necessario per risolvere il caso, per quanto riguarda talune persone è stato come se avessimo premuto la levetta di disinnesto per un missile telecomandato. Là dove si trovava una persona, c’era ora un piccolo vuoto. E, malauguratamente in questo momento, da qualche parte nell’ambito di Scientology ci sono dei piccoli spacchi nell’aria che le persone hanno usato per andarsene.

Ora, voi pensate che io stia scherzando. Pensate che sia solo un’esagerazione, ma non è così. Non è così. Di fatto, d’ora in poi sentirete cose d’ogni genere… voglio dire, da un punto di vista di chiacchiere, di campo ecc. sentirete cose d’ogni genere. Questo è poco ma sicuro, perché io ne ho già sentite. Ho sentito alcune delle cose più interessanti che si siano mai sentite.

In realtà, per quanto ne so, quando la cosa è stata verificata, solo una persona al mondo è stata mandata a spasso. E questo è successo perché non dava alcuna informazione a nessuno e perché lei, commettendo dei veri e propri crimini, aveva messo l’organizzazione in pericolo. E quella persona psciùu! è stata mandata a spasso e le è stato detto: “Scrivi tutti i tuoi overt e ritorna”. Lo ha fatto ed è stato tutto quanto messo a posto. Ma al di là di questo non è successo niente a nessuno, se non che delle persone hanno fatto blow a causa dei loro overt. Loro, però, hanno detto in giro di essere state mandate a spasso.

Che cos’è questa cosa e perché ne sto parlando da un punto di vista organizzativo? Ne sto parlando, signore e signori, perché voglio una terza dinamica nell’ambito di Scientology. E sono molto, molto contento di avere scoperto questa cosa. E la randomity che ciò potrebbe causare, non mi fa un baffo. Perché noi dobbiamo avere una terza dinamica nell’ambito di Scientology, punto e basta.

Se non siamo un gruppo intimamente legato, se all’interno di questo gruppo non siamo amici gli uni degli altri, beh, semplicemente continuerà a succedere che in un modo o nell’altro io dovrò affrontare la cosa e voi dovrete stare sulla difensiva; noi tutti nutriremmo delle preoccupazioni, in un modo o nell’altro, e non ci daremmo attivamente da fare. Andremmo solo in qualche modo avanti appena appena. E questo non va bene, non è vero?

D’accordo, vediamo di avere una terza dinamica. Vediamo di unire gli Scientologist in modo che possano guardarsi negli occhi e in modo che… per il fatto che qualcuno sia uno Scientologist, beh, potete immediatamente e istantaneamente aver fiducia in lui.

Ebbene, con i materiali ora in nostro possesso non ci è possibile fare altro. Perché… lasciate che vi dica: nell’antico West, solevano parlare del fatto che una pistola a sei colpi era un’arma pericolosa, in mani inesperte. Ma credetemi, credetemi amici Scientologist, questo piccolo strumento, nelle mani di qualcuno le cui abilità di occuparsi della propria vita o di usare dei dati non è buona, è peggio di qualsiasi pistola a sei colpi mai inventata dal sig. Colt. Dico bene?

Perciò adesso non abbiamo altra scelta all’infuori di avere un’organizzazione molto, molto pulita.

[N.B.: in questo punto il master originale s’interrompe. Ci uniamo ora di nuovo alla classe nel punto in cui la conferenza riprende.]

Sia che abbia l’opportunità di darvi dei procedimenti di gruppo oppure no, devo usare tutto quanto il tempo a mia disposizione in questo congresso per cercare di dirvi tutto quello che so in merito a questo particolare aspetto di Scientology. Non è giusto? Questo è il minimo che possa fare.

Questo non è qualcosa che rendete noto con trascuratezza per poi lasciare la gente al corrente per metà. Giusto, no?

Non può venire reso noto in maniera scadente.

D’accordo. Se abbiamo intenzione che qualcosa sia in un qualche modo collegato con una terza dinamica, occorre che chi si trova nell’ambito di Scientology abbia tanto la tecnologia quanto l’opportunità di essere Clear e dovrebbe arrivare a quello stato. Ma a quanto pare adesso c’è del nuovo per quel che riguarda il Clearing. Nel clearing, nel diventare Clear, c’è uno stadio che consiste nel diventare Clear sulla terza dinamica prima di diventarlo sulla prima.

Ora, per un lungo periodo di tempo vi ho detto che l’auditing era una circostanza di terza dinamica. E di sicuro, dobbiamo fare il clearing di una persona sulla terza dinamica prima di farlo sulla prima. E tutti i fallimenti di caso che abbiamo avuto finora ci sono stati perché abbiamo tentato di fare il clearing delle persone sulla prima dinamica prima di farne il clearing sulla terza. Afferrate?

Una circostanza del tipo auditor-preclear è una circostanza di terza dinamica. Si tratta di una circostanza di terza dinamica. Ed è proprio lì che ha inizio il clearing di una persona: nella seduta di auditing. Qualsiasi HCA può dirvi meglio di me… credo che il punto del Codice dell’auditor sia il 9, dico bene? Non è vero? Quale che sia. È quello che dice: “Va stabilita la comunicazione a due sensi”. Di fatto si tratta di una violazione del Codice dell’auditor. Ci ha accompagnato per degli anni. E questo che cosa vuol dire?

Beh, questo essenzialmente vuol dire che il preclear dev’essere disposto a parlare all’auditor. Ora, occorre garantire varie cose prima che ciò abbia luogo. E una delle cose che occorre garantire è che il preclear, quando parla all’auditor, abbia una certa sicurezza che quell’informazione non sarà usata in modo sleale. Giusto?

Questo dunque ci mette tra le mani una responsabilità organizzativa più pesante e più grande di quelle che abbiamo avuto in passato. Adesso dobbiamo impegnarci senza riserve ed assicurarci che un certificato significhi, ovunque lo si trovi, che si può riporre fiducia in quella persona come confidente. Giusto?

E che, dal punto di vista dell’organizzazione, l’informazione che viaggia lungo i canali organizzativi non venga violata… dobbiamo essere in grado di garantire questa cosa, dico bene?

Beh, il fatto tecnologico che ha dato il via a tutto ciò è “voi l’avete fatto”. E questo è un osso duro da rodere. Mai nessuno al mondo all’infuori di voi, ebbe il potere di aberrarvi. Quando siete riusciti a mandar giù questo fatto, può darsi che la gola vi bruci, ma in generale vi sentirete molto meglio, perché la smetterete di andare alla ricerca di tutte le brutte cose che vi stanno succedendo.

Siamo stati tutti dei “tipi da motivatore”; siamo stati tutti affamati di motivatori: “Guarda che cosa mi è successo!”. Frecce, fori di pallottole, arsenico. E noi povere vittime, in un modo o nell’altro, dobbiamo tirare avanti alla volta del nostro destino indubbiamente degradato che consiste nell’essere resi delle vittime.

Oh, è un peccato che sia una cosa così popolare. È così popolare che mi basterebbe scrivere un libro che dicesse “Siete delle vittime” per ritornare dritto dritto in cima alla classifica dei best-seller del Times. Ma la sola cosa vera in esso sarebbe quest’unico fatto: siete vittime dell’illusione, da voi stessi creata, che potete essere delle vittime.

E questa non è una cosa gradevole. Non è molto gradevole perché dice che voi siete responsabili. Ricordo bene quando venne messo in circolazione Procedura Avanzata e Assiomi… e arriviamo a un altro punto. Procedura Avanzata e Assiomi… effettivamente questo libro venne scritto verso la fine del 1951, fu messo in circolazione, penso, nel ’52 e non appena quel saggio in esso contenuto sull’argomento della piena responsabilità finì tra le mani di molte persone, perdemmo Dianeticist come se li avessimo scaricati a camionate. Partiti.

Si trattava solo della responsabilità. Avevamo soltanto detto a queste persone che per approdare a qualcosa avrebbero dovuto assumersi un po’ di responsabilità! Avrebbero dovuto riconoscere la propria responsabilità! E in tutto il mondo questa gente fecebum! “Dov’è l’uscita più vicina?”

Bene, quant’è peggiorata questa cosa adesso? Abbiamo scoperto un altro di questi fattori terribilmente spiacevoli, ma… ascoltate, se vogliamo che la gente diventi Clear, lo diventerà superando le spine di fattori spiacevoli. Perché la spiacevolezza del fattore è ciò che impedisce alla gente di diventare Clear. Giusto?

Dunque, c’è un fattore che è molto peggio della piena responsabilità. Vi parlerò della responsabilità. La responsabilità non è una cosa molto dura. È troppo facile; davvero. Ma adesso abbiamo un fattore che è molto peggio.

Diciamo: “Tuo marito ti odia? Che cosa gli hai fatto?”.

Sentite, ho un terribile problema. Come farò a tenervi qui tutti quanti e ancora dirvi che dovete far fronte a questo fattore? Onestamente, nel mondo di tutti i giorni, oggi, con tutti gli overt che avete accumulato dai tempi remoti della traccia fino ad ora, potreste essere impallinati.

Dire che vi siete fatti impallinare non rende una pallottola meno dolorosa, vedete. Se un tipo viene investito, viene ferito… quale che sia la spiegazione della cosa. Non si sfugge a questo fatto. Alla fine il suo bank, il suo passato e vari fattori relativi alla beingness e all’aberrazione si sono accumulati a un punto in cui… perdinci se può essere ammazzato! E non gli giova affatto dirgli, mentre giace a terra sanguinante: “Gli overt che hai commesso ti hanno portato al punto di essere impallinato”. Oserei dire che ciò creerebbe un ARC break.

Eppure, purtroppo, questo è essenzialmente quello che vi sto dicendo in questo preciso istante. Vi sto dicendo che ve ne state lì con gli engram sistemati così e cosà, il macchinario che va per così, il somatico dentro la capoccia… e io che vi dico questo fatto orribilmente spiacevole: dico: “Beh, ve lo siete fatto da soli. Congratulazioni”. E questo non vi fa sentire meglio neanche un po’.

Ma se fosse tutto qui, temo che a questo punto saremmo spacciati. Non è tutto lì, però. C’è un altro fatto che accompagna questa cosa: il fatto che si può dimostrare questa cosa ad una persona in modo così veloce che le verranno praticamente le vertigini mentre guarda gli engram scomparire. Abbiamo scoperto del processing veloce… del processing velocissimo!

Basta che facciate questo: un tipo ha un engram grande e grosso. Lui se ne sta lì. Se n’è stato lì per anni. Basta che gli diciate: “D’accordo, che cos’hai fatto all’engram? Che cos’hai trattenuto all’engram?” ed esso farà fuh!

Non molto tempo fa qualcuno mi ha detto: “Comprendevo questa causalità a livello intellettuale, ma non spariva niente. Tutti i miei overt sembravano essere di qua, su di una traccia, completamente staccati da tutti i miei motivatori, che si trovavano di qua, su quest’altra traccia. E io prestavo attenzione solo ai motivatori su questa traccia”.

Così ho fatto percorrere una ridefinizione del Procedimento di responsabilità a questa persona. Fino ad allora il modo in cui quella persona aveva percorso Responsabilità era stato “essere incaricato di”. Niente spariva. Ho fatto ridefinire e percorrere il procedimento “Responsabilità” in maniera appropriata e tutt’a un tratto questa traccia che si trovava di qua si è collegata con quest’altra traccia, di qua, e questa traccia, di qua, ha iniziato a fare bum, thud, bum, gong, bing, zum!

Dopo circa mezz’ora, questa persona ha detto: “C’è… c’è qualche speranza per il mio caso. Sì, ho… ho… ho… ho capito. Possiamo sistemare questa cosa. Basta… basta che… che ammetta della causalità su questi motivatori ed è fatta”. Così abbiamo qualcosa che ci salva. Possiamo effettivamente portare qualcuno ad avere realtà di quel fatto, piuttosto rapidamente.

Se durante una seduta qualcuno è bloccato, ah beh, va benissimo dire che l’auditor ha fatto questo e quest’altro. Alcuni auditor non sono molto bravi; la maggior parte di loro sono piuttosto bravi. Un sacco di loro sono eccellenti. Di sicuro l’auditor ha fatto qualcosa al preclear e il preclear non si sente troppo bene in relazione a ciò. Ora, non è che sia giusto che l’auditor faccia qualcosa al preclear. Non è che sia giusto che un auditor faccia a pezzi un preclear. Eh già, perché farebbe fare key-in al pc.

Ma per liberare il pc da quella seduta, basta scoprire che cosa ha fatto all’auditor e che cosa gli ha trattenuto. Dal punto di vista dell’auditing, non importa un fico secco che cosa è stato fatto al preclear. Quanta più attenzione mettete su ciò che è stato fatto al preclear, tanto meno auditing e tanto meno clearing porterete a termine!

Ora, in un modo o nell’altro eravamo al corrente di questo fatto. Eravamo al corrente di qualcosa in merito a ciò. È da molto tempo che conosco la definizione di Thetan Operante. Abbiamo cercato di operare lungo questa linea. E quel che ho fatto è stato di applicare, nel modo più fondamentale possibile, la definizione di “Thetan Operante” all’auditing diretto ed ho scoperto che era ciò che faceva sparire gli engram, la traccia, il bank, i somatici e tutto quanto il resto. Queste cose saltavano per aria. Il pc è a punto causa. L’avete già sentito, no? Il pc è a punto causa: “Beh, sì, naturalmente. Naturalmente le cose stanno così. È quel che dicevo”.

Ma allo stesso tempo dicevate: “Beh, naturalmente anche: il pc è a punto effetto”. Oh, no! Mollate quella cosa. Non fate gli avvocati di una causa persa, perché quella cosa non approda a nulla!

Gli unici effetti che potete sperimentare sono quelli che voi stessi ideate di sperimentare. Questo è fantastico! Ci dà una visuale nuova di zecca su causa, distanza, effetto. In verità, le cose stanno piuttosto così: causa, distanza, causa. Tutto è causa. I buddisti, sapete, non hanno mai portato a termine questa cosa. La loro soluzione era di non aver niente a che fare con “causa” e di non aver niente a che fare con “effetto” (cioè di lasciar interamente perdere entrambe queste cose), macchiandosi quindi completamente di peccati d’omissione consistenti nel non assumere mai la posizione di causa, il che rappresentava il modo più sicuro al mondo di far dare di volta al cervello a qualcuno.

Sapevano però che qualcosa non andava in “causa, distanza, effetto” e questo è tutto ciò a cui desidero richiamare l’attenzione. Lo sapevano che qualcosa non andava in “causa, distanza, effetto”.

Ma quel che non va è l’“effetto”! Pst. State adulando voi stessi se pensate di poter causare un effetto senza la cooperazione dell’altro tipo. Tutta la vostra abilità e astuzia, devono essere interamente volte a ottenere quella cooperazione.

Quando avete una persona che, evidentemente, è l’effetto di qualcuno e voi la audite dal punto di vista che è stata l’effetto di qualcuno, non succede niente. Quest’unico fatto ci ha fatto segnare enormemente il passo in questi ultimi dieci anni. Abbiamo portato a termine un sacco di cose, una sorprendente quantità di cose senza possedere questo particolare dato. Ma adesso, gente, tutto il tempo sprecato per quello, completamente dedicato a quest’altra cosa… wow! Wow! Gente, dovreste vedere i casi che vanno a pezzi sotto l’azione di questo dato. Zip-bang-thud! Perché voi non prestate attenzione alle falsità; non ci sono bugie nell’auditing.

In altre parole, il vostro auditing non va in direzione di una bugia, cioè che la condizione del preclear è il risultato di un’altrui-determinazione invece che di se stesso. Vedete, avrei potuto arrivarci dieci anni fa se fossi stato quel tanto più scaltro. Di tanto in tanto debbo scusarmi per essere stato stupido a proposito di tutto questo.

Ma ci saremmo potuti arrivare in questo modo: se audendo il pc tal dei tali nel 1959 possiamo ripulire una circostanza verificatasi nel 1699, e la circostanza si ripulisce senza che sia presente nessuna delle persone del 1699, è evidente che è la persona che stiamo audendo nel 1959 ad aver fatto tutto quanto. Se la cosa si ripulisce, deve avere fatto tutto lei. È qualcosa che vale la pena osservare, non è vero?

Ma cercare di tracciare un diagramma dell’universo in base a ciò diventa quasi un… Mi fan pena quelli come i Gesuiti e compagnia bella quando alla fine devono battersi con questa cosa. Sono persone che fanno un gran figure-figure, sapete? Sono grandi filosofi. In effetti sono persone piuttosto scaltre. Da un paio di millenni a questa parte, praticamente tutti gli uomini istruiti vennero fuori dalle scuole dei Gesuiti.

Ma sono molto bravi ad arrivare alle cose, a fare i grafici di tutto quanto, ad arrivarci, a postularlo e a sistemarlo. E quando cercano di fare un grafico che mostra che tutti coloro che si trovano nell’universo sono la causa… In effetti è una bazzecola. È sufficiente dire: “Ciascuna persona che si trova nell’universo è la causa della propria partecipazione” e basta.

E laddove una persona abbia partecipato in maniera indegna, basta che eliminiate questa cosa, eliminando la causa della sua partecipazione, e libererete quella zona di male, guazzabuglio, creazione disonorevole o quel che è, che si trova nell’universo.

Ma fintantoché tiene quella cosa al suo posto, essa continuerà ad essere qualcosa di male. E fintantoché gli uomini terranno quelle cose al loro posto (le partecipazioni disonorevoli), fintantoché terranno quei misfatti al loro posto, fintantoché tutto ciò rimane sepolto e soffocato, questa continuerà ad essere una nazione malvagia, un mondo malvagio, un universo malvagio. Voi volete renderlo libero, beh… “Udite, udite, il regno dei cieli è vicino”. Ma non “pentitevi, pentitevi” o lo farete andare per un bel pezzo nel senso opposto.

L’uomo, tenendo al loro posto le partecipazioni disonorevoli, tenendo al loro posto i propri atti overt, nascondendoli e lasciandoli lì, può effettivamente causare la nascita di un qualche meccanismo di stimolo-risposta che abbraccia le varie dinamiche e che fa apparire la vita malvagia. E il male non è altro che questo. Cosa che – allarmante verità – porterà via il lavoro a un sacco di monaci perché non esiste da nessuna parte alcun bastoncino d’incenso che, bruciando, eliminerà il male di un uomo. Non si possono bruciare dei bastoncini d’incenso e permettere che qualche divinità, da qualche parte, s’addossi tutto quanto: avreste appena dato dell’ulteriore responsabilità a qualcos’altro e avreste, in quella misura, reso più difficile far sparire qualcosa! Vi sembra logico?

D’accordo. Perché non piacete alla gente? Ecco a che cosa ci porta tutto questo. Non piacete alla gente perché vi ha fatto qualcosa, e non c’è nessun’altra ragione.

Permettendo a una persona di fare un overt contro di voi, voi effettivamente – se si guarda questa cosa in un modo parecchio approssimativo e sciatto – commettete, in una certa misura, un overt contro di lei. E permettere a qualcuno di commettere un overt contro di voi senza farci niente è praticamente quanto più potete avvicinarvi alla commissione di un overt. Questo perché egli finirà con l’avere un meccanismo che noi chiameremo “sminuire l’overt”: il meccanismo dello sminuimento dell’overt.

Chi commette un atto overt contro qualcuno o qualcosa, contro una persona o un essere, possiede un meccanismo di base per rendere l’overt meno nocivo per sé. Ricordatevi che sono i suoi atti overt che gli nuoceranno e così, impedendo che questo abbia luogo, lui possiede un meccanismo che consiste nello sminuire l’oggetto, oppure nel ridurre o rendere meno importante l’oggetto contro il quale ha commesso l’overt. E se volete individuare un atto overt, basta che scopriate la critica. La critica è sempre la piccola estremità sporgente di un atto overt che è stato commesso. La persona cerca di sminuire l’overt criticando o riducendo la cosa contro la quale ha commesso l’overt. Afferrate l’idea?

Beh, vi mostrerò un meccanismo. Vengo qua e faccio un graffio su questo leggio. Questo è un esempio molto rozzo. Faccio un graffietto su questo leggio. A dire il vero, l’ho solo macchiato con un po’ di lacrime, di anno in anno. No, ci ho fatto un graffietto, e poi per rendere quell’atto meno “overt” nei confronti del leggio o della direzione, o qualcosa del genere, quel che faccio è di dire: “Si tratta solo di un vecchio leggio e ad ogni modo non vale un gran che”. Quindi questo rende il mio atto overt non così grande, capite?

Ora, io posso vivere con questo atto overt fintantoché credo che questo leggio sia vecchio e che non valga un gran che. Ma se poi scopro che la direzione ha appena comprato questo leggio nuovo di zecca… che lo ha importato dalla Malesia, dall’Honduras o qualcosa del genere, appositamente per questo congresso, e che di fatto al suo interno si trovano un pezzo della Croce e le ossa di San Pietro, a quel punto devo dire: “Oh, sono colpevole di un atto overt” e di conseguenza sperimentare un declino, oppure riconoscere di aver commesso un atto overt e farne as-is. Solo che questo non è mai venuto in mente a nessuno prima di Dianetics e Scientology.

Era vero l’opposto. La persona diceva: “Un vecchio leggio, non vale gran che”.

Diceva: “La Croce, le ossa di San Pietro” e… “Oh, mio Dio, cosa ho fatto!”. È così che è andata finora. Afferrate l’idea?

Allora, ecco qui un… ecco qui un cavallo perfettamente rispettabile. Voi ve ne uscite a cavalcare questo cavallo e poi… purtroppo non siete stati attenti quando l’avete sellato, e sotto la sella c’è un riccio, o qualcosa del genere; questo irrita il cavallo; i vostri speroni sono molto, molto pungenti e voi lo spronate a destra e a manca; e poi continuate a tirare il morso avanti e indietro, irritando ben bene il cavallo che a questo punto diventa cattivo. Esso considera che dovrebbe partecipare esso stesso con un overt e vi fa volare nel fosso più vicino. Voi andate in giro a dire a tutti che era un cavallo cattivo. Questo sistema tutto quanto. Nulla duole. Vi sentite abbastanza bene in proposito. Vi siete ripresi piuttosto bene.

Attenti a non scoprire che questo cavallo è famoso per essere il cavallo più gentile e premuroso di tutta la scuderia, che è riservato di solito ai bambini e che appartiene alla figlia maggiore del proprietario, la quale è paralitica. Se scoprite questa cosa, avete un’unica risposta, naturalmente, e cioè: “Sono colpevole di un overt. Ho fatto qualcosa che non va”.

Beh, d’accordo. No, una critica vi dice sempre dove si trova l’overt.

Ora, diamoci un’occhiata nell’altro senso. Un giovane commediografo dà uno spettacolo a Broadway. La maggior parte dei critici sono così così, sapete, sul tiepido come al solito… finché non scoprono quello che il pubblico pensa: a quel punto possono applaudire o fischiare e potrebbero anche avere un’opinione personale ed essere causa, lo vedete? Eccezion fatta per un critico.

Questo critico dice: “Il dramma L’ultimo arrivato, sarebbe stato meglio non fosse affatto arrivato. Un cane avrebbe saputo scrivere dialoghi migliori”. E ciò va avanti per colonne e colonne, distruggendo la reputazione di questo giovane commediografo. Bisogna a quel punto sospettare che ci sia qualcosa di precedente in quella relazione, della quale lui era a conoscenza, e che essa non sia cominciata con quel dramma. Ha già fatto qualcosa a quel commediografo oppure a un commediografo come quello. E come Scientologist voi risalite lungo la traccia passata e scoprite che nel 1608, o giù di lì, ha ucciso un commediografo biondo. Proviene tutto da un overt. Una cosa tipo “critica onesta” praticamente non esiste.

Di tanto in tanto, ho un improvviso ritardo di comunicazione, perché sono sul punto di fare un commento su di una vita passata o qualcosa del genere. Dovrò semplicemente superare il fatto di trattenere tutto questo, in barba a quel che dicono gli psichiatri. Ma ho letto alcune delle critiche che sono state mosse – a favore e contro – su di una persona che fui una volta e che tuttora sono.

Tutti quelli che criticavano aspramente, a quanto pare erano gli oppositori che ancora continuavano lungo la traccia, perché mai si sono viste così tante opinioni divergenti su di una sola serie di discorsi. Com’è possibile che ci fossero così tante opinioni su quella serie di discorsi? Doverli studiare ogni volta che vado a scuola non è d’aiuto neanche un po’.

Ma queste cose… queste cose… alla fine dite: “Manca per forza della fondatezza in tutto questo criticare”. Si può dire che una cosa è così oppure che è cosà, ma passare da un “Non è malaccio, a parte il fatto che…” a un darsi a critiche personali al vetriolo sulla persona che aveva parlato, o cose del genere, ci comunica che è all’opera una cosa completamente diversa dalla critica di un discorso. Afferrate l’idea?

Beh, posso spingermi molto più a fondo in questo argomento e mostrarvi un sacco di casi relativi a esso. Non è che non abbiamo obblighi. Non è che non meritiamo molto spesso che ci facciano saltare la nostra sciocca testa per alcune delle cose che facciamo, ma lo sapete che non ci tirano quasi mai addosso per i nostri crimini? Vi stupirebbe vedere che cosa viene scelto come “crimine”.

Sapete, si commettono gli atti più disparati e lo si sa, ma tutt’a un tratto qualcuno ci attacca a mitraglia da qualche altra posizione per aver fatto qualcosa di completamente diverso. Dopo un po’ ci si fa l’idea che non si tratta dei crimini; c’è qualcos’altro in ballo.

Ora, ci sono delle cose del tipo “condotta degna di rispetto” e “fare la propria parte” e via dicendo, ma c’è anche una cosa del tipo “vivere in prossimità di una gran quantità di persone che hanno commesso atti overt contro di noi”. E questo è difficile! È difficile. Il nostro overt è permettergli di farlo.

Il manager indulgente, che permette che lo si derubi a destra e manca è uno scellerato perché caccerà nei pasticci un sacco di persone. Rende troppo facile commettere atti overt contro di lui e alla fine degrada l’opinione che loro hanno di se stessi e di lui. Rendo l’idea?

Solevano dire: “Tu non mi piaci dott. Fell. Non sono in grado di dirti perché. Tu non mi piaci dott. Fell”. Questo era in linea con altri modi di pensare del 1879, se così volete chiamarli.

Ma c’era del vero in questo: “Non sono in grado di dirti perché”. Spuntava come un pollice dolorante, fasciato e trattato con il mercurocromo. “Non sono in grado di dirti perché. Tu non mi piaci dottor Fell.”

Beh, che cosa aveva fatto, al dottor Fell, che non era in grado di dire a nessuno? Ed era quello il motivo per cui non gli piaceva il dott. Fell.

Beh, dite voi. Che cos’è il dott. Fell? È solo un personaggio completamente negativo in tutta questa storia? Eh sì, purtroppo. Perché se la gente non gli avesse fatto qualcosa – anche se lui avesse continuato a presentarsi in classe in brache rosa, oppure senza brache, anche se avesse tirato fuori delle spiritosaggini – se nessuno gli avesse fatto qualcosa, la gente avrebbe pensato che il dott. Fell era un tipo a posto.

Devono aver fatto qualcosa al dott. Fell, se lui ora non gli piace. Afferrate l’idea? È una persona a far crollare la propria affinità con l’universo.

Ora, diamo un’occhiata allo sminuimento dell’overt. Quando do un calcio al leggio e dico che il leggio non vale niente, questo sminuisce l’overt, ma diminuisce anche la mia visibilità del leggio. Ciò a cui ci siamo collegati, qui, e con cui siamo entrati in collisione frontale è tutto il meccanismo della not-isness. E si tratta di una scoperta che merita d’essere annunciata.

Questa è la not-isness. Le cose a cui abbiamo fatto qualcosa, dobbiamo poi farne not-is. Tutto qui. Così se ne va la realtà, così se ne vanno i depositi di engram, così se ne va la visio, così se ne va il sonico, così se ne va la confusione delle identità… non si è più in grado di vedere un’identità chiaramente e la si confonde con altre identità perché… che cosa si è fatto? Se ne è fatto not-is. Vuol dire che le si deve aver fatto qualcosa, dopodiché il secondo meccanismo che si usa è quello di sminuire l’overt.

La gente che vi critica cerca di sminuire l’overt. Proprio così. La gente che vi critica cerca di sminuire l’overt. La gente a cui non piacete cerca di sminuire l’overt. La gente che v’impedisce di seguire un percorso perfettamente degno di rispetto sta sminuendo l’overt. Sta dicendo che non esistete.

E se di colpo scoprissero che invece esistete, sarebbero all’improvviso terribilmente colpevoli di una terribile quantità di atti overt. L’ho vista succedere, questa cosa. È una cosa patetica che ho visto succedere in Dianetics e Scientology; l’ho vista con i miei occhi. Ho visto un tipo scendere da una condizione di persona orgogliosa, baldanzosa, anche se un po’ sprezzante, a quella di completo cialtrone – pum! – non appena si rese conto che cos’era ciò a cui stava facendo qualcosa.

Ricordo un reporter… c’era una ragazzina in ufficio, che era appena stata messa a posto ed era ora in grado di camminare. E il reporter a dire gna! gna! gna!… giornalismo standard, sapete. La ragazzina stava uscendo con sua madre, dicendo: “Caspita! Che bello camminare, sai? Urca! È proprio bello camminare. Mi piace”. Era molto cauta in proposito. Al reporter, che se ne stava proprio lì, diede di volta il cervello. Andò a tappeto.

Un paio di anni fa appena, se ricordo bene, uno dei più veementi critici di Dianetics e uno dei tizi che avevano fatto di più contro Dianetics per rallentarla, e che erano stati pagati di più, andò alla clinica Mayo e tirò le cuoia.

Una persona, che forse è qui al congresso (o che forse non c’è), era andata a trovarlo e gli aveva parlato. Ma quel tizio aveva sofferto per degli anni. Non fu il fatto che questa persona del congresso gli avesse parlato, a causare quella cosa: lui sapeva. Quel che aveva fatto era questo: ogni volta che aveva fatto qualcosa a Dianetics, a uno di voi, a me o qualcosa del genere, o che ci aveva rallentato, doveva dire: “Beh, Dianetics non è altro che una fregatura, una truffa e una frode”. Poi faceva qualcos’altro e diceva: “Beh, non è altro che una fregatura, una truffa e una frode”. Rendo l’idea? E un giorno non fu più in grado di dirlo e questo segnò la sua fine. Rendo l’idea? Dovette riconoscere di essere colpevole di overt.

È dura andarsene a quel modo! Non sto portando quella persona come orribile esempio. Sto cercando di mostrarvi questo meccanismo dello sminuimento dell’overt. Perché l’overt viene sminuito, sminuito, sminuito, sminuito e poi non lo si riesce più a tenere, più a tenere e… bum! Semplicemente va in direzione opposta.

Il terminale contro cui l’overt viene commesso va su, mentre, chi lo commette va giù. E così abbiamo l’esatto meccanismo della propiziazione: la not-isness invertita. Afferrate? Fa semplicemente bang! È una cosa orribile da guardare. C’è chi si aspetta che un giorno o l’altro questo succeda nell’ambito di Scientology e Dianetics.

A volte ho menzionato che la teoria di Einstein… mi è stato menzionato che la teoria di Einstein venne considerata il più grande imbroglio matematico dei tardi anni venti. Al Congresso dei matematici tenuto a Berlino, venne annunciato che era la più terribile, la più diabolica, la più orribile, la più scellerata, la più fraudolenta cosa che fosse stata mai perpetrata ai danni dei matematici del mondo intero.

Per tre anni questa teoria venne colpita duramente. La persona stessa che aveva annunciato quella cosa, tutt’a un tratto ne divenne la più grande autorità nell’arco di sei mesi. La gente si è aspettata che qualcosa del genere prima o poi accadesse nell’ambito di Dianetics e Scientology, negli Stati Uniti.

C’è una rivista che si chiama Comm Lag e un giorno vedrete il suo direttore di redazione entrare nell’HGC e dire: “Uccidetemi”, sapete?

Ma chi se ne infischia di un tale meccanismo? Chi lo vuole? Chi vuole che tutti siano al livello di propiziazione? Io no e neppure voi. Quando avete un pc al livello di propiziazione e percorrete… dite: “Di’ A”.

E lui risponde: “Di’ A”.

Voi dite: “Grazie. Di’ B”.

E lui: “Di’ B”.

E voi: “Grazie”.

Lo fate per una o due ore e poi lui dice: “Mi sento meravigliosamente, adesso, sai?”.

Non si sente per nulla diverso. Vi deve propiziare perché sarà magnato se non lo fa. Ecco qualcuno che non è più in grado di sminuire l’overt. L’unico meccanismo di cui è in possesso è quello di sminuire l’overt. Scoprirete che è da millenni e billenni che costui sta facendo a pezzi professionisti e gente tipo auditor. All’improvviso un giorno vi vede e fa duu, sapete? “Sì.” Ehi!, vi ritrovate un automa tra le mani, non un essere umano.

Quindi chi vuole che si verifichi questo meccanismo?

No, vediamo di ingannare tutti quanti e prendere la cosa per l’altro verso. Vediamo semplicemente di prenderli per la collottola, di percorrere, fino a scaricarli, gli overt che hanno commesso nel corso della loro vita, di rimetterli a posto e di far sì che se ne vadano in giro a testa alta.

Gente, questo sarebbe qualcosa di nuovo, vero? Sarebbe davvero qualcosa di nuovo. Effettivamente avete la capacità di farlo.

E fate attenzione: è questo che succederà, è questo che succederà. Perciò una delle prime cose che dovremmo fare è di assicurarci di essere una terza dinamica sufficientemente fidata, sufficientemente sistemata e devota… una terza dinamica che rappresenta così tanto in noi stessi ciò che diciamo e facciamo, da ispirare fiducia.

E da quel momento in avanti non occorrerà che facciate altro. A proposito di programmi di disseminazione, questo è il principale programma di disseminazione che ci sia mai stato. Non è vero?

È molto facile condurre in porto quella cosa. E, in relazione a ciò abbiamo già fatto un primo passo, e che passo!. Quando ho reso noti questi dati dall’Australia (ci sono circa ventidue persone nello staff ad HCO WW), quattro persone han fatto blow – così. Non è interessante?

Poi hanno detto a tutti quanti che erano stati licenziati. Se ne sono andati in giro a dire: “Licenziati. Cioè… Ron è andato fuori di testa. È impazzito. Ci ha licenziati”. Licenziati? Come ha detto Bonnie un po’ di tempo fa: “Non licenzi mai qualcuno così indirettamente, come a ventimila chilometri di distanza. Di solito lo fai di persona”. Ha ragione. È un piacere.

Se, in un modo o nell’altro, qualcuno ci ha fatto a pezzi e ci ha rallentato, di solito mi piace affrontarlo sulla cosa. E assicurarmi che lo sappia.

Beh, mi trovavo giù in Australia quando, tutt’ad un tratto, quattro persone scoppiarono, sotto gli occhi di Suzie. Se la batterono in tutte le direzioni come delle quaglie. L’abbandonarono a battersi sui bastioni da sola, a tenere la contabilità con una mano, a scrivere ai titolari di franchise con l’altra – sapete? – e con i piedi, non so che cosa facesse, ma probabilmente stava pompando la macchina per il ghiaccio o qualcosa del genere.

Arrivo a casa e la poveretta è mezza morta di lavoro. E sento dire da ogni angolo: “Ron ci ha licenziati!”. Io licenziati? No, non li ho licenziati. Non ne avevo neppure sentito parlare. Non ne sapevo neppure niente. Pensavo che tutto stesse andando avanti bene e Suzie semplicemente non voleva turbarmi quand’ero così lontano, e non aveva pensato che me ne sarei andato in giro e che me ne sarei accorto, ecco che cosa è successo.

Ma che cos’era stato, tutto questo? Quattro persone su ventidue che avevano fatto pscct. Oh, ma noi verifichiamo della traccia passata recente. Dopo che ero ritornato, abbiamo rimediato rapidamente delle informazioni su queste persone, e abbiamo scoperto questo, quello e quell’altro e… avevano overt. Avrebbero dovuto essere soprannominate “sig. Sacco Di Overt”. Non era gente cattiva; aveva soltanto degli overt e aveva una gran paura che quegli overt venissero scoperti; quella gente sapeva molto bene, dai bollettini che stavo emettendo dall’Australia, che “una persona non cerca di scoprire per chi suona la campana; la campanella dell’allarme antincendio suona per te”. Ed è ciò che quelle persone avevano immaginato.

Ma in realtà che cosa sarebbe successo? Io sarei ritornato, loro si sarebbero presentati e uno di loro… un altro di loro… si sarebbero presentati e avrebbero detto: “Ron, siamo stati dei bambini molto cattivi. Siamo state delle persone molto cattive. Abbiamo fatto questo, quello e quell’altro”.

Ed io sarei stato cattivissimo! Avrei detto: “Ha! Auditor dello staff, qui davanti. La stanza di auditing è la prima porta a destra. Vediamo di sistemare la questione e metterla a posto”. È questo che sarebbe successo. Ma nessuno aspettò che succedesse. Feceropscct!

Il meccanismo è questo: l’uomo è fondamentalmente buono e quando tutt’ad un tratto scopre di essere colpevole di malvagità, si toglie dalla circolazione così da non potere più fare del male. È in questo che consiste il meccanismo del blow. È in questo che consiste il meccanismo degli allontanamenti improvvisi. È in questo che consistono gli allontanamenti improvvisi da una seduta di auditing. È in questo che consistono gli allontanamenti improvvisi da una seduta di auditing.

Un pc se ne sta a parlare di rotture di ARC, rotture di ARC, rotture di ARC. No, tz tz. Quello che sta succedendo è che il pc sta facendo qualcosa all’auditor. Il pc sta facendo qualcosa all’auditor. La cosa principale che sta facendo all’auditor è, probabilmente, di tenere nascoste delle informazioni vitali su se stesso e sul proprio caso; non stabilisce una comunicazione a due sensi con l’auditor e questo withhold può diventare così violento e così duro che praticamente butta il pc di fuori, spingendolo indietro attraverso il muro! Il pc non sarebbe in grado di rimanere in seduta neanche se avesse tutt’e due le mani su delle grandi maniglie d’acciaio e se vi fosse ammanettato! Farebbe blow! Lo vedete?

Uno studente viene da noi e dice: “Oh, l’istruttore è un incapace. Io me ne vado. Basta”.

Oh, sì, c’era qualcosa che non era del tutto ottimale, ma non era poi così male. Investighiamo quello studente e scopriamo che due giorni prima aveva rubato un E-Meter dalla classe. Già, una cretinata del genere.

Le persone decidono che sono dannose per l’organizzazione, per voi e per noi, e si tolgono dalla circolazione, così da non poter più danneggiare nessuno. E questo è noto col nome di “blow”. Gli overt – e nient’altro – provocano questa cosa, in tutto e per tutto. Prova ne è che le persone ritornano subito, non appena i loro overt vengono rimossi.

Quando un tizio fa blow dalla seduta, pigliatelo per la collottola e chiedete: “Che cosa hai fatto, figliolo?”. Rimuovete gli overt e rimuovete i withhold, scomponetela davvero questa cosa, percorrete della Responsabilità su di essa, e lui ritornerà dritto dritto in seduta, crash! Poco importa quanti stupidi errori facciate con l’auditing. Rendo l’idea? Non sono stati quegli errori a toglierlo dalla circolazione.

Perciò siamo stati continuamente tratti in inganno. Beh, è qualcosa che ha operato in modo molto positivo. Ci ha fatto concentrare sulla scorrevolezza dell’auditing, e ora ce l’abbiamo. Ci ha fatto concentrare su tecniche, tecniche e tecniche. Ci ha fatto sviluppare questo, quello e quell’altro. Ora ce l’abbiamo, tutta questa roba. Ora è quasi come se fosse stato pianificato. Ora possiamo guardare in faccia il fatto che si tratta degli overt di qualcuno. Ma questo era il dato inevitabile.

Non vi sto parlando, adesso, di un dato che è stato immaginato un’ora e mezza prima dell’inizio del congresso; fanno adesso diversi mesi che ci ho vissuto assieme. Ed è stato messo a nudo da un lato e dall’altro perché è un dato così allarmante e così pieno di potenziale, ha un significato così grande per noi come gruppo, che lo si è dovuto esaminare da ogni angolazione e se n’è dovuto eliminare ogni possibile errore prima di emettere un comunicato generale della situazione. Ma perfino i comunicati inter-organizzazionali hanno già iniziato a produrre dei blow. Le persone spariscono prima che siamo in grado di prenderci cura di loro.

Così vedrete alcune cose che vi sembreranno punitive. Per l’amor del cielo, non interpretatele così! Stiamo solo cercando di far sì che chiunque abbia tra le mani un certificato – ovunque egli sia – abbia le mani pulite. È tutto ciò che vogliamo.

Ogni caso che viene da noi per ricevere processing, deve riceverlo da un auditor che ha le mani pulite, altrimenti quell’auditor – detto per inciso – non individuerà i suoi overt! Roba da matti! È il tacito consenso!

L’auditor se ne starà lì seduto, incapace di stare di fronte ai propri overt, e così… gente, eccome se si lascerà meticolosamente sfuggire quelli del pc. E non si otterrà nulla di fatto. Quindi, dal punto di vista tecnico, diventa un dovere. Perciò dobbiamo sistemare questa cosa a livello di auditor. Di sicuro dobbiamo sistemarla a livello di campo, ma non c’è moltissimo da sistemare. Funziona semplicemente così: se qualcuno ha commesso degli overt contro Dianetics, contro i pc, contro Scientology, contro il personale ad essa associato, contro le organizzazioni, qualsiasi cosa del genere… abbiamo or ora istituito un canale e un percorso ben preciso… basta che si metta a scriverli tutti e che li spedisca ad HCO WW, se proprio non riesce a sopportarli. Afferrate l’idea? Basta che li scriva tutti.

Ora, in che modo verrà sbrigata la cosa? Di fatto alla persona sarà detto o di scrivere di quali parti di quegli overt può essere responsabile e di spedire anche questo, oppure verrà spinta in direzione di uno Scientologist che sarà fin troppo contento di aiutarla. Rendo l’idea?

Quindi, a mano a mano che sappiamo di aver sistemato questa persona, quella e quell’altra, possiamo semplicemente contrassegnarle con un “mani pulite”, “mani pulite”, “raccomandato senza riserve”. E in quel modo, noi possiamo, come auditor, sistemare la cosa dal punto di vista di Scientology, ma anche dal punto di vista del campo. Il fatto non è che dobbiamo essere un gruppo pulito; è che da un punto di vista tecnico adesso ci rendiamo conto che l’unico modo in cui tutti raggiungeremo Clear è quello di essere un gruppo pulito. Vedete la differenza?

Beh, è un modo nuovo di zecca di vedere le cose. Contiene un po’ di elementi scioccanti. Ma nessuno al mondo ha intenzione di essere punitivo in merito. Non si è mai punitivi quando si può essere efficienti.

Grazie. Grazie.

Fihiuuuuuuuu, ho la pelle d’oca ogni volta che lo ascolto.

THE NEXT IS THE END ………

19 commenti

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19 risposte a “ANONIMO VENEZIANO, UN’ANALISI…. Parte 3

  1. Questi dati da soli potrebbero cambiare noi ed il mondo.
    Ciao Adriano.

    • Hai ragione Adriano, questo e’ un post lungo e molto tecnico, ma a mio avviso vale veramente la pena passarci attraverso con tanto di dizionari e demo . I dati qui contenuti , sono veramente utili !

  2. Pier Paolo

    Mi permetto di farvi notare una dicotomia di base dell’Hubbard pensiero. Come può un Essere “causativo” essere effetto? Se il thetan è causa che scopo ha il trattenersi? Come può divenire consapevole di se stesso se blocca il suo essere “Causa”? In sintesi….il “meccanismo” dell’overt non può essere in realtà un sistema per riappropriarsi della propria consapevolezza?

    • Ciao Pier Paolo, le tue domande apparentemente semplici rispecchiano le classiche: “Chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo?”. E potremmo rispolverare Cosmogonie universali vecchie di decine di migliaia di anni, perlomeno. Personalmente ho trovato esaustiva e per nulla complicata la visione filosofica della Scala relativa a: CONDIZIONE DI GIOCHI E CONDIZIONE DI ASSENZA DI GIOCHI, che puoi trovare sul libro Scientology 08 a pagina 291 e 292, ed. it.
      Il “meccanismo” dell’Overt, in realtà una tecnologia ben nota alle principali religioni e che possiamo generalmente denominare “Pratica della Confessione”, è uno dei più potenti mezzi che l’uomo ha per poter fare un’analisi dei propri sbagli e correggersi per potersi così elevare a nuove consapevolezze.
      Hai avuto un’ottima intuizione!
      Come corollario, e mi riallaccio al video di Pierre Ethier, auditor di Classe XII, se l’amministrazione degli O/Ws viene fatta in modo soppressivo una persona precipita verso il baratro della sua invalidazione e nullificazione.
      Io l’ho sperimentato e ti assicuro che non è per nulla piacevole.

      Guido Minelli

    • Mirko

      Ciao a tutti gli amici…
      Sono un pò preso dall’inizio lavoro, dopo ferie, e non riesco a commentare gli ultimi post di AnonimoVeneziano (devo ancora finire di leggerlo, ed ormai aspetto l’ultimo)…
      Ma nel frattempo sono stato incuriosito dalle domande di PierPaolo… : sei uno scientologo da poco tempo? Sei nuovo sul blog? O sono domande retoriche e/o provocatorie?

      Cmq le prendo per domande oneste e mi viene volglia di dirti al riguardo… (sarà l’istinto di aiutare).

      Trovi quasi tutte le risposte alle tue domande sul libro di “L’etica di Scn” (etica) , su “Dn55” (comunicazione), su “Fondamenti del Pensiero” (composizione del gioco della Vita).

      TUE DOMANDE (cerco di dare risposte semplici):

      “Come può un Essere “causativo” essere effetto?”

      Se un Essere vuole giocare questo gioco della vita deve per forza qualche volta essere effetto, come da formunla di comunicazione (causa-distanza- effetto, con poi effetto che risponde diventando causa).
      Comunicare è come respirare: flusso entrante e flusso uscente.
      Poi, un gioco è composto da libertà-barriere-scopi … e/ma non puoi sempre vincere (sarebbe noioso), qualche volta vai ad effetto. L’importante è che vittorie e sconfitte siano in equilibrio.

      “Se il thetan è causa che scopo ha il trattenersi?”

      Essere in grado di trattenersi non è negativo, è addirittura una definizione di responsabilità.
      Il trattenersi reattivo o inconsapevole è invece causato “dalla tua innata bontà”… cioè dal tuo andare fuori etica e tentare di non farlo più. Senza tech/conoscenza dell’etica innata di un thetan non si va lontano nel risalire la spirale discendente. Ma per una buona comprensione vedi nel libro di Etica l’articolo di LRH “Etica, Giustizia e le Dinamiche”.

      “Come può divenire consapevole di se stesso se blocca il suo essere “Causa”?”

      Un Thetan non deve per forza essere sempre trattenuto… gioca, quindi è causa ed effetto… ha libertà e barriere…
      Nessuno gli impedisce di diventare sempre più consapevole di sè (a parte LA NON CONOSCENZA degli SP, esseri abberrati che cercano di impedire il recupero della consapevolezza del Thetan.
      In effetti l’SP vuole Thetan schiavizzati e non liberi/consapevoli. E’ un gioco vecchio come il mondo (forse anche questi tipi SP fanno parte delle barriere del gioco . Scherzo, ma potrebbe essere…). Cmq per comprendere bene devi vedere il corso Pts/Sp .

      “In sintesi….il “meccanismo” dell’overt non può essere in realtà un sistema per riappropriarsi della propria consapevolezza?”

      Non capisco come puoi dire una cosa del genere?!
      L’overt è un atto/azione, od una ommissione ad agire, che fa il maggior danno (rispetto ad un’altra azione possibile).
      Fare Overt va al contrario, rispetto al recupero della consapevolezza… infatti quello che causa è poi un trattenersi.
      E come diceva LRH in una conferenza… : “ma che stai facendo? Ti stai trattenedo!?”

      Aspetto tuo riconoscimento (come da formula di Comunicazione) o tua replica (comunciazione a due sensi). Sempre che tu non sia un “burlone” (scusa dell’ipotesi se non lo sei).

      Ciao
      Mirko

      • Pier Paolo

        Mi scuso se non mi sono presentato e non ho scritto molto ma ho dovuto accorciare il mio post di parecchio, giusto per farlo rientrare nello spazio del riquadro della risposta in quanto se andavo oltre mi “rimbalzava” indietro….spero ora non accada nuovamente! Ringrazio per l’accoglienza l’admin, anche se non penso mi fermerò molto sul vostro interessante blog. Rispondo al curioso 😉 Mirko! Sono un ex scientologo con quasi due decadi di esperienza “macinati” su questo “percorso”. Ho fatto abbastanza da ambedue i lati del ponte da esprimere penso un parere abbastanza informato a riguardo. Reputo che Scientology abbia, come dottrina intendo, aspetti interessanti ed utili, ma, in maggior misura, contenuti fuorvianti e deleteri per chi ricerca un percorso spiritualmente “evoluto”. Comprendo che con queste “premesse” mi sono inimicato la maggior parte dei lettori di questo blog, tuttavia questo è il mio PERSONALE parere, ma non per questo mi permetto di giudicare o di valutare chi invece da questo percorso ha tratto giovamenti o ritiene essere più confacente alla propria realtà: il rispetto delle idee e/o degli orientamenti, siano essi religiosi, politici, etc., deve essere la pietra angolare delle relazioni umane.
        Tornando ai miei quesiti ed alle riflessioni scaturite, mi preme partire da una premessa, che se condivisa, potrà essere foriera di ulteriori approfondimenti, altrimenti tutto rischia di morire ancora prima di partire. La premessa, di Dianetica “memoria”, è: qual’è lo scopo dell’essere umano? Hubbard scoprì che la spinta vitale, ciò che “tutto muove”, l’essere umano è la spinta alla sopravvivenza: SOPRAVVIVI è l’impulso PRINCIPE! Io specificherei, in termini più “filosofeggianti” 😉 e spirituali: EVOLVERSI! L’uomo dunque ha come scopo UNICO e PRIMARIO la propria evoluzione. Se ha questo scopo così nobile ma allo stesso tempo impegnativo come fa a raggiungerlo? Essendo un essere immortale non ha certamente problemi di “mest”, il mest non è l’obiettivo, l’obiettivo è l’accrescimento della propria consapevolezza (maggior consapevolezza equivale a maggior evoluzione). Come può “lavorare” sulla propria consapevolezza? Qual’è l’unico sistema che conoscete per muoversi in quella direzione? L’ESPERIENZA……cari signori!! L’esperienza è il pane del Thetan! Più esperienza l’Essere accumula più consapevolezza incamera! E voi ditemi……da quali esperienze avete tratto più consapevolezza? Da quelle belle o da quelle “brutte”? L’esperienza è esperienza, siamo noi che la cataloghiamo in base ai nostri parametri, alle nostre emozioni, alla nostra educazione: al Thetan in realtà non frega nulla dei nostri giudizi, e delle nostre “emozioni” momentanee, LUI lavora su un raggio d’azione molto più ampio ed elevato ed il suo scopo PRIMARIO è EVOLVERE. Ecco che mi ricollego dunque al “paradosso” evidenziato da Mirko (rif. “Non capisco come puoi dire una cosa del genere!?”)…..gli overt fanno parte del “gioco”, non esiste una cosa “giusta” o “sbagliata” in ottica SPIRITUALE, esiste SOLO un’esperienza e dietro l’esperienza (ed ecco dove risiede “l’abilità” del Thetan) si NASCONDE la LEZIONE, lezione che se appresa ti farà fare un passo in più in direzione dell’EVOLUZIONE!

  3. Stefano

    Egregio Dr. Davide del blog Etica e verita, se cortesemente può scrivere anche il suo cognome nei suoi commenti riesco a completare questa introduzione. Ho appena preso visione di un suo articolo e relativo commento.
    Le affermazioni lesive dell’onorabilità, che lei fa all’indirizzo di tal Stefano personaggio controverso, meritano di essere prese in esame. A chi si riferisce? Si identifichi cortesemente così chiariamo di fronte al mondo fatti e verità. Seguiranno comunicazioni in merito, Dottor Davide, all’indirizzo del suo account e-mail. Sempre se è il suo account e-mail. Anzi cortesemente lo scriva in modo chiaro. L’avvocato di Milano Sig. Liuba XXX è a conoscenza del mio recapito cellulare mobile.

    Stefano Scarpa

  4. Dott. Davide, aspetto la sua risposta circa la domanda suo blog etica e verita. posta nel commento qui sopra.

  5. Signori alla luce di quanto osservato, rinnovo la mia convinzione di concludere qui questa breve esperienza. Questo il mio ultimo commento.
    Per il Dott. Davide del blog etica e verita invece rinnovo il quesito.
    Cordiali saluti a tutti
    Stefano

    • Diogene

      Ciao Stefano,
      Tieni aperto il tuo blog e ripassa a trovarci quando vuoi… una sbirciatina fuori dalla finestra è garanzia di havingness…
      (Non c’è bisogno che mi rispondi… lo so che stai sorridendo)…

  6. Diogene

    Francesco
    Io so soltanto che le quinte sono superflue se il sipario non è aperto…
    Ho fatto un po’ di teatro in gioventù e ti assicuro che non c’è niente di più elettrizzante di uno spettacolo dal vivo…
    Il cappello… a chi? No, grazie, non mi entra nella botte…

  7. silvia chiari

    molto interessante l’intervento secondo di Pier Paolo in particolare dove dire che ” gli overt fanno parte del ” gioco”, non esiste una cosa ” giusta” o ” sbagliata ” in ottica SPIRITUALE ………l’unica differenza che io sento è che un Thetan il suo scopo primario più che evolvere è SPERIMENTARE !
    Spero di leggere altri tuoi interventi .

  8. Ciao, e grazie per il vostro sostegno.

    Vorrei fare un intervento intervento sull’interessante commento di Pier Paolo. In base a ciò che scrive, ravviso una forte vicinanza con i concetti espressi nel LIFE LESSON PROCESSING di Heidrun Beer. Leggendo ciò che scrive si evince che stiamo parlando con un OT ed auditor addestrato. Con una solida preparazione filosofica, psicologica, e religiosa. Non le nascondo Pier Paolo, che la sua riflessione, seppur molto alla lontana, mi richiama alla mente anche un libro degli anni d’oro della science fiction, di A.E. Van Vogt. : Il NON-A. Non che ciò non sia positivo.

    Cordiali saluti,
    Stefano

    • Pier Paolo

      Caro Stefano, le mie “riflessioni” sono il frutto di un grande lavoro introspettivo che mi sono dovuto sobbarcare dopo lo sconquasso emotivo/spirituale causatomi dall’ esperienza in Scientology (ero arrivato molto, molto vicino al suicidio). Tale “sofferenza” è stata comunque propedeutica ad una comprensione molto più vasta delle dinamiche esistenziali. In questo senso è stato FONDAMENTALE un libro (purtroppo ora fuori catalogo) scritto da Cherie Carter Scott il cui titolo è “SE LA VITA E’ GIOCO QUESTE SONO LE REGOLE”, Sperling & Kupfer editori. Consiglio a chiunque di leggerlo

    • Pier Paolo

      Ho avuto modo solo ora di vedere il bellissimoo video che hai postato sul tuo blog (quello relativo al discorso di Steve Jobs, un grande, ai neolaureati di Harvard). Ecco, il senso delle mie “riflessioni” è racchiuso nella prima “storia” che racconta Jobs, “unire i puntini”, puoi unire i puntini delle tue esperienze solo guardando al passato, ciò che oggi ti appare “sbagliato” o “fuori etica” un domani potrà apparirti come la miglior scelta che tu potessi fare! Il Thetan sa sempre come poter raggiungere i propri obiettivi, ecco perchè parlare di overt o fuori etica è paradossale in prospettiva spirituale!

  9. Stefano

    Buogiorno Pier Paolo, sono felice che sia riuscito comunque ad uscirne positivamente e con una maggiore comprensione della vita. Le devo dire, in tutta sincerità, che non è la prima volta che vengo a conoscenza di persone che hanno vissuto un’enorme sofferenza a causa dell’ affiliazione con Scientology.
    Comprendo ciò che ha scritto: “Reputo che Scientology abbia, come dottrina intendo, aspetti interessanti ed utili, ma, in maggior misura, contenuti fuorvianti e deleteri per chi ricerca un percorso spiritualmente “evoluto”. Comprendo che con queste “premesse” mi sono inimicato la maggior parte dei lettori di questo blog, tuttavia questo è il mio PERSONALE parere, ma non per questo mi permetto di giudicare o di valutare chi invece da questo percorso ha tratto giovamenti o ritiene essere più confacente alla propria realtà: il rispetto delle idee e/o degli orientamenti, siano essi religiosi, politici, etc., deve essere la pietra angolare delle relazioni umane.”
    Chiaramente dal mio punto di vista, il retaggio di LRH è davvero una pietra miliare per l’evoluzione umana. Pur avendo a disposizione questa conoscenza, la difficoltà sta nel fatto che deve essere correttamente interpretata ed applicata. Se messo nelle mani di persone sbagliate, la vera Scientology è persa. E’ per questo che oggi è sorto uno dei movimenti più imponenti a livello storico: Il movimento degli Scientologist Indipendenti. Un movimento internazionale che sta lottando per riottenere la vera Scientology come nelle intenzioni del fondatore.
    La prego comunque di accettare i miei più codiali saluti e di poterla leggere ancora.

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