CONCEDERE DI ESSERE…..

Nell’attesa che la traduzione del PIANO DI AZIONE venga ultimata, questa sera voglio postare uno scritto di LRH che mi e’ stato inviato via mail al mio indirizzo ( johnmina@libero.it) .

Colgo l’occasione per ringraziare voi tutti per cio’ che state facendo .

Questo rientra in primo piano nei dati stabili di Scientology e quindi con grande ammirazione ve lo giro.

Francesco


Concedere beingness

Una conferenza tenuta

il 1° giugno 1954

Oggi, come stiamo facendo già da un po’, continueremo a parlare dell’auditing della Procedura 30. C’è ancora molto da dire sull’argomento del concedere beingness nell’ambito di questa procedura. Naturalmente ho richiamato la vostra attenzione sul nastro “Concedere beingness” che, a dir la verità, faceva parte delle conferenze dell’Unità 2 di Camden; ve l’ho segnalato all’inizio di queste registrazioni, ed è appunto l’argomento del concedere beingness.

Facciamo conto che conosciate già quel nastro, così non dobbiamo stare a discutere eternamente sul significato di concedere beingness. Partiamo da lì ed esaminiamo l’immediata applicazione del concedere beingness nell’ambito della Procedura 30.

Naturalmente, per prima cosa prendiamo il nome “Procedura 30”. Sappiate che non ha alcun significato, davvero nessuno, ma potreste estrapolarne uno.

Innanzi tutto, 30 è una segnalazione radio. È una sigla radio. “Questo è 30 per ora”, sta ad indicare la fine di una comunicazione, capite? Va bene, molto eloquente, no? Ora, per il vostro miglioramento intellettuale, potremmo continuare a discutere di come mai questa espressione stia ad indicare la chiusura di una comunicazione nell’ambito radiofonico. E magari potremmo soffermarci per le prossime 8 o 9 ore sul significato della radio.

E dopo esserci soffermati per otto o nove ore sul significato della radio, potremmo metterci a parlare della vita di Marconi e scoprire che, quando era molto giovane, aveva avuto una storia d’amore. Questo ci permetterebbe di dimostrare, senza ombra di dubbio, che questa storia d’amore lo ha portato nel campo della comunicazione, eccetera, e ci porterebbe a discutere, poi, dell’amministrazione della Marconi Business Enterprise quale punto chiave a dimostrazione di quanto lontano si fosse spinta quella storia d’amore. Dopo aver parlato della grandezza della Marconi Enterprise, potremmo affrontare il tema dell’attività bancaria, e dopo averlo affrontato potremmo esaminare le ingerenze di Wall Street in tale settore , che attualmente è gestito dal partito comunista, o qualcosa del genere, capite? E potremmo cogliere il profondo significato di tutto questo.

Saltando di palo in frasca, avremmo quella che è comunemente chiamata scienza. Divagando a sufficienza, non avremmo altro che delle autorità. Questa linea, quindi, consisterebbe in tecniche per “parlare e vestire come un’autorità” e si dispenserebbero solo consigli da parrucchiera e sistemi per fare colpo sul pubblico e sui preclear con autorità con la A maiuscola.

Che cos’è successo, però? Abbiamo iniziato a risalire alla causa e all’effetto, tornando alle origini, e man mano ne abbiamo dato un’interpretazione. Esattamente quello di cui vi ho appena parlato.

Il buffo è che potremmo fare la stessa cosa con il concedere beingness. In un certo senso sto cercando di rendere chiaro il concetto ficcandovelo in testa ben bene. Potremmo prendere il concedere beingness, vedete, iniziare a dilungarci sull’argomento e addentrarci così nella significanza come abbiamo fatto per il numero 30 della Procedura 30. Potremmo trovarci subito a discutere della lotta per il controllo ingaggiata dai cosiddetti tori ed orsi di Wall Street e dimostrare che la zoologia è uno dei migliori corsi di addestramento per chi creda di avere un futuro nel settore dell’attività bancaria.

Lo stesso succede con il concedere beingness. Davvero. Iniziare ad affrontare questo argomento (sia questo un serio ammonimento) significa iniziare ad affrontare l’argomento della vita, ed è molto semplice per chi scriva o tenga conferenze su questo tema prendere la stessa cantonata del significato di 30, capite, e trovarsi a parlare della vita nell’emisfero occidentale, poi delle stelle, eccetera, e di tutte le sue complessità. E il risultato? Il risultato sarebbe una lista di tutto ciò che compone l’universo mest: una descrizione minuziosa e un approfondimento di ogni libro, ogni persona, ogni pianta, insetto, filo d’erba e granello di ghiaia presenti nell’universo mest, se solo iniziate ad addentrarvi nei significati un po’ più ampi del concedere beingness. Questa è la prima cosa che succederebbe dopo la cantonata presa dilungandosi eccessivamente sul principio del concedere beingness. Ci si può effettivamente spingere così lontano e così in fretta.

Concedere beingness: se ne può estrapolare praticamente ogni filosofia. Se ne può estrapolare ogni cosa se lo vogliamo. È uno di quegli elementi che fungono da denominatore comune. La gente è viva e concede vita ad altre cose. Un thetan è vivo nella misura in cui concede la vita.

Cosa intendiamo per vita? Beh, potremmo intenderla, in senso moderato, come un leggero mock-up, oppure potremmo intenderla come una forma duratura, oppure come un tempio o un treno, capite? Concedere la vita.

Beh, questo si mostra immediatamente nella vostra curiosità di sapere quale comando di auditing usare con un preclear per audire il concedere beingness. E sarà meglio che sia qualcosa piuttosto vicino al centro. Poteste prendere una cantonata e partire a tutta velocità. È composto di attenzione, di energia, di comunicazione, è composto di cose di ogni sorta… così potreste porre a un preclear, in modo molto ampio, delle domande che mettano in qualche modo il bastone tra le ruote al concedere beingness.

Perché allora, da un punto di vista semantico, usiamo l’espressione concedere beingness? Perché, anche se dal punto di vista semantico magari non è l’espressione migliore che possa essere coniata allo scopo, è però certamente un’espressione semantica che permette la comprensione. Concedere significa: dare, elargire, donare, trasmettere, ecc. ecc. Guardate i sinonimi e i contrari di dare, elargire, ecc., sull’Oxford University, il più grande dizionario in assoluto. Beingness è la condizione di esistere sotto una determinata forma. La si potrebbe definire così, il che ci porterebbe naturalmente alla definizione di simbolo e, attenzione, questo ci porterebbe immediatamente ai punti di orientamento. Zumiamo, zumiamo, zumiamo.

Da qui si passerebbe ai punti di vista, non è vero? La beingness, quindi, è qualcosa di più del punto di orientamento. Il punto di orientamento non è una beingness, ma un punto che crea, fa sopravvivere o distrugge le beingness, o le fa essere. È il punto da cui osservare le cose. È la prima condizione. Appena ci addentriamo nell’energia, potrebbe anche consistere in cose che vengono formate, spostate, mosse, maneggiate, controllate, sballottate di qua e di là.

A questo punto ci saremmo spinti nell’ambito del controllo, non è vero? Appena abbandonato il tema dell’osservare passiamo direttamente al controllo, in un attimo! Eccolo lì il caso da controllo. Ha preso appena una lieve cantonata. Non guarda più. Si concentra sul controllo della massa delle cose, capite? Non le osserva nemmeno, si concentra sul loro controllo. Le inizia, le cambia e le ferma, che equivale ad una delle funzioni del punto di orientamento.

Se doveste andare in giro a chiedere a qualcuno se la casa della sua infanzia controllava davvero la capitale della nazione, a tutta prima resterebbe un po’ stupito. Voglio dire, vi scontrereste direttamente con uno di quei calcolatori, bum! Il punto è che la capitale della propria nazione, secondo chiunque, è naturalmente un punto di vista esterno alla casa della propria infanzia o della propria città natale. Quindi, la capitale della propria nazione sarebbe iniziata, cambiata e fermata dalla casa della propria infanzia.

Se non ci credete, provate ad individuare questa confusione su un E-Meter quando cercate di procedere a ritroso con questa domanda. Chiedete: Se New York fosse avviata, cambiata e fermata da… la casa dell’infanzia del vostro preclear era a Keokuk, nello Iowa. “New York è completamente controllata, cambiata, gestita eccetera da Keokuk nello Iowa? La sua reazione, la sua risposta lampo è una fiacca confusione. È a metà fra: “Ma che senso ha? Certo che lo è!” e: “Certo che no!”, e così via. Avete colpito dritto alla fascia compresa fra la sua risposta dovuta all’istruzione e quella istintiva. Se volete fare una prova, potete divertirvi un po’. Non vi ho fornito dei mezzi eccellenti per fare questa prova, ma basta che applicate questi principi e scoprirete che i preclear hanno le idee più dannate.

Succede questo: supponiamo che la persona in questione sia disorientata riguardo alla casa della sua infanzia e che, per orientarsi, debba dipendere da un simbolo e non da se stessa. Poniamo che abbia un alleato, suo padre, ad esempio. Un bambino vi risponderebbe molto apertamente: “Beh, sì”, ad una domanda come questa: “Tuo padre…” (poniamo che questo bimbo abbia cambiato spesso città e non abbia più un riferimento geografico)… “Tuo padre controlla l’Europa? Inizia, cambia e ferma ogni cosa che succede in Europa?”. Probabilmente il bambino vi guarderebbe con occhi innocenti e penserebbe che siete degli stupidi… certo che controlla l’Europa! Perché vede tutto attraverso gli occhi del padre.

Dunque, prima ancora di questo, il preclear osserva ogni cosa dal punto di vista di una località geografica, ma dopo un po’ è la località geografica che genera il movimento, e chiunque si trovi in un corpo crede piuttosto che sia la località geografica a controllare le cose, capite, perché lui sa di essere un simbolo. Ha massa, significato e movimento, quindi è un simbolo. Così ci deve essere un punto di orientamento fermo da qualche parte, dato che altrimenti non ci sarebbe tutto questo spazio nell’universo mest.

Quindi, la cosa più elementare che sa è di essere un simbolo, di essere massa, significato e movimento, e che quindi deve esistere un punto di orientamento in qualche luogo. Beh, quando si smarrisce questo punto di orientamento, la persona perde il suo spazio e assegna il ruolo di punto di orientamento ad altri esseri.

Bene, cosa c’entra questo con il concedere beingness? Oh, oh!. Ciò che costituisce il punto di orientamento in una determinata situazione è ciò che concede beingness in quella situazione. Questo ci porta ad una regolina breve breve:

Ciò che costituisce il punto di orientamento in un dato spazio è ciò che concede beingness a quello spazio.

Ovviamente, si può considerare ridicolo che la casa della propria infanzia sia qualcosa, dato che non è viva, o che possa concedere beingness a qualcosa,. Ma questa è solo una parte della confusione di un preclear. Sì, decisamente la casa della sua infanzia concede beingness. Quella casa concede beingness.

Inoltre, se chiedete a certi preclear dove si trova la facciata del palazzo (prima fate loro chiudere gli occhi), e dite di darvi la prima risposta che viene loro in mente – voi volete sapere dove si trova la facciata del palazzo – vi indicano la direzione sbagliata, come prima risposta, ping! A meno che, naturalmente, il palazzo in cui si trovano non sia orientato perfettamente con la casa della loro infanzia. Indicheranno la facciata della casa della loro infanzia … la facciata dell’edificio. È decisamente cronico, voglio dire è un piccolo meccanismo affascinante. Dite: “Velocemente, quando schiocco le dita, dimmi in che direzione si trova la facciata del palazzo”.

Bene. Perché non lo fate? Bene. Quando schiocco le dita, indicate mentalmente la posizione della facciata del palazzo. Vedete, lo sapete, conoscete l’edificio. Per voi è un punto di orientamento in una certa misura. Beh, chi ha avuto qualche dubbio sul fatto che fossimo sicuri che si trattasse proprio della facciata del palazzo? Avete provato niente di simile? C’è un punto in cui… c’è un punto, se avete avuto quel tipo di reazione, o addirittura una leggera sensazione del tipo: “Beh, quella è la facciata del palazzo, ma qual è la reazione a questa cosa?”, abbiamo questo: in qualche luogo abbiamo un punto di orientamento che il preclear ha smarrito o che sta realmente usando. E questa sarebbe la cosa che sta concedendo beingness a tutti quei simboli.

Bene, ci sono tutti questi simboli in giro. Qualcosa concede loro beingness, e qualcuno dice che è Dio.

Beh, questa affermazione in cui si usa Dio come se fosse una sorta di creatura infinita, onnipresente, onnipotente, onnivora, crea molta confusione, perché dicono: “È stato Dio a crearti”. Si dà il caso che questo non sia possibile. Si può quasi vedere il cervello di una persona cedere per lo sforzo quando tenta per la prima volta di farsi entrare in zucca il fatto che “Dio è ovunque, in ogni momento, e vede tutto da tutti i punti di vista, ed è stato lui a creare te”.

Prendete un selvaggio che non ha mai sperimentato niente del genere (tra parentesi, io l’ho fatto: ho cercato di spiegare il cristianesimo ai selvaggi, così, per divertimento) e quest’uomo… probabilmente è troppo educato per dirlo a voce alta in pubblico, ma lui sa che siete matti. Gli avete appena detto che una cosa che non è un punto d’orientamento ha creato qualcosa. Non è possibile. Gli avete appena detto che questa cosa è dappertutto, una cosa che non ha luogo, non ha ubicazione geografica, non vede niente da una posizione centrale, e che quindi non può essere individuata. Dunque avete detto che questa cosa ha creato tutto. Avete appena avanzato un paradosso, un enigma, che sicuramente procurerà confusione e mistero per le epoche a venire.

Beh, possiamo vedere che questo concetto si trova nella traccia di innumerevoli preclear. “Chi ti ha creato?” Gli fate questa domanda. La sua sensazione innata – non la sensazione dovuta all’istruzione, ma quella innata – sarebbe semplicemente questa: è stato creato dal suo punto d’orientamento originale, ovunque esso sia. È stato creato da quel punto, se si è considerato un simbolo. Prima di quello, “Chi mi ha creato? Io ho creato me stesso” è la risposta generale.

Lungo la traccia ci sono facsimili che sono molto interessanti e introducono un sacco di confusione riguardo a “Da dove veniamo?”. Naturalmente, questi sono tutti, più o meno, degli implant religiosi. Perché se si riesce a confondere una persona riguardo a “da dove viene”, il gioco è fatto. Se si riesce a dimostrarle che è stata creata da un agente esterno… e se poi si vuole proprio farla uscire di senno, le si dimostra che l’agente esterno che l’ha creata non ha una posizione nello spazio… insomma si riduce a zero il suo spazio. Se ci credesse veramente, non avrebbe spazio. Le è stato detto che qualcuno l’ha creata e lei lo ha accettato. Adesso le si dice che questa cosa esiste dappertutto e che non ha un punto d’orientamento. Hm-hm, questa è assenza di spazio ed è il caso della maggior parte dei ministri religiosi che potrebbe capitarvi di audire. Assenza di spazio. Ha mischiato la definizione di spazio con il ciclo d’azione dell’universo mest, e si è infilato in un vicolo cieco, in tutta fretta.

Beh, questo potrebbe avere un certo interesse per voi con i casi, come potrebbe non averlo, ma dimostra di nuovo che potremmo uscire di parecchio dal seminato, per quanto riguarda il concedere beingness. Quindi cerchiamo di restare vicino al centro e rendiamoci conto che concedere beingness e creare spazio… in effetti, la creazione della condizione di vedere, le parole e tutto il resto può… sapete, si può creare spazio con le parole, si potrebbe creare spazio con gli escrementi, si può creare spazio con il sesso, abbiamo già trattato questo. In effetti, in tutta la scala da Conoscere a Sesso, da “Guardare” in giù, c’è qualcosa che crea spazio.

Bene, al di sotto di sesso che crea spazio c’è un mistero che crea spazio. E questo mistero, ovviamente, viene inculcato tramite qualcosa che è dappertutto e crea spazio. Beh, niente che sia dappertutto creerà mai spazio, perciò questo diventa un mistero. È un enigma ed è qualcosa che ci ritroviamo davanti.

Bene. Concedere beingness, quindi, è strettamente collegato… non spingiamoci oltre… è strettamente collegato alla creazione di spazio e alla formazione, divulgazione e controllo della vita entro quello spazio. Procurate lo spazio, procurate i simboli che si trovano in quello spazio, ed è fatta.

Perché c’interessano i punti d’orientamento con i preclear? Se c’è una difficoltà che un preclear incontra è questa: ha perduto il suo punto d’orientamento originale in questa vita. Questo punto è occluso, turbato, e il pc ha trasferito il punto d’orientamento a un simbolo mobile a cui poi ha attribuito la qualità di immobilità. Capito? Ha detto: “Qui c’è un simbolo, un simbolo che in realtà rappresenta il punto d’orientamento, che crea tutto e che concede tutta la beingness che esiste”, e questo a dispetto del fatto che un punto d’orientamento sia immobile. Dunque dice: “Questa persona è immobile”, e a quel punto quella persona resta bloccata nella traccia del tempo.

Può darsi che abbia fatto questo con tante persone, e vedrete che ognuna di esse è bloccata nella traccia del tempo. È in questo modo che un alleato resta in sospeso e fluttua nel presente insieme al preclear.

Sono stato chiaro? La persona ha trasferito la funzione della creazione dello spazio e del concedere beingness… ha trasferito la funzione del concedere beingness da un luogo geografico a un individuo. Ma poiché sa che tutto ciò che concede beingness dovrebbe essere più o meno stabile e immobile, cerca di rendere immobile questo individuo. Lo sforzo di cercare di rendere qualcosa immobile sospende nel tempo quella cosa. Ed è praticamente quel che succede qui. Ma ancora più importante è il fatto che, per concedere beingness, deve guardare con gli occhi di quella persona.

Ha scelto la nonna come creatore, come colei che concede beingness. Ma più importante è il fatto che sa che questo è falso. Sa che non può trasferire questa funzione. Sa che se è vivo sta creando spazio. Quindi sta concedendo beingness. Quindi, anche se è la nonna che concede tutta la beingness, è necessario che, per restare vivo, egli impedisca alla nonna di concedere tutta la beingness, così che lui possa concederne un po’. Se la nonna concede beingness, lui non può farlo, ma allora non ha spazio. Ed eccoci sprofondati nell’enigma, immediatamente, in men che non si dica.

Finiamo così nella grande competizione di chi concede beingness qui attorno. “Beh, sono io quello che deve concedere beingness qui attorno. Se lascio che sia qualcun altro a farlo, io non avrò spazio.” Perché? Perché si è già allontanata dal punto centrale che crea spazio. Qual era quel punto? Beh, si potrebbe dire che era il punto d’ingresso nell’universo mest, cioè uno dei primi punti della traccia che ha creato lo spazio, che ha creato l’universo mest in un modo o nell’altro. Quello era il centro delle operazioni, era il punto da cui veniva creato.

Beh, la persona l’ha perduto nel momento stesso in cui l’ha acquisito. E le sono successe tante cose interessanti. È più o meno nel punto in cui ha contattato un accordo. In realtà questo non ha niente a che vedere con lo spazio dell’universo mest. Di nuovo, questa è una specie di beffa. È il punto in cui lui è entrato in contatto con l’accordo secondo cui lui era altrove e non dov’era davvero. Ed era dove pensava di essere. Ma ora le dicono che è in un luogo specifico, e a questo punto la sua traccia si appallottola di brutto.

Va bene. Vediamo di non spingerci, come ho detto all’inizio, troppo in là, di non addentrarci troppo nell’argomento del concedere beingness, semplicemente perché ci ritroveremmo a ruzzolare giù per le scale e finiremmo dritti dritti in cose di ogni genere, e saremmo serviti di barba e capelli. Potremmo tutti diventare delle autorità a quel punto, poiché ci sarebbero troppi dati perché qualcuno potesse riceverli, e con questi dati potremmo tutti fare varie cose. Limitiamoci alla semplicità del concedere beingness. Ciò che concede beingness è un punto d’orientamento. Ciò che concede beingness ha la capacità di creare. Se una persona non è un punto d’orientamento, è priva in quella misura della propria capacità di creare. Se l’ha assegnata a un luogo geografico ecc. poi continua a considerare quello come il punto creativo. E per avere spazio, continuerà a utilizzare quel luogo geografico. Ecco che cos’è il concedere beingness!

Concedere beingness è una funzione diversa dalla semplice creazione di spazio. Capite? Quando parliamo di concedere beingness, intendiamo fare in modo che qualcosa diventi vivo, e questo è ciò che la maggior parte della gente capisce.

Ma lo spazio è morto? Bella domanda, eh? Una macchina è morta? Non lo so. L’altro giorno ho visto un tizio alla guida di un’auto truccata e quando l’ha parcheggiata la macchina poteva praticamente parlare. Lui era così sicuro che fosse viva, che la macchina era praticamente viva. Bene, quello era il grado di concedere beingness.

Bene, ecco ora qualcosa di bizzarro. Passiamo ad un altro esperimento. Non ho più detto molto di questo dopo la prima Unità. Prendiamo un gatto e invece di trasformarlo in un animale domestico tentiamo di renderlo pazzo. Cercheremo di far comparire nel gatto una condizione psicotica. Ma non ne faremo un animale domestico. Semplicemente prenderemo un gatto, senza usare prenatali o altro che potrebbe contaminare l’esperimento. Cioè, dovrebbero essere prenatali pazzeschi. Nessun contatto nell’ambiente, nessun amore, nessun affetto, nessun altro tipo di concessione, o cose del genere. Ci limitiamo a prendere questo gatto e a renderlo psicotico. E in base a esperimenti di cui ho letto i resoconti, è quasi impossibile turbare la sua ragione. Rimane in condizioni discrete.

Adesso proviamo a trasformarlo in un animale domestico e ce lo lavoriamo a tal punto che scardiniamo la sua ragione. A questo punto possiamo renderlo psicotico con la massima facilità.

È un esperimento dal background molto limitato, ma trova conferma in questo modo: se da bambini non aveste avuto nessuna dipendenza da altre persone, oggi non vi preoccupereste delle opinioni altrui, giusto? E si potrebbe ridurre qualcuno, riportandolo verso la sua prima dinamica, in modo che potesse innalzarsi a una terza dinamica più accettabile.

Da dove comincia, questo? Che cos’è? Beh, potreste concedere beingness a un cane a tal punto che sarebbe molto obbediente nei vostri confronti. Credetemi, sarebbe in buone condizioni, ma sarebbe il vostro cane, e tale resterebbe. In realtà lo avete dotato di beingness in grande misura. Lo avete dotato di beingness.

Questo fatto di dotare di vita le cose è di per sé un argomento molto interessante, ed è per questo che ho detto che dovremmo fare riferimento a quella conferenza dell’Unità due, “Concedere Beingness”. Si può concedere beingness tramite il controllo, ecc.

Bene, i ridge e le altre cose che una persona ha e di cui non assume nessuna responsabilità… naturalmente non possono restare in restimolazione se sono completamente suoi e lui ne assume piena responsabilità. Ve ne rendete conto. I ridge che ha e per i quali nega ogni responsabilità, che la tormentano, che le impediscono di esteriorizzarsi… queste manifestazioni di energia e di difficoltà, sono beingness concessa da qualcun altro. Se non lascia che altre persone concedano beingness, ovviamente rifiuta il fatto che esse abbiano potuto dargli questi ridge. Di conseguenza eccoli presentarsi per benino e molto in fretta. Beh, indubbiamente è così che va nel processing.

Percorrendo l’ultima fase della Procedura 30, scoprirete immediatamente che state disturbando, spostando, formando ed eliminando delle masse di energia, come non avete mai fatto prima nella vostra vita di auditor. È veloce. Basta dire al pc: “Chi non sarebbe pericoloso lasciare che conceda beingness?”. La persona comincia a concedere beingness e scopriamo che deve farlo con grande sicurezza, sicurezza, sicurezza, sicurezza, e vogliamo che sia realmente sicura che permetterebbe a questa persona di concedere beingness a varie cose.

Non appena il pc ripulisce bene questo, facciamo la scoperta più sbalorditiva: è in conflitto con la beingness concessagli in passato, ma poiché non esiste il tempo per quanto riguarda le particelle… sono solo particelle, stanno lì ed è solo il loro movimento che crea il tempo. Va bene. Se è così, ci aspetteremmo che questi ridge restino nei paraggi per sempre. Beingness concessa. Nella misura in cui la persona si oppone al diritto altrui di concedere beingness a lei, di concedere beingness alle altre cose, si oppone ai propri ridge.

È una situazione esplosiva. Ritorniamo al ridge. Vi rimando a 8-80, Scientology 8-80, questo è il testo. Che cosa provoca, questo? Fa in modo che ci siano grandi depositi di facsimili accumulati.

Una persona, come thetan, ne avrebbe tanti? Non tanti, come thetan. Ma quando ha un corpo in comune con una società o una famiglia, concedere beingness diventa molto importante. Per lei diventa quasi impossibile esteriorizzarsi se impedisce agli altri membri della sua famiglia di concedere beingness. Questo la inchioda all’istante. Ed è ciò che risolviamo con questo procedimento: “Chi non sarebbe pericoloso lasciare che conceda beingness e a che cosa”. E dovete essere sicuri di quello. Vedrete un movimento di ridge spostarsi dappertutto.

Che cosa sono questi ridge? Che cos’è tutto questo movimento? Beh, in realtà questi ridge sono masse di facsimili. Com’è possibile che siano masse di facsimili tutti stipati insieme? Beh, sono i punti di vista di altre persone sulle cose, ecco tutto. È il modo in cui la persona guarda le cose.

Attenzione, questa è solo una teoria, ma io non sono affatto sicuro che quella parete là esista davvero, se non perché ha concordato di esistere. E penso che se in primo luogo non vi avessero mai detto che esiste, adesso non la vedreste. Indubbiamente, per vedere quella parete, dovete permettere a qualcuno – compresi voi stessi – di concedere un po’ di beingness. A chi permettete di concedere un po’ di beingness? Dovete permettere a qualcuno di concedere un po’ di beingness, altrimenti non vedreste niente. L’intensità della vista, dell’esperienza, dell’energia dipende da quanto si permette a qualcuno di concedere beingness… né più né meno.

Quando una persona sceglie come propria randomity la beingness che le viene concessa, ad esempio da bambino… è come se avesse detto: “La mamma non può concedere beingness”. Ha scelto quella beingness come propria randomity, e ovviamente si è subito allacciato al punto di vista della madre. Sta lottando tra masse di energia, sta incontrando difficoltà a esteriorizzarsi e ha facsimili strani e peculiari che avanzano verso di lui e si allontanano da lui, e tutto perché si sta opponendo a concedere beingness.

Va bene.

4 commenti

Archiviato in DATI STABILI, LRH

4 risposte a “CONCEDERE DI ESSERE…..

  1. Simon Bolivar

    i ridge e le altre cose che una persona ha e di cui non assume nessuna responsabilità… naturalmente non possono restare in restimolazione se sono completamente suoi e lui ne assume piena responsabilità. Ve ne rendete conto. I ridge che ha e per i quali nega ogni responsabilità, che la tormentano, che le impediscono di esteriorizzarsi… queste manifestazioni di energia e di difficoltà, sono beingness concessa da qualcun altro. Se non lascia che altre persone concedano beingness, ovviamente rifiuta il fatto che esse abbiano potuto dargli questi ridge. Di conseguenza eccoli presentarsi per benino e molto in fretta.
    E’ molto interessante quanto siamo connessi agli altri intimamente. E’ chiaro che uscire dalla trappola è uno sforzo comune.

  2. Diogene

    Bella la foto anni setta-anta… (o ante setta?)…
    C’è chi se la canta… chi se la suona… e chi “se” li lascia fare…
    Concedere di essere… e di essere stato…
    Il baffuto accordeonista mi ricorda qualcuno…

  3. Stefano Scarpa

    Ciao a tutti 😀 Ah che giorno oggi!!! sono davvero felice di essere qui con voi e vi ringrazio di cuore per i commenti ed il vostro benvenuto.
    Si caro Diogene, ho letto, che dire: “Un giorno senza sorriso è un giorno perso” C.Chaplin 😀

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