Archivi del giorno: 20 settembre 2011

ABUSE AT THE TOP by Amy Scobee SECONDO CAPITOLO

ECCO A VOI IL SECONDO CAPITOLO DI ABUSE AT THE TOP , GRAZIE A SIMON BOLIVAR PER IL SUO GRANDE LAVORO DI TRADUTTORE !

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CAPITOLO 2

Unirsi alla Sea Organization

La Sea Organization (Anche Sea Org o SO in breve) è definita nel sito della Chiesa Ufficiale di Scientology come segue:

“La Sea Org stabilita nel 1967 una volta operava su una serie di navi. Venne formata da L. Ron Hubbard durante la ricerca di civiltà precedenti e supervisiona l’organizzazione delle chiese in giro per il mondo. I primi membri della Sea Org formularono una promessa di un miliardo di anni per simbolizzare la loro appartenenza a questa religione come esseri spirituali immortali. Viene firmato oggi da tutti i membri. La Sea Org è anche fiduciaria per l’amministrazione dei servizi superiori di Scientology. La Sea Org prende il nome per celebrare il fatto che la vita di Mr. Hubbard è stata di frequente connessa col mare. Tuttavia, oggi la maggioranza dei membri della Sea Organizzation sono di base a terra, per mantenere la tradizione dell’ordine iniziale, ancora oggi vestono uniformi marinare e hanno gradi e qualifiche. I membri della Sea Org lavorano molte ore e vivono in comunità con alloggio, pasti, uniformi, cure mediche e dentistiche fornite dalla Chiesa. Partecipano all’addestramento e all’auditing di Scientology durante una parte della giornata, ma altrimenti dedicano loro stessi nel promuovere gli obiettivi di Scientology attraverso le loro particolari funzioni.”

Era il Settembre del 1979. C’erano voci di un event di espansione che si doveva tenere nella chiesa di Seattle per tutti gli scientologi locali da parte di ufficiali della Sea Org. La partecipazione era obbligatoria. Mia madre e io andammo all’event assieme. Mentre la gente arrivava, venimmo introdotte e fatte sedere in una grande sala.

Prima che l’event iniziasse, vennero passati dei sondaggi che il pubblico doveva compilare, con domande dettagliate sulle nostre qualifiche individuali, del tipo se avevamo mai preso LSD, se eravamo mai stati messi in manicomio, se avevamo dei precedenti criminali, oppure grossi debiti e cosi via. La mia risposta ad ognuna di queste domande fu, “No”. I sondaggi vennero raccolti e l’event iniziò.

L’oratore venne fuori e ci informò della strategia per rendere Scientology una parola familiare internazionalmente e su quanto fosse vitale per ognuno salire a bordo per aiutare a farlo diventare realtà. Aveva una grande mappa del mondo dietro a lui e additava i piccoli punti rossi come località dove c’erano le attuali Chiese, che apparivano minuscole se paragonate alla dimensione del pianeta.

Nel mezzo dell’event, l’oratore lesse una lista di persone che dovevano rapportarsi immediatamente in una stanza sul retro per un breefing privato.

Il mio nome era nella lista.

Sentì il mio cuore battere più forte e non riuscivo a capire come sapevano il mio nome. Avevo dimenticato di aver compilato il sondaggio prima dell’event.

Il nome di mia madre non era sulla lista, cosi dovevo andare al breefing speciale senza di lei. Mi rapportai sul retro, assieme ad altri venti del pubblico.

L’oratore principale dell’event (chiamato Don) venne nella stanza sul retro, assieme ad altre tre persone vestite in uniforme completa della Sea Org (cappelli navali, mostrine dorate, guanti bianchi, cordoni intorno alla vita – il lavoro). Ci informò che eravamo i pochi selezionati che erano qualificati e che dovevamo tutti unirci al gruppo d’elite della Sea Org – subito!

Don disse che mentre si sarebbe spostato alla prossima città per prendere a bordo sempre più gente, due membri della SO sarebbero rimasti a Seattle per prepararci a fare le valigie e mandarci nella Sea Org.

Ci allungò dei contratti della Sea Org, ci fece mettere in piedi, alzare la nostra mano destra e ripetere il codice di un membro della Sea Org assieme lui. Questa si chiama la “cerimonia di giuramento”. Dovevamo poi tutti firmare il contratto, giurando di lavorare a tempo pieno per il prossimo miliardo di anni.

Non sapevo quello che stavo facendo. Mi meravigliavo perché il nome di mia madre non fosse stato chiamato e cosa avrebbe pensato. Non osavo chiederlo agli ufficiali della Sea Org. Ognuno stava seguendo ordini e credetti che era meglio lo facessi anch’io. Chiesi che tipo di lavoro avremmo fatto e la risposta fu, “”La nostra missione è di mettere l’Etica In su questo pianeta e nell’Universo. Ti stai unendo all’elite dell’elite, responsabile per maneggiare gli psichiatri soppressivi che esistono qui e ora e quelli che implantano gli esseri tra le vite cosi da rendere il clearing planetario possibile”.

Ero senza parole.

L’intermezzo era finito, ognuno venne rimesso a sedere e quelli del retro si riunirono al resto del pubblico per ciò che rimaneva dell’event. L’oratore tornò e annunciò i nomi di coloro che si erano appena uniti alla Sea Org. Ci fu una standing ovation immediata! Evviva ad alta voce! Eravamo eroi!

Mia madre cadde quasi dalla sedia. “Non esiste – non hanno capito che sei ancora minorenne? Non hanno il consenso dei genitori. Sei solo al liceo e ora non riceverai una vera educazione. Come possono farlo senza discuterlo prima con me? È fuori discussione!”

Tornai dal reclutatore e gli dissi che non potevo andare dato che non era stato coordinato con mia madre.

Come leoni che azzannano una preda, gli ufficiali della Sea Org erano tutti sopra mia madre per maneggiare le sue “contro-intenzioni verso l’espansione di Scientology”.

Alla fine, dopo avergli promesso che avrei assolutamente continuato a frequentare la scuola per prendere un diploma superiore, che avrei avuto tre settimane all’anno per visitare casa e che avrei potuto mantenere una comunicazione di routine con la famiglia (tutto questo si scoprì essere una sfacciata bugia), mia madre firmò i documenti per il consenso familiare, approvando che io mi unissi alla Sea Org – in forma effettiva – non appena avessi compiuto 16 anni, che sarebbe stato solo poche settimane dopo.

I reclutatori mi fornirono una lista di cose da maneggiare prima di dovermi rapportare per il servizio. La mia principale preoccupazione era dirlo a mio padre, che non sapeva nulla di Scientology. Mi dissero che ciò che mi serviva era una storia di copertura (A Shore Story), cosi dovevo dirgli di aver ricevuto una grossa offerta e che sei partita per diventare una modella a Parigi. Io e mia madre andammo a visitare mio padre e questo fu ciò che gli dicemmo. Era cosi orgoglioso di me! Pensai che avrei potuto vomitare.

Dopo alcune settimane che avevo firmato il mio contratto con la Sea Org, mi venne prenotato un volo per Los Angeles. Era la prima volta che andavo via da casa ed il primo aereo su cui salivo. Arrivai a Hollywood, in California il 31 Ottobre del 1979 – la notte di Halloween.

All’aeroporto non c’era nessuno ad aspettarmi, provai a chiamare il numero di telefono che mi avevano fornito ma non riuscì a parlare con nessuno. Provai per circa due ore, cercando per diversi numeri della  “Chiesa di Scientology” nell’elenco telefonico. Avevo con me tutto il mio bagaglio e nessun indizio dove dovevo andare. Non volevo rimanere nell’aeroporto più a lungo, dato che sembravo abbandonata e mi sentivo insicura a dovermi sedere là.

Alla fine qualcuno rispose al telefono e mi disse che dovevo prendere un taxi e che loro mi avrebbero atteso all’arrivo per pagare la corsa quando sarei arrivata. Pregai che fossero davvero stati lì questa volta. Fortunatamente c’erano.

Venni assegnata in un dormitorio del grande palazzo blu, su Fountain Avenue, chiamato il “Complex”. In precedenza questo palazzo era un ospedale e tutti i corridoi e le stanze ancora sembravano cosi, senza moquettes, solo pavimenti di fredde piastrelle. Le stanze erano senza doccia. Uno doveva percorrere tutto il lungo corridoio dove c’era una stanza per le docce in comune. C’era una stanza per gli uomini e una per le donne. Ci voleva una chiave per entrare, che non mi era stata data. Cosi dovetti rimanere nel corridoio con il mio asciugamano e lo shampoo fino a che qualcun’altro passò per la porta e io potessi entrare. Nel mio dormitorio c’erano dei letti a castello a tre piani. I materassi erano vecchi e scomodi, inoltre, a me i letti a castello non piacevano proprio.

Sentivo già la nostalgia di casa.

Dopo la mia prima notte senza riposo, svegliandomi ogni ora con la paura di cadere di sotto dal letto a castello in ogni momento, chiamai mio padre e gli confessai di aver mentito. Gli dissi che non sarei diventata una modella a Parigi, ma che mi ero unita a Scientology a tempo pieno e che ora ero nella Sea Org a Los Angeles, su di un contratto di un miliardo di anni.

Piansi tutte le lacrime che avevo, spiegandogli che ero dispiaciuta per le bugie e che non pensavo avesse capito se gli avessi detto la verità. Naturalmente, era arrabbiato di questo fatto, ma sorprendentemente non con me. Mi disse che avrebbe fatto causa a mia madre, per ottenere la mia piena custodia e nel frattempo mi avrebbe riportato a casa immediatamente.

“Adesso, l’hai veramente combinata grossa Amy”, pensai. si supponeva che mi sarei comportata come un adulta, eppure stavo combinando guai con ogni cosa. Non volevo far sapere agli ufficiali della Sea Org che avevo pianto come un neonato con mio padre, il quale ora voleva riportarmi a casa, e sicuramente non volevo creare ripercussioni a mia madre, che per me è sempre stata tutto.

In qualche modo convinsi mio padre che trovarmi qui era stata una mia decisione sentita – era ciò che volevo fare nella mia vita – e la mamma non doveva essere biasimata di nulla. Mi disse che mi voleva bene e che rispettava la mia decisione. Fino a che ero felice io, lui sarebbe stato felice per me. Mi disse chiaramente che se volevo tornare a casa, per me ci sarebbe sempre stato.

In tutti questi anni, questa conversazione mi è passata per la mente molte, molte volte e dolorosamente ho sempre desiderato casa.

Chiamai mia madre e le dissi cosa era successo. Lei mi disse che non appena mio fratello (che è più vecchio di me di un anno e mezzo) fosse andato via di casa e che lei avesse maneggiato alcuni debiti, ecc… anche lei si sarebbe unita alla Sea Org e poi ci saremmo ritrovate ancora una volta assieme.

Halleluia! Pensai che alla fine ogni cosa si sarebbe risolta per il meglio.

Dopo un breve orientamento in giro per il Complex, mi venne fornita la schedula che includeva nove ore di lavoro sul ponte, mezz’ora per l’igiene personale, cinque ore di studio dei materiali di base sulla Sea Org, mezz’ora per i pasti e la colazione e otto ore di sonno.

C’era un sacco di lavori di ristrutturazione in corso in quel periodo. Tutti i corridoi venivano verniciati, molte stanze vuote venivano trasformate in uffici e stavano posando nuovi pavimenti. Stavamo togliendo l’isolamento di fibra di vetro dal soffitto di una intera ala del Complex.

Pur indossando piccole maschere protettive sul viso, ero piena di fibra di vetro ovunque, mentre la strappavamo via e insaccavamo il vecchio isolante. Questo materiale non si lavava via nella doccia – potei sentire piccole particelle di fibra di vetro su tutta la mia pelle per giorni interi.

Non lo volevo fare più, ma l’Incaricato della nostra unità disse che dovevo imparare ad essere OT e “confrontare l’universo fisico senza ritrarmi” altrimenti avrei fallito rapidamente come membro della Sea Org.

Fu in questo frangente che mi venne insegnato a non mostrare “reazioni e emozioni umane” (Chiamate HE&R dagli scientologist). Se uno mostrava un qualsiasi turbamento, veniva squadrato pesantemente e classificato come drammatizzazione della propria mente reattiva o del proprio “caso”. Potevano venire scritti dei rapporti su di te per questa cosa, ed era policy della Chiesa che nella Sea Org, mostrare di frequente il “caso sul posto” poteva farti assegnare al Progetto Forza di Riabilitazione (RPF).

Tutto ciò che sapevo dell’RPF a quel tempo, era ciò che avevo visto quando mi imbattevo nel Complex di LA con un gruppo di persone che correvano ovunque andavano nelle loro divise nere, facendo lavori che facevano sembrare la rimozione della fibra di vetro come una vacanza.

In una particolare occasione, osservai gli RPFer che pulivano quello che veniva chiamato “il budello dei topi”. Un lungo e angusto spazio sotto alla cucina del Complex dove filtrava l’acqua stagnante, mescolata a particelle di cibo. Ci potevi entrare solamente strisciando sullo stomaco nel fango. Dovevano drenare l’intero posto con dei secchi e ripulirlo al guanto bianco.

Quel posto era chiamato “il budello dei topi” per una ragione. Ma poteva benissimo chiamarsi anche “il budello dei vermi e degli scarafaggi”.

Cosi, imparai la mia prima lezione basilare molto bene: Non è bene rispondere a un superiore o mostrare una qualsiasi emozione – dovevi semplicemente fare ciò che ti veniva detto o le pene sarebbero state troppo macabre da sopportare.

Studiare di notte, dopo una lunga giornata di lavoro era uno sforzo. Stavamo studiando tutto sulla storia della Sea Org e su come operare sul mare, il che significa che il materiale era pieno di termini nautici. Il mio naso era immerso nel dizionario per la maggior parte del tempo, cercando di comprendere la terminologia. Non sapevo nulla sulle navi. Stavo annegando nella confusione ed iniziai a riavvolgere velocemente i nastri su come operare su di una nave.

“Dato che al momento la Sea Org non ha nessuna nave, cosa farò dopo aver finito l’addestramento di base?”, chiesi. La risposta fu che sarei “salita sull’arcobaleno”.

“Cosa cavolo!?” dissi sorpresa.

Mi venne detto che era altamente confidenziale e che lo avrei scoperto solo quando ci sarei stata. Lo dissero per via delle mie qualifiche, ero una delle poche prescelte ad avere il privilegio di andarci.

Nella mia mente, la domanda logica successiva fu se anche mia madre ci sarebbe andata “sull’arcobaleno” quando fosse arrivata in Sea Org. Cosi chiesi e la risposta fu “No”.

Era tutto ciò che avevo bisogno si sentire.

Io e un altro membro della Sea Org (anche lei non era felice della sua esperienza in Sea Org) decidemmo che tutto questo era troppo e che la Sea Org non era per noi. Andammo su al dormitorio e ci chiudemmo in stanza. Sprangammo la porta e mettemmo una sedia sotto al pomello della porta cosi che nessuno potesse entrare. Me ne andavo dalla Sea Org.

Molte persone provarono a farci aprire la porta ma non demordemmo. Alla fine mandarono su Don (il mio reclutatore d’origine) che si sedette fuori della stanza e ci persuase a lasciarlo entrare.

Gli dissi che NON sarei andata su all’arcobaleno – se non potevo lavorare vicino a mia madre da qualche parte, volevo tornare a casa.

Dopo molta attesa, mentre fuori della stanza del dormitorio veniva coordinato il tutto, venni rassicurata che i piani ora erano cambiati e che sarei stata messa sul posto dove mia madre poteva in seguito unirsi a me. Pensai, “Se è veramente il caso, allora coopererò”.

Non appena il nostro addestramento di base fu finito, un gruppo di noi venne riunito e fummo informati che avremmo formato un network internazionale di ufficiali per il reclutamento di personale per la base di terra di Flag a Clearwater. Dovevamo scegliere un continente dove andare e a me venne data la prima scelta. Scelsi l’Europa.

Era un po’ ridicolo, dato che non conoscevo altre lingue, non sapevo nulla sugli usi e costumi, sui visti, cambio di valuta o qualsiasi altra cosa che questo lavoro richiedeva per trasferire del personale in un altro continente. Ricordo di aver pensato che mio padre sarebbe rimasto impressionato se fossi riuscita a ritornare in Europa dopo tutto – nonostante il mio fiasco iniziale.

Inoltre, una coppia più anziana (anche loro originari della zona di Seattle), scelse di andare in Africa e dopo che ognuno fu assegnato alle zone rimanenti, inclusa l’Australia/Nuova Zelanda, il Canada, il Regno Unito e l’America Latina, ci venne fornito il pacco informativo con le pubblicazioni di base su cosa il posto comportava, assieme alla completa uniforme di tipo marinaresco, cappello e tutto il resto.

Mi sentivo importante e pensai che sembravo più sveglia nella mia nuova uniforme. Infatti, la indossai durante le mie dodici ore di volo fino a Copenhagen.

Quando arrivai all’altro capo, c’era qualcuno ad attendermi. Il suo nome era Morgan, un uomo svedese molto carino dalla carnagione scura.

Il contatto fu immediato, non poteva non vedermi con la mia uniforme addosso, i miei capelli biondi lunghi e il mio brillante cappello navale bianco con un grosso simbolo della Sea Org proprio nel centro.

Dopo aver raccolto tutti i miei bagagli ed essere usciti dalle porte dell’aeroporto, la sorpresa fu shoccante. Non avevo chiesto sulle condizioni del tempo che c’erano a Copenhagen a novembre prima del mio arrivo. Non avevo il cappotto e la mia gonna, le calze e i tacchi alti erano davvero inadeguati per la temperatura molto al di sotto dello zero, specialmente perché dovevamo camminare fino alla locale stazione degli autobus con il mio bagaglio per prendere il bus fino in città verso la nostra destinazione.

Alla fine arrivammo alla base della Sea Org di Copenhagen. Caldo alla fine! Mi venne mostrato il mio dormitorio e Morgan mi aiutò con le valigie. Almeno i letti a castello erano solo due e la stanza aveva i tappeti e il suo bagno privato. Benché lì fosse ancora presto, ero molto stanca, cosi mi feci una doccia calda e mi misi a dormire.

Entro le seguenti 24 ore arrivò Don con il progetto di mettermi sul posto. Fu bello vedere una faccia familiare. Mi ero appena orientata quando arrivò. Non avevo un ufficio e ancora risentivo del jet-lag.

Dato che questa era la base centrale della Sea Org per il continente, i membri della Sea Org arrivavano da tutta Europa e parlavano molte lingue diverse – Tedesco, Svedese, Danese, Spagnolo, Italiano, Francese e molte altre.

Fortunatamente, l’inglese era la lingua principale che ognuno usava per comunicare con gli altri. C’erano circa 80 staff. Io ero una dei soli tre americani che c’erano.

La prima cosa che Don voleva fare era di sistemarmi in un ufficio vicino all’ingresso dato che avrei intervistato prospetti di reclutamento. Localizzammo uno spazio ed iniziammo a traslocarci li dentro, fino a che di botto un uomo Francese, con l’energia di un filo in tensione, volò giù dalle scale e attraversò la stanza. Ci informò che non avremmo occupato quell’ufficio all’ingresso dato che aveva pianificato di usarlo per il suo reclutamento. Fu la prima volta che incontrai Guillaume Lesevre. Era l’ufficiale in comando al di sopra di tutte le organizzazioni di Scientology in Europa in quel periodo. Ancora non sapevo che avrei lavorato spalla a spalla con Guillaume per la maggior parte dei 20 anni passati nel management internazionale.

Traslocai in un piccolo ufficio condiviso al terzo piano, mi venne fornita una lista delle potenziali reclute da contattare e quindi Don mi augurò “buona fortuna” e uscì dalla porta verso la sua prossima destinazione.

Provai a chiamare alcune persone del prospetto ma rapidamente scoprì che quasi nessuno in Europa parlava Inglese come seconda lingua. Cosi iniziai a scrivere lettere e a fare favori alle persone cosi mi avrebbero aiutato con le traduzioni. Di base sentii che stavo perdendo tempo e non riuscivo a mandare nessuno a Flag. Poi un giorno arrivò per me una nuova opportunità. Ricevetti un telegramma dall’uomo di Advance per il Tour Mondiale di Flag, che diceva che avrebbero tenuto un grande evento a Parigi nei giorni successivi e che ci sarei dovuta andare per reclutare persone per Flag. Mi vennero dati i fondi per acquistare i biglietti del treno per Parigi e per una notte in un albergo mentre ero là.

E cosi, andai a Parigi! Pensai, “Wow – aspetta che lo sappia mio padre!”

Il viaggio in treno durò una intera giornata. Non portai nulla da mangiare e l’unico cibo che veniva venduto in treno era una barra di cioccolato Svizzero lunga 30 cm, che fu ciò che mangiai.

Arrivai a Parigi e dopo essere passata per la dogana ed aver convertito le mie corone Danesi in Franchi Francesi, presi un taxi per il mio hotel, mi cambiai nella mia uniforme e andai alla sala dove si teneva l’event. Quella sera, intervistai alcune persone e passai in giro dei sondaggi per ottenere nomi e informazioni sulle qualifiche da seguire più avanti. Poi assieme allo staff dell’event andammo a mangiare in un ristorante locale chiamato “L’elefante rosa”. Non mi suonava molto Francese e infatti non lo era.

Dopo cena ritornai alla mia stanza d’hotel. Il mio treno per la Danimarca doveva partire circa verso mezzogiorno del giorno seguente. Ero un po’ triste che il mio soggiorno fosse stato cosi corto dato che non avevo visto quasi nulla, ma felice che fossi potuta venire qui.

Il mattino seguente, uscii dall’hotel e andai verso la sotterranea per arrivare alla stazione dall’altra arte della città. Tuttavia scoprii che non avevo abbastanza soldi rimasti per coprire il biglietto e quindi non mi fecero entrare. Adesso non sapevo veramente come fare per arrivare alla stazione dei treni.

Ed eccomi lì, a 16 anni, da sola, nel mezzo di Parigi e senza soldi. Se non prendevo quel treno, non avrei saputo come ritornare in Danimarca. Non avevo chiesto il numero di telefono di nessuno dei miei colleghi e non sapevo nemmeno in che hotel stavano. Provai a farmi aiutare dal personale della sotterranea ma nessuno pareva parlasse Inglese.

Rimasi ferma là in piedi. Un uomo mi si avvicinò e mi chiese, “Ti sei persa?” “Wow”, pensai, “Qualcuno che parla Inglese!” gli dissi che stavo cercando di arrivare alla stazione dei treni e che non avevo abbastanza soldi per prendere la metropolitana per arrivarci. “Nessun problema”, mi disse, “Sarei felice di accompagnarti io”.

Pensai che tutto questo poteva essere veramente buono o veramente cattivo. Non avendo nessun altro a cui appoggiarmi, accettai l’invito. Non sembrava una persona che avrebbe provato ad approffittarsi di me. Mi chiese a che ora avevo il treno e gli mostrai il mio biglietto. Disse che avevamo molto tempo cosi mi avrebbe mostrato un po’ della città. Dato che ero in macchina con lui e non sapevo dov’ero o in che direzione era la stazione dei treni dissi “Okay”.

Mi portò a vedere la Torre Eiffel, fu spettacolare. Mi portò in un vero ristorante Francese dove feci un magnifico pranzo. Mi comprò un filone di pane Francese appena sfornato e del formaggio da portarmi nel mio lungo viaggio fino in Danimarca e poi mi mise al sicuro sul mio treno, perfettamente in orario.

Ringrazio Dio perché esistono persone cosi carine al mondo.

Fu solo alcune settimane dopo l’ultimo dell’anno che mi venne ordinato di rapportarmi a Flag a Clearwater in Florida per una riassegnazione. Ero eccitata di poter finalmente vedere la Base di Terra di Flag. Avevo letto dei volantini sulla base che avevano un sacco di foto con palme e splendide spiagge bianche. Sembrava il paradiso.

… continua

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