23 risposte a “IL VALORE DELLA TOLLERANZA (Riflessioni di Diogene)

  1. Veramente i miei migliori complimenti o grande Diogene….
    Questa e’ una perla che puo’ essere apprezzata da qualunque bandiera, credo , razza, visione della vita ……
    Hai dato un grande contributo a chiunque, nessuno escluso.
    Credo che chiunque a modo suo ne sappia fare buon uso e profonda riflessione.
    Francesco

  2. Simon B.

    E siamo all’inizio, Diogene ancora non ha trovato un Uomo e la ricerca col lanternino è solo all’inizio. Bello scritto, degno di un filosofo dei nostri tempi.

  3. silvia chiari

    Caro Diogene di base sono d’accordo su quello che scrivi l’uso dell’item AFFINITA’ ha soppiantano in negativo l’item AMORE ….questa mattina avevo scritto un commento ben diverso ma “il caso” ha voluto che nel frattempo internet si fosse disconnesso … coincidenza ? … credo di no….nel frattempo sono successe cose … la mia posizione sulla scala del tono è cambiata ed è riaffiorato un item che manca … SINCERITA’ ……e ti chiedo come puoi provare tolleranza verso qualcuno che NON si presenta per chi è veramente … come posso essere certa che dietro i vari nickname ci siano persone diverse e non la stessa che come i doppiatori usano modulazioni diverse ma la persona è la stessa … e quindi .. non c’è più distinzione … non c’è più sperimentazione……non c’è un reale confronto .. perchè c’è PAURA che nasconde la sincerità e senza sincerità la tolleranza non è applicabile !
    Scusate giornata no! ma è un periodo che percepisco falsità e tanta dietro a parole sagge e questo mi manda in tilt e la fiducia va nel …….

    • Silvia, la sincerità e’ una qualità che se fosse in quantità allineata alla Vita, renderebbe le persone migliori nel viverla e contagerebbe a parimerito le dinamiche e gli universi . La pace e la serenità incomincia da se stessi ed esce come raggio vettore. Come si creerebbe sanità altrimenti ?

  4. Marisa Padella

    Ho molto amato questo scritto, Diogene sà come usare le parole e la mente, grande è la comprensione della vita, nelle sue manifestazioni creative e comunicative. Rinnovo al possessore del lanternino di estenare ulteriori riflessioni
    Marisa

  5. Ciao a tutti e buonasera,
    complimentandomi sinceramente innanzitutto, sento di sottolineare che questo scritto di Diogene è un’analisi filosofica che dovrebbe fare riflettere. In particolare per le “linee guida” pratiche che propone.
    Per quanto riguarda il commento di Silvia: “e ti chiedo come puoi provare tolleranza verso qualcuno che NON si presenta per chi è veramente … ”
    E’ diventata consuetudine farlo. Basta che osservi la valanga di falsità cui sono stato oggetto apertamente da persone che NON si presentano con il loro vero nome e che non accettano un confronto a viso aperto di fronte ad una moltitudine che possa giudicare serenamente. Ed alle altre che invece lo hanno fatto nascostamente, ritirandosi anch’esse da un confronto “vis a vis”.
    Sta a te giudicare Silvia, in base al tuo addestramento e livello di caso. C’è parecchia saggezza popolare, tra l’altro in merito: ” Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei… ; Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei…
    Su S.o.S. trovi parecchio da studiare al riguardo, se hai il libro e possibilità di farlo.
    Il problema è che spesso si guarda troppo alla propria importanza e non si riesce proprio a fare neanche un minimo di autocritica. Ecco quando trovi questi indicatori…ci sono i materiali su cui studiare.
    Un altra cosa è che… ti faccio un esempio per spiegarmi: Hai una amica obesa, la aiuti finanziariamente per regalare pane a coloro che non hanno di cui cibarsi. Non le diresti mai che lei è grassa, sai che ne soffrirebbe, non lielo diresti perchè le vuoi bene. Poi scopri che fa cose che non dovrebbe fare, provi a parlarne con lei ma non vuole rispondere e si arrocca sulla sua posizione. Per quel che riesci, rinforzi i suoi comportamenti positivi e ti dissoci dagli altri. Mettiamo che questa amica però non rispetti la tua libertà e la tua capacità di ragionare con la tua testa e ti dica: o fai esattamente come io ti ordino o ti condanno all’oblio per l’eternità. Tu che faresti? Ubbidiresti ciecamente ad ogni suo ordine? Proibiresti a te stesso di comunicare ed indagare a fondo importantissime questioni riguardanti la tua vita perchè contrarie ai suoi codici di gruppo? Io no.
    Continuo nella mia strada e oggi più che mai senza alcun dubbio circa le mie scelte. Felice di essere ciò che sono. E felice se posso in qualche modo essere d’aiuto ad altri con la mia esperienza per evitare ad altri di incappare nei miei stessi errori e sofferenze.
    E’ per questo che mi trovo perfettamente allineato con il pensiero di Diogene, ed in particolare trovo molto positiva la seguente affermazione:
    .”La Responsabilità comincia con l’essere consapevoli di essere consapevoli. Non è un dovere: è Saggezza in azione.
    Il gruppo deve aiutare a diventare saggi. Indipendenti, uniti e saggi.
    Grazie per mantenere la giusta rotta, salda e tranquilla. Il viaggio non sarà uguale per tutti, ma sarà stato bello averlo fatto insieme con Spirito di Gioco.”

    Ad esempio, per me, già prevedo un viaggio con cavalli e carrozza su un terreno accidentato. 😀
    La vita è bella …adoro Benigni 😀

    • Caro stefano, personalmente tendo a prendere quello che di buono trovo in qualcosa o qualcuno e lo utilizzo nella mia vita e per la vita. Una tendenza romantica del vedere ed usare la parte del bicchiere mezzo pieno piuttosto che concentrarmi su vari ed ipotetici perche’ del bicchiere mezzo vuoto.
      Quando arrivano flussi da bicchiere mezzo vuoto, oltre ad espandersi a tal punto di potersi mettere nel punto di vista di chi ha fatto cio’ ( pandeterminazione) , bisogna leggere lo scopo dietro a tale flusso, quale era il postulato? quale effetto voleva creare? . Una volta che hai trovato una risposta alineata e che ne sei pienamente soddisfatto, diciamo che avrai una comprensione obbiettiva dal tuo punto di vista e pertanto sarai libero di far o non far entrare certi flussi. Un consiglio…. essere da esempio,onestamente vivere la vita…..e qualunque cosa potranno dire o fare per infangare, a nulla servira’ .

  6. Mirko

    Bravo Diogene, un saggio veramente “saggio” e di grande acume.

    Sono d’accordo con quasi tutto quello che scrivi… : non è che siamo un po’ troppo standardizzati? 🙂 (per inciso, quello che mi piace un po’ meno è la parola tolleranza, che mi richiama, la parola, un po’ di… “sforzo di sopportazione”. Ma credo sia una sottigliezza semantica, sono certo che la intendevi nel senso più positivo del termine).

    Tra i tanti concetti che hai messo nero su bianco, ne cito uno che mi è piaciuto e che mi preme di più (oltre a tante cose, sono d’accordo anche sui concetti dell’amore, come quando dici: “L’amore vince qualsiasi contrasto quando è genuina espressione di ampio ARC”.)

    Mi è tanto piaciuto:
    “In quanto scientologists noi conosciamo le leggi dell’ARC (oltre a un po’ di altre cose) e dovremmo essere in grado di risolvere al meglio qualsiasi controversia o disaccordo”

    Beh, grazie Diogene per averlo scritto, io questa cosa l’ho pensata da quando ho finito il primo corso di comunicazione in una Org di Scn (molti anni fa), allora si chiamavano Org, mica chiese (mi piaceva di più Org).
    Allora però avevo forse già raggiunto un po’ di “consapevolezza di essere consapevole” (come citi anche tu), cioè avevo raggiunto la capacità di comprendere ed applicare la comunicazione in modo consapevole.

    Quello che penso io della/nella vita è che con la comunicazione… : “si può fare”.
    Con gli scntologist ancora di più, perché hanno i vitali dati sulla comunicazione; e facendo leva su quei dati si dovrebbero trovare sempre le soluzioni alle controversie, oltre che LE SOLUZIONI PER AVANZARE.

    Cito alcuni dati di LRH:
    Def. 3 di Comprensione
    “la comprensione è una specie di solvente totale, è il solvente universale, essa ripulisce qualsiasi cosa”

    Def. 1 di Comprensione
    “la comprensione è composta di affinità, realtà, comunicazione”.

    Def. 3 di Comunicazione
    “l’operazione, l’azione, tramite la quale si sperimenta l’emozione e si raggiunge un accordo.
    La comunicazione non e’ solo un modus operandi, È IL NUCLEO STESSO DELLA VITA ed e’ mille per cento piu’ importante dell’affinità’ e della realtà”

    Grazie LRH, dati meravigliosi.

    Io ne deduco, restando, Diogene, nel tema principale del tuo saggio, che l’amore (parola meravigliosa, se compresa e non usata impropriamente) è: “comunicazione in azione”.

    A me la comunicazione piace veramente tanto, ne sono un fan sfegatato, e sono assolutamente consapevole che è in effetti la soluzione ed il solvente universale.

    Non è in fondo, la comunicazione , la base della tech per salvare un’anima dalla suo destino/trappola in cui si è cacciata?

    Scn, la sua tech, è comunicazione molto molto specializzata, ed in ultima analisi è il pratico mezzo con cui hai la possibilità di liberare un Essere.
    È tramite la comunicazione che si libera un Thetan.

    Grazie Diogene per la tua interessante e stimolante disamina, mi è piaciuta molto.

    Ed adesso ti saluto con un bel: Love (giusto per restare in tema e cominciare un modus operandi)

    Mirko

  7. Diogene

    Grazie per tutti i vostri positivi commenti, che arricchiscono il nostro tranquillo dibattito su di UN aspetto dell’esperienza umana…
    Quello che io ho inteso focalizzare con la parola “tolleranza” è quella sorta di spazio fisico o mentale che permette alle cose di funzionare e quindi di esistere nel cambiamento… Questo piccolo o grande “spazio” non ha niente a che vedere con sentimenti o sensazioni, ma è ciò che rende possibile il loro accadimento nell’universo che conosciamo: permette all’energia di fluire e ne determina la solidità… appunto come nella formula della comunicazione. Le particelle sottili come ad esempio quelle dell’ammirazione, dell’estetica e della ragione aumentano gli spazi, allargano gli orizzonti… i corpi solidi formano barriere, la rigidità di pensiero non accumula conoscenza. La sincerità, quando esprime qualcosa per quello che è (indipendentemente da un giudizio morale)
    ha un suo spazio inequivocabile, voglio dire “ce l’ha per quello che è” mentre chi usa una falsità ha bisogno di uno spazio in cui metterla, cioè dello spazio di un altro che l’accolga, che appunto “la tolleri” e se non è ben accetta gli spazi (la tolleranza) si ridimensionano e si agitano… sto parlando di un qualcosa di meccanico, di necessario: le particelle, i simboli e i significati sono un’altra cosa e si concretizzano in ricordi o immagini. La duplicazione di una comunicazione in tempo presente sarebbe il modo migliore per evitare postumi indesiderati, ma non essendo praticamente possibile, uno dei sistemi più usati per non impazzire è quello della tolleranza, dell’uso del giudizio… insomma si rinuncia ad un po’ del proprio “spazio-verità” per concederne un po’ a qualcun altro. E’ pura legge fisica che due forze di eguale entità, contrapposte, formano uno stop o una barriera di qualche tipo… la tech risolve cose del genere e rimette i flussi nelle giuste direzioni, ecc. ma è la Comunicazione che opera il cambiamento e sia la comunicazione che il cambiamento hanno bisogno di “tolleranza”… L’Amore supera questo concetto, perchè va verso la “tolleranza totale”, cioè la (quasi) condivisione dello stesso spazio e (forse) dello spazio infinito… una grande sfida che è in ciascuno di noi.

  8. Candido

    Mi permetto di tentare di ampliare il concetto di TOLLERANZA così bene espresso nel posti di Diogene.
    Il problema della Tolleranza coinvolge anche il concetto dei torti o motivatori subiti, reali o presunti. Quanto siamo in grado di tollerare, non solo gli altrui punti di vista, ma anche i torti o motivatori che subiamo?
    Il problema della sequenza overt-motivatori è che tutti sono ben consapevoli dei motivatori o dei torti subiti ma poco dei torti o dei danni fatti agli altri. In percentuale siamo a 90 a 10. Eppure per una legge “fisica” dovrebbe essere 50/50. E’ praticamente impossibile essere consapevoli degli overt nella stessa misura in cui si è consapevoli dei motivatori. Uno ha la possibilità di essere consapevole degli overt intenzionali ma, per fare un esempio, se tu schiacci un verme camminando, hai sconvolto il suo universo, ma tu non te ne rendi assolutamente conto. A volte cioè si fanno dei danni senza rendersene assolutamente conto. A questo punto, coscienti del meccanismo, coscienti del fatto che si possono fare danni senza rendersi conto e che anche altri possono danneggiarci non rendendosene pienamente conto, anzi credendo di fare il nostro bene o un bene più generale, non ci resta che elevare il più possibile il nostro livello di tolleranza o di sopportazione. Nella lingua cinese vi è un termine unico che comprende tutti e due i termini: “tolleranza” e “sopportazione”. Il risultato può essere in qualche modo l’EP di grado II “sollievo dalle ostilità e sofferenze della vita”

    • ARC porta a Comprensione , Comprensione e’ anche tolleranza e non Superiorità . Vi e’ un’armonica in essa , come in tutte le cose . Dal basso un’ipotetico infinito di NON e in alto un ipotetico infinito di PRO . La natura di un’essere e’ ben chiara ,e’ la costante. La variabile e’ l’elan vital o quantità di theta che e’in ognuno di noi innato e pertanto ci differenzia dai nostri simili. Aumentando la nostra consapevolezza , in questo caso attraverso le pratiche di Scientology , liberiamo sempre più theta che abbiamo “incistato” rendendolo disponibile . Ma esiste sempre “il lato oscuro della forza” ossia il non bilanciare gli universi con l’energia theta recuperata e quindi idiotamente credere e cercare di tenerla solo per se credendo di diventare un superuomo, migliore degli altri, soppressore forse …credendo di essere migliore. Flunk !!!
      Personalmente ho il mio punto di vista riguardo essere OT ….
      Quelli che credono che essere OT equivale ad essere Superman o a far volare delle cose….. Beh auguri e sogni d’oro….. Il sonno e’ancora lungo prima di arrivare ad AZIONE !

  9. Mirko

    Grazie Candido, credo che hai messo “il dito nella piaga”:

    “A questo punto, ……… non ci resta che elevare il più possibile il nostro livello di tolleranza o di sopportazione.”

    Sono d’accordo che per vivere bene con gli altri, questo sia il concetto da comprendere: “aumentare il livello di tolleranza”.
    In fondo è una delle cose principali che ogni religione a provato a far comprendere (perdonare allias tollerare, è insegnato in ogni religione. MI pare…).

    Bella discussione, ho avuto alcune nuove comprensioni.

    Mirko

  10. Diogene

    Giuste osservazioni, amici…
    Il grande Ron ci ha lasciato una ricetta per vivere una vita equilibrata…
    Non riesco a fornirvi subito la referenza originale, ma mi permetto di parafrasarla a memoria:
    1) Sii disposto a sperimentare (avere esperienza di) qualsiasi effetto, e
    2) Opera in modo tale da causare solo gli effetti che gli altri sono in grado di sperimentare.
    Ron l’ha scritto con termini più precisi e pregherei chi ha sottomano il testo di citarlo in qualche commento…

  11. Great blog!! You should start many more. I love all the info provided. I will stay tuned 🙂

  12. Simon B.

    Una nuova ottica sulla vita – Essere Felici? Due Regole per Vivere Felici.

  13. Simon B.

    Per essere felici si dovrebbe essere capaci di stare di fronte alle cose esistenti (il che significa sperimentarle). LRH
    Aggiungo io: Se nello sperimentarle non si usa ARC non è possibile starci di fronte. Dato che la sperimentazione precede la Comprensione di una cosa, soggetto o comunicazione, possiamo dire che la sperimentazione stessa è ARC.

  14. Ciao buonasera visto che il post è ancora su, e rileggendo tutti i commenti, lancio allora una domanda. Caro Candido, restando in tema di Cinesi…è davvero interessante il modo in cui hai spiegato il concetto di fare del male involontariamente. Mai visto il film Fearless? E’ un cinese (Jet-li) che impersona un personaggio cinese di due secoli fa. Un artista marziale che ammazza un altro artista come lui, convinto di averne tutte le ragioni. Non 50/50 ma 100/0 di ragioni valide. Come attenuante c’è che in quel periodo l’artista è troppo dedito all’alcool. Il risultato non cambia. L’altro muore. L’artista in seguito scopre di aver ucciso un innocente che stava difendendo l’onorabilità di sua moglie. A causa del fatto che i suoi amici e allievi non sono sinceri, lui commette un errore che non si perdonerà per anni. Alla fine (solo in quei tempi accadevano ancora cose come dispiacersi per avere sbagliato) l’allievo che ha provocato la serie di eventi che portano alla morte dell’altro maestro, confessa di avere mentito per vendicarsi di essere stato battuto a ragione dall’altro maestro.
    Ora la domanda è:
    Che differenza c’è tra OVERT e DED e come questa tecnologia, restando in tema con il post, è in grado di aumentare la nostra tolleranza? I DED devono essere scaricati come Overt o ci sono procedimenti diversi?
    In attesa di un tuo gradito responso, ti saluto (con un tu all’inglese) cordialmente.

    • Credo che la risposta si trovi in : ” Atti Overt, Motivatori e DED” se non ricordo male……. Tecnica 88, dischi 9 e 10 . Una conferenza tenuta il 25 giugno 1952 ( 126 Minuti )
      Se qualcuno ha il file……

      • Aggiungo: DED: sta per DEserved action ( azione meritata ), episodio causato dal preclear ad un’altra dinamica per il quale egli non ha alcun motivatore, cioe’ punisce, danneggia o rovina qualcosa, mentre niente di simile lo ha mai danneggiato. A quel punto deve giustificare l’episodio. Nel farlo, usera’ delle cose che non sono successe a lui. Affermera’ che l’oggetto da lui danneggiato in realta’ lo meritava: da qui’ la parola che e’ sarcastica. Vedi : Scientology, la storia dell’uomo.

  15. S.

    Ma scusa solo dal preclear? E un pre-ot? E’ immune dai DED? Dai scherzo, 😀 grazie per i riferimenti mi ritiro a studiare.
    ciao un abbraccio
    S.

  16. Mirko

    ECCO QUI DIOGENE IL CAPITOLO CHE CERCAVI:

    SCIENTOLOG Y: UNA NUOVA OTTICA SULLA VITA
    DUE REGOLE PER VIVERE FELICI

    1. Essere in grado di sperimentare qualsiasi cosa.
    2. Causare solamente le cose che gli altri sono in grado di sperimentare con facilità.

    L’Uomo ha sempre avuto molte regole auree.
    La regola buddista del “Fa’ agli altri quello che vorresti fosse fatto a te” è stata ripetuta spesso nelle altre religioni.
    Ma queste regole auree, benché siano servite ad innalzare l’Uomo al di sopra dell’animale, non hanno invariabilmente prodotto l’equilibrio mentale, il successo o la felicità.

    Una tale regola aurea fornisce soltanto il punto-causa o, al massimo, il punto-effetto riflessivo. Diventa un qualcosa che uno fa a se stesso e tende ad attribuire tutto ad una causa ossessiva.

    Non dice cosa si deve fare nei confronti delle cose che ci vengono fatte da chi non ha ricevuto un tale insegnamento.
    Come si affrontano le azioni malvagie che ci vengono fatte?
    La regola buddista non lo dice.

    Da ciò derivarono molte risposte casuali.

    Tra di esse vi sono le risposte della Scienza Cristiana (gli effetti su di sé non esistono), le risposte dei primi cristiani (diventare martire), le risposte dei sacerdoti cristiani (condannare tutti i peccati).

    Tali risposte agli effetti subiti da una persona, generano uno stato mentale un po’ meno che sano, per non parlare dell’infelicità.

    Dopo che la vostra casa è andata a fuoco e la vostra famiglia è stata cremata, non è di grande consolazione (a) fingere che ciò non sia accaduto, (b) paragonarsi a Giobbe oppure (e) condannare tutti i piromani.

    Fintanto che si teme o si soffre per gli effetti della violenza, si avrà violenza.

    Quando si è in grado di sperimentare esattamente ciò che ci viene fatto, ohh magia, la cosa non avviene!
    Come essere felici in questo universo è un problema che pochi profeti o saggi hanno osato contemplare direttamente.
    Li vediamo “risolvere” il problema della felicita assicurandoci che l’Uomo è destinato a soffrire. Non cercano di dirci come essere felici, ma come sopportare l’infelicità.

    Tale presupposto casuale del fatto che la felicità sia impossibile ci ha portato ad ignorare qualsiasi vero esame dei modi per essere felici.
    Perciò abbiamo proceduto a tentoni verso un traguardo negativo: eliminare tutta l’infelicità dalla Terra per poter avere una Terra su cui fosse possibile vivere.

    Se si cerca continuamente di eliminare qualcosa, si ammette continuamente di non potervi stare di fronte e così ognuno scende la china.
    La vita diventa una spirale discendente composta da sempre più cose a cui non possiamo stare di fronte.
    E così, ci siamo incamminati verso cecità e infelicità.

    Per essere felici si dovrebbe solo essere capaci di stare di fronte alle cose esistenti (il che significa sperimentarle).

    L’infelicità è soltanto questo: l’incapacità di stare di fronte a ciò che esiste.
    Da qui:
    1. Essere in grado di sperimentare qualsiasi cosa.
    Il lato “effetto” della vita merita un’attenta considerazione. Anche il lato “causa auto-determinata” merita attenzione.

    Creare soltanto gli effetti che gli altri potrebbero sperimentare con facilità ci fornisce una nuova, chiara regola di vita.
    Poiché se una persona agisce in tal modo, che cosa potrebbe mai fare da dover tenere poi nascosto agli altri?
    Non vi è alcuna ragione di tener celate le proprie azioni o provarne rimorso (il che è lo stesso) se tali azioni sono sperimentate dagli altri con facilità.

    Questo è un test (ed una definizione) a vasto raggio della buona condotta: fare soltanto le cose che gli altri sono in grado di sperimentare.

    Se si esamina la vita di una persona, si scoprirà che è ossessionata soltanto dalle azioni compiute nei confronti di altri che altri non erano in grado di ricevere.
    Pertanto, la vita di una persona può diventare un guazzabuglio di violenza trattenuta che attira, (quindi, la violenza causata da altri).
    Più una persona compie azioni che altri non sono in grado di sperimentare, peggiore diventa la sua vita.
    Riconoscendo di essere stata una cattiva causa o che ci sono già state troppe cattive cause, una persona cessa di causare le cose: un infelice stato di esistenza.

    Il dolore, la mis-emozione, l’incoscienza, la pazzia derivano tutti dal causare agli altri cose che essi non sono in grado di sperimentare con facilità.

    Quindi sono cattive tutte le azioni che non possono essere sperimentate con facilità all’altro capo della linea.

    In base a questa definizione riesaminiamo le nostre “cattive azioni”. Quali sono state cattive?
    Sono state cattive soltanto quelle che non potevano essere sperimentate con facilità da un altro.
    Perciò, quali tra le cattive azioni preferite dalla società, sono cattive? Gli atti di vera violenza che producono dolore, incoscienza, pazzia ed una seria perdita potrebbero venir considerati, a questo punto, cattivi.

    Beh, quali altri vostri atti considerate “cattivi”?
    Erano cattive le cose che avete fatto e che voi stessi non eravate in grado di sperimentare con facilità.
    Ma le cose che avete fatto e che voi stessi avreste potuto sperimentare, se fossero state fatte a voi, non erano cattive.

    Questo cambia certamente il punto di vista di una persona!

    Non c’è bisogno di condurre una vita violenta solo per provare che si è in grado di fare esperienze.
    L’idea non è provare di essere in grado di fare esperienze, ma riconquistare la capacità di fare esperienze (cosa che può essere conseguita con il processing di Scientology).

    Perciò, oggi abbiamo due regole auree per la felicità:
    1. Essere in grado di sperimentare qualsiasi cosa; e
    2. Causare solamente le cose che gli altri sono in grado di sperimentare con facilità.
    La vostra reazione a quanto sopra vi suggerisce la distanza che dovete ancora colmare.

    Se riuscite ad attuare queste due regole auree sarete una delle persone più felici e di successo di questo universo: perché chi mai vi potrebbe dominare con il male?

    LRH

    • Diogene

      Grazie Mirko… un testo fantastico!… suona come una sinfonia di Beethoven alle mie orecchie… un breve testo che ha costantemente illuminato il mio cammino (anche quando il mio lanternino si era spento…)
      Chissà perchè il libro “Una Nuova Ottica sulla Vita”
      non viene più pubblicato?… Poveri ladri di copyright, si preoccupano solo di come far dirottare i soldi in certe tasche…
      Buon TR Zero a tutti!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...