Archivi del giorno: 30 ottobre 2011

Quale Verita’ ? Spartacus ci scrive ……

Continua il grande contributo di voi compagni di avventura….

Davide Succi, alias SPARTACUS e’ un appassionato ed appassionante scrittore.

Il suo desiderio di contribuire al movimento Indipendente

lo ha portato a prendere in mano carta penna e calamaio

e stendere una serie di articoli

in modo che noi tutti possiamo essere partecipi

di cio’ che lui ha osservato.

Buona Lettura.

Grazie SParta

Francesco

 QUALE VERITA’?

A cura di Davide Succi

Questo scritto fa da introduzione ad una serie di articoli volti a determinare i punti fondamentali della nostra tecnologia e a vedere chiaro in ciò che la Chiesa di Scientology sta facendo ormai da diversi anni. Lo scopo non è quello di dimostrare che gli Indipendenti hanno ragione e la Chiesa ha torto poiché non c’è nulla da dimostrare. Soltanto le statistiche potrebbero dimostrare se le azioni, le decisioni, le strategie messe in atto dal management, siano state di successo oppure no. Ovviamente, non stiamo parlando delle statistiche relative ai valori materiali o denaro accumulati dalla Chiesa nel corso degli anni, bensì di quelle veramente importanti secondo gli scopi di Scientology. Sarebbe assai utile se tali statistiche fossero rese note, cosicché sarebbe possibile avvalorare o confutare i dubbi o tutto ciò che viene detto in merito all’operato del management. E’ possibile comunque osservare che, statistiche o meno, l’espansione tanto decantata agli event è, di fatto, una burla pazzesca.  Le org si stanno contraendo e i pochi staff che ancora restano aggrappati ai loro sogni, non se la passano affatto bene. Le cosiddette “Org Ideali”, che dovevano essere LA soluzione, si stanno dimostrando per quello che sono, vale a dire un prodotto overt, come risultato catastrofico di quell’assurda strategia scaturita dalla mente contorta di David Miscavige. Ma se Miscavige è la causa di tutti i problemi di Scientology, ogni singolo Scientologo,  in una certa misura, ne è responsabile. Ecco perché non ci interessa tanto sapere chi ha ragione e chi ha torto.

No, lo scopo non è quello, la situazione è evidente di per sé. Lo scopo, semmai, è quello di EVIDENZIARE o SOTTOLINEARE, policy alla mano, cosa Ron ha lasciato scritto affinché Scientology potesse raggiungere le vette stabilite.  I miei commenti hanno soltanto lo scopo di introdurre l’argomento ed eventualmente di discuterlo. Pertanto, il mio punto di vista non è rilevante, per quanto possa rispecchiare oppure no la verità o la situazione attuale.  Quello che ha scritto Ron invece SI e, a meno che proprio LUI non ci abbia spudoratamente mentito, la qual cosa è fuori discussione,  tutto si riassume in quanto la Chiesa si è attenuta agli scritti e alle parole di Ron e/o in quale misura se ne sia discostata. L’analisi tiene conto soltanto di questo, senza nemmeno porsi il problema del PERCHE’, in quanto sarebbe, a questo punto, un’analisi volta a comprendere le motivazioni della pazzia. Potrebbe essere interessante comprendere per quale motivo DM stia distruggendo la Chiesa di Scientology ma ci basta, in realtà, arrivare a stabilire che lo sta facendo senza ombra di dubbio, cosicché lo si possa rimuovere dal posto che è andato ad occupare immeritatamente e con l’inganno.

Ovviamente, affinché questo avvenga, è necessario che più Scientologists escano dal loro torpore e aprano gli occhi poiché soltanto così potranno VEDERE. Troppo semplice?  Forse, QUI, varrebbe la pena di soffermarci un attimo al fine di scoprire per quale strano motivo gli Scientologists sono invece così ottusi, a dispetto delle loro effettive capacità e/o addestramento ricevuto, da non riconoscere più la loro VERA Sorgente. Motivi ce ne possono essere tanti: parole malcomprese, incapacità di stare di fronte, out-ethics, considerazioni, PTSness, meccanismi del Bank eccetera eccetera. Quali che siano i motivi, il punto è che troppe persone non si rendono conto di trovarsi invischiati in una trappola micidiale, forse studiata apposta per loro. Ma se si può entrare in una cosa vi si può anche uscire e l’unico modo per riuscire a farlo è seguire la strada indicata da Ron attraverso la tecnologia da lui creata e sviluppata fino al punto da essere funzionale allo scopo. Queste ultime parole non sono state scritte a caso e vi invito a rileggere la frase di cui sopra.

Fatto? Bene. La cosa su cui voglio mettere l’attenzione è che Ron, ad un certo punto del percorso, ha scritto delle cose ben precise che poi sono diventate HCOB o PL. Prendendo in esame le Policy, un gran numero di queste sono state scritte negli anni sessanta e settanta, vale a dire dai quaranta ai cinquant’anni fa. Alcune Policy risalgono addirittura agli anni cinquanta.  Molte di queste poi, sono state magari riviste anche più di una volta nel corso degli anni, a mano a mano che Ron trovava altri dati. Tutto ciò, credo, al fine di migliorarne o correggerne la forma esistente, per aggiornarle secondo nuove scoperte, perché aumentavano gli Hat visto che l’organizzazione si espandeva, perché qualcosa di importante cambiava o cose del genere. Tuttavia, le Policy fondamentali erano già in esistenza e, laddove venivano applicate come indicato, producevano risultati.

Le Org, quindi erano provviste delle loro linee guida sotto forma di Policy e da quello che Ron scriveva già negli anni sessanta, le cose funzionavano piuttosto bene dal punto di vista organizzativo. Per ogni cosa vi era una soluzione. Per cui la tecnologia amministrativa di base relativa alle Org ERA disponibile a tutti gli effetti e, attraverso di queste, Scientology si espandeva, spesso anche inaspettatamente. Non vi erano scuse ad una mancanza di espansione. Tutto ricadeva nell’applicazione, non-applicazione oppure in una alterazione dell’applicazione delle Policy da parte di quel Gruppo, Org o Missione.

I feroci e numerosi attacchi che la nostra religione ha ricevuto in quegli anni sono stati disastrosi per gli scopi di Scientology ma – guardate bene questa cosa – le Organizzazioni ,  non solo sono sopravvissute a quegli attacchi, ma ne sono uscite addirittura rafforzate. La cosa ancor più degna di nota è che l’espansione è cresciuta esponenzialmente nonostante tutti gli ostacoli che provenivano dall’esterno.

Ora, se di miracolo si tratta, questo può essere solo il miracolo della Tech in quanto, se tutto ciò è potuto succedere, è soltanto perché la Chiesa di Scientology ha fatto quello che doveva fare, senza doversi inventare soluzioni disperate o sviluppare strategie incredibili o cose del genere. E’ bastato, infatti, applicare la Tecnologia di Ron, così come lui l’aveva scritta nelle Policy o come l’aveva diffusa attraverso le sue conferenze, eccetera. Nulla di più. E pensate che allora non c’era nemmeno la IAS a raccogliere camionate di dollari per contrastare il nemico. Soltanto la Tech e ovviamente la buona volontà da parte degli Scientologists. E’ probabile che siano serviti anche tanti soldi per fronteggiare le varie situazioni ma se è così, è soprattutto VERO che quei soldi sono stati CERTAMENTE convogliati verso la piena risoluzione delle cose, visto come poi sono andate le cose. Su questo non ci sono dubbi, come non ci sono dubbi sull’efficienza dimostrata da coloro che si sono presi carico di una responsabilità così elevata e ancor più aggravata dal momento storico forse più critico per tutta Scientology.

La stessa cosa non possiamo dire della IAS, il cui unico scopo non espresso pare essere quello di raccogliere incessantemente enormi, spropositate somme di denaro come se questo rappresentasse la soluzione al Clearing planetario o per far sì che questo si verifichi. In relazione a quanto scritto sopra e giusto per rimarcare alcuni concetti, Scientology si è espansa e ha difeso se stessa dagli attacchi solo applicando la Tech. Questa Tech, non contemplava allora, come non contempla né tantomeno giustifica adesso, la presenza di un’associazione come la IAS. Non ne ha alcun bisogno. E parlando di bisogni, nemmeno gli Scientologists hanno la necessità di avere un socio che chiede loro soltanto una montagna di soldi – senza tra l’altro offrire un “prodotto di valore” in cambio – cosa che li priva della possibilità di progredire più velocemente sul Ponte. L’unica cosa che vuole uno Scientologists è andare a OT e/o addestrarsi come Auditor per aiutare gli altri a fare altrettanto. Questo è il suo scopo, vuole raggiungerlo e nemmeno mettere troppo tempo in mezzo. Di ostacoli ne ha già abbastanza nel suo ambiente ordinario. Si presume che abbia una certa consapevolezza delle sue dinamiche e che abbia una certa responsabilità, per cui non si tirerà certamente indietro quando sarà richiesto il suo aiuto. Ma tutto l’aiuto che può essergli richiesto dovrebbe essere allineato ai suoi scopi e a quello del suo gruppo nel rispetto degli scopi di Scientology. Questo significa che l’AIUTO non deve per forza avvalersi del SACRIFICIO o di qualche strana sorta di abnegazione estrema. E giammai deve ricadere in qualcosa di imposto, poco chiaro oppure rientrare in una sorta di prassi operativa, di continua emergenza, di estremo pericolo presunto o reale che sia o cose del genere. La IAS è assolutamente IMPOSTA. Oltre ogni misura. Mi sento di poter dire che NESSUNO l’abbia richiesta in primo luogo o ne sentisse la mancanza, a parte colui che l’ha creata in flagrante violazione delle Policy di Ron. Potrebbe, tuttavia, essere di qualche utilità ma dovrebbe essere riformata e adottare ben altri sistemi.

Va bene. Tornando al discorso delle Policy, come tecnologia funzionale per le organizzazioni, ho detto che già negli anni sessanta, l’uso standard delle stesse dava, come prodotto, maggiore sopravvivenza ed espansione. La Policy senz’altro più conosciuta nell’ambiente è “MANTENERE SCIENTOLOGY IN FUNZIONE” e precisamente quella che si può trovare all’inizio di qualsiasi Corso accademico o specializzato. Penso che non esista Scientologo che non la conosca o che non l’abbia letta, studiata o ristudiata più e più volte. Essa risale al 7 febbraio 1965 e, da come dice lo stesso Ron: “CIO’ CHE DICO IN QUESTE PAGINE E’ SEMPRE STATO VERO, RIMANE VERO OGGI, RIMARRA’ VERO NEL 2000 E CONTINUERA’ A RIMANERE VERO DA ALLORA IN POI.” Quindi era valida ancora prima di quell’anno, è valida oggi che siamo nel 2011 e continuerà ad essere valida finché magari Ron non ritorni a noi e ci dica di essersi sbagliato. In ogni caso starà a noi decidere se essere d’accordo con lui oppure no. Infatti, quanto detto nella Policy – come del resto in qualunque altra Policy, Bollettino, Conferenza o Pubblicazione – dovrebbe essere vero al di là di Ron perché quella non è la SUA verità. Quella E’ la verità. Oppure è la verità che Ron ha scoperto e/o reso funzionale agli scopi.  Non può essere altrimenti poiché, in caso contrario, sarebbe come dire che la legge di gravità è la verità di Newton o qualcosa del genere. In poche parole… non è vero solo perché lo dice Ron, ma si potrebbe anche dire: non è vero perché lo dice SOLO Ron. Sfumature.

Comunque, nella misura in cui una persona comprende quella cosa, ne fa esperienza e così via, arriva a stabilire da solo che quella cosa è vera. A quel punto sa che è così e darà  il suo massimo accordo a quella verità. Per cui, coloro che l’hanno capita, per integrità, tenderanno ad  appoggiarla e a difenderla. La Policy crea l’accordo del gruppo. Quanto più sarà vera per l’individuo, tanto più accordo ci sarà da parte sua, così come determinazione e/o responsabilità nel far sì che essa venga applicata correttamente perché sa che soltanto quella è la cosa giusta. Una cosa che voglio aggiungere è che ho letto, studiato ed ascoltato parecchio materiale di Scientology ma in nessun HCOB, libro o conferenza, Ron si esprime, a volte, così duramente come fa invece in molte Policy.

Certo, il modo in cui lui comunica è sempre molto diretto anche se spesso, soprattutto nelle conferenze, gli piace giocare un po’. Nelle Policy, mi sembra che usi un’altro tono. E’ un tono deciso, come se quello che ti sta dicendo sia questione di vita o di morte. Qual è la differenza sempre che esista una differenza? Intanto, sta parlando allo staff, agli executive, agli amministratori, ai manager. Costoro hanno il massimo della responsabilità su azioni che coinvolgono un cospicuo numero di persone, azioni che possono determinare la sopravvivenza o il soccombere di quel gruppo. E’ chiaro poi, che più in alto ci si ritrova ad operare nella struttura e maggiori sono le responsabilità. Il management, lassù in cima, deve essere ancora più abile – organizzativamente parlando – deve stare più all’erta cercando, al tempo stesso, di non commettere errori così gravi che possano compromettere la sopravvivenza di Scientology, quella di un gruppo o anche quella di una singola persona. Sebbene provvisto di Policy che ne regolamentano  il suo particolare operato, per intenderci, policy ad esclusivo utilizzo del management, esso non è esente dalla conoscenza e/o dall’uso delle Policy fondamentali di un’organizzazione. Cosa voglio dire? Semplicemente che i piani, le strategie, i programmi che il management mette in esecuzione devono COMUNQUE e SEMPRE essere allineati e conformi alle Policy, soprattutto a quelle di base. E se il management decide che da oggi si fa così invece che cosà in base a bla, bla, bla e bla, mi deve far vedere dove sta scritto, specialmente quando una moltitudine di Policy di Ron dicono il contrario, una cosa differente o anche soltanto “leggermente” diversa. In poche parole, qualcuno potrebbe essere portato a credere che il management operi in base a Policy a noi sconosciute che contengono dati che sono, per così dire, al di sopra di altri o cose del genere. Inutile dire che, se fosse così, allora avremmo tutte le ragioni di usare il “Volume 0” per accendere il camino.

Giusto per chiudere questo discorso, quindi, ecco forse spiegato il perché Ron risulta essere molto più severo – se vogliamo – riguardo ai fondamenti organizzativi. Ma questo è soltanto il mio punto di vista.

Tornando a “Mantenere Scientology in Funzione”,  com’è noto, qui Ron dice chiaro un sacco di cose ma tutto ruota intorno ad una cosa fondamentale. In poche parole (questo è quello che ho capito io che non sono un genio) dice che se vogliamo far sì che Scientology continui ad esistere, bisogna applicare la corretta tecnologia difendendola con vigore da applicazioni che si discostano anche di poco dagli standard stabiliti. Di quale tecnologia sta parlando? Beh, dagli esempi che lui porta, sembra si riferisca alla tecnologia di auditing, quella cioè racchiusa negli HCOB. Si, non ci sono dubbi, parla proprio di questo. O no?

Fine prima parte

Bene, qui termina questa lunga introduzione e non perché sia finita qui, anzi, siamo soltanto all’inizio. Ci sono parecchie cose, infatti, da dire a riguardo, l’analisi è lunga e le Policy sono veramente tante. Per il momento digeritevi questo mattoncino e fatemi sapere se posso continuare su questa linea oppure devo darmi all’ippica.

SPARTACUS

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