NOTE SULL’ESTERIORIZZAZIONE

Esteriorizzazione, ognuno di noi, fin dai primi giorni in Scientology ha desiderato trovarsi un metro dietro la propria testa!

Ricordo le graduation a Flag, c’era gente che aveva appena terminato gli “L” e raccontava i propri successi. 

“Exterior con PIENE percezioni” urlavano ai quattro venti, e io, li seduto, interiorizzato come una mucca.

Questo post scritto molti anni fa da Steven Bisbey, l’allora C/S dell’AAC di East Greenstead UK, ci spiega due cosuccie sull’esteriorizzazione.

Dedicato a Tony Pacati.

Il fenomeno dell’Esteriorizzazionbe venne riconosciuto molto prima di Scientology, anche lo stesso termine veniva stato usato per descriverlo. Fin da allora sono esistite delle tecniche diverse da quelle di Scientology per raggiungerlo.

Aleister Crowley, per esempio, aveva i suoi metodi. Sfortunatamente, come Crowley anche altri contemporanei esponenti dell’Esteriorizzazione, tipo Sylva J. Muldoon e Monsignor Hector Durville, misero una indebita enfasi sul “Corpo Astrale”. Assaltavano la Realtà delle persone e in modo graduale la maneggiavano. Con poca conoscenza della mente, le loro tecniche producevano risultati inconsistenti e, se venivano tentati da professionisti poco stabili, erano perfino pericolose. Parlo per mia soggettiva esperienza, precedente al mio coinvolgimento in Scientology.

L’Esteriorizzazione viene definita in Scientology come “l’atto di muoversi fuori dal corpo con o senza piene percezioni”. Questa è una definizione molto limitata che richiede ulteriori spiegazioni. Non esiste una cosa come PIENE PERCEZIONI – questa sarebbe un assoluto. Come si potrebbe definirla comunque – percepire l’intero Universo, che per quanto ne sappiamo finora è senza fine. Infatti, ci sono livelli di percezioni da exterior. Questi possono includere una leggera consapevolezza che il proprio punto di vista, come una entità separata, si sia spostato, percepire il corpo come separato o percepire attraverso i muri ecc…

Si può raggiungere un alto grado di comprensione se si allinea l’Esteriorizzazione al soggetto dello spazio. Questo viene descritto bene nel libro Scientology 8-8008, a pagina 20:

C’è una scala gradiente da Spazio a Materia che inizia al numero arbitrario di 40.0 per i nostri scopi e va giù fino a 0.0 per gli scopi dell’Homo Sapiens e a 8.0 per gli scopi di estimare un Thetan. Questa scala gradiente si chiama la Scala del Tono. Lo Spazio si è scoperto sia una caratteristica più ampia dalla cima al fondo della scala e necessaria ad ogni parte di essa, ma si è scoperto che uno ha sempre meno spazio più si scende per la scala.

L’Auditing produce un incremento sulla scala del tono:

Lo sforzo del processing è dedito all’obiettivo di far salire l’individuo sulla scala del tono.” LRH.

Come una persona sale di tono si ritrova con più spazio e percepisce più spazio. Qualche volta ha un improvviso e drammatico innalzamento di tono che gli da un improvviso e drammatico accrescimento di percezioni. Questo può essere identificato come un punto di esteriorizzazione. Notate che benché la persona possa attribuire questo fenomeno al particolare procedimento su cui veniva audito in quel momento, si tratta invece della graduale e continua rimozione di carica dal caso che in verità lo ha prodotto.

Queste belle vittorie in session non sono poco comuni quando una persona sta relativamente bene e viene audita intensamente, ma il grado di percezioni che ottengono è molto raramente considerevole, e ancor più raramente lo stato è stabile. Le ragioni di questo le diremo in seguito.

Una consistente proporzione di Scientologist hanno avuto lo scopo di esteriorizzarsi con “piene” percezioni, alcuni sono anche venuti in Scientology per raggiungere questo stato, alcuni hanno abbandonato il soggetto perché non ci sono riusciti. Una cosa importante da realizzare è che l’attuale carta dei gradi non è disegnata per raggiungere questo scopo. Quando un C/S si trova al cospetto con una persona che ha questo obiettivo sarebbe intelligente se esaminasse i motivi della persona.

Una persona che risiede in un corpo che opera nell’universo fisico è soggetto e influenzato dal suo corpo e dall’universo fisico. È anche influenzato da altri due universi principali – il suo universo e, assieme a quello, il suo caso, e dal caso degli altri. La libertà da queste influenze dipende dal suo confronto e dal suo maneggiarli. Dopo averlo fatto un individuo si trova nella posizione di estendere le sue percezioni e abilità oltre l’universo MEST dentro al “para normale”.

Quando un C/S viene messo a confronto con una persona che è effetto del suo caso, di altre persone, e dell’universo fisico, i motivi della persona potrebbero essere di cercare evasione dalla realtà o di una soluzione del “problema”. Una domanda molto pertinente da chiedergli potrebbe essere “L’esteriorizzazione per te risolverebbe qualcosa?

Fuggire dalla realtà è stato sempre fornito in un modo o nell’altro in tutte le culture del passato. Il mezzo attuale legalmente approvato è l’alcool, o anche la religione, che sembrerebbe più sicura (la dichiarazione di Karl Marx “La religione è l’oppio del popoli” conteneva una qualche verità). Illegalmente l’atro metodo è la droga o simili.

Anche le medicine sono un tipo di fuga dalla realtà, effettivamente tolgono le unità d’attenzione dallo scomodo universo fisico e dagli universi delle altre persone (ed è anche più sicuro dell’eroina che produce lo stesso effetto ma molto più marcato) ma anche questo non produce OT. Il nome OT indica uno stato di beingness. Nei fatti, è uno stato di doingness. È un Thetan Operante. Una persona che fa davvero qualcosa per creare un impatto nell’universo fisico e in quello degli altri, e sta molto meglio di qualcuno che assume la pozione del fiore di loto bloccando ogni altro al di fuori.

Se esaminando lo stato di caso di una persona e la sue circostanze di vita si scopre che il suo obiettivo di andare exterior con piene percezioni è davvero una voglia di fuga dalla realtà, o la soluzione ad un problema, allora, sarebbe un grave errore andarci in accordo e provare a maneggiarlo. Creerebbe una perdita dato che non riusciranno a raggiungerlo.

A volte, l’ambizione di andare exterior con piene percezioni viene scambiata come qualcosa che una persona vuole maneggiare. “Che cosa vorresti maneggiare con l’auditing?” qualche volta rivela “l’inabilità di andare exterior”. Non potete cancellare l’ambizione. Mentre questo item può essere indirizzato in vari modi, si dovrebbe riconoscere che un “voler raggiungere” non è un “voler maneggiare”.

Similmente, con un item tipo “L’inabilità di far soldi”. Laddove la carica sul soggetto dei soldi può essere indirizzata e maneggiata a beneficio della persona, ma maneggiare questo item, solamente tenendo in mano le lattine e parlando del suo caso non lo renderebbe un milionario.

La maggior parte dell’auditing viene fatto nella direzione del cambiamento della beingness di una persona, con l’assunzione che la sua doingness e havingness miglioreranno automaticamente. Questa assunzione è solo vera parzialmente e questa è una delle ragioni perché gli OT prodotti non so poi cosi tanto OT allo stesso modo di tanti non-scientologist.

Virtualmente tutta la parte OT della carta dei gradi indirizza la beingness, e sono tecniche di guadagno negative (tecniche che cancellano delle cose. Rimuovendo le cose dannose si possono ottenere degli avanzamenti positivi. Questo metodo si chiama Guadagno Negativo). Arrestano la doingness ma non esercitano o educano la persona a fare veramente di più. Nessuno di questi procedimenti è stato disegnato nello specifico per esteriorizzare qualcuno con piene percezioni (anche se questo può in via incidentale avvenire).

Il vecchio OT6, ora non più utilizzato nella Chiesa, era disegnato nello specifico per esteriorizzare una persona e consisteva di esercizi per ottenerlo. Alcune persone non riuscivano a farlo, altre ce la fecero ma non ottennero il risultato veramente stabile di “abilità” di operare liberamente come un thetan exterior e di agire con pan determinismo (estendere l’influenza del thetan nell’universo degli altri.) ma perché succedeva? Ci sono vari fattori che conosco che si dovrebbero maneggiare per produrre questo risultato:

MANEGGIAMENTO DELLA VERITA’

La verità è ciò che esiste. Un pc deve aumentare la sua realtà della verità di certe situazioni per avere guadagni di caso. Troppa verità mostrata o fornita a una persona, di colpo, causerebbe irrealtà.

C’è sempre stato un gradiente per ottenere la realtà sulla verità. I livelli di Scientology sono un tipo di questo gradiente. Questo per via di qualcosa chiamato “Livello di accettazione” che viene definito come ciò che una persona può avere al momento. Colpito con troppa verità una persona può peggiorare. Loro la vedono, ma non la possono avere. Una persona si esteriorizza e poi ritorna subito dentro al corpo. Non possono avere cosi tanto cambiamento cosi velocemente. Stati tipo l’esteriorizzazione o altri poteri OT non verranno raggiunti finchè un thetan non potrà averli. E questo ci porta ai fattori dell’havingness.

HAVINGNESS

L’havingness viene definita come il concetto di essere capaci di raggiungere e duplicare ciò che un persona percepisce. Ha anche a che fare con il bisogno di terminali e di masse. La più grande havingness per un thetan (e il possesso più caro) è il suo corpo. In esso lui si identifica nell’universo fisico. Gli fornisce percezioni dell’universo fisico. Gli fornisce sensazioni tipo quelle di cibo e sesso. Ma più di tutto, gli fornisce ammirazione. Un thetan quindi non lascerà il suo corpo molto facilmente, specialmente perché nel farlo tende a identificarlo come morte del corpo. Un thetan per definizione è il Nulla in termini di confusione, e lui ama avere qualcosa. Non ha massa ma è deliziato dalla massa, è anche stato educato in termini di materia, energia, spazio e tempo in questo universo. Quindi per esteriorizzarlo, il livello di accettazione dell’havingness di un thetan dovrebbe trovarsi ad un tal punto da essere capace di accettare una forte carenza di massa, perlomeno in termini di corpo personale, ma anche a tal punto dove sarà capace di duplicare qualunque cosa percepisca come thetan exterior. Potrebbe aver bisogno di maggiore tolleranza e accettazione dell’isolamento. Un Thetan è una entità gregaria e potrebbe rifiutare una situazione o abilità che lo isoli dagli altri.

Forse è il desiderio del thetan per le masse e l’intolleranza di una situazione di mancanza di masse che ha portato gli altri esponenti dell’esteriorizzazione a insistere sull’esistenza di un “corpo astrale”, che perlomeno aveva un qualche tipo di massa, anche se non molta.

L’auditing una volta venne descritto da LRH come “un gioco tra esteriorizzazione e havingness”, il trucco era di portare un individuo gradualmente a fare as-is delle masse contenenti significanze aberranti, mentre si teneva alta la sua havingness fino al punto dove si esteriorizzava un poco. Se la sua havingness non veniva riparata o rimediata lui non lasciava andare le masse e le significanze che lo aberravano e quindi non si esteriorizzava.

L’intera Tech sull’havingness sembra sia andata persa in qualche modo. Parzialmente per via di un qualche dato dubbio che i procedimenti di havingness non dovrebbero essere percorsi sul livello avanzato 5. Dato che tutti i livelli sull’attuale carta dei gradi da 2 a 7 sono tecniche di as-is, questo dato è in conflitto con il precedente: Ron dicevUna tecnica che fa as-is dell’energia, se usata senza riparazione o rimedio dell’havingness, porterà un peggioramento del caso di un pc.

Un altra barriera all’esteriorizzazione viene spiegata in termini di giochi. Questi sono intimamente connessi con l’havingness dato che una condizione di giochi è di base uno sforzo di avere per sé stessi e di negarlo agli altri.

GIOCHI

Una cosa che un thetan trova completamente intollerante è una assenza di condizione di giochi, non appena scopre che si trova in mancanza di una proverà a coinvolgersi in un altro gioco, sia che sia migliore o peggiore, dipenderà dal suo livello di tono. I giochi consistono di libertà, barriere e scopi. La libertà totale e barriere totali sono condizioni di assenza di giochi, e sono entrambe indesiderabili. Il picco di abilità ottenuto nella vita o nel processing non sempre dura molto perché (cosi anche per altri fattori menzionati) possono rappresentare una condizione di nessun gioco, ma anche perché il thetan sta seguendo il modello di esistenza di creare, sopravvivere e distruggere. Da un punto di vista dell’auditing e del C/S questo è un problema, dato che la produzione di uno stato OT ha lo svantaggio che potrebbe essere una condizione di nessun gioco, tipo quella dello stato nativo, dove un OT o un pre-OT perderebbe immediatamente. Un C/S della Chiesa di corte vedute metterebbe questa cosa nella categoria delle perdite di guadagno = Roller Coaster = una condizione PTS = un Pc o un pre-OT che ha bisogno di un PTS Rd, A=A=A=A. Risultato netto, una azione non necessaria e una perdita per il Pc o il pre-OT, l’auditor e il C/S.

La libertà non può esistere a meno che non ci sia qualcosa da cui essere liberi. La libertà esiste solamente tra le barriere. “Libero da” è ok fino a che ci sia un posto dove essere “liberi di“. È molto difficile far terminare un ciclo a un thetan in un gioco esistente a meno che questi non veda un gioco migliore, uno che gli sia reale. Un esempio semplice di questo è il trauma a cui una persona va incontro quando deve decidere se lasciare un lavoro regolare esistente, con un introito sicuro, in favore di un altro, come tipo il poeta o l’uomo d’affari, che potrebbe non essere di successo.

Una persona sta giocando vari giochi coinvolgenti nel MEST. Lui non può vedere, non ha realtà sui giochi da exterior e non lascerà i suoi giochi esistenti nell’universo MEST che lo intrappolano nel suo corpo senza queste certezze. Quindi il procedimento per esteriorizzare qualcuno deve essere un incremento graduale della realtà e della verità dell’esteriorizzazione. Ci deve anche essere un gioco da giocare per la persona esteriorizzata se si vuole rendere stabile la sua condizione o abilità.

CASO

L’abilità di andare exterior è anche proporzionale a quanta aberrazione rimane non maneggiata in un caso. Qualcuno che è fuori comunicazione con,  ha un problema su, ha degli O/W verso, non può cambiare riguardo a, o sta rendendo altri o l’universo fisico sbagliato, non si esteriorizzerà facilmente o lo farà ma con poca stabilità. Non lo farà nemmeno se il caso superiore non viene maneggiato.

Più importante ancora, avrà difficoltà ad avere percezioni exterior se non ha maneggiato le cattive intenzioni, particolarmente se sono correlate a questa abilità. Per esempio: una persona che vuole andare exterior con piene percezioni per poter vincere grandi somme di denaro al gioco delle carte o per fare voyerismo, non ce la farà. Questo proprio perché l’Uomo è fondamentalmente buono e preverrà, consciamente o inconsciamente, la drammatizzazione di uno scopo malvagio. Notate anche che l’abilità di vedere le carte di un avversario in un gioco sfocierebbe nella condizione di assenza di gioco. Un C/S può scoprire questa cosa chiedendo al pre-OT cosa vorrebbe fare con onestà se andasse exterior con percezioni, ogni cosa trovata si può quindi maneggiare. Qualsiasi scopo malvagio causa a una persona di trattenersi e di tagliare le percezioni, il loro reach, e quindi le loro specifiche.

Qualsiasi di questi scopi dovrebbe essere maneggiato. I gradi e i livelli superiori devono essere Flat. Le specifiche considerazioni, emozioni e computi riguardanti l’esteriorizzazione devono essere cercati e maneggiati con un programma tailor made (Fatto su misura).

I fattori che ho descritto sono barriere all’esteriorizzazione di cui sono a conoscenza. Ce ne potrebbero essere altri. Si conosce molto poco sulle percezioni di thetan exterior ad esempio. Le tecniche esistono di già per maneggiare tutti i fattori noti. Un C/S intelligente e con esperienza potrebbe mettere assieme un programma per maneggiarli e, in teoria, produrre risultati mai ottenuti in precedenza. Per lo meno si otterrebbe uno stato OT più elevato e più dati verrebbero acquisiti sul soggetto, che ci fornirebbero una visione interiore della cosa, e aprirebbero la porta a ulteriori maneggiamenti.

Io penso che sia meglio concentrarsi sul miglioramento della qualità del gioco che stiamo giocando ora nell’universo in cui siamo.

Steve Bisbey

36 commenti

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36 risposte a “NOTE SULL’ESTERIORIZZAZIONE

  1. Articolo tosto ma molto chiaro. Come credo molti in Scn, anch’io ho desiderato piuttosto ardentemente di esteriorizzarmi. Qualche volta potrebbe essere successo ma, anche se così è stato, non ne ho avuto una percezione netta. In un paio di occasioni, che io mi ricordi, è accaduto durante il sonno in modo spontaneo ed ho provato, piuttosto chiaramente, quella sensazione di “distacco” dal corpo.
    Ora capisco un po’ di più in merito a cosa si trovi dietro questo fenomeno e perché mi sentissi, in un certo qual modo, deluso a riguardo. Comprendo che trovarsi in una condizione exterior è desiderabile e, a quanto dice Ron, sarebbe la condizione migliore dal quale operare.
    Come viene qui spiegato, l’esteriorizzazione stabile si ottiene attraverso una scala graduale, man mano che si sale sul Ponte e si elimina sempre più massa. Credo che, i concetti qui espressi, facciano capire che questo è il modo migliore di procedere. L’esteriorizzazione indotta può essere entusiasmante ma, una volta che si rientra alla “normalità”, può lasciare il Thetan piuttosto frustrato. Il procedimento usato da Ron nei primi tempi, quello realativo a: “Sii un metro dietro la tua testa”, faceva esteriorizzare il 50% delle persone ma poi si scoprì che era controproducente poiché il Thetan, successivamente, avrebbe avuto difficoltà nell’esteriorizzarsi nuovamente.
    Comunque, tutto ciò è molto affascinante e tutto da scoprire.
    Spartacus

  2. Simon Bolivar

    Trovo interessante quando dice che comunque si deve maneggiare il caso superiore prima. Non che non ci si possa esteriorizzare prima, ma è meglio averlo maneggiato se non si vogliono incontrare brutte sorprese.
    Stati tipo l’esteriorizzazione o altri poteri OT non verranno raggiunti finchè un thetan non potrà averli.
    L’intero scopo dell’esteriorizzazione è poter giocare un gioco più grande, quindi prima di poterlo fare dovrei scoprire quel gioco più grande c’è da giocare per poterlo fare con una certa stabilità. E non parlo di gioco di quarta dinamica, aiutare altri ecc… perchè questi giochi si possono fare benissimo da dentro al corpo.
    A mio parere per vivere in un universo MEST non serve esteriorizzarsi, ha anche poco senso farlo quando il corpo ti fornisce un mezzo di comunicazione efficace per farti capire. Ma potrebbe essere interessante poterlo fare a discrezione, ma non è una cosa a cui tengo al momento.
    La parte interessante invece è la consapevolezza che ne deriva. Avere la realtà che non SEI il tuo corpo, significa anche non diventare schiavo del tuo corpo, e questo ti lascia maggiori unità di attenzione per compiere il tuo lavoro con efficienza. Significa anche non subire passivamente restimolazioni ambientali o fisiche, ma sapendo da dove derivano potere essere causa su di esse.
    Immaginiamoci anziani, con poca mobilità, con il corpo che non risponde più come prima e con acciacchi vari che fanno male e causano misemozioni e aberrazioni di vario tipo. Avere la consapevolezza di chi si è (senza per questo doversi esteriorizzare) aiuta tanto a vivere una vita migliore. anche nella maggiore età.
    Penso anche che molte persone siano state fuorviate da questo desiderio nel loro percorso in scientology, sperando di potersi esteriorizzare con piene percezioni in questa vita. In questo universo non è possibile raggiungere degli assoluti, quindi l’esteriorizzazione di cui si parla è riservata a quando si deciderà di uscire definitivamente da questo universo. Sono solo speculazioni mie, ma a me sono reali. Forse andando avanti cambierò idea, ma è anche questo parte della crescita personale.

    • silvia chiari

      Parlare dell’esteriorizzazione del Thetan in questo modo è – dal mio punto di vista – come paragonarlo ad un conducente d’auto e l’auto … il conducente (Thetan) è dentro l’auto (corpo) quando guida o quant’altro e poi però può uscire dall’auto ( esteriorizzazione ).
      L’ esteriorizzazione la sento come – essere comunque un tutt’uno con il corpo che usiamo perchè è ciò che noi abbiamo creato diminuendo le nostre vibrazioni energetiche fino a creare una massa solida —- quindi l’esteriorizzazione, se vogliamo chiamarla così , non è nient’altro che una maggiore consapevolezza della differenza che c’è fra ciò che noi abbiamo creato e usiamo e l'”uso ” delle abilità che abbiamo ( siamo) con o senza corpo.
      Concordo con Simon che l’esteriorizzazione di cui si parla è riservata a quando si deciderà di uscire definitivamente da questo universo .

  3. Tony Pacati

    Grazie,
    grazie di cuore,
    e’ una dedica arrivata come per “magia” al momento giusto, nel contesto giusto!
    Voi ci credete alla magia?
    Io si!
    Anche ai maghi, che si travestono da gente comune e trasformano la loro bacchetta magica a volte in un computer.
    Ci pensavo questa mattina alla “esteriorizzazione con piene percezioni”
    Ricordo ancora quando a flag ero verso la fine del’L 11 ed alla graduation c’era una ragazza americana, con suo abito da sera ed un mazzo di rosa in mano che aveva appena finito il suo L11 e raccontava appunto si essere “total exterior, full perceptions”.
    Io l’ascoltavo dal mio “total interior like e cow” cioe’ interiorizzato come una mucca, nella mia testa modello cassaforte blindata.
    Mi chiedevo perche’ lei si ed io no, ed il giorno dopo l’ho chiesto anche al mio auditor, e sono 14 anni che sto aspettando ancora che mi risponda.
    Eppure, francamente non l’ho invidiata neanche per un attimo.
    Sotto sotto avevo la sensazione che lei non avesse idea di che cosa stesse dicendo.
    Quindi lei poteva tenersi il suo total exterior, ed io mi sarei tenuto i miei dubbi, la mia ricerca della verità, della perfezione, della conoscenza, dal mio punto di vista, nella mia realtà, a costo di continuare a lottare nel fango per altri 500 anni, ma per arrivare dove dico io, nel modo che voglio io.
    E poi, come e’ ben spiegato nel post, cosa vuol dire “piene percezioni”?
    Chi lo sa’ come percepisce un thetan, quando per decine di migliaia di anni o forse milioni di anni ci siamo abituati a percepire solo con occhi, orecchie, naso, bocca e pelle e poche altre sensazioni?
    Saprei capire con certezza di essere esteriorizzato? Ed alla fine poi per farne cosa, oltre che andare al cinema gratis?
    E’ vero che questo argomento e’ stato uno dei principali fattori che mi hanno affascinato in scientology, e che ho cominciato un po’ a sminuirlo quando ho cominciato a pensare che non lo avrei mai raggiunto.
    Ero drastico sull’argomento, esteriorizzato vuol dire lasciare il corpo comodo sul divano ed andare in giro per il mondo a percepire come se avessi li il corpo, anche senza corpo!
    Tutto il resto sono balle!
    Il post è molto illuminante sull’argomento e, con i piedi per terra, chiarisce molte cose.
    Forse passando dall’universo MEST all’universo theta, anche il concetto di percezioni deve un po’ essere cambiato.
    E’ da un po’ di tempo che mi succede una cosa strana, se sono in uno spazio libero, e metto l’attenzione su uno specifico punto lontano, mi sento un po’ strano, sbadiglio continuamente, ma ho una sensazione tutto sommato piacevole.
    Cercando di capire meglio, ho la sensazione che qualcosa che sia lontana 200 metri, di metri MEST, misurati con il metro, non sia davvero cosi’ lontana, ma sembra piu’ vicina.
    La cosa e’ curiosa, perche’ con gli occhi vedo che sono 200 metri. Ma la sensazione e’ di vederla come se fosse, che so’, a 50 metri, o sinceramente, a volte, come se fosse a 50 centimetri!
    Ma e’ una sensazione, parola che ho a lungo odiato, perche sembra un ripiego, un tentativo di credersi quello che non siamo ma che vorremmo essere, tipo “non sono in grado di confrontare tutto, ma ho la “sensazione” che potrei farlo!” ?!?!?!?

    Non sono mai andato d’accordo con “ho la sensazione che….” O “percepisco che…..”

    La vedevo un po’ del tipo: o sai o non sai! O vedi o non vedi!
    Di questi tempi mi sto dando una calmata, e questo post mi e’ stato di grande aiuto. Forse dovrei prendere in esame qualcosa che si chiama gradiente, anche con me stesso.
    Forse c’è un modo graduale di arrivare ad un risultato, un modo di imparare, cambiare il punto di vista, scoprire cose nuove, incluse le “sensazioni” che forse non sono una parolaccia.
    Forse posso perdonarmi di migliorare, perché, comunque, resta un residuo profondo, che nel farlo ci sia qualcosa di sbagliato.
    E allora, magari, la punta del campanile, lontana 400 metri, e che io vedo cosi’ nitida, forse non si è avvicinata, ma e’ rimasta al suo posto, e magari sono io che ho eliminato un po’ di spazio intermedio, invadendolo con un po’ di ME.
    Ed il crocifisso la in cima, nell’angolo in basso a destra, sta facendo un po’ di ruggine!

    Grazie ancora, al mago e all’elfo,
    a chi capisce ancora prima che gli sia chiesto!

    Un abbraccio

    • Bravo Tony, nel leggere il tuo commento e’ come se lo spazio, il tempo,la materia e l’energia si fosse dissolta …. E’ come se fossi stato davanti o dentro te mentre originavi questa comm. Invece in questo momento sto costeggiando Piombino, 5 lampeggi brevi mi indicano dal Portolano che quello e’ il porto….. Luna piena , mare calmo, 24 Nodi direzione Sud…..

      • maurizio

        ciao Franc,
        ti ricordi che parlavamo di questo soggetto di Havingness e di come fosse perduta tecnologia specialmente in relazione ai livelli OT?
        nn me ne ero reso conto quando ho letto questo articolo, ma rileggendolo ho visto che chiarisce proprio quel soggetto.
        cos’è questo un caso di interazione ot tra me e te?
        o è qualcosaltro?
        arc mau

        • Francesco

          Ricordo e ne ho fatto gran tesoro caro Maurizio , dopo ogni seduta ho avuto la fortuna di salire sul ponte e fare havingness a volontà ….
          Linee di orizzonte tra cielo e mare, solo Io, il sole e le stelle …. Spazi infiniti, Delfini, onde e tanto tanto mare.
          Ho fatto anche delle belle passeggiate, abbiamo avuto il piacere di attraccare a delle fantastiche isole e visitare le loro più alte vedute dalle bocche dei loro Vulcani…..
          Insomma, ripeto , il tuo consiglio e’ valso tanto oro quanto pesi !
          Grazie !
          Francesco

  4. Diogene

    Eccoci qua… con la domanda più intrigante e surreale: si può saltare di qua e di là dal fosso a piacimento?… E ancora più importante: esistono i Puffi? Ci sono bambini pronti a giurare di sì…
    Io potrei solo mentire in proposito, ma Ron sembra che la sapesse lunga al riguardo, quindi l’invito è di studiare accuratamente i testi e di proseguire sul Ponte per arrivare a una realtà personale… e detto questo, dico la mia.
    Io so per esperienza personale che sto percependo e so che per poter sapere di percepire qualcosa lo devo “razionalizzare”, cioè lo devo collocare nel mio spazio-tempo con un significato vero o presunto, il che significa semplicemente reale per me. Ogni esperienza è soggettiva ed ogni tipo di comunicazione introduce falsità… quindi adesso, ad esempio, io sto cercando di razionalizzare (spiegare a me stesso o ad altri) l’irrazionale, intendendo con “irrazionale” l’unicità e quindi l’imponderabilità dell’istante Causa-Effetto che percepisco come reale.
    Lo so, è come cercare di spiegare il sapore dell’acqua… tutti lo conoscono, ma sfido chiunque a descriverlo. Si potrebbe tentare di descrivelo tramite negazioni (non ha il sapore del vino, della birra, ecc.) ma questo metodo presuppone che già si conoscano i sapori di tutti gli altri liquidi… e poi non sarebbe ancora definibile, perchè “non c’è” e allo stesso tempo sta alla base di tutti i liquidi, è “l’idea del liquido” ma è anche fisicamente “acqua”.
    Dunque io percepisco, ma devo avere qualcosa da percepire ed è per il fatto che io percepisco qualcosa che IO SO di percepire… semplice, no? E’ quello che sappiamo fare tutti: assumere un punto di vista e mettere fuori dei punti da percepire, trattenerli, dare ai punti (e quindi a se stessi) una dimensione e trovare un significato allineato a uno schema di gioco o ad uno scopo. Come tratteniamo i punti e tutto il resto? Col meccanismo delle immagini mentali, causa-effetto, presente-passato… la traccia si allunga.
    Io penso allora che non ci si può esteriorizzare senza mantenere un punto di vista autonomo e dei punti da osservare, ma in tal caso da che cosa ci si “esteriorizza”? Non certo dall’universo con cui si resta in comunicazione. Allora, dal proprio corpo? Quanti punti di vista (punti da cui si osserva) si possono avere contemporaneamente? In qualche modo si resta legati al Mest e alle sue leggi… dunque qual è lo scopo? Probabilmente tutto ciò a cui si desidera arrivare è “essere più causa e meno effetto” e a questo si arriva togliendosi o superando i “condizionamenti” che in fin dei conti si riducono al proprio “bank” e quindi credo di non dire una stupidaggine se l’esteriorizzazione non fosse altro che la condizione di “essere fuori dalla influenza del proprio bank”, una condizione che aumenta la propria autodeterminazione di fare reach e withdraw (raggiungere e lasciare) nel presente, con il passato e per il futuro… E’ pur vero che anche il corpo è una specie di bank, ma delle due l’una: o ce l’hai o non ce l’hai… e penso che questa sia una condizione che i thetan conoscono bene.
    Ma allora i “prodigi” che raccontano quelli che si esteriorizzano e bla bla bla? Cavoli loro, nel senso di “realtà soggettiva”. E poi c’è sempre qualcosa che succede e qualcosa che non succede, così come qualcuno che pensa che è successo e qualcuno che pensa che non è successo… punti di vista oppure punti causa… capacità di creare il proprio spazio-tempo…

  5. Io credo che il concetto dell’esteriorizzazione non possa essere “razionalizzato” più di tanto. Secondo me, la cosa è molto soggettiva e dipende dalla realtà che ognuno ha a riguardo, e questa realtà arriva nel momento in cui si ottiene una condizione, per certi versi “nuova” o differente da una condizione del passato. Più o meno del tipo: adesso mi sento così e prima mi sentivo cosà. In poche parole entra in gioco il Dato Paragonabile.
    Finché restiamo nell’universo fisico, l’esteriorizzazione sarà sempre qualcosa di relativo e comunque parliamo di esteriorizzazione proprio perché SIAMO nell’universo fisico.
    Se non avessimo un MEST con cui fare i conti, non ne parleremmo, né tantomeno sentiremmo la necessità di doverci esteriorizzare poiché non esisterebbe nulla da cui doverlo fare.
    Le percezioni che si possono avere, possono essere differenti da persona a persona e cambiano e/o aumentano proporzionalmente alla quantità di consapevolezza acquisita.
    Più che essere in grado di esteriorizzarsi a piacimento ritengo sia sempre valido conoscere il PERCHE’ collegato al fenomeno poiché, allo stesso modo, potrebbero esistere vari livelli di utilità.
    Per il momento non ne conosco alcuno, se non che potrebbe darmi una maggiore serenità di essere.
    D.S.

    • Diogene

      Brevissima replica per stimolare cognitions…
      A) Esiste il concetto (e la possibilità) di “evoluzione” (personale e collettiva)…
      B) il cosiddetto MEST (mondo fisico condiviso) non è qualcosa di cui liberarsi a tutti i costi (per un erroneo concetto di “cosa cattiva”) ma è UNA DINAMICA DELL’ESISTENZA e come tale va vissuta in armonia con tutte le altre… In alternativa si diventa angioletti di settima dinamica e buonanotte al secchio (però dopo non venite a tirare i piedi alla gente mentre dorme…)

      • giorgio serra

        Io ottenni un stato di esteriorizzazione sui TRs, non so neanche desrivere esattamente lo stato, ma sono sicuro che mi sentivo come il personaggio su matrics il film.roba da non crederci.
        giorgio

  6. Siamo riusciti a prendere per un attimo la linea e vi volevamo salutare….
    Il viaggio e’ dei migliori in questo momento l’AAC1 sta’ attraversando lo stretto di Messina…..
    Oggi Stromboli ci ha mostrato la sua magnificenza……
    Gran Vulcano…
    Francesco & Luana
    Mission into Time

  7. Mirko

    Bravo Francesco, e brava anche Luana.
    Andate avanti navigate anche per noi…
    Tu Francesco sei uno dei nostri simboli viaggianti…
    Tu e la tua famiglia state dimostrando che il Ponte è possibile senza svenarsi e con grandissime soddisfazioni e risultati stabili.
    In modo evidente e notevole stai/state migliorando la civiltà.

    Credo di poter dire senza timore di smentita: i tuoi successi sono i nostri successi.

    Love
    Mirko

  8. giorgio serra

    wow!!!!!!!! è la prima volta che leggo i commenti in questo forum.
    Sono allibito!!!!!!!!!!
    Cavoli ho rincontrato i miei amici Thetan che avevo lasciato andando via dalla Sea org. Grazie, per oggi ho ripreso la mia havingness, e non vi dico che esteriorizzazione se ne ricava.
    comunque è vero per me l’esteriorizzazione è riprendersi la propria energia bloccata nella traccia, energia che comprende consapevolezza degli universi
    giorgio arc a tutti

  9. Guido Minelli

    Benvenuto Giorgio!
    Mi fa piacere che tu ci abbia “ritrovati” qui a Lareception, grande porto di mare per thetans liberi.
    Abbiamo magnifici Giochi da giocare, affatto imposti dal “Know Best” di qualcun’altro.
    Come potrai contribuire al Movimento?
    ARC
    Guido Minelli.

  10. giorgio serra

    Be! quello che cerco io è consolidare la mia realtà con la vostra, perchè mi è mancata molto dire 11 anni vivendo con dei meraviglioso wog, che in fatto di realtà OT la interpretano come sapete molto cautamente e distaccati da essa.
    Io sono in cerca della verità infatti trovandomi a bordo della freewinds per 12 anni circa ho sentito tanti OT8 raccontare le loro WIN su di essa e ne ho percepito l’essenza, comunque che tipo di movimento è il vostro Guido?
    fammi sapere.
    giorgio
    ARC

    • maurizio

      Giorgio!
      on pò mi ricordo di te, e un pò no.
      nn sarai per caso stato reclutato da me per la freewinds a los angeles nel1986?
      mau

      • giorgio serra

        No, ma mi sa che tu mi hai reclutato per Flag a Milano con Ron Bhart, mi face da traduttore credo che sia tu Poi sei entrato nella Sea Org IAS, mi sbaglio?
        giorgio

        • maurizio

          caro Giorg,
          Milano e Ron Bhart mi dicono qualcosa ma nn mi ricordo.
          però mi ricordo del tuo nome ‘Giorgio Serra’ e sono sicuro che ci siamo incontrati. dove e quando hai fatto il ‘EPF’?
          puoi vedere la mia foto nella mia dichiarazione di indipendenza sia sull’indipendologo che sul blog di marty. o mi puoi trovare su facebook io sono maurizio serafini. alla peggio fatti dare la mia mail da francesco
          ciao

          • giorgio amico di ron

            Si mi ricordo dite tu facevi il tech page in FSO, io ho fatto EPF a FLAG.
            Poi ho lavorato al CF per qualche anno prima di andare a LA per il training HPCSC, CHE è stato un fallimento,poi la nave era pronta e cosi sono partito li e ci ho fatto 12 anni. Mi sono sposato, divorziato e andato nel 2000.
            giorgio

  11. Guido Minelli

    Cari Giorgio e Maurizio, a beneficio di tutti i lettori del Blog vi pregherei di usare un linguaggio comprensibile anche ai non addetti ai lavori.
    Gli acronimi sono utilissimi ma possono creare malcomprensioni.
    Guido
    p.s. Dai Maurizio, che è il tuo pane, dacci le definizioni!

    • giorgio amico di ron

      va bene. gs

      • maurizio

        scusa Giorg ma io sono ancora nella nebbia, se mi metti le date magari mi chiarisco.
        allora,tu eri già a clearwater quando sono arrivato ad agosto 1986…giusto? ma a settembre/ottobre eri già a LA quando c’era la crociata? mi pareva che ci siamo visti lì, mi sbaglio?
        da agosto a ottobre ero con lo ship project, poi a novembre sono andato a fare il tech page all’FSO per quasi un anno.
        dammi per favore le tue date.

        • giorgio amico di ron

          Io sono arrivato a Flag nell’estate dell’86 forse giugno o luglio, probabilmente ci siamo incontrati li tra il fine 86 e 87
          ciao carissino giorgio

    • maurizio

      ok Guidone,
      quale definizione ti manca ti manca?

      • Guido Minelli

        Caro Maurizio, l’unica definizione che mi manca, in realtà, l’ha scritta Giorgio ed è HPCSC.
        Le altre le conosco ma forse non è così per altri frequentatori del blog.

  12. maurizio serafini

    ok Giorgio, è grande piacere sapere che sei di nuovo in ‘in onda’
    😉
    ciao mau

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