Archivi del giorno: 19 novembre 2011

QUALE VERITA’? seconda puntata

Eccovi la seconda parte di un articolo scritto dal nostro Spartacus sulla RICERCA DELLA VERITA’  in e con Scientology.

Orbene,

qui si parla della Tecnologia scritta sui Bollettini e raccolta nei Volumi Rossi

e della Policy amministrativa raccolta nei Volumi Verdi.

Come mai ha potuto, nel tempo alterarsi al punto di non essere più funzionale nelle adunche ed avide mani di una chiesa corrotta?  

E come possiamo preservare e recuperare oggi questo corpo di conoscenza?

 Il dibattito è aperto!

Parte seconda:    RICONOSCERE IL NEMICO

A cura di Davide Succi

Dal mio punto di vista, una delle più grosse difficoltà in merito alla “materia” Scientology è che, essendo costituita da quell’enorme corpo di conoscenza che sappiamo, si rende poco accessibile ad una rapida consultazione. Se tutta la tecnologia di Scientology fosse ipoteticamente racchiusa in un numero limitato di libri oppure, meglio ancora, in un solo ed unico libro, vedete anche voi quanto la cosa risulterebbe più pratica. Ovviamente, questo è impossibile da ottenere vista la quantità di dati di cui essa si compone, per cui, quando abbiamo bisogno di un particolare dato o riferimento, dobbiamo innanzi tutto ricordarci dove questo sia inserito, dove l’abbiamo letto oppure ascoltato. Abbiamo tutta la serie dei libri di Dianetics e Scientology, i Congressi e le Conferenze, gli HCOB, i Volumi Verdi, la serie del Management più  tutta una serie di pubblicazioni come i PAB, i Ron’s Journal, le LRH ED int e tanto, tanto altro.

Anche se avessimo tutto questo materiale a disposizione, ben ordinato nella nostra libreria, sono certo che sarebbe un’impresa ardua trovare agilmente “quel” dato nel caso in cui non ci ricordassimo esattamente in quale dei contesti di cui sopra poterlo collocare. Una difficoltà aggiuntiva, per noi italiani,  è costituita dal fatto che non tutto il materiale è disponibile nella nostra lingua, così ci si può trovare davanti ad una ulteriore barriera. Ma per fortuna, al di là di tutto ciò, ABBIAMO la tecnologia che ci serve. Ed è da un bel po’ di tempo che ce l’abbiamo, se vogliamo considerare “un bel po’ di tempo” qualcosa come una cinquantina d’anni circa o giù di lì. Nel Post precedente, facevo riferimento alla policy “Mantenere Scientology in Funzione” e qui Ron dice a chiare ed inequivocabili lettere nel famoso decalogo:

“Uno: Avere la tecnologia corretta.”

Dopodiché certifica:

“L’Uno è stato fatto.”

E…

Ora si tratta soltanto di farla mettere in pratica.”

Dei dieci punti citati da Ron, i primi sei dicono, in sostanza, che abbiamo una tecnologia che basta conoscere ed applicare correttamente. Gli ultimi quattro sono lì allo scopo di proteggere la tecnologia stessa da applicazioni scorrette. E’ semplice ma, a quanto pare, non è altrettanto semplice attenervisi così strettamente come auspica Ron.

La nota dominante di tutta la policy è un accorato appello a mantenere intatta e pura tale tecnologia poiché è proprio da questo che dipende il futuro di Scientology che equivale al nostro stesso futuro, di tutta la razza umana e anche oltre. Una riga, quindi, per dire in sintesi che abbiamo a disposizione una tecnologia funzionale per uscire una buona volta da questo inferno dantesco… otto lunghe pagine per far comprendere l’importanza dei quattro punti chiave che farebbero fallire miseramente tutti i nostri sogni di libertà.

“Ricorda, questa è la nostra prima possibilità di farlo in tutti gli infiniti trilioni di anni del passato. Non mancarla adesso perché sembra spiacevole o asociale fare Sette, Otto, Nove e Dieci.”

Alla luce di quanto appena descritto, quanto è importante questa policy? In quella misura. Non una virgola di meno. Eppure stiamo assistendo a cose allucinanti in merito all’applicazione di Scientology da parte della Chiesa, del suo staff, del management e da parte degli Scientologist stessi che non sono affatto meno responsabili della situazione. E questo non riguarda soltanto le alterazioni della tecnologia di auditing o training, ma anche e soprattutto quella relativa all’organizzazione. Allora chiariamo il punto che ho lasciato in sospeso nel precedente post.

Chi ha studiato la policy di cui sopra da un pacco qualsiasi, sa che Ron mette l’accento sull’applicazione standard della tech relativa ai procedimenti. Chi ha fatto il Corso per Executive dell’Organizzazione – ha studiato quindi il Volume 0 –  dovrebbe ricordarsi che c’è una Policy estremamente importante che la completa. Si tratta di: “MANTENERE L’ADMIN IN FUNZIONE” Serie del Know-how amministrativo N. 50 del 10 Luglio 1986.

Ed ecco cosa scrive Ron:

“Nel 1965 scrissi la policy letter MANTENERE SCIENTOLOGY IN FUNZIONE. Essa compare come prima voce in quasi tutti i fogli di verifica dei corsi di Dianetics e Scientology. E a buona ragione. L’applicazione ferma e inesorabile di quella pubblicazione da parte di ogni Scientologist è l’unico mezzo sicuro che abbiamo per mantenere pura la tecnologia e per mantenere viva la speranza futura dell’umanità.

Tuttavia, forse non tutti comprendono che i principi esposti in quella policy letter non valgono solo per ciò che normalmente chiamiamo “tecnologia”: la tecnologia di prima dinamica contenuta negli HCO Bulletin. Vedete, quando la “tecnologia” smette di essere “in”, il pc ne risente. Quando “l’admin” smette di essere “in”, l’org s’indebolisce.

Quindi, per mantenere Scientology in funzione, tutta Scientology, bisogna insistere sulla tecnologia e sull’admin standard. I principi dell’invariabile aderenza alla precisa tecnologia, della costante vigilanza contro l’alter-is della tecnologia, e l’insistenza sul fatto che ogni Scientologist si attenga a queste regole, valgono altrettanto rigorosamente per la tecnologia di terza dinamica dell’amministrazione standard: la POLICY.”

Perciò, questa policy rappresenta un’ estensione non da poco, in quanto sottolinea l’importanza della tecnologia amministrativa al pari di quella cui si riferiva in KSW 1. Qualcuno potrebbe dire, oggi, quanto risulti ovvio tutto ciò, ma forse non lo era per il mondo di Scientology di allora, altrimenti non si spiega perché, dopo circa vent’anni, Ron abbia sentito la necessità di emettere questa policy.  Ma andiamo avanti perché c’è dell’altro.

LA POLICY

“La POLICY comprende i doveri di base di un membro dello staff, la tecnologia di precisione relativa al management in tutti i suoi aspetti e ad ogni livello gerarchico, e le procedure standard di etica e di giustizia. La Policy si trova nelle HCO PL, nei Flag Order, nei Central Bureaux Order, nelle LRH ED, nelle conferenze su nastro e in altre pubblicazioni amministrative debitamente autorizzate e conformi a Sorgente. Proprio come la nostra tecnologia per occuparsi dell’individuo, anche le nostre policy per istituire ed espandere organizzazioni efficienti sono basate sulle leggi fondamentali della vita ricavate da esaurienti ricerche e dall’esperienza. Ogni policy che abbiamo è stata messa al banco di prova (“Funziona?”) e l’ha superato. Né la tecnologia né la policy ammettono interpretazioni, alterazioni o “idee nuove” generate dal bank. L’applicazione intelligente e costruttiva degli esatti principi, sì. Infiorettature e saccenteria, mai.

Ripeto una delle ultime frasi:

“Né la tecnologia né la policy ammettono interpretazioni, alterazioni o “idee nuove” generate dal bank.”

Quindi, nulla di tutto ciò che abbiamo visto succedere negli anni successivi. David Miscavige, dall’alto della sua autorità e bypassando completamente il pensiero di Ron, è riuscito ad introdurre, praticamente indisturbato, ogni sorta di “idee nuove” nel contesto di Scientology tanto da trasformare la sua funzionale tecnologia in qualcosa di senz’altro più pratico per i suoi interessi o scopi personali. Ne sono un esempio la Golden Age of Tech che, con tutte le sue tecniche innovative, ha praticamente degradato tutto il precedente addestramento, allontanando gli auditors dalla loro formazione e da una pratica più funzionale dei procedimenti; la ridefinizione di “ago libero”, un autentico arbitrario che altera in maniera disastrosa uno degli aspetti tecnici più importanti; come pure la strategia delle Org Ideali, cosa questa, completamente insensata e out-policy, un vero disastro per la sopravvivenza delle org attuali e per tutta Scientology.

Per cui, un’amministrazione che si discosti dai principi delineati da Ron, non soltanto, non potrà mai essere di successo ma, al contrario, diventa fonte di estrema confusione (per non dire di tradimento) e, se le si permette di continuare indisturbata su questa linea, può portare al tracollo l’intera organizzazione. Ed è quello che sta succedendo, sebbene gli event e le riviste patinate facciano credere il contrario, perciò dalla stessa policy:

ADMIN OUT

In generale, la storia dei nostri successi è estremamente eccezionale, ma la storia delle nostre organizzazioni è punteggiata qui e là da crolli di statistiche causati da admin out. La portata va dal crollo del posto di un membro dello staff al crollo pressoché totale dell’intero network internazionale di Scientology negli anni 60, quando a Worldwide, alcuni “executive” squirrel “dirigevano” in base alla loro “saccenteria” e in presenza di  miriadi di parole e simboli mal compresi sulla policy di base. Quella situazione fu salvata rimuovendo dalle linee gli squirrel dell’admin, cancellando i loro ordini e mettendo in atto le semplici cose consuete, conformi alla policy…

…Il fatto è che ogni fallimento o declino organizzativo nella nostra storia può essere ricondotto all’admin standard che si è trovata ad essere out. Analogamente, ogni grande crescita o ripresa può essere ricondotta alla messa IN VIGORE della policy. In tutti i casi, uno per uno.”

A questo, seguono degli esempi di amministrazione squirrel – molto interessanti – che ognuno può leggersi per conto proprio. Alla fine Ron dice:

“Nelle nostre organizzazioni, lavoriamo a dispetto del bank che dice che il gruppo è tutto e che l’individuo è niente. Questo lo sapete. Sappiate anche che questo bank è costruito in modo da impedire a chiunque di formare qualcosa che assomigli a un gruppo efficiente che abbia mete o scopi di vera sopravvivenza. Perciò ci troviamo davanti a una bella sfida. Ma nella policy dell’admin standard abbiamo un’arma potente con cui affrontare questa sfida: un sistema codificato di organizzazione che, quando è stato messo in pratica in modo puro, ha dato come risultato le organizzazioni più potenti ed efficienti che questo pianeta e questo settore abbiano mai conosciuto. Per padroneggiare e usare quest’arma, bastano coraggio, determinazione e capacità di stare di fronte.

Faccio affidamento sul fatto che tu, singolo Scientologist, raccolga la sfida, metta in atto la policy amministrativa standard di Scientology, e VINCA. Puoi farlo, sai. E la vittoria non sarà solo per te, ma anche per Scientology e per tutta l’umanità.”

Ma cosa possono fare i singoli staff quando il cosiddetto “Alto Comando” impone a tutta la struttura sottostante i propri piani e le proprie strategie sotto forma di ordini, direttive eccetera? Se Ron ha scritto quello che ha scritto richiamando all’attenzione ogni singolo scientologist, deve avere avuto le sue buone ragioni visto quanto afferma in KSW 1:

“Finora, pur mantenendomi in completa comunicazione con qualunque suggerimento, non son venuto a meno a Sette, Otto, Nove e Dieci nelle zone delle quali ho potuto fare la supervisione da vicino. Ma non basta certo che siamo solo io e pochi altri a lavorare su questo”.

Perciò, riformuliamo la domanda: Cosa possono fare i singoli scientologist? Innanzi tutto, affinché si debba fare qualcosa a riguardo, occorre prima ammettere che vi sia qualcosa che non va o che non sta funzionando come dovrebbe. In poche parole, come si fa a parlare di “arbitrario”, se non si è in grado di riconoscerlo in quanto tale? Una bella domanda, ed è assai probabile che, tirando in causa gli arbitrari, abbiamo davvero messo il dito nella piaga. Se può essere però difficile individuare un arbitrario quando è già in funzione, per non dire ben consolidato all’interno della tecnologia, è ancora più difficile stroncarlo nel nascere se viene scambiato per qualcos’altro.

Mi spiego meglio.

“Sbarrare la porta a qualsiasi possibilità di tecnologia scorretta”, come recita il punto 9 di KSW1, potrebbe non essere così semplice se quel DATO irrompe nella scena presentandosi come un release risolutivo, una sorta di tecnologia mai resa disponibile, un elemento di vitale importanza che darà un forte impulso a Scientology o qualcosa del genere. Ecco, più o meno, come fa un arbitrario ad entrare dalla porta principale, ad eludere la vigilanza e ad insinuarsi all’interno del sistema. Ed ecco perché è del tutto inutile avere una tecnologia corretta se poi, coloro che dovrebbero salvaguardarla da qualsiasi tipo di perversione, sono a tal punto disattenti da non riconoscere il nemico quando si presenta alla loro porta.  Non solo ma, ironia della sorte, scambiandolo per qualcosa di estremamente utile o favorevole ai loro scopi, vi danno il loro incondizionato accordo creando così lo spazio necessario affinché possa esercitare il giusto power che gli è stato concesso.

Converrete con me che l’argomento in questione è molto interessante così come sono interessanti le conclusioni a cui può condurre. Per il momento, avendo scritto già abbastanza, concludo qui e vi rimando al prossimo articolo dove avrò un maggiore spazio per approfondire quanto appena introdotto.

Spartacus

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