Archivi del giorno: 28 dicembre 2011

STORIA DELL’UOMO

Siete Scientologist indipendenti? Pensate con la vostra testa!

Prefazione del libro di L. Ron Hubbard – Storia dell’Uomo.

Questo è un resoconto reale e spassionato dei vostri ultimi 70 trilioni di anni.

La verità di qualsivoglia conoscenza dipende dalla sua utilità. Rende l’individuo più capace e felice? Gli consente di raggiungere meglio i propri obiettivi?

Questa è la conoscenza utile. Con essa il cieco vede di nuovo, la storpio cammina, il malato guarisce, il pazzo diventa sano di mente, e chi non ha disturbi mentali, ha la possibilità di migliorarsi. Usandola, le mille attività che l’uomo ha cercato di recuperare diventano nuovamente sue.

Come ogni conoscenza utile, fu duramente conquistata. Alcuni anni fa iniziai delle ricerche sulla traccia remota dell’umanità. Non esisteva nessuna reale conoscenza di questa traccia. C’erano numerose superstizioni, innumerevoli congetture, infinite teorie in favore di una cosa come dell’altra. Alcune persone credevano che l’uomo avesse vissuto altre vite prima di questa. Ma non avevano prove. Altri credevano che l’uomo nascesse innocente e morendo andasse in un posto chiamato inferno. I più credevano che dopo aver vissuto una volta, tutto finisse.

Un tal numero di teorie contrastanti dovevano per forza contenere un po’ di verità. Divenne mio compito scoprire, contro ogni aspettativa, la verità.

In primo luogo c’era qualcosa di sbagliato nell’uomo. Animali quali il gatto, e persino i rettili, come la lucertola, possiedono modelli di comportamento che consentono loro di sopravvivere subito dopo la nascita. Non l’uomo. Perché no? Come al solito, le risposte vaghe si sprecavano. Proprio le scuole di “pensiero” che sostenevano che l’uomo era soltanto un altro animale, si inciampavano, incapaci di spiegare perché i neonati, cioè i cuccioli di questo animale peraltro intelligentissimo, siano molto più stupidi dei gattini. Questa era solo una delle cose sbagliate dell’uomo, che non era mai stata spiegata.

Più uno indagava, più si rendeva conto che questa creatura chiamata Homo Sapiens, nascondeva ancora troppi misteri. Esistono persone che improvvisamente, senza nessuna istruzione apparente, cominciano a parlare lingue straniere, uomini ai quali “sembra di ricordare di aver già visto questo posto prima”, strane nostalgie che alcuni avvertono per certi luoghi del proprio paese, del mondo o delle stelle, luoghi che in realtà non conoscono. Cose del genere sono enigmi frequenti.

C’era in ballo qualcosa di molto più importante che non la semplice curiosità. Di tanto in tanto, mentre audivo, mi imbattevo in casi che si rivelarono estremamente riluttanti a guarire, e che comunque lo facevano solo parzialmente, se mi limitavo ad usare i dati presi dalla vita attuale del preclear; ma non appena cominciavo ad esaminare l’intero arco della traccia del tempo, circa 70 trilioni di anni, ottenevo risultati positivi immediati.

Si deve essere molto imparziali, persino brutali, nelle ricerche. L’ultima serie di casi che ho audito, 20 in tutto, scelti a caso tra vari strati sociali, e sofferenti di malattie fisiche e mentali estremamente diverse tra loro, furono auditi per dimostrare conclusivamente a me stesso una cosa sola: può un auditor ottenere dei rapidi risultati audendo solo la vita attuale del preclear? Usai la più moderna delle tecniche, quella del 1952, e utilizzai l’approccio standard di auditing, limitandomi alla vita attuale di ciascun caso. Ottenni dei risultati mediocri, guarigioni parziali, lievi miglioramenti di atteggiamento. Poi audii ogni caso indirizzandomi solamente alla traccia remota, precedente a questa vita. I risultati furono rapidi e spettacolari. Perciò accettai, per quanto mi riguardava, la realtà, e cioè che audendo la traccia intera, si possono ottenere eccellenti risultati, mentre audendo la vita attuale ci vuole parecchio tempo per ottenere risultati mediocri. Da quest’esperienza trassi questa conclusione: L’AUDITOR CHE INSISTE NELL’AUDIRE SOLTANTO LA VITA ATTUALE, QUANDO DISPONE DELLE TECNICHE PER AUDIRE L’INTERA TRACCIA, STA SPRECANDO TEMPO FATICA, E STA, DI FATTO, INGANNANDO IL SUO PRECLEAR.

In seguito annunciai le tecniche della “traccia intera” ad un folto gruppo di auditor. Trovai che i migliori di loro erano disposti ad usarle, e costoro immediatamente cominciarono ad ottenere risultati “miracolosi”. Solo alcuni di essi si tirarono indietro, si mostrarono molto cauti, non vollero affrontare la traccia intera, si aggrappavano a questa vita, i invalidarono l’E-meter, invalidarono quelle che loro erroneamente chiamavano “vite passate” e furono sarcastici e critici sull’impegno da parte mia di tali dati. Perciò mi misi ad investigare su questi auditor.

Feci delle sedute a parecchi di loro, e trovai parecchie similarità degne di nota. Erano cosi bassi di tono che era quasi impossibile usare un vecchio Mathison, perché non li registrava. I loro casi erano completamente arenati. In genere era ormai una consuetudine per loro evitare di ricevere auditing. I risultati che ottenevano sui loro preclear erano generalmente molto scadenti e le loro stesse vite non erano affatto di successo. Non solo osteggiavano le “vite passate”, nome con cui chiamavano la “traccia intera”, ma avversavano anche qualsiasi tecnica sviluppata dopo l’estate del 1950, o usavano male le tecniche più recenti. Inoltre non volevano percorrere gli atti overt nemmeno di questa vita, e avevano bisogno, per quanto concerneva i loro casi, del più accurato auditing. Trovai poi che due persone non auditor, che obiettavano violentemente contro le “vite passate”, erano dei casi “aperti”. Si trovavano entrambi nella banda di inaccessibilità, entrambi avevano una pessima reputazione, entrambi si rifiutavano di essere auditi su qualunque episodio di qualunque tipo. Perciò, conclusi che solo le persone relativamente sane di mente sono capaci di accettare l’evidenza, ma non gli squilibrati.

In varie occasioni delle persone mi hanno detto che non avrei dovuto pubblicare dati che ora sono contenuti in questo volume, perché ci sarebbero state ovunque delle ripercussioni che avrebbe rovinato Dianetics per sempre. Stranamente non sono stato capace di scoprire queste ripercussioni. Ho trovato invece che le persone in genere sono interessate e ben disposte verso questi dati. La “traccia intera” è evidentemente molto più plausibile dell’idea dei prenatali. E, come testimonia un recente numero del Reader Digest, perfino la professione medica sta accettando i prenatali.

Inoltre, è molto difficile mettere in discussione i miracoli. Stamattina Eleonora ha l’artrite. Viene audita sulla “traccia intera” con le tecniche del 1952. Stasera non ha più l’artrite. Di miracoli, usando la “traccia intera”, ne succedono in abbondanza. Usando questi dati un auditor può ottenere un Mest clear piuttosto facilmente.

Ma il miglior argomento che si può portare a favore della “traccia intera” è che essa è reale, esiste. Usando questa conoscenza, si è ottenuto di più che non i semplici risultati di auditing. Un preclear improvvisamente recupera l’abilità, accuratamente imparata 80 anni prima, di suonare il piano. Un ingegnere elettronico, che prima non combinava niente, improvvisamente realizza delle formule lascerebbero perplesso Einstein, e che potrebbero consentire all’uomo di lasciare la terra. Grazie ad essa i 1000 punti oscuri di un centinaio di altre scienze diventano chiari.

Le ricerche su questa traccia cominciarono alcuni anni fa e furono condotte sporadicamente su molti preclear. Diversi strumenti tipo l’elettroencefalografo e la macchina della verità della polizia, furono usati per portare avanti queste ricerche, ma si rivelarono inadeguati e limitati per i miei scopi. Alla fine, Volney Mathison applicò il suo genio nell’elettronica alla risoluzione del problema e inventò l’Elettropsicometro. Questo strumento possiede una portata ed una sensibilità molto superiore a qualsiasi altro strumento esistente. Nel campo delle misurazioni fisio elettriche, è paragonabile solo a se stesso, non avendo rivali, e rispetto ad altri strumenti esistenti è come un microscopio elettronico messo a confronto con la lente al quarzo. Non appena questo strumento fu disponibile, il problema cessò di esistere. Integrando i dati e verificando le probabilità su decine e decine di persone, fu possibile ricostruire la “traccia intera” e stabilirne il carattere, l’estensione e il contenuto.

Una volta che l’E-meter cominciò a dare dei dati attendibili, il problema principale divenne la valutazione delle intenzioni, delle cause, delle ragioni dietro le ragioni. La maggior parte di questo lavoro è stato fatto.

Costituisce un amaro commento sull’ottusità dell’uomo il fatto che questo progetto fu fortemente intralciato e rallentato dalla mancanza di fondi e dagli sforzi molto attivi da parte di alcuni di impadronirsi dei copyright di Dianetics. Possano i malati del mondo perdonarli. Perciò in questa edizione la mappa della “traccia intera” non è così completa come avrebbe potuto essere.

Quest’opera è frutto di un’onesta ricerca, fatta con considerevole cura, e sosterrà l’esame di qualsiasi auditor competente o di qualsiasi ricercatore. L’aspetto più divertente della “traccia intera” è che le nostre conclusioni e scoperte reggono agli attacchi degli esperti della polizia che usano le macchine della verità. Costoro, spietati ed intransigenti, si spaventano a morte nello scoprire che alcuni crimini localizzati con le loro macchine, furono commessi due o tre “vite” fa dal criminale esaminato, e, cosa ancor più allarmante, che i crimini così scoperti sono rintracciabili fino all’ultimo dettaglio negli archivi della polizia. È davvero sconvolgente per questi operatori apprendere così brutalmente che l’uomo vive molti secoli, non solo 70 anni, e che l’ergastolano di oggi può un domani capitar loro per le mani come un giovane delinquente!

Pietre tombali, antichi registri anagrafici, vecchie medaglie e diplomi confermeranno in ogni dettaglio la validità e l’esistenza di “molte vite”. Ma è il vostro E-Meter che per primo ve lo dirà.

LRH, 1952

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