Archivi del giorno: 12 marzo 2012

La Tigre nella scatola

Siete Sciemtologist Indipendenti ? Ohmmmmmmmm Oohhmmmmmmmm

In questa Parabola, nella sua semplicità’ estrema, ho trovato tanta di quella saggezza da spingermi ogni volta ad osservare la vita sempre da più’ in alto, come se fossi esterno dal gioco e dalle sue regole.

In questo modo, spesso e volentieri, riesco a staccarmi dall’essere coinvolto nel grande gioco della vita, ed osservo come realmente funziona questo universo.

Buona Lettura !

Franz

La parabola è un racconto breve il cui scopo è spiegare un concetto difficile con uno più semplice o dare un insegnamento morale. Come anche il termine parola, etimologicamente deriva dal latino parabola (confronto, similitudine), che a sua volta proveniva dal greco parabolé (confronto, allegoria). Il sostantivo derivava dal verbo parabállein, che significava mettere di fianco, confrontare. Parabállein proviene, a sua volta, da pará (di fianco) e bállein (lanciare). Da bállein, infatti, deriva la parola balistica.

La parabola è un genere letterario reso famoso dall’uso che è stato fatto nei Vangeli con le parabole di Gesù. In realtà quelle dei Vangeli a volte non sono parabole ma allegorie o un miscuglio dei due generi letterari.

Lo specifico del genere parabola è che introduce un esempio che vuole illuminare la realtà specificata, con un unico punto di contatto tra l’immagine e la realtà. In ciò si differenzia dall’allegoria, dove i punti di contatto tra l’immagine e la realtà sono molti o addirittura tutti.

Una parabola di: Michel Moore

Mentre stava procedendo a forte velocità oltre, l’osservatore vide con la coda dell’occhio una scatola brillante in lontananza. Si avvicinò per dare una occhiata. L’osservatore guardò dentro alla scatola. Dentro c’erano tre tigri. La scatola non era molto grande e le tre tigri sembrava stessero cercando una via d’uscita.

La tigre più grossa si chiamava Frank. Per come sono le tigri, Frank era un esemplare di tigre maestoso e massiccio. Intelligente, con esperienza, e sapeva tutto ciò che una tigre doveva sapere. La tigre più vicina era una femmina chiamata Susan. Non era molto grossa ma non di meno era un esemplare magnifico ed esuberante. Anche Susan aveva molta esperienza nella vita da tigre.

La più piccola era una tigre chiamata Eddie. Era una vecchia tigre, e sembrava mangiucchiata dalle cimici. Non era grossa come le altre, e nemmeno tanto esperta benché fosse un compagno determinato e che aveva un occhio sempre rivolto all’ovvio e un punto di vista molto pan-determinato.

C’è una via d’uscita?

L’osservatore guardò con curioso interesse. Le tre tigri si aggiravano nella scatola cercando una via d’uscita. Sapevano che ci doveva essere una via d’uscita ed erano pronte ad usare tutta la loro esperienza per scoprirla. Possedevano una tecnologia che avrebbero potuto usare per rompere la scatola ed uscire a vedere le meraviglie che immaginavano trovarsi al di fuori della scatola, sempre se avessero trovato il punto debole della scatola. L’idea che se avessero messo assieme le loro forze, la loro conoscenza ed esperienza, le loro risorse, lavorando assieme ce l’avrebbero fatta ad uscire dalla scatola. Uno degli angoli sembrava più debole degli altri.

Combattiamo

Un osso venne scoperto all’improvviso dentro alla scatola. Frank e Susan guardarono l’osso. Eddie continuò ad ispezionare l’angolo che sembrava più sottile degli altri. “Forse possiamo sfruttare questo punto debole per uscire” pensò. Iniziò con cura ad ispezionare quell’angolo, non badando agli altri rumori.

L’attenzione di Eddie venne di colpo riportata su Susan e Frank. Stavano litigando. Ognuno di loro diceva che l’osso era suo. Entrambi avevano fame, infatti tutte le tigri hanno fame.

“Sentite ragazzi, concentriamoci sull’uscire dalla scatola.” Disse Eddie e girò l’attenzione sul problema dell’angolo debole.

Frank e Susan non lo ascoltarono. Continuarono a litigare e non sentivano nemmeno le loro voci.

Girano intorno a lungo dentro la piccola scatola. Tutti i pensieri di uscire erano dimenticati. La tensione si fece spessa, ora stavano urlando una contro l’altro.

“Ragazzi, ragazzi,” Protestò Eddie, “Concentriamoci sul nostro scopo. Possiamo uscire da qui”, disse. Entrambi si girarono a guardarla. Frank disse a Eddie, “Susan ha torto, quello era il mio osso. Io l’ho trovato per primo. Aiutami e potremo dividere questo osso tra noi. Susan non potrà combattere contro noi due,” “No, No! Urlò Susan, “Stai con me. Questo è il mio osso. Frank mente, io l’ho visto prima.”

“Hey ragazzi,” disse Eddie, “Se usciamo da questa scatola ci saranno ossi per tutti!”

“Non osare dirmi cosa devo fare”, gridò Frank. “Io sono più grosso di te. Ho dimenticato più conoscenza di quella che hai dimenticato tu. Io merito quell’osso. Sono il più grosso e quello con più esperienza. Io merito quell’osso. Tu dovresti supportarmi ed assieme potremo guidare l’intera scatola!”

“No, No!” Gridò Susan. “Supporta me, Frank non ha ragione, Frank dice bugie. IO HO RAGIONE.”

“NO,” Urlò Frank, “IO HO RAGIONE. Come osi dire che non ho ragione io. So più cose di te, quindi devo essere nel giusto.”

La via fuori

“Hey, ragazzi.” Disse Eddie. “Se la smettete con questa sciocca litigata sull’osso potremo mettere assieme le nostre risorse ed uscire dalla scatola per prendere milioni di ossi se vogliamo.”

Frank e Susan si girarono a guardarla. Lui continuò, “Siamo responsabili compagni, la Responsabilità è il segreto per uscire da questa scatola. La Responsabilità è uno strumento utile. Può essere usata per maneggiare tali disaccordi. Hey, perché non vi prendete responsabilità per l’altro compagno? Lascia che l’altro abbia l’osso. Questa è un buona idea. Una volta qualcuno disse che, “Se vi trovate in una Jungla faccia a faccia con una tigre e non volete che la tigre vi mangi, semplicemente diventate la tigre!  Riprendiamo un po’ di controllo sulla situazione. Possiamo lavorare assieme. Poi potremo uscire da questa scatola, sicuramente è più importante?”

Frank e Susan guardavano fisso Eddie. Poi entrambi iniziarono a gridarle per ottenere il suo supporto perché loro avevano ragione e che l’altra persona non si meritava l’osso.

Di colpo Susan diede a Eddie una zampata, “Se non stai con me, allora sei contro di me!” dichiarò.

“Siete entrambi stupidi.” Disse Eddie ritirandosi. “Se dividete la responsabilità avrete molto più controllo su questo sciocco problema e continueremo a cercare una via d’uscita. A chi importa quello stupido osso!” Disse Eddie disperata.

Frank, con la sua potente zampa completamente estesa diede ad Eddie un tremendo colpo sul fianco, da cui fuoriuscì un fiotto di sangue. Eddie tremò ma tenne il terreno. “La nostra sola salvezza è uscire da questa scatola”. Dichiarò.

Frank ruggì a Eddie, “Tu non vuoi darmi il tuo appoggio? Sei una traditrice! Vattene dalla mia vista!”

Eddie decise che non serviva a nulla cercare di spiegare a Frank e Susan e, leccandosi le ferite, se né andò a sedere in un angolo, quello che stava ispezionando. “Se solo potessi trovare una debolezza, so che c’è. “ Spinse l’angolo con una zampa. Sembrò cedere leggermente.

In sottofondo, Eddie poteva sentire Frank e Susan mentre litigavano per l’osso, urlavano e si minacciavano l’uno con l’altra. Ben presto sarebbero giunti alle mani, combattendo per l’osso, pensò Eddie.

Il solo modo per uscire da questo guaio era di uscire dalla scatola, decise Eddie. Spinse ancora contro l’angolo. “Si, si è mossa ancora di più stavolta. Forse con un colpo ben centrato di tutti e tre potremmo farcela. Ma come faccio a metterli d’accordo?”

Una piccola scatola, un vasto universo.

L’Osservatore si allontana dalla scatola. La scatola sembra essere un piccola scatola sospesa nello spazio. Attorno alla scatola ci sono centinaia, migliaia di stelle multicolorate, nebulose e in distanza, si vedono ancora più galassie che brillano nel cielo stellato. Gli esseri stanno viaggiando da un posto all’altro. Si può sentire della musica, c’è in lontananza un rumore di risa. Stanno giocando giochi. La vita, a dirla breve, sta facendo festa. L’Osservatore si allontana ancora di più. L’Universo brulica di vita, vita che vive in pieno. Si iniziano a vedere altri universi  man mano che l’Osservatore indietreggia.

La scatola scompare rimpicciolendosi sempre più. L’Osservatore va via, va a giocare un gioco composto di pianeti e soli distanti.

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