Davide Succi ci scrive ….

Siete Scientologist Indipendenti ? Un po di letteratura…

Davide ha una gran passione, la Scrittura.

Più’ volte ci ha inviato dei post frutto del suo lavoro ed anche oggi, Davide ci ha deliziato con la prefazione del suo nuovo libro.

Come anche lui ci fa notare, tre anni fa, all’inizio del suo libro, Lui era decisamente diverso da ora.

Ma non voglio anticipare nulla.

Buona Lettura,

Grazie Davide.

Francesco

LITERARY NEWS

Sono riuscito a completare un libro che mi stava impegnando da un po’ di tempo e di cui sono estremamente soddisfatto. Volevo condividere con voi questo evento, facendo il mio annuncio ufficiale per la sua prossima pubblicazione. Il genere narrativo rientra per diritto negli ambiti di una satira, all’interno della quale ho affrontato argomenti di varia natura tra cui trovano posto materie come la psichiatria e la religione. Dati gli ingredienti il menù è ricco ed è assolutamente bandita la noia.

Al tempo stesso, ciò rappresenta per me un vero SUCCESSO, in quanto ho desiderato da sempre scrivere un libro, ma avevo sempre avuto una specie di “blocco”. Dopo aver attestato Grado IV mi si sono liberate le valvole e, quasi per gioco, ho cominciato a scrivere. Certo, inizialmente ero piuttosto grezzo ma le idee venivano a fiumi. In seguito ho dovuto “studiare” un po’, apprendere alcune tecniche e così ho potuto affinare la mia scrittura. Col tempo mi ci sono appassionato sempre di più ed eccomi qua. Per cui, ritengo che Scientology abbia svolto un ruolo determinante in tutto ciò, devastandomi la mente e creando praticamente un mostro. A parte gli scherzi, conosco benissimo i miei limiti però le mie stat stanno migliorando costantemente. Rileggendo cose che scrivevo due o tre anni fa, oggi mi viene da sorridere per l’ingenuità con cui mi esprimevo. Per me questo è un divertimento e spero che voi possiate divertirvi con me.

Non voglio anticiparvi nulla sui contenuti ma, per l’occasione, ho pensato di offrirvi una critica auto-concepita del libro, la quale è ovviamente una farsa.

Davide de Sanctis

alias Spartacus

Ogni sublime umorismo comincia con la rinuncia dell’uomo a prendere sul serio la propria persona.
Hermann Hesse

RECENSIONE DELLA RAGION CRITICA” 

Fa il suo esordio con questa prima vera fatica, il romagnolo Davide De Sanctis (naturalmente è uno pseudonimo) cimentandosi per la prima volta nella scrittura, ma ci auguriamo sia anche l’ultima. (Non abbiamo citato volutamente il libricino da lui sfacciatamente pubblicato un anno fa, e supponiamo che abbia ancora tutte le copie (invendute) nella sua personale libreria. Tra l’altro ci auguriamo che detti libercoli siano ben distanti dai più famosi scrittori.) Non lo diciamo tanto per i lettori che potrebbero anche gradire la sua infame porcheria, quanto per lui stesso.

Avendo seguito molto da vicino le fasi della sua più ardua prova, possiamo infatti affermare che il neofita si è letteralmente massacrato le meningi nel tentativo di mettere in esistenza frasi che potessero avere un senso accettabile.

Lo abbiamo visto spesso cedere alla disperazione più nera mentre cercava febbrilmente sul dizionario una semplice parola, un aggettivo oppure l’ennesimo sinonimo da usare. Lo stile, se di stile si tratta, è comunque incerto e manca di vero sentimento, a tal punto che nelle sue storie non riesce mai a creare quel certo pathos, elemento necessario a catturare il lettore e irretirlo nelle sue trame. Il genere letterario da lui espresso non rientra minimamente nei canoni imposti ormai dall’editoria moderna e pertanto non può che essere veementemente disprezzato dalla critica, cioè da noi.

Senza alcun ritegno, il De Sanctis utilizza frasi fatte, luoghi comuni e cose dette da altri ben più autorevoli di lui, scopiazzando qua e là alla ricerca di qualcosa di intelligente da offrire al lettore al posto di originali o quantomeno, di sue personali idee. La sua scrittura, ostentatamente sofisticata potrà forse ingannare il profano ma non certamente noi, abituati a tutt’altro talento nonché alle forme grammaticali più pure.

Ad avvalorare quanto appena dichiarato v’è la netta sensazione che il testo sia stato adattato alle sue “strette misure”, e nonostante abbia fatto di tutto per nascondere le sue profonde deficienze nell’utilizzo della lingua italiana – potete crederci sulla parola – egli non potrebbe superare l’esame di quinta elementare. Se ciò è successo, dubitiamo che possa averlo fatto onestamente, e sebbene le sue pagelle scolastiche evidenzino voti di tutto rispetto, sappiamo con certezza che non ha mai fatto nulla per meritarseli. In verità, tutta la sua vita è stata vissuta nel vano tentativo di sfondare in una qualche direzione con l’illusione di essere ciò che in realtà non è, e né mai purtroppo, sarà.

In passato qualcuno ha creduto in lui e nelle sue capacità ed è stato solo per questo motivo che il De Sanctis ha potuto esternare qualcosa di positivo al di là della sua mediocre figura. All’apice della sua megalomania si è permesso di invadere un territorio non suo, attirandosi in tal modo le più aspre critiche degli addetti ai lavori, incapaci di perdonare un empietà del genere. (Sempre noi.)

Noi non siamo stati in grado di impedire che il presente libro venisse anche solo preso in considerazione per la stampa poiché De Sanctis ha preceduto le nostre intenzioni contattando in privato un’agenzia, la quale in cambio di pochi spiccioli, è da sempre disposta a realizzare tipograficamente praticamente qualsiasi cosa.

Questo libro è quindi un prodotto insulso, privo di ogni attrattiva se non nei disegni, peraltro non di sua creazione. La sfrontatezza delle sue affermazioni rasenta l’ipocrisia. Il linguaggio usato, velatamente scurrile e pieno zeppo di doppi sensi lo confina inesorabilmente ai margini di una narrativa di infima categoria. La sua satira, in quanto parodia di un mondo che pare non condividere, spesso grottesca, infarcita di mordace e oltremodo graffiante ironia, si prende gioco di persone la cui integrità è fuori discussione. A causa di tutto ciò, è stato superato il limite della decenza, e per questo merita di essere condannato per reato plurimo di vilipendio, diffamazione e sproloquio.

Ciononostante riconosciamo al De Sanctis di possedere un’insolita e straordinaria caparbietà per avere tenuto duro a dispetto delle difficoltà incontrate durante l’esecuzione del suo lavoro. Se siamo stati severi oltre misura con il nostro neo-autore, non possiamo negare che gli argomenti da lui trattati erano tutt’altro che semplici e presentavano aspetti assai delicati da affrontare con un siffatto approccio letterario.

Chiunque altro si sarebbe arreso prima o poi, e non avrebbe permesso a se stesso di scendere così in basso nella descrizione delle varie situazioni presentate, ma lui NO. Infatti, dopo aver cominciato a scrivere con un certo rispetto reverenziale nei confronti dei “sottintesi” soggetti, ad un certo punto è entrato in una fase catartica dalla quale ne è uscito ancor più motivato di prima. Non sappiamo con certezza cosa gli sia successo e cosa abbia generato un mutamento così radicale in lui. Fatto sta che il suo sguardo è improvvisamente cambiato, i suoi occhi sono diventati delle fessure e nel suo volto si è acceso un enigmatico sorriso da fare invidia alla Gioconda.

Le sue dita hanno iniziato a battere freneticamente i tasti del suo pressoché esausto PC, e abbiamo visto le pagine riempirsi ad una velocità incredibile. Il testo è diventato più pungente e sarcastico come mai prima di quel momento, dimostrando come nel nostro Robin Hood, non vi sarebbe più stata traccia del benché minimo freno morale o inibitorio. Che si sia insinuato qualcosa di maniacale nella sua mente labile e perversa è probabile quanto l’arrogante presunzione di proferire a rotta di collo sfrenati moniti dall’alto del pulpito che lui stesso ha eretto con rara convinzione, non sappiamo a quale scopo. Le sue verità non sono appurabili in alcun modo. Certo è che, nell’espressione filologica e semanticamente accettabile da lui offerta con cotanta profusione, traspare comunque una verosimile seppur pedante coerenza, ancor più avvalorata da riferimenti precisi e circostanziali, ad ogni modo, degni di nota.

In ultima analisi, ci sentiamo però di assolvere a pieni voti il provetto scrittore per essere andato contro corrente in modo così spudorato, e per il coraggio dimostrato nel voler andare fino in fondo nonostante il pericolo piuttosto fondato di feroci rappresaglie. Forse non si tratta nemmeno di coraggio ma soltanto di quella sorta di fanciullesca incoscienza che non lo ha mai abbandonato e grazie alla quale ha potuto fare le cose che ha fatto, così, con l’impeto e l’ardore di cui è intrisa la sua fragile natura.

Lodiamo quindi il fatto che ci abbia provato e soprattutto non abbia richiesto donazioni a nessuno per finanziare la sua più che dubbiosa opera. La tiratura del libro sarà ovviamente limitata, limitata cioè dal numero di persone, per gran parte amici, colleghi e parenti che vorranno sfidare la loro sorte affrontandone l’incauta lettura. Non sarà pertanto possibile trovarlo sugli scaffali delle librerie e nemmeno in edicola come inserto gratuito di qualche quindicinale da due soldi.

Annuncio dell’ultima ora:

Poco prima di andare in stampa con la nostra recensione, abbiamo ricevuto una nota di agenzia che sembra sorprendentemente confutare quanto da noi appena scritto. Per adesso la notizia è ufficiosa, ma pare che una nota Casa Editrice, essendo venuta in possesso di una copia del manoscritto, ed essendone rimasta affascinata oltre ogni buon credere, abbia deciso di sponsorizzare il De Sanctis e di pubblicare il suo libro.

Ma non è tutto.

Il nostro portavoce ci ha anche riferito che verrà a suo tempo tradotto in 75 lingue compreso il Curdo, il Pashto, lo Zulu, il Bagheli, lo Xhosa e naturalmente il Malayalam. Ma oltre alle lingue ufficiali più importanti e rappresentative, il libro si avvantaggerà successivamente della traduzione eccezionale di non meno di 120 dialetti, allo scopo di raggiungere quelle popolazioni che altrimenti non avrebbero modo di fruire della sapienza in esso contenuta.

A questo punto il progetto sarà quello di diffondere su tutto il pianeta quella che è stata definita come essere una nuova filosofia di pensiero, attraverso la quale sarà possibile giungere alla conoscenza universale. A detta degli esperti, qui si sta facendo la storia. Le cose non saranno più le stesse e l’uomo non sarà più un semplice uomo, uscendo definitivamente dalla miseranda condizione di Homo Sapiens per mettere i piedi sul primo gradino di una nuova scala evolutiva. Essa partirà infatti dallo status di Homo Lungimirantis per poi attraversare tutta una serie di livelli intermedi come per esempio Homo Honorabilis, Homo Nobilitatus, Homo Integerrimus fino a raggiungere Homo Rationalis e oltre. Con il solo ausilio della propria mente, potrà elevarsi al di sopra della materia diventando un tutt’uno con l’Universo. E forte del Know-how conquistato con grandi sacrifici e un’ enorme quantità di sudore delle parti basse, l’uomo potrà ora raggiungere il “Paradiso” che ha sempre desiderato.

Roba da non credere. Inutile dire che siamo rimasti senza parole davanti ad un’anticipazione di questo genere e, qualora si dimostrasse vera al di là di ogni lecito dubbio, siamo disposti a tornare sui nostri passi e a gettare tutti i nostri titoli onorifici alle ortiche.

Così d’acchito, tutto ciò ci sembra alquanto esagerato, a meno che non abbiamo preso un madornale granchio. Ad ogni modo, e data la nostra pluriennale serietà, verificheremo la fonte di tali affermazioni, astenendoci per il momento dal fare ulteriori commenti.

La nostra recensione termina qui.

Quello che possiamo dirvi, a questo punto, è di comprare il libro quando uscirà (tanto costerà come un paio di cassoni mediamente farciti e una piadina vuota), leggerlo con cautela e di non farne menzione ad altri finché non sarete matematicamente convinti delle verità in esso descritte.

Saremo oltremodo felici di ricevere vostre spassionate opinioni in merito a questo scottante argomento, se non altro per sincerarci della bontà delle nostre. Ci ritiriamo in preghiera. Distinti saluti.

A.C.A.

(Associazione Critici all’Avanguardia)

Comm. Cherubino Deo Gratias

Cav. Filippico De Nigrantis

Prof. Improbato De Nobilis

Rev. Deodato Atheopulos

Storpiatura strategica del titolo di un famoso trattato filosofico: “Critica della Ragion Pratica” di Immanuel Kant . (1724-1804)

8 commenti

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8 risposte a “Davide Succi ci scrive ….

  1. Tony Pacati

    Se questo è il prologo, figuriamoci il resto!
    Grande Davide!
    Io voglio l’edizione in celtico, che giusto per andare controcorrente (come un Trota), mi sono appena fatto Leghista!

    Auguri!
    (se hai fatto questo dopo il grado 4, dopo OT 7 cosa combinerai?)
    ciao.

    • D. De Sanctis

      Caro Tony “Pacati”,
      grazie per il tuo riconoscimento ma il celtico non è contemplato. Dato l’argomento religioso trattato, verrà invece tradotto in aramaico antico. Questo perché le rivelazioni in oggetto hanno a che fare con una “genesi” biblica insospettata, con cui le sacre scritture comunemente accettate dovranno fare i conti. La cosa è talmente delicata che il Vaticano ha già preso le sue contromisure facendo intervenire la loro massima autorità, nella speranza che non si verifichi una “disconnessione” di massa.

      • i puntini di Diogene...

        impudico sberleffo ieratico… ohibò!…

        • Gargamella

          Reiterate ire ieratiche ruvidamente rovineranno su sagaci solonismi, subitamente sopite da sapidi sofismi.
          Gargamella

          • i puntini di Diogene...

            Ciò mi rammenta il Rito del Ratto ove un rapido rapace rapinator di rape e rampanti rapanelli ramazzato da un arruffato orso irsuto e irato altro non riuscì a dir che “orate fratres” pria di stramazzar su fresche frasche e fronde… oh Garga che sto a ddi?…
            Auguro buona fortuna a Spartacus e che perdoni il nostro improvvido e impertinente apparir da guitti sulla scena…
            Mo ci godiamo lo spettacolo…

          • Come vinti da stanchezza,
            dopo lungo errar d’intorno,
            noi posammo della torre
            nel vestibulo cadente:
            ecco tosto lo trascorre
            un uom pallido e tacente.
            Quando appresso ei n’è venuto
            ravvisiam lo sconosciuto.
            Ei su celere destriero
            s’involò dal nostro sguardo…

            Lucia di Lammermour (Donizzetti)

  2. …Dalla vetrina della Pasticceria di Nonna Papera si sprigiona un ammaliante profumino, a anche gli occhi si beano dei colori delle sublimi prelibatezze.
    Non vedo l`ora che il Mastro Pasticcere apra la bottega!
    Guidus Golosus

  3. M

    Caro Davide sono impressionato dalla tua capacità letteral/narrativa: da dove spunta cotanta capacità e volontà di comunicare tramite scrittura?
    Bravo e complimenti.

    Sono curioso di leggere la tua opera, spero presto tu pubblichi il tuo libro, che già immagino di cosa si occupa… sarà interessante leggere le tue vicende e credo sarà anche possibile identificarcisi.

    Un caro saluto.

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