Ignazio Tidu, Vero ed unico Auditor di Classe XII ITALIANO

Siete Scientologist Indipendenti ? Diffidate dalle imitazioni !

Per i veterani Indipendenti questa e’ una cosa risaputa

ma negli ultimi periodi un abbondante flusso

di “gente nuova” mi ha chiesto ripetutamente

se esiste una linea sicura e standard

per la  banda OT del ponte.

Propongo sulla Reception la storia di Ignazio Tidu,

mio grande amico, mio Grandiosissimo Auditor
L’UNICO vero classe XII nel campo Indipendente ITALIANO

L’UNICO Auditor CLXII Italiano con una vera esperienza per il vostro CCRD ( Rundown per la certezza di CLEAR), OT 4 ,OT5 Rehab e programmi per OT.

Ignazio mi ha personalmente audio sul CCRD, OT4 e OT5 , ha audio mia moglie su un OT4 ed OT5 , quindi

cari amici della Reception ve lo consiglio come il MIGLIOR Auditor per il vostro caso.

DIFFIDATE DALLE IMITAZIONI !

 

Tradotto da Simonetta Po

Testo originale su  scientology-cult.com

Come qualsiasi altra storia vera o immaginata, anche la mia ha avuto un inizio. Quale?

Arrivai per la prima volta alla base europea della Sea Org, dove la mia esperienza stava per cominciare, il 30 luglio 1985. Avevo da poco letto quasi tutti i libri all’epoca disponibili in italiano su Dianetics e Scientology, avevo messo alla prova le sue procedure fondamentali trovandole funzionali e pratiche ed ero rimasto completamente affascinato da quegli insegnamenti di L. Ron Hubbard. Avevo perciò deciso di entrare nella Sea Org per dedicare la mia vita all’aiuto del prossimo. Al reclutatore non fu molto difficile “chiudermi”: avevo già preso la mia decisione prima ancora che avesse l’opportunità di conoscermi. Il giorno seguente iniziai l’addestramento di base chiamato Prodotto Zero il quale, secondo gli insegnamenti, consiste nell’orientare il nuovo membro della Sea Org e accrescere le sue abilità di confronto del MEST (Materia, Energia, Spazio e Tempo) in tutti gli aspetti della vita. L’addestramento consiste in lavori di pulizia, ammodernamenti ecc., seguiti da cinque ore di studio sulla Sea Org e le sue direttive di base.

Quando mi mostrarono i locali e gli alloggi rimasi un po’ turbato. Non era ciò che avevo immaginato, ma non avrei di certo rinunciato solo perché l’edificio aveva un brutto aspetto o perché gli alloggi erano impresentabili; mi misi al lavoro e completai il Prodotto Zero in circa quattro settimane.

Ho dimenticato di dire che dopo aver letto il libro Dianetics avevo fermamente deciso di diventare un auditor, e un auditor eccellente. Una volta concluso il primo gradino introduttivo a Copenaghen venni inviato brevemente a Milano per aiutare un collega staff di nome Rico Loringett, in Italia per trovare clienti per i servizi offerti dall’organizzazione. In quell’occasione rimasi un’altra volta sorpreso nel vedere dove avrei dovuto dormire: nella vecchia sede di Cormano, vicino a Milano, in una stanza vuota con un materasso sul nudo pavimento. Anche quello fu uno shock e mi chiesi cosa diavolo stesse succedendo. Nei miei 25 anni di vita non avevo mai visto una vergogna del genere ma si diceva che quello era un gruppo di élite, in cui avevo così ardentemente desiderato entrare. Cercai di ignorare quella che, tutto sommato, poteva solo essere una sfortunata coincidenza, magari ero capitato nel mezzo di un trasloco, ero arrivato nel momento sbagliato.

Il giorno successivo incontrai il collega staff il quale, per così dire, stava semplicemente contattando i clienti per vendere i servizi della chiesa. Dopo un paio di settimane mi dissero che ero stato scelto per andare in addestramento a Flag. Flag gestisce il più alto livello al mondo di addestramento della Sea Org. Ero emozionatissimo: pensare che sarei presto diventato un auditor, proprio come avevo progettato, era per me un privilegio. Però non sarebbe avvenuto nell’immediato perché la mia Organizzazione, nota all’epoca come AOSH EU+AF, mi aveva selezionato per un altro tipo di formazione (supervisore del corso) in modo da poter addestrare altri. Rimasi un po’ deluso, non ero interessato anche perché pensavo di non essere tagliato per quel tipo di incarico. Sapevo di poter apprendere velocemente, ma cercare di spiegare le cose agli altri era un altro paio di maniche, sembrava che non capissero anche se per me l’argomento era molto semplice. Espressi le mie preoccupazioni ma mi dissero di stare tranquillo perché non avrei dovuto spiegare nulla, dovevo solo imparare a fare bene il mio lavoro.

Cominciai a prepararmi per il mio primo viaggio in Florida, dove avrei personalmente scoperto che cos’era Flag. Viene denominata “la Mecca della perfezione tecnica” ed ero curiosissimo di saperne di più. Mi procurai un visto di ingresso per gli Stati Uniti e nel giro di pochi giorni sbarcai per la prima volta in America! Era il 10 ottobre 1985, l’aeroporto di Tampa era molto afoso. Presi un taxi per Clearwater. Ed ecco un’ulteriore sorpresa. Gli alloggi erano orripilanti anche se si trattava di stanze del Fort Harrison, che in quel periodo era in ristrutturazione. Sembrava che quell’impressione spiacevole di vitto e alloggio parecchio scadente mi accompagnasse spesso, eppure facevo parte del corpo di élite – la Sea Organization. I conti non tornavano ma non sembrava troppo importante.

Iniziai l’addestramento, che la mia org di provenienza in Europa doveva pagare alla organizzazione senior FSO (Flag Service Organization). Dall’ottobre 1985 al marzo 1986 feci i corsi di base che mi avrebbero permesso di diventare un supervisore del corso. Ricevevo anche del processing da altri studenti, mi sembrava di stare meglio e ne ero felice. Al termine dell’addestramento tornai alla mia base di Copenaghen, dove cominciai a lavorare come supervisore del corso degli staff.

Al ritorno in Danimarca ebbi un’altra brutta sorpresa. Partendo per l’America avevo lasciato un borsone di roba mia negli alloggi, quando tornai scoprii che qualcuno ci aveva rovistato dentro e aveva rubato delle cose di mia proprietà. Era una cosa del tutto inattesa trattandosi di una chiesa, ma qualcuno mi aveva derubato. Nel familiarizzare con il mio nuovo incarico e con gli alloggiamenti mi ero anche reso conto che il cibo era talmente scarso e sgradevole che per mangiare un pasto decente dovevo ricorrere ai miei fondi personali.

Per motivi di sicurezza bisognava montare la guardia notturna e quando fu il mio turno notai che non esisteva preparazione logistica per chi doveva stare sveglio e all’erta una notte intera. Quando avevo fatto il militare, per esempio, se dovevo montare la guardia potevo dormire durante il giorno in modo da riuscire a stare sveglio durante il servizio. Mi aspettavo che l’organizzazione sarebbe stata simile, ma non fu così. Al venerdì, dopo aver lavorato tutto il giorno, dovevo restare sveglio tutta la notte fino al mattino successivo quando arrivava il sostituto. Inutile dire che era molto difficile restare svegli a fissare un monitor che rimandava l’immagine del cancello chiuso. Comunque, credeteci o no, nulla mi avrebbe scoraggiato ma ebbi qualche momento di crisi. Non era molto facile gestire una classe di membri dello staff, in particolare all’inizio quando quasi nessuno veniva a studiare, a cominciare dai cosiddetti Executive. In base alla tecnologia di studio insegnata da LRH, erano tutti studenti blow, e quindi pieni di “parole malcomprese”.

Dopo qualche mese cominciai a chiedermi se avessi fatto la scelta giusta: mi sembrava di stare perdendo tempo, non mi stavo addestrando da auditor ed ero sempre più scontento dello scenario. Decisi perciò di prendermi una pausa di riflessione. All’insaputa di tutti preparai i bagagli e tornai a casa, alla mia amata Sardegna. La mia fidanzata fu parecchio sorpresa nel rivedermi, quando a luglio ero partito l’avevo lasciata con l’idea che lei, una volta laureata, mi avrebbe raggiunto. Naturalmente non era stato così.

Il giorno seguente ricevetti una telefonata del cosiddetto cappellano il quale mi informò che se non fossi rientrato immediatamente alla base sarei stato dichiarato “persona soppressiva”. Non avevo idea che il mio agire fosse considerato così grave e di sicuro non avevo intenzione di essere “dichiarato”. Ero sempre più nervoso e anche la mia ragazza notò che non ero per niente contento, nonostante fossi con lei. Il che le fece capire che non avrebbe mai condiviso con me quel mio nuovo stile di vita.

Dopo circa una settimana tornai alla base danese e misi ordine nel mio status. Decisi di restare, convinto che fosse più importante di qualsiasi altra cosa. Poco dopo la mia ragazza telefonò per dirmi che mi lasciava. Ne rimasi parecchio turbato ma ero ancora convinto di stare facendo la cosa giusta. Nei mesi seguenti cominciai a usare il mio “tempo di studio” quotidiano per addestrarmi da auditor. Era ciò che desideravo più di ogni altra cosa perciò mi concentrai totalmente su quello.

Frattanto avevo conosciuto una ragazza molto carina che veniva a ricevere servizi e in breve mi sentii attratto da lei. Facemmo amicizia e in un paio di occasioni la baciai. Ero così ingenuo che pensavo di essermi innamorato, ed ero così felice che lo raccontai persino a mia sorella durante una telefonata. Il momento di gloria, però, non era destinato a durare a lungo. La ragazza non era un membro della Sea Org e non avremmo dovuto provare nessun tipo di affetto che potesse sfociare in una relazione. Sapevo di non avere fatto nulla di sconveniente e non ero particolarmente preoccupato delle conseguenze, ma dovevamo smetterla e così feci.

Poi un’altra staff si accorse di me ed avendo anche lei avuto una delusione sentimentale simile iniziammo a confidarci. Alla fine mi disse che le sarebbe piaciuto sposarmi. Era una persona molto gradevole ma non ero innamorato di lei, inoltre aveva già una bambina e il padre aveva abbandonato entrambe. Non riuscivo a vedermi in un solo colpo marito e padre. Ma è quello che feci: la sposai e adottai la bimba, che era stupenda. Nel corso della relazione scoprimmo che ci eravamo già conosciuti, in altre parole – per chi ha familiarità con l’argomento e ha qualche personale realtà sull’aver vissuto altre vite – ricordammo entrambi alcuni eventi in comune. In un momento particolarmente toccante, durante una cena in un ristorante di Copenaghen, ricordai il suo nome in una vita precedente. Senza dire nulla lo scrissi sul tovagliolo e quando lei lo lesse scoppiò in lacrime, consapevole del significato.

La vita procedeva una settimana dopo l’altra; il salario, quando c’era, era molto basso e arrivai al punto di dover ricorrere al mio libretto di risparmio in Italia. Ricordo ancora il senso di vergogna, ero ancora affascinato dalla tecnologia ma molto scontento delle condizioni di vita. Riuscii comunque a mantenere la calma e non ne parlai mai con estranei, sarebbe stata cattiva pubblicità per la mia squadra e per la Sea Organization.

In quel periodo uscì una nuova disposizione che negava la possibilità di avere figli nella Sea Org, in altre parole se dopo quel momento vi fosse stato un concepimento bisognava ricorrere all’aborto, oppure lasciare la Sea Org. Non ho mai creduto che quella disposizione fosse basata su qualche policy di LRH e ne sono ancora convinto, ma all’interno dell’organizzazione protestare per questo genere di cose è malvisto. Ne rimasi turbato perché volevo avere almeno un figlio mio oltre alla bambina adottata con il matrimonio.

A un certo punto l’orario, già impegnativo, venne decurtato del cosiddetto “tempo familiare”: circa un’ora al giorno che i genitori dedicavano ai loro bambini. Fu una decisione molto impopolare, significava che i figli potevano vedere i genitori solo di prima mattina o quando tornavano a casa, mai prima delle 22,30 – orario in cui di solito i piccoli già dormivano. Credo non siano necessari ulteriori commenti per i lettori che siano anche genitori. Tuttavia il mio desiderio di diventare un auditor molto competente era sufficiente a far passare tutto il resto in secondo piano. Con quel bisogno imperioso mi addestrai rapidamente fino a auditor di classe IV e oltre, e intanto continuavo a lavorare come supervisore. In base ai bisogni di consegna di servizi dell’organizzazione feci la supervisione di numerosi corsi, nonostante quel lavoro non mi piacesse troppo.

Il tempo intanto passava ma il corpo gestionale della mia organizzazione non prestava molta attenzione alla mia richiesta di diventare un auditor. Una sera durante la riunione settimanale degli staff espressi il mio scontento. Ma non cambiò nulla, ero sempre incollato a un posto che non era quello per cui mi ero recato in Danimarca. Qualche tempo dopo il turbamento arrivò al punto che decisi di andare via. Mi sarei pagato l’addestramento e se a qualcuno fosse interessato avere un auditor sullo staff allora sarei tornato. Mi rivolsi anche al cappellano, senza però dire niente a nessun altro come prevedono le direttive interne. Lui mi propose di interessarsi personalmente affinché la mia richiesta venisse ascoltata, e riuscì a convincermi a restare.

Dopo qualche tempo arrivò una nuova evoluzione tecnica che mi costrinse ad ulteriori compiti di supervisione. Il mio sembrava proprio un obiettivo irraggiungibile, ma ancora così desiderabile da annullare tutte le contro-intenzioni. Seguii l’evoluzione del Nuovo Pro TRs – un corso che insegna a gestire la comunicazione in ogni suo aspetto ed è destinato all’uso professionale degli auditor.

Era il 1989 e diventai famoso tra i miei studenti che facevano il processing al tavolo della plastilina. Alcuni mi ricordano e mi lodano ancora dopo 20 anni. Alla fine arrivò un nuovo membro dello staff e si aprì la possibilità di girargli il mio incarico. Purtroppo però dopo essersi addestrato sul posto fece un errore e la classe andò a fuoco, così fu rapidamente rimosso. Comunque la mia insistenza dette i suoi frutti e dopo tanto addestramento nel 1991 diventai finalmente auditor di HGC. Ero contentissimo e cominciai subito a lavorare con grande dedizione; in poco tempo riuscii a produrre quanto i miei colleghi al top.

Il tempo passava e riuscivo a far avanzare molte persone sul percorso tracciato da LRH verso condizioni superiori di consapevolezza spirituale. I miei clienti erano contenti e soddisfatti delle esperienze personali vissute durante le mie sedute. Cominciai a pensare che forse era venuto anche per me il momento di proseguire sul Ponte e scoprire che cosa fossero i Livelli OT. Ero sicuro di essermi meritato il privilegio. Organizzai un co-audit con un collega auditor e il percorso verso l’invito a OT I fu abbastanza tranquillo. L’esperienza mi piacque e imparai ad audirmi da solo su tutti i procedimenti del livello, poi proseguii su OT II. Per chi lo ha fatto, cito un’esperienza particolare seguita a un pasticcio commesso dall’incaricato della sezione “Solo”. Il tizio mi diede l’item a cui indirizzarmi in seduta e il procedimento si attivò immediatamente, prima ancora di arrivare nella stanza di auditing. Quando presi in mano le lattine per iniziare la seduta era praticamente impossibile impedire all’ago di reagire. Seguii le istruzioni e completai nei tempi previsti anche quel particolare livello. Infine venne il momento per quello più misterioso di tutti, conosciuto come OTIII o “Muro del Fuoco”. Studiai i materiali e cominciai l’applicazione pratica, sembrava davvero molto interessante, al lavoro mi sentivo sempre meglio ma poi arrivò un’altra sorpresa.

Verso giugno del 1994 arrivò l’ordine che ogni organizzazione doveva inviare qualcuno a Flag per addestrarsi sulla versione rivista dei materiali del CCRD (un rundown specifico studiato per determinare se lo stato di Clear è stato raggiunto in modo valido). In quell’occasione ebbi l’onore di conoscere una persona molto gradevole che era stata incaricata di quell’evoluzione tecnica: Mr. Dan Koon – famoso per aver lavorato con LRH e, in particolare, perché compariva nel film di addestramento tecnico noto come TR4, il video dei Pro TRs. Qual è il collegamento con me? Ve lo dirò in un attimo.

Per quel progetto l’org doveva mandare un auditor di Classe IX e un Supervisore del corso. L’auditor venne scelto, ma la selezione del supervisore sembrava più problematica e indovinate chi nominarono? Me. Stentavo a crederci, volevano che fossi io a partire! È vero che ero già un supervisore del corso professionista con molta esperienza ma stavo lavorando come auditor di HGC. Comunque qualcuno ebbe la brillante idea di mandare me. Non volevo partire perché avrebbe significato stare lontano dalla mia famiglia per Dio sa quanto, l’idea non mi piaceva per niente oltre al fatto che non volevo tornare a fare il supervisore del corso.

Inutile dire che per questioni di dovere, piuttosto che per piacere, alla fine partii. Salii sul primo aereo per la Florida assieme a un collega. Feci quel che dovevo fare ma grazie al cielo ero nel mezzo dell’auditing di OT III, un’ottima scusa per non essere trattenuto a Flag per anni per addestrare altri su qualche progetto pilota. Dopo un mese tornai a casa, cioè alla mia organizzazione, e diventai il supervisore del nuovo corso. Fortunatamente non si trattava di un’evoluzione troppo complicata e in breve tornai a lavorare come auditor di HGC. L’eccitazione non durò a lungo. Un giorno, all’improvviso, mi dissero che ero stato selezionato per tornare a FSO ad addestrarmi come auditor di Classe IX. Era il livello più alto che il mio caso mi permetteva di raggiungere, e una volta terminati i corsi avrei consegnato i livelli superiori nella mia organizzazione. L’idea era molto eccitante ma significava anche restare lontano dalla mia famiglia per un paio di anni, cosa che non mi rendeva per nulla felice. Ma ancora una volta quando il dovere chiama il membro della Sea Org deve rispondere, non avevo scelta. Ricordo il turbamento di mia moglie quando il mattino seguente presi l’aereo per gli Stati Uniti.

All’arrivo mi presentarono il gruppo dei colleghi tirocinanti e iniziai l’addestramento. Restai parecchio perplesso nel constatare che molti di loro stavano rifacendo i Pro TRs, e ancora di più nel vedere quanti stavano rifacendo il cosiddettoFlag Meetering Course.

Avevo molta esperienza con l’E-Meter e dover vedere studenti che si esercitavano urlando con voce così innaturale per far reagire l’ago mi lasciò sbalordito. In quella classe c’era qualcosa di tremendamente sbagliato e non c’era da meravigliarsi che fosse praticamente impossibile completare il corso nei tempi prestabiliti – o che in tutta la base da oltre un anno nessuno fosse riuscito a diplomarsi in alcun tipo di internato. Io inorridivo, ma quella era la “Mecca della perfezione tecnica”.

Comunque sia mi misi a studiare i primi corsi e fortunatamente anche mia moglie venne selezionata per lo stesso tipo di addestramento. Ebbe il coraggio di arrivare a Flag con nostra figlia, non avrebbe dovuto farlo e la cosa si trasformò in un grosso flop: alla fine le dissero che doveva tornare indietro. La fortuna però era dalla nostra infatti mia moglie incontrò per caso David Miscavige, meglio noto come COB (Presidente del Consiglio). Si erano conosciuti qualche tempo prima in Danimarca in occasione dell’inaugurazione dell’edificio di AOSH EU, appena ristrutturato. Il COB le chiese come andava, e lei glielo disse. Per un qualche motivo il COB si interessò alla faccenda e decise che tutta la famiglia sarebbe rimasta come staff di FSO. Io avevo sempre desiderato essere un auditor di FSO e accolsi bene la novità, non così mia moglie – la quale rimase turbata al punto che un rappresentante di RTC dovette prendersi cura di lei per calmarla un po’. Per me, invece, la cosa aveva dello straordinario, i sogni si stavano avverando!

Fummo entrambi intervistati e ci chiesero quale tipo di addestramento volevamo fare. Senza alcuna esitazione risposi «voglio diventare un auditor di Classe XII» e la mia richiesta venne accettata. Devo però dire che quel trasferimento improvviso dalla nostra organizzazione a FSO non aveva seguito le direttive standard, e infatti i colleghi della base danese ne furono sconvolti e denunciarono l’illegalità della procedura. Io non avrei sicuramente protestato, soprattutto perché si trattava di una decisione del COB. Ogni sua decisione era legge per cui non mi sarei messo nei guai per quello.

Sul programma di addestramento cominciai ad avere problemi di fatica fisica. L’orario era così intenso che, dal mio punto di vista, si dormiva troppo poco: la sveglia era alle 7 di mattina e quando eravamo fortunati andavamo a dormire verso le 23 e anche in Florida c’era il problema di non riuscire a stare con i propri figli. Ricordo che mia moglie andava a trovare nostra figlia solo la sera tardi, sperando che fosse ancora sveglia.

Per poter restare stabilmente negli USA avevamo entrambi bisogno di un visto, così dopo qualche tempo tornammo in Europa. Mentre ero in Italia mi telefonò un executive senior di FSO per informarmi di un incarico improvviso: dovevo andare alla Malpensa a prendere una persona e assisterla in un incarico speciale. Ancora una volta il dovere chiamava ed ero pronto a fare la mia parte. Però la cosa era stata male organizzata, tanto che mancavano i soldi per finanziare il progetto. Proposi una soluzione: avrei convinto con le lusinghe alcune persone di mia conoscenza a prestarmi dei soldi. Sapevo che me li avrebbero dati, a patto però che l’organizzazione li restituisse il prima possibile. L’executive mi promise che della questione se ne sarebbe occupata lei e io mi fidai. Ottenni il denaro e proseguii con il progetto. Restai veramente molto deluso quando mesi più tardi scoprii che quei soldi non erano stati resi ai parrocchiani della chiesa che me li avevano prestati. Non riuscivo a crederci, ma era proprio così. Ho fatto dei rapporti su questa situazione che spero sia stata risolta, ma a tutt’oggi non lo so.

Fortunatamente riuscimmo a ottenere i visti e ripartimmo per la Florida con in tasca un permesso quinquennale. Tornato alla base mi concentrai sul mio addestramento, riuscendo a completare quasi tutti i corsi nei tempi previsti, se non in anticipo. I risultati con i miei Preclear (gergo interno per definire i clienti che assistevo) erano molto buoni e diventai presto uno dei top auditor, proprio come avevo desiderato. Ricordo che il video di completamento dell’internato di Classe VIII fu assolutamente perfetto! Ne fui molto orgoglioso.

Addestrarsi per il Classe XII significava anche che avrei ricevuto come preclear l’auditing dei noti Ls Rundown, che per me si rivelarono un’esperienza molto particolare. Sul cosiddetto L11 sentii avvenire in me cambiamenti molto rapidi, ma non sapevo che cosa stesse succedendo. Ricordo che mi vennero poste alcune domande e un secondo dopo sentii arrivarmi in testa una tonnellata di mattoni; andando avanti con il procedimento era come se, improvvisamente, la nebbia svanisse nella luce del sole. Prima di iniziare l’addestramento un collega che già lavorava come Classe XII mi aveva avvertito che i materiali di quel corso erano in pessime condizioni, e che in alcuni casi si erano dimostrati difficili. Avevo pensato che avesse una parola malcompresa e che perciò fosse acido sull’argomento. Con mia sorpresa, però, quando vidi con i miei occhi quei materiali capii di che cosa si trattava. Molti dei documenti del corso non erano stati scritti da LRH e, in alcuni casi, dovetti studiare fogli di lavoro pessimi, ricopiati talmente tante volte che era quasi impossibile capire quale fosse stato il contenuto originale. Mi chiedevo come fosse possibile che i materiali dei livelli più alti fossero in tali condizioni. Ero sicurissimo che la cosa era risaputa, e non aveva senso.

Feci il possibile per valutare l’importanza dei dati da conoscere per i corsi, e li completai. Nessuno di essi prevedeva una parte pratica; ero stato riempito di teoria, ma per quei potentissimi livelli non era previsto alcun esercizio. Casualmente il COB arrivò a FSO proprio al termine del corso di Classe XII e la sera tardi, di punto in bianco, mi dissero che dovevo fare il video di una seduta in modo che lui potesse controllarla. L’idea di fare un video non mi aveva mai preoccupato, però adesso dovevo farlo così, d’improvviso, per dimostrare Dio sa cosa. La seduta viene fatta per una persona, non è uno spettacolo – chiunque sia lo spettatore. Non ero molto contento della cosa, nessuno dei miei clienti era sessionabile ma dovevo fare quel video, punto e basta. Si decise che avrei portato in seduta un compagno dello staff, che venne convocato e reso sessionabile dandogli da mangiare e tutto il necessario. Non mi piaceva essere costretto in seduta in circostanze simili, ma non avevo scelta.

Feci le procedure fondamentali ma a un certo punto il mio preclear disse qualcosa che non afferrai, persi il controllo e per un istante girai a vuoto, poi dissi qualcosa per riorientare sia me che lui su ciò che stavamo facendo e portai a termine le seduta. Non si poteva dire che fosse stata brillante, ma ero felice che fosse finita. Il giorno dopo arrivarono le critiche e rimasi sconvolto per la bassissima valutazione, quasi che fossi uno degli auditor peggiori.

Tenete presente che quando si ricevono critiche da un rappresentante di RTC, giuste o sbagliate che siano non c’è molto da fare. Ma quello era solo l’inizio. L’esperienza fu sconvolgente, di quelle che lasciano il segno. Comunque servì almeno a qualcosa perché dopo il mio completamento dei corsi di Classe XII i fogli di verifica vennero tolti, ma non so se siano stati sostituiti con qualcosa di comprensibile (cosa di cui dubito). Era l’ottobre del 1998, ero il primo in dieci anni che completava Classe XII e non ho mai sentito che qualcun altro dopo di me lo abbia fatto.

I Classe XII sono una specie a rischio di estinzione, i pochi che ci sono stanno invecchiando e Dio sa quali altri problemi li affliggono. Ricordo vividamente quando il senior C/S FSO sbatté contro al muro una auditor di Classe XII che in seduta aveva commesso un errore di lettura dell’E-meter; la spinse contro la parete e le inveiva sulla faccia con quanto fiato aveva in gola. Quell’episodio non mi era piaciuto per niente, non avrei mai alzato le mani su una donna in quel modo, non sarei mai stato così violento. Quali che fossero i motivi, quel tipo di comportamento non compariva in nessuno dei materiali di LRH che avevo studiato fino a quel momento. Quando fui testimone di quell’episodio ero un Classe VIII che audiva alla Organizzazione Avanzata con sede al Sand Castle. Producevo bene e con facilità, i miei clienti erano più che soddisfatti delle mie prestazioni.

Un’altra cosa di cui vorrei parlare è il tempo libero concesso a un membro della Sea Organization. In pratica si lavora sette giorni su sette, con due ore e mezza di miglioramento personale al giorno – tempo da usare per lo studio dei materiali relativi all’incarico ricoperto oppure per l’assistenza spirituale (auditing), al fine di migliorare se stessi. La produzione lavorativa è monitorata dalle statistiche e quando è superiore alla settimana precedente si ha diritto a una giornata di libertà ogni due settimane. In altre parole, se le tue statistiche sono alte e quella settimana è il tuo turno puoi chiedere il giorno libero, il che non significa necessariamente che ti venga concesso. In base alla mia esperienza personale di auditor, in realtà, vedermi negata la liberty era praticamente routine, indipendentemente dalla mia produzione personale che è sempre stata stabilmente piuttosto alta. Quando ero fortunato riuscivo ad avere qualche ora libera il sabato sera.

Il motivo principale per cui non concedevano la liberty era sempre la necessità di consegnare il servizio al pubblico, che non poteva aspettare – nonostante LRH avesse stabilito che un membro dello staff “upstat” ha diritto a una giornata ogni due settimane. Tutti gli auditor venivano però penalizzati, mi abituai e continuai a svolgere le mie mansioni, benché amareggiato per quel trattamento ingiusto. L’esperienza peggiore che ricordo fu quando raggiunsi il mio record personale di consegna, oltre 54 ore di “Ore di Auditing Ben Fatte”: era il mio turno di libertà ma il senior me la negò. Rimasi a dir poco disgustato. Però il dovere era diventato la mia motivazione più forte, ero molto leale a LRH e facevo il possibile per aiutarlo, indipendentemente da come alcune persone interpretassero i suoi insegnamenti.

Quasi per rendermi indipendente e fare anche un po’ di esercizio fisico mi procurai una bicicletta, che usavo a volte per spostarmi dall’alloggio al lavoro. Stavo al QI [Quality Inn], un vecchio albergo riadattato dove vivevano le famiglie con figli. C’era anche una Cadet Org dove i bambini venivano seguiti e istruiti. Poi uno dei miei clienti [preclear] mise in vendita la sua auto e contrattammo uno scambio equo. Nonostante il salario bassissimo, 50 dollari la settimana, riuscii a motorizzarmi e mia moglie ne fu molto contenta.

Un’altra cosa di cui vorrei parlare è il fatto che al venerdì sera, dopo una lunga settimana di lavoro, si riusciva ad andare al cinema. Ricordo che una volta, prima di avere un’auto mia, ci andai con alcuni colleghi. All’epoca gli alloggi non erano ancora recintati, al cancello non c’era ancora la guardiola della sicurezza. Le cose poi cambiarono e vennero messi il recinto e la guardia 24 ore al giorno. Doveva servire a tenerci al riparo da intrusioni esterne, però diventò anche un modo per impedire di andare e venire a propria discrezione senza controlli costanti, senza nessuno che ti chiedesse dove stessi andando.

La storia dell’auto privata durò poco; uscì infatti una circolare che impediva l’uso di veicoli di proprietà, si potevano usare soltanto i mezzi dell’organizzazione. Ci dissero che si trattava di una misura di “pubbliche relazioni” per i residenti di Clearwater; io non ne capivo il senso ma siccome era un ordine del COB ti dovevi adattare, altrimenti sarebbero stati guai.

Le guardie al cancello avevano l’ordine di non far uscire le auto private senza la necessaria autorizzazione. L’ordine venne poi esteso anche ai pedoni: nessuno poteva spostarsi a piedi tra i diversi edifici, dovevamo sempre e solo usare autobus e pulmini anche per brevi distanze. Quelle sciocchezze cominciavano davvero a scocciarmi. Adesso non si poteva andare a piedi nemmeno al supermercato. Un giorno che non ero riuscito a pranzare perché mi ero fatto il mazzo tutta la mattina decisi di andarmi a fare un quarto di pizza lì vicino. Venni subito intercettato dalla guardia di turno, un ragazzino arrogante, che mi ordinò di rientrare. Mi trattenni dal prenderlo a pugni e continuai a mangiare – ma ero veramente scocciato.

Intanto era stata lanciata la Golden Age of Tech e fui uno dei primi a fare tutti i gradini per diventare la “nuova razza” di auditor propagandata da David Miscavige. Ritengo che sia stata una cosa ben fatta, sono diventato più competente e non me ne lamento. Ma la richiesta del COB mi colpì molto: tutto il personale tecnico doveva fare “verifiche categoria stella”, riga per riga, su un lungo elenco di documenti. Ero un supervisore del corso molto addestrato, conoscevo molto bene la tech di studio e posso dire che in tutti i materiali da me studiati LRH non ha mai richiesto quel tipo di verifica. Era una invenzione di Miscavige, o per meglio dire un’alterazione della versione originale. Sapevo che dirlo mi avrebbe portato guai, riuscii a non seguire i suoi ordini e stetti zitto. Nessun altro sembrava averlo notato e nessuno ne parlò mai.

Poi arrivò la Golden Age of Tech per OT che riguardava i materiali di livello superiore, e la richiesta di consegna crebbe. Anche io venni addestrato su Classe IX, che non era un prerequisito per il Classe XII che avevo già terminato. A quel punto avevo fatto tutti i corsi da zero fino a Classe XII. Ero molto orgoglioso, il mio sogno si era avverato, grazie a LRH e ai suoi materiali avevo acquisito tantissima conoscenza.

La Golden Age of Tech per OT fu presentata con il nome di “arbitrari cancellati”. Adesso gli OT si sarebbero mossi più speditamente sulla strada per la libertà totale. Bellissimo, peccato che nessuno si fosse accorto dei pasticci combinati, in particolare se l’annuncio di tali pasticci viene proprio da chi avrebbe dovuto avere tutto sotto controllo; nel qual caso c’è qualcosa che non torna.

Sapevo che il COB in persona monitorava chiunque fosse sui livelli superiori. Come mai ora lui stesso, d’improvviso, annunciava che una certa azione di auditing fatta da sempre violava i materiali di LRH? Il cambiamento venne annunciato come una grossa svolta tecnica. Ancora una volta l’auto-propaganda ebbe effetto sul pubblico e se avevo qualcuno da audire io audivo.

Il vertice massimo lanciò poi un altro esperimento. Tutti gli auditor e tutti i supervisori del Caso furono informati che tra alcuni dei vecchi auditor sembravano serpeggiare segnali di scontento. Bisognava fare delle prove pilota di un programma, audirci a vicenda sul “Rundown della Verità”, programma mai sentito nominare. Tutti lo studiammo e ci impratichimmo, poi cominciammo a darcelo a vicenda, anche se alcuni, come mia moglie, si trovavano nel bel mezzo di altre azioni – il che rendeva quel pilota del tutto “illegale”. Ancora una volta RTC e il COB implementavano qualcosa di estraneo. Non so chi trasse beneficio da quell’insolito programma: personalmente lo giudicai inutile, non c’era motivo di farlo, non era necessario. Mi spiego meglio: quel programma non era stato fatto per ME, ma per il capriccio di qualcun altro.

Su mia moglie ebbe esiti piuttosto negativi, infatti finì per incasinarsi con il suo twin e fecero blow insieme (se ne andarono senza autorizzazione). Ne rimasi molto turbato.

Aspetti spiacevoli a parte, ero però determinato a continuare e a dare il meglio. Le guardie della sicurezza riuscirono a recuperare mia moglie dopo un paio di settimane: era arrivata fino in California e aveva cercato di tornare in Italia, di lasciare la Sea Organization. Ancora una volta i nostri agenti di vigilanza avevano dimostrato la loro efficienza e lei tornò alla base. Inutile aggiungere che non voleva più avere niente a che fare con me e che voleva divorziare immediatamente. Cercai di convincerla a non lasciare la Sea Org e le promisi che mi sarei occupato io della bambina mentre lei faceva l’RPF, il programma di riabilitazione.

Non fu una decisione facile, salvo emergenze non avrebbe potuto vedere sua figlia per tutta la durata del programma – che può durare anche due anni e durante il quale non si possono incontrare gli esterni. Per 18 mesi restai da solo con la bambina ed ero molto turbato, non riuscivo a vederne il senso, non capivo l’utilità della proibizione di comunicare con mia moglie che, secondo le direttive organizzative, era segregata in altri alloggi con i suoi colleghi del RPF. Ero riuscito a convincerla a non divorziare e speravo che terminato il programma saremmo tornati insieme, ma mi sbagliavo. Lei aveva preso la sua decisione e, con mia grande sorpresa, si era resa conto che il nostro matrimonio era stato un errore fin dall’inizio. Eravamo ancora sposati ma vivevamo separati, ci vedevamo di rado e sempre durante le ore di lavoro.

Qualche tempo dopo, credo in ottobre 2001 poco dopo il trauma dell’11 settembre, chiamò mia sorella per informarmi che nostro padre era all’ospedale in fin di vita. Non tornavo a casa da sei anni, non potevo esimermi dall’ultima visita a mio padre. Cominciai a organizzarmi per partire ma all’ultimo momento mi imposero una verifica di sicurezza per accertarsi che non volessi andarmene per sempre. Date le circostanze quel ritardo mi disgustò. I miei superiori sembravano preoccuparsi solo del numero di giorni di assenza. Tornai al lavoro, molto colpito dal disinteresse della mia senior: le importava soltanto che fossi sulla sedia ad audire. Per me, però, la sola cosa importante era partire ma il mio servizio rendeva un sacco di soldi all’organizzazione. Ho fatto un po’ di conti e nel 2000 ho consegnato oltre 2300 ore di auditing, circa 3 milioni di dollari! In quello stesso anno il mio salario è stato di 3000 dollari.

Sì, avete ragione, nessuno mi costringeva a restare; ho fatto tutto da solo, ma non è tutto. L’incaricato degli affari speciali continuava a dirmi che se fossi uscito dagli Stati Uniti non sarei riuscito a rientrare, la mia carta verde non era ancora approvata. Ma onestamente a quel punto non me ne fregava più niente e alla fini partii lo stesso. Contavo sul fatto che si trattava di una vera emergenza e che i funzionari di dogana avrebbero capito. Mi sbagliavo.

Mio padre fu contento di rivedermi, soprattutto perché era consapevole che si trattava dell’ultima volta, e mi ringraziò per aver fatto quel lungo viaggio dall’America.

Al ritorno negli Stati Uniti ebbi però la brutta sorpresa di vedermi respinto alla dogana del JFK e rispedito in Italia. Venni trattato quasi da criminale, alla Malpensa trovai ad aspettarmi la polizia italiana che però alla fine mi lasciò andare. Avevo festeggiato il Capodanno in volo sull’Atlantico e il primo gennaio non sembrava promettere molto di meglio. Nessun volo per la Sardegna, dovevo inventarmi come passare la giornata. Mi venne in mente che vicino all’aeroporto viveva uno che conoscevo, trovai un elenco del telefono e cercai il suo numero. Fortunatamente lo trovai e fu così gentile da venirmi a prendere e ospitarmi fino al giorno dopo, quando riuscii a prendere un aereo per la Sardegna. Sono molto grato a questo amico per la sua ospitalità, ho nel cuore altri come lui.

Il giorno dopo ero di nuovo a casa, con grande sorpresa dei miei parenti che non riuscivano a capire che cosa fosse successo. Non sarei potuto tornare negli Stati Uniti per chissà quanto tempo, non potevo fare il mio lavoro, non potevo vedere mia figlia a meno che lei non fosse uscita dagli Stati Uniti, cosa parecchio improbabile. Nel 2001 mia figlia aveva quasi 15 anni e da allora non l’ho più vista, solo nella foto che mi ha mandato qualche anno dopo.

Ero di nuovo a casa, mio padre in fin di vita, la situazione era molto spiacevole. Circa un mese dopo ricevetti una telefonata dalla Freewinds, la nave della Sea Org che incrocia nei Caraibi. Dovevo partire subito per un’emergenza, a bordo non avevano nessuno qualificato a dare auditing in italiano sui livelli superiori (OT VII e VIII). Mi ritrovai ad un punto di svolta per il mio futuro. Decisi di partire, ne valeva la pena. Non ero mai stato sulla nave, era una nuova esperienza, una nuova avventura.

Una volta a bordo mi istruirono sui miei compiti e cominciai di nuovo a audire. Il mio predecessore, mandato brevemente da FSO, non aveva fatto un buon lavoro e dovetti risolvere alcuni turbamenti e poi ripartire. Non fu un compito difficile, feci quel che c’era da fare e intanto cominciavo ad apprezzare il posto che, salvo per il poco spazio degli alloggi, sembrava gradevole. Il cibo era buono, il gruppo era su di tono e cordiale. Cominciavo a prendere in considerazione l’idea di restare.

Però arrivò un’altra telefonata da FSO, volevano che andassi in Scandinavia per maneggiare una situazione con un parrocchiano che voleva un rimborso. Anche lui era sardo e lo conoscevo fin dall’inizio, dai miei primi giorni nel piccolo gruppo di Nuoro. Organizzarono il viaggio e mi ritrovai presto nella fredda Danimarca, dove lui viveva. L’org avrebbe pagato l’alloggio e non fui sorpreso di ritrovarmi in una stanza indecente, sovraffollata e puzzolente. Ma a parte questo, il tizio fu contento di vedermi. Affrontai il suo turbamento e lo risolsi. Mi vergogno di dire che non feci molto bene una delle sedute, riuscii comunque a sistemare le cose in quella successiva, lo stesso giorno. Un po’ alla volta rimisi assieme i pezzi e ottenni il suo accordo a ritirare la richiesta di rimborso.

Poi mi dissero di andare a Stoccolma a risolvere una situazione simile. Lo svedese però aveva già deciso, voleva indietro i soldi, inutilizzati da anni, perché desiderava finanziare un altro gruppo di aiuto in cui era entrato. Da parecchi anni non era più uno scientologist attivo, non era ostile ma non voleva più essere scientologist. Capii che con lui avrei soltanto perso tempo e tornai a Copenaghen.

Arrivò un altro progetto: questa volta dovevo andare in Italia e rivitalizzare il campo, fare il giro delle org, contattare persone inattive da anni o, peggio ancora, turbate dai servizi ricevuti. Mi stabilii a Milano, ospitato da un paio di amici che mi fecero risparmiare i soldi per l’hotel. Girai tutta Italia salvo la Sicilia e feci circa 500 interviste o sedute, alcune con ottimi risultati. Ottenni il meglio con una vecchia amica sarda, venuta espressamente a Milano per vedermi e per sistemare le cose. Non stava progredendo e non stava facendo bene con l’auditing. Feci il necessario e con una breve seduta risolvemmo una cosa che per lei era molto importante. Poco dopo riuscì a fare andare bene le cose e a continuare i servizi sui livelli avanzati. Fui più che felice di vedere avvenire quel cambiamento proprio davanti ai miei occhi.

Il tempo passava e il progetto era praticamente finito quando mi richiamarono a Copenaghen per un event promozionale di FSO, di cui ero ancora staff. Nonostante fossi all’estero, erano loro a pagarmi lo stipendio. Visto che non sarei rientrato negli Stati Uniti, si stavano facendo altri programmi. Un italiano aveva appena finito OT VII a Flag e sarebbe andato presto sulla Freewinds per OT VIII, però prima bisognava risolvere alcune cose ed era compito mio. Il problema principale era che la moglie di questo signore non era molto soddisfatta della sua org di Verona, si era allontanata sostenendo di non essere stata gestita nel modo giusto. Andai da loro, conoscevo bene lui, abbastanza lei. Li ascoltai, soprattutto le lamentele di lei e le diedi consigli su come risolvere le cose in modo soddisfacente per tutti. Mi feci promettere che ci avrebbe pensato su e che mi avrebbe fatto sapere il prima possibile.

Con mia grande soddisfazione il giorno dopo il marito mi informò che la donna aveva deciso di tornare all’org e di fare con lui i corsi raccomandati. Grandioso! Non avrei potuto ottenere un risultato migliore! Lui ebbe il via libera per la nave e il livello avanzato successivo. Naturalmente il suo auditor sarei stato io, perché nessun altro avrebbe potuto consegnare i gradini di preparazione in italiano. Tornai sulla nave in occasione dell’anniversario del Viaggio Inauguralee contribuii alla grandissima consegna tenuta in quell’occasione. Tutto andò liscio e una volta terminato riuscii anche a prendermi un giorno libero. Poi dovetti tornare in Europa come staff temporaneo alla Organizzazione Avanzata di Copenaghen, ero stato scambiato con un altro staff. A quel punto la destinazione non mi interessava molto, mi bastava poter audire.

Per circa 5 settimane fui l’auditor con la produzione più alta, senza grossi sforzi da parte mia. Poi un giorno mi telefonò l’Ufficiale Comandante della Freewinds. A seguito di un accordo con il Capitano di FSO venivo trasferito sulla nave, dovevo presentarmi immediatamente. Preferivo di gran lunga la nave a Copenhagen, ma ero un po’ preoccupato perché sulla Freewinds la richiesta di produzione non era altissima. Non volevo annoiarmi, tutto qui. Preparai i bagagli ma evidentemente il trasferimento non era stato stabilito secondo i canoni perché un senior executive si innervosì parecchio, ma non erano problemi miei per cui partii per Barbados, dove la nave si trovava in quel momento.

Cominciai di nuovo ad audire e dopo un paio di settimane mi dissero che il mio video di internato di Classe IX era stato approvato su tutta la linea, su fino a RTC FSO anche se la seduta era stata fatta a Copenaghen. Fui al contempo felice e orgoglioso. La mia fama di auditor era ormai alle stelle e mi scelsero come auditor di alcuni personaggi molto importanti a bordo, cosa di cui mi sentii onorato. La primissima seduta andò via liscia e ricevetti i complimenti della RTC rep della nave. Poi aumentò la richiesta di “debug” e per quanto mi riguarda penso di avere fatto egregiamente il mio lavoro. Ricordo in particolare una persona a cui sistemai con ottimi risultati un livello incompleto, ne fummo entrambi molto soddisfatti. Ma un’altra esperienza spiacevole era in agguato.

Durante le feste di Natale 2003 avevo notato una staff per cui avevo provato subito attrazione. Avevo socializzato con lei e le avevo espresso il mio apprezzamento, informandola comunque che ero separato e che avrei formalizzato il divorzio in breve tempo. Volevo scoprire se l’affinità era reciproca e magari, una volta ottenuto il divorzio, cominciare una nuova relazione. Scoprii presto che anche lei era attratta da me e contenta dell’idea. A ogni occasione passavamo un po’ di tempo assieme e la nostra affinità aumentava ma, secondo le regole che proibiscono una nuova relazione prima che la vecchia sia finita, non ci furono mai contatti fisici. Non volevo violare quella regola ed entrambi ci tenemmo le mani pulite.

L’affettuosa amicizia proseguì per circa un mese, ma un giorno a St. Vincent accadde qualcosa di strano. Lei cominciò a non accettare più comunicazioni da parte mia, avermi intorno sembrava infastidirla. HCO (l’area dell’organizzazione che si occupa delle questioni di etica) mi convocò e mi dissero che non dovevo più flirtare con quella ragazza. Aggiunsero che il suo passato sentimentale non era cristallino, che molto probabilmente voleva solo farsi mettere incinta per uscire entrambi dalla Sea Org. La storia mi sembrò un po’ esagerata e totalmente priva di senso. In seguito scoprii che la ragazza era stata minacciata di punizione (RPF) se avesse continuato a frequentarmi. Quella comunicazione e le minacce disgustose venivano da una dei top executive a bordo, la CO CMO della nave. Era la stessa persona che anni prima, durante una cosiddetta Missione a Copenaghen, aveva cancellato il “tempo familiare”. Che coincidenza! Per un qualche motivo non ci eravamo mai piaciuti, cosa ovvia a entrambi.

Ora la ragazza era terrorizzata anche solo dall’avermi intorno, si ritirò completamente arrivando addirittura a negare l’ovvio, cioè di avere mai nutrito interesse per me. Comunque non si poteva tornare indietro. Quando il divorzio fu ufficiale le offrii un mazzo di fiori, mi ringraziò ma accennò anche al commento maligno fatto dalla persona prima citata. Il suo nome è Sue Price, tanto per evitare fraintendimenti.

Questioni sentimentali a parte, la cosa principale che mi teneva in movimento era la richiesta di produzione anche se all’orizzonte si stava profilando una nuova catastrofe. Nel 2003 c’era stata una nuova evoluzione tecnica e si disse che in tanti già arrivati ai livelli superiori avevano sbagliato un importante gradino precedente. Rimasi molto sconcertato perché di quella cosa si era già parlato, era come un pendolo che tornava a battere sullo stesso punto. Cosa che per me non aveva senso.

Dovetti studiare quella che ci venne presentata come una nuova pubblicazione confidenziale sull’argomento. In realtà conteneva pochissime informazioni nuove, nulla di veramente confidenziale ed era stata sostituita da successivi bollettini ufficiali di Hubbard. La “nuova pubblicazione” era soltanto un consiglio del 1969, scritto cioè molto prima delle importantissime svolte tecniche avvenute nel 1978 con l’introduzione di New Era Dianetics. Inutile dire che si mettevano in dubbio i miei guadagni soggettivi e veniva invalidata quella che per me era stata la realizzazione più importante dell’auditing di Dianetics, come se non fosse mai esistita. Status e etichette mi interessavano poco, mi importava ciò che sapevo essere vero. Fu proprio in quel momento che realizzai che c’era qualcosa di tremendamente sbagliato in chiunque stesse gestendo lo show. L’unica persona con cui mi sarei potuto confidare su questa cosa era LRH in persona, ma lui non c’era più e non potevo fidarmi di nessun altro. Se fossi stato un public sarei uscito dalla porta e non sarei tornato fino a che non mi avessero dimostrato che sapevano quello che stavano facendo. Però accantonai tutto in fondo alla mente perché l’auditor “non ha caso” (qualsiasi cosa possa turbarti spiritualmente) e continuai a produrre. D’altro canto però ero così turbato che scrissi che non volevo più ricevere auditing perché non era più inteso per me, ma per la soddisfazione di qualcun altro. Sarei stato molto meglio senza. Quella comunicazione fu inserita regolarmente nel mio folder.

Quello fu l’inizio del rapido declino della mia carriera in Sea Org. Anche se nel 2004 ottenni il premio di miglior auditor di bordo con oltre 200 ore di vantaggio sul collega più prossimo, fu anche l’anno in cui sulle mie linee arrivò molto più letame di quanto potessi umanamente gestire. Una volta una RTC rep venuta a bordo per una sostituzione mi criticò aspramente e riuscì a convincere anche l’altro che uno dei maneggiamenti fatti in seduta era sbagliato e opprimente per il preclear. Evidentemente nessuno dei due sapeva che avevo usato un esempio specifico di LRH fatto in una conferenza del corso di Classe VI, studiato per maneggiare proprio quella situazione. Mi sentii molto invalidato da quei due che non avevano fatto quel tipo di addestramento, ma che avevano il diritto di criticare solo perché erano rappresentanti di RTC. Dovetti maneggiare il mio turbamento, cosa che si dimostrò del tutto inutile. I due mi invalidarono anche su un altro punto, accusandomi di avere fatto qualcosa che non avevo mai fatto. Quando cercai di far notare l’infondatezza dell’accusa mi dissero che ero allucinato e che dovevo tacere. Ritenendo di essere nel giusto e di non avere le allucinazioni, mi andai a rivedere i registri scritti degli eventi e la mia memoria si dimostrò accurata. Ma per l’RTC rep ero un allucinato.

Un’altra cosa accaduta in quel periodo che vale la pena ricordare fu la prima visita a bordo di Tom Cruise. Ne eravamo stati informati con l’ordine di non parlarne a nessuno, nemmeno ai parenti stretti. Mi sembrava strano ma mi attenni agli ordini. Ero un grande fan dell’attore e fui più che felice di incontrarlo a bordo, visto da vicino sembrava un tipo a posto. Era con Penelope Cruz, l’allora fidanzata, anche lei sulle linee di Scientology e con un auditor personale venuto espressamente per lei.

Tom Cruise venne di nuovo nell’estate del 2004 per il suo compleanno. La nave era a Barbados e ci informarono della visita imminente con lo stesso ordine di non farne parola con nessuno, pena un Comm-Ev (la più alta azione di giustizia prevista dalle direttive della chiesa). Ancora una volta non riuscivo a capire il motivo di tutta quella segretezza. Ne accennai alla mia ex moglie, che aveva già incontrato l’attore alla base di Clearwater; non venni punito ma mi dissero che era un’eccezione alla regola. Penso ancora che quell’ordine fosse ridicolo visto che la mia ex moglie conosceva Tom Cruise molto più di me.

Quella seconda volta Cruise venne da solo. Penelope era scomparsa dalla scena, non sapevo che fine avesse fatto e nemmeno mi importava. Quando l’avevo incontrata mi era sembrata una persona molto carina. Tornando ai preparativi per l’arrivo di Tom, era stato costruito un grosso set negli spazi solitamente usati per i grandi eventi. Era arrivata a bordo anche una grande squadra di staff di Golden Era e noi dovevamo fare le prove per la parata di accoglienza a bordo. Quando finalmente Cruise arrivò, la sua limousine venne accolta sul molo dal COB. C’era anche un lungo tappeto rosso e fu un bello spettacolo. La festa vera e propria fu celebrata solo qualche giorno dopo e da quel che mi dissero fu grandiosa. Una mia amica era stata invitata (io no) e mi raccontò di avere ballato con la star. All’epoca ero un grande fan di Tom e delle sue attività di disseminazione, ero un membro della Sea Org dedicato e ai miei occhi il COB era un buon esempio di come si allestisce lo spettacolo, nutrivo per lui grande rispetto. Non sapevo niente di tutto il resto e non avevo pensato che quella costosissima festa era stata pagata con i soldi della chiesa. Nessuna delle direttive di LRH prevede certe stravaganze. Venne girato un video dell’evento, a disposizione unicamente degli invitati. 4 anni dopo, con sconcerto, ne ho trovato uno spezzone in Internet. Come c’è finito? Ho anche trovato un breve video del COB che parla con Tom, girato a bordo. Sembra una ripresa fatta di nascosto da qualcuno della stretta cerchia di RTC. Con mia grande sorpresa a bordo c’era un intruso, ma nessuno della super sicurezza se ne era accorto.

Quando a bordo arrivava il COB la sicurezza diventava ancora più stretta. Si portava le sue molte guardie personali, in servizio 24 ore al giorno su due turni. Il COB non mangia mai con l’equipaggio, sta con il suo entourage in quartieri separati. Ricordo che a Bonaire in un paio di occasioni andò a fare immersione e al ritorno della barca dovettero allontanarsi tutti salvo la sua scorta. Io dovetti attendere al cancello del molo. Mi chiedevo che senso avesse: non si fida nemmeno dei suoi?

Il 2004 fu davvero denso di eventi. Durante l’anniversario del Viaggio Inaugurale avevo conosciuto una public spagnola e, su suggerimento di un collega, ero entrato in contatto con lei per vedere se qualificava per la Sea Org. In caso affermativo l’avrei reclutata. Siccome era anche di bell’aspetto poteva essere un potenziale prospetto per una nuova relazione, a patto che tutto il resto quadrasse. Lei sulle prime non sembrava molto interessata a unirsi alla squadra, ma dopo un po’ cominciò ad essere possibilista. Diventammo amici e poco alla volta, senza grossi sforzi, riuscii a farle accettare l’idea di entrare presto in Sea Org. Studiavo con lei ogni passo da fare monitorandone i progressi. La nostra amicizia intanto era diventata interesse reciproco e se tutto fosse andato bene saremmo diventati una coppia. Ero molto ottimista perché sembrava avere le qualifiche necessarie. Alla fine del viaggio inaugurale, dopo 4 settimane di produzione e una media settimanale di oltre 52 ore sulla sedia, ebbi finalmente un giorno libero. Ne parlai con lei che originò di suo di volerlo trascorrere con me. Mi sono sempre piaciute le immersioni e qualche volta lo avevamo fatto insieme al mattino presto. Era meraviglioso: trattenevo il respiro il più a lungo possibile per potere incontrare qualche pesce.

Quel mattino ci incontrammo alla stazione degli autobus e da lì raggiungemmo una bella parte della costa che avevo già individuato. Trascorremmo insieme una bellissima giornata fatta di nuotate, immersioni e di comunicazione su vari argomenti. Facemmo anche foto subacquee. Non ci fu alcun contatto fisico. Al calare della sera decidemmo di tornare a bordo. Non avevo niente da nascondere, ma lei era a disagio all’idea di tornare assieme così rientrai per primo.

Ricordo un’altra strana esperienza avvenuta durante l’anniversario del Viaggio Inaugurale del 2004. Durante il discorso di David Miscavige ci furono dei problemi al sistema di ventilazione e il podio, sotto tanti riflettori, si scaldò parecchio. Miscavige sudava vistosamente. Seguivo l’event su uno schermo, aveva la fronte imperlata di sudore. Poco dopo seppi che il capo ingegnere, addetto della ventilazione nonché veterano della Sea Org, era finito nei guai ed era sotto inchiesta per sabotaggio. Un mio collega si prese cura di lui con una verifica di sicurezza studiata su misura per scoprire i suoi crimini, ma fallì malamente e mi dissero di sostituirlo. L’ingegnere era dispiaciutissimo per l’accaduto e decisamente collaborativo, ma RTC si era fatto l’idea preconcetta che avesse intenzionalmente sabotato il COB, perciò doveva avere dei crimini nascosti. Feci il necessario per aiutarlo a scoprire che cosa esattamente fosse andato storto, e come rimediare alla grossa catastrofe. Onestamente non avevo creduto nemmeno per un minuto che fosse stato un gesto intenzionale allo scopo di distruggere o danneggiare chi gli stava intorno. Feci il mio lavoro e il tizio ebbe qualche sollievo.

Sempre in quel periodo accadde un’altra situazione strana. A bordo c’erano tutti i top executive internazionali più importanti, erano sottoposti ad azione disciplinare intensa e facevano duri lavori di fatica. Riconobbi l’ED Int., Mark Rinder, il presidente di Scientology International, Mark Yager e parecchi altri. Che fossero sotto azione disciplinare pesante era molto evidente. Una volta l’RTC rep di bordo li definì “squadra delle sentine”. Un’altra volta mi disse che li stava audendo, molto probabilmente per trovare i loro crimini. A un certo punto su uno di essi non sapeva come applicare una procedura avanzata. La ritenni una cosa molto grave perché nessun auditor dovrebbe audire su procedimenti per cui non è stato addestrato, però fu precisamente ciò che avvenne. Se io avessi fatto una cosa del genere sarei stato giustiziato sul posto.

Da un compagno addetto alla sicurezza avevo saputo che le statistiche internazionali non stavano andando molto bene, quello era il motivo per cui tutta la squadra era sottoposta a pesanti maneggiamenti di etica. Durante gli event non se ne parlava, raccontavano invece i soliti “Va tutto bene e ci stiamo espandendo come non mai”. Ma la cosa peggiore deve ancora venire.

La ragazza spagnola aveva deciso di entrare nello staff della nave. Voleva che io fossi presente alla firma del contratto di un miliardo di anni con la Sea Org. Quando era tornata in Spagna mi ero tenuto in contatto e-mail o telefonico con lei per seguire i suoi progressi in vista del ritorno. Sembrava andare tutto bene ma poi accadde una tragedia inaspettata: un collega dello staff si suicidò a bordo. Lo avevo incontrato qualche giorno prima sul molo e non avevo notato nulla di strano, non so perché si sia tolto la vita. Intanto il responsabile della sicurezza era finito nei guai e, con sua grande delusione, retrocesso. Il motivo per cui ne parlo è che finì sulle mie linee.

Per qualche motivo il tizio mi era antipatico, a volte era arrogante e sembrava divertirsi a punzecchiarmi ogni volta che poteva. Lo rimossero dall’incarico e lo sottoposero a una verifica di sicurezza, durante la quale fece blow dalla nave (se ne andò senza autorizzazione). L’emergenza era molto grave, le squadre di ricerca partirono subito per cercarlo. Fortunatamente, con l’aiuto di sua sorella, accettò di parlare con lei e con qualcun altro. Mi informarono che aveva deciso di non tornare più a bordo ma che era disposto a fare la verifica di sicurezza di uscita con me. Dissi subito che quella persona non mi piaceva, perché scegliere proprio me per quell’incarico? La risposta fu che il suo auditor precedente non si era dimostrato all’altezza, il tipo sapeva che io avevo molta più esperienza. Ci incontrammo in un hotel di Curaçao e la prima cosa che gli dissi fu che nutrivo una personale antipatia nei suoi confronti, ma se avesse collaborato lo avrei aiutato ad appianare le difficoltà. Accettò e cominciammo il programma. Collaborava e fu abbastanza facile, completammo l’azione, stava bene e nel salutarci per l’ultima volta ci abbracciammo amichevolmente. Mi raccomandai che si tenesse fuori dai guai.

Qualche settimana dopo la ragazza spagnola andò a Flag per iniziare il suo percorso in Sea Org, ma arrivò un’altra sorpresa. Un collega staff italiano era uscito dalla Sea Org assieme alla moglie e al figlio. Sarei dovuto andare a casa sua, maneggiare il turbamento e se possibile farlo tornare sullo staff. Non ne ero per niente contento. Lui aveva completato il livello avanzato più alto consegnato sulla nave, significava che mi sarei dovuto portare in giro una valigetta di materiali altamente confidenziali da tenere sempre al sicuro. Vi posso assicurare che non è per niente divertente. Lasciai Aruba per Milano dove incontrai un altro collega arrivato con un altro volo. Ci accordammo con il tizio per farci venire a prendere alla stazione della sua città. Non fu particolarmente contento di vederci ma ci accolse gentilmente e ci accompagnò da un paio di amici della zona che ci avrebbero ospitato.

Il progetto aveva una tabella di marcia molto serrata: tre giorni! Mi accordai con lui e la moglie sugli orari per incontrarci. Riuscimmo a chiarire alcuni turbamenti di entrambi, adesso erano più rilassati, però nessuno dei due voleva rientrare nei ranghi e lui insistette nel dire che aveva fatto uso di LSD, cosa che non avrebbe dovuto qualificarlo fin dall’inizio. Comunque saltò anche fuori che la moglie non era stata soddisfatta dell’esperienza e non era intenzionata a tornare sullo staff. La mia ufficiale comandante non ne fu per niente contenta, era sicura che lui mentisse sulla faccenda dell’LSD e che la usasse come scusa per uscire. Comunque non tenne minimamente in considerazione il fatto che se qualcuno non vuole restare nella Sea Org non c’è motivo di insistere, ma era come se dovessi recuperarlo a tutti i costi. Terminato il mio lavoro salutai entrambi, che mi ringraziarono. Il giorno seguente presi l’aereo e tornai sulla nave. Una volta a bordo feci rapporto, riposi al sicuro i materiali e andai a dormire. Il giorno dopo ero di nuovo al lavoro. Durante la mia assenza la produzione generale non era andata troppo bene, io ero quello che produceva di più. Il campo non produceva a sufficienza e a bordo c’era poca gente; le aspettative per le settimane a venire non erano rosee.

Un giorno non mi presentai per tempo all’appello mattutino e fui sottoposto ad azione disciplinare. Da quel momento le cose cominciarono ad andare di male in peggio. Nonostante fossi la persona con la produzione più alta, le azioni disciplinari previste erano così stupide e inutili che non avevo nessuna intenzione di obbedire – il che non fu di aiuto. Diventai il bersaglio di fastidi crescenti e siccome la produzione dell’area non migliorava, l’uragano era pronto a colpirmi in pieno volto. Il tizio italiano che avevo incontrato qualche settimana prima era adesso molto turbato perché il mio collega aveva fatto molta pressione per farlo tornare a bordo nonostante il suo rifiuto. Le pressioni erano diventate sempre più minacciose, del tipo «E’ meglio che torni subito sulla nave, altrimenti…». Inutile dire che, per quel che ne so, non tornò mai.

Intanto erano iniziati i preparativi per l’event dell’Anniversario della IAS, quello che vide premiato Tom Cruise con la medaglia, come si può vedere in Internet. Gli avevano fatto un’intervista video dove lui promuoveva Scientology. Dal punto di vista di un interno quel video sembrava grandioso, Cruise era stato preso a modello di ciò che uno scientologist dovrebbe essere, tutto il pubblico e tutti gli staff del mondo si videro chiedere di guardare quel film cinque volte! Sembrò un po’ troppo anche a me, che ero un grande fan di Cruise. Se già non fosse stato abbastanza, dopo l’event ogni membro dello staff dovette fare un foglio rosa meccanico (compito di correzione assegnato a uno studente che non ha completamente afferrato quanto studiato) che cominciava con un “chiarimento di parole Metodo 9” sulla famosissima HCOPL “Mantenere Scientology in funzione”; il ridicolo della cosa è che l’intenzione di base dell’azione era sottolineare l’importanza dell’uso corretto della tecnologia, ma il modo in cui venne implementata non poteva essere più distante dall’uso corretto. Se inizi un chiarimento metodo 9 sull’intero equipaggio alle 10 di sera stai sicuramente cercando guai, ed è precisamente ciò che accadde. La gente era troppo stanca e alla fine quasi nessuno riuscì ad avere un “ago libero” dall’esaminatore.

L’altra cosa allarmante emerse quando un membro dello staff fece rapporto contro un altissimo executive, dicendosi preoccupato per possibile condotta non etica. Era solo un sospetto. Mi preoccupai molto perché il VIP in questione era uno dei tanti che avevo audito a bordo, e lo stavo ancora audendo. Mi chiedevo se avessi mancato qualcosa, e l’idea non mi piaceva per niente. Durante una seduta feci quanto ritenevo giusto fare ma qualcosa andò storto. Immediatamente dopo venni convocato in ufficio, dove la RTC rep mi disse che avevo fatto un lavoro pessimo. Aveva già scritto la richiesta per togliermi dal posto e mandarmi a lavorare come incaricato alla spazzatura; se non avessi aggiustato subito le cose l’avrebbe messa in atto. Per farmi capire che non stava scherzando mi mostrò anche l’ordine. Mi innervosii molto e in seduta le cose si fecero più difficili. Una andò bene, ma quella del giorno dopo non fu particolarmente rivelatrice. Mi avevano detto che il VIP era fuori etica, dovevo scoprire cosa c’era sotto altrimenti per me sarebbero stati guai.

Feci qualche pasticcio e la RTC rep si infuriò al punto da sbattermi contro il muro dell’ufficio del C/S e, in presenza di altri due, cominciò a urlare e a colpirmi allo stomaco e in faccia. Feci di tutto per non reagire, se lo avessi fatto avrei decretato la mia fine. Avrei potuto stenderla facilmente ma mi sarei anche guadagnato una dichiarazione SP immediata. Non volevo arrivare a quel punto, restai fermo e lasciai che mi picchiasse.

La verifica di sicurezza del VIP fu assegnata a un altro, io venni spedito in sala macchine con l’ordine della RTC rep di assegnarmi il lavoro peggiore e con un orario allungato: dalle 7 del mattino alle 2 di notte. Per diversi giorni lavorai 18 ore al giorno in condizioni molto disagevoli. Stavo molto male e non avevo idea di come uscire da quell’incubo. Finii per trascorrere l’8 dicembre 2004, il mio compleanno, in quell’inferno. Continuavo a chiedermi che cosa avessi fatto per finire in quella merda. Forse non ero un bravo auditor? Era colpa dell’altro? Che cosa stava succedendo? Ero molto curioso di sapere se il mio collega stesse facendo meglio di me e la risposta non tardò. Sia lui che il C/S vennero infatti retrocessi per lo stesso motivo che aveva fatto finire me nei guai, ma con un trattamento diverso. Perché? Ormai io ero diventato spendibile, mentre lui e il C/S dovevano continuare a lavorare altrimenti l’intero ingranaggio produttivo, già in sofferenza, si sarebbe inceppato del tutto. Capivo bene che sarebbe stato improponibile.

Senza entrare troppo nei dettagli, ero stato tolto dal mio incarico e poi fui sottoposto a Comm-Ev, che tra le altre cose stabilì che avrei dovuto rifare un corso molto specifico (e lo rifeci) e anche risalire le condizioni inferiori. La cosa mi portò via centinaia di ore e quando arrivai al punto in cui bisogna chiedere al gruppo di essere riaccolto, la RTC rep rifiutò la mia richiesta quasi fosse uno scherzo, facendo commenti denigratori. Rendermi conto che non mi avrebbe mai dato l’ok mi fece esasperare, oltre all’esasperazione di non essere autorizzato a lasciare la nave per nessun motivo. Ero di fatto prigioniero.

Dopo qualche settimana la pressione si allentò e riuscii a dormire un po’ di più, ma il fisico cominciava a lanciare segnali della costrizione a cui ero sottoposto. Prima cominciai a sentirmi metà del corpo intorpidita, poi anche l’altra metà. Di notte e senza motivo le braccia mi facevano così male che mi svegliavo per il dolore. Per quanto mi lavassi puzzavo sempre di gasolio, la pelle delle mani sembrava carta vetrata. Le dita mi si erano rovinate al punto che, quando ebbi di nuovo accesso alla mia stanza di auditing per un incarico temporaneo, le apparecchiature di riconoscimento digitale faticavano a leggere le mie impronte.

L’incarico temporaneo era consulente del “OT debug”. Mi addestrai in fretta e cominciai a produrre. La cosa divertente fu che appena mi misi al lavoro le stat salirono, con grande gioia dei miei colleghi. Ero in grado di maneggiare chiunque, e anche loro lo sapevano. La saga però non era ancora finita.

La ragazza spagnola aveva terminato i gradini iniziali della Sea Org a Clearwater e quando venne brevemente a bordo decidemmo di iniziare la nostra relazione sentimentale. Per quanto ne so non violavamo alcuna regola. L’accertamento delle qualifiche necessarie per restare come staff della nave prevedeva una verifica fatta all’e-meter e sfortunatamente scelsero me. Audire il proprio partner è sconsigliato, ma non c’era scelta perché parlava troppo poco inglese per ricevere procedimenti in quella lingua. Io parlavo spagnolo abbastanza bene e il suo italiano era sicuramente migliore del suo inglese. Nessun altro poteva occuparsene, solo io. Prima di iniziare le chiarii bene che in seduta sarei stato soltanto il suo auditor e nient’altro. Le nostre emozioni personali non avrebbero in nessun modo interferito con l’assistenza o con qualsiasi cosa fosse emersa durante l’azione. A lei andava bene e cominciammo. La cosa si risolse con facilità e feci di tutto per renderla il più liscia possibile. Completammo l’azione nei tempi prestabiliti e lei tornò a Clearwater per il programma di addestramento fino a auditor di Classe IX. Tutto sembrava andare bene. Lei era un po’ preoccupata della mia cautela, non esprimevo molto trasporto verso di lei dal punto di vista uomo/donna. Un giorno mi disse «Non mi bacerai mai?» e la baciai solo una volta durante una escursione di snorkeling a Bonaire. Accadde soltanto quella volta.

A Natale 2004 ottenne una breve licenza per andare a trovare i genitori in Spagna, e una volta tornata a Clearwater cominciò a perdere il controllo. Nelle settimane che avevano preceduto il suo viaggio in Spagna io lavoravo in sala macchine, cosa che mi impediva ogni comunicazione con chiunque fuori dalla nave. Prima di finire nei guai la chiamavo spesso e con l’aiuto di mia figlia, che lavorava alla base di Clearwater, durante le pause riuscivamo a parlarci. Poi le mie comunicazioni si erano improvvisamente interrotte, doveva essere successo qualcosa e lei si era molto preoccupata. Cercai di minimizzare la cosa, ma lei si era allarmata e mi disse che non pensava di qualificare per la Sea Org perché in passato aveva assunto LSD. A me sembrò solo una scusa per andarsene, le sue qualifiche erano state verificate con cura e non era mai emersa assunzione di quella droga che non l’avrebbe resa idonea per la Sea Org. Al contrario, quando qualcuno le aveva mosso quell’accusa in un rapporto scritto aveva detto che era una bugia. Adesso usciva fuori quella storia e nessuno se lo aspettava, me compreso. O aveva mentito prima di entrare in Sea Org o stava mentendo adesso per andarsene, oppure ancora mentiva abitualmente per qualche motivo, reale o immaginario. Però quella per me fu l’ultima goccia.

Una mattina ero al lavoro sul “OT debugging” quando di punto in bianco la RTC rep e la CO CMO della nave mi accusarono di avere incasinato il mio preclear VIP, dicevano che nella tal seduta avevo fatto questo e quello restimolandolo su tutta la linea. Non capivo di che cosa stessero parlando, le cose di cui mi incolpavano non erano mai avvenute e quando cercai di parlare – ero veramente sconcertato da quella comunicazione priva di senso – mi dettero semplicemente torto, fine della storia. In quel momento mi sentii impotente, non avevo idea di come uscire da quella follia. Mi mandarono di nuovo a lavorare in sala macchine e il giorno dopo il senior C/S, anche lui finito nei guai sullo stesso ciclo e anche lui spedito in sala macchine, mi informò che quanto accaduto in seduta non era un errore, ma un travisamento della RTC rep. Io lo sapevo già, ma lei non venne mai a correggere il suo sbaglio.

Anche un’altra volta mi accusò di qualcosa che non avevo fatto. Ero in seduta con una parrocchiana che a un certo punto disse che le aveva appena attraversato la mente un sentimento di attrazione sessuale verso di me. Avevo dato un riconoscimento alla sua comunicazione e proseguito con la procedura standard. Nessun problema. È una cosa che può succedere a chiunque si sottoponga a processing, per me non c’era nulla di nuovo né di preoccupante. Non avevo attenzione su di lei né intenzione di approfittare della situazione. Durante il controllo qualità delle diverse sedute date a bordo però la RTC rep aveva notato la cosa e sostenne che dovevo essere stato io a provocare l’episodio con un flusso uscente di onde sessuali. Niente di più lontano dal vero, ma quando cercai di spiegarmi non mi credette. Non cercai nemmeno di convincerla dell’errore, non avrebbe avuto senso. Ron ci ha insegnato un principio fondamentale «È vero ciò che è vero per te» e su questo non avevo dubbi.

Quando ero stato rispedito al confino in sala macchine ero anche venuto a sapere che il mio ex preclear VIP adesso aveva fatto proprio ciò di cui era stato accusato alcuni mesi prima, solo per dare torto agli accusatori. Non entrerò nel dettaglio né farò il nome del VIP, qualcuno un po’ sveglio ci arriverà da solo. Ma se il dato era vero allora lui era colpevole quanto se non più di me e di tutti quelli che dopo di me si erano occupati della questione. Ma stranamente non lo vidi arrivare giù in sala macchine a subire il nostro stesso trattamento. Tutto venne messo a tacere, nessuno doveva sapere. Se gli eventi erano accurati, però, quell’altissimo membro dell’equipaggio avrebbe dovuto essere “spiaggiato” (gergo per licenziato) immediatamente. Molti altri lo erano stati per molto meno, e ne sono stato testimone.

Intanto la mia saga personale stava prendendo una piega sempre più spiacevole. Durante il confino in sala macchine erano arrivati giù altri colleghi e una volta fui testimone della follia dell’abuso fisico che veniva perpetrato. Una staff ricevette l’ordine di lavorare 48 ore filate. Il lavoro in sala macchine era molto pesante e sporco. Sapevo quanto fosse duro lavorarci 18 ore al giorno, ma costringere qualcuno, soprattutto una donna, a starci così tanto senza dormire o riposarsi era solo crudeltà. Il mattino dopo quando tornai giù lei era ancora lì e mi disse di essere svenuta per la stanchezza; per fortuna non era caduta, con il rischio di farsi male. Solo per quello la esonerarono da tale tortura. Chi non ha realtà del perché sembriamo tutti matti o persone facilmente manipolabili deve tenere presente che quando si crede veramente in qualcosa la si difende con la vita, e non si getta la spugna tanto facilmente. Io ci credevo, volevo aiutare Hubbard a creare un mondo migliore e in caso di errore era mio dovere cercare di rimediare al meglio. Credevo ancora che avrei potuto fare andare bene le cose, però pensavo che in quella saga ci fosse qualcosa di molto sbagliato. Prima ero uno degli auditor più rispettati e più produttivi e un momento dopo venivo considerato il peggiore staff di bordo, il più inutile. Nel mio curriculum c’era un’altissima percentuale di preclear vincenti, quelli che con me non erano andati bene erano davvero pochi.

Poi arrivò la notizia che i potenti stavano progettando uno scambio con un’altra org avanzata disposta a prendermi e a mandare un suo staff. Ne fui amareggiato ma ero pronto a ricominciare da capo altrove. Avevo avvisato mia figlia dei miei guai, lei si era preoccupata ma avevo cercato di tranquillizzarla. Lei naturalmente ne aveva parlato a sua madre e altri alla base di Clearwater lo erano venuti a sapere. Cominciarono a fioccare rapporti perché ne avevo parlato con mia figlia. La cosa avrebbe dovuto restare segreta. Pensavo che il non poter parlare nemmeno con i miei cari fosse una follia, e in realtà lo era. Le tue comunicazioni vengono censurate, non esiste libertà di parola, questo è un fatto! Adesso stavano preparando una verifica di sicurezza su misura per scoprire i miei crimini. Almeno sarebbe stata l’occasione per riposarmi un po’, se non sei riposato non puoi ricevere processing.

Non avevo idea di quali potessero essere i miei crimini ma ero disposto a provare. Cominciai a incappare in episodi che per me non avevano senso, l’E-Meter sembrava reagire su cose che non avevo mai fatto il che mi faceva sentire ancora peggio di quanto già stessi. Il mio auditor commise degli errori in seduta e per questo fu disciplinato, un vero manicomio. Finii per ammettere cose che non avevo fatto solo per chiudere il prima possibile, il che sembrò soddisfare chi era maggiormente interessato ai miei crimini. Però non era abbastanza! La RTC rep usò i dati della seduta per farmi sentire in torto, colpevole e per aumentare quella follia totale. Ho una domanda per chi sa audire: riuscite a immaginare che dopo una seduta qualcuno dica al vostro preclear che ha avuto una lettura su una domanda e che l’auditor gli ha permesso di passarla liscia? Non conosco nessuna reference di LRH in questo senso, ma è quello che lei fece.

Un’altra volta lesse la mia stesura [di overt e withhold] in cui secondo le disposizioni interne confessavo i miei peccati per ripulirmi, poi le usò per farmi sentire in colpa. Proprio lei, la persona incaricata dell’applicazione standard di Scientology. Come poteva commettere tali abusi? So che è difficile da credere, ma giuro che è la verità.

Alla fine, siccome non si fidava di nessuno, si occupò lei stessa dell’auditing del VIP. Eravamo cinque auditor di Classe IX tutti addestrati a Flag, ma lei disse che non aveva nessuno per audire il colpevole, ed era tutta colpa mia. Chi conosce un po’ la materia non ha difficoltà a capire il senso della sua affermazione. Una rappresentante di RTC che ammette che su cinque auditor di Classe IX nessuno è bravo abbastanza per audire una persona speciale! Non ha senso. Durante l’addestramento di Flag si sottolinea che non riuscire a fare degli auditor di Classe IX equivale a fare dei prodotti overt (cioè qualcosa di così scadente che nessuno lo vuole).

Ma per quel che mi riguarda so di essere stato addestrato al meglio. Le assurdità che diceva quella donna mi colpirono molto. E se già non fosse stato abbastanza, aggiunse che lei era molto migliore di me nello scovare i crimini e che riusciva ad ottenere reazioni migliori anche se il tipo aveva dormito solo 5 ore! Non riuscivo a credere alle mie orecchie, era una palese ammissione che stava violando il codice dell’auditor: «Prometto di non audire mai un preclear che non ha riposato a sufficienza o che è fisicamente stanco». Qualsiasi auditor degno di questo nome conosce questa regola a memoria, ciononostante si stava vantando apertamente di violarla. Per non parlare delle settimane di privazione di riposo per poi chiedermi di scrivere i miei peccati e di redimermi senza mettermi a disposizione uno spazio tranquillo in cui farlo. Redassi il documento sul pavimento della sala macchine, un luogo sporco e caldissimo. Stavo quasi svenendo dalla stanchezza, non riuscivo a tenere gli occhi aperti ma dovevo scrivere i miei “peccati più intimi”. Stiamo parlando di abusi fisici e mentali? Lascio decidere al lettore.

Ero veramente stufo di stare su quella nave che all’inizio avevo amato, essere trasferito altrove significava ormai liberazione. Restare lì era diventato sgradevole al punto da voler fuggire via. Con quello in mente feci di tutto per terminare le verifiche di sicurezza ordinate, mi presi la colpa anche di cose che non avevo mai fatto così che agli occhi della RTC rep sembrasse più credibile. Più i miei peccati sembravano gravi più lei sarebbe stata contenta. E se questo non fosse stato sufficiente il mio auditor fece il resto, riportando le cose in modo diverso da come le avevo dette. Alla fine risultarono talmente brutte che a fine seduta la RTC rep non seppe resistere alla tentazione di dirmi che ero stato così soppressivo da dare l’ok per OT VIII a chi non qualificava per il livello. Non sto scherzando. Pensate davvero che se anche fossi uscito pazzo avrei potuto fare una cosa del genere? Ovviamente no. L’OK finale deve provenire da almeno tre persone diverse, e il giudice finale è un rappresentante di RTC. Ero io l’unico soppressivo? Eravamo tutti e quattro dei soppressivi, o cosa? Lascio decidere al lettore. Se pensavate che da quelle parti fosse tutta dolcezza e luce vi suonerà incredibile. Ma che ci crediate o no, non mi sto inventando nulla. Per la stessa ragione venni anche accusato di “out security” [violazione alla sicurezza]. La sicurezza è una delle responsabilità di RTC, ma anni prima un collega OT VIII mi aveva detto che sfortunatamente Internet era piena di materiali dei livelli avanzati. Io all’epoca non sapevo nemmeno che cosa fosse Internet, avevo vissuto così fuori dal mondo reale che non avevo idea di che cosa succedesse fuori dai confini di Scientology, le notizie venivano sempre filtrate. Si poteva guardare la TV o andare al cinema soltanto nei giorni di libertà.

Il progetto di scambio con un’altra org non ebbe successo, così cercarono di convincermi a fare l’RPF. Sulle prime pensai che non ci sarei andato manco morto, qualsiasi sbaglio avessi fatto non era paragonabile alla produzione stellare dei miei anni di lavoro. Poi un amico mi convinse che con il mio livello di addestramento avrei potuto finirlo in sei mesi, sembrava fattibile. Gli ultimi 4 mesi sulla nave erano stati i più brutti della mia vita e volevo solo uscire da quella situazione. L’RPF era un modo per andarmene da lì e alla fine accettai. Mi prenotarono il volo più economico da St. Kitts alla base inglese nel Sussex e per assicurarsi che non fuggissi mi fecero accompagnare da una guardia della sicurezza. Se avessi voluto scappare avrei potuto farlo senza problemi, ma decisi di non farlo perché avrebbero messo lui sulla graticola. Il viaggio durò 24 ore e giunti a destinazione il mio accompagnatore mi affidò a un altro che era venuto a prendermi all’aeroporto. Il giorno dopo mi presentarono al resto della squadra RPF, erano tutti lì per presunto tradimento della chiesa. Ero determinato a fare il mio programma e a uscirne il prima possibile.

Non esisteva documentazione scritta del perché fossi lì e quando mi chiesero i motivi raccontai l’accaduto. Ormai la mia reputazione era così bassa che non poteva scendere oltre. Ma ancora una volta mi sbagliavo. La mia cara amica CO CMO Sue Price si dette molto da fare e emise un documento “golden rod” [listato con emblemi dorati] con l’assegnazione al RPF. Se i contenuti di quel documento fossero stati veri, al mio confronto Jack lo Squartatore era un santo. Prima di dimenticarmi vorrei aggiungere che ho indagato su questa signora per scoprire perché l’anno prima era stata così maligna da silurare la mia vita sentimentale con un’altra staff della Sea Org. Ho scoperto cose orribili di cui vi risparmio i dettagli.

I progetti sentimentali con la ragazza spagnola erano naturalmente andati in fumo perché lei aveva lasciato la Sea Org. Fui anche interrogato per scoprire se pensavamo di andarcene insieme. Ma non ero così stupido, né così pazzo. Aveva dimostrato di non essere particolarmente affidabile per cui a quel punto era meglio star soli.

Il documento di assegnazione al RPF non era solo pieno di falsità, ma sospendeva anche illegalmente i miei certificati – vale a dire che mi sarei dovuto riaddestrare da zero come se non avessi mai studiato nulla. Per chi ha familiarità con l’argomento, solo un Comm-Ev convocato regolarmente può sospendere i certificati, esiste una precisa policy di LRH al proposito, ma lei doveva scavalcare il fondatore. Tenete presente che quando avete addosso la stigma di RPFer siete totalmente indegni e se avessi cercato di ottenere una rettifica avrei soltanto peggiorato le cose.

Cominciai a familiarizzare con il posto, con gli orari e il mio programma. Ero abbastanza preoccupato per le ore di sonno concesse, se non fossi stato riposato a sufficienza sarebbe stato quasi impossibile terminarlo. Avrei dovuto co-audirmi con un’altra persona al fine di migliorarci reciprocamente. Mi sembrava del tutto inutile, nella mia carriera avevo audito 20.000 ore. La maggioranza dei miei preclear può tranquillamente testimoniarlo. Mi assegnarono un compagno, o per meglio dire due. Posso audire chiunque su qualsiasi livello, ancora oggi riesco a farlo anche se non pratico da due anni, potrei farlo con più scioltezza di molti auditor delle org; non è arroganza o mancanza di rispetto nei loro confronti, so quel che dico e sebbene non sia perfetto (non ho mai pensato di esserlo) il mio addestramento è stato molto vasto e approfondito e l’abilità di maneggiare i preclear appartiene al mio DNA, certificati validi o no. Rifare l’addestramento da capo era orribile, è come se a un pilota di Formula 1 ordinassero di ricominciare dal triciclo.

Poco dopo il mio arrivo venne scritto un rapporto molto mordace contro uno dei miei partner e tutto il trio fu punito con uno status ancora peggiore del RPF. Le restrizioni erano estreme, non solo non potevi parlare con gli altri membri dello staff, ma nemmeno con i compagni del RPF; se non rispettavi la regola finivi in guai ulteriori. Poi risultò che l’assegnazione era sbagliata ma intanto avevo sprecato un mese in quel manicomio senza fare i progressi che mi ero ripromesso; ero stato costretto a vivere in condizioni veramente miserevoli, avevo dormito in uno scantinato mal ventilato nonostante vi fosse il divieto delle autorità locali. A volte avevo sentito dire che in caso di ispezione le ripercussioni sarebbero state spiacevoli. Non sto scherzando.

Comunque sia, dovevo essere veramente stupido per voler continuare con quel programma, riesco a rendermene conto soltanto ora che sono lontano da quell’area di soppressione. Ora posso dire senza esitazioni di avere sprecato tre anni della mia vita su un programma che non mi ha portato alcun beneficio.

Ricordo che la prima volta in cui entrai nella zona dell’auditing restai agghiacciato nel sentire come stavano audendo quei poveri tizi. Quasi nessuno era auditor addestrato e dovevano farcela con il modo di addestrare del RPF. Un inesperto non ci avrebbe trovato niente di strano, ma a un auditor professionista suonava veramente atroce. Alcune persone erano sul programma da anni, uno addirittura da 11 anni! Non riuscivo a crederci. Mi ero offerto di collaborare per rimettere in sesto l’area, ma grazie a quell’assegnamento sbagliato non ero autorizzato ad occuparmi dell’unità tecnica; chiunque fosse il responsabile stava gestendo le cose in modo pessimo. Per rifare tutto l’addestramento da zero sprecai tre mesi. Dovevamo anche rifare i corsi avanzati e non ci facilitarono le cose. Durante il giorno non potevamo accedere ai materiali, potevamo farlo solo di notte quando eravamo stanchi morti. In alcuni momento non riuscivamo nemmeno a tenere aperti gli occhi e dovevamo fermarci per dormire un po’. Alla fine terminai l’addestramento e cominciai a audire il mio partner. Lui era lì da quasi un anno ed era in pessima forma, sia mentale che fisica. Conoscevo bene il mio mestiere e riuscii a rimetterlo in sesto in poco tempo. Decisi di audire entrambi i compagni con cui dovevo fare trio, chi mi conosce può confermare che adoro audire. Entrambi sembravano contenti dei risultati, e lo ero anche io.

Arrivò poi il momento di cominciare a preparare l’event della IAS e ci cambiarono l’orario. Normalmente studiavamo o audivamo per 5 ore al giorno, ma in quel periodo diventò impossibile perché dovevamo lavorare ai preparativi. Tenete presente che le disposizioni sul RPF proibiscono che i suoi partecipanti vengano utilizzati per eventi pubblici di quel tipo, così come è vietato togliere il “tempo per la redenzione” (sul RPF si chiama così). Era illegale! Ma nessuno poteva protestare perché eravamo la feccia della Sea Org, senza alcun diritto; inoltre fornivamo centinaia di ore di lavoro gratis a tutta l’organizzazione. Nonostante il carico di lavoro non potevamo riposare adeguatamente, a volte il cibo, già scarso, era così cattivo che non riuscivo a mandarlo giù. Dovevo comprarmi da mangiare con i soldi risparmiati in tanti anni di lavoro. La paga settimanale, quando arrivava, era di 12,5 dollari e una volta cambiati in sterline non ci si comprava nulla.

Il tempo passava e cominciavo a ricevere auditing. Adoro l’auditing quando viene fatto a beneficio della persona che lo riceve. Ma non era sempre così. Ero disgustato dall’essere costretto a fare passi del tutto inutili e invalidanti. Il Senior C/S UK aveva già un’idea preconcetta, o forse era stato influenzato dai commenti coloriti della tristemente nota Sue Price – la quale si era spinta al punto da inviare un telex, che l’incaricato del RPF mi aveva letto, in cui diceva che con il mio stile di auditing avevo rovinato la vita ai miei preclear. Per fare affermazioni del genere devi avere voglia di scherzare, oppure hai altri fini. Circa 200 dei 500 Nuovi OT8 fatti fino a quel momento erano stati miei preclear e la maggioranza stava andando alla grande! Non ho mai sentito che si siano lamentati del mio servizio. Pochissimi non sono andati bene e mi dispiace di non essere riuscito ad aiutarli. Ma a parte questo sono e resto orgoglioso dei miei prodotti. Dopo molti anni sono riuscito a rintracciare alcuni del miei preclear e per mia curiosità ho fatto un sondaggio. Tutti erano ancora contenti del mio auditing e si ricordavano di me. Un quadro del tutto diverso da quello dipinto dalla signora di CMO.

Fui costretto a fare un intero rundown (il “Rundown della Verità”) inteso a maneggiare cose che non avevo mai fatto. Non solo le mie proteste venivano ignorate, ma erano usate per farmi sentire in torto e per costringermi a ricevere un’azione inutile. Per me fu una vera tortura. Il mio partner mi disse che non c’era via di uscita e se continuavo a protestare avrei solo peggiorato la situazione. Era l’esempio perfetto di auditing soppressivo. Quando finì ne fui molto sollevato. Con il trascorrere del tempo dovetti aiutare anche altri e potei usare un po’ della mia competenza tecnica. Il mio compito originale era far sentire meglio il prossimo. Durante l’RPF ho audito di mia iniziativa 24 persone a tutti i livelli, tre sono andate a Clear (fenomeno finale dell’auditing di Dianetics) e alcune sono riuscite a diplomarsi perché io l’ho reso possibile, quando l’auditor non sapeva dove sbattere la testa facevo io la supervisione alle sedute di livello superiore.

Vi risparmio i dettagli di quegli ultimi anni, sono però orgoglioso di avere contribuito alla correzione degli errori di tutti i casi impantanati nella mia area, ho maneggiato sedute pasticciate e cartellini rossi (termine per una seduta andata male, quando l’examiner non ha un ago libero) che nessun altro riusciva a maneggiare, ho salvato dal collasso la produzione e ottenuto una produzione migliore di quella esistente prima che ci mettessi le mani. Per risolvere il problema del cibo mi sono anche fatto cuoco e, attingendo ai ricordi di casa mia, ho preparato pasti molto migliori di quanti se ne fossero mai mangiati da quelle parti.

Quando facevo la supervisione del co-audit riuscivo a maneggiare qualsiasi situazione si presentasse, il che rendeva più liscio l’auditing. Tutto arriva a una fine, io e il mio partner terminammo il programma e ci mettemmo in attesa dell’OK finale. Non mi avevano pagato per tutto il 2007 ma non me ne preoccupavo molto, bastava solo uscire di lì e tornare a produrre da qualche parte. Ma sfortunatamente qualcosa andò di nuovo storto.

Una cadetta fece rapporto al mio partner, che fu intervistato e poi licenziato. Ero il suo twin e anche io mi ritrovai nei guai. Lo cacciarono via in pochi giorni. Ricordo un commento fatto da un altro RPFer che riportava quanto il RTC rep UK aveva detto del mio partner: «Sbarazzatevi di lui». Era in Sea Org da 27 anni, era un Classe IX oltre che supervisione del caso per lo stesso livello. Dovette abbandonare la moglie, che decise di restare in Sea Org. Da anni non erano autorizzati a parlarsi.

Dopo la sua partenza fui sottoposto a un altro Comm-Ev e grazie a Dio licenziarono anche me. Non ne potevo davvero più e fino a quel momento non mi ero reso conto di quanto avessi permesso tutta quella soppressione che aveva reso totalmente miserabili i miei ultimi tre anni di vita nella Sea Org.

Prima di riuscire a orientarmi di nuovo nel mondo reale ci ho messo un po’. Era bellissimo poter decidere da solo che cosa fare, e farlo. Ero io a gestire la mia vita, non qualcun altro, non c’erano più restrizioni di sorta. Però parlare di certe brutte cose mi metteva a disagio. Avrei vissuto con quella esperienza, ma alla fine mi sono accorto che altri avevano esperienze simili se non peggiori, nella stessa organizzazione anche se non nella stessa base geografica. Quando ho cominciato a leggere le storie degli altri non riuscivo a crederci, erano uguali alla mia.

Alla fine ho capito perché la RTC rep della nave riteneva giusto prendermi a botte, aveva imparato la lezione dal suo capo e si stava comportando allo stesso modo. Anche il mio partner aveva tirato fuori un’esperienza simile, era stato picchiato da un RTC rep della base inglese, per non parlare di altri maneggiamenti umilianti e di altri episodi emersi in seduta. A quel punto ho concluso che non ho nulla da nascondere sulla mia vita in Sea Org e desidero condividerla con gli altri. Se dopo aver letto la mia storia qualcuno si sente incoraggiato a entrare in Sea Org per me va bene, niente da obiettare. D’altro canto se qualcuno voleva entrare in Sea Org e la mia storia lo ha impaurito, mi dispiace. Ma non potevo abbellirla per scopi di reclutamento, sarebbe stato presentare un quadro falso. Preferisco raccontare la verità a chi è in grado di giudicarla, a chi riesce a immaginare di vivere la vita cercando di aiutare il pro
Amo e rispetto Ron Hubbard e gli sono molto grato per tutto l’aiuto che grazie ai suoi insegnamenti sono riuscito a dare agli altri e a me stesso. Se l’attuale dirigenza della chiesa dimostra di essere allineata al lavoro di LRH sarò più che felice di aiutare ma se questo non succede, allora preferisco collaborare con altri gruppi che condividano il desiderio di aiutare usando la vera Scientology.Probabilmente quando questo scritto verrà scoperto dagli addetti della chiesa verrà etichettato come “proibito”. Molto prevedibilmente sarà così. E se l’attuale regime della chiesa riterrà necessario dichiararmi persona soppressiva beh, mi dispiace. Però non temo più quel tipo di dichiarazione. Vorrei riceverne una copia perché se non è scritto non è vero, e vi posso assicurare che se mi verrà inviata la posterò in Internet in modo che tutti possano leggerla. Posso condividere i miei crimini con tutto il mondo, se  serve a sentirsi liberi.

Tre hurrà per LRH

Ignazio Tidu
27 novembre 2009

9 commenti

Archiviato in Casa Minelli, DATI STABILI, LRH, OT, Scientology indipendente, Tecnologia Standard

9 risposte a “Ignazio Tidu, Vero ed unico Auditor di Classe XII ITALIANO

  1. Ogni volta che la leggo mi commuovo, Ignazio, sei riuscito ad esprimerti con parole veramente appropriate, tanto che leggendola me la fai sperimentare un po’, come se fossi in prima persona…..
    Ah, comunque….
    Grande Ignazio !!!
    Tre Hurra’ per LRH anche da parte mia !!!

  2. Luigi Cosivi

    concordo con Lorenzoegiorgio, sono lieto di aver avuto Ignazio come Auditor.

  3. Sottoscrivo, Ignazio è un auditor speciale, altro che PC rovinati, mi vorrei rovinare un’altro po’ se non vi spiace.
    Viva Ignazio, ci sei ed è tanto.

  4. NOTsaware

    Grazie a tutti voi ed a tutti coloro che mi han permesso di essere il loro auditor. Vi voglio bene. Ignazio.

  5. Guido Minelli

    Anche io voglio dare un grandissimo riconoscimento a Ignazio, l’auditing con lui è veramente piacevole e standard, la sua competenza, sicurezza ed ARC sono da manuale. Siamo fortunati ad averlo tra le fila degli scientologi indipendenti italiani.
    Un abbraccio
    Guido

  6. Marco

    Bravo Ignazio, complimenti per quello che apporti alla speranza Italiana di un percorso sui livelli Ot senza i “compromessi” tipici della gestione della Scn Inc.
    Grazie per la tua presenza e per la tua azione.
    Marco

  7. Paolo Grazioli

    Grande Ignazio, +1
    Paolo

  8. luca

    Semmai decidero’ di risalire sul ponte … lui sara’ la mia scelta ….ciao Ignazio

  9. Gonos

    Dopo essere uscito dalla Chiesa, quella di Ignazio è stata la seconda dichiarazione d’indipendenza che ho letto (la prima è stata quella di Isene). Una racconto appassionante e coinvolgente, con i cattivi che fanno di tutto per far sì che i loro loschi propositi si realizzino.
    La sua storia è emblematica del disegno della “Church=COB” per disfarsi di qualsiasi terminale tecnico che possa intralciare i piani di affossamento e perversione della Tech.
    Mi ha colpito la tenacia e resistenza di Ignazio a tutte le pressioni per farlo desistere dal difendere la Tech Standard. Una dedizione straordinaria.
    Adesso Ignazio è un riferimento fondamentale per tutti noi indipendenti e mi auguro e gli auguro di continuare a far bene, come ha fatto fin’ora.
    Buon Lavoro, Gonos

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