Archivi del giorno: 26 agosto 2012

GIOCHI

Di: Flemming Funch

Immaginate di essere tutta conoscenza e tutta potenza. Qualsiasi cosa decidiate succeda succederà istantaneamente nel momento in cui la pensate. Non c’è niente di nuovo da fare, niente da imparare perché sapete già tutto. Ora, cosa farete per divertirvi?

Diventereste molto velocemente annoiati a sapere tutto e ad essere tutta potenza.

Non c’è competizione nella cosa, nessuna sorpresa, nessuna gioia di imparare cose nuove, nessuna soddisfazione nello scavalcare ostacoli. In breve, non ci sarebbe nessun gioco.

Ciò che rende la vita divertente e piacevole da vivere sono le sorprese e i successi che ottenete dibattendovi nei problemi della vita, e vincendo nonostante la resistenza.

Se le cose vanno sempre come volete voi, se sapeste in anticipo ciò che succederà, non sarebbe divertente.

Ciò che voglio dire per semplificare è che la vita deve essere un gioco, con tutto ciò che implica.

Cos’è un gioco?

Prima di tutto, i giochi sono divertenti. La vita deve essere divertente ed eccitante. Se non lo fosse, allora perché preoccuparsene in primo luogo. Se la vita diventa troppo seria allora avete perso traccia di ciò che stavate giocando. Voi state giocando qualcosa che volete giocare. Riportare alla luce il gioco originale riporterà al suo interno il divertimento e l’eccitazione.

Cosa rende gioco un gioco è che ha uno scopo, e c’è bilanciamento tra libertà e barriere.

Ci deve essere qualcosa che volete che non avete, che è l’obiettivo o lo scopo o l’oggetto del gioco. Non importa se l’avevate prima che il gioco iniziasse. Ci rinunciate per poterlo vincere nuovamente seguendo le regole del gioco. Per esempio; se dovete correre in una gara contro qualcun altro, non importa davvero se siete sulla linea di arrivo 5 minuti prima che la gara inizi. Ve ne andate pretendendo che ora è molto importante arrivare su quella linea di fine gara il più velocemente possibile.

Un gioco deve avere alcune restrizioni, barriere, ostacoli, giocatori avversari, elementi nascosti, sorprese, e cosi via. E cosi dovete rinunciare a un po’ di conoscenza, di controllo e di responsabilità per giocare un gioco. Dovete farvi l’idea che una parte del terreno di gioco ora non è sotto il vostro controllo, ma possibilmente sotto il controllo di un altro. Dovete farvi l’idea che ci sono cose che non sapete e possibilmente che non dovreste sapere. Dovete permettere ai misteri di esistere e permettere quindi a voi stessi di essere sorpresi quando scoprite qualcosa di nuovo. Questo vi permette di imparare.

Un gioco ha anche delle regole. Queste sono barriere che definiscono ciò che una persona può o non può fare per giocare al gioco. Ancora una volta, questi sono limiti alla libertà, limiti per creare una sfida eccitante giocando al gioco. Per esempio; nel calcio non potete toccare la palla con le mani, dovete rimanere dentro al campo. Nella vita non è molto diverso.

In un gioco ci devono anche essere delle libertà. Sono le cose che potete fare di vostra auto determinazione, le azioni che potete intraprendere per vincere nel gioco. Se non ci fosse nessuna libertà in un gioco sarebbe noioso così come se ci fosse completa libertà. Pertanto ci devono essere sufficienti libertà per avere una possibilità contro le barriere.

Equilibrio = Interesse

Perché il gioco sia interessante ci deve essere un equilibrio idoneo tra le libertà e le barriere. Non devono essere esattamente uguali, ma non ci dovrebbe essere troppa differenza. Ci dovrebbe essere una vera minaccia di perdere la partita, ma il divertimento si ottiene veramente superando gli ostacoli e vincendo.

Parte dell’equilibrio Libertà/Barriere è anche l’ammontare di azione, la casualità, o la diversità nel gioco. Che è, quanti diversi tipi di cose possono succedere. Un gioco tende a diventare più interessante se ci sono molti elementi diversi eppure rimane ancora in equilibrio tra barriere e libertà.

La fregatura

Avere un gioco è più interessante che non averlo. Tuttavia, la fregatura è che per definizione si tratta di uno stato inferiore di consapevolezza rispetto allo stato di non dover giocare un gioco. Dovete dimenticare delle cose per giocare a un gioco, dovete rinunciare al controllo, pretendere di non essere responsabili. Questo è bello e un po’ dandy fintanto che sapete che lo state facendo. I guai iniziano quando dimenticate qualcosa per poter giocare un gioco, vi confondete e dimenticate di averlo dimenticato, e non ve lo ricordate più.

E’ necessario conoscere molto sui giochi per poter rimediare se vanno a finire male. E i modi in cui possono finire male sono per lo più:

  1. Prenderli seriamente e dimenticare che sono un divertimento.
  2. Giocare qualcosa che non volete giocare.
  3. Dimenticare che avete dimenticato per poter giocare il gioco.
  4. Troppe barriere nel gioco.
  5. Troppa libertà, troppe poche barriere.
  6. Ci si è dimenticati delle regole.

Rimediare ad ognuna di queste cose riguardo alla vita tenderà a renderla più gratificante in molti modi.

Articolo preso da: International Viewpoints, pubblicazione 18 – August 1994

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