Archivi del giorno: 16 settembre 2012

“Diario di un sogno” La Lettura

Siete Scientologist Indipendenti ? Pensate con la vostra testa !

Ecco a voi il secondo capitolo del Libro

che Richard ha scritto in tre giorni e ci ha regalato

per copyrighttarlo, pubblicarlo e venderlo

a tutti coloro che vogliono tenerlo stampato

nella propria libreria.

La copertina e’ stata realizzata da

Paolo Buzi, Artista ed OTIII.

Il ricavato dalla vendita del libro verra’ utilizzato

per scopi comuni

e progetti a molti conosciuti.

Potete acquistare il libro qui.

2

LA LETTURA

Mi accorsi che era Sabato, quindi niente lavoro.

Cercai la Bhagavad-Gita; non fu difficile trovarla. Cominciai a leggere e arricciai il naso alle parole “il Signore Beato”.

Roba di Chiesa, non faceva per me.

Mi costrinsi a leggere, controvoglia naturalmente, ma più leggevo più la cosa mi piaceva; vedevo che aveva un senso e mi ritrovavo spesso a sorridere.

Non pensavo che potesse esistere qualcosa di così bello e che stupidamente non mi ero mai degnato di leggere. Passai la giornata a leggere e rileggere i vari capitoli; alcuni li trovavo affascinanti.

Appianai la discussione che avevo avuto il giorno precedente con mia moglie e consumammo una cena veramente squisita.

Pareva che quella giornata fosse trascorsa in modo totalmente diverso dalle altre, mi sentivo un po’ fuori dal tempo.

Mi sdraiai sul divano con noncuranza, solo per ripensare agli avvenimenti della notte prima e a quello che avevo letto durante la giornata.

La sua voce mi rimbombò nelle orecchie: “Bravo, vedo che sei puntuale.”

“Ciao Red, cosa ci fai nel mio soggiorno e sopratutto, come hai trovato casa mia?”

“Ma di che soggiorno stai parlando? Non vedi che sei nel mio ufficio?”

Non so come, ma era riuscito a fregarmi; in un modo o nell’altro dovevo essermi addormentato sul divano ed ero stato risucchiato in un posto sconosciuto. Non mi piaceva avere così poco controllo sugli avvenimenti.

Lui non si scompose, ma mi chiese come fosse stata la lettura di quello che mi aveva assegnato come compito.

Io mi stavo preparando a fargli un riassunto, ma lui mi bloccò immediatamente e… mi domandò: “Se fossi un’arma…?”

“… Sarei il fulmine!” Risposi io, stentando a credere alla mia risposta.

Red rise: “Come vanno le tue orecchie oggi?”

Non mi ero accorto di avere ancora le orecchie al proprio posto e a quel punto la parola Fulmine mi fece fare una risata fragorosa.

“Caro Red, devo ammettere che quello che mi hai consigliato di leggere era qualcosa che meritava proprio di essere letto”.

“Ma perché mi hai fatto leggere la Bhagavad?”

Mi guardò con uno sguardo particolarmente intenso: “Perché in quello scritto puoi percepire nitidamente la Magia e lo Spirito, cose rare di questi tempi”!

Fece una pausa.

“A proposito di Spirito, hai mai letto niente di Castaneda”?

Tentennai vistosamente: “Mi avvalgo della facoltà di non rispondere perché quello che dico potrebbe essere usato contro di me”.

La sua risata riecheggiò per l’intera stanza: “Smettila di fare lo stupido e rispondimi”.

“Posso chiedere a te cosa ne pensi di Carlos?” Gli chiesi un po’ intimidito.

“Bene, Castaneda è un gran bravo ragazzo e onestamente, a suo tempo, avrei voluto avere un mentore come Don Juan Matus.

Credo che abbia scritto delle vere opere d’arte; l’unica pecca sta nel fatto che descrive l’uso di sostanze allucinogene e questo potrebbe portare l’incauto lettore a provarle, cosa non molto saggia se non viene fatta nell’ambito di una vera ricerca spirituale e sopratutto sotto la guida di un vero Maestro… ti soddisfa la mia risposta?”

Sì, la risposta mi piaceva anche perché avevo letto tutto quello che era stato pubblicato di Castaneda e il fatto di poterne parlare liberamente con Lui mi faceva sentire sollevato.

Non avevo più dubbi ormai; quell’essere mi leggeva nel pensiero, era sempre un passo avanti a me con le sue domande.

La prossima fu: “Cosa mi sai dire del Punto d’Unione?”

Pensai velocemente: “E’ quel particolare punto tramite il quale un essere è collegato a questa o altre realtà e che gli permette di percepire.”

“Bene, la risposta è quasi corretta. Come riesci a metterlo in relazione con il Punto di Vista ed il Punto di Conoscenza?”

“Ti prego Red, in questo campo sei tu l’esperto, accettami come tuo umile allievo e fammi capire le cose dal tuo punto di vista; credo che gli ingranaggi della mia mente riuscirebbero ad incepparsi se li sforzassi troppo.”

Mi sorrise nuovamente. Sembrava bonario e disponibile: “D’accordo, la tua richiesta è umile e ben articolata; ti darò il mio punto di vista sulla questione.

Il Punto d’Unione descritto da Don Juan, il Punto di Vista e il Punto di Conoscenza sono la medesima cosa.

Ognuno di essi è un semplice punto.

Sembra avere una collocazione geografica all’interno del corpo fisico, ma in realtà esiste in un altro tempo ed in un altro spazio.

E’ un qui che per definizione non è qui.

E’ l’esatto punto d’ingresso nell’Universo MEST il quale, guarda caso, coincide anche con l’esatto Punto di Entrata nel Corpo fisico.

E’ e resta un semplice punto e tutto quanto ruota intorno a questo punto; la capacità di individuarlo con estrema precisione permette ad ogni individuo di avere l’esatta posizione tramite la quale sprigionare i propri cavalli vapore ed andarsene libero. E’ chiaro?”

Stentavo a credere a quello che avevo appena sentito; quello che mi aveva detto mi piaceva molto e aveva senso, però non riuscivo ad afferrarlo in pieno.

Penso che stesse osservando cosa accadeva nella mia mente, probabilmente per questo fece una citazione: “Non citerò i materiali esatti, ma visto che hai fatto quel corso dovresti ricordarli… Su OT 8 aspettatevi degli shock di semplicità; un marciapiede è semplicemente un marciapiede, non è una sorta di pensiero illimitato… Ti ricorda niente?”

Sì, quel nastro me lo ricordavo in modo particolare, quindi gli domandai: “Perché mi trovo qui”?

“Caro amico mio, un po’ zuccone come tutti gli italiani, per ora ti dirò solo un paio di motivi per cui sei qui in questo momento. Il primo è che sei un tremendo cocciuto; non ti sei accontentato di quello che c’era e hai continuato una tua ricerca personale, andando a rovistare in tutte le pratiche possibili ed immaginabili in cerca della Verità.

La cosa più buffa è che, nonostante questo, sei ritornato sui tuoi passi e sei riuscito a trovare le varie tracce che avevo lasciato, le hai seguite e ti sei applicato con quella particolare testardaggine (che può benissimo essere chiamata Intenzione) che ti ha permesso di uscire dalla mischia così da poter essere qui oggi.

Devo ammettere che era diverso tempo che ti stavamo seguendo e ci siamo anche permessi di darti qualche consiglio… fortunatamente sei stato in grado di ascoltare alcuni di questi.

Il Padreterno diceva il giusto quando affermava che nemmeno tu sai quello che conosci veramente, quindi sarà mio compito darti una mano a finire il lavoro che hai cominciato su te stesso.

In secondo luogo ti userò spudoratamente per dare la parte di conoscenza mancante al resto delle persone; mi spiace per te… ma questo è un compito a cui non ti puoi sottrarre, sei d accordo?”

Adesso sì che sentivo odore di fregature; prima mi dice che non mi posso sottrarre, poi mi domanda se sono d accordo… “Ma caro il mio Red, ma chi diavolo potrebbe mai credermi? Rischierei di fare la figura del pazzo alienato che parla con gli spiriti; come pensi che possa esserti di aiuto? Forse la cosa migliore è quella di tornare sul Pianeta Terra a completare il lavoro… non credi?”

“No, credo proprio che non sia una buona idea, ma andiamo per gradi, facciamo come ha fatto Don Juan con Castaneda; ti assegno il tuo “Non-Fare” e sarà lo stesso che a suo tempo venne affidato a Carlos… Prendi appunti e fanne un libro. Vedrai che il contenuto di questo libro farà tornare il sorriso e la voglia di sognare a molte persone a noi care”.

“Senti Red, perché citi spesso Castaneda?”

“Perché vedo nella tua mente i dati in essa contenuti; potrei citare anche Sai-Baba, ma non conosci il personaggio a fondo”.

Mi ringalluzzii: “Certo che conosco Sai-Baba! Riesce a far apparire bracciali d’oro e sabbia calda dalle sue mani!”

“Sei fuori strada mio giovane amico; quello è solo un mezzo che usa per far sognare le persone, infonde in loro l’idea che la Magia e lo Spirito esistano… cosa conosci di quel personaggio?”

“Beh, so che è un grande essere e che…”

Red sorrise: “Vedo che non ne sai molto; di sicuro è un Grande Essere così come ce ne sono altri sparsi sul Pianeta Terra, ma per il momento restiamo su Castaneda che mi sembra un soggetto che conosci bene… a parte quell’altra Tecnologia, naturalmente”.

Mi feci coraggio perché avevo intenzioni di fargli delle domande piuttosto personali ed alcune decisamente confidenziali.

Non ero ancora convinto che quel sogno non fosse un semplice sogno e, sopratutto, che Lui fosse veramente Lui.

Mi sforzai: “Senti Red, cosa mi dici di Nibs?”

Mi guardò con aria amorevole; non sembrava per niente turbato da quella domanda, anzi, sembrava che se l’aspettasse.

“Adoravo profondamente quel ragazzo, ne ero particolarmente orgoglioso.

Quello che è stato detto al riguardo ha un fondo di verità, ma aveva semplicemente a che fare col mantenere un certo stile di PR, per il resto avrei dato la mia stessa vita per lui.

Adoravo anche mia moglie e non ho mai sopportato come è stata trattata… per dei luridi e insignificanti soldi… ma ora Lei sta bene, però non credo che quello che è stato fatto non abbia un seguito negativo per quella banda di balordi; ognuno si intrappola con le proprie mani, ricordalo sempre, questo!

Per fortuna c’è ancora la mia piccola peste in libertà che porta il mio nome e sono sicuro che stia fremendo dal desiderio di rimettere in ordine le cose… Forse quello che scriverai potrà aiutare Lei e molte altre persone.”

“Quindi mi stai proponendo di scrivere un libro, così che io possa diventare ricco e famoso?” Domandai con aria stupidamente spavalda.

La sua risata divenne sonora. “Se tu avessi voluto diventare ricco e famoso non saresti QUI ORA. Adesso ci dobbiamo salutare, nei prossimi due giorni chiudi quei cicli di Auditing che stai tenendo aperti; la tecnica che hai affinato assieme al tuo gruppo di lavoro presenta ancora alcune lacune ma è decisamente funzionale, quindi ti lascio con un Well Done e… buon risveglio”.

Volevo salutarlo, ma non ne ebbi il tempo; in pochi istanti valutai quello che mi stava succedendo, non avevo più dubbi… stavo impazzendo, però il tutto stava avvenendo in maniera piacevole.

 

 

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