Archivi del giorno: 22 settembre 2012

“Diario di un Sogno” Alcuni Dubbi

Siete Scientologist Indipendenti ? Pensate con la vostra testa !

Ho capito ! 😀

Ecco a voi il terzo capitolo del Libro

che Richard ha scritto in tre giorni e ci ha regalato

per copyrighttarlo, pubblicarlo e venderlo

a tutti coloro che vogliono tenerlo stampato

nella propria libreria.

La copertina e’ stata realizzata da

Paolo Buzi, Artista ed OTIII.

Il ricavato dalla vendita del libro verra’ utilizzato

per scopi comuni

e progetti a molti conosciuti.

Potete acquistare il libro qui.

ALCUNI DUBBI

Passai un paio di giorni tranquilli; continuavo con le tecniche estrapolate in precedenza dai materiali degli anni ’60.

Ero consapevole di non fare uso di sostanze stupefacenti, a meno che mia moglie non mi drogasse di nascosto (ma non era proprio il caso) e bevevo raramente… ma c’era qualcosa in tutta quella storia che mi faceva dubitare della mia sanità mentale.

Non mi era mai capitato in precedenza di ripresentarmi puntuale in un sogno e sopratutto di continuarlo come se fosse un film a puntate.

Per altro, la cosa si presentava molto reale, anzi era molto più intrigante della vita stessa.

Ero ormai giunto ad un particolare punto durante l’applicazione dei procedimenti, in cui mi sembrava di occupare uno spazio esterno al Corpo fisico.

Il Corpo stesso m’infastidiva ancora parecchio, anzi, era la più grande fonte di distrazione che abbia mai potuto sperimentare, ma, d’altro canto, ero completamente distaccato dalla maggior parte delle “routine” quotidiane.

Ormai cominciavo ad attendere con leggera apprensione il momento in cui sarei tornato a dormire e devo ammettere che questo non giovava molto alla mia rilassatezza mentale.

Quella notte mi addormentai puntuale come la morte. Il suo saluto riecheggiò per la vallata: “Bentornato amico mio!”

Ci trovavamo in una radura nella conca di una piacevole vallata; lui stava passeggiando pigramente e di tanto in tanto si guardava intorno.

“Cosa stai cercando Red?” Gli domandai con molta curiosità.

“Sto cercando me stesso. Ero certo di essere qui da qualche parte… ma non ricordo più dove mi sono messo!”

Capii immediatamente che stava cercando di prendermi in giro, però noncurante mi domandò: “Non ti capita mai di perderti?”

“Una volta mi sono perso in una città che non conoscevo, ma cosa c’entra questo?”

Sempre facendo finta di niente mi domandò: “Come ti sentisti in quel momento?”

La mia risposta fu davvero sagace: “Mi sentii perso, naturalmente”.

“Idiota” disse lui ridendo. “Mi stavo riferendo al tuo stato mentale; tenta di spiegarmi cosa percepivi esattamente”.

Dovetti pensarci per alcuni minuti. Il mio tentativo di essere spiritoso mi si era rivoltato contro e ora facevo fatica a rimettere insieme i ricordi: “Mi sentivo disorientato, in parte confuso perché non ero in grado di riconoscere i luoghi che mi circondavano”.

“Esatto, ora tenta di descrivermi le sensazioni che provavi ispezionando l’ambiente intorno a te”.

Ricordavo una leggera e particolare ansia e stavo cercando di mettere insieme una frase che avesse un senso quando lui interruppe i miei pensieri: “Non hai per caso avuto una strana sensazione d’irrealtà e di essere distaccato dal Corpo?”

“Sì!” Risposi con enfasi “In effetti, l’azione di guardarmi intorno e di non riconoscere quei luoghi mi metteva in apprensione e sembrava che raggiungessi i vari scenari molto prima che venissero raggiunti o percepiti dal mio Corpo”.

Mi sorrise: “Bene, questo ha a che fare con lo spazio ed i suoi punti di ancoraggio… ma non è quello di cui parleremo oggi.

Hai diverse cose da domandarmi, quindi domandami pure quello che ti pare”.

Era giunto il momento di fare una domanda importante: “Voglio conoscere il segreto dell’Universo!”

Lui rise di gusto: “D’accordo, allora dovrai procurati una Laurea in Fisica, una in Chimica ed un’altra in Astronomia… pensi di farcela per domani?”

In qualche modo mi sentivo raggirato, non era esattamente quello che intendevo.

“Partiamo da domande più semplici e più terrene, forse da quel punto potremo progredire un poco per volta”.

Sembrava che avesse ragione, così gli domandai: “E’ vero che spesso ti arrabbiavi furiosamente con qualcuno?”

“No, non spesso, ma a volte capitava.

D’altra parte ero costretto a convivere con un Corpo mentre procedevo con i miei gradini sulla Scala di Consapevolezza e, come avrai certamente sperimentato, a volte le due cose non vanno molto d’accordo.

Mi rendo conto di avere trattato veramente male qualcuno, e di questo gliene chiedo scusa, anche se a volte di nascosto ridevo come un pazzo riguardo a quello che era successo… a te non è mai capitato?”

 

Devo ammettere che a volte mi capitava di essere particolarmente nervoso e glielo dissi: “Alcune volte sento una rabbia o un particolare nervosismo che non riesco a spiegare; vorrei sfogarmi in qualche modo ma è come se mi sentissi in trappola, di conseguenza non so bene cosa fare”.

Mi osservò attentamente, forse solo per far sì che io ascoltassi meglio: “Come percepisci il tuo attuale Corpo?”

“In generale devo ammettere che lo trovo molto più leggero, ma mi annoia e mi infastidisce anche molto più facilmente”.

Lui annuì: “Allora puoi capire come mi sentissi io; ormai ti trovi di fronte alla parte più delicata, il core di tutto quanto.

Quella è la parte finale, ma è anche la parte più pesantemente carica; sei sicuramente a buon punto, questo lo posso vedere e puoi percepirlo facilmente anche tu.

Persevera nella direzione che hai preso e tra non molto spezzerai l’ultima barriera che ti tiene ancora vincolato al tuo corpo”.

Mi soffermai a pensare a quello che mi aveva appena detto; sentivo che c’era del vero nelle sue parole e questo fatto rinvigoriva le mie speranze.

A quel punto fece una domanda che fece vacillare i miei dati stabili: “Esegui mai una qualche tecnica di rilassamento o di meditazione”?

“Ma Red!” Esclamai. “Non sei forse tu quello che ha sempre sostenuto che non è una cosa salutare mischiare le pratiche?”

“Certo amico mio, ma io non sto parlando di MISCHIARE, vorrei solo farti capire la necessità di ALTERNARE alle tue sedute una tecnica meditativa… cosa pensi che sia in fondo l’OT TR0?”

La cosa mi diede da pensare ed al contempo mi fece sorridere.

Lui aggiunse: “Probabilmente quell’esercizio non viene eseguito nella consueta posizione del loto, ma non è nient’altro che una tecnica meditativa Orientale applicata in maniera leggermente diversa… pensaci bene”.

Adesso volevo sapere cosa pensava esattamente delle varie tecniche orientali così glielo domandai.

“Bene, devo dire che quelle particolari tecniche sono molto valide; hanno un solo grosso problema, ma questo te lo spiego dopo.

Eseguendo costantemente, con cura ed applicando un saldo codice comportamentale, quelle particolari discipline possono portare un individuo ad un elevato stato di Essere.

Una persona può realmente raggiungere lo stato di Bhodi, stato nel quale l’Essere si ritrova all’esterno del corpo fisico e opera da quel punto, da lì in poi.

L’abilità dell’Essere cresce a tal punto che il proprio Bank diventa qualcosa di talmente piccolo e ridicolo che può benissimo essere tenuto a bada senza sforzo… il problema viene in seguito.

E questo è veramente un grosso problema, nonché un grande rischio.

E’ come fare una grossa scommessa con la morte. Mi spiego meglio: all’atto della morte avvengono delle particolari restimolazioni che possono fare in modo che l’Essere, che precedentemente si era liberato, ricada nuovamente nel proprio Bank.

Non sempre accade, ma ci sono buone possibilità che questo avvenimento rovini tutta una vita dedicata alla liberazione spirituale.

La soluzione migliore è sempre quella di Cancellare quel dannato Bank, così da avere la matematica certezza di non ricadervi più dentro… sono stato chiaro?”

Devo proprio ammettere che la cosa aveva una sua logica sopraffina. Sì, mi aveva convinto.

Mi fece un cenno con la mano come per salutarmi: “Ci rivediamo tra qualche giorno; intanto prova ad alternare una seduta di meditazione dopo quattro o cinque sedute tecniche”.

Lui sparì ed io mi svegliai; avevo ancora molte cose da domandare, ma sembrava che il tempo, in quei sogni, scorresse molto più rapidamente del normale.

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