Archivi del giorno: 10 novembre 2012

RAZZISMO SPIRITUALE

Siete Scientologist Indipendenti ? Pensate con la vostra testa !

Ringraziando Nena per aver condiviso con noi il suo successo strepitoso,

per questo fine settimana, grazie al lavoro impagabile di Simon,

voglio mettere l’attenzione su questo interessante post.

Penso sia interessante commentarlo dal punto di vista degli ” Esodati Italia 1983″ e degli “Indipendenti del nuovo Millennio”

Buone discussioni 🙂

Francesco

http://www.serviziopubblico.it/2012/11/08/news/il_m5s_e_una_setta.html

Il Razzismo Spirituale viene promulgato all’interno e dai vari livelli di comando della CofS.

La “dirigenza” della Chiesa di Scientology ha creato un doppio standard all’interno dei suoi ranghi. Ci sono gli Scientologist, nello specifico coloro che sono pro-management, e poi ci sono i “Wog” e i “DB (esseri degradati)”.

Tutto ciò che c’è di buono viene fatto dagli Scientologist, ogni cosa negativa è relegata nella categoria dei “Wog” o nell’altra categoria conosciuta come DB, nella quale vengono gettate le persone soppressive, le persone contrarie al management, gli ex-membri della Sea Org e qualsiasi persona che le appoggia.

La cultura del “noi contro di loro” è più che mai viva oggi in Scientology. La segregazione e la differenziazione sono il peggior tipo di razzismo spirituale possibile, dato che viene dichiarato falsamente che chiunque supporti il management della Chiesa sia dalla parte giusta della staccionata e tutti gli altri sono esseri discutibili, degradati o semplicemente stupidi. E vengono, a vari livelli, tagliati fuori dai benefici del movimento.

Trent’anni fa, nonostante l’immagine di PR discutibile e altre malattie che affliggevano il movimento, c’era una grande differenza tra gli Scientologist dell’epoca e quelli che vediamo oggi.

L’efficacia di questa potente e dilagante scienza filosofica della vita è stata drasticamente ridotta. Infatti, è stata depotenziata su molti livelli, quando si è cercato di avvolgerla in un alone di mistero e di celare i suoi membri al mondo intero.

Parlando in modo assiomatico, il solo modo per fare as-is o di superare le cattive condizioni è quello di confrontarle. Starci di fronte con più comunicazione (non meno), e creare condizioni migliori. E non intendo solamente nel modo Scientologico – qui si tratta di vita in generale.

Non ci si è mai occupati del razzismo nascondendolo alla società e introducendo barriere che non permettono ai “bianchi” di vedere la verità sulla schiavitù dei “neri”. C’è voluta una minoranza che manifestasse fin sotto le porte della società dominata dai bianchi, che dichiarasse i propri diritti e mostrasse gli abusi del razzismo per riuscire a portare avanti i cambiamenti nella nostra cultura.

Ogni problema riguardante i diritti umani o le cattive condizioni su quella materia, viene messo sotto ai riflettori solamente portandolo in piazza, dove tutti possono vederlo, dove si può ispezionarlo, criticarlo, analizzarlo ed eventualmente occuparsene.

La mentalità tenuta in piedi dai più alti ranghi del management di Scientology, e che è stata iniettata nel resto degli adepti per molti anni, è un podio dove non c’è ispezione; la copertura è dell’ordine di “non guardare il male, non ascoltare il male, non parlare del male”.

Contrariamente al lasciare che i propri membri si mescolassero col settore pubblico, osservando e interagendo liberamente con la società, questo “management” ha iniettato le basi della policy operativa di “azione solo se approvata” o di “interazione accettabile” – parole caritatevoli che alla base significano; “guarda solamente a ciò che ti diciamo noi, e sarà meglio che non guardi da nessun altra parte”.

Per dire, non è possibile salvare un mondo che non si può vedere, e al contrario, nemmeno gli altri vi possono vedere. Dato la mancanza di trasparenza presente nella CofS odierna, e i suoi tentativi di nascondere pratiche fondamentalmente ingiuriose quali la disconnessione, l’RPF, gli abusi fisici e mentali dei suoi membri, le pratiche di privazione, le pratiche per estorcere o rendere obbligatorie le donazioni da parte del suo pubblico, e molto altro ancora, non la rendono più la Chiesa delle persone; è un’attività isolata dal resto del mondo.

Inoltre, assimilando questo genere di mentalità nei suoi ranghi, ha creato uno stato mentale secondo il quale o si è con loro al 100% o si è FUORI – che diciamocelo, è precisamente il modo in cui nasce un culto o si fa il lavaggio del cervello a qualcuno – richiedergli impegno totale con all’opposto zero punto di vista o prospettiva personale.

Non si fanno domande, non si sfida nessuno e quindi tale condizione fa si che diventiate parte di una armata di seguaci ”dedicati”.

Sembra essere chiaro alle persone esterne che Scientology è entrata nella stessa lega di altri culti simili, tuttavia, Scientology lo nega e denigra chiunque lo sostenga. Ironicamente, è proprio per mano loro, per i loro tentativi di coprire ogni tipo di discrezione, di nascondersi dietro a muri progettati apposta per impedire alla società di vedere ogni altra cosa che non sia l’immagine che loro stessi vogliono che si veda, la quale sta di fatto creando disconnessione dalla realtà e dal resto della società.

Ai membri della Sea Org, la “élite” del movimento di Scientology, non è permesso avere accesso a internet, eccetto attraverso canali monitorati molto strettamente, talmente controllati al punto che non possono guardare altro se non ciò di cui hanno bisogno.

È una pratica molto simile a ciò che succede in Cina, dove l’uso di internet è controllato e censurato dal governo Comunista Cinese, per assicurarsi che le “persone” non vedano i siti “progressisti”, non vengano esposti al “libero arbitrio” e non siano di fatto mai capaci di entrare in contatto con materiali che espongano o critichino il PRC come un braccio armato oppressivo Comunista.

In quale altro modo si potrebbe tenere oppresso un popolo di 1.6 miliardi di persone, che seguono ciecamente una minoranza di autocrati?

Se i cinesi avessero libero accesso alla verità, vedrebbero la bella vita capitalista, ricoperta di miele, che gli viene offerta e invaderebbero Pechino come un’orda di elefanti, di cui il governo comunista perderebbe il controllo.

È quasi la stessa mentalità che si trova all’interno dei confini dell’odierna Chiesa madre di Scientology. La gerarchia di Scientology sa che se non viene reso impossibile ai loro membri di vedere la verità su di loro, se le persone che guardano in internet non venissero da loro etichettate come “Disaffezionati” o “Soppressivi” perderebbero il controllo del gregge. Pertanto li spaventano, dicendo ai loro membri che così facendo stanno mettendo a “rischio la loro possibilità di salire sul Ponte”. E molti si trattengono dal farlo.

Ai pochi che non la bevono vengono consegnati i loro documenti d’uscita e una etichetta che li priva dei loro diritti verso la filosofia della Chiesa.

Il management di Scientology ha e sta, da molti decenni, portando l’immagine di questo movimento verso quella di un culto molto simile a un campo di concentramento, e nonostante le loro dichiarazioni che non sia vero, questa cosa è divenuta un fatto, non un mito.

E, come in ogni cosa corrotta, criminale o abusiva, deve essere detta a gran voce, deve essere esposta pubblicamente e messa sotto ai riflettori. E coloro che sono responsabili di questo devono prendersi le responsabilità che gli competono.

Solo facendo questo la ferità potrà guarire e l’organismo rimesso sulla strada verso la sopravvivenza.

La Chiesa di Scientology non è diversa dagli altri.

Più a lungo continua a operare, tentando di coprire le tracce o di non permettere ai suoi membri dal vedere la verità, meno efficacia avrà nella società e la gente avrà sempre meno volontà di connettersi ad essa.

L. Ron Hubbard ha detto che si ottiene ciò che si spinge e ciò su cui si mette su l’attenzione. Ed è abbastanza vero, il “management” di Scientology ha spinto la cosa sbagliata, perché come risultato ha avuto statistiche in declino, uno appassimento del campo e un allontanamento dalla vera missione di Scientology – che era solamente quello di iniettare nel mondo conoscenza e verità.

Le pratiche ingiuriose per far disconnettere le persone da amici e famiglia, dichiarando le persone dissidenti che parlano contro le cose sbagliate, segregando il “gregge” dal mondo in modo da proteggerli, deve finire! Perché ciò sfida gli elementi fondamentali di Scientology stessa.

Sarebbe buono per i pochi eletti, ripensare alle molte migliaia di persone che li applaudono quando salgono sul palco ed annunciano grandiose ma false statistiche sulle ultime espansioni di Scientology, ma che quando le loro parole adulatrici e piene di lustrini sono passate, la fuori c’è ancora un mondo da sistemare, con tanti problemi di cui occuparsi per renderlo una vera cultura di cui andare fieri.

Dobbiamo instaurare nuovamente quella stima e orgoglio che una volta avevamo nel chiamare noi stessi Scientologist. Ne andavamo fieri, anche se le persone ci tiravano pomodori e ci affibbiavano nomignoli, perché non avevamo nulla da nascondere e i nostri cuori erano nel posto giusto.

Oggi, per via delle azioni fatte che hanno pervertito il movimento, è difficile alzarsi davanti al mondo e dire; “Sono uno Scientologist”. Facendolo ci si mette nella posizione di concedere accordo a tutte quelle cose che sono state fatte per renderlo un culto. E questo non è mai stato parte della natura di uno Scientologist.

Dato che il soggetto principale di Scientology riguarda in grande misura la verità e l’esposizione della stessa riguardo all’innata natura spirituale dell’uomo, ne conviene che questa trasparente premessa di base (verità) deve riflettersi in ogni aspetto del movimento, dalla cima al fondo.

Con ARC

Dal sito http://koolontheblock.wordpress.com/

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