PENSIERI SULLA “DISCONNESSIONE”

Siete Scientologist Indipendenti? Pensate con la vostra testa!

 Questo e’ un argomento abitualmente discusso

tra Scientologist,

dentro alla chiesa basta esprimere un attitudine diversa dallo “standard” di

Conformazione Ideale per essere inquisiti ed eventualmente espulsi

con etichetta SP.

Il resto del Branco non deve far altro che “disconnettere”, il non farlo

comporta essere a sua volta “SP Declared” ed allontanati.

Mi viene in mente il “povero” ed allora “inconsapevole” conte di Romagna che

a Flag pestava i piedi e rapportava di evidenti Out Tech.

Era inconsapevole che le stesse cose ( e direi ovvie ) le denunciavano al tempo i “nuovi indipendenti” ossia Marty & C. .

E fu cosi’ che si ritrovo’ sull’orlo di essere dichiarato…..

Non essendo un discorso tra me e lui faccia a faccia, posso solo evincere che dopo aver ricevuto l’adeguato fattore di Realta’,

ha dovuto rientrare nei ranghi e non sollevare piu’ scomode questioni.

Sono certo che parecchie altre persone oltre a lui hanno dovuto giustificarsi in qualche modo le evidenti “stranezze”

che si sono dovuti vedere imposte, sopratutto se terminali tecnici.

” I traduttori…ragazzi i traduttori….”

Questa pratica che venne eliminata da LRH ma poi reintrodotta dal Management agli occhi

della societa’ sembra, oramai alle porte del 2013, una cosa “allucinante”, ma come vedremo di seguito

e’ ampiamente usata ed abusata, dentro o fuori dalla chiesa e non solo.

Consiglio ai nuovi condomini di leggere il post “Non fare errori, non è la vendetta che cerchiamo, è la resa dei conti”

ed ascoltare LRH cosa dice riguardo alla DISCONNESSIONE.

Ovviamente il RJ68 e’ stato gentilmente epurato nella Cof$, le poche trascrizioni sono state a modo Riviste e il fulcro della riforma e’ stato rimosso.

Io personalmente, facendo riferimento agli insegnamenti di LRH, raggrupperei questo modus operandi in 4 parole :

NON STARE DI FRONTE.

La Tecnologia di Scientology al contrario, mira all’esatto opposto.

Che cosa e’ la grandezza puo’ essere un’ottima reference

per andare oltre a barriere autoimposte o altruimposte

e per osservare veramente con quanta e quale semplicita’

si puo’ portare benessere alle dinamiche.

Buona Giornata !

Francesco

Farò una seduta questo sabato e subito dopo posterò un video musicale o due del mio talentuoso pc. La scientologa veterana e cantante jazz, Elli Fordyce! Ma nel frattempo, qualcosa su cui riflettere preso dai nostri ricordi …

Alcuni giorni fa, mentre audivo un pc, venne su qualcosa che continuava a ragionare al posto mio. Col permesso del mio pc di riferirmi a quel problema senza identificare il pc, vi spiego:

Venne fuori in seduta che 30 anni fa, la sposa del pc aveva un buon amico che, seguendo le direttive della Chiesa di Scientology, disconnesse da loro. E ben 30 anni dopo, il Pc sentiva il bisogno di esprimere il livello di rammarico che questa cosa creò.

Il punto qui non è quello di parlare di cose trite e ritrite, quali il cattivo comportamento della CofS. Il fatto è che la Disconnessione è, dopo tutto, un’esperienza estremamente sconvolgente e dannosa, endemica nella cultura di questo pianeta, qualcosa che tutti noi facciamo ed ognuno di noi ne sperimenta gli effetti. Non sto cercando di sminuire l’overt della CofS, ma di dirvi che abbastanza comunemente ci liberiamo degli altri o li tagliamo fuori dalla nostra vita e vagamente ci pensiamo su consciamente dopo averlo fatto.

La disconnessione più basilare di cui sono a conoscenza è quella che di fatto sta alla base delle GPM, che, per ciò che posso vedere, è il punto focale del caso. Sono altamente cariche, piene di attitudini, emozioni, sensazioni e dolori, portano con se compulsioni e cambiamenti radicali di beingness, precludendo le percezioni naturali di ogni cosa. Tutti i fenomeni al di sotto dello stato di Clear, rotture di ARC, overt e withhold, problemi, inabilità a comunicare, facsimili di servizio e gli engram stessi – sono susseguenti sulle ramificazioni delle catene delle GPM.

La base delle GPM – l’evento che scatena le drammatizzazioni del “Terminale di opposizione” – che è, conflitti cronici e violenti con gli altri – è il momento dello shock di una rottura di co-beingness – l’istante in cui si abbandona una connessione. Tali intense sensazioni sperimentate come abbandono e tradimento si originano in questo momento.

Tutto questo è, naturalmente, un evento creato, visto che nell’universo theta siamo sempre connessi. Non ne siamo consapevoli al livello che neghiamo la nostra connessione. Comunemente facciamo ciò che viene chiamato “Compartimentazione” – cioè un mock-up continuo nel tempo e nello spazio di essere suddivisi in sezioni murate, con confini separatori.

Tutti i concetti di separazione – essere in qualche modo “murati” dalle persone, luoghi o punti della traccia sono pretese – creazioni mock-up. Più smantelliamo questi muri, più liberi ci troviamo, più ci mettiamo comunicazione, più consapevoli diventiamo, più alti di tono siamo, più OT diventiamo.

Al contrario, ogni volta che risolviamo tagliando fuori un’altra persona, non avere più nulla a che fare con loro, più restimoliamo la pesante carica e le intense sensazioni racchiuse nelle nostre GPM, e in quelle degli altri. Nella grande sfera, percepiamo ciò che abbiamo creato, e creiamo ciò che possiamo percepire, senza badare su che “flusso” percepiamo qualcosa essere “compartimentato” in noi verso gli altri, in altri verso di noi ecc… non importa quale. Infatti, ogni azione permea e attornia tutti i “flussi”.

La parola “Disconnessione” è qualcosa che associamo a una “pratica soppressiva della Chiesa di Scientology” – beh si, lo è, ma l’azione qui descritta non è limitata solo ai partecipanti della CofS. E ogni pezzo è doloroso come in quella connotazione.

Nelle relazioni sociali, negli affari, nelle relazioni casuali e intime, drammatizziamo le nostre GPM nel momento in cui decidiamo di tagliare fuori un altro essere.

A volte, nella vita, troviamo pratico distanziare noi stessi dalle persone, dai luoghi e momenti del tempo che ci stanno sopraffacendo o che si presentano come indesiderabili dagli effetti difficili da sperimentare. Considerate di cambiare la vostra base operativa anche in quelle situazioni, per riconoscere che tutti esistiamo nello stesso mondo, e decidere semplicemente di permettere a quella persona, situazione o cosa di esistere. Io penso che se questo viene praticato coscientemente, il caso esistente si dissiperebbe, invece di divenire più solido. 

DEXTER GELFAND

36 commenti

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36 risposte a “PENSIERI SULLA “DISCONNESSIONE”

  1. David F.

    Per policy della disconnessione si intende solo l’ordine emesso dalla Chiesa di disconnettere da qualcuno, oppure anche il diritto a disconnettere da una persona o gruppo ritenuto soppressivo dal pc?

    Cioè, quando Lrh cancellò “la disconnessione”, intendeva solo la pratica della Chiesa, oppure anche che nei maneggiamenti pts uno non poteva più disconnettere, ma soltanto risolvere?

    • Ottima Domanda DAVID,

      Potremmo analizzare queste semplici meccaniche,

      Se un Giaguaro sta cercando di azzannarti, cercherai di evitarlo in tutti i modi senza mille considerazioni sul giaguaro e le sue intenzioni, inoltre non odierai il Giaguaro bensi’ cercherai solo di evitarlo e di sopravvivere.

      SE abbiamo una tecnologia per maneggiare qualsiasi situazione, SE puntiamo ad essere CAUSA SULLA VITA, vuole dire che abbiamo il modo di usare la Comunicazione come SOLVENTE UNIVERSALE e STARE DI FRONTE alle DINAMICHE.

      Se uno ti invita a cena e capisci che il piatto principale sei tu, non e’ necessario scatenare una guerra, basta dire “NO, Grazie”

      LRH nel RJ 68 dice:

      “Avete probabilmente letto qualcosa riguardo al Codice di Riforma, il Codice di Riforma di Scientology. Abbiamo spedito, penso, non conosco la cifra totale a livello Internazionale, penso solamente in Inghilterra, erano 100.000 lettere e non abbiamo ricevuto nulla che la gente pensasse dovesse essere corretto.

      “E questo ha avuto come risultato il Codice di Riforma, nel quale I sec check sono stati aboliti e tutti I vecchi folder riguardanti questo sono stati bruciati, e la disconnessione è stata cancellata con sollievo di coloro che hanno sofferto delle oppressioni familiari.

      Non viene più richiesto negli SP orders, e le persone devono maneggiare. La legge del ‘fair game’ è stata cancellata ed è stata fatta proibizione di scrivere o registrare su materiale professionale. Questa di fatto è una estensione al Codice di Riforma.

      “Il grande pubblico nel suo insieme ha pensato che sia stato corretto. Non dovevamo fare nulla di più, ma questi sono solo piccoli obiettivi che loro hanno indicato, cosi li abbiamo rilasciati come un Codice di Riforma.”

      LRH RJ68

      • Scusa se ti correggo Francesco, non è causa SULLA nel senso generico del termine. In Inglese è scritto CAUSE OVER LIFE;
        Over ha vari significati, tra cui: Sopra, Oltre, Al Di Sopra, Lungo la, Attraverso o Nella, è difficile quindi dare per scontato che sia la parola SULLA la traduzione corretta. Io opterei più per usare NELLA. Causa nella la vita.

        • Marco

          Ottima osservazione Simon.

          Causa SULLA Vita è sempre stata una frase gravemente mal compresa…fino ad arrivare di vedere alcuni Ot7 che si sforzavano nel dire nei loro successi “recitati” sul palco che: “adesso sono causa sulla vita!” E sono certo intendendano dire : “causa sulla vita… di chiunque è in contatto con me”. Cos’altro si può intendere?
          Naturalmente questa cosa è palesemente falsa (magari lo possono essere sul consorte e sui figli, forse).

          Sulla è una preposizione articolata formata da Su + La
          In questo contesto si intende SU – La vita.

          La parola mal compresa, non corretta, è di certo SU, che io credo tra i tantissimi significati in questo caso sia intentesa come SOPRA (la vita).

          E’ possibile che un Ot7 sia causa SOPRA (al di sopra) la Vita?

          La vita è il Thetan stesso… io credo che un Thetan non possa essere al di sopra di sè stesso!?
          Forse sopra al suo Caso… o sopra alla vita del suo cane, o gatto, o moglie (scherzo), ma sopra alla sua vita… che significato ha?

          Credo che la definizione giusta sia: causa Nella vita (la sua vita, mica quella di tanti altri…).

          • Mi permetto di intervenire sulla traduzione. Ovviamente su una frase così “densa” e potente si può discutere all’infinito, ma se vogliamo partire dal significato terra terra CAUSE OVER LIFE si traduce con CAUSA SULLA VITA. Fate tutte le prove e controprove con google translator e vedrete che la traduzione più ovvia e normale è appunto CAUSA SULLA VITA, dopodiché tutte le speculazioni interpretative sono aperte.
            Per ciò che concerne il maneggiare o disconnettere mi pare ovvio che se, come dice Francesco, il giaguaro ti vuole mangiare cercherai legittimamente di disconnettere da lui il più presto possibile. Se invece hai le capacità attribuite a San Francesco lo ammansirai e magari diventerà il tuo fedele giaguaro da guardia.

          • Gonos

            La traduzione che rende pienamente il significato di “Cause over life” sarebbe “Causa nei confronti della vita”; “Causa sulla vita” sintetizza al meglio.
            La disconnessione è talmente palese quanto sia contraria ai principi di Scientology, che non la consideravo affatto quando frequentavo la Church e comunicavo con chi mi pareva. La consideravo una cosa molto stupida, invece è diabolica perché impedisce alle persone che hanno abbandonato la Church di comunicare ai parrocchiani quale sia la reale situazione della Chiesa di Scientology. Il castello di carte si regge su equilibri talmente precari, che basta poco per farlo crollare del tutto.

  2. David F.

    Grazie per la risposta.
    Io penso si riferisca all’ordine di disconnettere da persone dichiarate.
    Penso non modifichi la fase nei maneggiamenti pts in cui si chiede se la persona vuole risolvere o disconnettere.
    Altrimenti tutti gli hcob sulla disconessione sarebbero stati cancellati.

    Per ora questa è la mia comprensione dell’argomento.

  3. Tony Pacati

    Non ci siamo ancora arrivati tutti in cima al ponte ed esistono categorie di persone dalle quali disconnettere è un vero piacere, anzi sollievo!
    Ne è la prova il livello di inturbolamento che si prova nel caso ti ricapitino tra i piedi (esperienza di questi giorni). Alcune volte penso di volermi trattenere dal diventare “causa sulla vita”, perché se prendo la definizione in senso ampio, vedendola anche come causa sulla vita in generale e quindi anche sulla vita di altri, i pensieri e le intenzioni nei riguardi di certi personaggi non sono proprio “costruttivi”, anzi vanno esattamente nella direzione opposta.
    Ma è poi così male essere apertamente e dichiaratamente ostile a qualcuno il cui unico scopo nella vita è sopprimere il prossimo, aldilà di tutte le giustificazione che può raccontarti (o raccontarsi)?
    Non ho voglia di essere “buono” a prescindere.
    Causa “nella” vita, come dice il buon Simon, forse mi sarebbe più accettabile.
    Tutto questo è solo un mio personalissimo e soggettivissimo punto di vista e nient’altro.
    ciao
    Tony….di questi tempi….Pocopacati

  4. Tony Pacati

    Mi consolo!
    Comunque, per dare anche buone nuove, qua, nel lontano west, un’altra persona ha preso in mano le lattine per la prima volta ed ha iniziato l’avventura….
    Un bel modo di festeggiare il compleanno!

  5. Marco

    Per favore qualcuno può spiegarmi meglio cosa significa questo che scrive (quoto qui sotto) DEXTER GELFAND … mi sfugge qualcosa e non so dove andare a chiarire…
    Grazie

    La disconnessione più basilare di cui sono a conoscenza è quella che di fatto sta alla base delle GPM, che, per ciò che posso vedere, è il punto focale del caso.

    La base delle GPM – l’evento che scatena le drammatizzazioni del “Terminale di opposizione” – che è, conflitti cronici e violenti con gli altri – è il momento dello shock di una rottura di co-beingness – l’istante in cui si abbandona una connessione.
    Tali intense sensazioni sperimentate come abbandono e tradimento si originano in questo momento.

    Tutto questo è, naturalmente, un evento creato, visto che nell’universo theta siamo sempre connessi. Non ne siamo consapevoli al livello che neghiamo la nostra connessione.

    Comunemente facciamo ciò che viene chiamato “Compartimentazione” – cioè un mock-up continuo nel tempo e nello spazio di essere suddivisi in sezioni murate, con confini separatori.

    • Ottima domanda Marco, sono curioso anche io di leggere un punto di vista “tecnico” e Critico ( nel senso corretto del significato) riguardante questo punto.

      • Paolo F.

        E’ una cognition elucubratoria del nostro buon Dexter. Vuol dire che lo scontro della propria identità con le identità in opposizione all’interno di un GPM crea delle violente disconnessioni (o ARCX); questo avviene nel mondo del DIVENIRE, cioè nell’apparenza dell’universo MEST perché in realtà nel VERO mondo dell’ESSERE cioè nell’universo THETA non è cambiato nulla, il theta è sempre connesso a se stesso. Come dire… nell’oceano in superficie si scatena la tempesta. Ma scendendo di qualche metro l’acqua è sempre immobile che ci sia tempesta o calma piatta. Almeno, io l’ho capita così! 🙂

    • Silvia Chiari

      Caro Marco è facile che ciò che tu hai riportato di Dexter Gelfand sia “leggermente” tosto da esserci reale, e questo perchè ( dal mio punto di vista) si è sempre molto attenti a seguire quello che RON ha fornito come percorso, però ci dimentichiamo , come dice Dexter “Tutto questo è, naturalmente, un evento creato, visto che nell’universo theta siamo sempre connessi. Non ne siamo consapevoli al livello che neghiamo la nostra connessione.”
      Quindi la nostra propensione a non sperimentare nient’altro fuori da Scn ci impedisce di sperimentare la nostra connessione attraverso altre pratiche puramente spirituali e dove possiamo percepire maggiormente la nostra essenza e connessione.
      In più vorrei sapere….. noi che parliamo tanto di applicare Scn ….. quante volte abbiamo fatto OT tr 0 ( che in fondo è anche una forma di meditazione ,essere lì e percepire) oltre le volte che siamo stati obbligati dal corso che stavamo facendo ?

      • Pier Paolo

        Infatti Silvia……ottima considerazione! Ricordo molto bene un nastro di Ron il cui titolo mi sembra fosse “L’universo duale” in cui affrontava questo aspetto da un punto di vista molto più “allargato” e spiritualmente evoluto.
        Purtroppo, non so se per incapacità dello stesso Hubbard o per motivazioni di censura imposta, tali concetti in Scientology non li ho mai più ritrovati…..ed è un vero peccato poichè l’approfondire questi aspetti avrebbe fatto una GRANDE DIFFERENZA nel far progredire in maniera REALMENTE concreta la spiritualità collettiva degli scientologists (e sono sicuro, ad esempio, che grazie a ciò non si sarebbe assistito a questo continuo degrado “comunicativo”, con annessi e connessi, tra scientologists ortodossi e scientologist indipendenti…..o forse il degrado sarebbe stato molto minore !
        Solo dopo essere uscito dalla setta ho avuto modo di comprendere appieno certe dinamiche esistenziali grazie alla lettura di diversi testi, che per semplicità comunicativa definirei “New Age”, che hanno ampliato decisamente quello spiraglio che era stato leggermente spalancato dalle parole ascoltate molti anni prima nella classe di un’org!

      • Marco

        Silvia e Pier Paolo, bella questa speculazione (nel senso di discussione) che ne è venuta fuori, interessante…

        Ma io non ho ben capito ancora… o meglio non capisco perché non ho dati al riguardo di quello che dici…, ma sono molto interessato a capire.

        Nel frattempo quello che so e che mi è reale (sia per esperienza, sia perché mi pare che sia una cosa intelligente o plausibile, o logica) è più o meno questo che ha detto LRH qui sotto…

        Grazie per la eventuale possibilità di fornirmi altri dati.

        A presto

        I FATTORI Una conferenza tenuta il 24 aprile 1953

        “I Fattori, nel complesso, dovrebbero spiegarsi da sé. Non si tratta di un tentativo di copiare la Genesi. Non è proprio niente di tutto ciò.
        Il linguaggio usato è molto semplice, molto semplice. Questo è quel… essendo uno scrittore, questo per me è il modo più semplice di esprimere qualcosa. Se lo esprimessi scientificamente, non renderebbe cosi bene l’idea.

        I Fattori sono… questo trattato è esattamente ciò che dice di essere: il livello superiore di certezza in merito all’universo mest.
        Di queste cose si può essere certi quanto del fatto di esistere.
        In altre parole, se ne può’essere certi.
        È un livello di certezza: È possibile stabilire lo spostamento e il cambiamento del punto di vista.
        È possibile stabilire ed osservare da sé la gestione, la creazione di ciò che qui ho chiamato punti di dimensione.

        Per inciso, un punto d’ancoraggio è un punto di dimensione ben specifico.
        Tutti i punti sono punti di dimensione e un punto d’ancoraggio è un punto che rimane piuttosto ben fermo per mantenere la creazione dello spazio.

        D’accordo… questo è un livello sul quale possiamo comunicare, cioè che possiamo sperimentare.
        La possibile esistenza di un punto di vista è una cosa che si può riscontrare prontamente.
        E si può anche riscontrare prontamente che possono mettersi ad esistere anche altri punti di vista.

        Allo stesso modo si può anche riscontrare che il punto di vista 1 può osservare il punto di vista 2 solo e soltanto attraverso i punti di dimensione dei punti di vista 1 e 2.

        Questa, fra parentesi, non è una congettura. È il frutto di test.
        Si prendono due punti di vista e si fa in modo che si osservino a vicenda.
        Ma invece di osservarsi a vicenda, osservano i rispettivi punti d’ancoraggio; possono osservare i rispettivi punti d’ancoraggio, ma non possono osservarsi a vicenda.
        Questo indica che la prima influenza nascosta è il thetan, o lo spirito umano.
        Lui è, e probabilmente sarà sempre, un’influenza nascosta.
        Si nasconde molto facilmente perché è nascosto.

        Ma non è nemmeno realmente nascosto, dato che non può rendersi visibile in alcun modo. Ha solo l’idea di poter essere visibile.

        Beh, naturalmente può essere visibile attraverso la creazione di punti d’ancoraggio e di punti di dimensione. E quando tralascia di crearli o non riesce a ricordare di poterli creare, si fa l’idea di non esistere e di essere altre cose.”

        “D’accordo. Che cosa abbiamo, allora, nei Fattori?
        Abbiamo il percorso di un punto di vista che cerca di associarsi con altri punti di vista. Tutti i punti di vista sono nascosti, mentre tutti i punti d’ancoraggio sono visibili.
        E quel punto di vista nutre un’aspirazione e tale ambizione dipende dalla decisione di essere.

        Ed è meglio essere qualsiasi cosa che non essere niente.
        Questo punto non è sottolineato nei Fattori. È meglio essere qualsiasi cosa, è meglio essere in profonda agonia che non essere niente.

        Il thetan crede di non essere niente, se non si identifica con qualcosa. Alla fine, arriva ad identificarsi con le cose, quindi è la cosa.

        Pensa di fingere di essere la cosa perché sa di non esserla, ma che la sta solo diventando.
        In realtà, potrebbe essere la cosa in qualsiasi momento. Gli basterebbe dire: “Sono quella cosa”. Vedete quanto è semplice.

        Così, in altre parole, si identifica con gli oggetti. Oggetti che lui stesso è in grado di creare.”

        • Pier Paolo

          L’aspetto che volevo sottolineare, e di cui Ron parlava nel nastro da me citato in precedenza, ha a che fare con il creare “dicotomie”: bianco/nero, giusto/sbagliato, bene/male, etc. Seguire il pensiero dicotomico ci ha fatto concepire un “universo” dove la dualità sembra essere il SOLO comun denominatore. In realtà ciò è vero solo in apparenza poichè ciò che appare “superficialmente” ben spesso non rappresenta la vera essenza della cosa.
          Alcuni mesi fà scrissi su questo blog una riflessione che era incentrata su quanto disagio crei nel comune sentire il prendersi responsabilità riguardo ciò che comunemente definiamo “male”…..quanta difficoltà ci sia nell’affrontarlo da un punto di vista “spiritualmente” evolutivo. Ron scrisse: è facile giocare un “gioco” dove tu reciti la parte del buono…..in realtà ci vuole molta più responsabilità giocarlo nella parte del “cattivo”!
          “L’universo duale” è quella dimensione che ci fa vedere solo due facce, due medaglie, quella giusta e quella sbagliata……ma a livello spirituale (e quindi da una prospettiva molto più allargata, una prospettiva dove non esistono limiti “mest” come ad esempio il tempo o lo spazio) le cose funzionano diversamente!
          Il thetan cerca SEMPRE la sua evoluzione, e questo giocoforza deve avvenire in un contesto collettivo, un contesto dove la cooperazione (la “connessione” di cui parlava Silvia) non deve inficiare l’individualità ed il libero arbitrio …..apparentemente ciò sembra impossibile da manifestarsi, in realtà se lo osserviamo da una prospettiva più “alta” esso appare più semplice di quello che sembra!
          Ognuno in questo grande “disegno divino” recita un proprio ruolo, un ruolo che ha come unico scopo l’evoluzione, un’evoluzione sia individuale che collettiva: ecco dunque che il ruolo del “cattivo”, visto secondo quest’ottica, può apparci in una veste diversa se gli si assegna un valore “spiritualmente” evolutivo.
          Se ripensiamo alle nostre esperienze ci rendiamo conto che molto spesso è stato il “dolore” il motore del nostro “cambiamento” , della nostra evoluzione…….prova a pensare a questo aspetto amplificandolo a livello collettivo e forse comprenderai meglio quello che voglio intendere!
          Ron in quel nastro affrontò questo aspetto piuttosto marginalmente, tuttavia ne fece un accenno che mi colpì molto e che secondo me centrò il bersaglio; in seguito una mia personale ricerca (che mi spinse a leggere molti e diversi libri sull’argomento) mi fece ampliare questa visione fino al punto da far collimare il tutto!

          • Può darsi che quello che scrive Pier Paolo sia vero. Cercare di avere il quadro generale del senso della vita è possibile perché abbiamo la capacità di concepire astratti ed assoluti che trascendono il punto di vista limitato causato dalla nostra interiorizzazione nell’universo MEST o nel Gioco della Vita. Al di sopra della logica ci sono i paradossi dove entrambi i lati della dicotomia coesistono in un senso superiore. Bisogna anche dire la visione di Ron,, di tutta Scientology e il motivo per cui esiste l’auditing è perché il “male” sotto forma di engram, implant ecc ci ha sempre più intrappolati in una spirale discendente. Per cui va bene filosofeggiare, ma fino ad un certo punto. L’importante è agire in senso evolutivo. In primis: FARE AUDITING.

  6. NOTsaware

    Ciao A tutti, un aggiornamento theta è dovuto ai parrocchiani del blog. Ho da poco finito un nuovo OT4 e la persona interessata è ora felicemente sul suo OT5.

  7. dave

    Pace & Bene…Fratelli……

  8. Silvia Chiari

    Io penso di avere un percorso un pò diverso da Pier Paolo però capisco la sua spiegazione perchè se consideriamo che Theta nell’individualizzazione della sua essenza ( thetans) per la creazione del negativo di sé tramite il MEST si è posto a non conoscenza e quindi di conseguenza la creazione man mano fatta è su una posizione dualistica …..
    Purtroppo, come ci dimostra la traccia del tempo …le situazioni basi si ripetono…così come si ripete la considerazione che chi sta seguendo una filosofia più o meno applicata sia la migliore in assoluto…ognuna indistintamente ( provate ad analizzare e verificare )…quindi capisco che Paolo F. dica che in primis FARE AUDITING …. ma non è sufficiente ed io l’ho sperimentato perchè avendo fatto fino a OT 3 ect ..il fatto di aver conseguito determinate condizioni di consapevolezza le ho rafforzate facendo Reiky e ho notato che ” dal mio punto di vista ” a Scn manca la sperimentazione puramente spirituale…. così come il Reiky ti da molto… ma in modo inconsapevole …io mi sento fortunata ad aver abbinato le due cose anche se il mio percorso non è ancora finito sia da una parte che dall’altra ma l’auditing mi ha permesso di comprendere meglio il Reiky e il Reiky mi dato più realta della consapevolezza conseguita con l’auditing… ognuno e tempi differenziati !
    Questa è la mia esperienza a riguardo ( per rispondere anche a Marco ).

    • Va bene allora correggo: La cosa importante è FARE QUALCOSA di evolutivo (hopefully).Qui siamo in un blog di Scientologist e consiglio AUDITING con tutte le integrazioni spirituali e cognitive di cui abbiamo già parlato diffusamente in questo blog e che una persona incontra sul suo percorso,

      • Pier Paolo

        Il mio post precedente non è stato forse compreso nel senso corretto…..mi collegavo infatti ad una riflessione di Silvia senza entrare in merito a cosa è meglio o peggio INDIVIDUALMENTE a livello evolutivo!
        Reputo che ogni esperienza abbia SEMPRE qualcosa da insegnarci….ognuno di noi è in grado di saper cogliere la “lezione” nel momento e nel “luogo” (metaforicamente parlando) più opportuno ad ottenere l’effetto sperato: un “CAMBIAMENTO” all’interno di noi stessi!
        Una delle lezioni più importanti che ho appreso dall’esperienza Scientology è stata proprio quella di comprendere che uno dei limiti maggiori in questo percorso intimistico è quello di sentirsi vincolato ad un’UNICA VERITA’……quando sgombri la tua mente da questa “dipendenza” all’altrui autoreferenzialità il tuo cammino diviene assai più leggero e le esperienze quotidiane divengono un TUO PERSONALE tesoro che ti arricchisce nel profondo!

        • Silvia Chiari

          Pier Paolo sono perfettamente d’accordo quando dici ….quando sgombri la tua mente da questa “dipendenza” all’altrui autoreferenzialità il tuo cammino diviene assai più leggero e le esperienze quotidiane divengono un TUO PERSONALE tesoro che ti arricchisce nel profondo!….
          Infatti voglio dire a Marco di iniziare a sentire le”sue” risposte …e….se vuole leggere qualcosa che riguardi la spiritualità oltre a Scn ….che vada in una libreria ..il libro giusto al momento giusto finirà nelle sue tasche …infondo ha una grande abitilà ..cioè quella di trovare la reference di Ron giusta al momento giusto…..troppe domande agli altri ci fa diventare “dipendenti” dalle loro risposte .
          ML

          • Marco

            Grazie Silvia del suggerimento riguardo al trovare in libreria dei libri sulla spiritualità… come ho già detto è una cosa che non mi ha mai coinvolto, ma mai dire mai.

            Altro che mi dici e stimoli…
            In effetti il mio modo di procedere in questo momento, ma probabilmente da sempre (solo che oggi sono più furbo… ho studiato/letto abbastanza per cadere ancora in tranelli da inesperto), è quello di sentire il parere, la comunicazione, di altri che hanno indagato e fatto esperienza più di me e poi decidere se va bene anche per me, o meno.

            Io, come dici tu, pongo domande (“la mente pone e risolve problemi”), ma di certo non permetto più di dipendere dalle risposte altrui, senza una mia valutazione al riguardo. Questo sarebbe un comportamento a totale effetto.
            Il mio quotare conferenze di LRH, non è dato dal fatto che seguo pedissequamente LRH… è perchè considero che LRH è l’autore che conosciamo tutti noi scntologist indipendenti e su cui abbiamo una sufficiente stima per prenderlo in considerazione.
            Come dire diversamente? E’ l’autore che io credo ci è più reale e su cui per questo possiamo comunicare… naturalmente senza nessuna pretesa di concordare acriticamente.
            Io cerco di contribuire saltuariamente al blog, stimolando delle discussioni su scntology…

            Io credo che non possiamo fare a meno di ammettere che LRH è stato un genio che ha ricercato e scoperto tante cose vere e provate, e che le sue tecniche sono le uniche, per il momento, conosciute funzionali. Almeno io non ne conosco altre, ma così ho capito (in questo blog) pare pensino moltissimi altri terminali tecnici esperti anche di altre filosofie e tecniche.
            E’ vero infatti che il pubblico di questo blog per una altissima schiacciante percentuale segue le tecniche di auditing di LRH… ci sarà un perché!?

            A me piace leggere LRH in cerca di spunti e punti di vista da valutare, e lo quoto solo per stimolare discussioni e riflessioni, giusto per sentire le critiche e speculazioni al riguardo… e trarne spunto.
            Ed infatti facendo così, in questi mesi ho molto migliorato la mia comprensione di molte situazioni (per esempio il “RD della verità”… mica una cosetta da niente) e rafforzato alcune idee traballanti che avevo, ovvero ho legato alcuni fili pendenti che mi infastidivano.

            Io SIlvia ho una solida idea spirituale personale che così riassumo: so di essere un Thetan immortale consapevole di essere consapevole, so che ho una registrazione mentale, traccia del tempo; so che sto giocando un gioco su un terreno insidioso, su un pianeta che mette duramente alla prova…. e giusto per venire al punto e per farla breve, sono d’accordo con Paolo e Richard, e con tanti altri, nel pensare che mettere ordine nel Caso e liberarsi degli implant, sia l’unica strategia valida e duratura… nei secoli dei secoli a venire.

            Amen

  9. Marco

    Voglio dire un bel grazie a tutti per la discussione, mi piace molto interagire con le opinioni con gente di buona volontà spirituale… io spesso cresco di consapevolezza comunicando su questi argomenti.

    Silvia, Pier Paolo, io non ho mai fatto nulla al di fuori di Scn, nessuna pratica e pochissime letture… mi rendo conto, in questi ultimi mesi, che è probabile che mi sia sbagliato; ma questo tipo di “cose” , filosofie e pratiche spirituali diverse da Scn, non sono molto diffuse (e quindi non facili da frequentare).
    Sarà per questo, o per altra ragione, ma in effetti è vero che non mi sono mai sentito attirato da altre cose. Probabilmente sarà anche perché sono un tipo pragmatico e pratico (se poi non significa la stessa cosa), e per questo le filosofie orientali mi saranno sembrate poco adatte al nostro stile occidentale. Di certo mi posso essere sbagliato.

    Di sicuro per questo motivo, l’essere pragmatico, e forse perché non conosco molto di altro, io a livello concettuale comprendo invece molto bene quello che dice Paolo, che è poi anche quello che ha scritto Richard nel suo libro: quello che c’è da fare è ripulire il Bank/Caso, perché è in effetti questo che influenza negativamente il Thetan (l’Essere).

    Mi pare di ricordare che Richard dice nel suo libro (o fa dire a uno dei suoi personaggi), che di certo con le tecniche e/o con la conoscenza di filosofie nate in Asia si può raggiungere “l’illuminazione”.
    Ma Richard dice anche che per un qualche motivo, tutto quello che viene raggiunto con queste tecniche (che sembra sia notevole e di grande effetto), e se è per questo anche tutto quanto viene raggiunto in una vita di impegno, viene perduto poi a causa della morte del corpo.
    Richard dice che per questo è ritornato nell’ambito della tech di LRH, una tech che ripulisce e/o mette ordine nella mente… perché tutta la “pulizia” che viene fatta nella mente/bank/caso con l’auditing è permanente… cioè ogni cosa rimessa in ordine nel caso, rimane in ordine anche dopo la morte del corpo.

    Questo fa dell’auditing la cosa più pratica e razionale (e credo anche la cosa più intelligente).
    Probabile che l’abbinamento della tech di auditing, senza trascurare la conoscenza spirituale tutta realizzata dall’uomo (ma senza mischiare l’olio con l’acqua), sia un’accoppiata vincente.

    • Pier Paolo

      Marco……io non seguo nessuna “pratica” o filosofia…..e ti posso assicurare che sono molto “pratico”! Anzi…..è stato proprio l’aver seguito certe “religioni” che mi ha fatto arrivare alla conclusione che non esiste alcun “maestro” o “sorgente” all’infuori di se stessi…..seguendo i “dispensatori di verità” ci si ritrova quasi sempre in una strada senza uscita!!!

  10. Sì Marco concordo con questa tua ultima frase e in questo senso riprendo anche quanto detto da Silvia e Pier Paolo e per farlo cito uno slogan scientologico che era molto in voga negli anni 70: “50% auditing e 50% training”. Senza prendere le percentuali alla lettera (adesso probabilmente lo slogan sarà “80% donazioni e 20% auditing) veniva promossa l’idea che anche il training aveva grande importanza. Se per esempio prendiamo un thetan e una massa bank noi possiamo agire in due modi: Diminuire la massa bank tramite l’auditing e/o aumentare il confronto del thetan su quella massa bank. Il training, ma anche certe discipline spirituali, “nutrono” il thetan e quindi gli danno una maggior capacità di confrontare il bank e di eliminarlo tramite l’auditing.

  11. Marco

    Caro Paolo, mi piace proprio molto quello che scrivi, nel senso che lo capisco, è una mia esperienza diretta, e mi pare che in ultima analisi sia la pratica strategia d’attacco da seguire, linea d’attacco contro la soprafazione del thetan.
    Naturalmente tiu mi dirai: capirlo non basta, bisogna anche farlo (LRH lo diceva spesso: le cose vanno fatte, non solo pensieri…), beh, si anche su questo sono d’accordo… (mi sto organizzando).

    Studiare, indagare, essere assetati di sapere come sta la situazione, cioè capire le situazioni e le condizioni, è un modo molto logico di venirne a capo… on me ne vengono in mente altri.
    Anche se comunque resta in piedi la difficoltà di sapere chi/cosa studiare, che strada intraprendere… ci sono così tanti autori e/o messia che dicono di aver ricercato la verità e di conoscerla…, o semplicemente di essere delle guide…, che spesso ci si ritrova in un vicolo cieco, vedi la Cof$ di MIscavige: un bel “Cul de sac”.

    Audire è un mero metodo di rimettere in ordine il proprio universo… ma, appunto, bisogna prima conoscere, anche a grosse linee, come farlo bene e senza avere grossi rinculi, che pur ci sono mica da poco.

  12. Silvia Chiari

    Caro Marco …che Amen sia !!!!!!!!!!! e qui chiudo , io non sono una persona prolissa nella comunicazione, a volte sono troppo stringata e forse non viene compreso a pieno il mio pensiero, ma così è , e non intendo giustificare le mie scelte nè imporle a nessuno, certo è che se tu fai un’esperienza molto positiva riguardo ad un qualsiasi argomento ti piace l’idea che altri ne vengano a conoscenza.
    ML

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