“Diario di un sogno” I PRIMI PASSI DI UN NUOVO GIORNO

Siete Scientologist Indipendenti ? Pensate con la vostra Testa !

silenzio interiore

Altro capitolo del libro di RICHARD “DIARIO DI UN SOGNO” , è pubblicato online. Per acquistarlo andare sul sito ilmiolibro.it

(il libro ha la copertina scura con un’opera dell’amico e OT III Paolo Buzi http://www.paolobuzi.com).

Come d’accordo con l’autore e i gestori, lo pubblicheremo anche a puntate su La Reception.

Richard ha scritto questo libro in tre giorni, ce lo ha dato come suo personale omaggio.

Lo abbiamo registrato e messo a disposizione per chiunque lo voglia acquistare.

Vi arrivera’ il libro a casa ed il ricavato ( 3 o 4 euro) di ogni copia verra’ usata per la realizzazione di alcuni progetti ed alcuni incontri

che sono nell’aria da tempo.

Quindi vi chiedo, nonostante verra’ interamente pubblicato sul sito a puntate, di acquistarne qualche copia, per voi ed i vostri amici.

Io lo ho letto avidamente dall’inizio alla fine, come se lo vivessi in prima persona, e mi ha lasciato piacevolmente entusiasta.

Buona lettura.

Francesco

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6

I PRIMI PASSI DI UN NUOVO GIORNO

Nella mia mente turbinavano molteplici domande che volevo porre a Red al nostro prossimo incontro.

Una predominava in maniera prepotente e aveva una stretta relazione con la capacità di esteriorizzarsi.

Decisi di prendere qualche appunto per non dimenticarmi nulla… mi sentii subito ridicolo al pensiero di portare carta e penna in quello strano mondo dei sogni.

Per un paio di volte durante il sonno non successe niente, solo dei piacevoli e normali sogni; in compenso mi svegliavo sempre molto riposato.

Il terzo giorno apparve in tutto il suo splendore; sembrava aver perso qualche chilo e qualche anno:

“Ehi Red hai fatto un po’ di palestra?”

“Eh, mio stupido amico Italiano, la tua abilità nel prendere in giro è rimasta inalterata nel tempo, ma la cosa è di buon auspicio”.

“Ascoltami attentamente caro Red, mi stavo ponendo un problema piuttosto serio e forse tu potresti darmi una mano a risolverlo”.

“Sentiamo questo problema che sicuramente non esiste ancora, ma che ti stai premunendo di creare… avanti!”

Aveva colto nel segno, in effetti il problema era lungi dal poter esistere: “Preferisco cercare di prevenire ogni eventualità, quindi, quello che ti esporrò potrebbe essere visto come un problema futuro”. Intanto che lo dicevo mi stavo anche ascoltando e mi pareva di aver detto una cosa particolarmente intelligente.

“Smettila di lodarti come un allocco e parlami di questo presunto problema”.

“Dunque, scriverò un libro e questo libro avrà tre possibilità.

La prima è che nessuno sarà minimamente interessato ad acquistarlo o a leggerlo.

La seconda è che qualcuno potrebbe voler spendere qualche dollaro e leggerlo.

Ma la terza è quella più catastrofica… il libro potrebbe avere anche successo e la cosa mi spaventa parecchio!”

Red rise di gusto: “L’esatto opposto di ogni normale scrittore. Lo scrittore medio spera di scrivere un best-seller e di farci un sacco di soldi, invece a te la cosa spaventa a morte; saresti così gentile da volermi spiegare il perché?”

“Ehm, nel malaugurato caso in cui abbia successo, come lo supportiamo?  Voglio dire… quello che sto scrivendo potrebbe attirare richieste di spiegazioni o di informazioni da altri; come risponderemo ad una cosa del genere?”

“Ogni cosa a suo tempo amico mio, vedrai che troveremo le risposte necessarie anche a questo… sbaglio o c’era qualcosa di cui volevi parlarmi? Non stavi cercando di scrivere degli appunti?”

Abbandonai immediatamente l’idea delle sorti del libro e cercai nelle mie tasche il foglio su cui non avevo scritto proprio nulla; naturalmente non lo trovai. Red rise nel vedermi impacciato.

“Volevo chiederti qualcosa riguardo all’esteriorizzazione, anzi vorrei da te diverse spiegazioni su quel particolare fenomeno, innanzitutto perché…”

“Frena un momento mio giovane Jedi. Facciamo uno strano gioco: io ti faccio le domande e tu rispondi sin dove ti senti sicuro, quando trovi delle difficoltà ti aiuto a completare la risposta.

Credo che tu  sappia già quali sono le risposte corrette, ma cercherò di darti una mano indirizzando la tua attenzione nel posto giusto… puoi essere d’accordo?”

La cosa suonava bene; volevo fare un tentativo quindi lo spronai a pormi la prima domanda.

“Ok, ti esteriorizzi?”

Pensai solo un istante, poi diedi la mia risposta: “Sì, a volte mi capita, ma in genere trovo qualche difficoltà”.

“Ok, cosa fai esattamente quando ti stacchi dal Corpo?”

“E’ proprio questo il punto, caro Red; quando mi succede non faccio assolutamente nulla, quando invece provo a staccarmi volontariamente non mi riesce proprio”.

“Bene, prova a considerare la seguente ipotesi: immagina di sollevare una sedia restandoci seduto sopra; cosa pensi che accada”?

La domanda mi sembrava piuttosto infantile, però risposi: “Non capita assolutamente niente; se ci stai seduto sopra non riesci a sollevare la sedia ed il tuo corpo contemporaneamente”.

Gli stavo sorridendo in modo beffardo, così lui fece la domanda seguente: “Quando cerchi di staccarti dal Corpo, per caso, non è che cerchi di sollevare anche il Corpo stesso”?

Santi numi… forse stavo facendo una cosa così stupida senza nemmeno rendermene conto?

Lui proseguì: “Generalmente tutte le persone che hanno difficoltà con l’esteriorizzazione è perché cercano di sollevare il proprio Corpo anziché staccarsi semplicemente da esso.

Questa è la spiegazione più logica che ci possa essere.

Inutile cercare di uscire a tutti i costi; anche in passato abbiamo sviluppato esercizi per ottenere quello stato, ma generalmente davano scarsi risultati e spesso si ottenevano strane restimolazioni.

L’esteriorizzazione deve avvenire senza sforzo e ad un certo livello avviene piuttosto spontaneamente”.

“Ne sei sicuro?” Gli domandai perplesso.

“Certo! Ricordi gli esercizi che Don Juan faceva fare a Carlos? Ebbene in quegli esercizi gli chiedeva di accumulare il nulla.

Doveva creare un vuoto mentale, il non-pensare.

Doveva accumulare silenzio interiore.

Per questo motivo ti ho consigliato di aggiungere una seduta di OT TR0 ogni tanto; facendolo puoi raggranellare parte della tua personale energia dispersa nell’ambiente e concentrarla in un unico punto.

Quel punto è l’esatto punto da cui puoi esercitare la tua forza ed i tuoi poteri e, sempre da quel punto, avverrà l’esteriorizzazione spontaneamente.

Dovresti essere in grado di sperimentare un particolare aumento di questa abilità man mano che ti avvicini alla fine del tuo programma di Tecniche… sbaglio?”

In effetti non stava sbagliando; negli ultimi tempi la cosa si presentava molto più frequentemente che non all’inizio. Mi venne in mente uno strano episodio e glielo raccontai.

“Qualche giorno fa, sospinto da una strana voracità, mi sono avvicinato al frigorifero; in una frazione di secondo mi ci sono trovato all’interno pur non avendone ancora aperto lo sportello.

Subito dopo mi sono sentito letteralmente appiccicato alla maniglia, nel goffo tentativo di aprirla; mentre cercavo di riprendere il pieno controllo del mio Corpo, ho rischiato di sbattermela violentemente sul naso.

Per alcuni istanti il Corpo ha vacillato, probabilmente perché ne ho ripreso il controllo con troppo impeto, ma dopo quel fatto ho mangiato come un vero buzzurro!”

Red stava ridendo intanto che annuiva.

“Ogni volta che perdi il controllo sul Corpo, in modo piuttosto particolare, sembra che il Corpo si senta più libero e che cerchi di dar sfogo ai suoi istinti più animaleschi; normalmente le cose che lo attirano maggiormente sono il mangiare e l’ottenere una buona dose di sesso”.

A quell’affermazione le sue risa aumentarono, però sembrava proprio che avesse ragione… avevo bisogno di un po’ di tempo per riflettere su quello che la mia mente stava ancora cercando di elaborare.

In effetti mi capitava con una certa frequenza di avere una fame vorace, però non l’avevo mai collegata ad un parziale distacco dal Corpo.

Ripensando a quei vari episodi, però, potevo constatare come percepivo un particolare calo di energie dopo che un qualche tipo di esteriorizzazione aveva avuto luogo.

La cosa sembrava essere particolarmente vera anche per la componente sessuale: l’atto stesso era molto più intenso e piacevole.

“Quindi, caro Red, la cosa migliore da fare è continuare con il programma e far sì che il tutto avvenga spontaneamente ed in modo naturale?”

“Certamente, ma c’è ancora qualcosa che devi sapere; seguimi”.

Passeggiammo lungo la riva di quello splendido lago; il paesaggio aveva dei marcati colori autunnali, ma non percepivo nessuna particolare temperatura. Mi sentivo terribilmente a mio agio fisicamente… sarà forse stato perché non avevo con me il mio solito Corpo?

Poco più avanti scorsi una persona seduta sotto un albero nella classica posizione del Loto.

“Non sarà mica Budda quel tizio laggiù?” Domandai incuriosito a Red.

“Ma no, è un semplice viandante che si sta riposando all’ombra!”

Viandante o meno, ci sedemmo di fronte a lui.

Aveva un leggero sorriso e ci guardava con estrema dolcezza. “Ciao mio giovane amico, mi fa piacere trovarti in questo luogo.

Vorrei portare alla tua attenzione qualcosa di importante che riguarda la meditazione, hai voglia di ascoltarmi?”

Quel tizio era particolarmente gentile e quello che mi stava proponendo mi interessava, quindi annuii e lui cominciò a parlare.

“Devi sapere che la meditazione è una pratica molto importante.

Meditare non significa starsene semplicemente seduti in una strana posizione con lo sguardo perso nel vuoto o a occhi chiusi.

E’ qualcosa di molto più semplice e profondo.

Poco per volta ti porta a capire il tuo reale distacco dal Corpo.

Il modo corretto per eseguirla è quello di osservare attentamente ogni cosa che ti circonda, sopratutto le azioni che esegue il tuo Corpo.

Per Osservare intendo in maniera più completa quello che ha scritto un nostro amico comune in una illuminante pubblicazione intitolata Obnosi e la Scala del Tono”.

Dicendo quelle parole strizzò l’occhio a Red.

“Ogni azione che compi attraverso il Corpo fisico va osservata attentamente e con estrema serenità; questo ti porta a capire e a vedere il centro di controllo dal quale stai operando con il Corpo ed in particolar modo ti insegna ad esserne distaccato.

Poco per volta vedrai la vita che ti scorre davanti come se fosse un filmato in cui tu fai recitare una parte al tuo Corpo fisico”.

Fece una piccola pausa per accertarsi che avessi compreso quanto mi stava dicendo poi concluse: “La cosa importante è che tu eviti di utilizzare la mente durante l’azione dell’osservare; devi riuscire a vedere ogni cosa senza immaginarla mentalmente, ma guardandola solo per come ti si presenta davanti.

Scoprirai che una mela non è realmente una mela, ma ben presto questo pensiero si trasformerà e quella mela diverrà veramente quello che vedi… e non potrai far altro che chiamarla mela, ma non sarà più lo stesso oggetto che era all’inizio”.

“Pur sembrando uno strano gioco di parole, capirai che questo modo di osservare o di meditare ti condurrà sempre più vicino alla Verità!”

Ci alzammo e salutai quello strano personaggio.

Non riuscivo a togliermi dalla mente che fosse Budda, anche se lo trovavo molto più dimagrito rispetto alle statuette che si vedono di solito.

Non avevo capito molto bene quello che mi aveva appena detto.

Sembrava piuttosto semplice, ma avevo qualche difficoltà a metabolizzarlo; devo però ammettere che spesso quello che vedevo mi sembrava far parte di una scenografia cinematografica.

Ultimamente mi capitava con le case o gli edifici in generale… sembravano finti. Se cercavo di estendere le mie percezione sino a quegli oggetti… sembrava che non ci fosse niente.

Non mi accorsi che Red mi stava osservando mentre mi trovavo assorto nei miei grovigli mentali: “Stai cominciando a capire; già da diverso tempo hai cominciato a vedere il luogo in cui dimori con il tuo Corpo fisico esattamente come è.

Ma a volte mi sembra che tu sia poco attento. In realtà, hai già colto la Verità su quel particolare Universo, ma sembra quasi che tu voglia dare poco peso alla cosa.

Vedrai che ben presto quella particolare realizzazione ti colpirà come una folgore e tu riderai come un matto!”

“A volte ho l’impressione che la gente si affanni per cercare la quarta dimensione, mentre in realtà dovrebbe solo capire che di dimensioni ce ne sono solo due”.

Dissi quella frase con noncuranza e mi stupii delle parole che erano uscite dalla mia bocca.

Red rideva sguaiatamente e aveva ripreso a fare anche qualche grugnito. Io lo guardavo divertito; sembrava proprio che avessi detto qualcosa di terribilmente spassoso.

“Aveva proprio ragione quel Sant’uomo del Padreterno.

Non sai esattamente quello che conosci, ma vedrai che a questo porremo rimedio!”

“Non capisco Red, di cosa stai parlando?”

“Lascia perdere amico mio, capirai… capirai”.

“Vorresti spiegarmi come tu sei riuscito ad entrare in quel circo chiamato Pianeta Terra e a fare quello che hai fatto?”

“Te lo racconterò volentieri domani; adesso stai per svegliarti e io esco a mangiarmi una pizza”:

Mi lasciò con quelle parole sibilline e io mi risvegliai con una gran fame.

Cucinai delle uova con della pancetta, spremuta di arancia, una fetta di torta di mele ed un abbondante caffè.

Dopo aver divorato tutto quanto decisi che era tempo di fumarsi una bella sigaretta.

Era molto tempo che non lo facevo, ma ricordavo di aver lasciato un mezzo pacchetto nel cassetto del mobile del soggiorno.

L’accesi e tirai un paio di boccate.

Quasi mi strozzai col fumo ma riuscii a non tossire; la terza e la quarta boccata mi diedero un leggero senso di euforia e la testa cominciò a girarmi leggermente.

Spensi la sigaretta. Ogni tanto mi piaceva concedermi qualche tiro, però odiavo particolarmente il saporaccio di catrame che mi rimaneva in bocca; decisi, quindi, di darmi un’energica lavata ai denti.

Passai l’ora successiva a riordinare i miei appunti, dopodiché mi fiondai sotto una corroborante doccia calda.

Avevo del lavoro arretrato da sbrigare, così per il resto della giornata mi occupai di varie traduzioni.

La giornata passò ad una velocità supersonica; era già ora di cena.

Decisi di invitare mia moglie a mangiare qualcosa fuori; lei ne era contenta. Generalmente ci prendevamo qualche piccola libertà senza avere scomodi ospiti intorno; ci piaceva stare nella nostra intimità godendo ognuno della presenza dell’altro.

Mi dimenticai di quanto era successo sino al momento di andare a dormire; da quel momento in poi uno strano turbinio di pensieri cominciò nuovamente a pervadere la mia mente.

Ero attanagliato dalla strana curiosità riguardo a Red ed alla sua particolare Missione sul Pianeta Terra.

Ormai il momento della giornata che attendevo con più trepidazione era proprio quello dedicato al sonno ed ai sogni.

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25 commenti

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25 risposte a ““Diario di un sogno” I PRIMI PASSI DI UN NUOVO GIORNO

  1. Luigi Cosivi

    E’ uno dei migliori libri che si possano leggere e rileggere, diverte, alza di tono, non voglio sperticarmi oltre., ma sarei tentato. Compratelo anche per regalarlo ai Vostri amici, sicuramente lo gradiranno. Ho stimato Richard dalla prima volta che l’ho letto in un post, lo ringrazio per quello che fa e sono onorato di seguirlo.

  2. Nic

    Sono d’ accordissimo con Te Francesco . Sicuramente una piacevole
    lettura theta . Magari ne avessimo di questi libri e di Richard .
    Nic ARC infinita

  3. LucaS

    Mentre ero a casa di un amico, ho letto questo libro, che è davvero molto theta e pieno di osservazioni illuminanti ed ora sono felice di averlo acquistato… Anche per dare un contributo.
    ARC Luca

  4. Nic

    Come ordinare il libro ? Aggiungo nel carrello e poi ?
    Richiedono i dati per la spedizione ? Capito che si paga alla
    consegna . Qualche suggerimento,se non è come detto,grazie .
    Nic ARC infinita

  5. Guido

    Vorrei riportare l’attenzione dei condomini sulla bellezza di questo capitolo del libro di Richard. Sulla sua brillante e inconsueta apertura a scenari evolutivi futuri in cui tutti noi potremo, se vorremo, attuare quei giochi da eoni anelati, o dimenticati.
    Un abbraccio
    Guido

    • Nic

      Dear Guido,dici bene per noi è eccellente . Per i nostri simili,tutti
      dovremo abbassare il tiro,scendere ai livelli,per cosi dire,umani .
      Ecco una piccola idea,da sviluppare per chi ha la vena artistica .
      ” Pagine dal futuro ” O ‘ Un libro dal futuro ‘ . Questo è un
      titolo che ogni tanto frulla nella mia ‘ mentina ‘… per chi voglia
      usarlo . La felicità ritrovata . E anche : Una realtà futura .
      Ad esempio,potremo prendere le varie attestazioni e svilupparle
      in storie,racconti . Dove i condomini,chi vuole,aggiunge delle
      pagine o capitoli . Poi se viene fuori un bel lavoro… diciamo
      a Richard di pubblicarlo . Nic ARC infinita

  6. Nic

    Ricevuto,grazie Paolo . Al terzo tentativo sono riuscito ad
    ordinarlo . Con pc e macchine varie,devo avere un item ancora
    da scaricare,visto che sbarello facilmente .Nic ARC infinita

  7. Silvia Chiari

    Questo libro l’ho in casa e l’ ho già letto 2 volte ma …. ritengo necessario rileggerlo più volte in base al momento di consapevolezza in cui siamo, perchè in tale stato di consapevolezza riusciamo ad intravedere ciò che prima era nella nebbia ( o nel velo come dicono coloro che fanno Reiky )
    infatti mi fa piacere rileggere questo capitolo perchè ………..-Per Osservare intendo in maniera più completa quello che ha scritto un nostro amico comune in una illuminante pubblicazione intitolata Obnosi e la Scala del Tono”.
    Dicendo quelle parole strizzò l’occhio a Red.
    “Ogni azione che compi attraverso il Corpo fisico va osservata attentamente e con estrema serenità; questo ti porta a capire e a vedere il centro di controllo dal quale stai operando con il Corpo ed in particolar modo ti insegna ad esserne distaccato.
    Poco per volta vedrai la vita che ti scorre davanti come se fosse un filmato in cui tu fai recitare una parte al tuo Corpo fisico”.

    Ed in realtà …. questo mi è molto reale !!!!!
    ML un abbraccio di luce

    • i puntini di Diogene...

      Anche a me è reale… ma è reale a me.
      E mi è altamente reale che per altri non è assolutamente reale… o gli è diversamente reale.
      L’altra cosa che mi è davvero reale è che la MIA realtà non mi costa un centesimo di euro ed è solo la realtà di qualcun altro che ci viene fatta pagare facendoci credere che adesso è anche nostra…
      Potere di scelta o CDEIRN da mettere a fuoco? A ciascuno la sua decisione… ma non dimentichiamoci che ogni gioco ha origine dal rispetto (o dalla sua mancanza)…

      • Guido

        Eh si!
        agli inizi Scientology era una Realtà di cui ero Curioso, fu così che la Desiderai, ma poi delle alterazoni mi vennero Imposte ( Enforced ), e di conseguenza la mia realtà ne fu Inibita. Perciò Rifiutai la realtà della Cof$, si badi bene, non tutta Scientology, ora per me la Cof$ è una Non realtà, del suo destino non m’importa nulla, ma continuerò ad essere disponibile a offrire il mio aiuto e sostegno a quegli scientologi che s’accorgeranno dell’inganno.
        Guido

        • Appoggio in pieno, i gruppi che si stanno formando in varie località Italiche sono e devono rimanere Indipendenti per definizione. Ma noi qui a casa Minelli siamo sempre pronti e contenti a fornire ogni appoggio richiesto e voluto. Ricordate questo motto ” sparpagliati ma organizzati ! ”
          The show must go ON

  8. Nic

    Dear Diogene,mi sono perso il significato di CDEIRN, potresti se Vuoi
    dire qualcosa,che mi faccia capire ? Grazie .
    E’ vero, Diogene, Silvia, Red tocca a molti di noi la realtà . Sia quella
    oggettiva,che il punto di Consapevolezza di questa e interiore .
    Particolarmente in coloro che hanno sperimentato alttre ‘ vie ‘ .
    Sebbene come in ‘ rose rosse ‘…canzone,la strada dei ricordi è
    spesso lunga,ricordo una mia seduta col Reiky,ad esempio .
    Trovo in Richard un quasi invito a sperimentare con la forma .
    Ho fatto un paio di tentativi e…. arrivano cognitions,sulle due realtà
    dette sopra . E’ uno sperimentare e al contempo una ricerca .
    E cosi uno che credeva di essere all’ ottavo cielo…Scopre e
    torna con i piedi per terra . Non vedo l’ora di leggere il piano
    per il circo Terra hè hè hè… Nic ARC infinita

    • Tony Pacati

      CDEIRN
      C curioso
      D desiderato
      E enforced (imposto)
      I inibito
      R rifiutato
      N nessuna
      si usa per cercare dove è la carica nelle roture di ARC
      vedi l’esempio di Guido con la realtà
      ciao

      • i puntini di Diogene...

        Grazie Tony per avermi anticipato l’assist…
        DASPM (Di Acronimo Si Può Morire)… o si può dare il voto al partito sbagliato…
        Quanto erano moderni i latini col loro SPQR… e noi qui a tifare USA…

  9. Luigi Cosivi

    Guido, ti voglio ringraziare qui, anche se l’ho già fatto di persona. Tramite te ho potuto riprendere la speranza e l’opportunità di aiutarmi e aiutare, non solo dandomi tutto ciò che mi serviva, ma anche spiritualmente con ARC vera, consigliandomi e presentandomi altri esseri eccellenti.
    Da solo me la sarei cavata, ma certo non così bene, sei stato come un faro nella nebbia per un navigante e so che lo sei per chiunque chieda aiuto. Grazie ancora.

    • Guido

      Grazie per il riconoscimento Luigi, è un magnifico lavoro quello che stai facendo nella tua zona.
      Le testimonianze dei tuoi pc sui loro miglioramenti spirituali sono una grande paga per noi thetan!
      Un grande abbraccio
      Guido

  10. Nic

    Grazie Guido e Tony,mi era sfuggito la ‘ E ‘ di enforced,pensavo che
    fosse un altra formula. Uso DC I ( imposto ) I R N .
    Nic ARC infinita

  11. Marco

    Questa qui sotto che quoto, è una delle cose interessanti che Richard ha scritto in questa parte del libro, ma… non mi pare così semplice… in apparenza lo è, ma… mi piacerebbe che qualcuno me la spiegasse in modo diverso… come parlarlare con un bambino.
    Possibile?
    Grazie.

    “Devi sapere che la meditazione è una pratica molto importante.

    Meditare non significa starsene semplicemente seduti in una strana posizione con lo sguardo perso nel vuoto o a occhi chiusi.
    E’ qualcosa di molto più semplice e profondo.

    Poco per volta ti porta a capire il tuo reale distacco dal Corpo.

    Il modo corretto per eseguirla è quello di osservare attentamente ogni cosa che ti circonda, sopratutto le azioni che esegue il tuo Corpo.
    Per Osservare intendo in maniera più completa quello che ha scritto un nostro amico comune in una illuminante pubblicazione intitolata Obnosi e la Scala del Tono”.

    “Ogni azione che compi attraverso il Corpo fisico va osservata attentamente e con estrema serenità; questo ti porta a capire e a vedere il centro di controllo dal quale stai operando con il Corpo ed in particolar modo ti insegna ad esserne distaccato.

    Poco per volta vedrai la vita che ti scorre davanti come se fosse un filmato in cui tu fai recitare una parte al tuo Corpo fisico”.

    Fece una piccola pausa per accertarsi che avessi compreso quanto mi stava dicendo poi concluse: “La cosa importante è che tu eviti di utilizzare la mente durante l’azione dell’osservare; devi riuscire a vedere ogni cosa senza immaginarla mentalmente, ma guardandola solo per come ti si presenta davanti.

    Scoprirai che una mela non è realmente una mela, ma ben presto questo pensiero si trasformerà e quella mela diverrà veramente quello che vedi… e non potrai far altro che chiamarla mela, ma non sarà più lo stesso oggetto che era all’inizio”.

    “Pur sembrando uno strano gioco di parole, capirai che questo modo di osservare o di meditare ti condurrà sempre più vicino alla Verità!”

    Ci alzammo e salutai quello strano personaggio.

    • Marco

      In qualche modo la meditazione suggerita da Richard, ha anche a che fare con questo?

      ”La via verso OT”
      Hco Information Letter 10 agosto 1963

      “La via verso OT è una via di knowingness che ritorna gradualmente,
      un liberarsi graduale dell’amnesia, uno sbarazzarsi graduale dell’irrealtà.

      L’irrealtà è il risultato dell’invalidazione tramite forza.
      Colpisci un essere con forza sufficiente, arreca una sufficiente rottura di ARC e tutto diventa irreale.

      Col ritorno della knowingness, l’irrealtà svanisce, lasciando una persona
      con una maggiore conoscenza di che è, dov’è e perchè.

      Ciò che è, è.
      Ricordalo.
      Non è quello che qualcuno dice che è.

      LRH

  12. Tony Pacati

    caro Marco,
    non so darti una risposa erudita, da esperto che ha studiato tanto o che è avanti sul ponte, ma posso darti una opinione o una esperienza.
    Quando feci gli oggettivi, quasi 30 anni fa, sul gradino del libro e la bottiglia, successero un sacco di cose “strane”; l’auditor mi diceva di camminare su e giù per la stanza ed io lo facevo diligentemente, poi ad un certo punto acconsentii che il corpo facesse quello che diceva un’altro, invece di far passare la cosa attraverso la mia valutazione e decisione, come quando faccio guidare la mia macchina a mia moglie ed io faccio il passeggero, e mi sembrò piuttosto normale e piacevole fare il passeggero nel mio corpo. Poi cominciai a considerare la bottiglia, su ordine dell’auditor dovevo vedere quanto pesava e di che colore era ecc. All’inizio era solo una bottiglia, poi è diventata un oggetto di vetro, poi un oggetto cavo, poi un solido ma trasparente, poi un contenitore, poi un insieme di atomi che stanno stretti tra loro, poi una cosa che occupa dello spazio, poi una cosa pesante ,poi una cosa leggera, poi una cosa verde, poi una cosa non proprio così verde…poi…poi..poi..
    poi è diventata….una cosa che si chiama….bottiglia!
    Ci ho pensato tante volte in tutti questi anni, all’epoca non ci ho fatto nessuna riflessione, ho finito gli oggettivi ed ero contento e basta. Adesso mi sono fatto il ragionamento ed ho capito che una cosa è molto semplice quando non sai niente a riguardo, poi diventa sempre più complicata a mano a mano che cerchi di comprenderla, poi torna molto semplice quando l’hai capita.
    qualche “vero” scientologo capoccione mi dirà, grazie al cavolo, queste cose le ha già scritte Ron 50 anni fa, ed è vero, poi credo che le abbia riscritte anche Richard, e va bene, e leggendo loro due si vengono a sapere un sacco di cose.
    Ma tra sapere, cioè venire a conoscenza di, e comprendere cioè avere una tua certezza, c’è di mezzo il mare, cioè, volevo dire, il FARE.
    Non so se ho risposto, volevo solo raccontare una storia.
    Tu continua ad essere curioso…..sempre!
    ciao

    • Marco

      Bellissima risposta Tony, mi è piaciuta molto… la tua considerazione/consapevolezza di questa questione è molto intelligente/logica e mi piace 🙂 .
      Sei un ottimo interlocutore/co-inquilino della Reception… così deve funzionare questa piazza: comunicazione costruttiva.

      L’idea che le cose per chi non le conosce sono semplici (per non contatto) è buona…. e che diventino complicate man mano che le conosci e/o le affronti, è vero… e che tornino semplici dopo ispezionate e ben conosciute, e altrettanto facile da capire…

      Bene… per il momento grazie… ora vado al lavoro.
      Marco

  13. i puntini di Diogene...

    Complimenti a Marco per la sua puntualità nell’aprire nuovi orizzonti di dibattito e a Tony per la profonda leggerezza della sua risposta ad una domanda da mille e una notte per la quale qualsiasi risposta seria corre il rischio di assumere i labili contorni delle fiabe… perchè tutto si traduce in esperienza e della propria esperienza ognuno ne è l’artefice…
    Ad un ipotetico bambino io direi “chiudi gli occhi ed inventa qualcosa che ancora non esiste” e dopo aver percepito il suo compiacimento aggiungerei “non so che cos’è ma di sicuro ti piace. Sei l’unico padrone della tua creazione, la puoi modificare o distruggere a tuo piacimento. Questo è ARC quasi perfetto. Tu sai di esistere, tu SAI che ciò che esiste e dà esistenza sei tu”.
    Poi gli direi di aprire gli occhi e di osservare un oggetto qualsiasi, una forma tenuta insieme da forze armonicamente contrapposte… “Questo è ARC imperfetto, ARC in conflitto di proprietà, ARC oggettivato di cui il tuo corpo ti dimostra la solidità ma del quale solo la sua immagine mentale ti appartiene, un’immagine idealizzata che usi per decodificare il movimento incessante che dà origine allo scenario MEST, al gioco come esperienza di vita e di sopravvivenza… ma in che cosa consiste l’esistenza? Possiamo concepire una “esistenza” senza relazione alcuna? No, ma se ci riesci si chiama Certezza ed è esclusivamente tua, come lo è una verità auto-creata”…
    C’è una conclusione pratica? Sì, direi che “Non invalidare mai te stesso” e “Concedi di essere” siano appropriati in questo contesto… come lo sono al fine di raggiungere o migliorare il difficile equilibrio theta-mest…

    • Marco

      Grazie Diogene, i tuoi scritti sono sempre un particolare punto di vista che stimolano delle riflessioni…

      Questa volta mi è piaciuto molto:

      Ad un ipotetico bambino io direi “chiudi gli occhi ed inventa qualcosa che ancora non esiste” e dopo aver percepito il suo compiacimento aggiungerei “non so che cos’è ma di sicuro ti piace.
      Sei l’unico padrone della tua creazione, la puoi modificare o distruggere a tuo piacimento.
      Questo è ARC quasi perfetto.
      ”Tu sai di esistere, tu SAI che ciò che esiste e dà esistenza sei tu”.

      Un concetto non male, ha un suo grande fascino, che anch’io avevo esplorato se fosse possibile (tanti anni fa)… e avevo concluso che si: “se io non decido di far parte di, se non decido di esserci, niente esiste… e come corollario, se decido di esserci, sono io che do esistenza”.
      E’ un punto di vista forse molto/abbastanza egocentrico… , ma di base il thetan prima di partecipare al gioco della vita, con dunque 8, o più, dinamiche, semplicemente E’ .

      Assioma 1 La vita è fondamentalmente uno statico.
      DEFINIZIONE: uno statico di vita non ha massa, né moto, né lunghezza d’onda, né posizione nello spazio o nel tempo. Ha l’abilità di postulare e di percepire.

      Assioma 2 Lo statico è capace di considerazioni, postulati e opinioni.

      Assioma 3 Spazio, energia, oggetti, forma e tempo sono il prodotto di considerazioni fatte e/o accordate dallo statico e vengono percepiti unicamente perché lo statico considera di poterli percepire.

      Sono d’accordo con te anche su:

      C’è una conclusione pratica?
      Sì, direi che “Non invalidare mai te stesso” e “Concedi di essere” siano appropriati in questo contesto… come lo sono al fine di raggiungere o migliorare il difficile equilibrio theta-mest…

      Solo che di sicuro è una cosa su cui bisogna molto allenarsi 😉

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