ROY SHELBY HA BISOGNO DI AIUTO

Siete Scientologist Indipendenti ? Pensate con la vostra Testa !

 

Per chi non lo conoscesse, Roy Shelby e’ un Auditor di Classe V Graduato APIS, Full OTVII nel 1976 ed Auditor di vecchia data nel campo Indipendente.

Il presidente di APIS International mi ha mandato la richiesta di aiuto per questo veterano ed io ho fatto la mia parte con una piccola Donazione.

Ho visto che anche il grande Luciano ha dato il suo contributo, Grazie.

Le donazioni possono anche rimanere Anonime.

Francesco

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Roy Selby ha una Leucemia Mieloide acuta e ha bisogno di aiuto. Il punto generalizzato dove si è sviluppata la Leucemia nel corpo sembra abbia origine (si devono ancora fare trest più accurati) nella regione tra spalla e collo e causa un estremo dolore in tutta l’area limitandogli i movimenti.

Le condizioni di Roy sono, respiro corto, debolezza, problemi a dormire, si creano lividi facilmente, molto anemico, ha perso 10 chili finora, il livello di energia è molto basso e ha dolori strazianti. Il dolore è stato diminuito con assistenze giornaliere.

La Leucemia è esplosa completamente in quest’ultimo mese e la cuasa del suo dolore/malattia è venuta alla luce solo dopo molte visite tra dottori e pronto soccorso.

alla fine, quando le condizioni sono diventate serie, Roy è stato ammesso in ospedale per fare trasfusioni di sangue e test medici approfonditi, incluso la biopsia ossea di Marrow, la quale era positiva alla Leucemia.

Si è iniziato a fargli trattamenti chiropratici per aiutarlo a ridurre il dolore e recuperare un po’ di movimento nel collo e nella spalla.

Grazie all’aiuto di Scott e Karry Campbell si è cominciato due settimane fa un piano nutrizionale e i risultati sono incoraggianti.

Con noi c’è un grande gruppo di supporto, Greta Alexander, Chris Black e altri che stanno lavorando per aiutare Roy a superare la cosa.

Roy ha detto che non molla e che vincerà sulla Leucemia.

Roy ha bisogno di aiuto, ogni donazione verrà usata per coprire le spese dei medici e delle cure, dei trattamenti chiropratici, trasporto, del cibo e degli integratori, delle sue spese giornaliere e di qualsiasi consulenza di cui ha bisogno per migliorare la sua vita.

Ervin Scott

 

Roy Selby

Potete fare la vostra donazione anche anonima QUI

http://www.gofundme.com/2dyxc8?utm_campaign=Emails&utm_source=sendgrid.com&utm_medium=email

 

 

12 commenti

Archiviato in APIS Italia, Casa Minelli

12 risposte a “ROY SHELBY HA BISOGNO DI AIUTO

  1. paolo facchinetti

    Free Zone ha dedicato un intero capitolo a DAVID MAYO con tutti i suoi scritti e video dal 1983. Inoltre lui ha cominciato a rispondere ai commenti. Molto belle le parole scritte dal BILL FRANKS, ED International all’epoca della “grande epurazione”, a sua volta epurato dopo pochi mesi.
    “Lui è il migliore che questa “tecnologia” abbia mai avuto. La situazione attuale dovrebbe essere liquidata da un liquidatore nominato da un tribunale con un’attenzione particolare dedicata a quei 2 o 3 miliardi di dollari sui cui è attualmente seduto Miscavage. David Mayo dovrebbe essere messo in carica del progetto di salvare tutto ciò che c’è di buono nella tecnologia con un compenso adeguato all’incarico.

    • Marco

      Grazie Paolo, un bellissimo sito… una miniera di dati.
      Un vero peccato che io non sia così capace con l’inglese…

      • Giordano Bruno

        Convengo anch’io che è un bel sito. Sarebbe un ottimo aiuto che qualcuno capace di tradurre dall’inglese all’italiano volesse pian piano fare questo servizio, così da poter pubblicare quel materiale.
        Buona Pasqua a tutti,
        G.B.

        • Stellabruna

          Grazie Paolo, sito fantastico.
          Ho provato a vedere una conferenza a caso e sono rimasta incollata al monitor per due ore. Il suo modo di parlare calmo e lineare mi ha conquistata. In più il suo inglese è molto facile da capire per cui ho cominciato a tradurre la conferenza. Il testo è molto lungo perciò, se siete interessati a pubblicarlo sul blog, lo manderò a pezzi.
          Grazie ancora!

          Stella

          • Giordano Bruno

            Grazie!
            A proposito, quando lo invitiamo in Italia?

          • Cpntattami via Mail o senti Paul !

          • Stellabruna

            Ciao Francesco, ecco il primo pezzo. Lo metto qui poi tu fanne ciò che credi.
            Stella.

            CONFERENZA SULL’AUTIDING SENZA L’ELETTROMETRO, 8 FEBBRAIO 1986
            DAVID MAYO

            Buongiorno.
            La cosa principale che voglio fare oggi è rendere più facile l’utilizzo dell’auditing nelle situazioni della vita.
            L’auditing sembra molto complesso a volte: ci sono tante regole e tanti esatti modi di farlo e spesso abbiamo l’impressione che ci siano molti modi per farlo male. In realtà non è così difficile.
            Cominciamo quindi a parlare di cos’è l’auditing. Sostanzialmente, in parole molto semplici, consiste in due persone, una parla all’altra, e la carica viene fuori. La maggior parte di voi lo fa spesso, senza rendersene conto. E nella sua forma più semplificata succede quando si ascolta qualcuno che ha l’attenzione su qualcosa che lo riguarda o che lo preoccupa. A volte lo facciamo meglio, a volte non tanto. Per farlo bene non dovete fissarvi su un sacco di regole da sapere su come si ascolta una persona, ma semplicemente stare attenti a cosa dice. Solo questo basterebbe per fare in modo che una persona vi parlasse dei suoi problemi e delle sue preoccupazioni e se ne andasse sentendosi sollevata. Ci sono delle situazioni, come sul posto di lavoro, nella vita matrimoniale, in famiglia, in cui una persona è preoccupata per qualcosa e, anche se non sembra granché, può essere di enorme beneficio avere qualcuno con cui parlarne. Potrebbe fare la differenza tra andare fuori di testa in una situazione difficile o dare a qualcuno una sensazione di sicurezza e di benessere nella vita. Penso sia la forma più basilare di auditing che esista. Significa rendere una persona in grado di dirvi cos’ha in mente o su cosa ha l’attenzione.
            Quando percorrete un procedimento o fate una domanda al pc, in quel caso avete bisogno di sapere un po’ di più quello che fate. Ma se qualcuno ha qualche pensiero e voi semplicemente l’ascoltate, questo è tutto quello che avete bisogno di sapere. Potremmo parlare anche di riconoscimenti ma in effetti se ascoltate semplicemente qualcuno che vuole comunicare, già significa molto.
            Questa è la primissima cosa che volevo sottolineare.

            A questo punto possiamo fare qualche esercizio, o dell’auditing, un auditing al di fuori di un particolare grado o livello sulla carta dei gradi, così andrà bene per chiunque riceverlo o darlo. Siete d’accordo?
            Parlando di cose pratiche, so che sembrerà troppo semplice, ma voglio cominciare facendo in modo che tutti ascoltiate qualcuno. Quando ascoltate qualcuno l’atteggiamento può fare la differenza, per cui voglio parlarne.
            Abbiamo spesso sentito un dato che è “non si dovrebbe dare compassione” e penso che questa particolare idea sia stata spesso mal duplicata, al punto che a volte chi l’ha applicata male ha generato un sacco di carica oltrepassata in altre persone. Ora, la compassione di per sé è un’emozione come lo sono altre. Potremmo per esempio creare una grossa questione sul fatto che non si debba essere collerici e potremmo ripeterlo frequentemente in modo che la gente pensi che la collera sia una cosa da evitare accuratamente. E penso che in qualche modo l’idea di usare compassione sia finita nella categoria di quelle cose che la gente evita di fare. Come ho già detto la compassione è semplicemente un’emozione, o a volte è un atteggiamento. Di per sé non è sbagliata. Ora, se avete lo scopo di aiutare veramente qualcuno, dare semplicemente compassione non sarebbe molto efficace. In altre parole: se qualcuno viene da voi e vi dice che c’è qualcosa che lo preoccupa e voi gli date solo compassione per poi andarvene lasciandolo lì con le sue preoccupazioni, quando invece avreste potuto fare qualcosa di più per lui, allora non avreste agito bene. Non per il fatto di essere stati compassionevoli, ma per non aver fatto altro. Ed è questo il punto che andrebbe enfatizzato. La regola dovrebbe essere riformulata così: “non date compassione quando non potete fare qualcosa di efficace”, oppure: “non limitatevi a dare compassione quando potete fare di più”. Il pericolo a cui si va incontro a causa della mis-applicazione del concetto di compassione è che negli anni tutti noi abbiamo contribuito a costruire un dato falso sul soggetto. Per un certo periodo sono arrivato al punto che quando qualcuno mi diceva qualcosa ero così attento a non dare compassione che finivo per trasmettere nessuna compassione, o peggio, che non me ne importasse niente. Ora, interessarsi ad una persona è una forma di responsabilità, che è collegata all’affinità: ti importa di qualcuno o di qualcosa che ti piace. Infatti penso che “mi importa” e “mi piace” siano tanto sinonimi che sia impossibile avere l’uno senza l’altro.
            La ragione per cui ho detto questo è che quando farete questi esercizi voglio che non abbiate più i dati falsi che potreste aver assunto in passato.

            Ora faremo il primo piccolo esercizio. Tutti ascolterete qualcuno e lo dovrete fare evitando l’atteggiamento di “nessuna compassione”. Sarà un po’ difficile (ride)… per dirla in modo positivo potete ascoltare una persona mostrando che vi importa di ciò che ha da dire, ma non voglio che sembri forzato o fasullo, voglio che lo facciate semplicemente e sinceramente. Dovete solo ascoltare, non dovete essere VGI o aggiungere qualche extra. E senza cercare di dare particolari riconoscimenti: stiamo solo occupandoci della parte di ascolto. Fate sapere di aver ascoltato attraverso il vostro atteggiamento naturale. Ad esempio, se qualcuno vi dice che si è rotto una gamba e che gli fa tanto male camminare, potete dire come la pensate, o rispondere “spero che almeno l’altra funzioni!” e cose del genere (ride). Ancora una cosa prima dell’esercizio, a proposito dell’idea di danneggiare qualcuno con l’auditing. In realtà è molto difficile che accada. Potete magari turbare qualcuno se non lo fate correttamente o se c’è disaccordo u cosa è stato fatto.

            La seconda cosa di cui ci occuperemo è “motivi per cui non audire” e vedremo se riusciamo ad estirpare eventuali dubbi o paure di cosa potrebbe succedere se cercaste di audire qualcuno.
            Quando sentii per la prima volta di Dianetics e Scientology qualche anno fa, e lessi libri e feci corsi di TRs eccetera, decisi che volevo fare l’auditor ma non lo dissi a nessuno per paura che mi dicessero che non avrei potuto, che non avevo ciò che serviva per farlo. E’ molto frequente che le persone abbiano timori o dubbi sul poter essere auditor. Quindi la seconda cosa che voglio che facciate è discutere di questi motivi.
            Ora dividetevi in coppie…
            …voglio che uno dica all’altro ciò che ha in mente, e che l’altro ascolti. Poi vi scambiate.
            (fine primo esercizio)

            Prima del secondo esercizio parliamo un po’ del riconoscimento. Qualcuno ha avuto problemi ad ascoltare o capire? Qualcuno ha avuto problemi di chiedersi se era stato sentito o capito? Tu? (ascolta una ragazza)
            …sul non esprimere opinioni? Ti sei un po’ trattenuta? “Il tuo ginocchio rotto non è così grave come il mio…” (risate).
            Ora, spero nessuno abbia usato un super rigido, troppo formale riconoscimento come “grazie”. Di solito un cenno della testa, un sorriso, sono spesso efficaci come riconoscimento. Uno dei miei preferiti è: “mi dispiace di sentirlo, spero che presto vada meglio” (ride).
            Un riconoscimento è qualcosa che dite ad un’altra persona – beh, in realtà non significa necessariamente pronunciarlo a parole, per cui siamo più semplici – un riconoscimento è qualcosa che trasmette all’altra persona che avete capito cos’ha detto. Dovrebbe essere dato nel momento appropriato, non ogni tre parole. Quindi, avendo questo in mente, e volendo occuparci solo di ascoltare, senza usare TR1 o senza cercare di fare domande, voglio che vi dividiate di nuovo in coppie e che entriate nel soggetto riguardante cosa succederebbe se audiste qualcuno, o le ragioni per non essere coinvolti nell’audire qualcuno o, senza per forza parlare di auditing, cosa succederebbe se veniste coinvolti nell’aiutare qualcuno, per esempio. Perché questo è probabilmente un più basilare fondamento: non immischiarsi troppo negli affari altrui.
            Quindi procediamo. Qualche domanda su ciò che vogliamo fare? Cioè: ragioni per cui non audire o per starne alla larga o le terribili cose che potrebbero succedere se uno audisse (ride), o le disastrose conseguenze di occuparsi di affari altrui? O forse le ancor più tremende conseguenze di sondare la mente di qualcun altro? (ride). Non so se sia peggio essere quello che viene sondato o quello che sonda. Suppongo dipenda dal tipo di mente in cui ci si sta introducendo…o dal tipo di sonda che state usando! (risate).
            Tutto ciò mi fa venire in mente dei film dell’orrore, come Blob. Suppongo sia il genere di cose che rende spaventosa l’idea di entrare nella mente di qualcuno o nel suo passato, qualcosa come roba fantascientifica o mostri preistorici o l’idea di qualcosa che si nasconde nell’oscurità, nel più profondo di un engram di qualcuno o nella sua incoscienza, di qualcosa che possa venire a galla facendolo diventare un mostro con la bava alla bocca… o che faccia diventare voi un mostro che sbava! (ride).
            Quindi l’idea è questa: occuparci di ogni possibile motivo per cui non audire o non aiutare qualcun altro.
            Chi finisce può alzarsi e confrontarsi con altri che hanno terminato, in modo che gli altri abbiano la possibilità di finire e noi possiamo renderci conto di chi ha completato.
            Ok? Bene! Andiamo!
            (fine secondo esercizio)

            Bene! Qualche difficoltà? Se qualcuno durante la giornata di oggi desidera che io commenti qualcosa che è emerso e che ritiene possa interessare lo scriva su un foglio e vedremo cosa potremo trattare.
            Fine prima parte minuto 29.47.

          • Grazie ! Bravissimissima !!!! 😀

  2. Marco

    TANTI AUGURI DI BUONA PASQUA AL BLOG E A TUTTI I PARTECIPANTI LONTANI E VICINI.

    “La festività della Pasqua celebra la resurrezione di Gesù Cristo, avvenuta tre giorni dopo la sua morte sulla croce.
    Dunque è una festività religiosa facente parte della liturgia cristiana.

    La parola “Pasqua” deriva dalla Pasqua ebraica chiamata “Pesach”.

    Il termine Pesach significa “passare oltre” e fa riferimento al racconto della Decima Piaga, secondo il quale l’Angelo Sterminatore al suo passaggio in Egitto avrebbe fatto morire tutti i primogeniti.

    Durante la fatidica notte l’angelo risparmiò, “passò oltre”, tutti i figli d’Israele le cui famiglie avevano segnato la porta di casa con sangue d’agnello, mentre morirono tutti i primogeniti egiziani, fra cui il figlio del faraone.

    La Pasqua cristiana invece vuole ricordare la resurrezione di Gesù dopo la sua morte, avvenuta in sacrificio per tutti noi, e questo sta ad indicare che anche per tutti gli uomini dopo una morte c’è un’altra vita .

    La data di tale festa non è fissa , ma viene celebrata sempre durante la prima domenica successiva al plenilunio dell’equinozio di primavera (Il plenilunio, o Luna piena, è la fase della Luna durante la quale l’emisfero lunare illuminato dal Sole è interamente visibile dalla Terra.

    Anche in questo vi è un significato: Gesù Cristo è colui che è passato dalla morte a nuova vita e quindi dalle tenebre alla luce. Per questo la Pasqua viene celebrata in un giorno di luce ininterrotta: in cui dalla luce del sole durante il giorno si passa alla luce della luna piena e viceversa.

    Anche la primavera assume un simbolismo di luce e rinascita del mondo, dopo il buio e il freddo dell’inverno.

  3. Nic

    E che Dio sia con Voi,amen .
    Nic ARC infinita

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