Archivi del giorno: 31 marzo 2013

E’ Spirito di Qualità o di Quantità? Di Marty Rathbun

Siete Scientologist Indipendenti ? Pensate con la vostra Testa !

luce-spirito

Mai avrei immaginato di tradurre, proporre e commentare uno scritto di Marty Rathbun dopo quanto è successo negli anni scorsi con il suo volere marcare la differenza rispetto al movimento dei fuoriusciti degli anni 80, in particolare di David Mayo, ma noto con felice stupore che Rathbun a poco a poco sta arrivando a discutere delle cose che noi discutevamo negli anni 80. Diciamo la verità… sono primi abbozzi di idee libere. Già qualche mese fa, lui aveva citato le filosofie orientali in un suo scritto. La cosa che mi ha colpito particolarmente è che il titolo di questo suo scritto è esattamente identico ad un articolo  che noi scrivemmo negli anni 80 all’Advanced Ability Center. Ho aspettato un paio di giorni prima di tradurre, perché volevo vedere se veniva tradotto e pubblicato sull’Indipendologo (risparmiandomi la fatica), ma così non è stato e quindi ecco qua per la prima volta nella storia un articolo di Marty Rathbun che viene pubblicato su LaReception invece che sull’Indipendologo. Non entro nei contenuti perché suppongo daranno adito ad un ampio dibattito e quindi potrò intervenire in seguito.

Buona lettura!

Paolo Facchinetti 

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E’ Spirito di Qualità o di Quantità?

Di Marty Rathbun

Postato il 23 marzomarty  (Marty e sua moglie Mosey)

Nei primi anni della ricerca di L. Ron Hubbard per un sentiero che portasse all’Illuminazione, la sua attenzione era concentrata sulla semplicità. Così facendo, la sua ricerca si allineava perfettamente con le antiche verità universali che lui cercava di rendere facilmente e uniformemente ottenibili da chiunque lo volesse. Quelle verità che, per Hubbard, erano state bene espresse in modo particolare da Siddharta Gautama (il Budda) e da Lao Tzu nel Tao Te Ching. Hubbard sembrava comprenderle ed essere in grado di comunicarle in un linguaggio moderno: le descrizioni Buddiste e Taoiste del mondo spirituale, la difficoltà di concettualizzare le idee di ‘vuoto’ o di ‘niente’. Il primo dicembre del 1954 Hubbard così si esprimeva durante una conferenza:

Si può avere una qualità in completa assenza di una quantità. Non devi essere “un quarto di un bravo ragazzo”. Ma questo è ciò che (lo scienziato) riteneva, capite? La prossima volta che vedrete un chilo di libidine, mettetela in circolazione e noi la metteremo in un museo. Queste cose non sono quantitative.

Quindi abbiamo dovuto uscire dal pensiero quantitativo, un pensare nei termini di oggetti e masse, prima di avere una qualsiasi reale comprensione dell’esistenza. E questo è stato molto facile da fare. Molto facile da fare.  Dovevamo semplicemente definire che cosa fosse lo zero. E abbiamo scoperto che la vita, l’unità consapevole di essere consapevole nella vita, fondamentalmente non è una cosa di quantità-non lo è nemmeno vagamente di quantità: E’ una cosa di qualità, di capacità.

Dove avete capacità, avete vita. Dove avete spazio, energia, massa… non mi importa che genere di energia. L’energia contenuta nei vostri engram. L’energia contenuta nelle immagini mentali. Lo spazio contenuto nelle vostre visio o la mancanza delle stesse. Ogni volta che avete una quantità di qualunque tipo, avete preso una china discendente dalla vita. E’ proprio così. E questo funziona. Funziona nell’auditing, funziona alla grande.

Il counselling di Scientology (processing o auditing) funziona davvero alla grande quando un thetan (l’unità consapevole di essere consapevole, o l’essere spirituale individuale) viene considerato in questo modo. Quando questo ordine di idee viene tenuto in mente, le procedure di Scientology sono piuttosto semplici. Questo perché tutte loro sono utilizzate in direzione del risultato di rimuovere additivi o complessità, e di ritornare la qualità dell’unità consapevole di essere consapevole a se stesso. Quella qualità è uniformemente trovata essere buona dagli standard umani universalmente riconosciuti.

Hubbard tracciò chiaramente filosofie e procedure che producessero capacità (qualità) in un essere che culminavano nello stato di Clear. Hubbard definì un Clear come “un essere autodeterminato e non represso” che non è più a lungo soggetto a processi di pensiero reattivi di stimolo-risposta.

Sfortunatamente, la questione diventò più confusa quando uno cercava di salire più in alto lungo il percorso di Scientology, chiamato il Ponte. Al di sopra di Clear, gli stati da raggiungere non vengono più espressi in termini di libertà dagli additivi che frenano un essere. Invece gli Scientologist mirano al prestigioso stato di ‘causa.’   Causa su materia, energia, spazio, tempo e vita è lo stato promesso. L’obiettivo diventano i Poteri. Piuttosto che la rimozione degli additivi l’obiettivo diviene l’inclusione degli additivi, espressi in termini che alludono a proprietà fisiche di forza e potere.

Nelle organizzazioni ufficiali di Scientology l’instancabile promozione e pressione e la propaganda culturale martellante inculcano questo tema. Si aggrappano ad alcune parole più recenti di Ron apparentemente contraddittorie scritte in policy letter e bolletini  causate da certe direzioni che lo stesso Hubbard aveva preso negli ultimi tempi. Verso la metà degli anni 60 lui cominciò a contraddire la massima riguardante qualità e quantità. Gli esseri vennero sempre più considerati di diverse dimensioni o ad essere riconoscibili per qualcosa di diverso rispetto alla qualità; il nuovo termine di misura era quantità.

Per esempio, in una policy letter pubblicata il 22 marzo 1967 Hubbard introdusse l’idea di “dimensione” rispetto ai thetan. Lui scrisse, ‘Alcuni thetan sono più grandi di altri. Nessuno è veramente uguale a un altro.’  proseguì informando che gli esseri più piccoli, che lui definì essere degradati, esistono ‘circa in percentuale di 18 a uno rispetto ai Grandi esseri nella razza umana (rapporto minimo).’

Insieme a questo cambiamento di considerazione a favore della dimensione venne la definizione di obiettivi diversi per il processing. Piuttosto che il goal originale di ritornare a un essere al semplice, uniformemente buono, libero dagli additivi che macchiano la qualità di un essere, l’attenzione si concentrò sul raggiungere i poteri. Vennero pubblicate le condizioni di esistenza insieme alle formule che si potevano applicare nella vita per migliorare la condizione in cui ci si trovava. Quelle condizioni venivano determinate principalmente dalla quantità prodotta misurabile tramite statistiche. La condizione superiore a tutte le altre che dovevano appunto servire a portare fin là era chiamata “Potere”. Sebbene queste condizioni fossero, e sono, molto funzionali, quello schema contribuì a creare un atteggiamento culturale di bramosia nei confronti del raggiungimento del potere.

La definizione stessa di potere in Scientology cambiò radicalmente come segue:

a) La capacità di mantenere una posizione nello spazio. – 1 marzo 1958

b) La quantità di lavoro che si può compiere in un’unità di tempo, o la quantità di forza che può essere applicata in un’unità di tempo. – 6 dicembre 1966

Con il passare del tempo, l’aggettivo “potente’ divenne regolarmente associato con ‘thetan’ nel pensiero e nel linguaggio di Scientology. Gli Scientologist cominciarono a promuovere e a trasmettere l’idea di diventare un thetan grande e potente. La promozione di Scientology si orientò sempre di più verso l’idea di ‘liberare il potere del thetan’, e di conferire ‘super poteri’. I risultati che si ottenevano venivano descritti nel mondo di Scientology come attribuibili a ‘thetan potenti’ e a ‘grandi esseri.’ Al contrario, la cattiva condotta veniva normalmente condannata come quella di esseri piccoli.

Altre questioni esacerbanti erano altre policy di Hubbard che scusavano comportamenti altrimenti considerati distruttivi degli esseri in base alle dimensioni o al potere dell’individuo, particolarmente quando la presunta dimensione o il presunto potere era sfruttato per promuovere il potere di Scientology come movimento. Così nella policy La Responsabilità dei Leader con i ‘i sette punti del potere’  Hubbard suggeriva che il fine giustifica i mezzi quando si tratta di proteggere il ‘potere’  su cui si basa il nostro potere. Hubbard suggerisce che l’abbattimento fisico di chi critica il potere su cui uno si basa e di cui si serve è un’azione lodevole. Addirittura suggerisce che un vero potere accetterebbe che coloro che si affidano al suo potere uccidano i suoi nemici. E che un vero potere incoraggerebbe i suoi sottoposti a tenerlo all’oscuro dei crimini che essi commettono per aumentare il suo potere. In effetti in un’altra policy di etica Hubbard afferma che un individuo che ha prodotto tanto per l’espansione di Scientology potrebbe ‘passarla liscia anche in caso di omicidio.’

Nel corso degli anni che Scientology si è sviluppata in quel modo, in particolare dopo la morte di  Hubbard, i suoi obiettivi peculiari sono stati dimostrabilmente alterati in modi significativi. Gradualmente, liberare il mondo dalla ‘pazzia’, dalla ‘guerra’, e dalla ‘criminalità’, sono stati sostituiti da una propaganda per causare ‘l’obliterazione planetaria’ o la testuale ‘vendetta globale’ verso i malvagi della terra indicati da Scientology.

Viene da chiedersi se lungo la strada Scientology abbia perso di vista il suo scopo e la qualità della vita per la quale Scientology venne creata e che doveva ristabilire.

Scientology allora si occupa di esseri in quanto ‘qualità’ che hanno perso di vista la loro vera natura con l’introduzione della confusione di ‘quantità’ nell’equazione?

Oppure Scientology si occupa di esseri in quanto ‘quantità’ che hanno bisogno di aggiungere una certa quantità per diventare sufficientemente grandi e potenti?

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