Archivi del giorno: 15 aprile 2013

L’AUDITING SENZA L’ELETTROMETRO di David Mayo (Seconda Parte)

Siete Scientologist Indipendenti ? Pensate con la vostra Testa !

David Mayo

Un grazie infinito a Stellabruna che ha voluto condividere con noi questa conferenza di David Mayo tenutasi nel 1986.

Grazie Mille ! Questa tua Traduzione permette a chi non mastica l’Inglese di leggere e Valutare cosa ha da dirci David Mayo, amico di Paolo, Snr C/S International e Auditor di LRH.

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Ecco a voi la SECONDA parte della sua conferenza:

CONFERENZA SULL’AUDITING SENZA L’ELETTROMETRO, 8 FEBBRAIO 1986
DAVID MAYO
PARTE 2 DI 3 (minuto 29.47)
Qualcuno ha sollevato la questione dell’auditing imbavagliato o dei TRs imbavagliati. Oggi sicuramente non cercheremo di fare TRs imbavagliati. C’era uno stile di auditing, non un tipo di auditing ma uno stile di auditing, che veniva usato quando si diceva all’auditor di essere imbavagliato, cioè non poteva dire nient’altro che la domanda o il comando del procedimento che stava percorrendo. Ha avuto la sua validità ma è stato così facilmente mal interpretato che non vorrei proprio che qualcuno provasse a farlo. Può diventare tanto bizzarro che per esempio, mentre un auditor è in session e dà il comando, il pc dice che ha freddo e chiede se si può accendere la stufa, l’auditor si blocca in una fissa espressione robotica e dà di nuovo il comando, oppure più spesso rimane pietrificato all’idea che qualsiasi cosa possa dire rovinerà il suo stile imbavagliato (ride). Una volta succedeva spesso che la gente cadesse in questo meccanismo quando si allenava duramente… una volta non riuscivo a leggere un foglio di lavoro che stavo esaminando come C/S e c’era una nota dell’auditor che diceva “è diventato troppo buio” (risate). Aveva audito fino a tardi e dopo il tramonto del sole è diventato sempre più scuro ma nessuno ha avuto la prontezza di spirito di accendere la luce… ma in realtà non era questo: l’auditor sentiva che se avesse acceso la luce avrebbe commesso un terribile errore o qualcosa del genere.
Quindi non faremo niente di “imbavagliato”, in altre parole potrete essere persone, vere persone. Non volete valutare per il pc, non volete invalidarlo, ma questo non significa che non dovreste rispondere con una sensibile, normale risposta… non so se “sensibile” è la parola giusta ma… una risposta naturale non farà danni. Questo è quanto.
Ora, chi è interessato a fare assistenze? O al contrario, chi sente di poterle già fare? Beh, di qualsiasi tipo, come touch assist o contact assist… vi sono familiari? Penso di si…
La primissima cosa che abbiamo fatto oggi penso sia l’assistenza più basilare di tutte, cioè ascoltare i pensieri di una persona o cosa la preoccupa, ed è forse la più usata ed efficace assistenza che ci sia. Potete farlo in ogni momento, ovunque, e nella maggior parte dei casi in cui qualcuno è turbato per qualcosa. E non sottovalutatene l’efficacia, è tremendamente efficace. E oltre a questo, come ho detto prima dà veramente un’influenza stabilizzante il fatto di sapere che qualsiasi cosa accada c’è una persona con cui poterne parlare. Soprattutto sapere che c’è un gruppo di persone con cui poter parlare di qualsiasi cosa.
Suppongo che a fianco al concetto di interessarsi ad una persona ci sia anche quello molto importante sollevato da qualcuno di voi stamattina, cioè l’empatia, che è una forma più alta di compassione, ed è una condizione in cui qualcuno vuole duplicare o in effetti essere l’altra persona, o fare l’esperienza dei sentimenti o pensieri dell’altro. A volte è stata usata l’espressione “concedere di essere” e questa è una cosa molto bella da fare, ma spesso viene fatto in modo robotico e in quel caso non è davvero concedere di essere. Mi riferisco a quando una persona pensa: “sono completamente in disaccordo con quello che sta dicendo” e non potendo esprimerlo dice frasi come: “questa è la tua considerazione” o “ questo è il tuo punto di vista” o “beh cercherò di concederti di essere” (ride). Sarebbe meglio comunicare normalmente.
In passato c’è stata spesso una sorta di freddezza, che spero riusciremo a disperdere qui, una freddezza tra le persone, un introversione tra l’uno e l’altro, piuttosto che un interesse. E ogni cosa che fate, ogni atteggiamento che avete che dimostrino che vi importa degli altri, è di gran valore e di gran beneficio. Al contrario, qualsiasi cosa che nelle relazioni tra persone o nell’auditing esprima ogni forma di freddezza o distanza o separazione o mancanza di interesse causa l’effetto opposto. E’ l’opposto della comunicazione ed è l’opposto di voler essere responsabili del triangolo di ARC. Quindi sostanzialmente stiamo cercando di aumentare la quantità di vitalità tra le persone creando le componenti della vita, che sono interesse per gli altri, essere amichevoli, amare, condividere e così via.
Niente che vi insegnerò oggi sarà tremendamente complesso o difficile, nessuna lunga lista di comandi da ricordare, a volte ci sono procedimenti con un paio di comandi da alternare… Gli auditor per anni e anni e anni hanno avuto questo incubo di pensare “cosa succederebbe se dessi lo stesso comando due volte di seguito invece di dare il primo, poi il secondo, poi il primo e così via?” (ride). Qualcuno ha inventato trucchi per ricordarseli contandoli con le dita, o scrivendoli su un foglio per poi contare “primo” o “secondo” quando il pc risponde… ma non vi daremo liste da 5 comandi. In effetti non sarà neanche importante se sbaglierete l’ordine dei comandi, quindi non voglio che nessuno abbia l’idea che sbagliare sia la fine del mondo, perché non è così. Chi di voi avesse già cercato di addestrarsi  in passato potrebbe avere quell’idea, e a volte a ragione, a causa delle penalizzazioni e delle stranezze verificatesi a volte durante l’addestramento. Se l’auditor faceva qualcosa di sbagliato o cosiddetto “out-tech” poteva succedere qualsiasi cosa: dal dover rifare il corso una o più volte al venire dichiarati ed espulsi… forse per tutta l’eternità… quindi attenti a ciò che fate!(ride)… perché potrebbe essere la vostra ultima seduta!
Comunque, sono sicuro che tutti avete sentito il termine “out-tech”, vero? Fa parte di uno slang in realtà, in cui ci sono parole composte da “out” come out-tech o “off” come off-policy e da “in” come in-tech e “on” come on-policy. Ora, a seconda di come viene interpretato, “in-tech” può significare che l’auditor sta portando avanti il procedimento seguendo una modalità che non gli causerà dei guai, e “out-tech” significa che sta facendo qualcosa di sbagliato. Ora, la più grande out-tech sarebbe non fare nessuna tech, e la più grande in-tech sarebbe di farla. Sfortunatamente, le preoccupazioni di fare out-tech hanno spesso portato a completa out-tech, cioè nessuna tech applicata. E’ strano quel che succede quando qualcuno cerca a tutti i costi di evitare che qualcosa di terribile accada: è probabilmente il modo migliore per causarlo… come camminare per la strada cercando di non inciampare e poi finire dritti a faccia in giù, quando camminare non è così difficile.
Una delle cose da cui avremmo potuto partire stamattina è il cosiddetto localizzativo, ed è quello che faremo adesso. Forse non è il momento, perché tutti siete vivi e svegli, ma sono sicuro che possiamo farlo comunque per un po’. Il localizzativo è un tipo di procedimento, che mette l’attenzione di una persona sul presente, sull’ambiente. Fa in modo che una persona sia localizzata dove è, o dove apparentemente è… a volte siamo dove siamo, ma nella maggioranza dei casi siamo da un’altra parte. Più probabilmente, siamo da molte altre parti, e tendono a sovrapporsi l’una sopra l’altra per cui tutto può diventare un po’ sfocato.
(esercizio)
Vorrei iniziare dando una piccola definizione di cosa sia l’auditing: sostanzialmente consiste in due persone, ognuna comunica con l’altra, di solito seguendo una certa direzione data da una domanda a cui rispondere o da un’istruzione da eseguire, e il risultato è che della carica se ne va. Per esempio un qualche turbamento o mis-emozione diminuiscono, o qualcosa riguardo alla quale la persona aveva un problema si riduce, o nel caso dell’auditing positivo, l’auditor dirige il pc attraverso esercizi che vengono ripetuti finchè il pc non migliora.
Quindi ci sono due tipi di auditing. Il primo è quello che a volte viene chiamato “auditing con guadagni negativi” ed è quello che libera da condizioni indesiderate. Il secondo è chiamato “auditing con guadagni positivi” perché ha lo scopo di migliorare le abilità che la persona ha. Non possono essere completamente separati perché tutto l’auditing contiene qualcosa di entrambi. Non potete audire qualcuno con l’auditing negativo senza causare contemporaneamente guadagni positivi. Quindi qualsiasi dei due mettiate in pratica in realtà state facendo anche un po’ dell’altro, e di solito si cerca di bilanciare auditing positivo e negativo, o almeno, funziona meglio così. Una delle cose che tendono ad accadere nella supervisione dei casi è che negli anni si tende a concentrarsi troppo sull’auditing negativo. Si persegue in continuazione o per un lungo periodo solo la liberazione dalle cose indesiderate senza aumentare le abilità della persona o farne emergere di nuove. Le due cose vanno equilibrate, che non significa 50% una 50% l’altra, ma che bisognerebbe fare qualcosa in entrambe. Nell’auditing di Dianetics si arriva ad un punto in cui la persona si stanca di percorrere, e vuole fare qualcosa per diventare più abile nella vita, quindi bisogna bilanciare le due cose.
Stamattina ci siamo occupati di ascoltare, che è in effetti un auditing negativo perché permette ad una persona di parlare di qualcosa che la preoccupa e di liberarsi dai pensieri relativi. Dà anche guadagni positivi ma è diretta “negativamente”. Poi abbiamo fatto dei procedimenti localizzativi che invece sono indirizzati a guadagni positivi. Alcuni procedimenti e tecniche includono entrambi contemporaneamente ma il punto che voglio sottolineare è che dovete fare qualcosa usandoli tutti e due. Quindi se vi occupate di eliminare cose, poi date un procedimento che lavori sull’abilità della persona. Faccio un esempio. Potete farvi raccontare da una persona un turbamento del passato e bilanciare chiedendo di rievocare momenti di buona comunicazione con altre persone. Oppure se audite persone che hanno difficoltà a ricordare  potete farli esercitare sul rievocare cose per aumentare questa abilità.
Ora, alcuni di voi hanno probabilmente già fatto il seminario sul Libro Uno mentre altri potrebbero non sapere cosa intendo per “Libro Uno” o per auditing di Libro Uno. A chi sa chiedo un po’ di pazienza mentre spiego. Sostanzialmente si parla di una tecnica per mandare indietro una persona e scaricare  uno spiacevole episodio percorrendolo un numero sufficiente di volte. Diciamo “scaricarlo” per intendere liberarsi degli effetti che aveva. Nella mia esperienza, la principale difficoltà che le persone hanno nel fare questo tipo di auditing è che cercano di scaricare episodi troppo pesanti, troppo profondi o troppo lontani invece che cercarne di più leggeri. La cosa migliore è cominciare con episodi del presente, per aver la possibilità di fare esperienza, di fare pratica, di abituarsi all’idea di farlo, e poi sarà più facile affrontare episodi più pesanti.
Quindi ora voglio farli entrambi con voi. Cominciamo con ciò che chiamiamo “momenti di piacere” o “episodi del presente”. Cerchiamo un fatto o un momento in cui è accaduto qualcosa di piacevole. Ci sono due modi per farlo: il primo è far si che la persona rievochi quel momento e lo attraversi più e più volte. Il secondo è chiedere semplicemente di rievocare momenti piacevoli. Questo è la base di un procedimento chiamato ARC Filo Diretto: “ARC” perché ha a che fare con un tempo con cui si ha ARC, cioè il tempo presente, “Filo Diretto” è uno slang per indicare un filo diretto tra il presente e un punto del passato, è un’azione di ricordare.
Ritornando a cosa sia l’auditing: due persone di cui una fa una domanda o dà un’istruzione all’altra, che esegue e dice cosa succede ottenendo una qualche forma di sollievo. Questo succede a condizione che l’auditor ascolti e capisca cosa gli viene detto, lo duplichi, abbia un atteggiamento interessato e amichevole. Non funziona solo perché l’altra persona ricorda qualcosa o ci passa attraverso, perché se così fosse avrebbe lo stesso guadagno parlando al muro o stando seduto a pensare a sé stesso. Non che ci sia qualcosa di sbagliato in questo, ma sono sicuro che in passato abbiate sentito dire che non si deve fare self-auditing. Il self-auditing è stato spesso contrastato. Ora non vi sto consigliando di farlo, ma per essere realistici su questo non conosco nessuno che non si sia auto-audito. Quindi se l’avete fatto non preoccupatevi troppo. E poi è impossibile evitarlo: se state leggendo un libro o un bollettino e vi imbattete in un procedimento, la prima cosa che uno fa normalmente è cercare di farsi un’idea di come potrebbe essere… penso sia impossibile non farlo. Non crea alcun danno e potreste anche realizzare qualcosa, ma per avere il massimo beneficio è meglio sedere di fronte a qualcuno a cui comunicare le proprie risposte. Quindi l’auditing funziona in larga misura perchè c’è  un’altra persona che capisce cosa stai dicendo. E’ un ingrediente davvero essenziale. Quindi quando darete auditing a qualcuno durante gli esercizi o nella vita la cosa più importante è ascoltare e capire l’altra persona, e farlo in maniera amichevole. Questa è la cosa più vitale che potete fare.
Parlando di cose che potrebbero andare storte, sono sicuro che tutti voi abbiate sentito che non si deve valutare o invalidare, quindi non penso ci sia bisogno che aggiunga altro.
Ci sono altre due cose, e sono sicuro che quando le sentirete non penserete che possano causare chissà quale problema. Questo è il massimo della semplificazione, ma…negli anni abbiamo audito passando dal molto complesso e tante regole, ad oggi, in cui l’auditing mi sembra molto semplice. Una delle cose sbagliate che può fare l’auditor è continuare dare un procedimento ad un pc che non è interessato ad esso. A volte è descritto come forzare il pc a percorrere un procedimento, ma a parte questo non è corretto far percorrere un procedimento ad una persona che non è interessata. Non solo non ci saranno risultati, ma la persona sarà quanto meno frustrata e potrebbe anche arrabbiarsi con voi. E’ molto facile riconoscere l’errore, perché la persona comincia a sbadigliare come se volesse andare a dormire, chiede “dobbiamo proprio farlo?”, o “quanto ancora dobbiamo andare avanti prima di finire?”. Quindi se vi imbattete in questo, semplicemente non continuate, e otterrete un immediato sollievo.
L’altra cosa che potete sbagliare è ignorare qualcosa che al pc interessa. Molti auditor nel passato sono stati addestrati a non fare quello che il pc gli diceva di fare e durante l’addestramento sono stati veramente martellati col tormentone di non fare ciò che dice il pc. C’è una differenza tra il pc che cerca di scrivere un programma di procedimenti che vanno applicati al suo caso e il pc che dice “sono interessato a ricevere auditing sul soggetto di mio fratello” oppure dice “ho il ginocchio infiammato, puoi fare qualcosa?”. Dare auditing per un ginocchio infiammato non è eseguire gli ordini del pc, ma è una cosa giusta e che dovreste fare. Se è molto interessato al suo ginocchio infiammato non dovreste audire nient’altro che quello, perché è la cosa su cui dovrebbe essere audito subito. Se il pc è interessato a migliorare la sua memoria e ve ne parla, quello è il soggetto su cui dovreste audirlo.
Ora rendiamo molto semplice decidere il corretto procedimento quando disseminate. Supponiamo che abbiate a che fare con qualcuno che abbia mai ricevuto auditing e che ad un certo punto nella conversazione dica “beh, mi interesserebbe qualcosa che possa migliorare la mia memoria” oppure “ho sempre avuto difficoltà con i numeri e non ero bravo in aritmetica, si può fare qualcosa?”. Beh, a questo punto sapete su cosa dovrebbero essere audite quelle persone. O se qualcuno dice “non sopporto il mio capo, vorrei poter andare al lavoro e non odiarlo tutto il giorno” sapete che ha bisogno di essere audito sul suo capo.
Conoscendo queste due regole vincerete. Andrà benissimo prendere qualcuno e audirlo su qualcosa a cui è interessato e non importa quale procedimento applicherete, perché quasi sempre otterrete un qualche guadagno. Più accurata sarà la scelta del procedimento maggiore sarà il guadagno, ma qualsiasi procedimento applicherete avrà quasi sempre un risultato.
Faremo qualcosa di molto difficile adesso, che di solito è riservato ad auditor e C/S di altissimo livello che devono studiare molto per trovare cosa va percorso su una persona (ride). Beh non dovrei metterla in questi termini, perché ci sono cose molto abili che gli auditor e i C/S di alto livello fanno in proposito, ma in effetti è molto facile scoprire quale area del caso di una persona vada gestita. Questo sarà un cortissimo esercizio perché non ci vuole molto tempo: non dovrete fare niente, solo dimostrare che siete in grado di farlo, di scoprirlo. Ci divideremo ancora in coppie e dovrete chiedere – usando non necessariamente le mie esatte parole – su cosa vorrebbe essere audita l’altra persona, o di cosa vorrebbe che ci si occupasse in auditing, e prendetene nota su un foglio o mentalmente, perché ce ne occuperemo a breve. Potrebbe succedere che vi dica “beh, prima di tutto vorrei migliorare questo… no vediamo, meglio quello, no aspetta un attimo ciò che è giusto davvero è…”. Voi semplicemente trovate su cosa vogliono veramente essere auditi e una volta che l’avete stabilito e che loro sono soddisfatti della scelta vi scambiate e fate la stessa cosa. Dopo vi diremo cosa fare. Come prima, quando avete finito alzatevi in modo che possiamo capire quando tutti hanno completato.
Ok! Procediamo.
(esercizio)
Qualcuno non ha finito? Bene.
Ora vi distribuiamo un foglio.
E’ possibile che siano state molte le cose di cui il vostro twin fosse interessato ad occuparsi, ma ne vogliamo solo una, in particolare qualcosa di cui si vuole liberare. E il procedimento che vorrei fare è a circa metà del foglio, quello che dice “Chi aveva quel ______?”. Qualcuno lo sta già facendo… (risate). Allora, se il vostro pc ha indicato qualcosa di cui vorrebbe liberarsi, vorrei che dopo aver fatto questa domanda gli chiedeste di indicare un momento in cui ha osservato qualcun altro che  aveva quel…, e poi un altro momento in cui ha osservato qualcuno che aveva quel…, finchè non avrà un qualche tipo di realizzazione o di vittoria. Potrebbe essere piccola, o grande, ma qualcosa succederà e allora non potrete non notarlo.
Qualcuno potrebbe non essere interessato a liberarsi di qualcosa, ma piuttosto a migliorare qualcosa. In questo caso usate il procedimento “Dimmi qualcosa che potresti fare”. E come al solito se non risponde chiedete di nuovo, quando ha risposto date il riconoscimento e così via.
Come sempre se avete difficoltà alzate la mano e qualcuno verrà ad aiutarvi.
(esercizio)
Chi ha già fatto auditing di Libro Uno? Bene, un sacco di gente.
Chi non l’ha fatto? Ok.
Adesso nel foglio che vi arriverà ce n’è una versione molto semplificata.
C’è una serie di punti qui, dal numero 1 al 5, su cui voglio che vi esercitiate finchè non vi sentite disinvolti. Non voglio che proviate a percorrere nessun episodio a questo punto, perciò fate pratica usando un episodio immaginario oppure uno che abbia avuto nessuna conseguenza.
Una volta che avete finito,  mentre aspettiamo che tutti abbiano completato e volete fare qualcos’altro, potete ricordare momenti di piacere come procedimento.
(ascolta una domanda)
No, non necessariamente. Potresti se facessi una formale procedura di Dianetics. Ma quello che facciamo qui è una semplice procedimento che chiunque può fare su chiunque. E’ un modo per istruire le persone qui su come usarlo. Lo scopo non è far percorrere lock o secondari. E nella pratica, quando hai a che fare con una situazione nella vita e devi occuparti di un episodio, sarebbe inappropriato iniziare a chiarire lock e secondari. Se per esempio hai qualcuno che è inciampato e si è ferito, hai già qualcosa da percorrere, non è che ti metti a percorrere prima i lock e i secondari.
(altra domanda)
Si potrebbe essere. In effetti c’è una situazione in cui potrebbe non essere, ma andrebbe bene lo stesso. Perché nella situazione in cui ci fosse un episodio precedente e tu finissi di percorrere quello su cui stavi lavorando, e qualcos’altro che bisognava percorrere prima dovesse emergere, tu allora potresti percorrere anche quello.
Bene, in ogni caso ora vogliamo solo che facciate pratica e se finite prima degli altri percorrere un po’ di momenti di piacere e vedete se ciò fa si che il vostro pc si illumini in qualche modo. In effetti ricordare momenti di piacere è il modo più veloce di liberare forza vitale o theta in una persona.
Ok? Bene.
(esercizio)

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