L’AUDITING SENZA ELETTROMETRO di David Mayo Terza ed ultima parte

Siete Scientologist Indipendenti ? Pensate con la VOSTRA testa !

David Mayo

Un grazie infinito a Stellabruna che ha voluto condividere con noi questa conferenza di David Mayo tenutasi nel 1986.

Grazie Mille ! Questa tua Traduzione permette a chi non mastica l’Inglese di leggere e Valutare cosa ha da dirci David Mayo, amico di Paolo, Snr C/S International e Auditor di LRH.

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Ecco a voi la terza ed ultima parte della sua conferenza:

CONFERENZA SULL’AUDITING SENZA L’ELETTROMETRO, 8 FEBBRAIO 1986
DAVID MAYO
PARTE 3 DI 3 (ora 1.16.18)
Andiamo avanti col programma.
Siete stati tutti un po’ più veloci di quanto avessimo previsto nel fare esercizi e procedimenti, segno di un abile pubblico. Penso stia andando molto bene, e voi?
Risponderò ad una domanda (legge): nel procedimento che abbiamo appena fatto il pc era d’accordo di essere audito. C’è un modo per audire qualcuno senza che se ne renda conto? (risate) Nei casi in cui pc resistesse all’auditing in altre parole, c’è un modo in cui possiamo farlo in maniera inavvertibile ed essere efficaci?
Beh, io non consiglio di audire qualcuno senza fargli sapere cosa state facendo o facendolo in modo che non se ne accorga. Suppongo che l’unica eccezione possa verificarsi nella più basilare tecnica di ascoltare qualcuno, perché quando qualcuno vi parla dei suoi problemi non è necessario che gli diciate “ti va bene se ti audisco?” “cos’è l’auditing?” “l’auditing è quella cosa in cui…” glielo spiegate, lui dice si, e allora chiedete “hai voglia di dirmi cosa ti preoccupa?”(ride) . Questo sarebbe ridondante, esagerato. Quindi se ascolterete qualcuno riguardo ai suoi problemi e alle sue preoccupazioni, andate avanti e fatelo, ma si tratta di una situazione in cui l’altro è d’accordo a parlarvi e voi siete d’accordo ad ascoltarlo. Ma se volete fare ogni altra tecnica di auditing, non cercate di farlo senza accordo. Per esempio se incontrate qualcuno che ha avuto un incidente e volete dargli un touch assist o un contact assist, almeno dategli una breve spiegazione di cosa farete, e sottolineo breve, specialmente se la persona ha dolore proprio adesso, potete dire “senti ora faccio una cosa che potrebbe aiutarti ad avere sollievo” e poi cominciate. Niente altro che una frase di poche parole invece che una lunga spiegazione di cosa sia un’assistenza. Ma non dovreste farlo senza l’accordo della persona. E sicuramente penso non sia saggio che diate auditing a qualcuno senza farglielo sapere, perché sarebbe come agire furtivamente, non sarebbe sincero e onesto, mentre penso sia molto meglio essere molto chiari e diretti su quello che si intende fare. Sono sicuro che questo potrebbe dare l’idea che stiate cercando di fare qualcosa con la mente della persona senza che lo sappia, o una considerazione simile… comunque si, fate in modo che siano d’accordo.
Ora, entrando ancora in merito al discorso della disseminazione, uno dei grossi problemi al riguardo non è tanto trovare la rovina di una persona quanto gestire le considerazioni che ha su Scientology a causa di ciò che ha sentito o di esperienze negative. Non ho grandi parole di saggezza su questo, tranne che dovete gestire questa cosa e il modo migliore è scoprire cosa la persona ha sentito, ascoltarlo e occuparvi delle sue considerazioni. Non ci si occupa di queste cose evitandole, ma tuffandocisi dentro e chiedendo e ascoltando.
Riguardo all’espressione “trova la rovina della persona”, penso suoni più complicata di quel che è. Oggi abbiamo fatto diversi esercizi che in effetti scoprono la rovina di una persona, anche se penso che “rovina” non sia la parola giusta da usare. Quando diciamo rovina stiamo parlando in realtà di ciò che la persona vorrebbe migliorare di sé stessa o di cui si vorrebbe occupare. Di solito la persona lo esprime già presentandosi, e non dovete partire a freddo cercando ciò di cui vorrebbe occuparsi. Di solito è ovvio o è stato già espresso, e ciò che dovete fare veramente è dimostrare alla persona che si può fare qualcosa.
Quindi, spero che questi diversi procedimenti che abbiamo fatto oggi vi abbiano dato qualcosa che, quando vi troverete in quella situazione con qualcuno, vi consenta di dare una subito un’effettiva dimostrazione dicendo “beh, questo procedimento potrebbe aiutare un po’” oppure “posso mostrarti cosa potremmo fare al riguardo?”, darle il procedimento, farla sentire meglio o a volte fantasticamente meglio. Poi potrete dire che l’avete fatto a titolo di dimostrazione e poi mandarli ad un auditor professionista. O se voleste portarli oltre  allora potreste addestravi professionalmente in modo da sapere cosa fare.
Il mio primo contatto con il soggetto di Dianetics avvenne attraverso una persona che ne sapeva pochissimo, a parte l’aver letto un paio di libri o delle riviste o qualche bollettino per gli auditor pubblicati alla fine degli anni 50. Uno dei procedimenti sul vostro foglio è in effetti il primo contatto che ho avuto con questo soggetto. Questa persona mi vide fare qualche esercizio di yoga e commentò dicendo che anche lui aveva fatto qualcosa del genere e che ultimamente si stava interessando a questa nuova cosa che aveva sentito chiamata Dianetics. Me ne parlò brevemente, parlando di engram, episodi del passato, eccetera e io ad un certo punto dissi “fallo! fallo!”. Non sapeva come si facesse a percorrere un episodio, e aveva letto questo procedimento in una rivista ma non si ricordava quale, così le scorremmo tutte sperando di trovarla finchè non lesse “Dimmi qualcosa che sarebbe potuto succedere oggi” e disse “ah già, era proprio questo!”. Così cominciò a darmi il comando e io gli diedi risposte come “beh avrei potuto cadere dalla bici e rompermi il collo e morire” oppure “avrei potuto essere investito da un camion ed essere schiacciato ripetutamente” e andai avanti così con una serie delle più terribili catastrofi che avrebbero potuto succedere. Ricordo che cominciò ad andare un po’ in panico perché gli sembravano cose troppo negative e che era previsto andasse avanti finchè non fossi “flat”. Ricordo che discutemmo su cosa volesse dire “flat” (ride) e fummo d’accordo sul fatto che non lo sapevamo. Ma qualsiasi cosa significasse abbiamo immaginato che pensare di cadere sotto un camion probabilmente non era “flat” (risate). Andammo avanti e discutemmo molto durante il procedimento, commentando le risposte che davo. E ricordo che ad un certo punto commentai che avevo smesso di dare risposte così serie e catastrofiche e ora le mie risposte stavano cambiando e lui rispose “già è vero, sembra che tu stia…”. Discussione molto bella ma non provocò nessun danno o cose del genere…
Non è una storia di valore particolare, l’ho raccontata solo perché spesso abbiamo l’idea che l’auditor non debba parlare mai, e questo non è vero, soprattutto se il pc fa una domanda. Va molto bene rispondere alla domanda, non farlo è molto male, specialmente quando qualcuno ti fa una domanda e tu rispondi “grazie” (risate).
Comunque continuammo a discutere per tutto i procedimento e come potete immaginare le risposte furono man mano più alte di tono e questo piuttosto inaspettatamente perché non sapevamo niente di scala del tono. Cominciai anche a realizzare che potevano succedere cose belle ed entrambi pensammo fosse divertentissimo, che fosse molto interessante e parlandone realizzammo “hey forse “flat” è questo!” (ride). Comunque non vi metterete in grossi guai se lo fate, e ci si diverte parecchio.
Quello che vorrei faceste ora è un po’ di auditing di Libro Uno in versione semplificata, usando i comandi che avete qui. Non siete obbligati a farlo tutti, so che qualcuno probabilmente preferisce non percorrere episodi e va bene. Ma in effetti tutti potrebbero farlo.
La difficoltà più probabile nell’auditing di Libro Uno si verifica quando si cerca di percorrere un episodio che non si riesce a trovare o che sia troppo ripido. La via più semplice è di solito quella migliore e più efficace. Se qualcuno è già in mezzo a qualche azione di auditing e non vuole farlo va bene, potete fare altro. Chi invece non sta facendo altro auditing e vuole provare, può certamente farlo.
Chi lo vuole fare si divida in coppie e inizieremo a localizzare un episodio piacevole o che sia almeno relativamente innocuo. Per episodio piacevole intendo per esempio quando avete ricevuto per il vostro compleanno la bici che desideravate, potete percorrere quello. Non andate a cercare un engram o episodi di perdita: non sono gli episodi migliori per iniziare in questo tipo di procedura. Ho letto Dianetics quando ero alle superiori e con un altro ragazzo percorrevamo episodi durante la pausa pranzo. Quell’altro ragazzo era stato buttato da un cavallo  su un recinto di filo spinato che gli aprì uno squarcio nella gamba. Questa persona era il pc più popolare e la storia del cavallo era l’episodio più popolare perché quando arrivava al punto in cui finiva sul filo spinato la sua gamba faceva così (mima la gamba tremolante) (ride)… e, sapete, era spettacolare. Voglio dire, chi preferisce far percorrere a qualcuno la morte della nonna e la relativa afflizione quando può invece vedere un ragazzo fare (ripete il gesto di prima)? (risate)
Quindi, potete percorrere anche episodi di sofferenza ma sono più difficili.
E’ possibile – non l’ho menzionato prima non perché non sia buona procedura – ma è possibile percorrere un episodio in più occasioni e non dovete per forza scaricarlo in una volta sola. Quell’episodio penso sia stato percorso da sette persone differenti durante diverse pause pranzo e alla fine si è scaricato. E è stato impressionante, non tanto per gli spasmi alla gamba, ma perché prima dell’episodio del cavallo quel ragazzo aveva avuto successo nelle gare di corsa e nello sport, e dopo aver scaricato l’episodio ha smesso di zoppicare e ha ricominciato a correre e a vincere le gare. E questo ha impressionato molto tutti noi.
Questi erano piccoli aneddoti interessanti.
Ora chi vuole percorrere qualche episodio inizi con un episodio piacevole e lo percorra fino a quando non si sente felice. Poi se volete fare qualcosa che sia un leggero turbamento o una leggera perdita potete farlo.
Come al solito se avete bisogno alzate una mano e qualcuno verrà ad aiutarvi. Chi non è d’accordo a fare queste cose… guardi gli altri… dia aiuto o faccia commenti! (ride). Andremo avanti per un periodo di tempo limitato perché è molto variabile  il tempo che ci mette ognuno e lo scopo dell’esercizio è fare un po’ di esperienza piuttosto che scaricare qualcosa. Quindi andremo avanti per diciamo mezz’ora, cioè fino alle 4 e un quarto, poi termineremo e dopo ci sarà ancora una cosa che dovrete fare. Ok? Bene.
(esercizio)
Allora com’è andata? Chi ha percorso episodi? Ok, bene.
Oggi siete andati tutti bene. Ci siamo assicurati di includere ogni tipo di cosa che abbiamo fatto. C’è la possibilità di fare ancora una cosa che sarebbe un po’ di , che qualcuno ha già fatto. Mi interessa sapere quali sono le opinioni: quanti di voi sono interessati a fare un altro procedimento? Ok e quanti no? Ok arrivederci (risate). Va bene ne faremo ancora uno allora. E’ simile a quello che abbiamo fatto, forse un po’ diverso… al fondo di una di queste pagine c’è “che tipo di mock-up dovresti…eccetera”. L’avete trovato? Bene. Qualcuno mi ha già chiesto in merito… questo non è un procedimento in cui si chiede di creare qualcosa o di farne il mock-up. C’è la parola “mock-up” ma è progettato per far riordinare le considerazioni o gli atteggiamenti di una persona riguardo alle cose menzionate. Con questo procedimento possono succedere cose interessanti in termini di cambiamento di considerazioni o di realizzazioni che potrebbero verificarsi. Quindi ognuno darà questo procedimento che ha 4 comandi che darete in successione. Dovrete ricordare su quale siete, se vi sbagliate il pc ve lo può dire. Ma in realtà non importa… se ne date uno due volte o se ne saltate uno non farà nessuna differenza. Comunque questo è un buon procedimento perché potrebbe non succedere niente di grosso, ma potrebbe anche accadere di si. Segue il comando “ricorda uno spazio. E’ troppo o troppo poco?”. Vorrei quindi che cominciaste con “che tipo di mock-up dovresti creare?” e se non succede niente di spettacolare andate al successivo e al successivo… Se ottenete una grossa vittoria su uno non andate avanti con i successivi: scambiatevi in modo che chi era auditor diventi pc, ok? Questi quattro procedimenti hanno in comune il fatto di avere a che fare con l’universo personale e con le considerazioni su quanto spazio la persona può avere. E sono procedimenti che chiunque può fare in ogni punto della carta dei gradi e possono causare un cambiamento. Non sono diretti a gestire una particolare condizione di caso perché è il tipo di procedimento che ha a che fare con voi personalmente, con voi come essere, e possono portare alla rinascita di un’abilità. Si? (ascolta una domanda). Ognuno va percorso fino a quando la persona non si illumina, o fino a quando non succede più niente e se il pc è d’accordo passate a quello successivo. Come ho detto prima riguardo alle due regole, una diceva di non continuare a fare qualcosa che la persona non è interessata a fare. Altre domande prima di iniziare? (ne ascolta un’altra) Il soggetto? Non credo di aver capito… (ascolta) ah, questo è realmente ciò che chiedeva la domanda! (ride)… beh, si, certamente, ma è questo a cui deve rispondere il pc, quale tipo di mock-up…(ascolta) …no… beh “mock-up” è semplicemente qualcosa che crei… e “creare” ha il solito significato di… creare (risate). Penso che percorrerlo sia più facile di quel che sembra. La gente tende a pensare che “qualche tipo di mock-up o creazione” che dovrebbero creare, o presentare – suppongo sia un altro modo di dirlo – e… se lo guardate potrete vedere cos’è che voi…avete in mente, e le vostre idee al riguardo potrebbero cambiare. Penso sia meglio farlo piuttosto che cercare di chiarirlo ulteriormente, e se avete difficoltà alzate la mano e lo affronteremo a livello individuale. Ok allora faremo questo per diciamo 20 minuti, 10 minuti a turno sarà adeguato.
(esercizio)
Bene, penso che tutti abbiano terminato.
Quello che volevamo ottenere oggi era farvi fare esperienza nell’uso di queste cose come un auditor.
Allora come sentite di essere andati? Bene. Ci sono state poche domande, anzi nessuna, su questi procedimenti. L’auditing in effetti è molto facile da fare, specialmente quando realizzate che è molto legato all’abilità di ascoltare gli altri e di fare attenzione e di capire e di fare domande – una delle cose che la gente sa fare meglio è parlare si sé, quindi quell’abilità c’è già…
Comunque, spero che userete queste cose in futuro ogni volta che lo richiederà la situazione e che diventiate più sicuri di voi. Vorrei ripetere che ciò che abbiamo fatto oggi non sostituisce l’addestramento professionale, ma vi dà qualcosa che potere usare nella vita di tutti i giorni con amici, famigliari e così via.
Sono molto contento di com’è andata e vi chiedo di rispondere a delle domande che vi verranno date per dirci cosa ne pensate, in modo che possiamo migliorare i seminari futuri.
Grazie a tutti per essere stati buoni auditor e pc e studenti e spero possiamo rifarlo ancora.

30 commenti

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30 risposte a “L’AUDITING SENZA ELETTROMETRO di David Mayo Terza ed ultima parte

  1. Marco

    Giusto per stimolare un po’ di dibattito…, forse.
    Ma anche solo per comunicare…

    “Gli elementi sottolineando come audire i terminali accoppiati”
    UNA CONFERENZA TENUTA IL 25 MARZO 1953

    Dovete sapere perché un preclear a cui avete rimesso a posto la gamba, a cui avete messo a posto i capelli in modo che non siano messi per traverso, a cui avete sistemato un sacco di altre cose, si lamenta di non essere migliorato.
    L’unica cosa che non avete fatto è stata di cambiare il suo livello di comunicazione.
    Avete lasciato i suoi livelli di comunicazione immutati. Il che gli dice, quindi, che il suo livello di beingness non è cambiato.

    La sua meta e il suo desiderio fondamentali sono quelli di cambiare il suo livello di beingness. E questo può dirlo solo se il suo potenziale di comunicazione cambia.

    Quando audite, che cosa cercate di fare?
    Di cambiare il modo in cui si è. Tutto qui.
    In effetti non dovrei dover dire di più.

    Dalla serie di conferenze “I Fattori”

    “Gli elementi sottolineando come audire i terminali accoppiati”
    UNA CONFERENZA TENUTA IL 25 MARZO 1953

    Quando esaminiamo la funzionalità delle tecniche, possiamo vedere chiaramente che l’esistenza di determinati fattori (studio del Mest) rese possibile la creazione di una psicoterapia. E rese possibile la scoperta di ciò che solitamente viene chiamato “l’enigma della vita”.

    Su che cosa infatti s’è dovuto basare lo studio?
    Lo si è dovuto basare sul MEST. Che cos’è il MEST? In che modo rimane coinvolto nella vita?

    In altre parole, la cosa andava affrontata partendo dal livello di tutto ciò che si sapeva nell’ambito delle scienze fisiche.

    Con tutto il dovuto rispetto, Sigmund Freud non aveva alcuna possibilità di risolvere il problema della vita, non più di quante ne avesse di saltare giù dall’Empire State Building e atterrare incolume. Nessunissima possibilità.

    Neppure Platone e Aristotele poterono far nulla più, se non elaborare ampliamenti sulla base di quanto a quel tempo si sapeva dell’universo MEST.
    Perciò, non è un gran complimento per me il fatto che questo problema sia risolto, è piuttosto indicativo di qualcos’altro .

    In che cosa consisteva quel problema?
    Per risolverlo bastava aggiungere alla matematica la definizione di uno statico.

    Occorreva definire uno statico. Cosa che non era mai stata fatta prima.

    Nei vecchi testi di matematica non si trova da nessuna parte una definizione accurata di zero.

    Perciò noi abbiamo portato a completamento due cose: vale a dire, siamo arrivati nel campo della mente, della beingness e dell’esperienza e, d’un tratto, abbiamo scoperto che c’erano un paio di definizioni mancanti.

    Qual è la definizione di statico?

    E l’altra definizione mancante era: “Che cosa sta cercando di fare la vita in questo universo?”.
    Semplice.

    Se ci mettiamo ad esaminare la vita, scopriamo che essa possiede una caratteristica, una caratteristica che non spartisce con molte altre cose, poiché cerca di fare qualcos’altro: cerca di organizzare il MEST.

    Beh, questo è interessante. Che cosa… , perché cerca di organizzare il MEST? Fa qualcos’altro oltre a queste due cose? Temo di no.
    Posso affermarlo con una certa sicurezza.

    Ho passato cinque anni a cercare di scoprire una risposta diversa da “sopravvivi”, poiché si trattava di una risposta tremendamente insoddisfacente.

    Era il tipo di risposta su cui si sudano sette camicie: “Perché siamo qui?”.
    “Beh, stiamo sopravvivendo. Stiamo organizzando il MEST.”
    “E perché? Per quale motivo?”
    “Beh, stiamo semplicemente organizzando il MEST, ecco tutto.”

    “Lo so. Ma a che scopo?”
    “Nessuno scopo.”

    Raccapricciante, eh?

    Beh, si trattava di un terribile rompicapo.

    Ci si scoraggia tremendamente dopo un po’, quando si scopre di fare tutto questo lavoro per niente.
    Come diavolo potevamo uscire da questa spaventosa logica circolare?

    “Che cosa cerca di fare la vita?”
    “Di organizzare il MEST, di sopravvivere per poter organizzare il MEST, a quanto pare, e perciò organizza il MEST e…”
    Nessuno scopo.

    “Beh, MEST organizzato, quello è uno scopo.”

    Non era granché. Bisognava saperne più.

    Così continuai a lavorarci su e alla fine arrivai alla definizione di statico.
    Che cos’è uno statico?

    Fu davvero sorprendente, fra parentesi, arrivare alla definizione di uno statico e, tutt’ad un tratto, starsene semplicemente lì a guardare che cos’è uno statico, come si definisce uno statico e scoprire che coloro che si occupavano di scienze fisiche avevano giocherellato in continuazione con gli statici.
    Ci avevano giocherellato in continuazione senza mai conoscerne la definizione.
    Fantastico!

    Per dare inizio a qualcosa dal niente, basta convincere il niente che qualcosa può esistere … E siete a cavallo.

    Se volete che un preclear impazzisca completamente davanti voi, ditegli: “d’accordo…, adesso siediti li e metti di fronte a te un’area di niente assoluto.
    Guardalo per un po’. Non permettere che diventi qualcosa. Deve rimanere un niente assoluto. Siediti semplicemente lì e tienilo lì. Un niente assoluto”.
    D’un tratto farà… hmmmm… la cosa non gli piace.

    Beh gli dite: “non ti piace? Non ti piace? Vuoi dire che gli engram continuano a sfrecciare avanti e indietro, saltano fuori facce di persone e cose del genere?”.
    “D’accordo. Ti dirò io cosa fare. Ti dirò io cosa fare. Sii niente.”
    Gniaaoo.

    Oh, sarebbe spaventoso non essere niente.

    Ecco quindi uno di quei rompicapi pazzeschi secondo cui tutto nasce dal nulla e va a finire nel nulla, e quel che resta in mezzo a tutto ciò sono la propria fiducia e la propria fede, ecco tutto.

    Ed è così facile dirlo che dovremmo essere in grado di dirlo e basta, rendendo tutti Clear, felici e cose del genere.

    Beh, si potrebbe…
    Sennonché il Niente ora è intrappolato dentro a un qualcosa chiamato energia e l’energia funziona in modo diametralmente opposto rispetto a come dovrebbe funzionare.
    È ovvio che l’energia dovrebbe funzionare in un modo, quando invece funziona nel modo opposto.

    Vediamo di interessarci davvero al motivo per cui una persona è incapace di ristabilire tutt’ad un tratto la sua fede nel fatto di Essere.

    La prima cosa da vedere sono i dati. Una persona è ossessionata dai dati. Quasi tutti sono diventati ossessionati dai dati. Che cosa sono i dati?
    Molto semplice, sono il qualcosa che si trova nel niente.

    Beh, se una persona deve avere così tanti dati, si ritroverà in pessime condizioni nel giro di pochissimo tempo.
    Perché? Perché tutto ciò in cui consiste il qualcosa è un mucchio di dati.

    Se accumulate dati a sufficienza e create una pila di dati abbastanza grande, grossa e alta, da quel momento in poi sarete perduti, perché tutti i dati che ci sono da conoscere in effetti sono del MEST.

    Così si ha un accordo. Si ha un accordo sul fatto che esistono dei dati e la persona è d’accordo che esistono dei dati.
    Poi è d’accordo su questo e quest’altro.

    Per continuare a evitare di essere Niente, deve essere d’accordo con il fatto che esiste qualcosa, e così Essere Qualcosa.

    Per essere qualcosa è sufficiente riprodurre da vicino le movenze, i movimenti, le posture e le forme di quel qualcosa e si è quel qualcosa.

    Naturalmente, però, non si diventa mai veramente quel qualcosa.
    Si è solamente d’accordo sul fatto di essere qualcosa e lo si riproduce da vicino.

    In altre parole: non c’è nessun motivo per cui non possiate essere questa bottiglia… non c’è assolutamente nessun motivo per cui non possiate essere questa bottiglia…
    Date un’occhiata alla stanza, eccetera e siate una bottiglia.
    Non vi piacerebbe… , ma essere una bottiglia è per voi altrettanto sensato, altrettanto consapevole, quanto starvene lì nel vostro corpo.

    Con questa differenza: non è un buon mezzo di comunicazione.

    Perciò si tende a far ricorso ai mezzi di comunicazione migliori, perché si sa che per essere qualcosa, occorre comunicare e continuare ad essere convinti di essere qualcosa.

    Fate percorrere questa cosa al preclear: fategli semplicemente percorrere due buchi completamente vuoti.
    Fategli mettere un buco qui e un buco qui. Attraverso quei due buchi cominceranno a passare cose d’ogni genere.
    Gli dite: “No, no, no. Non lasciare che passi niente h in mezzo. Tieni semplicemente lì quei due buchi”.

    Se fate voi stessi questo esperimento, scoprirete qualcosa di veramente notevole… : scoprirete che preferite essere una cosa qualunque piuttosto che non essere niente.

    E con una cosa qualunque intendo dire morti, o in preda al dolore, o all’agonia, o in uno stato d’amnesia.

    Vi capiteranno preclear che vogliono percorrere engram solo per sperimentare un po’ di dolore. Il dolore è roba molto convincente. Dice: “Io sono vivo!”.

    Quando un individuo inizia a scendere lungo la Scala del tono, scende fino al punto in cui è quasi insensibile come il MEST e si specializza a farsi del male solo per dire: “Sono vivo. Sono vivo. Sono vivo”.

    Il dolore è di gran lunga preferibile al niente.

    Perché una persona che si trova in uno stato di schiavitù, incatenata, soggetta alla frusta di un sorvegliante, continua a vivere?
    Perché continua a vivere?
    Si tratta di un’esistenza onerosa, orribile… soffre la fame, è malata, non ha nessuna speranza per il futuro, niente.

    Beh, questo è preferibile all’essere niente.

    Perciò vedete quant’è disperata una persona per quanto riguarda non essere niente.
    Se volete tirar fuori qualcosa di molto interessante a un preclear, fategli semplicemente ripercorrere tutte le persone che erano… che erano solite utilizzare questa affermazione: “Non sei niente. Non sei nessuno. Sei una nullità. Non sarai mai nessuno”.

    Questa è una cosa spaventosa perché è la verità. Una persona dice: “No, no, no, no, no, no. Non voglio aver niente a che fare con quella verità! Esibirò qualunque finzione, qualunque bugia, qualunque cosa. Comincerò a praticare l’ipnotismo, diventerò una danzatrice balinese, farò qualunque cosa. Salirò e mi tufferò da torri alte cinquanta metri dentro un calamaio, piuttosto che non essere niente”.

    Un tale Marco Antonio una volta disse qualcosa sul fatto che Cesare era ambizioso. Questo non andava bene. Beh, in effetti, l’ambizione compulsiva è il primo passo sul sentiero dell’aberrazione, se volessimo considerarla un’aberrazione.

    Ma se lo facessimo, dovremmo considerare tutta la vita un’aberrazione. Perché una persona ha l’ambizione di essere qualcosa. E tenta continuamente di chiudere il ciclo dicendo: “Adesso ho raggiunto il mio scopo e sono qualcosa”.
    Tanto vale, naturalmente, che si tagli la gola quando lo fa, perché nel momento in cui lo fa non è niente.

    Infatti tutto ciò che compone il suo essere non è altro che un tentativo di essere.

    Beh, fintantoché si rende conto che può continuare bel bello a cercare di essere…
    Cercare di essere è, di per sé, una gran bella condizione.
    Non però essere.

    Se proprio volete vedere una persona estremamente infelice, guardate un uomo di successo. Ha raggiunto il successo e adesso è.
    Può starsene seduto alla sua scrivania a firmare lettere per i prossimi quarant’anni.
    Basta che gli andiate a dire quanto tempo se ne starà lì a quella scrivania a firmare lettere per far sì che lui vada a prendere la calibro 45 e si faccia saltare le cervella.

    Il pensiero, quindi, di essere uno statico entra di nuovo in scena.
    Perché uno statico, lo statico assoluto, prende la parvenza di un qualcosa semplicemente ricalcando i movimenti…

    In effetti, è possibile muoversi qua e là compiendo una serie di movimenti.
    Ma se seguite giorno dopo giorno la stessa routine, facendo gli stessi passi e via dicendo, in breve tempo non saprete più dire che giorno è.
    Lo fate tutti i giorni da cosi tanto tempo che tutti i giorni, d’un tratto, si accavallano. E quello è uno statico.
    In altre parole, si tratta di una monotonia di movimento che diventa uno statico.
    D’accordo.
    Quindi, essere un qualcosa di routine… Quando si ha uno stato in cui non vi è nessun cambiamento, si ha di nuovo uno statico.

    L’unica volta che una persona si è davvero divertita è stata quando cercava di essere qualcosa. Sapeva di non esserlo ancona, ma stava cercando di esserlo.

    La felicità consiste nel superamento di ostacoli verso una meta nota.

    I preclear che vengono da voi, per la maggior parte arrivano pensando di essere diventati qualcosa. E non vogliono trovarsi in quella condizione. Ciò che vogliono è il cambiamento.

    Esiste il cambiamento desiderabile e il cambiamento indesiderabile.
    Il cambiamento indesiderabile è quello che nullifica e conduce al nulla, il cambiamento desiderabile è quello che aumenta il movimento.
    Quello è il cambiamento desiderabile.

    Quindi ciò che il vostro preclear desidera è il cambiamento.
    Se avete una penna che scrive a lettere di fuoco, potete usarla per scrivere queste parole, perché sono molto importanti: voi state cercando di produrre un cambiamento nel livello di comunicazione del vostro preclear.

    Questo è infatti l’unico modo che gli permetterà di scoprire di essere qualcosa: la comunicazione.

    Perciò, fondamentalmente (non si tratta di una cosa molto percorribile, se non con una tecnica) voi cercate di cambiare il modo in cui si è.
    Quando dite “auditing” potete subito aggiungere “cambiare il modo in cui si è”.

    In che modo si cambia il modo in cui si è?
    L’unico modo in cui si può veramente cambiare il modo in cui si è, è cambiando il proprio livello di comunicazione.

    Perché la propria consapevolezza, la propria consapevolezza di essere o la propria consapevolezza di cercare di essere, dipende totalmente dalla propria capacità di comunicare.

    Se una persona non può cambiare il proprio livello di comunicazione, non penserà che sia avvenuto nessun cambiamento.

    Dovete sapere perché un preclear a cui avete rimesso a posto la gamba, a cui avete messo a posto i capelli in modo che non siano messi per traverso, a cui avete sistemato un sacco di altre cose, si lamenta di non essere migliorato.
    L’unica cosa che non avete fatto è stata di cambiare il suo livello di comunicazione.
    Avete lasciato i suoi livelli di comunicazione immutati.
    Il che gli dice, quindi, che il suo livello di beingness non è cambiato.

    La sua meta e il suo desiderio fondamentali sono quelli di cambiare il suo livello di beingness. E questo può dirlo solo se il suo potenziale di comunicazione cambia.

    Quando audite, che cosa cercate di fare?
    Di cambiare il modo in cui si è. Tutto qui.
    In effetti non dovrei dover dire di più.

    E non dovrei dover dire di più, se non questo: il vostro preclear si trova nell’universo MEST.
    Perciò dobbiamo sapere qualcosa dell’universo MEST, in modo da sapere che cosa rientra nella categoria dei modi in cui si è.

    Sappiamo che cosa stiamo cercando di fare.
    Stiamo cercando di cambiare il modo in cui si è.
    Sappiamo che stiamo cercando di fare quello… cambiare il modo in cui si è.
    E sappiamo che lo cambieremo cambiando il livello di comunicazione della persona.

    Sappiamo anche che possiamo considerare valida la tecnica che cambia maggiormente il livello di comunicazione della persona.

    Fra l’altro, questo costituisce un test per una tecnica: si tratta di una tecnica che cambia il livello di comunicazione di una persona?

    Ciò che va saputo subito dopo, quindi, sono i vari modi in cui si può essere, per quanto riguarda questo universo.

    Se conoscete semplicemente le poche frasi che vi ho appena detto, saprete quanto di più si può sapere sull’auditing.

    Se conoscete queste cose, non sarete mai più confusi su ciò che voi cercate di fare a un preclear o su ciò che l’uomo cerca di fare, qua, sulla faccia della Terra.
    Cerca di essere qualcosa.

    Preferirebbe essere una scimmia su un albero, piuttosto che non essere niente. Preferisce essere qualunque cosa piuttosto che niente.

    Che cosa sta cercando di essere? Beh, dicendovi: “Oh, come ho sofferto” tenta di dirvi in che misura egli è.

    Qual è la scala graduale dei modi di essere?
    Esaminate semplicemente la Scala del tono.
    LRH

    4 marzo 2013 · 07:43
    Buone Nuove da Richard …

    Il Thetan è quell’Essere che al di fuori di questo Universo può possedere (secondo la sua volontà) un Corpo Theta il quale è più leggero di una piuma ed ha la capacità di scagliare una scarica elettrica della potenza di circa qualche trilione di Kilowatt (non posso essere molto preciso con questo dato ).
    Crea tramite l’intenzione ed è in grado di eseguire varie “Magie”, ma non all’interno dell’Universo MEST.
    Ma in questo momento non posso spiegarvi l’esatto perchè.

    • i puntini di Diogene...

      Bravo Marco!
      Buone cognitions a tutti…
      “Il nulla non è in nostro potere”… lo scrissi in una mia poesia nel 1971…
      lo cito non per vanagloria, ma per incitare tutti a credere nelle proprie ispirazioni…
      La verità è in te stesso. Risvegliala senza timore…

      • Marco

        Grazie Diogene…

        Tu che usi sempre il tuo lanternino e dunque sei molto attento ai particolari… puoi dire meglio quello che intendi quando dici “Il nulla non è in nostro potere” (ho capito cosa intendi… ma se allarghi meglio il tuo pensiero… ne esce una discussione) ?

        È veramente tutto qui… è così semplice?
        O c’è qualcos’altro da sapere (magari LRH dopo di questa conferenza del ’53 ha scoperto/perfezionato meglio le aspettative di un Thetan)?

        “La sua meta e il suo desiderio fondamentali sono quelli di cambiare il suo livello di beingness.
        E questo può dirlo solo se il suo potenziale di comunicazione cambia.

        Quando audite, che cosa cercate di fare?
        Di cambiare il modo in cui si è.
        Tutto qui.

        In effetti non dovrei dover dire di più.

        Non dovrei dover dire di più, se non questo: il vostro preclear si trova nell’universo MEST.
        Perciò dobbiamo sapere qualcosa dell’universo MEST, in modo da sapere che cosa rientra nella categoria dei modi in cui si è.

        Sappiamo che cosa stiamo cercando di fare: Stiamo cercando di cambiare il modo in cui si è.
        E sappiamo che lo cambieremo cambiando il livello di comunicazione della persona.

        Ciò che va saputo subito dopo, quindi, sono i vari modi in cui si può essere, per quanto riguarda questo universo.

        Se conoscete semplicemente le poche frasi che vi ho appena detto, saprete quanto di più si può sapere sull’auditing.

        Se conoscete queste cose, non sarete mai più confusi su ciò che voi cercate di fare a un preclear o su ciò che l’uomo cerca di fare, qua, sulla faccia della Terra.

        Cerca di essere qualcosa.

        Preferirebbe essere una scimmia su un albero, piuttosto che non essere niente.

        Preferisce essere qualunque cosa piuttosto che niente. “

        LRH

        Oppure come dice Richard: il thetan ha la possibilità di vivere anche in un altro universo (che non solo quello Mest)?

        Il Thetan è quell’Essere che al di fuori di questo Universo può possedere (secondo la sua volontà) un Corpo Theta il quale è più leggero di una piuma ed ha la capacità di scagliare una scarica elettrica della potenza di circa qualche trilione di Kilowatt (non posso essere molto preciso con questo dato).
        Crea tramite l’intenzione ed è in grado di eseguire varie “Magie”, ma non all’interno dell’Universo MEST.
        Ma in questo momento non posso spiegarvi l’esatto perchè.
        Richard

        • i puntini di Diogene...

          Ciao Marco…
          Già quello che hai riportato del discorso di LRH a me pare così chiaro che mi sentirei in imbarazzo a spiegarlo meglio. Fondamentalmente si tratta di comprendere la propria natura e chi più del “Se stesso” può comprendere Se stesso? Le tecniche di auditing (e magari altre buone tecniche da cui non sono attratto ma che favoriscono l’introspezione, la meditazione, le capacità di analisi e di sintesi, di astrazione e di applicazione, cioè il livello e il tono consapevole della comunicazione) sono disegnate per accelerare la comprensione del proprio Essere al fine di trovare il giusto equilibrio del proprio Fare e Avere, o meglio una corretta/correggibile armonizzazione tra Essere-Fare-Avere sui diversi piani delle Dinamiche dell’Esistenza. Un assioma di Scn dice che la Vita può comprendere la Vita… e il fascino di Scientology si sviluppa dal fatto che invariabilmente ti fa scoprire (o ricordare) cose che già sapevi o che ti diventano così evidenti da farti domandare come mai non ci sei arrivato da solo… ma la realtà è che nessun altro ci può arrivare al posto tuo e le tecniche di qualsivoglia specie non fanno altro che accelerare questo processo… così la Vita comprende meglio la vita…
          La vita potrebbe essere considerata l’antitesi del nulla… in effetti la vita inizia e si identifica con la Comprensione, dopo l’iniziale scintilla della Consapevolezza ed il successivo uso dell’innato Potenziale, seguito dal riconoscimento di Causa ed Effetto… e poi da tutto l’ordine-disordine che ne deriva e che si manifesta con le complessità del grande Gioco della vita in un Campo di Supposizioni che si concretizza in un Universo MEST dove il Thetan ha l’idea di essere collocato e, finalmente, riconosciuto con l’assunzione di una Beingness… ora lui è qualcuno o qualcosa opposto al Nulla… ma la domanda è: come ci si oppone al nulla, a qualcosa che non esiste e viene presunto soltanto per definizione? Concepire il Nulla è come concepire l’Infinito o altri Assoluti… non è possibile, ma anche questa affermazione sarebbe un Assoluto e quindi elaboriamo “concetti” di Assoluto che in realtà sono sempre relativi, però così riempiamo anche il Niente della Incomunicabilità…
          Insomma, non “vogliamo” essere Nulla, perchè non “possiamo” essere Nulla… quindi tantovale “essere o fingere di essere” qualcosa, meglio ancora se questo qualcosa comunica, interagisce e può esercitare la sua più alta funzione che è quella di “creare”… e come dice un altro Assioma di Scn “l’unico suo scopo è di creare un effetto”.
          A livello dell’universo MEST, una volta che ci sei stato, ci sei stato per sempre… hai creato un effetto: niente e nessuno può cancellarti dalla sua storia. Questa è un’idea che piace ai thetan… sopravvivere alla morte…
          Un ipotetico Universo Theta sarebbe un Perfetto Nulla, quindi sarebbe un Non-Universo… D’altra parte un Universo Theta non può essere un Anti-Universo perchè ne è parte essenziale ed integrante… Ne consegue che la contrapposizione Spirito-Materia non è altro che un incessante tentativo di raggiungere e mantenere un equilibrio tra Essere e Non-Essere… un paradosso esistenziale, perchè allorchè un Thetan ha deciso di Essere non può più Non-Essere, mentre per sua natura originaria di Statico non può che continuare a Non-Essere.
          Quindi, io credo che quando si parla di “fuori dall’universo Mest” si debba intendere “fuori dall’influenza dell’universo Mest” cioè uno stato individuale in cui si possa “manipolare” le leggi del Mest a vantaggio di qualcuno o a seconda delle necessità… ma si tratta pur sempre di soluzioni imposte a presunti problemi…
          Forse l’Etica più alta consiste nella pura Contemplazione…

  2. dave

    Che la Forza sia con Voi……( Dave…. allievo Jedi del maestro yoda)

  3. Giordano Bruno

    Mi permetto una domanda idiota: cosa s’intende per “cambiare il livello di comunicazione”?
    Un caro saluto,
    G.B.

  4. Guido

    La comunicazione è l’elemento più importante, nonché indispensabile, per poter cambiare le condizioni della vita. Abbiamo il dato che ” la comunicazione è il solvente universale” giusto?
    E’ ciò che ci permette di interagire con il nostro e gli altrui universi e poter così ottenere creazioni desiderabili.
    E’ ciò che fa la differenza tra l’essere causa o effetto.
    Un basso livello di comunicazione avrà scarse probabilità di generare sopravvivenza, al contrario sarà foriero di ulteriore aberrazione e “solidificazione” del theta, ( per esempio una comunicazione a colpi di pallottole ).
    Man mano che la comunicazione sale di tono ( e l’auditing è un ottimo mezzo per farlo accadere ), ci avvicineremo sempre di più alla Qualità, altrimenti detta Arte o Estetica.
    Un abbraccio
    Guido

  5. Giordano Bruno

    Grazie Guido, quindi non ci si riferisce soltanto alla comunicazione, ma a tutto il triangolo di ARC. Sarebbe come dire: elevare l’affinità, la realtà, la comunicazione e la comprensione?
    Un caro saluto,
    G.B.

    • Guido

      Esattamente G.B.
      Le tre componenti del triangolo sono strettamente connesse; aumentandone una, quasi per magia aumentano anche le altre. Succede però anche il contrario, quando una diminuisce anche le altre, inevitabilmente, lo fanno.
      La Comprensione è il risultato dell’unione di Affinità, Realtà e Comunicazione ed è ciò che una persona vuole e deve conseguire per divenire, o tornare ad essere, spiritualmente libero.
      Dice bene Ron, ed è una grande lezione, che da ciò che conosci veramente non avrai effetti negativi ( Marco, puoi trovare l’esatto riferimento? ).
      Il Bank reattivo contiene non comprensione, odio, aberrazione.
      La via che ci porta alla Comprensione è lastricata di amore, fratellanza, tolleranza e condivisione.
      Un abbraccio
      Guido

      • Marco

        Guido non ricordo esattamente dove trovare il riferimento che mi chiedi, dovrei cercare… credo sia la reference “Il tuo posto, la tua vita…” o un titolo del genere. Magari qualche altro condomino si ricorda meglio di me!?

        Riguardo all’importanza della comunicazione e naturalmente l’importanza del triangolo di ARC, ci sono i corsi sulla comunicazione (persino professionale) e il libro Dn 55 parla quasi esclusivamente di comunicazione (uno dei più bei testi scritti da LRH).
        Ricordo anche il congresso “La strada verso l’infinito”, dove parla moltissimo dell’ARC…

        Ma come sappiamo bene, Scientology è la scienza della comunicazione, per cui la comunicazione è su moltissimi materiali… abbastanza diffusamente quasi ovunque.

        DIANETICS 55

        “Dell’aberrazione non è necessario conoscere niente di più al di là del fatto che essa è uno scompenso nel ciclo di comunicazione.

        Ma per sapere questo, naturalmente, dobbiamo conoscere le componenti della comunicazione e il suo comportamento previsto.

        Alcune delle situazioni che si possono verificare in una linea di comunicazione aberrata sono il fallimento nell’essere duplicabili prima ancora di emanare una comunicazione, un’intenzione contraria all’essere ricevuti, una non disponibilità a ricevere o a duplicare una comunicazione, una non disponibilità a sperimentare una distanza, una non disponibilità a cambiare, una non disponibilità a dare attenzione, una non disponibilità a manifestare intenzione, una non disponibilità a dare riconoscimenti e, in generale, una non disponibilità a duplicare.

        Potremmo arrivare a dire che il motivo per cui ha luogo la comunicazione invece di occupare lo stesso spazio e sapere (la comunicazione introduce l’idea della distanza) è che non si è disposti ad ESSERE quanto basta per essere qualunque cosa.

        Uno preferisce comunicare che essere.

        Perciò scopriamo che l’incapacità di comunicare è una scala graduale: aumenta insieme all’incapacità di Essere.”

        “Qualcuno potrebbe trarre la conclusione che la soluzione al problema della comunicazione sia non comunicare.
        Uno può dire che se non avesse cominciato a comunicare, ora non si troverebbe nei pasticci.

        Forse in questo c’è qualcosa di vero, ma ancora più vero è il fatto che il processing dato con l’intento di rendere superflua la comunicazione, o di ridurla, non è assolutamente processing, ma omicidio.

        Un uomo è morto nella misura in cui non può comunicare.
        È vivo nella misura in cui può comunicare.

        Tramite innumerevoli prove fatte nel dipartimento internazionale delle pubblicazioni e ricerche dell’Associazione degli Scientologist Hubbard ho scoperto, in maniera che può considerarsi conclusiva, che l’unico rimedio al vivere è la massima comunicabilità.

        Bisogna accrescere l’abilità a comunicare.

        Probabilmente l’unico grave errore che esiste nella filosofia orientale, quello che ha ostacolato anche me quando ero giovane, era l’idea che ci si dovesse ritirare dalla vita.
        A me sembrava che tutti i buoni amici che avevo tra i monaci ed i santoni stessero cercando di restringere e di interrompere la loro comunicazione con l’esistenza.

        Qualsiasi cosa dicano i testi di filosofia orientale, questa era la prassi delle persone che avevano più familiarità con le pratiche mentali e spirituali orientali.

        Così vidi individui che impiegavano dai quattordici ai diciotto anni per raggiungere un alto livello di sanità spirituale.

        Vidi tantissimi uomini studiare e pochi arrivare.

  6. Giordano Bruno

    Anni fa lessi un articolo, di cui non ricordo l’autore, su Ron Hubbard, Aleister Crowley e le loro analogie esoteriche. In quell’articolo si diceva che Hubbard ricavò il triangolo di ARC dalla triade induista Sat-Cit-Ananda.

    L’anima o il Sé (Atman), nella filosofia esoterica induista, si considera caratterizzato da tre qualità: Sat, Cit, Ananda. Si tratta di tre vocaboli in lingua sanscrita: Sat (essere, verità, realtà), Cit (coscienza), Ananda (estasi, beatitudine, gioia). La natura dell’anima, secondo questa filosofia, è Realtà, Coscienza e Beatitudine.

    Se questa è la natura dell’anima, allora è avvenuto un processo di degradazione che le impedisce di manifestarsi nel suo splendore originario. Se è vero che Hubbard ha ricavato il triangolo di ARC dalla triade di Sat-Cit-Ananda, potremmo dire che elevando sulla scala del tono l’ARC si andrebbero a disperdere quegli annebbiamenti che impediscono alla nostra vera natura di manifestarsi per quel che è.

    Un caro saluto,
    G.B.

    • Giordano Bruno

      “In the Hindu analysis of existence the Rishis (sages) postulate three qualities: Sat, the Essence of Being itself; Chit, Thought, or Intellection; and Ananda (usually translated Bliss), the pleasure experienced by Being in the course of events. This ecstasy is evidently the exciting cause of the mobility of existence. It explains the assumption of imperfection on the part of Perfection. The Absolute would be Nothing, would remain in the condition of Nothingness; therefore, in order to be conscious of its possibilities and to enjoy them, it must explore these possibilities”.
      Aleister Crowley, From the Book of Thoth, The Naples Arrangement.

  7. Marco

    Magari non c’entra moltissimo (o forse si), e magari è molto impegnativa…
    Ma io quoto solo a beneficio di chi è interessato…

    I Fattori
    Gli elementi sottolineando come audire i terminali accoppiati
    UNA CONFERENZA TENUTA IL 25 MARZO 1953

    Che cos’è quindi… che cos’è questa cosa chiamata amore?
    Beh, sarebbe davvero interessante se potessi rispondere per voi a questa domanda in modo esauriente, generale e sistemare il problema una volta per tutte, cosi che nessuno se ne debba più preoccupare, perciò lo farò.

    L’amore è un’emozione composita. Non si tratta di un’emozione singola, e questa è la prima cosa che lo espone completamente ad essere interpretato in modo sbagliato.

    Potete fare questa prova, se volete. Se volete far sì che nel vostro preclear si attivi l’emozione chiamata “amore”, fategli attivare, in questa sequenza, compassione e ammirazione.

    Fategli attivare compassione per qualcosa, poi ammirazione per qualcosa, poi compassione per qualcosa, poi ammirazione per qualcosa.
    Se continua a farlo, d’un tratto la compassione e l’ammirazione confluiranno in un’emozione e otterrete quella che viene chiamato amore.

    Lo sentirà e vi dirà: “Oh Gesù, era da quando avevo quindici anni che non provavo più questa cosa”. Quello è vero amore.

    D’accordo. Si tratta semplicemente di una mescolanza tra queste due cose.
    È un test interessante da fare, tra l’altro.

    Naturalmente, la maggior parte della gente è così spaventata da questo bene, che probabilmente non sarete in grado di farle ammettere, se l’hanno provato… se avete qualcuno per le mani, quando l’avete fatto salire un pochino sulla Scala del tono, fate questa prova.

    Quello che la gente scambia per amore, al disotto di 2 sulla Scala del tono, è un accordo di tono molto basso.
    Si tratta in effetti di una specie di pietà, di commiserazione, di compassione.
    In altre parole, si tratta semplicemente di compassione. È l’elemento “compassione” contenuto nell’amore.
    Si trova molto in basso, in fondo alla scala.

    Di conseguenza la cosa non funzionerà, perché tutti si stancano di essere al disotto di 2 sulla Scala del tono, solo per poter provare compassione.

    Perciò quella cosa salterà in aria. Perché?
    Semplicemente perché non era presente nulla che appartenesse ad’estremità superiore.

    Se percepite l’amore in sé e per sé è alquanto potente.
    Non contiene l’altro ingrediente: l’ammirazione.

    Quindi che cos’è questa cosa chiamata “affinità”?
    Parliamo di ARC e parliamo sempre di affinità. Cos’è l’affinità?

    L’affinità è “condividere l’essere”… condividere l’essere. Ed è possibile condividere l’essere solo in presenza di ammirazione e compassione. Ammirazione e compassione.

    Quando esistono in quantità illimitate è possibile condividere l’essere.
    E quando ottenete questo, descrivete la forza vitale o la pozza del nirvana (comunque vogliate chiamarla) di questo universo.
    Si tratterebbe della condivisione dell’essere.

    Per poter acquisire caratteristiche individuali, deve discostarsi dalla perfetta condivisione dell’essere.
    Il solvente universale è l’affinità.

    Tecnicamente è sbagliato chiamarla “amore” perché “amore”, persino nel dizionario, ha moltissimi significati.
    L’affinità, invece, è una parola usata dagli antichi maghi. È una parola antica, non molto presente nella società attuale.

    Perciò va benissimo utilizzarla e darle questa definizione e dire che l’affinità è condivisione dell’essere ed è composta, da un punto di vista emozionale… i suoi componenti sono l’ammirazione e la compassione.
    Quando queste due cose vengono combinate, si ha, naturalmente, la condivisione dell’essere.

    Dove si trova? Beh, potrebbe situarsi lungo tutta la Scala del tono, in effetti, secondo una scala graduale.
    Ma più si scende lungo la Scala del tono, più si identifica con un blocco individuale di qualcosa e più diventa isolata. Perché? Perché c’è meno “condivisione”.
    Più si trova in basso sulla scala, meno condivisione dell’essere è possibile.

    Perciò, come si fa a fare uscire un preclear dal corpo e a renderlo capace di essere un camion, di essere un portasapone, di essere qualunque cosa desideri essere?
    Gente, sarà meglio che abbia affinità illimitata.

    Questo vi dice anche che lo spazio… un indizio di ciò in cui consiste lo spazio si trova proprio qui, quando si dice in che cosa consiste l’affinità. È essere.

    Un uomo non può essere vivo senza affinità.
    Le persone che si trovano molto in basso sulla Scala del tono sono morte prima di essere morte, quando iniziano a scarseggiare in affinità.
    Quando non provano amore o affetto per se stesse o per nient’altro sulle dinamiche, sono morte.
    Non è una brutta condizione come quella di non essere niente, ma si è morti.

    D’accordo. Se diamo un’occhiata alla cosa, quindi, scopriamo che l’affinità ha molto in comune con lo spazio.
    È necessario disporre di un’enorme quantità di spazio in cui muoversi, se ci si vuole allontanare da tutto quanto e non provare affinità per nulla.

    Ma se l’affinità è condivisione dell’essere, non occorre molto spazio. Non ne occorre davvero, se c’è affinità. Non occorre essere capaci di creare davvero molto spazio. Non è molto importante.

    Così abbiamo queste due cose che si contraddistinguono. Non c’è un’affinità che crea quantità illimitate di spazio, ma c’è un’assenza di affinità che insiste terribilmente ad avere grandi quantità di spazio.

    Quando una persona dice: “Non mi piace” intende dire: “Voglio interporre dello spazio tra me e quella cosa”.
    Non vuole far parte di nessun club. Non appartenere a nessun gruppo, non se la cava bene nella vita; e scoprirete che, dopo che ha abitato in un corpo per un po’, il suo orecchio sinistro non parlerà più con il suo molare destro. Queste due cose non si parlano più, punto e basta.
    La persona non riesce ad essere queste due cose simultaneamente.

    Questo vi dice anche qualcos’altro.
    Vi dice che qui ci ritroviamo dritti dritti nel campo delle comunicazioni.
    Che cosa sono le comunicazioni?
    La comunicazione è la capacità di trasmettere la compassione o un componente della compassione, da un terminale a un altro terminale. Quella è comunicazione.

    E la comunicazione perfetta è la comunicazione.
    Quella è la comunicazione perfetta, vedete. Siete nello stesso spazio dell’altra persona e pensate lo stesso pensiero, e quello è il modo perfetto di comunicare.

    E l’affinità perfetta che potete avere per qualcuno, è di esserne il corpo.
    Essere loro. Quella è affinità perfetta, vedete?
    Ma dovete veramente avere un’affinità perfetta per avere una comunicazione perfetta, eppure…

    D’accordo. A questo punto arriviamo alla realtà.
    Che cos’è la realtà perfetta?
    La realtà perfetta è accordo, perché l’accordo perfetto è quello che consiste nell’essere nello stesso spazio, pensare lo stesso pensiero e provare la stessa emozione di qualcun altro. A quel punto voi e l’altra persona sareste, a tutti gli effetti e fondamentalmente, la stessa persona.

    Ma esiste una posizione suda Scala del tono in cui voi e qualcun altro potreste essere la stessa persona e poi – quale semplice espressione della vostra determinazione – essere persone diverse?

    Sapete, essere la stessa persona e poi essere altre persone?
    Poi essere la stessa persona e poi essere due persone?
    In altre parole, scivolare dentro e fuori da questo spazio e da quest’altro spazio e via dicendo? E possibili farlo?

    Certo. Molto in alto. Molto in alto sulla scala.
    Ecco come si fa. Ecco perché la vecchia strega che fa: “Eh, eh”, sopra il paiolo con un pupazzo per stregonerie, non ha mai stregato nessuno. Non è mai stata nessuno.
    Quindi come può influenzare chicchessia?

    Beh, c’è una cosa chiamata influenza nascosta.
    La strega è sufficientemente brutta, orribile e cattiva, ha una reputazione sufficientemente tremenda nel vicinato, che se va a dire a qualcuno che dica a qualcun altro che lei gli ha gettato il malocchio, magari quello, per farle un favore, s’ammala.
    Ma di certo non si tratta di una linea di comunicazione molto nascosta.
    Dice: “Gina, ho gettato il malocchio su Beppe l’altro giorno. Glielo dici?”.
    “Beppe, Gina ti ha gettato ti malocchio.” Linea nascosta.

    Eppure la strega dipende dalla paura di Beppe di essere influenzato da una comunicazione nascosta.
    Perciò la cosa più nascosta di una comunicazione nascosta è il fatto che non sia nascosta.

    Molto in alto sulla Scala del tono non esiste qualcosa come una comunicazione nascosta o un’influenza nascosta.
    Ci sono condivisione dell’essere, condivisione della comunicazione, condivisione dell’accordo e tutte queste cose sfociano in una realtà accompagnata da una capacità di essere e da una determinazione tremendamente flessibili, flessibili e sciolte in maniera tremenda.

    Una persona è felice nella misura in cui può essere tutto il proprio ambiente! Lo sapete.

    Non appena inizia a ritirarsi da settori dell’ambiente dicendo: “Non sarò questo, non sarò quest’altro” , vi ritrovate col meccanismo di stimolo-risposta, per conoscere il quale dovreste studiare il Libro Uno.

    Qual è d restimolatore presente nelle vicinanze?
    La persona riceve influenze nascoste da ogni angolo del suo ambiente, e così non è questo, così non è quello e, in men che non si dica, ecco che si è ritirata in un angolo, dove non è neppure se stessa, ma è un corpo.
    Che cos’è a quel punto? E una persona disperata.
    Da che cosa si sta ritirando? Perché sta creando dello spazio?
    Beh, sta creando dello spazio perché esiste una cosa chiamata influenza nascosta.

    Che cos’è che fa scomporre l’ARC nei suoi componenti – man mano che si scende lungo la Scala del tono – e che fa sì che – man mano che si scende per davvero lungo la Scala del tono – ci si ritrovi con la logica, le linee di comunicazione MEST, il simbolismo in termini di parole e tutte cose del genere?
    Che cos’è che la fa scomporre?

    È il convincimento, introdotto in cima alla Scala del tono, che possa esistere un’influenza nascosta, che nessuno può definire o spiegare.

    E la cosa più nascosta che ci sia in merito è il fatto che non è nascosta.

    Ancora una volta arriviamo alla paura di essere uno zero, perché ciò significherebbe che non si è più niente, mentre si fa già parte di qualcosa.
    La persona fa parte di una specie di totalità di carattere divino.

    Magari la persona è solo quattro persone, all’interno di una pozza di tutto, capite, magari è quattro persone in un’altra pozza di tutto, ma è… ha ancora una capacità di essere.

    Perciò tale capacità di essere declina, si indebolisce e la persona inizia a porre sempre più spazio fra sé e gli altri, perché sa che esistono cose chiamate influenze nascoste.
    Alla fine arriva al punto in cui non stenderà nemmeno una linea di comunicazione; spedirà una lettera. Scenderà a quel livello.
    Nessuna comunicazione: è tagliata fuori.

    Qual è la sua aberrazione quando arriva a quel livello?
    È l’aberrazione che dovrete percorrere e scaricare in ogni V che incontrerete. Gliela farete percorrere e scaricare con Terminali accoppiati e tale aberrazione è “tienili separati”.
    Facile come formulazione, eh?

    Ecco che cosa percorrerete. La persona percorre semplicemente i due terminali, dipendendo dal fatto di tenerli separati.

    Che succede?
    Quanto più la persona spinge contro qualcosa per combatterla e per cacciarla via, tanto più quella cosa le è vicina, perché li non c’è nessuno spazio.

    Quanto più la persona lotta contro qualcosa, tanto più quella cosa sarà; e quanto più cerca di tenere le cose separate, tanto più esse si stringeranno!

    Cosi si addentra in aree che non riesce a tenere separate da altre aree.
    E drammatizzerà, passando dalla certezza alla lotta contro l’influenza nascosta, ad’essere l’influenza nascosta, all’essere molto onesta e logica e sincera, ma… accidenti se è perduta.

    E ancora sta tenendo separate quelle cose, e tenendo separate, e tenendo separate.

    Scoprirete che le maggiori calamità che l’hanno colpita, l’hanno colpita mentre tentava di tenere cose separate e tutta la sua preoccupazione sarà focalizzata su questo.
    Eppure, al tempo stesso, logicamente, la persona sta evidentemente cercando, a livello analitico, di mettere insieme un’organizzazione.

    Vi darò una definizione di organizzazione, qui en passant:
    un’organizzazione costituisce il tentativo di posizionare terminali e flussi in modo tale da produrre un flusso ordinato di energia, o di materia.

    LRH

    • Giordano Bruno

      Molto bella questa conferenza. Sembra che l’Affinità sia un assoluto come lo è la velocità della luce in fisica, dato che Affinità infinita significa nessuno spazio. Senza spazio non c’è tempo, quindi niente materia ed energia. Ecco dunque il Thetan fuori dal mest: più il Thetan tende ad ARC infinita, più esce dall’influenza del mest.
      Un caro saluto,
      G.B.

  8. Giordano Bruno

    ARC → ∞ = MEST → 0

    • i puntini di Diogene...

      Giordano, l’esperienza mi insegna che anche le cognitions sono relative a colui che “cognita”, quindi non è mia intenzione contraddire alcunchè, ma piuttosto aggiungo una mia personale considerazione allo scopo di avere un concetto un po’ più espanso…
      L’infinito e lo zero sono punti teorici, inarrivabili proprio perchè al loro limite verrebbero a sovrapporsi… ma nè all’infinito (il mai-finito) nè allo zero assoluto (il mai-iniziato) possiamo attribuire dei limiti e dunque non esiste Realtà-Affinità-Comunicazione se non all’interno di una sfera che costituisce un universo sia soggettivo che oggettivo (anche se un universo oggettivo è esso stesso un Accordo con altri universi soggettivi)… La tesi finale risulta perciò essere: Nessun MEST = Nessun ARC, e – per assurdo – Infinito ARC = Infinito MEST, ma il ragionamento non è assurdo qualora si pensasse che un ARC Mai-finito produrrebbe di conseguenza un Universo MEST Mai-finito…
      Per nostra fortuna (o per nostra scelta, consapevole o meno) apparteniamo ad un universo fatto di relatività e quindi relativamente comprensibile e creativamente modificabile… un mondo, cioè, a cui possiamo applicare Comprensione e Creatività, due aspetti evidenti delle qualità intrinseche ed inesauribili dei Thetans…
      La mia deduzione è che non possiamo staccarci dall’universo Mest, ma solo cercare di comprenderlo e ricrearlo al meglio… Se lo scopo del Ponte fosse quello di portarci “al di fuori” del Mest, ciò significherebbe che la persona arrivata fin là dovrebbe concepire di essere un Nulla o un Tutto Potenziale, dunque qualcuno che presumibilmente andrebbe cercando o creerebbe dei punti di ancoraggio per un suo possibile “altro” universo…
      Certo è che la strada da percorrere va verso una maggiore Comprensione (ARC) ma a questa va abbinata un’accresciuta abilità creativa applicata al MEST ed è qui che, in ambito relativo, entra in gioco il Triangolo di Scn, K-R-C, ovvero Conoscenza-Responsabilità-Controllo…
      Ovviamente il Thetan, come Punto di Vista, ha l’abilità e la libertà di collocarsi ovunque, indipendentemente dai condizionamenti Mest… è ciò che tutti noi facciamo con straordinaria semplicità quando, ad esempio, siamo innamorati o partecipi di una creazione o fiduciosi senza riserve…

      • Candido

        Caro Diogene, Scientology ha schematicamente enfatizzato due universi: l’universo theta e l’universo MEST, a differenza di altre filosofie e pratiche religiose che postulano l’esistenza di altri universi (o dimensioni) più sottili rispetto all’universo MEST ma non così “zero” da essere considerati universo Theta o il mondo del puro spirito. In effetti anche Scientology quando parla di Implant fra le vite ad esempio non sta parlando né di universo theta né di universo MEST, ma di un’altra dimensione non meglio identificata. Possiamo quindi considerare l’esistenza di altri universi paralleli in cui giocare, con dei gradi di ARC più elevati, non necessariamente facenti parte dell’universo MEST

      • Giordano Bruno

        Traduco la formula sopra riportata: quanto ARC tende all’infinito, tanto il MEST tende a zero. E’ la traduzione matematica di ciò che Hubbard ha dichiarato nella conferenza precedente.
        Un caro saluto,
        G.B.

        • Giordano Bruno

          Carissimi,
          dato che Scientology è una scienza e non un’opinione, cerco di descrivere meglio la formula sopra riportata: ARC e MEST sono inversamente proporzionali in una scala graduale che va dall’infinito allo zero, dall’essere al non-essere, dallo spirito alla materia. Di che cosa si tratta? Della scala del tono.
          Un caro saluto,
          G.B.
          p.s. Credo che Hubbard ne parli in Rotta verso l’Infinito.

  9. i puntini di Diogene...

    Condivido le osservazioni di Candido e di G.B. e le ritengo molto stimolanti per chi ha voglia di rifletterci per conto suo o in compagnia… capisco che possono esserci numerose e differenti argomentazioni, nessuna delle quali peraltro con la pretesa di essere risolutiva, ma sono certo che tutti gli sforzi personali di chiarificazione valgono più di una benedizione…
    E’ interessante che Giordano si riferisca a Scn come a una scienza, mentre Candido accenna tranquillamente a credenze para-scientologiche o di derivazione mistica… Sono del parere che abbiano ragione ambedue, dato che sul piano operativo dobbiamo attenerci ai risultati oggettivi, alla logica e al raziocinio, tutta roba in un certo qual modo comunicabile, ma ecco che proprio qui diventa palese la difficoltà (e a volte l’imbarazzo) di LRH ad affrontare l’argomento di uno stato ultra-terreno, delle sue interferenze con l’universo Mest che conosciamo, di una sua eventuale influenza extra-sensoriale… Sarebbe troppo semplice (forse anche inaccurato) rilevare che lui per lo più ha scansato l’argomento tirando fuori gli antichi miti degli extra-terrestri e delle potenze ufologiche, ma se pure ammettiamo che ciò solletica il nostro bisogno di logica nondimeno lascia inalterato l’enigma dell’origine di tali creature e delle loro facoltà verificabili almeno nei nostri confronti… voglio dire, se oltrepassiamo certi confini, allora è lecito speculare su tutto e di più… la fantasia non è mai mancata all’uomo…
    Bisogna invece riconoscere che il grande merito di LRH nella ricerca spirituale va accreditato al suo sincero e (probabilmente) efficace tentativo di separare il Thetan dal Corpo al fine di liberarlo dall’influenza che un corpo mest ha su di lui, arrivando così a studiarne le caratteristiche e a postularne le potenzialità… Poi però lui (o qualcuno per lui) ci ha costruito attorno una religione… e la ruota si è rimessa a girare al contrario.
    Per togliere tutti noi dall’imbarazzo e molti dei fedeli dalla delusione, anche LRH ha ritenuto bene di ritrasmetterci l’antichissimo motto “la verità è in te stesso” riformulandolo in “è vero ciò che è vero per te”… una chiave che apre tutte le porte, ma se ti trovassi davanti all’ultima che non vuole aprirsi, usa questa: “La verità è ciò che è”… ma usala bene, perchè potresti ritrovare solo te stesso dietro quell’ultima porta.

    • Giordano Bruno

      “Potresti ritrovare solo te stesso dietro quell’ultima porta”…
      Credo alla fine andrà proprio così.
      G.B.

    • Marco

      Diogene invita alla riflessione su quanto detto da Candido e Giordano… “da soli o in compagnia”.
      Beh, vista l’ora voglio riflettere e chiedere di più (a chi ne sa di più) riguardo a quello che ha detto Candido, perchè la cosa mi stuzzica già da un pò… In effetti anche Scientology quando parla di Implant fra le vite ad esempio non sta parlando né di universo theta né di universo MEST, ma di un’altra dimensione non meglio identificata. Possiamo quindi considerare l’esistenza di altri universi paralleli in cui giocare, con dei gradi di ARC più elevati, non necessariamente facenti parte dell’universo MEST

      Allora, non mi sembra un cattivo argomento, anzi.
      Io penso che debba per forza essere come ipotizza Candido, che debba esistere un ( o più) universo dove si può giocare senza le regole solidificanti dell’universo Mest.
      Beh, è un’ipotesi, ma anche non avendone delle prove evidenti, c’è un sacco di logica theta che ne fa supporre l’esistenza… magari qualcuno ne avrà avuto una migliore idea in qualche sua seduta…

      In più come avevo già quotato, Richard dice che esiste… : Il Thetan è quell’Essere che al di fuori di questo Universo può possedere (secondo la sua volontà) un Corpo Theta il quale è più leggero di una piuma ed ha la capacità di scagliare una scarica elettrica della potenza di circa qualche trilione di Kilowatt (non posso essere molto preciso con questo dato).
      Crea tramite l’intenzione ed è in grado di eseguire varie “Magie”, ma non all’interno dell’Universo MEST.
      Ma in questo momento non posso spiegarvi l’esatto perchè.
      Richard

      Molto interessante speculare sulla possibile scena ideale dell’esistere di un Thetan.

      Un’ultima cosa… Diogene dici Per togliere tutti noi dall’imbarazzo e molti dei fedeli dalla delusione, anche LRH ha ritenuto bene di ritrasmetterci l’antichissimo motto “la verità è in te stesso” riformulandolo in “è vero ciò che è vero per te”… una chiave che apre tutte le porte, ma se ti trovassi davanti all’ultima che non vuole aprirsi, usa questa: “La verità è ciò che è”… ma usala bene, perchè potresti ritrovare solo te stesso dietro quell’ultima porta.
      Beh, anche LRH diceva ciò che tu hai sintetizzato come “La verità è ciò che è…”
      Mi è venuto in mente… l’ho già quotata altre volte, ma un ripasso non fa mai male…

      ”La via verso OT”
      Hco Information Letter 10 agosto 1963

      “La via verso OT è una via di knowingness che ritorna gradualmente,
      un liberarsi graduale dell’amnesia, uno sbarazzarsi graduale dell’irrealtà.

      L’irrealtà è il risultato dell’invalidazione tramite forza.
      Colpisci un essere con forza sufficiente, arreca una sufficiente rottura di ARC e tutto diventa irreale.

      Col ritorno della knowingness, l’irrealtà svanisce, lasciando una persona
      con una maggiore conoscenza di che è, dov’è e perchè.

      Ciò che è, è. Ricordalo.
      Non è quello che qualcuno dice che è.

      Posso aiutarti moltissimo e darti la tecnologia ed una mappa.
      Ma è la tua irrealtà che svanirà e la tua knowingness che tornerà.

      Ora i cancelli sono aperti. Spalancati.

      Ma l’unico che potrà attraversare quella via buia e affrontare il percorso per te, sei tu.”

      LRH

      • Giordano Bruno

        Caro Marco,
        secondo me, ma è solo una mia ipotesi, esistono diversi universi per ciascun grado della scala del tono, dove ciascuno ne copre una gamma determinata. Terminato il ponte verso OT, probabilmente (e speriamo di sì) proseguiremo il nostro percorso evolutivo in un universo più theta di questo.
        Un caro saluto,
        G.B.

        • Marco

          Ciao Giordano, beh, io posso capire il tuo entusiasmo riguardo alla scala del tono…, ma no, io non credo sia possibile una cosa come quella che dici (“esistono diversi universi in base alla posizione sulla scala del tono”).
          1°, perchè comunque le persone, anche se posizionate su diversi gradini della scala, comunicano e interagiscono in questo universo (anche se con diverse consapevolezze, diversi punti di vista, diverse conoscenze)…
          Voglio dire che è possibile, per esempio, che un criminale (un individuo estremamente giù di tono ed anche fuori valenza) crei un effetto (magari gli ruba in casa, o peggio) ad un artista o genio, o persona su di tono… e questo è possibile perchè semplicemente sono ambedue nello stesso universo.
          2° , non ho mai letto un’ipotesi del genere formulata dal nostro genio per eccellenza, LRH.

          Studiando e riflettendo sui dati che ho appreso in tanti anni, non sono mai giunto ad una ipotesi del genere… : prova a pensare quanti universi dovrebbero esserci…!?

          Per me è vero invece (ma forse è questo che intendevi dire anche tu) che esiste l’universo personale, che solo l’individuo proprietario può gestire (e forse se vediamo la cosa con questo punto di vista, allora si esistono miliardi di universi); e/ma esiste l’universo Mest, che abbiamo deciso di mettere in esistenza solo ed esclusivamente per avere un gioco, cioè per poter interagire con altri Esseri in un gioco (un gioco che poi nel tempo è diventato abberrato… perchè scaduto nell’inconsapevolezza).

          Dunque, quello che penso è questo: un thetan è invisibile… , dunque non visibile/ammirabile… ; dunque non identificabile…; dunque inutile.

          Io credo che il motivo per cui un Thetan si è reso visibile in questo universo, è perchè qualcun’altro lo può vedere e dunque riconoscere come esistente… “Essere o non Essere” non dipende solo dalla scelta del singolo individuo di non esistere più solamente in modo astratto, ma da un’altro terminale (Thetan) che lo vede/riconosce.
          Questo per esempio è il motivo per cui il Riconoscimento in una comunicazione a 2 sensi, e sopratutto in seduta, è così indispensabile… il riconoscimento ti dice e ti conferma che sei stato riconosciuto, dunque visto, dunque che esisti.

          Se ci sono altri universi dove è possibile un’interrelazione con qualcun’altro (secondo me condizione indispensabile perchè esista un universo: spazio organizzato dove è possibile comunicare) beh, ben venga questo universo.

          Secondo Richard esiste…

          Io però non ricordo di aver mai letto nulla di LRH a questo riguardo (forse non ricordo…). Ma ipotizzo che un universo meno pesante e cattivo e theta possa esistere… mi pare così ovvio… o meglio: mi pare abbastanza ovvio.

          Diz. Tecnico
          AMMIRAZIONE: 1) E’ la vera essenza di una linea di comunicazione ed è quella cosa considerata desiderabile nel gioco dei tre universi.

          • Giordano Bruno

            Caro Marco,
            il mio non è entusiasmo per la scala del tono, ma solo una considerazione: la scala del tono è una scala della condizione di essere, una scala vibratoria di ARC. Ad ogni punto della scala è espresso il grado di “solidità” dell’essere, in base al suo rapporto vibratorio fra spirito e materia. In questo universo la scala va da 4 a 0. Quindi significa che la vibrazione media di questo mondo è 2, antagonismo, con oscillazioni più alte e più basse. E il resto della scala? Dove viene espresso? Secondo me in altre dimensioni vibratorie.
            Credo che la Divina Commedia di Dante rappresenti una metafora dei vari gradi dell’esistenza spirituale. E per essere stata scritta nel 1300, direi che non è male.
            Un caro saluto,
            G.B.

          • i puntini di Diogene...

            Molto ad hoc le vostre considerazioni…
            E a proposito di considerazioni, vedete, è l’unica cosa che il thetan può “fare”: Considerare… ed è in base al suo livello di consapevolezza che le sue considerazioni diventano efficaci per lui, su di una scala che va dal Semplicissimo al Complicatissimo…
            Parliamo di Universi (e sappiamo bene di cosa parliamo) ma il thetan non si trova da nessuna parte, è assolutamente e sempre al di fuori di qualsiasi universo immaginabile… lui “considera” di far parte di un universo (e qui bisognerebbe sapere se la sua scelta di stare in un certo universo è volontaria, arbitraria, o imposta, un dubbio del tipo… perchè ci si immedesima in un corpo e non in un altro?)
            Tutto ciò che “esiste” è Considerazione… e quindi anche un cambio di universo può avvenire solo per effetto di Considerazioni che vengono considerate “certezze” in base alle leggi di un qualsivoglia universo… perchè se così non fosse o non avvenisse, si dovrebbe dire che il thetan “vive” di allucinazioni o in una sua “realtà” incomunicabile…
            Nessuno può affermare che i pazzi non vivano in un loro “ambiente mentale” e quindi se non rispettano le leggi (anche mentali e spirituali) in vigore nell’universo dei più, vengono emarginati o eliminati…
            D’altra parte, nessuno mi può contestare che io ed il mio cane, pur vivendo nel medesimo universo, lo vediamo e “consideriamo” in modi totalmente differenti… Perciò è vero che “esistono” tanti universi quanti sono i livelli di consapevolezza che conosciamo “qui ed ora” e che possiamo postulare in esistenza da “qualche altra parte” o in qualche altra forma… quindi, perchè no? basta osservare le infinite diversità di esistenza degli esseri animati anche soltanto su questo pianeta per farci riflettere su ampie scale di valori e concederci il diritto di porre la seguente domanda al prossimo guru o mago che vuole ammaestrarci: ma di quale universo parli?
            Nel Credo di Scientology si considera l’esistenza divisa in otto parti (8 Dinamiche) e queste vanno dal concetto di Infinito (per non nominare il nome di Dio invano) fino al concetto di singola Persona (Thetan Incarnato), ma sia Dio (ovviamente per Sua virtù) che una Persona (per colpa sua) “sono” anche le altre 7 Dinamiche (in proporzioni e armonie variabili – ciò che, per inciso, permette all’Infinito di restare infinito -)… Quindi l’Uomo (assumiamo questo punto di vista) ha già in sè tutti i mondi possibili, quello dei pesci come quello degli angeli, ma è per la sua incapacità a considerarsi “diverso” che resta ancorato alla beingness umana… Quali interessi sta inconsapevolmente difendendo? Quale livello astronomico di conoscenza ci vuole per capire? Oppure basterebbe usare la propria genuina consapevolezza… o capacità di considerare…?

  10. Giordano Bruno

    Caro Diogene,
    il tuo punto di vista mi ricorda quello dell’Advaita Vedanta. Hai mai letto il libro di Nisargadatta “Io sono Quello”? Ho la sensazione che ti piacerebbe.
    Un caro saluto,
    G.B.

    • i puntini di Diogene...

      Grazie per l’indicazione, Giordano…
      Credo che ciò che accomuna i ricercatori di verità in ogni tempo e luogo sia la capacità di percepire l’as-is, cioè il momento che inizia ancora prima della manifestazione, ma che l’inadeguatezza e il meccanicismo del linguaggio e della stessa formula della comunicazione abbiano dato vita ai fraintendimenti che a loro volta originano le diverse scuole di pensiero…
      Ho una certa cultura che mi sono fatto curiosando negli anfratti del mondo e sono sempre stato attratto dal pensiero dei grandi Maestri, pur non disdegnando di raccogliere briciole di saggezza dovunque mi sia capitato di incontrarle… Non può essere un caso che mi sia interessato e dedicato allo studio di Scientology già nel 1974, ancora prima che arrivasse in Italia… e allora le filosofie orientali erano assai di moda.
      Non rivendico nessun titolo e non mi pongo su nessun livello, ma alla fine della fiera sono io il mio punto di vista… e penso di trovarmi a mio agio in questo stramaledetto universo, anche se mollarlo non sarà una perdita (nè mia nè dell’universo)… Se non mi sono trovato male qui, figuriamoci “altrove”… nessun universo è costruito per essere del tutto impraticabile: basta conoscerne le leggi e mettersi dalla parte giusta…

  11. Marco

    Scientology 8-8008
    3° capitolo “Universi”

    UN UNIVERSO È DEFINITO come “un intero sistema di cose create”.
    Ci potrebbero essere e ci sono molti universi e ci potrebbero essere molti tipi di universi.

    Per i nostri scopi qui, siamo interessati a due particolari universi.
    Il primo di questi è l’universo MEST, che è la realtà concordata di materia, energia, spazio e tempo che usiamo come punti di ancoraggio e attraverso cui comunichiamo.

    L’altro è il nostro universo personale, che è anch’esso una questione di energia e di spazio.

    Questi due universi sono completamente differenti e si potrebbe dire che la principale confusione ed aberrazione dell’individuo provenga dall’aver confuso l’uno con l’altro.

    Laddove questi due universi si sono incrociati nella mente dell’individuo, troviamo una confusione del controllo e del possesso a causa del fatto che i due universi non si comportano allo stesso modo.

    Anche se ognuno di questi universi è stato a quanto pare costruito con lo stesso modus operandi di qualsiasi altro universo (vale a dire, la creazione di spazio emettendo punti di ancoraggio, e la formazione di forme per mezzo di combinazioni di punti di dimensione), l’universo MEST e l’universo proprio non si comportano allo stesso modo per quella persona.

    L’universo proprio è soggetto a creazione e distruzione immediate, da parte della persona stessa e senza discussione.
    La persona può creare spazio e portarlo in uno “stato permanente”.
    Può creare e combinare le forme in quello spazio e far muovere tali forme.
    E può rendere quel movimento ininterrottamente automatico oppure può regolarlo ogni tanto, o può regolarlo completamente, e tutto tramite postulato.

    L’immagine fatta comparire nell’universo proprio è estremamente chiara.
    La realtà che si ha dell’universo proprio è più nitida e più brillante, caso mai, della realtà che si ha dell’universo MEST.

    Noi chiamiamo l’atteggiamento di una persona verso l’universo proprio, “realtà effettiva” e il suo atteggiamento verso l’universo MEST, dato che è basato sull’accordo, “realtà”.

    A meno che un individuo non sia ad un livello operativo molto elevato, egli pensa che sia necessario usare forza fisica e applicare forze dell’universo MEST alle forze dell’universo MEST per avere azione, movimento e nuove forme.

    La sua attività nell’universo MEST consiste nel gestire l’energia e la sua capacità di esistere nell’universo MEST dipende dalla sua capacità di usare la forza.

    Nell’universo MEST ci troviamo ad affrontare paradossi su paradossi per quanto riguarda il comportamento, poiché il comportamento nell’universo MEST è regolato dallo stimolo-risposta e non dal pensiero o ragionamento analitici.

    L’universo MEST esige da noi un’obbedienza e un accordo completo e totale sotto la minaccia di sterminio.
    Eppure quando si è entrati del tutto in accordo con l’universo MEST, ci si ritrova incapaci di percepirlo con chiarezza.

    Nell’universo proprio, d’altro canto, l’onestà, l’etica, la felicità, il buon comportamento, la giustizia, diventano tutti possibili.

    Uno dei modi di operare dell’universo MEST è quello di essere un universo possessivo.
    E coloro che sono totalmente imbevuti dei principi dell’universo MEST hanno, persino nella migliore delle ipotesi, la meta di eliminare l’universo proprio.

    Nella vita di quasi ogni individuo ha presto inizio un’azione di controllo, in cui la sua immaginazione viene condannata.

    L’universo proprio non è immaginario, ma si potrebbe dire che lo sia.
    E se la sua immaginazione è condannata, allora egli perde la capacità di abbellire la durezza e brutalità dell’universo MEST con speranze e sogni. Quando perde questo, diventa schiavo dell’universo MEST. E, da schiavo, perisce.

    La sua strada verso l’immortalità, quindi, sta in una direzione diversa dal completo accordo servile all’universo MEST e dalla gestione e trasformazione delle forze dell’universo MEST.
    Questa è una questione che è stata sottoposta continuamente a test.

    Ed è profondamente sorprendente per le persone scoprire che la riabilitazione della loro capacità creativa, del loro spazio, delle loro immagini, riabilita anche la loro capacità di stare di fronte all’universo MEST con un atteggiamento forte ed etico.

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