Consapevolezza – Ingo Swann 1999

Siete Scientologist Indipendenti? Pensate con la vostra testa!

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Ieri sera mentre tornavo a casa, un forte temporale si era abbattuto sull’Autostrada .

 Uno Scenario fotografico surreale, tanto che il mix di velocita’, luci e riflessi

ha impressionato nel mio veloce scatto con il telefonino,

un effetto ottico di 3 soli sorgenti tra nuvole di guerra e sereno di pace…..

Questa”irrealta’ ” reale mi ha riportato al presente questo scritto di Ingo Swann,

quindi ve lo giro oggi in questa domenica del giorno dopo…….. (:D)

Di Ingo Swann

20 ottobre 99

ningos

(Ingo Swann durante una mostra al Celebrity Center LA)

Dal sito BiomindSuperpowers

traduzione: Simon Bolivar

Lo scopo centrale di questo saggio è quello di INIZIARE a portare luce una situazione estremamente subdola e nascosta, che circonda continuamente la natura essenziale dei super poteri in un bozzolo di disinformazione.

Questa situazione è così strana, e così apparentemente improbabile, che a un primo approccio queste considerazioni sembrano scandalosamente inappropriate.

E così mi affretto a fare riferimento a una situazione accessoria che è del tutto credibile, perché generalmente si comprende esista, ed è ampiamente confermata da documenti pertinenti e disponibili.

Si tratta di un fatto ben noto che la ricerca e la scoperta per quanto riguarda la natura dei superpoteri non è né incoraggiata, né finanziata nell’ambito del funzionamento delle correnti principali più potenti della società.

Di conseguenza, le forme organizzate di ricerca psichica e parapsicologica sono state lasciate a penzolare, prive di finanziamento e di necessaria interazione accademica. Sono state in costante difficoltà riguardo a qualsiasi autenticità del loro lavoro accumulato nel corso degli ultimi 120 anni della cosiddetta Età Moderna.

L’esclusione e la condanna del Psi, ecc, dai potenti canali della società è così evidente, che in realtà dovrebbe essere considerato come deliberatamente intenzionale nel suo intento generale.

Ovviamente, i potenti canali della società non vogliono un aumento delle conoscenze parapsicologiche costruttive, forse soprattutto per quanto riguarda la telepatia. Se sviluppato in stati elevati di funzionamento, la telepatia sarebbe considerata come invasiva delle menti. E la maggior parte delle strutture di potere della società dipendono dal potere di decisioni segrete, e dal fatto che vengano TENUTE segrete.

Ci sono altre considerazioni sui motivi, alcuni dei quali sono stati in parte presi in considerazione nel presente saggio dal titolo “Osservazione Remota e i suoi scettici.”

Avendo detto quanto sopra, può essere messo in evidenza che le preoccupazioni della società sulla possibile valorizzazione dei superpoteri Psi hanno una storia che risale molto indietro nel tempo, anteriore agli ultimi 120 anni di età moderna.

In questa storia anti-Psi, durante la quale lo sviluppo cognitivo del sapere Psi non è stato voluto, è ovvio che OGNI conoscenza riguardante i fattori che possono contribuire al suo sviluppo, devono essere essi stessi culturalmente soppressi o definitivamente sospesi in confusioni ambigue.

Ci sono molti sottili vuoti di conoscenza a lungo termine, che sono stati perpetuati a tal fine.

Si usa continuamente il termine CONSAPEVOLEZZA, quindi è difficile credere che l’informazione riguardante la sua natura dinamica e completa sia incapsulata in un vuoto di conoscenza.

Sia come sia, tuttavia, è evidente che i tipi di consapevolezza e i tipi di superpoteri non sono solo accessori, ma sono fondamentalmente interattivi l’uno con l’altro.

Così, se la conoscenza effettiva sui superpoteri deve essere soppressa, o almeno distorta in un qualche modo controproducente, allora una efficace conoscenza riguardo la consapevolezza deve essere trattata in modo analogo.

Per aiutare a comprendere meglio questo punto, il termine IMPEDIRE viene definito come: “Interferire con il progresso di, bloccare, ostacolare”.

In questo modo, non solo possiamo pensare in termini di conoscenza impedita o non impedita riguardante i superpoteri, ma anche in termini di consapevolezza impedita o non impedita.

Soppressione sociale della conoscenza sulle facoltà di consapevolezza.

Esistono due ragioni principali per addentrarci nello strano soggetto di questo saggio.

  • Primo: si può pensare che i superpoteri e la gamma della consapevolezza siano così fondamentalmente e strettamente interconnessi che è praticamente impossibile considerarli distanti uno dall’altro.
  • Secondo, è vero che la parola “consapevolezza” viene usata per tutto il tempo. Ma se si fa uno sforzo determinato a scoprire l’esistenza di un ricerca approfondita e la conoscenza accumulata che la riguardano, si può venire a conoscenza di informazioni piuttosto ampie e vuote di conoscenza in questo senso.

Le facoltà e le capacità di consapevolezza sono estremamente strategiche per il funzionamento superlativo, e anche per la sopravvivenza di base, della nostra intera specie, e, naturalmente, per ciascuno dei suoi individui.

In effetti, senza quella che viene chiamata CONSAPEVOLEZZA, saremmo poco più che oscure, cieche creature stimolo-risposta, che reagiscono solamente agli stimoli, ma che non sono in grado di discriminare nulla.

A causa di questa importanza strategica, i vuoti di conoscenza per quanto riguarda le dinamiche di consapevolezza in realtà non dovrebbe esistere in quanto tali.

Pertanto, l’esistenza di vuoti di conoscenza riguardo le facoltà di consapevolezza si devono inquadrare come, rappresentanti una situazione invisibile e profonda di qualche tipo – una nelle quali la mancanza di conoscenza-consapevolezza sembri essere importante e fatta con uno scopo.

Si è ampiamente compreso che menti scientifiche e filosofiche, per così dire, dovrebbe assumere un ruolo attivo in tutte le questioni che sono di estrema e significativa importanza.

Ma la scienza e la filosofia non sono indipendenti degli ambienti sociali in cui si verificano, tanto che senza il sostegno positivo di quegli ambienti, né la scienza né la filosofia possono esistere in modo adeguato.

Quando si parla di “ambienti sociali”, uno è, naturalmente, nella prima ossatura di riferimento parlando di strutture di potere della società, in cui il potere e la sua prosecuzione rappresentano sempre il primo ordine del giorno.

Parlando per metafora, quindi, alle strutture di potere non piace l’emergere di informazioni e conoscenze che potrebbero indebolire o minacciare la loro assunta autenticità e realtà, di cui le forze di potere della società sono state investite.

Pertanto, la determinazione di ciò di cui la conoscenza dovrebbe consistere, o non consistere, è quasi sempre un problema sociale prima che possa essere immessa in menti scientifiche e filosofiche.

E in effetti, da quando Francis Bacon (1561-1626) pronunciò il suo famoso assioma che “La conoscenza stessa è potere“, collegando così i due, si può comprendere, con una certa sicurezza, che le varie strutture di potere iniziarono molto presto a tenere un occhio vigile sulle conoscenze emergenti che avrebbero potuto sia appoggiarle che distruggerle.

In altre parole, prima le strutture di potere della società, POI la scienza e la filosofia – hanno messo in condizione che questa conoscenza limitasse i suoi sforzi secondo le linee guida di potere della società.

In effetti, la conoscenza è potere, o almeno può contribuire a creare e mantenere il potere di chi ce l’ha. Pertanto, non conoscenza o la mancanza di essa toglie potere a chi già è senza potere, in cui un certo tipo di conoscenze/potere sono assenti volutamente per intenzione e disegno.

E’ quindi abbastanza chiaro che la consapevolezza è molto strettamente legata al potere e allo status di potere. Ciò che non è così chiaro, tuttavia, è che certi tipi di consapevolezza sono più pertinenti al potere  rispetto ad altri tipi.

Per sviscerare un po’ la natura di ciò che è coinvolto lungo queste linee, si deve solo prendere in considerazione cosa, a livello individuale, vari INCREMENTI della consapevolezza funzionale potrebbero far presagire a sistemi sociali e le loro strutture di potere stratificate.

Ogni esame competente di tali strutture di potere, rivela rapidamente che la loro esistenza dipende sul mantenere questa o quella misura di fattori di consapevolezza non operativa delle masse.

Naturalmente, ci sono molti modi per raggiungere questo obiettivo, e su molti livelli diversi. Ma un modo davvero efficace è semplicemente quello di sopprimere e rimuovere l’intero argomento della consapevolezza dallo studio costruttivo – in modo che, in poche parole, la conoscenza della consapevolezza attiva non possa giungere giù, nell’intelligenza priva di potere delle masse.

In ogni caso, mentre gran parte delle informazioni in questo sito si possono considerare all’interno di contesti ipotetici, il rapporto diretto tra la consapevolezza e il superpotere è così evidente che ha una base solida come il cemento.

Se, tuttavia, si desidera individuare pacchetti di informazioni rilevanti per rafforzare questo cemento, alla fine si scoprono  tre fatti:

  • Tantissime informazioni sono disponibili riguardo all’esistenza dei superpoteri, ma
  • le informazioni riguardo alla consapevolezza sono così rare da essere quasi inesistenti, e
  • Negli approcci convenzionali della società ai superpoteri, attraverso la parapsicologia stessa, non vi è alcun collegamento tra la consapevolezza e i superpoteri – anche se la chiaroveggenza e la telepatia, per esempio, possono essere viste come diversi tipi specializzati di consapevolezza.

Ma oltre i parametri della parapsicologia, ci sono ragioni più grandi e ben identificabili per questo.

A livello della società, al di là di alcune definizioni del dizionario piuttosto brevi per CONSAPEVOLE e CONSAPEVOLEZZA, e, ovviamente troncate, non ci sono studi approfonditi per quanto riguarda la loro essenza, la natura, il funzionamento e i molteplici fenomeni nella scienza, nella filosofia, nella sociologia e persino in antropologia.

Pertanto, il vuoto di informazione circa la natura della consapevolezza va oltre le sue implicazioni nella parapsicologia. In effetti, il vuoto è universalmente presente in tutti gli approcci modernisti alla conoscenza, e soprattutto per quanto riguarda gli sforzi che hanno qualcosa a che fare con il potere e il potenziamento.

La Consapevolezza e i Superpoteri della biomente

Non vi è dubbio che nel loro primo o primario grado, i vari tipi di superpoteri consistono in vari tipi di “unità”  di natura interiore che possono esistere in almeno tre stati identificabili:

(1) attivi

(2) inattivi

(3) bloccati, impediti o desensibilizzati.

Quindi, se si esaminano per esaminare i fenomeni e le funzioni riguardanti i superpoteri, ma non si esaminano gli spettri di consapevolezza che a loro sono intimamente connessi, il prodotto finale può manifestarsi come attivazioni molto piccole riguardo ai superpoteri.

Il totale di questo risulta in due equazioni molto semplici:

(a) La carenza di attivazioni di consapevolezza equivale a nessuna attivazione o riconoscimento di superpoteri.
(b) Conoscenza e consapevolezza organizzata e espansione equivalgono ad un aumento di riconoscimento e attivazione dei superpoteri.

Alla luce di quanto sopra, se si dovesse aprire una scuola o un centro per lo sviluppo dei superpoteri, il suo Corso di base si dovrebbe concentrare sulla natura della consapevolezza, e includere metodi per migliorare e ampliare non solo la sua gamma, ma il suo intero panorama.

Detto questo, quindi, ci sono ragioni precise per introdurre questo soggetto della consapevolezza in questi saggi riguardanti i superpoteri:

  • I superpoteri implicano queste facoltà di consapevolezza della biomente, che possono trascendere i limiti conosciuti e i fattori fisici dello Spazio, del Tempo, della Materia e dell’Energia.
  • E’ del tutto difficile comprendere come le facoltà della biomente possano raggiungere il superamento SE NON INCORPORANO CONSAPEVOLEZZE ESSENZIALI E SPECIFICHE che comprendono un numero di specie e varietà
  • Se si toglie la consapevolezza dai superpoteri, NON SI AVRANNO superpoteri
  • Se si discutono e si studiano i superpoteri, come qualcosa di diverso da specifici tipi di moduli di consapevolezza, i superpoteri non diventeranno attivi volontariamente.
  • Coloro che possiedono una qualche forma di “superpotere naturale” in funzione, ovviamente hanno una attivazione “naturale” degli appropriati moduli di consapevolezza.

Moduli di consapevolezza impedita vs non impedita.

Una delle funzioni centrali di questo saggio è quello di considerare ipoteticamente possibile l’esistenza, ma molto sottile, di tre fattori. La loro esistenza è di grande importanza per i superpoteri della biomente umana.

I tre fattori sono:

(1)   L’esistenza ipotetica di qualcosa che, per mancanza di termini più precisi, si potrebbe chiamare consapevolezza senza impedimenti o silenziosa.

(2)   Se si può supporre che la consapevolezza libera possa o potrebbe esistere, allora si può dimostrare che le attuali raccolte sulle conoscenza moderna sono costruite in modo da girarci intorno. Il risultato sarebbe che la conoscenza di questo non solo viene sempre evitata, ma cancellata.

(3)   Che le modalità e gli strumenti devono essere messi in modo da evitare la conoscenza e la sua scoperta, pertanto l’uso e il significato del termine cospirazione non può essere negato – anche se le fonti esatte di tale cospirazione non possano venire scoperte interamente tramite supposizioni convenzionali.

La nostra specie come una forma di vita consapevole vs la nostra specie come meccanismo stimolo risposta

Qui potremmo soffermarci a chiederci ancora una volta ciò che la nostra specie, e i suoi singoli individui, sarebbero se NON possedessero vari tipi e gamme di consapevolezza, ciascuno dei quali può essere molto ampio.

In effetti, senza i suoi vasti insiemi di fattori di consapevolezza, ogni biomente palpitante non sarebbe molto più che un palpitante ammasso di fango. In effetti, si potrebbe eliminare la parte della mente dalla considerazione, finendo con la parte bio che è poco più di un affare stimolo-risposta, a dire molto.

Lungo queste linee di pensiero, gli sforzi per stabilire che l’uomo è solo un affare stimolo-risposta sono fittamente intrecciati in pacchetti di conoscenza modernisti, attraverso i quali sono stati fatti tentativi di codificare ciò che è la conoscenza di noi stessi e ciò che non lo è.

I tentativi di erigere una immagine di esseri umani come esseri solo a stimolo-risposta sono raggruppati sotto al titolo generale di “comportamentismo”, o scienze e filosofie comportamentistiche.

Le definizioni di comportamentismo differiscono leggermente, ma sono comunque coerenti nel concetto.

WEBSTER’S (1967) indica che: il COMPORTAMENTISMO è,

“una dottrina che sostiene che i dati in possesso della psicologia consistono nella prova osservabile di attività orgasmica con l’esclusione dei dati introspettivi o riferimenti alla coscienza e alla mente.”

[Cioè, ad esclusione delle facoltà di consapevolezza.]

L’ENCICLOPEDIA DI FILOSOFIA (1967) ci indica inoltre:

“… il comportamentismo, come teoria filosofica, è vecchia come il materialismo riduttivo [ed è definita come un tentativo] di interpretare tutti gli stati mentali in termini di materia in movimento.”

Inoltre, la quinta edizione (1981) del DIZIONARIO PSICHIATRICO (. RJ Campbell, ndr) indica che:

“Il comportamentismo afferma che ‘la coscienza’ non è né definibile né un concetto utilizzabile, che è semplicemente un’altra parola per “l‘anima” dei tempi più antichi … il comportamentismo classico afferma che tutto il comportamento è da intendersi in termini di stimolo-risposta, l’organismo [cioè, l’essere umano] è dunque essenzialmente passivo e può solo reagire alla stimolazione “.

 (NOTA: Nel contesto di quanto sopra, abbiate il piacere di ricordare l’uso delle parole
“Essenzialmente passivo e può solo reagire a stimoli” .)

Nel loro senso collettivo, le tre definizioni di cui sopra possono essere semplificate nel seguente modo.

Sarebbe evidente che la consapevolezza e la coscienza hanno qualcosa a che fare l’uno con l’altra. Se sostituiamo CONSAPEVOLEZZA col termine COSCIENZA, possiamo concludere che la consapevolezza è anche “un concetto non utilizzabile all’interno del modello di comportamentismo”.

È almeno in parte legittimo fare questa leggera sostituzione, dato che la coscienza è spiegata come uno dei sinonimi di consapevolezza, come vedremo poco più avanti.

Al di là del comportamentismo, una immagine generale, e più grande, della storia umana stabilisce chiaramente che i parametri più piccoli e più grandi della consapevolezza spesso hanno avuto un ruolo di sopravvivenza estremamente importante, e continuano a farlo.

Questo è fortemente indicativo della premessa perfettamente logica che, per quanto l’essere umano “organismo” potrebbe essere spiegato o concepito diversamente, sarebbe necessario integrare gli elementi della consapevolezza, piuttosto che abolirli o cestinarli.

Questo per dire, che questi elementi devono necessariamente essere inseriti – se si vuole assumere un quadro di noi stessi come qualcosa al di là degli stati di stimolo-risposta sull’addestramento igienico e sul mangiare terra, perché lo stimolo della fame richiede una risposta.

Come un qualcosa di prettamente delizioso messo a parte, sembra che specifici campioni umani soffrano di cancellazione e sottrazione di consapevolezza – sottrazioni  che potrebbero essere insite in non pochi comportamentismi.

Sia come sia, l’opportunità di parametri avanzati di consapevolezza non è negato da altri esemplari – per esempio quelli proni ad avere una intelligenza e così via, e quelli intenti a salire scalini aziendali.

La Consapevolezza espansa può tornare utile. Non si può salire una scala aziendale solo con un meccanismo stimolo-risposta.

La relazione tra moduli di consapevolezza e l’intelligenza umana.

L’esistenza della consapevolezza si presume essere uno dei principali criteri per la definizione della nostra specie, che a volte si manifesta con attributi piuttosto impressionanti di intelligenza generica – il cui funzionamento è piuttosto dipendente da alcuni quantum di consapevolezza, per quanto minima o minuscola.

È quasi impossibile tentare di prendere in considerazione l’intelligenza senza considerare anche gli attributi di consapevolezza NECESSARI, su cui ogni sua forma può essere inserita.

Anche le normali routine stimolo risposta di ogni forma igienica richiedono un minimo di intelligenza per rendere attivo il riconoscimento consapevole di certe attività concepite a tale scopo.

Consideratela in questo modo, è chiaro che la consapevolezza e l’intelligenza vanno mano nella mano. È del tutto possibile che una non possa esistere senza l’altra.

È anche eticamente e razionalmente possibile pensare che la Consapevolezza e l’intelligenza siano due facce della stessa medaglia.

In questo senso, quindi, mentre enormi quantità di ricerca culturale, filosofica e scientifica del periodo illuminato moderno sono stati specificamente dedicati a cercare di esaminare la natura dell’intelligenza, quasi nessuna attenzione investigativa è stata rivolta alle concomitanti necessità della consapevolezza (questo, naturalmente, è un altro vuoto di conoscenza per quanto riguarda la consapevolezza.)…

Come la società evita i temi riguardanti la consapevolezza

Per ribadire, c’è un vecchio detto che dice che, occasionalmente si può riconoscere qualcosa per la sua voluminosa o fragorosa assenza. Il tema della consapevolezza rientra chiaramente nella categoria del sottile assenteismo.

Come esempio di assenteismo prolifico, non si trova nessun riferimento alla CONSAPEVOLEZZA in nessun compendio scientifico o in autorevoli risorse scientifiche.

Il tema della CONSAPEVOLEZZA è altrettanto assente da compendi e risorse psicologiche, mentre il termine stesso non compare quasi mai nei loro indici.

Per quanto riguarda gli studi e le teorie filosofiche, l’estremamente inclusiva ENCICLOPEDIA DELLA FILOSOFIA (1967) non ha una voce per la consapevolezza. Tuttavia, il termine è citato cinque volte l’indice cumulativo dell’Enciclopedia di otto volumi.

Ma dal momento che gli otto volumi presi insieme ammontano a circa 4.000 pagine a doppia colonna, cinque menzioni di consapevolezza nell’indice si può assumere siano come una prova di estrema emarginazione o come un buco nell’insieme filosofico.

Detto in un altro puzzolente modo, una possibile ragione per l’assenteismo della consapevolezza nelle intere prospettive filosofiche è che i filosofi, in qualche modo simili ai comportamentisti, potrebbero non averne avuto bisogno in quantità eccessiva.

Tornando brevemente al tema della parapsicologia, ecc, mentre molto si può dire per i molti e vari argomenti che sono emersi in questa ricerca, il filo nascosto che li lega tutti in un’unica bobina, ovviamente, sono le diverse forme di consapevolezza, e i suoi vari stati e condizioni.

E così, si può mettere in evidenza che, sebbene le varie categorie di Psi, ovviamente, sono costituite da una serie di parametri di consapevolezza e poco altro, nessuna voce per la consapevolezza si trova in compendi organizzati di termini psichici o parapsicologici e nemmeno nella loro nomenclatura.

Tutto questo si somma al fatto che i concetti più intimi di CONSPEVOLE e di CONSAPEVOLEZZA sono talmente tabù che non sono neppure menzionati come tabù.

Questo, sembra essere più o meno equiparato a un tabù tabù, il quale significa un ultra tabù.

In questo modo, la storia dei fenomeni di consapevolezza è quasi completamente e costantemente segnata, non solo da uno sforzo di decostruzione del tema stesso, ma anche per condannare, distorcere e torturare o punire, e allo stesso modo per decostruire e cancellare qualsiasi approccio organizzato per il suo studio.

                                                                                                                                                                                                                                                                                           Ingo Swann

32 commenti

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32 risposte a “Consapevolezza – Ingo Swann 1999

  1. David F.

    Molto interessante.
    Però… ci si chiede se questo saggio continui, oppure se sia finito così.

  2. Luigi Cosivi

    La chiesa ufficiale non promette alcun esito dai procedimenti, di contro pubblica continuamente Successi ( occasionali) eccellenti che attraggono . In seduta spesso , senza citare la fonte, ti viene detto che certe cose non si fanno. Super power, come promessa mai mantenuta, attira come forse nessun altra, forse più dei livelli OT sopra l’VIII che evidentemente non hanno.
    PERCHE’?
    L’ipotesi più semplice: drenaggio e cattura degli esseri più consapevoli, mantenerli altrui determinati, rovinarli qui e la.Alcuni muoiono anzitempo, è sufficiente un rifiuto di un item ( sono proibiti tutti gli Scientologi di un certo rilievo) in un maneggiamento PTS. Altri scappano rinunciando a seguire una strada ormai corrotta, altri ancora, con le unghie ed i denti , in qualche modo riescono a mantenere in vita Scientology.
    Ingo ha identificato i CHI? A capo di Scientology ufficiale c’è un ex funzionario dell’IRS, nelle sue mani qualche burattino come DM, tanti PTS ammalati con la divisa e non. Quanto paventava e subiva LRH fin dal 1950 è accaduto, il POTERE ha fermato Scientology.
    Fortunatamente non del tutto, ma ci vorranno molti anni per renderla disponibile nuovamente a tutti.

    • Marco

      Tutto vero quello che dici Luigi, la chie$a è probabilmente in azione per fermare ed intrappolare (quando invece non li fa morire con le loro azioni out tech) gli Esseri che più di altri intuiscono/percepiscono che “ci si può provare” (a diventare liberi… grande sogno dimenticato dai più, anche se è grande impresa non così semplice come ci diceva la chie$a).
      Questa è una delle cose più odiose: fermano ed intrappolano gli Esseri migliori.
      È un po’ come certe retate che venivano fatte in tempi e luoghi lontani (forse nemmeno così tanto lontani)… chi ci rimetteva erano/sono gli Esseri che non si conformavano e/o che speravano in un miglioramento.

      In quello che succede adesso nella chie$a forse c’è in più l’inganno: “l’aiuto che viene offerto pian piano diventa tradimento”… un odioso tradimento.

      Io penso però che i più delle persone, e penso siano anche le migliori, siano riusciti a capire l’inganno e se ne sono fuori usciti… credo.

      Di sicuro so che tra gli indipendenti ci sono le migliori intenzioni.

      HCO BULLETIN dell’ 8 MAGGIO 1963
      LA NATURA DELL’IMPLANT

      “L’implantare era una attività portata avanti per prevenire le ritorsioni da persone che erano state giustiziate, per liberarsi dagli eserciti che erano stati fatti prigionieri e bloccare il loro ritorno a casa come thetan, per liberarsi dell’”eccesso di popolazione”, per “adattare” un thetan ad un progetto di colonizzazione, per dissuadere i rivoluzionari, semplicemente per implantare, e molte altre ragioni.

      Gli implant non sono necessariamente il lavoro di qualche scellerato o di un pazzo, ma una combinazione di solenni sforzi scientifici, di attenti e dedicati personaggi politici, di uomini di cultura, psicologi e tecnici, che lavorano per ordine di nazioni che hanno una visione molto limitata.

      Come loro facciano a scusare questa attività probabilmente sarebbe di per se stesso uno studio molto interessante.

      Che l’intenzione non sia a beneficio di nessuno è testimoniata dal fatto che molti degli scopi che vengono implantati in quel modo, dettano attività criminali.

      Gli implant hanno come risultato una vasta gamma di malattie, apatia, degradazione, neurosi e pazzia e sono la causa principale di tutte queste cose nell’uomo.
      ……………………

      Conosciamo quanto conoscono gli implanter? Sì.

      Noi sappiamo di più sulla vita e le sue leggi e su questo universo di quanto ne sappiano coloro che hanno implantato.
      ……………..

      Nel profondo un thetan su questo pianeta sa che a lui o a lei sono stati dati dei falsi scopi e mandato qui in disgrazia.
      E questo è confermato dall’entusiasmo con il quale un pc cancellerà “il suo scopo”.

      Se lasciate che un auditor sbagli e che forzi o che confonda il pc, vedrete che quel pc istantaneamente tornerà a quegli stati d’animo che sperimentò durante il vero implant, che sono, tra gli altri: rabbia, paura, apatia, mischiati con una sensazione di degradazione e di tradimento.

      Il pc istantaneamente sente che sta essendo implantato di nuovo.
      ……………..

      Una delle prime reazioni che si hanno quando si viene a conoscenza di queste notizie è lo sgomento, il sentirsi traditi, ecc.
      Io mi sono sentito allo stesso modo quando l’ho scoperto.
      Poi ho capito che quelle emozioni provenivano dagli implant stessi.

      Uno si deve sentire sgomento e tradito quando capisce la cosa. E questo fa sì che non possa essere risolto e lascia l’individuo intrappolato.
      La reazione è semplicemente parte della trappola.
      ………….

      Un implant è fatto in modo da essere difficile da risolvere e deve confondere. Siamo riusciti a venirne a capo scoprendo quale è il loro schema.
      Ma non aspettatevi che il bank non confonda ancora il pc.

      Lasciate che il pc comprenda qualsiasi situazione che lo confonde, prima di forzare il pc ad entrarci dentro.
      …………..

      Quando esci da qualsiasi peggioramento nel quale ti ha ficcato, datti da fare e passaci attraverso.

      L. RON HUBBARD

  3. Giordano Bruno

    Carissimi,
    secondo Hubbard il potere è la capacità di mantenere una posizione nello spazio, così come la capacità di stare di fronte a qualsiasi cosa.
    Credo che il potere sia anche qualcosa di più (non dimentichiamoci che esiste una scala dello stare di fronte), come ad esempio l’abilità di avviare-cambiare-fermare qualsiasi cosa a volontà. Il potere, quindi, sembra molto collegato al controllo, ossia alla possibilità di padroneggiare a volontà qualsiasi cosa. E sappiamo che conoscenza-esponsabilità-controllo sono interdipendenti fra loro nel triangolo di KRC.
    Ma il potere è anche la capacità di raggiungere, quindi di avere ciò che si vuole. Per comprendere il possibile sviluppo del potere, quindi, si dovrebbero confrontare fra loro le scale dello stare di fronte, dell’avere e della sapienza.
    Come il triangolo di ARC significa “comprensione”, a mio avviso, il triangolo di KRC significa “competenza”: e, come tale, credo sia l’unica forma evolutiva del potere, inteso come abilità o capacità.
    “Potere” significa avere la capacità procurarsi i mezzi per raggiungere i propri scopi e, quindi, di creare e produrre a piacimento tutto ciò di cui si ha bisogno o che si vuole.
    Vi possono essere anche altre forme di potere a prescindere dal triangolo di KRC, come ad esempio quello ottenuto in modi illegittimi o fortuiti, come chi riesce ad ottenere i mezzi, per raggiungere i propri scopi, usurpandoli o ereditandoli da qualcun altro. Ma credo che soltanto il potere acquisito grazie allo sviluppo del triangolo di KRC possa considerarsi una conquista stabile ed evolutiva.
    Ovviamente il triangolo di KRC e di ARC sono interconnessi fra loro, dato che è possibile sviluppare la conoscenza-responsabilità-controllo di una questione soltanto se con essa vi è una buona affinità-realtà-comunicazione.
    Un caro saluto,
    G.B.

    • Giordano Bruno

      Marco, hai in italiano l’HCO POLICY LETTER OF 18 FEBRUARY 1972?
      Grazie,
      G.B.

      • Marco

        Mi spiace Giordano, ma nel computer ho alcune cose…, ma non moltissimo. Solo all’occorrenza , e se ce l’ho in qualche pacco, riesco a scannarizzare e quotare.
        La Policy che mi chiedi non so cosa sia; solo con la data non riesco a risalire (non ho un’ordine di data).
        Dovresti dirmi meglio dirmi cos’è e dov’è?

  4. HUBBARD COMMUNICATIONS OFFICE
    Saint Hill Manor, East Grinstead, Sussex
    HCO BULLETIN OF 18 FEBRUARY 1972
    Issue I
    Remimeo
    FALSE TA ADDITION 3
    (There are now four False TA HCO Bs including this one.
    These were issued as more data was uncovered.)
    HCO B 24 Oct 71 False TA
    HCO B 12 Nov 71 False TA Addition
    HCO B 15 Feb 72 False TA Addition 2
    and this one
    HCO B 18 Feb 72 False TA Addition 3
    A meter is a meter.
    Meters are used to measure water, natural gas, and many other things.
    An E meter is used to measure a pc.
    If you rig a meter up so as to falsify its reads you get a wrong result.
    You could rig up a water meter so it read that twice as much water had flowed and
    then sit around and wonder all week why the swimming pool never filled up.
    The ACCURACY of a meter depends upon its being honestly set up and honestly
    used.
    The HONESTY of the auditor determines his results.
    The whole field of psychotherapy was dishonest from the days of witch doctors
    to psychiatry. Falsified data came from lack of knowledge of the mind. This made its
    practitioners DISHONEST.
    We do not and must not follow that fatal road.
    The technology we have WORKS to definite positive predictable results.
    Results are obtained if the auditor has honestly studied and understood his
    materials and honestly applies them.
    Falsifying study leads to falsifying meters and this gives bad results on pcs.
    HONEST use of the materials and the meter gives an honest result.
    One who does not know his materials and who cannot do his drills then thinks he
    has to make a meter cheat.
    HONEST use of the meter by an HONEST auditor is the route to GOOD
    RESULTS.
    LOW TAs
    A bad practice has arisen to “beat” the low TA.
    26
    This is to have the pc wipe his hands every few minutes to get the TA up above
    2.0.
    Not only does this distract the pc and yank him out of session, but it is by
    inference putting his attention on the meter, a thing a good auditor does NOT do in a
    formal session. The pc’s attention must be on his own case in a session, not on the
    meter or his hands.
    An answer to low TA because of wet hands is foot plates.
    But the best answer is to get the pc up scale so he doesn’t have perspiring hands.
    Overwhelming TRs is the commonest reason for low TAs. Not all the hand
    wiping in the world will cure poor TRs.
    Some auditors “spook” (leap off the road like a horse frightened by something
    blowing along) at the very thought of high or low TAs. This is because they haven’t
    got the TRs to handle a low TA nor the tech to handle a high one.
    Making a meter read falsely low with cream or falsely high with talcum powder or
    wiping hands continually will not handle the pc’s CASE.
    That is what the auditor is there to do, not make his session look good!
    The funniest one I have ever heard was a Solo auditor who had high TA trouble.
    So he used to fill up a bathtub with scalding water, fill the bathroom full of clouds of
    steam and then sit in the bath, holding onto his electrodes “Solo auditing”.
    It gave him a lower TA but it sure didn’t give him any case result.
    We maybe ought to have a contest as to who can come up with the most comical
    actual instances of falsifying meter reads.
    One “auditor” “solved it” by just calling F/Ns whenever she got tired of the pc
    regardless of TA position. After a year or more of this she saw the light and put herself
    in Ethics.
    The funny part is that her co-auditor had been doing the same thing on her!
    HONEST TA IS THE BEST POLICY.
    L. RON HUBBARD

  5. HUBBARD COMMUNICATIONS OFFICE
    SAINT HILL MANOR, EAST GRINSTEAD, SUSSEX
    HCO POLICY LETTER DEL 18 FEBBRAIO 1972
    REMIMEO
    SERIE DELL’EXECUTIVE N. 8
    IL TRIANGOLO SUPERIORE
    La spiegazione del simbolo di Scientology, la S con il doppio triangolo, dovrebbe
    essere più ampiamente conosciuta.
    E gli executive dovrebbero conoscerla molto bene.
    Ci sono due triangoli sui quali si sovrappone una S.
    La “S” rappresenta Scientology, che deriva dalla parola “SCIO” (cioè “conoscere”,
    nel senso più completo).
    Il triangolo inferiore è il triangolo di A-R-C, i cui vertici sono costituiti da AFFINITÀ,
    REALTÀ e COMUNICAZIONE. Questi sono tre elementi che, nell’insieme,
    equivalgono a COMPRENSIONE.
    Il triangolo superiore si applica in modo particolare a un executive, ma vale anche
    per tutti gli Scientologist. Non è conosciuto molto diffusamente.
    È il triangolo K-R-C. I suoi vertici sono K (dall’inglese knowledge) per CONOSCENZA,
    R per RESPONSABILITÀ e C per CONTROLLO.
    È difficile essere responsabili per qualcosa o controllare qualcosa, a meno che non
    se ne abbia una certa CONOSCENZA.
    È stupido cercare di controllare qualcosa o anche di conoscere qualcosa, senza
    RESPONSABILITÀ.
    È arduo conoscere completamente qualcosa o essere responsabili di qualcosa su
    cui non si ha nessun CONTROLLO: potreste rimanerne sopraffatti.
    Naturalmente, un essere può fuggire dalla vita (fare blow) e andare a rifugiarsi
    sulla faccia nascosta della luna, senza fare niente e pensare a niente. In tal caso, non
    avrebbe bisogno di conoscere alcunché, di essere responsabile di alcunché e di controllare
    alcunché. Sarebbe anche infelice e sarebbe decisamente morto, per quanto
    riguarda se stesso e tutti gli altri. Ma dato che non si può uccidere un thetan, è impossibile
    mantenere tale stato e la via del ritorno può essere terribile.
    La via d’uscita dalla morte, dall’apatia o dall’inazione, consiste nel CONOSCERE
    qualcosa sulla scena, assumersi una certa RESPONSABILITÀ dello stato in cui ci si
    trova e della situazione, e CONTROLLARE se stessi fino al punto in cui un certo controllo
    subentra nella situazione e la migliora. Quindi CONOSCERE i motivi per cui la
    situazione si era guastata, assumersene la RESPONSABILITÀ, e CONTROLLARLA
    quanto basta per farla avvicinare ulteriormente a una scena ideale.
    A poco a poco, si può far andare qualunque cosa per il verso giusto
    AUMENTANDO LA CONOSCENZA nell’ambito di tutte le dinamiche,
    AUMENTANDO LA RESPONSABILITÀ nell’ambito di tutte le dinamiche,
    AUMENTANDO IL CONTROLLO nell’ambito di tutte le dinamiche.
    Se si affronta qualunque situazione in cui ci si trova basandosi su questo principio,
    generalmente si avrà successo.
    Pare che il feldmaresciallo Montgomery abbia detto che l’attitudine al comando è
    costituita da “conoscenza, forza di volontà, spirito d’iniziativa e coraggio”. È scontato
    che queste siano qualità positive in un uomo. Era un buon consiglio, ma non offriva
    una via d’uscita o un modo di AUMENTARE le proprie capacità.
    Il triangolo di KRC si comporta come il triangolo di ARC. Quando un angolo viene
    innalzato, anche gli altri due crescono.
    La maggior parte dei thetan ha una pessima opinione delle proprie capacità
    rispetto a quelle che egli possiede effettivamente. Difficilmente un thetan si considera
    in grado di fare ciò di cui in realtà è capace.
    Accrescendo gradualmente ogni angolo del triangolo di KRC, ignorando le sconfitte
    e rendendo stabili le vittorie, un essere alla fine scopre il proprio potere e la propria
    padronanza della vita.
    Vale la pena di conoscere il secondo triangolo del simbolo di Scientology.
    L’interazione migliore si ottiene quando lo si usa con grande ARC. A quel punto i
    due triangoli si congiungono.
    Come ogni cosa in Scientology, questo triangolo esiste per essere usato.
    L. RON HUBBARD
    FONDATORE
    (Nota: per ottenere molte più informazioni su questo argomento, procuratevi e
    ascoltate il nastro di LRH “Zone di controllo e la responsabilità dei governi”,
    N. 6001C03 SMC N. 7, Congresso sullo stato dell’uomo, 1960. Questo nastro fa parte
    anche del foglio di verifica di Classe X. – LRH)

    • i puntini di Diogene...

      Quando le Parole SONO la Musica… LRH è un Grande Compositore…
      Ma parlando di Triangoli… arriveremo mai a quello della Santissima Trinità? Pensateci! Non sono blasfemo… ne hanno discusso per secoli i massimi esponenti del Cristianesimo…
      Che c’entrino qualcosa la Consapevolezza, la Creatività, l’Amore? Certo non sono le parole giuste… ma gli Angeli cantano musiche che a noi arrivano appena sussurrate…

      • Giordano Bruno

        Credo che ogni religione abbia le sue Trinità. Sarebbe molto interessante paragonarle fra loro… Ma forse quelle di Hubbard sono proprio il frutto di questo confronto.
        Un caro saluto,
        G.B.

    • Giordano Bruno

      Eccolo qua. Grazie!

  6. Candido

    Io ho il sospetto, ma non solo io, che la Trinità Cristiana, sia stato un trucchetto dei padri fondatori, che accodandosi, al clero ebraico, hanno eliminato la donna dal contesto divino. In effetti nei culti cosiddetti pagani la Dea madre creatrice della vita era al centro della loro cosmogonia. Padre, Madre e Figlio sembrerebbe più logico… ma questa è un’altra storia!

    • i puntini di Diogene...

      D’accordo, Candido… ma questo è interessante per la Storia o la Religiosità o il Controllo delle Masse… Un vero “strumento magico” aumenta a dismisura il potenziale di chi lo usa con perizia… a livello spirituale ha in primo luogo a che fare con la Consapevolezza e può essere espresso in una formula, un codice, un’astrazione che va interpretata ai vari stati di esistenza o ai diversi livelli di applicazione…
      Fra i più antichi strumenti troviamo i Triangoli Magici e le Sfere Magiche, derivati da complessi studi matematici ma intuitivamente semplici da comprendere quando vengono ri-applicati al vivere…
      La figura geometrica del triangolo ha fra le sue peculiarità quella di modificare proporzionalmente tutte le sue misure strutturali quando se ne modifica una sola… ed ecco che i Triangoli Magici (come quelli di Scn) non sono più rappresentazioni simboliche, ma conoscenze pratiche, escono dall’ambito mistico e costruiscono mondi reali…
      Il nostro universo non è piatto, è multidimensionale… se proprio qualcuno ha difficoltà coi parallelepipedi, pensi ad una sfera: almeno lì tutti gli innumerevoli punti convergono verso un unico centro…
      Ma quante sfere ci stanno in una sfera che si espande?

      • Giordano Bruno

        Caro Diogene,
        vedo che te ne intendi. E’ proprio così, la Scienza dei Triangoli era nota ai sacerdoti egizi che la ereditarono dagli atlantidei. E’ proprio in Egitto che Pitagora apprese questa scienza mistica. Questa tradizione poi è risalita fino a noi attraverso l’alchimia e l’esoterismo della massoneria e dei rosacroce. Ancora oggi è nota nella Teosofia (il capitolo 3 del 3° volume dei Sette Raggi di Alice Bailey è proprio intitolato “La Scienza dei Triangoli”: http://www.bailey.it/images/alice-bailey/TRATTATO-DEI-7-RAGGI-Vol3.pdf).
        Un caro saluto,
        G.B.

        • i puntini di Diogene...

          Ti ringrazio per l’interessante link.
          In fondo, siamo tutti figli delle stelle… bastardo più bastardo meno…

  7. QUALCUNO HA QUALCHE RIFERIMENTO PER RISPONDERE A QUESTO QUESITO ? :

    ciao Francesco,
    mi serve il tuo prezioso aiuto.
    ricordo di comunicazioni tempo addietro,
    che dicevano circa così:
    ” se uno non ha un dato se lo inventa”
    o roba simile.
    Mi servirebbe capire il concetto perchè devo applicarlo …….
    Hai idea dove il vecchio abbia detto questa cosa?
    Se puoi fammi saper, grazie.
    Buona giornata

    • Giordano Bruno

      “If you only could see a Black Five operate you would see that his barriers are all erected toward knowing something. Of course he is very afraid of being told something bad, and so doesn’t want to be told anything at all, and when the auditor gives him a command he never receives the command as given, but does something else. He has a block up against knowingness to such a degree that he will eventually permit himself to be pressed into complete inactive stupidity. What are those black screens for? Basically
      to keep him from knowing. Knowing what? Then one will have to look closely at the definition of a datum. A datum is an invention which has become agreed upon and so solidified. In other words, a datum is to some degree a solidity, even if it is merely a symbol. To get into this state it has to be agreed upon. When it is thoroughly agreed upon it becomes, then, a truth. It is not at all a truth. It is an invention. What made it sure or what made it real was the fact that it was agreed upon. This opens the doors
      further to other processes”.
      LRH, P.A.B. No. 49, 1 April 1955, THE REMEDY OF HAVINGNESS

      • i puntini di Diogene...

        Ottimo riferimento, G.B. (mi auguro l’inglese non sia una barriera)…
        Girando l’argomento in senso positivo (o pratico) un dato serve per allineare (o concatenare) altri dati e ciò sta alla base della teoria del Dato Stabile, che non deve necessariamente essere “verità” ma vero per chi lo adotta…
        Quindi, se qualcuno non ha un dato relativo a qualcosa, se lo può inventare o prenderlo provvisoriamente in prestito… esiste l’ipotesi, il postulato… e, ovviamente, la grande balla…

        • paolo facchinetti

          Bisognerebbe sapere che cosa ci sta dietro il quesito trasmesso da Francesco e dove il suo interlocutore pensa di applicarlo. Se l’idea è che uno può inventarsi un dato perché non trova una reference, o per adattare un procedimento a un sua particolare esigenza, beh allora non credo che LRH abbia mai detto nulla del genere. Approfondiamo! Per quel che riguarda la discussione… diciamo così…. filosofica, un dato è sempre la descrizione mentale di un qualcosa o di un’dea non è mai la cosa o l’idea stessa.

          • Giordano Bruno

            Concordo con Paolo. Anche perché un dato è anche “qualsiasi cosa della quale una persona potrebbe divenire consapevole, sia che esistesse già, sia che l’abbia creata lei stessa” (Scientology 8-8008). Quindi per il Thetan non fa alcuna differenza quanto un dato sia corrispondente alla verità o alla realtà, perché se è lui a crearlo ha comunque il suo accordo… e quindi è vero.
            Un caro saluto,
            G.B.

    • Marco

      Francesco, credo che quello che cerca la persona che ti ha contattato sia nel pacco dello Student Hat, lo ricordo anch’io, diceva in effetti più o meno come ricorda la persona: “se manca un dato, che gli serve, una persona se lo inventa”.
      Credo abbia a che fare con quello che ricorda Diogene: “che in una confusione devi fermare un dato ed allineare gli altri a quello” , anche se spesso in una confusione non becchi mai il dato corretto su cui allinearti.

      Ho trovato anche questo paragrafo di Ron, mi sembra interessante… anche questo potrebbe essere un dato su cui allinearsi 🙂

      CONFERENZA DA “ I FATTORI”
      ANALISI DI DIANETICS, SCIENTOLOGY E PARA-DIANETICS/SCIENTOLOGY 23 MARZO 1953

      “Sapete che il test della ricerca è questo – questo immediatamente vi dirà se una ricerca è fatta bene o fatta in modo mediocre – il test è questo: il ricercatore si adopera a screditare i propri dati con lo stesso impegno con cui si adopera a dimostrarli? Se lo fa, è un ricercatore onesto.

      Ma se è cosi innamorato di un dato da doverselo stringere al petto, da non osare neppure guardarlo o collaudarlo o sottoporlo ad alcuna prova, ed è un dato cosi meraviglioso, del tipo: “Tutto si basa sull’insegnare a qualcuno ad andare al gabinetto”… se le cose stanno cosi, non lo sottopone mai a ricerche; tutto quello che fa è precipitarsi in giro per il mondo a persuadere tutti, con grande orgoglio e perizia letteraria, che quello è il dato.

      Noi non passiamo il nostro tempo standocene li a scoprire se è il dato, perché per stabilirlo, si dovrebbe fare così, si dovrebbe dire: “Il dato è così e cosà”. E poi ci si dovrebbe mettere li e dire: “Non è cosi e cosà.
      Proprio non è, fine del discorso. Dimostrerò oltre ogni possibilità di dubbio che questo non è il dato”.

      Fino a quando non si fa così, il dato non serve assolutamente a nulla.
      E motivo è… è che non si ottiene un flusso doppio… in questo universo, se non si hanno un positivo e un negativo, non si ha nessunissimo flusso.

      Fintantoché non si permette a un dato di incrociare altri dati, non si sa nulla di quel dato, perché un dato ha valore nella misura in cui è stato valutato.
      E quando si dice “valutato” s’intende dire “senza alcuna connotazione emozionale tra quel dato e il suo ideatore”.

      Non siamo al festival dell’amore; stiamo conducendo ricerche.
      Ciò significa che un dato, va messo in circolazione e va fatto attecchire tra una quantità enorme di altri dati, prima di poter anche solo vagamente dire: “Questo è il dato”.

    • Giordano Bruno

      Francesco, penso di aver trovato quello che stavi cercando:
      “AN INVENTED DEFINITION: An invented definition is a version of a false definition. The person has made it up himself or has been given an invented definition. Not knowing the actual definition he invents one for it. This is sometimes difficult to detect because he is certain he knows it, after all he invented it himself. There is enough protest preceding his invention of it to make it read on a meter. In such a case he will be certain he knows the definition of the word or symbol.
      “Example: The person when very young was always called “a girl” by his pals when he refused to do anything daring. He invents the definition of “girl” to be “a cowardly person.”
      “Example: A person never knew the meaning of the symbol for an exclamation point (!) but seeing it in comic strips as representing swear words invents the definition for it “a foul curse” and regards it accordingly in everything he reads”.
      LRH, Word Clearing Series 64, THE MISUNDERSTOOD WORD DEFINED, HCO BULLETIN OF 17 JULY 1979.

  8. Giordano Bruno

    “Accrescendo gradualmente ogni angolo del triangolo di KRC, ignorando le sconfitte e rendendo stabili le vittorie, un essere alla fine scopre il proprio potere e la propria padronanza della vita.
    “Vale la pena di conoscere il secondo triangolo del simbolo di Scientology.
    L’interazione migliore si ottiene quando lo si usa con grande ARC. A quel punto i due triangoli si congiungono”.
    LRH

    • Giordano Bruno

      Secondo voi qual è il collegamento fra il triangolo di KRC e quello di ARC? Io ho una mia idea. Ma vorrei sentire i vostri pareri.
      Un caro saluto,
      G.B.

  9. Candido

    Secondo me non si può aumentare il KRC se non si è “centrati” su ARC e il triangolo di ARC è ciò che fornisce l’energia al triangolo di KRC dandogli la potenzialità di espandersi.

    • Marco

      Beh, io direi che senza ARC non è possibile KRC…
      Per avere K (conoscenza), serve una alta C (comunicazione)…
      Per avere R (responsabilità) serve Realtà di quello di cui ti stai “prendendo la briga” di maneggiare.
      Per avere C (controllo) di sicuro serve Affinità (vicinanza).

      Naturalmente il tutto non è cosi schematico, ma da una buona idea di come si intersecano i 2 triangoli.

      Anche se secondo me il triangolo ARC viene prima di qualsiasi altra cosa… Non dimentichiamo che prima sono state create le cose, pian piano fu creato l’universo (dunque prima ci fu la consapevolezza di sé, cioè la decisione di Essere, e la Comunicazione con altri), e poi fu possibile Conoscere, prendersi la briga di fare, Responsabilità, e di Controllare.

      Dunque prima ci fu l’essere consapevoli di sé stessi, l’ARC con/di se stessi, e poi appena subito dopo, il KRC.

      Forse sono stato troppo misticamente filosofico !?

      • Giordano Bruno

        Caro Marco,
        è proprio quello che pensavo anch’io!
        La conoscenza è collegata alla comunicazione, la responsabilità alla realtà, il controllo all’affinità, e ARC viene prima di KRC.
        Inoltre la beingness è collegata all’affinità e al controllo, e l’havingness alla realtà e alla responsabilità.
        Prima è venuta la consapevolezza, da questa l’ARC e poi KRC.
        Un caro saluto,
        G.B.

  10. Pier Paolo

    Qualche giorno fà purtroppo la mia cara mamma, dopo una grande sofferenza, ha abbandonato il suo corpo.

    In questi giorni di riflessione questo link mi ha dato un qualche conforto http://spazioinwind.libero.it/risvegliodiadamo/Cambiare_il_corso_del_destino.htm.

    Spero sia utile anche per voi.

  11. alfredo

    saluto Paolo Facchinetti, Alfredo Vinco

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