DISILLUSIONE di David Mayo

Siete Scientologist Indipendenti ? Pensate con la Vostra Testa !

David Mayo

 

Un sentito ringraziamento a StellaBruna per il suo lavoro di Traduzione,

David Mayo, oltre ad essere stato Il SNR C/S INT, L’Auditor di LRH ed un suo importantissimo Collaboratore , e’ come tutti noi una persona che una volta uscito dalla Cof$, ha affrontato il suo personale Rundown della Verità, disintossicandosi dai modus Operandi imposti nella Cos$ che non centravano nulla con Scientology.

Anche lui si fece le sue domande, anche lui trovo’ le sue risposte.

Questo articolo lo dedico a coloro che fino all’ultimo hanno cercato la ricetta segreta per Superman dentro a Scientology, tralasciando l’evidenza che il Superman che cercavano e’ già in loro ed attraverso le loro azioni nell’universo fisico possono esserlo in tutte le dinamiche.

La ricerca e’ finita.

Ora e’ il momento di Essere.

Francesco

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Disillusione

La prima volta in cui mi sono interessato a Scientology sentii un’enorme rinascita di speranza nel futuro e in ciò a cui poteva condurre. Prima avevo un sacco di domande sulla vita, sul suo significato e scopo. Domande come: “Perché siamo qui? Esiste uno scopo globale nello schema delle cose? Esiste un dio? Cosa succede quando muori? Da dove proveniamo?”… le solite domande. Non che abbia avuto le risposte a quelle domande, ma avevo la speranza che fosse possibile ottenerle.

Poi, accaddero certe cose che non sembravano coerenti con quella speranza. In altre parole, mi aspettavo tantissimo da Scientology – mi aspettavo tantissimo dalle persone coinvolte; pensavo che fossero esseri ideali o perfetti. Supponevo che chiunque fosse coinvolto con questo movimento fosse non aberrato e razionale. Quando si verificò la prima grande divergenza con gli obiettivi e gli scopi dichiarati da Scientology – un disaccordo su una policy letter che sfociò in un’acerrima faida – ebbi un grosso shock, quello che chiameremmo secondario. La mia immediata reazione fu: “Come può accadere in scientology?”.

Dopo un tale episodio, uno potrebbe cominciare a dubitare della validità della tech. Penso sia una cosa normale – chiedersi se sia così o no e se le proprie aspirazioni sono dirette verso cose che non succederanno e potrebbero finire in un tradimento di aspettative. Mi ricordo di essere uscito a fare una passeggiata e di aver immediatamente realizzato che la mia havingness era diminuita. Cominciai a notare le cose intorno a me e la mia havingness si ripristinò. Questa fu la riabilitazione del punto precedente in cui avevo realizzato che la tech funziona.

Negli anni l’organizzazione che stava promovendo scientology agì spesso in maniera incoerente con i suoi obiettivi e scopi. Oggi sento in varie conversazioni e lettere che alcuni hanno deciso di non voler aver più niente a che fare con scientology. Ho voluto indagare sulle ragioni di questo.

Per qualcuno, ogni ulteriore coinvolgimento in scientology è troppo doloroso emotivamente. Molti si sono ritirati o separati completamente dal soggetto, perché si erano aspettati tantissimo e poi erano stati delusi. La situazione, tuttavia, non è ottimale. Un mio amico ebbe una reazione simile e l’ho osservato. Questa persona sentiva che la tech non aveva funzionato – che era tutto soggettivo. Pensava che le realizzazioni e i guadagni delle persone fossero semplicemente immaginari. Questo atteggiamento era del tutto in contrasto con ciò che sapevo di questa persona e ciò che aveva sperimentato prima. Facendo domande e ascoltando ulteriormente, venne fuori che questa persona aveva voluto più di quando aveva guadagnato. Avrebbe voluto così tanto ulteriori guadagni che si sentì tradito quando non si verificarono. La sua soluzione a questa enorme rottura di realtà fu di dire: “Beh, fin dall’inizio non ho creduto che la tech funzionasse”. Un esempio di giustificazione.

Alcuni che hanno lavorato nella sea org per tanti anni – 10, 15, 20 anni – arrivarono alla realizzazione che la sea org non stava perseguendo gli obiettivi e scopi originali per cui si erano uniti al gruppo. Sentimenti che si riflettevano in pensieri come “Cosa ho fatto? Ho perso anni della mia vita”. Alcuni finivano nella frenesia di cercare di recuperare il tempo perduto. E’ molto difficile recuperare il tempo perduto – tende a parcheggiarti nel passato. La reazione razionale avrebbe dovuto essere accettare semplicemente cos’era successo e andare avanti da lì, avendo guadagnato conoscenze di valore da quelle esperienze.

Quindi la gente diventa disillusa e tende a diventare inattiva a causa di una rottura di ARC di tale importanza da ritenere che l’unica strada sia ritirarsi. Cercano di far finta che la loro esperienza non sia successa e cercano di mostrare che avevano ragione a fare ciò che hanno fatto – anche se ora pensano che non avrebbero dovuto farlo, sia che si trattasse di entrare in sea org o di comprare auditing o cose del genere.

Cosa interessante, un’altra persona in questa fase mi disse che non pensava che la tech funzionasse. Tuttavia, stava usando la tech occupandosi del suo dilemma attraverso il ritirarsi al fine di destimolarsi.

Il modo di occuparsi della delusione su scientology non è ritirarsi o razionalizzare, o cercare di cambiare il fatto che si è stati feriti. La soluzione è diventare più coinvolti e capire i fattori che hanno causato quella situazione. Questa è la soluzione finale.

David Mayo.

Inverno 1985/86

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36 commenti

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36 risposte a “DISILLUSIONE di David Mayo

  1. Marco


    Quindi la gente diventa disillusa e tende a diventare inattiva a causa di una rottura di ARC di tale importanza da ritenere che l’unica strada sia ritirarsi. Cercano di far finta che la loro esperienza non sia successa e cercano di mostrare che avevano ragione a fare ciò che hanno fatto – anche se ora pensano che non avrebbero dovuto farlo, sia che si trattasse di entrare in sea org o di comprare auditing o cose del genere.

    Il modo di occuparsi della delusione su Scientology non è ritirarsi o razionalizzare, o cercare di cambiare il fatto che si è stati feriti.
    La soluzione è diventare più coinvolti e capire i fattori che hanno causato quella situazione. Questa è la soluzione finale.

    Ottimo punto di vista questo di Mayo. Mi fa piacere sentirlo, perché è stato quello che ho usato io (e molti altri)…

    Purtroppo è vero che moltissime persone invece si sono semplicemente ritirate a meditare su “quanto stupidi sono stati” e non credono più nella Tech, nella Conoscenza e scoperte descritte in Scn…
    Un vero peccato che dopo tanti sacrifici e “prese per il culo” debbano buttare tutto alle ortiche…
    Alla fine questo atteggiamento la da vinta proprio a chi a soppresso lui e questa conoscenza.

    La FORZA COME HOMO SAPIENS E COME THETHN: LA RESPONSABILITÀ
    CONFERENZA 7 NOVEMBRE 1952

    Ok, abbiamo un nuovo metodo per il clearing di theta.
    Questo probabilmente risolverà i casi che al momento sono impantanati.

    Per pensarle ci sono voluti parecchi minuti: desidero che lo apprezziate adeguatamente.
    Esattamente nessuno è stato sottoposto al clearing di theta con questa tecnica; funzionerà come un sogno.

    Non è stata provata su nessuno, ma è inevitabile che funzionerà, proprio inevitabile: si tratta del clearing di theta attraverso la comunicazione.

    La comunicazione, come sapete, gestisce l’energia.
    La percezione gestisce l’energia.

    E quando una persona non è disposta ad usare l’energia, non è disposta a percepire.

    Ora, ci sono diversi modi in cui potete percepire: potreste prendere la percezione diretta, vale a dire prendere la radiazione di un oggetto e registrare la radiazione, e così sentire, gustare ed ottenere altre – molte, molte altre – percezioni dell’oggetto.

    Un altro sistema è quello di irradiare l’energia verso un oggetto, e percepire il suo riflesso. È un altro sistema di percezione.

    Entrambi, se notate, richiedono la gestione dell’energia.

    Ora, c’è ancora un altro sistema completamente diverso, ed è quello di prendere un’immagine o un suono in arrivo e registrarli.

    Così, facendo una registrazione, siete poi in grado di leggere la registrazione.

    Questo è un sistema molto sicuro… sapete, se ricevete una percezione che non ha fatto nessuna di queste cose, fatto schizzare via gli occhi dalle orbite, sfondati i timpani, distrutti i centri nervosi del corpo, e tutte queste cose sono ancora in buone condizioni, allora, capite, è molto, molto facile vedere che quello che entra è sicuro, non è pericoloso…dopo che è arrivata, non correte nemmeno il rischio di prenderla direttamente.

    Quello che fate è disporre dell’energia che funga da specchio, voi la catturate e poi osservate l’energia…perciò guardare questa cosa non è rischioso.

    Questo procura alla gente un ritardo di tempo, un tempo di reazione.

    Praticamente tutti sono un pochino in ritardo sul tempo presente.

    Uno psicotico è del tutto in ritardo rispetto al tempo presente: lui esamina una registrazione di energia che ha fatto, alcuni miliardi di anni fa, in alcuni casi. Sta esaminando qualcosa che è decisamente remota sulla traccia.

    La persona normale esamina qualcosa di forse alcuni millisecondi fa e lo psicotico esamina qualcosa di alcuni millenni fa.
    La differenza fra normale e psicotico. .. è una differenza molto minuta.

    Se notate, mentre lavorate sui preclear siete soprattutto interessati a risolvere il problema della comunicazione.
    Questo è il problema che cercate continuamente di risolvere: il problema della comunicazione.

    E così, se vi occupate del problema della comunicazione, sarà certo meglio che affrontiate il problema dell’energia.

    E se state affrontando il problema dell’energia, sarà certamente meglio che sappiate che cos’è la forza, che cos’è l’energia…

    È la definizione fondamentale di che cosa è l’autodeterminazione: Autodeterminazione è: “localizzare materia ed energia nello spazio e nel tempo”.
    Ovvero: “creare spazio e tempo nei quali localizzare materia ed energia che uno crea”.

    La definizione è molto semplice.
    Dato che non avete mai avuto prima la definizione, potreste elaborarla se voleste.

    D’accordo. Diamo allora un’occhiata, e vediamo che cosa accade a questo proposito. C’è altro che dobbiamo sapere, oltre a questi due punti, per risolvere un caso?

    Ci sono moltissime cose che io in un certo modo do per scontate e voi, un giorno o l’altro, ci cadrete dentro: è inevitabile che vi inciampiate.
    E di solito quel che faccio è richiamare la vostra attenzione sulle applicazioni di qualche cosa …

    Bene, questa cosa aggiunta è la responsabilità.

    Voi forse pensate che la responsabilità sia andata persa nella confusione, e che non ci occupiamo più della responsabilità solo perché parliamo di forza. No di certo.

    Infatti, quando parliamo di gestire la forza abbiamo appena cominciato ad occuparci della responsabilità, dato che potreste definire la responsabilità come: la disponibilità a reagire, la disponibilità a reagire su qualunque soggetto.

    Diamo a questo una definizione un poco più concreta, e che sia utilizzabile, e con la quale voi possiate fare qualcosa.

    Diciamo che la responsabilità è “padronanza della forza”, definiamola semplicemente così, grossolanamente: Responsabilità è “padronanza della forza”.

    Perciò, la disponibilità ad essere responsabile sarebbe la disponibilità ad assumere il dominio sulla forza…
    Questa sarebbe la responsabilità.

    Ora, che cosa scopriamo quando cominciamo a lavorare sulla responsabilità?

    Scopriamo che un individuo assumerà responsabilità esattamente secondo il grado o posizione in cui si trova sulla Scala del tono.

    Troviamo che questo è un diretto indicatore. Scopriamo che le persone assumono responsabilità secondo quella posizione sulla Scala del tono.

    Ed una persona eviterà la responsabilità in qualunque area nella quale non può o non vuole gestire della forza.

    Molto semplice, non è vero?
    La responsabilità per voi dunque diventa una cosa che è molto semplice e molto utile.

    LRH

  2. Marco

    Qualcuno sta pensando di tradurre il libro di Marty: “Memoirs Of A Scientology Warrior” ? Sembra sia un incredibile libro rivelazione…
    Io sarei anche disposto a contribuire alla spesa.

  3. paolo facchinetti

    Cosa potrà mai rivelare Marty che non abbia già scritto in questi anni sul suo blog? Hai letto piuttosto il libro di Jenna Miscavage che è già bello e tradotto e all’interno del quale compare, in più di un’occasione, anche Marty?

  4. Marco

    Molto interessante… mi pare adatta al post… mi pare.

    LA FORZA COME HOMO SAPIENS E COME THETHN
    CONFERENZA 7 NOVEMBRE 1952

    Quando parlo di Dianetics, non parlo in alcun modo delle mie opinioni, o della mia condotta.
    Il mio livello di onestà è più alto di così.

    Vi confiderò una cosa: non c’è scienza o lavoratore al mondo che non abbia combattuto nel modo più aspro proprio quella cosa che più si avvicinava al suo amato lavoro.

    Scoprirete che la comunità cristiana aveva intorno a sé, a Roma, una chiesa perfetta. Oh, parlava della vita nell’aldilà e dell’immortalità.
    Dio mio, era proprio vicina al Cristianesimo.
    Era la chiesa del soldato romano.
    Quella era la sua religione.
    E il Cristianesimo non si diede pace fino a che non ebbe demolito…

    Non c’è odio come quello tra fratelli…perché c’è una somiglianza. Ed essi devono combattere per stabilire una differenza.
    Se mai vedete un uomo e una donna che litigano per la strada, andate dall’altra parte! Potrebbero essere marito e moglie, e può darsi che lui la stia rovinando e che lei sia sul punto di buttarlo sotto le ruote di un camion e così via: lasciateli perdere !
    Perché se toccate l’uno o l’altro, è facile che tutti e due si rivoltino contro di voi e vi strappino i capelli e vi saltino alla gola. E incomprensibile, vero?

    Istintivamente una persona si batte contro un’identificazione. In effetti dovete farlo, un poco, per sottolineare il vostro punto di vista.

    Prendiamo l’ipnotismo… In effetti, io non ho niente contro l’ipnotismo…
    Non vorrei ipnotizzare nessuno per due eccellenti ragioni… numero uno: è molto aberrante per l’operatore; numero due: è molto difficile da tirar fuori dal soggetto.
    Ma come strumento di ricerca, se pensassi di poter acquisire della conoscenza imbarcandomi di nuovo nell’ipnotismo… mi ci tufferei!

    Ma perché combattei così duramente l’ipnotismo nel Libro Uno?
    Natural¬mente perché stavamo facendo qualcosa che era troppo vicino a quel che facevano gli ipnotizzatori, e naturalmente la gente poteva confondere le due cose.
    E così si doveva scendere in campo e combattere per dimostrare che c’era una differenza. E si doveva sollevare un putiferio per dimostrare alla gente che fra queste due cose c’era una differenza.

    L’uomo usa forza… desidera assolutamente e dispera¬tamente differenziare…

    Ora, per questo io non oso dire troppo in favore di qualcosa o consigliare qualcosa…

    La mia filosofia dell’esistenza e quello di cui parlo come scienza fondamentale della mente, si dà il caso che siano due cose diverse. Sono due cose del tutto diverse.

    Di solito pensereste che… un tipo concepirebbe questi princìpi e vivrebbe secondo quelli.
    Beh, accidenti, quella sarebbe certamente una camicia di forza, non è vero?
    Come fareste, in nome del buon senso, a sopportarlo?

    Non solo parlate sempre di questa roba e scrivete continuamente di questa roba, ma la vivete anche!
    Per carità! Niente randomity!
    Questo vi farebbe trovare completamente in uno statico.

    E per questo, non sapendo quello che io penso veramente, molto spesso la gente diventa piuttosto nervosa. Perché vedete, se potete inventare cose potenti come queste, che cosa accadrebbe se voi pensaste realmente qualcosa di diverso? E se in realtà io fossi un anarchico e credessi nell’anarchia?
    Oppure, se questo e se quello, e così via. Questo vi renderebbe nervosi, non è vero?
    Voglio dire, non sarebbe affatto una buona cosa.

    Beh, purtroppo per tale teoria io fondamentalmente sono solo un buon ingegnere. E quando dico “un buon ingegnere” voglio dire…
    Per me un buon ingegnere è uno che considera una pinta di birra un drink, che ritiene che un soggiorno in città dovrebbe essere un soggiorno interessante, che pensa che l’azione sia altamente desiderabile, e che preferisce che una strada sia costruita piuttosto che non lo sia. E questo è tutto.

    La mia filosofia… è così arretrata perché io lavoro su una filosofia di azione.
    Tutti i miei reali desideri nella vita sono orientati verso l’azione, e niente affatto verso il pensiero.

    E così quasi continuamente, per quel che mi riguarda, nel cercare di vivere la mia vita ho a che fare con una dicotomia fra pensiero e azione.

    Beh, questo diventa molto interessante, perché quello che io evidentemente insegno, nella mente della gente viene confuso con la cosa più inattiva che esista.

  5. Giordano Bruno

    Ciao cari,
    rileggo ora il blog dopo due settimane di vacanze greche. 🙂
    La prima considerazione di Mayo, ossia di aspettarsi di incontrare persone perfette all’interno di Scientology, e la conseguente disillusione, è la medesima reazione che sperimentano tutti quelli che entrano per la prima volta in un gruppo spirituale. Inevitabilmente si resta delusi perché ci si aspetta di trovare chissà quali personaggi illuminati. E questo capita indipendentemente dalle tecniche pratiche in quel gruppo. Il fatto di credere che un gruppo sia spirituale, già lo rende avvolto in un manto dorato. Ma i gruppi sono composti da persone.. persone in cammino…
    La seconda disillusione di cui parla Mayo, invece, è la stessa che provano quelli che si rendono conto, dopo un po’ (un tempo molto soggettivo) che il gruppo di cui fanno parte è una setta… E questa sì che è una tragedia.
    La soluzione? Discernere il bambino dall’acqua sporca. C’è almeno un bambino nell’acqua sporca? E qui le risposte sono assolutamente personali.
    Un caro saluto,
    G.B.

  6. roberto antonio

    Nonostante tutto ( ed è parecchio credetemi ) la mia più grande fortuna in questa vita è stata conoscere Scientology, se potessi dire un grazie per ogni respiro della mia vita questi non sarebbero sufficienti per ringraziare Ron.

    • Marco

      Beh Roberto (od Antonio?), in effetti è proprio come dici: tutti gli Indi avrebbero/hanno/hanno avuto qualcosa da ridire contro Scn, o quanto meno l’hanno rimessa in discussione (chi non ha fatto il suo prorpio “Rd della Verità”, mettendo in dicussione qualunque dato precedentemente presunto stabile… e/o persino LRH?)… ma è stata una cosa naturale, una dovuta e ovvia condizione di dubbio!

      Ma poi rivisti e ri-analizzati gli anni in Scn, distinguendo le cose corrette e le cose scorrette subite (la Scn buona e la Scn nera); riformulando meglio per se stessi e in una nuova unità di tempo i principi e gli assiomi, i dati buoni da quelli falsi, il loro uso, gli scopi buoni dai falsi, ecc. ecc. … beh, il sole è tornato a risploendere, nel campo Indi.

      Scn se amministrata bene si spinge dove mai nessuno era riuscito ad arrivare. Questo mi pare un dato di fatto comprovato.

      Anch’io la penso come te: nonostante enormi sopprusi, aver conosciuto Scn è stata la miglior cosa che poteva succedermi.
      Peccato per la Black Scn subita, ma… “Quello che non ti ammazza ti ingrassa”.

  7. Pier Paolo

    Buona giornata a tutti!
    Dopo parecchio tempo mi sono permesso di riesporre il mio pensiero su questo blog – che sono sicuro alcuni non sono ansiosi di rileggere;-) – riguardo questo articolo.
    Concordo con il ragionamento di Mayo relativo al “giustificare” in maniera spesso erronea la disillusione nei confronti della propria esperienza in Scientology, personalmente pur considerandola in gran parte negativa, trovo riduttivo e “diseducativo” rinnegarla in toto in ogni suo aspetto!
    Essendo un ex conosco parecchie persone che, come me, ne sono uscite in maniera definitiva, ma in alcune di queste persone la disillusione è stata talmente forte che la reazione che ora hanno nei confronti di tematiche di carattere spirituale, dunque non solo inerenti nello specifico a Scientology, è del tipo “Sono tutte s….e”!
    La “profondità” di tale reazione è la stessa che avrei se considerassi tutte le donne delle p…e solo per il fatto che ho avuto UNA delusione amorosa causata del tradimento della mia ex compagna!!!!
    Tale reazione è tipica di una certa tipologia di persone….che, come minimo, si può definire “superficiale”!
    Detto questo, e dunque concordando con Mayo su quell’aspetto, mi trovo invece in disaccordo con quello che dalle sue parole VOI avete estrapolato (che tra l’altro potrebbe benissimo non corrispondere a ciò che intendeva REALMENTE).
    Mi spiego meglio. Cito le sue parole: “Il modo di occuparsi della delusione su Scientology non è ritirarsi, o cercare di razionalizzare, o cercare di cambiare il fatto che si è stati feriti. La soluzione è diventare più coinvolti e capire i fattori che hanno causato quella situazione. Quella è la soluzione finale”.
    Chiunque sia dotato di un briciolo di senso critico e volontà di discernimento compie SEMPRE un minimo di analisi di una propria esperienza, a MAGGIOR RAGIONE se quell’esperienza ha avuto un esito non corrispondente alle proprie aspettative. Il “diventare più coinvolti e capire i fattori che hanno causato quella situazione” non significa altro che questo…..e non come VOI volete interpretate quelle parole un “continuare” CON quell’esperienza!!
    Nel mio personale caso ci vollero almeno 2 anni di “maggior coinvolgimento per capire i fattori che avevano causato quella situazione”……e la “soluzione finale” fu troncare con quell’esperienza! Di quell’esperienza non potrei dire sicuramente, come probabilmente fa colui che questo tipo di analisi non la mette in atto, che sono tutte s….e……ma potrei affermare che è stata parte di un cammino di consapevolezza che mi ha portato in altre direzioni.
    La vita è CAMBIAMENTO…..ogni giorno, sia che ne siamo consapevoli oppure no, ognuno di noi cambia, se si rifiuta questo naturale processo evolutivo si finisce per rimanere aggrappati ad uno schema ripetitivo che rischia di inchiodarci in una condizione ben poco edificante!
    P.S. Un caro saluto a Marisa e Guido….perdonate se ogni tanto ritorno a “rompervi le scatole”…..ma che ci volete fare…..sono fatto così!!! 😉

    • Beh, per stare terra terra, il ciclo Amore-Odio e’ un gran Classico !

    • Guido

      Ciao Pier Paolo,
      Marisa ed io ricambiamo i tuoi saluti. Come ben sai, il tuo “rompere le scatole” è relativo: infatti tutte quelle volte che sei “uscito troppo dai paletti” sei stato regolarmente bannato!
      Questo tuo commento in massima parte mi è piaciuto, hai fatto un’analisi precisa ed acuta ma … in un punto hai toppato (come direbbe Pippo Baudo): Mettendo l’accento sul VOI (evidenziato dal maiuscolo) hai commesso una generalizzazione ed hai espresso un giudizio estremamente superficiale (non uso questo aggettivo a caso) e, permettimi, ti metterei in quella categoria che tu stesso hai descritto così bene, al più in un’armonica leggermente superiore.
      La chiave, dici bene, è il MUTAMENTO, non vi è in questo blog la pretesa o la velleità di rifondare una Chiesa 2, ma al contrario una spinta verso una evoluzione di Scientology e di coloro che la vogliono usare come mezzo di emancipazione spirituale.
      Perciò, come disse Asimov, o forse Tolkien o Lewis Carrol o semplicemente Trino Tirale: ” Il Mutante muta ad ogni istante, ogni istante è differente…”
      Ti abbraccio
      Guido

      • Pier Paolo

        Beh dai mi è andata abbastanza bene…..pensavo di essere bacchettato in maniera più “consistente”!! 😉
        Scherzi a parte quello che volevo evidenziare è che non esiste una maniera buona e/o giusta di gestire questo tipo di disillusione e sopratutto di ricavarne un qualcosa di costruttivo!
        Chi ha deciso di troncare con Scientology, dopo averci magari dedicato tanti anni, un sacco di energie e fatto notevoli sacrifici, non lo ha fatto sicuramente, almeno penso sia così nella maggior parte dei casi, a cuor leggero…..e dunque quella decisione è stata certamente ponderata e pesata in ogni suo aspetto……nel peggiore dei casi sono sicuro che avrà comunque apportato un notevole bagaglio esperienzale!

        • Giordano Bruno

          Concordo che il percorso e le risposte di chi ha deciso di troncare con la CofS sono molto soggettivi. Ma non concordo sul fatto che un’esperienza sia di per sé una cosa buona… di fatto anche andarsi a schiantare contro un muro è un’esperienza.
          L’esperienza è vantaggiosa se da questa se ne ricava un apprendimento evolutivo: se mettiamo il soggetto all’e-meter e raccontando la sua esperienza otteniamo un ago libero, beh, allora c’è stato un apprendimento.
          L’apprendimento è frutto di un percorso, per questo non può essere superficiale. Deve avvenire un’insight, un metacognizione, una conoscenza della conoscenza.
          Un caro saluto,
          G.B.

          • Pier Paolo

            Ciao Giordano….a proposito di schiantarsi contro un muro….. non so se conosci la storia – e relativa esperienza;-) – di Alex Zanardi!
            E’ come ti poni nei confronti dell’esperienza(qualunque essa sia) che fa la differenza……non l’esperienza in se’ …..ogni cosa racchiude in se’ un potenziale positivo(e di solito quelle che a prima vista ci appaiono le “disgrazie” più terribili potrebbero rappresentare invece le motivazioni che ci faranno “crescere” di più), sta a noi saperlo riconoscere e trasformarlo in un’utile lezione di vita…..e questo ovviamente non avviene solo grazie all’auditing -anche se magari certamente in alcuni casi può aiutare a focalizzare determinati aspetti che altrimenti resterebbero sotto il “tappeto”;-)!!

          • Marco

            I FATTORI Una conferenza tenuta il 24 aprile 1953

            I Fattori, nel complesso, dovrebbero spiegarsi da sé. Non si tratta di un tentativo di copiare la Genesi.
            Non è proprio niente ciò.

            Il linguaggio usato è molto semplice, molto semplice… essendo uno scrittore, questo per me è il modo più semplice di esprimere qualcosa.
            Se lo esprimessi scientificamente, non renderebbe così bene l’idea.

            I Fattori sono… questo trattato è esattamente ciò che dice di essere: il livello superiore di certezza in merito all’universo mest.

            Di queste cose si può essere certi quanto del fatto di esistere.
            In altre parole, se ne può essere certi. E’ un livello di certezza.

            È possibile stabilire lo spostamento e il cambiamento del punto di vista. È possibile stabilire ed osservare da sé la gestione, la creazione di ciò che qui ho chiamato punti di dimensione.

            Questo è un livello che… sul quale possiamo comunicare e che possiamo sperimentare. La possibile esistenza di un punto di vista è una cosa che si può riscontrare prontamente. E si può anche riscontrare prontamente che possono mettersi ad esistere anche altri punti di vista.

            Allo stesso modo si può anche riscontrare che il punto di vista 1 può osservare il punto di vista 2 solo e soltanto attraverso i punti di dimensione dei punti di vista 1 e 2.

            Questa, fra parentesi, non è una congettura. È il frutto di test.

            Si prendono due punti di vista e si fa in modo che si osservino a vicenda. Ma invece di osservarsi a vicenda, osservano i rispettivi punti d’ancoraggio: possono osservare i rispettivi punti d’ancoraggio, ma non possono osservarsi a vicenda.

            Questo indica che la prima influenza nascosta è il thetan, o lo spirito umano.
            Lui è, e probabilmente sarà sempre, un’influenza nascosta.
            Si nasconde molto facilmente perché è nascosto.
            Ma non è nemmeno realmente nascosto, dato che non può rendersi visibile in alcun modo.
            Ha solo l’idea di poter essere visibile.

            Beh, naturalmente può essere visibile attraverso la creazione di punti d’ancoraggio e di punti di dimensione.
            E quando tralascia di crearli o non riesce a ricordare di poterli creare, si fa l’idea di non esistere e di essere altre cose.

            Sa di Essere e può pensare in quanto tale, in un modo che è molto semplice da sperimentare per una persona.

            Un tempo Herbert Spencer disse che la conoscenza può essere suddivisa in conoscibile e inconoscibile.
            Un bel modo di dividere la conoscenza per poterci lavorare. Ci si può lavorare… già: Ma si dà il caso che non sia vero.

            Ora, i fautori del trascendentalismo si sono fatti avanti e hanno detto… accipicchia che palloni gonfiati… Hanno detto: “Tutte le cose che vale la pena di conoscere trascendono i limiti della ragione umana”.
            Solo che lo hanno detto in tedesco.

            In altre parole, qualsiasi cosa mai si conosca si colloca oltre la capacità di conoscere.
            Questo ha fermato la filosofia. Correva più o meno l’anno 1792, se ricordo bene, e ha fermato il corso della filosofia.

            Da lì in poi, nessuno si è più preso la briga di pensare. Dal 1792 in poi hanno smesso di pensare.
            Sono caduti in uno stato di catalessi, o qualcosa del genere, e si sono dati alla scienza.

            Non è necessario pensare nel campo della scienza, ci si balocca e basta.
            Si raccolgono tutte le cavallette del Nebraska, si contano le zampe e si moltiplica il risultato per il numero delle cavallette raccolte, quindi si pubblica un interminabile comunicato che stabilisce quante zampe di cavallette ci sono in Nebraska, e tutti dicono: “Ah. la scienza”.

            Questo è… come che sia, sto ingigantendo le cose… la mia è un’esagerazione… la scienza non è… non è poi così male.

            Ma detto in altre parole… : la scienza avanza la pretesa di essere qualcosa che non è. Avanza la pretesa di essere la verità e di ricercarla.

            In realtà, è una specie di analisi qualitativa e quantitativa delle sue possibili scoperte, ma solitamente conduce tale analisi qualitativa e quantitativa sulle sue scoperte riguardo a ciò che altra gente ha scritto. E una faccenda molto brutta.

            Ora, se la scienza fosse esattamente all’altezza di ciò che dice di essere, sarebbe meraviglioso…. ma non c’è nulla che sia all’altezza di ciò che dice di essere.

            D’accordo, esaminiamo dunque questo “oltre l’ambito dell’esperienza umana”…
            Beh, se solo avessero avuto abbastanza cervello, abbastanza ingegno, abbastanza essere (invece di starsene in un’università da qualche parte nel mezzo della Germania) avrebbero riconosciuto una cosa: secondo le nostre attuali tecniche di knowingness.
            Se avessero detto almeno quello!

            Beh, non si sono neanche resi conto che esiste una tecnica per conoscere… questo è ciò a cui sto lavorando ed è la novità di tutto questo lavoro.
            È una tecnica per conoscere, piuttosto che la conoscenza stessa.

            La conoscenza è una raccolta di dati.
            Che cos e un dato? Beh, questo è il cammino seguendo il quale si scopre che cos’è un dato.

            Quindi, non era vero, non era vero che tutte le cose che valeva la pena di conoscere cadessero oltre quel raggio d’azione. E non era vero che tutte le cose che Herbert Spencer buttò nel calderone dell’inconoscibile vi appartenessero.

            Perché qualsiasi cosa valga la pena di conoscere a proposito di questo universo è nelle vostre mani.
            È un dato di fatto.

            È nelle vostre mani, non appena avete una tecnica che vi permetta di conoscerla.

            Non si deve mai perdere di vista il fatto che una tecnica del sapere è superiore a un dato.

            Si può andare avanti a raccogliere dati all’infinito senza conoscere, se non si possiede una tecnica per conoscere.
            E quando dico che qui abbiamo qualcosa con cui possiamo sperimentare il conoscere, intendo dire che abbiamo uno strumento con cui possiamo conoscere e fare.
            Ma è uno strumento e come tale è al servizio del conoscere e del fare.

            Abbiamo analizzato la conoscenza e questa è la tecnica, o una tecnica, con cui possiamo arrivare ad acquisire conoscenza: In effetti, non c’è niente di altrettanto valido per conoscere una sega circolare quanto l’essere una sega circolare.

            Ma nessuno, in passato, possedeva una tecnica con la quale poter diventare una sega circolare. Sì, proprio così.
            Eppure adesso è possibile essere una sega circolare, se si vuole, e conoscere tutto sulle seghe circolari.

            Starete pensando che sia molto strano, ma se vi mettete a guardare con gli occhi MEST la maniglia di un oggetto, è necessaria la vostra esperienza per sapere che la maniglia ha una cavità.

            Vedete, dal punto in cui vi trovate, guardate un oggetto con una maniglia e pensate che la maniglia sia cava all’interno perché è una maniglia. Su cosa fate affidamento? Sulle esperienze passate… , il che è pericoloso. È molto pericoloso!

            Tutto nell’intero universo cambia di ora in ora.

            Quanto ci si può sbagliare? Conoscendo tramite l’esperienza.
            Questo è quanto ci si può sbagliare.

            Il miglior modo di conoscere che abbiamo a disposizione è Essere.

            Ma andrebbe benissimo se stessimo agendo solo ad un livello filosofico, e così via e se tutti potessimo tenere in equilibrio una tazzina da tè sul ginocchio e discutere di tutto questo.

            Non abbiamo la necessità di discuterne, perché possediamo una tecnica che separa un individuo come punto di vista. E non appena si separa da qualcosa così passibile d’infortunio qual è un corpo MEST, pur continuando a mantenere il controllo sul corpo MEST, diventa capace di assumere qualsiasi punto di vista.

            E la sicurezza e la certezza con cui egli assume questi nuovi punti di vista sono la sicurezza e la certezza della sua capacità di conoscere tramite “Essere”.

            Qual è lo svantaggio del conoscere? Beh, lo svantaggio di essere… se ci si trovasse in un corpo umano e si cercasse di essere una sega circolare occupandone lo stesso spazio, probabilmente si perderebbe un bottone o altro.
            Però, in quanto se stessi se ne può effettivamente occupare lo stesso spazio e dire: “Guarda come gira”.

            Naturalmente, la prima volta che dite al vostro preclear: “Andiamo in giro per la campagna fino a quando troviamo una segheria in funzione. Molto bene. Ora entra nella sega circolare”, il preclear dirà: “Gulp!” Ne rimarrà sbalordito.
            È sorprendente vedere quello che gli succede quando scopre di poterlo fare. All’improvviso si renderà conto di essere li.
            Può essere qualsiasi cosa.

            Beh, se può essere qualsiasi cosa, può avere un numero illimitato di punti di vista. Se può avere un numero illimitato di punti di vista, può conoscere qualsiasi cosa, no?

            Se quel qualcosa fosse qualcosa di scritto, potrebbe sicuramente essere in mezzo a un libro in una biblioteca e leggerlo. E molto facile.

            O se qualcuno sapesse quel qualcosa in quel momento, lo potrebbe apprendere dalla mente di quel qualcuno. Proprio così. Potrebbe leggere la mente di qualcuno.

            Questo però esula dal vostro immediato quadro di riferimento.
            Ma sapete bene, e potete sapere senza esitazione, che ci si può staccare come individui dal corpo che credete di essere e in questo modo acquisire punti di vista e che come punti di vista non si può essere danneggiati e perciò non si può essere penalizzati.

            Che differenza enorme determina tutto ciò nel campo d’azione di un individuo!

  8. Silvia Chiari

    Riguardo alla disillusione riferita a Scn dipende moltissimo dalle aspettative che ” la mente ” aveva messo lì — ma Scientology è : ( e qui faccio copia e incolla !)
    °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° Scientology è la scienza di conoscere come conoscere le risposte. E’ saggezza nella tradizione di decine di migliaia di anni di ricerca in Asia e nelle civiltà occidentali. E’ la Scienza delle Faccende Umane che tratta il vivere e la beigness dell’uomo e gli mostra un percorso verso una più grande libertà.
    Soggetti che sono stati consultati nella organizzazione e nello sviluppo di Scientology includono i Veda; il TAo, di Lao-Tzu; il Dharma ed i Discorsi di Gutama Buddha; la conoscenza generale riguardo la vita che si trova nei Monasteri dei Lama sulle Colline ad Occidente della Cina; le tecnologie e le credenze di svariate culture barbare; i vari materiali del Cristianesimo, inclusi San Luca; le metodologie matematiche e tecniche dei primi Greci, Romani ed Arabi; le scienze fisiche, inclusa quella conosciuta come fisica nucleare; le varie speculazioni dei filosofi Occidentali come Kant, Nietzsche, Schopenhauer, Herbert Spencer e Dewey; e le varie tecnologie nate nelle civiltà sia Orientali che Occidentali nella prima metà del ventesimo secolo.
    L Ron Hubbard
    Un Sommario di Scientology tratto dalla Creazione della Abilità Umana
    °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
    Ricordatevi che la vita è un gioco. Le referenze all’interno di Scientology su questo fatto sono molteplici. Una che vi raccomando in particolare è il Bollettino dell’Auditor Professionista n° 86 – Causatività e conoscenza, 29 Maggio 1965. È molto conciso e somma chiaramente cos’è Scientology e cosa cerca di raggiungere.
    Lo scopo finale di Scientology non è la realizzazione nel nulla di tutta l’esistenza o la liberazione dell’individuo da ogni e tutte le trappole ovunque. L’obiettivo di Scientology è di rendere l’individuo capace di vivere una vita migliore nella sua stima personale e con i suoi simili e la creazione di un gioco migliore.
    – LRH, PAB 86
    °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
    Io personalmente non mi aspettavo chissà cosa … stavo cercando di migliorare ed essere più libera …. e questo non vuol dire solo fermarsi a Scientology dopo che hai fatto tutti i passi per ottenere la tua libertà e conoscenza con consapevolezza …….. siamo solo noi responsabili di noi stessi e delle scelte che facciamo; in fondo stiamo parlando di una tecnologia che nel periodo del boom secondo me 70-85 era applicata verso il pc e/o lo studente da persone che loro stesse dovevano fare il ponte …….

  9. roberto antonio

    Ciao Silvia, la mia esperienza in SCN è durata 5 anni come pubblico,
    L’amavo più di me stesso, ciò che leggevo e studiavo aveva in me una risonanza immensa, non dovevo accettarlo, mi pareva fosse già scritto in me.
    POI, POi, Poi, poi…….mi sono sentito aggredito da un autoritarismo che strideva con lo spirito della filosofia, stonava la poca attenzione verso le esigenze del pc ma interessava molto quanto potevo “rendere” economicamente, era un martellare continuo tutte le ore di tutti i giorni e nonostante tutto ne sono uscito credendo di essere io a sbagliare e di essere debole per non riuscire a raggranellare i soldi per l’auditing professionale e più in generale comprare servizi. Ciò che ho donato era molto, relativamente a quanto potevo permettermi.
    Una frustrazione bruciante ed è solo grazie agli INDIPENDENTI che ho potuto constatare che effettivamente ero vittima di un’oppressione e chi la esercitava su di me ne era a sua volta vittima, ricordo con affetto gli staff che 9 su 10 erano gente in gamba e dedicati ma condizionati dalle direttive .
    Mi hanno scippato la mia possibilità ed hanno chiuso la strada a tanto pubblico con il loro atteggiamento commerciale.
    Perchè è successo tutto questo? Come è potuto accadere in un ambiente così razionale ed etico? Me lo sono meritato? Probabilmente si ma sicuramente la vertità, come sostiene Ron, alla fine vincerà.
    Grazie della tua attenzione, grazie agli Indipendenti, e soprattutto al Nostro Ron.

    • Giordano Bruno

      Perché è successo tutto questo? Perché la CofS è una setta.

      Che cos’è una setta:
      http://it.wikipedia.org/wiki/Setta

      Com’è strutturata una una setta e come proteggersi da essa:
      http://xenu.com-it.net/txt/comb.htm

      Check list per verificare se il tuo gruppo è una setta: http://www.icsahome.com/infoserv_articles/langone_michael_checklis.htm

      • Pier Paolo

        A proposito qualcuno sà perchè il blog dei duri e puri della Cof$ – “Eticaeverità” – da oltre un mese è inattivo?

      • Guido

        Check list per verificare se il tuo gruppo è una setta:
        (traduzione artigianale)

        Caratteristiche associate ai gruppi settari
        Janja Lalich, Ph.D.
        Michael D. Langone, Ph.D.

        All’ interno di gruppi settari si trovano sforzi che mirano ad influenzare e a controllare programmi e relazioni. Molti membri, ex membri e sostenitori di culti non sono pienamente consapevoli della misura in cui i membri possono essere stati manipolati, sfruttati, anche abusati. Il seguente elenco di modelli di comportamento socio-strutturali, socio-psicologici e interpersonali che si trovano comunemente in ambienti settari può essere utile nella valutazione di un particolare gruppo o relazione.

        Confrontate questi modelli alla situazione in cui voi, un familiare o un amico siete stati o siete attualmente coinvolti. Questo elenco può aiutare a determinare se vi è motivo di preoccupazione. Tenete a mente che questo elenco non vuole essere una “scala del culto” o una lista di controllo definitivo per determinare se un gruppo specifico è un culto. Questo non è tanto uno strumento diagnostico quanto uno strumento analitico.

        ‪ 1 – Il gruppo si affida eccessivamente, in modo zelante e incondizionato, al suo leader e (vivo o morto che sia) considera il suo sistema di credenze, ideologie e pratiche come la Verità, come legge.
        ‪ Interrogativi, dubbi e il dissenso sono scoraggiati o addirittura puniti.

        2 – Pratiche che alterano la mente (come la meditazione, il cantilenare, il parlare in lingue, sessioni di denuncia e routine di lavoro debilitanti) sono utilizzate in eccesso e servono per sopprimere dubbi circa il gruppo e il suo o i suoi leader.

        ‪3 – La leadership impone, a volte con dovizia di particolari, come i membri dovrebbero pensare, agire e sentire (per esempio se i membri devono ottenere periodi di permesso , cambiare lavoro, sposarsi, oppure il leader prescrive che tipo di vestiti da indossare, dove vivere, se o non avere figli, come disciplinare i bambini, e così via).

        ‪4 – Il gruppo è elitario, sostenendo uno status speciale ed esaltato per se stesso, per il suo o i suoi leader e i propri membri (per esempio, il leader è considerato il Messia, un essere speciale, un avatar, o il gruppo e / o il leader hanno una missione speciale per salvare l’umanità).

        ‪5 – Il gruppo è polarizzato in una mentalità noi-contro-loro, che può causare conflitto con il resto della società.

        ‪6 – Il leader non è responsabile di qualsiasi autorità (a differenza, ad esempio, degli insegnanti, i comandanti militari o ministri, sacerdoti, monaci e rabbini di confessioni religiose tradizionali).

        ‪7 – Il gruppo insegna o implica che i suoi ipotetici fini esaltati giustificano i mezzi che ritiene necessario. Ciò può comportare che i membri abbiano comportamenti o partecipino ad attività che avrebbero considerato riprovevoli o non etiche prima di unirsi al gruppo (ad esempio, mentire a familiari o amici, o fare raccolta di fondi per beneficenza fasulli).

        8 – La leadership induce sentimenti di vergogna e / o senso di colpa nei membri per influenzarli e / o controllarli. Spesso questo viene fatto attraverso la pressione da parte di altri membri e sottili forme di persuasione.

        9 – Il servilismo verso il capo o il gruppo richiede ai membri di tagliare i legami con la famiglia e gli amici, e altera radicalmente gli obiettivi personali e le attività che essi avevano prima di unirsi al gruppo.

        ‪ 10 – Il gruppo si preoccupa di portare nuovi membri.

        ‪ 11 – Il gruppo si preoccupa di fare soldi.

        ‪ 12 – I membri sono tenuti a dedicare un’enorme quantità di tempo al gruppo e alle attività legate al gruppo.

        ‪13 – I membri sono incoraggiati o tenuti a vivere e / o socializzare solo con gli altri membri del gruppo.

        ‪14 – I membri più fedeli (i “veri credenti”) sono convinti non ci possa essere vita al di fuori del contesto del gruppo. Essi credono che non vi sia altro modo di essere, e spesso temono ritorsioni per sé o per altri, se se ne vanno (o anche in considerazione di lasciare) il gruppo.

        • Saint Stefano

          Vorrei aggiungere, rispettosamente e con il tuo permesso Guido, come parte di un’informazione aggiuntiva, che il modello B.I.T.E. proposto da Steve Hassan (tra l’altro ripubblicato recentemente sull’altro blog italiano) completa il quadro sopra esposto. Negli ultimi tempi ho avuto esperienze direttamente a contatto con fuoriusciti (naturalmente in questo aggiungo anche una precisa autoanalisi della mia esperienza oltre che di una approfondita analisi della realtà di altri scientologist fuoriusciti che ho avuto modo di conoscere) da una mentalità settaria e credo che l’approccio scientificamente ed umanamente proposto dal Dott. Hassan sia efficace. Azioni “forced” di distacco senza un propedeutico approccio di quel tipo sono destinate ad aggiungere problemi all’esistenza del malcapitato. Sarebbe molto positivo…. desidererei pubblicare un saggio in merito, per aiutare coloro si trovassero nella condizione di volersi definitivamente affrancare da un ambiente settario e fanatico. Sarebbe davvero un contributo che avrei a cuore di poter offrire. Ho visto all’azione dei veri macellai della mente e della totale nullificazione dell’altrui volontà nel corso di questa mia esistenza. Sarebbe opportuno stabilire delle linee guida, per un intervento di sostegno, sia con il contributo di “ausiliari scientifici esterni” che di coloro che sono riusciti a riemergere da una situazione di appartenenza settaria. Ribadisco, con il supporto qualificato di un “esterno” non influenzato da pregiudizi e stereotipi (magari gli stessi che caratterizzano la “forma mentis” dell’ex-adepto).Questo al fine di trovare il corretto equilibrio nelle linee da seguire e riportare armonia nella vita della persona alla quale si desidera fornire un concreto aiuto. La singola assistenza ed azione ad opera di un ex – adepto potrebbe essere troppo sbilanciata verso soluzioni inappropriate o solamente utili a foraggiare un particolare interesse, in pieno spregio della corretta azione mirata alla crescita personale del… “liberando”. Come spesso ho affermato a voce e non ricordo se l’ho anche scritto, è necessario un approccio esegetico della filosofia religiosa di Scientology. Certamente non un’esegesi ad opera di un qualsiasi professionista, specialista, docente, che è manifestamente contrario alla filosofia religiosa di Scientology. Qui non ho idee da proporre. Personalmente sono rimasto affascinato da alcune conferenze tradotte su questo blog di David Mayo; sono pregne di una profonda conoscenza sia dottrinale che pratica della filosofia religiosa di Scientology.
          Altro aspetto da non sottovalutare e la motivazione. La motivazione. E’ fondamentale.
          Essere benintenzionati è un fattore chiave se si desidera veramente arrecare un qualsivoglia beneficio.
          Faccio un esempio, Tizio parlando con Caio dice: “Quel bastardo di Saint ieri mi ha schiacciato un piede!!! Mi ha fatto male senza motivo!!! Me la deve pagare cara!!!” Caio tu che sei un mio vero amico e mi posso fidare di te, fammi un favore, domani metti questo biglietto sul parabrezza della sua macchina (con su scritto: Bastardo). La motivazione di Tizio è perciò collera. Una collera manifesta. Senza prendere alla lettera e senza discernimento e corretta applicazione il concetto espresso da LRH su “scienza della sopravvivenza”, potremmo perlomeno osservare che Tizio non è in grado di portare beneficio alcuno in questa situazione; ne a sé, ne ad altri.
          Sembrerà una banalità questo esempio ma quante volte ho osservato queste dinamiche anche tra i fuoriusciti indipendenti. Noi sappiamo benissimo che un pensiero, un postulato, si concretizza continuando ad alimentarlo. Continuare ad alimentare odio non può che generare (io questo lo scrivo ma è un errore che ripeto dalla notte dei tempi e chissà quando mi affrancherò definitivamente dal ripeterlo) odio.
          Perciò credo che quando ci si prende cura di un fuoriuscito da una qualsivoglia setta sia necessaria una motivazione rivolta a beneficiare quell’essere vivente. Non un particolare interesse egoistico.
          Steve Hassan, riferendosi a persone ancora parte di un culto, consiglia un atteggiamento di questo tipo: “…di non attaccarli direttamente o di metterli nel torto per quello che stanno facendo, ma al contrario offrire loro affetto, amicizia e comprensione, stare ad ascoltarli, e porre loro delle domande.” – (Fonte: traduzione di un commento di Jeff Hawking su Steve Hassan da Indipendologo)

          Al punto 8 riporti: – La leadership induce sentimenti di vergogna e / o senso di colpa nei membri per influenzarli e / o controllarli. Spesso questo viene fatto attraverso la pressione da parte di altri membri e sottili forme di persuasione.
          Bene, concordo.
          Nessuno ha diritto di decidere per la tua libertà. Perciò perché darsi tanto affanno ad alimentare una mentalità fanatica, la stessa dalla quale un ex-adepto anela rifuggire?
          Perché continuare a seguire una linea incoerente, che alimenta un terminale di opposizione, (sull’alimentare il terminale di opposizione sono il primo a scagliare la prima roccia) e che produce solo una disarmonia anche a livello theta, crea en-theta?

          Un’ultima considerazione poi chiudo. E chi si è visto si è visto, chi ha dato ha dato e chi ha avuto ha avuto – Scherzo, sapete che mi sovviene spontaneo.. un po’ anche per spezzare la tensione che genera questo tipo di riflessioni ( come diceva C.Chaplin: “un giorno senza sorriso è un giorno perso”) –

          La considerazione che vorrei riproporre, ricordo di averlo già scritto ma desidero riscriverlo perché credo sia una riflessione fondamentale.
          Che diritto ha un appartenente ad una setta o di una religione di lanciare anatemi contro chi non la pensa esattamente come lui pensa sia corretto pensare? Marx intravide correttamente queste anomalie e promosse l’intolleranza verso qualsiasi dottrina religiosa. Concezione errata ma che trae la sua causa palesemente da errate concezioni ed applicazioni umane della religione. Fortunatamente è intervenuta la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani a correggere l’intolleranza; senonché gli stessi beneficiari di quei diritti non garantiscono dottrinalmente gli stessi diritti cui loro stessi beneficiano. Una contraddizione evidente di per sé. Personalmente ho trovato espressi manifestatamente a livello dottrinale, cioè i diritti alla libertà religiosa, solo da figure quali Sua Santità Tenzin Gyatso, il Dalai Lama, e Papa Wojtyla. Ce ne saranno certamente altri e perciò chiedo venia sin d’ora per non averli ricordati tutti.

    • Silvia Chiari

      Ciao Roberto Antonio, quello che trovo importante nel tuo scritto è – L’amavo più di me stesso, ciò che leggevo e studiavo aveva in me una risonanza immensa, non dovevo accettarlo, mi pareva fosse già scritto in me. –
      Questa per me è la cosa più importante, con questa conoscenza puoi VERAMENTE diventare un essere libero —- siamo qui per fare un gioco, per sperimentare e a volte si ha bisogno di fare un’esperienza negativa per comprendere meglio il percorso .

  10. David Mayo no parlare ? Lui dire molto a freezone .

  11. robeto antonio

    Ciao Pier Paolo, scusa l’ignoranza e grazie per l’informazione.
    Non conoscevo il blog “Etica e verità” dedicato a screditare gli indipendenti. Se arrivano a sprecare risorse ed energie per arginare l’onda Indipendente significa che destiamo qualche preoccupazione, ma aldilà di questo la cosa mi pare alquanto penosa. Non amo il clima di antagonismo che si è venuto a creare ma purtroppo dobbiamo/ devo coprire il ruolo della contestazione.
    Sono indignato per la pretesa purezza della Cof$, gli squirrell saremmo noi?
    Certo che lo siamo rispetto alla loro contorta gestione di SCN!
    Ma ciò che non posso permettergli assolutamente e che ci accusino che non riconosciamo il valore di Ron e che non ne abbiamo rispetto.
    Mi fanno pena, sono trent’anni che mediamente mi inviano ancora una pubblicazione a casa, eppure ho cambiato tre indirizzi, e mediamente mi chiamano al telefono da Flag una volta al mese e poi sbandierano l’espansione, mah! Se dovessero occuparsi di tutto questo millantato nuovo pubblico perchè dovrebbero rincorrere ancora un blow trentennale?
    Come dicono a Napoli : ” A me me pare nà strunzata”.
    Buon fine settimana.

  12. Marco

    Io ho una buona esperienza in Scn…
    Cercando di essere breve e senza sconfinare troppo in altri autori, seppur di alto profilo, dico questo: per uscire da una setta è sufficiente applicare più integrità possibile.
    Per riparare i torti subiti, basta applicare le condizioni, ma le si può applicare solo quando ben capite.

    Ma non solo, bisogna poi tornare ad essere sereni, e per fare ciò bisogna CONFRONTARE IL MALE.

    O meglio: si deve capire (anche attraverso lo studio) che in questo pianeta esistono forte spinte SP, realizzare che esistono azioni e organizzazioni incredibilmente SP, che è in azione una forza SP che ha costruito formidabili organizzazioni per sopprimere (in primis il controllo dell’economia tramite il controllo del denaro… c’è da aver bene presente che: “quando possiedi un corpo, sei parte dell’economia, cioè delle necessità materiali per mantenere in vita il corpo”. L’economia ti può schiavizzare ed è quello che stanno facendo).

    Dopo aver capito che esiste questa fortissima spinta SP, bisogna confrontarla: “ciò che confronta meno facilmente l’uomo è il male”.

    ” Il grado di complessita’ e’ proporzionale al grado di non stare di fronte.

    La base dell’aberrazione e’ un non stare di fronte.

    …Per analizzare un problema e’ soltanto necessario stabilire a che cosa non si riesce o non vuole stare di fronte…

    La cosa fondamentale a cui l’uomo non riesce a stare di fronte e’ il male.”

    LRH (“Complessita’ e stare di fronte”)

    Io credo che è qui che ci si perde: nei meandri della soppressione non confrontata.

    Alla fine di tutto, per buttare fuori le soppressioni, le ingiustizie, le rotture di ARC, riparare i rudimenti, ecc. ecc. che cosa fai…?
    Se non usare l’unico sistema per liberare l’uomo: comunicazione specializzata!!??

    Dove trovi una comunicazione così specializzata? In Scn, quella vera!

    Solo tramite l’auditing puoi liberarti di tutto ciò che hai subito e che stai trattenendo li nel tuo universo.

    Invito a rileggere attentamente il successo che La Reception ha recentemente pubblicato: https://lareception.wordpress.com/2013/07/06/storie-di-successo

    È una storia esemplare di come ci si libera dalle angherie subite dentro ad una setta.

    Dianetics 55

    Di conseguenza non esiste libertà alcuna in assenza di affinità, accordo e comunicazione.
    Quando un individuo si allontana da questi ultimi, la sua libertà viene nettamente ridotta ed egli si ritrova ad affrontare gigantesche barriere.

    Ad un esame sommario, le parti che compongono la libertà risultano essere l’affinità, la realtà e la comunicazione che vanno a costituire la comprensione.
    Una volta raggiunta la comprensione si ottiene la libertà.

    È necessario ristabilire una comunicazione sufficiente per permettere all’individuo, completamente avviluppato nei meccanismi dell’intrappolamento, di risalire ad un livello di comprensione più elevato.

    Una volta raggiuntolo il suo intrappolamento ha termine.

    Nessuna delle cose che si sono menzionate costituisce in realtà un problema molto difficile. Nell’auditing fatto attualmente la cosa è molto semplice.

    Ma quando viene amministrato da qualcuno che fondamentalmente non desidera la libertà dell’individuo è più probabile che si verifichi un ulteriore intrappolamento, piuttosto che una maggior libertà.
    Coloro che sono ossessivamente intrappolati sono, di conseguenza, nemici del preclear poiché intrappoleranno gli altri.

    L’individuo può raggiungere una libertà più grande.
    In effetti l’individuo desidera una maggiore libertà, una volta che ne abbia un barlume.

    L’auditing fatto secondo le regole precise e i codici di Dianetics e Scientology, porta l’individuo fuori dalle prime zone dell’intrappolamento fino al punto in cui possa conquistare livelli di libertà più elevati, sia tramite ulteriore auditing che da solo.

    L’unica ragione per cui ci serve un metodo di partenza è quella di far muovere i primi passi all’individuo verso l’uscita da un labirinto di specchi di una complessità tale che lui stesso, se tentasse di seguire una strada propria, non potrebbe che perdersi.

    L. Ron Hubbard

    • Giordano Bruno

      E’ difficile aiutarsi da sé. E’ più facile farsi aiutare da qualcuno che ha passato la medesima esperienza….

      • Pier Paolo

        E’ più difficile ma a mio avviso il risultato sarà più “premiante” per la propria crescita personale……bisogna darsi parecchio da fare informandosi in maniera onesta ed obiettiva ed essere disposti a perdere qualche certezza autocostruita! 😉

  13. Marco

    Sono d’accordo con te Giordano, che la comunicazione tra persone coinvolte nella problematica è abbastanza vitale…
    Ma ha ragione anche Pier Paolo che bisogna darsi molto da fare anche by self : “aiutati che Dio ti aiuta”.

    Per esempio io ricordo molto bene che nella fase di uscita dalla setta, ho parlato con un amico Scntologo, anche lui in fase di uscita, per almeno 1 anno… un parlare fitto fitto, incessante, ogni giorno al telefono.
    Ma non solo con lui, con tante altre persone che ho cercato e trovato (Francesco per esempio, uno dei tanti amici Indi che ho trovato e che mi ha ).

    All’inizio ci sono stati anche degli incontri tra Indi appena in erba… molti incontri e telefonate.

    Certo adesso l’onda di indignazione che ci spingeva a comunicare così tanto, causa lo shock iniziale, la grande voglia di capire e i grandi bocconi da ingoiare, forse adesso si è affievolita… problematiche affrontate e risolte.
    Ma resta il fatto, come dici tu, che l’esperienza è da farsi… e che per questo la comunicazione è certamente indispensabile.

    Dispiace che forse purtroppo adesso si è esaurita l’ondata di indignazione iniziale e si trovano meno persone disponibili a comunicare fitto fitto (non so, presumo…), ma di certo bisogna che chi è intento nel suo Rundown della Verità, si dia molto da fare di trovare amici con cui parlare… e che si dia molto da fare nel leggere documenti e materiali di LRH, cosa diceva LRH a riguardo di questa scena attuale (quella creata da >DM)?
    Come la pensava veramente?
    Cose di questo tipo fanno tutte parte della condizione di Dubbio.

    Non è certamente semplice, ma si può fare, ci sono i mezzi e le persone disponibili.

    Posto una interessante Policy, forse utile a capire un po’ di più…
    Anche questa è comunicazione.

    HCO POLICY LETTER
    1 AGOSTO 1974

    REMIMEO

    SERIE DEI DATI N. 36
    “CONCEPIRE LA SCENA IDEALE”

    Se non si riesce a concepire la scena ideale, è improbabile che si riesca a vedere una situazione o a trovarne una.

    “UNA SITUAZIONE” È IL PIÙ MARCATO ALLONTANAMENTO DALLA SCENA IDEALE.

    Perciò:
    PER TROVARE UNA SITUAZIONE BISOGNA ESSERE CAPACI DI CONCEPIRE UNA SCENA IDEALE.

    Molte delle “scene ideali” che vedete sono superficiali e basta. Un ripensamento.

    Alcune persone hanno una conoscenza così buona della scena giusta, che si accorgono subito quando si verifica un allontanamento, il che va benissimo.

    Tuttavia, quando tali persone insegnano a fare delle valutazioni o correggono delle valutazioni, non si rendono conto che altre persone potrebbero non conoscere la scena giusta abbastanza bene da farsi un’idea della scena ideale vera e propria.

    Si verifica quindi un obiettivo sbagliato. (Nota personale: per esempio una persona non conoscendo cosa poter fare adesso semplicemente se ne va indignata… obiettivo sbagliato).

    La persona che insegna o corregge continua a rivolgere la propria attenzione all’erroneità della situazione fornita nella valutazione,
    invece di notare che è la scena ideale che sta andando alla deriva.

    Una scena ideale significa FUTURO.

    Quando si è bloccati lungo la traccia del tempo, potrebbe apparire piuttosto difficile concepire un futuro.
    In politica, chi si trova in questo stato viene definito “reazionario” o “conservatore”.
    Con questi termini s’intende indicare un qualunque tipo di resistenza al cambiamento, anche quando si tratta di un miglioramento.

    Per persone del genere, i brutti periodi della storia sembrano essere i bei giorni passati. Ma i giorni passati non ritornano più.
    Bisogna far diventare belli i giorni futuri.

    “Liberali”, “socialisti” e compagnia bella, fanno una gran bella propaganda prendendo spunto da questa cosa. Inveiscono contro i conservatori (li criticano) dicendo che bisogna tener conto del futuro.
    Presentano una qualche scena futura, spesso incredibile, e sostengono che per raggiungerla ci vuole la “rivoluzione” o la distruzione di tutto ciò che esiste.

    Entrambi i punti di vista potrebbero essere severamente criticati.

    Il conservatore cerca di rimanere fermo sulla traccia del tempo, senza alcuna realtà del fatto che tra ventiquattro ore l’oggi sarà ieri.
    L’ultraliberale scavalca completamente il domani e avanza di cinque o dieci anni lungo la traccia del tempo, alla volta di uno stato perfetto che non potrà mai esistere o che è falsamente presentato come qualcosa di realizzabile.

    A metà strada tra questi due punti di vista abbiamo l’ottenibile.

    Arriviamo a una scena ideale che è possibile realizzare, e che in effetti si realizzerà, se il Perché è giusto, se la risoluzione è corretta e se viene attuata.


    Per concepire un futuro ottenibile, occorre un certo aggancio con la realtà.

    Non c’è assolutamente niente di male nell’avere dei sogni meravigliosi per il futuro. I sogni costituiscono praticamente l’alimento della vita.
    Ma perché condannarsi a un completo fallimento distaccandosi da una qualsiasi realtà?

    Alcuni operai si l’infliggono da sé, questa condanna.
    Sognano ad occhi aperti di essere dei re o altri grandi personaggi, senza però intraprendere nessuna azione per diventare tali. Beh, d’accordo, ma quella non è una “scena ideale”. È un’illusione a cui fanno ricorso per autogratificarsi in un mondo onirico.

    Non solo si può sognare una scena ideale possibile, ma la si può anche ottenere.

    Perciò una scena ideale è UNA COSA CHE PUÒ ESSERE REALIZZATA.
    Dovrebbe essere alquanto reale.
    Alcune persone che fissano degli obiettivi irreali, stanno in realtà stabilendo una scena ideale impossibile.

    Dire: “Finisci questo lavoro entro un’ora!” a qualcuno che si sta dedicando duramente in un lavoro che richiederà quattro giorni, è ingannevole.
    Si sta stabilendo, senza dirlo, la scena ideale di un lavoratore che in realtà sia un mago!

    Beh, magari se ricevesse auditing e hatting potrebbe anche diventarlo. Ma quella è sicuramente una scena ideale non da poco!

    Al presente, si ha una persona che sta sudando e ce la sta mentendo tutta e quella è una scena ideale che ci si sta lasciando sfuggire!
    Ed è così che ci si lasciano sfuggire un bel po’ di scene ideali.

    Uffici puliti e ordinati potrebbero non essere neanche immaginabili da qualcuno che da due anni li vede completamente a soqquadro. Potrebbe pensare che debbano essere così! Ed essere assolutamente incapace di concepire degli uffici in qualunque altra condizione!

    Perciò, se non si è in grado di vedere che gli uffici dovrebbero essere puliti, non ci si rende conto che il fatto che siano sporchi e in disordine costituisce una situazione.

    Perciò, quando si riferisce a qualcuno che il pubblico sta alla larga dall’org, egli, anche se scoprisse che l’org è piena di sozzo ciarpame, non sarebbe in grado di fare una valutazione, perché non saprebbe concepire un org pulita e in ordine.

    Quindi non considererebbe “un’Org sporca” come dato; non concepirebbe “un’org pulita e in ordine, invitante per il pubblico”, come scena ideale; non vedrebbe un “ufficio così sporco che il pubblico se ne sta ben alla larga”, come situazione e in tal modo non sarebbe in grado di trovare un perché che spieghi l’assenza di pubblico!

    E non avendo trovato Perché l’org è cosi sporca e disordinata, la situazione non si risolve.
    Sarebbe quindi una valutazione fallita.

    Eppure la persona addetta all’insegnamento o alla correzione delle valutazioni
    potrebbe non rendersi conto che l’individuo non è in grado di concepire una scena ideale e così continuerebbe a dirgli di trovare la situazione, quando invece è la scena ideale a essere out.

    Potete concepire delle scene ideali meravigliose E ANCHE realizzarle… se sapete fare una valutazione!

    L. RON HUBBARD

    • Giordano Bruno

      Molto bello questo post.
      Comunque, ritornando alla discussione precedente, vorrei sottolineare che non escludo, anzi, ci deve’essere un grande lavoro personale per uscire dalla setta e continuare ad evolversi.
      Ma, sarò più chiaro, credo che nessuno possa cavarsela da solo. Da soli non si giunge a nessuna libertà. Ci si può liberare solo grazie all’aiuto di qualcun altro. Tant’è vero che non è possibile comunicare se non vi sono altri terminali. E la libertà si acquisisce attraverso la comunicazione.
      Solo akllo psicotico basta il flusso 4.
      Per quanto riguarda la fase iniziale dell’uscita, dove è presente molta indignazione e altro ancora, è importante trovare qualcuno disposto ad ascoltare e comprendere. Però quello è solo il primo gradiente e il rischio è di rimanere affossati lì. La via di uscita ha diverse fasi, e chi ne è fuori completamente le conosce tutte.
      Un caro saluto,
      G.B.

  14. Saint Stefano

    Concordo con te Giordano. Assieme è meglio nel modo giusto però. Nell’ambito di un graduale percorso di crescita. Non è facile per un ex-adepto aprirsi ad confronto che superi le barriere della sua stessa esperienza e “forma mentis”. Credo che l’esempio dell’acqua possa essere appropriato. Se vuoi realmente entrare in comunicazione con una persona di fronte a te devi essere nella giusta disposizione d’animo, capace nella comunicazione, devi essere come l’acqua.
    L’aforisma di Laozi cita: “Ecco come bisogna essere! Bisogna essere come l’acqua. Niente ostacoli – essa scorre. Trova una diga, allora si ferma. La diga si spezza, scorre di nuovo. In un recipiente quadrato, è quadrata. In uno tondo, è rotonda. Ecco perché è più indispensabile di ogni altra cosa. Niente esiste al mondo più adattabile dell’acqua. E tuttavia quando cade sul suolo, persistendo, niente può essere più forte di lei”.
    Anche il commento di Marco è interessante in ambito dottrinale, di adeguata interpretazione dottrinale che trovo condivisibile.
    In realtà sono arrivato alla conclusione che più conosco e più mi rendo conto di non conoscere. Perciò leggo con interesse tutti i commenti del blog.

  15. roberto antonio

    Raga organizziamo un Festival degli Indipendente stile festa di mezza estate, qualcosa di popolare niente a che vedere con gli Event Turbo Mega Stellari, Scientology appartiene all’uomo come dono di Ron, siamo uomini o “dipendenti”?

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