Archivi del giorno: 9 giugno 2014

Scopi e felicità – di David Mayo

Siete Scientologist Indipendenti ? Pensate con la VOSTRA testa !
David Mayo
David Mayo e’ sempre molto illuminante e spiazzante per la semplicità’ e leggerezza
con la quale dimostra in modo chiaro e non con tecnicismi
la comprensione della tech,
ed altrettanto semplicemente riesce a rendertela reale come se sia solo li da osservare.
Mi sembra molto appropriato ed inerente
a cio’ che ultimamente si sia presentato sul Blog, nel nostro piccolo
angolo di Web, nella sezione “Chi sarà’ il più’ Scientologo del reame” ? 😀
Scherzo ovviamente, i successi sono materiale da cui apprendere, arricchiscono
ognuno di noi e sicuramente creano meno “materiale” sul quale discutere.
I gruppi indipendenti Italiani sono decisamente al lavoro, e tutti questi OT attest e successi 
derivanti da Persone che hanno ripreso in mano le lattine ne sono la dimostrazione.
Avanti Tutta e pronti per la prova costume !
Francesco

Scopi e felicità – di David Mayo

Traduzione: Stellabruna
Quando parliamo di scopi, parliamo di una persona che prende una decisione di essere qualcosa, di fare qualcosa, o di avere qualcosa e che cerca di ottenerlo. Molto più semplicemente, uno scopo è una decisione o un postulato: i due termini tendono ad essere sinonimi.
Recentemente la gente mi chiede perché non audiamo sugli scopi. E’ una domanda interessante, anche se non usiamo procedimenti chiamati “procedimenti sugli scopi”, in effetti non si può audire qualcuno su niente che non siano gli scopi.
Visto che le persone stanno cercando di ottenere diverse cose nella loro vita, l’auditing che ricevono dovrebbe essere diretto ad aiutarli a raggiungere quegli scopi, o a rimuovere gli ostacoli che impedirebbero loro di raggiungerli.
A volte, l’auditing è stato visto come uno sforzo di liberarsi di qualcosa di indesiderato. Oppure come uno sforzo di liberarsi di qualcosa chiamato “bank”, o di occuparsi di un “caso”. Questi sono solo alcuni aspetti di ciò che cerchiamo di fare con l’auditing. Molto più importante, stiamo cercando di aiutare le persone a creare nuove abilità o a riabilitare e aumentare quelle che hanno già. Perciò il vero obiettivo dell’auditing ha a che fare con il portare al raggiungimento di scopi.
Qualche anno fa esisteva una specifica procedura di auditing chiamata “Processing sugli scopi” – una tecnica speciale che spesso destava l’interesse delle persone solo per il suo nome. “Processing sugli scopi” suggerisce aiuto nel raggiungerli, ma non era veramente questo ciò che la procedura era  progettata a fare. Una persona faceva la lista degli scopi che aveva avuto nel passato, l’auditor trovava il più carico e lo percorreva. La teoria alla base di questa tecnica era che se una persona avesse avuto uno scopo molto carico nel passato, sarebbe rimasto bloccato nel passato su quello scopo; oppure bloccato cercando di raggiungere uno scopo molto vecchio; o forse bloccato nel fallimento di raggiungere quello scopo, che avrebbe influenzato le sue azioni nel presente. Come tale, l’uso di questo procedimento fu limitato perché dipendeva dal fatto che l’individuo fosse bloccato o no in uno scopo del passato.
Molti speravano di scoprire precisamente quale fosse il loro scopo facendo il “processing sugli scopi”, e di riuscire poi a raggiungerlo. Alcuni cercavano di scoprire il loro SCOPO come se fosse qualcosa di magico, e se LO avessero scoperto, la vita sarebbe migliorata. E per certi versi questo è vero, a patto che si realizzi che lo scopo di una persona è qualsiasi cosa essa decida che sia – qualsiasi cosa voglia fare al momento, o per la vita.
Scoperta e conseguimenti appartengono al regno dei guadagni positivi ed è in questa direzione che l’auditing rende meglio. Se una persona ha scopi di auditing di migliorare abilità specifiche ha più probabilità di avere successo. Troppa concentrazione sul liberarsi delle cose tende ad essere limitante.
Per ottenere la vera felicità attraverso il raggiungimento di uno scopo, bisogna capire la composizione della felicità. C’è una definizione di felicità che la descrive come il superamento di ostacoli verso uno scopo. Questo può essere vero, ma la felicità non si verifica necessariamente superando ostacoli. Deve esserci più di questo nella felicità. Per portare felicità, uno scopo deve essere utile o di valore – e deve andare a beneficio degli altri. Questo porta immediatamente uno scopo, o la felicità, fuori dal regno dell’egoismo, o del mero interesse verso sé stessi.
Recentemente alla radio ho sentito un commento di qualcuno che si riferiva agli anni sessanta come alla decade dell’ “io” perché a quel tempo le persone erano impegnate a trovare sé stesse e ad essere sé stesse. Ma essere sé stessi non basta a rendere felici. Bisogna anche fare qualcosa di valore, e perché succeda è necessario interagire ed aiutare gli altri.
Ci sono alcune cose che influenzano il fatto che una persona raggiungerà con successo i suoi scopi o no. La personalità di base e la visione della vita sono importanti nel raggiungimento degli scopi. Se qualcuno decide di adottare uno scopo in grande contrasto con la sua personalità e con le cose che gli piace fare, è improbabile che quello scopo venga raggiunto – emergeranno un sacco di motivi per non fare cose in direzione di quello scopo e farà invece ciò che vuole fare veramente. Un tale scopo non è effettivamente uno scopo personale, ma è un’idea che la persona ha deciso di adottare. Un ovvio esempio è quello di una persona che accetta come scopo ciò che altri vogliono che lui faccia.
La questione di stabilire uno scopo è semplice, se si usa un approccio semplice. Ma a volte si stabiliscono degli scopi basati su ciò che si crede farebbe piacere ad altri o sarebbe approvato da altri. E questo è uno sbaglio. Per stabilire con successo uno scopo, bisogna essere sinceri.
Per realizzare i vostri scopi, è necessario che stabiliate cosa volete fare davvero. Poi immaginate quale beneficio potrebbero trarne gli altri. Se fate così, farete emergere uno scopo che potrete raggiungere e nel farlo trarrete puro piacere.
Da tanto si sa che le persone non agiscono al loro pieno potenziale (o al massimo delle loro abilità). Penso che in gran parte non sia solo a causa di engram o aberrazioni. Penso sia anche perché non hanno formulato uno scopo che corrisponda a ciò che vorrebbero fare e che sia a beneficio degli altri. Penso sia questa la chiave della felicità: prefiggetevi di fare qualcosa in cui siete capaci e che vi piaccia fare e che aiuta voi e gli altri allo stesso tempo. Allora avrete una vita felice.
C’è una profonda relazione tra stabilire il vostro scopo, raggiungerlo, aiutare altri, la felicità e la sopravvivenza. E penso che una semplicissima strada per essere più vivi sia semplicemente revisionare le cose verso cui stiamo andando.
Spesso quanto parliamo di un procedimento o di un esercizio, siamo d’accordo che il fenomeno finale non dovrebbe essere noto. Ma sto per suggerirvi un esercizio e anche per dirvi quale sarà il probabile fenomeno finale, perché sarà utile.
Nel determinare uno scopo, andate attraverso una serie di scopi e chiedetevi:
– questo scopo va a mio beneficio?
– questo scopo va a beneficio di altri?
– questo scopo è qualcosa che mi piacerebbe fare?
Guarderete questi scopi e probabilmente finirete per realizzare che avete avuto uno scopo per tutto il tempo, e che ci stavate lavorando, e che lo avete sempre saputo.
Anche se questo potrebbe suonare come se non ci fosse nessuna scoperta o lezione in questo piccolo esercizio, in esso c’è che ora potete essere certi su quale scopo avete. Che sia o meno la cosa giusta o sia o meno nelle vostre capacità raggiungerlo, potrete divertirvi lavorandoci su.
Spero che queste parole siano utili.
Dal giornale AAC 1984-86

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