Buon Natale

Siete Scientologist Indipendenti ? Pensate con la VOSTRA testa !

 

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Anche per quest’anno il natale e’ arrivato,

un caloroso abbraccio a tutti i condomini.

E’ stato un anno di grandi successi, molto impegnativo

per mantenere la reception un porto libero da dazi.

Cosi’ come era il suo scopo iniziale.

Una scientology Libera al di fuori dei monopoli.

Cosi’ e’ e cosi’ sara’….

Buon Natale amici miei.

Francesco

Cosa mi aspetto da uno Scientologo ?

 “Usare il meglio che io conosco di Scientology al meglio delle mie capacità per aiutare la mia famiglia, gli amici, i gruppi e il mondo”

Ringrazio LUC per il post sottostante, mi piace !

——————————-

Meccanismi di conoscenza e “chiudere l’equazione”

  Stato=status

 

 

In questi giorni, mi è caduta l’attenzione su un fatto in apparenza semplice, ma che magari riserva qualche sfumatura in più.

A quanti di voi è capitato di leggere un qualcosa (in ambito filosofico/spirituale) e pensare: “Molto bello e giusto”, salvo poi accorgersi che quel dato è solo ipotetico e “sfumato”, non lo sentite pienamente vostro e riconosciuto, ma tende a svanire in un nulla di fatto.

Questo fenomeno è la differenza (direi abissale) tra una linea di knowingness ipotetica ed una knowingness autodeterminata (vedi consapevolezza); quest’ultima deriva da una certezza tramite osservazione.

Nell auditing di Scientology, questo avviene quando guardando nel Bank osserviamo un episodio nella sua interezza ed ecco che ne fa As-is, in quel momento abbiamo visto l’episodio “per come è” ed ecco che magicamente appare una nuova realtà di… Oltre a non essere + influenzato negativamente da quel episodio. Qui possiamo anche osservare un altra differenza, quella tra As-is “cancellazione” e Key-out o release. Ci sono vari stati di Release e non è mia intenzione analizzarli qui, voglio semplicemente far osservare il meccanismo. Solitamente avviene dopo una grossa Win, dove il PC “esce” (fa key out) da piu o meno Bank, questo può portare a stati davvero elevati (release OT) ma… Essere key out dal Bank non dà alcuna certezza che resterà tale, anche se uno può restare in quello stato anche per una vita intera, il Bank è sempre lì in agguato e il momento più pericoloso è la morte del corpo, in quel momento è molto probabile che la restimolazione del Bank non cancellato ti faccia cadere nella trappola dalla quale uno era uscito, isomma uno stato con poca certezza (per lo meno da questo punto di vista).

Tutto questo, ci porta a capire la differenza elencata prima tra certezza di e linea ipotetica di conoscenza, il meccanismo è simile alla differenza tra As-is e release. Da quel che ho potuto osservare, il modo migliore è fondere le due cose e studiare in maniera distaccata i vari dati e vedere, man mano saliamo sulla scala della consapevolezza, se sono veri per noi oppure infondati o un pò differenti. L’importante è trasformare i nostri dubbi sui dati in certezze e sapere se quel dato è vero o falso in base alle nostre osservazioni.

In questo “gioco” si può cadere in un altro tranello diabolico, l’eccessiva certezza immodificabile e radicata senza altri spunti di visione. La quale diventa saccenza che per definizione significa: “Persona che tende presuntuosamente a far mostra di ciò che sa o CREDE di sapere”.

Una possibile chiave di lettura per questa piccola/grande trappola, sta nel “chiudere l’equazione”. Ad un certo punto qualcuno perché è un caso psichiatrico o perché è un normale o perché è un evoluto (scala : allucinazione – realtà – verità) si definisce (vedere etimo) magari in modo reale, magari in modo allucinatorio magari anche in modo veritiero. E quello stato, reale o supposto, comincia a diventare uno status e da lì si comunica con le dinamiche. Essendo uno status e non più uno stato entrano in gioco tutti i gradi inferiori ed in particolre i Facsimili di Servizio. Il santone tal dei tali ha una cognition o un release o un’esteriorizzazone mentre siede accanto al fiume e trasforma quello stato per sua natura temporaneo, in uno status: “sono un Illuminato”, sono “Stato Nativo”. Da quel che mi risulta Ron non ha mai enfatizzato uno status. Non ha mai detto “io sono stato nativo” o “io sono cleared theta clear”. Ad un certo punto qualcuno ha bisogno di definirsi perché per svariati motivi non tollera più l’equazione evolutiva aperta e allora la chiude e si difenisce e poi gestisce la cosa dal suo livello. I saggi non cadono in questi giochi di ego aumentato dato da un raggiungimento di un particolare stato di essere o nuova abilità raggiunta, ma cercano di trasmettere in maniera semplice ciò che hanno visto ed appreso.

Ovviamente si potrebbe dire di più, ma questo può essere un ottimo spunto per aprire qualche bella discussione su questi fenomeni e meccanismi.

18 commenti

Archiviato in Casa Minelli, DATI STABILI, Scientology indipendente

18 risposte a “Buon Natale

  1. Luc

    Grazie Francesco 🙂 è uno scritto venuto di “getto”, partito da un idea… Spero possa piacere ed essere interessante per i condomini.

    Ci tengo a ringraziare molto il C/S Paolo, sono davvero felice del rapporto speciale che si è creato.. Grazie di tutto.

    Rinnovo gli auguri a tutti voi.

    ARC
    Luca

  2. Diogene

    Idea interessante e ben espressa, Luca. Ci si può lavorare sopra e espanderla. Ma dico subito: ogni fenomeno mentale è fondamentalmente un “giudizio” sia verso di sé sia verso gli altri o verso qualcos’altro. La certezza si basa sulla propria capacità di “osservazione” e questo implica che nessun altro può essere in grado di “osservare” allo stesso modo di qualcun altro. Tutto il processo comunicativo viene alterato dalla necessità di “giudizio” al fine di trasformarsi in “comprensione”. E’ un meccanismo che vale anche fra sé e sé (flusso 0) e quindi presuppone non tanto un “libero giudizio” bensì una libertà dalla “necessità di giudicare”.
    Paradossalmente, chiunque risponderà al mio commento lo confermerà di fatto, perché esprimerà un “giudizio” come io stesso sto facendo.
    Dunque, ancor più paradossalmente, “nessuna risposta” sarebbe più “saggia” di qualsiasi risposta benché “saggia”. Tuttavia non possiamo evitare i “quattro flussi” della Comunicazione, che a quanto pare agiscono sempre in contemporanea, all’unisono. Questo, in estrema sintesi, forma il lato “pratico” della Vita. Ciò che i postulati cercano di materializzare è semplicemente un “allineamento” dei propri sogni ai sogni altrui. Ed ecco come ci si confezionano le gabbie…

  3. GB

    Ottima riflessione Luca.
    In fondo siamo uno 0 (statico). Quindi, man mano che si progredisce spiritualmente, la realizzazione dovrebbe avvicinarsi sempre più alla consapevolezza di essere 0. Capirai che status può essere, essere 0.
    Forse questo è il significato di “beati i poveri in spirito perché di essi è il regno dei cieli”.
    Un caro saluto,
    GB

  4. 1sripaultheta

    Grazie anche a voi tutti un felice e prosperoso 2015 . Paul.

  5. tony pacati

    bravo Luca,
    volevo scrivere una risposta “saggia” ma il buon Diogene mi ha scoraggiato!
    Però, forse, sarebbe da distinguere tra risposta, (che implica una domanda) commento, validazione, riconoscimento, invalidazione, opinione, osservazione, puntualizzazione, chiarimento, ecc.

    Ho letto il tuo “saggio” saggio 3 volte e c’è poco da dire, ti poni delle domande giuste è ti dai delle risposte coerenti e sensate… eppure c’era qualcosa che mi infastidiva un po’ e non capivo cosa era e poi l’ho trovato ed è la parola “certezza”

    E’ una parola ingombrante, troppo vicina agli assoluti, come “tutto” o “sempre” o i loro opposti.
    E’ molto usata dagli scientologist che spesso nei loro successi raggiungono delle “certezze”.

    Le certezze fanno parte degli E.P. e giustamente vengono raggiunti, come recentemente ha fatto G.O., ma raggiungere una certezza sembra la fine di un percorso e noi sappiamo di essere molto lontani dalla fine (che poi sarebbe anche questa un assoluto).

    Allora come potremmo dire? Certezza parziale o momentanea?
    Sarebbe come dire quasi… “tutto” .

    Ma in effetti non saprei come altro definire il raggiungimento di quella condizione di “sapere una cosa”, qualcosa che da la sensazione di essere “sazi” di conoscenza a quel riguardo e non avere ulteriori curiosità o domande.

    Ma forse mi sto solo perdendo nella semantica.

    La sazietà è sempre una cosa temporanea e presto o tardi, per fortuna, torna l’appetito.

    Magari dovremmo attingere dalla saggezza popolare; mia nonna Cira mi insegnava che solo gli stupidi non cambiano mai opinione…. e noi potremmo aggiungere…. non cambiano mai “certezze”

    un caro saluto

    Tony

    • Luc

      Ciao a tutti, ringrazio Diogene e GB per le risposte molto belle. Grazie anche per i complimenti 🙂 .

      Tony, hai ragione… Hai detto una bella cosa… Ho una risposta per te e spero che non sia troppo “semplicistica”.

      Esiste la certezza di una cosa in quell esatto tempo e con l’esatto punto di vista del momento… Quando poi tu cambi punto di vista troverai un altra certezza su quella stessa cosa ed anzi, puoi usare la certezza ottenuta prima come base per un altra. Essendo auto determinata dipende da come la guardi TU… Alla fine è tutto relativo a come si osserva, dunque al punto di vista.
      Eppure su alcune cose ci sono delle certezze vere, in particolar modo nell auditing esempio: sei Clear? Allora SAI che non hai + la mente reattiva, è così… Finisci NOTS? Beh, sai che quel caso non ti darà + fastidio come prima… Ed ecco ancora la differenza tra release e cancellazione… In termini di auditing… Dipende il contesto, Theta è un assoluto, uno statico quindi è CERTEZZA esponenziale, dunque esso ha capacità di assoluta certezza ma… Si scontra con il MEST dove non ci sono assoluti e le certezze sono effimere… Una bella trappola.

      Ciao
      ARC
      Luca

      • Diogene

        Per quel che ne capisco, la vedo anch’io come te, Luca… con qualche riserva sulla “cancellazione certificata” dall’auditing.
        Dato che la duplicazione perfetta è impossibile, non può aver luogo un As-is di qualcosa che è successo. Essendo l’As-is per definizione l’unico e preciso istante in cui qualcosa appare in esistenza (dopo di che serve un Alter-is per mantenerlo in esistenza), possiamo solo riportarne alla luce la sua alterazione. Di solito si tratta di un episodio complesso, dunque formato da una catena di Alter-is ciascuno dei quali deriva ovviamente dal suo As-is modificato. Insomma, noi creiamo (o per meglio dire percepiamo) in continuazione ed in continuazione alteriamo (cioè interpretiamo in base alla nostra consapevolezza) la vera natura od origine o verità delle cose. In effetti, questo è ciò che costituisce la vita come la conosciamo, perché la vita è movimento inarrestabile di onde, flussi, particelle, ecc., è cambiamento imprescindibile sia di forme che di significanze e quindi di pensiero. Ogni singolo punto di vista è caratterizzato da un “livello” o “quantum” di consapevolezza e utilizza o sviluppa degli “strumenti” per acquisire conoscenza. Se il suo universo si manifesta come mutazione perpetua, è necessario che rivolga la maggior parte della sua attenzione a ciò che non conosce, alle sue incertezze. Mi sembra più vicino alla verità affermare che l’Uomo “non ha” certezze, ma “si fa” delle certezze. L’Uomo non gradisce le certezze assolute, non ne è capace, ed il paradosso è che di questo lui ne ha “l’assoluta certezza”. Di tutto il resto, di ogni aspetto della vita, lui preferisce avere “più o meno” certezza in base ad innumerevoli varianti. Uno scopo dell’auditing è anche di portare la persona ad avere (o ritenere di avere) più certezza che incertezza, ma questo presuppone una mente libera da pregiudizi ed uno spirito predisposto a qualsiasi cambiamento. Essere causa ed effetto del cambiamento equivale ad essere vivi. Esserne consapevoli ci può semplificare la vita, ma non ci toglie dai guai o, se vogliamo dirlo in scientologese, ci carica di maggiore responsabilità. Eh sì, questo mondo è una palla… ma in tutti i sensi, purtroppo.

        • Marco

          Corso di Classe VIII a bordo dell’Apollo nel 1968

          “Ad ogni modo… Scientology è la via verso la verità.
          É lo studio della verità.

          E verità totale è potere totale.
          E quando in una persona non sono rimaste più bugie, è OT.
          E tutti i meccanismi di OT funzionano.

          Dunque, il soggetto è molto, molto ben indirizzato.”

  6. Candido

    Ghet capit Luc? Tony el ga dit che te set brao ma en po stupit!

  7. tony pacati

    ho provato con google traduttore, ma sembra che gli manchi il bresciano (è bresciano vero?… o bergamasco?)
    comunque, visto che sono un tipo sveglio (per ora) ed anche un po’ OT, ho capito lo stesso 🙂
    buona notte a tutti

  8. paolo facchinetti

    Comunque volevo ricordare ai lettori e ai commentatori che è stato Ron Hubbard stesso alla fine degli anni 50 a definire SCIENTOLOGY: SCIENZA DELLA CERTEZZA. Questa definizione la diede mentre poneva tutti gli episodi che riguardavano la TRACCIA INTERA in PARA-SCIENTOLOGY (a cui ho già accennato in precedenza).

  9. Marco

    SCN 8-8008 VERITA’ – ALLUCINAZIONE

    “Il massimo livello di Verità che una persona può conseguire è nel conseguimento delle proprie illusioni.

    Il massimo allontanamento dalla verità consiste nella totale accettazione della realtà dell’universo MEST.”

    “Ciò che comunemente si crede sia verità è “l’accordo sulla legge naturale”: Questa sarebbe la verità dell’universo MEST, che sarebbe il minimo comun denominatore dell’accordo su qualsiasi soggetto.

    L’accettazione di solo tali verità è però pericolosa.”

    “In Scientology, si studiano i minimi comun denominatori dell’accordo che danno luogo ad un’accettazione dell’universo MEST, che di per sé è un’illusione su cui si è concordato.

    Questi comun denominatori però tendono a “proibire” la creazione dell’universo proprio: capacità quest’ultima, che di per sé rende possibile la percezione dell’universo MEST.

    La verità dunque, consiste dello studio di minimi comun denominatori dell’accordo: più l’enunciazione della vera capacità del thetan.

    La vera capacità del thetan è una verità molto più elevata di quella dell’universo MEST stesso.

    E se mai è stata conosciuta prima, le difficoltà di comunicarla sono state tali da impedirne la promulgazione.”

  10. Luc

    Ok Diogene, allora ti chiedo: secondo il tuo punto di vista cosa avviene quando osservi in auditing, ad esempio, un engram? Voglio capire bene il tuo punto di vista sulla questione. Grazie 🙂

    ARC
    Luca

    • Diogene

      Ciao Luca.
      Secondo me (ma non penso di dire alcunché di nuovo), un engram non si risolve finché non trovi l’esatto postulato che vi sta alla base. Questo è qualcosa che il thetan può fare, perché è di ordine spirituale. Se non dovesse trovarlo, ma ne ricavasse una consapevolezza che per lui è vera, potrebbe accontentarsi di trasformare quella consapevolezza in nuova “verità personale” sotto forma di cognition. Non sarebbe una cancellazione ma probabilmente un key-out, a patto che nel percorrere più volte l’engram anche la relativa carica se ne fosse uscita. Il pc si rende conto dell’assenza o della diminuzione di carica perché questa è un’azione che ha a che fare con l’energia ed il riscontro positivo è sia mentale che fisico. Ma deve esserci un “pensiero causativo” per determinare un cambiamento di ciò che è stato in ciò che ora è, vale a dire le sequenze e ramificazioni dei vecchi Alter-is in un As-is nuovo di pacca. In questo mio concetto, As-is e Postulato si sovrappongono in quanto interdipendenti: una presa di coscienza di una propria verità.
      Nulla avviene nel proprio universo se non tramite quella facoltà che in Scn viene chiamata “postulato” e definita come “verità autodeterminata” e vi si dice anche che la cosa più facile per un thetan è “cambiare il proprio postulato o pensiero causativo”. La certezza dipende in gran parte dalla “facilità di postulare” oltre che naturalmente dalla capacità di fare As-is non solo NEL proprio universo ma anche quanto più possibile DELL’universo in generale. Essendo l’universo MEST formato dal connubio tra idee (Spazio-Tempo) e rappresentazioni fisiche (Energia e Materia) è risaputo che pure le Forme Mentali ne sono il prodotto, anzi è la Mente stessa che definisce ed interpreta ogni manifestazione fisica. Quindi quello che posso osservare (anche tramite le tecniche di auditing) nella mia mente è sempre avvenuto nel passato, ma è sempre in un momento presente che lo vado a considerare. Posso datarlo, localizzarlo e descriverlo perché lo percepisco come varie manifestazioni di energia, però è la consapevolezza di ciò che sta avvenendo ORA, a me come thetan, che genera il distacco o mantiene l’aggancio con quella realtà a cui avevo dato il mio accordo o che mi era stata imposta. In fin dei conti non è l’auditing che ti libera (come fosse una magia o una medicina), ma serve a farti scoprire qualcosa di cui devi TU assumerti la responsabilità se te ne vuoi liberare oppure no.

      • Luc

        Bello scritto, molto interessante e sono d’accordo. Anche se penso comunque che la carica e gli effetti del episodio spariscano (fanno as-is), altrimenti non ci sarebbero i guadagni ed i miglioramenti… Alla fine è come se dici: “Ehi, non sono più d’accordo che mi prendi a calci nei testicoli” ahaha 🙂

        ARC
        Luca

        • Diogene

          Gli effetti negativi spariscono se sparisce la carica negativa che li produce, questo mi sembra scontato. Per effetti negativi possiamo intendere tutti quelli “indesiderati”, quindi anche qui andiamo sul personale e quando tocca anche il sociale si riscontrano ulteriori reattività. E’ probabile che sia una partita lunga quanto l’esistenza, perché in ogni direzione, ad ogni passo, si aprono nuovi scenari.
          La carica è semplice da scoprire: è “il perché” che bisogna scovare, cioè il postulato, la decisione, l’accordo che ci sta sotto. Noi guardiamo un film (la vita) che è fatto di pensiero e di energia; la trama (il vissuto) si compone di esperienze, emozioni, dolori fisici e gioie intellettuali, tutte cose che conosciamo benissimo e che racchiudiamo in “immagini”. Quand’è che qualcosa ci infastidisce? Quando diventa un problema irrisolto. Noi, volenti o nolenti, siamo sempre parte del problema. Se in qualche modo ce lo siamo costruito, in qualche modo possiamo uscirne o ribaltarlo o forse anche spazzarlo via. Come ha già detto qualcuno che non ricordo: il nemico è dentro di noi, ma noi siamo amici di noi stessi?

  11. Marco

    PROCESSING CREATIVO 17 NOV ‘52

    “Che cosa abbiamo qui a 20.00? Abbiamo l’energia.

    L’energia, come abbiamo visto, può congelarsi diventando un oggetto.

    Che cos’è un engram? Un engram è energia che è rimasta in sospensione in una condizione pesante e che tende a diventare un oggetto.

    Il potere di comando di un oggetto sulla beingness è grande, non piccolo.

    Un oggetto può avere potere di comando in misura diretta di quanto esiste ed è sconosciuto. È una cosa orribile, vero ?

    Se con l’oggetto è possibile avere una linea di comunicazione, una percezione, allora si può dire che per l’individuo esiste.
    La cosa che non ha una linea di comunicazione con l’Essere, in realtà per lui non esiste.

    Abbiamo così una definizione per l’esistenza: cose con le quali si può comunicare.

    Se non si può comunicare con qualcosa… sapete, comunicare è percepire, le varie percezioni e così via… se non si può comunicare con qualcosa in un modo o nell’altro, la cosa non esiste. Giusto?

    Per esempio, potrebbe esserci una stupenda statua qua fuori in mezzo alla strada, davvero bella, e potrebbe occupare tutta la strada, ma se nessuno potesse comunicare con lei in alcun modo, i camion potrebbero passare oltre, attraversandola. Per la gente non esisterebbe.

    In effetti, ho detto che è li, ma voi non potete comunicare con lei e pertanto non esiste.
    Ma nel momento stesso in cui dico che è lì, la vostra immaginazione scatta in un certo qual modo verso di lei e vede che avete iniziato una comunicazione di energia con un oggetto che non esisteva, ma sul quale ci si potrebbe concentrare fino a farlo esistere.

    La pratica mistica è in larga misura dedicata alla concentrazione, ad un livello tale che un oggetto assume una reale esistenza per altri oltre che per la persona che lo percepisce.
    Questa non è un’esposizione completa del misticismo, ma una delle sue principali caratteristiche è quella di sconfinare nella magia. È la concentrazione su una non esistenza al fine di creare un’esistenza, o la concentrazione su un’esistenza al fine di creare una non esistenza.

    Se vi concentrate e concordate sull’esistenza di uno spirito, vi concentrate e concordate, concordate e vi concentrate, vi concentrate e concordate, otterrete uno spirito. Ci potete scommettere.
    Naturalmente ci sarebbero opinioni diverse su ciò che questo spirito farebbe, ma ci sarebbe uno spirito. Non c’è dubbio. Fluttuerebbe in giro e così via.

    Che cos’è la verità, allora? Se possono accadere tutte queste cose, allora che cos’è la verità?

    La verità è la cosa con cui tutti possiamo comunicare.

    Il grado di verità corrisponde al grado di accordo che possiamo raggiungere.

    Perciò la più grande verità che ci sia, è un oggetto. Capite?
    C’è meno verità nell’energia che negli oggetti e non c’è affatto verità nella beingness.

    Infatti, prendiamo una beingness estrema e una persona che può mutare la sua beingness come vuole, perbacco, quanto cambia. Se può mutare la sua beingness in tutti i modi… allora non potete dire che possa veramente esistere.
    Non c’è verità nella sua esistenza, perché la persona è così dannatamente variabile.

    Quello che vogliamo nella verità è uniformità, tutto qui.

    Perciò ci sono persone da 4.0 in giù che cominciano a preoccuparsi del fatto di concordare.
    Iniziano a preoccuparsi molto del fatto di concordare, perciò iniziano a preoccuparsi molto della verità.

    Più scendono in basso, più si preoccupano della verità e più si allontanano dalla flessibilità, più si avvicinano alla solidità.
    E quando tutti concordano che è vero, sono morti.
    Questa è la verità estrema.

    Quindi, che cos’è la verità? Ogni verità è relativa.

    Noi stiamo studiando l’anatomia e le leggi dell’accordo.
    Se stiamo studiando l’anatomia e le leggi dell’accordo, stiamo studiando quella cosa su cui tutti abbiamo concordato! Afferrate questo.
    Stiamo studiando il punto d’incontro comune.

    Stiamo studiando l’accordo e le varie manifestazioni dell’accordo.

    In che modo si scioglie l’accordo?
    Beh, capendo la sua anatomia e sciogliendolo.

    Se lo sciogliete come accordo, farete star bene il vostro preclear.
    E se lo fate concordare al 100 percento, lo uccidete.

    Questo è principalmente il motivo per cui alcune delle psicoterapie utilizzate in passato, non solo non funzionavano, ma rendevano le persone terribilmente dipendenti dallo psicoterapista e non le facevano stare meglio.

    Chiunque abbia operato in quel campo non vorrà entrare in eccessive discussioni con me, ma dirà: “Almeno abbiamo fatto calmare la sua mente e lui ha cessato di essere un’ampia minaccia per la società attorno a lui”. Beh, questo è vero, è vero.
    Quello era il traguardo e la meta che si prefiggevano di raggiungere.

    Bene, ora non lasciate che ciò venga confuso con i vostri traguardi ed obiettivi…
    Non siete interessati alla psicoterapia, siete interessati alle persone dal punto di vista de: l’anatomia dell’accordo.”

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