Archivi del mese: agosto 2015

Network Connection ?

Siete Scientologist Indipendenti ? Pensate con la VOSTRA testa !

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Diogene ha dato una risposta molto interessante all’articolo di Richard,

fondamentalmente, ora che tutta la tecnologia e’ disponibile nel campo indipendente,

ora che abbiamo lasciato alle spalle la “scottatura” della Cof$,

il Network indipendente e’ realmente connesso ?

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Grazie Richard per essere attivo e sorprendente. Lo stile dei tuoi scritti precedenti, oscillante tra l’ingenuo e il profetico, ti ha reso simpatico e interessante, doti notevoli da buon comunicatore, ma basterà questo a scuotere le molte coscienze maltrattate e a ravvivare scopi falliti?

E’ innegabile che tu ci stia provando e sono certo che non smetterai di riprovarci. Vedi, più che di incitamenti c’è bisogno di dati stabili, perché gli scientologi standardizzati sono stati educati a seguire solo “dati stabili”.
L’esperienza ci insegna che non tutti i dati stabili sono anche veri, però fanno da collante per gruppi e società.

Generalmente, in quest’ambito basta accennare a un dubbio su qualche “dato di LRH” e subito si solleva il polverone di buuuhhh, vade retro satana.

E’ giusto per il collettivo, ma è altrettanto razionale (o intuitivo) per l’individuo?

Non esistono in natura due idee perfettamente identiche, non puoi far coincidere due “cose pensate” in quanto non hanno né forma né dimensione.

Quando non sono convincenti. le idee sconcertano o fanno paura.

Perciò, a dispetto della sua diffidenza verso il MEST, l’uomo è portato a basare le sue certezze sulla solidità e sulla ripetitività.
Tutto questo discorsetto (forse inutile ai più) mi serve per introdurre una considerazione terra-terra, certamente non nuova né originale, ma che offre un punto di vista dal lato operativo.
Sappiamo che per qualsiasi attività umana (non soltanto per Scn) sono necessarie tre cose fondamentali: uno Scopo, un’idonea Organizzazione, un Prodotto Finale adeguato allo Scopo.

Il Valore, benché importante, è del tutto relativo e indipendente dalla sua “eticità” e “consistenza”.
Parlando di Scientology, lo Scopo dichiarato è di “Chiarire il Pianeta” e quindi dovrebbe “produrre” Persone Etiche (nel senso di saper scegliere in ogni circostanza il maggior bene per il maggior numero di Dinamiche) e Capaci di attuare quelle decisioni che ritiene positive in base al suo Livello di Consapevolezza e di Competenza.

Queste persone, che Scn definisce in vari modi Thetan Operanti, sono i Prodotti necessari affinché lo Scopo dichiarato venga raggiunto.

Ma nella realtà, finora, sia lo Scopo che il Prodotto consistono in dichiarazioni e fatti sporadici.

Perché?

Perché qualcuno ha voluto che la macchina organizzativa venisse intralciata e deviata dallo Scopo iniziale (che rimane a fini propagandistici).

Se non troviamo nessuno da “incolpare” allora dovremmo logicamente dedurre che la struttura organizzativa si è logorata o incrinata da sola, ma non siamo così ingenui da crederlo.

Linee e particelle sono perlopiù MEST, i terminali però sono sempre persone.
Dunque è stato facile “alterare” l’organizzazione senza pregiudicare le vendite di un prodotto sminuito ed anzi, utilizzandola per incrementare le entrate a go-go sbandierando il nobile scopo di una umanità da liberare.

Se proprio non vogliamo vederci la truffa, possiamo optare per incapacità o (udite udite!) bugie “a fin di bene”.

Solo che il “bene” lassù è valutato in miliardi di banconote incassate e non di esseri umani evoluti.
Questa è la mia spiegazione del fatto che gli scientologi indipendenti restano sì fedeli allo Scopo e ambiscono certamente ad un valido Prodotto, ma sono diffidenti verso un qualche tipo di organizzazione ed ostracizzano chiunque tenti di presentarsi con autorevolezza.

Non è per inedia o indifferenza che stentiamo a costituirci in gruppi organizzati, è perché abbiamo constatato la fragilità di strutture amministrate, facilmente corruttibili o drammaticamente scombinate.

Stiamo bene di fronte alle idee ma il controllo del MEST è effettivamente impegnativo per la maggior parte della gente.

Un’ovvia soluzione è quella di trasformare l’impegno in “divertimento” e gli sforzi in “giochi finalizzati”. In tal modo gli avversari non sarebbero più “nemici” e anche gli spazi si amplierebbero.
Un primo passo potrebbe consistere nella formazione di una estensibile costellazione di piccoli gruppi autogestiti ma tra di loro interconnessi.

Se qualcosa del genere già esiste, converrebbe avvantaggiarsene.

L’idea non è di reclutare ad ogni costo o di mischiarsi indifferentemente, ma di coordinare le competenze disponibili ed i contatti futuri.

Diogene

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