Archivi del giorno: 16 ottobre 2015

Una Tesi da 110 e lode, sesta parte.

vittoria alata

Ecco ora dei dati storici sugli inizi di Scientology in Italia,

informazioni che certamente non tutti conoscono.

SECONDA PARTE

 

Capitolo 1- Dianetica in Italia

La prima impronta di Hubbard e della sua tecnologia in Italia, la troviamo nella “Selezione Scientifica 1951” edita da Edizioni DELTA, il cui Direttore Responsabile fu Pietro Aldi[1].

In questa selezione scientifica a tiratura mensile è pubblicato nel febbraio del 1951 l’articolo “La nuova mania degli americani: la DIANETICA. Scienza o mistificazione?”

Le fonti  a cui attinge sono riportate come varie, ma possiamo notare nelle immagini inserite i titoli di alcuni articoli statunitensi: uno per esempio è “Dianetics: Science or Hoax?” di Albert Q. Maisel pubblicato il 5 dicembre 1950[2].

seconda parte 01

Ecco l’inizio:

 

“Un nuovo culto si sta diffondendo negli Stati Uniti. Il suo nome è <<dianetica>>; la sua bibbia è il libro <<Dianetics: the modern science of mental Health>>, uno dei libri più venduti in questo momento, che i fanatici chiamano semplicemente <<il Libro>>”

A questo inizio segue la spiegazione della Dianetica come la “psicanalisi dell’uomo comune” che tende a sgombrare la mente da precedenti dannose esperienze, facendole prima rivivere in modo da “scaricarne” l’influenza nefasta.

L’articolo prosegue con la descrizione dei postulati e delle finalità della Dianetica secondo Ron Hubbard, confrontate con i presupposti della psicoanalisi freudiana, anche se ne rimarca le differenze.

Prosegue poi l’articolo:

 

“Alcuni psicologi e psicoterapisti si sono già convertiti a questa nuova scienza. Uno di essi, Jean Bordeaux, ha usato questo metodo in dozzine di pazienti, ed è soddisfatto dei risultati. In ogni caso il metodo è innocuo. Ma Pauline K. Pumphrey, osteopata di Santa Monica (California), avanza il dubbio che il ricordare un episodio di grave emorragia possa addirittura far tornare l’emorragia […] La scienza medica ufficiale ha tenuto, in un primo tempo, un dignitoso riserbo verso la nuova teoria; ma oggi che la <<Hubbard Dianetics Research Foundation>> ha già messo su un ufficio con 18 stanze da consultazione ad Elizabeth, N.J., e ha fondato una <<Casa dianetica>> a New York, un’altra a Los Angeles, e varie succursali a Washington, Chicago, e Honolulu, l’Associazione Medica Americana è intervenuta apertamente contro quella che è definita <<la psicoanalisi dell’uomo qualunque>>. Malgrado gli evidenti segni di pubblica approvazione alla nuova scienza, i medici americani ritengono che dopo un primo periodo di voga, anche la dianetica cadrà nell’oblio e sarà sostituita da altre teorie <<forse anche più comiche>>”

seconda parte 02

 

Non si può negare che l’autore di questo scritto fu più influenzato dalle critiche negative, che da quello positive.

 

DIANETICA DI GHERARDO CASINI

Nel 1951 fu pubblicata dall’editore Gherardo Casini la prima traduzione italiana del fortunato libro di Hubbard. Il libro, con il titolo di “Dianetica”, era parte di una collana di psicologia[3].

Dalle ricerche da me effettuate presso gli scientologist, sia indipendenti che non, sembra che questa edizione del libro di Hubbard abbia raggiunto notorietà solo dopo l’avvento di Scientology in Italia (stiamo parlando quindi degli anni ’70): questa è diventata una specie di cimelio che uno scientologo ama avere nella sua libreria.

seconda parte 03

Riscontriamo questa cosa anche nell’articolo Preistoria di Scientology in Italia pubblicato sul blog Etica e Verità dove l’autore parla dell’acquisto di una delle copie del libro presso una bancarella di libri usati a Brescia nel ‘72.

Dobbiamo al lavoro di divulgazione di Pier Paderni, conferenziere della Chiesa in tutto il mondo, la fama acquisita da questo volume.

Nelle lezioni di Anatomia della mente umana (trasmesse su TELEPORDENONE dal 2010 al 2012, e ora visionabili su youtube[4]), Pier Paderni presentava il libro Dianetica all’inizio di ogni puntata, e lo elogiava come esempio dell’attendibilità di Hubbard dal punto di vista scientifico e come esempio della bravura dimostrata dagli italiani nel tradurlo in una famosa collana di psicologia.

Il libro ha avuto fortuna solo nel momento in cui è stato attorniato dall’aura del cimelio; anche perché, dal punto di vista dell’ “ortodossia” della Chiesa e della tecnologia di Hubbard, si tratta di una traduzione altamente squirrel[5].

 

L’ARTICOLO SU EPOCA

Sul numero di Epoca del 24 novembre 1951, a pagina 28, troviamo un articolo riguardante il famoso libro di Hubbard: “Dianetica, la <<scienza nuova>> di Hubbard[6]”.

Il tono di questo articolo risulta essere ancora più criticamente negativo di quello precedentemente citato.

Per l’autore, Dino Origlia, non c’è dubbio: la Dianetica è l’ennesima moda creata per guadagnare soldi tramite ignare persone alla ricerca della ricetta miracolosa della felicità.

Tutto l’articolo è ironico e sarcastico: si parte da una definizione di Hubbard come “profeta, mago, divulgatore, propagandista; e – lo sospettiamo – gran sfruttatore della sua idea al cospetto di Dio e degli uomini”, proseguendo con una forte ironia riguardo alle sedute di auditing, viste come una fantasiosa psicanalisi che cerca di ritrovare le cause di ogni trauma personale anche nel periodo prenatale dell’individuo. Quindi l’ipocondria di un uomo, potrebbe derivare dalla preoccupazione per la salute della madre dimostrata dalla zia al momento della gestazione.

Riguardo la base scientifica non si hanno dubbi: la Dianetica non ne ha.

Anche le didascalie alle poche immagini presenti nell’articolo non lasciano una buona impressione nel lettore di ciò che sia la Dianetica: la prima, dove è immortalata una seduta di auditing, viene descritta come “Una seduta di dianetici. La paziente si sdraia, conta fino a sette e cade in ipnosi. L’esaminatore la interroga”, dando la sensazione della parodia di una seduta di psicanalisi vera e propria; la terza, dove compare un seguace di “Dianetics”, è descritta come “Larry Van Runkel, un fanatico credente nella dianetica. Tiene tra le mani, come una bibbia, il libro di Hubbard”.

Di seguito riporto un passo dell’articolo:

 

“La dianetica può essere eseguita da chiunque, anzi il suo profeta sostiene che i migliori auditori devono essere gli ingegneri. Destino delle professioni! L’ingegnere dianetista sta per rubare il posto nei salotti al tradizionale colonnello a riposo spiritista”

Chissà cosa avrebbe pensato a questo punto l’autore se avesse saputo del legame di Hubbard con Jack Parsons e Aleister Crowley.

L’articolo poi si conclude con una citazione di un umorista che l’autore trova congeniale per descrivere la moda della Dianetica:

 

“E viene in mente quello che un umorista disse quando fu chiesto il suo parere sulle vitamine: <<Non ci credo, ma è meglio ingoiarne alcuni milioni prima che passino di moda>>”

Dalle ricerche da me condotte non risultano testimonianze di un avvicinamento da parte degli italiani a questo fenomeno in quel periodo, e non c’è da stupirsi avendo potuto vedere il tipo di diffusione e fama data ad Hubbard e il suo lavoro dai media.

“Dianetics” sarebbe passato attraverso altre vie per diffondersi.

Capitolo 2 – La preistoria di Scientology

Basandomi sui dati da me raccolti tramite varie fonti, delineerò la storia di Scientology in Italia a partire dagli anni ‘70. Anche se può sembrare paradossale bisogna andare a cercare queste tracce in una band scozzese del periodo: The Incredible String Band[7].

Questo gruppo musicale aveva raccolto un discreto successo di pubblico, e con la loro musica si trovarono a essere i diffusori della filosofia di Scientology, a cui avevano aderito.

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[1] Aldi Pietro, Una nuova mania degli americani: la DIANETICA, in “Selezione Scientifica”, a. III, n. 22, pp. 6-11

[2] Maisel Q. Albert, Dianetcs: Science or Hoax, in “Look”, 5 dicembre 1950, pp. 79-85 (visionabile alla pagina web http://www.lermanet.com/scientologynews/look-120550.htm)

[3] Hubbard L. Ron, Dianetica, Roma, Gherardo Casini, 1951

[4] http://www.youtube.com/results?search_query=pier+paderni

[5] Termine utilizzato da Hubbard e dagli scientologist per definire un qualcuno o un qualcosa che non applica Scientology in modo standard.

[6] Origlia Dino, Dianetica, la <<scienza nuova>> di Hubbard, in “Epoca”, a. II, n° 59, pp. 28-30

[7] The Incredible String Band fu una band scozzese formatasi nel 1966. Il loro stile spaziava dal folk alle sonorità orientali, e ha raccolto intorno a sé un vasto stuolo di appassionati nella controcultura britannica. Destò scalpore il loro essersi avvicinati a Scientology.

I racconti, sia da parte degli indipendenti sia da parte degli ortodossi, concordano sul fatto che fu il venire a conoscenza di questo fatto ad aver innescato la scintilla di Scientology in Italia.

Ma chi erano i futuri adepti di Scientology?

Si trattava di giovani bresciani e milanesi con tendenze politiche di sinistra, frequentavano le “Comuni” sorte nel bresciano in quel periodo, ed erano in maggioranza artisti e musicisti.

Prendendo in considerazione i racconti degli indipendenti del blog La reception[1], sappiamo che il primo a venire in contatto con i The Incredible String Band, fu un loro caro amico che chiameremo con il suo soprannome, Trino, ora diventato un grado alto all’interno della Chiesa di Scientology.

Sembra che lui rimase colpito dal loro modo di vivere e, una volta scoperto che seguivano la filosofia di Scientology, diffuse anche agli altri membri del suo gruppo di amici e conoscenti il libro “Dianetics”.

Stando al racconto di Paolo, uno dei primi indipendenti italiani di cui parleremo in seguito più approfonditamente, riguardo alla sua vita all’interno di Scientology e basandomi anche sui colloqui che sono riuscita a tenere con alcuni membri dell’Org di Brescia; in questa fase si seguiva Dianetics senza nessun vero e proprio contatto con la realtà della Chiesa di Scientology.

La tecnologia di Dianetics era seguita in modo personale e libero, era il concime fertile per quella vita in comune che contraddistingueva tutti in quel periodo.

Secondo un’indipendente del blog La reception che ha vissuto in pieno questo periodo, Dianetics aveva attratto quel gruppo di giovani creativi anche per la sua intrinseca prospettiva devota all’ampliare le capacità della mente: questa finalità era vista con un certo interesse da chi voleva aumentare le sue doti artistiche.

Riporto il commento ironico di uno degli scientologist: “Quando videro The Incredible String Band rimasero sorpresi dal loro modo di suonare e dal loro stile di vita. Quando gli chiesero di cosa si facessero e quelli risposero che non si drogavano, ma seguivano la tecnologia di Dianetics; rimasero seriamente sorpresi”.

Per avere un’idea di chi siano queste persone e di quali fossero le loro attività, basta sfogliare l’almanacco “Il Ritorno del Re Arcobaleno, ovvero la Cospirazione dei Giardinieri gentili” edito dall’Associazione Orizzonti Aperti. Questa Associazione era gestita da Pier Paderni che infatti riporta questo titolo alla pagina web http://www.andromedalibrary.org/eventi/iiideg-festival-artistico-il-ritorno-di-re-arcobaleno da lui gestita.

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Quasi tutte le persone che appaiono in quest’almanacco hanno avuto a che fare con la nascita e crescita di Scientology in Italia.

Per dare un’idea più dettagliata di questo contesto, riporto di seguito una parte dell’intervista del 2 novembre 2013, avvenuta con un indipendente:

 

“ Nei primi anni 70 c’era molto fermento giovanile e ricerca spirituale. Io e mia moglie suonavamo (lo facciamo tuttora) e i nostri amici erano anche essi artisti

Fu il nostro gruppo di Brescia a portare Scientology in Italia.

Ciò che ci incuriosì furono i testi e lo “stile di vita” di un gruppo scozzese, la Incredible String Band, che fu contattata e ci dissero che loro praticavano Scientology.

Da lì partì tutto il movimento”

In un’altra intervista rilasciatami da Paolo, vissuto all’interno della Chiesa ufficiale per molti anni fino a raggiungere il grado di C/S Italy e il grado OT VII, l’inizio di Scientology in Italia è descritto in questo modo:

 

“Io: In che hanno ti sei avvicinato precisamente a Scientology?

Paolo: nel ’75. C’era questo gruppo di hippy che abitava a Serle, nelle colline là dietro. Non so se te lo avranno già detto, ma erano patiti di questo gruppo scozzese, Incredible String Band. Quindi poi in questa piazzetta si incontravano, che adesso non ricordo, si incontravano hippy, sinistri – parliamo del ’75 – mantenuti da prostitute giovani, tutti si trovavano lì, no? Per cui… sono arrivati questi Incredible String Band e poi.. Son partiti due per Monaco dove avevano organizzato l’incontro più grande d’Europa, perché sapevano un po’ il tedesco. Uno a Parigi perché sapeva il francese, e altri a Copenhagen. Poi sono tornati qui .. per cui in questa piazzetta, io ero appena uscito dal movimento studentesco, avevo finito la scuola.. così. In questa piazzetta si… si… si parlava solo di Scientology, ma nessuno sapeva un cazzo… Cioè si sono creati i pro e i contro che sono rimasti poi per sempre, no? Vabbè.. che poi dopo i pro sono diventati i contro.. per esempio ho degli amici che ai tempi erano partiti per Copenhagen e gli avevano mandati da Copenhagen in Svezia.. a distribuire volantini – parliamo del ’75 – e quelli li avevano arrestati! (ride)

Perché tutti partivano… il mondo era molto più naif allora… e quindi… c’era anche una situazione climatica di tipo spirituale per cui a tutti sembrava normale che ci fosse qualcosa.. cioè.. i più… perciò non è che dovevano essere convinti… bastava che uno dicesse… perché già il gruppo precedente lo faceva prima… due avevano la macchina.. arrivava Trino (non è stata riportato il cognome per motivi di privacy) in macchina che – questo è il gruppo degli hippy più vecchi di noi, no? – e diceva.. tutti impazzitissimi a Venezia.. allora tutti saltavano in macchina e partivano a Venezia.. c’era un clima così. Per cui tutti a Scientology, l’immortalità, via! Tanto che da lì molti hanno smesso subito.. sono andati su, gli hanno arrestati. Questo mi raccontava – che poco tempo fa l’ho incontrato – stava su un traghetto, ha detto Scientology e una signora di dietro si è messa a bestemmiare. Scientology aveva già una pessima reputazione […]

Nel ’75 tutti gli hippy, quelli più vecchi di noi, erano entrati. Avevano già aperto prima in via    Aleardo Aleardi, poi dove poi sono andato io, in via Cavallotti a Milano. Per cui io vado lì.. mi ricordo che Trino mi fa vedere una prova…  e non era Scientology, si faceva solo il corso di comunicazione e il manuale fondamentale di studio. Si chiamava Istituto italiano di tecnologie applicate perché il Guardian’s Office diceva che c’era la Chiesa e bisognava stare attenti.. la Chiesa Cattolica… e poi non c’era nessuno addestrato! Come facevano a fare il corso di comunicazione? Ricordo che Trino mi voleva far leggere una cosa… ma io quando voglio far una cosa, son già convinto prima di farla.. per cui non è che avevo bisogno di essere convinto. Per cui dico.. mi ero fatto dare una volta una borsa di studio come studente lavoratore per andare in Scozia […]

Vado a Milano dagli scientologi e gli dico che starò via 4-5 mesi, ma poi torno qua. Sono stato via da Aprile fino a Settembre, e poi a Ottobre sono entrato nello staff”.

Di questo argomento troviamo una traccia anche sul blog Etica e Verità, dove appare un articolo diviso in 2 parti con il titolo di “Preistoria di Scientology”.

La prima parte è stata pubblicata il 28 settembre 2012 e narra la storia del gruppo musicale  Agarbathy, di cui l’autore dell’articolo faceva parte. In una delle occasioni musicali in cui si trovarono, precisamente a Travagliato (Brescia), vennero a conoscenza di Scientology e Ron attraverso The Incredible String Band, che si trovavano lì.

Fu in questa occasione che – cito testualmente – “abbacinati dal fatto che i loro idoli si fossero fatti fottere da una religione, gli Agarbathy, che tanto avevano fatto per liberarsi dalla loro, ordinarono immediatamente un paio di libri in francese e in inglese per iniziare subito un’investigazione e, non contenti, inviarono immantinente una missione a Monaco di Baviera, presso la locale chiesa di Scientology.

L’articolo prosegue descrivendo come le varie persone che si spostarono nelle Org di Scientology in giro per l’Europa, cominciarono a portare in Italia alcuni libri, anche se tutti in inglese. I racconti qua convergono tutti.

L’articolo prosegue con la descrizione biografica dell’autore riguardo alla sua esperienza a Copenhagen:

 

“Il 3 gennaio 1974, al culmine del gelo, acquistai un biglietto ferroviario per Copenaghen. Sarei partito il giorno successivo, di prima mattina. Mi ero stancato delle discussioni sul sesso degli angeli e su altri soggetti di lana caprina che non portavano da nessuna parte.

Avevamo ricevuto una rivista dall’Organizzazione Avanzata Europea ed avevo deciso di partire per vedere con i miei occhi cos’era Scientology, anche se il solo concetto mi faceva star bene: bene come mai mi ero sentito prima dall’ora. […]Copenhagen sotto la neve era una città incantata, nel gennaio del ’74. La sede dell’Organizzazione Avanzata di Scientology era a soli due isolati dalla stazione centrale e ci andai subito. Lì mi diedero un altro indirizzo, quello dell’ufficio operativo di collegamento con Flag per l’Europa (FOLO EU): una villa in Cocksway 28, vicino allo stabilimento della birra Tuborg. Firmai il mio contratto da un miliardo di anni e fui immediatamente accettato in quell’ambiente elettrizzante e multietnico.

A FOLO EU[2] c’erano tre italiani: un bergamasco che aveva vissuto una vita in Australia e là aveva conosciuto Scientology; una ragazza di Milano (che parlava col birignao meneghino) e un ex fotografo di Catanzaro, trapiantato a Milano. Naturalmente, volevano aprire Scientology in Italia.

Io no. Avrei voluto godermi quell’ambiente magico per qualche secolo, ma avevo capito male: la parola d’ordine era ADESSO! […]Mr. Owen Starkey, luogotenente di LRH, tenne due conferenze: a Brescia e a Milano, verso Pasqua. Più di cinquecento persone vi parteciparono e nella settimana successiva entrarono nella Sea Org, a FOLO EU, oltre cinquanta entusiasti di Scientology”.

Quello che era nato in un clima naif, cominciava a fare riferimento all’istituzione vera e propria: avendo visto l’interesse sorto in Italia, la Chiesa mandò uno dei suoi conferenzieri, Owen Starkey, a Milano e a Brescia.

Già nel racconto di Paolo si è potuto vedere come la stessa creazione delle basi di Scientology in Italia sia passata attraverso delle modalità diverse rispetto ad altre realtà: per lui il problema principale era la Chiesa cattolica di cui il Guardian’s Office aveva tentato di arginare l’autorità tramite l’espediente del nome. Come vedremo più avanti in modo più dettagliato, la prima Org in Italia, secondo le parole di Paolo, era una mission del Guardian’s Office.

Basandomi sul racconto di un indipendente del blog La reception, sembrerebbe che in Italia il primo libro a essere pubblicato ufficialmente dall’organizzazione di Scientology fu “I problemi del lavoro”[3]. L’interpretazione che lui dà di questa scelta è che probabilmente, data la situazione italiana dal punto di vista lavorativo, alle autorità di Scientology era sembrata una buona idea attirare il pubblico con una pubblicazione più idonea al clima del paese.

Riporto di seguito una parte di una conversazione via skype avvenuta con uno degli indipendenti:

 

“G: con l’istituzione formale delle prime organizzazioni verso la fine degli anni 70 vennero introdotti i corsi e l’auditing fino allo stato di Clear. C’è stato un notevole lavoro di traduzione dei materiali dall’inglese all’italiano per rendere ciò possibile

eleonora d’agostino: chi si occupò delle traduzioni?

G.: nell’organizzazione di scientology vi è una TU (translation unit) che si occupa di ciò, con sede a Copenhagen x l’Europa e a Los Angeles per il resto del mondo.

G: ai tempi vi furono ovviamente italiani (molti di Brescia) che si occuparono di ciò, tra cui alcuni miei amici

G.: in Italia l’espansione avvenne in modo particolare, a differenza di altre nazioni venne data molta importanza ad un corso introduttivo: Anatomia della Mente Umana, che veniva tenuto da un conferenziere nei più svariati luoghi: case private, bar, sale noleggiate all’uopo, anche a volte oratori. Il corso si sviluppava in 20 incontri di 2 ore ciascuno, con cadenza bi o tri settimanale. costava 20.000 lire.

nelle org il corso si teneva ogni giorno.

all’org di Milano nei primi anni 80 vi erano 2 o 3 corsi contemporaneamente, in vari orari. la prima lezione poteva essere gratuita. In galleria del Corso, sede della prima org, ogni giorno entrava un numero impressionante di gente, nell’ordine di 200 o 300 al giorno

eleonora d’agostino: e da chi fu deciso questo modo di operare?

eleonora d’agostino: intendo con il dare questa importanza ai corsi in questione

G.: Hubbard istituì questo corso introduttivo, da noi si vide che funzionava molto bene e quindi venne fatto. Un conferenziere di particolare successo era Pier Paderni, che fece anche trasmissioni in tv, rifatte poi anche nel 2000 circa e prodotte in DVD

eleonora d’agostino: chi erano le persone che fornivano i luoghi per i corsi all’esterno dell’org?

G.: pubblico, gente interessata che aveva fatto qualcosa o letto un libro e voleva coinvolgere amici e parenti

queste persone vengono dette FSM   Field Staff Member, memro dello staff del campo, e in genere riceve il 10% di commissione su ciò che acquisterà il suo selezionato.

G.: Alcuni lo facevano per puro spirito d’aiuto, altri lo fanno per lavoro vero e proprio!

G.: bell’inghippo!

eleonora d’agostino: Da quello che dice mi viene da pensare che lei credesse che non tutti fossero in buona fede

eleonora d’agostino: o sbaglio?

G.: esatto!

vi è una scala di motivazioni

G.: il denaro è tra i punti più bassi

G.: Rispondendo alle ultime 2 domande penso che scientology venne recepita soprattutto dai giovani come una alternative al pensiero corrente della società, ove non trovavano soddisfazione nè dai valori tradizionali cattolici nè dalle alternative politiche di destra o sinistra.

Questo concetto col tempo venne ad alterarsi, a causa della cattiva fama che scientology cominciò a farsi, soprattutto per il lato economico, decisamente i costi erano fuori dalla media”.

 [1] https://lareception.wordpress.com/: si tratta di un blog gestito da scientologi indipendenti italiani.

[2] FOLO è l’abbreviazione di Flag Operations Liaison Office (Ufficio di Collegamento per le Operazioni di Flag)

[3] Si tratta di un libro di Hubbard considerato uno dei testi base per iniziare lo studio all’interno di Scientology

                                      continua …

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