Una Tesi da 110 e lode, nona parte.

universo via lattea

Capitolo 5 – Le RON’S ORG in Italia

Abbiamo avuto modo nella prima parte di questo lavoro di spiegare cosa siano le Ron’s Org, ma in Italia sono mai riuscite ad affermarsi?

Prima di cominciare devo dire che le Ron’s Org rappresentano una realtà abbastanza slegata dalle vicende che abbiamo fino ad adesso affrontato.

Riguardo questo trovo l’occasione di parlare di Duccio, gestore del blog http://settore9.jimdo.com/, dove porta avanti con impegno la traduzione del materiale delle Ron’s Org.

Lui è uscito dalla Chiesa di Scientology poco più di un anno fa, e ha cominciato a interessarsi al mondo degli scritti di Captain Bill. Tutto il suo interesse nei confronti di questo modo di vivere Scientology lo dobbiamo anche al suo essersi avvicinato all’ufologia (segue con molto interesse il lavoro di Corrado Malanga, famoso ufologo italiano) e da poco si è avvicinato anche al mondo dell’occultismo interessato a vedere le similitudini con Scientology e altre forme di conoscenza.

Ecco come presenta il suo blog nella home dello stesso:

 

“Febbraio 2014

Benvenuti su Settore 9. Questo sito si propone di tradurre in italiano i materiali del Capitano Bill Robertson, abbreviato in CBR. Man mano che le traduzioni andranno avanti, verranno inserite.

In origine l’intenzione era di tradurre il solo Settore 9. Da qui il nome del sito. Con il tempo la cosa ha preso piede, e ora l’intenzione è di tradurre tutti i materiali di CBR. Perciò il sito, al momento opportuno, prenderà un nome tipo Free Zone Italia, oppure Ron’s Org Italia.

Leggendo il libro, non si può non rimanere colpiti da quanto attuale sia persino oggi. E’ incredibile come già nei primi anni ’80 CBR descrivesse dettagliatamente informazioni che sono diventate di “dominio pubblico” solo negli ultimi anni. Mi riferisco ad argomenti come gli Illuminati, la Massoneria, la famiglia Rothschild, la sovranità monetaria e molto altro ancora…

Questa non può essere altro che un’ulteriore dimostrazione della fondatezza dei suoi metodi di ricerca e delle sue convinzioni, se teniamo presente che in quell’epoca non esistevano strumenti come internet, che oggi sono la benedizione di chiunque sia alla ricerca di tutte quelle informazioni che vengono sistematicamente boicottate dai media tradizionali.

Beh, che dire…Buona lettura!”

Stando al racconto di Duccio, lui si avvicinò al mondo di Scientology dopo aver letto “Dianetics”,  e seguendo le indicazioni scritte sul libro circa i centri presenti nel territorio italiano, entrò in una Org del nord d’Italia.

In quel periodo si trovava senza lavoro ed era anche abbastanza giovane (aveva poco più di 20 anni), per questo motivo entrò nello staff senza troppe riserve.

Quando parla dello staff di Scientology, non può mai fare a meno di dire che le persone dello staff sono le migliori persone del mondo.

Con il racconto della sua esperienza in Scientology, Duccio risulta anche interessante dal punto di vista della Scientology ufficiale: possiamo farci un’idea del modo in cui le Org sono gestite in Italia in questo periodo.

Per lui le persone dello staff sono così straordinarie perché devote allo scopo di “chiarire” il mondo così tanto da accettare condizioni di lavoro e di vita molto dure: quando entri nello staff devi firmare un contratto (può durare dai 2 a i 5 anni) che ti impone di risarcire la Org in caso di non rispetto dello stesso.

Riguardo al periodo in cui ha lavorato lì, Duccio non ha dubbi: erano sottopagati e non potevano permettersi molto di più della sopravvivenza.

Ricorda il posto in cui viveva: era un piccolo appartamento nei pressi della Org dove vivevano 5 persone. In realtà quell’appartamento non avrebbe mai dovuto essere abitato da un numero così elevato di affittuari (il proprietario si lamentò più di una volta), ma quelle erano le uniche condizioni di vita che potevano permettersi.

Ogni membro dello staff doveva raggiungere un certo numero di firme di persone  con cui aveva parlato o a cui aveva venduto del materiale, queste firme rappresentavano la quota di produzione di ogni membro. Se non si raggiungeva il numero previsto, bisognava rinunciare al giorno di riposo come punizione.

Si dà il caso che Duccio appartenesse alla categoria di persone non inclini a essere aggressive o disoneste (mi ha parlato di come alcuni pur di raggiungere le statistiche andassero in giro e facessero firmare per servizi o per entrare nello staff a extracomunitari che neanche capivano cosa gli veniva detto), motivo per cui molte volte gli fu tolto il giorno di riposo, anche se lui partiva lo stesso per andare a trovare i suoi genitori che abitavano molto lontano dalla sua Org. Al suo ritorno lo aspettavano per mandarlo in Etica.

La prima volta che si allontanò dalla Chiesa fu nel 2005. Dopo pochi anni venne ricontattato dalla Org di Padova, dopo che un suo amico ancora all’interno di Scientology aveva riferito loro del desiderio di Duccio di ritornare.

Nel suo secondo periodo all’interno della Chiesa scopre gli indipendenti.

Un giorno un suo amico dello staff gli confidò di essere andato a vedere i video di Silvia Kusada[1] e di essere stato impressionato dall’entheta che si respirava visionandoli.

La regola avrebbe detto di non andare a curiosare sul materiale indipendente o anti-Scientology, ma la prassi rivela tutt’altro: Duccio li osservò e si rese conto di come le parole espresse nei video fossero quello che aveva sempre pensato.

Da lì cominciò a informarsi sull’Indipendologo e decise di tentare una rivoluzione dall’interno: si presentò al direttore esecutivo della sua Org e cominciò a raccontargli i soprusi della Chiesa. Tutto il discorso si concludeva con un invito a combattere uniti.

Dopo averlo ascoltato, l’interlocutore gli disse che quello era tutto materiale presente sull’Indipendologo: lo dichiarò persona soppressiva e lo espulse senza troppi preamboli.

Dopo la sua seconda fuoriuscita, Duccio cominciò a interessarsi degli altri infiniti mondi di Scientology e conobbe anche Captain Bill.

Entrato in contatto con le Ron’s Org che gli fornirono il materiale su cui studiare, Duccio cominciò l’avventura come traduttore tramite il suo blog.

Da pochi mesi a questa parte il suo blog è entrato anche nella lista dei siti amici e affiliati sula pagina web della “Free Zone”, con suo grande orgoglio.

Per quello che le statistiche del suo sito e lui stesso mi hanno raccontato, il fenomeno delle Ron’s Org non è mai partito in modo ufficiale in Italia.

Una volta con un altro italiano vicino alla “Free Zone”, Duccio tentò di mettere su una sede ufficiale, ma il disaccordo dei due riguardo le modalità in cui gestire i finanziamenti fecero crollare questo progetto.

Molte volte capita che attraverso La reception delle persone siano indirizzate a lui perché interessate al genere di argomenti trattati dalle Ron’s Org.

Purtroppo per mancanza di finanziamenti, tempo e altro, da un punto di vista ufficiale esse non sono presenti; ma un piccolo numero di persone sembrerebbe interessata in futuro a creare una via ufficiale a questa forma di Scientology.

[1] Famosa indipendente italiana di cui riporto di seguito il blog http://silviakusada.wordpress.com/

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TERZA PARTE

Come è essere uno scientologo in Italia? Come è essere un ortodosso? E un indipendente? In cosa differiscono nelle pratiche? A queste domande e ad altre si tenterà di rispondere in questa parte.

 

Capitolo 1 – Come si conosce Scientology in Italia

Lo scopo di questo capitolo è di illustrare i modi in cui si entra in contatto con Scientology nel territorio italiano. Alcuni di questi sono già stati descritti nella seconda parte di questo lavoro, ma dopo cosa accadde?

Stando a varie fonti come il saggio di Isotta Poggi su Perspectives on New Age, sembrerebbe che i Narconon presenti sul suolo italiano abbiano funzionato da poli d’attrazione per le persone.

Prendendo in esame un documento del CESNUR[1], sappiamo che “nel 1982 veniva costituita a Milano la Lega Nazionale per una civiltà libera dalla droga avente il fine di recuperare i tossicodipendenti coi metodi di Hubbard. Emanazioni della Lega erano i Centri Narconon, enti che operavano per il recupero dei tossicodipendenti; nonché la società Futura s.r.l. che provvedeva ad addestrare gli operatori dei Narconon e a tenere cicli di etica cui dovevano sottoporsi anche coloro che ricadevano nel vizio della droga”.

Saranno le indagini partite da questi centri in primis a costituire il nucleo dell’accusa durante i vari processi condotti dal tribunale di Milano nei confronti della Chiesa.

Quindi all’inizio una buona affluenza di adepti derivava dalle persone che erano venute in contatto con i Narconon, e questo dato è confermato anche da “Allarme Scientology, dove ho avuto modo di notare che le accuse di persone fuoriuscite da Scientology e passate attraverso i Narconon abbondano: la storia più interessante e articolata è quella di Federico, autore di un articolo[2], che racconta la sua esperienza nei centri nel 2005, descrivendone il forte proselitismo.

Personalmente non ho ancora avuto modo di parlare con persone appartenenti o appartenuti alla realtà dei Narconon, e anche le persone con cui ho parlato non ne sapevano molto.

Per quel che riguarda le informazioni da me raccolte ho potuto dividere in delle categorie le modalità attraverso le quali di solito ci si avvicina a questo mondo:

  • si entra in contatto attraverso i libri di Hubbard, di solito “Dianetics”, attraverso amici che lo consigliano o comunque lo posseggono;
  • ci si avvicina attraverso contatti famigliari, infatti non è per niente raro vedere intere famiglie vicine a questa realtà;
  • si entra in contatto con questa realtà attraverso i banchetti gestiti da membri di Scientology, e questa è una delle modalità con cui molti stranieri che vivono in Italia vi si avvicinano.
  • si entra in contatto con Scientology attraverso le varie organizzazione che sono a lei legate in qualche modo, come Narconon, il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, ecc.

Lorenzo, un membro della Chiesa con cui ho dialogato, mi ha raccontato che il suo avvicinamento a Scientology avvenne attraverso un ragazzo che aveva fatto il servizio militare con lui: dopo averlo avvertito di uno scherzo che lo avrebbe coinvolto, questo ragazzo lo ringraziò e gli consigliò di leggere “Dianetics”, regalandogli il libro.

Rosa, un membro dello staff di una Org, mi ha raccontato di come la presenza del marito all’interno della Chiesa l’avesse incuriosita e l’avesse spinta a entrare.

Duccio mi ha raccontato di come avesse notato “Dianetics” nella libreria di un suo amico e lo avesse letto per tutta la notte che passò a dormire da lui; il giorno dopo quasi lo costrinse a cederglielo e seguendo le indicazioni nel libro si avvicinò alla Org più vicina a lui, quella di Padova.

Marilena mi ha raccontato di aver conosciuto Scientology quando, cercando dei corsi per la preparazione al lavoro nelle aziende, incontrò l’organizzazione degli Hubbard College.

Angelo mi ha raccontato del suo approccio a Scientology dopo aver fatto parte del Mind, un fenomeno tutto italiano, che rappresentava una branca del WISE della Chiesa.

Fabrizio mi ha raccontato di aver scoperto i libri di Hubbard su uno dei banchetti che a volte compaiono sulla strada o alle fiere, e di aver acquistato in quell’occasione la sua prima copia di “Dianetics”.

Quelli che ho appena citato sono i casi di alcuni italiani con cui ho potuto parlare.

Ma cosa succede se sei un immigrato in Italia?

Ho avuto modo di vedere nella Org di Roma la presenza sugli scaffali di libri tradotti sia in cinese che russo, e dialogando con altre persone appartenenti alla realtà della Chiesa, ho avuto modo di notare un certo numero di persone non di origini italiane.

Parlando con Ivan, un ragazzo ucraino, ho scoperto che lui si avvicinò a Scientology quando scoprì che uno di questi banchetti vendeva una copia in russo di “Dianetics”.

Altri magari già conoscevano Scientology nella loro terra di origine, e quando si parla di persone provenienti dall’Europa dell’Est, è probabile che siano stati in contatto con i lasciti della forte promozione della Chiesa in questo periodo presso quella zona del mondo.

In questo l’Italia non differisce molto da altri paesi, queste modo di fare proselitismo è tipico della linea guida della Chiesa di Scientology.

Molte persone si avvicinano a questo mondo attraverso i famigliari e riguardo questo sono interessanti due racconti.

Un’indipendente mi disse di non parlare più con la sorella da anni: la sorella si era avvicinata a Scientology tramite la sua persona, e nel momento in cui lei si era dichiarata indipendente aveva completamente disconnesso da lei.

Duccio più di una volta mi ha detto che aveva provato a far avvicinare i suoi genitori alla realtà di Scientology e li aveva spesso auditi, anche se loro non furono mai convinti circa il percorso intrapreso dal figlio.

Un altro caso è quello di Sandro, una persona rimasta all’interno del Mind a lungo, che non vede il fratello da anni.

Molte persone con cui ho parlato sono strette in una rete famigliare saldamente unita alla realtà di Scientology. Sembra quasi che stare in Scientology sia un affare di famiglia, e poche volte mi è capitato di incontrare persone che rappresentassero l’unico caso della loro cerchia famigliare.

Uno dei casi con cui ho avuto modo di interfacciarmi è Barbara, una giornalista che si era avvicinata a Scientology tramite un amico che lavorava al Narconon di Lecce: mi ha detto che in quel periodo stava attraversando un brutto momento e che questo amico tentò di trovarle una soluzione attraverso la filosofia di Hubbard.

Dalle conversazioni tenute con lei ho scoperto che fin dall’inizio risultava uno spirito non affine all’atmosfera che si respirava nella Org, una volta  mi disse che aveva così tanto la sensazione di essere controllata e seguita a ogni passo, che lo riferì senza peli sulla lingua a chi di dovere.

Ha sempre frequentato la Org di Roma, ma sempre e solo in modo libero, e non ha mai negato i crimini commessi da membri di Scientology: “le persone con cattive intenzioni sono ovunque”.

Ho avuto anche modo di vedere la sua vicinanza a forme di spiritualità orientali come il buddhismo.

Insomma, ci troviamo di fronte uno spirito eclettico che la Chiesa non è riuscita a inquadrare, ma ha tollerato.

Basandomi sugli esempi che ho precedentemente descritto, ho elaborato l’idea che la pratica di Scientology sia direttamente proporzionale all’inclusione di questa nella pratica famigliare.

In poche parole: Scientology si diffonde di più attraverso i rapporti famigliari e di amicizia, piuttosto che attraverso la promozione fatta dalla Chiesa.

Non è il singolo che si avvicina per caso a Dianetics, ma quello che avviene attraverso di lui in seguito a determinare quanto Scientology farà parte della sua vita e il modo in cui la vivrà.

Questo fenomeno si può osservare anche negli indipendenti dopo tanti anni vissuti all’interno della Chiesa di Scientology: questa filosofia è vissuta in nuclei famigliari che comprendono genitori e figli.

A queste mie affermazioni si potrebbe obbiettare che quando ci si trovi di fronte a un’istituzione chiusa come Scientology, sia prevedibile che le relazioni nascano con altre persone che condividono questo stile di vita; ma le osservazioni da me condotte mi portano a vedere come queste relazioni fossero precedenti nella maggior parte dei casi. Scientology è passata attraverso questi canali!

E da quello che ho potuto osservare, più la famiglia ne sarà coinvolta, più Scientology avvolgerà tutta la vita del singolo.

Per confermare questa mia deduzione, riporterò di seguito alcuni esempi.

Il blog La reception è gestito, come abbiamo detto in precedenza, da Francesco; ma non è l’unico della sua famiglia a farne parte: troviamo insieme a lui la moglie Luana e i genitori di lui.

I suoi genitori facevano parte del primo gruppo di ragazzi che conobbe Scientology in Italia, e partirono giovanissimi con questa avventura. Quando nacque Francesco loro lo allevarono come scientologo e la stessa cosa accadde anche al loro secondo figlio, che ora non si dichiara neanche scientologo indipendente.

Attraverso la madre, si avvicinò alla realtà di Scientology anche la zia materna di Francesco.

Parlando con Lorenzo, ho scoperto che la moglie si era avvicinata a Scientology attraverso di lui: aveva già avuto modo di conoscere questa realtà attraverso i banchetti che aveva visto in giro per la sua città, ma sapere che il marito era così convinto l’ha spinta a entrare.

Ho avuto modo di vedere altri nuclei famigliari con storie simili, e sempre nati prima dell’ingresso in Scientology.

[1] http://www.cesnur.org/2001/scient_01.htm

[2] http://xenu.com-it.net/txt/narconon_aiutospa.htm

continua …

5 commenti

Archiviato in Casa Minelli

5 risposte a “Una Tesi da 110 e lode, nona parte.

  1. Pippo

    Ho una domanda abbastanza scontata per la ricercatrice: le notizie, le informazioni dei fedeli, fuoriusciti, etc. etc., le sta paragonando con quanto asserito nei sui libri da L. Ron Hubbard? Si è sottoposta ad almno una seduta introduttiva di auditing anche senza entrare in una organizzazione? La ricerca, se fatta a 360 gradi, questo è!

    • Diogene

      Non serve ai fini della sua ricerca. Non è tenuta ad esprimere giudizi sulla tecnologia, semmai a raccogliere informazioni sul suo utilizzo e a ragguagliare statistiche pro e contro. Deve forse approfondire la sua conoscenza sulla filosofia e sulla dottrina di Scn, se vuole averne un concetto di prima mano ed evitare gli stereotipi più comuni, ma per questo dovrebbe impegnare qualche anno di studio. Senonché il titolo della sua tesi è “Scientology in Italia”, dunque una visuale ristretta e focalizzata sulle manifestazioni esteriori della Scn ufficiale e non.
      Verificare gli effetti dell’auditing su se stessa per pura curiosità non ne farebbe di lei un’esperta. Un’antropologa osserva ed annota. Deduce e lascia che altri deducano. Neppure deve schierarsi a pro o a favore.
      Certo che, come qualcuno le ha già detto, più si dedicherà al tema Scientology e più correrà il “rischio” di venirne inghiottita, come in una specie di “mal d’Africa” per i missionari. Ma fortunatamente, al giorno d’oggi, una persona intelligente può disporre di molti approdi, dovesse soffrire di mal di mare lungo un procelloso viaggio.
      Auguri, Eleonora!

      • MISTER X

        Oltretutto una persona riceve auditing per migliorarsi o risolvere qualcosa (avendo visto in lei che c’è qualcosa che non le piace),ma non è il caso di Eleonora e se iei si sottoponesse all’auditing la seduta non funzionerebbe perchè violerebbe i fondamenti dell’auditing:auditor più pc maggiori del bank ecc.ecc.Diciamo che il lavoro di Eleoora è l’osservazione dal’esterno; un po’ come guardare un film analizzandolo seduto in poltrona che è diverso da quello di assumere la parte dell’attore priincipale anche se sei seduto in poltrona.Dal punto di vista in cui l’ha fatta il risultato è ottimo.

  2. Grazie Diogene e Mister X per le precisazioni: sono contenta che le basi metodologiche del mio lavoro siano state recepite in questo modo da voi. Rispondendo a Pippo (mi scuso ancora per rispondere adesso, ma sono stata fuori casa un po’ di giorni): purtroppo non mi sono sottoposta a nessun procedimento della tech, ma non lo escludo a priori per il futuro. Penso che verificare quella parte della questione Scientology potrebbe rivelarsi interessante anche ai fini del mio lavoro che come ho detto anche altrove è in itinere.
    Un caro saluto a tutti!

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