Archivi del giorno: 6 novembre 2015

Una Tesi da 110 e lode, tredicesima parte.

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Capitolo 2 – The religious-social shaping of technology

A mio avviso la differenza che trapela via internet tra la Scientology ortodossa e la Scientology indipendente illustra molto bene come l’approccio a Internet sia stato modellato da presupposti storici e culturali diametralmente opposti.

In questo caso devo fare una precisazione: ci sono persone appartenenti alla Chiesa ufficiale che per pratiche e pensieri sembrano molto più vicini alla “Indie Scientology”, come ci sono molti scientologi indipendenti che per pensieri sembrano essere ancora molto legati alle modalità della Chiesa.

Quello che voglio dire è che in molti casi si parla di una divisione sfumata, confermata dagli stessi indipendenti con cui ho avuto modo di entrare in contatto; però la divisione in queste due macro-categorie ci consente di illustrare due tipi di atteggiamento nei confronti del web.

Nel suo “When Religion Meets New Media”, Heidi Campbell afferma che nel caso delle comunità religiose e il loro approccio al web, lo studio debba seguire quello che lei chiama “the religious-social shaping of technology”, aggiungendo “religious” alla metodologia del “social shaping of techonology”, dove la tecnologia è vista come il prodotto dell’interazione tra fattori tecnici e fattori culturali sia per il design che l’uso. In questa prospettiva la tecnologia è vista come un processo sociale che i gruppi possono plasmare[1].

Citando Campbell:

 

“I describe this new approach as the “religious-social shaping of technology” because unlike other SST approaches, it seeks to give an account of the specific conditions that occur within a religious user’s negotiations with a technology. This can lead to changes in use within a given social context. It also attempts to explain responses to new technology in social-technological terms. In other words, the success failure, or redesign of a given technology by a specific group of users is based, not simply on the innate qualities of the technology, but also on the ability of the users to socially construct the technology in line with the moral economy of the user community or context. Furthermore, similar to SCOT approaches within SST, the religious social shaping of technology recognizes that individuals and groups of actors within particular social situations see their choices and options constrained by broader structural elements of their world view and belief system.

The religious-social shaping of technology is put forth under the premise that while religious communities function similarly to other forms of social community – in that their choices related to technology are socially negotiated – they also are constrained by unique factors that need to be highlighted and considered[2].

In seguito a questa riflessione Campbell introduce quelle che per lei rappresentano quattro aree di indagine che dovrebbero essere affrontate quando si studia una comunità religiosa in rete:

  • Storia e tradizione: studiare la storia e le tradizioni delle comunità religiose in relazione al loro modo di utilizzare i media, con particolare riferimento a cosa per loro costituisce la comunità, l’autorità all’interno del gruppo e il loro legame con i testi;
  • Credenze e modelli di base: in questo caso l’attenzione è data a come le comunità religiose vivono i loro valori sociali nel contesto contemporaneo.
  • Negoziazione: capire il perché dietro la scelta di determinate strade da parte della comunità religiosa nell’uso dei nuovi media;
  • Contesto e discorsi condivisi: prestare attenzione non solo al modo in cui si utilizzano i media, ma anche al modo in cui se ne parla, come essi appaiono nei sermoni, nei discorsi delle autorità religiose e dei leader, e nei documenti ufficiali che ne indicano le modalità di uso[3].

Basandomi su questa metodologia, sono stata in grado di indagare l’approccio sia degli scientologi indipendenti che di quelli ortodossi.

Riguardo la storia e le tradizioni che accompagnano Hubbard e la sua creatura, come abbiamo avuto modo di vedere nella prima parte di questo lavoro, ci troviamo di fronte un mare burrascoso.

Fin dall’inizio ci furono delle divisioni, gruppi nati spontaneamente e allontanamenti importanti da parte di autori di fantascienza da lui separatisi dopo le affermazioni sulle vite passate.

Questo clima portò fin dall’inizio a un tentativo da parte di Hubbard di creare un’organizzazione che fosse in grado di mantenere determinati standard e far riferimento a un gruppo omogeneo di libri.

In questo background, dove la sua autorità e i suoi testi rischiavano continuamente di essere minati, il rapporto con i media non fu dei migliori.

Come abbiamo potuto vedere nella prima e nella seconda parte, raramente i giornali riportavano opinioni positive riguardo Hubbard e la sua tecnologia, e fu proprio in questo contesto che, dopo la fondazione della Chiesa di Scientology, Hubbard cominciò a occuparsi privatamente della pubblicazione dei suoi testi.

Questa chiusura con il  mondo dei media popolari, che hanno sempre mostrato le critiche negative contro la tecnologia di Hubbard, a mio avviso è il punto cardine da cui partire per analizzare quello che in futuro sarà il rapporto con i nuovi media.

La relazione instaurata tra Hubbard e le pubblicazioni inerenti Scientology fu un rapporto chiuso: le pubblicazioni facevano riferimento all’organizzazione, interviste e articoli venivano pubblicati solo su riviste private, nulla veniva promosso dall’esterno.

Di solito erano gli stessi seguaci a fare pubblicità al metodo.

Questo modo di vivere il loro credo influì sull’ambiente di partenza rendendolo settario, cosa che come abbiamo visto con l’indagine di Hugh Urban portò a un crescente clima di segretezza.

Questo, a mio avviso, influì in modo importante sulle dinamiche di lì a venire tra Scientology e i nuovi media.

Fin dall’inizio della sua storia, dalla Chiesa si separarono movimenti paralleli non ufficiali a cui o stava stretta l’organizzazione o l’imposizione di una standard tech.

Più l’organizzazione si faceva chiusa e ortodossa, più intorno a sé cominciarono a formarsi movimenti indipendenti che volevano seguire le orme di Hubbard in modi diversi.

La cosa interessante è che per quanto si proponessero come l’alternativa al modo di vivere Scientology della Chiesa, loro svilupparono lo stesso modo di comunicare: le pubblicazioni si muovevano solo tramite canali interni e non venivano promosse da organismi esterni.

Quindi anche se, come abbiamo avuto modo di vedere nella prima parte di questo testo, il movimento indipendente e la Chiesa ufficiale seguivano dettami diversi; finirono entrambe con l’organizzarsi in modo simile dal punto di vista del rapporto con i media.

Riguardo l’autorità, invece, le cose erano diverse: se gli indipendenti facevano e fanno tuttora riferimento a un tipo di organizzazione che potremmo definire orizzontale – dove per quanto ci possano essere delle persone tenute in particolare conto per il grado da loro ottenuto o per particolari meriti, i ruoli sono molto sfumati –  la Chiesa di Scientology ha da sempre fatto riferimento a una gerarchia verticale ben strutturata.

Questo atteggiamento nei confronti dell’autorità lo vediamo espresso anche nei confronti dei testi: gli indipendenti, a differenza della Chiesa di Scientology, si sono fatti promotori di una diffusione molto meno controllata di questi, e ciò lo vediamo anche nell’era contemporanea dove per quanto non possano renderlo pubblico per ovvie ragioni di copyright, hanno avviato una circolazione libera del materiale.

Proprio partendo da questa storia, possiamo analizzare il rapporto che Scientology ortodossa e Scientology indipendente hanno instaurato con i nuovi media.

In questa atmosfera si sono andati a costruire i valori di Scientology nelle sue varie ramificazioni, valori questi che porteranno la Chiesa ufficiale a esporsi alla rete attraverso un rapporto one to many e la Indie Scientology a esporsi tramite modalità di comunicazione many to many.

Per descrivere queste modalità di espressione, proporrò degli esempi derivanti dalla mia ricerca.

La Chiesa ufficiale si affaccia ai media principalmente attraverso tre modi:

  • una figura che ha il nome di “Direttore degli affari pubblici” incaricata del rapporto con i media e con gli esterni che vogliano scrivere su Scientology (io stessa sono venuta in contatto con due direttori degli affari pubblici durante le mie ricerche);
  • i vari siti ufficiali della Chiesa di Scientology;
  • i vari blog di scientologi ortodossi.

Per quel che riguarda il primo caso l’interazione con la rete e i media contemporanei è molto diretta: quando un articolo parla di Scientology in modo inopportuno o aggressivo, è probabile che un direttore degli affari pubblici si faccia avanti con una lettera o un commento.

Di seguito ne riporterò degli esempi.

Sul sito http://www.romanotizie.com il 29 agosto venne pubblicato un articolo in cui veniva aspramente criticala la Chiesa di Scientology.

Purtroppo l’articolo non è più presente sulla pagina web, ma io ne avevo salvato una copia e lo riporterò di seguito integralmente:

“Con la crisi del Cristianesimo causata dalla comparsa dell’Illuminismo si è assistito al proliferare, in età moderna, di numerosi esperimenti religiosi, a partire dal culto dell’Ente Supremo del 1793, in voga durante la Rivoluzione francese, passando attraverso il saintsimonismo, la religione sociologica di Auguste Comte, il mormonismo, la teosofia e l’antroposofia, solo per citarne alcuni, con cui si è cercato di modificare il concetto stesso di religione, almeno per come lo intendiamo noi, diverso dalla religio romana. In questo articolo mi occuperò di descriverela “Chiesa” di Scientology servendomi dell’interpretazione della religione che il filosofo contemporaneo Peter Sloterdijk dà nel suo ultimo lavoro Devi cambiare la tua vita, sull’antropotecnica. Secondo il filosofo tedesco infatti la religione non esiste e né è mai esistita, si tratta solo di sistemi antropotecnici di esercizi e regole finalizzati a modellare la nostra condotta personale che l’uomo da millenni mette in pratica nel tentativo di elevarsi spiritualmente. Per analizzare il “ritorno della religione” nell’ultimo secolo passa in rassegna, oltre alla riemersione della sindrome neoatletica di de Coubertin, l’esplosione della mistica informale delle sette psicotecniche, di cui Scientology è il maggior esponente.

Scientology è nato dal genio imprenditoriale nonché apprezzato romanziere di fantascienza Lafayette Ron Hubbard, che nel 1950 lancia il prodotto Dianetics che da lì a poco si sarebbe evoluto nella “Chiesa” di Scientology. Questo sistema si prefigge la consulenza esistenziale e l’assistenza nella maturazione spirituale della gente. L’arte delle arti , secondo i grandi ciarlatani, consiste da sempre nel distillare quell’unico mezzo, la panacea, l’omniagente in grado di far cambiare la vita a chi lo prova. Il prodotto di Hubbard venne concepito come panacea mentale e messo sul mercato della consulenza esistenziale, che allora iniziava a smuoversi.

Dianetics richiama le due componenti lessicali di origine greca dia (attraverso) e nous (mente) e designa la scienza di ciò che avviene “tramite la mente”. Compiendo una polemica smisurata nei confronti della psichiatria convenzionale Hubbard formula una variante semplificata e tecnicizzata delle ipotesi principali formulate dalla psicanalisi: sostituisce la distinzione freudianaconscio/inconscio con quella di mente analitica, caratterizzata dalla memoria lucida, e quella di mente reattiva, a cui è attribuita la memoria patologica. Il nostro compito è quello di far in modo che la nostra mente analitica sgombri quella reattiva, finché non rimangono solo idee chiare. Se questa operazione riesce e la memoria patologica consegna il potere assoluto alla mente analitica può dirsi finalmente Clear. Secondo questa dottrinaquasi tutte le nostra malattie sono psicosomatiche, persino il cancro e il diabete, e il raggiungimento dello status Clear ci dà l’opportunità non solo di migliorare la nostra salute mentale ma la nostra salute tout court. I consulenti di Scientology per far ciò conducono il cliente, non importa quale infermità essi lamentino, procedendo su “binari temporali” interiori agli engrammi, i ricordi inconsci contenuti nella mente patologica, dove spesso devono essere tolti i ‘lucchetti’(locks) apposti ai contenuti mnestici patogeni.

Nel giro di poco tempo molti esponenti della comunità psichiatrica e scientifica (come lo scrittore Isaac Asimov) criticarono duramente Dianetics per la mancanza di scientificità e gli rimproverarono di trattare in maniera irresponsabile le speranze di persone malate, ma ciò non impedì che il libro dove venivano illustrate queste teorie divenisse un grande successo editoriale. Tuttavia, nonostante le rosee previsioni, in meno di un anno Hubbard si ritrovò in una condizione difficile da gestire a causa di queste polemiche che gli arrivavano da più fronti, anche interni e dovette cedere i diritti sulle sue fondazioni a Don Purcell, che lo aveva salvato dai debiti.

Ma Hubbard non si perse d’animo e già nel 1954 evase da questa situazione attingendo dalla sfera religiosa, proponendo le dottrine in uso ancora oggi nella “Chiesa di Scientology” riprese in gran parte quelle di Dianetics. Così integrò la reincarnazione e ampliò di molto il potenziale umano:

e-meter usato per individuare la presenza di una “massa mentale”

se prima l’uomo poteva guarire da quasi tutte le malattie, ora poteva, passando attraverso numerosi livelli di elevazione, avere il controllo cosciente di ogni parte del corpo e la facoltà di abbandonare il corpo fisico per vagare nello spazio in forma incorporea.

Per innalzarsi spiritualmente e per proseguire il proprio percorso, l’adepto doveva ora pagare una quota di partecipazione elevata ai corsi, in questo modo si creava una comparazione tra credente e cliente come non si vedeva dal cattolicesimo del XVI secolo e anche una relazione altrettanto stretta tra salvezza e denaro. Venne introdotta una lingua specifica tra gli accoliti per facilitare la comunicazione e un sistema di controllo reciproco per riconoscere subito focolai di scetticismo ed eliminarli, dando così più stabilità all’azienda. Si raffinò inoltre l’individuazione degli engrammi, grazie alla fabbricazione di un macchinario in grado di percepirli, l’e-meter. Il cammino verso lo status di Clear veniva prolungato: oltre a questo traguardo si possono raggiungere altri 8 livelli spirituali chiamati Thetan Operante.

Le dottrine accessibili ai livelli più alti di iniziazione sono trapelate in rete grazie al newsgroup alt.religion.scientology e, recentemente, a Wikileaks, e spiegano meglio il meccanismo della reincarnazione. …

Solamente in un punto la “Chiesa” di Scientology rappresenta un anacronismo: essa ripete le forme, storicamente superate dell’adesione obbligatoria a un culto collettivo, anzi, la inasprisce al punto che l’organizzazione finisce quasi per cannibalizzare i suoi membri. Oltre al controllo asfissiante degli adepti, infatti, anche coloro che criticano l’organizzazione, specie i fuoriusciti sono osteggiati in tutti i modi tanto che fino al ’68 era presente nel codice di comportamento degliscientologist una menzione particolare per i nemici per cui si poteva loro “privarli della proprietà o ferirli con ogni mezzo … Possono essere imbrogliate, le si può fare causa, mentire o distruggere”.

In molti paesi Scientology non è riconosciuto come religione ufficiale ma riesce comunque a riscuotere successi perché alcune grandi star di Hollywood ne fanno parte, come Tom Cruise e John Travolta. Secondo Sloterdijk l’impresa di Hubbard di fondare una religione è fallita perché alla fine è diventata qualcosa di diverso da quella che sarebbe dovuta essere secondo la volontà del fondatore. Infatti Scientology rifiuta di essere considerato solamente come la multinazionale psicotecnica che di fatto è. Per comprendere meglio il fenomeno religioso Sloterdijk cita un aforisma del filosofo romeno Emil Cioran, contenuto nel suo Sillogismi dell’amarezza:

“Come sarebbe facile fondare una religione senza la vigilanza dell’ironia! Basterebbe lasciare i curiosi assembrarsi intorno alle nostre loquaci estasi”.

A questo articolo seguirà il commento di un direttore degli affari pubblici il 31 agosto dello stesso anno:

“Peter Sloterdijk sostiene che non ci siano state mai religioni sul pianeta Terra.

Numerosi studiosi di storia delle religioni non sono dello stesso avviso. Ad esempio il prof. Don Aldo Natale Terrin, docente all’università Cattolica di Milano e all’università di Urbino, ordinario di scienza delle religioni all’Istituto Pontificio di Liturgia Pastorale di Santa Giustina, a Padova, nel suo saggio “Scientology: una religione moderna per una società moderna?” ha scritto: “Credo che attraverso queste diverse scansioni del pensiero e della dottrina di R. Hubbard si arrivi a legittimare Scientology nel contesto delle altre esperienze ‘religiose’ dell’umanità, esperienze di cui abbiamo estremo bisogno per superare la prepotenza sempre più irrazionale, istintuale e violenta del mondo in cui purtroppo ci troviamo a vivere.”

La storia della spiritualità e della religiosità, a partire dalle grandi civiltà minoica e micenea, mostra che quello che in occidente, attraverso il mondo greco, è stato tradotto come concetto di “religione”, in quelle culture implicava il contatto, la comunione, quasi “l’osmosi” con la natura, con l’ambiente e con sè stessi. Era lo sforzo dell’uomo di cogliere il significato intimo della vita, il perché dell’esistenza. (Non dimentichiamo che la cultura greca ha interagito fortemente con quelle minoica e persiana e si è innestata con quella romana dopo la sua conquista.)

Quindi, in epoca contemporanea, le risposte di Scientology ai quesiti sul significato della vita e dell’esistenza, condivisibili o meno, sono che l’uomo è fondamentalmetne buono, che la sua salvezza dipenda da sè stesso e dal raggiungimetno della sua fratellanza con i suoi simili e con l’universo, includendo tutte le forme di vita. Pertanto Scientology è a pieno titolo nella tradizione più pura della religiosità dell’Uomo.

La descrizione che Lupo fa di Scientology, vista da uno Scientologo è, ci spiace dirlo, “da bocciatura”. Non ci risulta che Lupo abbia mai visitato una Chiesa di Scientology, ma se lo avesse fatto e se avesse letto i libri di Scientology, sarebbe stato “bocciato” perché non ha compreso il soggetto. Ha solo cercato di rapportralo ad altri soggetti, di farlo rientrare nei suoi schemi culturali e nei suoi schemi di pensiero. Xenu, ad esempio, è una figura inventata dai detrattori di Scientology. I principi fondamentali della religione di Scientology sono pubblicamente disponibili a chiunque. Sono contenuti nei diciotto libri di base di Dianetics e Scientology, e nelle 280 conferenze che li accompagnano. Se ne possono ottenere copie in ognuna delle chiese e missioni di Scientology presenti in oltre 165 nazioni del mondo, come pure nelle biblioteche pubbliche.

La Chiesa di Scientology di Roma resta aperta per una seria e obiettiva analisi e studio della religione di Scientology. In aggiunta, è reperibile un’ampia letteratura da parte di studiosi e sociologi delle religioni, nonché una vasta giurisprudenza, in favore della natura religiosa di Scientology e della legittimità delle attività delle sue Chiese.

Fabrizio D’Agostino
Chiesa di Scientology di Roma e Mediterraneo

Questo commento verrà anche pubblicato ufficialmente su sito come articolo, visto che a detta dell’autore si trattava della parola di un importante esponente della Chiesa[4].

Lo stesso giornale “Fuori le mura” dedicherà un intervento a settimana del mese di ottobre 2011, a delle domande rivolte allo stesso direttore degli affari pubblici, in cui si tenterà di dare voce alla Chiesa.

Nel sito http://www.libertiamo.it viene pubblicato il 28 aprile 2012 un articolo con il seguente titolo “Benvenuti in Italia, dove il web è ancora una ‘novità’”.

In questo articolo compare un giudizio critico nei confronti della Chiesa:

 

“Per presentare la puntata di Rapporto Carelli dedicata alla Rete la giornalista di Sky Tg 24 , forse non trovando le parole adatte per descrivere un fenomeno così strambo e coinvolgente, ha definito gli utenti di Twitter adepti del social network. Sì, adepti. Proprio come i pazzoidi di Scientology. Dopo la Chiesa Catodica raccontata da David Cronenberg in Videodrome, ecco la Chiesa Digitale, di cui i giornalisti descrivono le liturgie: alla scoperta della religione dei tweet, come se ogni frasetta da pochi caratteri fosse una preghiera dedicata al paese nuovo, alla sempre evocata e altrettanto rimandata Italia futura.[5]

Alla fine dell’articolo è possibile visualizzare i commenti di un adepto della Chiesa e di due direttori degli affari pubblici:

Domenico scrive:

2 maggio 2012 alle 17:42

Gentile sig.ra Colonna,
in quanto fedele della Chiesa di Scientology mi ritengo profondamente offeso dal suo immotivato commento scritto nel suo articolo.
Non so quali siano le sue fonti di informazione sulla dottrina e sui riti di Scientology ma temo che non vadano oltre i soliti siti internet di gossip. Posso scommettere che lei non ha mai visitato una chiesa di Scientology e non ha mai letto un libro del fondatore di Scientology, tuttavia si è permessa di offendere migliaia di fedeli di Scientology, cittadini italiani di ogni età, ceto sociale e professione.
Ciò è inqualificabile, me lo permetta, poiché non penso che qualche Scientologo abbia mai avuto modo di mancarle di rispetto.
La invito gentilmente a leggere le perizie scritte da sociologi ed esperti internazionali di religione su Scientology al seguente link: http://italian.bonafidescientology.org/append/02/index.htm.
Distinti saluti

  1. Fabrizio D’Agostino scrive:

2 maggio 2012 alle 18:30

Libertà di parola non include la libertà di offendere e discriminare chi la pensa diversamente.

Ritengo doveroso e civile da parte sua, sig.ra Colonna, porgere le scuse alle migliaia di fedeli in Italia e ai milioni nel mondo che professano con soddisfazione la religione di Scientology in oltre diecimila chiese, missioni e gruppi in 165 nazioni e che aiutano ogni giorno nella prevenzione alla droga, miglioramento dell’istruzione, promozione e conoscenza dei diritti umani, miglioramente del livello di istruzione e della moralità.

Fabrizio D’Agostino
Chiesa di Scientology di Roma e Mediterraneo

  1. Giuseppe Cicogna scrive:

2 maggio 2012 alle 19:09

Sono Giuseppe Cicogna. Rappresento la Chiesa di Scientology di Torino in quanto incaricato delle relazioni esterne. Il nome di questa testata online, “libertiamo”, sottolinea un intento chiaro di sostenere le libertà di pensiero, di espressione. Ben vengano. Chi è davvero libero di pensare, di credere, di esprimersi, di agire, di ricercare la libertà dall’assoggettamento da certi schemi imposti di vita individuale e sociale è da sempre ritenuto “pazzoide”. Anche la parola “adepti” rientra in uno stereotipo d’uso ormai antico quando si vuol stigmatizzare un pensiero religioso nuovo. Viva la libertà! Viva “libertiamo”!

Uno dei direttori degli affari pubblici che abbiamo già avuto modo di conoscere precedentemente, si rivolgerà anche all’autrice di uno scritto in cui si parlava del legame tra Hubbard e Aleister Crowley[6], con il seguente intervento che verrà pubblicato dalla stessa[7]:

“Lettera dalla Chiesa di Scientology di Roma

Un responsabile della chiesa di Scientology di Roma mi ha scritto chiedendomi gentilmente di apportare alcune rettifiche ad un mio articolo che parlava di parallelismi ed amicizia tra Ron Hubbard senior- fondatore di Scientology- e Aleister Crowley,famoso occultista…

La riporto integralmente:

”Gentile Morena,

Le richiedo di pubblicare la correzione che le invio di seguito. Trova allegati alcuni documenti che provano l’infondatezza del suo parallelo, già tentato e poi ufficialmente smentito dal Sunday Times nel lontano 1969. Se le occorrono le invio anche questi documenti.

La prego di voler pubblicare immediatamente la correzione e gli allegati. Per complete informazioni sulla religione di Scientology può consultare i seguenti siti

http://www.scientology.org, http://www.lronhubbard.it,

e il testo “Scientology: Teologia e pratica di una religione contemporanea”

Ecco la correzione:

In merito al suo articolo postato il 5 febbraio scorso, posso dirLe che L.Ron Hubbard non è stato un filosofo che si è rinchiuso in una torre d’avorio, ma ha studiato la vita in ogni suo aspetto; infatti nei suoi scritti si trovano moltissimi riferimenti su numerose dottrine e discipline diverse. Sebbene abbia studiato e menzionato nelle sue opere la psicanalisi e Freud, non è stato uno psicanlistista o un freudiano. A questo bisogna aggiungere che riportare degli estratti di una sua conferenza fuori dal contesto, può dare adito a false interpretazioni, come è il caso del suo articolo: si tratta di una trascrizione e quindi “mio ottimo amico…”, senza il tono espressivo con cui fu detto, lascia il tempo che trova. Le sottopongo inoltre della documentazione molto importante di cui tener conto nella sua valutazione. Innanzitutto un affidavit con cui il figlio di L. Ron Hubbard, L. Ron Hubbard jr, ha smentito ufficialmente tutte le dicerie che aveva falsamente diffuso sul padre (allegato A.). In aggiunta c’è un interessante libro dal titolo “Sex and Rockets”, scritto da John Carter e Robert Anton Wilson (allegato B.), in cui si evince che di fatto L. Ron Hubbard, come ufficiale in servizio (allegato C), aiutò nel porre fine ad un gruppo capeggiato dal Dr. Jack Parsons, fisico ed esperto di missilistica, e diretto seguace di Alister Crowley.

Per concludere, una domanda. Perchè lei che si interessa di tarocchi e I ching, ha tentato un disinformato parallelo tra satanismo e L. Ron Hubbard?

Cordialmente,

Fabrizio D’Agostino

Chiesa di Scientology di Roma e Mediterraneo”

Quelli da me riportati rappresentano un esempio del rapporto tra Chiesa ufficiale e media: si tratta di un controllo delle critiche rivolte alla Chiesa, con rettifiche punto per punto.

Nei miei discorsi con loro ho anche avuto modo di vedere come fossero sempre informati sulle pubblicazioni degli accademici riguardo Scientology.

Questo modo di rapportarsi ai media si può definire come una specie di “meccanismo di controllo” che agisce come filtro tra l’esterno e la Chiesa.

La seconda dimensione che illustra il rapporto tra i media contemporanei e la Chiesa di Scientology è quella dei siti ufficiali.

Ogni sito ufficiale di Scientology rappresenta una fonte di informazioni sintetiche e mirate per la persona interessata che si avventura al suo interno.

Prenderò come esempio il sito ufficiale di Scientology in Italia.

Come si potrà vedere nelle immagini riportate nella pagina che segue, non è un sito interattivo, non è presente un forum, né è data la possibilità agli utenti di dialogare tra di loro o con uno dei gestori del sito.

Si tratta di un sito che contiene informazioni e deve fungere come primo approccio a Scientology per il profano: sono presenti video in cui si parla dell’essere uno scientologo e come essere uno scientologo abbia migliorato la vita di molti; in alto appaiono sette caselle con link che conducono alle informazioni riguardo sette ambiti:

  • Chi sia il fondatore;
  • Cosa sia Scientology;
  • Scientology oggi;
  • Cosa siano i Ministri Volontari;
  • Le risposte alle domande ricorrenti;
  • La sezione dedicata ai libri;
  • Un link che riporta alle spiegazione di come svolgere un corso online.

L’atmosfera che si respira nella home è molto impersonale, e in parole chiare cerca di descrivere Scientology.

In fondo alla pagina è anche possibile vedere un riferimento ai vari progetti umanitari che contraddistinguono l’operato di Scientology nel mondo.

Cliccando sopra il link si apre una pagina (visibile nella seconda immagine riportata di seguito) in cui sono citate le principali organizzazioni umanitarie che fanno riferimento a Scientology:

  • Narconon;
  • Criminon;
  • Comitato dei cittadini per i diritti umani;
  • Applied Scholastics.
  • scient 1

scient 2

Molte volte la Chiesa entra in contatto con i media esterni attraverso questi comitati.

Io stessa ho avuto modo di registrarne un esempio: a Brescia dal 24 al 30 Maggio fu tenuta una mostra con tale titolo “Il volto sconosciuto della psichiatria” organizzata dal Comitato dei cittadini per i diritti umani; la stessa venne pubblicizzata su un giornale online senza che fosse fatto riferimento alla Chiesa di Scientology[8].

Le testimonianze riguardo alle altre organizzazioni dicono lo stesso: agiscono senza mai far riferimento alla Chiesa di Scientology.

Questo è stato un atteggiamento molto criticato[9].

Riguardo la terza dimensione del rapporto tra Scientology e i media ci si trova di fronte ai blog degli scientologi. Abbiamo avuto modo di esaminare precedentemente il blog Etica e Verità, ma ce ne sono di altri? Ho avuto modo di entrare in contatto con blog come http://www.scientologymyths.info/, ma nessuno risultava essere un blog interattivo.

Questo sembra in un certo senso un sito ufficiale in cui si cerca di screditare i miti intorno a Scientology, difendendosi dalle critiche.

Sulla rete nessun appartenente alla Chiesa ortodossa sembra condividere un’opinione diversa dallo standard portato avanti dalla Chiesa.

Mentre i siti ufficiali si occupano del mostrare cosa sia Scientology, i blog o i siti gestiti in modo informale sembrano occuparsi della difesa dalle accuse.

Alla luce di questo credo che l’informazione attraverso il web non debba essere presa in considerazione come una specie di mossa di marketing, un modo per rendere Scientology “appetitosa”; ma credo che si tratti di una vera e propria pratica religiosa.

Nel saggio di Gregory Price Grieve pubblicato su “Digital Religion[10] edito da Heidi Campbell, l’autore si chiede se si possa definire pratica religiosa il sito del Vaticano, http://www.vatican.va, o lo stesso sito di Scientology. L’autore aggiunge in seguito che non ha intenzione di dire cosa sia o non sia religione, ma vuole solo gettare l’amo per la costruzione di un metodo.

Anche se si tratta di una domanda retorica, mi prendo la libertà di rispondere alla domanda per quel che riguarda il sito di Scientology: si, si tratta di religione.

La mia opinione è che la gestione del sito di Scientology e dei vari siti informali, sia una vera e propria pratica religiosa che occupa uno spazio all’interno della spiritualità degli individui che se ne occupano. Tutto tende ad attestare la validità della standard tech, che a mio avviso è diventata un vero e proprio rituale.

Ma cosa succede invece tra gli Indipendenti del secondo scisma?

Gli indipendenti degli anni 2000 si rapportano con i nuovi media in un modo comune a tutti loro: i blog individuali o famigliari.

Questo fattore è molto interessante perché ci riconduce al lavoro condotto da Oliver Krüger sul paganesimo Wicca in rete.

Nell’articolo “Discovering the invisible Internet” del 2005 pubblicato sul Heidelberg Journal of religions on the Internet 1.1, l’autore nota come “the study of some Wiccan practitioner homepages seems to indicate that this religion is now highly individualized. The ritual knowledge for initiation, now available to everyone on the Internet, does not seem to be controlled by a social hierarchy[11].

Più avanti l’autore fa notare come questo individualismo sia una componente comune nelle religioni vissute online.

Le mie indagini hanno portato alla luce un fatto: per quanto la “Indie Scientology” sia libera da una rigida gerarchia e siano tollerati giudizi e opinioni individuali; dietro la comunità in internet si cela un network reale legato a una vita sociale nel mondo offline.

Questo modo di vivere la loro spiritualità, lo troviamo ben riassunto da due fatti che riporterò come esempio:

  • I “rituali” di Scientology, per quanto siano caratterizzati da un forte componente di lavoro individuale, abbisognano almeno di due individui presenti fisicamente per essere svolti al meglio;
  • Gli indipendenti prendono sempre delle misure cautelative nei confronti dei nuovi membri che si avvicinano alla comunità: questo atteggiamento deriva dalla paura che ci possano essere delle spie mandate dalla Chiesa ufficiale per screditarli.

Ovviamente se tutte le interazioni avvenissero in modo individuale e senza contatto con il mondo offline, tutto ciò sarebbe o impossibile o inutile.

Ci si trova quindi di fronte a un certo individualismo, nel senso che ognuno può dire la sua personale opinione o apportare un suo personale contributo, ma seguendo sempre delle linee guida date dalla storia offline del movimento che si intende seguire.

Questa spiritualità è a mio avviso rappresentata da una massima di Hubbard a cui spesso fanno riferimento, e dal nome che si sono dati nel corso del tempo:

  • Ogni indipendente cita sempre questa frase: “E’ vero solo quel che è vero per te”;
  • La reception: loro si sono dati questo nome proprio per rappresentare il loro modo di essere un punto di riferimento in rete per chi è fuori, fornire servizi di auditing e aiutare a formare quei rapporti offline necessari per la pratica di Scientology.

Gli indipendenti fanno riferimento a un’idea di Scientology appartenente agli albori, quando il pensiero di Hubbard era ancora in formazione sia da un punto di vista di corpus di testi che da un punto di vista organizzativo.

Non è certamente un caso che questo modo creativo di vedere la propria spiritualità di scientologo sia esploso con l’avvento dei nuovi media.

A mio avviso nel caso della Scientology indipendente, la libertà di espressione e la velocità rese possibili dai nuovi mezzi di comunicazione hanno solo reso molto più visibili e possibili gli sviluppi di “semi” presenti già nella storia e nella tradizione del movimento; ma hanno anche creato delle strade affinché uno spirito creativo meno imbrigliato da esse si sviluppasse.

Avendo sentito molti discorsi inerenti ambiti come quello ufologico e il complottismo, chiesi se questi argomenti fossero già presenti nella Chiesa ufficiale e tutti mi dissero che anche alcuni conferenzieri recentemente avevano inserito nei loro discorsi temi come quello degli illuminati o la massoneria. Di questo non vi è traccia nei siti e nei blog di chi appartiene alla Chiesa ufficiale, anche se di fatto è possibile vedere queste tematiche sviluppate all’esterno (come il caso di Barbara che abbiamo affrontato nella terza parte).

Riguardo a ciò ho trovato anche delle tracce nel web; su “Yahoo! Answers” un utente chiese: “Scientology è collegata agli illuminati?

A questa domanda un altro utente, che si dichiarava uno scientologo, rispose:

“Studio Scientology dal 1981 e poso dire che penso siano proprio questi illuminati che hanno creato una rete di diffamazioni e attacchi contro Scientology attraverso la Psichiatria, agenzie di intelligenza e altre fonti mediatiche.

Di fatto Scientology promuove i diritti dell’uomo, e sono gli Scientologist che hanno creato un’organizzazione dedicata a scoprire i piani di controllo della psichiatria e le case farmaceutiche.

Se si attacca Scientology chi farà qualcosa al riguardo? …

Vedi riferimenti.

Source:

http://www.scientology.it/activity/citiz…

http://www.ccdu.org/[12]

Probabilmente la Chiesa ufficiale deve mantenere una certa immagine agli occhi dei media e quindi sviluppa il suo rapporto con essi in modo da non creare pretesti all’opinione pubblica per eventuali attacchi, ma nel caso della Scientology indipendente dove non vi è un’organizzazione consolidata con una sua economia morale da difendere, queste tematiche si sono sviluppate.

Ma in che modo si parla dei nuovi media all’interno di Scientology?

Non essendo presenti lavori circa questo argomento, la risposta che verrà data dipende unicamente dal mio lavoro di ricerca: Scientology non ha mai lasciato dichiarazioni in merito al rapporto tra essa e la rete.

Per quanto ci siano state – come abbiamo avuto modo di vedere – molte azioni sia contro Scientology che da parte di Scientology contro chi ne avesse parlato in modo critico; non ci sono mai state dichiarazioni ufficiali su cosa sia Internet per loro. L’unico punto da noi già precedentemente citato è l’imposizione da parte della Chiesa ufficiale ai suoi membri di non cercare materiale entheta nella rete, azione che significherebbe commettere un overt.

Per gli indipendenti invece, Internet è vista unicamente come un tool, uno strumento, utile agli scopi di cui si fanno portavoci.

2001_Odissea_nello_Spazio_monolito

 

[1] Campbell A. Heidi, When Religion Meets New Media, Abingdon, Routledge, 2010, pp. 50-53.

[2] Ibidem., pp. 58-59.

[3] Ibidem, pp. 60-63.

[4] http://www.romanotizie.com/2011083124045/scientology-ci-scrive-fabrizio-d-agostino.html

[5] http://www.libertiamo.it/2012/04/28/benvenuti-in-italia-dove-il-web-e-ancora-una-novita/

[6] http://guide.supereva.it/i_ching_e_tarocchi/interventi/2009/05/285162.shtml

[7] http://guide.supereva.it/i_ching_e_tarocchi/interventi/2007/02/285457.shtml

[8] http://www.dipende-today.it/eventi/7955-brescia-il-volto-sconosciuto-della-psichiatria.php

[9] http://www.news-forumsalutementale.it/l%E2%80%99osceno-comitato-dei-cittadini-per-i-diritti-umani/

[10] Grieve G., Religion, in Campbell A. Heidi, Digital Religion, Abingdon, Routledge, 2013, p. 104

[11] Krüger Oliver, “Discovering the invisible Internet”, in “Online – Heidelberg Journal of religions on the Internet 1.1”, 2005, p. 5

[12] https://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20110522120119AAdGM58

continua …

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