Successi dall’Auditing, Successi nella Vita!

nuvole

Cari amici condomini,

ecco qui un nuovo, sfavillante successo

ottenuto grazie all’applicazione standard

della tecnologia di Scientology.

Gli abili diventeranno sempre più abili,

…e Dio sa quanto ce ne sia di bisogno

in questo nostro Universo!

 
Ciao
 Sto vivendo un momento bellissimo della mia vita ricco di esperienze e percezioni nuove.
La vita è davvero un bel campo di gioco dove confrontarsi e imparare quotidianamente.
Ogni giorno amo sperimentare le mie nuove (o riscoperte) abilità direttamente sul campo e, spesso, ottengo nuove realizzazioni.
Due giorni fa ero sul letto, molto alto di tono, sentivo nella zona della fronte un flusso di energia che andava verso l’esterno e,
chiusi gli occhi ho iniziato a vedere me frontalmente sdraiato sul letto (come se mi vedessi allo specchio); ho alzato una mano
e ho visto che quell’esserino davanti a me mi salutava proprio come si muoveva il mio braccio e mi sono riconosciuto inequivocabilmente.
magritte_uomo_bombetta
La cosa curiosa è che non vedevo in maniera definita e a colori, bensì osservavo alla stessa maniera di quando si guarda un negativo
delle vecchie macchine fotografiche: sfondo scuro e sagome chiare, in rilievo, senza contorni perfettamente delineati.
Purtroppo appena ho messo attenzione sulla cosa e ho cercato di gestirla volontariamente non sono più stato in grado di vedere nulla,
anche se però a livello di percezioni e tono emozionale mi sentivo ancora in quella condizione. Mi sorge dunque il dubbio di essere spesso
in quella condizione senza rendermene conto semplicemente perchè continuo a guardare dal punto di vista tradizionale e non da uno esterno.
Ho anche notato che la mia vista è potenziata, è come se fosse la combinazione di due viste: quella attraverso gli occhi fisici sommata ad un’altra
probabilmente collegata al flusso passante per la fronte. Quando guardo il mondo intorno a me attraverso quel nuovo canale e punto di vista,
vedo tutto scorrere attraverso il tempo come se fosse un film, mentre io mi sento esterno da un punto privo di tempo. Io mi sento immobile,
fermo dal mio punto origine e riconosco il tempo che scorre nel mondo che osservo. Altra cosa importante è l’abilità che mi si è sviluppata
attraverso il percorso dei gradi effettuato fino ad ora.
Quando ho lavorato sul grado ZERO improvvisamente ho iniziato a captare della carica: questo mi sembrava anomalo in quanto quella carica
non poteva essere mia e infatti ad un certo punto sono stato un po’ male perchè non riuscivo a capirne l’origine.
Lavorando sul grado UNO e imparando a identificare le fonti dei problemi e dissolverli mi sono accorto della vera natura di quella carica.
Non era carica mia, ma delle persone intorno a me!!!
Ne ho avuto conferma a lavoro: ero alla mia postazione e dal nulla ho percepito una carica potentissima, ho alzato gli occhi e ho visto la collega
davanti a me con gli occhi gonfi e pensierosa. L’ho fissata dritta nel volto e le ho mandato un flusso: improvvisamente è svanita la carica che sentivo
e il suo volto è diventato luminoso e sorridente. Non ci potevo credere: avevo individuato la vera natura di quella percezione! Non era una cosa negativa!
Da quel momento ho iniziato a giocare con questa cosa facendo esperimenti con le persone intorno a me. Potevo sentirmi dentro di loro e alleviare le loro cariche.
Ho notato che queste poi cercavano la mia presenza e spesso, credo inconsciamente, il contatto fisico.
Dopo qualche settimana ho notato che la stessa cosa potevo farla con la persona con cui parlavo al telefono e ho capito che,
come potevo sentire e mandare flussi di theta a una persona vicina, potevo farlo anche a qualcuno lontano km di distanza.
Credo sia importante condividere tali successi.
Mi sento così felice e unito con tutto quanto.
Non vedo l’ora di scoprire altre meravigliose verità sul ponte e spero di cuore che altre persone
verifichino le stesse mie condizioni.
M.

25 commenti

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25 risposte a “Successi dall’Auditing, Successi nella Vita!

  1. Roger

    Che bel successo.!!!

  2. Marco

    Bei guadagni e abilità, bravo.

  3. billy cage

    Si non c’è che dire, riscoprire se stessi è come scoprirlo per la prima volta…bello e incoraggiante leggere i successi degli altri: restimolazione theta ah ah ah.
    Bazzicavo il web e mi sono imbattuto in questo sito:

    http://www.premiodipoesia.it/ . Ne sapete niente? Metodo occulto per disseminare?

  4. Diogene

    Grazie M. per averci reso partecipi delle tue realizzazioni veramente notevoli.
    Le tue vittorie ci riconfermano che lo spazio è una creazione del thetan e che abbiamo il potere non soltanto di difenderlo od espanderlo ma anche di abbellirlo.
    Essere e Spazio sono in stretta relazione.

  5. Diogene

    Approfitto di questo post per annotare qui alcune personali osservazioni riguardanti lo Spazio.
    E’ un argomento che meriterebbe un bel filone di commenti, perché non è una faccenda così scontata come appare comunemente.
    Quando apriamo gli occhi vediamo che esiste un certo spazio e lo troviamo del tutto logico e naturale.
    In realtà percepiamo lo spazio anche tenendo gli occhi chiusi. E lo misuriamo anche attraverso l’udito ed altri sensi. Il corpo ci fornisce l’esperienza delle distanze.
    Ma dal punto di vista theta sappiamo che lo Spazio è una considerazione.
    Ne deriva che dovremmo essere in grado di gestire lo spazio a nostro piacimento. Ma per farlo dobbiamo riuscire a distinguere la natura del thetan e la natura del MEST.
    Quando il punto di vista viene assegnato al proprio corpo, allora si diventa parte del MEST per quel tanto che deriva dal fatto di “essere le proprie considerazioni” e quindi, in quella misura, siamo MEST, siamo barriere per noi stessi. Quando poi concordiamo con le considerazioni di altri, ecco che siamo ingabbiati in un bel campo di giochi dove l’Energia la fa da padrona.
    Effettivamente non esiste il vuoto totale in questo universo, neppure in minima parte. Solo un thetan potrebbe esserlo, rinunciando però a tutte quante le sue considerazioni.
    Perciò ogni thetan manipola a suo modo le sue considerazioni nel tentativo di manipolare il MEST. Ed abbiamo così tutte le forme materiali
    immaginabili in un ambito spazio-temporale.
    Tuttavia quella dello Spazio sembra essere la considerazione più facile da
    modificare per un thetan. Fisicamente, lo Spazio dipende dall’assunzione di Punti di Ancoraggio e di Punti di Dimensione. Molti thetan se la cavano egregiamente nel determinare e variare questi “loro” Punti ed hanno così gioco facile nel collocarvi “barriere” di Materia ed Energia che ritengono vantaggiose al loro fini o per il bene comune.
    Lo Spazio è indispensabile per Fare e per Avere.
    Ma lo Spazio ha origine dall’Essere e l’Essere è per sua natura un puro e semplice Punto di Vista.
    Un Punto di Vista che considera di poter creare qualcosa da vedere.

    • Marco

      Ciao Diogene, partecipo brevemente al tema (spesso ricorrente) che hai lanciato.
      Non ho capito bene cosa volevi considerare/concludere al riguardo… ma visto l’invito faccio anch’io qualche considerazione/pensiero in tema (sono a casa convalescente).

      Io credo (lo credo veramente, non solo perché lo ha detto Ron) che nel momento in cui Theta ha deciso di Essere (cosa che poi non è più stato possibile cancellare: I Fattori: 1 Prima dell’inizio c’era una Causa e l’unico scopo della Causa era la creazione di un Effetto. 2 La decisione all’inizio, e per sempre, è la decisione di ESSERE), l’esistenza è cominciata! E/ma non è più possibile tornare indietro.
      Perché? Perché se ha deciso di Essere ora è! Come fa a dire “beh, ora non voglio essere più!” ? Ormai è consapevole di essere consapevole!

      Stiamo parlando dei primi istanti… che secondo me sono molto difficili da comprendere… difficile perché non si riesce a rispondere bene alla domanda: “cos’era Theta poco prima di decidere di Essere?”

      Al di là di questo, comprendere Essere è abbastanza logico: una volta presa la decisione SONO, theta di sicuro E’ e di conseguenza si ha un: “sempre è stato e sempre sarà!”
      Potrà decidere di essere qualcos’altro, ma non potrà più “non essere”… non è così? Lo ha scritto anche LRH da qualche parte.

      Compreso questo inizio, il “dopo di ciò” diventa più semplice: theta Esiste/E’, ma l’esistenza si concretizza solo se c’è uno spazio (in cui essere)!
      E’ così? E’ veramente così? Credo di si.

      Forse un pochino è qui che ci si “incarta”, perché una domanda potrebbe essere: “Theta esisteva anche prima di creare i punti di dimensione con cui localizzarsi (Essere), o no?”
      E’ la solita domanda : “esiste prima l’uovo o la gallina?”

      Secondo me theta esisteva anche prima del Mest, visto che lo ha creato, ma comunque in pratica “Non Era”: ovvero non era perché nessuno poteva vederlo, cioè certificare che esisteva per davvero?
      E’ vero, theta si può dedurre… (rispondendo alla domanda “chi ha creato il mest?” si può dedurre che esista un theta creatore), ma è sempre una cosa astratta (come il Dio dei Cristiani).

      Per cui credo questo: quando si parla di “Essere” si intende “Essere in uno spazio”.

      Dopo di che bisogna definire Spazio e diventa tutto più facile…
      Si comincia con il definire “Spazio”… che secondo me non è una considerazione primaria (come ho capito dici Diogene : “…sappiamo che lo Spazio è una considerazione”), ma la conseguenza della creazione di Energia (cosa che viene prima di ogni altra), intesa come: Assioma 5 L’energia consiste di particelle postulate nello spazio.
      Dice “energia postulata nello Spazio”… sembra che lo Spazio c’era già!?
      Ma io credo qui ci sia un errore descrittivo di Ron, perchè è ovvio che uno Spazio esiste dopo l’energia, ovvero solo tra dei “punti di dimensione”…
      E’ vero infatti che solo dopo la creazione dell’energia si possono realizzare i “punti di dimensione”, che creano lo Spazio in cui theta può Essere (Assioma 4 “Lo spazio è un punto di vista della dimensione”.).

      Dunque, secondo me, Theta esiste/è identificabile, solo in uno Spazio, e Mest (energia/materia, spazio tempo in contemporanea ), in cui essere.

      Di sicuro Theta può esistere anche in altre forme, che non in un corpo di carne, ma deve per forza avere a disposizione dei punti di ancoraggio Mest di qualche tipo.

      Forse possono esistere anche altri universi (sistemi organizzati), altri punti di ancoraggio in cui Essere… forse esiste anche altro (magari meno soverchiante del nostro Mest…), ma per Essere/Esistere, dei punti di ancoraggio che creano uno Spazio sono indispensabili.

      Dopo di che, dopo l’esistenza dei punti di ancoraggio di qualche tipo… : “le vie dello Spirito sono infinite”…

      Una domanda potrebbe essere: può il Theta “giocare” con il Mest dall’esterno (exterior) senza esservi dentro? Mah… secondo me non si può creare effetti senza poi pagarne anche le conseguenze…

      Un caro saluto

  6. Diogene

    Ciao Marco, credo che ti ristabilirai presto (c’è bisogno di gente che lavora :)) e intanto ti rimando qualcosa da pensare per farti ritrovare la tua verve dialettica.
    Anche se non sempre è così evidente, i temi di cui mi piace discutere hanno dei risvolti pratici, non solo teorici.
    Prova a fare tua questa frase: “io SONO la mia ditta”.
    Non il proprietario o il direttore o altre beingness, ma l’intera ditta come concetto e vedrai all’istante che ti sentirai di aver occupato tutti gli spazi e tutte le mansioni inerenti quella forma sia astratta che concreta chiamata ditta.
    Per un thetan ESSERE e SPAZIO sono la stessa realtà.
    Banalmente potremmo anche rammentarci di possedere ed utilizzare un Spazio Mentale, dove collochiamo immagini, ecc.
    Ma il thetan, per definizione, NON E’ Spazio.
    Diventa lui stesso Spazio nell’istante in cui decide (o accetta) di ESSERE. Non di “essere qualche forma vivente”, ma di esistere, di vivere. Essere e basta: cosciente di essere.
    Dopo di ché gli intrighi dell’accordo MEST lo renderanno parte di un mondo costruito sulle relatività.
    L’Assioma 4 afferma: “Lo spazio è un punto di vista della dimensione”
    Nell’essere, il thetan assume un punto di vista e cos’altro può vedere per primissima cosa se non se stesso in quanto punto dimensionale? Qualsiasi punto HA una dimensione.
    Partendo dalla sua “postulata” dimensione, il thetan crea o trova altri punti diversi da lui e considera che c’è spazio tra lui e questi altri punti.
    Assumendo uno stato di Essere, il thetan si rende “separato”, diventa una unità differente da altre unità.
    Con l’Essere introduce il Non-Essere, cioè tutto ciò che lui non è. Sperimenta così tensioni, resistenze, flussi di energia tra i vari punti di vista. Sia gli accordi che i disaccordi persistenti diventano ridge, energia solidificata, materia.
    Perché mi interessa questa roba?
    Perché credo sia importante saper distinguere il mio universo personale dall’universo MEST che condivido.
    Questo nella vita fa una notevole differenza e sono convinto che lo farà anche nella prossima (probabile o presunta) vita.
    Io conto di esserci e di occupare un bello spazio, ma se così non fosse mi sono almeno divertito a modo mio.

    • Molto interessante questa tuo pensiero, caro Diogene: “Sia gli accordi che i disaccordi persistenti diventano ridge, energia solidificata, materia”.
      Secondo me merita di ulteriore approfondimento e discussione. Noi sappiamo che i Ridge si formano quando due forze di opposta polarità si scontrano, Ron ce le descrive molto bene nei suoi vari scritti. Che i disaccordi creino Ridge mi sembra evidente: postulato – contropostulato, intenzione – controintenzione ecc ecc.
      Abbiamo quindi di solito una percezione del termine “Ridge” prevalentemente negativa, un qualcosa da eliminare se vogliamo essere più liberi, e abbiamo abbondante tecnologia sul Ponte per ottenerlo. Ma il fatto che ANCHE gli accordi creino Ridge è un aspetto sottovalutato, o ignorato o non riconosciuto. E i Ridge formano materia … interessante …
      Parliamone un pò
      Un abbraccio
      Guido

      • Diogene

        Non mi sottraggo al tuo rilancio, Guido. Come sai, mi piace esplorare le ovvietà proprio perché spesso vengono ignorate o non ammesse a pieno titolo come variabili nelle equazioni.
        Si dà il caso che la stessa ricerca di Scientology si sia avvalsa di una ovvietà ignorata: lo zero matematico applicato allo spirito. Qualcosa che non c’è, ma che c’è perché la sua introduzione in una data formula ne modifica l’elaborazione e talvolta ne produce la soluzione.
        Così come, ad esempio, il concetto di “infinito” non può derivare da uno stato di “essere” bensì da uno stato di “non-essere”,
        Per definizione, l’infinito non ha inizio né fine, quindi “non è” se non una astrazione, un’idea. E se invece fosse una nostra reminiscenza?
        Quando un thetan si identifica in uno stato di “essere” abbandona uno stato di “non-essere” e segue le leggi del MEST.
        Ora, da un punto di vista umano, la ricerca dell’eternità è un ritorno ad uno stato originale di “non-essere” (cioè fuori dal MEST) oppure non siamo altro che particelle di un flusso eterno che ci coinvolge in una sopravvivenza infinita fatta di “essere” e di “non-essere”?
        Questo è un esempio di come può cambiare la percezione di “essere” se lo associamo a ciò che sappiamo del “non-essere”.
        Ma rispondo al tuo quesito, Guido, riguardo ai Ridge.
        Per me è ovvio che anche gli “accordi” persistenti producono ridge, cioè flussi di energia solidificata.
        Basta pensare a un matrimonio:) o più semplicemente al fatto che certi atomi si attirano ed altri si respingono formando gli elementi della materia. Potremmo anche dire che un “solido” accordo è di per sé un ridge e come tale può essere benefico o dimostrarsi malefico.
        A questo punto un ridge di accordo diventa un ridge di disaccordo se la contrapposizione viene mantenuta a lungo.
        Notiamo che un ridge di disaccordo può risolversi in un accordo oppure può manifestare tutta la sua carica esplosiva se le forze in contrasto perdono il loro forzato equilibrio per sopraggiunte cause interne od esterne. Eventualmente vanno disinnescati con terapie adeguate.
        I ridge di disaccordo prendono più attenzione per la loro potenziale pericolosità, mentre quelli che derivano da accordi avvengono con tutte le buone intenzioni di renderli durevoli.

  7. Italo Alberti

    Io la faccenda dei ridge, la vedo così: alla base di un ridge ci dev’essere stato in primo luogo un NON-ESSERE, che poi lungo la traccia prende il suo corso e poi mostrarsi un po’ sottoforma di disaccordi o di accordi, ma questa conseguenza è di importanza secondaria perché viene dopo sulla catena.

    Una persona può anche andare tremendamente d’accordo con qualcosa o qualcuno, ma ciò non vuol dire che sia sanità.

  8. MISTER X

    Nella scala a valori infiniti lo zero è al centro ( questa è un’analogia ) . C’è un infinità su non e su più . C’è un punto che tiene tutto l’universo in esistenza e tutto e niente ruota su quel punto . Si cerca sempre il prima e il dopo . Nelle arti per esempio il pieno e il vuoto . Ed è corretto dire che è tutti e due e quando diciamo ottava dinamica intendiamo il tutto ( e il niente )perchè il tutto non può esistere senza il niente e la vita come la intendiamo noi è essere in mezzo a questo gioco; ma come sarebbe se fossimo spettatori ? E se ci fossimo da spettatori introdotti nel gioco ? E se avessimo perso e saremmo precipitati nella decadenza ? Ma perchè ci siamo coinvolti in questa attività in primo luogo ? Può essere che non ci sia motivo o non motivo . Si vuole fare qualcosa e la si fa . Come mi rispose un amico : ” Perchè ? Perchè sono fatti miei! “. Con simpatia Mister X

    • Diogene

      Bello questo commento, molto in linea con l’assurdo che mi piace tanto.
      Ma l’assurdo è la coincidenza delle diverse facce della verità e riuscire a distinguerle richiede sensibilità ed attenzione.
      Tutto può essere vero, ma c’è vero e vero.
      Soluzione “logica” e perciò essa stessa dichiaratamente artificiosa?
      Una scala fissa gradiente per condizioni in movimento.
      Meglio che niente per mettere un po’ d’ordine.
      D’altronde i thetan vanno letteralmente pazzi per l’ordine, tant’è che si danno un gran daffare per creare prima un gran bel caos da riordinare.
      Lo scienziato contesta il più-o-meno-vero e si attiene ai risultati. Ma prima di ciò si perde nei tentativi. E dopo di ciò si dedica allo slalom tra le eccezioni.
      Il problema è che ogni thetan E’ una eccezione se lasciato libero.
      Dunque (sempre per amor dell’ordine) vanno tutti irreggimentati con regole chiamate “naturali” e concordanze denominate “realtà comuni”.
      Campo da gioco: il MEST, un puzzle impossibile da terminare.
      Scopo irraggiungibile: eliminare il caos (che serve al gioco, eh eh eh)
      Tempo: una vita, ma se ne possono sprecare in abbondanza.
      Venghino, signori, venghino! Ne sarete talmente stupefatti da non volerne uscire più!

  9. Marco

    @ Diogene

    Eccoci qui, ho letto 3 volte quello che scrivi e non mi sottraggo dal disquisire, non molto però, oggi è stata una giornata impegnativa…

    Comincio da quello che dici verso la fine del tuo 1° commento Perché mi interessa questa roba?
    Perché credo sia importante saper distinguere il mio universo personale dall’universo MEST che condivido.
    Questo nella vita fa una notevole differenza e sono convinto che lo farà anche nella prossima (probabile o presunta) vita.

    Si sono d’accordo, è di sicuro importante distinguere il proprio universo da quello Mest… è certamente una delle conoscenze/abilità di cui siamo a “caccia”. Infatti sembra sia importante per riottenere capacità, verità, auto/pandeterminazione:

    IL TRIANGOLO DI CERTEZZA DI CONSAPEVOLEZZA
    GIUGNO 1953

    “La semplicità, come si potrebbe sospettare, è la chiave di qualsiasi procedimento o di qualsiasi sistema di comunicazione che sia capace di dare alla persona la padronanza della sua beingness.

    La semplicità consiste nell’osservazione dei tre universi.

    La prima fase è l’osservazione del proprio universo e di quello che ha avuto luogo in quell’universo nel passato.

    La seconda fase è l’osservazione dell’universo materiale e la diretta consultazione dello stesso al fine di scoprirne forme, profondità, vuoti e solidità.

    La terza fase è l’osservazione degli universi altrui, oppure l’osservazione dell’universo MEST da parte di queste altre persone, poiché esiste una moltitudine di punti di vista di questi tre universi.

    Quando l’osservazione di uno di questi tre universi viene repressa, nascosta, negata, l’individuo non riesce a salire oltre un certo punto di certezza.

    Qui si ha un triangolo non dissimile dal Triangolo dell’Affinità, Realtà, Comunicazione.

    Questi tre universi interagiscono nella misura in cui, innalzandone uno, s’innalzano tutti e tre.
    Per contro, se ne possono innalzare due soltanto fino a un certo punto prima che vengano fermati dall’incertezza presente nel terzo.

    Perciò qualsiasi vertice di questo triangolo è in grado di reprimere gli altri due vertici e qualsiasi vertice di questo triangolo è in grado di innalzare gli altri due.”

    8-8008
    “Significato di 8-8008 è: L’ottenimento dell’infinito (8) tramite la riduzione dell’apparente infinito dell’universo MEST fino a zero e l’aumento dell’apparente zero del proprio universo fino all’infinito”

    “Quando la capacità di un individuo di creare l’universo proprio viene riabilitata, si scoprirà che la sua capacità di gestire l’universo MEST è stata riabilitata.”

    “Per i nostri scopi qui, siamo interessati a due particolari universi.

    Il primo di questi è l’universo MEST, che è la realtà concordata di materia, energia, spazio e tempo che usiamo come punti di ancoraggio e attraverso cui comunichiamo.
    L’altro è il nostro universo personale, che è anch’esso una questione di energia e di spazio.

    Questi due universi sono completamente differenti e si potrebbe dire che la principale confusione ed aberrazione dell’individuo provenga dall’aver confuso l’uno con l’altro.

    Laddove questi due universi si sono incrociati nella mente dell’individuo, troviamo una confusione del controllo e del possesso a causa del fatto che i due universi non si comportano allo stesso modo.”

    I 2 universi sono diversi… interessante…!

    Ora, il thetan ha un suo universo che credo possa essere come una biblioteca in casa propria, una grande quantità di informazioni a cui solo il padrone di casa ha accesso…
    Ecco io credo che in questo universo casa il thetan non ha bisogno di “Essere”, non più di tanto…
    Ma quando si tratta dell’universo comune, Mest, beh, qui il discorso si fa diverso, per comunicare con altri deve per forza “Essere”, ovvero localizzarsi.
    Essere è Spazio… ovvero localizzarsi in uno Spazio nell’universo Mest, tramite punti di dimensione (alias ancoraggio) come dice l’assioma.
    Il limite di Spazio che può occupare è poi un altro argomento, sono d’accordo che può arrivare a molto Spazio e percezione…

    Che bisogno ha il thetan di Localizzarsi/Essere se poi cmq ha il suo proprio universo?
    Io credo per un motivo: comunicare con altri. Ovvero avere un gioco con altri.
    Dunque il thetan dovrebbe essere capace di entrare e uscire da un universo all’altro… io ho un’idea del perché ha un po’ di confusione (penso alla smemorizzazione ripetuta e continua nei millenni di millenni per cui si è dimenticato di dov’è e di sé e dei tre universi).

    Il comunicare ed il giocare nell’universo Mest ha delle regole e le regole sono accordi.
    Secondo me gli accordi NON creano Ridge, ma al contrario li dissolvono…
    Secondo me i ridge di accordo non esistono… esistono i ridge da violazione di accordo. Oovvero dall’introduzione di bugie.
    Posso però concedere che avere bugie, e quindi ridge nell’universo Mest, è molto ma molto facile.

    Dunque secondo me quello di cui c’è bisogno è: conoscere queste verità fondamentali, e impegnarsi a mantenere il tasso di bugie e confusioni (ridge) sugli accordi primari, al più basso livello possibile.

    Si vive nell’universo Mest a causa di accordo di molti su una bugia primaria (che serve per avere la realtà: da As-is a Is-ness)… ma le cose si complicano quando ci si dimentica di questi accordi… e forse è li che si comincia ad avere masse che persistono (ridge).
    Il ridge è una persistenza creata da una, o più, bugie. Bugie che potremmo chiamare alter-is/not-is, ovvero bugie che vanno sopra alle bugie primarie che creano l’ is-ness.

    Dunque, e finisco questo attorcigliamento: ci sono principalmente due universi, il proprio (di ogni thetan) e il Mest, ed ambedue servono… ed è violando gli accordi di esistenza della realtà (accordi) che si crea ridge.

    Invece credo che un accordo ad alto livello disfa i ridge… fino allo disfacimento totale.
    Assioma 21 La comprensione è composta di affinità, realtà (accordo) e comunicazione.
    Assioma 23 Lo statico ha la capacità di raggiungere una sapienza totale. La sapienza totale consiste in totale ARC.
    Assioma 24 Totale ARC provocherebbe la scomparsa di tutte le condizioni meccaniche di esistenza.

    Scusa la velocità, spero si capisca.
    Grazie per il filosofare… per me è sempre costruivo.
    E per te Diogene ho grande ARC

  10. Diogene

    Molte grazie, Marco.
    Apprezzo e condivido ciò che hai scritto. Spesso si dicono le stesse cose ma usando parole diverse. La comunicazione delle idee tra i più disparati “universi personali” sono sempre più o meno degli alter-is. Ed infatti siamo finiti per costruirci un illusorio universo MEST che però contribuiamo a rendere più solido e durevole con i nostri accordi e disaccordi. La banalità di questo mio ragionamento consiste nel constatare che gli accordi possono diventare disaccordi e che i disaccordi possono diventare accordi. In buona sostanza, questo non è altro che ARC in azione. E fermiamoci agli universi di noi umani, perché sicuramente anche altri esseri animati hanno un loro universo “personale e di specie” differente dai nostri ma in simbiosi con la specie umana. E’ facile rendersene conto. Ma non è altrettanto facile “entrare” in ARC con loro, benché la loro presenza nel MEST sia tutt’altro che irrilevante.
    Il filosofare umano è un tentativo di razionalizzazione del pensiero affinché possa essere comunicato e compreso nella sua complessità. In verità, ciò che più ha valore per il singolo a livello mentale (e non solo) sono le sue “cognition”, le sue realizzazioni personali. Sappiamo per esperienza quanto sia problematico scambiarsi delle cognition. E’ praticamente impossibile razionalizzarle e il “filosofare” è il trucco più usato fin dall’antichità per dare “evidenza” a delle conclusioni astratte. Sono verità personali al pari di una ispirazione poetica che negli altri può dischiudere un mondo oppure lasciare del tutto indifferenti.
    Tuttavia, la vita è un intersecarsi di “universi personali” e questo ci dà la misura di quanto intrigante e indefinibile sia l’universo che abitiamo. Come pure quanto pesi il ruolo di ciascuno di noi, volenti o nolenti impigliati in questa “rete di universi”.
    Certo sarebbe meglio per un thetan bearsi in uno stato contemplativo, ma a patto che fosse lui a creare ciò che contempla, altrimenti sarebbe effetto di qualcos’altro.
    Solo che la storia ricomincerebbe con lui che causa un effetto.
    E via daccapo. Ma adesso sappiamo come va a finire.
    Così (come si diceva una volta a teatro) ciascuno tragga le sue conclusioni da questo nostro modesto “filosofare”.

  11. Marco

    Hai ragione Diogene Il filosofare umano è un tentativo di razionalizzazione del pensiero affinché possa essere comunicato e compreso nella sua complessità.

    Ed anche di sicuro ci sono parecchi difficoltà nell’ottenere una comprensione omogenea, tra Esseri umani In verità, ciò che più ha valore per il singolo a livello mentale (e non solo) sono le sue “cognition”, le sue realizzazioni personali. Sappiamo per esperienza quanto sia problematico scambiarsi delle cognition. E’ praticamente impossibile razionalizzarle e il “filosofare” è il trucco più usato fin dall’antichità per dare “evidenza” a delle conclusioni astratte.

    Credo sia questo il percorso su cui siamo in difficoltà da sempre: far capire e/o far condividere a sempre più persone la scoperta di come stanno le cose in linea di massima (“sei un’anima immortale, hai un corpo e hai una mente… hai un tuo universo e con il tuo corpo sei in un universo Mest che condividi”)
    Queste verità di base servirebbero a far smettere di ipotizzare troppo a livello spiritual/filosofico… sarebbe ora di fare qualcosa per lo spirito, anziché stare ancora solamente a pensare.
    Ancora oggi in questo mondo 2.0 ci sono tantissime, troppe, ipotesi in campo, per far in modo che ci sia l’ordine necessario per far stare insieme cosi tanti miliardi di Esseri… abbiamo una cosi grande velocità di incontro e condivisione, nel mondo di oggi si sono cosi tanto accorciate le distanze, ma abbiamo ancora cosi tanta confusione e distanza spirituale, con tutte queste tante ipotesi spirituali che portano ancora molti contrasti e gravi disaccordi…
    I gravi disaccordi di cui tu anche parlavi…

    Ma credo che si possa insistere e si possa arrivare a condividere sempre più verità spirituali e filosofiche… oggi c’è una conoscenza ormai collaudata e funzionante… un giorno forse i governi l’adatteranno e tutto diventerà più semplice… forse.

    SCN 8-8008

    “Ciò che comunemente si crede sia verità è “l’accordo sulla legge naturale”: Questa sarebbe la verità dell’universo MEST, che sarebbe il minimo comun denominatore dell’accordo su qualsiasi soggetto.

    Quando si ha a che fare con l’universo MEST, l’accettazione di solo tali verità è però pericolosa.

    In Scientology, si studiano i minimi comun denominatori dell’accordo che danno luogo ad un’accettazione dell’universo MEST, che di per sé è un’illusione su cui si è concordato.

    Questi comun denominatori però tendono a “proibire” la creazione dell’universo proprio; capacità quest’ultima, che di per sé rende possibile la percezione dell’universo MEST,

    La verità dunque, consiste dello studio di minimi comun denominatori dell’accordo: più l’enunciazione della vera capacità del thetan.

    La vera capacità del thetan è una verità molto più elevata di quella dell’universo MEST stesso.

    Le verità scientifiche, ottenute tramite deduzioni e osservazioni sul comportamento dell’universo MEST, sono di per se stesse manifestazioni di accordi da parte di thetan; che sono però capaci di creazione e accordo molto più vasti di quelli rappresentati nell’universo MEST.

    E se mai è stata conosciuta prima, le difficoltà di comunicarla sono state tali da impedirne la promulgazione.

    Un giorno si potrà dunque vedere, che c’è una verità superiore a ciò che passa per “verità” nell’universo MEST. “

    • Diogene

      Ehi, Marco! Ma ci rendiamo conto della potenza delle parole?
      Ogni paragrafo del testo che hai citato meriterebbe un approfondimento.
      Perché la superficie delle frasi è morbida, suggestiva ma volatile, suadente ma scivolosa… e invece se scavi al disotto di esse trovi rocce dure come diamanti, architravi del sapere che furono incastonate lì a testimonianza perenne della natura umana e dello spirito che la anima.
      Prendiamo (una a caso) la parola “accordo” così spesso ripetuta nel testo. Ci porterebbe tanto lontano da scriverci dei libri. E ricavarne tecniche, strategie, solide basi per delle civiltà.
      ACCORDO. Gli accordi hanno formato e continuano a tenere insieme il MEST. Energia, Materia… un gigantesco Ridge! In uno Spazio illusorio e PERCIO’ immenso quanto lo possiamo immaginare.
      Appunto: IMMAGINARE. Specialità concessa all’essere umano.
      Importante, perché è dall’intersecarsi degli universi personali ( e LRH lo conferma) che si concretizza l’universo che abitiamo. Ogni thetan ci ha messo del suo, aderendo talvolta inconsapevolmente ad accordi che altri combinarono, realtà bell’e confezionate, magari bombe ad orologeria….
      Bene hai fatto, Marco, a mettere in evidenza questa sentenza:
      “La verità dunque, consiste dello studio di minimi comun denominatori dell’accordo: più l’enunciazione della vera capacità del thetan.” LRH
      Quanto lavoro dobbiamo ancora fare su noi stessi e con i nostri simili e per il resto dell’universo che a malapena e a sprazzi conosciamo!

      • “ACCORDO. Gli accordi hanno formato e continuano a tenere insieme il MEST. Energia, Materia… un gigantesco Ridge!”
        Così scrivi Diogene, poche parole per descrivere accuratamente tutto questo ambaradan! Da musicista dilettante mi sovvengono paragoni con il carattere degli accordi musicali, maggiore, minore, diminuito ecc., non a caso ogni insieme di note che formano suggerisce e suscita differenti emozioni sulla scala del tono, proprio come il confronto soggettivo con il mest e la vita in esso presente.
        Si fa presto a dire accordo, che crea un flusso direzionale che poi si incontra, o si scontra, con altrui creazioni.
        E nel momento in cui viene dato l’accordo, di che tipo è? Accordo imposto, di convenienza, dettato da un calcolo (facsimile di servizio), basato su dati reali o immaginari, sufficienti o insufficienti, accordo di bank…?
        La qualità di questi accordi è molto importante, forse però più importante ancora è acquisirne consapevolezza, al fine di renderci sempre più liberi ed integri. Dopotutto una delle abilità più sorprendenti e magnifiche di un Thetan è quella di cambiare opinione!
        Oh, potremmo passarci l’intera domenica a filosofare. Ma penso che ne possa valere la pena, ne va della nostra vita dopotutto!
        Un abbraccio
        Guido

  12. Marco

    FONTE DELL’ENERGIA DELLA VITA
    14 NOV ‘52
    ESSERE FARE E AVERE

    “Ora, però occupiamoci di qualcosa di terribilmente serio, vale a dire dell’anatomia degli universi. Questo è ciò che è noto come un argomento di modeste dimensioni: l’anatomia degli universi.

    Gli universi sono composti di spazio, tempo ed energia. E questi fattori, combinandosi, formano oggetti e materia, in generale.
    Questa detto in modo sintetico è l’anatomia di un universo. E questo è tutto quello che dovete sapere su un universo ed è ovviamente tutto quello che abbiamo bisogno di sapere su un universo, perché questo è quanto la fisica moderna ne sa.

    L’anatomia di un universo è la seguente: spazio, tempo ed energia che, combinandosi, formano la materia.
    Quindi materia, energia, spazio e tempo sono le componenti dell’universo.

    Adesso ve lo spiegherò come uno dei miei professori d’università l’avrebbe spiegato, una ventina d’anni fa. Detto per inciso, ho avuto dei professori molto, molto bravi. Impareggiabili, assolutamente impareggiabili: il novantacinque per cento di loro era incomprensibile e l’altro cinque per cento non comunicava.

    Si diceva che il mio professore di matematica fosse l’unica persona, negli Stati Uniti, a capire la teoria di Einstein. Se ne stava orgogliosamente seduto a capire la teoria di Einstein. Rimase lì per anni a fare questo.
    Ma guai andargli a dire: “Senta, mi spiace che le cose siano andate così. Mi spiace moltissimo che le cose siano andate così, ma in geometria analitica, nel calcolo della pendenza di una curva, ci sono cinque passaggi superflui”…
    Guai dirgli una cosa del genere. Sarebbe stato come sporgersi sull’altare e rovesciare tutti i vasi sacri, forarli, ammaccarli e buttarli in cortile.
    Avrebbe detto: “Farai meglio a usarli, quei cinque passaggi. Sono lì per uno scopo”.
    A tutta prima non lo capivo, fino a quando finalmente non mi resi conto che quei passaggi erano lì per uno scopo: confondere la gente.
    Dico sul serio, dico sul serio.

    Non esiste argomento di studio al mondo che non possa essere perfezionato, non esiste argomento di studio al mondo che non possa essere semplificato, e non esiste argomento di studio al mondo che non possa essere reso più complicato.
    Ora, il solo fatto che quest’ultima cosa sia vera, non costituisce un buon motivo di continuare a farla.

    La stessa cosa vale per Scientology.
    La gente osserva Scientology e vede che va semplificandosi.
    È sbagliato… dovrebbe diventare più complessa, ma non lo fa. Va semplificandosi, va semplificandosi.
    Ed oggi – oggi – si può dire che l’anatomia dell’universo, o l’anatomia di qualsiasi universo, sia rappresentata da questi quattro semplici elementi.”

    “L’ultimo trattato di Einstein… dovreste procurarvelo una volta o l’altra: sarà una lettura leggera. Qualcosa come ventisei pagine fitte… venti pagine, qualcosa del genere, fitte di cifre.
    Va avanti per pagine e pagine con dei… ooh, simboli, radici cubiche e radici quadrate, il tutto diviso per tempo zero e per le loro costanti temporali.
    Poi all’improvviso compare una maiuscola, e poi una s minuscola, che ha a che vedere con lo spazio, ma si tratta di spazio dentro allo spazio.
    E poi si vede li qualcosa che è la lettera più strana che sia mai uscita da un alfabeto: si tratta della quarta dimensione.
    Continua a fare capolino da tutte le parti. E arrivato fino al fondo di quella roba, Einstein dice trionfalmente: “Conservazione dell’energia!”.
    Dice: “Abbiamo identificato tempo, spazio ed energia in termini di conservazione dell’energia”.

    Può darsi che questa non sia una descrizione esatta della pubblicazione di Einstein: non è una citazione diretta. Ma per quanto riguarda l’ultima riga, le si avvicina molto.
    È come se avesse detto: “Attenti, adesso… abbiamo concluso definitivamente questa faccenda e d’ora innanzi nessuno ci si dovrà immischiare, perché a questo livello abbiamo dimostrato in maniera assoluta che esiste una relazione reciproca così stretta e intrecciata tra spazio, tempo, energia e materia, che nessuno potrà mai farsi largo attraverso questo sbarramento”. “

    “Beh, nel 1951 ci fu la teoria theta-MEST e la teoria theta-MEST pare che funzioni. E non fu creata per qualche motivo particolare; semplicemente pare che funzioni.

    Ora, la teoria theta-MEST è stata portata a questo grado di perfezionamento: a un certo livello abbiamo qualcosa che non ha né tempo, né movimento, né spazio, né niente.
    Il niente più niente che si sia mai potuto immaginare.

    Nessuno aveva mai concepito un niente così nullo come theta.
    Ma non è interessante che questa cosa fatta di niente abbia potenzialità e capacità?

    Una sera mi capitò di bloccarmi su qualcosa, emerse qualcosa, emerse la teoria theta-MEST: statica e cinetica.
    Theta è uno statico.”

    “ D’un tratto annunciamo: “Theta ha come sua potenzialità l’ubicazione di materia ed energia nello spazio e nel tempo, e può altresì creare spazio e tempo “.

    Beh, quando diciamo questo e allo stesso tempo diciamo che non possiede lunghezza d’onda… gente, stiamo veramente descrivendo un fenomeno. “

    “Dicono che questo universo sia in espansione. Carina, la cosa. Carinissima.
    È un modo fantastico di evitare l’intero nocciolo della questione.
    Vedete… com’è possibile avere dello spazio in espansione?
    Dovrebbe espandersi in rapporto a dell’altro spazio, il quale dovrebbe essere in espansione rispetto ad altro spazio…
    Si ha questa situazione da gatto che si morde la coda… Beh, a noi questo non interessa.”

    “E vediamo di dare un’occhiata a un assioma. È un assioma che funziona. Ovunque guardiamo, troviamo che “gli assoluti sono veramente irraggiungibili”.

    “Si potrebbe dire che theta concepisca spazio e tempo al fine di conseguire energia e materia, tutte cose che formano l’universo materiale.
    Questa affermazione risolve benissimo… voglio dire, lo potremmo benissimo dire.

    Ci siamo innalzati scoprendo tutt’a un tratto le qualità di qualcosa che si trovava al di sopra del livello di materia, energia, spazio e tempo.”

    Abbiamo capito qual’era la sua qualità e…
    Se guardiamo un uomo, se esaminiamo un uomo, vediamo che quell’uomo sta cercando di essere autodeterminato: questo è qualcosa che gli interessa moltissimo essere.

    Ora, prendiamo questa definizione… prendiamo questa definizione di “autodeterminazione”, diciamo che l’autodeterminazione: “sia il tentativo di un individuo di raggiungere le mete di theta”.

    Quali sono le mete di theta?
    Le mete di theta pare consistano nella capacità di imporre materia, energia, tempo e spazio.

    Può creare… theta può creare, conservare, alterare (non sono sicuro di quest’ultima cosa: dovrebbe essere valida, in base a ogni altra teoria, ma semplicemente non ne sono sicuro) e distruggere materia, energia, tempo e spazio.

    Si potrebbe dire che questa sia una delle mete di theta… una delle mete di theta.

    Si scopre che gli universi percorrono dei cicli. Si scopre che una singola esistenza percorre un ciclo.
    Ovunque guardiate, trovate che al disotto di tutto quanto corre il comun denominatore costituito dal ciclo di creazione, crescita, decadimento e morte. Ovunque guardiate, questo ciclo si ripete e continua.

    Se guardiamo l’energia, troviamo che possiede tre caratteristiche: avviare, cambiare e fermare. E questo corrisponde a creazione – in tutte le altre cose – alterazione e morte.
    Troviamo che questo è ciò che fa l’energia: essa può iniziare, può cambiare e può fermarsi.

    Santo cielo, come cominciano a combinarsi bene fra loro queste cose!

    Vediamo se questa cosa ha un’applicazione a livello individuale.
    Chiediamoci: ha, questa cosa, una tale applicazione a livello individuale che, se ci serviamo della definizione di “autodeterminazione” facciamo improvvisamente stare “più bene” un preclear, più velocemente?
    E come no, gente! In diecimila casi contro uno.
    È semplicemente fantastico! La tecnica funziona.

    Potete chiedere a qualunque vecchio auditor di prima classe. Vi dirà: “Beh, sì, la Procedura operativa standard funziona. La provate voi stessi: “Eh già, eh già, funziona”.

    È così che si fa star bene una persona; è così che essa diventa più autodeterminata: è così che diventa capace di controllare questo universo materiale: sale verso l’alto.

    Ora, prendiamo in considerazione un altro procedimento: il Processing creativo.
    Il Processing creativo, Scientology 8-8008, la riabilitazione dell’universo dell’individuo e la riduzione in importanza per lui dell’universo MEST.

    Prendiamo in considerazione questo procedimento, esaminiamolo: è un procedimento buono e valido?
    Certo, possiamo prendere il Processing creativo, senza nient’altro, e far stare bene una persona. Come niente!
    Non è affascinante?

    Non occorre che prestiamo alcuna attenzione a questo universo MEST.

    Questo vi dice immediatamente che c’è una miriade di universi.
    Dev’essere così. Per forza!

    D’accordo. Ci troviamo nell’atmosfera rarefatta d’alta quota della teoria.

    Quella teoria, però, in effetti si riduce a qualcosa di molto semplice: uno statico e un cinetico: Avete un’assenza di movimento che agisce su un movimento totale.
    E un’assenza di movimento che agisce su un movimento totale produce energia.

    In che cosa consiste il movimento? In tempo e spazio.
    Quali sono le capacità di theta? La creazione, la conservazione, l’alterazione e forse la distruzione di materia, energia, tempo e spazio.

    Che cos’è l’autodeterminazione? È lo stesso che theta.

    Tutt’a un tratto, ci siamo ritrovati fulgidamente illuminati da un concetto molto, molto chiaro:

    “La più alta potenzialità di theta è evidentemente la creazione e la gestione degli universi”.

    Il modo in cui si crea e si gestisce un universo è quello di inventare dello spazio; poi bisogna inventare del tempo.

    E fra tempo e spazio bisogna interporre qualcosa, e così vi s’interpone qualcosa. E… a questo fine, bisogna servirsi dell’energia, che… quando la si condensa in materia, si ha un universo.

    È molto semplice da fare. Non ci vuole un granché e non esistono veramente limiti alla creazione di queste cose: cioè… questo è tutto quel che si fa.

    Prendiamo uno scrittore che, seduto alla scrivania, batte sulla macchina da scrivere: che cosa sta facendo? Inventa spazio e tempo, energia e materia e così via.
    Il solo problema sta nel fatto che lui prende queste cose e le mette a confronto con l’universo reale, e l’universo reale gli dice: “Io sono reale perché posso fracassarti gli stinchi a calci, ma quella scogliera che hai appena inventato in quel romanzo non farà male a nessuno, nemmeno lontanamente”.

    Il tipo ha subito un martellamento del genere per un periodo di tempo spaventosamente lungo e così non si dà la pena di costruire le sue scogliere in modo tale che se voi le urtate, loro vi urtano di rimando.
    Questo non vuol dire che non sia in grado di farlo.
    E nemmeno vuol dire che sia in grado di farlo: semplicemente non dice che non è in grado di farlo.

    Quando guardate questo povero scrittore che ha messo il suo universo a confronto con l’universo MEST… l’universo MEST gli ha detto: “Io sono reale, il tuo universo non lo è”.
    Tutti gli dicono la stessa cosa, tra l’altro: tutte le critiche e compagnia bella si riassumono in questo: “Quello a cui hai appena pensato non è reale perché l’universo reale è questo ed è molto più grande e forte; è un nostro alleato e con esso ti schiacceremo”.

    Se vi trovate coinvolti in una accanita discussione – che si tratti di una critica d’arte, dell’invalidazione di Joe Louis come pugile, del modo in cui si fa piazza pulita di aziende con la vendita di azioni e obbligazioni, o d’altro – ci sarà qualcuno che arriverà con un fatto dimostrato e conclusivo che demolisce un fatto immaginato o non provato… e a quel punto eccovi serviti.

    Così quest’universo è stato progettato sulla bella base del “sarà meglio per te che tu sia d’accordo con me o saranno guai”.

    Questo è il progetto base di qualsiasi universo, altrimenti non starebbe insieme.

    Ora, questo universo non occupa tutto lo spazio che cӏ e non occupa tutto il tempo che cՏ.

    Potreste comporre un altro universo che non sarebbe in contrasto con questo, perché questo universo, se sapete la verità sul suo conto, non esiste.

    Accidenti, però, una maniera per dire di essere reale ce l’ha eccome!
    Questo universo in realtà non esiste: è un’illusione.

    L’aspetto più interessante della cosa è con quanto impegno i fisici si son dati da fare per dimostrare, nelle scienze naturali, cose d’ogni sorta… filosofia naturale, la chiamavano, già, proprio così… fin dai tempi di Aristotele.

    Una delle cose che si sono veramente concentrati a dimostrare, in tutto e per tutto, è il materialismo: l’universo è reale, è reale, è reale, è reale.
    Hanno continuato a segnarlo a dito.

    Hanno continuato a dire: “È reale, è reale, è reale, è reale”… finché non l’hanno attraversato col dito.

    E quando si arriva a questo livello, beh… se andate da un fisico, lui oggigiorno non sa se è un monaco o uno scienziato, perché ha dimostrato in modo conclusivo che ciò su cui lavora, in realtà non esiste.

    Questi tipi pensano e pensano e pensano e pensano, e alla fine dicono: “La risposta più accurata che siamo in grado di elaborare è che alla fine tutto si riduce a pensiero”.
    È affascinante, ma questa è la fisica.
    Il suo progresso evolutivo si è mosso nella direzione di dimostrare in modo molto conclusivo che si è lavorato in modo molto materialistico su di una cosa che è del tutto illusoria e che in effetti non esiste.

    Ma se voi foste d’accordo e tutti quanti fossero d’accordo, e se voi foste… come Esseri theta, se voi foste obbligati a essere continuamente d’accordo sul fatto che l’universo esiste per davvero, ed esiste per davvero…

    Vi rendete conto che voi siete in grado di creare tempo e spazio?
    Perciò se create tempo e spazio, se foste d’accordo e foste d’accordo e foste d’accordo con l’universo MEST, il tempo e lo spazio che creereste sarebbero il tempo e lo spazio dell’universo MEST.

    Cosi voi tutti ve ne state lì – e qui abbiamo l’universo MEST, qui abbiamo l’universo MEST – a creare tempo e spazio, tempo e spazio, tempo e spazio, e… oh cielo: l’accordo su questo non va spezzato.

    La gente viene presa da una grande ansietà a proposito di questa faccenda. Persino Robinson Crusue, senza calendari, orologi o altro di cui preoccuparsi, tenne accuratamente conto del passare di ogni giorno. Fantastico.
    Una grande preoccupazione, un’orribile ansietà.

    Questo accade perché: “non si crede più di essere in grado di creare un universo… e naturalmente, si è costretti a tenersi questo qui”.

    Il buffo è che non c’è veramente di che darsi pensiero in merito a ciò, perché questo universo è molto facile da trovare: sono troppe le persone concentrate su questo momento spazio-temporale.

    Fino a che punto ci si può ammalare? Fino a che punto l’individuo si può ammalare? Prendete un livello della società a caso e selezionate gli individui veramente malati: che cosa trovate?
    Che quegli individui sono stati d’accordo quasi al 100%.
    Come fate a sapere che son stati d’accordo al 100 % ?
    È perché non hanno più illusioni proprie. Non hanno più speranze, non hanno più sogni, sono malati.

    Bisogna scoprire quanto è malridotto il proprio preclear.
    In effetti, per sapere quanto è malridotto il proprio preclear basta dargli un’occhiata e vedere quant’è profondo il suo accordo con l’universo materiale.

    Quanto più profondo è stato il suo accordo con l’universo materiale, tanto peggio starà. E orribile, non è vero?

    Perché… ? Ci sono molte ragioni per questo.
    L’accordo è un flusso a senso unico: se cominciate a fare qualcosa all’universo, l’universo dice: “Vuoi farmi qualcosa, eh? Spaff!”.

    Voi uscite, volete giocare. Fate il battello a vapore, o qualcosa del genere, e… un bambino corre per strada e fa: “Ciuf, ciuf, ciuf, ciuf, ciuf, ciuf’… crash!
    Non è che abbia urtato il molo e che non abbia messo fuori i parabordi… è caduto sul cemento e s’è sbucciato un ginocchio.
    Aveva detto: “Sono un battello a vapore”… e l’universo MEST gli ha risposto: “Sei un bambino con un corpo molto fragile. Ti abbiamo in pugno. Ti abbiamo convinto”.

    Ogni volta che quel bambino ha cercato di creare una grande illusione, ogni volta che ha cercato di farlo, che cosa gli è successo? Che l’universo MEST ha detto: “Nz-nz”.

    Eppure, orribile a dirsi, le sole parti dell’universo MEST che siano abitabili, le sole parti dell’universo MEST che abbiano un significato per la vita stessa sono quelle parti che sono state conquistate dalla vita.

    La vita ama soprattutto la vita e solo la vita adorna questo universo.

    D’accordo.
    Che cos’è un’illusione?
    Un’illusione è un universo allo stato embrionale: non sviluppato, sottile, evanescente.

    Ma perbacco, un universo con le caratteristiche dell’illusione, in teoria, potrebbe essere forte e duro e resistente come questa roba qui. In teoria.

    Qual è la cosa che più fa divertire un pubblico? La prestidigitazione.
    Il prestigiatore propone sempre l’apparizione di qualcosa di concreto là dove non dovrebbe esserci. Può creare la materia. Affascinante. Può anche ridurre lo spazio e via dicendo. Questi sono i trucchi dell’illusionista.
    Il pubblico ne è deliziato. Perché? Se il pubblico fosse tenuto unicamente a essere d’accordo con l’universo materiale, dovrebbe arrabbiarsi moltissimo con quel mago.
    Lui infatti continua a dire: “Si può essere in disaccordo con l’universo materiale”.

    D’accordo.

    Esaminiamo con attenzione questa cosa, senza sforzarci troppo, perché è estremamente facile.
    Le definizioni che servono ad un auditor e che servono se si vuole avere un’eccellente comprensione di Scientology sono che: l’autodeterminazione ha la tendenza a raggiungere le mete di theta e che le mete consistono nel raggiungere le potenzialità di theta, le quali consistono nella creazione di materia ed energia nello spazio e nel tempo.

    Questo ci pone molto al disopra del livello di spazio, tempo, materia ed energia e per la prima volta possiamo uscire da quel circuito chiuso.

    D’accordo, questo non ha chiarito la fisica, non l’ha chiarita a nessuno per un tempo spaventosamente lungo. È andata sempre peggiorando, sempre peggiorando. E adesso ha raggiunto il livello della frenesia.

    In fisica c’è una matematica nata dal Quanto d’energia di Planck.
    La meccanica quantistica è la più straordinaria matematica – se vogliamo chiamarla così – che si sia mai vista. Si buttano assieme tre fattori e un’ipotesi e li si eguagliano a un forse, ed ecco fatto!
    Questo è un sintomo dell’essere diventati frenetici.

    Sono certo che, in realtà, non calcolano niente con la meccanica quantistica. Penso che prendano delle barre di uranio, o roba del genere, e ci giochino un po’, vedete? “Su, presto! Scrivi la formula. Sì, abbiamo trovato che ci vogliono tante barre e tanta ener… scrivi la formula, eh? Proprio così. Fanno quaranta millicurie. Metti giù qui la soluzione.
    Adesso, scrivi all’indietro. Adesso, ci mettiamo la costante, là ce il Quanto, eccetera. Adesso, portala in direzione, alla svelta.”
    Sono sicuro che è così che fanno.

    D’accordo.

    Allora che cosa possiamo metterci, qui?
    Abbiamo questi tre fattori. Che cosa possiamo metterci, qui?

    Lo spazio è “Essere”.

    Ora, il motivo per cui lo spazio è “Essere” , è che una persona può Essere senza agire. Giusto?
    Non ha bisogno di movimento per Essere.
    Dovrebbe Essere dove? Beh, “lì”.

    D’accordo, si tratta semplicemente dello spazio. È semplice: ” Essere ” è lo spazio. Ecco, voi siete qui: vi trovate in uno spazio.

    Per quanto riguarda il tempo è possibile eliminarlo.
    Se anche si riducesse il tempo al minimo e lo si fermasse a zero, voi sareste ancora qui in questa stanza. Non volereste via dalla stanza solo perché il tempo è stato fermato. Ma… accidenti, come volereste via se si fermasse lo spazio!

    D’accordo. Così lo spazio è ” Essere “.

    Adesso, qui abbiamo il tempo.

    Tutti sanno che il tempo consiste semplicemente in una relazione reciproca, ma c’è qualcosa di molto buffo per quanto riguarda il tempo.
    Lasciate che vi racconti come l’ho scoperto.

    Mi ci sono in un certo senso scontrato una sera con un preclear che era una donna estremamente stizzosa. Avevo tentato di tutto con questo preclear, e lei continuava a dire che il sintomo era ancora lì, che il sintomo era ancora lì, che il sintomo era ancora lì e che il sintomo era ancora lì.
    Io cominciai a percorrere… beh, lei pareva così orgogliosa di avere quel sintomo; fu questo che cominciò ad attrarre la mia attenzione…
    “Abbi l’idea di averlo.” “Abbi l’idea di non averlo.” “Abbi l’idea di averlo.” “Abbi l’idea di doverlo avere.” “Ora di non doverlo avere.”
    Ptoc, ptoc, ptoc, ptoc, ptoc,ptoc.
    La dicotomia “avere” e “non avere”, avanti e indietro.

    Lei disse: “Se n’è andato”. “Ah sì?”

    Avevo percorso un mucchio di altre cose… avevo percorso responsabilità, avevo percorso questo, avevo percorso quest’altro, avevo percorso quest’altro ancora, e papà, e mamma, e mariti, e gatti domestici, e mucche domestiche… tutto quello che mi era venuto in mente.

    Tutto ad un tratto percorsi quella piccola dicotomia che, tra l’altro, era la prima volta che percorrevo e… patapum! Il sintomo se ne andò.

    Non molto tempo dopo m’imbattei in un altro preclear che era un preclear di quelli tipo “non vedo, non sento, che spazio? Che universo? Che muro?”. Normale, insomma.
    Cominciai a percorrere una cosa, poi un’altra e poi un’altra ancora; quel preclear era molto ansioso di liberarsi di un dolore al ginocchio.

    Così cominciammo sulla base di “a chi apparteneva quel ginocchio”, e di vedere di stabilire una linea di comunicazione col ginocchio; e lui continuava a dire: “Già, che ginocchio?” “Il ginocchio. Sai, quello di cui ti lamenti.”
    “Beh, che… che… oh, oh, il ginocchio. Già già, d’accordo. D’accordo. D’accordo. D’accordo. No, no, no, Chaucer non mi piace.”
    Cioè, il caso non era in condizioni molto buone.

    Fissai l’attenzione del caso su una certa quantità di cose e dopo aver percorso una certa quantità di cose, ottenemmo un certo sollievo e un certo cambiamento su svariate cose. Il tipo divenne più felice…

    Poi, all’improvviso, dissi… così, di botto:
    “D’accordo, adesso, abbi l’idea di dover avere quel ginocchio.”
    “… di non dover avere quel ginocchio.”
    “… di dover avere…”
    zig-dig – ptoc, ptoc, ptoc, ptoc… niente più dolore al ginocchio.

    Pensai: “È una cosa peculiare: in tutto questo pasticcio, di colpo viene in mente che Avere non è del tutto paragonabile a Essere.

    C’è qualcosa di strano e peculiare a proposito di Avere che è diverso da altre cose e che, per così dire, schiaccia un bottone.
    Alle volte con questo dannato “avere” e “non avere” si possono produrre risultati che non si riescono ad ottenere con questa altra enorme serie di robe terribilmente logiche.

    La havingness, havingness… !?
    Fino a quando l’altro giorno, mentre mi trastullavo, e non ci si bada quando lo si vede per la prima volta, non ci si bada affatto…

    Si tratta del tempo. In effetti in conclusione si tratta del tempo.
    Fantastico… Il Tempo è “avere”.

    “Avevo”, “ho”, “avrò”, vi dà una traccia del tempo.

    • Diogene

      Questo universo non occupa tutto lo spazio che cӏ e non occupa tutto il tempo che cՏ.
      Lo spazio è “Essere”.
      Il Tempo è “avere”.
      Potreste comporre un altro universo che non sarebbe in contrasto con questo.
      LRH

      • Marco

        “Questo universo non occupa tutto lo spazio che c”è e non occupa tutto il tempo che c’è.
        … …
        Potreste comporre un altro universo che non sarebbe in contrasto con questo.”

        Questa è roba elettrizzante… però devo confessare che ancora questa possibilità mi sfugge un pò … 🙂
        Ma di sicuro ci si può impegnare ancora per ricercare e capire meglio questa eventualità… è una delle ricerche più interessanti nella vita di un thetan.

        “D’accordo. Ci troviamo nell’atmosfera rarefatta d’alta quota della teoria.

        Ora, prendiamo in considerazione un altro procedimento: il Processing creativo.
        Il Processing creativo, Scientology 8-8008, la riabilitazione dell’universo dell’individuo e la riduzione in importanza per lui dell’universo MEST.

        Prendiamo in considerazione questo procedimento, esaminiamolo: è un procedimento buono e valido? Certo, possiamo prendere il Processing creativo, senza nient’altro, e far stare bene una persona. Come niente!
        Non è affascinante?

        Non occorre che prestiamo alcuna attenzione a questo universo MEST.

        Questo vi dice immediatamente che c’è una miriade di universi.
        Dev’essere così. Per forza!”

  13. Libero

    Mettiamola cosi… un punto deforma creando lo spazio e lo spazio è una deformazione del punto… mah alla fine è tutta una considerazione. Mettiamo li una lente che deforma o distorce lo spazio. Che mi dici a proposito Marco?

    • Marco

      Non ho capito bene il ragionamento sulla deformazione…?
      Da come ho capito io, e mi pare molto logico anche da un punto di vista della fisica, lo Spazio è creato dai punti di dimensione (alias punti di ancoraggio); i punti di dimensione sono Energia postulata (Energia che poi diventa Massa, cioè energia condensata).
      Il Tempo è l’alter-is dell’energia postulata, cioè è dato dalla persistenza dell’energia, che persiste a causa dell’alterazione del postulato originale.
      Nel persistere l’Energia (e la massa) hanno un movimento ritmico, e con questo movimento è possibile misurare il Tempo.
      Tutto qui… le varie teorie di Einstain e di altri (compresa la fisica quantistica) probabilmente sono pressapochismi… non conoscendo infatti l’esistena dello Statito, non potevano “beccare” i giusti dati, la veritaà cioè del Tempo, Spazio (Energia e Massa).

      Assioma 11 Le considerazioni che producono condizioni d’esistenza sono quadruplici:
      a. As-isness è la condizione di creazione immediata senza persistenza, ed è la condizione di esistenza che si verifica al momento della creazione e al momento della distruzione, ed è diversa da altre considerazioni in quanto non contiene sopravvivenza.
      b. Alter-isness è la considerazione che, al fine di ottenere persistenza, apporta cambiamento all’as-isness e perciò v’introduce tempo e persistenza.
      c. Isness è un’apparenza d’esistenza prodotta dalla continua alterazione dell’as-isness. Quando la sua esistenza è concordata, la si chiama realtà.

  14. Libero

    Intendevo che le apprenze ingannano… guarda caso è uscito questo nuovo post. L’aberrazione e la sua definizione… libro uno. Una lente che distorce la realta. Niente di più vero fu mai scritto.

    • Marco

      LIbero, io non credo che l’universo Mest sia una deformazione come dici, ma un’illusione, ovvero una creazione, su cui molti hanno concordato (molti sono stati d’accordo)… Cosi scrive LRH (ed io credo sia un’ipotesi credibile).
      Dunque possiamo dire che l’universo Mest è un universo che è stato creato da alcuni… su cui poi in molti sono stati d’accordo.
      Con questa ipotesi e/o prospettiva, potremmo però anche dire che (forse) molti sono stati ingannati e/o costretti ad accettare questo universo…

      Dunque non so se possiamo dire che è un universo distorto… potremmo però senz’altro dire (forse) che è una “illusione” che è stata imposta ai più (se fosse vera l’ipotesi che non tutti hanno accettato consapevolmente l’universo Mest)… cioè una distorsione delle loro prospettive/ambizioni.
      Ma in questo campo di supposizioni siamo ad altezze non ancora raggiunte, siamo ancora molto molto lontano dal capire se siamo stati ingannati o se abbiamo peccato d’ingenuità o cos’altro…

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