Il Potere del Riconoscimento

Da un piccolo episodio di vita accadutomi l’altro giorno

ho tratto alcune riflessioni che vorrei condividere con voi.

Guido

Il Potere del Riconoscimento

Uno dei dati più preziosi ed essenziali che abbiamo in Scientology è che la comunicazione è il Solvente Universale.

Ovvio no?

Un dato semplice, addirittura troppo semplice, talmente semplice che molto spesso ci dimentichiamo di usarlo!

Cosa è un solvente?

Qualcosa che scioglie, che rende fluido permettendo lo scorrere della vita,

ri-solve i Ridge di qualsiasi ordine di grandezza, dal non voler mangiare la minestra di fagioli agli Implant GPM.

La comunicazione, tra gli esseri ma anche con le cose, al di là delle parole viaggia su una lunghezza d’onda ed è questa la qualità creatrice del cambiamento nel punto ricevente.

Modifica le considerazioni.

La Realtà è frutto di considerazioni.

Questa qualità è determinata, oltre che dall’intenzione, dal Tono Emozionale del punto causa.

E per essere davvero un Solvente il tono deve essere piuttosto alto, altrimenti, al di sotto di 2.0 otteniamo un Solidificarsi, quindi ulteriore aberrazione.

Oggi, come anche dice Tonino Carotone, viviamo in un “mondo dificile“: le comunicazioni che riceviamo dall’esterno sono intrise di entheta (theta inturbolato) e se non siamo un pò sganciati tendiamo ad esserne risucchiati, scendere di tono ed accumulare masse di cui i banks sono golosi.

Ne risentirà la nostra comunicazione, emergerà BPC (carica oltrepassata) che spargeremo ai quattro venti come confettini avvelenati.

Fortunatamente abbiamo Scientology, abbiamo dei dati da conoscere ed applicare, abbiamo dell’auditing da fare per (e)levarci da tutto questo.

E quando siamo noi invece a ricevere una siffatta comunicazione, cosa possiamo fare per trasformare tutto questo entheta in theta

(tra l’altro abilità/dovere/possibiltà di un OT)?

Usare il Riconoscimento!

Dare riconoscimento al Thetan, all’essere spirituale stesso, non al suo Bank.

Ignorare le comunicazioni non sue, ma frutto di BPC, ignoranza, preconcetti ecc.

Scovare quella parte, anche minima, di theta presente e validarla, facendo in modo che cresca.

L’uomo è fondamentalmente buono, LRH non mancò di sottolinearlo.

Dare il buon esempio

Se vogliamo rendere questo mondo un posto accettabile non sarà di sicuro costruendo vuote ORG Ideali o spargendo slogan roboanti pagati con sangue sudore e lacrime, ma sarà con le nostre “piccole” azioni quotidiane, con la gentilezza, con l’amore per la parte fondamentalmente buona delle persone e della vita, con il rifiuto di dare accordo ai Facsimili di Servizio propinati dai Mercanti di Caos, grandi o piccoli che siano.

Il desiderio o la necessità tipicamente umana di essere accettati o ammirati (fattore quest’ultimo nemico della libertà di essere o cambiare) troppo spesso spinge le persone ad esternare considerazioni critiche negative nei confronti di persone, cose o fatti, lo vediamo bene sui social questo fenomeno, che, se da un lato crea un’effimera popolarità, dall’altro contribuisce non poco a creare o consolidare sempre più un clima di intolleranza, sfiducia nel prossimo e un decadimento dei valori della società.

Il dare riconoscimento alla parte buona di una persona, scovandola magari anche con fatica nella palude delle sue insane abitudini, farà si che lei si risollevi. E nel silenzio della sua cameretta potrà rendersi conto delle sue piccole o grandi malefatte e rendersi una persona migliore.

Guido

3 commenti

Archiviato in Casa Minelli

3 risposte a “Il Potere del Riconoscimento

  1. GB

    “Dare riconoscimento al Thetan, all’essere spirituale stesso, non al suo Bank.
    Ignorare le comunicazioni non sue, ma frutto di BPC, ignoranza, preconcetti ecc.
    Scovare quella parte, anche minima, di theta presente e validarla, facendo in modo che cresca.”

    Che bellezza! Grazie!

  2. roberto

    totalmente d’accordo

  3. Diogene

    Ottimo spunto, Guido.
    Il riconoscimento ha un potere “sovrumano” che va ben oltre la terapia.
    Il riconoscimento è ciò che rende letteralmente “visibile” un thetan e lo caratterizza poi per come appare o per quel che è.
    Inoltre, nel bene e nel male, per i thetan sono i riconoscimenti che datano l’illusorio flusso del tempo, non i calendari.
    “Riconoscimento”… semplice Magia misconosciuta.

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