Archivi del giorno: 10 settembre 2017

La banalità del Male. Un successo di A.

 

Ecco un bel successo di A.

Nel gioco della Vita

Grazie per volerlo condividere con noi

 

 

Ho chiesto all’auditor e al C/S di fare questo R/D dei Falsi Scopi prima di OTV. Sentivo la necessità di chiarire alcune cose che mi stavo portando dietro da tempo. Anche se alla fine ho realizzato che non ce n’era bisogno, in quanto scopo del procedimento stesso, è stato molto importante per me questo FPRD. Sono stata felice dei risultati ottenuti. Ho potuto guardare da un’ottica diversa alcuni episodi della mia traccia, e ho visto che quando la persona comincia a negare se stessa come essere spirituale, in tal modo nega la sua forza, la sua verità e il suo potere, anche quello di scelta.

Ho visto il momento in cui c’è stato il punto di non ritorno, perché avevo da tempo negato la mia forza, la mia verità e il mio potere. La mia spirale discendente è cominciata da lì, quando ho ritenuto di non essere più in grado di mantenere la mia integrità, la mia verità e il mio potere. Quello è diventato il punto di non ritorno.

Ho capito veramente che c’è un rapporto preciso tra la propria integrità e la considerazione che si ha nei confronti degli altri. Riabilitando la mia integrità, ho potuto riabilitare anche quella delle persone che mi hanno aiutato secondo le loro possibilità. Non serve a nulla pensare di far sperimentare agli altri quello che si è subìto, nella pretesa che solo così possano capire veramente come ci si senta. È una cosa stupida, perché loro stessi inevitabilmente, prima o poi, dovranno subirne il contraccolpo, in quest’universo. Ho capito cosa significhi la banalità del male.

Ho riabilitato un procedimento sul Grado 2, che avevo fatto nel 2007. A causa di pressioni esterne e arbitrarie verso il mio auditor, avevo accumulato un risentimento nei suoi confronti. Ho riabilitato il riconoscimento dovuto a quell’auditor, che nonostante le pressioni imposte sui suoi target da raggiungere, era stato bravo e aveva fatto un buon lavoro su un procedimento senz’altro delicato.

Ho visto che nella mia brama di potere nei confronti del vivere c’era sempre stato in passato qualcosa di frenetico, qualcosa di solido e pesante, mentre ora so che nell’amore per la vita tutto può essere più fluido, tutto può scorrere libero attraverso il cambiamento, attraverso continue creazioni nel rispetto dei cicli della vita.

Non c’è più in me la frenesia di fare vedere agli altri quanto sono brava, di dimostrare agli altri le mie abilità, magari per avere ammirazione o conquistarne la benevolenza e quindi il loro aiuto o la loro cooperazione. Per che cosa poi? Credendo che mi serva, e che loro possano concedermi il diritto di esistere o semplicemente di vivere. Se uno è bravo e capace non ha bisogno di dimostrarlo, se non nell’ottica di questo universo Mest. Può essere piacevole a volte fare qualcosa di straordinario per stupire gli altri. Nel gioco della vita ci sta anche questo, ma solo per giocare, non per dipendere da un gioco.

Ringrazio infinitamente il mio caro auditor e il C/S che mi hanno consentito di fare questo procedimento. E anche per Ron c’è sempre il mio sincero grazie.

A.


 

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