Elefanti, metafore e determinismi

 

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“C’erano una volta sei saggi che vivevano insieme in una piccola città.
I sei saggi erano ciechi. Un giorno fu condotto in città un elefante. I sei volevano conoscerlo, ma come avrebbero potuto?
“Io lo so”, disse il primo saggio , “ lo toccheremo.”
“Buona idea”, dissero gli altri ,”così sapremo com’è un elefante.”
I sei andarono dall’elefante.
Il primo gli toccò l’orecchio grande e piatto. Lo sentì muoversi lentamente avanti e indietro.“L’elefante è come un ventaglio”, proclamò.
Il secondo toccò le gambe dell’elefante. “E’ come un albero”, affermò.
“Siete entrambi in errore”, disse il terzo. “L’elefante è simile a una fune”. Egli stava toccando la coda dell’elefante.
Subito dopo il quarto toccò con la mano la punta aguzza della zanna .”L’elefante è come una lancia”, esclamò.
“No, no”, disse il quinto , “è simile ad un’alta muraglia”. Aveva toccato il fianco dell’elefante. Il sesto aveva afferrato la proboscide. “Avete torto”, disse, “l’elefante è come un serpente”.
“No, come una fune”.
“Serpente!”
“Muraglia!”
“Avete torto!” “Ho ragione!”

I sei ciechi continuarono a urlare l’uno contro l’altro e non riuscirono a scoprire come fosse fatto un elefante.”

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… Beh, dopotutto non erano poi così saggi!

Mi è tornata in mente questa metafora dopo aver rivisto su Rai 3 il documentario di Alex Gibney Going Clear, una bella botta per il mondo di Scientology.

Non creerà un numero così elevato di accese discussioni come un dopo partita all’italico Bar Sport ma comunque suppongo che una considerevole quantità di persone lo abbia visto e si sia fatta (o rifatta) una propria opinione sull’elefante.

Oddio, … propria …, dipende da quanti condizionamenti, idee fisse (facsimili di servizio) o esperienze siano state collezionate nel tempo.

Del resto non è che  Going Clear dia un’informazione completa ed esaustiva sull’elefante, pardon, su Scientology.

E’ evidente il taglio giornalistico/scandalistico teso a catturare il più possibile l’attenzione dello spettatore  e quindi rendere il prodotto più vendibile e remunerativo.

Il documentario, non Scientology.

Ricordate le definizioni di Auto-determinismo, Altrui-determinismo e Pan-determinismo?

Come onestamente ci possiamo collocare su questa scala?

Il confronto è aperto.

Guido

 

 

32 commenti

Archiviato in Casa Minelli

32 risposte a “Elefanti, metafore e determinismi

  1. Luciano

    Beh, non vedo come un giornalista possa spiegare a me, e a tanti altri (EX)scientologist, cosa sia Scientology o chi sia stato e cosa abbia fatto Ron.
    O come si agisca all’interno della Church. Chi l’ha frequentata per qualche anno, ne conosce bene il modus operandi. Ognuno, poi, ha avuto le proprie esperienze e qualche fortunato ha avuto anche bei miglioramenti; io sono fra quelli. Poi, io che ho conosciuto Scientology a metà anni ’80 e ne sono uscito dopo oltre vent’anni, ho anche potuto apprezzare il cambiamento messo in atto da Miscavige, con i vari “miglioramenti” e scoperte continue di materiali sotto i materassi.
    En passant, mi sono sempre chiesto come le persone possano “bersi” questa storia dei materiali “ritrovati”. Anche se fossero stati sconosciuti agli scientologist, Ron, avendoli scritti, li avrebbe conosciuti benissimo e inseriti nei materiali dei corsi, se lo avesse ritenuto necessario. O no!

  2. Libero

    Ma, penso che a molti non interessi Scientology… almeno xcome si presenta in questo momento alle persone nuove. La ignora. Non la comprende e quindi la ignora. Penso che molti di noi se la conoscessero per la prima volta adesso la ignorerebbero. Almeno io non accetterei e certe cose che accadono adesso . Nel passato forse era presentabile adesso asdolutamente. Penso scapperei al primo maneggiamento ad un event.

  3. MISTER X

    L’unico modo che conosca per avvicinare una persona a Scientology è il libro 1. Se non è pronta per il libro 1 allora non è pronta. E’ come voler arare un terreno roccioso : non è possibile. Poi ci sono un sacco di sistemi commerciali di vendita che usano il condizionamento o sistemi di controllo vari. E’ importantissimo che venga sempre più portata alla luce l’autodeterminazione e pandeterminazione ,perché altrimenti Scientology stessa diventa una trappola . Si rischia di passare dalla logica a valori infiniti alla logica bivalente ,idem passare da è “importante l’individuo” a “è importante il gruppo”. E si finisce nell’altrui determinazione e quindi ad effetto. Come è successo alla chiesa . Gli event stessi soni diventati armi per ottenere accordo e sottomissione quando dovrebbero puntare alla differenziazione (libertà) anziché all’identificazione.

  4. GB

    Noi siamo altruideterminati dalla massa generata dai terminali in opposizione. Quindi la piena pandererminazione credo che sia possibile soltanto liberandosi completamente delle Gpm. Finché esistono gpm come può esserci pandererminazione? Gpm e pandererminazione sono inversamente proporzionali.

  5. MISTER X

    Il “completamente” mi sa di assoluto e di essere arrivati alla fine del gioco e alla fine degli universi. Ci interessa “liberarci” cioè arrivare al punto di essere più causa che effetto , delle Gpm implant . Ci interessa migliorarci sempre di più perché la strada è lunga . Non ci beviamo la pappardella di poterci liberare in una vita . Una parte del caso si maneggerà con l’auditing e con l’istruzione, mentre un’altra parte si risolverà vincendo nella vita ed ha a che fare col fare . Il processing creativo si rivolge all’essere e a sperimentare la sapienza tramite l’essere . Maneggiare le Gpm proprie dell’essere è una faccenda che potrebbe impegnarci per parecchio tempo ma finché si sale di tono e si migliora si è sulla strada giusta.Ed in tutto questo ci interessa VIVERE !

    • Diogene

      Ho apprezzato tutti i commenti precedenti, ma questo tuo ultimo, Mr: X, centra perfettamente il problema, anzi lo lascia perfettamente aperto così come dev’essere. Non c’è schema per la vita. Non esiste il thetan perfetto. Il gioco della vita si regge sull’imperfezione. Il bello della vita è vivere nonostante tutto. Saper star dentro e fuori è forse l’abilità ultima. Ma sarebbe pur sempre un ritorno al soggettivo. Penso che il trucco che sottostà a ciò che possiamo concepire come miglioramento consista in un consapevole ampliamento della soggettività. Vista dall’esterno si può definire “illusione” ma vista dall’interno è pura creatività. E non serve UNA vita, basta LA vita.

    • GB

      Gpm e pandererminazione sono due estremi… nel mezzo ci sono i gradienti. Il resto lo hai aggiunto tu.

  6. GB

    Ma, tornando alla domanda di Guido, quanto ci sentiamo pandeterminati nei confronti della CofS?

  7. Diogene

    Qual è la definizione di “pandeterminato” che avete in mente per trattare questo argomento? Quello che usano gli avvocati? Quello palese o quello nascosto? Quello che fa vincere tutti o quello che fa perdere gli altri che non sono pandeterminati? Potrei continuare…
    La mia personale (poetica e non politica) definizione di pandeterminato è:
    “capace di creare armonia”.

  8. GB

    Diogene, a me piace molto la tua definizione: “capace di creare armonia”.
    Vorrei, però, renderla un po’ più concreta, del tipo: “capace di creare armonia fra…”.
    Nel contesto attuale, allora, la domanda potrebbe essere: “Quanto ci sentiamo capaci di creare armonia fra noi e la CofS? E fra noi e Scientology?”.

  9. MISTER X

    Per GB: Tu come l’applicheresti?

    • GB

      Che cosa intendi Mister X? Come applicherei questa domanda, la pandeterminazione o altro? Potresti precisare? Grazie

      • MISTER X

        ” Quanto ci sentiamo capaci di creare armonia fra noi e la la CofS? E fra noi e Scientology?” Sono 2 domande che hai fatto e che vorresti una risposta. Volevo sapere la tua risposta ,sempre che siano domande .

  10. Diogene

    Grazie per l’apprezzamento, GB.
    Sono sicuro che la mia personale definizione ti è piaciuta perché include un target positivo e immediatamente comprensibile.
    La definizione di Scn si indirizza al “controllo” e non chiarifica un bel niente.
    Neppure l’idea di “controllo positivo” contrapposta a “cattivo controllo” fa luce sulle motivazioni o sulle modalità di applicazione.
    Può valere all’interno di una realtà costituita o di un modello di pensiero condiviso, ma cosa vuol dire LRH quando definisce “pandeterminazione”:
    “una disposizione ad avviare, cambiare e fermare su tutte le dinamiche due o più forze in opposizione o meno” ?
    E’ talmente aperta a tutti gli scenari che io la considero una “definizione caleidoscopica” e sfido chiunque a spiegarmela in tutte le sue possibili e probabili ramificazioni.
    Ho tralasciato apposta di scrivere “armonia tra…” perché l’onda va ad essere percepita ben oltre le parti direttamente in causa.
    Ma lo stesso vale, in positivo o in negativo, se invece di “armonia” scrivo “controllo”.
    Innanzitutto non puoi influenzare nessuno senza essere stato o venire a tua volta influenzato. In qualunque modo, anche se tu orchestrassi di nascosto un controllo fra più parti, non sei esterno alla partita. Anche un arbitro è parte non neutra di una competizione. Anche un giudice, con le sue inclinazioni, non può evitare un condizionamento del suo stesso giudizio. Perciò, in questo senso, la pandeterminazione non è altrettanto chiara e sostenibile come lo sono invece l’auto-determinazione e l’altrui-determinazione. Queste sono almeno voci che possono essere comprese dall’individuo anche passando da una complessità di “convinzioni” fino ad arrivare, se possibile, ad una “verità dell’interpretazione”.
    Comunque, la pandeterminazione intesa come “influenza su diversi altri partecipanti ad una attività” ha molto a che fare con l’auto.determinazione dei singoli partecipanti e considerare la situazione come un “tutt’uno” è più un gioco di tipo politico che una reale evidenza della situazione.
    Per dirla tutta, il controllo efficace si può ottenere solo modificando le idee. Allora la pandeterminazione diventa “‘accordo o imposizione di idee” alla maggioranza degli interessati.
    La pandeterminazione in ambito scientologico, nella realtà dei fatti, è una chimera e, almeno fino ad oggi, fa acqua da tutte le parti.

  11. billy cage

    Stamani in bici ero assalito da uno sconforto tale che tornare a letto pareva l’unica cosa possibile. Ovviamente non ho ceduto ed ho guardato il mio sconforto memore dell’insegnamento del vecchio sui postulati che ci appiccichiamo addosso. Uaaauuuu ! Avevo postulato che avrei dovuto essere sempre insoddisfatto per avere la motivazione di cercare sempre qualcosa di meglio ed evitare così una vita piatta e mediocre. Eccomi accontentato :da quel momento in poi in qualsiasi situazione mi trovassi avevo sempre la sensazione dell’insoddisfazione, dell’incompletezza non godendo mai dei risultati raggiunti.In quel preciso momento un flusso di qualcosa si proiettava sopra di me come un’estensione a forma di tubo. Qualcosa di positivo era successo e ne godevo il risultato, l’insoddisfazione strisciante lasciava il posto ad una calma serena ecc. ecc.
    Beh questo mi pare pandeterminismo, io, il mio bank, la mia tecnologia.
    Di solito non vado a caccia di postulati ma se mi capitano a tiro gli sparo…

  12. Diogene

    Forse riesco a spiegarmi meglio se associo “controllo” e “responsabilità”.
    La pandeterminazione diventa allora “assunzione di piena responsabilità per due o più parti in gioco”.
    Un individuo in basso sulla Scala del Tono non ha molte probabilità di essere pandeterminato sia perché è facilmente restimolabile e sia perché non riesce ad essere razionale e “differenziativo”.
    Se esaminiamo “controllo e responsabilità” sui Toni al di sopra di 2.0 possiamo ipotizzare una sorta di pandeterminazione che punta dapprima sulla “ragione” per non modificare troppo le regole del gioco, basta tenere la gente in riga. Il goal che si ricerca è “più stabilità”.
    Più su, ad Entusiasmo, la responsabilità e il controllo necessari ad una effettiva panderterminazione si esprimono con creatività, basta che la gente non oltrepassi certi limiti destabilizzanti. Qui l’obbiettivo è di ottenere un “buon ordine” mediando le differenti singolarità, incrementando così la Comprensione.
    Se andassimo oltre sulla nostra ipotetica scala, forse vedremmo che la pandeterminazione non servirebbe ad altro che a “coordinare le libere scelte dei singoli” in modo tale da instaurare Armonia. Lo scopo sarebbe di avere “più empatia” e, senza scomodare il trascendente, condividere la Vita con l’Amore universale. Ben oltre (se non fosse solo teoria) il Triangolo KRC.

    Rispondo a GB dicendo che pochi di noi possono onestamente ritenersi pandeterminati sui livelli alti della scala. E io certamente non lo sono.
    Ma altrettanto certamente la CoS non ne rappresenta un buon esempio.

  13. GB

    Mister X, mi sono posto queste domande e sono andato anche un po’ più in là. Mi sono chiesto se ho un GPM nei confronti della CofS e l’e-meter ha confermato la domanda. Così ho percorso la cosa con Dianasis e ho visto che non si trattava di un GMP effettivo, bensì implantato e alla fine ha fatto key-out. Per ovvie ragioni non approfondisco la questione in questa sede. La cosa interessante è che si trattava di un implant di Helatrobus connesso alla libertà. Lo scopo di quell’implant era di creare SP che si opponessero a chiunque volesse la libertà. Bene, ora me ne sono liberato. Questo è quello che ho fatto per me. E ho capito una cosa. La mia realizzazione è stata che pandeterminazione significa anche “concedere di essere”. In altre parole, se io voglio esprimere la mia libertà concede a me stesso di essere, se io desidero la libertà per gli altri, allora concedo loro di essere. Ciò si traduce in: nessuna opposizione, nessuna inimicizia. Sentimenti di opposizione e inimicizia sono generate da postulati e masse che ci condizionano e non ci rendono liberi.
    Diogene, le tue spiegazioni sono sempre molto chiare e approfondite. Mi piace la metafora del gioco e credo possa rendere molto bene l’idea di ciò che stiamo discutendo. Se io ho masse e postulati che mi condizionano, non riuscirò a fare un buon gioco. Il gioco avrà le sue connotazioni secondo la scala del tono, proprio come hai descritto. Se io ho un GPM nei confronti dei miei avversari di gioco significa che commetterò falli su falli, perché nel mio modo di giocare sarò motivato compulsivamente da sentimenti di inimicizia. Provate ad immaginare un giocatore di calcio che odia i suoi avversari e coglie ogni occasione per insultarli, invalidarli o venire alle mani, non riuscirebbe a fare un buon gioco. Un giocatore è libero di giocare bene perché è ben disposto, ha uno “spirito sportivo”, è creativo e si diverte perché non è identificato in quella valenza e in quel gioco, in altre parole sa che sta giocando un gioco.
    Questo è quello che, in definitiva fa il processing: ci permette di elevare sempre più il nostro punto di vista, così che possa si possa includere e comprendere parti sempre più ampie, vedere tutto da una prospettiva più elevata… e fare un buon gioco.

  14. MISTER X

    Per GB, ti ringrazio per la tua risposta.Anche per me non c’è gioco migliore di aiutare e liberare le persone . Scientology è conoscenza ed essa è per chi la studia,la capisce e la usa e di ciò si può avvantaggiare sia l’indipendente che il membro della chiesa o altri. Quando parliamo della chiesa stiamo parlando di un gruppo e la cosa si complica. La difficoltà nel parlare con un membro della chiesa deriva dal fatto che non hai lì una persona ma un’istituzione. Ricordi quando si presentavano i Testimoni di Geova,tu chiedevi loro q.c. e ti rispondevano aprendo la bibbia:” Dio ha detto…” Tu vuoi parlare con loro ma lì c’è qualcos’ altro. Credo che abbia capito cosa intendo e noi andiamo avanti ad aiutare i nostri pc e aspettare che anche loro facciano la loro strada . D’altronde non è giusto distogliere uno schiavo felice dal suo gioco. E’ lui che deve decidere. Io personalmente non vedo chiese ma soltanto individui . Gli individui so come aiutarli le chiese no.Forse perchè una chiesa è una facciata e per aiutare quelle chiesa bisogna localizzare chi la dirige ed indirizzare la tech verso quell’essere. Se sei effetto di un problema sei altrui determinato. Se lo combatti sei autodeterminato ma se lo risolvi se pandeterminato.

  15. paolo facchinetti

    Ieri sera su Focus TV un altro servizio sulla Chiesa di Scientology: la base segreta di Trementina.

  16. Diogene

    Puoi avere un tesoro nascosto e dire che non hai niente da nascondere oppure non avere niente e far credere di aver nascosto un tesoro.
    In ambedue i casi metteresti in evidenza il NIENTE ma è il niente dei segreti che attira il massimo di attenzione, curiosità e sospetti.
    Non ci hanno forse insegnato che è dal niente che tutto è venuto?

  17. GB

    Quando ho visto il documentario Going Clear non ho potuto fare a meno di osservare il passaggio da un’estremo all’altro di alcuni intervistati, da salvatori dell’umanità a soppressivi della libertà, o viceversa secondo il punto di vista.
    Forse C.G. Jung intuì questa meccanica dei GPM e scrisse: “Quanto più estrema è una posizione, tanto più facilmente vi è da attendersi un’enantiodromia, o conversione nell’opposto. Più di tutti è il meglio a essere minacciato di una distorsione diabolica, poiché più di tutti si è impegnato nel sopprimere il male”.

  18. Diogene

    Un gioco non deve necessariamente opporre due o più fazioni. Non deve per forza richiedere competitività, prevaricazione o sottomissione.
    L’idea di avere o essere nemici ha accompagnato la storia dell’uomo fin dalle sue origini. Ed è la benzina che gli SP gettano sul fuoco, dopo aver creato artificiosamente qualche tensione.
    Eppure, benché difficilmente realizzabile, non è sconosciuto all’uomo il desiderio di un gioco armonioso, nel quale i disaccordi diventano spunti costruttivi e l’aiuto reciproco, altruistico e generoso, diventa il fulcro stesso di un gioco in cui tutti sono protagonisti per il bene comune.
    Vi vedo sorridere, un po’ scettici. E’ vero, sembra impossibile.
    E’ però altrettanto vero che 1) tutte le persone, ognuna a suo modo, condividono il concetto di un bene ideale, e 2) molte persone, dai tempi antichi fino ai giorni nostri, hanno dimostrato con i loro comportamenti che gli anelli della catena del male possono essere spezzati. Alcune di loro vengono ricordate ed onorate, per altre è un impegno costante e quotidiano.

    Sappiamo che Scientology ostenta l’idea di essere “il gioco dove tutti vincono” ma prima dovrebbe arrivare almeno al punto di essere “il gioco dove nessuno perde”. Lo scopo non dovrebbe puntare a sbaragliare i nemici, favorendo così l’insorgere di altra inimicizia, ma si dovrebbe raggiungere uno stabile equilibrio di intenzioni e attività per mezzo del quale si evolvesse un genuino scambio basato sulla Comprensione.

  19. MISTER X

    Se la definizione di potere è mantenere una posizione nella spazio, per averlo devi passare dalla logica ad infiniti valori alla logica bivalente e infine posizionarti sulla logica monovalente. Questo perchè un essere più sale e meno posizione nello spazio è : un essere è un punto di vista e più sale ,si libera,più è in grado di assumere punti di vista. Quindi lo stato di potere nasconde una trappola perchè l’individuo alla lunga diventa l’effetto della sua stessa causa. Pensateci bene,che potere vogliamo avere? La condizione di essere liberi,spaziare e migliorare sempre di più o avere mest ,schiavi e posizioni fisse? Noi usiamo la ragione e la forza la usiamo soltanto quel poco che serve per la ragione. E questo è quello che è diventata la chiesa:logica monovalente.

    • Diogene

      Ottimo concetto, Mister X.
      Musicisti… Poeti… Artisti… Saltimbanchi dello Spirito…
      A volte mi chiedo, ancora, se certe persone non fossero già in una “fascia OT” prima di essere inglobate in quella messinscena chiamata Co$, che le ha attratte incantandole e poi le ha incanalate in un tunnel a senso unico.
      Costrette a credere (dentro la church) che nessun altro uomo supera LRH in acume e lungimiranza. Convinte a barattare il loro estro innato con la ricerca di un potere promesso e mai raggiunto.
      Se guardo indietro vedo uno spreco di abilità, ma guardando avanti si può aspirare ad un uso franco della conoscenza acquisita negli anni.
      In fin dei conti, cos’è la libertà senza il gusto della comprensione?
      E però, che ordine di grandezza applichi alla fantasia?

      Eccellente scelta del brano musicale, GB.
      Ho sempre pensato che Chick Corea fosse uno scientologist atipico, già grande prima di essere scientologo.
      Suoni, colori, forme, movimenti… la vita è colma di ispirazioni solitarie e gioie condivise. Un patrimonio di armonie che accomuna l’umanità.
      Propongo un brano, ad esempio, di un altro grande che fu sfiorato da Scn senza venirne risucchiato. Ma vuol essere solo un esempio ovviamente tra l’infinità di bellezze che il mondo ci offre ogni santo giorno: pur senza il copyright della chiesetta

      • GB

        Grande Van Morrison!
        Mister X, io la questione la vedo in modo un po’ più semplice.
        Potere, nel suo significato etimologico più semplice, significa “possibilità di agire”. E’ chiaro che per intraprendere un ciclo di azione devo occupare un punto nello spazio e nel tempo. E’ necessario per “poter” essere causa e così via… Da qui inizia la trappola… o il gioco…. chiamalo come vuoi.

  20. Pier Paolo

    Stasera, 13 novembre, dalle 21,30 Report trasmetterà buona parte del documentario “The Organization”, vincitore del DIG Festival di Riccione del 2016. Finalmente dopo 2 anni l’inchiesta vedrà la luce. Ci saremo anche io e Francesco che parleremo delle nostre esperienze. Buona visione. 😉

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