Rudimenti… che passione!

Ecco un articolo di GB sul triangolo di KRC,

è un pò tecnico, ma penso possa interessare. 

 

Il simbolo di Scientology è composto da due importanti triangoli. Il triangolo di ARC e quello superiore di KRC. Sono stati sviluppati numerosi procedimenti basati sul triangolo di ARC; questo triangolo è ben descritto e approfondito in diversi testi. Lo abbiamo studiato e ne abbiamo percorso i procedimenti attraverso i Gradi. All’inizio delle nostre session di Solo, nei rudimenti, verifichiamo le rotture di ARC e le maneggiamo con la tech fino a F/N, così come facciamo con i Problemi del Tempo Presente e i Withhold Mancati, allo scopo di poter essere “in seduta”, disposti a parlare all’auditor e interessati al proprio caso.

Poi c’è il triangolo di KRC, il triangolo superiore. Hubbard lo descrive nel 1959 nel Congresso Sullo Stato dell’Uomo, nel 1960 nel Corso Hubbard per Il Clearing degli Scientologist e per iscritto nell’HCOPL 18 FEBRUARY 1972 (Executive Series 8), THE TOP TRIANGLE. Sappiamo che tutto il processing di Scientology è finalizzato ad incrementare il triangolo di ARC e di KRC. Nei Gradi, sparsi qua e là, troviamo alcuni procedimenti volti ad incrementare la Conoscenza, la Responsabilità e il Controllo. Ma, nel complesso, notiamo che il materiale di studio e i procedimenti intesi a sviluppare direttamente l’ARC sono molto più numerosi di quelli diretti a KRC.

Qualche tempo fa, forse in conseguenza ad alcune cognition che ho avuto nel processing che sto percorrendo (ma di cui non vi parlerò in questa sede), mi è venuta questa idea: ogni giorno in session ci chiediamo “Hai una rottura di ARC?”; che cosa accadrebbe se ci ponessimo anche quest’altra domanda “Hai una “rottura” di KRC?”. Questa domanda potrebbe dare una lettura all’e-meter? E in caso affermativo, si potrebbe maneggiare così come facciamo con le rotture di ARC?

Così ho deciso di parlarne con Paolo, il mio C/S, che mi ha risposto che si potrebbe fare. Ho preso l’e-meter e ho posto la domanda… Fall… Opss, molto interessante. Mi è venuto in mente in episodio recente in cui con la macchina mi sono trovato bloccato nella neve e non potevo andare né avanti, né indietro, tant’è che ho dovuto chiamare un carroattrezzi. Ho maneggiato questa read con la scala CDEI e l’ho portata ad F/N con una bella cognition. E da qui è iniziata una ricerca molto interessante. Ricerca che desidero condividere con voi e nella quale vorrei coinvolgervi attraverso i vostri contributi sperimentali.

Dopo questa prima esperienza con KRC ne sono seguite altre, in cui ho cercato di mettere a punto un rudimento diretto a KRC. Perché? Perché ho notato che molto spesso i problemi del tempo presente sono collegati al triangolo di KRC e avere un rudimento di questo tipo sarebbe un ulteriore contributo ad eliminare carica e ad incrementare KRC nella vita quotidiana.

Per prima cosa dovevo capire che cosa rappresenta il triangolo di KRC. Sappiamo che ARC è comprensione, ma Hubbard non ha mai detto che cosa sia KRC. Dovevo cercare di scoprilo, altrimenti mi sarebbe mancata una domanda sul triangolo, così come nella rottura di ARC ci accertiamo se è una rottura in Affinità, Realtà, Comunicazione, Comprensione: tutti gli angoli e la loro somma.

Ho cercato nei vari testi esistenti e ho trovato ben poco. Geoffrey Filbert, nel suo Excalibur Revisited, non ne parla, mentre L. Kin è l’unico che afferma esplicitamente che KRC è “competenza”. Anch’io in passato ne ero convinto. Leggendo fra le righe di alcune definizioni si potrebbe pensare anche ad “abilità” o “capacità”. Individuare il termine corretto non è solo di una scelta terminologica, perché esso, soprattutto, deve funzionare nel processing. Se immagino di sviluppare un procedimento di KRC sulle dinamiche questi termini non funzionano molto bene. Così ho provato con il termine “causalità”. Sì questo termine funziona. Essere causa. Tutto il processing di Scientology è orientato a sviluppare una maggiore causatività e questo termine è utilizzabile anche in procedimenti diversi da un semplice rudimento.

Poi dovevo individuare un altro termine ancora. È possibile parlare di “rottura” di KRC, così come facciamo con l’ARC? Forse il termine “rottura” non è il più adeguato. Nel dizionario tecnico si parla di rottura di ARC, come calo, abbassamento, riduzione (questa ricerca l’ho fatta analizzando anche le parole originali in lingua inglese). Una rottura di ARC è perlopiù di natura interpersonale. “Rottura” è un termine molto adeguato per intendere che qualcosa si è rotto fra due terminali. L. Kin quando descrive KRC dice che vi può essere “carenza” o “mancanza” di KRC (“lack”). Così ho deciso di testare questi termini riferiti a KRC al meter: rottura, calo, abbassamento, riduzione, carenza, mancanza e, alla fine, ho notato che “carenza” è il termine che legge meglio. Perché quando chiediamo “Recentemente hai avuto una carenza di KRC?”, oppure “Hai una carenza di KRC?” ci stiamo riferendo a situazioni della vita in cui era necessario un certo grado di KRC per poterle maneggiare in modo efficace. Non è che abbiamo rotture o abbassamenti, ad esempio, della conoscenza, ma riferendoci ad una determinata situazione possiamo averne una carenza, così come potremmo avere una carenza di responsabilità. “Carenza” è un termine che funziona e immagino possa funzionare se riferito a tutto le dinamiche. In effetti è possibile chiedere, ad esempio, “Nel lavoro hai una carenza di KRC?”, “Nel matrimonio hai una carenza di KRC?”, e così via.

Nel modo che ho descritto ho strutturato i primi due step del rudimento di KRC. La prima domanda: “Hai una carenza di KRC?” oppure “Recentemente hai avuto una carenza di KRC”? In caso di lettura descrivi di che cosa si tratta, poi con la seconda domanda scopri in quale punto del triangolo è avvenuta la carenza: “Era una carenza di Conoscenza, Responsabilità, Controllo, Causatività?”.

Quando abbiamo una lettura su KRCC poi cosa facciamo? Lo vedremo fra poco. Ma se abbiamo una lettura su “controllo”, occorre porre anche un’altra domanda che specifica ulteriormente: “Era una carenza di avviare, cambiare, fermare?”. Perché, come ben sappiamo, il controllo si compone di questi tre aspetti e occorre individuare in quali di questi (solo in caso di read) è avvenuta una carenza. In caso di read sarà uno di questi item da utilizzare successivamente.

Il resto sembrava molto più facile. Ma qualche altro piccolo scoglio l’ho trovato. Se anche alla seconda domanda di assessment su KRCC abbiamo una lettura, come procediamo? Con la scala CDEI naturalmente. No. Con il meter alla mano (letteralmente) ho visto che non è sufficiente, perché occorre inserire il gradiente superiore che è “ignorare” (unknow). Perché? Non lo so. Forse perché KRC è superiore ad ARC? Può darsi, di fatto questa scoperta è il risultato della sperimentazione con il meter. Ci sono carenze di KRC che leggono solo su “ignorata” (unknown), ad esempio, “Si tratta di una conoscenza ignorata? Fall”. Di fatto, in questo rudimento la scala che funziona è questa: “ignorata, …. di cui eri curioso, desiderata, imposta, inibita o impedita (a seconda delle vecchie o nuove traduzioni tecniche), nessuna…, …. rifiutata”. In questo modo l’F/N è assicurato. Altrimenti? Lo porti ad un episodio precedente con la domanda: “C’è una carenza di KRC precedente simile?”. Trovi la carenza di KRC precedente simile, usi KRCC e ICDIINR e indichi l’item. Se non c’è l’F/N continui a portarlo a precedente simile finché ottiene l’F/N. E come dice Ron: “Quanto ottieni l’F/N e VGI. È fatta!”. La cosa è molto più semplice di come sembra e, facendo come ho descritto, l’F/N arriva con molta facilità.

Cari amici, se la cosa v’interessa, chiedete al vostro C/S di provare questo rudimento. Questo può essere l’inizio di un gruppo di Ricerca e Scoperta, un’Unità di Ricerche e Compilazioni Tecniche Indipendente. Con il vostro aiuto ce la possiamo fare. Scientology è una filosofia applicata, perciò le speculazioni teoriche non sono sufficienti, occorre la sperimentazione, occorrono i risultati. Perché vogliamo vittorie per tutti.

Cari amici, pensate con la vostra testa, prendete i vostri meter e guardate voi stessi come stanno le cose. Tutti i vostri contributi sono preziosi. Grazie!

GB

95 commenti

Archiviato in Casa Minelli

95 risposte a “Rudimenti… che passione!

  1. Luc

    Beh bravo GB, molto interessante! Non penso che lo sappiano in molti qui, ma Capitan Bill ha inserito il maneggiamento di KRC sui suoi livelli OT da 9 a 11 e infatti ne parla nel suo briefing tecnico NR 9. In quel frangente lui afferma che KRC = Potere, cosa che potremmo correlare abbastanza con la tua osservazione di KRC = Causa (anche se sfumature dei termini ci lasciano delle differenze); sfortunatamente Capitan Bill non si dilunga in argomentazioni sul perché KRC sarebbe Potere e si limita a dire che nelle suo componenti fondamentali Theta equivale a Comprensione e Potere.
    Per quanto riguarda il maneggiamento anche lui la mette giù semplice con KRCP e la scala DEI tipicamente usata nelle ARCx solo che estesa completamente con l’aggiunta di “unknown” (come fatto da te), “know” e “falso” (falsify). “Falso” lo trovo molto sensato visto che una persona potrebbe benissimo avere una conoscenza falsa su qualche argomento, mentre su “conosciuta” non saprei perché tu potresti avere una “rottura in conoscenza” e potrebbe leggerti che era una “Conoscenza conosciuta”, ma questo implicherebbe che quella “conoscenza conosciuta” è stata in qualche modo invalidata o distorta.

    Un saluto
    ARC
    luc

    • GB

      Ciao Luc! Che piacere rileggerti. L’altro giorno, quando ho passato l’articolo a Guido, abbiamo scambiato due parole e gli ho proprio detto: “Sai, mi sono chiesto perché non lo avesse fatto qualcuno prima. Magari qualcun altro lo ha fatto, ma noi non lo sappiamo…”. Molto bene. Il fatto che il capitano Bill ha realizzato lo stesso rudimento è interessate. Questo mi conferma che quando una cosa è vera e funziona, prima o poi anche altri possono arrivare alle medesime conclusioni. A questo punto sono interessato a leggere il briefing tecnico n.9. Tu ce l’hai?
      Però ho una serie di domande… Perché questo rudimento lo ha riservato ai livelli OT9-11? Se lo fa un Clear gli viene la polmonite? Ahahahah.
      Per quanto riguarda l’uso della scala estesa da Conosciuta a Falsa è una possibilità l’ipotesi di utilizzarla. Filbert, ad esempio, usa la scala da Conosciuta a Rifiutata per maneggiare le rotture di ARC. Io, in linea di massima, preferisco la semplicità, ma si potrebbe provare. Non dimentichiamoci però che se non otteniamo l’ago libero abbiamo i bottoni “soppresso”, “invalidato”, “falso”; dico questo per la tua giusta osservazione (““Falso” lo trovo molto sensato visto che una persona potrebbe benissimo avere una conoscenza falsa su qualche argomento, mentre su “conosciuta” non saprei perché tu potresti avere una “rottura in conoscenza” e potrebbe leggerti che era una “Conoscenza conosciuta”, ma questo implicherebbe che quella “conoscenza conosciuta” è stata in qualche modo invalidata o distorta”). Quindi quale di queste possibilità è più semplice e funzionale? Proviamo. La prova dei fatti, in definitiva, per me è ciò che conta.
      Captain Bill dice che KRC è “potere”: allora perché L. Kin, alias Ulrich Kramer collaboratore del capitano, non solo non lo dice, ma invece usa il termine “competenza”?
      Il termine “potere” comunque è una possibilità. Ma questo termine come si comporta nelle domande? Funziona? Anche se lo inserisco in una domanda relativa alle dinamiche? Ad esempio?
      Come dicevo prima, per me è la prova dei fatti che conta.
      Un caro saluto,
      GB

      • Luc

        Certamente è un piacere risentirsi! 🙂 Ho il tech briefing NO 9 e anche tutti gli altri che delineano il ponte fino ad OT 16, se ti interessano scrivimi pure. Non so come audiscano alle RO e quindi non so se usano questo rudimento di KRC anche nei gradi inferiori, ma comunque il capitano ha idee che non condivido affatto su come si struttura la carica da un certo punto del ponte in poi… a mio avviso diventa assolutista (discorso per un altra volta magari ahah).
        Non so quanto ha letto di L.Kin, ma lui dice chiaramente che era in disaccordo con i livelli superiori del Capitano (dal 9 in poi) in quanto gli avrebbe “originati su due piedi” e non accuratamente testati, ed infatti lui propone una svolta completamente differente dopo Excalibur…. quindi presumo che non fosse d’accordo neanche sulla definizione di KRC=Potere. C’è da dire che le RO consegnano quei livelli dagli anni 90, quindi presumo che funzionino…
        Alle altre tue domande non so rispondere visto che non l’ho mai testato (anche se ammetto che ci avevo pensato qualche volta), magari lo proverò…

        ARC
        luca

  2. Libero

    In responsabilità è gia implicita la causa. Non comprendo xche venga ripetuta nuovamente.

  3. GB

    Secondo voi KRC, nel suo insieme, che cos’è?

    • Libero

      Bella domanda, onesta… La suddivisione nelle sue parti di come un essere interagisce nell’universo mest.

    • Tony Pacati

      A me dà più l’idea di “competenza”. Conoscenza Responsabilità e Controllo sono implicitamente delle cose positive e desiderabili, come lo è la Competenza. Essere causa è qualcosa che può essere positiva o negativa, è un riconoscere la responsabilità di aver provocato un effetto, buono o cattivo che sia. Penso che non serva avere KRC per essere causa, ma serve per essere competenti.
      Penso anche che Responsabilità sia il fattore più importante dei 3 (come la Comunicazione lo è nel triangolo ARC) e certamente è il più “restimolativo”, secondo me. E’ accettabile vivere senza competenza e senza pretendere di esercitare controllo su tanti soggetti, ma, quando si nomina la responsabilità spesso si accende la restimolazione di un overt che sicuramente c’è da qualche parte. Responsabilità è troppo vicina a “colpa”, argomento dove noi umani ci sguazziamo come pesci nell’acqua. Sarebbe anche vicina a “merito”, ma merito non sembra politicamente corretto, troppo in alto sulla scala del tono.
      Comunque caro GB grazie per quello che hai scritto, è molto interessante e voglio provare ad usarlo. In questo momento mi sento più attratto da usare KRC che ARC.
      KRC la trovo più vicina al fare, ad agire, a qualcosa che posso provare ad applicare adesso per cambiare e migliorare.
      ARC e quindi comprensione, la vedo più vicina ad essere, e siccome quello che sono adesso non mi soddisfa, è collegata a diventare (essere nel futuro), ancora troppo lontano, troppo utopico e forse, anche questo, troppo in alto sulla scala del tono, almeno per me adesso.
      Un caro saluto
      Tony

      • Tony Pacati

        Un’altra nota tecnica, penso che le domande debbano essere il più restimolative possibile e, premesso che non ho fatto nessuna prova al meter come invece ha già fatto GB, trovo che “mancanza” mi provocherebbe una reazione maggiore di “carenza”.
        Mancanza io la interpreto come non abbastanza, non adeguata, però “ci ho provato”, lascia un po’ la porta aperta ad autogiustificarsi; un buon cattolico lo chiamerebbe “peccato veniale”.
        Mancanza è aver omesso a qualcosa che ci si aspettava tu facessi. Non ci sono giustificazioni.
        Peccato mortale!
        Comunque penso sia soggettivo, nell’ambito dei sinonimi è lecito variare la domanda, purchè rimanga inalterata nella sostanza, per trovare quella che, con quel determinato pc, legge di più.
        ciao

        • Tony Pacati

          ho sbagliato a scrivere, volevo dire:
          CARENZA io la interpreto come non abbastanza, non adeguata, però “ci ho provato”, lascia un po’ la porta aperta ad autogiustificarsi; un buon cattolico lo chiamerebbe “peccato veniale”

          • GB

            Tony provato a testare con il meter entrambi termini. Ho provato a rievocare situazioni del passato dove poteva esserci una qualche difficoltà connessa a KRC e chiedere “Era una carenza di KRC?” e “Era una mancanza di KRC?”. Il meter leggeva su “carenza”. Certo si potrebbe discutere sul fatto che la lettura è una questione soggettiva che riguarda il PC. D’altra parte solo testando il rudimento che molti PC è possibile stabilire dei criteri più obiettivi, in altre parole qualcosa che funziona con molti e non con pochi.
            Forse (e uso il forse perché siamo nell’ambito della sperimentazione e non ancora del risultato finale) “Carenza” funziona meglio perché implica una gradualità, a differenza di “Mancanza” dove una cosa c’è o non c’è…
            Il mio percorso è stato: 1) ragionare, 2) provare, 3) cercare di spiegare ciò che era emerso dalla prova, 4) condividere con voi. Ora mi piacerebbe: 5) ragionare condiviso, 6) provare chi è interessato, 7) condividere la prova, 8) spiegare assieme i risultati, 9) arrivare ad una definizione precisa di questo Rud, così che possa essere utile e vantaggioso per tutti.

  4. Libero

    Era solo una constatazione. È un triangolo interdipendente. Il controllo c’è oppure non è controllo. Cmq non volevo polemizzare. Legge carenza xche è corretto che sia in restimolazione. Legge causa xche in realta sta leggendo responsabilità oppure… Non voglio commentare altro nel blog perche non vorrei dare ulteriori malcomprensioni o creare arcx.

    • GB

      Nelle prove che ho fatto a volte ho avuto delle letture su responsabilità e non su causatività. Per questi dico che un conto è ragionarci sopra, un altro è provare con il meter. Libero dai “liberamente” i tuoi contributi, a me interessano e sono importanti.
      Tu scrivi, KRC: “La suddivisione nelle sue parti di come un essere interagisce nell’universo mest”. È un’ottima descrizione. E se volessi dirlo in una parola?

      • Libero

        Senza dubbio l’ARC è essere, cioè comprensione. Prbabilmente KRC è fare. Quindi forse abilità applicata. Forse si, causa intesa come potere. Marco aiuto pensaci tu… ahahah

  5. Libero

    Per commentare liberamente non sarebbe meglio avere un ‘area riservata?

  6. Libero

    Intendo questi soggetti…

    • Diogene

      Libero, sono sicuro che ci sono argomenti più scottanti da trattare con riservatezza. GB ha fatto bene a presentare sul blog il risultato delle sue ricerche o sperimentazioni. Non a caso Luca ha avuto modo di far notare che qualcuno era già arrivato alla stessa idea e mi sembra che questo sia un riconoscimento a GB per la sua personale intuizione. Inoltre, parlarne con dei dati di fatto alla mano non può che allargare gli orizzonti sia della teoria che della pratica. Se da ciò nasce un dibattito, è opportuno e salutare che ci siano dei pareri discordanti che possano favorire un eventuale perfezionamento per una corretta applicazione, dove “corretta” sta per efficace.
      In Scn, come nella vita, spesso le stesse cose si ripresentano sotto aspetti diversi. I Triangoli di Scn ne sono un esempio: in effetti da lì puoi ricavarci tutte le tecniche fondamentali e LRH lo ha fatto ma stabilendo delle priorità, nel caso di un percorso graduale, e impostando degli standard di applicazione che prospettino il conseguimento di risultati prevedibili.
      Questi risultati, a mio parere ma anche dopo decenni di osservazione, non sono uguali per tutti e possono arrivare in tempi diversi da quelli preventivati. In questo senso, generalizzando, tutte le tecniche hanno una loro specifica validità, ma sta ad un C/S competente indirizzarle nel verso giusto, come fa un medico quando sceglie una terapia piuttosto di un’altra.
      La medicina e molte altre scienze hanno fatto passi inimmaginabili solo alcuni decenni fa; perché Scn non dovrebbe fare qualche passettino in avanti? Come dice GB, ma lo diceva anche LRH e siamo tutti d’accordo, il nuovo deve essere funzionale allo scopo e messo a confronto con ciò che è stato funzionale in passato. Servono cultura, competenza e obiettività.
      Ma anche una certa modestia, perché i metodi della nonna possono sempre tornare utili.
      Per quanto riguarda il post di GB, trovo che descriva più un procedimento che un rudimento by definition, anche se si avvale della tecnica dei ruds.
      E’ probabile che non si usi KRC nei rudimenti proprio perché è un triangolo superiore, cioè che ha bisogno di una comprensione maggiore, ma nulla vieta che una tale comprensione sia alla portata di certi pc o pre-OT e che quindi con loro abbia una portata di maggior consapevolezza, fermo restando che la base per tutti è indiscutibilmente ARC.
      Cosa rappresenta per me il triangolo di Conoscenza Responsabilità e Controllo? Anch’io (oggi come oggi) do la preferenza a Competenza.
      A meno che con Power non si intenda “la capacità di…”
      Per me Potere include “la libertà di…” e probabilmente è la somma di un triangolo molto più alto.

  7. GB

    Tony e Diogene, KRC = Competenza. Da anni pensavo così anch’io. Mi sembra anche di un gradiente superiori agli altri tre, nel senso che li contiene tutti. Così come Comprensione contiene ARC.
    Ma se voglio porre la domanda rispetto alle dinamiche, utilizzando il termine “competenza”, funziona?

  8. Marco

    Da quel che ricordo aver studiato e compreso in accademia (non ricordo dove, in qualche conferenza di sicuro), al riguardo di questo triangolo, la cosa importante da osservare (credo il motivo stesso di averlo esposto come un triangolo) è che sono tre punti interdipendenti legati l’uno a l’altro. Questi tre punti salgono o scendono trascinati su o giù anche solo da uno dei lati (del triangolo)…

    Ovvero studiando avevo capito che:
    – Se non ti prendi Responsabilità (definizione nel contesto :Diz. Tec.”l’area o sfera di influenza sulla quale l’individuo può produrre effetti razionali attorno alle persone, la vita, il mest, l’ambiente in generale”), e/o non applichi Controllo (un fare efficente e competente Diz. Tec.”quando dite che il controllo è un cambiamento prevedibile, state dicendo una cosa molto più vera di quando dite semplicemente iniziare-cambiare-fermare. Potreste dire che la definizione ragionata e filosofica è: cambiamento prevedibile”) di quello che conosci Knowledge (Conoscenza(Conoscere), beh, la persona comincierà a perdere Conoscenza, o Responsablità o Controllo. Vicendevolmente… a credo principalmente la K Conoscenza (che secondo me è al vertice di tutto).

    Non è cosi facile confrontare questo triangolo superiore… io per esempio ce l’ho sempre in mente quando penso “mi devo dar da fare altrimenti perdo la conoscenza…”
    Questo è quello che mi è rimasto in mente di questo triangolo: “darsi da fare altrimenti perdi…” (e prima di essere rimproverato da qualcuno dico…. “leggi quel che scrivo, non guardare quello che faccio” , perchè lo so che NON sto facendo abbastanza in questo particolare periodo… mi rivolgo ad un amico che mi rimprovera spesso per non star facendo abbastanza per avanzare sul ponte).

    Quello che voglio far osservare è che “se non si fa (FARE) abbastanza” (R “l’area o sfera di influenza sulla quale l’individuo può produrre effetti razionali… C controllo è un cambiamento prevedibile…”) in base alla propria K conoscenza, beh, si sta rischiando grosso: si rischia di perdere la Conoscenza…. perchè se NON usi quella conoscenza… che la conosci a fare?!

    Io me l’ero spiegata cosi: se si conosce una cosa (importante), tipo “stanno avvelenando i fiumi che poi avvelenerando le falde acquifere che poi avvelenera gli acquedotti, dunque il popolo che beve quell’acqua” , ma non si fa nulla al riguardo (nemmeno si comunica questa cosa), beh… dopo un pò ci sarà un accumulo di overt (di ommissione) al riguardo… e a causa di questi overt (che pesano), pian piano l’individuo disconoscerà per forza quella conoscenza (gli overt pesano e li giustificherà a te stesso… fino a “perdita di consapevolezza”.
    Comincerà a dire: “mah, forse non era proprio cosi… probabilmente era una notizia falsa… no è tutto ok… in effetti gli acquedotti sono controllati e l’acqua dell’acquedotto comunale è sempre eccezionale”, ecc. ecc.
    Dopo qualche anno si ritrova avvelenato dall’acquedotto.

    Il procedimento sul triangolo di KRC credo ci siano , ovvero credo ogni lato del trinagolo sia audito a sè … e alla fine ogni punto si innalzerà nella persona.
    Riparare il triangolo di per sè stesso come un rudimento (dopo aver auditi i 3 punti a se stanti) può essere una buona “trovata” per mantenersi sempre belli pimpanti con i 3 punti sempre ben presenti e in efficenza.

    TRIANGOLO DI KRC – KRC TRIANGLE
    Il triangolo superiore del simbolo di Scientology.
    I punti sono, K per conoscenza (Knowledge),
    R per responsabilità e
    C per controllo.
    È difficile essere responsabile o controllare qualcosa se non lo si conosce.
    È folle cercare di controllare qualcosa o persino di conoscere qualcosa senza responsabilità.
    È difficile conoscere pienamente o essere responsabili di qualcosa su cui non si ha alcun controllo, altrimenti il risultato può essere che ne veniamo sopraffatti.
    Piano piano si può fare andare bene tutto: aumentando la Co¬noscenza su tutte le dinamiche, aumentando la Responsabilità su tutte le dinamiche, aumentando il Controllo su tutte le dinami¬che. (HCO PL 18 Feb 72)

    TRIANGOLO DI K-R-C
    Il triangolo superiore si applica in modo particolare a un executive, ma vale anche per tutti gli Scientologist. Non è conosciuto molto diffusamente.
    I vertici del TRIANGOLO di K-R-C sono K che sta per CONOSCENZA (in inglese Knowledge), R che sta per RESPONSABILITÀ e C che sta per CONTROLLO.

    È difficile essere responsabili per qualcosa o controllare qualcosa, a meno che non se ne abbia una certa CONOSCENZA.
    È assurdo cercare di controllare qualcosa o anche di conoscere qualcosa, senza RESPONSABILITÀ.
    È arduo conoscere completamente qualcosa o essere responsabili di qualcosa su cui non si ha nessun CONTROLLO: potreste esserne sopraffatti.

    Naturalmente, un essere può fuggire dalla vita (fare blow) e andare a rifugiarsi sulla faccia nascosta della luna, senza fare niente e pensare a niente. In tal caso, non avrebbe bisogno di conoscere alcunché, di essere responsabile di alcunché e di controllare alcunché.
    Sarebbe anche infelice e sarebbe decisamente morto, per quanto riguarda se stesso e tutti gli altri.
    Ma dato che non si può uccidere un thetan, è impossibile mantenere tale stato e la via del ritorno può essere terribile.
    La via d’uscita dalla morte, dall’apatia o dall’inazione, consiste nel conoscere qualcosa sulla scena, assumersi una certa responsabilità dello stato in cui ci si trova e della situazione, e controllare se stessi fino al punto in cui un certo controllo subentra nella situazione e la migliora; quindi conoscere i motivi per cui la situazione si era guastata, assumersene la responsabilità, e controllarla quanto basta per farla avvicinare ulteriormente a una scena ideale.

    A poco a poco, si può far andare qualunque cosa per il verso giusto:
    AUMENTANDO LA CONOSCENZA nell’ambito di tutte le dinamiche,
    AUMENTANDO LA RESPONSABILITÀ nell’ambito di tutte le dinamiche,
    AUMENTANDO IL CONTROLLO nell’ambito di tutte le dinamiche.

    Se si affronta qualunque situazione in cui ci si trova basandosi su questo principio, generalmente si avrà successo.

    Il Triangolo di K-R-C si comporta come il Triangolo di A-R-C. Quando un angolo viene innalzato, anche gli altri due aumentano.

    La maggior parte dei thetan ha una pessima opinione delle proprie capacità rispetto a quelle che egli possiede effettivamente. Difficilmente un thetan si considera in grado di fare ciò di cui in realtà è capace.

    Accrescendo gradualmente ogni angolo del Triangolo di K-R-C, ignorando le sconfitte e rendendo stabili le vittorie, un Essere alla fine scopre il proprio potere e la propria padronanza della vita.

    Vale la pena di conoscere il secondo triangolo del simbolo di Scientology.

    L’interazione migliore si ottiene quando lo si usa con grande A-R-C.
    A quel punto i due triangoli si congiungono.

    • GB

      Grazie Marco che ci riporti sempre le parole di Ron
      Quest’ultima citazione da dove l’hai presa?
      Qua Ron lascia intravedere dei termini: “La maggior parte dei thetan ha una pessima opinione delle proprie CAPACITA’ rispetto a quelle che egli possiede effettivamente. Difficilmente un thetan si considera in grado di fare ciò di cui in realtà è capace.
      Accrescendo gradualmente ogni angolo del Triangolo di K-R-C, ignorando le sconfitte e rendendo stabili le vittorie, un Essere alla fine scopre il proprio POTERE e la propria PADRONANZA della vita”.

    • Libero

      Grazie Marco.

      • Marco

        Prego Libero, e prego anche a GB
        E’ un piacere aiutare a veicolare conoscenza (di LRH e quant’altri).

        Le citazioni: la 1° l’ho presa dal Diz. Tec.; la 2° l’ho scanerizzato dal libro Scientology 08 (il libro dei fondamenti).

        In effetti questo pezzo (che quoto qui sotto) preso dal testo è molto interessante, fa riflettere sulla possibilità di riscoprire il proprio Potere e la propria Padronanza… non male: le vie dell’auditing sono stupefacenti… ed entusiasmanti.

        Io trovo che questo paragrafo sia molto vero:
        A poco a poco, si può far andare qualunque cosa per il verso giusto:
        AUMENTANDO LA CONOSCENZA nell’ambito di tutte le dinamiche,
        AUMENTANDO LA RESPONSABILITÀ nell’ambito di tutte le dinamiche,
        AUMENTANDO IL CONTROLLO nell’ambito di tutte le dinamiche.

        E’ un triangolo che mi dice in quale punto agire…

        Per esempio, succedere che vedo qualcosa che non va bene… che ne so, “da quando c’è l’Euro le cose sono andate sempre peggio” (un fatto realmente successomi); indago un pò, mi compro un libro (K di conoscenza) e scopro che “il sistema monetario, signoraggio bancario, delle banche occidentali crea povertà e ingiustizia” (cosa molto vera).
        A sto punto compro altri libri (cosa veramente successa) e cerco di avere una K-conoscenza ancora più completa (cosa che ho fatto davvero)…
        Ora che conosco che faccio?
        Io ho cominciato a divulgare questa conoscenza in modo semplice e comprensibile anche a gente/amici/conoscenti non ferrati … ora ho molta gente intorno che conosce e sa come stanno le cose (riguardo questo argomento), credo questo sia configurabile come R e C .

        Al riguardo però molto di più vorrei fare, ma oltre ad essere ostinato, fino a petulanza, nella mia comunicazione, alla fin fine mi sono limitato a votare e a far votare ad amici e famigliari la linea politica che meglio parla, e vuol risolvere, questo argomento…
        E’ poco è abbastanza è sufficiente…?

        Ho notato che il triangolo KRC, al riguardo di questo argomento, “mi preme contro”, perchè vedo che sto un pochino smettendo di parlarne (non più tanto come prima)… e noto che mi domando se arriverò a dimenticarmi questo aspetto della soppressione occidentale (io credo proprio di no)…

        Ma secondo me questa pressione significa anche che io penso dovrei fare qualcosa di più al riguardo… KRC è in azione.
        Dunque se ci fosse un procedimento o dell’altra conoscenza al riguardo di come gestire ancora meglio questo triangolo (argomento per argomento)… beh, io lo farei.

        Giusto per proseguire sull’esempio: l’amara considerazione che mi ha chiuso un pochino questo aspetto è stato: “ma come si fa ad andare contro il potere delle banche centrali (secondo me il più grande covo di soppressivi planetari)? Ci vorrebbero un bel paio di palle…!
        E come mai non mi butto in politica e non faccio qualcosa al riguardo?!
        Già come mai?
        Ecc. ecc. ecc.

        Questo è il triangolo di KRC in azione… e analizzandolo meglio e/o di più si potrebbe senz’altro ricavarne qualcosa di positivo.

        Bravo GB. Tienici informati.

        • GB

          Macché tienici informati, non te la cavi così. Ahahah.
          Ho trovato la seconda citazione. È nella nuova edizione di Scientology 0-8, nella vecchia non c’era.
          Quando però Hubbard parla di “padronanza” credo usi il termine inglese “command”, perlomeno così è stato tradotto nelle conferenze sulla padronanza del Theta. Di solito in inglese si usa il termine “mastery”. “Command”, letteralmente “comando”, è sinonimo di “dominio”. E quando le parole potere e dominio sono accostate fra loro la cosa resto perplesso; per come questi aspetti sono stati impiegati nella storia dell’umanità, ma anche nella storia di Scientology…
          “Potere”, etimologicamente, significa “possibilità di fare”. Ma, in pratica, la questione si divide in due aspetti: puoi fare perché sei nella posizione o nel ruolo che te lo permette (e puoi agire anche senza alcun senso di responsabilità o di etica) o puoi fare perché sei capace di farlo.

        • GB

          Marco, perché non provi il rud di KRC? 😉

  9. Libero

    Gb sul libro di Etica: “il potere di scelta è superiore alla responsabilità”. Dopo cmq sono cz…

    • GB

      Nel libro Introduzione all’Etica di Scientology? In quale capitolo?
      La tua osservazione è molto importante. In effetti il potere di scelta è superiore alla responsabilità. Qual è quindi il termine? Volontà?
      Ron in Scientology 8-8008 scrive: “A 40,0 la responsabilità si manifesta come volontà e può essere così pervasiva che non esiste nessuna randomity. Questa sarebbe Piena Responsabilità”.

    • Marco

      HCO BULLETIN OF 23 MAY 1971 R

      “… Il suo potere di scelta è l’unica cosa che lui aveva all’inizio, e che gli dava potere, capacità e qualsiasi altra cosa.
      QUEL POTERE DI SCELTA È STATO COSTANTEMENTE E CONTINUAMENTE DEMOLITO:
      – DANDO A LUI COSE CHE NON VOLEVA e
      – PORTANDOGLI VIA COSE DI CUI LUI NON SI VOLEVA LIBERARE
      Avanti e indietro così.
      Otterrai così un individuo molto sopraffatto; e il suo potere diminuirà.”

      • GB

        Marco, questo bollettino se non sbaglio è intitolato “RECOGNITION OF RIGHTNESS OF THE BEING”. Se ce l’hai tutto in italiano potresti postarlo? E’ bellissimo! Grazie.

        • Marco

          MI dispiace GB avevo solo un piccolo estratto…

          HCO BULLETIN OF 23 MAY 1971 R
          IL RICONOSCIMENTO DELLA GIUSTEZZA DELL’INDIVIDUO
          “Un individuo è fondamentalmente e di routine, un Essere buono, capace di molte azioni e di un potere considerevole.
          Nello stato di Thetan Libero o Stato Nativo lui è un individuo molto più potente di quando poi viene reso complesso.
          E’ l’idea di aggiungere cose al Thetan: cerca di dare a qualcuno cose che lui non vuole e tu demolirai il suo potere di scelta.

          Il suo potere di scelta è l’unica cosa che lui aveva all’inizio, e che gli dava potere, capacità e qualsiasi altra cosa.
          QUEL POTERE DI SCELTA È STATO COSTANTEMENTE E CONTINUAMENTE DEMOLITO:
          – DANDO A LUI COSE CHE NON VOLEVA e
          – PORTANDOGLI VIA COSE DI CUI LUI NON SI VOLEVA LIBERARE
          Avanti e indietro così.
          Otterrai così un individuo molto sopraffatto; e il suo potere diminuirà.

    • Diogene

      Bravo Libero!
      E’ proprio quello che intendevo dire quando ho scritto che deve esserci un triangolo superiore che risulta in “libertà di…”,
      cioè “poter scegliere” “poter decidere”
      E questo porta ad un ipotetico triangolo di Essere-Fare-Avere, cioè a Sopravvivenza o Esistenza nel Mest.
      Un Potere di Scelta si ha quando si è Capaci e Liberi di Essere o Non Essere, di Fare o Non Fare, di Avere o Non Avere.
      Be-Do-Have può essere studiato con le caratteristiche del triangolo perché può espandersi o contrarsi su tutte le dinamiche.
      Ma a questo punto le linee di interconnessione diventano più numerose e ingarbugliate delle linee del metrò di Londra, Parigi e NY tutte insieme.
      Fondamentalmente L10 L11 L12 percorrono questo a misura del pc.

    • GB

      Libero, nella vecchia edizione del libro non c’è questa citazione che riporti (io ho quella vecchia). Ho trovato però la fonte ed è questa: HCO BULLETIN OF 4 FEBRUARY 1960, THEORY OF RESPONSIBILITY PROCESSING. Un bollettino molto bello. Magari Marco ce lo posta in italiano :))))
      Quelli erano gli anni ruggenti!!!

  10. Diogene

    Marco, sembra che tu voglia buttarti nella fossa dell’autocommiserazione. Non dobbiamo alimentare quel senso di colpa in cui siamo implantati e che salta fuori ogni volta che qualcuno, qualcosa e soprattutto una parte di noi stessi ci pone davanti a domande del tipo: Ma sei sicuro che stai facendo tutto il possibile? Ma non sai fare di più? Perché non ti metti a fare veramente qualcosa? ecc. ecc.
    Non dobbiamo immaginare il “fare” come qualcosa da portare fino a conseguenze estreme, pensando che se non ce la facciamo siamo persone di poco valore. Ci sono limiti a tutto e per tutti, anche per i santi e gli eroi,
    Credo che se ci concentriamo a “fare bene” quello che sappiamo fare e ad aiutare qualcun altro a “fare bene” quello che lui sa fare, possiamo andare fieri del nostro comportamento e vedere realizzati significativi miglioramenti nella società.
    E’ ovvio che se qualcuno ha l’animo da “guerriero” avrà degli obbiettivi da guerriero e dovrà misurarsi con il suo “far bene il guerriero”.
    Ma non è sensato pretendere di essere operativi su tutti i fronti o, se vogliamo dirlo in scientologese, “determinanti su tutte le dinamiche”.
    Se accettiamo l’idea di “infinito” come qualcosa che include anche questo universo, possiamo accettare anche l’idea di “impossibile” come qualcosa che può stare all’interno di questo universo.
    Sono due concetti allettanti per il thetan, una sfida tra due estremi che gli forniscono un alibi di esistenza in un mondo definito.
    Chi pretende “l’impossibile” fa leva sull’essenza stessa di un thetan ed ha gioco facile nel manovrare i suoi punti di ancoraggio in questo universo.
    E’ un modo per portare un thetan a sminuire se stesso e le sue azioni.
    Un altro modo, molto usato, è renderlo confuso sul suo concetto innato di Etica. In pratica, per i suoi soppressori, non fa mai niente di giusto e così lui si ritira in se stesso oppure inizia davvero a fare qualcosa di sbagliato.
    In conclusione, per stare in tema, si può affermare che un “ampliamento” di KRC risulta, tra le altre cose, anche in un aumento dell’autostima.

    • Marco

      Diogene, può succedere che ci si senta impotenti, o anche solo in difficoltà con il “cosa posso fare”?, di fronte alla consapevolezza di soppressione che vedi e percepisci più di altri (in quanto scientologist provetti)…
      L’importante di sicuro, come dici tu e sui cui sono d’accordo, è non soffermarsi troppo in quella sensazione od emozione/tono di soprafazione (commiserazione).

      Mi viene in mente ora una conferenza delle PDC dove si fa cenno a questa cosa, + / – dice cosi : “il caso più difficile che c’è? Quello dello studente scientologo, perché lui adesso sa come stanno le cose al riguardo della difficile situazione (soppressioni in corso) in cui vive, e vivono i sui simili, e si sente sgomento al riguardo…” (va beh, + / – ).

      Beh, spesso è questa l’emozione, “sgomento”, che ti lasciano alcune verità che si scoprono con ed in Scientology. O anche, per quel che mi riguarda, studiando/analizzando determinate situazioni sociali, da cui Scn insegna non puoi prescindere.
      Mi viene in mente che anche solo a leggere Ron Journal 67 , che esprime bene la continua soppressione in corso contro Scn (già a quel tempo), ed enunciava ufficialmente la soppressione tramite il debito degli Stati ed i popoli (signoraggio bancario, appunto ciò che mi ha stimolato a capire), mi lascio molto perplesso e mi ha fatto sentire prima sgomento e poi indignato… ma poi guerriero (come dici tu)…

      Cmq io nel commento precedente quando citavo una mia preoccupazione (riguardo al sistema finanziario/monetario che controlla la vita di tutti), volevo invece dare un segnale di positività al riguardo del triangolo KRC, ovvero di fronte alle difficoltà, cercare di fare come suggerisce LRH :

      A poco a poco, si può far andare qualunque cosa per il verso giusto:
      AUMENTANDO LA CONOSCENZA nell’ambito di tutte le dinamiche,
      AUMENTANDO LA RESPONSABILITÀ nell’ambito di tutte le dinamiche,
      AUMENTANDO IL CONTROLLO nell’ambito di tutte le dinamiche.

      Non mi sembra male… ed è ciò che possiamo fare tecnicamente, anche per recuperare un po’ di autostima (come dici tu) eventualmente perduta per strada.
      E certamente senza autocommiserarsi e senza sentirsi “in colpa per quel che dovresti fare per forza…” : sono d’accordo con te, non sempre si riesce o si è in grado di fare tutto. Ma secondo me, noi scientologist possiamo fare molto.
      Per esempio di sicuro, facile, si può comunicare… e forse comunicare è già qualcosa per NON perdere la propria, e la collettiva e sociale, K di conoscenza.

      Perché, vedi Diogene, veramente ho visto troppe volte dei scientologist dimenticare ingiustizie (perdere la K) sociali, e sulle dinamiche, prima invece ben viste/scoperte e consapevoli… e li ho visti “imborghesirsi”, se mi passi il termine, in modo inspiegabile… e mi chiedevo/chiedo ancora: come mai succede?

      Beh, il triangolo di KRC spiega molto bene come mai?

      Perché non si rimane li “sul pezzo” fino alla fine, con in mente “vincere o morire nel tentativo” … ed allora succede che pian piano si viene a patti con la propria integrità e consapevolezza … “e quando hai perso quello hai perso tutto”. Ovvero, altro modo di dire, il triangolo di KRC diminuisce e diminuisce e diminuisce, fino a farti scivolare, di nuovo, nella fossa da cui stai cercando di venire fuori…

      Questo credo sia l’insegnamento del triangolo KRC: “si responsabile e fai qualcosa al riguardo…altrimenti perdi la tua consapevolezza”. Che secondo me è un altro modo di dire Knowledge.

  11. Marco

    Ron Journal 67

    “Da qui in avanti, il mondo cambierà. Ma se cambierà e si riprenderà, sarà grazie allo Scientologist, sarà grazie all’auditor e alla sua competenza tecnica, sarà grazie all’organizzazione, allo staff dell’organizzazione e alla sua dedizione.

    In tutto il vasto universo non c’è altra speranza per l’uomo, oltre a noi stessi.
    Questa è una responsabilità enorme. Per troppo tempo, l’ho sostenuta da solo. Ora voi la dividete con me.”

    “Vi sono molto grato perché esistete. Ho bisogno del vostro aiuto. Ho bisogno del vostro sostegno. E qualunque cosa stiate facendo in Scientology, all’interno o all’esterno delle organizzazioni, state aiutando me, e state aiutando noi, e state anche avanzando verso la risoluzione dell’aberrazione, della guerra e della costernazione in questo universo.

    Una differenza essenziale tra noi e quelli che deridono questi sforzi, è che noi sappiamo dove ci stiamo dirigendo, sappiamo cosa stiamo facendo e stiamo avanzando lungo un sentiero sicuro, lodevole e onesto.

    Noi stiamo facendo il nostro lavoro. Non si può dire altrettanto di altri.

    Sono molto contento di aver avuto quest’opportunità di parlarvi, e spero che i dati che vi ho spiegato vi aiutino un po’ a capire ciò che sta succedendo, a dissipare dubbi o interrogativi e, cosa più importante, spero che vi siano utili a coordinare gli sforzi per andare avanti e per creare un mondo migliore e un universo migliore.

    Grazie molte per essere qui. Apprezzo quel che state facendo.
    Ho bisogno del vostro aiuto e vi sono molto grato per quello che avete fatto.”

    L. Ron Hubbard

  12. GB

    Diogene il tema della libertà è molto articolato… Quando si parla di libertà ognuno la intente a modo suo: libertà da…, libertà di…, libertà per…
    Magari uno potrebbe anche essere libero di scegliere, però non è capace di farlo. Quindi esiste sia una libertà esterna, che una libertà interna.
    KRC… riguarda la competenza, la capacità, la volontà, la determinazione, la sapienza (knowingness), la libertà…? Si tratta del “potere di scelta”?

    Cerchiamo di capire meglio, magari attraverso degli esempi concreti.
    Quando eravate nella CofS e, ad un certo punto, ve ne siete andati; in quel passaggio dal prima al dopo, come avete utilizzato implicitamente o esplicitamente il triangolo di KRC?

    • Caro GB, per quanto mi riguarda il processo che mi ha portato ad abbandonare la chiesa di Scn, esaminandolo dal punto di vista di KRC è stato il seguente:
      Conoscenza: ho esaminato i vari punti out presenti nell’applicazione della Policies di Scientology che conoscevo, sia nel campo della Tech (alterazioni ben specificate anche nella lettera di Garcia), nell’Etica (usata in modo arbitrario per rendere le persone “sbagliate” e quindi più propense a fare ammenda attraverso donazioni e comunque supina accettazione dei Diktat provenienti dall’alto), dell’Admin attraverso interpretazioni quanto meno balzane (orari di studio, arbitrarie assegnazioni di Hat, un esempio su tutti l’obbligo da parte degli auditor di fare i venditori al di fuori degli orari della loro produzione). E’ ovvio che una persona nuova in scientology che entra in una org in tempi recenti non si accorge di queste alterazioni e dà per scontato il modus operandi che vede, non avendo ancora avuto modo di studiare ed assimilare i dati originali. Per noi “vecchi del mestiere”, che abbiamo iniziato nell’era pre Golden Age e studiato vari corsi, queste alterazioni balzano all’occhio.
      Conseguentemente entra in gioco la Responsabilità, intimamente connessa alla propria etica ed integrità personale. Da qui la decisione di non essere più complici di queste perversioni. Responsabilità non solo verso se stessi ma anche per le altre dinamiche, da cui la decisione di rendere pubblica la nostra dichiarazione di indipendenza.
      E qui entra in campo il Controllo, inteso come azioni per non essere più effetto di controllo altrui rendendo possibile l’emancipazione dalla chiesa e quindi l’esercizio di Scientology in maniera autonoma, per sé e per gli altri.
      Credo che ci stiamo riuscendo!
      Guido

      • GB

        Grazie Guido! Sì ci state e ci stiamo riuscendo :)))
        Quindi nel tuo caso il processo è stato: conoscenza-responsabilità-scelta-controllo.

  13. Diogene

    ,@ GB
    Condivido la descrizione che fa Guido della nostra “ribellione” ai dettami e all’organizzazione della CoS. Detto più brevemente, sapendo come dovevano essere le cose (K, ma una approfondita Conoscenza si ottiene quando “si vive” una situazione), ho sentito la Responsabilità di dare uno Stop al mio coinvolgimento nei programmi della CoS e di dare un nuovo Start al mio interesse per Scn, senza sottostare all’altrui-determinismo. Potrei andare nei dettagli, aggiungendo eventualmente anche un’autocritica, ma non è questa la sede adatta.

    Parlando di libertà, non ho scritto “libertà da…” né “libertà per…” o altro, ma ho specificato “Libertà di…” e poco dopo ne ho dato una mia definizione più accurata:
    “Un Potere di Scelta si ha quando si è Capaci e Liberi di Essere o Non Essere, di Fare o Non Fare, di Avere o Non Avere su tutte le Dinamiche”
    E il passo in avanti successivo, secondo me, è il Pan-determinismo, perché in un contesto limitato di Sopravvivenza tramite le Dinamiche, la capacità e volontà di gestire contemporaneamente situazioni di Prima Dinamica e di altre Dinamiche diventa un requisito necessario all’equilibrio tra Causa ed Effetto, una legge fondamentale per questo universo, ma anche indicativo di una certa Serenità di Essere in un gioco complesso e imprevedibile.
    La Knowingness messa all’apice di una scala della responsabilità è talmente alta che per me rappresenta “il conoscere prima che accada” o l’as-is di ciò che accade. Roba da universo theta.
    Per stare, si fa per dire, su concetti più comprensibili in chiave scientologica, proporrei di testare la parola “determinazione” come elemento indicativo di una applicazione (da scarsa a ottimale) della competenza acquisita, considerando i livelli di Altrui-determinazione, Auto-determinazione e Pan-determinazione.
    Per chiudere il cerchio (o il triangolo) che io chiamo di ESISTENZA (intesa come Livello di Consapevolezza misurabile sulla Scala del Tono) metterei un trio interdipendente formato da:
    DETERMINISMO (essenzialmente Consapevolezza di quanto si è Causa e di quanto si è Effetto) applicato a
    SOPRAVVIVENZA (cioè Capacità di Essere/Assumere più Identità, Capacità di Fare/creare ed usare energie, e Capacità di Avere/possedere o raggiungere ciò che si considera desiderabile. Tutto questo in relazione alle Dinamiche, in positivo e in negativo).
    Il terzo elemento è ETICA come da definizione e come indice del Livello di Condizione che favorisce o abbassa la Qualità dell’Esistenza.
    Forse è soltanto teoria, ma è pur sempre uno sguardo oltre la siepe.
    Forse ciò che si teorizza non avrà modo di realizzarsi, ma origina dei punti da osservare.
    Come potremmo misurare il cielo, se non vi apparissero quei puntini luminosi che noi chiamiamo stelle?

    • GB

      Molto bene Diogene! “Un Potere di Scelta si ha quando si è Capaci e Liberi di Essere o Non Essere, di Fare o Non Fare, di Avere o Non Avere su tutte le Dinamiche”. Sì, in una parola è “determinazione”, cha va da “altrui”, “auto”, “pan” secondo il gradiente. In altre parole si tratta del potere di scelta perché è la capacità di essere consapevoli di poter essere causa e, quindi, di determinare le scelte e le azioni da intraprendere. Ottimo. Procedo a testare “determinazione”.
      E’ un termine molto vicino a “volontà”, utilizzato di rado da Hubbard, ma che nelle definizioni correnti include questi aspetti. Magari provo a testare anche “volontà”.
      Avevo compreso che ti riferivi alla “libertà di…”. In generale pochi hanno ben chiare queste distinzioni, per questo ci tenevo a chiarire.
      Anche nel tuo caso il potere di scelta è successivo alla conoscenza/consapevolezza e molto connesso alla responsabilità.
      D’altra parte “responsabilità” è l’angolo più importante del triangolo, come dice Ron e ha confermato anche Tony. Forse non è un caso che è proprio lì che può esservi la presa di coscienza del proprio “potere di scelta” e quindi di poter causare qualcosa di diverso.
      Grazie ancora per il contributo di tutti!

      • Diogene

        GB, non so se il meter reagirà più facilmente su “volontà” o su “determinazione”.
        Nell’uso comune i due termini si equivalgono quando assumono l’idea di “intenzione” ed esprimono connotazioni di “movimento finalizzato” e “tenacia nel conseguimento di un obbiettivo”. In questo senso sono per lo più adatti ad esaminare un “fare”.
        Inoltre, pensando ad una corretta fraseologia, come si potrebbe modulare la parola “volontà” quando si vuole esprimere il concetto di “volontà applicata su fronti diversi”, cioè il concetto che la parola composta da pan- e determinazione riesce ad esprimere con immediatezza? E’ ovvio che i comandi vanno prima chiariti col pc, ma credo che in italiano non abbiamo una formulazione adeguata, se non un improponibile “pan-volontà” o locuzioni altrettanto ridicole.
        Mentre ha senso dire “altrui volontà” e “di tua volontà” bisogna essere molto sofisticati per dare alla parola “volontà” un senso multidirezionale.
        Invece il termine “determinazione”, oltre ad avere un senso dinamico che ben si addice al verbo “fare”, implica pure il significato di “stabilire come qualcosa deve essere”, una decisione che va (o è andata) a compimento.
        Ma forse è soltanto un problema di lessico e non di “arrostico” :))

      • Marco

        Beh, riguardo alla responsabilità, all’applicazione di responsabilità, abbiamo un bel problema…
        Ecco qui sotto spiegato il problema.

        CONFERENZA 7 NOVEMBRE 1952
        La FORZA, RESPONSABILITÀ, COME HOMO SAPIENS, COME THETHN

        “La comunicazione, come sapete, gestisce l’energia. La percezione gestisce l’energia.
        Quando una persona non è disposta ad usare l’energia, non è disposta a percepire.”

        Se notate, mentre lavorate sui preclear siete soprattutto interessati a risolvere il problema della comunicazione.
        Questo è il problema che cercate continuamente di risolvere: il problema della comunicazione.
        Questo dovrebbe dirvi molte cose.

        E così, se vi occupate del problema della comunicazione, sarà certo meglio che affrontiate il problema dell’energia.
        E se state affrontando il problema dell’energia, sarà certamente meglio che sappiate che cos’è la forza…
        È la definizione fondamentale di che cosa è l’autodeterminazione.

        Autodeterminazione è localizzare materia ed energia nello spazio e nel tempo; o creare spazio e tempo nei quali localizzare quello che uno crea in quanto materia ed energia. La definizione è molto semplice.

        D’accordo. Diamo allora un’occhiata e vediamo che cosa accade a questo proposito. C’è altro che dobbiamo sapere, oltre a questi due punti, per risolvere un caso?

        Bene, questa cosa aggiunta è la responsabilità.
        Voi forse pensate che la responsabilità sia andata persa nella confusione, e che non ci occupiamo più della responsabilità solo perché parliamo di forza. No di certo.

        Infatti, quando parliamo di gestire la forza abbiamo appena cominciato ad occuparci della responsabilità, dato che potreste definire la responsabilità come: “la disponibilità a reagire, la disponibilità a reagire su qualunque soggetto”.

        Diamo a questo una definizione un poco più concreta, e che sia utilizzabile, e con la quale voi possiate fare qualcosa.

        Diciamo che la responsabilità è “padronanza della forza”, definiamola semplicemente così, grossolanamente: Responsabilità è “padronanza della forza”.

        Perciò, la disponibilità ad essere responsabile sarebbe la disponibilità ad assumere il dominio sulla forza. Questa sarebbe la responsabilità.

        Ora, che cosa scopriamo quando cominciamo a lavorare sulla responsabilità? Scopriamo che un individuo assumerà responsabilità esattamente secondo il grado o posizione in cui si trova sulla Scala del tono.
        Troviamo che questo è un diretto indicatore. Scopriamo che le persone assumono responsabilità secondo quella posizione sulla Scala del tono.
        Ed una persona eviterà la responsabilità in qualunque area nella quale non può o non vuole gestire della forza.
        Questo rende la cosa molto semplice, non è vero?

        Adesso esaminiamo brevemente come questo funziona in un essere. Osserviamo un thetan che si trova in un corpo MEST. Eccolo in un corpo MEST. Ora… : sta assumendosi la responsabilità?

        È ovvio che NON stia assumendo la responsabilità di essere un thetan: accetterà solo la responsabilità di essere un corpo.

        Ma se lui veramente è un thetan che dà la responsabilità al corpo, troviamo che la sua padronanza dell’ambiente termina al fondo della Scala del tono, con il suo delegare forza al suo corpo.
        E percorre una spirale discendente di questo tipo: ampia, ampia, ampia delegazione di responsabilità.

        È desideroso di assegnare responsabilità e assegnare forza, per il loro uso, a ciascuna dinamica, giù fino alla prima.
        Voglio dire, la forza che darà via sarà in quella misura.

        Ma non darà più di un tot di forza a un altro, perché questi potrebbe rivoltarsi ed usarla contro di lui troppo facilmente e lui può essere leso con troppa facilità. E così naturalmente lui si tiene stretta un bel pò di forza.

        Non darà via molta forza, ma assegnerà una sorta di idea di responsabilità. Dopodiché… impedirà a qualcuno di metterla in atto, non dandogli forza abbastanza da ferirlo, o non consentendogli di usare abbastanza forza per farlo.
        Vedete com’è la cosa?
        “L’Homo sapiens mette sempre i bastoni tra le ruote a chiunque egli deleghi responsabilità”.

        Ora, può sembrare che lui stesso sia molto ansioso di avere responsabilità e di assumersi responsabilità, molto in alto sulla Scala del tono dell’Homo sapiens, e sia turbato perché non ha responsabilità o non gliene viene data.
        Ed entra in un terribile turbinio sulla questione “Sono o non sono responsabile?” “Ho la padronanza su questa situazione?” “Sono o non sono il padrone qui?”

        Va avanti su questo tono nel modo più fantastico che abbiate mai visto.
        È semplicemente splendido in questo: fa un eccellente lavoro nel ridursi a brandelli.”

        “Ora, voi leggete dappertutto tutte queste cose terrificanti su: “La forza è cattiva. Dovete abbandonare la forza. Non dovete avere alcuna forza. È meglio se lasciate perdere”, e così via.
        Si sta veramente parlando in base ad una amara esperienza.

        La forza non funziona per l’Homo sapiens.
        E un thetan non può vivere senza di essa.

        E così, più a lungo un thetan è Homo sapiens, più a lungo si trova in un corpo MEST, maggiore è la divergenza.

        E così andando avanti trovate questa terribile divergenza: da una parte l’Homo sapiens, e dall’altra quello che un thetan dovrebbe Essere.

        Se vuole avere a che fare con l’universo MEST un thetan deve usare la forza. E se usa la forza, un Homo sapiens si mette solo nei guai.

        Ora, voi volete sapere come questo si applica al clearing.
        Troverete che la maggior parte dei vostri preclear hanno delegato responsabilità-forza ad un punto tale che o si trovano all’estremità del flusso che dice: “L’ho presa tutta su di me ed ora devo darla a qualcuno”, oppure all’estremità che dice: “L’ho delegata a tutti e ora la sto ricevendo, ne sto ricevendo gli effetti”.

        Troverete il vostro preclear in due condizioni di elasticità su questi flussi. O si trova completamente di là e bloccato là, oppure completamente di qua e bloccato di qua.
        Qualsiasi caso che sia bizzarro lo troverete in una di queste due condizioni.

        E così non stupitevi se cominciate a dare processing ad un individuo sulla responsabilità e a percorrere forcelle sulla responsabilità, e lo vedete volare semplicemente fuori del proprio corpo dopo forse dieci o quindici o venti ore di processing.

        Non potete applicare questo procedimento indefinitamente, solo come procedimento, senza che il thetan e l’Homo sapiens si stacchino: il corpo che va da una parte e voi che vi ritrovate con un thetan.
        Non potete.

        Non potete percorrere la responsabilità!
        Perché quando diciamo responsabilità, noi possiamo dire: diretta disponibilità ad usare la forza.

        Solo che voi lo ponete in termini di responsabilità, ma invece si ha immediatamente l’idea di distribuire in giro la forza, o l’idea di rifiutare la forza… vi ritrovate con entrambe le cose allo stesso tempo.

        In qualsiasi religione, setta, filosofia o qualsiasi altra cosa, ci sono stati sempre due elementi di qualcosa: Dio e il diavolo; il governo laburista e il governo conservatore; Yang e Yin; la musica classica e il boogie-woogie.
        Ogni culto…
        Qui avete una dicotomia.

        Ora, questa dicotomia del thetan e del corpo di primo acchito apparirebbe come una dicotomia utile e funzionale.
        Purtroppo, non lo è.
        È accidentale.
        Non funziona perché… perchè tutta la knowingness che questo corpo possiede è knowingness del thetan… ed è tutta la conoscenza che il corpo possiede o possederà mai.

        E l’unica vita che il corpo avrà mai è una vita da thetan.

        E quella vita dipende dalla creazione e distruzione di forza.
        Ed il corpo è incapace di resistere alla forza.

        Continua….

        • GB

          È un GPM implantato. Se l’avesse capito nel 1952 non ci avrebbe messo altri 10 per ottenere il primo Clear…

          • GB

            Per la precisione 14 anni dopo il 1952. Il primo Clear è del 1966, John McMaster. La sperimentazione del Clearing Course iniziò il 3 settembre del 1965 e terminò il 4 febbraio del 1966.

          • Marco

            MI dispiace GB, ma non è questo che la conferenza sta dicendo… non si tratta di un GPM implantato… il proseguo della conferenza spiega molto bene che… che la responsabilità va in funzione, in relazione alla forza che una persona sa esprimere, anzi meglio, che è in grado di dominare, anche senza avere la necessità di usarla.
            Dice che per essere responsabili bisogna riabilitare questa capacità di gestire forza…

            “Ora, continuando sulla responsabilità, se voi avete quindi raggiunto con il vostro preclear la piena padronanza sulla forza, solo allora avrete raggiunto la piena responsabilità.

            E così che cos’è la piena responsabilità? Sarebbe piena padronanza sulla forza. Non pieno impiego della forza; quella è una cosa diversa, il pieno impiego della forza sarebbe l’abbandono di qualsiasi tipo di etica, perché invece l’etica è essenzialmente “una giusta stima della forza”.

            Potreste dire che una cultura, una società, e ogni individuo, per la propria razionalità dipende da una corretta stima della forza.

            Per questo, dietro alla forza voi avete, in modo molto più potente, ciò che valuta la forza, e questa nell’universo MEST è la ragione. Che può esprimere solo un thetan.

            E quando fate delle cose con le illusioni, in effetti fate delle cose con energia-spazio-tempo … ovvero: forza.
            E quando siete alle prese con l’universo MEST, beh, semplicemente siete alle prese con un caso peculiare di energia-spazio-tempo.

            Ora, una persona dovrebbe essere in grado di fare un gran pensare su questo, ma noi, come elemento primario, abbiamo l’azione.
            Il motivo per cui l’azione è l’elemento primario è che il pensare può essere più in basso dell’agire, sulla Scala del tono.

            Riabilitate l’azione, dunque.
            Non rifiutate l’azione solo perché dite che l’Homo sapiens non può servirsi della forza… “la forza non serve a niente. La forza non ha mai risolto nulla per l’Homo sapiens…”
            Tuttavia, invece, essa risolve le cose per il thetan. Un thetan è indistruttibile. E’ perfettamente in grado di servirsi della forza.

            In effetti, un thetan che sia in condizioni molto buone potrebbe cambiare di scatto il suo tempo e il suo spazio così velocemente che nessuna forza potrebbe colpirlo.
            Poco importa a che velocità si muovesse la forza, questa non potrebbe colpirlo. “

            Il succo del discorso di questa conferenza è che per avere più responsabilità, dunque più KRC (ovviamente prima ancora della responsabilità c’è la riabilitazione dell’etica, visto che questa viene prima della capacità di dominare la forza: prima l’Etica – poi laTech (abilità a padroneggiare la…) – poi l’Admin-amministrazione, questo è risaputo ed accettato essere un dato stabile Master) si deve riabilitare il thetan a padroneggiare più forza…
            Nel proseguo dice meglio questo; e dice in che modo dare processing su questo argomento responsabilità (ma la conferenza è molto lunga).

            Finisco dicendo che questa è una conferenza OT …

            Ed esprimo anche un pò di amarezza: sono amareggiato nel notare che spesso si va oltre con questa tendenza a sminuire la brillantezza (ed il genio) di Ron Hubbard…
            Credo dipenda dal non capire come lui potesse essere cosi avanzato nelle sue intuizioni e/o conoscenze (capacità di conoscere).
            Anch’io leggendo certe sue “genialate” (nelle conferenze) rimango spessissimo a bocca aperta… ma restare a bocca aperta è già molto meglio che non stare a sottovalutarlo.

            GB, dire che il 1° Clear è del 1966 è un pò rischioso… è come dire che al riguardo di clear LRH fino ad allora aveva affermato il falso…

            Possibile che abbia sbagliato cosi tanto, 16 anni dal 1950 per ottenere il 1° clear, quando invece in questi 16 anni aveva tenuto cosi tanti congressi e advance clinic course con cosi tanti dati OT annessi e connessi (basta pensare ad uno dei suoi congressi più famosi, PDC, cosi tanto pieno di incredibili dati OT)?
            Secondo me (non ho letto al riguardo, ma intuisco sia cosi), forse quando si parla del 1° clear del 1966 , si parla di un altro livello di Clear…

            Piccolo ripasso: di quale Clear di questi qui di seguito di parla esattamente?

            DIZ TECNICO

            CHIARO – CLEAR, sost.
            1. un thetan che può essere causa consapevolmente ed a volontà su materia, energia, spazio e tem¬po mentali per quanto riguarda la prima dinamica (sopravviven¬za per sé). Lo stato di Chiaro si trova al di sopra dei gradi di release (i quali sono tutti requisiti per il chiarimento) e viene raggiunto completando il Corso di chiarimento in una organiz¬zazione superiore. (Scn AD) [Nel 1978 il Fondatore ha pubbli¬cato l’HCOB 24 Set 1978, pubb. III, il Chiaro di Dianetics, che afferma: «Lo stato di Chiaro può essere conseguito in Diane¬tics»].

            2. un Chiaro, in senso assoluto, sarebbe qualcuno in grado di stare di fronte ad ogni e qualsiasi cosa nel passato, presente e futuro. (Abil Mi 256)

            3. un Chiaro non è un essere onnisciente. Un Chiaro è qualcuno che ha perso la massa, L’ener¬gia, lo spazio ed il tempo connessi alla cosa chiamata mente. (SH Spec 80, 6609C08)

            4. non è assolutamente necessaria un’immagine per qualsiasi tipo di ricordo, questo è probabil¬mente l’unico cambiamento che c’è stato nella definizione di Chiaro del libro uno. (SH Spec 59, 6504C27)

            5. un Chiaro non ha la pericolosa mente reattiva ed opera al completo delle sue capacità mentali, proprio come diceva il primo libro (DMSMH). In effetti si è trovato che ogni definizione prece¬dente di Chiaro è corretta. (HCOB 2 Apr 65)

            6. il nome di un tasto in una macchina calcolatrice; quando lo si preme, tutti i risultati contenuti nella macchina vengono cancellati, e la mac¬china può essere usata per fare dei calcoli corretti. Finché non viene premuto la macchina somma tutti i vecchi risultati a tutti i nuovi tentativi di calcolo producendo dei risultati errati. In real¬tà, questo è tutto ciò che è un Chiaro. I Chiari sono esseri che sono stati chiariti di tutti i risultati errati o inutili che impediva¬no loro di vivere o di pensare. (Aud 4 UK)

            7. un Chiaro è sorto dall’analogia tra la mente e la macchina calcolatrice. Prima di poter usare un calcolatore per risolvere un problema, deve esse¬re chiarito dai vecchi problemi, dai vecchi dati e dalle vecchie conclusioni. Altrimenti sommerà tutte le vecchie conclusioni alle nuove e non produrrà un risultato valido. Il processing chiarisce nella macchina calcolatrice un numero crescente di questi problemi. L’individuo completamente chiarito avrà tutta la sua autodeterminazione disponibile nel tempo presente e sarà completamente autodeterminato. (Abil 114A)

            8. un thetan chia¬rito da modelli di comportamento e disagi imposti e non voluti. (HCOB 8 Mag 63)

            9. semplicemente una unità consapevole di essere consapevole che sa di essere una unità consapevole di essere consapevole, che può creare energia a volontà, e che può dirigere e controllare, cancellare o creare di nuovo una mente analitica o una mente reattiva. (Dn 55!, pag. 17-18)

            10. una persona che può avere o non avere a volontà qualsiasi cosa nell’universo. (5412CM06)

            11. una persona non aberrata. Egli è razionale in quanto trova le soluzioni migliori possibili basando¬si sui dati che possiede e dal suo punto di vista. Egli consegue il suo massimo piacere per l’organismo, attuale e futuro, come pure per altre cose appartenenti alle altre dinamiche. Il Chiaro non ha alcun engram che possa essere restimolato ed alterare la correttezza del calcolo attraverso l’introduzione di dati nascosti o falsi. (DMSMH, pag. Ili)

            12. una persona che è diventata l’individuo fondamentale per mezzo dell’auditing. (DTOT, pag. 33)

            CHIARO DI DIANETICS – DIANETIC CLEAR,
            1. lo stato di Chiaro può essere raggiunto in Dn. Non viene però raggiunto attraverso l’imboccare realizzazioni alle persone ; i Chiari vengono fatti con l’auditing.
            Lo stato di Chiaro di Dianetics vuol dire che il pc ha cancellato il suo caso in Dn o le rappresentazio¬ni tramite immagini mentali. La scoperta che un Chiaro di Dia¬netics non deve percorrere engram, R3RA o qualsiasi versione di R3R dà come risultato un’espansione della zona di non-inter¬ferenza. (HCOB 25 Giu 70RA II)

            2. lo stato di Chiaro può essere raggiunto in Dianetics. Lo stato di Chiaro di Dianetics significa che il pc ha cancellato il suo caso di Dn o le rappresen¬tazioni tramite immagini mentali-, egli ha conseguito l’abilità di essere causa su materia, energia, spazio e tempo mentali sulla prima dinamica. (HCOB 24 Set 78 III)

            CHIARO IN UN COLPO SOLO – ONE-SHOT CLEAR,
            1. si è discusso molto negli anni ’50 sul fatto che ci dovesse essere una qualche sostanza chimica da mettere in una siringa e la parola Chiaro in un colpo solo divenne corrente. Ma in realtà è una parola sarcastica. Vi posso assicurare con assoluta certezza ed al cento per cento che non c’è alcun bottone magico singolo. (Classe VIII No. 9)

            2. il comando: «Sii un metro dietro alla tua testa». Questo è il Chiaro in un colpo solo. (5410CM10B)

            3. con Chiaro in un colpo solo intendiamo un’azione o una frase fatte una sola volta o ripetute, che avrebbero prodotto il Chiaro come descritto in Dianetics: «Scienza moderna della salute mentale», capitolo IL (Dn 55!, pag. 134)

            CHIARO DI DIANETICS – DIANETIC CLEAR,
            1. lo stato di Chiaro può essere raggiunto in Dn. Non viene però raggiunto attraverso l’imboccare realizzazioni alle persone ; i Chiari vengono fatti con l’auditing.
            Lo stato di Chiaro di Dianetics vuol dire che il pc ha cancellato il suo caso in Dn o le rappresentazio¬ni tramite immagini mentali. La scoperta che un Chiaro di Dia¬netics non deve percorrere engram, R3RA o qualsiasi versione di R3R dà come risultato un’espansione della zona di non-inter¬ferenza. (HCOB 25 Giu 70 RA II)

            2. lo stato di Chiaro può essere raggiunto in Dianetics. Lo stato di Chiaro di Dianetics significa che il pc ha cancellato il suo caso di Dn o le rappresen¬tazioni tramite immagini mentali-, egli ha conseguito l’abilità di essere causa su materia, energia, spazio e tempo mentali sulla prima dinamica. (HCOB 24 Set 78 III)

            CHIARO SGANCIATO – KEYED-OUT CLEAR,
            1. quando trovate quali parole lock sono state legate alla GPM in questa vita o anche in vite precedenti e le sganciate (le destimolate) (le slegate dalla massa principale) le GPM ricadono nell’allinea¬mento appropriato e cessano di influenzare l’individuo. Questo crea un Chiaro sganciato. La condizione è valida poiché ora si possono affrontare le GPM una ad una (e non dozzine a dozzi¬ne) e si può facilmente percorrere sul prechiaro la Routine 6. (HCOB 17 Ott 64 III)

            2. questo è un Chiaro simulato, lo chia¬miamo Chiaro sganciato giustamente ma non è un Chiaro, è un liberato. La persona è stata liberata dalla sua mente reattiva. Ha ancora la sua mente reattiva ma non è dentro ad essa. E solo liberato da essa. (HCOB 2 Apr 65) [La seguente è una citazione dall’HCOB 4 Set 1978, pubb. Il; Il «Chiaro in Dianetics»: «Ho ora determinato che non esiste una cosa del tipo del Chiaro sganciato. C’è solo il Chiaro di Dianetics ed è un Chiaro». Leg¬gete quell’HCOB per avere dati completi sull’argomento.]

            CHIARO SIMULATO – SIMULATED CLEAR, lo abbiamo chiamato in modo molto appropriato «Chiaro sganciato-».. La persona è stata liberata della sua mente reattiva. Ha ancora la mente reattiva ma non è dentro ad essa. (HCOB 2 Apr 65)

            CHIARO SUL PRIMO SCOPO – FIRST GOAL CLEAR, una
            GPM una volta percorsa ci dà un Chiaro sul primo scopo. (HCOB 9 Lug 63)

            CHIARO THETA – THETA CLEAR, 1. una persona che opera esteriorizzata dal corpo e senza necessità di un corpo. (SH Spec 59, 6109C27)

            2. lo stato nel quale il prechiaro è in grado di rimanere con certezza all’esterno del proprio corpo quando esso viene ferito. (PAB 33)

            3. un Chiaro theta può essere definito come una persona che è causa sul proprio deposito reattivo che può creare o disfare a volontà. Con meno accuratezza, è una persona disposta a fare esperienza. Il Chiaro theta è stabile. (Abil 92M)

            4. Chiaro theta significherebbe chiarito dal corpo mest o chiarito sulla necessità di avere un corpo mest. (5206CM26A)

            5. vi sono due tipi di Chiaro theta, l’essere theta che è chiarito dalla sua necessità o coazione ad avere un corpo ed un essere theta che è chiarito su tutta la traccia. (5206CM26B)

            6. la definizione di base di Chiaro theta è: nessuna ulteriore necessità di condizioni di essere. (SH Spec 36, 6108C09)

            7. questo è un termine relativo, non assoluto. Significa che la per¬sona, questa unità di pensiero, è chiarita dal suo corpo, dai suoi engram e facsimili, ma può dirigere e controllare con sicurezza un corpo. (COHA, pag. 248)

            8. nel senso più ampio, significa non dipendere più dai corpi. (SCP, pag. 3) 9. un individuo che, come essere, è certo della propria identità distinta da quella del corpo e che normalmente guida il corpo dall’esterno, od esterio¬rizzato. (PXL, pag. 16)

            CHIARO-THETA CHIARITO – CLEARED THETA CLEAR,
            1. una persona che è in grado di creare il proprio universo; o che, mentre vive nell’universo mest è capace di creare illusioni, a volontà, percepibili dagli altri, di controllare oggetti dell’univer¬so mest senza mezzi meccanici e che non ha e non sente alcuna necessità di corpi o persino dell’universo fisico per mantenere l’interesse proprio e dei propri amici in esistenza. (Scn 8-8008, pag. 114)

            2. il livello successivo al di sopra di Chiaro theta (che è chiarito dalla necessità di avere un corpo). Tutti gli engram della persona sono stati trasformati in esperienza concettuale. Egli è Chiaro su tutta la traccia. Può veramente sviluppare cavalli- vapore. (5206CM6A) 3. una persona che ha il ricordo completo di tutto e la completa abilità come thetan. (Scn 8-80, pag. 59)

          • GB

            Marco non sto contestando queste parole di Ron. Sono d’accordo su ciò che sta dicendo.
            Quel che intendo è che al thetan gli sono state fatte “credere” quelle cose per poterlo mantenere nel corpo. Ed è stato fatto attraverso un implant. Questo Ron l’ha scoperto successivamente.
            Ron, negli anni ’60, dice esplicitamente che i Clear precedenti non erano stabili , in altre parole c’era solo un key-out. Prima c’erano i Clear di book one, erano release solo su questa vita, poi c’erano quelli per estererizzazione (Clear di colpo, i più instabili), poi release per quel che riguarda le vite precedenti… però instabili.
            Il motivo è che non si era ancora raggiunto il core della mente reattiva… tutto qua.

          • Marco

            GB nel commento precedente avevi detto delle cose diverse, dicevi che la dicotomia “Responsabilità-Forza” era un implant (GPM impiantato) e non semplicemente una dicotomia… mentre Ron nella conferenza spiega bene che è una dicotomia e che poi dice come risolverla (in parte) con l’auditing.

            E’ una conferenza che cade a fagiolo sull’argomento KRC, perché dice che aumentare la Responsabilità non è cosi semplice o automatico… e lo si vede molto bene, per esempio: quanta responsabilità è in funzione veramente per aiutare questo pianeta?

            E’ un tema a me molto caro… nella chiesa/setta Miscavige ho speso cifre allucinanti perché credevo veramente si potesse fare qualcosa al riguardo della sanità di questo pianeta (e della sua popolazione)…
            Come dire? Mi sono preso un po’ di responsabilità, credevo di star prendendomi un po’ di R (forse un po’ un mio bottone, forse), cercando di fare tutto il mio possibile (io sapevo solo lavorare nel mio settore industriale, mest, e/ma passavo “armi e munizioni” a difesa, o per la riconquista, della libertà a cui ha diritto l’uomo.
            Oltre che per l’affermazione del diritto di poter “tentare la strada verso la libertà spirituale” (il Ponte di LRH e collaboratori).

            Come anche scritto nel pezzo di LRH “Stivali nel cielo” (che ho quotato nel commento più sotto), la Responsabilità è una roba… beh, non è cosi semplice parlarne o capire quanta ne serve veramente… perché la R è in base alla consapevolezza e livello di tono, ecc. ecc. ecc.

            Dunque NON si tratta di Implant (Reali o installati), ma di azione: “giudicali dalle loro azioni”. Non dalle chiacchiere, mi vedrebbe da dire… “Giudicali dalle loro azioni” ci sta molto bene in questo argomento KRC… che è veramente un grosso ARGOMENTO: come si fa ad aumentare la Responsabilità? Aumentando la K-conoscenza… , ok. Ma è sufficiente, o ci vuole un qualche Quid in più?

            Riguardo all’argomento Clear: credo che nemmeno questo sia materiale cosi facile da definire, come sembra…
            Da come la esponi, a me verrebbe da dire qualcosa in più: c’è una scala gradiente di Clear! Ovvero: quanto Clear uno può diventare?

            Sl Diz. Tech. ci sono molte definizioni di Clear… credo siano gradienti di Clear… su su fino a “Theta Clear Chiarito”

            CHIARO-THETA CHIARITO – CLEARED THETA CLEAR
            1. una persona che è in grado di creare il proprio universo; o che, mentre vive nell’universo mest è capace di creare illusioni, a volontà, percepibili dagli altri, di controllare oggetti dell’univer¬so mest senza mezzi meccanici e che non ha e non sente alcuna necessità di corpi o persino dell’universo fisico per mantenere l’interesse proprio e dei propri amici in esistenza. (Scn 8-8008, pag. 114)
            2. il livello successivo al di sopra di Chiaro theta (che è chiarito dalla necessità di avere un corpo). Tutti gli engram della persona sono stati trasformati in esperienza concettuale. Egli è Chiaro su tutta la traccia. Può veramente sviluppare cavalli- vapore. (5206CM6A)
            3. una persona che ha il ricordo completo di tutto e la completa abilità come thetan. (Scn 8-80, pag. 59)

            Queste definizioni sono state fatte ben prima del 1966.

            Per esempio c’è anche questo HCOB qui sotto che non male…

            Serie del C / S n. 12 HCOB del 25 giu 1970 II
            “Glossario dei termini del C/S”

            def. di CHIARO DI DIANETICS:

            “Dianetics CLEAR: è uno stato.
            Ma non si raggiunge alimentando cognizioni alle persone, come è stato fatto a Los Angeles.

            Solo circa il 25% va Clear su Dianetics.

            Un Dianetics Clear o qualsiasi altro PC di Dianetics, ora va avanti attraverso i gradi di Scientology e sul corretto Clearing Course.

            La Dianetics Clear del libro 1 è stato chiaro di somatici.
            La definizione Libro 1 è corretta.
            Questi sono gli EP di Dianetics come da Tabella di Classe e Book 1.

            Il 25%, non di più, fa accidentalmente Dianetics Clear.
            Hanno ancora bisogno Expanded gradi inferiori per ottenere Scientology Clear.

            Diventare un Dianetics Clear non impedisce loro di avere i procedimenti di Power. Power moderna da alla fine totale EP”

            Oppure anche questa cosa:

            “Il comportamento di Clear e OT” 650618

            “Conosciamo gli attributi di Clear e Thetan Operante.
            Nella storia di questo universo non vi è mai stato un vero Clear o un vero OT.
            Ogni Clear mai incontrato in questo universo era un Clear keyed-out o un Release.
            Aveva ancora tutti i suoi bank, GPM e engram.
            Erano semplicemente keyed-out e non lo influenzavano.
            Lo sappiamo da molto tempo.
            Ogni Thetan Operante nella storia di questo universo era solo un keyed-out.
            Questo è sorprendente.
            Avevano ancora un bank completo ( GPM e engram)
            Questo bank può essere restimolato causando loro di indulgere in una cattiva condotta.
            Così non c’è mai stato in questo universo un vero Clear e anche non c’è mai stato un vero Thetan Operante.
            Tutti coloro che sono stati contattati sulla traccia o sulla storia avevano un bank R6 momentaneamente keyed-out.
            Questo è l’effetto Roller Coaster che uno incontra nella sua storia: OT, aberrato, Clear, aberrato, OT, aberrato ecc, a seconda dell’accidentale key-out o key-in del bank.
            Noi stiamo creando, per la prima volta nella storia dell’universo, veri Clear e veri OT, nessun bank.
            Si può accidentalmente fare OT key-out, nonchè un Release.
            E se non viene audito, anche in quella session, lui o lei rimarranno così.
            Il trucco è fermarsi quando si è ottenuto il risultato.
            Può essere fatale portare a termine la session in cui si ha ottenuto un Clear keyed-out (Release) o un OT keyed-out.
            Basta dire “Questo è tutto.” E stop.

            Oppure questa cosa:

            La strada verso Clear 650402
            La strada verso Clear è molto precisa e lo stato è oggi veramente raggiungibile. Thetan Operante è diversi livelli sopra Clear.
            Il Ponte da Clear a OT esiste già e si trova nel libro “La creazione della Capacità umana” nella Route I.

            Il libro “La creazione delle capacità umana” è del 1954

            Come vedi se ne è dette e ridette un bel po’…

            Io credo che una parola al riguardo la potrebbe dire Paolo. Cosi, giusto per chiarire questi due importanti argomenti (Responsabilità e Clear) …

            Paolo un tuo intervento servirebbe potrebbe aiutare.
            O comunque sarebbe interessante sentire l’opinione di una persona con grande esperienza.

            Grazie 1000

  14. GB

    Ho testato “Determinazione”. Funziona!
    Quindi le prime due domande del rud sono: “Ho una carenza di KRC?”. Oppure: “Recentemente ho avuto una carenza di KRC?”. La seconda: “Si tratta di una carenza di Conoscenza, Responsabilità, Controllo, Determinazione?”.
    Chi vuole provare?

    • Diogene

      Eureka! Bravo GB.
      Si trova anche in pasticche in erboristeria?
      Scherzi a parte, credo che di quella carenza soffriamo un po’ tutti in continuazione.
      Ma, tornando all’origine del post, su quale domanda dei ruds va verificato KRC? Oppure è un rudimento aggiuntivo?
      Lo scopo dei rudimenti è di togliere ARCX, PTP, O/W che impediscono al pc di iniziare la session con F/N e VGI e poi l’azione finisce lì.
      Per tale scopo andrebbe bene qualsiasi cosa che metta “in session” il pc. Perfino un caffè e un po’ di buona comm (lontano dai reg) se questo mette il pc a suo agio, così che l’auditor possa passare velocemente all’azione maggiore.
      Un rudimento con KRC non rischia di toccare corde più profonde nel pc e assumere così più l’aspetto di un procedimento che non “fly ruds” ?

      • GB

        Io ho notato che i ruds volano molto meglio aggiungendo KRC e, alla fine, l’F/N è più ampio. Le cognition che ho con KRC mi sono di grande utilità nella vita quotidiana. Nella mia esperienza lo trovo un buon rud. Forse, ma non è detto, le prime volte si deve andare a episodi precedenti simili, perché non lo si è mai fatto prima. Ma ho visto che l’F/N arriva con facilità.
        Se dovessi pensare a procedimenti di KRC proverei a utilizzare quelli di ARC nei Gradi e provare a trasporli su KRC. Sarebbero comandi ripetitivi. In tal caso sarebbe veto e proprio processing. Nei Gradi c’è qualcosa ma si potrebbe ampliare molti di più il processing su KRC.
        Piuttosto, dove collocheresti il rud di KRC? La successione attuale è ARCx, PTP, mW/H. In quale posizione lo inseriresti? Ovviamente io ho già fatto le prove 🙂

        • Diogene

          Dove collocherei il rud “Carenza di KRC”?
          Non mi ritengo un esperto tecnico, quindi vado per intuito.
          Lo proverei dopo ARCx e PTP perché ho la sensazione che mW/H come ultima risorsa tenda a pulire anche i precedenti ruds, specialmente se non hanno letto.
          Come osservazione generica sui ruds, considerato il fine di mettere in luce quel qualcosa che non permette nell’immediato che il pc sia “in session”, vedo il fly ruds come una batteria di domande indirizzate a colpire “quel” singolo impedimento. Se poi ne escono altri, ovviamente vanno puliti finché basta.
          Ma la mia teoria è che un medesimo episodio può avere aspetti diversi per il pc, cosicché una domanda di rud può risultargli più reale di un’altra ed è “quella” che legge.
          E’ abbastanza logico che, ad es. un ARCx o una sua componente diventi un PTP o viceversa. Così come un mW/H è un ARCx o un PTP, che è vero hanno strutture e origini differenti, ma dipende da come il pc lo vede o da che sfaccettatura lo interpreta. L’importante è che emerga quel tale episodio in restimolazione adesso, nella sua vita reale. Poi sarà il meter che fornirà indicazioni per eventuali “precedenti simili” e quindi l’auditor starà su quella linea.
          Sto soltanto facendo un ragionamento, ma la tech è copyright di LRH e la si studia, la si comprende e la si applica senza pensarci su troppo, come la GAT insegna.

        • paolo facchinetti

          Io manterrei conoscenza, responsabilita, controllo senza “determinazione”; puo’ funzionare anche determinazione, ma non diventerei troppo fantasioso. KRC e’ un triangolo e di per se’ completo. Penso che ad un certo punto del ponte o della propria evoluzione tramite l’auditing sia piu’ importante fare fly il triangolo di KRC piuttosto che ARC, ma naturalmente uno non esclude l’altro. Sicuramente KRC e’ il triangolo superiore. Io preferisco usare comunque la parola “rottura” piuttosto che “carenza”. Come per il triangolo di ARC ci possono essere vari livelli di “rotture” espresse piu’ appropriatamente da termini differenti, ma bisogna usare un termine solo ed e’ sempre stato usato “rottura”.

      • GB

        È un rud aggiuntivo.

        • paolo facchinetti

          GB, lo inserirei sicuramente nel solo auditing. Stabilire un punto preciso e’ impossibile. Diciamo che dovrebbe essere un’acquisizione di consapevolezza personale. Comunque in auditing esiste il fatto di percorrere cio’ che legge e quindi non c’e’ nessun rischio a verificare KRCX a qualunque livello, ma direi che dovrebbe essere limitato al solo auditing

          • GB

            Sono d’accordo. Su di me ho visto che funziona bene dopo PTP prima di mW/H, come ha intuito anche Diogene.
            Ho letto il briefing n.9 di Bull Robertson e ho visto che lui lo inserisce dopo ARCx prima di PTP, ma non spiega il perché.
            Io l’ho inserito dopo PTP perché nel mio caso i problemi del tempo presente riguardano il lavoro e KRC mi aiuta a trovare una soluzione concreta.

  15. Marco

    PDC – La Scala DEI dell’11 Dicembre 1952

    “Potresti prendere un preclear per il coppino e tenerlo lassù in alto e sbattergli la testa contro il muro usando queste tecniche sino a che lo chiarisci – se lo fai cominciare su questa linea non devi nemmeno spiegargli nulla.

    Alla fine ci arriverà: ma non uscirà mai da questo universo con il tuo aiuto. Non ne uscirà mai.

    Lui uscirà da questo universo se tu gli farai recuperare abbastanza forza per prendersi responsabilità di quello che sta accadendo.

    Non c’è nessun trucchetto nascosto da usare, non c’è nulla di diverso che lui deve pensare, niente in cui lui debba credere che abbia la minima importanza per procedere in questa direzione.

    E tu lo puoi far salire in modo alquanto artificiale, ma quello che veramente stai facendo è fargli indossare questi stivali.
    Deve indossare questi stivali e gli devono calzare bene: questi stivali si chiamano Responsabilità.

    La capacità di maneggiare la forza e prendersi la responsabilità per il suo utilizzo, la capacità di creare e maneggiare uno spazio di qualsiasi dimensione e prendersi la responsabilità per maneggiarlo.

    Tu gli stai facendo un brutto scherzo; lui pensa che sta semplicemente saltando qua e là tra le erbacce, che si sta nascondendo in mezzo ad esse e così via e dice: “Va bene, questa è solamente un altro modo per nascondersi!” Tu invece lo hai preso per le gambe e inizi a tirarlo fuori.
    E cosa succederà? Alla fine dovrà mettersi in piedi.
    Lui sarà là alla piena luce del sole, completamente visibile prima che possa andare da una qualsiasi parte.

    Lui dovrà essere capace di prendersi responsabilità per tutte le cose, per tutte le cose che desidera sino in cima… e per tutto lo spazio, prima che possa andare da una qualsiasi parte.

    E così c’è quella scala che va su… e scopriamo che c’è una grandezza che deve crescere nella persona.
    E se non vedi quella grandezza crescere, allora lui non è sulla via d’uscita.

    L. Ron Hubbard

  16. GB

    “Autodeterminazione è localizzare materia ed energia nello spazio e nel tempo; o creare spazio e tempo nei quali localizzare quello che uno crea in quanto materia ed energia”.
    Marco mi sembra implicito che sviluppando la Determinazione si sviluppi la padronanza della forza. Non dovrebbe essere così?

    • Marco

      GB per risponderti, ti dico cosa penso usando le parole di LRH (prese dalle conferenze che già ho postato nei commenti precedenti).

      “E così che cos’è la piena responsabilità?
      Sarebbe piena “padronanza” sulla forza.

      Non pieno impiego della forza; quella è una cosa diversa, il pieno impiego della forza sarebbe l’abbandono di qualsiasi tipo di etica, perché invece: l’etica è essenzialmente “una giusta stima della forza”.

      Potreste dire che una cultura, una società, e ogni individuo, per la propria razionalità dipende da: una corretta stima della forza.

      Per questo dietro alla forza voi avete, in modo molto più potente, ciò che valuta la forza, e questa nell’universo MEST è: la ragione. Che può esprimere solo un thetan.

      Riabilitate l’azione, dunque.

      Non rifiutate l’azione solo perché dite che l’Homo sapiens non può servirsi della forza… “la forza non serve a niente. La forza non ha mai risolto nulla per l’Homo sapiens…”

      Tuttavia, invece, essa risolve le cose per il thetan.
      Un thetan è indistruttibile.
      E’ perfettamente in grado di servirsi della forza.”

      Si può riassumere dicendo che: “va riabilitata la capacità di agire (uso della forza) usando la ragione, essendo capaci cioè di fare “una corretta stima della forza”.

      Le parole chiave sono “essendo capaci di fare una corretta stima della forza”.
      Quando si arriva ad usare la forza in quantità ed in modo corretto (etico)? Credo molto avanti nel Ponte, che secondo me comprende anche lo Studio, lo Studio delle dinamiche, della vita.
      E anche lo studio/comprensione/consapevolezza di come si dovrebbe esistere; e/o di quale dovrebbe essere la corretta condizione di esistenza di un Thetan… compreso capire dove, in quale universo (va bene l’universo Mest? O esistono altri universi migliori dove esistere?)

      Da quel che io capisco, LRH dice (in tanti materiali) che NON puoi “andartene” (uscire dal gioco delle dinamiche: libertà spirituale) finchè non le hai ben bene allineate e riparate (le dinamiche, la vita)…

      Cosa intendo? Che una persona può anche decidere di “andarsene” (con l’auditing), ma ce l’ha farà veramente senza prima essersi occupato delle dinamiche? Ovvero aver applicato KRC nei confronti delle dinamiche tutte?

      Lui a livello di thetan in che condizioni è nei confronti di questo gioco della vita? Può essere che ha causato danni (magari nella traccia ha intrappolato lui stesso una quantità importante di thetan) che prima di andare via, deve riparare (condizione di rischio: “riparare al danno commesso”)?
      Quanta KRC deve applicare prima di poter “mollare tutto”?

      E cosa succederà?
      Alla fine dovrà mettersi in piedi.
      Lui sarà là alla piena luce del sole, completamente visibile prima che possa andare da una qualsiasi parte.

      Lui dovrà essere capace di prendersi responsabilità per tutte le cose, per tutte le cose che desidera sino in cima… e per tutto lo spazio, prima che possa andare da una qualsiasi parte.

      E così c’è quella scala che va su… e scopriamo che c’è una grandezza che deve crescere nella persona.
      E se non vedi quella grandezza crescere, allora lui non è sulla via d’uscita.

      Va beh, ma questo è un discorso che mi è sfuggito di mano… è già andato troppo in là… al prossimo argomento dopo la giusta applicazione di forza per avere un corretto triangolo di KRC.

      Scusami se ho esagerato.
      Grazie 1000 per l’interessante chiacchierata.

      • GB

        Vedi Marco, quando io faccio il rud di KRC poi ho delle cognition molto utili e mi sento molto propenso verso l’azione. Mi offre una direzione chiara su come orientare le mie azioni.
        Sono d’accordo con quanto dici e penso che il rud di KRC sia di verso quella direzione.

        • Marco

          WVD GB, quello che dici mi è molto reale… credo sia veramente un buon modo per aumentare ed aumentare ed aumentare sempre più il triangolo… che poi darà più auto e pan-determinazione. Che è poi lo scopo finale di valore di tutto l’auditing.
          Grazie

  17. Gambastorta

    L’ultimo ad arrivar fu Gambastorta…
    Ho provato ripetutamente e con attenzione il triangolo superiore KRC e visto che per ora è sperimentale e soggettivo, ho anche io le mie differenziazioni da condividere.
    Mi è tanto spontaneo chiamarlo con “Rottura”, anche se ho provato con “Carenza” e altre parole. Siamo così abituati a “Rottura” che è quasi un peccato differenziarlo. Però ad onor del vero ho trovato che nel mio caso mi legge di più e meglio se chiedo per “Strappo”. Però non strappo di KRC ma “c’è uno Strappo di Conoscenza, Responsabilità, Controllo?” e solo nel formularli mentalmente ho la lettura se si tratta di K, R o C (anche dove non leggeva l’insieme “KRC”).
    Questa procedura è normalmente inserita nel mio quotidiano di Solo, bastano pochi secondi con le lattine, ci sparo lì il triangolo di KRC, e come capita per i Ruds ordinari la mente (in Solo), indirizzata dalla lettura, va subito al dunque, e, assicuro, finora ho sempre realizzato qualcosa (cog) a mia stessa sorpresa. Ad esempio, un’azione mi ha letto su “Responsabilità Imposta” ed ho realizzato che si trattava di “Imposta” da me! quando da anni pensavo una imposizione della società.
    Inoltre ora, quelle rare volte che mi legge ARCX mi legge con “strappo in ARC”… forse potenza della suggestione (della mia suggestione). Ho anche osservato che le novità leggono meglio… forse proprio perché sono novità e le cose più “vecchie” diventano di routine e forse non c’é più la giusta attenzione.
    Anche a me sembra che il triangolo superiore stia bene così senza trovarci la conclusione che significa Potere, o Casualità, o Determinazione. Ci ho riflettuto ed ho pensato che essendo il triangolo “superiore” rispetto a quello “inferiore” mi è naturale pensare che ambedue conducono a Vita, che é Comprensione. Ma nessuna di queste conclusioni mi ha mai letto. KRC singolarmente legge e questo è ciò che conta.
    Pensando a cosa debba avvenire per impedire il corretto fluire di K, R o C, (la carica che supporta la nostra lettura al meter), possiamo trovare una scala di valori che partendo da Corretto Fluire scende con Riduzione, Carenza, Strappo, Rottura, Distruzione, ecc. in una scala comunque soggettiva. A me legge Strappo. Ognuno se li prova e trova quello più idoneo alla sua identità.
    Di sicuro è molto buono per ripulire le sedute in Solo, o per interrogarsi quando ci si sente qualcosa di strano addosso. Il mio tavolo di auditing è pieno di appunti su procedure che hanno funzionato e che possono tornare utili durante il Solo (qualunque livello si stia facendo) ed ora in cima alla pila di fogli troneggia la “KRC Procedure”.
    Gambastorta

    • Benvenuto tra i commentatori del blog Gambastorta.
      Ricordo che negli anni precedenti al “golpe” della Nanetto & C. era prassi comune sperimentare progetti pilota tesi a verificare bontà ed efficacia di procedimenti di studio e auditing. Lo spirito pionieristico era ancora ben presente e non vi erano preconcetti e preclusioni all’opera. Funziona? Bene adottiamolo, non funziona? Avanti un altro! Mi fa molto piacere che da noi si sia ristabilito questo modus operandi, spolveriamo via le ragnatele che hanno la pretesa di soffocare e pervertire Scientology!
      Possiamo farlo e lo stiamo facendo, qui c’è abbastanza competenza, capacità, esperienza e dedizione per ottenere un prodotto efficace.
      Stiamo ridando speranza e sollievo!
      Grazie ragazzi.
      Guido

    • GB

      Benvenuto Gambastorta (cosa ti sei strappato eh?! 🙂 Scherzo)
      mi fa piacere che tu abbia avuto i tuoi successi con quel Rud e grazie dei tuoi contributi!

      Per concludere questo argomento vorrei trarre alcune conclusioni:
      1) L’idea di questo Rud è stata del Captain Bill Robertson (io non lo sapevo). E’ giusto riconoscere questa originazione. Molti in Scientology, come poi ho scoperto, ci avevano pensato, ma pochi l’hanno fatto. Io sono tra quelli che, dopo averci pensato, l’ha fatto. Questo dato, in definitiva, conferma la bontà del procedimento, che nei livelli superiori delle Ron’s Org viene applicato regolarmente. (Io so poco e niente di quello che fanno là).
      2) KRC, molto probabilmente nel suo insieme è Power. Queste parole di Ron sono inequivocabili: “Accrescendo gradualmente ogni angolo del Triangolo di K-R-C, ignorando le sconfitte e rendendo stabili le vittorie, un Essere alla fine scopre il proprio POTERE e la propria padronanza della vita. Vale la pena di conoscere il secondo triangolo del simbolo di Scientology. L’interazione migliore si ottiene quando lo si usa con grande A-R-C. A quel punto i due triangoli si congiungono”. Anche Paolo C/S, con cui ne ho parlato, mi ha confermato questo dato. Il triangolo di KRC è descritto in un bollettino per gli executive, e in quei bollettini Ron non fa altro che parlare di Power. Possiamo non essere completamente d’accordo (ad esempio, a me piace molto la parola “Determinazione”), ma in definitiva, facendo il Rud si riconosce un fatto: quella sensazione che TU PUOI. Ognuno di noi l’ha provata anche con altri procedimenti, in definitiva Power è questo. Poi possiamo discuterne quanto vogliamo (anche con il rischio di creare malcomprensioni).
      3) Power può divenire un problema? Dipende da come lo usi. Ron è chiaro anche su questo: “L’interazione migliore si ottiene quando lo si usa con grande A-R-C”.
      4) Break è una parola inglese che può essere tradotta in vari modi. Ad esempio, al giorno d’oggi nell’assessment di ARCx si usa “impedita” piuttosto che “inibita” come si usava in passato. E’ sempre la traduzione di “Inhibited”. Un termine può leggere meglio di un altro. Questo ci dice che il meter risponde al significato soggettivo che diamo al quel termine e che un termine può aiutarci meglio di un altro a fare As Is. Credo che la cosa migliore sia di parlarne con il proprio C/S e trovare un accordo utile e vantaggioso per il nostro auditing.
      5) Il Rud di KRC spinge all’azione. Si hanno delle splendide Cog con questo Rud che ci mostrano chiaramente COME ci stiamo “inturbolando” (parola terribile) e COME gestire una determinata situazione. Quindi NON FATELO SE NON SIETE DISPOSTI A PASSARE ALL’AZIONE. Altrimenti vi create dei problemi di ordine Etico 🙂 .
      Un caro saluto a tutti!

    • Libero

      Per me uno dovrebbe porsi la domanda: “una incapacita?” e dopo: “era in controllo? Era in responsabilità? Ect…

    • Libero

      E anche l’item “diverso” molto restimolativo per gli OT VII che hanno attestato da poco. E che molto ha a che fare con KRC…

  18. Diogene

    GB al punto 3 del suo ultimo commento scrive:
    “Power può divenire un problema? Dipende da come lo usi. Ron è chiaro anche su questo: “L’interazione migliore si ottiene quando lo si usa con grande A-R-C”.
    La domanda è pertinente e la risposta contiene quella precisazione di Ron che quando viene ignorata conduce ad un “abuso di potere” tale da portare sicuramente al disastro.
    Quindi non basta, anzi è pericoloso, fermarsi alla prima parte dove Ron espone il concetto di Power con queste parole:
    “Accrescendo gradualmente ogni angolo del Triangolo di K-R-C, ignorando le sconfitte e rendendo stabili le vittorie, un Essere alla fine scopre il proprio POTERE e la propria padronanza della vita. Vale la pena di conoscere il secondo triangolo del simbolo di Scientology.”
    Questo è ciò che attuano i dittatori e le persone che confondono il Potere con il Dominio. La storia insegna che tutti questi hanno fallito o, per quanto a lungo resistano, sono destinati al fallimento.
    Per essere compreso, devo portare l’esempio al suo eccesso.
    Aiutatevi immaginando un Hitler, un Napoleone, un Alessandro Magno…
    La K di Conoscenza viene sostituita da Assoluta Certezza, nessun dubbio riguardo alle proprie decisioni, nessuna importanza relativa…
    Lui si sente giustificato nel suo senso di superiorità e quindi nel suo uso del Potere, perché presume di assumere Completa Responsabilità, senza obbligo di attribuire le giuste cause ai suoi risultati.
    Lui è totalmente sicuro e responsabile delle sue decisioni. Qualsiasi effetto lui ottenga, lo affronta di nuovo con sicurezza e responsabilità.
    Lui comanda, lui non sbaglia mai. Lui è sempre al punto Causa.
    Non sono gli errori e le sconfitte che lo portano alla rovina,
    E’ il fattore Controllo.
    Non si tratta solo di tenere sotto controllo il MEST e di piegarlo ad una volontà “superiore”. E’ difficile, ma dimostrabilmente possibile.
    Per controllare gli Esseri Umani bisogna sapersi destreggiare con la Comunicazione. Ogni tipo di Comunicazione, qualsiasi cosa che faccia avviare, cambiare o fermare qualsiasi altra cosa.
    Ma non esiste in questo universo la Comunicazione Perfetta, non c’è alcun modo di ottenerla.
    Allora nel Triangolo di KRC il lato del Controllo coincide col lato della Comunicazione del Triangolo di ARC e lo condiziona.
    L’uomo al potere cerca di dominare gli altri usando in qualsiasi maniera possibile la comunicazione, ma può disporre soltanto di bugie, dei sottoprodotti della verità, soprattutto quando arriva al punto di usare comunicazioni fisiche di infimo livello, quali punizioni e soprusi.
    Se il mio ragionamento è giusto, possiamo concludere che il Triangolo di KRC non si espande oltre un certo limite senza rivoltarsi contro il thetan stesso, che invece fonda la sua esistenza (consapevole di essere consapevole) sulla base di Affinità. Realtà e Comunicazione.
    Quindi deve esserci un punto ottimale sull’ipotetica scala della capacità umana, dove KRC e ARC restano in equilibrio per poter funzionare bene contemporaneamente.
    Dedicare la vita alla ricerca del solo potere, significa (ovviamente) rinunciare alla Comprensione illudendosi di esserne al di sopra.

    • GB

      “Quando il potere dell’amore supererà l’amore per il potere si avrà la pace”.
      Jimi Hendrix

    • Marco

      Bravo Diogene, interessante commento…
      Mentre la leggevo mi hai fatto riflettere sul fatto che NON mi sembra possibile che i dittatori che hai citato siano sul/dentro al triangolo di KRC (o meglio che probabilmente esiste una scala di KRC).
      Come’è possibile comportahttps://wordpress.com/comment/lareception.wordpress.com/17539rsi/essere un dittatore e avere “IN” il triangolo KRC?!
      E infatti mi è sovvenuto: ma la K di conoscenza non è legata indissolubilmente con il triangolo ARC?
      ARC = Comprensione. E… cos’è la K / Conoscenza se non è conoscenza Compresa? Dunque forse la Comprensione è indissolubilmente legata a Conoscenza compresa: K .
      Dunque una vera e propria K non può essere slegata da ARC…

      Ovviamente però c’è una scala di ARC e dunque probabilmente c’è anche una scala di KRC… ovvero forse ARC e molto molto legata a KRC, si accompagnano su e giù nella scala.
      E qual’è la posizione dei dittatori in questa scala? Credo sia a livelli peggiore di quella degli animali feroci.

      • GB

        Ottima intuizione Marco!
        Infatti, nell’assesment delle rotture di ARC noi utilizziamo la scala da Curioso a Rifiutata, ma la scala completa parte da Conosciuta. Ed è molto interessante usarla al completo: Conosciuta, Ignorata, Di cui eri curioso, Desiderata, Imposta, Inibita (o Impedita), Nessuna, Rifiutata… È, alla fine, poi c’è chi aggiunge Falsa.
        Se provate a usarla vedrete che a, volte, ci sono letture anche su Conosciuta oltre che su altri punti della scala. Questo che cosa ci dice? Che se abbiamo una lettura su Conosciuta, in un assessment per una ARCx o KRCx, può trattarsi di una conoscenza soppressa o invalidata, ma la lettura potrebbe essere accompagnata anche da una read su Inibita, Nessuna o Rifiutata e…. per scoprire che alla base della rottura c’è un Overt!

  19. paolo facchinetti

    KRC contiene naturalmente ARC altrimenti non è KRC ma pseudo conoscenza,pseudo controllo e pseudo responsabilità. I due triangoli non sono rappresentati graficamente in parallelo ma uno, ARC, che sta sotto e “penetra” quello che sta sopra KRC. Non ci può essere KRC senza ARC ma quando “entriamo” in KRC ci troviamo in una dimensione superiore.

  20. Diogene

    Grazie per gli interventi. Sulle cose ovvie abbiamo tutti ragione.
    Come avrete notato già da un po’, i miei commenti tendono ad essere piuttosto provocatori proprio per stimolare i lettori a dire la loro.
    Avevo preavvisato che avrei portato un esempio “all’eccesso”. E’ un metodo che spesso fa vedere meglio le cose, perché le amplifica oltre la normalità.
    La mia intenzione era di mettere in evidenza la “pericolosità” della ricerca di Potere, il Power così tanto decantato come obiettivo in alto sulla scala delle condizioni di esistenza e promesso come raggiungibile nella CoS.
    Anzi loro propongono il SUPERPOWER e accettano CHIUNQUE a qualsiasi livello di Caso purché paghino delle cifre esorbitanti. Cifre oltraggiose per gli staff dedicati che sopravvivono a riso e fagioli, nonché per tutti quei pc o pre-OT costretti a ricorrere ai prestiti bancari per proseguire sul Ponte.
    Evidentemente stanno passando il messaggio che POWER = Soldi = Prevaricazione = Intenzione di Comando = Pretesa Superiorità Morale = Chissenefrega del Prossimo Sfigato = io c’ho il Diploma della CoS.
    Forse vi state chiedendo: cosa c’entra col Triangolo di KRC? Noi non siamo così! Non aspiriamo a diventare leader indiscussi o ricchi schiavisti.
    Buon per voi. Ma la tentazione di diventare “tanto potenti da superare qualsiasi barriera” è nel DNA di Scn. E’ il suo lato oscuro, affascinante ma rischioso, se non viene compreso nelle sue dinamiche.
    In KRC, per il thetan, la Conoscenza sarà sempre insufficiente, la Responsabilità sempre scarsa, il Controllo sempre impossibile, perché solo così il gioco in questo universo può continuare all’infinito.
    A differenza di ARC, che sono componenti naturali del singolo Thetan e dunque si influenzano “gradualmente” in relazione col MEST e gli altri Thetan, il Triangolo di KRC ha più probabilità di svilupparsi in modo irregolare, sbilanciato nelle sue componenti.
    ARC deve sorreggere e correggere KRC, altrimenti possono generarsi falsi miti, tipo “l’uomo forte che non deve chiedere mai” o “il sapiente che tutto sa e tutto sistema”… Forti attrazioni per i più ingenui. Esistono.
    In questo senso, molti OT (manipolati e promossi dalla CoS) sono messi a rischio, come dei gladiatori con le armi spuntate.

    • GB

      “La tentazione di diventare “tanto potenti da superare qualsiasi barriera” è nel DNA di Scn. E’ il suo lato oscuro, affascinante ma rischioso, se non viene compreso nelle sue dinamiche.”
      Secondo voi, questa ricerca del Power come descritta da Diogene, potrebbe essere una drammatizzazione?

      • Diogene

        GB, aspetto con grande interesse che altri rispondano alla tua domanda, peraltro ben posta, perché si aprirebbero scenari inconsueti da esplorare a livelli diversi.
        Ad esempio, noi (pronome inteso come Genere Umano) non stiamo forse drammatizzando l’idea della perdita di un Paradiso Originale?
        O forse la reale perdita di un Luogo Casa dove tutto sarebbe possibile? La ricerca ossessiva del Potere per il Potere non è una malinconica drammatizzazione della Caduta degli Dei?
        E perché ne siamo attratti e spaventati allo stesso tempo?
        Mi fermo qui, senza dare risposte, perché ognuno sia libero di trovare le sue.

        • Eccellente intuizione, la tua, caro Diogene. La struggente sensazione di un perduto Shangri La, proveniente dagli eoni del nostro tempo, lambisce gli strati inferiori della nostra consapevolezza e ci può far indulgere in nobili tristezze, rimpianto e rammarico per quella caduta degli dei di cui tu parli. Oppure, poco auspicabile ma agente causale per molti, rabbiosa e incomposta reazione al riflesso dello specchio di Dorian Grey. Sono quasi le tre antelucane, la quiete della notte porta consiglio, o coniglio (bianco, amico di Alice).
          Guido

          • Diogene

            Oh, il mitico Bianconiglio!…
            E a proposito di mitico… cosa sono i miti se non “drammatizzazioni” di lunga durata? Miti epocali, la cui origine o verità si perde nelle devianze dei tempi, ma che restano impastati nei nostri intortamenti paradigmatici.
            Anche in Scn avverto il pericolo dei “falsi miti”, drammatizzazioni tipiche delle culture di massa. Oggi diremmo: verità virtuali immesse in realtà virtuali. Lo scorrere del tempo sembra azzerato, non più da immagini fisse in un remoto passato, bensì dalla rapidità dei cambiamenti.
            Adesso va di moda il “tutto e subito”? Scn si adegua: “OT in un colpo solo”, carta di credito, prego. Transazione di $apienza effettuata.
            Occorre discernimento e buon senso per non restare agganciati al treno delle illusioni, che pure sono divertenti e a volte ispiratrici, ma è meglio vivere i propri sogni coi piedi ben posati a terra, sapendo che i nostri sogni sono creature nostre e che però è una terra solida, direi consolidata, che serve ai piedi per camminare senza incertezze.
            Un passo dopo l’altro, e occhio alle buche.

    • Marco

      Diogene, adesso hai veramente deciso di provocare… 😉

      La 1° parte del tuo commento (una filippica!?) è spudoratamente provocatoria, perchè tu sai bene che il “punto di vista” che esponi (e che GB ha evidenziato) è l’atteggiamento di un’organizzazione… per delinquere… tale è l’org. che ha plasmato D. Miscavige.

      DM ha corrotto e alterato cosi tanto la filosofia (oltre che i procedimenti) di SCN da averla fatta diventare una dottrina ad uso e consumo di un’organizzazione che è poi gradualmente, pian piano, diventata una setta assatanata di “Potere materiale”. Ma è l’evidenza più evidente che lui è uno spudorato bugiardo (a dir poco), perchè non si sta più parlando si spiritualità… Infatti tutto questo materialismo è il più lontano possibile dalla strada dello spirito che cerca la libertà dalla materia…
      L’obiettivo che cerca lo spirito è meno materia, non più materia, o più possedimenti (ricordo che Richard lo spiegava molto bene anche tecnicamente: “il possesso di più materia, troppa, inchioda il thetan nell’universo fisico…” +/- cosi diceva). E’ una cosa molto facile da capire…

      “Quanto si può andare in accordo con il Mest? Cosi tanto fino a diventare Mest.” (da qualche parte lo ha detto LRH).

      Però Diogene non capisco bene questa tua frase…
      “In KRC, per il thetan, la Conoscenza sarà sempre insufficiente, la Responsabilità sempre scarsa, il Controllo sempre impossibile, perché solo così il gioco in questo universo può continuare all’infinito.”
      A me pare più uno sfogo di qualche tipo… che non una cosa in cui tu credi.
      Io penso invece che la Knowledge può crescere… fino a… beh, si vedrà; ma credo che audendo e audendo e audendo, un livello dopo l’altro, si potrà pian piano arrivare a una specie di thetan nativo, con anche un pò di onniscenza nativa, ma con in più una esperienza… : “e voi non sarete mai più come prima… perchè non sarete mai più cosi tanto stupidi (come eravate all’inizio)”

      Sono assolutamente d’accordo invece, e qui c’è il Diogene che conosco, su questo che dici : “ARC deve sorreggere e correggere KRC, altrimenti possono generarsi falsi miti…” e per me a questo punto tutto quadra, ovvero non c’è molto altro da aggiungere (è la stessa cosa che dicevo anch’io nel mio commento precedente).

      • Caro Marco, a proposito di KRC insufficienti penso che se si raggiungesse la totalità avremmo un as-is … e scompariremmo! Per fortuna che gli assoluti sono inottenibili!
        Guido

        • Diogene

          Marco, la risposta di Guido tira le somme di ciò che ho inteso dire con l’affermazione che ti ha lasciato perplesso.
          ARC e KRC si alimentano con l’incontro Theta-Mest. Non hanno senso (almeno a rigore di logica) al difuori da questo universo. Al di là del sensibile (ma se qualcuno c’è stato potrebbe correggermi) sarebbe un’altra storia, suppongo un diverso piano di esistenza.
          Per quanto ci riguarda, se al di sotto di KRC deve starci ARC, ben al di sopra deve starci il Buon Senso.
          La vera Etica è prerogativa degli Angeli.

          • Marco

            Guido, io non ho veramente capito bene a cosa ti riferisci quando dici “… a proposito di KRC insufficiente… ” !? Forse non è riferito a me, ma alla discussione in generale…
            Cmq in effetti hai “beccato” un mio dubbio (o rammarico) al riguardo del quantum… : quanta KRC è necessaria ad una persona per sentirsi soddisfatto nel rapporto con il triangolo? Credo questo sia anche l’intento di GB nel implementare dei rudimenti anche sul triangolo KRC…

            A vedere come stanno andando le cose a livello sociale (una delle dinamica) è indubbio che ce ne sia molto poca in funzione…

            Può venire il dubbio (a me è venuto) che quella che applicano gli scientologist non sia sufficiente (intendo dire che “svuotare il mare con un secchiello” non è sufficiente) a causa di una disparità di numeri percentuali: molto Entheta in azione nella 3/4° din. ; poco % di Theta in azione a contrasto… questo a causa di pochi OT in action, pochi in quantità numerica.

            Ovvero la quantità di gente OT in azione è ancora molto molto dispari (“dis-pari”).
            Si, io ho (o forse avevo, ho un cambiamento di opinione in corso) l’idea che ci sia poca KRC applicata… ma cmq Guido stai tranquillo che non ce ne sarà cosi tanta da ottenere una scomparsa… ;-( molto più probabile che ci sia una partenza (degli OT verso altri ambiti/ambienti).

            Diogene, quello che scrivo a Guido è parte di quello che volevo dire anche in risposta a te…
            Ma cmq io voglio ribadire/sottolineare che secondo me invece ci potrebbe/dovrebbe essere un pò più di KRC in azione, quanto meno tanta quanta ne servirebbe affinché ci fosse una condizione sociale un pò meno drammatica… (l’altra sera ho visto le Iene che documentavano il Genocidio dei Rohingya in Myanmar, con Suor Cristina nei campi profughi …
            https://www.iene.mediaset.it , una cosa che mi ha fatto riflettere molto al riguardo della labilità della mente umana: come si può arrivare a comportarsi in quel modo?! Io credo dipenda dalla smemorizzazione (implant area tra le vite, o quel che è), in accoppiata alla labilità del corpo umano, pochi neuroni e cosi fragili, una creazione cosi debole voluta dagli Elohim. Secondo me “l’arnese/corpo umano” l’hardware di cui disponiamo è volutamente costruito debole, veramente una fetecchia… anche riguardo la mente (neuroni e quant’altro), oltre che di capacità, durata, resistenza alle malattie, ecc. ecc. , ma questo è un’altro discorso).

            Perché, come dici, non è possibile più KRC? Oppure, perchè non è perseguibile averne di più, tanta quanta ne servirebbe?
            Forse è una cosa che abbiamo già dato per irraggiungibile?
            O forse temiamo che se ne usiamo troppa “le cose scompaiano” (come ironicamente dice Guido)?

            Secondo me, molte sconfitte nella vita danno questa idea che più KRC non è possibile!?
            Ecco credo sia questo il sentimento, la sensazione a cui ti riferisci… “in base alle sconfitte è ovvio che NON è possibile fare di più, allora perché darci cosi tanto pena?”

            Ora da scientologist avanzati cerchiamo di andare al succo del discorso: di sconfitte i thetan ne hanno indubbiamente avute tante… fino alla quasi totale perdita della consapevolezza di sé… questo a causa di una guerra persa (o forse di una serie di guerre perse), che si è conclusa con una reclusione dentro ad un corpo umano (in un pianetino ai margini della galassia, usato come discarica di Esseri geniali e criminali)…

            Ma noi però… ecco il punto: noi scientologist sappiamo che abbiamo perso la guerra (lo sappiamo perché lo abbiamo realizzato in auditing e anche per una migliore capacità d’osservare) e che la capitolazione finale è stata “intrappolato dentro ad un corpo di carne” …

            Ma se lo sappiamo… non è allora obbligatorio tentare di fuggire dal campo di concentramento? Cosa significa continuare a rimanere intrappolati senza tentare di fuggire? Significa poca Responsabilità e poco Controllo… fino al punto di perdere la K di conoscenza. Ovvero fino al NON percepire più che siamo intrappolati in un limitato/limitativo corpo di carne… !?

            Dunque, che fare? Bah, secondo me è meglio tenere vivo il triangolo di KRC e provarci e provarci e provarci.
            Quanto meno parliamone… in modo che non ci dimentichiamo in che trappola siamo finiti… tenere viva la consapevolezza acquisita in auditing e nello studio, è importante tanto quanto ad evitare che una vittima scivoli nella “Sindrome di Stoccolma” (Wikipedia: Con l’espressione sindrome di Stoccolma si intende un particolare stato di dipendenza psicologica e/o affettiva che si manifesta in alcuni casi in vittime di episodi di violenza fisica, verbale o psicologica. Il soggetto affetto dalla Sindrome di Stoccolma, durante i maltrattamenti subiti, prova un sentimento positivo nei confronti del proprio aggressore che può spingersi fino all’amore e alla totale sottomissione volontaria, instaurando in questo modo una sorta di alleanza e solidarietà tra vittima e carnefice. )

            LRH da sempre ci ha fatto riflettere su “tu sei uno spirito immortale, il creatore delle cose. E possibilmente potrai tornare consapevole di te e degli altri.. (probabilmente poi trovando poi un equilibrio tra Theta e Mest, ecc. ecc. ) “.

            C’è però dell’incertezza che tutto questo sia reale, esista e sia raggiungibile!?
            Si, vero, anch’io non ho ben presente “dove si andrà a parare dopo la conclusione della pulizia del contenitore mente (che compulsivamente di portiamo dietro), che ci inchioda a questi bassi livelli di esistenza… ” .

            Ma ho un’intuizione, tipica dello scientologo, che dopo il lavoro di pulizia mentale (magari ci si libera poi anche del contenitore), si potrà Essere/Fare/Avere ad un altro livello.
            E ci vuole veramente poca fantasia nel pensare che potremmo poi senz’altro avere un po’ di più giustizia; e che ci potrà essere un po’ di più gioia del prossimo, che ci potrà essere… “Ci sono gioie che nessuna gioia del passato a mai eguagliato” (+/- cosi LRH).

            Va beh, magari l’ho tirata un po’ lunga; ma il senso è: si può fare… come no!? Certamente si!!! Cos’altro c’è di più importante se non provarci?

            Scientology 8-8008 (pag. 272)

            “Nella sua forma migliore, la logica è razionalizzazione.

            Tutta la logica è infatti basata sulla circostanza che un Essere, che è immortale, stia cercando di sopravvivere.
            Un essere immortale che lotta per sopravvivere rappresenta immediatamente un paradosso.

            Un essere immortale deve essere persuaso che non può sopravvivere, o che non sta sopravvivendo e che potrebbe diventare un niente, prima che presti qualsiasi attenzione alla logica.

            Per mezzo della logica, può allora stimare il futuro.
            La logica e la sopravvivenza hanno una stretta relazione. “

            “Questa è una knowingness in termini di dati e non deve essere confusa con la knowingness che è in termini di beingness vera e propria.

            La logica è l’uso dei dati per produrre una knowingness; ma come tale, è molto inferiore a Conoscere qualcosa tramite l’essere quella cosa.

            Un thetan può essere ciò che vede. Può vedere ciò che può essere.
            Se non vede qualcosa come thetan (non con gli occhi MEST), non può essere quella cosa. Se non può essere quella cosa, non la può vedere.”

          • Marco, sappiamo bene che un completo as-is, cioè un duplicato perfetto di qualcosa, ne provoca la sparizione in quanto due cose non possono esistere nello stesso spazio. E questo è bene quando duplichiamo e facciamo sparire un engram o una condizione indesiderata. Quindi una condizione di assoluto e perfetto KRC farebbe scomparire l’universo a cui si applica questo KRC. Ciò che mantiene la persistenza di qualcosa è il suo alter-is.
            Guido

          • Marco

            Si Guido, quello che dici è un principio di base molto ben conosciuto, anche se in effetti mi pare si applica al triangolo di ARC che non al KRC: Assioma 24 “Totale ARC provocherebbe la scomparsa di tutte le condizioni meccaniche di esistenza.” (dice meccaniche, dunque forse esiste un’altra condizione di esistenza non meccanica)

            Cmq… secondo me KRC viene dopo di ARC: per Comprendere (ARC) una situazione ti devi prendere la briga di Controllare, un avvenimento, un fenomeno, un fattore, ecc. ecc. .
            Controllare porta legata a sè Responsabilità e Conoscenza (e viceversa)

            Diz. tech.
            TRIANGOLO DI KRC
            Il triangolo superiore del simbolo di Scientology.
            I punti sono, K per conoscenza (Knowledge), R per responsabilità e C per controllo.

            È difficile essere responsabile o controllare qualcosa se non lo si conosce.

            È folle cercare di controllare qualcosa o persino di conoscere qualcosa senza responsabilità.

            È difficile conoscere pienamente o essere responsabili di qualcosa su cui non si ha alcun controllo, altrimenti il risultato può essere che ne veniamo sopraffatti.

            Piano piano si può fare andare bene le cose: aumentando la Conoscenza su tutte le dinamiche, aumentando la Responsabilità su tutte le dinamiche, aumentando il Controllo su tutte le dinamiche. (HCO PL 18 Feb 72)

            Controllo è “avviare, cambiare, fermare” : dunque finchè sei impegnato in questo controllo, non sei impegnato a farne As-is, sei impegnato a manneggiare.
            Comprensione ottiene un As-is ;ed è senz’altro al di sopra di Conoscere.
            Dunque è dopo aver applicato KRC che hai una ARC=Comprensione totale disolutrice.

            Poi… ovviamente nessuno cerca un As-is totale, che farebbe scomparire la condizione di esistenza (qualunque essa sia).
            Resta da capire fin dove ci si può spingere con la comprensione… e/o resta da capire se esiste una condizione di esistenza alternativa a quella che si può ottenere nell’universo Mest.
            Ma questa è filosofia ad altezza tubothetanica 😉

  21. Marco

    SCN 8-8008

    “Knowingness: la knowingness dipende dalla certezza.
    Qualsiasi certezza è una knowingness.
    Knowingness è sanità mentale.

    Certezza: si è certi in modo negativo o in modo positivo.
    Si può essere certi che una cosa non sia reale o si può essere certi che una cosa sia reale.
    Si può essere certi in entrambi i casi.

    Abbiamo tre percorsi di certezza con i quali avvicinarci alla knowingness:
    – una persona è certa che qualcosa sia un illusione propria (questo costituisce il livello più alto);
    – una persona è certa che una cosa sia una realtà dell’universo MEST (illusione).;
    – una persona può essere certa che una cosa sia un’illusione ingannevole.

    … … …

    “Comunicazione: tenete, quindi, gli occhi aperti sul valore della comunicazione.
    La risposta importante riguardo al Caso viene trovata, sempre, nel “modus operandi” della comunicazione.”

    Knowingness consiste nell’essere certi.
    Si è certi nella misura in cui si può comunicare.
    Si può comunicare nella misura in cui si può Essere.

    Si è responsabili nella misura in cui si può comunicare.
    Non si è responsabili di ciò con cui non si può comunicare.

    Si combatteranno soltanto le cose con cui non si può comunicare.”

    • Diogene

      Marco, ho apprezzato la passione che metti nei tuoi interventi, cercando di stimolare nel gruppo l’orgoglio di essere scientologist, sollecitando più azione e partecipazione verso le mete auspicate da LRH.
      Mi sorprende però che tu abbia interpretato quella mia affermazione dandole un senso di arrendevolezza che io non pensavo di esprimere.
      Rivediamola.
      Dopo aver contestato la pretesa della CoS di vendere come realistico l’ottenimento di Super-Poteri che renderebbero chiunque “Causa sulla Vita”, ho scritto che (sottinteso “se anche Scn lo rendesse possibile):
      “In KRC, per il thetan, la Conoscenza sarà sempre insufficiente, la Responsabilità sempre scarsa, il Controllo sempre impossibile, perché solo così il gioco in questo universo può continuare all’infinito.”
      Un altre parole, il “gioco della vita” continuerà a proporre nuova conoscenza e nuove sfide di cui occuparsi, perché questo è lo scopo del gioco e il senso della vita. Ergo, il Triangolo di KRC ha un limite. Non che non possa e non debba ampliarsi tanto da venire usato fino a quel limite, ma proprio perché DEVE essere usato in quanto “strumento di gioco” in questo universo, resterà sempre dipendente dall’evolversi del gioco che è fondamentalmente “imprevedibilità”. E ritengo che il lato più debole dello “strumento” KRC sia quello del Controllo, perché nessuno può controllare “l’imprevedibile” se questo è un fattore necessario alla stessa esistenza del gioco.
      Ciò non ci esenta dall’obbligo di “darci da fare” per rendere questo mondo un luogo migliore.
      KRC non è magia: è impegno e fatica. Logico che sia impopolare anche fra gli scientologists. A chiamarlo “power” si vende meglio.

      • Marco

        Si Diogene, avevo interpretato tu volessi dire che “beh, le promesse sono veramente difficili, forse impossibili da ottenere, anche perché la Cof $ ha alterato il tutto… ed io sono molto contrariato…” .

        Dire “In KRC, per il thetan, la Conoscenza sarà sempre insufficiente, la Responsabilità sempre scarsa, il Controllo sempre impossibile, perché solo così il gioco in questo universo può continuare all’infinito.” , mi aveva dato l’idea che intendessi “non è possibile, non è previsto … e/ma va bene cosi perché questo universo deve continuare…” (sottintendendo “cos’altro potremmo fare altrimenti?”).

        Invece adesso ho capito meglio cosa intendevi.
        Sono d’accordo con te che KRC è un grosso impegno e non un concetto da comprendere e basta… è fatica ed impegno importante (in questo pianeta forse non realizzabile).

        Sono anche d’accordo con te sul a fatto che non è facile capire fino a dove può arrivare KRC, senza andare ad inficiare (eliminare) il gioco… come dici al riguardo della previsionabilità del Controllo: fin dove è possibile controllare, non è cosi definibile… forse controllo totale non è possibile!?

        Mi vengono in mente gli assiomi che parlano di questo… questi assiomi secondo me spiegano molto del triangolo KRC che stiamo discutendo:

        Assioma 73 “I tre gradi di randomity consistono in randomity carente, randomity ottimale e randomity eccessiva.”

        Assioma 83 “L’autodeterminazione di un organismo è determinata dalla sua dotazione di THETA, ma viene modificata dalla presenza di randomity carente o eccessiva nel suo ambiente.

        Assioma 85 “L’autodeterminazione di un organismo è ridotta dalla randomity eccessiva o carente dei contro-sforzi dell’ambiente.”

        Assioma 84 “L’autodeterminazione di un organismo è accresciuta da una randomity ottimale.”

        Assioma 81 “La sanità mentale consiste di randomity ottimale.”

        Assioma 106 “L’introdurre un fattore o una forza arbitraria, senza fare ricorso alle leggi naturali del corpo, o dell’area in cui l’arbitrario viene introdotto, produce randomity eccessiva o carente.”

        Assioma 103 “L’intelligenza dipende dall’abilità di selezionare dati allineati o male allineati in un’area di randomity, e trovare così una soluzione per ridurre l’intera randomity in quell’area.”

        Assioma 180 “Il dolore è la randomity prodotta da contro-sforzi improvvisi o forti.”
        Assioma 181 “Il dolore viene immagazzinato, come randomity eccessiva o carente.”

        Assioma 185 “Aree di randomity eccessiva o carente non possono essere riallineate facilmente finché le aree antecedenti non lo sono state.”

        Assioma 187 “Le aree di randomity eccessiva o carente del passato possono essere ridotte e allineate, occupandosi di esse nel presente.”

        Assioma 71 “Il ciclo della randomity parte dalla staticità, per attraversare l’optimum e quindi giungere a una randomity sufficientemente ripetitiva da costituire un’altra staticità.”

        Direi che quest’ultimo assioma 71 da molto da riflettere…

        Ma questo roba qui sotto da di che attorcigliarsi:

        Assioma 23 “Lo statico ha la capacità di raggiungere una sapienza totale. La sapienza totale consiste in totale ARC.”
        Assioma 24 “Totale ARC provocherebbe la scomparsa di tutte le condizioni meccaniche di esistenza.”

        I FATTORI
        29 “L’opinione del punto di vista è che qualsiasi condizione di Essere, qualsiasi cosa, sia meglio di niente, qualsiasi effetto sia meglio di nessun effetto, qualsiasi universo sia meglio di nessun universo, qualsiasi particella sia meglio di nessuna particella. La particella dell’ammirazione è la migliore di tutte.”

        Cmq di sicuro su questo pianeta c’è ancora un gran lavoro da fare per avere dinamiche più allineate…
        Dunque vanno bene i rudimenti sul triangolo di KRC. Bravo GB.

        Grazie Diogene e Guido 

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