Archivi del giorno: 24 marzo 2018

Lady Oscar

 

lady oscar

Un auditor indipendente del nostro gruppo

mi ha mandato questa lettera.

Come lui dice:

Ti mando questa lettera di Lady Oscar indirizzata a te.

Sarebbe contenta se tu potessi pubblicarla interamente.

E’ un po’ lunga ma si legge d’un fiato.

C’è passione, c’è grazia, c’è ironia, c’è furore.

E’ una testimonianza che va dritta al cuore.

Fammi sapere se la pubblicherai.

 

E’ vero mi è arrivata dritta al cuore, e credo

che arriverà anche al vostro

 

Caro Guido,

è da un po’ che seguo il tuo blog, Scientology Libera- La Reception, specialmente dopo che sono stati pubblicati i successi di una persona a me molto cara, bellissimi successi e per me davvero inattesi. Mi congratulo con te perché stai dando spazio a importanti e interessanti scambi di opinioni e testimonianze coraggiose, molto opportune in questo momento storico per Scientology.

Forse è vero che solo dopo aver toccato il fondo si possa alla fine risalire la china. Con il senno di poi devo dire che in tutto il mio percorso nella Cofs, alla fine della fiera ho constatato solo sepolcri imbiancati, cadaveri imbellettati e infiocchettati in eleganti pacchi regalo, dove dentro, al massimo, non c’era niente o, nella peggiore delle ipotesi, la disperazione di dover dissimulare più che mai che tutto andasse bene, quando invece la condizione era quella di un annullamento e di una dominazione alla pari di uno schiavo o di un robot. Questi ultimi due anni sono stati molto difficili per me, pieni di dubbi, pieni di problemi fisici, e con l’universo materiale, pieni di turbamenti e sensi di colpa. Non dico niente di nuovo, perché è la storia di tutti noi belli e brutti, ricchi e poveri o semplicemente “umani”.

Non so come abbia fatto a salvarmi dopo trent’anni nella Cofs, dove ho passato i migliori anni della mia vita. Come che sia, a un certo punto, durante un procedimento di auditing, mi sono trovata sulla soglia dell’area tra le vite, e ho pensato che non fosse giusto essere ulteriormente spinta giù, senza la mia volontà, in quel baratro di disperazione accumulata dove, nella speranza di risolvere i problemi del mio caso, mi ero lasciata portare.

Mi è balenato in quell’attimo che avevo dato alla Chiesa i migliori anni della mia vita, delle mie energie e anche di tutti i miei soldi (e pure di quelli di molte altre persone che mi davano fiducia), e dunque non mi meritavo quella fine, non era giusto finire in quel modo: cornuta, mazziata e contenta di esserlo. Okay.

Tornando al presente, ogni volta che leggo un successo sul tuo blog, sento che è vero e autentico, che non c’è nessuno cui dover dimostrare che tutto vada bene a ogni costo, e che tutte le tessere del mosaico sono al loro posto, e che forse l’esperienza che ho fatto nella Chiesa perlomeno mi sia servita a qualcosa, ad aprire gli occhi e a ribaltare e spedire al mittente tutte le soppressioni ricevute, dando loro la giusta paternità. Ero bloccata in una condizione in cui non potevo avere dei terminali. Era come se fluttuassero nell’aria, erano condizioni che esistevano perché imposte dall’alto in modo assoluto, che alla fine non erano causate da nessuno. E forse è per questo che poi non c’era alcun risultato accettabile per me e per tanti altri, non solo a livello di caso, ma anche operativo. Ciò che stava operando nella Cofs era solo uno statalismo, c’era solo una linea di comando. Le cose che non sono mai causate non possono mai essere cancellate, solo le cose che sono causate possono essere effettivamente cancellate.

Avrei dovuto scoprire e comprendere in prima battuta che io o qualcuno o qualcosa doveva aver causato la condizione fallimentare in cui mi ero trovata, nonostante la mia buona volontà e aver seguito diligentemente tutte le direttive che mi venivano date.

Ho capito con il senno di poi che per quanto mi riguardava tutto era finito a puttane, perché nella Cofs e soprattutto in quella Organizzazione chiamata Sea Org – dove, ribadisco, ho trascorso appunto i migliori anni della mia vita – non veniva mai riconosciuta in primo luogo la natura individuale di ogni persona, e che dunque noi non eravamo persone ma solo robot intimoriti costantemente da un controllo e una pressione poliziesca statalista, anzi stalinista. Eravamo solo robot, cioè macchine che qualcun altro dirigeva. Non si entrava mai in contatto con l’Operatore dei Robot, si contattavano solo i robot: poliziotti robot eravamo. Ciò nondimeno c’era qualcuno che li muoveva dall’alto come pedine sull’intera scacchiera.

Dopo tante vicissitudini, frastornatata e intontita, non so come, ma sono riuscita a fuggire in tempo, a uscire da quella trappola prima che le sbarre di un fatidico cancello mi chiudessero dentro in modo inesorabile, rendendomi ancora più chiara una scena generale, che ahimé così chiara non è nella migliore accezione del termine. Oggi mi sento come Roy Batty in “Blade Runner”, mentre libera la colomba nella pioggia, emozionalmente le vibrazioni sono quelle. Mi dispiace per quelli che, ignari, sono rimasti dentro, per gli amici che ho lasciato lì, preda di un mostro dai lunghi tentacoli che brama oro e si nutre della vitalità degli esseri.

Nel novembre del 2012, con mia grande sorpresa sono rimasta incinta, dopo svariate rassicurazioni da parte della ginecologa che per me fosse più facile vincere al superenalotto. Ero al settimo cielo, sì, un po’ spaventata, ma felicissima di aver trovato un corredo genetico compatibile al mio. Il mio compagno di vita è la mia copia al maschile e avendo gli stessi difetti e gli stessi pregi, ogni problema si annullava in se stesso. Avevo 42 anni, si poteva ancora fare, e io ero pronta ad affrontare quest’avventura. Per la prima volta nella mia vita ero superconvinta che tutto sarebbe andato bene. Non avevo pensieri negativi, tutti i somatici erano spariti, ero calma e serena.

Avevo stupidamente comunicato la notizia di essere incinta ad alcuni amici scientologist, prima della fine del terzo mese. Alla mia originazione, dalla maggior parte di loro, compresi anche staff, invece di rallegramenti, ci fu un’unica risposta: “Oh, e adesso come fai ad andare sul VII?” Così alla fine del secondo mese, improvvisamente lui ha smesso di crescere e si è fermato (neanche il tempo di sentire il battito). Era tutto perfetto, ma aveva smesso di crescere: era abortito. La ginecologa mi comunicò questa notizia con la freddezza di un macellaio che ti dice che la costata è finita. Per me era l’ultimo treno e io lo sapevo. Quell’evento, quel dono, era stato spontaneo, senza sforzo, senza nessuna negatività, una specie di stato di grazia. Il treno era sfrecciato via senza di me, e quel giorno mangiai un intero barattolo di Nutella. Nonostante tutto sono riuscita a risparmiarmi l’intervento, grazie a un magnifico ginecologo della clinica Mangiagalli che mi ha fatto abortire spontaneamente, coperta di attenzioni e gentilezza estrema, senza mai farmi sentire una menomata (cosa che invece sentivo dentro di me). Accidenti, per la prima e unica volta nella mia vita che avevo una certezza ferrea del futuro, avevo sbagliato.

Non c’era più niente, solo “Devi andare sul VII, altrimenti… quello è morto… quell’altro si è ammalato… quello è andato fuori di testa… i somatici li maneggi solo sul VII. Ci vogliono soldi, tanti soldi. Devi produrre soldi, ecc., ecc.”

Nel frattempo, continuavo a lavorare con questa scientologa R., che mi sembrava sempre più spaventata e paranoica sulle questioni lavorative e sullo stato mentale del marito, che dopo gli “Ls” aveva iniziato a fare cose strane, tipo fare pipì per strada, fino ad arrivare ad azioni più estreme che non mi sento di citare. C’era un clima da caserma SS, e ogni giorno una riunione sulla ricerca del potenziale SP dell’azienda, con interrogatori interminabili e investigazioni varie, e lei che mi accusava di perpetrare atti soppressivi nella sua azienda, così me ne sono andata, e ho ricominciato a lavorare da un’altra parte.

Comunque, il mio problema principale era senpre quello: come fare per andare avanti sul Ponte. Per ragioni di “caso” non potevo più viaggiare, né treno, né aereo, né nave, a malapena in macchina, andando alla velocità di Nonna Papera. Fisicamente stavo abbastanza bene, ma sempre con stati d’ansia e forme di pseudo ipocondria. Decido di andare a SH a fare un programma che il C/S di Flag aveva messo giù per me “taylor made” sul “soggetto dei viaggi”. Faccio circa 4 intensivi: risultati 0. Era tutto come prima e non facevo altro che testare se avevo ancora paura di quel mezzo, piuttosto che dell’altro (una specie di Self-Listing). Ovviamente per fare tutta questa operazione, tra viaggio e intensivi, sono andati via un sacco di soldi, che puntualmente il mio amico T. mi elargiva, nel cercare di aiutarmi a migliorare la mia condizione. Ma, il “maggior bene” era fare qualsiasi cosa pur di arrivare su OTVII, dove avrei maneggiato tutte queste difficoltà di caso e nella vita. Così mi dicevano, così mi dicevo. Una volta a SH per il “pgm (programma) sui viaggi”, continuavo a dire all’auditor che da troppo tempo avevo questo continuo PTP di come raggiungere Flag, che non vedevo soluzione e che continuavo a sentirmi in un “cul de sac”, perché avevo i somatici, ma i medici non mi trovavano mai niente. In session non risolvevo niente, e che se comunque fossi andata a Flag, mi avrebbero rimandata indietro per le mie crisi d’ansia e somatici. Gli ripetevo che venivo tempestata da comunicazioni terroristiche, basate sul fatto di essere rimasta su OTV da troppo tempo, e che velocemente avrei dovuto progredire su OTVII, per non incorrere in ulteriori guai fisici o chissacché. Detto: ignorato. Detto: ignorato. Detto: ignorato.

Insomma, già da un po’ continuavo a pensare che su di me la Tech non funzionasse. Detto anche questo, risultato: “Maneggiamo i criteri nascosti”. Ne avrò maneggiato almeno 5/6, e ogni volta mi sembrava quello giusto, ma niente cambiava. Davanti a me vedevo solo nero pece.

Poi è arrivato il 2014. e: “Udite, udite: tutti gli scientologist del mondo, o almeno il 90/95% devono rifare il Purif, e fare il Survival RD (gli Oggettivi), con l’aggiunta del nuovo Student Hat, come prerequisito, per andare su OTVII”. Beh, lì mi sono cadute le braccia per terra e si sono sgretolate come il masso di Sisifo. Non era possibile che si aggiungesse sempre qualcosa, e pure era così, c’era una Golden Age di qualcosa ogni anno, e ogni Event sbandierato mi inquietava. Inoltre i vecchi E-Meter Quantum erano ormai da esporre come pezzi da museo, perché tutti dovevano avere il nuovo E-Meter ufficiale. Guardavo sconsolata i miei due poveri E-Meter da battaglia. Quel poco di speranza alla quale mi aggrappavo, cercando di scacciare continuamente lo spauracchio della parola “FINE”, era ormai diventato un sottile lumicino.Contestualmente, l’evoluzione per Milano Org Ideale andava avanti, e io, quasi ogni settimana, facevo una donazione, convinta che fosse il maggior bene e che fosse giusto avere un Org che consegnasse un Ponte Standard, e che altri non sperimentassero quello che avevo sperimentato io.

Era diventata un’ossessione, e io a volte non rispondevo al telefono, o non andavo a studiare perché non avevo altre soluzioni da dare (cioè soldi), per poi sentirmi in colpa per aver mancato la comunicazione o aver dato “verità accettabili”, che poi erano bugie. Insomma, alla fine sono arrivata a donare 60 mila euro, dando fondo a tutto quello che avevo. Addirittura ingannando il mio amico T., che non ne voleva sapere né di donazioni, né di Org Ideali. Anche a lui avevo chiesto dei soldi, dicendo che mi servivano per l’auditing, per un’offerta di intensivi a Flag, mentre in verità, erano destinati per l’Org Ideale. Tutto questo, anche dietro suggerimento dei Reg di Milano, sempre in nome del “maggior bene”, dicevano. Secondo loro in questo modo avremmo aiutato il mio amico a fare qualcosa di buono, anche a sua insaputa, e che, se comunque io avevo questo power sui soldi, non dovevo invalidarlo; che quella era una mia condizione alta (cosa che nella mia mente strideva come unghie sulla lavagna). Ora, l’inganno, anch’esso era diventato il “maggior bene”.

Ho fatto questo sporco gioco anche nella stupida ed egoistica superstizione che se avessi fatto del bene, avrei ricevuto i famosi “flussi sbloccati” di ritorno, con accenni a dati del tipo che se crei un vuoto, questo si riempie (sì, ma si riempie sempre il vuoto di quello a cui dai i soldi). Tutto ciò era a causa dei miei molteplici misunderstood e ignoranza del bank, che volge sempre alla negazione della razionalità, al punto da farti osservare un argomento specioso come un’illuminazione che si allinea completamente al disegno divino.

A quel punto mio padre in quattro giorni se n’è andato alla chetichella, guardandomi negli occhi il giorno prima con un grande sorriso, e lanciandomi un bacio mentre uscivo dalla stanza. Lì, ho pensato che non l’avrei più rivisto, che mi stava salutando, e per quanto cercassi di negare il pensiero, sapevo che era così. Il lunedì 22 settembre 2014, lui è andato, e io per giorni non ho fatto altro che comunicarci o pensare di farlo, e dirgli le cose che non gli avevo mai detto. La prima settimana ho finito il trasloco e fatto il funerale, e poi sono crollata come una pera.

Vado all’Org e mi fanno un’assistenza per la perdita, poi mi dicono: “Devi fare il Purif e il Survival”. Faccio la visita per il Purif. Prima mi danno l’OK, poi me lo tolgono perché ho un dolore all’osso sacro che non passa e non si sa cos’è. Okey, niente Purif (tanto non volevo neanche farlo). Passiamo al Survival R/D, e mi trovo un twin (vecchio OTVII), più svalvolato di me, che comicia a parlarmi fuori session sui dati confidenziali di OTIII e sue supposizioni, che allarma tutta l’Org, dicendo che nel mio folder del Survival ci sono scritti dati confidenziali (cosa che si era totalmente immaginato). Continua a farmi TR 3 sul fatto che deve finire in fretta, al massimo entro pochi giorni. Facciamo una schedula serrata, ma che comincia a crearmi problemi sul lavoro, e di sonno. Insomma, io lo audisco fino a tutti i CCH da 1 a 4, ma io non ricevo session, perché non ero mai sessionabile, e avevo troppi somatici. Di nuovo giù con gli assist, e lì non ci ho visto più. Ho interrotto deliberatamente la session e me ne sono andata.

Il SNRC/S di Milano mi dice che lì non possono maneggiarmi, e che devo andare in un Org Avanzata essendo OT. Altro tsunami. Comincio a stare sempre peggio, e da SH mi dicono di andare dal medico, cosa che faccio. Faccio tutto quello che mi chiedono e parto ad aprile 2014 per la riparazione. Faccio la riparazione e a quel punto mi lascio maneggiare per finire il Survival R/D (gli Oggettivi) con l’auditor. Estorco altri 30 mila Euro al mio amico T. e vado avanti sugli Oggettivi che mi fanno stare sempre più male, fino al giorno che in session mi sento malissimo, e devono farmi un assist (ancora!). Dico che va tutto bene solo per far finire quei maledetti Oggettivi, e mi convinco che ho solo un po’ di colite, e appena a casa, mi faccio la cura con gli antispastici e tutto va a posto, mentre drammatizzo come un maiale sgozzato i 30 mila Euro praticamente rubati al mio amico, che pur di aiutarmi, un altro po’ si vende un rene. Risultato: mi sento uno straccio.

Non passa neanche una settimana dal mio ritorno a casa che una mattina sto talmente male da dover chiamare il medico d’urgenza. Qualsiasi cosa mangio mi fa male, e non vado oltre nei particolari. Altra scafandrata di esami. Li faccio tutti: tutto bene. Il medico dice: “Premenopausa… sì, però… non giustifica che tu stia così male”. Mi dice che mi conviene fare una cura ansiolitica, e inizio così a prendere delle gocce ansiolitiche per circa dieci mesi.

Mi chiamano da SH, perché nel frattempo avevo mandato una comm al C/S per spiegargli il tutto. Il C/S mi dice: “Vieni su con due intensivi e sistemiamo tutto”. Nel frattempo avevo scalato le gocce fino ad arrivare a quattro al giorno. Informo il C/S che sto ancora prendendo quattro gocce al giorno. Lui dice: “Va bene, puoi venire su e andare in session anche con quattro gocce al giorno”. Non mi era molto reale, però penso, boh, magari avranno visto “che si può fare”, (cogliona). Prendo e vado, ma questa volta non chiedo i soldi al mio amico, mi faccio un prestito. Arrivo su, e prima cosa che mi fanno fare sono gli “Assist Oggettivi”, (volevo vomitare). Poi il DoP mi spiega che dovrò fare una parte dell’OTV, in cui erano stati mancati gli E/P, e mi dice che però devo smettere le gocce dal giorno dopo, altrimenti non posso andare in session. Doccia fredda!!!!!Io gli spiego che questi ansiolitici hanno una permanenza nel plasma di diverse ore in base alla quantità presa. Se pur solo quattro gocce, le prendevo comunque da quasi un anno, e questo equivale a un periodo di astinenza di almeno 21/25 giorni.

Comunque smetto le gocce, e smetto anche di dormire e mangiare, con sudorazioni, incubi e quant’altro. Iniziano così 45 giorni d’inferno (mi sentivo dentro un “implant” che si ripeteva all’infinito). Da brava kamkaze provo comunque ad andare in session con 3/4 ore di sonno, ma l’auditing si fa difficoltoso e stridente, incerto e con sensazioni di “Dub-in” molto forti. Problemi quasi sempre all’esame. Non posso prendere vitamine, perché non mangio a sufficienza.

Termino comunque questo R/D dell’OTV, ma mi sento una merda e continuo a dirlo, e mi dicono: “Andiamo avanti con quest’altro R/D dell’OTV sui somatici”. Peggio che andar di notte. Le cose precipitano fino a che mi scoppia un mal di denti terribile (dovevo togliere il dente del giudizio, prima di partire, ma prevedendo di stare al massimo 2/3 settimane, avevo rimandato). Mi dicono di andare avanti che nel successivo programma avrei stabilizzato il tutto… Cosa mi mette giù il C/S?: l’Happyness Rundown… cosa???

Ma mi dicono di questo solo dopo avermi fatto acquistare altri due intensivi, che il mio povero amico puntualmente elargisce, visto che il mio prestito non era bastato. La stima iniziale del programma era di due intensivi, e alla fine erano diventati dieci.

A quel punto mi rifiuto di proseguire in session, e dico che voglio tornare a casa. Mi viene detto dall’auditor che quello che ci si aspetta da me, come parte di quest’Organizzazione, è che io vada dal dentista a farmi togliere il dente, e nel pomeriggio tornare in session. Io avevo un ascesso! Ho cercato di spiegargli che se anche fossi andata dal dentista, lui non avrebbe potuto fare altro che darmi una cura antibiotica per ridurre l’infezione, una cura di almeno 6/7 giorni, e che non mi avrebbe tolto il dente.

Intanto, a Milano, il mio datore di lavoro era disperato e la produzione completamente all’aria. Stavamo perdendo soldi e clienti, perché io non c’ero (dovevo stare via 15 giorni, e invece era passato un mese e mezzo).

La notte successiva, mentre dormo, mi sveglio e mi sento malissimo, con un attacco d’ansia fortissimo, la pressione molto alta e la febbre. Sveglio la mia coinquilina che chiama la Sicurezza dell’Org, che chiama l’ambulanza. Mi dicono: attacco di panico e di prendere gli antibiotici. Intanto la mia coinquilina mi manda via dalla stanza, perché si sta audendo su OTIII, e tutto questo è troppo inturbolativo per lei. Cerco alle 11 di sera un’altra camera o albergo. Nel frattempo era arrivato lì a SH un vecchio amico. Lui mi aiuta a trovare una stanza e andiamo a dormire. Dormo circa un’ora, e mi sveglio come se un camion mi avesse attraversato la testa. Intanto il mio compagno di vita stava arrivando a SH, perché era preoccupato e non capiva cosa stesse succedendo.

Io vado all’Org e ho uno scambio acceso con il Tech Sec. L’avverto che sto per andare via, e che non mi interessa qualunque azione o di etica o di giustizia che decidano di intraprendere. Il DoP mi fa capire con un segno della mano che, se fossi andata via, a loro avrebbero tagliato la testa. Non rispondo.

Il Tech Sec con tono antagonista, mi dice che avrebbero fatto ciò che era meglio per me. A quel punto è arrivato il DoP con il R/F di uscita. Mi chiede di firmare una promessa che sarei tornata non appena sistemata la questione fisica. In quel momento avrei firmato anche di far parte dei Bambini di Satana, pur di andare via. Quando è arrivato il mio compagno, ho visto un raggio di sole, mi è apparso Jesus Christ Superstar circonfuso da un alone di luce. Siamo partiti subito.

Questo è ciò che è successo intorno a me, ma ancor di più è ciò che è successo dentro di me. Qualcosa in me è scattato. Mi ero svegliata finalmente e avevo capito che fino a quel momento ero stata completamente altrui-determinata, e piena di paure per le conseguenze di etica, giustizia e reputazione, tutto questo quasi a costo della mia vita e sanità mentale (ho temuto di perderla). Ho capito di essere stata come dentro una suggestione postipnotica, dove fai le cose o pensi senza esserne consapevole, ma credendo di esserlo. Tutto mi è stato chiaro dentro quell’immensa confusione, e cioè che quella non ero io. Mi sono tornate in mente tutte le volte, quasi come uno scorrere i lock, in cui non potevo accettare di non aver avuto un successo, e che piuttosto me lo dovevo inventare, lo dovevo autocreare. Ho scorso tutte le volte in cui avevo dovuto scrivere dei successi, pur non avendoli avuti, per la paura di dire che non li avevo sperimentati.

Ma questa non è Scientology, avevo detto tante volte, ma ora ho capito che non avevo mai creduto in quella Scientology, non era questa la filosofia che mi ero immaginata all’inizio, e alla quale avevo aderito con entusiasmo. Non posso credere più a questa Scientology se non sulle cose che ho realmente vissuto, che sono vere per me! Ho capito che se fossi tornata indietro, non avrei mai voluto fare OTV, che è un livello che non ho potuto sperimentare, e che non mi ha dato niente, se non confusione, e che da quando l’ho iniziato, insieme a esso è cominciato l’inferno. A quel punto tutti i nodi sono venuti al pettine, perché per me non era più vero.

Ho visto gli altri come degli automi in una farsa di cliché stereotipati e successi confezionati, con applausi… e sorrisoni. Solo un rituale sempre uguale a se stesso in nome del Dio Statistica, o di qualche comportamente maniacale: Noi vinciamo sempre… guarda come sto bene e sono migliorato… adesso sì che la mia vita cambierà e sarà di successo… sticazzi!!!!

Mi sono venute in mente le pubblicità americane sulle prime lavatrici e frigoriferi, con Barbie che fa il bucato nella realtà plastificata degli anni ’50. “It’s just a fake”, mi sono detta… e per me Scientology non doveva essere praticato alla stregua di un predicatore che colleziona le stampelle dei miracolati. A quel punto, sarei andata direttamente a Medjugorje o a Lourdes.

Mi sono svegliata e sono tornata a vivere come il soldatino di piombo che riprende vita, costi quel che costi. Io volevo solo sopravvivere e migliorare me stessa e aiutare gli altri in base all’unica legge che ritengo vera per me, che è quella dell’ARC, e non raggiungere stati utopici che non posso sperimentare mentre vivo sotto un ponte, e non riesco a fare un buon sonno, e svegliarmi, non dico tanto, ma con un piccolo sorriso nel guardare il micio che si stiracchia, e dover anche pagare salato per questo condizionamento. Ho ricominciato a dipingere, a fare fotografie e video, quella è la mia psicoterapia. Non ho più il ptp che devo fare OTVII, sennò muoio. Tanto questo è il ciclo della vita. Non ho più il ptp di dover trovare continuamente soldi e danneggiare le persone che mi hanno aiutato e mi vogliono bene.

Onestamente, in questo momento non sento nessun desiderio di fare Scientology, ma di vivere un po’. Ho rinunciato alla mia arte nella corsa al raggiungimento di questa chimera, per ritrovarmi ad essere un quarto di manzo, con sopra un numero.

La quantità di etichette che ho imparato nella CofS, Sea Org compresa, è nettamente superiore a quante se ne possono trovare in un supermercato. Cercando di sconfiggere la classe media, nella chiusura del cerchio, lo sono diventati: bei palazzi, belle macchine, tanti soldi, potere, gente “upstat ed etica”, Bravo Scientologo. Non c’è niente da fare, in quest’universo il cerchio si chiude sempre nella sua dualità.

C’è poi quell’uso molto ipocrita e continuo di dissimulare la discriminazione con l’upstat di una persona (in realtà chi non ha soldi è solo un BD, un essere degradato).

Sul palco allestito per l’inaugurazione dell’Org Ideale di Milano, c’erano solo quelli che avevano donato da 50 mila euro in su, solo noi eravamo all’altezza di ricevere la stretta di mano del CoB. Tutti gli altri, separati da una transenna, non ne erano degni. Eravamo divisi in base alla quantità di soldi che avevamo donato. Io li guardavo e mi sentivo umiliata per loro. Avevano fatto del loro meglio, erano stati bravi, ma non a sufficienza.

Subivano l’emarginazione per non aver potuto dare di più, per aver dato solo 45, o 30, o solo 10 mila, o meno di 5 mila euro. Noi eravano gli eletti, e loro i “paria” e quella divisione li sviliva e li sminuiva rispetto a noi. E questa cos’è, se non discriminazione. Tutto mi era apparso come un volgare mercato delle vacche, e quelle vacche eravamo noi. Quando Miscavige mi ha stretto la mano, per i soldi che avevo donato, non mi è arrivato niente, né di bello, né di brutto, era come se io non esistessi, ero un corpo, ero un “vuoto” per lui. Non mi è piaciuto, ma non per l’arroganza o l’egocentrismo, ma perché lui si dovrebbe occupare degli esseri spirituali “che sono”, non dirigere una fabbrica di etichette.

L’altro giorno una signora al supermercato mi ha fatto un gran sorrisone, perché le ho ceduto il posto, per lei io c’ero. Mi ha detto con gli occhi: “È bello che ci sei”.

Per quanto mi riguarda, sto ancora camminando lungo la secca, ma intravedendo in fondo il mare aperto. Chi mi conosce sa che non mi fermo di fronte a un’asserzione imperativa che dice: “È così e basta”, anzi questa è la molla più prodigiosa; è per me come un propulsore. Per trent’anni la molla ha accumulato tanta di quella energia fino a esplodere come una bomba H. Improvvisamente quella bomba è esplosa quando l’Auditor, nel recente programma che ho fatto a Saint Hill, mi ha detto che ciò che avevo comunicato “…non era vero e non era possibile”, visto che cinque minuti prima avevo comunicato l’esatto contrario. “Ah, “non era vero????” boooooom! Là, si è rotto tutto e la deflagrazione è stata devastante sotto tutti i punti di vista: mentale, spirituale e fisica. Biancaneve si è rotta le palle, si è tolta il fiocco dalla testa, ha mandato affanculo il principe, e ha accoltellato la strega a sangue freddo. Tutte quelle valenze, con postulati annessi di giustizia, verità, “etica”, o meglio falso moralismo bigotto, si sono disintegrate e sono rimasta io da sola in un mare di merda da attraversare. Ho pensato: “Meglio la merda che farsi conficcare aghi ed esserne compiaciuta”, perché questo voleva dire essere “sempre” nel giusto, e restare intoccabili fino a diventare un “martire”. “Sì, è vero, è morta, però che Grande Essere, che Brava Ragazza, leale e senza macchia. Diamole una medaglia. No, anzi, facciamole un “Encomio” (che quelli servono sempre), e poi: ”Qual è il prossimo prospetto? Rossi? ok, oggi gli facciamo prendere altri due intensivi… Start…”.

Prima mi offendevo quando qualcuno mi diceva che avevo la coda di paglia, forse mi offendevo perché in effetti toccava una verità che io volevo nascondere, per paura di non essere accettata e considerata una brava persona, per il desiderio di riconoscimenti continui e di ammirazione. Ma sì, era la mia smania dissimulata di controllo ossessivo, per non essere mai controllata o presa alla sprovvista. Adesso di tutto questo non m’interessa più niente, non mi interessa più di essere riconosciuta, ammirata, di apparire bella o brutta, brava o cattiva, adesso m’interessa di “me”, di quello che ho da dire. M’interessa solo comunicare, e mi sono accorta stranamente che le mie emozioni sono più libere e amorevoli; riesco a sentire più amore e comprensione, tolleranza ed empatia, e tutto questo senza sforzo.

Non so, ma il prodotto è che non mi sento più sbagliata, più la sfigata, più la fessa, più quella che “non ce la farà”, perché la carota non mi va più, di conseguenza la GPM ha fatto puff. La spada di Damocle non oscilla più sul mio collo, perché sono stata disposta a buttare via trent’anni e trovare tra i rifiuti le mie “cose buone”, in quanto mie, e non indotte o comandate. Queste non sono parole al vento o un modo per impressionare, è il risultato di una grande ricerca che ho fatto nell’ultimo periodo.

Con la tuta da eternauta, navigando in lungo e in largo, infrangendo gravemente i Tabù della Chiesa, sono andata su diversi siti, anche su “Allarme Scientology”, non quelli che dicono stronzate, o i dati confidenziali, ma interviste video in lingua originale, storie della vita di Ron, documentari prodotti da ex-scientologist di Hollywood, fuoriusciti dopo 30/35 anni, testimonianze di ex membri della SO di alto rango, gente che fino agli anni ’90 vedevamo agli Event e poi puff, spariti nel nulla, membri premiati dalla IAS con la Medaglia per la Libertà, di cui non si è saputo più niente, dove alcuni sono morti, altri fuoriusciti. Ho seguito inchieste giornalistiche, casi legali, ecc. E tutta questa iniziativa immobiliare, che sta muovendo milioni di dollari, e che sta sollevando un polverone anche sul fronte dell’esenzione fiscale. Mi dispiace solo per tutte le Alici nel Paese delle Meraviglie che lavorano anima e corpo nella SO, con vera e propria dedizione e pura trasparenza, ma non ho attualmente stimoli ad aiutare o lavare teste d’asino, né alcuna forma di rivalsa. Inoltre, i miei “amici scientologist” sono tutti spariti, non si fanno più sentire, se non con la telefonata di PR (da bravi scientologist), ponendomi la domanda: “Stai scalando le gocce? Volevo sapere solo questo! Okay, stammi bene, ciao!”.

Quello che sto percorrendo è un sentiero lungo e difficile per me, dove mi ritrovo senza Dio, consapevole di non averne mai voluto Uno. Ancora cammino lungo il filo del mio scetticismo che si congiunge alla mia spiritualità in modo traumatico, ma è un percorso che voglio fare questa volta a modo mio con vere e proprie realizzazioni, non certo con concetti autocreati da un dissimulato dogma che ti fa credere di poter diventare un superuomo. Per quello ci aveva già “pensato” il “Nano tedesco”, lasciando il suo retaggio al “Nano americano”. C’è una corrispondenza di “nani” assai in voga in tempi di caos e di guerre. Io, come Alice nel Paese delle Meraviglie, ho visto asini che volavano in cielo con arcobaleni colorati; ho sentito la promessa dell’immortalità e della felicità assoluta. Ho guardato in un caleidoscopio immaginario di false identità e falsi profeti. Ma credo sia nella natura di questo universo duale che così è stato creato per farci cavalcare onde emozionali e darci un gioco. Non so se Ron Hubbard fosse un genio o un pazzo o entrambe le cose, credo che anche lui sia stato travolto da se stesso e dalla natura di questo universo.

In ogni caso la mia natura è sempre stata “fondamentalmente” liberale, lo è adesso e lo sarà sempre. E’ talmente liberale da tollerare anche la discriminazione in tutte le sue forme, per quanto essa stessa sia l’ingiustizia più grande di questo universo e, forse nella mia mente, la “cosa” che sveglia “la belva”.

In compenso, comunque, mi sento molto bene ad aiutare, anche quando salvo le lumache dai marciapiedi. E’ vero, ne avrò già salvate una cinquantina, e poi c’è il mio amico ragno Giuseppe, che si fa accarezzare da me. Giuro, è vero, non sto scherzando. Questo è ciò che rimane e ha più valore nella mia vita: il bene sincero e il puro interesse ricevuto sotto tante forme cui voglio dare la giusta dimensione, perché noi siamo fatti di queste piccole cose che rimangono fino all’ultimo giorno di consapevolezza… e forse anche dopo.

 

Lady Oscar

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