Il momento dello “shock”!

 

 

Ecco un articolo interessante di Ron:

Il nostro Luc, appassionato ricercatore di tesori nascosti

nonché ottimo “cane da tartufi”,

lo ha scovato e tradotto per noi.

Buona lettura

Grazie Luc!

 

 

Tratto dalla seconda parte del PAB 80 del 17 aprile 1956.

TROVATO IL LIVELLO PIU’ BASSO DI DIANETICS

Sarà una buona notizia per tutti quei vecchi Dianeticisti fanatici degli engram (che sono ancora convinti che io avevo VERAMENTE fatto centro con Dianetics) sapere che non ho dimenticato ne loro ne il soggetto.

Dianetics si è improvvisamente riavviata su una scoperta che ho fatto recentemente in un area, dove uno avrebbe potuto pensare che nessuno nuova scoperta fosse possibile.

L’intero soggetto dei giochi ha portato alla luce alcuni nuovi materiali. Il recente sommario sui giochi nel Operational Bullettin 17 è importante così come è breve. Ci dice che c’è una motivazione centrale su ogni dinamica, la quale indica la differenza tra auto-determinazione e pan-determinazione. Uno è un maestro di qualsiasi gioco quando può dare una non-parzialità o, in altre parole, gioca su entrambi i lati. E’ impegnato in un gioco (auto-determinazione) quando può giocare solo su un lato. Il gioco di squadra avviene in un gioco dove si sta giocando solo da un suo lato. Ma il pan-determinismo totale, sarebbe l’abilità di giocare su qualsiasi lato o in qualsiasi squadra, essendo capace di giocare su qualsiasi livello di ogni dinamica.

Ma la cosa importante qui è che i giochi sono “sopraffacenti”. Quando una persona comincia a non essere disposta a sopraffare, allora, naturalmente, incomincia a non essere disposta a vincere e così perde la pan-determinazione e cade nell’auto-determinazione. I giochi sono, per i nostri scopi di auditing, “gare di sopraffazione”. La sopraffazione primaria è prendere spazio. Anche nei sedentari scacchi lo scopo è prendere spazio e il gioco finisce con un certo spazio, identificato incidentalmente dal pezzo occupante, viene sopraffatto ma non invaso. Questo gioco molto saggio degli scacchi, ovviamente, afferra veramente la questione, dato che nessuno può VERAMENTE sopraffare una cosa senza spazio, cioè un thetan. Gli scacchi finiscono con lo spazio “comandato”, il re opposto non preso, solo “sopraffatto”. Così si può dire che la vita è una “gara di sopraffazione”. L’uso di forza, spazio, pezzi, problemi, strategie e tattiche si risolve nella semplice idea di “sopraffazione”. Una guerra ed un business differiscono solo perché il primo usa la forza per sopraffare, mentre il secondo usa pubblicità e prodotti.

Un compagno di squadra è qualcuno che ti assiste nella sopraffazione del nemico. L’aberrazione è principalmente la sopraffazione dei compagni di squadra (obbiettivo sbagliato). Quando uno vede la vita come una complessità di tentativi di sopraffare, comincia a capirlo piuttosto bene. Due persone potrebbero giocare molti giochi, alcuni tra di loro, alcuni con altri. Essi sono avversari in alcuni e compagni di squadra in altri. Essi hanno successo nella misura in cui definiscono i loro giochi E sopraffanno i giusti nemici per ogni gioco. Il matrimonio fallisce solo perché i giochi diventano confusi tra marito e moglie.

Bene, avendo visto questo, torniamo ancora a guardare Dianetics. L’engram stava sopraffacendo il Preclear. Audendolo con la tecnica di Dianetics facciamo sì che il PC sopraffaccia l’engram – A PATTO che noi come auditor non stessimo semplicemente usando Dianetics per sopraffare il PC. Leggete delle cose che rendono l’auditing possibile nella “Tesi Originale” del 1947. La verità era lì, la ragione di base no.

Molto bene, se noi stiamo cercando di sopraffare gli engram, COSA stiamo cercando di sconfiggere? La definizione di engram è “un momento di dolore e incoscienza”. Questo dovrebbe essere espresso, più tecnicamente, con “un’immagine di energia-spaziale che rappresenta un momento di dolore e incoscienza e contenente percezioni”.

Beh qual è la nuova scoperta? E’ un pezzetto negli engram che è PIU’ IMPORTANTE del dolore e del incoscienza. Questo pezzetto può essere spiegato brevemente con “il momento dello shock”. “Il momento dello shock” è quel periodo di realizzazione del corpo e dal thetan che una sopraffazione è avvenuta.

Come ho detto, la sopraffazione non consiste di spazio, energia ed il resto. E’ l’idea che è avvenuta una sopraffazione. Il vincitore è convinto (a volte sbagliando, come quando la prima guerra mondiale divenne seconda guerra mondiale) di aver sopraffatto l’avversario. Il perdente è convinto di essere stato sopraffatto.

Per le meccanica della sequenza atto overt-motivatore, una persona che sopraffà molto a volte rimpiange di averlo fatto. A volte il sopraffatto (molto comunemente) prende la valenza vincente, diventando la persona o l’oggetto che l’ha sopraffatto. Quindi se uno vince, spesso lo rimpiange (il fenomeno dei terminali accoppiati è al lavoro qui) e quando perde a volte diventa il vincitore in persona.

Qui abbiamo la proposizione che uno può vincere troppo spesso o perdere troppo spesso. Questo come si adatta in Dianetics? Si adatta come: il momento di idea di una sopraffazione.

Alcuni combattenti, sanguinanti e mal ridotti, non cedono all’idea di essere stati schiacciati. L’engram ricevuto è, dunque, inefficace contro di loro. Quasi intoccati, alcuni credono di essere stati sopraffatti e, così, un piccolo lock assume il valore di un grande engram.

Alcune persone giocando contro altri, ritengono troppo rapidamente di aver vinto; essi hanno l’idea di aver fatto una sopraffazione. Certamente è una vecchia tattica quella di far credere al nemico di aver vinto e poi sorprenderlo: non Queensbury (NDT. Si riferisce alle regole della box) ma efficace. Quando questa cosa avviene il “vincitore” diventa sospettoso di aver sopraffatto e rischia di diventare troppo ansioso. Infatti può diventare così incerto a proposito del sopraffare gli altri che, alla fine, deve provarlo a se stesso con cadaveri stecchiti e niente di meno può bastare. E un “vincitore” può diventare anche più ansioso di così, come lo sono ora molte persone; lui può pensare che nessuna evidenza di aver sopraffatto gli altri è valida e così rigetta l’idea di aver sopraffatto. Iniziare a vincere qualcosa provocherà un ansia che porterà ad un contro-postulato in lui. Restimolando locks e engrams di ansia, diventa incerto ed indefinito. Vergogna, colpa, rimpianto, si accendono al pensiero di una vittoria. Perché? Non può avere l’idea di sopraffare gli altri con qualsiasi tipo di positività. Così può vivere vincendo ogni mano e sentirsi completamente sconfitto; per lui, nessuna evidenza di aver sopraffatto qualcosa è valida; deve diventare più grande, impegnarsi di più, ma la “malattia” resta con lui e alla fine conclude che è stato sconfitto.

 

Il solito “venditore di libertà”, l’agitatore, nella sua irragionevole e dannosa insistenza sul non avere regole e barriere per tutto, è capace solo di raggiungere una no-game condition. Va in quella direzione perché non sente possibile una vittoria. Allo stesso tempo può essere complicato da una certezza che lui sta venendo sconfitto ad ogni mano, non importa quali evidenze ci siano. Così deve assumere ruoli sempre più scorretti e convincenti, fino a che alla fine si arriva allo sparare per strada. Così, i regicidi di Francia, non poterono essere liberi anche quando uccisero il re e tutta la sua nobiltà; erano così poco convinti di aver vinto che persero prontamente eleggendo Napoleone come imperatore. Da morti, il re e la nobiltà, hanno comunque vinto nella menti dei radicali francesi, PERCHE’ i radicali non hanno avuto l’idea di sopraffare.

 

Nel campo degli engram questo diventa importante. Significa che gli engram spariscono, si cancellano rapidamente QUANDO il preclear riguadagna l’abilità di AVER L’IDEA che ha vinto e che ha perso. Questo spiega la misteriosa efficacia del Processing Di Scala Ascendente, così come sviluppato negli ultimi giorni di ricerca di Dianetics. Spiega anche perché molti PC non riescono a percorrere engram. Spiega anche perché la mia prima tecnica di dare piccole vittorie sui lock accendeva il sonico e la visio. Spiega anche perché alcuni auditor non avevano successo: loro non concedevano al PC di sopraffare alcunché e, gli auditor stessi, dovevano sopraffare i PC ed usavano gli engram per farlo. Gli auditors non sapevano che stavano facendo questo – loro erano i primi a sentirsi affranti per il caso fallito; era solo che quel sottile fattore era al lavoro, più potente del dolore e del incoscienza dell’engram.

 

Bene, questo mette a nudo la cosa. Ma c’è di più su questo soggetto e ne parlerò più avanti.

 

La ricerca di Dianetics e Scientology ha ancora i suoi momenti eccitanti. Almeno NOI STIAMO vincendo.

RON HUBBARD

 

 

 

 

55 commenti

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55 risposte a “Il momento dello “shock”!

  1. GB

    In questo scritto Hubbard ha toccato temi veramente interessanti e di alto livello. Ma… Il tema del “sopraffare”/”essere sopraffatto” mi sa tanto di GPM. In realtà ciò che viene sopraffatta è l’identità+scopo che in quel momento rappresenta la beingness del Thetan. E per il Thetan questo è uno shock. Il Thetan entra in confusione quando è improvvisamente incapace di controllare il gioco attraverso quella beingness.

  2. Marco

    Grazie di aver condiviso lo scritto Luca, e grazie di averlo tradotto.

    A me però è sembrato uno scritto di LRH abbastanza “strano”…

    Un pò complicato Quindi se uno vince spesso lo rimpiange (il fenomeno dei terminali accoppiati è al lavoro qui) e invece quando uno perde spesso a volte diventa il vincitore in persona.
    Qui abbiamo la proposizione che uno può vincere troppo spesso o perdere troppo spesso. Questo come si adatta in Dianetics?
    Si adatta come: “il momento di idea di una sopraffazione.”

    Un pò banale Quando uno vede la vita come una complessità di tentativi di sopraffare, comincia a capirla piuttosto bene.

    E un pò tanto contorto Audendolo con la tecnica di Dianetics facciamo sì che il PC sopraffaccia l’engram – A PATTO che noi come auditor non stessimo semplicemente usando Dianetics per sopraffare il PC.

    La principale teoria qui espressa è discutibile Nel campo degli engram questo diventa importante. Significa che gli engram spariscono, si cancellano rapidamente QUANDO il preclear riguadagna l’abilità di AVER L’IDEA che ha vinto e che ha perso. Sarà cosi? O sarà un problema causato dagli auditor (vedi frase quotata appena sopra)?

    Ripeto, a me il tutto sembra una complicazione. Ma forse una parola al riguardo la dovrebbe dire il C/S …

  3. paolo facchinetti

    parola del C/S: “Ma con tanti bei bollettini chiari e lineari sugli engram, magari già tradotti in Italiano, perché hai pensato di tradurre proprio questo??” Senza poi i riferimennti ai procedimenti citati la comprensione diventa ancora più difficile. Certamente ci sono esempi nella vita di persone che pur avendo grandi successi si sentono sempre dei perdenti

  4. Nel 1956 Ron si stava occupando dei “Giochi” quindi è comprensibile che l’attenzione fosse sul vincere-perdere, sopraffare-essere sopraffatti e così via. Che la vita sia una continua lotta per la sopravvivenza ok, ma ogni tanto un po’ di relax e tranquillità per Dio ci vuole! Un bel te coi biscottini è sempre gradito, a patto che non diventi Una Vita in Vacanza. Trovo comunque interessante il punto di vista di mettere l’attenzione sul momento di shock presente nell’engram perché è l’esatto punto in cui l’essere considera di avere perso e quindi essere effetto di qualcosa di più potente di lui. E da quel momento in poi la sua collezione di aberrazioni si ingrandisce.
    Guido

    • Marco

      Si Guido, ho trovato anch’io interessante questo passaggio che tu rilevi :

      Estrapolo:
      ” Beh qual è la nuova scoperta?
      E’ un pezzetto negli engram che è PIU’ IMPORTANTE del dolore e del incoscienza. Questo pezzetto può essere spiegato brevemente con: “il momento dello shock”. Il “momento dello shock” è quel periodo di realizzazione, del corpo e del thetan, che una sopraffazione è avvenuta”.

      “Questo come si adatta in Dianetics?
      Si adatta come: “il momento di idea di una sopraffazione.”

      “Come ho detto, la sopraffazione non consiste di spazio, energia ed il resto. E’ l’idea che è avvenuta una sopraffazione…”

      Può essere indubbiamente vero e molto interessante questo “momento dello shock” e/o questa “l’idea del momento di sopraffazione” , ma: il “momento dello shock “è molto comprensibile quando avvenga, ma “l’idea che è avvenuta una sopraffazione” lo è senz’altro molto meno (quando e perchè si è formata quell’idea? E non è un’idea che cmq risolvi quando percorri l’engram?

      Cmq mi chiedo: nella procedura NED (Nuova Era Dianetics) che da tanti anni si usa, dov’è il maneggiamento di questo “momento dello shock” ? Credo sia già dentro al maneggiamento (“percorrere l’engram come porcedura). E di questa “idea di sopraffazione”, dove si maneggia? Credo in questo caso ci voglia un procedimento ad hoc !?

      • Marco, credo che non ci sia bisogno di ulteriori procedimenti: una catena di engram sparisce quando il pc realizza il postulato fatto. “Postulato uscito uguale a cancellazione”. E che cosa sarà questo postulato se non una considerazione sull’aver perso?
        Guido

  5. GB

    Quando ci si approccia ad un bollettino tecnico lo si deve sempre cercare di comprendere nel contesto in cui è stato scritto. Come ha detto giustamente Guido in quel periodo Ron si stava occupando di giochi. Hubbard aveva già messo le basi di Scientology quindi, secondo me, il suo intento era di rivedere la teoria degli engram da quel nuovo punto di vista.
    Tuttavia Ron non aveva ancora svolto la ricerca sui GPM, perciò mancava ancora qualcosa in quella comprensione.
    Alla fine Hubbard ha preferito tenere Dianetics e Scientology distinte fra loro: la ricerca sui GPM ha preso altre strade e il processing di Dianetics è stato “scientologicamente” migliorato percorrendo le catene in quattro flussi e di individuando il postulato alla base della catena.
    In sostanza questo bollettino non apporta nulla dal punto di vista del processing, tuttavia le considerazioni contenute in esso sono alla base del processing di Idenics, sviluppato successivamente da John Galusha (auditor, ricercatore, assistente tecnico e direttore dell’addestramento).
    Marco scrisse un commento a riguardo: https://lareception.wordpress.com/2013/05/23/da-ricerche-e-scoperte-lanatomia-del-corpo-theta-1-parte/#comment-7629

    • Marco

      Interessante rivedere dopo qualche anno i commenti sciorinati nel periodo più caldo del nostro riscatto conoscitivo (io mi ricordo leggevo e leggevo un sacco di “altri” che non solo LRH e o altri gurù della Cof$)…

      Non capisco GB perchè dici che questo Post tecnico ricorda la tech di Idenics … quella tech parla di maneggiare identità (l’ho detto a grosse linee), non di maneggiare “l’idea di sopraffazione”.

      Invece riguardo ai GPM… tu dici che maneggiando gli scopi, e relativa identità, in contraposizione (nella Massa da problema) maneggi anche “l’idea di sopraffazione” e/o l’idea di “essere troppo perdenti (o vncenti)”?
      Potrebbe essere… ma io credo che anche i Gradi e Ned riescano a farlo… altrimenti con queste “idee” in mezzo ai piedi, non credo una persona possa raggiungere Clear.

      Allora diciamo che questo Pab (del post) è uno scritto tecnico superato e che è da leggere come solo uno scritto storico… un passaggio tecnico superato, che mette in rilievo quanto negli anni è stata difficile la conquista della conoscenza della mente e del thetan…

      • GB

        La questione della “sopraffazione” secondo me è un po’ esagerata, così come è stata descritta da Ron in questo PAB. Non è che possiamo leggere tutta la vita in questi termini, nemmeno in termini metaforici… Allora Guido che si beve la tazza di the che cosa sta facendo? Sta sopraffacendo le povere pianticelle che una volta uccise vengono poi bollite nell’acqua calda? Ahahahahah.
        La questione del gioco invece è interessante perché porta l’attenzione ai terminali in opposizione e alla questione della vittoria e della perdita. I terminali in opposizione sono sempre identità+scopi e questo concetto porta alla direttamente alla teoria dei GPM.
        Idenics però non si occupa di GPM: dopo aver percorso il momento di shock e confusione (individuando anche il postulato presente in esso), Idenics porta l’attenzione al cambiamento avvenuto nell’identità+scopo in seguito a quello shock. Questo cambiamento, per John Galusha, rappresenta la condizione indesiderata che si ripercuote nel tempo presente. A quel punto al PC gli si chiede che cosa di quella condizione indesiderata diventa per lui una vittoria o una perdita (perché, in effetti, anche le condizioni indesiderate possono contenere in sé delle vittorie in cui il PC rischia di rimanere bloccato). Infine il PC, attraverso il mock-up, viene aiutato a confrontare e a maneggiare l’identità prima e dopo lo shock. Tutto qua.
        Si tratta di un processing interessante ma, secondo me, semplificabile. Inoltre è stato eccessivamente decantato come la soluzione per tutti i problemi non risolti sul ponte. Non credo proprio. Il ponte che abbiamo va bene così com’è. Tuttalpiù questo processing, come altri ancora, possono essere utili in alcune circostanze.
        Ho letto una testimonianza dove si diceva che all’inizio, quando ancora il ponte non era strutturato, l’auditing iniziava con l’auditor che chiedeva al PC che cosa voleva maneggiare. Certo, oggi nella CofS questa scena mi sembra poco reale… Quindi penso che anni fa gli auditor avessero fra le mani diverse tech da utilizzarle lì per lì, proprio come sa fare Paolo F., per aiutare il PC a maneggiare le difficoltà della vita. Poi è nata una Chiesa, un ponte, il marketing e così via…

      • GB

        Riguardo ai GPM ti posso dire con certezza, in base a Dianasis, R6EW e quel che sto facendo da poco sul CC, che le Cog sono le più disparate e riguardano tutta l’esistenza…

        • Marco

          Grazie GB di tutti i chiarimenti… molto interessanti.

          Mi hai incuriosito riguardo a questo che dici :
          “Riguardo ai GPM ti posso dire con certezza, in base a Dianasis, R6EW e quel che sto facendo da poco sul CC, che le Cog sono le più disparate e riguardano tutta l’esistenza… “ ovvero maneggi un “nocciolo della questione” (un terminale e il suo oppositore) e ti può venire una cog. sul gatto?!
          Puoi gentilmente dire qualcosa di più? Solo perchè sono molto curioso… 🙂
          Grazie che condividi… le tue comunicazioni sono interessanti.

          • GB

            Preferisco non entrare nei particolari perché ognuno ha le sue Cog, sono solo sue e non sono generalizzabili (e poi non è bello se parli di un film svelare chi è l’assassino… Ahahahah).
            In Dianasis e nella R6EW si parte dal presente, mentre nei GPM implantati del CC e di OT2 si parte dall’implant stesso. Quindi sono due approcci diversi.
            Quando lavori con Dianasis, pian piano, mentre prosegui con le linee plot, ti rendi conto da dove proviene quel GPM, ovvero come tu l’hai creato lungo la traccia (GPM effettivo) oppure come l’hai drammatizzato (GPM implantato). Quindi fai As-Is della tua parte di responsabilità e vedi anche l’altra parte del gioco (pan-determinazione), nel senso che oggi puoi trovare oppositori al tuo scopo o alla tua identità, mentre in passato eri tu stesso, con un’altra identità ad opporti a quello scopo di qualcun altro. In tal caso la Cog sorge dal renderti conto di come hai generato tu quel GPM o, se implantato, del perché quel GPM è stato creato.
            Con la R6EW parti dalle drammatizzazioni, anche le più banali (“ho dato un calcio al gatto”), e lavorando sui sostantivi contenuti nella drammatizzazione e sul suo opposto, ti arriva la cog sull’origine di quel GPM e quindi potresti scoprire che “dare un calcio al gatto” è solo la punta di un iceberg… e magari, sotto sotto c’è un GPM, con un’intenzione specifica, che serve a mettere in relazione i Thetan e i corpi animali…
            Con i GPM implantati del CC (la tecnica è la stessa utilizzata su OT2) lavori sugli item contenuti nel GPM e, con la tecnica della ripetizione (tecnica dianetica), vengono via via scaricati. Anche in questo caso, mentre li percorri, ti arrivano le Cog sul perché di quel GPM e cosa che ha comportato lungo la tua traccia (in relazione alle diverse dinamiche) e in anche in quella dell’umanità, non solo come corpi ma anche come Thetan.
            Tutto qua.

          • Marco

            Super Gb, grazie della specificazione delle varie procedure, molto interessante.

            Buon auditing.

  6. GB

    HUBBARD COMMUNICATIONS OFFICE
    Saint Hill Manor, East Grinstead, Sussex
    HCO BULLETIN DEL 20 AGOSTO AD 13
    Central Orgs
    Franchise
    SCIENTOLOGY TRE & QUATTRO
    R3R—R3N

    IL POSTULATO DEL PRECLEAR
    Sappiamo da tempo che il postulato del preclear fatto al tempo dell’incidente contiene carica.
    Come il preclear viene fatto muovere indietro sulla traccia del tempo a oltre Tre Trilioni, troverete che gli incidenti e i RI contengono meno carica in proporzione al PC (il quale era più forte al tempo) e che i postulati del PC fatti a quel tempo contengono più carica.
    In breve come voi andate più indietro sulla Traccia del Tempo, gli incidenti sembrano più deboli al PC e il PC, essendo più capace, aveva postulati più forti.
    Così non è raro trovare un GPM sulla traccia più remota che produce solo fall sul PC e che i postulati del PC fatti a quel tempo abbiano RR (o cadute).
    Questo, infatti, diventa ancora più sproporzionato in maniera tale che, sulla traccia molto remota, potreste trovare che percorrere i RI da un GPM produce nessun movimento di TA, ma ottenendo i postulati del PC si produce un blow down del TA che “va attraverso il 7” (attorno a tutto il quadrante
    del TA e di nuovo su).
    In mie recenti indagini riguardanti il Tone Arm e la sua relazione con l’auditing, è diventato apparente che tre tipi di carica esistono in un GPM:
    1. Carica come engram.
    2. Carica come RI.
    3. Carica come postulati.
    Tutti e tre devono essere rimossi da un GPM.
    Qualsiasi incidente, ovunque sia sulla traccia, contiene postulati (commenti, considerazioni, direzioni) fatte dal PC a quel tempo.
    Così in tutti gli incidenti i postulati del PC devono essere chiamati e rimossi.
    Per rimuovere un postulato da qualsiasi incidente, fate sì che il PC lo ripeta fino a quando non reagisce più sul ago del meter. Se si riduce ad un tick persistente, ottenete soppresso da esso e fateglielo ripetere
    ancora, proprio come nel caso di qualsiasi RI in un GPM.
    NON LASCIATE I POSTULATI CARICHI.
    Trattateli come Items di GPM sia che li troviate in un GPM o in un engram.
    Aggiungete alla vostra lista di rotture di ARC L3 e L4, “Abbiamo oltrepassato qualche postulato?”
    Ci sono implants che dicono al PC di non cancellare i suoi postulati. C’è anche il Goal “Postulare” nella Serie dell’Orso.
    A volte il postulato si trova prima del reale engram nella R3R. Esempio: Un uomo decide di farsi male, poi entra in una situazione engramica. L’engram non si libera completamente fino a quando non si rimuove il postulato.
    Chiamare occasionalmente per “qualche postulato, considerazione o commenti che hai fatto in questo incidente”, mentre si percorre R3R engram o la R3N farà continuare bene l’episodio. Quando il PC ne dice uno, fate sì che lui o lei lo ripeta fino a che non reagisce più sull’ago.
    Porto questa cosa alla luce in questo momento dato che ho trovato un caso che non aveva nessun movimento di TA su engrams, GPMs o RRs sui RI fino a che si è data una speciale attenzione al postulato, allora in quel momento un eccellente azione di TA è avvenuta.
    SOMMARIO
    Un TA bloccato è sempre causato dal percorrere sopra la tolleranza di carica del PC. Potete bloccare qualsiasi TA forzando il PC dentro incidenti senza ripulirli. Un postulato è solo un tipo di carica.
    A qualsiasi posizione sulla Traccia del Tempo cercate anche i postulati del PC. Sulla Traccia del Tempo remota aspettatevi che essi possano occasionalmente “far saltare in aria il Meter”.
    Rendete flat qualsiasi postulato facendolo ripetere fino a che tutte le reazioni dell’ago sono rimosse. E tutta la carica, ovviamente, su qualsiasi cosa, che siano fall o RR, deve essere rimossa da engrams e GPMs.
    L. RON HUBBARD

    • GB

      RI = Reliable Item
      RR = Rocket Read

    • GB

      RI = Reliable Item, Voce Affidabile.
      RR = Rocket Read, Lettura Razzo.

      • Marco

        Come il preclear viene fatto muovere indietro sulla traccia del tempo a oltre Tre Trilioni, troverete che gli incidenti e i RI contengono meno carica in proporzione al PC (il quale era più forte al tempo) e che i postulati del PC fatti a quel tempo contengono più carica.

        Grazie GB, informazioni interessanti…
        Che bella conoscenza questa di Dn e Scn …!!!

  7. Pier Paolo

    Discorso di scioglimento dell’Ordine della Stella d’Oriente.
    L’Ordine della Stella d’Oriente fu fondato nel 1911 per proclamare la venuta del Maestro del Mondo e Krishnamurti fu nominato Capo dell’Ordine. Il 3 agosto 1929, a Ommen, in Olanda, all’apertura dell’Assemblea Annuale dell’Ordine, di fronte a 3000 seguaci, Krishnamurti sciolse l’Ordine della Stella con il discorso che segue.

    “Questa mattina parleremo della dissoluzione dell’Ordine della Stella. Molti ne saranno felici e altri ne saranno rattristati. Ma non si tratta di gioirne nè di rattristarsene, perché è inevitabile, come vi spiegherò. Forse ricorderete la storiella del demonio che passeggia per la via con un amico; a un certo punto, davanti a loro, un uomo si china a raccogliere qualcosa per terra, lo guarda e se lo mette in tasca. L’amico chiede al demonio: “Che cosa può aver raccolto quell’uomo?” “Ha trovato un pezzo di verità”, risponde il demonio. “Ah, è un brutto affare per te, allora!” osserva l’amico. “Oh, niente affatto – replica il demonio – adesso farò in modo che la organizzi.”

    Io sostengo che la verità è una terra senza sentieri e non la si può avvicinare da nessun tipo di percorso, religione o setta.

    Questo è il mio punto di vista, al quale aderisco in modo assoluto e incondizionato. Essendo la verità illimitata, incondizionata, non raggiungibile da nessun tipo di strada, non può essere organizzata né si dovrebbe formare nessuna organizzazione per guidare o forzare le persone a percorrere vie particolari.

    Se innanzitutto comprendete questo, allora vedrete quanto sia impossibile organizzare un credo. La fede è una questione puramente individuale e voi non potete e non dovete organizzarla; se lo fate, diventa una cosa morta, cristallizzata, diventa un credo, una setta, una religione da imporre agli altri. E’ questo che tutti cercano di fare nel mondo.

    La verità viene ridotta a qualcosa di ristretto, a una specie di trastullo per coloro che sono deboli, che si sentono momentaneamente insoddisfatti. La verità non può essere “portata giù” è piuttosto l’individuo che deve fare lo sforzo di innalzarsi fino ad essa. Non potete portare a valle la cima del monte, se volete conquistare quella cima dovete attraversare la valle e arrampicarvi su per la salita, senza temere i pericolosi precipizi.

    Questo è il motivo principale, dal mio punto di vista, per il quale l’Ordine della Stella deve essere dissolto.

    Ciononostante, voi probabilmente formerete altri ordini, continuerete ad appartenere a qualche organizzazione alla ricerca della verità.

    Io non voglio appartenere a nessuna organizzazione di tipo spirituale, vi prego di comprenderlo. Potrei usufruire di un’organizzazione per andare a Londra, per esempio, ma questo è tutto un altro genere di organizzazione, puramente meccanico, come le poste o il telegrafo. Posso fare uso di una macchina o di una nave per viaggiare, si tratta soltanto di meccanismi fisici, che non hanno nulla a che fare con la spiritualità.

    Sostengo, di nuovo, che nessuna organizzazione potrà mai guidare l’uomo alla spiritualità. Se si crea un’organizzazione a questo scopo, questa diventa una specie di stampella, un punto di debolezza, una schiavitù che paralizza l’individuo, che gli impedisce di crescere, di stabilire la sua unicità, che risiede nella scoperta per conto suo della verità assoluta, incondizionata. E questo è un altro motivo che mi ha fatto decidere di dissolvere l’Ordine della Stella di cui mi sono trovato ad essere il capo, nessuno mi ha spinto a prendere questa decisione. E non si tratta di un gesto grandioso, perché io non voglio seguaci, e lo dico sul serio. Nel momento in cui seguite qualcuno, cessate di seguire la verità.

    A me non importa se siete attenti a quello che dico oppure no. Io voglio fare una certa cosa nel mondo e intendo farla con molta fermezza e concentrazione. C’è una sola cosa che mi preme: rendere l’uomo libero. Desidero che sia libero da tutte le gabbie e le paure, e che non fondi nuove religioni, nuove sette, e che neppure enunci nuove teorie o filosofie. E allora naturalmente mi chiederete perché vado continuamente in giro per il mondo a parlare. Ve lo dico subito: non certo perché desideri dei seguaci o voglia formare un gruppo di discepoli speciali. (Si sa quanto gli uomini amino essere diversi dai loro simili, per quanto la loro distinzione possa essere assurda e superficiale! Io non voglio incoraggiare questa assurdità.) Io non ho discepoli né apostoli, né sulla terra né nel regno della spiritualità. Non è la lusinga del denaro né il desiderio di una vita comoda ad attirarmi. Se fossi attratto da una vita comoda non sarei venuto a questo raduno, né vivrei in un paese così umido!

    Vi sto parlando con franchezza perché voglio che le cose siano chiare una volta per tutte. Non voglio che si ripetano queste discussioni anno dopo anno.

    Un giornalista che mi ha intervistato, ritiene che dissolvere un’organizzazione formata da migliaia e migliaia di membri sia un gesto eccezionale, e mi ha detto: “Che cosa farà dopo? Non avrà seguaci, la gente non l’ascolterà più.” Ma io dico che se ci fossero anche solo cinque persone che ascolteranno, che vivranno, che rivolgeranno il volto verso l’eternità, sarà sufficiente. A che serve avere intorno migliaia di persone che non comprendono, imbalsamate nei pregiudizi, che non vogliono sentire il nuovo ma che piuttosto traducono il nuovo per il proprio sterile stagnante sé?

    Vi prego di non fraintendermi, se vi sto parlando in maniera dura non è per mancanza di compassione. Se andate da un chirurgo per un’operazione, non è forse bene che vi operi anche se può causarvi del dolore? E, allo stesso modo, se vi sto parlando in modo diretto, non è per mancanza di vero affetto, anzi, è il contrario!

    Come vi dicevo, il mio scopo è soltanto uno: rendere l’uomo libero, sollecitarlo verso la libertà, aiutarlo a interrompere i suoi limiti, perché soltanto questo potrà dargli eterna felicità e un’incondizionata realizzazione del sè.

    Poiché io sono libero, incondizionato, completo – non una parte, non il relativo, ma la completa verità che è eterna – desidero che coloro che cercano di comprendermi siano liberi; senza seguirmi, senza fare di me una gabbia che diventerà una religione, una setta. Costoro dovrebbero essere liberi da tutte le paure – dalla paura della religione, della salvezza, della spiritualità, dalla paura dell’amore, della morte e della vita stessa. Così come un artista dipinge un quadro per la gioia di farlo, esprimendo se stesso, la sua gloria, il suo benessere, io faccio questo senza volere nulla da nessuno.

    Voi siete abituati all’autorità, a un’atmosfera autoritaria, che pensate vi possa condurre alla spiritualità. Voi pensate e sperate che qualcuno, dotato di straordinari poteri, possa operare il miracolo di trasportarvi nel regno di libertà eterna che è felicità. Tutto il vostro modo di vedere la vita è fondato su quell’autorità.

    Mi avete ascoltato per tre anni ormai, senza che siano avvenuti cambiamenti, eccetto che in poche persone. Ora, analizzate quello che dico, siate critici, in modo da comprendere interamente, fondamentalmente.

    Quando cercate un’autorità che vi conduca alla spiritualità, siete automaticamente costretti a costruirvi intorno un’organizzazione. E creando quell’organizzazione, che pensate vi possa aiutare spiritualmente, vi rinchiudete in una gabbia.

    Se vi sto parlando con franchezza, vi prego di ricordare che non lo faccio per durezza o per cattiveria, e nemmeno sull’onda dell’entusiasmo del mio scopo, ma perché voglio che comprendiate quello che dico. Questo è il motivo per cui siete qui, e sarebbe uno spreco di tempo se non vi spiegassi in modo chiaro e deciso il mio punto di vista.

    Per diciotto anni vi siete preparati all’evento della venuta del Maestro del Mondo. Per diciotto anni vi siete organizzati, avete cercato qualcuno che portasse nuova gioia ai vostri cuori e alle vostre menti, che trasformasse la vostra vita, portandovi una nuova comprensione; qualcuno che vi elevasse a un nuovo livello di vita, che vi incoraggiasse, che vi liberasse – e ora, guardate che cosa sta succedendo!

    Pensateci, ragionate, e scoprite se e in che modo quel credo vi abbia resi diversi – non parlo della superficiale differenza di portare un distintivo, che è una cosa banale, assurda. In che modo quel credo ha spazzato via tutto ciò che non è essenziale per la vita? E’ questo il solo metro di giudizio: in che modo siete più liberi, più grandi, più pericolosi per qualsiasi società basata su cose false e non essenziali? In che modo i membri di questa Organizzazione della Stella sono diversi?

    Come dicevo, vi siete preparati per diciotto anni a ricevermi. Non mi importa se credete che io sia il Maestro del Mondo o no, questo ha pochissima importanza. Appartenendo all’organizzazione dell’Ordine della Stella, avete dato la vostra solidarietà e la vostra energia al riconoscimento di Krishnamurti come il Maestro del Mondo – in modo parziale o totale: totalmente per coloro che seriamente cercano e solo parzialmente per quelli che si sentono soddisfatti con le loro mezze verità.

    Vi siete preparati per diciotto anni e guardate quante difficoltà interferiscono nella vostra comprensione, quante complicazioni, quante banalità. I vostri pregiudizi, le vostre paure, le vostre autorità, le vostre chiese nuove e vecchie; io dico che tutto questo è un ostacolo alla comprensione. Non riesco a esprimerlo più chiaramente di così. Non voglio che siate d’accordo con me, non voglio che mi seguiate, voglio che comprendiate quello che dico. Questa comprensione è necessaria, perché i vostri credi non vi hanno trasformato, vi hanno soltanto creato complicazioni, perché non siete disposti ad affrontare le cose così come sono.

    Voi volete soltanto i vostri dei – nuovi dei al posto di quelli vecchi, nuove religioni invece delle vecchie, nuove forme al posto delle vecchie, tutte cose ugualmente inutili, tutte barriere, limitazioni, stampelle. Al posto delle vecchie distinzioni spirituali e dei vecchi oggetti di venerazione ne avete di nuovi.

    Per la vostra spiritualità dipendete tutti da qualcun altro, e così per la vostra felicità, per la vostra illuminazione. E, nonostante vi siate preparati a ricevermi per diciotto anni, quando dico che tutte queste cose non servono, quando dico che le dovete lasciare da parte e guardare dentro di voi per l’illuminazione, per la gloria, per la purificazione, per l’incorruttibilità del sé, nessuno di voi è disposto a farlo. Ce ne possono essere alcuni, ma veramente pochissimi.

    E allora, perché avere un’organizzazione? Perché avere attorno gente falsa e ipocrita che mi segue come personificazione della verità? Non sto dicendo cose dure o scortesi, ma siamo arrivati a un punto in cui bisogna affrontare le cose come sono.

    L’anno scorso vi dissi che non avrei accettato compromessi e pochissimi mi ascoltarono. Quest’anno lo sto dicendo in modo assolutamente chiaro. Non so quante migliaia di persone dell’Ordine, in tutto il mondo, si siano preparate a ricevermi per diciotto anni, eppure non sono disposte ad ascoltare incondizionatamente, completamente, quello che dico.

    Come ho detto prima, il mio scopo è di rendere l’uomo incondizionatamente libero, perché sostengo che l’unica spiritualità è l’incorruttibilità del sè che è eterno, è l’armonia fra la ragione e l’amore. Questa è l’assoluta, incondizionata verità, che è la vita stessa.

    Perciò voglio che l’uomo sia libero, esultante, come gli uccelli nel cielo limpido, leggeri, indipendenti, estatici nella libertà.

    E a voi, che vi siete preparati per me per diciotto anni, ora io dico che dovete essere liberi da tutte queste cose, dalle vostre complicazioni, dai vostri legami.

    Per questo non avete bisogno di avere un’organizzazione basata su credi spirituali.
    Perché avere un’organizzazione per cinque o dieci persone nel mondo che comprendono, che lottano, che hanno messo da parte tutto ciò che è superficiale?

    E per quelli che sono deboli, non ci può essere nessuna organizzazione che li aiuti a trovare la verità, perché la verità è in ciascuno di noi; non è lontana, non è vicina, è eternamente qui.

    Le organizzazioni non possono rendervi liberi, nessuno dall’esterno può rendervi liberi; non lo potrà fare un culto organizzato nè l’immolarsi per una causa; non vi libererete creando voi stessi un’organizzazione, e nemmeno tuffandovi in opere varie. Per scrivere le vostre lettere usate una macchina, ma poi non la mettete su un altare per venerarla; eppure è questo che fate quando le organizzazioni diventano il vostro interesse principale.

    “Quanti membri conta la sua organizzazione?” Questa è la prima domanda che mi fanno i giornalisti. “Quanti seguaci avete? Da questi numeri potremo giudicare se quello che dice è vero o falso”. Io non so quanti siano e non mi interessa. Come dicevo, se anche una sola persona si fosse liberata, basterebbe.

    Ripeto, voi pensate che solo certe persone abbiano la chiave del regno della felicità. Nessuno ce l’ha, nessuno ha l’autorità di tenere quella chiave. Quella chiave siete voi stessi e soltanto nell’evoluzione, nella purificazione e nell’incorruttibilità di quel sé, c’è il regno dell’eternità.

    Allora vedrete l’assurdità della struttura che avete costruito, alla ricerca di un eterno aiuto, dipendendo da altri per il vostro conforto, la vostra felicità, la vostra forza. Tutto questo si può trovare soltanto dentro di voi.

    Siete abituati a sentirvi dire da qualcuno quali progressi avete fatto, quale sia la vostra condizione spirituale. Quanto siete infantili! Chi, se non voi stessi, potrebbe dirvi quanto siete belli o brutti interiormente? Chi, se non voi stessi, può dirvi se siete incorruttibili? Voi non siete seri in queste cose.

    Ma coloro che realmente desiderano comprendere, che vogliono trovare ciò che è eterno, senza principio né fine, cammineranno insieme con maggior intensità e saranno un pericolo per tutto ciò che non è essenziale, che non è reale, per ciò che è in ombra.

    E queste persone si concentreranno, diventeranno la fiamma, perché esse comprendono. Dobbiamo creare un nucleo così, è questo il mio scopo.

    Perché da quella reale comprensione deriverà una vera amicizia. Perché quella vera amicizia – che a quanto pare voi non conoscete – comporterà una effettiva collaborazione gli uni con gli altri. E tutto questo non per via di un’autorità, né per la salvezza, né perché vi immolate per una causa, ma perché comprendete veramente e quindi siete in grado di vivere nell’eterno. Ed è qualcosa di più grande di qualsiasi piacere, di qualsiasi sacrificio.

    Queste sono alcune delle ragioni per le quali, dopo due anni di attenta riflessione, ho preso questa decisione. Non si tratta di un impulso momentaneo. Non sono stato convinto da nessuno. Non mi faccio persuadere in queste cose; ci ho riflettuto sopra per due anni, con calma, con attenzione e pazienza e ora ho deciso di sciogliere l’Ordine, dato che ne sono il capo. Voi potrete formare altre organizzazioni e aspettare qualcun altro; a me questo non interessa, non voglio creare altre gabbie e nuove decorazioni per quelle gabbie. .

    Il mio solo interesse è di rendere l’uomo assolutamente, incondizionatamente, libero.”

    • Ciao Pier Paolo,
      il discorso di Krishnamurti è sicuramente molto interessante e ti ringrazio per averlo mandato anche a noi per la pubblicazione.
      Lui fa parte di quella numerosa schiera di filosofi e liberi pensatori che possono contribuire a far uscire l’uomo da quello stato di Minorità così ben evidenziato da Kant, Voltaire e altri Illuministi. Dato che in questo Blog parliamo di Scientology guardiamo la cosa però da questo punto di vista e rapportiamola alle nostre vicende, o vicissitudini.
      Mi pare evidente che chi, come me, la mia famiglia e altri frequentatori de LaReception, si sia affrancato dalla NECESSITA’ di avere un Maestro o una guida rigida per potersi evolvere e formarsi opinioni e stati operativi autonomi. Qui il pensiero critico costruttivo è presente e (consentimelo) suscettibile di modifiche in base ai propri personali riscontri in termini efficacia e risultati. Che poi qualcuno abbia più o meno o assenza di risultati è un altro discorso, che esula ora dal contesto di questo mio intervento.
      Per maggiore chiarezza prendiamo la comune definizione di Minorità:
      “Minorità è l’incapacità di valersi del proprio intelletto senza la guida di un altro. Imputabile a se stesso è questa minorità, se la causa di essa non dipende da difetto d’intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di far uso del proprio intelletto senza essere guidati da un altro.”
      Tuttavia la guida di un altro è necessaria nei primi stadi di formazione e ricerca intellettuale, i genitori e poi gli educatori scolastici (Il termine “educazione” deriva dal latino “ex-ducere” che letteralmente vuol dire TIRARE FUORI, FAR VENIRE ALLA LUCE QUALCOSA CHE E’ NASCOSTO.)
      E’ evidente che nella chiesa di Scn i parrocchiani vengano tenuti in questo stato di minorità per scopi diametralmente opposti a quelli dichiarati di Libertà e “Pensare con la propria testa”.
      Se ne siamo usciti è proprio perché lo abbiamo realizzato!
      Una delle attività principali della chiesa è quella di “istruire” piuttosto che “educare”, o meglio, “indottrinare”.
      Vediamone le definizioni:
      “Istruzione” deriva sempre dal latino “in-struere” e significa inserire,portare dentro materiali. Vuol dire inserire qualcosa dentro un contenitore. Nel caso della formazione, vuol dire inserire nozioni.
      “Indottrinare” significa istruire in modo sistematico, con insistente opera di persuasione. dal lat. doctrīna(m), deriv. di docēre ‘insegnare’.
      L’educazione perciò porta allo sviluppo di un proprio pensiero autonomo al contrario dell’indottrinamento che crea pappagalli che non hanno comprensione propria.
      L’istruzione naturalmente è essenziale, a patto che sia fatta nel rispetto dell’ARC da persone con scopi nobili.
      Sarebbe sicuramente bello avere già da ora una scena ideale in cui le persone sono altamente etiche e pan-determinate e che operano esclusivamente in direzione del bene comune e della tolleranza delle differenze (mi sovvien Tommaso Campanella che scrisse nel 1600 “La città del Sole”), ci dobbiamo lavorare sopra e, per il momento, delle buone guide ci possono essere ancora molto utili.
      Innalziamo la nostra capacità di confrontare il Male, dentro e di fuori di noi, e anche il nostro livello di Responsabilità, in modo da farne, sul gradiente, as-is.
      Guido

    • Marco

      Ed invece una organizzazione è assolutamente necessaria… come è necessaria una famiglia a far crescere un figlio. Dopo di che, quando un figlio è cresciuto ed a acquisito un po’ più di consapevolezza e autodeterminazione, allora sarà libero di camminare con le sue gambe, in pieno potere di scelta.

      Un essere umano purtroppo non nasce “imparato”, ha bisogno di istituzione, data da strutture famigliari e sociali che lo portino ad un livello tale per cui poi lui potrà andare verso la libertà in autonomia.

      Ma anche a quel punto, lui dovrà essere organizzato. Organizzato con altri che come lui vogliono andare liberi, perché si troverà a dover far fronte ai nemici di quella scelta di libertà.

      “Un OT da solo non ce la fa”, significava che lui dovrà organizzarsi per difendere la possibilità di continuare ad esserlo e per permettere che anche altri lo possano diventare.

      • Burlesque

        E’ mia opinione che una certa riluttanza di noi Indi ad una struttura organizzata sia da collegare al fatto che Ron ad un certo punto ha messo in piedi un organizzazione paramilitare come la Sea Org che successivamente con l’infiltrazione, la presa in possesso e degenerazione di chi sappiamo è diventata simile alla Gestapo. In realtà ci sono vari livelli di “rigidita” o “leggerezza” in un organizzazione. Il livello di tono medio dei suoi componenti influenza il livello di rigidità/leggerezza.

  8. GB

    Sono d’accordo che per crescere l’essere umano debba essere sostenuto e accompagnato da qualcosa più grande di lui che se ne prenda cura. Credo che lo stesso Krishnamurti ne convenisse, dato che fondò delle scuole.
    Tuttavia il suo discorso è riferito agli adulti che cercano la libertà spirituale.
    Quanti milioni di persone vediamo girare attorno ad un meteorite alla Mecca, miliardi si inginocchiano tutti i giorni in segno di sottomissione, altri miliardi vanno in chiesa e si battono il petto affermando di essere peccatori… centinaia di migliaia danno fondo ai loro risparmi nella CofS.
    A che cosa servono queste organizzazioni? Questo è il punto e il senso del messaggio di Krishnamurti.
    Dal canto suo Krishnamurti offre la sua ricetta. È stato utile il suo messaggio? Credo che da un lato abbia contribuito a risvegliare gli animi di alcuni ricercatori, tuttavia… conoscete qualcuno che ha realizzato un qualche stato spirituale grazie ai suoi insegnamenti? Alla fine credo sia questo il metro di paragone: funziona? Porta all’obiettivo dichiarato?
    In campo spirituale quali sono le organizzazioni che effettivamente hanno aiutato l’essere umano a liberarsi? Quali sono le differenze rispetto a quelle che, invece, contribuiscono a intrappolarlo o a fregarlo?
    Credo sia utile cercare le risposte a queste domande.

  9. GB

    Marco: ““Un OT da solo non ce la fa”, significava che lui dovrà organizzarsi per difendere la possibilità di continuare ad esserlo e per permettere che anche altri lo possano diventare.”
    Secondo me la questione qua va aldilà dell’aspetto organizzativo. Lavorando sugli implant sempre più mi rendo conto di essere circondato da un mondo pazzo abitato da pazzi. Credo sia questo il senso di ciò che dice Ron.
    Questo concetto è spiegato benissimo in questo breve video (ed è confermato dai fatti politici attuali):

    • Marco

      Si GB, sono parzialmente d’accordo con il filmato… dice bene quando dice “…le persone che vogliamo salvare sono parte di questo sistema…” . Ci sarebbe da discutere riguado a “… e finchè fanno parte del sistema sono nostre nemiche”.
      Non credo sia proprio cosi… qui da per scontato che le persone siano tutti degli idioti, mentre non credo sia cosi per tutte le persone.

      Io sono d’accordo invece sul LRH delle prime organizzazioni… se non ci fossero state quelle prime organizzazioni, che funzionavano, ora non saremo qui a parlare di Scn.
      Dunque l’organizzazione va benissimo… ma con l’imperativo della vigilanza… bisogna stare all’erta e vigilare perchè il prezzo per andare liberi è “vigilanza costante e volontà di respingere gli attacchi”.

      Evidentemente ad un certo punto la vigilanza non è più stata in uso.

  10. Marco

    HCOPL 20 AGOSTO 1982

    FONDAMENTI ORGANIZZATIVI

    “Un’organizzazione consiste in scopi coordinati, linee e terminali.
    Nient’altro che questo.

    Per essere capace di auto-sostentamento, deve avere uno scambio equo e di valore, in quantità adeguata alle proprie necessità.

    Per espandersi, deve rafforzare i suoi scopi, aumentare le sue linee e i suoi terminali, nonché moltiplicare il suo scambio al di sopra del tasso del suo consumo.

    Se avrete compreso appieno questi primi tre paragrafi, potrete comprendere i gruppi, le imprese, le società, le civiltà, le nazioni e gli imperi.

    La loro crescita o la loro caduta dipendono direttamente dalla loro capacità di soddisfare quanto esposto nei primi tre paragrafi sopra.

    E se capite pienamente la definizione di base di organizzazione e cercate di costruirne una, rendendola capace di auto sostentamento ed espanderla, sarete molto duri con chiunque renda scoordinati o indebolisca gli scopi, danneggi o ometta le linee e destabilizzi i terminali.
    Capirete perfettamente che cosa quella persona sta facendo esattamente: sta cercando di rendere l’organizzazione meno capace e di farla contrarre o di distruggerla.

    Quindi sappiate quali sono i vostri nemici.

    È molto utile eliminare ogni confusione dimostrando i primi tre paragrafi in plastilina.

    Padroneggiando questi principi molte cose vi saranno chiare, e oltre a capire che cosa rende ghetto un ghetto e che cosa rende buona una buona società, e capire perché una zona è povera e un’altra è opulenta, avrete anche acquisito il potenziale per creare o contribuire alla creazione di una vita migliore per tutti.

    L. RON HUBBARD

    • Marco

      HCOPL 1° OTTOBRE 1967
      Serie del know-how amministrativo N. 15

      USI DELLE ORGANIZZAZIONI

      “Esistono due modi (violentemente in contrasto tra loro) in cui le organizzazioni di Scientology possono essere usate:

      1. Favorire il progresso di sé e di tutte le dinamiche verso la sopravvivenza assoluta.

      2. Usare sugli altri il grande potere e il controllo di un’org per difendere se stessi.

      Quando in un’organizzazione lavora un Essere per bene, egli usa il modo illustrato al punto 1.

      Quando in un’organizzazione lavora una persona soppressiva, usa il modo illustrato al punto 2.”

      “È di vitale importanza per tutti noi che le nostre org abbiano lo scopo di aumentare la sopravvivenza nell’ambito di tutte le dinamiche.

      E che noi impediamo che le org vengano usate come mezzi per opprimere gli altri.”

      L. Ron Hubbard

      • Marco

        ATTIVITA’ DEL CAMPO 06/01/59 OEC Vol 6 Page 351

        “La nota fondamentale per maneggiare ogni area è di PORTARE ORDINE.

        La confusione è transitoria. L’Ordine non lo è, RIMANE.
        Quindi, più ordine mettete nelle cose più continuità avrete.

        Questo è un dato nuovo, estremamente importante e ci si dovrebbe ripassare sopra con attenzione più volte ed applicarlo.

        È un dato che porta vittorie nella società, in un gruppo o in un PC.

        La più alta abilità di un Thetan è di PORTARE ORDINE.
        Portate un poco di ordine.

        Portate il PC a capire che può portare ordine nei suoi problemi.
        Chiedetegli senza mezzi termini, “Che tipo di ordine potresti portare nella tua vita?” E il suo caso inizierà a risolversi.

        Quindi, un processing ordinato porterà risultati, un processing disordinato non lo farà.
        Tutto ciò che è una rottura di ARC è : Disordine.

        La confusione che vola via quando si introduce l’ordine sembra cosi IMPORTANTE a molti Auditor che questi fanno Q & A con essa.
        Smettono di cercare l’ordine ed iniziano a cercare la confusione.

        MAI cambiare dall’ordine al disordine solo perché la confusione fa blow. Lasciate che la confusione VADA VIA.
        Se volete che vada via tutta, metteteci PIU’ ORDINE .”

        • GB

          Strano questo discorso, perché che Theta come operazione fondamentale ha quella di portare ordine nel caos c era già stato scritto negli assiomi di Dianetics. Però lì Ron sottolinea che la causalità non deve essere carente, ma ottimale affinché possa esservi apprendimento, autodeterminazione e sanità mentale. Quindi va sé che l’ossessione per l’ordine sia controproducente alla sopravvivenza e a molto altro…

          • Marco

            Si è vero GB, l’ordine non deve essere maniacale, anche perchè “gli assoluti sono inottenibili”, ovvero non si potrà mai avere un ordine assoluto.

            Dunque l’ordine deve essere al un livello razionale.

            Resta da stabilire/definire cos’è un/il livello razionale?
            Credo sia quello tipico di.. qualdo cerchi una cosa la trovi. Cioè ad un livello tale che si può avere una buona coordinazione (azioni in sequenza) per ottenere una buona produzione, che alla fin fine significa ottenere una buona sopravvivenza.

            Credo sia un ordine che tutti conosciamo… di buon senso… che potremmo definire anche come una “buona coordinazione tra terminali (comprese persone) e/o tra cose”.

            Una buona organizzazione è ordine (per questo ho postato questo pezzo di LRH).

            Libro: Problemi del lavoro
            Capitolo : COME RISOLVERE LE CONFUSIONI NEL MONDO DEL LAVORO QUOTIDIANO

            “Una sufficiente quantità di problemi irrisolti equivale a una grande confusione.

            Nel suo lavoro, il lavoratore riceve un numero di ordini contraddittori sufficiente a gettarlo in uno stato di confusione.

            Un moderno stabilimento può essere diretto in modo così scadente da assumere, nell’insieme, l’aspetto di una grande confusione per la quale non esiste soluzione.

            La fortuna è la soluzione consueta a cui si ricorre quando ci si trova in una confusione. Se le forze che ci circondano sembrano insormontabili, possiamo sempre “contare sulla fortuna”.
            Con fortuna intendiamo “destino guidato da fattori esterni”.

            Quando però si lascia andare il volante di un’automobile sperando che la macchina, per buona sorte, rimanga entro la carreggiata, spesso si rimane delusi.
            Lo stesso accade nella vita: ciò che viene lasciato al caso ha meno probabilità di risolversi.

            Chiudere gli occhi davanti agli esattori delle tasse, e stringere i denti sperando di vincere alle corse per risolvere così tutti i suoi problemi è confusione.

            Se per superare le difficoltà si ha bisogno della fortuna, questo vuol dire che non si è più al volante della propria automobile.

            Vuol dire che si è alle prese con una confusione.”

            “La confusione può essere definita come “un insieme di fattori o circostanze che non sembrano avere una soluzione immediata”.

            Più in generale:
            UNA CONFUSIONE, IN QUESTO UNIVERSO, È MOVIMENTO CASUALE.

            Se vi trovaste nel mezzo di un intenso traffico, potreste sentirvi confusi da tutto il movimento che vi sfreccia intorno.
            Se vi trovaste nel mezzo di una tempesta impetuosa, con foglie e pezzi di carta che vi passano accanto svolazzando, probabilmente vi sentireste confusi.

            È possibile capire veramente una confusione?
            Esiste una cosa chiamata “anatomia della confusione”? Sì, esiste.

            Una confusione rimane tale solo fintanto che tutte le particelle sono in movimento.

            Una confusione rimane tale solo fintanto che nessun fattore viene definito o compreso chiaramente.

            La confusione è la causa fondamentale della stupidità.

            Per una persona stupida tutte le cose sono confuse, tranne quelle molto semplici.

            Quindi, se si conoscesse l’anatomia della confusione, indipendentemente da quanto si possa essere intelligenti, lo si diventerebbe ancor di più.”

            “Non solo nel campo del lavoro, ma nella vita stessa, quando si intravede un fiasco, esso ha in qualche modo origine dalla confusione.

            In Scientology, abbiamo un certo principio sulla confusione. Si chiama:
            IL PRINCIPIO DEL DATO STABILE.

            Se in una stanza vedete turbinare una miriade di pezzi di carta, vi sembreranno confusi fino a quando non scegliete un pezzo di carta e considerate il movimento di ogni altra cosa in relazione a quel pezzo.

            In altre parole, si può capire un movimento confuso se si considera che un elemento è immobile.

            La centralinista che riceve dieci chiamate contemporaneamente risolve la confusione designando – correttamente o scorrettamente – una chiamata quale prima chiamata a cui prestare attenzione.
            La confusione di “dieci chiamate tutte insieme” diminuisce nel momento in cui la centralinista sceglie una chiamata a cui rispondere.

            Al caporeparto che si trova ad affrontare tre emergenze e un incidente, basta scegliere un primo obiettivo su cui dirigere la propria attenzione, per dare inizio al ciclo di ripristino dell’ordine.

            Fintanto che in una confusione di particelle non si sceglie un singolo dato, un singolo fattore, un singolo particolare, la confusione continua.
            Il singolo elemento che viene scelto e usato, diventa il dato stabile per tutto il resto.

            Più in particolare e più precisamente, un qualsiasi campo di conoscenze viene sviluppato a partire da un singolo dato.
            Si tratta del suo dato stabile. Invalidandolo, l’intero campo di conoscenze crolla.

            Non è necessario che un dato stabile sia quello corretto. È semplicemente quello che impedisce alle cose di essere confuse, quello rispetto al quale vengono allineati gli altri dati.

            Se un giovane apprendista a cui insegnate a usare una macchina non riesce a capire le vostre istruzioni, significa che gli manca un dato stabile.
            Prima di tutto bisogna fargli comprendere un singolo elemento. Una volta compreso questo può comprendere gli altri.

            Quindi, in qualunque situazione che generi confusione, una persona è stupida o è confusa finché non capisce perfettamente un singolo elemento o un singolo fatto.

            Le confusioni, per quanto grandi e spaventose possano sembrare, sono composte di dati, fattori o particelle. Sono composte da più parti.
            Afferratene una o localizzatela per bene.
            Quindi guardate come operano le altre rispetto ad essa e avrete fermato la confusione. Mettendo le altre parti in relazione a ciò che avete afferrato, presto potrete padroneggiare l’intera confusione.

            Quando insegnate a un ragazzo a far funzionare una macchina, non investitelo con un torrente di dati per poi indicargli i suoi errori: questa, per lui, è confusione, che lo fa reagire stupidamente.

            Trovate un punto che vi permetta di penetrare nella sua confusione, un dato.

            Ditegli: “Questa è una macchina”. Può darsi che tutte le istruzioni siano state scaricate addosso a un individuo privo di una vera sicurezza, privo di un vero ordine. “Questa è una macchina”, gli dite.
            Poi fate in modo che ne sia sicuro. Fategliela toccare, fatelo giocherellare con la macchina, lasciate che le dia delle spinte.
            Ditegli: “Questa è una macchina”.

            Sarete sorpresi nel vedere quanto tempo ci può volere, ma sarete sorpresi anche nel constatare quanto aumenta la sua sicurezza.

            La confusione è incertezza. La confusione è stupidità. La confusione è insicurezza.

            Che cos’è, allora, la certezza! È l’assenza di confusione.

            Che cos’è, allora, l’intelligenza? È la capacità di risolvere la confusione.

            Che cos’è, allora, la sicurezza? È la capacità di superare la confusione, di aggirarla o di portarvi ordine.

            “Esistono il “buon controllo” e il “cattivo controllo”. La differenza che intercorre tra questi due fattori è la stessa che intercorre tra certezza e incertezza.

            Il buon controllo è certo, positivo, prevedibile. Il cattivo controllo è incerto, variabile e imprevedibile.
            Quando c’è un buon controllo è possibile essere certi. Quando c’è un cattivo controllo non si è mai certi.

            Un caporeparto che oggi fa rispettare una regola e domani no, che fa obbedire Gianni ma non Mario, esercita un cattivo controllo.

            Dal momento che si possono verificare tanti esempi di controllo stupido e incerto, alcuni di noi cominciano a credere che il controllo, nella sua totalità, sia una cosa negativa.
            Questo, però, si discosta molto dalla verità.

            <Se si vuole mettere ordine, il controllo è indispensabile.

            Per poter agire, bisogna essere capaci di controllare le cose, il proprio corpo e i propri pensieri, quantomeno in una certa misura.

            Soltanto chi riesce ad esercitare un qualche controllo su questa casualità è in grado di risolvere le confusioni. Chi non è in grado di esercitare controllo, di fatto genera confusioni.

            La differenza che intercorre tra il buon controllo e il cattivo controllo diventa così più evidente. La differenza tra buono e cattivo sta nella misura.
            Un controllo accurato e positivo è prevedibile per gli altri. Perciò è un buon controllo. Un controllo non positivo e sciatto è imprevedibile. Pertanto è un cattivo controllo. Anche l’intenzione ha qualcosa a che vedere con il controllo. Il controllo può essere usato a scopi costruttivi o distruttivi.
            Ma quando l’intenzione è volta a scopi distruttivi, si scoprirà che viene esercitato un cattivo controllo.

            L’argomento dell’ordine e della confusione è quindi molto vasto.

            Forse vi sembrerà piuttosto strano che si stia prendendo di mira proprio la confusione.
            Ma scoprirete che essa costituisce un ottimo comun denominatore di tutto ciò che, nella vita, consideriamo un male.

            Se si riescono a padroneggiare le confusioni, si può liberare la propria attenzione per dirigerla verso attività costruttive.

            Fintantoché si è confusi dalle confusioni, non si riesce a pensare ad altro che a cose distruttive; ciò che si vuole fare è soprattutto distruggere la confusione.

          • Lo scritto di Ron sulla confusione e il dato stabile è certamente una pietra miliare nel pacchetto delle policies del “bravo scientologo” e suppongo tutti noi lo abbiamo applicato e lo usiamo nella vita quotidiana quando serve. Penso che ora siamo sufficientemente “imparati” per usare proficuamente le nostre conoscenze e abilità per prevenire le confusioni! È questa ora la grande sfida.
            Buona serata e viva l’Italia!
            Guido

          • GB

            Il momento dello shock genera disordine, l’As-Is è il modo per ristabilire l’ordine, l’ago libero è l’indicatore dell’ordine ristabilito.

  11. GB

    A proposito di sopravvivenza 😂:

  12. Gambastorta

    Come al solito Gambastorta arriva a bocce quasi ferme quando l’argomento è stato ormai trattato, ma io ho bisogno di macinare la cosa, tritarla un po’, provarla e misurarla. Poi posso dire la mia.
    “Il momento dello shock”: mmmh, interessante.
    Osservo che “Momento” implica una lunghezza temporale, per quanto piccola possa essere. Da quanto letto quel “momento” sembra più un “instant dello shock”. Ron ci ha abituato al “venticinquesimo” di secondo la misura minima del tempo di registrazione dei vari facsimili della vita. Quindi il momento dello shock potrebbe avere una durata entro il venticinquesimo di secondo. Un attimo prima non c’è nulla e nel venticinquesimo di secondo successivo c’è un cambio radicale: forse il nostro shock avviene in quel cambio.
    Se fosse così avremmo una speciale evoluzione temporale seppure in regime di extra plus randomity. Ma io da buon fantasioso, ci vedo la possibilità di uno shock letteralmente “instant” e come tale senza tempo… mannaggia! Cosa avviene in quel venticinquesimo di secondo tra una registrazione e l’altra? Non essendo misurata dal tempo creato dalla traccia del tempo sembra essere fuori dal tempo: nessun MEST.
    La classica domanda: “Hai fatto un postulato al tempo dell’episodio?”, dall’esperienza osservo che di solito si ottiene un postulato “consequenziale” del tipo: “Ah, ho capito perché da lì in poi non mi sono più potuto fidare dei gatti rossi!”. Ottimo, il tuo Ago è Libero! Ma io avrei preferito trovare un postulato “provocatore” dell’engram, magari addirittura basato su una confusione precedente. “Non avendo capito che i gatti rossi erano velenosi avevo deciso di accarezzarne uno perché mi avevano detto che facevano le fusa.” Però quei tentativi che ho fatto di ottenere un postulato “provocatore” non mi hanno dato conforto. Mentre quando lo uso in “Solo” i tentativi sono stati più proficui e non hanno perso un colpo! anche se spesso abbastanza banali con postulati del tipo “Mi rendo conto che non lo sapevo”, “Non avevo capito”, “Mi sono fidato”, che per la verità sono tutte cose che ricalcano anche una possibile malcomprensione precedente… chissà. Magari i postulati osservati sono stati banali, ma comunque hanno provocato la risoluzione dell’engram.
    Instant. Quindi forse senza tempo… affascinante pensarlo. Ma come si fa a pensarlo visto che il pensiero contiene tempo? Perché l’engram che segue questo “instant shock” debba poi permanere senza tempo per eoni nella mente del nostro povero homo sapiens? Forse perché magari è stato creato (lo shock instant) in un momento senza tempo, e come tale rimane? Rimane e permane senza tempo fino a quando il pc con ottime percezioni “vede” lo shock instant, oppure un pc normale approssima lo shock instant con un postulato che lo avvicina: e il “senza tempo” che lo mantiene assume una posizione mest cancellabile.
    Forse l’instant lo troviamo anche nel narrativo, nel cercare l’inizio precedente di un episodio, cioé il momento in cui si è avuto sentore, o si è deciso, o è scattato qualcosa che genera o permette all’episodio di verificarsi. “Si, l’episodio inizia prima quando ho deciso di comperare la pistola”. C’é un momento, instant, in questa decisione. Prima ci sono le valutazioni, le osservazioni, le possibili conseguenze, ecc., ma il momento della “decisione” di acquistare la pistola ha le caratteristiche dell’instant. Il momento in cui il dado è tratto.
    Interessantissima questa faccenda dell’instant shock. Funziona! E’ un altra freccia da usare che abbiamo nel nostro feretro. Il tutto senza perdere di vista l’affermazione che “abbiamo già” una tecnologia “funzionale” come l’ha definita Ron, ma cosa ci costa (per i più avventurosi), provare a vedere qualcosa di più? Grazie a chi ha evidenziato la questione… sperando ne seguano altre.
    Ovviamente le mie congetture sono solo frutto di fantasie di un vecchio Mago sognatore.
    Gambastorta

    • Ottime riflessioni GS.
      N.B. Feretro è un’altra cosa, meglio usare la faretra per le nostre frecce!
      Guido

    • Diogene

      Si fa molta confusione riguardo al “tempo” come soggetto.
      Deriva dal fatto che il tempo trae origine dalla confusione.
      E dalla pazza idea del thetan di mettere ordine in una idea di confusione.
      La verità è che ciascun Essere è misura del suo tempo.
      Da un punto di vista scientifico non esiste neppure un tempo condiviso.
      Quello a cui facciamo riferimento sono sistemi di accordi.
      Funziona in auditing? Perché sei sempre tu a “datare” il tuo tempo.

    • Marco

      @GambaStorta , hai pubblicato un commento un po’ tecnico, credo tu voglia sentire vari pareri…!?

      Dici “Ron ci ha abituato al “venticinquesimo” di secondo la misura minima del tempo di registrazione dei vari facsimili della vita.
      Quindi il momento dello shock potrebbe avere una durata entro il venticinquesimo di secondo. Un attimo prima non c’è nulla e nel venticinquesimo di secondo successivo c’è un cambio radicale: forse il nostro shock avviene in quel cambio.”

      “Instant. Quindi forse senza tempo… affascinante pensarlo. Ma come si fa a pensarlo visto che il pensiero contiene tempo? Perché l’engram che segue questo “instant shock” debba poi permanere senza tempo per eoni nella mente del nostro povero homo sapiens? Forse perché magari è stato creato (lo shock instant) in un momento senza tempo, e come tale rimane? “

      Da quel che ne so io, è vero che Ron dice “ogni secondo 4 fotogrammi registrati (immagini mentali)”: questo dice Ron sembra essere è la frequenza di registrazione (un cinepresa perpetua che filma dai tempi dei tempi). Già qui viene introdotto il concetto di tempo: “4 fotogrammi al secondo”. Tempo!

      Ma il “senza tempo” che tu dici è invece inteso senz’altro come: “episodio/immagine/shock ecc. ecc. che a causa di incoscienza o confusione, o ARCX , o problema, o quant’altro non è stato archiviato; e per questo allora fluttua senza tempo”.

      E’ evidentemente che “senza tempo” in realtà significa “tempo non ancora assegnato”, o meglio “momento/episodio ecc. ecc. in attesa di archiviazione”.

      Ecco il vero significato di immagine, engram, schock che “non ha tempo”. In effetti è semplicemente perché il tutto ancora non è stato collocato nel giusto tempo, di quando è accaduto.

      E’ li che fluttua, aspetta, in attesa di archiviazione, ovvero di giusto collocamento nella traccia (album fotografico). C’è un comando ancestrale che dice: “l’archiviazione va effettuata solo dopo analisi dell’accaduto” (questo evidentemente è l’imperativo: “archiviare solo dopo analisi, dopo presa di consapevolezza”).

      Dunque semplicemente a causa di schock e/o incoscienza ecc. ecc. , l’episodio non è stato ben osservato mentre veniva registrato. Oppure, nel caso di postulati e considerazioni, sono state fatte in momenti in cui c’era anche una creazione di molta carica, mentale, dunque sono postulati non cosi tanto razionali “postulati in attesa di revisione”.

      In effetti non è un episodio nemmeno conosciuto, c’è ma non lo si conosce. Come un virus nel computer.
      E’ per questo che da un’influenza negativa, o che da calcoli sbagliati che dir si voglia: c’è ma non si vede (e nemmeno si immagina esista)

      Quello che si fa in auditing è trovare episodi (che non sapevi di avere, e per questo non archiviati, e per questo “fluttuanti”), confrontarli, osservarli ben bene e in fine farne As-is, ovvero archiviarli nella porzione di tempo dove sono accaduti. As-Is significa anche Cancellarli? Si va bene, ma credo che se 100 anni fa “sei morto infilato da una spada”, quando vedi l’episodio cancelli la carica e l’influenza negativa, ma se ti servisse saresti in grado di ricordarlo (senza cariche annesse e connesse).
      Dunque cancellato significa “archiviato correttamente. Ovviamente senza cariche”.

      Capire il termine “Tempo” e “Senza tempo” non è molto più difficile da capire di cosi.

      Poi definire bene cos’è il tempo, ovvero ” è un’illusione” e il Thetan ha la sua traccia ecc. ecc. , è una cosa che è già stata dibattuta.

      Io ribadisco il mio concetto di tempo, e lo dico in parole poverissime: il tempo è la persistenza della materia!

      • Diogene

        Considerato che anche la materia (come lo spaziotempo) appartiene alla categoria delle illusioni, sarebbe interessante comprendere in che modo persistono le illusioni.
        Come mai ci viene così “naturale”?

        • Marco

          Assioma 2
          Lo statico è capace di considerazioni, postulati e opinioni.

          Assioma 3
          Spazio, energia, oggetti, forma e tempo sono il prodotto di considerazioni fatte e/o accordate dallo statico e vengono percepiti unicamente perché lo statico considera di poterli percepire.

          Assioma 4
          Lo spazio è un punto di vista della dimensione.

          Assioma 5
          L’energia consiste di particelle postulate nello spazio.

          Assioma 6
          Gli oggetti consistono di particelle raggruppate.

          Assioma 7
          Il tempo è fondamentalmente un postulato che lo spazio e le particelle persistano.

          Oltre a questi scritti LRH ha anche lasciato detto/scritto che la persistenza è creata da bugie… “non l’ho creato io, l’ha creato Tizio… ” è la bugia tipo che crea la persistenza (le religioni monoteistiche del Dio unico sembrano molto adatte alla persistenza)

          Ci sono molte conferenze che ne parlano… devo cercarle.
          Ma forse anche altre filosofie lo avranno detto nel passato… per esempio i Veda, forse, non sono sicuro, ma è probabile.

        • GB

          Schopenhauer dice che se non vi sono nuovi desideri, subentra la noia, quindi la vita non è che un pendolo che oscilla tra il dolore di non avere qualcosa e la noia di possederlo, passando attraverso il breve intervallo del piacere illusorio.

          • Marco

            CONSIDERAZIONI ED ISNESS 20 LUGLIO 1954

            “…si crea qualche cosa come semplice considerazione e poi si altera il metodo con il quale la si è creata. In altre parole, la si evita.
            Dopo averne fatto il mock-up, la si evita dicendo: “È stato Beppe a farne il mock-up”. Beh, questo è tanto sbagliato quanto necessario per far sì che qualcosa esista.

            E così che entriamo nel campo dell’alter-isness quale metodo di conservazione. Quando si crea un oggetto oppure uno spazio, si cerca quindi di fare in modo che esso esista semplicemente dicendo “L’ha fatto un altro” oppure “Si tratta di un altro tipo di spazio”, o ancora “È stato costruito seguendo un altro metodo”.

            Diciamo “l’ha creato Dio” o qualche altra cosa che sia in grado di depistare. Beh, se l’avesse creato Dio, andrebbe benissimo. Ma sparirebbe in ogni caso, se guardandolo ne riconosceste l’autore in Dio.

            La gente si dà all’alter-isness, per aver visto scomparire troppe cose.
            Ecco quindi che le persone che hanno perso molte cose, poi cercano di cambiare tutto quanto. Cercano di alterare l’as-isness di qualsiasi cosa. Cercano di passare dall’as-isness all’alter-isness. E quindi devono cambiare il significato, la struttura, lo sfondo e tutto quanto le circonda, affinché tali cose continuino ad esistere. Questo è il loro primo impulso.

            Ora, l’alter-isness altro non è che un meccanismo con il quale persuadiamo le cose ad esistere. Affermiamo che sono qualcosa di diverso da quello che sono realmente, dopodiché esistono. Capite?
            Questo perché non le abbiamo duplicate.

            Costruiamo una casa di mattoni e poi la copriamo con dei listelli di legno, e alla fine diciamo che è fatta di assi e insistiamo caparbiamente su questo fatto. Beh, una cosa del genere produrrebbe qualcosa che esiste.
            Vi ritrovereste ad avere parecchie discussioni con coloro che cercassero di comprare quella casa e che vedessero, osservandola, che non si tratta di una casa di legno, quel tanto che basta da turbarli e preoccuparli.

            D’accordo. Ci ritroviamo quindi, in modo del tutto meccanico, con l’alter-isness, quale metodo per far sì che le cose continuino ad esistere.

            Questo sì che è un fatto importante.

            Sebbene la nomenclatura qui sia stata scelta semplicemente a caso, si tratta di una nomenclatura piuttosto buona, perché dice proprio quello che significa.

            Il “caso che controlla”, detto per inciso, è un “alter-ista”.
            Deve cambiare, cambiare. Beh, ha subito troppe perdite. Quindi, adesso deve cambiare tutto quanto, ma non è soddisfatto di niente. Se camminasse per strada con andatura flessuosa e sciolta, penserebbe di dover camminare con passo rigido, eccetera. È finito a uno stato di ansietà legato alla scomparsa delle cose e quindi, naturalmente, si ritrova a dover alterare tutto quello che vede per impedire alle cose di scomparire.

            D’accordo. Passiamo ora alla categoria successiva e arriviamo alla not-isness.

            Nella not-isness un individuo ha alterato le cose fino al punto che esse cominciano ad essere stramaledettamente persistenti.
            Di fatto, l’individuo è turbato dalla loro continua persistenza.

            È giunto alla conclusione che l’alter-isness non è una cosa buona: ha cambiato troppe cose; e non sa più che ha fatto; non è più tanto sicuro della natura originale delle cose, le ha cambiate troppo spesso. È come un bambino che ha raccontato così tante bugie da non ricordarsi più quelle che ha detto e si ritrova quindi bloccato nelle bugie e così diventa un essere umano.

            Le cose sbiadiscono, scompaiono, vengono poste ancor più lontano e vengono offuscate, la percezione è scarsa, la persona cerca di nullificare le cose e deve portare degli occhiali che riducono considerevolmente le dimensioni degli oggetti. Si tratta di un caso di not-isness.

            Okay. Ora passiamo alla categoria della pura e semplice isness.
            Questa non è una cosa negativa, naturalmente. E al livello più alto, costituisce quella che noi chiamiamo realtà. Che è pura e semplice isness.
            E potremmo scriverlo a lettere maiuscole, sempre più grandi. Potremmo continuare a scriverlo a lettere maiuscole sempre più grandi, sempre più grandi e sempre più grandi, e metterci alla fine un punto esclamativo, il che rappresenterebbe uno psicotico.

            C’è un drago in mezzo alla stanza. E lui lo sa. Ci sono molte altre cose che non sa, ma questa la sa. Quando fa un mock-up di un punto di ancoraggio, produce una piramide di solido acciaio. E quando gli si chiede di prendere uno dei suoi mock-up, sa di non averne la forza. Il mondo è troppo reale!

            Ogni tanto, quando qualcuno sta per uccidervi o tagliarvi la gola o divorarvi o arrestarvi o una cosa del genere, vi arriva un enorme lampo di isness… un riconoscimento della situazione. Ragazzi, ecco! È reale! Glug!
            Un momento dopo è possibile che abbiate, o postuliate, come sarebbe il caso, un’immediata reazione di not-isness. Non è reale.
            Un tipo si illuminerà e rimarrà stordito più o meno in quest’ordine, da isness a not-isness, in un’emergenza improvvisa.

            Serve a dire che alter-isness, not-isness ed isness sono le categorie che possono essere aberrate.
            Ma ricordatevi che queste non sono aberrazioni. Diventano aberrazioni solamente quando vanno completamente al di là della capacità della persona a riconoscere l’as-isness.

            Quando una persona ha perso completamente la sua capacità di riconoscere l’as-isness, è perduta. Dopo di ciò si trova bloccata su una delle rimanenti tre e non possiede altro… alter-isness, not-isness e isness.
            Tutte e tre, oppure una o due delle tre, una combinazione del genere, senza alcuna as-isness rimanente.

            Perciò ogni cosa persiste intorno a lei, ogni cosa è sempre meno modificabile e la persona cade in una spirale discendente.
            Perché ha perso la sua qualità di fare as-isness. È tutto ciò che ha perso!
            E quando perde questo, rimane bloccata con una delle altre oppure una loro combinazione.

            Lo psicotico che cammina qua e là può essere rimesso in sesto se semplicemente gli si fa toccare qualche muro.
            Intendo dire che se fate andare in giro la persona a toccare muri per un po’ e ad un tratto lei dirà: “Questo è un muro!”. E si sentirà molto meglio, saprà di essere in comunicazione e così via.

            Bene, questo accade perché si tratta di un caso di not-isness: “Non ci sono muri” oppure di un caso di isness: “Ci sono muri dappertutto nella stanza e dappertutto nella mia mente, e ho barriere dovunque, dovunque, dovunque”, oppure: “Non ci sono barriere da nessuna parte, da nessuna parte, e da nessuna parte”, affermazioni che sono semplicemente variazioni di not-isness e isness.
            E le avete mostrato che ci sono muri, e su questi muri c’era un accordo; e naturalmente questo è molto in alto sulla scala, perché è qualche cosa che più si avvicina ad un’as-isness.

            E ora sapete che potete riconoscere, seppure in modo mediocre, l’as-isness reale di qualcosa… intendo dire che sapete che vi ritirate intenzionalmente un tantino dall’as-isness di qualcosa.
            In altre parole vi concedete appena un po’ di alter-isness oppure appena un po’ di not-isness o appena un po’ di isness… ed essa persisterà in modo molto soddisfacente.

            Naturalmente se la colpite direttamente con un’as-isness, non sarà più lì. Mi seguite con la massima attenzione?
            Perché questo è molto importante, benché la tecnologia che stiamo usando sia una tecnologia elementare.
            Ora udite, udite… din don. Ascoltate attentamente, adesso.
            Lo dirò solo una volta. E non voglio sentire che qualcuno ha perso la testa ed è montato a cavallo schizzando via in qualche direzione.

            Molte filosofie potrebbero essere definite in base a queste quattro categorie.
            E credetemi, qualsiasi filosofia esistente è stata definita in base a queste quattro categorie.
            Questa è proprio la radice di tutta la filosofia come pure di tutta l’esistenza. E vi trovate proprio lì nel punto d’incontro più sottile fra le meccaniche e le considerazioni che finora sia mai stato raggiunto.

            D’accordo. Come ho detto, potreste sviluppare molte filosofie da questo. Ora, la prima e più pericolosa di esse sarebbe semplicemente questa: “Beh, devo proprio accettare tutto com’è e, di conseguenza, quello che veramente dovremmo produrre da tutto questo è l’apatia, perché se io dovessi accettare tutto quanto così com’è, non rimarrebbe altro che apatia, dato che se io non posso cambiare questo in un modo o nell’altro…
            No, però finirò in apatia. Sì, so che cosa vuole l’auditor da me, vuole che io sia apatico sull’intera faccenda”.

            Questa è una filosofia troppo facile; questa è la filosofia di Zenone. “Non ci puoi fare niente, perciò tanto vale che l’accetti” e tutti diventano apatici e si tagliano la gola.

            Abbiamo una quantità enorme di cose che potremmo dire, redigere elenchi o classificazioni in termini filosofici sulla questione, e questa è solamente una di quelle che colpiranno il vostro preclear.
            Sapete, lui dev’essere capace di accettare la propria agitazione, prima di poter essere agitato. Deve accettare il fatto che le cose non gli piacciano, prima che le cose possano non piacergli. Ricordate, deve accettare qualcosa prima di poterla avere… il caso nel quale sì trova!

            Perché deve recuperare un po’ di as-isness prima di poter produrre qualsiasi as-isness.

            Bene, deve recuperare un po’ di as-isness prima di diventare abile nel praticare as-isness, alter-isness, not-isness e isness.

            E l’attività della vita richiede che egli sia molto capace in tutte e quattro le categorie, è necessario essere capace in tutte e quattro le categorie, non semplicemente nell’as-isness. Quindi non vi state specializzando particolarmente in questo.

            Ma quando si parla di questo universo, scoprirete che non appena fate tornare il vostro preclear all’as-isness, le cose scompaiono.
            Quella potrebbe essere una cosa da rimpiangere o potrebbe essere una cosa interessante, potrebbe essere questo e quello, ma anche tutte queste cose, alla pari di qualsiasi opinione sull’arte, sono semplicemente considerazioni.

            Ora il primo passo nel quale ci potremmo avventurare in tale direzione sarebbe un passo mirato direttamente a una cosa chiamata esteriorizzazione.

            Potreste semplicemente trovare quale parte del corpo era accettabile per il preclear… sapete, quale parte del corpo egli sia in grado di accettare come è.
            E si andrebbe avanti a fargli questa domanda, fargli questa domanda e fargli questa domanda.
            La potremmo variare chiedendogli quale parte del corpo sarebbe libero di alterare per quanto riguarda la sua posizione o forma?
            O di quale parte del corpo potrebbe accettare la mancanza? O di quale parte del corpo potrebbe accettare una presenza molto maggiore? Per esempio, una mano che cammina in giro per conto suo.

            Effettivamente questo procedimento è talmente buono che potreste prenderne una qualsiasi parte e lavorare semplicemente con essa.
            Un procedimento indicato sull’as-isness è semplicemente fatto con questo comando: “Quale parte del tuo corpo è accettabile per te?” oppure “Quale parte dell’ambiente sarebbe accettabile per te?”.
            E semplicemente troverete che egli migliora le sue considerazioni.
            E se rimane bloccato troppo a lungo, potreste dire: “Puoi accettare il fatto che non ti piace il ….. ?” e naturalmente la cosa regredisce.

            Può osservarlo di prima persona. In un certo senso se ne va.
            La prima cosa che potrebbe riconoscere è il fatto che non gli piace l’ambiente. D’accordo. Può accettare allora questo suo non piacergli l’ambiente? Nell’attimo stesso in cui lo fa, ha riconosciuto l’as-isness del fatto che non gli piace e in quel momento svanirà.

            Potete portarlo a riconoscere l’esistenza di qualunque cosa come tale ed essa svanirà, se gli si fanno semplicemente accettare parti del corpo con questo semplice comando di auditing: “Quale parte del tuo corpo potresti accettare?”. “Dimmi un’altra parte del tuo corpo che potresti accettare?” (Ci sono incredibili ritardi di comunicazione su questo.)

            Potreste dire: “Come dovrebbe essere modificata, perché tu l’accettassi?” “Che cosa andrebbe bene che mancasse in questo corpo?”. Poi possiamo girarci e dire: “Qual è il livello di accettazione del tuo corpo per quanto riguarda un thetan?”.

            Non lo fa per mezzo di mock-up, capite. Questo è il trucco. Fatelo concentrare sul corpo vero e proprio.
            Esso accetta il thetan in questo modo o nell’altro modo o come lo accetta? Quale condizione? “Quale distanza potrebbe tollerare la tua faccia, da un thetan?” “Quale distanza è accettabile?” “Quale distanza sarebbe confortevole tra la tua faccia e il thetan?” “Beh, dove, la tua faccia, accetterebbe un thetan?”

            E la prima cosa di cui vi rendete conto è che avete individuato il preclear. Intendo dire che la faccia sembra averlo individuato. Poi individua se stesso.

            Ma l’intera cosa potrebbe essere percorsa senza nessun comando complesso di quel tipo. Dovreste semplicemente chiedergli: “Che cosa c’è di accettabile per te nell’ambiente?”. “Guardati intorno.” E semplicemente percorretelo, un item dopo l’altro, un item dopo l’altro, e le sue considerazioni miglioreranno, questo è praticamente il modus operandi che sta alla base della Procedura di apertura di 8-C, eccetto che lo state facendo senza nessuna considerazione aggiuntiva.

            Se percorreste la Procedura di apertura di 8-C abbastanza a lungo su un preclear, egli scoprirebbe che tutto l’ambiente nel quale lavorava è certamente molto, molto accettabile per lui.

            Potremmo semplicemente continuare a percorrere la cosa come: “Quale parte dell’ambiente è accettabile per te?” e lui comincerebbe a spuntarle, a spuntarle, a spuntarle e alla fine arriverebbe al suo corpo.
            Ed essendo arrivato al suo corpo… ed essendosi preso cura dello spazio intorno al corpo e quel genere di cose… essendo arrivato al suo corpo, noi percorreremmo la cosa suddividendola in parti del corpo: “Quali parti del corpo sono accettabili per te?”. Andando avanti, avanti e avanti fino a che si troverà là fuori, dietro la sua testa.

            Ecco il metodo più facile di esteriorizzazione che io conosca e il metodo che io uso comunemente quando incontro difficoltà con un preclear.
            Perché è un procedimento facile e sicuro. In realtà è un procedimento piuttosto breve.
            Semplicemente gli chiedete di trovare l’as-isness del suo ambiente e del suo corpo e se veramente la riconosce, credetemi, si troverà fuori.
            E si fa semplicemente con questo comando di auditing.
            Questo è il procedimento più semplice dovunque e comunque.
            Perciò, eccolo qua.

            Di tanto in tanto dice: “Beh, proprio non mi piace questo o quello”. “Puoi accettare il fatto che non ti piaccia?”.

            Questo smonterà la cosa, e questo è praticamente il solo comando aggiuntivo che abbia mai usato.

            Perciò abbiamo as-isness, alter-isness, not-isness e isness.
            Tutti i casi rientrano in queste categorie.

            Okay.

          • Marco

            Questi Fattori sono stati visti e rivisti… ma a rileggerli in questo contesto, dopo la lettura dei Veda, dicono tutto, ma proprio tutto riguardo a come stanno le cose…

            I FATTORI

            1 Prima dell’inizio c’era una Causa e l’unico scopo della Causa era la creazione di un Effetto.

            2 La decisione all’inizio, e per sempre , è la decisione di ESSERE

            3 La prima azione della condizione di Essere consiste nell’ assumere un punto di vista.

            4 La seconda azione della condizione di Essere consiste nell’ estendere punti da osservare, ovvero “punti di dimensione”.

            5 Avviene così la creazione dello spazio, poiché la definizione di spazio è: “punto di vista della dimensione”.

            8 E così esiste la luce.

            9 E così esiste l’energia.

            11 Ma ci sono altri punti di vista, e tali punti di vista estendono a loro volta punti da osservare. E si verifica un interscambio tra punti di vista, ma tale interscambio avviene esclusivamente in termini di scambio di punti di dimensione.

            18 I punti di vista sono dell’opinione che alcune di queste forme dovrebbero durare nel tempo, perciò esiste la sopravvivenza.

            20 E molti punti di vista, interagendo, cominciano a dipendere l’uno dalle forme dell’altro e preferiscono non distinguere in modo netto il possesso dei punti di dimensione, nasce cosi una dipendenza tra punti di dimensione e tra punti di vista.

            21 Da ciò deriva un’uniformità tra punti di vista sull’interazione dei punti di dimensione i quali, una volta regolati, costituiscono il tempo.

            22 Ed esistono gli universi.
            23 Gli universi sono allora tre: l’universo creato da un punto di vista; l’universo creato da ogni altro punto di vista; l’universo materiale. Ossia l’universo creato dall’azione in comune dei punti di vista, sul cui mantenimento vi è accordo.

            24 E i punti di vista non sono mai visibili. E i punti di vista considerano sempre più preziosi i punti di dimensione. E i punti di vista tentano di diventare i punti di ancoraggio e dimenticano di poter creare essi stessi nuovi punti, nuovo spazio e nuove forme.
            Si giunge in tal modo alla scarsità.

            E i punti di dimensione possono perire e i punti di vista ritengono quindi di poter perire anch’essi.

            28 La soluzione di ogni problema qui posto, consiste dunque nel
            – determinare punti di vista e punti di dimensione;
            – nel migliorare la condizione e il concorso dei punti di dimensione;
            – e perciò dei punti di vista;
            – e nel porre rimedio all’abbondanza o alla scarsità di ogni cosa, gradevole o brutta che sia;
            – riabilitando la capacità del punto di vista di assumere punti da cui guardare,
            – e creare, annientare, trascurare, avviare, cambiare, fermare punti di dimensione a discrezione del punto di vista stesso.

            Dev’essere riguadagnata la certezza in tutti e tre gli universi, poiché la certezza, e non i dati, è conoscenza.

            29 L’opinione del punto di vista è che qualsiasi condizione di essere, qualsiasi cosa, è meglio di niente, qualsiasi effetto sia meglio di nessun effetto, qualsiasi universo sia meglio di nessun universo, qualsiasi particella sia meglio di nessuna particella.
            La particella dell’ammirazione è la migliore di tutte.

        • GB

          Rg Veda Libro X, 129
          “Allora non c’era il non-essere, non c’era l’essere; non c’era l’atmosfera, né il cielo, (che è) 
          al di sopra. Che cosa si muoveva? Dove? sotto la protezione di chi? Che cosa era l’acqua (del mare) 
          inscandagliabile, profonda? 
          Allora non c’era la morte, né l’immortalità; non c’era il contrassegno della notte e del giorno. 
          Senza (produrre) vento respirava per propria forza quell’Uno; oltre di lui non c’era niente altro. 
          Tenebra ricoperta da tenebra era in principio: tutto questo (universo) era un ondeggiamento 
          indistinto. Quel principio vitale che era serrato dal vuoto, generò se stesso (come l’Uno) mediante la potenza del proprio calore. 
          Dal desiderio sorse la primitiva cellula germinale della mente. 
          I Veggenti, indagando nei loro cuori con saggezza, scoprirono le connessioni dell’Essere nel non-essere. 
          Trasversale fu tesa la loro corda: vi fu un sopra, vi fu un sotto? Vi erano fecondatori, vi erano potenze: sotto lo stimolo, sopra l’appagamento. 
          Chi veramente sa, chi può qui spiegare donde è originata, donde questa creazione? Gli déi sono 
          al di qua (posteriori) della creazione di questo (mondo) ; perciò chi sa donde essa è avvenuta? Donde è avvenuta questa creazione, se l’ha 
          prodotta o se no, colui, che di questo (mondo) e il sorvegliatore nel cielo supremo. Egli certo lo sa se pur non lo sa”.

          • Marco

            Va beh, un sacco di domande in questi versi Veda, seppur una risposta tra le righe è possibile facilmente per uno scientologo.
            Ecco io credo che solo lo scientologo capisca veramente questa questione… perchè l’ha studiata ed analizzata sia con lo studio che… con l’auditing. Una “roba” , l’auditing, che ti fa toccare con la mano questi concetti dei Veda… ma l’auditing non mi pare sia mai esistito prima… Mi sbaglio?

          • GB

            Secondo me Socrate faceva auditing.

          • Diogene

            @ GB
            Tecnica maieutica o auto-maieutica?

          • Diogene

            Gli studiosi sospettano che i Rgveda risalgano ad oltre 5000 anni fa (il tempo, questo sconosciuto!) e ancora oggi ci ispirano e ci affascinano.
            Sembra che siano alla radice della nostra cultura indo-europea e per questo li riteniamo più vicini alla verità.
            Ma se formano la base delle nostre credenze cosmologiche, non è che magari ne apprezziamo la “verità” proprio per il fatto che stanno alla base delle nostre verità accettate?
            Voglio dire, per esemplificare: il Cristianesimo sarebbe la religione che è al giorno d’oggi, se Gesù Cristo non avesse detto di essere il Figlio di Dio? Vero o non vero, adesso quella è la verità per tutti i cristiani.
            La cosmologia dei Veda è molto vicina a quella di Scn, ma è presumibile che LRH l’abbia desunta da quella vedica (non essendo logico immaginare il contrario. Ah, il tempo questo sconosciuto!). Tuttavia, per gli scientologisti, la dimostrazione che LRH ha scoperto i fondamentali di questo universo è data dal fatto che ANCHE i Veda presentano la stessa visione del mondo. Non è difficile invertire il senso della verità.
            Ma così va l’ordine della nostra strana cultura, dove il sapere è frutto di conoscenze antiche, forse dimenticate, ma che però sono il substrato e talvolta la conseguenza inevitabile di una “nuova” scoperta.
            Perciò non mi sorprende, ma mi affascina, ritrovare ciò che consideriamo moderno già imbastito o trattato in testi antichi.
            Questi versi tanto poetici “Tenebra ricoperta da tenebra era in principio: tutto questo (universo) era un ondeggiamento indistinto. Quel principio vitale che era serrato dal vuoto, generò se stesso (come l’Uno) mediante la potenza del proprio calore” esprimono gli attuali concetti scientifici di entropia e del passaggio irreversibile dal freddo al caldo (v. secondo principio della termodinamica).
            Descrive l’origine che da zero movimento culmina in totale continuo movimento per emergere in effimere forme fatte di equilibri imprevisti che gli esseri viventi cercano di governare.

          • GB

            La maieutica. Secondo me sostanzialmente è auditing, perché si basa sui principi della comunicazione e porta il soggetto a fare As-Is. E non è escluso che fossero rispettati i migliori principi del codice dell’auditor.

          • GB

            Platone, Teeteto:

            Socrate: Ora, la mia arte di ostetrico, in tutto il rimanente rassomiglia a quella delle levatrici, ma ne differisce in questo, che opera su gli uomini e non su le donne, e provvede alle anime partorienti e non ai corpi. E la piú grande capacità sua è ch’io riesco, per essa, a discernere [c] sicuramente se fantasma e menzogna partorisce l’anima del giovane, oppure se cosa vitale e reale. Poiché questo ho di comune con le levatrici, che anch’io sono sterile … di sapienza; e il biasimo che già tanti mi hanno fatto, che interrogo sí gli altri, ma non manifesto mai io stesso su nessuna questione il mio pensiero, ignorante come sono, è verissimo biasimo. E la ragione è appunto questa, che il dio mi costringe a fare da ostetrico, ma mi vietò di generare. Io sono dunque, in me, tutt’altro che sapiente, né [d] da me è venuta fuori alcuna sapiente scoperta che sia generazione del mio animo; quelli invece che amano stare con me, se pur da principio appariscano, alcuni di loro, del tutto ignoranti, tutti quanti poi, seguitando a frequentare la mia compagnia, ne ricavano, purché il dio glielo permetta, straordinario profitto: come veggono essi medesimi e gli altri. Ed è chiaro che da me non hanno imparato nulla, bensí proprio e solo da se stessi molte cose e belle hanno trovato e generato; ma d’averli aiutati a generare, questo sí, il merito spetta al dio e a me. Ed eccone la prova. [e] Molti che non conoscevano ciò, e ritenevano che il merito fosse tutto loro, e me riguardavano con certo disprezzo, un giorno, piú presto che non bisognasse, si allontanarono da me, o di loro propria volontà o perché istigati da altri; e, una volta allontanatisi, non solo il restante tempo non fecero che abortire, per mali accoppiamenti in cui capitarono, ma anche tutto ciò che con l’aiuto mio avean potuto partorire, per difetto di allevamento lo guastarono, tenendo in maggior conto menzogne e fantasmi che la verità; e finirono con l’apparire ignorantissimi a se stessi ed altrui. [151 a] Di costoro uno fu Aristíde, figlio di Lisímaco; e moltissimi altri. Ce n’è poi che tornano a impetrare la mia compagnia e fanno per riaverla cose stranissime; e se con alcuni di loro il dèmone che in me è sempre presente mi impedisce di congiungermi, con altri invece lo permette, e quelli ne ricavano profitto tuttavia. Ora, quelli che si congiungono meco, anche in questo patiscono le stesse pene delle donne partorienti: ché hanno le doglie, e giorno e notte sono pieni di inquietudine assai piú delle donne. E la mia arte ha il potere appunto di suscitare e al tempo [b] stesso di calmare i loro dolori. Cosí è dunque di costoro. Ce n’è poi altri, o Teeteto, che non mi sembrano gravidi; e allora codesti, conoscendo che di me non hanno bisogno, mi do premura di collocarli altrove; e, diciamo pure, con l’aiuto di dio, riesco assai facilmente a trovare con chi possano congiungersi e trovar giovamento. E cosí molti ne maritai a Pròdico, e molti ad altri sapienti e divini uomini. Ebbene, mio eccellente amico, tutta questa storia io l’ho tirata in lungo proprio per questo, perché ho il sospetto che tu, e lo pensi tu stesso, sia gravido e abbia le doglie del parto. E dunque affidati a me, che sono figliolo [c] di levatrice e ostetrico io stesso; e a quel che ti domando vedi di rispondere nel miglior modo che sai. Che se poi, esaminando le tue risposte, io trovi che alcuna di esse è fantasma e non verità, e te la strappo di dosso e te la butto via, tu non sdegnarti meco come fanno per i lor figliuoli le donne di primo parto. Già molti, amico mio, hanno verso di me questo malanimo, tanto che sono pronti addirittura a mordermi se io cerco strappar loro di dosso qualche scempiaggine; e non pensano che per benevolenza io faccio codesto, lontani come sono dal sapere [d] che nessun dio è malevolo ad uomini; né in verità per malevolenza io faccio mai cosa simile, ma solo perché accettare il falso non mi reputo lecito, né oscurare la verità. […]

            (Platone, Opere, vol. I, Laterza, Bari, 1967, pagg. 276-279)

          • Marco

            Ricordo una frase di Ron in una conferenza che +/- diceva:

            “Dn e Scn è stata sviluppata grazie alla conoscenza delle filosofie più antiche, abbinata alla conoscenza della fisica nucleare.
            Abbiamo dovuto arrivare a questa intima conoscenza della materia per poter comprendere lo spirito, e per sviluppare le tecniche per liberarlo. Non mi ci vedo proprio a produrre qualche libertà spirituale ai tempo dei romani…”

            Io direi che questo spiega molto del perchè le filosofie e l’enorme conoscenza spirtuale (compresi i Veda) risalente anche a 10.000 anni fa, non potevano veramente arrivare fino in fondo al grande lavoro di libertà.
            C’era grande conoscenza intuitiva, e forse anche un pò di pratica (come facevano gli Sciamani con le droghe, da loro ben conosciute, con cui creavano delle trance istruttive), ma poca efficenza tecnica generalizzata.

            Ecco forse perchè materiali come I FATTORI possono essere state scritti da LRH… credo abbia messo insieme le conoscenze filosofiche antiche con le moderne conoscenze della fisica. Ovvero tramite la verifica dei ricordi ottenuti con l’auditing.

            Per esempio, io ricordo molto bene di aver visto in auditing (più volte) la genesi degli Esseri a partire dal “corpo Theta centrale” … roba entusiasmante.

            Defender of Theta

            “Di seguito farò affermazioni pesanti e quindi vi prego di lasciare che dia alcune delle mie qualifiche.

            Sono stato uno studente di psicologia in una delle migliori Università.

            Mi sono diplomato in Studi Religiosi presso la University of Chicago sotto la guida del professor Mircea Eliade, considerato il più grande studioso di esperienze religiose.

            Ho studiato i sistemi delle religioni Cinesi (inclusi il Buddismo Zen Cinese) ed i sistemi religiosi Induisti, ed altri sistemi, leggendo le opere originali (i materiali delle sorgenti, non le loro interpretazioni) sempre sotto la tutela del Professor Eliade.

            Le opere studiate includevano il Mahabharata, Upanishads, le opere di Shankara, le opere dello Zoroastrismo, i Veda, L’Epopea di Gilgamesh, ed il Tao Te Ching.

            Ho studiato direttamente con, e sono stato guidato nella pratica della meditazione dallo Yogi Maharishi Mahesh, ed ho vissuto con lui per un lungo periodo di tempo.
            Il suo insegnante era stato il Guru Dev Shankaracharya Brahmananda Saraswati. Guru Dev proveniva direttamente dalla successione apostolica che arriva sino a Adi Shankara ed era uno Shankracharya, il che significa, tenutario del “Trono di Shankara.”

            Shankara si dice che sia “la personalità più eccelsa nella storia del pensiero Indiano”.
            Maharishi seguiva la linea principale della spiritualità Indu.

            Poi ho studiato Buddismo direttamente con Zenkei Shibayama, che aveva una posizione che potrebbe essere definita come “Il Papa del Buddismo Zen“: dirigeva come capo spirituale oltre 500 Templi Zen, ed era un Essere di grande consapevolezza.

            Più tardi, dopo che divenni uno Scientologist, ho studiato quasi tutto il lavoro di Ken Wilbur.

            Ho studiato le basi del pensiero Cristiano.

            E mi sono adoperato anche nello studio del Nuovo Pensiero e le sue pratiche (una forma di spiritualità Occidentale)

            Ho trascorso molto tempo con il Direttore Spirituale del Nuovo Pensiero che ha centinaia di Centri.

            Ho studiato il pensiero spirituale Ebraico, inclusa la Cabala.

            Settimanalmente studio Meccanica Quantistica, che ritengo stia facendo da ponte tra scienza e spiritualità.

            Non ho mai smesso di studiare “altre pratiche” mentre salivo sul Ponte.

            Amo ed ammiro tutti gli Esseri incredibili che ho citato in precedenza e gli sforzi enormi che hanno dovuto affrontare nel loro lavoro.
            La loro visione spirituale e le loro opere sono impressionanti.

            Sono veramente impressionanti viste le sfide che derivano dal cercare di scoprire quale sia il problema dello spirito, senza parlare del riuscire a risolverlo.

            Ed è questo il vero problema: riuscire a delineare una Tecnologia in grado di risolve il problema spirituale dell’Uomo.

            • Sì, parecchi grandi saggi hanno fatto un lavoro migliore nel descrivere l’Ottava Dinamica e la relazione che ha con la Settima di quanto abbia fatto LRH ( e, forse non è un paragone corretto da parte mia, visto che LRH espèlicitamente afferma che non vuole commentare molto sull’ottava dinamica)

            • Sì, ritengo che l’aver escluso l’Ottava Dinamica da Scientology (in larga misura) e mettere l’accento sull’OT, sia la base che ha reso possibile tollerare quella sorta di arroganza, egocentrismo, e narcisismo che vediamo in David Miscavige ed in alcuni altri.

            • E , sì, L. Ron Hubbard non era certo perfetto ed aveva alcune caratteristiche esasperate, che io posso solamente definire aberrazioni, quando si esamina la sua vita personale ed il suo comportamento, e questo solamente in alcuni casi.

            Ma io ritengo che anche quello che dirò ora sia vero.
            E allacciate le cinture di sicurezza perchè non farò nulla per renderlo più digeribile:

            • Basandomi sugli studi e le pratiche che ho fatto direttamente, e se faccio la somma di tutte le pratiche efficaci che sono state sviluppate dai più grandi saggi dello spirito su questo Pianeta, e non voglio con questo mancare di rispetto a nessuno, tutto quello sommato assieme non arriva neppure all’1% di quanto LRH ha sviluppato, sia in termini di quantità che di qualità.

            Esempio: Quindi, ho studiato con entusiasmo Ken Wilbur.
            Lui mostra un’intelligenza incredibile, ed anche una comprensione fenomenale delle condizioni spirituali e delle sfide che l’uomo dever affrontare.
            Mi sono affannato per arrivare alla fine del suo lavoro più importante, ho letto il suo programma, e le sue intuizioni su quale sia la “via d’uscita”.
            Che cos’è?: Mantieni giornalmente un diario dei tuoi pensieri, studia e medita.

            Ed ho pensato:
            “E’ tutto qui? Hai scritto delle opere filosofiche da maestro, ma quando si arriva alla tecnologia, la cosa si riduce ad un paragrafo, e non c’è una vera e propria metodologia?”

            Io posso testimoniare che quello che LRH ha affermato, anche se potrebbe essere interpretato come egocentrico e persino arrogante, è vero: Non esiste nessuna altra reale via d’uscita su questo Pianeta.

            E non intendo affermare questo come invalidazione. E’ semplicemente quello che decenni di esplorazione mi hanno confermato.

            E così, cosa dire dei Grandi Saggi?
            Questa è semplicemente la mia opinione:
            Io ritengo che la maggior parte di loro siano dei “Clear Naturali” – oppure, se volete chiamateli degli Avatar, che sono “discesi” direttamente dalla Ottava Dinamica, relativamente di recente.

            Io ho vissuto con loro.
            Alcuni di loro SONO IN GRADO di comunicare la loro realtà, la Realtà della Supremazia del Theta, o comunque tu lo voglia dire, la Verità Suprema.

            Ma, pur tenendo conferenze, pur cercando in ogni modo di riuscirci, non riescono ad ottenere un prodotto di rilievo dai loro discepoli, al di là di quello che probabilmente un buon Corso di Comunicazione fatto alla vecchia maniera riesce a produrre.

            In alcuni casi dove sembra siano in grado di produrre qualcosa di più, penso che sia perchè altri Clear Naturali sono stati attratti da loro, e loro hanno “spazzolato via la polvere” e quindi la loro Naturelazza come Clear si è potuta manifestare.

            Non ritengo siano riusciti ad ottenere delle cancellazioni sui loro discepoli che non erano già dei Clear Naturali … forse qualche key out, ma per la maggioranza dei casi una sistemazione della mente analitica grazie allo studio di verità altamente spirituali.

            Il problema è che, pochi dei saggi apparsi per primi, non avevano alcuna visione dettagliata della struttura meccanica dell’aberrazione, in particolare come viene descritta per il Caso di NOTs, per non parlare di non essere stati in grado di sviluppare uno studio completo e delineare delle tecniche precise per indirizzare quell’aberrazione.

            Spesso creavano una magnifica poesia, che descriveva chi tu sei veramente, la Coscienza di Dio, ecc., ma anche se quello ti indica verso quale direzione andare è veramente raro che tu riesca ad arrivarci.

            E ribadisco che io studio giornalmente questi autori e mi affascinano.
            Ne prediligo due in particolare e uso del tempo nello studiarli.

            Ma nessuno di loro ha mai inventato una Lista di Correzione, Tecniche dell’E-meter, un Int Rundown, ecc.

            E quindi come conseguenza, ho visto le buone intenzioni ed il duro lavoro fatto da questi meravigliosi saggi spirituali che si è alla fine arenato a causa della mancanza della Tecnologia.

            Ed è qui che Lafayette Ronald Hubbard è l’indiscusso ed è chiaramente il Saggio dei Saggi.

            Non perchè lui sia Dio, ma perchè si è sporcato le mani ed ha fatto un duro lavoro di ricerca e di scoperta.

          • Marco

            LINEE THETA Una conferenza tenuta il 10 marzo 1952

            “Così ho descritto ciò che Scientology include… in più ora posso descrivere il corpo theta principale e i corpi theta secondari.
            In teoria questo si può rappresentare graficamente in modo che qui sopra [scrive sulla lavagna] si abbia il… qui sopra si può avere il complesso theta principale… Questo è theta.
            Invece pensando all’universo materiale… può darsi che qui sotto vi siano parecchi universi materiali. Potrebbe esserci una quantità infinita di universi materiali o una quantità infinita di parti di un unico universo.
            Questa materialità non ci interessa molto.

            Ci interessa moltissimo, invece, la manifestazione di quando cominciamo a seguire a ritroso il passato dei preclear: la scoperta che i ricordi erano tutti quanti archiviati in base al tempo, fu una scoperta considerevole, perché cominciò a guidarci alla scoperta dell’origine degli individui e dell’individualità.

            L’esplorazione in tal senso segue senza dubbio le stesse orme di qualunque altra ricerca mai condotta in merito alla spiritualità.
            Seguire le orme della biologia, seguire le orme della religione, del misticismo.

            Segue in qualche misura le orme di chiunque abbia mai espresso dei pensieri in questo ambito… con la differenza che noi siamo in possesso di uno strumento, siamo in possesso di un preciso strumento d’indagine.

            Siamo in possesso di una tecnica… di una tecnica d’applicazione che ha saputo separare l’inganno dalla realtà e che ha saputo recuperare ognuno degli episodi che si sono verificati nell’intero arco di vita di un individuo.

            L’uso di questo strumento iniziò molto tempo fa… più o meno quattordici anni fa: ma l’uso intensivo iniziò solo circa cinque anni fa e a quel punto se ne fece veramente pieno uso.

            Più si usava la tecnica per scoprire quel che un individuo si rammentava (ricordi), più s’imparava.
            Capite, stavamo imparando per la prima volta basandoci su strumenti di precisione.
            E questa è una cosa un po’ diversa dalle molteplici altre linee di ricerca.

            Prendete il misticismo. Il misticismo era un ambito di ricerca estremamente valido, estremamente valido.
            Conteneva, tuttavia, molte speculazioni e sosteneva esso stesso di contenere molte speculazioni; quando veniva impiegato spesso riduceva il mistico in condizioni pietose.

            Quindi era uno strumento, ma non era uno strumento particolarmente sicuro.

            In una certa misura anche l’ambito della religione era uno strumento.

            Non saprei proprio in che punto definire o tracciare una linea di demarcazione tra misticismo e religione, salvo forse dicendo che la religione è misticismo codificato… codificato e divulgato meccanicamente.”

            “Che cosa sta studiando tutta questa gente?
            A che cosa sta cercando di approdare?
            Che cosa sta cercando di ottenere?

            Sta cercando di scoprire l’origine dell’uomo e di scoprire quanto ampi sono tutti i poteri latenti della sua personalità e di recuperarne l’uso.
            Questo, in realtà è l’intero scopo di tale ricerca.

            Non per forza bisogna scoprire gli dèi e stringergli la mano destra: recuperiamo l’uomo e scopriamo se è mai stato un dio e se mai lo è stato, perché ha smesso di esserlo.

            È un tentativo di scoprire in che cosa consiste un individuo: esiste qualcosa tipo un individuo relativamente puro?
            Se esiste o se mai è esistito, come ha fatto a degradarsi?
            Oppure, se in origine c’è un individuo degradato, come lo si purifica e lo si eleva?

            Si tratta di studi molto seri cui l’uomo si è dedicato da sempre, poco importa quanti millenni conti quel “sempre”.

          • GB

            Grazie a Ron e a centinaia di altri Scientology è stata possibile. Grazie ad altri centinaia Scientology è e sarà perfettibile.

          • Marco

            Grazie a Ron ed ad altre decine di ricercatori successivi (centinaia mi pare molto) Dn e Scn sono stati possibili.
            Ma direi che “dare a Cesare quel che è di Cesare” sia doveroso e rispettoso: LRH è stato colui che ha avviato Dn e Scn, altri si sono POI uniti a lui.

            Ma facciamoci pure la domanda: ci sarebbe stata Dianasis, o Nots, o Excalibur rivista, ecc. ecc. senza che prima LRH avviasse ed organizasse Dn & Scn?
            È la stessa domanda che potremmo fare nel chiedere: ci sarebbe stato lo sviluppo delle telecomunicazioni moderne, cellulari e quant’altro, se non ci fosse stato Guglielmo Marconi?
            Oppure un esempio che calza meglio: ci sarebbe stato lo sviluppo del Cristianesimo senza la predicazione e il sacrificio di Cristo?

            Sicuramente si. Ma forse magari qualche decennio dopo… ambiente antropico permettendo, una incognita da non sottovalutare.
            In effetti però, al di fuori degli ambienti di Dn Scn non vedo un grande sviluppo di tecniche in questo senso…

            Fosse che non fosse che -Defender of Theta- (di cui articolo qui sopra) ha ragione!?

          • GB

            Solo la ricerca del Clearing Course è stata svolta da 42 persone…

  13. MISTER X

    Essere in contrapposizione ad avere.L’essere è pensiero l’avere è materia. La materia è tempo.La traccia del tempo è un sistema ordinato e lo è come la conoscenza organizzata che serve all’inizio per poter apprendere ,dopo essere sceso in confusione. All’inizio ci si fissa sulla tecnica come per esempio un attore. Lui impara le basi ,le regole e azioni ed è interessato alla tecnica: il come farlo:avere tutti i dati ordinati Ma quando raggiunge la padronanza del soggetto:ESSERE, può interpretare qualsiasi parte indifferentemente. Prendo ad esempio la persona che raggiunge l’orecchio assoluto in musica è può creare o interpretare senza nessuna attenzione nella tecnica il che le permetterebbe di essere,essere,essere…diversamente dovrebbe avere libri di accordi,spartiti ecc.Vuoi essere l’artista di strada capace di essere ,libero,senza tempo ,creativo e senza stipendio ma capace di averlo ogni volta che gli necessita o il musicista dell’orchestra irregimentato,con lo stipendio fisso,legato allo spartito e schiavo. La vita è ora! La creatività che ci interessa è ora e Scientology è una buona arma per aiutarci ad ESSERE. L’ordine in alto alla scala non è un ordine fisso ma un ordine libero.

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