Archivi del mese: giugno 2018

THE PILOT: UN PUNTO DI VISTA

Ho ritrovato questo articolo del Pilota,
una persona che si è unita a Scientology nel  1965
con l’entusiasmo di chi credeva di poter cambiare il mondo
con questa incredibile e potente filosofia.
Lui era convinto che una riforma di Scientology fosse possibile
all’interno della chiesa.
I fatti lo stanno smentendo
LA CHIESA DI SCIENTOLOGY E’ MORTA.

 

 

OPINIONI DA UNO SCIENTOLOGO – by: The Pilot
Si, sono uno Scientologist.

Credo che L. Ron Hubbard fosse un uomo brillante che ha fatto importanti scoperte sulla mente e sullo spirito.

Considero anche Scientology una religione, perché tratta la persona come uno spirito immortale che si reincarna attraverso i secoli. Tutto questo non ci è arrivato attraverso alcune rivelazioni divine, ma piuttosto, è il risultato da fatti semplici e pratici, che ci hanno portato a scoprire episodi di vite passate percorrendoli con Dianetics per alleviare esperienza traumatiche. Questo fatto era contrario alle teorie presentate in “Dianetics, la scienza moderna della salute mentale” e fu la scoperta iniziale che cambiò il soggetto da una terapia in ciò che si può descrivere meglio come una forma avanzata di metafisica e una filosofia pratica.

Sfortunatamente, il management della Chiesa di Scientology ha scelto di seguire varie policy che io credo dannose e distruttive. Le ripercussioni contro questi atti dannosi potrebbero risultare nella scomparsa del management e portare alla perdita di ciò che considero essere il più importante di tutti i soggetti, cioè lo studio dell’uomo come spirito immortale, contrapposto a un corpo di carne che si rotola nel fango.

Su queste basi, mi sento più un riformatore che un fedelissimo all’interno dei ranghi. Molte persone condividono il mio punto di vista. Tuttavia, una delle policy che desidero vedere cambiata proibisce ogni tentativo di riformare il soggetto. Per questo motivo, non sentirete molto parlare di riforma dentro a Scientology, perché qualsiasi membro che la proponga viene immediatamente scomunicato.

Questo è il motivo per cui posto questa e ogni altra onesta discussione in forma anonima. Identificare chi sono risulterebbe in una dichiarazione di “persona soppressiva” e mi farebbero disconnettere da amici e famiglia

Se dovesse succedere questo, il solo modo in cui potrei continuare a praticare la mia religione sarebbe di unirmi alla Freezone, che consiste di scientologist radiati che praticano senza nessun tipo di sanzione da parte della Chiesa. Sfortunatamente, il management di Scientology attacca questi indipendenti con una viscidità che sfida ogni comprensione. Questo è un altro punto dove c’è bisogno di una seria riforma.

Si è detto che Scientology, la quale dichiara di avere 8 milioni di associati in tutto il mondo, abbia solamente 50.000 membri. Questo non è vero. I veri soci (non contando le persone che hanno fatto solo un corso introduttivo, da dove deriva il numero gonfiato di 8 milioni) probabilmente si aggira attorno a 1 o 2 milioni. Tuttavia, i critici sono nel giusto quando osservano che i membri attivi sono circa 50.000. il 95% degli scientologist al momento sono inattivi e stanno a guardare, fuorviati ad un management che li rende effetto.

Al momento ci sono grandi controversie sul materiale della Chiesa etichettato “Confidenziale”. Si tratta delle scritture segrete di cui tanto ci ha parlato il management e sulle quali vengono applicate tariffe spropositate. Di queste, le più segrete sono i materiali di NOTs.
Queste scritture formano una piccola percentuale dei materiali di Scientology. la prima volta che vennero ricercate fu il periodo attorno al 1952-53, allora venne riconosciuto come un fattore minimo. In quel periodo non erano considerate pericolose o etichettate confidenziali e furono discusse solamente in una ventina di conferenze sulle 600 o circa che Ron tenne durante quel periodo delle prime ricerche in ciò che era conosciuto come “OT” o Thetan Operante. Il “Thetan” è la parola di Scientology per lo spirito, significa la persona stessa, non il suo corpo e un OT è un essere che ha riconquistato la sua abilità ad operare come uno spirito piuttosto che solamente come un corpo.

Considerando che ci sono oltre 3.000 ore di conferenze registrate di Ron e molte decine di migliaia di pagine di materiale scritto, questo affare di NOTS è solo una goccia nel vaso e non è veramente rappresentativo del soggetto. Ma, il management di Scientology ha commesso il grave errore di appendere addosso a questo aspetto minore un’importanza fantastica, ed è diventato pazzo facendo cause su cause per mantenere nascosti questi materiali.

Lo fanno solamente perché pensano che questi “livelli confidenziali” siano delle grosse macchine da soldi. Hanno seguito lo stesso sentiero della cristianità medioevale, mettendo i soldi davanti alla verità. Tuttavia, la Cristianità ha superato questo aspetto (con poche eccezioni) e può farlo anche Scientology. la presenza di avidità nei ranghi superiori non invalida ne valida la religione stessa, è semplicemente un aspetto sfortunato della natura umana che a volte arriva nella banda superiore.

Pertanto, queste macchine da soldi non solo sono idee moralmente sbagliate, sono anche stupide. Il vero incasso deriva dagli alti volumi e prezzi bassi e non cercando di strozzare i ricchi per alcuni servizi esclusivi.

Le ripercussioni di questa frenesia per le cause legali ha reso le persone così furiose contro la Chiesa che molti fanno enormi sforzi, e si prendono dei rischi presentando questi materiali . Ma per favore, cercate di comprendere che questa è solo una delle dozzine di aree a cui Scientology si indirizza. Sarebbe molto più utile alla maggior parte delle persone avere copie dei materiali di Scientology che si occupano di cose come Problemi o Turbamenti. Io ho percorso i materialidi NOTs con molti benefici (e il pacco di NOTs che ho visto su internet è uguale a quello usato dalla Chiesa) ma non sarebbe di grande interesse o molto utile se non dopo aver lavorato a lungo su aree molto più importanti quali comunicazione, problemi, sensi di colpa, turbamenti ecc…

In internet troverete anche i materiali di ciò che lo Scientologist chiama “La Traccia Intera”. Con Traccia Intera voglio dire l’intera traccia del tempo dell’esistenza di un essere e non solo della vita attuale. Ancora una volta, questa rappresenta soltanto una piccola percentuale (forse circa 100 conferenze) del vasto corpo di lavori. È lievemente speculativa ed è etichettata “para-Scientology”. Queste cose si basano principalmente sui dati accumulati nel percorrere episodi di vite passate che sono avvenute nelle prime civiltà interstellari. Come tali, soffrono dei capricci della memoria delle persone. Un certo numero di sedute, dove queste cose sono venute fuori, si trovano registrate tra i numerosi nastri delle conferenze, pertanto lasciamo che siano le persone a giudicarle. È un’avventura esplorativa non una storia accurata e confermata. Non si deve credere a queste cose per poter praticare il soggetto. Ciò che ci si aspetta dai moderni professionisti di Dianetics è di lasciare che il pc (la persona che viene audita) percorra episodi di vite passate, ma gli viene espressamente proibito di suggerire o valutare ciò che viene trovato in queste vite precedenti. È una questione strettamente personale.

Il management di Scientology si trova nella posizione molto ipocrita di sopprimere la libertà di parola e l’aperta comunicazione mentre venera il fondatore, la cui frase più famosa è “Quando siete in dubbio comunicate”. E non hanno soppresso solo i critici esterni. Sopprimono anche la comunicazione dei loro membri.

Non è sorprendente che ci sia un’armata di individui fantastici che stanno onestamente comunicando sul soggetto in internet? Potreste non crederci, ma la maggior parte degli scientologist ha un fantastico alto livello di comunicazione. Lo hanno su ogni soggetto, eccetto Scientology. Ma lo hanno anche su questa, a patto che ne discutano privatamente. Però ogni comunicazione pubblica richiede una “Permesso delle Autorità”. Ogni critica aperta li porterebbe in Etica. Anche un solo scherzo fatto a cuor leggero li potrebbe ficcare nei guai per via della policy “Burloni e Denigratori”. Sono letteralmente spaventati di dire qualcosa pubblicamente su Scientology. Ed è il management di Scientology che impone tutto questo e li tiene soggiogati.

Ecco perché sono un riformatore all’interno di Scientology, e continuerò ad esserlo finchè rimarrò anonimo. E quando non potrò più rimanere anonimo, continuerò ad essere un riformatore. Sfortunatamente, a quel punto sarò un riformatore esterno, dato che tentare di riformare il soggetto è uno dei tanti atti elencati come “Alti Crimini” che causerà a chi tenterà di essere espulso e scomunicato.

Dentro al soggetto ce ne sono molti come me. Spesso iniziano una conversazione con commenti velati per mettere alla prova gli altri. E gradualmente la comunicazione inizia a svilupparsi. Alla fine si scopre che veramente pochi credono al management di Int. A molti non piace la politica dei prezzi, i registrar, l’etica e le varie tattiche di pressione impiegate dalla Sea Org. Molti dei membri rimangono dentro perché credono nella tech e negli obiettivi espressi dal soggetto. Ecco perché sono rimasto dentro così a lungo.

La mia opinione non riflette quella del management di Scientology. Loro invece, riflettono l’opinione di molti scientologist, la maggior parte dei quali sono spaventati o non hanno voglia di parlare pubblicamente.

Molti di coloro che sono in disaccordo col Management non lo direbbero mai pubblicamente, perché sono spaventati che il soggetto venga distrutto dai critici se gli viene concesso troppo aiuto. Il management incoraggia tutto questo. Potrebbero anche incoraggiare alcuni attacchi su Scientology. Ogni attacco lavora a loro beneficio, perché li aiuta a mantenere lo stato di guerra tra Scientology e i “maligni soppressivi” (che siano Wog, psichiatri, squirrel o chiunque).

In tempi di pace, molti cittadini considerano un loro diritto, e dovere, criticare il proprio governo. Ma se un paese è in guerra, alcuni criticismi potrebbero venire etichettati come tradimento. Lo stesso vale per Scientology. Se riescono a promuovere una mentalità da zona di guerra, possono etichettare qualsiasi critico interno come persona soppressiva e gettarlo fuori.

Penso sinceramente che Scientology sia critica per il futuro di questo pianeta. Penso anche che l’attuale management stia portando la religione diritto verso la distruzione.

I loro attacchi rabbiosi creano nemici dove non ce ne sono.

La loro soppressione della comunicazione viola ogni principio di base dell’auditing di Scientology.

Lo sfruttamento dei loro membri dello staff prosciuga la spina dorsale dell’organizzazione e li lascia più deboli che mai e a rischio di estinzione.

E tutti i loro stop “senza fine” sulle linee prevengono ai membri l’apprendimento e l’uso della tech di Scientology, che era lo scopo dell’intero soggetto in primo luogo. Questi stop non solo includono i prezzi straordinariamente elevati ma anche verifiche di sicurezza infinite, stop di etica, confidenzialità e la paura dannata che qualcuno possa usare il soggetto senza essere sotto il totale controllo della Sea Org.

Chi sono “loro” potrete chiedermi? Beh, è molto difficile da determinare. C’è una “watchdog commetee”, c’è RTC e c’è un Consiglio dei direttori, è c’è anche Author Service e molte altre cose. Non è molto chiaro chi stia veramente guidando le cose e chi sia solamente un fantoccio. Delle voci sostengono che Miscavige sia colui che tira le fila, ma questo non viene dichiarato apertamente ai soci.

Si chiede agli associati di dare fiducia a Flag e al management di Int e di credere che LRH (L. Ron Hubbard) abbia messo a posto le cose per lasciare il soggetto nelle mani migliori.

Ma io vorrei farvi notare che, ogni persona a cui Ron diede vero potere, in seguito venne dichiarata soppressiva. Tra questi Reg Sharp, Otto Ross, Ron Shafron, Bill Franks e David Mayo, solo per nominarne alcuni. Quindi, o Ron aveva veramente un pessimo metro di giudizio oppure stava avvenendo qualcos’altro di nascosto. Non provo nemmeno ad immaginarmi cosa. Tutto ciò che posso dire è che, chiunque abbia lasciato in controllo ha da lungo oltrepassato il punto in cui sarebbe stato dichiarato soppressivo se Ron fosse ancora in giro.

Questa è una chiamata a tutti gli scientologist per spingere attivamente per una riforma. È anche necessaria. Vi esorto a studiare la vera tech di Ron, specialmente i materiali degli anni 50, e ad ignorare i dictat del management e della SEa Org.

Per coloro che non sono scientologist e stanno leggendo questo, vi prego di realizzare che l’organizzazione e il soggetto sono due cose diverse. Riconoscete anche che ciò a cui stiamo passando attraverso ora è l’equivalente dell’inquisizione spagnola nella storia della Cristianità. È come se voi condannaste tutti i cristiani per le azioni del capo inquisitore. Non dovreste condannare tutti gli scientologist per il comportamento atroce delle loro chiese.
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Lavorate per creare una CofS più sana,

The Pilot

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Quando Dianetics non era una religione

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo interessante articolo.

Un pò di background è sempre utile.

Buona lettura

 

QUANDO DIANETICS NON ERA UNA RELIGIONE

 

Nel 1950 Dianetics era “La Scienza Moderna della Salute Mentale”. Così era stata presentata al pubblico grazie al celebre bestseller di L. Ron Hubbard. L’introduzione alla prima edizione di quel libro fu scritta dal Dr. J.A. Winter, un medico psicosomaticista che conobbe Hubbard nel 1949.

Winter, dapprima scettico, divenne un profondo estimatore di Dianetics grazie a diverse esperienze professionali di successo con i suoi pazienti; tanto che divenne direttore medico della Hubbard Dianetic Research Foundation e stretto collaboratore di Ron Hubbard.

Per diversi motivi, verso la fine del 1950, Winter si dimise dalla HDRF e si allontanò da Hubbard. Winter era in disaccordo con le promesse del fondatore relative allo stato di Clear, non accettava alcune posizioni “dogmatiche” di Hubbard ed era contrario al fatto che persone impreparate divenissero auditor.

Nonostante ciò Winter non volle disconfermare i successi ottenuti, così nel 1951 pubblico il libro “A Doctor’s Report on Dianetics: Theory and Therapy”. In questo testo egli spiega dal suo punto di vista ciò che di Dianetics funziona e perché.

L’introduzione al testo di Winter fu scritta da uno dei maggiori psicoterapeuti del secolo scorso: Fritz Perls, psicoanalista e fondatore della Gestalt Therapy.

Di seguito l’Introduzione al libro del Dr. Winter scritta dal Dr. Frederick Perls.

 

INTRODUZIONE A “A DOCTOR’S REPORT ON DIANETICS”
di Frederick Salomon Perls

 

Da quando la psicoanalisi è stata liquidata come una teoria “pazzoide”, ho imparato a non farmi intimidire dagli insulti. Come uno che ha tentato di contribuire alla teoria psicoanalitica, ora mi rendo conto, come avevo capito allora, che la scienza della psicoterapia non è né una scienza chiusa né conclusa. La divisione degli psicoterapeuti in “scuole” reciprocamente ostili è stata più distruttiva per la giovane scienza della psicoterapia che la precedente ostilità dei laici; ogni scuola nella sua battaglia contro l’altra ha agito come se avesse tutte le risposte e, per la maggior parte, ha ignorato le intuizioni di una scuola rivale. L’insulto è diventato un sostituto del pensiero indipendente, la linfa vitale di qualsiasi scienza. Gli interessi di questa scienza (così come coloro che si rivolgono ai suoi esperti per chiedere aiuto) richiedono che io rimanga sensibile alle idee degli altri. Le intuizioni, anche se formulate male o in modo inadeguato, meritano di essere indagate. La storia della scienza è ricca di esempi di preziose scoperte fatte da coloro che non erano consapevoli del loro pieno, e spesso importantissimo, significato.

Mentre sono ben lungi dall’essere un dianecista (non è la paura di ciò che la gente potrebbe dire che mi impedisce di esserlo), ho scoperto che Dianetics ha proposto diversi nuovi strumenti che mi hanno aiutato nel mio lavoro con i pazienti. Sebbene l’uso che ne faccio possa essere notevolmente in contrasto con il modo in cui sono stati intesi da Hubbard, non ritengo necessario negare che l’idea originale sia stata sua, e il mio interesse per lo sviluppo della psicoterapia rende importante che io colga questa occasione per incoraggiare la seria considerazione da parte di altri del significato e delle possibili implicazioni di Dianetics.

Di sicuro dobbiamo considerare la proposta stimolante, voluta o no, che il concetto dianetico di engram ha fornito in relazione al concetto di apprendimento. Questo è un campo che è stato gravemente trascurato nella letteratura psicoterapeutica. Anche laddove sono stati condotti studi approfonditi, come nel caso dei bambini sottosviluppati, l’argomento è in gran parte limitato a uno studio di orientamento inadeguato, di reazioni semantiche inadeguate e di assimilazione inadeguata del materiale di lettura. Per la maggior parte, è dato per scontato che l’apprendimento è un processo di durata e ripetizione.

Una vasta area di apprendimento, tuttavia, è caratterizzata dalla repentinità, sia dallo shock (se tale espressione è essere permessa) che da uno shock piacevole; da quella che viene chiamata nella psicologia della Gestalt l’esperienza “Ah”. Il bambino che si è scottato non ha bisogno di alcun addestramento per imparare d’ora in poi ad evitare la stufa bollente, e la riuscita sperimentazione per prova ed errore arriva con un’aureola di successo e l’intuizione: “Ecco!”.

“Questo t’insegna una lezione” è un’espressione che mostra quanto siamo consapevoli della connessione tra l’esperienza dolorosa e l’apprendimento. L’evitare il dolore, ad esempio la punizione, diventa uno strumento potente nella formazione.

Nella letteratura psicoanalitica questo apprendimento shock si chiama trauma, ma è concepito come un’istanza meccanica, come qualcosa che, indipendente dall’organismo umano, piomba su di esso. La teoria della libido e dell’istinto di morte lascia poco spazio – tranne che per la “frustrazione” – al significato del trauma. Dianetics, tuttavia, con il suo concetto di engram, ritorna alla più realistica teoria darwiniana della sopravvivenza individuale e della razza e dà al trauma un significato più adeguato; allo stesso tempo, essa integra la formulazione psicoanalitica inadeguata dell’introiezione.

Il termine engram, in contrasto con la terminologia estremamente bizzarra e meccanica di Dianetics, sembra essere un buon termine. In primo luogo, significa semplicemente registrazione psico-fisica, lasciando spazio alla possibilità di shock benefici. In secondo luogo, mettere in relazione il significato di sopravvivenza all’evitamento di situazioni minacciose per la sopravvivenza, rappresenta un passo verso una teoria propriamente esistenzialista della psicoterapia.

Un altro modo di apprendere è quello di copiare, per imitazione. Se tale copia viene fatta inconsciamente, la psicoanalisi la considera correttamente come un processo di identificazione. Ma supponendo che tutta l’identificazione inconscia sia introiezione e omettendo la distinzione tra identificazione con il comportamento di qualcuno (che è vero apprendimento; per esempio, nell’acquisizione di una abilità) e identificazione con il comando di qualcuno (che non è apprendimento ma sottomissione), quindi omettendo l’intero processo di assimilazione, tutta teoria diventa confusa. Inoltre, se l’oggetto introiettato è, come Freud insiste, un oggetto d’amore, allora la teoria introiettiva diventa assurda. In realtà introiettiamo, inghiottiamo, evitiamo di assaggiare e masticare ciò che non ci piace, non ciò che amiamo. Le introiezioni e gli engram sono corpi estranei nell’organismo. Entrambi devono essere dissolti per essere assimilati in modo tale da contribuire allo sviluppo della personalità.

A complicare ulteriormente le cose, c’è la gioia che alcuni bambini traggono dall’obbedire ai comandi di un adulto. Questa è una forma di identificazione sicuramente non basata sull’introiezione, ma piuttosto sulla confluenza.

L’essenza dell’introiezione è che qualcosa è stato inghiottito e rimane materiale estraneo nell’organismo. Non essendo assimilato, può essere recuperato e riassorbito; questa è una parte essenziale di ogni terapia di successo. La psicoanalisi non ha trascurato casi di questo tipo, che chiama introiezione totale. Un bambino ha vissuto la dolorosa esperienza di una visita dentistica; in seguito, gioca a fare il dentista con un altro bambino come paziente. Perché? Perché ama il dentista? Certamente no! E altrettanto non è utile introdurre nella teoria della libido ogni sorta di teorie ausiliarie del transfert e di azioni simboliche paterne per spiegare forzatamente le questioni complicate.

Anche in questo caso parte del concetto di sopravvivenza di Dianetics semplifica la nozione teorica: dice che drammatizziamo la valenza vincente; se non possiamo farlo, ci ammaliamo. Poiché nella lotta per la sopravvivenza il più forte ha le migliori possibilità, e agli occhi del bambino il dentista è più forte del paziente, l’identificazione tende ad essere con la parte al potere.

Le mie osservazioni a lungo termine sono in accordo con questa intuizione dianetica. Il nevrotico ha una compulsione a vincere a qualsiasi prezzo. Questa è stata riconosciuta come pulsione di potenza; Adler e i post-Adleriani lo hanno sottolineato. Ciò che non è stato sufficientemente considerato è il fatto che il paziente manipola il terapeuta in modo tale che da avere la meglio su di lui. Questa manipolazione supera di gran lunga l’importanza del meccanismo del transfert. Che aderisca o resista, porti sogni che sconcertano o che piacciono, voglia uccidere o annientarsi – in qualche modo deve avere la meglio sul terapeuta.

Tenendo conto di questo bisogno compulsivo di dominanza, le nevrosi ossessive diventano più facili da curare, cessano di essere lo spauracchio della terapia. Basta rendersi conto che sia la parte costretta che quella costringente della personalità divisa (in parti uguali) vogliono la vittoria. La parte del top-dog (la vincente) manipola con il bullismo, la punizione, ecc.; l’underdog (la perdente) manipola con le promesse vuote, la procrastinazione, la dimenticanza, ecc.

Nel linguaggio di Dianetics, entrambe le parti vogliono essere nella valenza vincente, portando così la guerra interna a una situazione di stallo. Oppure, come Freud ha così ben espresso: “Se avete due servitori che litigano, quanto lavoro potete aspettarvi di fare?”. Solo che qui non ci sono due servitori che litigano, ma due padroni gemelli.

Non c’è niente di sbagliato nel volere il successo e la vittoria, ma c’è tutto di sbagliato con la vittoria nevrotica per la vittoria e non per il beneficio. Disprezzare il terapeuta, ingannarlo, renderlo impotente facendo l’ottuso, ecc., sono gli strumenti preferiti, ma tali mezzi inadeguati non aiutano il paziente a ottenere vittorie dove ne ha bisogno: nella sua attività, sul suo campo di studio, nei suoi giochi. Inoltre, deve imparare che anche senza la vittoria la sua sopravvivenza non dipende dall’ammalarsi, manipolando un “alleato” affinché si prenda cura di lui. In breve, il nevrotico non ha agli antipodi la salute e la malattia o la vittoria e la sconfitta, ma piuttosto una dialettica distorta: le sole alternative di vittoria o malattia.

La principale differenza tra la psicoanalisi e Dianetics è questa: l’analista lavora gran parte con le interpretazioni, cioè con i concetti, sperando che il fulmine dell’intuizione un giorno possa colpire e far capire al paziente che non è più un bambino e che sua moglie non è sua madre. Dianetics, d’altra parte, si basa (almeno esplicitamente) solo sull’esperienza, sulla consapevolezza percettiva. Quindi ha maggiori possibilità di rettificare memorie ad hoc. In realtà, Dianetics è stata tanto parziale quanto il Freudianesimo nella scelta del materiale da trattare. È impossibile aspettarsi un’esperienza senza pregiudizi dopo che il paziente ha letto il libro di Hubbard, ma la tecnica della ripetizione, soprattutto la tecnica di contattare ripetutamente tutte le percezioni e le emozioni, e specialmente (come faceva Reich) le sensazioni fisiche, è di inestimabile valore. Il paziente vive le sue situazioni incompiute e non si limita a “parlarne”. Così egli affronta il suo alter ego più efficacemente che in qualsiasi altro approccio. Reich, se non fosse stato deviato dalla ricerca compulsiva con il microscopio e il telescopio dell’ipotetica e irrealistica “Libido” stava per sviluppare una modalità terapeutica veramente efficace.

Il presente libro non è per chiunque abbia una fissazione, un’identificazione completa con una qualsiasi delle scuole attuali. Una persona con una fissazione, come hanno sottolineato F.M. Alexander e John Dewey, sperimenterà tutto ciò che è estrano come “sbagliato”; come ho descritto, si sentirà ostile verso tutto ciò che è al di fuori del confine dell’io. Hubbard, con la sua miscela di scienza e narrativa, il suo modo bizzarro di fingere di avere qualcosa di nuovo dando nomi astratti ai processi (Rimbalzatore, Trattenitore, ecc.), il suo rifiuto della responsabilità (solo ciò che è stato fatto a voi conta), le sue affermazioni infondate, rendono facile a chiunque rifiutare in toto il suo lavoro, perdendo così ogni possibilità di estrarre qualsiasi contributo prezioso che può contenere.

Ma Dianetics è sostanzialmente diversa dalle altre scuole psicoterapeutiche? Non tutti, più o meno, trascurano o parlano del , del suo sviluppo e della sua creatività? Freud non considera solo l’immissione (introiezione) e l’uscita (catarsi) della personalità? Il suo Io non è forse qualcosa di povero schiacciato tra il Super-io e l’Inconscio, e il ruolo del sé non è nemmeno menzionato? E le scuole più progressiste si occupano molto di più del carattere, o nel migliore dei casi, del concetto dell’Io piuttosto che con le Funzioni dell’Io? Non si occupano ancor meno delle funzioni semantico-integrative del sé?

Allo stesso modo, l’eclettico avrà grandi difficoltà ad accettare ciò che è prezioso in Dianetics. Non avendo assimilato ciò che ha studiato, categorizzando piuttosto che integrando i diversi approcci, potrebbe avere diverse fissazioni invece di una, che gli impediranno di essere imparziale.

Dianetics ha inondato questo continente e ha suscitato un entusiasmo raramente raggiunto da un libro che si occupava di una questione psichiatrica, ma il fuoco di paglia si è spento non appena iniziato. La discrepanza tra le dichiarazioni e l’adempimento era troppo grande. E, come sempre, la vendetta dopo una delusione è che ci dimentichiamo di qualsiasi bene che avremmo potuto trarre da ciò che ci ha deluso.

In questo libro, il Dr. Winter si è assunto il compito di recuperare ciò che sembra essere prezioso nell’opera di Dianetics. La modestia e l’onestà dell’autore sono davvero impressionanti. Egli cerca di affrontare il problema fondamentale: come possiamo spiegare i miglioramenti e le cure che sono state ottenute con questa particolare terapia?

Innanzitutto, il Dr. Winter ci fornisce una descrizione dettagliata della tecnica e le sue opinioni sulla sua efficacia. Lascia aperta la questione se la nascita o le esperienze prenatali siano vere e proprie ri-esperienze, come sostiene Hubbard, o fantasie e proiezioni come altri insistono.

Introduce il termine di multiordinalità dell’engram. Si tratta di una valida formulazione, che mostra che un paziente deve essere reso consapevole di tutti gli aspetti percettivi, astratti, simbolici e semantici di una frase rilevante affinché vi sia efficacia terapeutica.

Cosa più importante, introduce come agente terapeutico il termine “differenziazione”, che si riferisce ad un atto di decisione razionale che afferma che le persone o le azioni non erano ciò che si era “creduto” che fossero. Così con Dr. Winter, Dianetics si sviluppa in un metodo in cui l’irrazionale, che si tratti di azione o pensiero (sostituto dell’azione), prima è sperimentato percettivamente (insieme con il suo dolore, l’obsolescenza e la follia), poi con un atto di decisione è dichiarato irrazionale (questo è di solito chiamato insight). Con questo aumento dell’orientamento è possibile riorganizzare il proprio comportamento.

L’autore si dissocia dal “Tutti possono guarire Tutti” di Hubbard; è ben consapevole dei pericoli che comporta il trattamento da parte di terapeuti inesperti. Sa che ci sono troppi nevrotici che curano gli altri per le loro stesse carenze, ma evitano essi stessi di curarsi.

Purtroppo, l’autore tende verso un’eccessiva speculazione. Queste speculazioni contrastano con l’apprezzamento accurato del nuovo approccio. In alcuni punti mi sembrano premature, anche se in altri mi sembrano valide. Inoltre, sebbene il Dr. Winter abbia assimilato gran parte della visione di Korzybski, egli (come Freud e Reich) spesso mescola il concetto di organismo nella sua totalità con i concetti obsoleti della mentalità meccanicistica.

Ogni psicoterapeuta, nonostante tutto, se riesce a superare il limite della sua beffarda fissazione (anche se solo prova la tecnica della ripetizione), riconoscerà in questo libro nuovi strumenti per la terapia. È vero che coloro che sono estremamente coinvolti in un’esistenza puramente verbale, “dimostreranno”, sempre con le parole, che tutto ciò è assurdo. Oppure, come di solito dicono: “questa è tutta roba vecchia”; oppure “ciò che non è roba vecchia è sbagliata”. Ma, il resto di voi, leggete questo libro, provate ogni tanto la tecnica, senza chiamarla Dianetics, perché questo vi stigmatizzerebbe agli occhi dei vostri colleghi. Se dopo un po’ trovate qualcosa di utile in questo approccio, ricordate che è stato il Dr. Winter a sfidare la tempesta della condanna.

Oggi dobbiamo riconoscere e assimilare tutti i fatti terapeutici nel nostro settore; allo stesso tempo, dobbiamo evitare la pericolosa tentazione di dichiararne uno una panacea. Questo vale per Dianetics come per il recupero del Complesso di Edipo, la stabilizzazione del sistema del sé, la perfezione dell’orgasmo, la dissoluzione dell’armatura del carattere, il riorientamento delle reazioni semantiche, la riconciliazione di animus e anima, il ricondizionamento di riflessi obsoleti, la completa assimilazione di introietti, ecc… tutti questi aspetti sono preziose astrazioni della funzione dell’essere umano nel suo ambiente. Tuttavia, dobbiamo astrarre, ossia scoprire molte più di queste funzioni per ottenere un orientamento completo e affidabile. Allora, e solo allora, arriveremo a una classificazione delle nevrosi e agli specifici trattamenti, o, idealmente, a una teoria centrale che unisca tutti i fatti e i trattamenti senza incoerenze, compartimentazioni o punti ciechi.

 

Frederick Perls, M.D., Ph.D.
Los Angeles, Maggio 1951

 

 

 

 

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