La Meta di Scientology

 

L’obiettivo finale di Scientology

non è l’annullamento di tutta l’esistenza

o la liberazione dell’individuo

da tutte le trappole.

La meta di Scientology

è di rendere l’individuo capace

di vivere con i propri simili

una vita migliore (secondo il suo giudizio)

e di giocare

un gioco migliore.

L.Ron Hubbard –  I Fondamenti del Pensiero

 

 

33 commenti

Archiviato in Casa Minelli, DATI STABILI, LRH, OT, Scientology indipendente, SUCCESSI

33 risposte a “La Meta di Scientology

  1. GB

    Buon anno a tutti!

    Questo scopo di Scientology dichiarato nel 1956, anno di pubblicazione del libro “I fondamenti del pensiero”, direi che è ragionevole e attuabile. Comunque il ponte attuale porta proprio lì, e direi che non è male; anzi direi che sarebbe proprio auspicabile per la maggioranza delle persone (se percorso da indipendente).

    Certo, poi viene da chiedersi perché dieci anni dopo, nel 1966, Ron scrive che Scientology è la strada verso la libertà totale (slogan ancora scritto sulla Carta dei Gradi intitolata appunto “The bridge to total freedom”).

    Quest’ambivalenza di fondo l’ho notata spesso nei discorsi di Ron. Così, ad esempio, come il tutto è iniziato come una terapia mentale (Dianetics) e poi si è trasfornato in una religione (Scientology).

    Diciamo che la CofS è un pochino più in linea con la prima versione (1956) del goal… se non altro perché ha sempre fatto il proprio gioco.
    Mentre risulta molto distante dal secondo goal (1966), essendo essa stessa una trappola totale.

    Un caro saluto,
    GB

    Per chi desidera approfondire:
    http://www.gerryarmstrong.org/50grand/writings/total-freedom.html

  2. MISTER X

    Nonostante nei “Fondamenti del pensiero” fosse ben marcato, questo dato veniva in qualche modo “invalidato”. Di certo non è semplice spillare soldi,lavoro e tempo per questo. Non si può tenere impegnato un terminale per 1 miliardo di anni per questo scopo, perché in questo dato è implicito che è ORA che la vita si svolge e che è ORA che devi viverla. E’ necessario trovare qualcosa di subdolo per spremere le persone . Quindi il dato viene pian pian trasformato per posizionarlo nel futuro e lo scopo diventa la creazione di uno Jedi.

  3. Marco

    Si va beh, questo scopo enunciato da LRH bisognerebbe metterlo nel giusto contesto… io credo volesse attrarre più persone “spacciando” un gradiente più facile da comprendere.
    Ma erano già anni e anni che LRH parlava del raggiungere, con il Ponte, uno stato OT … e la definizione di OT la conosciamo: “un Essere che può operare con o senza un corpo”. Tutti ci abbiamo creduto… io credo perchè c’è un intuito in un Thetan che recuperare le proprie abilità spirituali sia possibile.
    Tutta Scn (e tutte le religioni) è intrisa di questo scopo “la libertà dello spirito”… i filosofi greci dicevano che l’essere umano “è uno spirito intrappolato nella carne”… ed allora cosa bisogna pensare ora?
    Scrivere “L’obiettivo finale di Scientology non è l’annullamento di tutta l’esistenza o la liberazione dell’individuo da tutte le trappole.” è un bel strano azzardo… ma l’ha scritto proprio LRH?
    Io capisco che lo scopo NON è annullare l’esistenza, ma cercare di liberare il Thetan dalle trappole… mi pare proprio di si: tutta Scn al di sopra dei gradi di base parla di questo.
    LRH ha sempre detto molte cose e spesso il contrario di esse… dunque questa qua sopra non è proprio il meglio che abbia enunciato… ok “vivere una vita migliore”, è un buon obiettivo non c’è dubbio… ma poi “l’ideologia” con cui vivere questa vita qual’è? LRH dice da altre parti che lo scopo è tendere verso la più alta comprensione di chi sei da dove vieni e cosa fai… dice che “la domanda non è Essere o non Essere? ok. Ma esiste un’altra domanda che è: che cosa essere?”. Ecco io direi che è questo il punto… e anche dico che: “le vie dello Spirito sono infinite”. Ovvero: non esiste solo questo pianeta, questo universo, questa condizione di esistenza…
    Amen

  4. MISTER X

    Di sicuro esiste un miglioramento graduale ed ogni essere spirituale può migliorarsi sempre di più verso una scena ideale. D’altronde sappiamo che gli assoluti non sono ottenibili ma è il termine “Libertà totale” che condiziona un essere umano, perché nel suo ideale è il raggiungimento di un assoluto. Se poi viene esposto sopra il ponte, dove ci sono i livelli fino al XV, darebbe una falsa verità e solo chi ha un certo livello di conoscenza sulle scale graduali capirebbe il punto. Credo che realizzare lo scopo citato sopra sia una meta più accettabile e sicuramente una ricerca verso stati superiori di spiritualità sia innata nella natura di ciascun essere.

  5. Andrea Refosco

    Già…. Pura consapevolezza!

  6. GB

    “Un Thetan Operante è uno Statico. Non ha posizione nello spazio: non ha alcuna lunghezza d’onda né particella di qualsiasi grandezza. Non possiede massa. Non dipende in alcun modo dall’energia, di nessun
    tipo. Può tollerare completamente la condizione di niente, e ciò include anche una condizione di “niente spazio”. Potrebbe essere in qualsiasi luogo come punto ben definito, oppure essere dappertutto come area in generale, a piacere. Sarebbe in grado di stare da entrambe le parti in qualsiasi discussione.

    Scopriamo quindi che chiunque, al livello di Thetan Operante, sarà capace nella misura in cui si è disfatto della sua dipendenza da
    oggetti, energie e spazi. Per ricordare non deve avere per forza queste cose. Per ricordare non ha bisogno di un sistema di comunicazione di alcun tipo, e inoltre potrebbe essere qualsiasi
    cosa a piacere. Vedete, c’è uno Statico che può essere qualsiasi cosa a piacere, e continuerebbe a farlo sapendo di essere uno
    Statico”.

    L. Ron Hubbard, The Phoenix Lectures.

    • Diogene

      Scusate, ma non riesco più a digerire queste “sparate” di LRH.
      Sono dichiarazioni di tipo dogmatico… e la prova provata dov’è?
      Ma sì! Tagliamo la testa al toro. Diciamo che C’E’ uno Statico, qualcosa che non è niente ma che può essere tutto, è qui o là ma è anche sparso dovunque, facciamone il fondamento del nostro credo e costruiamogli attorno una bella religione! Abbasso gli infedeli e siano benedette le donazioni. Erigeremo chiese, dove gli Statici si sottoporranno a sacri riti per diventare Operativi a loro scelta in banca o su Nettuno.
      Tutte le religioni hanno intessuto a modo loro questa stessa trama.
      Giustificano la loro autorità diffondendo concetti morali e attirano proseliti offrendo visioni ideali. I benefici sono tanti, le fregature anche di più.
      Restringendo l’osservazione su Scn, i suoi livelli inferiori “funzionano” perché si basano su elementi culturali ed etici già diffusi nella società che conosciamo. Ci sono inoltre valori innati che ogni individuo riconosce e che si propone di migliorare. Scn ha delle “tecniche” che possono essere efficaci per il bilanciamento razionale della persona. Ma poi a chi si inoltra nei piani alti viene richiesto di rinunciare alla sua razionalità, di credere a tutto ciò che sta scritto nella “dottrina” e di accondiscendere ciecamente ai dettami della “linea di comando”, come l’unica via che porta ad uno stato dal potenziale illimitato. Se è scritto è vero, e loro l’hanno scritto.
      Ma dov’è, dopo 70 anni, la prova provata? LRH non ce l’ha mai fornita.
      La sua creatura non sta “chiarendo” il mondo. Questo si vede.
      Se proprio volete approfondire, leggete attentamente le scritture e poi analizzatele al rovescio. Scrivete le cose positive su dei fogli e quelle negative sul retro degli stessi fogli. A un certo punto vi mancheranno i fogli. Una critica onesta non teme il confronto.

      • GB

        Diogene questo commento mi piace molto. Mi ricorda una frase di Gregory Bateson, scienziato del secolo scorso:

        “[…] due cose sono chiare: primo, che nel porre le domande non metteremo limiti alla nostra arroganza (Hybris); secondo, che nell’accettare le risposte ci condurremo sempre con umiltà. Queste due caratteristiche ci metteranno in netto contrasto con la maggior parte delle religioni del mondo, le quali dimostrano scarsa umiltà nell’accettare le risposte, ma grande timore nel porre le domande”.

        Se mi pongo con un atteggiamento scientifico voglio poter fare domande e vedere delle prove. Non ci trovo nulla di strano. Prendereste un farmaco con non è stato sperimentato con successo? Quindi perché rischiare con la propria mente e l’anima stessa?

        È chiaro che il ponte produce benefici soggettivi, lo leggiamo continuamente nelle testimonianze anche sul blog. Sono risultati apprezzabili. Se sono stabili garantiscono la loro autenticità, dato che l’effetto placebo sfuma nel giro di poco tempo.

        Ma per quanto riguarda i “poteri OT” io voglio vedere risultati oggettivi… non mi bastano i benefici soggettivi. Per questo mi piace Ingo Swann che si è prestato alla sperimentazione sotto osservazione. È così che progredisce la ricerca. Altrimenti si resta nell’ambito dell’opinione.

  7. Laky

    Se possibile vorrei utilizzare il condominio x salutare una ” vecchia militante “che è da parecchio che non scrive .Ciao Silvia Chiari.

    • Laky

      Ciao Diogene
      Nel libro uno Ron spiega di aver usato lo ( 0 ) per far quadrare i conti è una teoria ( ho semplificato ma si può leggere) e tale rimane.
      Buona giornata a tutti

  8. paolo facchinetti

    Caro Diogene i “piani alti” come li chiami tu sfuggono per definizione alla realtà e alla razionalità, e si intraprende il viaggio con spirito di avventura con tutti i benefici ed anche i rischi del caso.

    • Diogene

      E allora, caro Paolo, mi stai dicendo che è “impossibile” parlarne.
      Stai anche dando corda a qualche supponente alto papavero che ritiene “inutile” parlarne apertamente al volgo..
      Nella Co$ è addirittura “vietato parlarne”.
      La chiesa dei clear “razionali” produce la santificazione dell’irrazionalità?
      LRH ha tracciato la “sua” mappa, ma alla fine si è perso in un camper.
      Intanto per i coraggiosi avventurieri la Co$ organizza dei costosi viaggi diretti verso stazioni dell’immaginario dove tutto è possibile e nulla è reale.
      Chi vuole partecipare sottoscrive un impegno inderogabile: o se ne sta buono e zitto nella carrozza o viene buttato giù senza complimenti.
      A chi si lamenta gli viene imposto di pagare il doppio, così impara.
      Meglio dunque affrontare l’ignoto con un lanternino sempre acceso e con la consapevolezza che la vita stessa è l’avventura.
      E io credo fermamente che la vita può diventare “l’arte del possibile” ma che non va sprecata nella vana ricerca di un faro che illumina soltanto un punto nel nulla. Se qualcosa c’è, quella si chiama vita e non speranza.

  9. Marco

    Ah però Diogene, giù bello duro…

    Dico anch’io la mia, ma cercando di tenere le cose semplici, semplici.
    Io penso che per affrontare questo argomento, innanzi tutto dovremmo chiudere una volta per tutte il richiamo delle nefandezze e anche criminalità perpetrate dalla Cof$ (da Miscavige e &… e te lo dice uno che ne a subite di ogni.

    Subito dopo, sempre cercando di stare sul semplice, bisogna farsi delle elementari domande di base, per esempio una su tutte: chi è l’essere umano?

    Tutte le grandi filosofie (non religioni intrappolanti, ma pure oneste filosofie) hanno sempre avuto l’intuito di dire “l’essere umano è un’anima intrappolata nella carne”.
    Io credo che al netto dei dogmi e dei crimini perpetrati dalle religioni nei secoli passati, questa sia la più “concreta” delle percezioni o delle analisi deduttive possibili: è facile esporsi nel dire che di sicuro c’è un’anima! E che probabilmente è intrappolata nella carne!

    Dunque restando semplici, ma dopo l’esperienza Scientology, non ci resta che concludere: “sembrava facile, ma non lo è!”. Ovvero liberare un’anima è una bella impresa, che può prendere un sacco, molto, tanto tempo.
    Va beh, ok è impegnativo oltre ogni dire finora ipotizzato… ma comunque sia, perchè non tentare?

    Una delle più belle frasi che ho mai sentito (ca. 20/25 anni fa) da gente che finiva un livello è stata (questo il succo del discorso): “la vita è interessante, non c’è dubbio, ma io non so cos’altro ci sia di più importante da fare, se non tentare di andare liberi!”.

    Ora, per concludere, l’atteggiamento che si può avere in questa situazione di “Scn alla rovescia” che abbiamo subito (a cura di David MIscavige l’SP), e/ma anche a cura di LRH un pò esagerato nel farla facile (e dunque ci ha illuso un pochino) sono solo un paio:
    – o credo che io sia un’anima e cerco di liberarmi (con qualsiasi filosofia o tecnica possa considerare possibile).
    -Oppure non credo che sono un’anima e mi godo la vita cosi come la vedo e tocco oggettivamente, e chi se ne frega delle percezioni sulla natura dell’anima.

    Cos’altro dire?
    Possibile un’altra visione della situazione?

    • Diogene

      Marco, ti (e forse mi) chiedi: è possibile un’altra visione della situazione?
      Non voglio arrampicarmi sugli specchi e chiamare in causa altri possibili universi, dei quali onestamente non ho alcuna conoscenza.
      Penso che la comune esperienza di ogni singola persona sia quella di sentirsi “una unità” nella quale anima e corpo siano inestricabilmente fusi.
      Come la forma in un oggetto, tanto per citare l’esempio di un antico filosofo greco. Non puoi avere un oggetto che non abbia forma, neppure se lo immagini. Forma ed oggetto si modificano contemporaneamente, insieme, come una cosa sola.
      L’esperienza umana fa comprendere che quando un corpo muore gli viene a mancare qualcosa. Quel qualcosa che lo manteneva “in forma” e addirittura “in continua mutazione”. Eppure, nonostante i cambiamenti di forma, la persona rimaneva riconoscibile.
      Quel “qualcosa” non si sa che cos’è, ma abbiamo esperienza di quello che fa. E così, lungo tutti i millenni di cui abbiamo traccia, scienziati e pensatori hanno cercato di definirlo e l’hanno chiamato in tanti modi.
      Da questo interminabile tentativo di “identificarlo” molti sono arrivati alla convinzione che “quel qualcosa” è separato dal corpo.
      Col passare del tempo, le religioni si sono accaparrate il diritto di trattare l’argomento. Di conseguenza, hanno di fatto separato la cura di quella cosa invisibile dalla cura del corpo e delle sue cianfrusaglie ben visibili.
      Lasciamo perdere tutto il resto e veniamo a scientology, dove si afferma che lo spirito (thetan) non solo è separabile dal corpo ancora in vita, ma che in tale condizione sta molto meglio e riesce ad influenzare il corpo ed altre cose materiali. Forse è vero, io non lo so. Non discuto di questo.
      Lo scopo della mia dissertazione è quello di presentare un altro scenario, peraltro neanche troppo differente dal comune sentire,
      E siccome non sto affermando una verità indiscutibile, lo sottopongo al vaglio critico come fosse una domanda.
      Se il mondo materiale (o MEST) ha origine da considerazioni condivise, è possibile che anche i corpi che ci identificano altro non siano che la somma di considerazioni? Che siano semplici proiezioni o “postulati”?
      Ovviamente riteniamo che ci sia qualcuno in grado di “considerare” e di solito pensiamo di esserne noi stessi capaci.
      Invece di una (non so quanto probabile) “separazione” dello spirito dal corpo, non sarebbe più realistico ed auspicabile un “aggiustamento” equilibrato di quella unità Corpo-Spirito che ciascuno sente di essere?
      La teoria della “considerazione” troverebbe qui applicazione?
      Ci sono persone che questa “unità” la vivono con naturalezza e con la consapevolezza che il corpo e lo spirito seguono leggi diverse ma che è proprio questo connubio che dà “forma” alla vita.
      Perché dovremmo rinunciare anzitempo alla vita? Ci sono scuole di pensiero che insistono affinché i loro discepoli lo facciano. Insegnano che chi rinuncia alla sua attuale vita otterrà in cambio qualcos’altro di maggior valore, ecc. ecc. Ma chi di loro è mai tornato indietro a testimoniarlo?
      A chi giova tenere separato lo spirito dal corpo? E la mente con quale parte starà? A rigor di logica se ne potrà fare a meno, povero giocattolo.

      • Marco

        Diogene, il sogno di tutti i grandi filosofi, o grandi Esseri, che hanno tentato di capire e risolvere il destino dello spirito era in primis “interrompere questo ciclo infinito di nascere e morire”. Perchè non si tratta di morire, ma di morire, morire, morire … … …Ma poi anche bisognava intervenire per disinnescare il fattore materializzazione: più il ciclo continua più lo spirito va verso il materialismo… fino a trovarsi ad essere un bel pò Mest.
        Non è meglio tentare di farcela, piuttosto che no?!

        LINEE THETA Una conferenza tenuta il 10 marzo 1952

        “La scoperta che i ricordi erano tutti quanti archiviati in base al tempo fu di per sé una scoperta considerevole, perché cominciò a guidarci alla scoperta dell’origine degli individui e dell’individualità.

        Un’esplorazione in tal senso seguirebbe senza dubbio, in leggera misura, le stesse orme di qualunque altra ricerca mai condotta in merito.
        Seguirebbe le orme della biologia, seguirebbe le orme della religione, del misticismo.
        Potrebbe seguire in qualche misura le orme di chiunque abbia mai espresso dei pensieri in questo ambito… con la differenza che noi siamo in possesso di uno strumento, siamo in possesso di uno strumento d’indagine.

        Siamo in possesso di una tecnica… di una tecnica d’applicazione che ha saputo separare l’inganno dalla realtà e che ha saputo recuperare ognuno degli episodi che si sono verificati nell’intero arco di vita di un individuo.

        Più si usava la tecnica per scoprire quel che un individuo si rammentava (ricordi), più s’imparava. Capite, stavamo imparando per la prima volta basandoci su strumenti di precisione. E questa è una cosa un po’ diversa da altre linee di ricerca simili.

        Prendete il misticismo. Il misticismo era un ambito di ricerca estremamente valido, estremamente valido.
        Conteneva, tuttavia, molte speculazioni e sosteneva esso stesso di contenere molte speculazioni; quando veniva impiegato spesso riduceva il mistico in condizioni pietose.
        Quindi non era uno strumento particolarmente sicuro, ma era uno strumento.

        In una certa misura anche l’ambito della religione era uno strumento.
        Non saprei proprio in che punto definire o tracciare una linea di demarcazione tra misticismo e religione, salvo forse dicendo che la religione è misticismo codificato… codificato e divulgato meccanicamente.

        Non potete aspettarvi che la popolazione in generale sia in grado di capire il misticismo. È un argomento estremamente complesso, assai complesso. Ha molte scuole. Tuttavia la religione potrebbe essere divulgata… potrebbe semplicemente essere una presentazione sistematica di quelli che si considerano essere i punti positivi del comportamento, il comportamento ottimale, cose attraenti che catturano l’immaginazione o l’attenzione della gente. La religione potrebbe essere considerata tutte queste cose messe insieme in un pacchetto.

        Ci sono state molte, molte, molte religioni… oh, mio Dio, centinaia di migliaia, milioni di religioni. La maggioranza delle religioni che oggigiorno seguiamo qui sulla Terra hanno, strano a dirsi, circa duemila anni. Quelle dell’India sono più vecchie di queste. Ma tutte queste religioni sono davvero molto giovani: rispetto allo stesso misticismo, tutte quante queste religioni sono giovani.

        Islamismo, cristianesimo, buddismo, tanto per citarne tre, sono notevolmente simili. Di fatto, Cristo è uno dei profeti nell’islamismo ed è venerato in quanto tale. Buddha si mosse, fatto alquanto notevole, in direzione molto simile a Cristo e lo precedette.

        Un’altra religione, piuttosto lontana dal cristianesimo e dalle altre, è il confucianesimo. È in realtà una filosofia che dice come essere un cittadino conservatore che deve comportarsi bene.
        Quel tale, Confucio, disse: “Beh, se siamo tutti miti e ci mettiamo in basso sulla Scala del tono, andremo tutti d’accordo”.
        Questa filosofia pervase la Cina. Una cosa veramente degna di nota.
        È probabile, credo, che abbiano smesso di seguirla dopo che il comunismo è arrivato laggiù.
        Per molti, molti, molti secoli gli impiegati della pubblica amministrazione cinese hanno dovuto recarsi al tempio di Confucio a Pechino, sedersi e leggere delle enormi tavolette e poi impararle a memoria.
        Se le conoscevano tutte a memoria, potevano usare il calamaio dell’ufficio postale o qualcosa del genere.

        Era più una filosofia che una religione.

        Quando si comincia a parlare di religione, posso dire che ai miei tempi ho visto delle religioni interessanti, molto interessanti.
        In questa vita, nel Pacifico del Sud e ancora più a sud. Ce ne sono moltissime. E chi ne stava a capo, il tipo che dirigeva una particolare religione ed era occupato a governarla e a gestirla per la gente comune, era sempre un mistico.

        Quindi, vedete, da dove traggo la conclusione che il misticismo si trova in un certo senso al disopra della religione.

        Ecco quindi un ambito di ricerca che però nessuno era disposto ad affrontare.

        La gente ha preferito la religione. Non richiede alcuna comprensione.
        Dice solo: “Devi avere fede, amico. Se hai abbastanza fede, avrai fede e questo va bene. Ora sali quassù, fino alla ringhiera, lascia cadere il tuo nichelino nella cassa delle offerte, fatti venire un po’ di schiuma alla bocca e sarai a posto”. Di fatto funziona. Funziona.

        Non vale particolarmente la pena parlarne in toni leggeri, perché è stato un sistema oltremodo necessario nella gestione delle civiltà, laddove mancava una vera comprensione del funzionamento della mente.

        Si può prendere la religione e dire: “Beh, magari non ti beccheremo in questa vita, amico, ma ti beccheremo nella prossima”. Questo fa tentennare la gente.

        La religione è stata diffusa in un’area in rapporto esatto alla cattiveria, malvagità e perfidia presenti nell’area stessa.
        Più malvagia era, più vi veniva diffusa la religione fino a che, dopo un po’, la religione non è parsa essere un maremoto intenzionato a colpire quell’area e raderla al suolo.

        Se leggete le cronache dei primi giorni dell’America, scoprirete che i nostri padri pellegrini conducevano un’esistenza da ladri e da assassini che sarebbe parsa terribilmente, terribilmente malvagia a un censore di Boston.

        Come fu possibile a quel tempo produrre una qualche impressione su chicchessia? Come fu possibile produrre una qualche impressione su quegli individui?
        Li convinsero con la religione… giù duri!

        La loro condotta punitiva fu in realtà un tentativo di creare una civiltà a partire da leggi sistematiche.
        Quello è stato l’uso della religione.
        Quello è l’uso della religione.

        Se guardiamo in passato, qualunque pensatore o filosofo concorda con questa definizione. Non è una mia definizione. La religione è un meccanismo per controllare le persone, non è un tentativo di promuovere la comprensione.

        Il misticismo, tuttavia, era un tentativo di giungere alla comprensione. Questo opera una certa separazione di dati in questo ambito.

        A parte il misticismo e la magia, non conosco molti altri percorsi per giungere alla comprensione.

        La magia, tra l’altro, è uno studio molto preciso.
        La maggior parte della gente pensa che la magia sia quello che fanno i prestigiatori da salotto o cose del genere.
        Non è così. La magia non è quello. E un metodo per produrre effetti usando come causa il soprannaturale.
        Esiste anche lo spiritismo, che è una cosa diversa dal misticismo.

        Tutte queste sono strade, strade, strade.

        Che cosa sta studiando tutta questa gente?
        A che cosa sta cercando di approdare?
        Che cosa sta cercando di ottenere?

        Sta cercando di scoprire l’origine dell’uomo e di scoprire quanto ampi sono tutti i poteri latenti della sua personalità e di recuperarne l’uso.
        Questo, in realtà è l’intero scopo di tale ricerca.

        Non per forza bisogna scoprire gli dèi e stringergli la mano destra: recuperiamo l’uomo e scopriamo se è mai stato un dio e se mai lo è stato, perché ha smesso di esserlo.

        È un tentativo di scoprire in che cosa consiste un individuo: esiste qualcosa tipo un individuo relativamente puro?
        Se esiste o se mai è esistito, come ha fatto a degradarsi?
        Oppure, se in origine c’è un individuo degradato, come lo si purifica e lo si eleva?

        Si tratta di studi molto seri cui l’uomo si è dedicato da sempre, poco importa quanti millenni conti quel “sempre”.

        Gli abitanti delle foreste australiane, per quanto primitivi siano, di fatto studiano questi argomenti.

        In altre parole si tratta di uno studio materiale o di uno studio spirituale, comunque lo si voglia guardare.
        Ecco che cosa si studia in Scientology.

        Sto cercando di farvi capire questa cosa, poiché non è da molto che abbiamo uno strumento col quale recuperare alcuni dei dati veri.

        In primo luogo non era troppo ben noto il fatto che l’uomo potesse richiamare questi ricordi, questi facsimili, completi e integrali, e che fossero tutti archiviati.
        Le tecniche per richiamarli ed esaminarli minuziosamente non erano note.
        Di conseguenza, nella conoscenza dell’uomo sono mancati il senso, la misura e il fattore dell’esperienza.

        Perciò, quello che dirò sull’argomento d’ora in avanti è basato su indagini che utilizzano un nuovo strumento.

        Le leggi dell’inganno e le leggi della realtà sono state esaminate in modo esauriente.
        Potete distinguere la differenza che intercorre tra inganno e realtà.
        Potete sempre vedere la differenza che intercorre tra le due cose.
        Le leggi dell’inganno seguono certe leggi ben precise e le leggi della realtà seguono certe altre leggi ben precise.

        Separando da questo insieme di dati e con attenzione – con più attenzione di quanto non sia mai stato fatto in passato – tutta la percezione allucinatoria e tutto l’inganno che possono essere separati da esso, ci ritroveremo ad esaminare solo ciò che rimane come realtà.

        Ed ecco che scopriamo qualcosa di questo tipo: scopriamo che esiste un complesso principale di pensiero, proprio come esiste un complesso principale di conoscenza potenziale.
        Tale pensiero e la knowingness si equivalgono fra loro.

        Ecco qui ciò che chiamiamo il complesso theta principale.
        Scopriamo che dal complesso theta principale (che, tra l’altro, non ha né spazio né tempo)… scopriamo che da esso si distacca qualcosa che fa il proprio ingresso in leggera misura, nella traccia del tempo: si tratta di un frammento dell’intero universo.

        In altre parole è più o meno la stessa cosa, ma su scala più piccola.
        È molto difficile servirsi di parole come più piccolo o più grande perché… vedete, qualcosa che non ha né spazio né tempo non è né piccola né grande.

        Non ha nemmeno delle parti, non nel senso a noi noto dell’universo MEST, ma questo non significa che nel proprio universo non possa avere delle parti.

        Prendiamo quindi questo frammento, qui, che all’improvviso emerge… si separa. È qualcosa che per natura sa, è causativo, si trova in un elevato stato d’essere, è una pura entità theta.

        Ve ne sono molti che si staccano, molti che si staccano. Moltissimi.
        Moltissimi si staccano. Ognuno di essi, nel momento della separazione, è alla prima fase del processo che lo porterà alla propria individualità.
        Ognuno fa il proprio ingresso sulla traccia del tempo e in quel momento diventa un individuo nella misura in cui è separato da altri individui.

        Possiede la facoltà e la capacità di animare e motivare materia ed energia nello spazio e nel tempo.
        Così si separa e fa il suo ingresso nella traccia del tempo, qui, e diventa MEST in leggera misura, tanto quanto è penetrato nel MEST.
        Tuttavia non cessa mai di essere quello che è.

        Il fatto che faccia il suo ingresso nel MEST’ significa semplicemente che il MEST produce delle registrazioni su di lui, non che il MEST diventi parte di lui.

        Più registrazioni riceve… più registrazioni riceve dal MEST, più è lo sforzo che compie per allineare e sistemare il caos che è l’universo materiale, più le registrazioni appaiono turbolente, fino al punto che egli stesso non possiede più una conoscenza completa.

        Sperimenta sempre, sempre, sempre più e di conseguenza conosce sempre, sempre, sempre meno.

        Non siamo in grado di dire con certezza dove egli vada dopo aver lasciato questo universo MEST, alla fine di tutte le sue esistenze in questo universo MEST. Non siamo in grado di dirlo in questo momento, ma siamo in grado di fare delle congetture.

        O raggiunge un nuovo deposito di theta, là sopra, che in qualche modo è cambiato, oppure semplicemente torna ad unirsi a quello originale.

        No, non siamo finora arrivati al momento in cui egli giunge al capolinea di questo percorso.

        Vediamo quindi di parlarne da un punto di vista temporale.

        Eccoci nel tempo dove troviamo che questo frammento di theta ha fatto il suo ingresso nell’universo materiale. Per quanto tempo vi rimane?
        Beh, vi rimane per un tempo molto, molto lungo. Diventa sempre più un individuo: acquista individualità.

        Mentre scende lungo la Scala del tono, diventa sempre più un individuo.”

  10. Marco

    LA CREAZIONE DELLA CAPACITA’ UMANA

    CONSIDERAZIONI

    ” Giacché si concepisce che spazio, energia e tempo siano, di per sé, considerazioni su cui si è ampiamente accordato, le considerazioni sono superiori alle meccaniche costituite da spazio e tempo.
    Con ciò s’intende che, fondamentalmente un’idea o un’opinione prevale rispetto a spazio, energia e tempo o rispetto all’organizzazione delle forme.

    L’accordo di un numero così elevato di menti crea la realtà sotto forma di spazio, energia e tempo. Pertanto, queste meccaniche di spazio, energia e tempo, sono il risultato di considerazioni su cui si è accordato e che sono comunemente condivise dalla vita.

    L’aspetto dell’esistenza, se viene osservato dal livello a cui si trova l’uomo, è tuttavia l’opposto della più alta verità di cui sopra.

    Questo perchè l’uomo opera in base all’opinione secondaria, che le meccaniche sono reali e le sue considerazioni personali hanno un’importanza inferiore rispetto a spazio, energia e tempo.

    Questa è un’inversione.

    Le meccaniche costituite da spazio, energia e tempo, le forme, gli
    oggetti e le loro combinazioni, hanno assunto una tale posizione di
    preminenza per l’uomo, da diventare più importanti delle considerazioni
    in quanto tali.

    La capacità dell’uomo ne risulta quindi sopraffatta ed egli non è in grado di agire liberamente nell’ambito delle meccaniche.

    Perciò l’uomo ne ha una visione invertita.

    Le considerazioni, come quelle da lui elaborate quotidianamente, costituiscono la vera fonte di spazio, energia, tempo e forme, e l’uomo opera in modo da non alterare le proprie considerazioni fondamentali.

    L’uomo, quindi, invalida se stesso ipotizzando l’esistenza di un’Altrui-determinismo di spazio, energia, tempo e forma.

    Sebbene sia partecipe alla creazione di queste cose, egli attribuisce loro
    una tale forza e fondatezza che le sue stesse considerazioni, da li in poi,
    devono rimanere subordinate a spazio, energia, tempo e forme e, di
    conseguenza, non può modificare l’universo in cui vive.

    La libertà di un individuo dipende dalla sua libertà di modificare
    le proprie considerazioni riguardo a spazio, energia, tempo e forme di
    vita, nonché il proprio ruolo in tutto questo.

    Se non riesce a cambiare idea riguardo ad esse, egli si ritrova fissato e schiavo in mezzo a barriere come quelle dell’universo fisico e barriere che lui stesso crea.

    Si osserva quindi che l’uomo è reso schiavo dalle barriere di sua stessa
    creazione.

    Egli crea queste barriere da solo, oppure concordando che tali barriere siano reali.

    L. RON HUBBARD

  11. Marco

    “DA CLEAR ALL’ETERNITÀ”

    “Secondo la documentazione sulla ricerca spirituale e i rapporti da parte di pre-OT ed OT, l’individuo in uno stato aberrato non riesce mai veramente
    a concepire l’esistenza potenziale della QUANTITÀ di miglioramenti disponibili al di sopra del suo stato.

    Il fatto che una tale QUANTITÀ di miglioramenti sia a disposizione di un singolo essere è una sorgente infinita di meraviglia per le persone che seguono veramente questa strada.

    Perciò, in uno stato aberrato (umano), la persona riesce difficilmente a volgere lo sguardo molto in alto e a conservare allo stesso tempo una realtà di ciò che vede.

    Nell’era della velocità, qualcuno potrebbe pensare che tutto ciò debba succedere in un minuto. O magari un minuto e mezzo. O che un’iniezione “provvidenziale” lo renda libero per sempre.

    Purtroppo questo universo non è costruito in tal modo.

    Questo universo si basa sulla QUANTITÀ che è incredibilmente abbondante.”

    “Su questo pianeta, dove la vita è così breve e frenetica, il concetto del TEMPO è a malapena concepito. Proprio recentemente, i geologi hanno concluso che forse l’uomo esiste da un milione di anni. Ah! Che conoscenza limitata!

    L’età di questo e di altri universi è molto, molto avanzata.
    Non è un’eternità, ma poco ci manca.

    Per cui, senza addentrarci in discussioni sulla durata della vostra esistenza (quelli della teoria sul cervello potrebbero avere delle obiezioni perché hanno il TERRORE degli spiriti), poniamoci questa domanda:

    Se un essere ha avuto mezza eternità per rovinare se stesso, quanto può essersi rovinato? Bravo, risposta esatta: enormemente!

    E ora potete avere una vaga idea della quantità di miglioramenti spirituali che sono disponibili.
    Ciò può anche spiegarvi come mai, secondo le testimonianze raccolte, ad ognuno dei sei livelli si verificano così tanti miglioramenti nuovi.

    Bene. Capito? Ottimo.

    Ecco ora la prossima domanda, visto che siamo tutti così intelligenti:
    Se un essere ha impiegato mezza eternità per rovinarsi, quanto ci vorrà per rimetterlo in sesto?

    Ora, prima che le estremità della vostra bocca si rivolgano verso il basso e che cadiate in uno stato di profonda apatia al solo pensiero, diamo un’occhiata al miracolo di Dianetics e Scientology.

    Non ci vuole mezza eternità. Non ci vogliono millenni, anche se potremmo ragionevolmente aspettarcelo. Non ci vogliono secoli. Bastano solo anni.
    Esattamente: anni. (forse qui Ron è stato ottimista)

    “Quello che stiamo prendendo in considerazione qui è il tempo in proporzione ai miglioramenti riferiti.
    Quando una persona è diventata Clear e inizia il Solo, deve pianificare il proprio orario in modo da riservare all’auditing un periodo di tempo ogni giorno e poi, semplicemente, perseverare.

    Alcuni si fermano dopo una settimana. La vita è troppo interessante.
    Oppure si impantanano e sono “troppo occupati” per ottenere una riparazione che consenta loro di continuare.
    Dopo tutto, a livello personale stanno procedendo ad un ritmo molto più veloce; i loro interessi possono essersi moltiplicati.

    Ma se semplicemente perseverano e prendono i necessari provvedimenti per essere in grado di farlo, scopriranno che ne vale veramente la pena, come dimostrano testimonianze entusiaste.”

    “E, dopo tutto, in che direzione ci stiamo innalzando?
    Ci stiamo innalzando verso l’eternità.
    Credete di avere molto tempo alle spalle?
    Guardate AVANTI. Là c’è l’eternità! ”

    L.Ron Hubbard

    • Laky

      Restiamo semplici
      Non tutte le filosofie o religioni sono convinte dell’ esistenza di un anima come la mettiamo.
      La situazione si fa intrigante……..

      • Ciao Laky, infatti noi non abbiamo un’anima, siamo!
        Le religioni e le filosofie spesso sono trappole.
        Guido

      • Marco

        Si ovviamente ci sono mille rivoli religiosi… ma io la stavo facendola semplice, e so che sto parlando a persone che credono nello spirito, o meno.
        Queste religioni che predicano tu abbia un’anima, o che credono che dipendi totalmente da Dio, ecc. ecc. sono religioni piene di dogmi e fondamentalismi per una bassa fascia di popolazione. Per carità una qualsiasi speranda religiosa è meglio di niente, ma non stavo parlando a questo livello di consapevolezza.

  12. Laky

    Una poesia
    Di giorno penso
    Di notte sogno
    Da morto non so

    Ero ispirato non spirato…….
    Ciao condomini.

  13. MISTER X

    Come un viaggiatore che gira il mondo.L’attenzione sul mezzo di trasporto è minima ed è preso totalmente ad osservare e vivere . Si gode la vita ed è tutto così intenso e coinvolgente che quasi si dimentica del mezzo. Ma tiene sempre presente della necessità di rifornire e controlla regolarmente il livello dell’olio e lo stato delle luci e pneumatici ma non ne è preoccupato. Diciamo che è più fuori che dentro . Vedere questo come un theta clear e come uno stato ideale . Non disdegna il buon cibo e tutto ciò che lo appaga ma non ne è allo stesso tempo così effetto da esserne vittima.E’ molto diverso da chi mantiene il mezzo chiuso in garage, sempre pulito e senza aver superato neanche il rodaggio. Con catenacci , lucchetti e videocamere per paura che possa essere rubato. Sempre controllando il minimo segno di graffiatura e allo stesso tempo il proprietario sta chiuso in casa tutto il giorno,preoccupato,nervoso;a controllare la valutazione del mezzo in base al mercato . La scala graduale a questo punto è più reale . Come esiste una sofferenza più estrema esiste probabilmente anche più libertà . Mi sembra che uno dei Fattori dica : ” All’inizio e PER SEMPRE c’è la decisione e la decisione è ESSERE!”.

    • Marco

      Ottimo MisterX la tua è una buona metafora, è corretta e coerente con quello che stiamo osservando e vivendo in questa condizione di Homo Sapience.
      Ma, restando in metafora, posso far osservare che il viaggiatore non può mai decidere di farsi un giro senza il mezzo di trasporto. Si è vero che può scendere ogni tanto per sgrancirsi le gambe, ma non mi pare può andare tanto lontano dal mezzo…e si è anche vero che pui potrebbe anche essere consapevole del fatto che lui “giuda/abita” un mezzo di trasporto, ma resta il fatto che non ne può prescindere.
      In realtà, oltre che un mezzo di trasporto, il corpo è più un terminale di comunicazione, che poi lui si porta in giro, altrimenti non può comunicare, farsi notare, essere visto.

      Ecco, chiediamoci: può/potrebbe questo viaggiatore un giorno affrancarsi da questo mezzo di trasporto? Non molto, dunque possiamo dire che lui non può prescindere, ovvero è costretto, dunque non è libero di decidere.
      Non dimentichiamo poi che il mezzo può rompersi facilmente, può darti parecchio dolore… si è mai visto un mezzo che quando si rompe da dolore al guidatore?

      Dunque io direi che qui con Scn e/o con qualsiasi altro corpo di conoscenza, si sta cercando di capire se è possibile, se esiste un’altra possibilità di Esistere, di interagire, di comunicare, ecc. ecc. ovvero se esiste un altro modo di giocare, provare emozioni, in ultima analisi se esiste un altro modo per dimostrare a se stessi (prima che ad altri) di Esistere.

      E’ vero che il 1° Fattore dice “All’inizio e PER SEMPRE c’è la decisione e la decisione è ESSERE!”. Ma in coerenza con ciò, in altra conferenza precisa: “la domanda corretta NON è “essere o non essere?” ; la domanda corretta è “COSA essere?”, “perchè tu sempre sarai, ma bisogna vedere in che condizione!?”

      Ecco io credo che Scn si occupi di questo: “tu esisti! Ma in che condizione è meglio esistere? La condizione umana non è una delle migliori”.
      Io credo che questo punto di vista sia semplice e comprensibile: Scn è a disposizione per chi vuole migliore la sua condizione di Esistenza!
      Quanto può migliorare la condizione di Esistenza?
      Beh, qui ogn’uno deve farsi una sua idea… e di idee ce ne possono essere molte (ed ecco spiegate le opinioni al riguardo di questo argomento).
      Ma prendendo in esame la scala della Consapevolezza si capisce meglio da cosa dipende il farsi “quest’idea”, dalla posizione sulla scala. Posizione che dipende senz’altro dall’esperienza e dall’impegno del cercare di capire di più.

      Riguardo alla def. di Theta Clear, quello che dici è corretto, ma è una delle definizioni, ce ne sono altre che esprimono un cencetto un pò più “estremo (vedere la def. 1 , 4 , 5 , 6 , 8 ).

      DIZ. TEC.
      CHIARO THETA – THETA CLEAR,
      1. una persona che opera esteriorizzata dal corpo e senza necessità di un corpo. (SH Spec 59, 6109C27)

      2. lo stato nel quale il prechiaro è in grado di rimanere con certezza all’esterno del proprio corpo quando esso viene ferito. (PAB 33)

      3. un Chiaro theta può essere definito come una persona che è causa sul proprio deposito reattivo che può creare o disfare a volontà.
      Con meno accuratezza, è una persona disposta a fare esperienza.
      Il Chiaro theta è stabile. (Abil 92M)

      4. Chiaro theta significherebbe chiarito dal corpo mest o chiarito sulla necessità di avere un corpo mest. (5206CM26A)

      5. vi sono due tipi di Chiaro theta, l’Essere Theta che è chiarito dalla sua necessità o coazione ad avere un corpo, ed un Essere Theta che è chiarito su tutta la traccia. (5206CM26B)

      6. la definizione di base di Chiaro Theta è: nessuna ulteriore necessità di condizioni di essere. (SH Spec 36, 6108C09)

      7. questo è un termine relativo, non assoluto. Significa che la persona, questa unità di pensiero, è chiarita dal suo corpo, dai suoi engram e facsimili, ma può dirigere e controllare con sicurezza un corpo. (COHA, pag. 248)

      8. nel senso più ampio, significa non dipendere più dai corpi. (SCP, pag. 3)

      9. un individuo che, come essere, è certo della propria identità distinta da quella del corpo e che normalmente guida il corpo dall’esterno, od esteriorizzato. (PXL, pag. 16)

  14. Marco

    8-8008
    PROCESSING SULLA CERTEZZA

    “L’anatomia del “forse” consiste in incertezze, e viene risolta percorrendo certezze. Non viene risolta percorrendo incertezze.

    Vi viene raccomandato il libro Questa è Scientology per il vostro processing e la vostra dimostrazione pubblica. Esso contiene l’anatomia della certezza.

    Un’incertezza viene tenuta in sospeso solamente perché il preclear si aggrappa così forte “alle certezze”. Un positivo completo e un negativo completo sono, allo stesso modo, una certezza.

    La cosa fondamentale a cui si aggrappa è: “Ho una soluzione”, “Non ho nessuna soluzione”. Una di queste è positiva, l’altra è negativa.

    La certezza di base è: “C’è qualcosa”, “Non c’è niente”: Una persona può essere certa che ci sia qualcosa, può essere certa che non ci sia niente.

    “C’è qualcosa”, “Non c’è niente”, risolve somatici cronici, in quest’ordine.”


    L’argomento delle certezze si spinge oltre.
    È stato determinato tramite una mia recente ricerca che il motivo alla base di quello che sta succedendo è il desiderio, da parte di una causa, di produrre un effetto.

    Qualcosa è meglio di niente, qualsiasi cosa è meglio di niente.
    Qualsiasi circuito, qualsiasi effetto, qualsiasi “qualunque cosa” è meglio di niente.

    Se si percorrono Terminali Accoppiati in forcelle con “Non c’è niente”, si troverà che molti dei vostri preclear si ammaleranno molto seriamente. Questo dovrebbe essere tramutato in “C’è qualcosa”.

    Il modo in cui si fanno Terminali Accoppiati è di far sì che il preclear fronteggi il preclear; oppure che suo padre fronteggi suo padre. In altre parole due cose, una di fronte all’altra.
    Queste due cose si scaricheranno l’una nell’altra, il che percorrerà completamente la difficoltà.”

    … …

    Il positivo più il negativo in conflitto causano un’incertezza.

    Si può percorrere un grande numero di combinazioni.”

    … …

    La legge fondamentale che sta alla base di questo è che una persona diventa effetto di qualsiasi cosa da cui ha dovuto dipendere.

    Questo vi rivela immediatamente che la Sesta Dinamica, l’universo MEST, rappresenta per l’individuo la dipendenza più ampia.

    Ciò può essere percorso completamente, ma poi ogni dinamica può essere percorsa completamente in questo modo:
    “Ci sono io ,
    “Non ci sono io”

    E così via, risalendo le dinamiche.
    “(Una qualsiasi dinamica) mi impedisce di comunicare”,
    “(Una qualsiasi dinamica) non mi impedisce di comunicare”

    Questo è intensamente efficace.”

    … …

    “L’operazione di base della mente reattiva è risolvere problemi. Ma è basata su incertezze. Per cui si percorrono completamente le certezze di osservazione.

    La tecnica ad ampio raggio più generale avrà a che fare con:
    “C’è sesso ,
    “Non c’è sesso”.

    “C’è forza ,
    “Non c’è forza”.

    Questo, naturalmente, può essere percorso in termini di Terminali Accoppiati in forcelle o persino come concetti.

    Ma non si deve trascurare di percorrere il fenomeno dell’atto overt (vale a dire, il fatto di indurre qualcun altro ad avere il concetto).

    Percorrere completamente le certezze comprenderà quindi:
    “Ho una soluzione”,
    “Non c’è soluzione”.

    Queste due estremità opposte si prenderanno cura di qualsiasi individuo che sia rimasto bloccato sulla traccia in qualche soluzione, poiché quella soluzione aveva il suo opposto.”

    … …

    “Un aspetto intensamente interessante del Processing sulla Certezza è che esso mostra da vicino dove il preclear è aberrato.

    Quella che segue è la tecnica generale di base.
    Si percorre: “C’è” “Non c’è” quanto segue: comunicazione, parlare, lettere, amore, accordo, sesso, dolore, lavoro, corpi, menti, curiosità, controllo, imposizione, compulsione, impedimento, cibo, denaro, persone, capacità, bellezza, bruttezza, regali, e sia la cima che il fondo del Quadro degli Atteggiamenti, positivo e negativo per ognuno.

    Fondamentale in tutto questo è la spinta da parte del preclear a produrre un effetto, per cui si può percorrere:
    “Posso produrre un effetto sulla mamma”,
    “Non posso produrre un effetto sulla mamma”,
    e così via con tutti gli alleati e si risolveranno le fissazioni di attenzione da parte del preclear.

    Perciò le fissazioni di attenzione vengono risolte col Processing sulla Certezza, audendo la produzione di un effetto.

    Occasionalmente si può, se lo si desidera, audire il centro diretto del forse (vale a dire il dubbio stesso) sotto l’aspetto di Terminali Accoppiati.
    Questo, tuttavia, è rischioso; infatti getta il preclear in uno stato generale di dubbio.

    La chiave di ogni auditing del genere è il recupero dei punti di vista.”

    … …

    “Il solo motivo per cui una persona si tiene aggrappata a un corpo o a un facsimile è che ha perso fiducia nella sua capacità di creare.

    La riabilitazione di questa capacità di creare viene risolta, per esempio, in una persona che ha avuto un’ambizione di scrivere, con:
    “Posso scrivere”,
    “Non posso scrivere”

    e così via.

    La perdita di questa capacità creativa ha fatto sì che la persona si tenesse aggrappata a quello che aveva.

    Il fatto che un preclear abbia dimenticato come si fa a generare forza o non è più in grado di generarne lui stesso, fa sì che si tenga aggrappato a depositi di forza. Questi spesso vengono dall’auditor scambiati per facsimili.

    Al preclear non interessano i facsimili. Gli interessa semplicemente la forza contenuta nel facsimile perché sa di non avere più nessuna forza.

    Bisogna tenere in mente che “Raggiungere e Ritirarsi” producono profonde reazioni in un preclear.
    Ma il preclear che non reagisce a Raggiungere e Ritirarsi e alla susseguente Certezza, è bloccato in una condizione molto speciale: sta cercando di impedire che succeda qualcosa.

    Impedisce anche che l’auditing abbia luogo.
    Ha perduto alleati, ha avuto incidenti ed è bloccato in tutti quei punti della traccia nei quali sente che avrebbe dovuto impedire che succedesse qualcosa.

    Questo viene risolto percorrendo:
    “Devo impedire che succeda”,
    “Non posso impedire che succeda”.
    “Devo riacquistare il controllo”,
    “Devo perdere tutto il controllo”.

    La nerezza è il desiderio di essere effetto e l’incapacità di essere causa.

  15. admin

    Ciao a tutti,
    io non so che cosa fate quando vi audite, però qui qualcuno confonde alcuni principi basilari. Personalmente ho preso realtà di alcune cosine.
    Noi abitiamo un corpo, abbiamo un’anima (termine tecnico entità genetica), siamo degli esseri (essenza, thetan, spirito). Ora, come un auditor non ci accoglie con l’appellativo “homo sapiens”, non noi ci mettiamo in comunicazione con l’entità genetica chiamandola “entità genetica”, ma con il suo nome più poetico, ovvero anima. Per chi poi è ad un certo livello del ponte la può anche chiamare con il suo verno nome. Io stesso, per esigenze personali, mi sono messo in comunicazione con un’anima non ancora incarnata, e nella nostra relazione di auditing io utilizzo il suo nome proprio.
    Buone cose a tutti.

    • Ciao admin, quando si parla e/o si discute di qualche argomento è bene che ci si accordi sul significato dei termini che verranno usati. E’ per questo che esistono i glossari. Infatti le parole sono dei simboli che rappresentano delle realtà concordate e non la verità. Ciò premesso ecco la definizione concordata di ENTITÀ GENETICA – GENETIC ENTITY, l. quell’essere non dissimile al thetan che ha portato avanti e che ha sviluppato il corpo a partire dai suoi primissimi momenti della linea evoluti­ va sulla terra e che, attraverso l’esperienza, la necessità e la selezione naturale ha impiegato i contro-sforzi dell’ambiente per forgiare un organismo che si adegua nel miglior modo alla sopravvivenza, limitato solo dalle abilità dell’entità genetica. Lo scopo dell’entità genetica è la sopravvivenza su un· piano di ma­ terialità molto più grossolano. (Sco 8-8008, pag. 8) 2. una volta era chiamata la mente somatica. Non ha una vera personalità, non è l’«io» del corpo. Questa è la «mente» di un animale: un cane, un gatto o una mucca. (HOM, pag. 13-14) 3. quell’entità che avanza nel tempo e che fabbrica il corpo nel corso del tem­po, attraverso l’atto sessuale e così via. (5410C10D) Abbr. GE.

    • Marco

      Beh si, ha ragione Giudo a chiarire i termini che ha usato admin.

      Ma cmq, caro admin, non è ben comprensibile cosa cerchi di dire in questo commento…
      Intervengo perché iniziare dicendo “non so cosa fate quando vi audiate”, mi pare abbastanza, e volutamente, una valutazione (negativa).

      Poi dire che “abbiamo un’anima” da l’idea che sei tu che pensi molto diversamente dagli insegnamenti di LRH e dal Ponte che si fa normalmente. C’è un’entità genetica che si occupa del corpo, questo è corretto, nessuna anima con cui dialogare.

      Poi dici che ti sei messo in comunicazione con “un’anima non incarnata” e che hai una relazione (immagino comunicazione) con quest’anima… questa cosa anche è molto inusuale nelle tecniche di LRH.
      Ci puoi dire meglio a che serve “avere una relazione” con un’anima non incarnata?

      Dunque, e concludo, che “qualcuno confonda alcuni principi basilari”, cosi come dici ad inizio commento, mi pare un’inversione… ovvero, dico e chiedo, non è che sei tu che non hai capito i principi basilari?!

  16. Marco, il commento di Admin mi pare un evidente banale e poco riuscito tentativo di trollaggio, dove cercare d’introdurre confusione fra i lettori sia l’obbiettivo principe. Vorrei far notare ad Admin che ci sono persone nel blog che hanno studiato veramente, con tutti i dizionari, anche quello tecnico che attualmente è sparito dalla biblioteca ufficiale della chiesetta, quindi Admin la condizione di confusione è tutta tua ,magari se la risali qualcosa riesci a comprendere veramente.
    Marisa

    • LIBERO

      Marco sei unico… ahahah! Lorenzo & Giorgio. Io ho tutti i materiali. Dico tutti. Se vuoi non ci sono problemi a donarli alla chiesetta.

  17. Burlesque

    Anche a me il post di Admin sembra un maldestro tentativo di trollaggio. Una volta in OSA c’era qualcuno con le contropalle, evidentemenete adesso la qualità è scaduta anche da quelle parti. Forse per la difficoltà di trovare staff si avvalgono di qualche agenzia interinale 🙂

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