Archivi del giorno: 12 febbraio 2020

Sullo Stare di Fronte

Uno dei primi argomenti in cui ci si imbatte nello studio di Scientology sono i TRs, training routine, che si occupano della comunicazione, argomento che sappiamo essere cardine nella vita. Come dice Ron Hubbard la comunicazione è il solvente universale, vale a dire che se vogliamo avere successo nelle nostre relazioni e risolvere problemi di varia natura dovremo comunicare.

Nel primo gradino dei TRs, il TR 0 ad occhi chiusi, ciò che si vuole ottenere è “Essere lì a proprio agio”, sembrano parole innocue, ma cosa vogliono dire veramente? Una persona nuova in Scientology non potrà averne una piena comprensione fintantoché non avrà accumulato abbastanza esperienza del fenomeno,  attraverso lo studio e l’auditing.

Inoltre altre parole e argomenti più esoterici attireranno la sua attenzione, accenderanno il suo entusiasmo e la sua voglia di sapere. Parole ed argomenti quali thetan, OT, opera spaziale, vite passate…

La convinzione di sapere è una bella trappola, impedisce l’ottenimento della vera conoscenza e molto spesso appaga l’ego. Vi è mai capitato, per esempio, di scoprire che una parola che eravate convinti di sapere in realtà aveva anche altri significati? Avete avuto dei miglioramenti dopo questa scoperta?

Beh, anche persone non nuove in Scientology ho scoperto avere malcomprensioni sull’essere lì a proprio agio!

Ecco alcune riflessioni sull’argomento.

Essere lì a proprio agio per me è composto da:

1- Essere li, quindi completamente in PT (in tempo presente), con tutte le unità di attenzione disponibili al thetan per percepire ciò che si ha di fronte, sia mest, che theta, che entheta, (ricordiamoci che una delle abilità di un OT è quella di star di fronte al male), quindi nessun aggancio consapevole o inconsapevole con facsimili o mock-up propri o altrui.

2- A proprio agio, se si verifica perfettamente la condizione di Essere lì va da sé che sei a tuo agio (interessanti dissertazioni filosofiche si possono fare sulle varie definizioni di agio, compresa quella meccanica). Se c’è dis-agio qualcosa ti disturba e su quello, in maggior o minor misura, andrà la tua attenzione.

Ciò è utile nel processing.

Quando contatti una intenzione di fatto la ri-crei e, esplorandone i vari aspetti e componenti, ne puoi fare as-is SOLO se non ti opponi ad essa, il che violerebbe la condizione di essere a proprio agio. Dopo aver fatto questo si esaminerà e si ristabilira’ lo scopo proprio originale che si aveva prima dell’episodio e che è stato violato, alterato o rinnegato con il nuovo scopo/postulato con cui si è andati in accordo e che ha compromesso la nostra integrità e causativita’.

Mi auguro che questo argomento abbia stimolato il vostro interesse, mi piacerebbe conoscere i vostri punti di vista.

Un abbraccio

Guido

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