Sullo Stare di Fronte

Uno dei primi argomenti in cui ci si imbatte nello studio di Scientology sono i TRs, training routine, che si occupano della comunicazione, argomento che sappiamo essere cardine nella vita. Come dice Ron Hubbard la comunicazione è il solvente universale, vale a dire che se vogliamo avere successo nelle nostre relazioni e risolvere problemi di varia natura dovremo comunicare.

Nel primo gradino dei TRs, il TR 0 ad occhi chiusi, ciò che si vuole ottenere è “Essere lì a proprio agio”, sembrano parole innocue, ma cosa vogliono dire veramente? Una persona nuova in Scientology non potrà averne una piena comprensione fintantoché non avrà accumulato abbastanza esperienza del fenomeno,  attraverso lo studio e l’auditing.

Inoltre altre parole e argomenti più esoterici attireranno la sua attenzione, accenderanno il suo entusiasmo e la sua voglia di sapere. Parole ed argomenti quali thetan, OT, opera spaziale, vite passate…

La convinzione di sapere è una bella trappola, impedisce l’ottenimento della vera conoscenza e molto spesso appaga l’ego. Vi è mai capitato, per esempio, di scoprire che una parola che eravate convinti di sapere in realtà aveva anche altri significati? Avete avuto dei miglioramenti dopo questa scoperta?

Beh, anche persone non nuove in Scientology ho scoperto avere malcomprensioni sull’essere lì a proprio agio!

Ecco alcune riflessioni sull’argomento.

Essere lì a proprio agio per me è composto da:

1- Essere li, quindi completamente in PT (in tempo presente), con tutte le unità di attenzione disponibili al thetan per percepire ciò che si ha di fronte, sia mest, che theta, che entheta, (ricordiamoci che una delle abilità di un OT è quella di star di fronte al male), quindi nessun aggancio consapevole o inconsapevole con facsimili o mock-up propri o altrui.

2- A proprio agio, se si verifica perfettamente la condizione di Essere lì va da sé che sei a tuo agio (interessanti dissertazioni filosofiche si possono fare sulle varie definizioni di agio, compresa quella meccanica). Se c’è dis-agio qualcosa ti disturba e su quello, in maggior o minor misura, andrà la tua attenzione.

Ciò è utile nel processing.

Quando contatti una intenzione di fatto la ri-crei e, esplorandone i vari aspetti e componenti, ne puoi fare as-is SOLO se non ti opponi ad essa, il che violerebbe la condizione di essere a proprio agio. Dopo aver fatto questo si esaminerà e si ristabilira’ lo scopo proprio originale che si aveva prima dell’episodio e che è stato violato, alterato o rinnegato con il nuovo scopo/postulato con cui si è andati in accordo e che ha compromesso la nostra integrità e causativita’.

Mi auguro che questo argomento abbia stimolato il vostro interesse, mi piacerebbe conoscere i vostri punti di vista.

Un abbraccio

Guido

53 commenti

Archiviato in Casa Minelli, Scientology indipendente

53 risposte a “Sullo Stare di Fronte

  1. stefano vairani

    Colpito e affondato

  2. GB

    Musica per le mie orecchie….
    Molto OT questa faccenda…
    D’altra parte siamo noi a creare il bank 😉

  3. paolo facchinetti

    Ottima dissertazione. Attenzione, a volte quando si è lì TROPPO a proprio agio…. ci si addormenta!

  4. MISTER X

    Questo per ricordare che gli assoluti ,tanto amati dalla “chiesa”, non esistono!

  5. Arhat

    ARHAT – Guido presenta interessanti riflessioni su alcuni argomenti e chiede il nostro punto di vista.

    GUIDO scrive: “La convinzione di sapere è una bella trappola, impedisce l’ottenimento della vera conoscenza e molto spesso appaga l’ego.”

    ARHAT – La persona (l’Homo sapiens) è per il Thetan una vera e propria prigione cognitiva autoreferenziale. La persona è un ente relativo e alieno all’assoluto. Quando una persona entra in Scientology porta con sé convinzioni profondamente radicate, difficilissime da abbandonare. È questo, per me il più importante motivo per cui alcune persone studiano anni e anni concetti scientologici senza accettarli realmente. Un esempio: “Molte volte la persona insiste nel credere che lei e il Thetan (nessuna materia, nessuna energia, nessun tempo e nessuna localizzazione) sono la stessa cosa, invece non sono la stessa cosa, perché la persona ‘pensa’, mentre il Thetan, che non possiede un prima e un dopo, semplicemente ‘È’”. Insomma, è il coccio che insiste nel voler crede di essere il vasaio.

    PAOLO FACCHINETTI scrive: “Attenzione, a volte quando si è lì TROPPO a proprio agio…. ci si addormenta!”

    ARHAT – Se con questa frase Paolo vuole indicare che la filosofia di Scientology ha come meta la rottura dello status quo in cui la persona si trova, e che è tanto più efficace quanto più la persona coraggiosamente esce dalla zona di conforto (TROPPO a proprio agio) delle vecchie convinzioni, ha la mia piena concordanza. Hubbard ha posto la semente, ma spetta a noi la responsabilità di coltivarla fino a dare il frutto sperato.

    PARABOLA DEL SEMINATORE:
    Ascoltate.
    Il seminatore uscì a seminare.
    Mentre seminava, una parte del seme cadde lungo la strada;
    e gli uccelli vennero e lo mangiarono. (IL REFRATTARIO)
    Un’altra cadde in un suolo roccioso dove non aveva molta terra;
    e subito spuntò, perché non aveva terreno profondo;
    ma quando il sole si levò, fu bruciata;
    e, non avendo radice, inaridì. (IL SUPERFICIALE)
    Un’altra cadde fra le spine;
    le spine crebbero e la soffocarono, ed essa non fece frutto.
    (IL PROBLEMATICO)
    Altre parti caddero nella buona terra;
    portarono frutto, che venne su e crebbe,
    e giunsero a dare ora il trenta, ora il sessanta e ora il cento per uno.
    (LO SCIENTOLOGO)
    Chi ha orecchi per udire oda.

    P.S.: Tutti noi abbiamo queste quattro caratteristiche. Quello che ci rende differenti è il peso che ognuna di loro possiede dentro di noi.

  6. GB

    In Scientology ci sono due triangoli molto importanti, anzi tre (pochi conoscono il terzo e pochissimi, secondo me, ne conoscono il vero significato e la sua applicazione tecnica).
    All’inizio del ponte si sviluppa il triangolo di ARC, dopo Clear, grazie al Solo Auditing e ai livelli superiori si sviluppa il triangolo di KRC (se dopo Clear si facesse pure il rud di KRC i guadagni sarebbero ancora maggiori).
    Poi arriva un punto in cui il KRC cede il posto al terzo triangolo….
    Ecco… il TR-0 ha molto a che vedere con ciò che va oltre il KRC.

  7. Marco

    Già, lo stare di fronte, questo eccezionale argomento…

    Però una cosa importante da ricordare è che lo stare di fronte fa parte della formula di comunicazione… e secondo me va visto questa azione nel suo complesso prima che uno star di fronte venga compreso ed allenato proficuamente.

    Questo corpo di conoscenza che è Scientology, ha al suo interno come “piatto forte”, la conoscenza dettagliata e approfondita di cos’è esattamente la comunicazione.

    È vero che la comunicazione in Scn è stata anatomizzata e descritta dettagliatamente, meglio di qualunque altra disciplina o scienza, ma secondo me c’è stata una trascuratezza nel “forzare” l’insegnamento dei vari esercizi che compongono la comunicazione, senza far osservare, fare prima l’obnosi dell’insieme. Secondo me è importantissimo prima far osservare la comunicazione, far capire a cosa serve, far capire che senza la comunicazione nulla è possibile e poi anche che nulla si risolve agevolmente senza un buon livello di comunicazione.
    La comunicazione è -interazione tra i Thetan- e dunque è l’inizio delle gioie e dei dolori: questa cosa va ben capita e poi ben esercitata.

    Dico questo perché mi ha fatto riflettere mia figlia che proprio in questi giorni è occupata ad esercitare lo “star di fronte”. Avendola vista al riguardo un po’ titubante, le ho chiesto come mai questa sua ritrosia? Mi ha risposto che nel fare l’esercizio si annoia… approfondendo un po’ di più ho capito che lei non aveva ben chiaro a cosa serve veramente l’esercizio, ovvero: quale importanza ha la comunicazione.

    Osservando questa sua non comprensione dell’insieme, mi è venuto in mente che i giovani (umani) hanno una ritrosia per la comunicazione… e che questa ritrosia è causata dai problemi che la comunicazione può dare nel vivere. Infatti essa può essere un’arma a doppio taglio, può anche dare dei dispiaceri (litigi, incomprensioni, fraintendimenti) e può indurre molti a ritirarsi dalla comunicazione. Perché non osservando l’Insieme (della comunicazione) vanno più in rilievo i dispiaceri… ed ecco che succede che: “fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce”. Dunque innanzi tutto bisogna far osservare “la foresta che cresce”.

    “ Uno può pensare che se non avesse cominciato a comunicare, ora non si troverebbe nei pasticci.
    Qualcuno potrebbe trarre la conclusione che la soluzione al problema della comunicazione sia NON comunicare.
    Forse in questo c’è qualcosa di vero.

    Ma ancora più vero è il fatto che il vivere con l’intento di rendere superflua la comunicazione, o di ridurla, non è assolutamente vivere, ma omicidio.
    Un uomo è morto nella misura in cui non può comunicare.
    È vivo nella misura in cui può comunicare.

    Tramite innumerevoli prove fatte nel dipartimento delle comunicazioni e della ricerche (dell’Associazione internazionale di New York) ho scoperto in maniera che può considerarsi conclusiva, che l’unico rimedio al vivere è la massima comunicabilità.

    Quello che bisogna sforzarsi a fare è: “accrescere l’abilità a comunicare una comunicazione che abbia l’intenzione di creare più comprensione”.
    La comprensione è una specie di solvente universale, ripulisce e ripara.

    La comprensione si ottiene con miglior comunicazione, che poi crea più accordo tra le persone, che poi crea più affinità tra le persone.

    La comprensione racchiude in sé tutte queste tre componenti: comunicazione, accordo, affinità.
    Dunque una buona comunicazione trova accordo e pacifica le persone e i popoli. Un’ottima comunicazione trova un ottimo accordo.”

    “Probabilmente l’unico grave errore che esiste nella filosofia orientale, è l’idea che ci si debba ritirare dalla vita e restare a contemplare se stessi.

    A me sembrava che tutti i buoni amici che avevo tra i monaci ed i santoni stessero cercando di restringere e di interrompere la loro comunicazione con l’esistenza.”

    Per moltissimi anni mi sono posto questa domanda: «Comunicare o non comunicare?»

    Se comunicando ci si cacciava in problemi tanto complessi, allora, ovviamente, bisognerebbe smettere di comunicare… sembra sia così.

    Invece la risposta è: se uno si mette nei pasticci comunicando, dovrebbe continuare a comunicare. Più comunicazioni, non meno, è la risposta.”

    • GB

      Il tema della comunicazione è così vasto che abbraccia tutto ciò che concerne Scientology… certo, perché senza comunicazione non c’è vita.
      “Uno può pensare che se non avesse cominciato a comunicare, ora non si troverebbe nei pasticci.” Questo è un facsimile di servizio. Ne abbiamo diversi. Si tratta di quelle considerazioni che mantengono in essere il bank.
      È il nostro modo di stare nella vita, infatti, che ci libera o ci imprigiona. Tutto quanto ha un senso, sempre, per le migliori ragioni… anche nel male.
      Se fossimo in grado di stare di fronte a nostro agio non esisterebbero i cosiddetti “bottoni”, non avremmo bisogno di serv-fac, e nemmeno di un bank.
      Ecco perché il mondo inizia con il TR-0.

  8. paolo facchinetti

    Esiste un terzo triangolo (un quarto se vogliamo considerare terzo quello non ci ha ancora rivelato). E’ il triangolo della Trascendenza = Assimilazione, Empatia, Interscambio.

  9. MISTER X

    Una cosa simpatica che veniva fatta in Cramming (sezione della correzione ) era l’Ot tr 0 in plastilina . In questo modo si capiva cosa faceva la persona durante l’esercizio. L’Essere e lo Spazio così come i punti di ancoraggio devono essere chiaramente dimostrati .

  10. Arhat

    GUIDO scrive: “Essere lì a proprio agio per me è composto da: 1- Essere li, quindi completamente in PT (in tempo presente), con tutte le unità di attenzione disponibili al thetan per percepire ciò che si ha di fronte …”

    ARHAT – Concordo: “Quando il Thetan è completamente in tempo presente significa che non ha più identificazioni, tutto è esterno a lui, tutto gli sta di fronte (faccia a faccia), non ha più un prima e un dopo (la traccia del tempo), semplicemente ‘È’. È 8-8008. La condizione per essere a proprio agio è essere se stessi!”

  11. Marco

    Ulteriori dati sulla comunicazione, legata alla disponibilità di usare Forza.
    Interessante conoscenza.

    CONFERENZA 7 NOVEMBRE 1952
    LA FORZA COME HOMO SAPIENS E COME THETAN

    “Ok, abbiamo un nuovo metodo per il clearing di theta.
    Questo probabilmente risolverà i casi che al momento sono impantanati.
    Per pensarle ci sono voluti parecchi minuti: desidero che lo apprezziate adeguatamente.

    Esattamente nessuno è stato sottoposto al clearing di theta con questa tecnica; funzionerà come un sogno.
    Non è stata provata su nessuno, ma è inevitabile che funzionerà, proprio inevitabile: si tratta del clearing di theta attraverso la comunicazione.

    La comunicazione, come sapete, gestisce l’energia, la percezione gestisce l’energia. E quando una persona non è disposta ad usare l’energia, non è disposta a percepire.

    Ci sono diversi modi in cui potete percepire.
    Potreste prendere la percezione diretta, vale a dire prendere la radiazione di un oggetto e registrare la radiazione, e così, registrando la radiazione di tale oggetto, vedere, sentire, gustare ed ottenere altre – molte, molte altre – percezioni dell’oggetto.

    Un altro sistema è quello di irradiare l’energia verso un oggetto, e percepire il suo riflesso. È un altro sistema di percezione.

    Entrambi, se notate, richiedono la gestione dell’energia.

    Ora, c’è ancora un altro sistema completamente diverso, ed è quello di prendere un’immagine o un suono in arrivo e registrarli.
    E così, facendo una registrazione, essere in grado di leggere la registrazione.
    Questo è un sistema molto sicuro.

    Quello che fate è disporre dell’energia che funga da specchio, voi la catturate su questa energia, e poi osservate l’energia.
    Vedete, l’energia è ancora lì, perciò guardare questa cosa non è rischioso.

    Questo però procura alla gente un ritardo di tempo, un tempo di reazione. Praticamente tutti sono un pochino in ritardo sul tempo presente.

    Un insano è del tutto in ritardo rispetto al tempo presente: lui esamina una registrazione di energia che ha fatto, alcuni miliardi di anni fa, in alcuni casi. Sta esaminando qualcosa che è decisamente remota sulla traccia.
    La persona normale esamina qualcosa di forse alcuni millisecondi fa, e l’insano esamina qualcosa di alcuni millenni fa.

    Dunque, questi metodi di comunicazione sono metodi intesi a gestire l’energia.

    Se notate, mentre lavorate sui preclear siete soprattutto interessati a risolvere il problema della comunicazione.
    Questo è il problema che cercate continuamente di risolvere: il problema della comunicazione.

    E così, <b<se vi occupate del problema della comunicazione, sarà certo meglio che affrontiate il problema dell'energia.

    E se state affrontando il problema dell’energia, sarà certamente meglio che sappiate che cos’è la forza.

    Ci sono moltissime cose che io in un certo modo do per scontate e voi un giorno o l’altro ci cadrete dentro: è inevitabile che vi ci inciampiate.
    Bene, questa cosa aggiunta è la responsabilità.

    Voi forse pensate che la responsabilità sia andata persa nella confusione, e che non ci occupiamo più della responsabilità solo perché parliamo di forza. No di certo.

    Infatti, quando parliamo di gestire la forza abbiamo appena cominciato ad occuparci della responsabilità, dato che potreste definire la responsabilità come la disponibilità a reagire, disponibilità a reagire su qualunque soggetto.

    Diciamo che la responsabilità è “padronanza della forza”, definiamola semplicemente così, grossolanamente: Responsabilità è “padronanza della forza”.

    Perciò, la disponibilità ad essere responsabile sarebbe la disponibilità ad assumere il dominio sulla forza. Questa sarebbe la responsabilità.

    Ora, che cosa scopriamo? Scopriamo che un individuo assumerà responsabilità esattamente secondo il grado o posizione in cui si trova sulla Scala del tono.

    Troviamo che questo è un diretto indicatore. Scopriamo che le persone assumono responsabilità secondo quella posizione sulla Scala del tono.

    Ed una persona eviterà la responsabilità in qualunque area nella quale non può o non vuole gestire della forza.

    Molto semplice, non è vero?”

  12. S E A L

    Leggendo i commenti sono rimasto un po’ sorpreso in quanto mi sarei aspettato che emergesse una riflessione che invece, salvo errori, non mi pare essere stata ancora avanzata.

    L’intero articolo è costruito sulla base della definizione del 1971:

    L’ABILITÀ DI ESSERE LÌ A PROPRIO AGIO E PERCEPIRE. (HCOB 2 GIU 7 1 I)

    Ovviamente parliamo di una definizione che mi trova perfettamente concorde e infatti questo articolo nasce da una conversazione che io e Guido abbiamo intrattenuto sull’argomento.

    Negli anni immediatamente successivi probabilmente accade qualcosa: il concetto appena espresso sembra essere interessato da una radicale revisione.

    Come potrete verificare personalmente nel dizionario tecnico, già dal 1973 la definizione diventa:

    AFFRONTARE SENZA INDIETREGGIARE OD EVITARE. (HCOB 4 GEN 73)

    L’AZIONE DI ESSERE IN GRADO DI AFFRONTARE. (HCOB 4 GEN 73)

    Nel 1984 poi abbiamo:

    L’ABILITÀ DI AFFRONTARE (SH SPEC 84, 6612C13)

    Non sembra anche a voi che la definizione sia stata completamente rivista e orientata in una direzione del tutto opposta? Cosa ne pensate?

    A parer mio c’è profonda differenza tra lo stare li a proprio agio e percepire con l’abilità di affrontare! Al massimo avrei parlato di CONFRONTO..

    Personalmente sono portato a ritenere la nuova definizione come una grave alterazione tecnica i cui frutti sono sotto gli occhi di tutti.

    • Seal , la conferenza del SHSBC che citi è del 1966, 13 dicembre. Il numero 84 indica la sequenza. La definizione del 71 in ogni cado mi sembra la più corretta,
      Guido

    • paolo facchinetti

      In realtà nei bollettini citati i termini usati sono “confront” e “face”. Entrambe i termini possono essere tradotti con “stare di fronte” anche se hanno sfumature diverse. La corretta traduzione di “to face” in questo caso sarebbe “fronteggiare” come in “fronteggiare un pericolo” quindi sempre un concetto statico e non dinamico come invece implicherebbe la traduzione “affrontare” che in questo caso mi sembra sbagliata. Non mi sembra quindi che ci sia uno stravolgimento del significato originale del TR0.

      • GB

        Personalmente preferisco “to face”, perché sostanzialmente significa “guardare in faccia”.

      • paolo facchinetti

        Tra l’altro il TR0 non è stat concepito come una forma di meditazione trascendente occidentalizzata, ma come primo esercizio di una serie di esercizi di comunicazione che dovevano servire all’auditor per gestire il ciclo di comunicazione in session. Se non ricordo male il primo TR0, cioè, il TR0 vero e proprio, era quello ad occhi aperti, quello ad occhi chiusi è stato sviluppato in un secondo tempo come gradiente di approccio più facile. Naturalmente il concetto e la pratica del TR0 possono andare al di là del loro scopo originale e se ne accorse anche Ron Hubbard quando scrisse “The world begin with TR0” “Il mondo comincia col TR0” (o qualcosa del genere), ma non bisogna dimenticare lo scopo originale che era piurttosto pratico.

        • GB

          L’aderenza al codice dell’auditor e dei buoni TR sono la base indispensabile su cui la tech può funzionare.
          Sono convinto che il PC apprenda non solo dai procedimenti, ma pian piano assimili anche quell’atteggiamento così stabile dell’auditor che gli permette di stare di fronte e fare as-is del proprio bank.
          Se Dante non avesse avuto a fianco Virgilio come avrebbe potuto attraversare l’inferno?

  13. MISTER X

    L’Ot tr 0 si occupa solo di essere lì e non fare nient’altro che essere lì. E’ il punto più elevato della scala ESSERE-FARE-AVERE. E’ la base su cui si fondano i Tr . Confrontare o affrontare sono un gradiente successivo .

  14. GB

    Per fare AS-IS occorre affrontare? O basta stare lì a proprio agio e percepire?
    Cosa accade quando, oltre al percepire, si aggiunge l’affrontare? Cosa accade nel bank?

  15. MISTER X

    Portiamo tutto alla concretezza della vita . Se lo scopo della comunicazione è la comprensione e per ottenerla è necessaria la duplicazione ,ci rendiamo subito conto che per duplicare è necessario che ci sia lì una persona presente. Ci potrebbe essere un corpo con un essere preso dai suoi pensieri e preoccupazioni oppure immerso nei suoi circuiti o chissà cosa stia facendo ( forse sta rivivendo qualche episodio del passato o è fermo in un trattenitore ecc.). Nell’OT TR interessa portare l’essere lì in tempo presente a proprio agio in quell’ambiente . Otteniamo così un dato stabile di partenza . Dal mio punto di vista ritengo che sia il TR più duro da superare a meno che non sia già causativo di partenza ( Ritengo che il talento debba essere definito come capacità acquisita).

  16. Daniele

    Pubblicazione davvero molto interessante ed illuminante.
    Purtroppo anche io nel lavoro e, qualche volta, nella vita quotidiana, continuo ad avere dei problemi con il confronting.
    Confrontare, stare di fronte.. quanti collegamenti ci sono con questo è la scala del tono di un essere umano e poi con la curva emozionale..

  17. GB

    Lo stare di fronte è l’aspetto basilare della comunicazione. Se qualcuno non è lì con chi si potrà comunicare?
    Tuttavia, per comprendere uno dei fondamenti del bank, vorrei proporre due esperimenti (per chi è su NOTs):

    1) Entrate in session. Individuate una massa. Abbiate l’intenzione di essere lì a vostro agio e percepirla. Notate cosa accade all’ago e al TA.

    2) Entrate in session. Individuate una massa. Abbiate l’intenzione di essere e lì e di affrontarla. Notate cosa accade all’ago e al TA.

    Se li farete scoprirete un dato fondamentale sull’origine del bank e in particolare dei GPM.

  18. Marco

    Beh GB, quello che dice la conf. che ho quotato sopra, è che il Thetan deve usare “forza/sforzo”, non dice chi la crea, dice che esiste energia (creata dal thetan) e che l’energia va maneggiata/usata/gestita.
    Questo è il gioco che stiamo giocando: gestire energia.

    In questa conferenza si parla di forza… e si mette in relazione il fatto che un Thetan è nell’universo fisico (è/ha un corpo, che è un terminale di comunicazione), e che comunica attraverso terminali Mest.
    Dunque finché un thetan ha/usa un corpo, ha a che fare con la formula della comunicazione “causa-distanza-effetto”, dove anche solo la parola “distanza” intende dire Spazio … e Spazio è universo fisico.

    Uno può anche avere delle abilità OT, essere OT, ma quando è qui nel Mest, non può prescindere dall’energia e dunque dalla forza… anche solo se vuoi dar da mangiare al tuo corpo, devi “sforzarti” di portare alla bocca la forchetta, oltre che poi è anche “sforzarti” di masticare ed ingoiare (dopo di questo, è il corpo che si “sforza” di digerire, scomporre particelle).

    Dunque questa definizione di responsabilità riportata dalla conferenza : ”Infatti, quando parliamo di gestire la forza abbiamo appena cominciato ad occuparci della responsabilità, dato che potreste definire la responsabilità come la disponibilità a reagire; disponibilità a reagire su qualunque soggetto.

    Diciamo che la responsabilità è “padronanza della forza”. Definiamola semplicemente così, grossolanamente: Responsabilità è “padronanza della forza”.

    Perciò, la disponibilità ad essere responsabile sarebbe la disponibilità ad assumere il dominio sulla forza. Questa sarebbe la responsabilità. ,
    è assolutamente corretta (quanto meno per chiunque abbia un corpo che respira).

    Cosa ha a che fare questa conf. con lo star di fronte? Ecco qui : ” La comunicazione gestisce l’energia, la percezione gestisce l’energia. E quando una persona non è disposta ad usare l’energia, non è disposta a percepire.“

    Il TR 0 è un esercizio base-base che insegna ed allena che per comunicare/gestire energia (come da definizione sopra) devi iniziare semplicemente dal “essere lì a tuo agio e percepire”… dopo di ché potrai anche “gestire” le complicazioni comunicazione della comunicazione (come fa in modo importante un auditor).

    • Marco

      “LA MAGIA DEL CICLO DI COMUNICAZIONE”
      (Dal nastro di LRH del 6 feb. 64, “Il Ciclo di Comunicazione nell’auditing”)

      “Se esamini la comunicazione, scoprirai che la magia della comunicazione è quasi l’unica cosa che fa funzionare l’auditing.

      Il thetan in questo universo, ha iniziato a considerare sè stesso MEST, ha iniziato a considerarsi massa e l’essere che si considera massa, naturalmente risponde alle leggi dell’elettronica e alle leggi di Newton.
      Egli è di fatto incapace di generare molto o di fare molto as-is.

      Un individuo si considera composto di MEST o massa, perciò egli deve avere un secondo terminale. Un secondo terminale è necessario per scaricare l’energia.

      Abbiamo così due poli. Abbiamo un auditor e un pc, e finché l’auditor audisce e il pc risponde, si avrà uno scambio di energia dal punto di vista del pc.”

    • GB

      Marco, anche se ti sembrerà strano, il thetan non è nel mest. Inoltre non usa la forza.
      Il thetan intende e la sua intenzione crea la forza. È così che interviene nel mest.
      Quando sarai su NOTs, se vorrai fare i due esperimenti che ho segnalato prima, realizzerai tu stesso un dato molto importante.

      • Marco

        Ciao GB, grazie delle tue sempre interessanti considerazioni e dati.
        Non riesco a capire molto bene…cosa significa “il Thetan non è nel Mest” ?
        In linea concettuale lo capisco, ma in pratica non molto: se un Thetan ha un corpo, è localizzato in un corpo che usa come terminale di comunicazione, non significa che è “presente” nell’universo Mest?
        Forse ad un certo livello del Ponte un Thetan può entrare ed uscire dall’univeros Mest… questo capisco sia possibile, ma ciò cmq significa che quando usa il corpo, è in questo universo… non è cosi?

        Grazie dei tuoi suggerimenti…
        “1) Entrate in session. Individuate una massa. Abbiate l’intenzione di essere lì a vostro agio e percepirla. Notate cosa accade all’ago e al TA.

        2) Entrate in session. Individuate una massa. Abbiate l’intenzione di essere e lì e di affrontarla. Notate cosa accade all’ago e al TA.

        Se li farete scoprirete un dato fondamentale sull’origine del bank e in particolare dei GPM.”

        Molto molto interessanti.
        Domanda: posso farlo anche in seduta con il mio auditor?

        • GB

          L’esperimento va fatto in Solo. La padronanza del bank la si acquisisce attraverso il Solo auditing.
          Farsi audire è indispensabile all’inizio del ponte, ma oltre un certo punto impedisce lo sviluppo di KRC.

          • Marco

            Grazie ottima risposta: “Farsi audire è indispensabile all’inizio del ponte, ma oltre un certo punto impedisce lo sviluppo di KRC.” In effetti se ci penso, deve essere questo il motivo…

        • GB

          Marco, rispetto la tua prima domanda, cercherò di essere sufficientemente vago da non andare fuori realtà… Così preferisco limitarmi a porre alcune domande, alle quali io non risponderò.

          Quando sogni, tu dove sei?

          Qual è il vero motivo per cui un ricordo del passato lo puoi ri-vedere da molteplici punti di vista (dentro e fuori dal corpo)?

          Qual è il motivo per cui il Datare e Localizzare è una delle tech più potenti che esistano per divenire OT?

          Sei sicuro che la Traccia del Tempo esista davvero?

          • Marco

            Forte GB… interessanti le tue domande.

            Quando sogni, tu dove sei?
            Me lo sono chiesto molte volte… ma non sono riuscito ancora a rispondere. Non ho mai immaginato però che fosse perchè il thetan non è li, ma invece è fuori dal Mest (che è questo tu credo voglia farmi capire).

            Io ho sempre pensato che semplicemente quando il corpo va in “letargo” il thetan va in modalità “stand by” … a causa di postulati ed implant per cui lui, il thetan, non può essere operativo senza un corpo.

            Il corpo dorme, il thetan si ferma momentaneamente perché non ha ancora recuperato la possibilità di operare (senza un corpo)… nel frattempo “va al cinema”, a vedere dei film proiettati da qualcun altro (con cui sei in qualche modo in relazione).

            Qual è il vero motivo per cui un ricordo del passato lo puoi ri-vedere da molteplici punti di vista (dentro e fuori dal corpo)?
            Ho sempre pensato perché il Thetan può “ricostruire” l’immagine/l’episodio in 3D… ovvero può vedere l’episodio da diverse angolazioni, come un super computer a partire da una registrazione fissa, può poi ricostruire un’immagine diversa, proiettandola virtualmente da varie altre angolazioni.

            Il thetan era dentro al corpo quando gli è caduto un cocco in testa, ma poi può rivedere l’immagine in session, persino “vedendo” il cocco che si stacca dalla palma e che gli arriva in testa. Vede da fuori persino il grande bernoccolo che gli spunta in testa.

            Per il momento io considero ciò una “ricostruzione” della scena a partire dal fatto che il thetan aveva/ha in uso 52 percezioni (simil dei sensori), che gli permettono poi di rimettere insieme la scena da diverse angolazioni.
            Questa probabilmente non è la verità, è solo la mia spiegazione in questo frangente (consapevolezza) in cui sono.

            Qual è il motivo per cui il Datare e Localizzare è una delle tech più potenti che esistano per divenire OT?
            Io credo serve a definire bene, la data e la località, e che serve per aumentare la sua certezza di dove era e quando, rispetto ad un episodio o situazione.
            Un episodio è un po’ confuso… con il datare e localizzare lo diventa molto meno, o per niente più… e/o si concretizza un as-is nella sua mente/universo.
            Forse mi sfugge qualcosaltro!?

            Sei sicuro che la Traccia del Tempo esista davvero?
            Beh, questa mi sembra una domanda trabocchetto… ma il tema è troppo stuzzicante ed interessante perchè io fugga via.

            Io so che ci sono una serie di ricordi consecutivi e consequenziali e che l’insieme di questi formano la traccia del tempo.
            Ricordarli e metterli in ordine serve a recuperare/liberare unità di attenzione… cosi che dopo recuperate molte unità di attenzione, il thetan diventa più disponibile e capace di essere più intelligente e capace di vedere ancora meglio e di più… e vede cosi tanto e diventa cosi tanto intelligente… fino a capire: com’è che sono intrappolato? In che modo sono intrappolato in un corpo di carne, in un universo mest (progettato da chi?) e come mi posso liberare?

            Quello che sto cercando di fare io in seduta, è di trovare e rimuovere i motivi per cui non posso operare senza un corpo (ancora per il momento)… sento molto, molto evidente che il thetan è intrappolato in un corpo…
            Per me l’evidenza di ciò è che se pianti un chiodo in testa ad un corpo di carne, il thetan smette di pensare ed agire… il thetan smette di esserci (se non in una pessima condizione comunicativa ed intellettuale).
            Ovvero senza i neuroni belli apposto, i pensieri e l’intelligenza del thetan non fluisce troppo bene 😉 questa è una evidenza.

            In effetti credo che un thetan consapevole di essere consapevole, ancora non molla il corpo perché… perché ancora non sa dove altro potrebbe andare, ovvero in quale altra condizione di esistenza potrebbe manifestarsi.
            Questo credo sia uno dei quesiti determinanti per vincere la timidezza di buttarsi fuori/mollare il corpo.

            Io credo che un thetan che perde un corpo, dopo che l’ha mollato sia ancora nell’universo fisico… e se non lo è (come mi fai capire tu), beh, semplicemente è evidente che non ha consapevolezza di dove lui sia… prova ne è che lui torna in un corpo.

            Quindi… , si , esiste una traccia del tempo ed è piena di dati scorretti, di postulati scorretti, di implant .. per cui un thetan rimane in un corpo… in un universo fisico, un universo grezzo, in cui i thetan invisibili diventano visibili (localizzandosi… e dunque datandosi) e possono comunicare.
            Credo sia questo l’inganno/il problema… la smania di comunicare è ciò che ha “fregato/ frega”chiunque.

            Io credo che sicuramente esistono altre possibilità, o condizioni di esistenza, che non solamente questa in questo universo mest. Ma credo anche che prima di farcela a trovare una “sistemazione” più adatta al thetan, questo universo va capito, va capito il come ed il perché, la trama e l’ordito del: come mai sei qui?

            Forse mi sono fatto prendere la mano…
            Comunque, grazie mille

  19. Diogene

    Ottimi commenti.
    Se volessimo allargarci al tema “comunicazione” non finiremmo più di scrivere. Ma già molto è stato detto anche in questo blog.
    Visto che il soggetto del post è il TR0 (sigla che si potrebbe tradurre come Piano Ripetitivo di Addestramento) mi limiterò a sottolineare quanto già specificato da Facchinetti, e cioè il suo scopo pratico inteso alla creazione di un “Terminale” che sia consapevolmente in grado di originare, ricevere e, se del caso, ritrasmettere una comunicazione.
    Riguardo all’Essere Lì, cioè in quel punto dello spazio, si dovrebbe intendere non come un punto immobile, ma “esattamente dove lui si trova” senza sentirsi “costretto” in tale posizione.
    Insomma, non si tratta di forgiare e piantare un palo della luce in attesa di illuminazione.
    E sia pure con tutti i benefici del caso, non si tratta neppure di addestrare un fachiro.
    Ho trovato queste due belle definizioni di “fachiro” sul dizionario on line:
    1. Religioso mendicante indù dedito a pratiche ascetiche che conducono a fenomeni di insensibilità e catalessi.
    2. estens. Chi si sottopone a vistose esibizioni di autolesionismo.
    Non vorrei che queste definizioni vi ricordassero qualcuno conosciuto in qualche org di Scn.

  20. Arhat

    GUIDO SCRIVE: “2- A proprio agio, se si verifica perfettamente la condizione di Essere lì va da sé che sei a tuo agio.”

    TR0: Stare di fronte a un prechiaro, essere lì a proprio agio.
    STARE DI FRONTE: L’abilità di essere lì a proprio agio e percepire.

    ARHAT – Per funzionare l’auditing (quello basato sulla comunicazione), il PC deve percepire l’AUDITOR come un terminale di comunicazione e non come 70kg di carne. Perciò, l’auditor deve possedere l’abilità di mantenere l’attenzione continuamente sul PC, e non, eventualmente, mettere l’attenzione sugli occhi, o sulla mezza dozzina di uova che sua moglie gli ha intimato di non dimenticare di comprare).” É solamente questo che si vuole dai TR.

    OT TR 0: Stare di fronte (confront) dell’Operating Thetan.

    ARHAT – Il futuro auditor che sta praticando i TR è un terminale (una persona): “il Thetan, più i macchinari, più il corpo, più il bank reattivo”. Il fatto che Hubbard aggiunga OT a TR 0 probabilmente si deve al fatto che considerava TR 0 una armonica (bassa) dell’essere lì totalmente a proprio agio di un Thetan totalmente libero: che ha raggiunto la piena coscienza di se stesso come Statico.

  21. Marco

    6 DIC. ‘52
    CONFERENZA PDC: “GLI ASSIOMI E LE LOGICHE: DATI SUPPLEMENTARI”

    “Noi abbiamo due verità con le quali lavoriamo: la possibilità che esista una verità infinita, che però in questo momento, per noi non è definibile e quindi, è di per sé, una possibilità.
    Mentre l’altra è una verità che funzioni… un altro tipo di verità, semplicemente una verità che funzioni.
    Quindi, tutto ciò che funziona è verità.

    Che cos’è funzionale? La funzionalità è la capacità di iniziare, cambiare e fermare. In questo universo, il grado di capacità di iniziare, cambiare e fermare dimostra la funzionalità.
    Questo universo è costruito, quasi interamente, sul principio di iniziare, cambiare e fermare.

    Non so quale sia la funzionalità di una verità al di fuori di un ciclo d’azione, a meno che non si tratti della funzionalità di un postulato.
    Quindi dite: “Che luce sia” e luce è. Questo era un postulato funzionante, non è vero? “Allora quella era una verità funzionale!?”, ma in questo caso ci siamo spostati in un’altra sfera, non è vero?
    Se stesse operando in un vuoto di nessuno spazio… dove non c’è spazio, ma solo la capacità e la potenzialità dello spazio. Se aveste tutte queste cose allora… non ci sarebbe niente lì… intendo dire, avreste un vero statico: niente moto, nessuna lunghezza d’onda, niente… si potrebbe, teoricamente, postulare qualunque cosa e farlo diventare verità.
    Ora, la cosa va ancora un po’ oltre e dice: una verità per chi? Beh, per lui.
    Sta operando da nessuno spazio, nessuna lunghezza d’onda, nessuna massa, nessuna velocità, nessuna posizione geografica, eppure fa un postulato e diventa vero. Per chi è vero? È vero per la persona che postula.
    Strano a dirsi, ma una persona deve trovarsi davvero in buone condizioni per fare un postulato e far sì che sia vero per lui.”

    “Non troppo tempo fa, uno squirrel ascoltò la prima metà di una conferenza registrata su nastro. La conferenza trattava l’autodeterminazione.

    Tentava di abbracciare l’intero soggetto dei postulati e affermava che non c’è davvero nessuna ragione per cui una persona non possa affermare: “Ora sono una persona autodeterminata”, e la cosa non si avveri; perché questo è un postulato. Non c’è motivo perché questo non possa accadere.

    La prima ora di quella conferenza, della durata di due ore, era interamente dedicata al perché è sufficiente affermare di essere autodeterminati, per poi esserlo; aumentando la velocità e facendo andare tutto come si voleva, per avere una stupenda efficacia da quel momento in poi.

    Mentre la seconda ora della conferenza era dedicata al perché ciò non è possibile. Beh, hanno gettato via la seconda parte e…
    Insomma, la seconda metà di quella conferenza conteneva alcuni di questi dati e si dedicava… spiegava perché NON era possibile che un postulato si realizzasse subito.

    Da allora ci sono state persone che hanno girato come pazze intorno a vari locali. Dicono: “Sono un individuo autodeterminato. Rrrr. Volete dire che non lo sono? Hmmmmm-rrrrrrr”.
    Questo è quello che viene conosciuto come determinazione da circuito, un po’ diversa dall’autodeterminazione.

    Quello che fanno è che si mettono… c’è un tizio che a fatica si tira fuori dal fiume… ha appena nuotato con energia e costanza per 18 ore ed è stanchissimo. Sta per tirare le cuoia e così via… ma, mentre esce dal fiume, lo beccate, lo prendete per la collottola e gli dite: “Va bene. Ora, convinciti che stai bene, che ti senti bene, che non senti freddo, che sei completamente riposato e poi vieni qui e… c’è questo cavallo da corsa per te, col quale dovrai gareggiare”.
    Dirà: “Va bene. Sono riposato”. Potrebbe darvi ragione, e potrebbe perfino farlo, anche solo per aderire all’accordo, però non accadrà un granché.
    Questo perché sta facendo un postulato, mentre tiene ancora ben saldo il composto di postulati che lo portano nella realtà nella quale insiste ad esistere.

    Ora, se postulate a partire da una condizione di nessun movimento, nessuno spazio, nessuna posizione geografica o qualunque altro tipo di influenza, potrete fare qualunque postulato desideriate.
    Ma dopo aver fatto 100.000 milioni di postulati, ed esservi circondati ben bene da cicli di azione e MEST e accordi e responsabilità in materia di forze, e tutto questo vi appartiene, e qualcos’altro possiede voi, allora, improvvisamente, quando siete in quello stato, direte: “Ora ho cambiato idea con tutta questa storia”.

    Mentre state lì seduti ed insistete nel tener ben stretto tutto ciò che avete ottenuto, semplicemente facendo postulati… ora… “terrò ben stretto tutto ciò e senza farmi vedere mi sposterò e dirò… beh, sto tenendomi tutto stretto… ma dirò: sono un individuo autodeterminato e farò in modo che si realizzi”.

    Fintanto che la persona si tiene stretta la sua havingness, la sostanza di cui è fatto l’universo MEST, l’identità che gli è stata assegnata e tutto il resto, naturalmente si tiene stretta una grande massa di postulati.
    Si tiene stretto un numero incredibile di postulati.
    È proprio perché insiste a tenerseli stretti, che gli altri postulati sono completamente validi.
    E mentre insiste nella loro completa validità, esce e dice in tutta sincerità: “Ora sono un individuo autodeterminato e con il solo postulare una cosa, potrò farla avverare”.
    Dice: “Sarà bene che non mi invalidiate”. Ma lui sta invalidando se stesso.
    Insiste nell’andare avanti in uno status quo invariato, composto dal fatto di essere dove si trova, di essere ciò che è, di possedere ciò che ha…”


    “Una verità è qualcosa che esiste senza troppe contestazioni… qualcosa di trionfante. Un campione che dopo una battaglia si rialza ed ha la spada e lo scudo tutti insanguinati pur essendo vittorioso, è esso stesso una verità nell’universo della forza.

    Un dato che spazza via ogni altro dato è una verità.

    Si tratta di ciò che funziona… e ciò che funziona più ampiamente a ciò che viene applicato.

    Abbiate pietà di alcuni dei vostri preclear che ancora si arrabattano in qualche direzione e che non hanno ancora classificato il campo della verità, nel quale stanno cercando la verità.
    Alcuni di loro la cercano nell’universo mest, altri la cercano nelle stelle, mentre altri la cercano nei loro cuori, alcuni la cercano nella vita di grandi uomini.
    Un giorno, di sicuro ciascuno di loro troverà una verità.

    Per trovare la verità suprema basta semplicemente trovare la verità vincente dalla quale procedono tutte le altre verità.

    Se mai vi costruirete un universo, sarà meglio che declinate la verità sulla quale lo avete costruito e che ne facciate una bella incisione così che non diventi un mistero.

    L’unico modo di far sopravvivere per sempre un universo e farlo durare per sempre e che alla fine vi comandi, è quello di “inventare” una verità che abbia dato inizio a quell’universo, per nel contempo nascondere la vera verità.

    Se doveste fare ciò, né voi né nessun altro degli abitanti di quell’universo sareste in grado di disfare o cambiare quell’universo in nessun modo.
    Esso semplicemente si allontanerebbe da quella verità.

    Quella prima verità sarebbe un postulato fatto dallo zero di niente movimento, niente spazio, niente posizione geografica e niente tempo.
    Viene fatto in quel punto, non è associato con nessun altro tempo, luogo o accordo. Si tratta del primo accordo in quella sequenza, sulla quale sviluppate tutta la logica.”

    • GB

      “L’unico modo di far sopravvivere per sempre un universo e farlo durare per sempre e che alla fine vi comandi, è quello di “inventare” una verità che abbia dato inizio a quell’universo, per nel contempo nascondere la vera verità.

      Se doveste fare ciò, né voi né nessun altro degli abitanti di quell’universo sareste in grado di disfare o cambiare quell’universo in nessun modo.
      Esso semplicemente si allontanerebbe da quella verità.

      Quella prima verità sarebbe un postulato fatto dallo zero di niente movimento, niente spazio, niente posizione geografica e niente tempo.
      Viene fatto in quel punto, non è associato con nessun altro tempo, luogo o accordo. Si tratta del primo accordo in quella sequenza, sulla quale sviluppate tutta la logica.”

  22. Marco

    6 DIC. ‘52
    CONFERENZA PDC: “GLI ASSIOMI E LE LOGICHE: DATI SUPPLEMENTARI”

    “Potete andare fuori e costruire un’intera matematica… una matematica splendida, meravigliosa… che ogni volta che appaiono una x e una y, significano più e meno; e ogni volta che vengono usati o che vengono sottoposti in un’equazione, saranno sempre dei più e dei meno… sarebbe un interessante tipo di matematica.

    Qualunque cosa, qualunque idiozia… non importa cosa… ricavata improvvisamente dal niente di un inizio…
    Vedete, non c’è un inizio prima dell’inizio.

    Chiunque di voi può presumere un qualunque campo di idee… presumere istantaneamente… che senza fare ricorso a nessuna idea precedente…

    È simbolico… quel versetto della Bibbia che dice: “In principio c’era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio”.

    Il giorno in cui esprimete un postulato per dare inizio ad un universo, state anche creando Dio, il Dio di quell’universo.

    Ora quindi, le verità relative avrebbero a che fare con la loro relativa funzionalità; quello che potrebbe essere una verità in un qualsiasi campo, potrebbe essere veramente una verità, ma potrebbe anche non necessariamente essere una verità per un terzo campo.
    Quello che è vero per un universo non è necessariamente vero per un altro universo.

    Ciò che abbiamo esaminato in Scientology… ciò che abbiamo studiato… è la parata degli accordi propri dell’universo MEST, generati dalla prima capacità.
    Vediamo che da questo punto possono poi derivare tutte le altre capacità che hanno posto in esistenza l’universo Mest.

    Da ciò comprendiamo che la capacità di Theta, a livello Q1, consiste nella capacità di creare Spazio, Energia, Tempo. Ma anche capacità di localizzare Energia, Massa nel Tempo e nello Spazio.

    Potremmo quindi prendere questo livello di funzionalità e scoprire che si applica a tutte le varie macchinazioni, con cui si possa avere a che fare in questo universo.

    E cosi abbiamo una verità di ordine superiore.
    Porbabilmente questa verità è solo leggermente superiore a qualunque altra verità che sia necessaria in questo universo… probabilmente è solo un pò superiore. Perchè questo universo a subito omesso che la creazione sia a cura della capacità di Theta.”

    • GB

      “Da ciò comprendiamo che la capacità di Theta, a livello Q1, consiste nella capacità di creare Spazio, Energia, Tempo. Ma anche capacità di localizzare Energia, Massa nel Tempo e nello Spazio.”

      • Marco

        Esatto, GB!
        E poi:
        “E cosi abbiamo una verità di ordine superiore. Probabilmente questa verità è solo leggermente superiore, a qualunque altra verità che sia necessaria in questo universo… Perchè questo universo ha subito omesso che la creazione sia a cura della capacità di Theta.”

        • GB

          Marco ti assicuro che il Not-Is è tutto nostro e, se si vuole progredire sui livelli OT, ce n’è veramente tanto da maneggiare.
          La capacità di stare di fronte è fondamentale.
          Tanta parte del bank è stata occlusa da noi per ragioni molto serie.

          • Marco

            Si GB, sono completamente d’accordo con te: dire che è l’universo Mest che “ha subito omesso che la creazione sia a cura della capacità del Theta” , è un punto di vista ad effetto.
            Non è l’universo Mest che ha soppresso gli Esseri, sono gli Esseri che hanno deciso di andare ad Effetto… giusto per vedere “ch’effetto che fa”.

            Inoltre è coinvolto anche il ciclo di Alter-is … negare le responsabilità, attribuendo ad altri la creazione dell’universo Mest, è servito al Thetan per “far persistere” il Mest … ma cosi facendo ed insistendo, è finito ad un punto effetto delle proprie bugie.
            Basta “tornare indietro” e trovare, oltre che i momenti di implantaggio (dato e ricevuto), anche i momenti di negazione/alter-is e di declinazione sempre più irrefrenabile della propria responsabilità … e il l’universo personale di nuovo tornerà a sorriderti.

  23. Marco

    8-8008

    “UN UNIVERSO È DEFINITO come “un intero sistema di cose create”.
    Ci potrebbero essere e ci sono molti universi e ci potrebbero essere molti tipi di universi.

    Per i nostri scopi qui, siamo interessati a due particolari universi.

    Il primo di questi è l’universo MEST, che è la realtà concordata di materia, energia, spazio e tempo che usiamo come punti di ancoraggio e attraverso cui comunichiamo.

    L’altro è il nostro universo personale, che è anch’esso una questione di energia e di spazio.

    Questi due universi sono completamente differenti e si potrebbe dire che la principale confusione ed aberrazione dell’individuo provenga dall’aver confuso l’uno con l’altro.

    Laddove questi due universi si sono incrociati nella mente dell’individuo, troviamo una confusione del controllo e del possesso a causa del fatto che i due universi non si comportano allo stesso modo.

    Anche se ognuno di questi universi è stato a quanto pare costruito con lo stesso modus operandi di qualsiasi altro universo (vale a dire, la creazione di spazio emettendo punti di ancoraggio, e la formazione di forme per mezzo di combinazioni di punti di dimensione), l’universo MEST e l’universo proprio non si comportano allo stesso modo per quella persona.

    L’universo proprio è soggetto a creazione e distruzione immediate, da parte della persona stessa e senza discussione.

    La realtà che si ha dell’universo proprio è più nitida e più brillante, caso mai, della realtà che si ha dell’universo MEST.

    Noi chiamiamo l’atteggiamento di una persona verso l’universo proprio, “realtà effettiva” e il suo atteggiamento verso l’universo MEST, dato che è basato sull’accordo, “realtà”.


    La sua attività nell’universo MEST consiste nel gestire l’energia e la sua capacità di esistere nell’universo MEST dipende dalla sua capacità di usare la forza.

    L’universo MEST è essenzialmente un universo di forza, un fatto che, per inciso, è sgradito alla maggior parte dei thetan.

    La propria capacità di gestire l’universo MEST dipende dal non rinunciare al proprio diritto di usare la forza, diritto di dare ordini, diritto di punire, diritto di amministrare giustizia personale e così via.

    Nell’universo MEST ci troviamo davanti a una scena cruda e brutale, in cui forze gigantesche premono e in cui il fine di tutto sembra essere solamente la distruzione.


    Uno dei modi di operare dell’universo MEST è quello di essere un universo possessivo.
    E coloro che sono totalmente imbevuti dei principi dell’universo MEST hanno, persino nella migliore delle ipotesi, la meta di eliminare l’universo proprio.

    Nella vita di quasi ogni individuo ha presto inizio un’azione di controllo, in cui la sua immaginazione viene condannata.
    L’universo proprio non è immaginario, ma si potrebbe dire che lo sia.
    E se la sua immaginazione è condannata, allora egli perde la capacità di abbellire la durezza e brutalità dell’universo MEST con speranze e sogni.

    Quando perde questo, diventa schiavo dell’universo MEST. E da schiavo perisce.

    La sua strada verso l’immortalità, quindi, sta in una direzione diversa dal completo accordo servile all’universo MEST e dalla gestione e trasformazione delle forze dell’universo MEST.

    Questa è una questione che è stata sottoposta continuamente a test.

    Ed è profondamente sorprendente per le persone scoprire che la riabilitazione della loro capacità creativa, del loro spazio, delle loro immagini, riabilita anche la loro capacità di stare di fronte all’universo MEST, con un atteggiamento forte ed etico.

    Il Processing Creativo (specialmente dove separa tutto il pensiero dal pensiero che riguarda l’universo MEST e avanza verso la riabilitazione dell’universo proprio senza prestare alcuna attenzione all’universo MEST) è un livello di processing che produce risultati eccellenti ed è un qualcosa su cui fare affidamento con qualsiasi caso, poco importa quanto sia difficile.

    D’altro canto, la riabilitazione dell’universo MEST stesso, per come la vede l’individuo, riesce a fare moltissimo nel processing e si potrebbe dire che sia paragonabile alla riabilitazione dell’universo proprio.

    Ma la riabilitazione della propria capacità di percepire l’universo MEST, dipende dalla propria capacità di percepire il presente.

    Quando semplicemente si comincia a percepire l’universo MEST nel presente e a esaminare quello che si vede, con l’idea che si può essere ciò che si vede, si perde tutta la paura dell’universo MEST.

    C’è un procedimento di differenziazione nell’universo proprio; un procedimento di differenziazione esclusivamente per l’universo MEST; e un procedimento di differenziazione che stacca l’universo proprio dall’universo MEST.

    Il primo di tali procedimenti ha semplicemente a che fare con la ricostruzione dell’universo proprio senza mettere alcuna attenzione sull’universo MEST.

    Il secondo fa entrare in contatto l’individuo con il presente dell’universo MEST e gli fa osservare quel presente in continuazione.

    Il terzo differenzia tra l’universo MEST e l’universo proprio e consiste nel fare il mock-up nell’universo proprio di un duplicato di ogni oggetto dell’universo MEST che si possa percepire, e poi nel metterli veramente a confronto gli uni con gli altri (questo procedimento viene chiamato Duplicare).

    Il creare spazio e il fare mock-up di cose, equivale alla riabilitazione dell’universo proprio ed è un procedimento di primaria importanza.

    Fare una differenziazione tra due oggetti simili nell’universo MEST (quali due libri, due sedie, due spazi) con la propria vista MEST, riesce a fare molto riguardo alla capacità di stare di fronte e gestire l’universo MEST.

    Fare mock-up di duplicati dell’universo MEST (vale a dire, costruire un universo parallelo all’universo MEST ) è il meccanismo tramite il quale i facsimili vengono creati, e questo procedimento mette sotto controllo i meccanismi che creano i facsimili.”

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