Sul Comunicare

Ecco un bell’articolo di Ron, che parla

della Comunicazione,

uno dei soggetti fondamentali, un basic su cui è bene

ogni tanto riflettere, ed approfondire.

Buona lettura, mi piacerebbe conoscere

i vostri punti di vista,

per un arricchimento comune.

Guido

 

 

 

ABILITY

pubblicazione 51           1957, ca. fine Luglio

La Rivista di

DIANETICS e SCIENTOLOGY

da Washington D.C.

 

L’AVVENTURA DELLA COMUNICAZIONE

Il livello di successo di una persona è il suo livello di comunicazione.

Una persona può avere solo quelle cose con le quali essa può comunicare.

Per avere è necessario comunicare.

Una persona può fare solo cose con le quali può scambiare comunicazione.

Una persona può essere qualunque cosa senta che l’aiuterà a portare avanti le sue idee sulla comunicazione stessa.

Sono passati tre anni dal momento in cui per la prima volta abbiamo isolato la comunicazione come l’angolo dominante del triangolo Affinità-Realtà-Comunicazione.

Ora, quando se realizza che avere e l’angolo della Realtà del triangolo sono la stessa cosa, e quando si comprende che il controllo  è possibile solo in presenza della massima Affinità, nella teoria di Controllo-Comunicazione-Havingness si vedono gli aspetti operativi della teoria Affinità-Realtà-Comunicazione.

Abbiamo sempre saputo che l’A-R-C era vero. Ora noi conosciamo i suoi migliori aspetti operativi nelle teorie del processing di Controllo-Comunicazione-Havingness.

La Comunicazione continua il suo dominio. L’Affinità ci fornisce l’unico sistema di controllo funzionante. La Realtà ci fornisce la ricompensa della comunicazione.

Perciò una persona può ESSERE, può FARE, può AVERE solo nella misura in cui può comunicare.

Al Freedom Congress, che è stato di intenso successo, or ore terminato, sono stati presentati un certo numero di esercizi che hanno come loro meta il miglioramento della comunicazione.

Fare questi esercizi migliora la propria abilità a comunicare.

Perciò questi esercizi possono essere visti come una porta aperta al miglioramento della beingness, miglioramento della doingness, miglioramento dell’havingness (n.d.r. l’essere, il fare e l’avere).

Mentre, come ognuno ha riconosciuto nel corso del congresso, in questi esercizi non vi è alcun sostituto per l’addestramento nell’Accademia, il farli da soli a casa può dar luogo ad enorme miglioramento.

Abbiamo trovato il livello dal quale vivere con successo: Tono 40.

Abbiamo trovato gli esercizi ed i procedimenti attraverso i quali possiamo arrivarci.+Un alto livello di avventura richiede un alto livello di comunicazione.

Vi può essere qualche cosa di così temerario da tentare di fermarci ora?

L. Ron Hubbard

Fondatore

 

 

 

54 commenti

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54 risposte a “Sul Comunicare

  1. GB

    La formula della comunicazione contiene in sé tutti i fattori e i movimenti che fanno parte della vita: causa, distanza, effetto, con intenzione, attenzione e duplicazione con comprensione.
    È molto interessante il tentativo di accostare le condizioni di esistenza al triangolo di ARC.
    Nel corso degli anni Scientology si è arricchita di contributi filosofici e tecnici che l’hanno resa funzionale a condurre gli esseri umani dall’aberrazione alla salute mentale e ad una maggiore libertà spirituale.
    Proprio per questo motivo, puramente cronologico, esistono molte Scientoligies. E così le affermazioni di Ron vanno sempre contentestualizzate con la fase e le ricerche del momento in cui sono state fatte.
    Quando Ron ha scritto quest’articolo aveva già scoperto il triangolo di ARC, aveva appena sviluppato i CCH e stava mettendo in relazione questi dati.
    Tuttavia, non aveva ancora definito il triangolo di KRC. Ma, leggendo l’articolo, non possiamo che constatare quanto vi fosse ormai vicino.
    Successivamente Ron non ha più messo in relazione questi fattori in modo così esplicito, ma, se lo avesse fatto, credo che avrebbe introdotto alcune modifiche a ciò che leggiamo nell’articolo.
    È chiaro che esiste un collegamento fra le condizioni di esistenza, il triangolo di ARC e quello di KRC. Ed è chiaro che tutti questi fattori siano interdipendenti fra loro.
    Per questo motivo vi è una relazione fra il controllo e l’affinità. Ma credo sia errato confondere questo collegamento con la sovrapposizione fra l’angolo del controllo (di KRC) e l’angolo dell’affinità (in ARC). Per un motivo molto semplice: la componente affinità (nella formula della comunicazione) si associa alla distanza e la distanza ha a che fare con li spazio. Mentre il ciclo di controllo (avviare, cambiare, fermare) si sovrappone esattamente al ciclo della comunicazione. E, giustamente, la realtà corrisponde all’avere e alla duplicazione.
    Se consideriamo attentamente la formula della comunicazione, alla luce delle condizioni di esistenza e dei due triangoli (ARC, KRC) vediamo chiatamente quali sono le esatte corrispondenze e la relazione fra loro.
    Queati dati sono fondamentali per processing avanzati.

  2. MISTER X

    “…quando si comprende che il controllo è possibile solo in presenza della massima affinità…” Per dare massa a questa verità mi chiedo :” Quindi un pianista ne ha il controllo solo quando ha raggiunto un livello di perfezione (tecnica/comunicativa) determinato da studio e pratica, portati al raggiungimento della massima Affinità con lo strumento?”. Intendendo sempre che le scale graduali si applicano all’universo fisico e le verità sono sempre relative.

    • GB

      A me la voglia di studiare è sempre venuta per amore, mai viceversa…

      • Marco

        ” Ora, quando si realizza che:
        Avere e l’angolo della Realtà del triangolo sono la stessa cosa;
        e quando si comprende che il Controllo è possibile solo in presenza della massima Affinità; nella teoria di Controllo-Comunicazione-Havingness si vedono gli aspetti operativi della teoria Affinità-Realtà-Comunicazione.”

        Io credo che LRH esaminando i due triangoli, ARC vs CCH, volesse dire che un buon Controllo (che produce un risultato) è ottenibile solo quando c’è un buon livello Affinità.
        Che probabilmente, come dici tu GB, è intesa come: capacità di stare vicino (distanza=affinità) alla cosa su cui devi applicare Controllo.

        Ecco la relazione tra i due triangoli:
        per ottenere una buona Havingness, che è uguale a buona Realtà (H in relazione con R),
        ci vuole un buon Controllo, che è possibile solo in presenza di una buona Affinità (C in relazione con A),
        ma ci vuole senz’altro una buona Comunicazione (questa C è in comune nei due triangoli). ”Sono passati tre anni dal momento in cui per la prima volta abbiamo isolato la comunicazione come l’angolo dominante…”

        Non è male come spiegazione.

  3. Marco

    “Sono passati tre anni dal momento in cui per la prima volta abbiamo isolato la comunicazione come l’angolo dominante del triangolo Affinità-Realtà-Comunicazione.”

    Interessante, io ho sempre concepito la Com. come l’aspetto più importante nella vita e dunque nel triangolo di ARC…

    “Un uomo/donna è vivo nella misura in cui comunica!” Verissimo.

    Perché comunicando di più, e non di meno, si risolvono i problemi del vivere, che essenzialmente sono: “comunicare di più per trovare compromessi accettabili nel vivere insieme”. Universi personali che devono convivere nell’universo Mest comune… ci vuole un bel po’ compromessi ed intermediazioni, ovvero ci vuole molta comunicazione.

  4. Marco

    CONFERENZA DAL CONGRESSO “STATO DI CLEAR THETA”
    TITOLO ” PROCEDIMENTI DI COMUNICAZIONE” 5 LUGLIO 1959

    “Ma arriviamo alla COMUNICAZIONE e allo spazio; qui troviamo che l’attività di Comunicazione di una persona con un altro Essere, tramite e attraverso uno Spazio, è stata la sua prima azione che potrebbe essere stata suscettibile di una futura confusione e aberrazione.

    Di conseguenza, la COMUNICAZIONE è il principale bottone aberrante che potete premere e premere e premere e che percorrerà fino alla cancellazione l’intera traccia.

    Perché tutte le cose dipendono dalla COMUNICAZIONE.
    La COMUNICAZIONE è il denominatore comune di tutta la Realtà.

    Qualsiasi altra cosa esista, la COMUNICAZIONE deve esistere, altrimenti non si saprebbe mai dell’esistenza di qualcos’altro.

    La COMUNICAZIONE, allora, nel suo senso più ampio, significa “azione o metodo per trasmettere o ricevere conoscenza o idee”.

    La COMUNICAZIONE deve essere stata presente sia nella sanità mentale sia nell’insania.
    Ma ecco come stanno le cose:
    la COMUNICAZIONE è presente nella sanità mentale,
    ma è frenata nell’aberrazione. È Comunicazione incompleta. Capite?

    Infatti una Comunicazione completa non ha mai messo nessuno nei pasticci, una Comunicazione incompleta, sì.

    Perciò, si potrebbe dire che:
    il 1° stadio della Comunicazione, è Comunicazione completa;
    il 2° stadio della Comunicazione è Comunicazione incompleta.

    Noi crediamo che una Comunicazione completa, la capacità di Comunicare completamente, preceda la Comunicazione incompleta.

    Quella è una supposizione, ma viene dimostrata in modo piuttosto soddisfacente, dall’efficacia di quelli che chiamiamo attualmente i Procedimenti di COMUNICAZIONE.

    Il principale di questi Procedimenti di COMUNICAZIONE era contenuto in un procedimento chiamato ARC Filo diretto.
    L’origine di quel procedimento risale alle metà degli anni 50.
    Nella sua forma più elaborata, lo troverete nell’ultima pagina di Self-Analisi, il libro. Quella pagina contiene COMUNICAZIONE.

    Per quanto sembri strano, l’efficacia dell’intera serie dipende da quell’unica domanda della serie: “Rievoca una volta in cui hai Comunicato a qualcuno”. Quello è il procedimento efficace.

    Tutti gli altri procedimenti sono interessanti, ma non fanno arrivare il Caso da nessuna parte.

    Esistono alcuni motivi a sostegno di ciò: “dato che nessun altro è mai stato in grado di cacciarvi nei pasticci, avete dovuto cacciarvi nei pasticci da voi stessi”.

    A causa di questo Dato, allora il fattore della Comunicazione coinvolto in questa situazione è: “da causa a effetto”.

    Dovete audire un preclear a punto causa. Era a punto causa che dovevate colpire, o che dovrete colpire, con tutti i procedimenti.
    Non potete colpire a punto effetto. Se continuate a colpire a punto effetto, state audendo un secondo postulato.

    Quindi vediamo che la Comunicazione completa viene prima ed è più potente della Comunicazione incompleta.
    E vediamo che Causa è precedente, prima dell’Effetto.

    Se riuscite ad avere l’idea – questa è un’idea sbagliata – fatevi l’idea di un thetan che svolazzi nell’universo; egli deve Comunicare, prima di ricevere una Comunicazione.
    Deve rendersi visibile, il che è una produzione di Comunicazione.
    In un modo o nell’altro deve dire di essere lì: o introducendo nella scena un corpo, o emettendo delle scintille, o facendo qualcosa.
    Deve dire di essere lì, prima che qualcuno possa Comunicare di rimando con lui.

    Di conseguenza tutta la Comunicazione è, anteriormente, una Comunicazione causativa.

    E vediamo allora che una completa Comunicazione causativa rappresenta il bottone che annulla tutte le Comunicazioni incomplete, tutti gli effetti e tutto il resto, da lì verso l’alto.

    Dato che la Comunicazione è il denominatore comune a tutto il resto, su su fino in cima, potete usarla per percorrere fino alla cancellazione di praticamente tutto quanto, dovunque.”

    • GB

      Essere e spazio arrivano assieme. Per essere occorre uno spazio in cui manifestarsi. E lo spazio è la manifestazione dell’essere.
      L’essere si manifesta per uno scopo.
      Ma non deve conoscere, altrimenti non può raggiungere e avere. E per raggiungere occorre tempo e massa.
      Ora la comunicazione è possibile.
      E il gioco può iniziare.

  5. Marco

    Forte GB, in effetti è come dici… è scritto anche negli Assiomi/Fattori.
    Io l’ho sempre sostenuto… e questa è la condizione di Esistenza anche come Thetan di per sè. Almeno fin qui questa è la mia realtà.

    • GB

      Il mock-up di te stesso è localizzato, il Thetan no.
      Ci sono sottili distinzioni, ma fondamentali per chi vuole procedere sui livelli OT. Il tema delle corrette appartenenze ha a che fare con questo (ma non posso approfondire l’argomento perché si tratta di dati confidenziali).
      In parole semplici, il Thetan può assumere una condizione di esistenza e lo fa attraverso un mock-up. Il risultato è il mock-up di te stesso… ma dirla proprio giusta, uno dei tanti mock-up di te stesso (e anche qui purtroppo mi devo fermare perché si va fuori realtà).

  6. Marco

    “Se riuscite ad avere l’idea – questa è un’idea sbagliata – fatevi l’idea di un thetan che svolazzi nell’universo; egli deve Comunicare, prima di ricevere una Comunicazione.

    Deve rendersi visibile, il che è una produzione di Comunicazione.

    In un modo o nell’altro deve dire di essere lì… Deve dire di essere lì, prima che qualcuno possa Comunicare di rimando con lui.

    Di conseguenza anteriormente tutta la Comunicazione è una Comunicazione causativa.”

  7. Diogene

    Alcuni appunti, ragionando per triangoli.

    Essere-Fare-Avere sono le Condizioni di Esistenza che si combinano nella comune “esperienza” di Identità (Spazio-Dimensione), Azione (Energia) e Possesso (Materia, come oggetto fisico o simbolico).
    L’idea di Tempo si potrebbe considerare come una specie di misurazione dell’Energia (sotto forma di Movimento) affinché si produca e si mantenga un Effetto generato da una Causa.

    Al di sotto dell’apparenza, il Thetan (o Causa) per Essere deve CREARE, per Fare deve CONTINUARE A CREARE, per Avere deve CREARE/CONTRO-CREARE.
    Se il Thetan si limitasse alla sua esistenza con la creazione di un suo universo, potrebbe Essere ciò che CREDE (totale Affinità) oppure ciò che SA (totale Conoscenza).
    Effettivamente, sia Affinità e Realtà sia Conoscenza e Responsabilità possono rimanere (come gioco esistenziale) in un ambito personale di Prima Dinamica. Il Thetan si collocherebbe come Punto di Vista.
    Gli angoli C di ARC e di KRC invece sono “aperti” verso l’esterno, sono agganciati alle esistenze di altri universi, altre evidenze creative.
    Entrano in gioco il Non-Sapere e la Competitività per la sopravvivenza.
    La Comunicazione serve a coltivare una Realtà Condivisa. Si effettua tramite Raggiungere qualcosa e Ritirarsi da qualcosa. Si apprende che esistono le divergenze ed i malintesi.
    La necessità di contrastare gli antagonismi delle altre dinamiche in esistenza (anche MEST) richiede azioni di Controllo che sollecitano un senso di Responsabilità adeguato alle situazioni.
    Per questa ragione gli angoli C dei due triangoli sono i più soggetti alle aberrazioni, alla carenza di Comprensione e, quindi, di Competenza.
    Forse, visti in questo modo, i Triangoli ARC e KRC assumono un aspetto più pratico, più vicino alle esperienze quotidiane.
    “Nulla si distrugge, tutto si trasforma” è la legge di questo universo.
    Noi dobbiamo Creare, Continuare a Creare e a Contro-Creare.
    L’esito positivo di tutta questa Creazione, quando è di buon senso, si manifesta in Razionalità e Collaborazione.
    Con un eccesso di aspettativa, mi augurerei l’affermarsi di un triangolo composto da 3E: ESTETICA – EMPATIA – ETICA.
    Parole che vogliono esprimere la Bellezza del Creare, Amore Universale e Senso dell’Equilibrio perfetto.
    Per me, armoniche superiori di Conoscenza, Responsabilità e Controllo.
    Per me, un richiamo ai valori della vita. Un triangolo di riferimento.

    • Marco

      Ciao Diogene, il tuo ragionamento non fa una piega, pura pratica, pragmatica logica sociale… pura consapevolezza socio/scientologa.

      MI piace questo triangolo EEE che esponi, è di alto livello: perche’ in effetti è certo che prima che sia messo in pratica, la persona deve comprederlo e capirne l’attuazione, ovvero è sicuro che ci vuole un alto livello di tono e, ovviamente, di ARC. Grazie.

      • Diogene

        Ciao Marco. Sono contento che il triangolo EEE ti piaccia.
        In effetti, penso che Estetica, Empatia ed Etica possano influenzarsi reciprocamente anche se ad un livello molto alto di comprensione e di attuazione.
        E’ una rappresentazione schematica di puro riferimento, come lo sono a modo loro tutte le scale, i triangoli, le definizioni e i ponti di Scn.
        Tutta roba che va studiata in relazione alla vita reale e ai vantaggi che effettivamente ne derivano in base alla nostra esperienza, quando applichiamo per noi stessi i dati ed i procedimenti appresi in modo teorico oppure osservandone i risultati delle varie applicazioni su altre persone.
        Mi congratulo con te per aver definito la mia elucubrazione “pragmatica logica sociale… pura consapevolezza socio/scientologa” e sono felice di essere d’accordo, perché altro non intendeva essere.
        Sono convinto che non possiamo esimerci dalla nostra appartenenza a questo mondo e che quindi dobbiamo trovare i modi più razionali ed appaganti per viverci. A questo fine, è necessario conoscere e saper valutare “universi” diversificati su tutte le Dinamiche dell’esistenza.
        Uso il linguaggio di Scn perché ci accomuna, ma i concetti di base sono di ordinaria comprensione. Niente di esoterico, solo esperienza di vita.
        Soltanto che è pressoché impossibile racchiudere la vita in uno schema, dato che la vita è essa stessa “creazione” e non può che continuamente sorprenderci. Così ne restiamo affascinati, perfino quando il giocattolo ci esplode tra le mani.

    • GB

      Bella riflessione Diogene, grazie!

      “L’esito positivo di tutta questa Creazione, quando è di buon senso, si manifesta in Razionalità e Collaborazione.
      Con un eccesso di aspettativa, mi augurerei l’affermarsi di un triangolo composto da 3E: ESTETICA – EMPATIA – ETICA.
      Parole che vogliono esprimere la Bellezza del Creare, Amore Universale e Senso dell’Equilibrio perfetto.
      Per me, armoniche superiori di Conoscenza, Responsabilità e Controllo.
      Per me, un richiamo ai valori della vita. Un triangolo di riferimento.”

      Anche se queste considerazoni sono più vicine al filosofo Gustavo Bueno, piuttosto che ad Hubbard, mi piacciono molto.
      Se l’estetica, l’empatia e l’etica fossero i valori di riferimento non ci sarebbe bisogno di alcuna religione e l’umanità esprimerebbe il meglio di sé.

      • Diogene

        Grazie e te GB per gli stimoli all’approfondimento che crei nel nostro blog.
        Non ho mai letto nulla del filosofo Gustavo Bueno (e questo prova quanto pensiero vada disperso in questo universo) ma se accosti le mie brevi considerazioni al suo Materialismo Filosofico (che, come rilevo da Wikipedia, ” ha un tratto in comune col materialismo tradizionale: la negazione dello spiritualismo ovvero la negazione dell’esistenza di sostanze spirituali) allora mi trovi d’accordo per il fatto che mi sto concentrando sempre di più sugli aspetti oggettivi del vivere. La vita si manifesta in tutte le variabili dell’esistenza CHE RIUSCIAMO A COMPRENDERE, ma so anche che molto ci sfugge.
        Tuttavia, questo non è un percorso inutile fintanto che la nostra vita si svolge su questo pianeta e secondo le leggi di questo universo.
        Già il Triangolo di Estetica, Empatia ed Etica sta ben al di sopra delle leggi fisiche e pretende di indirizzare le componenti del Triangolo KRC verso una applicazione più “spiritualistica” nell’ambito di questo universo.
        Che poi possa esserci anche qualcosa di più “esoterico” non faccio fatica ad immaginarlo, ma lo confino negli universi personali di ciascuno di noi.
        Ad esempio, noi umani abbiamo consapevolezza del pensiero causativo, come pure di altre forme intangibili che sono espressione della nostra umanità e che ci differenziano chiaramente da altri animali per via di “facoltà” che riscontriamo in loro ma non in noi. E’ la vita in tutte le sue sfaccettature. Ed è compito delle varie scienze scoprirne le peculiarità che l’uomo comune non sa spiegarsi.
        Non voglio addentrarmi nelle dottrine “OT”, le lascio a chi è interessato.
        Le interpretazioni del proprio “stato di essere” sono di carattere singolo, individuale. Considero il mio stato attuale “soddisfacente” e di questo, ovviamente, sono soddisfatto. C’è qualcuno che me lo può negare?

        • Laky

          Buone considerazioni.

        • GB

          Ron ipotizzò che Etica ed Estetica fossero da considerare dinamiche superiori all’ottava. Non pensò ad esse come ad un triangolo. Anche perché introdurre l’empatia come terzo angolo impedirebbe un uso strumentale dell’Etica da parte della CofS…

          In filosofia i temi dell’Etica e dell’Estetica sono stati molto approfonditi. Introdurre l’Empatia (cara ad Husserl) rende questo triangolo più “relazionale” e pragmatico del vecchio triangolo di Platone “Verità, Bontà, Bellezza”, che è la versione greca del più antico triangolo induista “Sathyam, Shivam, Sundaram” quali attributi del Divino.

          Diogene, per cortesia, facci degli esempi di come s’intersecano fra loro Etica, Estetica ed Empatia nelle relazioni umane. E in che modo si connettono ai due triangoli scientologici.

          Grazie!

  8. Arhat

    GUIDO scrive: …Comunicazione, uno dei soggetti fondamentali, un basic su cui è bene ogni tanto riflettere, ed approfondire. …mi piacerebbe conoscere i vostri punti di vista, per un arricchimento comune.

    ARHAT – IL MIO PUNTO DI VISTA SUL COMUNICARE (IN AUDITING).

    AS-IS (Dizionario Tecnico): Vedere (avere consapevolezza dell’esistenza di) una cosa qualsiasi esattamente com’è, senza alcuna distorsione o bugia, in questo momento essa svanirà e cesserà di esistere.

    SAPIENZA (KNOWINGNESS) (Dizionario Tecnico): Una capacità per la verità (AS-IS, Obnosi); non sono dati.

    SAPIENZA TOTALE (TOTAL KNOWINGNESS) (Dizionario Tecnico): Lo Statico (il Thetan) ha la capacità di raggiungere la sapienza totale (la Verità fondamentale è uno Statico). La sapienza totale consisterebbe di completa ARC (totale assenza di meccaniche, totale assenza di condizioni di essere, totale assenza della traccia del tempo, piena responsabilità sulle considerazioni fatte).

    CONSAPEVOLEZZA (Dizionario Tecnico): L’abilità di percepire l’esistenza di. La Consapevolezza è in sé percezione.

    COMUNICAZIONE (Dizionario Tecnico): …Nel Thetan e nell’Homo sapiens la comunicazione è conosciuta come percezione (consapevolezza dell’esistenza di).

    COMUNICAZIONE PERFETTA (Dizionario Tecnico): Una comunicazione che è duplicata perfettamente (AS-IS, obnosi) al punto effetto, qualsiasi cosa sia stata emanata dal punto causa.

    COMUNICAZIONE A DUE SENSI (Dizionario Tecnico): Ciclo di comunicazione tra due terminali. Esempio: Pino, avendo dato origine ad una comunicazione ed avendola completata, può in seguito aspettare che Gigi dia origine ad una comunicazione verso Pino, completando in tal modo il rimanente del ciclo di comunicazione a due sensi.

    AUDITING DI SOLO (Dizionario Tecnico): Nell’auding di solo l’auditor è anche il pc (Pino, come auditor fa la domanda e come pc risponde).

    BLOW PER ISPEZIONE (Conferenza del 23 Febbraio 1965: Non devi fare nulla, solo osservare e la cosa fa blow (comunicazione perfetta, AS-IS osservando l’OVVIO: obnosi).

    OBNOSI (ACC16-6 Gennaio 1957): L’osservazione dell’ovvio (nosis = conoscere, ob = fuori); la capacità di guardare l’ovvio. L’intero argomento del confronto è l’intero soggetto dello spazio. Quindi, a meno che tu non possa confrontare (percepire, consapevolezza dell’esistenza di) quello che c’è, non puoi avere niente. Non c’è spazio; non ci sarà nessuna massa, non ci sarà universo. Il tizio sarà tutto incasinato in una palla (collassato nella mente reattiva, nei mock-up di se stesso, negli gli alter-ego). Quindi l’intero soggetto dell’obnosi diventa il soggetto di OT. Quanto ovvio puoi confrontare? Che ovvietà puoi confrontare? Questa è l’intera sfida ([la sfida è QUANTO ovvio, QUANTA comunicazione duplicata perfettamente]. Quindi, vedi, non stiamo prendendo qualcosa di specifico quando usiamo l’obnosi. Stiamo prendendo in mano tutta la cosa. Questo è tutto quello che c’è da fare! LO CAPISCI?

    ARHAT – L’OBNOSI è una tecnica simile ad alcune tecniche usate nelle filosofie orientali. Mi riferisco alle tecniche meditative interne, per esempio l’upanishadico neti, neti (non sono questo, non sono questo). L’OBNOSI e l’upanishadico neti, neti, distaccano il Thetan dalle identificazioni; entrano DIRETTAMENTE nelle strutture (gli alter-ego) della personalità, scardinando la illusione di unità. L’incapacità del Thetan di differenziarsi dagli alter-ego crea una illusione di unità conosciuta come PERSONA.

    IDENTITÀ (Hubbard Clearing Scientologist – Conferenza del 6 Gennaio 1960): …Il bottone principale, IL bottone aberrativo sulla traccia è “IDENTITÀ”, che puoi chiamare errata identificazione dell’individuo (il Thetan ipnoticamente identificato con gli alter-ego, con i mock-up di se stesso). …Il calcolo del caso è TOTALMENTE centrato sulle identità (alter-ego del Thetan), perché l’identità è il meccanismo più irresponsabile che un Thetan abbia (il Thetan si è fatto sostituire dagli alter-ego, e l’ammasso di questi alter-ego: la persona, è sovrano al Thetan), quindi deve essere risolto. …E ora hai “SOLAMENTE” 152 trilioni di anni! MA SE TUTTO QUELLO CHE HAI FATTO L’HAI FATTO BENE, SE HAI FATTO TUTTO ESTREMAMENTE BENE, L’EFFETTO CUMULATIVO DEL LAVORO BEN FATTO SU OGNI COSA CHE HAI TOCCATO NEL CASO TI PORTERÀ A QUESTO ULTIMO LIVELLO: ALLA CONDIZIONE IN CUI SEMPLICEMENTE FAI BLOW CON UNA SOLA OCCHIATA (AS-IS per ispezione, comunicazione perfetta, obnosi).

    CICLO DI COMUNICAZIONE (La magia del ciclo di comunicazione – HCOB 23 maggio 1971R): Il Thetan in questo universo, ha iniziato a considerare se stesso mest, ha iniziato a considerarsi massa, e l’essere che si considera massa, naturalmente risponde alle leggi della elettronica e alle leggi di Newton. Egli è di fatto INCAPACE di generare molto o di fare molto AS-IS (egli è incapace di guardare una condizione direttamente per quello che è: obnosi). Un individuo si considera composto di MEST o massa, perciò egli deve avere un secondo terminale. Un secondo terminale è necessario per scaricare l’energia. (per il Thetan mestificato il ciclo di comunicazione tra due terminali è quasi l’unica cosa che funziona, perché ha poca abilità di osservare l’OVVIO, di fare AS-IS per ispezione). Abbiamo così due poli. Abbiamo un auditor e un pc, e finché l’auditor audisce e il pc risponde, si avrà uno scambio di energia, dal punto di vista del pc.

    ASSIOMI DI DIANETICA (ACC13-8 Ottobre 1954): …Che cosa l’uomo considera se stesso come sé stesso? Bene, in realtà è il Thetan, più i macchinari, più il corpo, più il bank reattivo. Questo è ciò che noi chiamiamo la prima dinamica per quanto riguarda l’uomo. In realtà, non è la prima dinamica (È LA PERSONA). L’unità cosciente di essere cosciente (lo Statico, l’IO fondamentale) è la reale prima dinamica. Ma l’uomo quando pensa riguardo se stesso, è nella forma di come considera se stesso (è incosciente di essere incosciente come IO fondamentale).

    TRANCE IPNOTICA (Assiomi – Lettura del 20 agosto 1954): L’INTERA ESISTENZA IN QUESTO UNIVERSO IN REALTÀ VIENE GESTITA MOLTO SIMILE A UNA TRANCE IPNOTICA (Hubbard chiaramente sapeva di avere a che fare con Thetans inconsapevoli di essere inconsapevoli che credono di essere consapevoli; le persone, purtroppo, usano la formula sbagliata: “io penso, dunque sono”).

    ARHAT – EVOLUZIONE DELLA COMUNICAZIONE NELL’AUDITING: “Lo Statico (il Thetan) degradato nella condizione di essere umano, si trova prigioniero nella ragnatela della mente reattiva, negli alter-ego, nei mock-up di se stesso, e schiavo del MEST. Lo Statico schiavo del MEST, vive in una dipendenza tipo sindrome di Stoccolma: ‘Pratica il culto del corpo, ama e protegge il suo ego’. In più, avendo come realtà di se stesso essere un terminale, ha orrore della possibilità di tornarsi un nulla apofatico, tornarsi uno Statico. Essendo un terminale a tutti gli effetti, non è capace di fare AS-IS i suoi alter-ego (i mock-up di se stesso) per ispezione (comunicazione perfetta, obnosi). E la capacità di fare AS-IS per ispezione (osservare l’ovvio: obnosi) è il livello di confronto indispensabile (tecnica veloce) per avere la possibilità di eliminare la totalità della mente reattiva (i mock-up di se stesso) nel breve tempo di questa vita. Hubbard ha affrontato questo problema congegnando un auditing costruito su gradienti (il ponte) e basato sulla comunicazione. Inizia con la comunicazione a due sensi (scambio tra terminali: Pino/Gigi), poi segue con la comunicazione in solo (Pino/Pino). E infine, dopo molto lavoro, se tutto è stato fatto bene, estremamente bene, lo Statico (il Thetan) si troverà nella condizione di poter continuare l’auditing usando un nuovo e più alto livello di comunicazione: AS-IS per ispezione (comunicazione perfetta: comunicazione basata sul percepire direttamente una condizione per quello che è senza domande e senza risposte, osservare l’ovvio: obnosi). [Fattore di realtà: “Il simbolo ‘8-8008’ è tutta Scientology ridotta al minimo termine. Dice qual è la nostra condizione di partenza: ‘ESSERE UN TERMINALE’ (essere noi stessi come persona), e dice qual è la nostra condizione di arrivo: ‘ESSERE UNO STATICO’ (essere noi stessi allo stato nativo). Lo Statico (l’IO fondamentale) è l’aberrato, e la persona nella quale ci riconosciamo è il prodotto dell’aberrazione!”]

    STATICO (Dizionario Tecnico): Uno Statico è qualcosa senza massa, senza lunghezza d’onda, senza tempo ed in realtà senza posizione. Questo è uno Statico e questa è la definizione di ZERO (è l’IO fondamentale, è quell’IO che improvvisamente emerge durante l’esperienza di Illuminazione: “Andare su per il palo”).

    APOFATICO: È un linguaggio di negazione che cerca di descrivere lo Statico attraverso negazioni: “non ha materia, non ha energia, non ha spazio, non ha tempo”. Lo Statico si pone al di là di ogni cosa creata e per questo nessuna definizione può essere idonea. In ultima analisi, l’approccio apofatico implica il silenzio della ragione di fronte alla KNOWINGNESS preintellettuale dello Statico, del Thetan: la parte divina dell’Homo sapiens.

    ILLUMINAZIONE: “ANDARE SU PER IL PALO” – L’Illuminazione: “Andare su per il palo”, è forse il concetto in assoluto più difficile da spiegare e da comprendere. Tutti coloro che l’hanno vissuta si sono ritrovati in seria difficoltà nel tentare di descriverla. La ragione risiede nel fatto che l’Illuminazione è l’improvviso aprirsi alla consapevolezza di noi stessi come Statico, in cui i sensi corporei e la mente non hanno alcuna partecipazione. E quindi tentare di rappresentarla attraverso parole e termini che implicano l’uso delle facoltà mentali diviene impossibile. L’esperienza dell’Illuminazione accompagna l’uomo sin dagli albori della civiltà. In ogni cultura del mondo ritroviamo l’esperienza dell’illuminazione espressa in termini differenti, ma si percepisce chiaramente la medesima conoscenza e comprensione della Verità. Nell’Induismo, ad esempio, Samadhi è il termine che descrive lo stato di coscienza di se stesso come Essenza Divina. Nel Buddismo si insegna che la meta, realizzata dal Buddha, è il Nirvana. Nella pratica dello Zen, il ramo buddhista di tradizione cinese e giapponese, la condizione di riconoscersi come Nulla, l’Illuminazione, viene chiamato Satori. La coscienza del Tao è l’Illuminazione secondo la tradizione cinese del Taoismo. Nel Sufismo, il ramo più esoterico della religione islamica, è conosciuta come Fana Fillah. Nel Cristianesimo l’Illuminazione prende la denominazione di Esperienza Mistica o Esperienza Cristica. E infine, in Scientology l’Illuminazione è descritta come “ANDARE SU PER IL PALO”. Anche Eraclito, filosofo vissuto nella Grecia antica circa 500 anni prima di Cristo, tentava di esprimere a parole ciò che non può essere descritto, e un suo contemporaneo, Parmenide così descriveva l’Illuminazione: “Non è generata ed è indistruttibile, in essa non si possono fare distinzioni, tutto è pieno di un essere continuo, non c’è generare né distruggere, quindi, nessun movimento né cambiamento.” In questa descrizione è facile riconoscere lo Statico. Da quanto visto risulta evidente che l’essere umano, di ogni tempo, di ogni cultura ed area geografica del mondo, ha conosciuto la sua vera Essenza, la sua Essenza Divina: ESSERE UNO STATICO.

    • Diogene

      Maestro Arhat, grazie di essere tornato.
      Ma, onestamente, mi puoi spiegare perché TU sei ancora qui?
      Non ti piace essere Nulla?
      Che sciocco sono! Non posso aspettarmi alcuna risposta, se hai fatto as-is della mia domanda. Te la ripeto?
      Povero me, che non capisco che non ho capito di non aver capito che non avevo capito. Ma come faccio a non capirlo?
      Invece con la CdiS è semplicissimo diventare NULLA, NIENTE, ZERO.
      Basta smettere di darle i soldi. Un as-is perfetto.
      (Gargamella, non ridere… ti vedo,sai?)

      • Marco

        Ah però, Diogene… sei stato bello diretto con Arhat… l’hai affrontato di petto.
        Ma però, nonostante Arhat sia stato un pò esagerato nel suo commento (bello lungo ed impegnativo), io credo che tu avresti dovuto avere comprensione… quello che dice e quota è un suo punto di vista, fra l’altro già ribadito più volte.

        Non è molto comprensibile ai più…!? Oppure le cose non stanno proprio come dice lui? Non sono cosi tanto condivisibili?
        Va beh, ma in effetti bisogna riconoscere che al mondo ci sono tantissimi Esseri con tantissime idee e con tante esperienze e comprensioni, compresa l’illuminazione e/o “l’andare su per il palo” (che Arhat spiega egregiamente).

        Io un pò ho provata questa cosa nel passato… solo un pochino. Collegato a queste sensazioni (andare su per il palo), c’è l’esteriorizzazione. Io ho molto capito, di queste sensazioni di cui parla Arhat, dallo stare esteriorizzato: per molto tempo ho avuto questa condizione (io credo cosa leggermente simile), poi l’ho riparata… e che strano… questa cosa, da me vissuta per anni, è chiamata Out/Int … ovvero OUT, non corretta, almeno fino a che non arrivi a rimuovere gli impedimenti dello stare fuori del corpo stabilmente (credo verso OT8/9).

        Dunque capisco Arhat… ma credo mi ci vorrà ancora un bel pò di auditing per avere quello scopo.
        Anche perché in effetti mi sfugge che “la destinazione” sia quello di tornare ad essere un puro Statico… non capisco il senso della cosa: l’Essere secondo me VUOLE comunicazione, vuole stare in comunicazione con altri Esseri, mica stare da solo a livello Statico.

        Ma se uno scientologo persegue un suo obiettivo e lo vuole comunicare… perché no? Discutiamolo a livello filosofico… perché no!?
        Diogene, dimmi qualcosa che contrasta il punto di vista di Arhat a livello filosofico…

        Comunque, a proposito di triangoli, io capisco benissimo che c’è stata una rottura di ARC… per cui… : forza con i triangoli, ripariamoli e teniamoli efficienti 🙂

      • S E A L

        Buongiorno Diogene, credo che Arhat semplicemente si stia sforzando di descrivere concetti difficili da tradurre in parole. Non credo assolutamente che lo faccia per vantarsi della propria condizione, che mi sembra di capire non ancora stabile, piuttosto mosso dal desiderio di aiutare gli altri!

        È ovvio che quello che scrive possa essere frainteso o non compreso pienamente dagli altri. Ciò non significa che debba essere “messo al palo”. Io apprezzo i suoi contributi e lo invito a continuare a illuminarci con le sue riflessioni. Possibilmente più sintetiche e meno ridondanti :).

        In merito al messaggio sarcastico che hai mandato mi sento di dirti che non lo apprezzo molto. Visto che stiamo anche commentando post sulla comunicazione.

        Devo dire che mi risulta difficile trovarci estetica, empatia ed etica.

        • Diogene

          Seal, hai ragione e fai bene a sgridarmi.
          Anche Arhat ha ragione e fa bene ad insistere.
          Sono stato a cavallo del palo per 35/45 anni e devo proprio essere uno zuccone a non aver capito come stanno le cose.
          Ho solo un piccolo sospetto: che qualche altro bonaccione, nel frattempo, abbia leggermente spostato il palo, perché quando stavo là in alto l’ho percepito un po’ troppo vicino alle mie terga e ho ritenuto saggio non approfondire. D’altronde, la mia consapevolezza non poteva che essere aumentata, se tanto mi dà tanto.
          Spero sinceramente di non averti scandalizzato.
          Sono un cultore delle parole, per questo ho chiamato Arhat: Maestro.
          Gli ho fatto quella domanda, neanche senza troppa ironia, perché mi ricordo che nei suoi interventi di qualche anno fa lui aveva dichiarato di essere uscito da questo universo o qualcosa del genere.
          E’ tornato o non se n’è mai andato?
          Forse che la somma di Estetica+Empatia+Etica dia come risultato una Relativa Verità?
          Certo è che quel triangolo non funziona in mancanza di Sincerità.
          Per questo mi faccio l’esame di coscienza due volte al giorno.

      • GB

        Diogene se noi avessimo una profonda consapevolezza di essere tutti quanti una manifestazione di uno Zero, e che Zero è la nostra vera natura, prova a IMMAGINARE, forse si realizzerebbe il sogno di Lennon:

        • Diogene

          GB, “Imagine” di John Lennon è un capolavoro.
          Ti confesso che con me sfondi un portone già spalancato da anni.
          Sono nato poeta. Ho intravisto mondi da visitare e situazioni da esplorare.
          Ho sempre saputo di non essere il mio corpo e la mia mente.
          Ma rimango, come si dice, coi piedi per terra. C’ancora tanto da imparare restando qui.
          La serenità si conquista in battaglia. Puoi vincere o perdere, ma ci sei.
          E se ti riesce di guardare il tuo avatar dal di fuori… allora sai di esserci.

  9. Diogene…
    mi fai emergere dalla mia gattitudine in cui sono,sarò,fui! Rispondere è cortesia, sia a Corte che in ogni luogo in cui, appunto, sono,sarò e fui. Ma nel nulla troverò, trovai, trovo, ancora dei Puffi da sinsigare? Birba mi suggerisce: Beh, basta crearli. È così il Nulla diventa, diventò e diverrà… un Nonnulla!
    Saluti dall’iperspazio
    Gargamella

    • Diogene

      Siccome dal desìo evocata
      palesasi dormiente fata
      che il druido rende edotto
      del pungolar del motto

      Birba è un artista che ho perso di vista
      ma in cima alla lista per me resterà
      non è un arrivista neppure un solista
      lui segue la pista e una mano ti dà

      (Nota per Birba: qui “mano” è usato con licenza poetica invece di “zampa”. Ma tu sai bene quanto si deve fare per essere compresi dagli umani! Miao miao!)

  10. Arhat

    Calma, non ho gettato pietre. La mia intenzione è solamente quella di far conoscere (COMUNICARE) una esperienza da me vissuta (non è una opinione). Esperienza che è più reale della realtà, e che trova perfetto riscontro in quello che c’è di più básico in Scientology e in praticamente tutte le filosofie, sia orientali che occidentali. Comunque, comprendo perfettamente la reazione di alcuni di voi.

    P.S.: Qualcuno ha definito l’essere umano come “Il pellegrino dell’assoluto”.

  11. Marco

    Non ricordo se avevo già quotato questa conferenza di LRH… ma “Repetita iuvant” .
    Qui c’è una buona spiegazione di cosa significa “andare su per il palo”; si capisce bene perchè Arhat ne parla spesso ed è un’entusiasta di questa esperienza, cosi tanto da volerla condividere (con molti Dati a sua comprensione).
    Ma si capisce anche bene, c’è una buona spiegazione, delle perchè per contro ci possono essere delle “rimostranze” (comprensibili), tipo quelle simpatiche ed intelligenti di Diogene.

    LISTA DEI Q E L’INIZIO DELLE LOGICHE
    10 novembre 1952

    “Gli Assiomi furono scritti essenzialmente in un compendio di dati che iniziò nel novembre 1938. Gli Assiomi di base di Dianetics furono scritti in quel periodo.
    È interessante notare che, a quel tempo, il materiale venne chiamato Scientology. Esso apparve in un manoscritto inedito dal nome “Excalibur”.

    Ricevetti moltissime chiamate, e continuai a ricevere moltissime chiamate, che mi chiedevano il permesso di leggere “Excalibur”.
    Così, tanto per scherzare, una volta dissi: “Certo, per mille e cinquecento dollari, darò una copia di ‘Excalibur’ a chiunque.
    È un trucchetto da usare: quando siete stanchi di dire sempre di “no” quando il “no” non ha fatto effetto a nessuno: semplicemente, rendete la cosa una cosa rara.
    Questo equivale a un “no” e la gente è talmente abituata a questa società che rende ogni cosa una cosa rara, che inevitabilmente va a finire che la domanda scompare.
    Ma i mille e cinquecento dollari per una copia di “Excalibur” sfortunatamente accalappiarono due risposte – due richieste di avere “Excalibur” – cosa alquanto interessante.

    Avevo anche posto alcune restrizioni.
    Dissi che la persona doveva essere estremamente stabile, per leggere quel libro. Quindi dovetti eliminare quelle due richieste su una base d’insufficiente stabilità.

    La verità è che il materiale nudo e crudo di “Excalibur” ha, sull’Homo sapiens, l’effetto di togliergli le inibizioni.
    Di colpo, egli si rende conto che tutte le cose che lo hanno tenuto in gabbia sono ombre. E sono ombre talmente prive di consistenza che circa quattro casi su quindici, nell’esaminare quel materiale, improvvisamente si scoprono – così credono – capaci di fare tutto quello che gli pare e piace, e si mettono subito a farlo.

    Beh, le cose non stanno così.
    In questo universo MEST ed in questa società non si è liberi di fare tutto quello che ci pare e piace. Esistono dei piccoli regolamenti.

    C’è un’organizzazione nota col nome di polizia, un’organizzazione dedita a farvi fare qualsiasi cosa non vogliate fare e ad impedirvi di fare qualsiasi cosa vogliate fare. E questo è il loro motto. Il loro motto è: Fermate il movimento.

    Una società alla Homo sapiens, di questi tempi non potrebbe esistere senza una forza di polizia veramente, veramente adeguata… terribilmente adeguata.
    La polizia simboleggia semplicemente il desiderio di una società, di ciascuna società, di proteggersi da tutto.

    Il motivo per cui si ritiene che ciò sia necessario, è inerente alla struttura dell’universo MEST.
    L’universo MEST è un universo estremamente degradato. È un universo basato sulla forza.

    Se questo fosse l’unico universo esistente, sarebbe un peccato e io sarei apatico, perché scoprire che cos’è l’universo MEST e che cosa lo compone, e scoprire che ha per legge fondamentale soltanto la forza, scoprire che non ha niente a che spartire con un’etica, che non gliene importa niente della sanità mentale, che la forza bruta dello schianto di una rupe è più o meno il massimo pensiero di cui è capace… scoprire che questo è il suo fondamento e che dobbiamo operare con questo e nient’altro, sarebbe sconfortante.

    Potremmo lasciarci tutti quanti andare all’apatia e semplicemente mollare, perché non ci sarebbe futuro in tutto ciò.
    Non c’è futuro nel semplice fatto di collezionare sempre più facsimili e nel cancellare sempre più facsimili. Non c’è futuro a lavorare, lavorare, lavorare faticosamente e continuamente. Non ci sarebbe futuro nell’arco di una sola vita; una sola vita sarebbe una cosa assolutamente priva di senso.
    Si nascerebbe, si riceverebbe un’istruzione, si metterebbero al mondo dei bambini e poi si trapasserebbe, vuoi per violenza, vuoi per malattia, vuoi per decadimento e deterioramento generale. Sarebbe una cosa meravigliosa, non è vero?

    In passato, la gente ha cercato di metterci una pezza, tirando ad indovinare e nutrendo speranze piuttosto che usando dei fatti.
    Ha detto: “Tu hai un’anima. Se nella vita farai il bravo, daremo alla tua anima un bigliettino da presentare ad un portone, dopodiché te ne potrai stare seduto tranquillo”.
    Beh, quella era una risposta. Voglio dire, era… era una piccola speranza.

    Si diceva: “Se non farai il bravo, ti daremo un altro biglietto, ti metteremo su uno scivolo e ci sarà un tipo laggiù che ti farà ballare su… ci sono sette inferni: uno scotta, l’altro è freddo, uno è così e l’altro è cosà… e ci resterai per l’eternità, per giunta”.

    Beh, con questo ci si salvava e la cosa veniva accettata, principalmente perché l’uomo è incapace di concepire l’eternità.

    Ma era anche, oltre che una speranza, un metodo di polizia.
    Ovvio, non era possibile avere un metodo così meraviglioso senza trasformarlo in un metodo di polizia.
    Quindi si diceva: “Gente, sarà meglio che facciate i bravi, perché non solamente possiamo impiccarvi qui, ma possiamo anche impiccarvi per l’eternità… e gente, adesso sì che siete sotto controllo!”.

    Se, all’improvviso, dite alle persone che questo non è vero, se glielo dite in maniera molto convincente, esse si tolgono di colpo le inibizioni.
    In molti casi si tolgono le inibizioni completamente e semplicemente vanno – come eravamo soliti dire e ancora diciamo – “su per il palo”.

    Forse vedrete un membro di questa classe andare “su per il palo”. E se lo vedete, se lo vedete, abbiate molta compassione di lui.
    Questo lo farà ritornare giù più velocemente di qualsiasi altra cosa io conosca!

    Oppure fategli avere qualcosa, regalategli qualcosa. Dategli un po’ di MEST, o qualcos’altro, oppure semplicemente lasciate che vada “su per il palo”.

    È inevitabile che in un periodo dai tre ai sei mesi ritorni giù da quel palo con un tonfo e un fracasso tali da sbalordire persino un venditore di fuochi d’artificio.

    Andare su per il palo vuol dire questo: raggiungere l’estasi senza la conoscenza.

    Ora, nel campo del misticismo, a volte abbiamo osservato questo fenomeno. Qualcuno, all’improvviso, diceva: “Beh, sono solo ombre”. Bum! Ed ecco che partiva su per il palo e… eccolo là.

    Magari ci rimaneva per un bel po’, ma raramente ci restava per più di sei mesi, perché la mancanza di dati non poteva che farlo cadere nei trabocchetti dell’universo MEST.

    Fintanto che lui è in un corpo, fintanto che era ancora soggetto, in un modo o nell’altro, alle leggi economiche, fintanto che le rupi potevano cadérgli addosso, fintanto che restava in relazione con gli altri esseri umani e instaurava ARC con loro, era spacciato!

    Allora, qual è la soluzione, per un mistico? La soluzione di un mistico a questa faccenda è: “Vediamo se forse ce la posso fare, con un piccolo sforzo cerebrale, ad andare su per il palo. E se riesco ad andare su per quel palo, devo, dopo di ciò, accertarmi nel modo più assoluto di rinnegare l’universo MEST, rinnegare il mangiare, il dormire, rinnegare il movimento; starmene lontano, tenermi alla larga da tutto quanto e andarmene a vivere in cima a una montagna o qualcosa del genere, perché in caso contrario finirei per scendere dal palo”.

    Così fa tutte queste cose e scende dal palo.
    Non c’è veramente nulla di più sconfortante che scendere dal palo una volta che ci si è saliti.

    Il motivo per cui lo chiamiamo palo, tra l’altro, sta nell’analogia matematica del verme bidimensionale.
    Ci s’immagina che l’uomo sia come un verme bidimensionale. Tale verme bidimensionale vive su un piano bidimensionale. E un giorno, mentre striscia lungo quel piano bidimensionale… guarda un po’! S’imbatte in un palo. Si scontra con qualcosa, ma naturalmente lì non può esserci niente perché è un mondo bidimensionale. Si è scontrato con una terza dimensione che non può esistere. È ovvio. Così indietreggia, per così dire, scuote un poco la testa, se ne va e ci pensa su; magari lo racconta ad un altro verme e magari no.

    Ma un bel giorno c’è un altro verme che se ne va strisciando e… bum! E dice: “È impossibile che ci sia qualcosa, qui. Ma… perbacco, forse c’è”. Ci specula su, lo dice a qualche altro verme e qualche altro verme arriva e sbatte contro quel palo… barn! E dice: “Santo cielo, c’è davvero qualcosa, qui”.

    E magari quel terzo verme, a quel punto, ne ha visto abbastanza (c’è una quantità sufficiente di accordo sul fatto che esista una terza dimensione, un palo) che semplicemente ci sale su.

    Chiotto chiotto, sale un po’, poi un altro po’, poi un altro po’, poi un altro po’, poi un altro po’… e poi si avvinghia con tutte le sue forze, guarda giù e vede il piano sotto di lui. E dice: “Mio Dio! Mio Dio! Che ci sto facendo qui sopra?”.

    Beh, quando stava salendo un po’, poi un altro po’, poi un altro po’, poi un altro po’, andava tutto bene. Già, era abbastanza felice. Ma quando scopre di trovarsi lassù e che lassù non c’è nessun altro verme… brrr! Che brutto!

    Però striscerà giù dal palo e se ne andrà in giro a dire agli altri: “Sentite un po’, là c’è un palo; io ci sono salito”. Dirà: “Ha un…”.
    E loro diranno: “È un… che cosa?”.
    “Beh”, dirà lui, “so che è un palo… c’è una terza dimensione”.
    E loro: “Che cos’è una terza dimensione?”.
    “È qualcosa con cui si va su.”
    “Si va dove?”
    “Sappiamo che non esiste un ‘su’. Che cosa stai dicendo?”

    E questo lo finisce. Non è più in comunicazione.

    Forse ci vorranno generazioni e generazioni di vermi prima che qualcuno salga sul palo, ne ridiscenda e faccia un commento su di esso di una solidità sufficiente a far sì che qualcun altro creda che lì esiste un palo.
    A quel punto, forse, qualcuno andrà lì e gli darà un’occhiata.
    Allora, forse, qualcun altro lo vedrà e forse qualcun altro ci salirà su. E se un numero sufficiente di persone sale su quel palo e poi ne casca giù, qualcuno, prima o poi, finirà per avere una linea di comunicazione a proposito di quel palo.

    Beh, per quanto orribile e senza senso possa sembrare, questo è praticamente quel che ho fatto io.

    Ma il punto è che se voi all’improvviso mostraste quel palo, e tutto ciò che lo riguarda, a qualcuno, e se quel qualcuno, all’improvviso, saltasse alla conclusione che avete ragione, senza sapere perché avete ragione…patapum! Salirebbe sul palo anche lui.

    Per un palo, avete bisogno di due mappe.
    Avete bisogno di una mappa che dice: “Questa è la via per salire sul palo” e avete bisogno di un’altra mappa che dice: “Questa è la via per scendere dal palo”.

    Se non avete entrambe queste mappe, il soggetto non vale nulla.

  12. GB

    Arhat mi farebbe piacere se tu volessi raccontarci, con parole tue, l’esperienza di “essere salito sul palo”. Grazie

  13. Diogene

    Marco, questa bella referenza non ci è nuova, ne abbiamo anche discusso tempo fa.
    Possiamo ora guardarla con occhi diversi? Sì, almeno noi vecchi lupi dal pelo grigio dobbiamo avere il coraggio di farlo.
    Non voglio dilungarmi qui alla tastiera, perché oggi il sole splende ed esco a fare un giro a piedi.
    Le parole di LRH sono oltremodo chiare.
    Certo che esiste l’estasi ed è un’esperienza che succede non di rado a poeti, scrittori, musicisti, mistici e a molte altre categorie di persone che guardano un po’ “al di là” degli altri o “al di fuori” della normalità.
    Purtroppo, qualcuno va talmente “oltre” o “fuori” che finisce (o dovrebbe finire) nelle cure di qualche manicomio, oggi solitamente chiamate “terapie mentali”.
    Se leggi bene tra le righe, nemmeno LRH scarta questa ipotesi.
    Anzi, forse lui è ancora più chiaro di quanto io mi permetta di dire.
    Tutto va visto nella giusta prospettiva. Ma deve essere “giusta”, non “aggiustata”.

    • Marco

      Si Diogene, avevo già quotato questa conferenza… ma come detto, spesso ripere giova, ad una migliore comprensione.

      Nel tuo commento, qui sopra, sei stato un pochino più duro del solito…

      Io più semplicemente credo LRH volesse dire che salire a certe altezze senza essere preparati a controllare le vertigini che tanta altezza ti può dare, può far tremare cosi tanto le gambe fino a farti perdere l’equilibrio… e ci sta, è nella natura di alcune persone coraggiose spesso avventurarsi in luoghi dove non sarebbe lecito andare senza una preparazione… che spesso nemmeno sanno di dover avere. Lo so che succede…

  14. GB

    SU OT E KEY OUT OT
    by The Pilot

    Il Pilota (aka Ken Ogger) era un vecchio Scientologo degli anni ’60 il quale, dopo essere uscito circa negli anni 80, si è dedicato a ricerche personali su Scientology. Ha scritto due libri: uno chiamato “Self Clearing” in cui inserisce moltissimi procedimenti per ottenere un chiarimento in solo, l’altro è “Super Scientology” in cui è scritta tutta la sua ricerca di materiali molto avanzati, ricerche su implants di universi precedenti e altro sui materiali dei livelli OT, sono circa mille pagine. Questo è per darvi un idea di chi sia. Era molto rispettato e personalmente lo considero di grande valore, è una delle mie letture Indi Scn preferite.

    Tratto dal libro “Super Scio” capitolo 1 “Cosa è vero e cosa no su Scientology”:
    COS’E’: Abilità OT. La mente sulla materia. Telecinesi e telepatia. Anche il teletrasporto (e Hubbard non dice che è impossibile, dice soltanto che lo si fa disintegrando l’oggetto in un punto e poi lo si ricrea in un altro posto, piuttosto che spostarlo). Ho visto queste cose e le ho anche fatte. Quasi tutti gli auditor dei vecchi tempi (prima del 1968), giurerebbero che queste cose sono vere anche se hanno lasciato la chiesa.

    COSA NON E’: Abilità OT stabili. Lo stabile raggiungimento di stati OT. Ripetibili dimostrazioni di abilità OT a piacimento. I livelli OT attuali sono stati rinominati “livelli pre-OT” perché essi non producono queste cose. Se la CofS avesse qualcuno con l’abilità di alzare un posacenere a comando, lo mostrerebbero in TV il giorno dopo. Queste cose non sono mai dimostrate, nemmeno nei briefing confidenziali per OT. I posaceneri sono stati alzati, ma Scientology non ha mai prodotto qualcuno in grado di farlo a comando.

    COS’E’: Lo stato di key out OT. Con key out, intendiamo che qualche parte dei blocchi mentali della persona sono stati temporaneamente rimossi. Questa è stata la sorgente di molte delle manifestazioni OT osservate nel soggetto. Il key out è molto meno stabile di quello prodotto dai procedimenti di Scientology di livello più basso. Spesso dura solo ore o giorni. Il mio è durato per tre mesi. Rare persone (forse anche per Ron) possono aver tenuto la condizione considerevolmente più a lungo, ma si sa che è una condizione estremamente instabile. Provare a studiarla, farci esperimenti, esercitarsi per rinforzarla o dimostrarla sono i metodi più rapidi per scontrarsi in qualcosa che farà spegnere la condizione e vi riporterà nella condizione umana con un orribile e roboante schianto. Io ho probabilmente tenuto lo stato più a lungo di altri perché ero giovane ed innocente e non lo stavo sforzando. Non potevo fare cose a piacimento. Le abilità non rispondevano allo sforzo mentale e alle “spinte”. Soltanto occasionalmente pensavo a qualcosa come “prendere una tazza di caffè” ed essa scivolava verso di me attraversando il tavolo. L’intenzione di fare qualcosa, proiettata con leggerezza e senza sforzo, occasionalmente faceva sì che quella cosa accadesse bypassando le leggi fisiche. L’unica cosa che funzionava era di pensare di fare qualcosa con il pensiero e l’atto (l’azione) diventava la stessa (del pensiero). Non ha mai funzionato provando in maniera forte a fare qualcosa.

    COSA NON E’: I procedimenti che occasionalmente producevano un key out OT non sono quasi più usati nella Scientology moderna. Questi sono A) i procedimenti del 1952-54 (alcuni di essi sono nel libro “Creazione dell’abilità umana”), B) i procedimenti di potere – Grado 5: Power, Power plus – (mai percorsi su un Dianetics Clear) e C) i vecchi (prima di NOTs) livelli OT da 4 a 7. Sembra che tutto ciò che potrebbe attivare abilità OT sia stato accuratamente rimosso. Questi procedimenti vengono pubblicizzati ora su internet e la CofS sembra che sia risentita su questa cosa. Forse inizieremo a vedere più manifestazioni OT quando la gente proverà queste cose.
    Notate che non è mai esistito un procedimento in Scientology che abbia consistentemente prodotto key out OT. E’ sempre stata una selvaggia e casuale variabile. Non è mai stata investigata a fondo o determinata. Ron stesso ha ammesso in una delle conferenze del SHSBC (credo che sia su una chiamata “Carta delle Classificazioni e Gradazioni”) che non aveva alcuna idea del perchè occasionalmente si producessero key out OT nei procedimenti di Power.
    Il vero approccio per fare un key out OT è di provare un cartone pieno di tecniche e sperare di essere fortunati. Spesso riuscirete se la collezione di tecniche è abbastanza grande.

    COS’E’: Anche se i grossi poteri non sono mai stati prodotti in modo stabile, abilità minori sono state occasionalmente raggiunte, per lo meno ai vecchi tempi. Un buon esempio è Ingo Swann. Cercate nel vostra locale biblioteca dell’occulto per dati su cosa è stato confermato nei test di laboratorio su di lui. Lui è capace come ogni altro OT stabile. Non alza posaceneri ma può alzare la temperatura di un oggetto in condizioni di laboratorio.

    COSA NON E’: Ingo non parla al riguardo di essere stato in Scientology e di aver fatto i livelli OT nei tardi anni 60. La chiesa non parla di Ingo ne dice che ne è stato un loro membro. Penso che ci sia stato un accordo mutuo sul lasciarsi in pace e mantenere il silenzio. (NDT. Ingo è molto “famoso” per le sue abilità di visione a distanza anch’esse provate in laboratorio, inoltre è stato anche immischiato in operazioni segrete della CIA a questo riguardo. Nel suo libro, ci dice che è stato portato in una base sotterranea da un agenzia sconosciuta e hanno sfruttato le sue abilità per vedere cosa c’era sul lato oscuro della luna… a quanto pare dalle sue osservazioni ha visto che ci sono basi aliene in determinati punti della faccia nascosta. Vi consiglio il libro!)
    Penso che lo dichiararono soppressivo. E’ stato molto tempo fa. In quanti modi uno può spararsi nei piedi?

    COS’E’: Ron probabilmente diventò key out OT nel 1952. C’è stato un incredibile flusso di idee brillanti tra il 1952 ed il 1954. Era positivamente ispirato. Più tardi spesso commetteva errori o mancava di riconoscere l’ovvio che aveva già scoperto. Per esempio: nel 1952 disse di ottenere il postulato che la persona ha fatto durante l’engram. Questo è stato dimenticato ed è servito un decennio di Standard Dianetics prima che sviluppassero NED chiedendo per il postulato (cosa che crea Clear piuttosto rapidamente). Mi chiedo se magari se ne sia ricordato lui o se qualcuno l’ha suggerito dopo aver sentito i vecchi nastri.

    COSA NON E’: Ron non è rimasto nello stato OT. Il key out è notoriamente instabile. La mia ipotesi è che il suo stato si sia “schiantato” quando la polizia fece irruzione nella classe del corso nel 1954, dove Ron fu preso e portato alla stazione di polizia. Parla del suo arresto nella conferenza successiva e spiega come sia riuscito ad uscirne senza essere rinchiuso, ma è ovviamente un po’ scosso e se ne andò via molto rapidamente per tornare in Inghilterra. Infatti ha tagliato il 10° ACC e l’hanno riempito con le conferenze del 9° ACC.
    Se comparate i nastri del 1950-51 con quelli del 1952-54, vedrete un fantastico salto in velocità ed intelligenza. La sua esuberanza non conosce limiti e ascoltarlo è veramente impressionante. Se poi lo comparate con le conferenze dal 1955 in poi, vedrete che ha rallentato e non è nemmeno vicino a come era prima, ma è comunque meglio del periodo tra il 1950 e 51.

    COS’E’: Ron continuò a ricercare nel tardo 50 e 60, spesso provando a ritornare a cosa aveva per le mani negli anni iniziali, ma spesso mancando la corretta risposta che aveva trovato in precedenza. OT 3 è un arduo e complesso casino ricercato nei tardi anni 60 e la semplice tecnica di NOTs è del 1952! (guardate su i nastri del HCL, specialmente le due conferenze intitolate “Theta Bodies” – “Corpi Theta”). Ed hanno completamente mancato i process del 1953-54 sul maneggiare mock up di Thetan e farli blow ecc… (guardate il 3° ACC ecc…)

    COSA NON E’: Non è mai veramente andato oltre alle alte vette del 3° ACC e la moderna Scientology è forse solo il 10 – 20% di ciò che aveva a quel tempo. E anche quel picco non era sufficientemente alto da permettere il clearing di massa o produrre stabili OT superman.
    ——

    Tratto da “Note Miscellanee” (verso la fine del libro):
    70. Andare su per il palo.
    A riguardo del key out OT, Ron a volte lo descrive come “andare su per il palo”. Ci sei tu, un verme che striscia in un area piana, e in un modo o nel altro sali su per un palo e puoi vedere tutto da una più alta prospettiva. Ma alla fine cadi da questo palo e torni ancora a strisciare. Ma tu ti ricordi come era la cosa. (NDT. L’analogia che fa Ron (mi pare nel PDC) è a riguardo di un mondo di vermi in 2D dove uno sale su un palo in 3D, ma poi quando scende e racconta la cosa, nessuno gli crede. E’ un po’ come il mito della caverna di Platone.)
    Ho ripensato al mio grande stato di key out OT e anche ai brevi momenti in cui ci sono ritornato. Da un lato, è stato meraviglioso. Ma da un altro c’era anche una certa scomodità e potrei aver spento lo stato in intenzionalmente.
    E’ come aprire gli occhi per la prima volta. Solo che sei sott’acqua in una piscina carica di cloro e brucia. O è come se il tuo piede si è “addormentato” ed il ritorno della circolazione è doloroso.
    Quindi aspetti speranzoso che la cosa migliori, ma non lo fa. E alla fine chiudi gli occhi un’altra volta. Magari torni fuori ancora di tanto in tanto, ma vedi che non è meglio di prima e lo spegni ancora.
    C’è qualcosa che non va con il MEST qui. E’ sgradevole, forse “malvagio”. Non si hanno buone sensazioni.
    Non è che è troppo solido. Ai thetan piace la solidità, dà realtà ed havingness.
    Non è che non risponde al pensiero. Se sei realmente key out OT, può essere manipolato.
    C’è una sgradevole vibrazione in questo, non come nel MEST in universi precedenti. Essere pienamente consapevole qui è come sentire le unghie stridenti sulla lavagna, o come se della carta vetrata viene strofinata sulle unghie. E’ irritante. Come un implant continuo.
    Questo forse succede per la natura-prigione di questo posto. La struttura stessa del MEST potrebbe essere stata intenzionalmente disegnata per essere sgradevole, per mantenerci interiorizzati e con le abilità OT bloccate. Forse gli Hindu avevano ragione nel dire che questo mondo è malvagio. Ma forse è solo quest’area locale e non l’intero vasto universo.
    Un approccio potrebbe essere quello di fare mock up di oggetti che hanno una sgradevole sensazione sepolta nella loro struttura atomica e poi fare reach and withdraw da essi, nonostante la sgradevole sensazione.
    La vera soluzione all’essere al interno di una vasca piena di cloro, è quella di uscirne. Ma se devi buttarti dentro, puoi far acclimatare i tuoi occhi con un certo gradiente.

  15. Daniele

    OT: vorrei approfondire “la vita come un gioco” e il tema del “controllo”. Potreste indicarmi dove approfondire ulteriormente? A parte problemi sul lavoro non riesco a trovare altri riferimenti

  16. Arhat

    GB – Arhat mi farebbe piacere se tu volessi raccontarci, con parole tue, l’esperienza di “essere salito sul palo”.

    ARHAT – Grazie Marco per aver postato “LISTA DEI Q, E L’INIZIO DELLE LOGICHE. L’ho già salvato nel mio archivio.

    GB – A riguardo del key out OT, Ron a volte lo descrive come “andare su per il palo”. Ci sei tu, un verme che striscia in un area piana, e in un modo o nel altro sali su per un palo e puoi vedere tutto da una più alta prospettiva. Ma alla fine cadi da questo palo e torni ancora a strisciare. Ma tu ti ricordi come era la cosa.

    ARHAT – La parte sopra, quotata da GB, è perfetta, è esattamente quello che ho sperimentato. Come complemento aggiungo che la mia salita, il mio trovarmi lassù, è stato perfetto chiaro e totale. Ero totalmente me stesso, uno STATICO consapevole di essere consapevole. Quando sono ritornato a strisciare, ritornato nella condizione come persona, non mi è rimasta alcuna sequela, se non quella di provare una immensa gioia per aver ritrovato ME STESSO.
    Questa esperienza mi ha fatto capire che la filosofia di Scientology è totalmente basata su un unico proposito: “DISIDENTIFICARE L’IO FONDAMENTALE”. Cioè, far emergere il vero IO eliminando (as-is) totalmente le considerazioni da lui fatte e poi abbandonate (not-is). Questa esperienza in qualche modo doveva essere resa disponibile. Ho accompagnato “L’Indipendologo” fin dal suo inizio. Era più che altro destinato a curare le ferite del passato. Poi è arrivato il blog “La Reception”, già più interessato alla filosofia di Scientology. Molti scambi di opinioni, sopratutto riguardo la parte finale del ponte (Richard). Così ho scelto il blog di Guido come terreno ideale per manifestarmi. I concetti legati al fenomeno “Andare su per il palo” sempre creano fortissime rotture di ARC perchè toccano l’aberrazione più profonda, più basica: “NEGARE SE STESSI”.

    Nella caverna di Platone: il prigioniero che è riuscito a scappare è stato massacrato dai suoi stessi compagni perché voleva convincerli a togliere le catene e uscire dalla caverna, che è fuori dalla caverna la vera realtà.

    In Matteo 7:6
    “… non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le pestino con le zampe e rivolti contro di voi non vi sbranino”.
    L’invito, ancora valido dopo duemila anni, che senza voler essere una offesa per nessuno, significa semplicemente che le cose di un certo valore spirituale possono essere accettate solo da coloro che sono abbastanza “puliti” da riconoscerle e dar loro il valore che hanno. Magari potrebbero anche attaccarvi (“sbranarvi”) vedendo le cose in modo troppo diverso dal vostro. Per loro non sarebbe un atto generoso, ma una minaccia; sarebbe come lanciargli delle pietre.

    A chi interessa: arhat8008@gmail.com

    • Grazie per le ulteriori spiegazioni Arhat, i tempi sono maturi per palesare il vero statico che noi siamo.
      Un abbraccio
      Guido

    • GB

      Grazie Arhat della condivisione. Molto bella e se ne percepisce l’autenticità. Infatti quando ho postato quello scritto del Pilota ti ho pensato.

    • Diogene

      Arhat hai scritto:
      “Ho accompagnato “L’Indipendologo” fin dal suo inizio. Era più che altro destinato a curare le ferite del passato. Poi è arrivato il blog “La Reception”, già più interessato alla filosofia di Scientology. Molti scambi di opinioni, sopratutto riguardo la parte finale del ponte (Richard). Così ho scelto il blog di Guido come terreno ideale per manifestarmi.”
      Siccome agli inizi de L’indipendologo c’ero anch’io ed ho continuato ad esserlo per passare poi a La Reception, sempre come Diogene, non mi ricordo di commenti o interventi con lo pseudonimo “Arhat” sul blog L’indipendologo.
      Ti chiedo, non per polemica ma per pura curiosità, hai cambiato nick name? Puoi indicarmi delle date da cui risalire ad alcuni dei tuoi personali commenti su L’indipendologo?
      Guido, da come ti risponde. sembra conoscerti e stimarti. Ma vorrei che fossi tu a rispondermi.
      Forse cambierò idea su di te, anche se resterò della mia opinione su quello che scrivi. Mi ricordo molto bene del tuo primo intervento qui a La Reception un paio di anni fa ed è anche semplicissimo andare a rivederlo, visto che hai mantenuto lo stesso modo di comunicare.
      Allora ci confidasti le tue tecniche di self auditing per “ispezione”.
      Non mi interessa quello. Vorrei solo sapere cosa hai postato anni fa su L’indipendologo, che tu dici di aver “accompagnato” fin dal suo inizio.
      Mi fai questa cortesia? io sono sempre Diogene, il (quasi) cinico.

  17. Arhat

    DIOGENE – Vorrei solo sapere cosa hai postato anni fa su L’indipendologo, che tu dici di aver “accompagnato” fin dal suo inizio.

    ARHAT – Diogene, ciao. È difficile in Scientology incontrare qualcuno che non abbia qualche penna bruciacchiata. Noi eravamo galline da spennare, ricordi? Anch’io ho qualche penna bruciacchiata, ma assolutamente non si compara alle drammatiche storie che ho conosciuto attraverso l‘Indipendologo. Personalmente non ho mai postato. Seguivo assiduamente l’Indipendologo perché volevo sapere la verità vera, la scena reale. E ho scoperto una scena orribile, molto distante dalla scena ipocrita da loro propagandata. Sicuramente l’Indipendologo mi ha permesso di accelerare, e molto, la mia indipendenza dall’organizzazione. L’Indipendologo mi ha dato la spinta che necessitavo per decidere di volare con le mie ali.
    Diogene, Gargamella, sono nomi che non si dimenticano.

    • Diogene

      Grazie Arhat per l’aggiornamento.
      Per me le parole hanno un senso, e quel tuo “ho accompagnato” non si “accompagnava” ai miei ricordi. Tutto qui.
      Anch’io è da un po’ che non sento quell’odore di bruciacchiato come una volta, ma adesso sto più attento agli accendini.
      Quello che però mi piace è che da qualche commento si accenda di tanto in tanto un fuocherello.
      Tu avevi infuocato gli animi con i tuoi primi post. Avrei preferito da te qualche fiammella nuova dopo un anno: “il Palo” è un déjà-vu.
      Avevi spiegato ben bene e risposto a tutto nel post “La Via di Arhat”
      (che invito a rivedere) e mi ha sorpreso il tuo ritorno nella mischia.
      Qui volano ancora gli stracci, sai? (ma solo quando Gargamella è uscito a far fascine… sssshh!)

      • Arhat

        È da più di trent’anni che non abito in Italia. Alle volte mischio i significati o invento parole nuove senza rendermene conto. Ho usato erratamente la parola “accompagnare”, ma ancora adesso non me ne vengono altre. Quale parola avrei dovuto usare? Grazie.

        • Arhat

          Forse, “SEGUIRE”?

          • Diogene

            @ Arhat
            Non voglio fare il maestrino, ma ti rassicuro sulla correttezza del tuo italiano, considerato che ormai da una trentina d’anni parli un’altra lingua.
            Questo non lo sapevo, però in linea di massima riesco a riconoscere chi scrive sul blog da come scrive, dato che ognuno ha il suo stile e la sua coerenza.
            Ti rispondo volentieri perché mi hai posto una domanda precisa.
            Se tu avessi usato il verbo “seguire” (= ho seguito L’Indipendologo fin dal suo inizio) non avresti sollevato le mie perplessità.
            Infatti, il verbo “accompagnare” nel contesto da te usato, pur non essendo morfologicamente sbagliato, suggerisce un significato di “compartecipazione” o di “sostegno” condiviso.
            Invece, “seguire”, in senso figurato, denota “interesse” senza un coinvolgimento attivo,
            Ormai la figura del maestrino l’ho fatta e dunque non mi resta che chiudere in bellezza, citando le definizioni che precisano la mia annotazione, con la certezza che almeno tu l’apprezzi.
            ACCOMPAGNARE: Associare la propria all’altrui presenza in segno di amicizia o cortesia, per offrire protezione o svolgendo funzioni di scorta: Esempio: accompagnò la ragazza fino al cancello Esempio: devo a. mia madre dal medico.
            SEGUIRE: tr. (fig.). Interessarsi a fatti, eventi, argomenti ecc., tenendosi aggiornato sugli sviluppi: Esempio: il ministro seguiva da Roma gli sviluppi della situazione Esempio: s. la politica. Locuzione: s. il calcio. Riferito a un programma televisivo o radiofonico, ascoltare con costanza

            Ti auguro un buon successo nel tuo viaggio spirituale.
            Spero che dove abiti splenda sempre il sole e che lì il “coronavirus” non arrivi mai.

  18. Marco

    dal libro “Super Scio” di The Pilot:

    “OT 3 è un arduo e complesso casino ricercato nei tardi anni 60, e la semplice tecnica di NOTs è del 1952! (guardate su i nastri del HCL, specialmente le due conferenze intitolate “Theta Bodies” – “Corpi Theta”).
    Ed hanno completamente mancato i process del 1953-54 sul maneggiare mock up di Thetan e farli blow ecc… (guardate il 3° ACC ecC.)”

    “Notate che non è mai esistito un procedimento in Scientology che abbia consistentemente prodotto key out OT.
    E’ sempre stata una selvaggia e casuale variabile.
    Non è mai stata investigata a fondo o determinata.
    Ron stesso ha ammesso in una delle conferenze del SHSBC (credo che sia su una chiamata “Carta delle Classificazioni e Gradazioni”) che non aveva alcuna idea del perchè occasionalmente si producessero key out OT nei procedimenti di Power.
    Il vero approccio per fare un key out OT è di provare un cartone pieno di tecniche e sperare di essere fortunati. Spesso riuscirete se la collezione di tecniche è abbastanza grande.”

    “(Ron) non è mai veramente andato oltre alle alte vette del 3° ACC e la moderna Scientology è forse solo il 10 – 20% di ciò che aveva a quel tempo.
    E anche quel picco non era sufficientemente alto da permettere il clearing di massa o produrre stabili OT superman.”

    Grazie GB di aver quotato The Pilot, molto molto interessante (a suo tempo anni fa l’avevo già letto, ma devo dire che rileggerlo mi ha impressionato).

    Ti posso fare una domanda: per te le cose che lui ha scritto a suo tempo sono valide anche oggi?

    • GB

      Beh credo che ognuno si possa fare una propria opinione personale solo dopo aver percorso i procedimenti. Non basta studiarli, vanno anche percorsi. Perché con le lattine in mano si ha una più corretta percezione delle cose che si maneggiano.
      Immagino che per Ron sia stato un gran casino riuscire a scoprire i datii OT3. Penso che sia stato proprio difficile farlo.
      Personalmente non sono per nulla interessato ai “miti scientologici”, che inveve pare sia per molti così attraenti. Quindi la storia di OT3 non mi interessa, vera o non vera. Perché? Per il fatto che è un implant. Quindi, chi non ci dice che anche la storia lo sia?
      Se ci perdiamo dietro alle storielle cadremo sempre nel tranello “trova il cattivo” (lo sport preferito dai paranoici e dsgli irresponsabili).
      Trovo, invece, geniale che Ron abbia creato un paio di platen, semplici, funzionali e sicuri, per far far blow a enormi quantitativi di massa del bank. E OT3 consiste in questo: un minuzioso lavoro di pulizia del bank.
      Quando hai in mano le lattine lo vedi. VEDI cosa legge e cosa no. E SENTI quando la massa fa blow. Quindi il risultato della ricerca di OT3 è geniale.
      Poi quella massa la si comprende meglio su NOTs e si realizzano tante cose che non posso approfondire qui.

      Personalmente io ho percorso anche il Power, la R6EW e il CC e sino molto contento di averli fatti. Per me sono stati estremamente utili. Non sarei come sono, ora, se non li avessi percorsi e percorsi con pazienza. Trovo, infatti, che sia un errore procedere velocemente sul ponte. È meglio approfondire il più possibile ogni gradiente. I vantaggi poi si sentono, perché i risultati sono stabili.

      Poi, dopo OT3, ho percorso l’OT7 originale. Anche quello è meraviglioso. Ora la mia KRC è notevole e ho sviluppato una padronanza incredibile del Solo auditing (pensare che all’inizio mi sentivo così insicuro di potercela fare).

      Su queste basi ho percorso NOTs con molta sicurezza fino alla fine. E ora sto portando avanti una ricerca che mi sta dando grandi soddisfazioni.

      Purtroppo è vero, come dice il Pilota, che manca qualcosa… ad esempio la tech del processing creativo non è mai stata codificata adeguatamente. È stato detto molto, ma codificato poco. Codificato in modo da renderlo facile e pienamente funzionante (ma c’è che chi se ne sta occupando e magari presto ci farà sapere qualcosa). Così l’OT4 originale potrà dare molto di più verso OT.

      Anche la questione dell’esteriorizzazione non è sufficientemente codificata… ma ci stiamo lavorando.

      Quindi Ron ha cercato di fornire mappe. Molte le abbiamo. Ma è pur vero che nessuno è ma riuscito a creare un OT stabile.
      Perché avviene l’OT key-out? Non è codificato. Se si sapesse veramente cosa accade, allora lo si potrebbe riprodurre, proprio come avviene nei livelli inferiori del ponte.

      Peccato che molto materiale estremanente interessante si trovi solo in inglese. E alcuni testi poi non siano più stati ristampati.

      Ma ce la stiamo facendo, siamo nella direzione giusta. Ho le mie conferme soggettive e oggettive.

      L’anno scorso scrissi che avremmo risolto una volta per tutte la questione dei GPM. Così è stato. Ora tutto questo è stato risolto e codificato.

      Anche per la questione OT, oggi posso dirlo, siamo sulla strada giusta.

      • Diogene

        Ottime, incoraggianti notizie, GB!
        Finalmente informazioni interessanti anche per un miscredente come me, che tuttavia non disprezza i valori costruttivi delle pratiche spirituali.
        Pur sapendo (anche per esperienze personali) che non tutto si può descrivere a parole, ritengo però che, grazie ad una buona affinità maturata negli anni, sia possibile trasmettere anche ad altri in modo realistico le proprie sensazioni e le proprie certezze.
        Un plauso specialissimo va però a chi, come te, racconta i propri dubbi e le proprie insicurezze, motivandole con competenza e razionalità.
        Questo sostiene la verità più di qualsiasi “successo” sbandierato per convenienza o inconsistente PR.
        Per me è inconcepibile un OT che non sappia reggere un confronto schietto e razionale. Forse non sbagliano quando gli fanno rifare i TRs.

      • Marco

        Grazie dei tuoi commenti GB.
        Ok comprendo perfettamente che una persona può capire solo dopo averli percorsi, non basta averli studiati, vero. Ma è anche vero che molti li hanno studiati ed anche percorsi e però non dicono le cose che dici tu riguardo ad OT3 (“è un implant”)… forse perché erano presi (suggestionati) dalle balle della Cof$ (oppure di per sé più semplicemente la Cof$ non ne ha capito un fico secco).

        Scusa se ne approfitto, ma l’argomento è stuzzicante: secondo te anche LRH avrà capito che OT3 è “semplicemente” un implant, e non una tragedia realmente accaduto? Lo chiedo perché cosi mi faccio un’idea di quanto possono essere difficili determinanti implant… cosi difficili da far credere che siano veri per cosi tanto tempo e persino alle persone cosi tanto avanzate a livello di ricerca e sviluppo come LRH.

        Già che ci sono ti chiedo se la procedura di OT3 è dunque una procedura che maneggia cose “non realmente successe/vere”, ma che funziona ugualmente (in termini di successi e risultati) e dunque quel che conta non è la verità, ma i risultati ottenuti. Come dire che “stare al gioco/mistificazione per raggiungere un risultato”, conta di più che non stare a ricercare e scoprire la verità? Ogni mezzo che porta alla libertà è buono…

        Scusa se sono petulante… ti confesso che forse è perché cerco di capire come mai non mi viene nessuna voglia di fare OT3. Ma invece ho molto molto interesse per maneggiare le GE del corpo, ovvero di capire che relazione ha il Thetan con il corpo, da causargli di restare cosi tanto intrappolato in esso.

        • GB

          Ron scrive nel pacco di OT3 che in quell’evento fu implantata la R6. Quindi l’implant è avvenuto.
          Il fatto di considerare che tutto l’evento, quindi anche la storia, potrebbe far parte dell’implant è una mia ipotesi. Se Ron l’avesse pensata così forse non avrebbe creato la Sea Org… non pensi?
          Poi c’è anche da considerare che per la CofS tutta questa “mitologia” e mistero, a mio parere, fanno parte di una strategia di marketing. Vuoi diventare paladino dell’umanità (anzi, della galassia)? Bene, firma qua e sgancia i dané.
          Come sai, io non ho mai fatto parte della CofS quindi la questione non mi prende.
          Non posso dirti cos’avesse in testa Ron, ti posso dire qual è stato il mio atteggiamento:
          verificare di prima mano. Dato che non sono un credulone (avevo anche pensato che avrei potuto trovare read sul meter solo per il fatto di crederci) ho verificato personalmente. OT3 funziona: trovi masse che hanno read e rispondono agli incidenti dei platen. Dopo aver percorso non ci sono più. Man mano che percorri ti senti sempre libero.
          Quando hai terminato OT3, perché non trovi più masse, vai avanti sul ponte. E scopri che le masse non sono tutte uguali. Molte non rispondono alla tech di OT3. Per questo si utilizzano altre tech descritte nel pacco di NOTs. Poi può ancora accadere che trovi qualcosa che risponde a OT3, ma la tua “cassetta degli attrezzi” ora è ben fornita e maneggi ciò che trovi con le tech a disposizione.
          Comunque chi ha attestato Clear deve procedere, perché quelle masse lì agiscono a discapito della sua volontà e, quando accade, il Clear s’invalida.
          Con il CC e OT2 gran parte di esse vengono cancellate, altre “risvegliate” o “portate a galla” (sono solo metafore) e fanno blow solo con le tech successive.
          Quindi perché fermarsi, è meglio andare avanti: è una scoperta continua di te, del funzionamento del bank e una spendida opportunità di liberazione.

          • Marco

            Grazie mille delle tue spiegazioni GB, sei veramente molto disponibile.
            Ricevuto e capito: è tutta roba da tirar via… grazie!

  19. Arhat

    @ Diogene
    Grazie, ciao.

  20. MISTER X

    A proposito di tech e di marketing dopo OT 3 viene “spinto” il soggetto di NED per OT. La tech di Dianetics è il soggetto che maggiormente ottiene interesse dai casi. Il motivo è sicuramente legato al ritornare e sperimentare engram per catene su tutta la traccia. E’ vitale che venga chiarito il soggetto della carta dei gradi così da non confondere le persone e orientarle in modo corretto sul ponte. Mettiamola così:fino a Clear la persona maneggia la sua propria traccia . Dopo Clear ci si occupa di altro. Sul percorso alternativo e su Ot 2 stiamo ancora parlando di propria traccia (implant). Su OT 3 avviene il grande balzo dove ci si occupa di altro caso. Finito OT 3 e fatto il 4 si viene maneggiati per muoversi su NED per OT. E’ qui che casca l’asino. NED per OT significa semplicemente che la tech di NED viene applicata non alla prima dinamica se stessi ,(il che non sarebbe possibile visto che la persona è Clear e non ha piu’ engram),ma al soggetto stesso di OT 5. Poi avviene che ,quando la persona si trova in session a ricevere OT 5 non si rende neanche conto che viene percorso il caso di NOTs con la tech di Scientology. In poche parole Il dato che un Clear non può percorrere Dianetics viene esteso anche al soggetto di NOTs. E’ stata promossa un tech al fine di vendita ma non di consegna. In sintesi è vitale percorrere accuratamente e completamente tutta la tech fino a Clear per maneggiare la prima dinamica e occuparsi dell’altro caso per maneggiare l’altro caso.

    • GB

      La CofS ha la tech per percorrere Dianetics su Clear e Ot. Tutti gli auditor di classe XII la conoscono. Fa parte degli Ls.

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