Uomini e (o) Dei

…In fondo, abbiamo l’uomo come animale.

Decisamente l’uomo come animale.

Lo vedete? In cima alla scala, in extremis, abbiamo l’uomo come dio…

(tratto dalla conferenza di LRH del 28 gen 58 “L’uomo l’animale, l’uomo il dio)

 

Ecco di seguito una realizzazione (cognition) di un indipendente,

un interessante punto di vista su cui possiamo disquisire!

Non ci sono buone ragioni per credere che ci sia un solo Dio.

Non c’è motivo per cui noi, individualmente e collettivamente, non siamo – ciascuno di noi – de facto l’unico capo di questo e di tutti gli altri universi. Penso che non sia solo la verità ultima, ma l’esperienza ultima di gioia.

Per prima cosa, gli individui crescono e crescono e crescono sempre, quindi diventare il padrone ultimo dell’universo è solo una questione di esperienza e di pratica.

Secondariamente, perché un qualsiasi Dio, anche se ce ne fosse uno solo, non vorrebbe che altri individui crescessero e continuassero a crescere fino a ché non fossero diventati uguali a lui? Dio ovviamente vuole degli amici e un Dio non può avere amici veramente eccellenti e di alto livello a meno che non siano, o alla fine diventino, uguali a lui.

Voglio dire, davvero, pensate al fatto che, anche quando un Dio gioca la parte di essere un malvagio, convincendo persino gli altri a diventare malvagi, è comunque il Dio veramente intelligente che conosce la semplice verità di base che le cose non possono andare come vuole lui senza la partecipazione/accordo di altri esseri.

E l’unico modo per ottenere pieno accordo e partecipazione è portare gli altri al proprio livello di comprensione intellettuale ed emotiva.

Quindi un dio/il Dio può avere giochi o amici solo rendendoli uguali.

Persino Dio non vuole essere solo.

Ognuno di noi è un essere creativo e non abbiamo limiti noti nel fare qualsiasi cosa possiamo immaginare. Per ogni pensiero di fare qualcosa è solo una questione di continuare a spingere in avanti e verso l’alto fino ad ottenere un compimento.

Anche se, alla fine, devi – e puoi – convincere tutti a iscriversi e iscriversi, tutto è comunque veramente ottenibile con la Persistenza che gli eterni infiniti esseri / Dio / dei hanno come loro potenziale.

E non importa quanto stupidi e per quanto tempo ci comportiamo da stupidi, abbiamo ancora il potere di Dio infinito ed eterno di fare qualsiasi cosa desideriamo.

Questo mi ricorda, ad esempio, quando si lavora in un’azienda o si vive in una famiglia in cui “tutti pensano di essere il capo”, nel senso che sono effettivamente l’essere supremo, e la verità è che lo sono davvero. Ognuno di loro da solo può rallentare, fermare, migliorare o espandere qualsiasi attività, sentimento o pensiero dell’intero gruppo.

Provate solo a fare qualcosa senza che tutti siano d’accordo, non ci riuscirete. Lasciatemi spiegare: Tutti devono arrivare ad essere d’accordo, con un accordo volontario o imposto, altrimenti non verrà fatto nulla.

Alla fine, qualcosa di simile all’idea originale verrà, ma qualunque cosa sia, giungerà a buon fine solo quando gli esseri-Dio-dio arriveranno consapevolmente o inconsapevolmente a concordare su di essa.

Anche se ognuno di noi è individualmente il Dio e l’unico padrone dell’universo, nessun singolo Dio ha la libertà di fare qualcosa senza venderla a tutti gli altri dei in modo che tutti siano d’accordo e partecipino.

È come se, per esempio la natura stessa del Vero Statico imponga la verità che esiste un “pulsante di lancio nucleare” per tutti gli Esseri Supremi.

Ognuno di noi, stupidi bastardi o meno, ha una chiave e una toppa in cui inserire l’attivazione di ogni pensiero, sentimento o attività – e senza un tale inserimento unanime della chiave, niente viene fatto, niente si sente, e non si verifica nemmeno alcuna attività di pensiero.

Ogni pensiero è un pensiero di gruppo e come pensiero di gruppo è condiviso da tutti gli individui. Queste idee non sono contraddittorie, anche se all’inizio può sembrare così.

Ogni Dio migliora o blocca automaticamente ogni altro Dio in tutto ciò che uno Statico tenta o pensa. Siamo individui ma non possiamo nemmeno avere un pensiero che non ottenga una chiave e l’accettazione di tutti gli altri Dei — sì, di tutti.

Ogni Dio qui sulla Terra è specializzato in qualunque area sia impegnato, ma ciascuno svolge ancora il proprio ruolo nel premere quei pulsanti nucleari e anche tutti gli altri pulsanti. Anche quegli Dei che sono ciechi e quelli che non pensano di inserire le loro chiavi nella consolle, hanno già inserito le loro chiavi di accesso, il che significa che almeno stanno facendo come gli è stato detto o hanno sentito altri menzionare quelle certe idee come la cosa da fare.

E la cosa divertente e orribile è che noi Dei continuiamo a creare nuovi Dei con uguale potenza ogni volta che postuliamo qualcosa. Questi postulati, non importa quanto piccoli o banali, sono in realtà entità viventi, esseri viventi.

Tutte le entità sono automaticamente Dei al momento della creazione e anche loro hanno le chiavi di tutte le consolle e dobbiamo persuaderle, appellarle ed educarle tutte a fare qualcosa di rispettabile!

In altre parole, devi avere un numero tremendo di “Mi piace, condivisioni e commenti” da ogni Dio per fare qualcosa, anche per fare le cose cattive.

Il Vero Statico è composto sia da un numero sempre crescente di individui che da un collettivo in continua espansione di nuovi pensieri e attività, ma non vedo nulla di sbagliato in questo. In realtà, pensiamoci, lo vorremmo in un altro modo a lungo termine? No, credo di no. Noi / Dei Statici vogliamo quell’espansione. È l’unica cosa che ha senso per me.

Parte del divertimento di scrivere nuovi copioni di vita per gli altri e per noi stessi sta nel venderli e nel far loro ottenere una grande popolarità.

Dobbiamo imparare a scrivere e vendere sceneggiature di vita ad altri che siano altrettanto divertenti e interessanti quanto le sceneggiature cupe e tenebrose attualmente in voga.

Gli Dei devono essere incoraggiati, istruiti o persuasi a non mettere le loro chiavi nella consolle del pulsante nucleare, invece, dovrebbero mettere le loro chiavi in qualcosa di positivo e divertente.

M.

20 commenti

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20 risposte a “Uomini e (o) Dei

  1. Diogene

    Le idee sono la fonte delle azioni, non i postulati come definiti in scn.
    Se non ci sono idee, non ci sono postulati, non ci sono azioni conseguenti.

    IDEA – def. 1) Ogni risultato dell’attività del pensiero sul piano teorico o pratico: Esempio: l’i. del bene e del male; l’i. dello spazio; idee chiare o confuse.
    Contenuto mentale astratto, talvolta gratuito o fallace: è solo una tua i.
    IDEA – def. 2) Principio determinante, atto a tradursi in una visione programmatica di vita o a realizzarsi in una scelta pratica nel campo estetico, scientifico, tecnico o anche politico: l’i. cristiana, marxista non tutti hanno le stesse i. l’i. centrale del romanzo ha avuto un’i. geniale.
    POSTULATO – (FILOS). Principio riconosciuto valido senza prove né dimostrazione, allo scopo di spiegare determinati fatti o di costruire una teoria.

    Si possono vendere a tutti una stessa idea, ma le azioni che ne derivano saranno tutte diverse per ognuno che le realizza.
    Questo è il mio teorema. (MAT). Proposizione dimostrata logicamente.

    Ogni persona di buona volontà avrà sempre il mio rispetto, ma non sempre la mia approvazione.
    Per quanto riguarda il discorso degli dei in divenire ci aggiungerei una infinità di infinità. Qualunque sia l’onnipotente dio regnante può continuare a rimanere serafico. Perchè se lui è tutto, nel tutto c’è di tutto e pure il niente.
    Che gli manca?
    Noi invece siamo strani perchè ci facciamo strane idee. Ma c’est la vie.

  2. S E A L

    Hubbard sosteneva che nel nostro universo personale siamo tutti monarchi. In esso dovremmo essere in grado di cambiare, variare e distruggere tutto ciò che abbiamo creato, ma nella misura in cui il potere di fare queste cose è limitato, il nostro regno si restringe. All’interno di questo universo, le immagini della memoria e le immagini creative hanno una somiglianza complessiva, poiché il materiale contenuto nel primo è in gran parte attinto dal secondo, mentre l’occlusione traumatica che colpisce l’una si diffonderà all’altra.

    Ovviamente, quindi, ci sono tanti universi personali quanti sono i Thetan e ognuno di noi conosce questi “Universi degli altri” nello stesso modo in cui conosciamo l’universo MEST: per percezione. Allo stesso modo, siamo influenzati dagli universi degli altri nello stesso modo in cui siamo influenzati dall’universo MEST, ma poiché i nostri mezzi di comunicazione sono aumentati dal mezzo del linguaggio, l’impatto è maggiore e di più ampia portata. Gli universi di altre persone sono responsabili della restimolazione della maggior parte del materiale nella parte occlusa e reattiva della mente.

    La domanda è: queste esperienze traumatiche che influenzano la sezione del ricordo e, come sembra probabile, anche quella della percezione (e quindi almeno la metà del nostro universo personale) sono responsabili della riduzione della nostra capacità creativa e immaginativa?

    • Laky

      Certo che si ; è come avere un ferrari che va a due cavalli e un asino.

    • LIBERO

      Ciao Seal, secondo il mio modesto parere, il ricordo e la percezione non riducono e non hanno effetti sulla nostra capacità creativa all’interno del nostro universo, non sono aberrativi, sono e possono diventare una parte creativa. Da mia esperienza personale, audendomi per molti anni, alla fine ho notato che certi stati di essere negativi, nel mio universo non sono nient’altro che abitudini emozionali autoimposte. Non è possibile vedere il mondo stupendo e splendente e allo stesso essere in conflitto e in guerra con se stessi. Bisogna ripristinare anche il proprio universo.

      • Diogene

        Bella risposta ad una domanda impegnativa alla quale non si può rispondere senza tenere in considerazione l’interdipendenza tra la mente reattiva e la mente razionale e l’interdipendenza tra gli universi dei singoli e l’appartenenza ad un universo da condividere.
        Non sono argomenti di poco conto, ma ritengo che le persone che frequentano questo blog ne abbiano sufficiente conoscenza.
        Quindi propongo anche un altro modo di osservare la cosa.
        Noi viviamo (almeno così lo concepiamo) in un continuo presente.
        Non possiamo fare a meno dei ricordi, perché è questo retaggio che ci permette di vivere la “realtà del presente” come la conosciamo.
        I ricordi sono indispensabili per decodificare il mest come ci appare.
        I ricordi, le esperienze condivise nel passato, sono il collante di un intero universo che chiamiamo realtà.
        Ma dal nostro osservatorio in tempo presente (questo tempo presente che dura meno di un attimo) noi “vediamo” il futuro.
        Non può essere che così, se siamo in grado di “vedere” l’attimo (o il secolo) passato.
        Effettivamente, noi stiamo sempre creando solo il nostro personale universo, perché stiamo immaginando un futuro che ancora non c’è.
        Ma il nostro singolo universo non è separato dagli altri universi, perciò finiamo per adeguare la nostra creazione a quelle di altri e per fare questo ricorriamo ai ricordi che anche quegli altri possono ricordare.
        Certamente la creatività viene condizionata, ma questa è la regola fondamentale del gioco a cui tutti vogliono o devono giocare.
        Bisogna quindi tenere in costante esercizio la nostra “capacità” di essere creativi, avere un’alta considerazione della nostra “capacità” di ideare, di immaginare, di fantasticare, perché nel farlo stiamo realmente “creando” il nostro futuro.
        Il fatto innegabile che altre forze o intenzioni cerchino di impedire la realizzazione dei nostri sogni non significa necessariamente che ci sia impedito di sognare. Anzi, la sfida ad essere ancor più creativi può spingerci a sognare più in grande o ad essere felici di ciò che siamo.
        Se mettiamo positività nel nostro futuro e attenzione positiva nel crearlo, possiamo far buon uso dei nostri ricordi, anche di quelli più negativi, e decidere se trasmutarli in energia favorevole o catalogarli come vecchi noiosi film.
        Ma ricorda: anche quando ti adagi su sogni fantastici, tu stai vivendo.

        • S E A L

          Grazie Libero per aver condiviso con noi feedback derivanti dalla tua esperienza diretta. Condivido con te che i ricordi del passato e le percezioni in PT non dovrebbero influenzare la capacità creativa del Thetan in quanto non sono di per sé abberranti.

          Laddove vi siano però esperienze traumatiche del passato, o più in generale episodi fuori responsabilità archiviati maldestramente nel deposito reattivo della mente, il potere analitico del soggetto diminuisce e con esso anche la capacità creativa che dovrebbe essere innata e naturale per un Thetan.

          È importante tenere presente che il corpo fa parte dell’universo MEST, non del nostro universo personale e questo universo personale, come l’universo materiale, ha apparentemente più di un mondo dentro di sé. In realtà ce ne sono tre anche se le differenze sono solo aspetti dello stesso processo theta.

          (I) Il mondo della percezione.
          (2) Il mondo della memoria.
          (3) Il mondo dell’immaginazione.

          Il nostro controllo su ciascuno di essi può essere elencato in modo simile. Possiamo (a) percepire o non percepire, (b) richiamare o non richiamare, o (c) creare o non creare. Tali capacità possono essere ridotte a causa di problemi di comunicazione tra il mondo esterno e il proprio universo interiore. Bellissimo a tal riguardo il commento di Diogene, si percepisce che hai riflettuto profondamente su questi argomenti.

          Ma allora possiamo invertire il processo? Possiamo ripristinare l’abilità immaginativa in modo che il Thetan possa riprendere il controllo dell’organismo e non essere influenzato dall’incidente traumatico?

  3. ARHAT

    RICHARD

    LARECEPTION 27/giugno/2015
    … L’errore, che mi risulti, non é mai stato individuato sino ad ora, eppure é sempre stato sotto gli occhi di tutti e si tratta di una cosa scritta da Ron.
    … Ok, dove risiede l’errore? Universo Fisico, formato da Materia, Energia, Spazio e Tempo. Questo Universo é composto SOLO da questi quattro elementi, una domanda ridicola potrebbe essere: ‘Avete mai visto un Thetan Operante?’ Credo che la cosa sia piuttosto difficile, come può un Thetan entrare in qualcosa nel quale gli é impossibile entrare? Eppure c’é chi afferma di aver sperimentato fenomeni di esteriorizzazione, cosa che affermo anch’io, ma dietro tutto ciò esiste un bel trucco.
    DIZIONARIO TECNICO, definizione n: 8 di Thetan: ‘in ultima analisi cos’é questa cosa chiamata Thetan? SEI SEMPLICEMENTE TU PRIMA CHE FACESSI IL MOCK-UP DI TE STESSO, questa é la definizione più pratica che io conosca. (5608c00).
    Bene, spero che mi stiate seguendo… comunque, questo significa che le attuali esteriorizzazioni sono una sorta di viaggio astrale, sono grandiose, terapeutiche e risollevano il tono dell OT, ma non sono il nostro risultato finale.

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    HUBBARD

    L’UOMO ANIMALE, L’UOMO DIO (conferenza del 28 gennaio 1958):
    …In fondo, abbiamo l’uomo come ANIMALE (la persona). Decisamente l’uomo come animale. Lo vedete? In cima alla scala, in extremis, abbiamo l’uomo come DIO (il Thetan).
    …Ora, chiediamo, come sono andate in pezzi le otto dinamiche? Come hai mai fatto ad andare in discesa su queste cose? Bene, la parte divertente è che nessun altro ti ha mai spinto in discesa su queste cose. Nessun altro ti ha fatto questo, per l’eccellente motivo che non erano in comunicazione con te. Non potevano averti fatto questo.
    Ma tu, creando i tuoi esseri, le tue immagini e le tue personalità (I tuoi alter-ego) e poi dissociandoti da loro (not-isness), hai determinato, in modo secondario, la caduta delle otto dinamiche. Lo vedi? Si sono svolte due azioni contemporaneamente. Ma eri inconsapevole di cadere nelle otto dinamiche. Eri molto più preoccupato di allontanarti dai mostri che avevi appena creato per divorarti.
    Così, come tu ti sei allontanato e individuato dalle tue creazioni, la caduta si è verificata sulle otto dinamiche. Hai iniziato ad avere sempre più un approccio individualizzato. La tua protesta contro le tue creazioni – che non erano più tue e non più sotto il tuo controllo – è stata tale che hai deciso di non creare. E così abbiamo la creatività che scende sulla linea come denominatore comune.
    Ora, in quanto tutto quello che dovevi fare era essere nella vecchia INDIVIDUAZIONE per riprenderti la sua vita o farla saltare in aria (fare blow, fare as-is l’alter-ego), quindi, impedire che le cose se ne vadano o spingere le cose dentro di te, ovviamente, scioglie l’automatismo e abbatte le barriere di individuazione. E, quindi, quando abbattiamo queste barriere, delle vecchie individuazioni, abbiamo semplicemente una persona che sale fino alla cima dell’ottava dinamica. Non dobbiamo fare nulla per metterlo in cima all’ottava dinamica, quindi, tranne eliminare le sue proprie interferenze con il suo stesso essere lì.
    (AD NAUSEAM, ANCHE IN QUESTA CONFERENZA HUBBARD AVVERTE CHE L’UNICA COSA CHE RISOLVE L’INTERO CASO È FARE AS-IS LE CONDIZIONI DI ESSERE ASSUNTE NEL PASSATO E MAI CANCELLATE: “LE GPM, GLI ALTER-EGO, I MOCK-UP DI SÉ STESSO”.)

    ASSIOMA Nº25:
    “L’Affinità è una scala di atteggiamenti che si allontana dalla co-esistenza dello Statico, passa per interposizioni di distanza e di energia, al fine di creare identità, e prosegue in giù fino a una stretta vicinanza, ma tuttavia mistero.”
    Con la pratica dell’Isness (Beingness) e della Not-isness (rifiuto di Essere), l’INDIVIDUAZIONE procede dalla Knowingness di un’identificazione completa, e scende attraverso l’introduzione di una sempre maggiore distanza e una sempre minore duplicazione, passando per le condizioni di Guardare (Lookingness), Manifestare Emozioni, Sforzo, Pensare (Thinkingness), Simboli, Mangiare, Sesso e via dicendo, fino a Non-Knowingness (Mistero). Fino a che non si è raggiunto il punto di Mistero, una certa comunicazione rimane possibile, ma persino a Mistero un qualche tentativo di comunicare permane. Nel caso di un individuo, si tratta di un graduale allontanamento dal credere di poter assumere una completa Affinità, per scendere fino alla convinzione che tutto sia un completo Mistero. Ogni individuo si trova in qualche punto di questa Scala da Conoscere a Mistero. Nella sua forma originale, il Quadro della Valutazione Umana costituiva la sezione “Emozione” di questa scala.

    LA VALENZA, COME FUNZIONA (Congresso sulle “MANI PULITE” Gennaio 1962):
    — “LA VALENZA È CIÒ CHE HA (che possiede) LE IMMAGINI. LA VALENZA HA LE IMMAGINI. OH-OH. (porco can!)
    — È LA VALENZA (il sostituto del SÉ) CHE HA LE IDEE. (porco can!)
    — È LA VALENZA CHE HA GLI “ORA DOVREI” (gli impulsi di agire). (porco can!)
    — È LA VALENZA CHE HA LE RELAZIONI INTERPERSONALI [Relazioni: legami di affinità, realtà e comunicazione esistenti tra due o più terminali (persone). Il Thetan non è un terminale, è uno Statico!].” (porco can! -> copiando Guido) (PORCO CANE é a expressão que todo o descendente de italiano fala quando quer expressar algo de ruim. 😤 😁)

    ANATOMIA DEL BANK E DELLA TRACCIA (Conferenza data il 14 Luglio 1964):
    NON C’È NIENT’ALTRO NEL BANK DI CUI DOVETE PREOCCUPARVI PERCHÉ TUTTI GLI ENGRAM, LOCK, SECONDARI, IMPLANT, TRAPPOLE PER THETA E TUTTO IL RESTO DI QUESTE COSE, SONO DEI LOCK SULLE GPM. ORA VOI DITE, POTREMMO ANDARE AVANTI E TROVARE CHE LE GPM SONO DEI LOCK SU QUALCOSA. SI, SONO DEI LOCK (alter-ego, simulacri del Thetan, mock-up di sé stesso) SU UNA COSA CHIAMATA THETAN.

    TRANCE IPNOTICA (Assiomi – Lettura del 20 Agosto 1954):
    “L’INTERA ESISTENZA IN QUESTO UNIVERSO IN REALTÀ VIENE GESTITA MOLTO SIMILE A UNA TRANCE IPNOTICA.” [La coscienza che “È” (NOI STESSI come Thetan: la parte divina), crede, ipnoticamente, che è la coscienza che “pensa” (l’ammasso degli alter-ego: la parte animale).]

    MECCANISMO DELLA PANTERA NERA (Dizionario tecnico):
    “Da pazienti e Dianeticisti è stato sviluppato un considerevole gergo, ED ESSI CHIAMAVANO ‘MECCANISMO DELLA PANTERA NERA’ IGNORARE UN PROBLEMA. Si suppone che ciò derivi dal assurdo di mordere le pantere nere. Ci sono cinque modi in cui un essere umano reagisce a una fonte di pericolo. Supponiamo che una pantera nera particolarmente irascibile si trovi sulle scale e che un uomo di nome Piero si trovi nel soggiorno. Piero vuole andare a letto. Ma lì c’è la pantera nera. Il problema è salire al piano superiore. Ci sono cinque cose che Piero può fare: (1) può attaccare la pantera nera (audire il caso); (2) può correre fuori di casa e fuggire dalla pantera nera (è pericoloso toccare la mente); (3) può usare le scale posteriori ed evitare la pantera nera (studia, studia, studia, ma non audisce il caso); (4) può trascurare la pantera nera (NOT-IS: ‘Sono una PERSONA felice, non c’è niente che non va in me.’); e (5) può soccombere alla pantera nera (rudimenti out).”

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    ARHAT

    “Le persone dell’alto management post-Hubbard, essendo subordinate alle GPM (realtà di loro stesse come terminali, come MOCK-UP del Thetan, e nessuna realtà come Statico), sono completamente inadeguate alla missione di concretizzare il completamento del Ponte.”

    “Non è l’Hubbard PERSONA (il pensatore) a cui va il merito della scoperta dei fondamenti di Scientology. Il merito della scoperta dei fondamenti va alla parte divina (lo Statico, il Thetan, l’IO fondamentale). È quella parte di Hubbard che è emersa dall’incoscienza di sé durante il fenomeno “Andare su per il palo” (improvvisa e fugace Illuminazione spirituale). La persona è il pacco degli ALTER-EGO, è il pacco dei MOCK-UP di SÉ stesso. È ingenuo immaginare che la persona possa produrre una tecnologia che faccia AS-IS sé stessa. È come credere che un cieco che non ha mai visto la luce possa sviluppare una teoria dei colori. L’unica cosa che la persona può fare è svolazzare da un pensiero a un altro nella vana speranza di trovare una uscita. Lo Statico nell’Homo sapiens non è libero, è subordinato alla persona: una gabbia fatta con sbarre di “solido” pensiero. Lo Statico subordinato alla persona, e perciò incosciente di sé stesso, si trova nella medesima condizione dei pesci del lago Tanganica: per lui i pensieri formano una barriera solida e insormontabile che lo spinge inesorabilmente sulle secche del MEST.”    

    “Il Thetan interiorizzato nel composto Homo sapiens è lontano dalla condizione “IO SONO”, ma non lo sa, perché vive in un inganno. Vive nella illusione di sapere che lui sa chi è. È una trappola perfetta. È uno schiavo, ma si crede libero perché non vede le sue catene! Al contrario, il Thetan libero: il Thetan senza i MOCK-UP di sé stesso, è autocosciente, è autosufficiente, è autonomo. È deserto di immagini, di forme e di modi di essere. È un punto di orientamento. Non ha bisogno di simboli (massa, significato e mobilità; pezzi di pensiero che rappresentano stati di essere nell’universo materiale; valenze) per essere. IL SUO DATO STABILE È LUI STESSO! Nessuna subordinazione, è la vera condizione di un vero OT. È questa la condizione che dobbiamo riconquistare. Infatti, nella prima parte del Fattore n°28 si ha: “La soluzione di OGNI problema qui posto consiste nel determinare (stabilire quale è l’uno e quale è l’altro, separare) punti di vista (l’IO fondamentale) e punti di dimensione (oggetti, valenze), …”. E nella definizione di Thetan abbiamo: “CON THETAN SI INTENDE: L’ESSERE SPIRITUALE CHE COSTITUISCE IL SÉ FONDAMENTALE [la nostra Beingness Divina; lo Statico libero e puro nella sua condizione di essere: ‘non subordinato agli alter-ego, non subordinato ai MOCK-UP di sé stesso’].”

    “ESSERE” un Thetan, versus, “CONDIZIONE DI ESSERE” una persona: “Accettare di prendere in considerazione una possibile verità che può non essere quella che sta dentro di noi richiede molto coraggio, ma è l’unica attitudine che rende fattibile una reale evoluzione del nostro status quo.”

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    NIETZSCHE

    “L’uomo è una pluralità che s’è immaginato unità. Ogni ‘io’ (gli alter-ego del Thetan) è superfluo. L’uomo è un cavo teso tra la BESTIA (gli alter-ego del Thetan: i punti effetto) e il SUPERUOMO (il Thetan: il punto causa).”

    PLOTINO

    “Durante l’esperienza mistica (andare su per il palo) non si ha bisogno di alcuna giustificazione razionale poiché si è in possesso di una ‘CERTEZZA ASSOLUTA’; soltanto quando l’attimo sia trascorso, il pensiero sente la necessità di ripensarlo e di ricostruirlo come valore (è lo sforzo della persona che cerca di dargli un significato intellettualmente accettabile) riscattandolo così dalla sua naturalità immediata.”

    ARISTOTELE

    “Non bisogna ascoltare coloro che dicono che, essendo uomini, si deve badare alle cose umane, e, in quanto mortali, alle cose che periscono. Si deve invece, per quanto possibile, diventare immortali e vivere secondo la parte migliore tra quelle che sono in noi (il Nous Poietikòs, il Thetan, lo Statico). Sebbene infatti essa sia piccola per massa (è uno Zero apofatico), è di gran lunga superiore a tutte le altre per dignità e potenza. E si converrà anche che ciascun uomo è questa cosa stessa, in quanto essa è quella principale e migliore (Lo scopo della filosofia è la ricerca e la scoperta della Verità ultima: il Sé divino, il Thetan, lo Statico).”

  4. GB

    “Quando io sgorgai da Dio, allora tutte le cose dissero: “Dio è”. Ma ciò non può rendermi beato, perché in questo mi riconosco come creatura. Ma nella irruzione, in cui sono libero del mio proprio volere e del volere di Dio e di tutte le sue opere e di Dio stesso, là io sono al di sopra di tutte le creature e non sono Dio né creatura, ma piuttosto quello che ero e quello che sarò ora e sempre”.

    Meister Eckhart (1260-1327)

  5. ARHAT

    Platone racconta che Socrate aveva un’allegoria per quanto riguarda l’esperienza mistica:
    Supponi di essere stato incatenato in una grotta per tutta la vita. Dietro di te si accende un fuoco e accanto a te siedono una fila di altri prigionieri. Tutto ciò che tu e i prigionieri conoscete della vita è l’esperienza di guardare le ombre danzare sulla parete opposta a voi e le interpretazioni condivise di ciò che vedete. Tuttavia, per caso un giorno, le catene di uno dei prigionieri si rompono ed egli fugge nel mondo esterno. Sente un immenso senso di espansione e felicità. È consapevole di sperimentare una realtà più ampia, più completa e coinvolgente di quella che potrebbe vedere nella caverna. Il suo istinto naturale è di tornare a liberare i suoi simili.

    In una certa misura, siamo tutti prigionieri nella caverna delle nostre esperienze passate. Ogni visione del mondo diventa una caverna nel momento in cui viene presa per la realtà.

    Ecco come viene percepita un’esperienza mistica: è come un lampo di verità che ti libera dal tuo limitato senso di sé e ti dà un assaggio di una realtà che in qualche modo sembra più concreta.

  6. Diogene

    Mio fratello è morto esattamente due anni fa.
    Era stato un pioniere della scientology italiana, staff per 5 anni all’org di Milano dal 1976.
    La sua storia andrebbe raccontata per quanto essa sia emblematica dell’irrispettoso trattamento che la “chiesa” di scn riserva anche a chi ha contribuito molto alla sua iniziale crescita.
    Nessun “parrocchiano” l’ha ricordato. Nessuno.
    Lui concluse il suo contratto e se ne tornò a casa, poco prima che la polizia
    irrompesse nelle org e le facesse chiudere in attesa dei processi che ne seguirono. Non venne mai “dichiarato” né imputato. Solo dimenticato a se stesso, con una vita da ricominciare. Fortunatamente in famiglia.
    Ma non è per questo che sto scrivendo di lui.
    Potrei anche confermare che da due anni non si è fatto più sentire e che nessun segnale da parte sua è arrivato dall’aldilà che tutti ci attende.
    Non è per nulla strano, è un fatto ben conosciuto. Anche il massimo ARC di questo mondo rimane in questo mondo.
    Dicono che le preghiere raggiungano i defunti, che i pensieri mirati riescano a oltrepassare il velo che impedisce uno spirituale abbraccio.
    Dicono… dicono tante cose. Nessuna prova evidente.
    Tuttavia, qualcosa di chi muore sopravvive. Questo è evidente.
    Continuano a vivere in noi immagini e sentimenti condivisi, un’eco di personalità forti o sbiadite, qualcosa d’invisibile che ci accompagna, come in quei momenti vissuti in lontananza tra due persone amiche con la certezza che loro, da qualche parte, “sono”.
    Mio fratello ha dedicato alla musica la sua vita, senza rincorrere il successo ma con genuina passione. Era il suo modo di comunicare.
    Avevamo cominciato insieme a suonare, da giovanissimi, finché non fummo attratti e divisi dalla novità di scn.
    Per me, suonare non restò più per molto in cima alle mie priorità. Per oltre quarant’anni non ho più toccato uno strumento.
    Fino al lockdawn. Qualche mese fa la pandemia ci ha costretto in casa.
    Pensavo a mio fratello, uno di quei giorni, e ho tolto la mia vecchia chitarra dall’armadio e l’ho accordata.
    Non ho mai pensato di essere un bravo chitarrista e non lo sono.
    Ma come ho messo le mani sullo strumento, ho capito che sapevo suonarlo con una disinvoltura insolita e inaspettata.
    Sto continuando a suonare per me. Per la sorpresa dei miei figli e per la gioia delle mie nipotine.
    Riconoscente allo spirito del mio piccolo grande fratello.

    • GB

      È molto toccante ciò che hai scritto Diogene. Penso che a tuo fratello farebbe piacere che sia tu a ricordarlo nel modo in cui lo stai facendo.
      A me resta nostalgia per i cari che non si possono più contattare su questo piano. Gli unici contatti li ho spesso avuti in sogno, sogni così reali che comunque mi hanno dato la soddisfazione di un abbraccio e di qualche altra risata assieme.

      • Diogene

        Grazie GB
        Se una musica incanta da duecento anni, cos’è il tempo?
        Se chi la suona arriva dalla profonda Cina, cos’è lo spazio?
        Se da un pianoforte esplode una magia avvincente, cos’è la materia?
        Se una passione ti pervade fino a trascendere, cos’è l’energia?
        Solo quando ci sorprendiamo a sorprenderci, capiamo CHE siamo.

  7. ARHAT

    ARHAT

    Il libero arbitrio è un concetto spesso messo in discussione, dati gli innumerevoli legami di ogni tipo cui l’uomo è costretto pur ritenendosi “libero”.

    ——————————

    ALBERT EINSTEIN

    “Se la luna, mentre completa il suo eterno viaggio intorno alla terra, ricevesse il dono dell’autocoscienza, sarebbe certamente convinta di stare viaggiando secondo la propria decisione lungo la sua strada con la forza di una decisione presa una volta per tutte. Allo stesso modo un Essere dotato d’intuizione superiore e di una più perfetta intelligenza che osservasse l’uomo e le sue azioni, sorriderebbe dell’illusione umana che lo spinge a credere di poter agire secondo il proprio libero arbitrio.”

    ——————————

    SIMONE WEIL

    “L’universo tutto intero non è che una massa compatta di obbedienza. Gli esseri dotati di ragione che non amano Dio (che non si riconoscono nello Statico) sono soltanto frammenti della massa compatta ed oscura. Anch’essi sono tutti interi obbedienza, ma solo al modo di una pietra che cade. Anche la loro anima è materia, materia psichica, sottoposta a un meccanismo altrettanto rigoroso quanto quello della forza di gravità. Anche la loro credenza nel proprio libero arbitrio, le illusioni del loro orgoglio, le loro sfide, le loro rivolte, tutto ciò non sono che fenomeni altrettanto rigorosamente determinati quanto la rifrazione della luce.”

    “Il peccato in me dice ‘io’.” (‘io’ -> la persona: la parte animale)

    “Io sono tutto. Ma questo lo è Dio, e non è un io.” (Dio -> lo Statico: la parte divina)

    “Il male è la distanza tra la creatura (l’‘io’) e Dio.”

    (Sopprimere il male è l’operazione che la Weil chiama de-creazione. Cioè, fare “as-is” le nostre creazioni, i nostri alter-ego.)

    • LIBERO

      La responsabilita viene sempre dopo il libero arbitrio… Puoi sempre decidere di fare una rapina in banca, nessuno può inpedirtelo. Dopo cmq paghi x le conseguenze delle tue azioni. Subentrano le responsabilità… Giusto?

      • GB

        La parola “responsabilità” letteralmente significa “abilità a rispondere”, cioè sia la capacità di rispondere con l’azione a ciò che ci circonda, sia di rispondere alle conseguenze delle nostre azioni. Dato che si tratta di un’abilità è implicito il concetto di consapevolezza. Libertà e responsabilità esistono nella misura in cui si è consapevoli.
        Senza consapevolezza non c’è libertà di scelta e quindi non c’è causatività consapevole. Senza consapevolezza non c’è responsabilità degli effetti causati.
        Prendiamo ad esempio un bambino: agisce ma non è consapevole delle conseguenze delle proprie azioni, quindi non è responsabile; per lo stesso motivo non è in grado di scegliere, quindi la sua libertà è limitata ad un semplice essere spontaneo. Una libertà matura invece è accompagnata dalla consapevolezza e quindi dalla responsabilità.

    • Candido

      Ma quante ne ha dette Einstein?? Più di tutti i mistici indiani messi insieme!!

      • Candido

        La querelle tra libero arbitrio e la predeterminazione è un classico dell’irrisolvibile come l’uovo e la gallina che nella realtà dell’universo fisico esistono e convivono felicemente insieme.

      • GB

        Candido, tranquillo, la frase non è di Einstein… Purtroppo in internet girano molte frasi fake. La frase è carina, ma se l’autore ci avesse messo il proprio nome sarebbe finita nel dimenticatoio… Così, un pò di autorevole alter-is ne garantisce la persistenza 😂.

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