Il valore dell’Universo MEST

IL VALORE DELL’UNIVERSO MEST secondo LRH


“Ora, come ben sapete, potrebbe esserci qualcosa di sbagliato nell’universo MEST. Potrebbe esserci qualcosa di sbagliato in esso.
… In primo luogo, nessuno ricava una qualsiasi utilità da questo universo. Non c’è uno spettacolo che l’universo MEST possa mettere in scena. … Alzi il sipario sull’universo MEST e non trovi niente lì. È solo vuoto. … Non c’è vittoria. … Il MEST non ha alcun valore reale …
State disfacendo un quadro molto strano, complesso e sconvolgente. … pensate che al vostro preclear piaccia una certa cosa, cercherà di aggrapparsi a qualcosa perché gli è piaciuta un po’, ma dopo averla esaminata per un certo po, all’improvviso… buum, scopre che non è così, che in un modo o nell’altro si era preso in giro.


… Ricordate che cosa vince il ragazzo che ha successo, vince MEST. E questo, ovviamente, è il trucco nel trucco nel trucco nel trucco. Dopo che un tizio ha vinto completamente l’universo MEST, con che cosa si ritrova? Dio lo aiut! Si ritrova con l’universo MEST. …


L’impulso naturale è fermare un’operazione che interromperà il ciclo chiamato universo MEST. … l’universo MEST non ha ancora lasciato andare nulla. Dopo che un tizio ha costruito qualcosa con l’universo MEST, appartiene ancora all’universo MEST. … Dice solo che è MEST. E così va avanti con questa catena infinita e quando finalmente finisce lui non ottiene nulla; non c’è ricompensa.


E come risultato netto che abbiamo, quando guardiamo questa immagine laggiù, vediamo un individuo che per vincere deve scendere dal tapis roulant del piccolo trucco/giochetto incorporato nell’universo MEST. Deve scendere da quel tapis roulant perché è puro inganno. … e gli vengono assegnati obiettivi e missioni, dovrebbe eseguirli e realizzare prodotti, tutto quel genere di cose – ognuna di queste è un trucco e una trappola.…


Quindi quello che sto cercando di sottolineare qui è che la confusione che è l’universo MEST non è per niente importante da affrontare neppure vagamente.


Tutto quello che dovete fare è riabilitare la capacità dell’individuo di gestire e creare il proprio spazio e la propria energia.

Tratto da una conferenza tenuta il 9 dicembre 1952

12 commenti

Archiviato in Casa Minelli

12 risposte a “Il valore dell’Universo MEST

  1. 1sripaultheta

    Grazie,Paul.

    >

  2. Billy Cage

    Il MEST è un mostro da cavalcare e addomesticare, credo che sia un errore ignorarlo ma soprattutto sopravvalutarlo. Secondo le mie modeste conoscenze é un nostro sottoprodotto dal quale alla fine ci siamo lasciati intrappolare. La sua attuale importanza risiede nell’imprescindibile priorità di doverci passare attraverso, pena il non liberarsene.
    Credo che Ron volesse intendere di quanto sia vano il desiderarne sempre di più ed in altri scritti (scusate la mancanza di riferimenti bibliografici) sottolineasse l’utilità di questo tangibile riferimento utile al nostro orientamento, vedi l’havingess che ci restituisce quando ammiriamo qualcosa che ci piace.
    In quanto esseri spirituali possiamo apprezzare quando questo caotico MEST si trasforma in qualche buon prodotto, lo dovremmo considerare un dono dopo quanto ci ha rubato, anzi di quanto glielo abbiamo lasciato fare.
    Non sono un fanatico della visione poetica delle cose, la natura ha le sue bellezze e le sua brutalità, il leone ci appare bellissimo finché non tiene tra le fauci una gazzella morente, l’alternativa era creare un MEST diverso o migliore.
    Probabilmente nessuno poteva prevedere quel che sarebbe avvenuto, costruire la gabbia rimanendoci dentro.

  3. ARHAT

    IL VALORE DELL’UNIVERSO MEST

    … In primo luogo, nessuno ricava una qualsiasi utilità da questo universo.
    … Ricordate che cosa vince il ragazzo che ha successo, vince MEST. E questo, ovviamente, è il trucco nel trucco nel trucco nel trucco. Dopo che un tizio ha vinto completamente l’universo MEST, con che cosa si ritrova? Dio lo aiuti! Si ritrova con l’universo MEST.
    … Un individuo per vincere deve scendere dal tapis roulant del piccolo trucco/giochetto incorporato nell’universo MEST. Deve scendere da quel tapis roulant perché è puro inganno.

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    DAL LIBRO DEI RIMEDI DEL CASO

    LO STATO DI THETAN OPERANTE
    Thetan Operante è uno stato di “ESSERE”.
    [C’è il puro “Essere” (privo dei MOCK-UP di sé stesso: oggetti) che è fuori dal tempo e quindi senza alcun movimento (Hubbard: “Il Thetan è la fonte di movimento che di per sé non ha alcun movimento.” Aristotele: “Il Motore Immobile è qualcosa che muove senza muoversi.”), ma l’Uomo crede che ci sia solo la “condizione di essere” (circostanze temporali riguardanti l’uomo come massa o terminale).]
    E un essere “causa su materia, energia, spazio, tempo, forma e vita”. Operante deriva da “in grado di operare senza dipendere dalle cose” e Thetan è la lettera greca theta (Θ), che i Greci usavano per rappresentare il “pensiero” o forse lo “spirito”, con l’aggiunta di una “n” per formare il neologismo secondo lo stile dell’Inglese moderno usato in ingegneria per creare parole. È anche Θn o “theta all’ennesima potenza”, intendendo con ciò senza limiti o immenso.

    /// DIZIONARIO TECNICO ///
    ESSERE: “Un punto di vista. Vedi anche THETAN.” (il Thetan atemporale senza “CONSIDERAZIONI” di identificazione con oggetti)
    CONDIZIONE DI ESSERE: “Essenzialmente, un’identificazione di sé con un oggetto.” (Il Thetan già con la “CONSIDERAZIONE” di essere un oggetto)
    CONDIZIONE: “Una circostanza riguardante una massa o un terminale.” (sono le “CONSIDERAZIONI” del Thetan in relazione ad un oggetto in un determinato momento)
    CONDIZIONI DI ESSERE, VEDI CONDIZIONI DI ESISTENZA: “Ci sono tre condizioni di esistenza. Queste tre condizioni comprendono la vita. Sono ESSERE, FARE e AVERE.” (sono le “CONSIDERAZIONI” del Thetan in relazione agli oggetti con i quali si trova identificato)
    [La disidentificazione dai MOCK-UP di sé stesso (oggetti) non è altro che il portare alla luce ciò che si è: ritrovare sé stesso come Thetan.]

    IL CONCETTO TRADIZIONALE
    In breve, un Thetan è uno Spirito individuale o un’anima o un’unità di vita o cinquanta altre cose che comunque si riducono tutte al concetto tradizionale della natura o essere spirituale dell’Uomo. Il più radicale, moderno pensiero, ha deviato per sentieri rischiosi ed ha annunciato, in contrasto con la filosofia più conservatrice e con l’opinione comune, che l’Uomo è un animale costituito da un cervello (il cervello non è la mente) e da ossa e che non possiede nessuna anima. Questo deve aver fatto sentire, coloro che hanno creato quella curiosa scuola russo-germanica, meno colpevoli per quanto hanno fatto agli uomini nelle guerre e nella scienza. Ma ci vuole molto più di uno psicologo marxista per cambiare per sempre la filosofia fondamentale di ogni uomo, infatti almeno il 99, 99% della gente della Terra crede ancora di avere un’anima o di essere un’anima [Aristotele divide l’anima in due parti: nous patetikòs (la mente relativa) e Nous Poietikòs (lo Spirito assoluto)]. Solo coloro che cercano di rendere l’Uomo schiavo tenterebbero di “piazzare” l’idea di un “uomo senz’anima”. Il resto di noi è ancora ben attaccato al concetto che siamo Spiriti o esseri spirituali e che andiamo da qualche altra parte quando “moriamo”.

    LO STATO FINALE
    Divenne presto alquanto evidente che la condizione spirituale poteva essere migliorata, e che il risultato ultimo di “causa su materia, energia, spazio, tempo, forma e vita” era possibile. Questo ora era lo stato finale. Thetan Operante: un superamento teoricamente raggiungibile della morte e dei travagli dell’esistenza mortale. Era un sogno, un sogno ardito, ma non un sogno nuovo. Come qualunque altra cosa che abbiamo in Scientology (le basi teoriche), si fonda sulla filosofia tradizionale [filosofia tradizionale o antropologia tradizionale: “corpo, anima (mente) e Spirito”]. Il pensiero quindi di ogni grande civiltà fino a questo secolo (il secolo venti e ora il secolo ventuno sono i secoli del materialismo, dell’antropologia materialista: “corpo e psiche”, dove lo Spirito è stato completamente dimenticato), non solo ne avrebbe afferrato il significato, ma stava cercando di raggiungerlo. Cita un grande nome della storia della filosofia. Bene. Stava tentando di raggiungere OT per mezzo dell’investigazione della Vita, del Pensiero, dell’Uomo o della Ragione delle cose. Soltanto negli ultimi decenni il sogno è stato messo in discussione da alcuni radicali. E ci vorrebbe più di questi pochi ribelli per distruggere uno dei grandi sogni dell’Uomo: IL SOGNO DELLA LIBERTÀ DEL SÉ (del Thetan, dello Spirito), IL SOGNO DI ELEVARSI AL DI SOPRA DELLA VILE MATERIA.

    ————————

    PLOTINO: “L’Uno (la Causa Prima Increata del Fattore N°1: “Prima dell’inizio c’era una Causa e l’unico scopo della Causa era la creazione di un effetto.”) non può essere una di quelle cose alle quali è anteriore: perciò non potrai chiamarlo Intelligenza. E nemmeno lo chiamerai Bene, se Bene voglia significare una tra le cose. Ma se Bene indica Colui che è prima di tutte le cose, lo si chiami pure così.”
    (L’Uno può essere arguito solo per via negativa, dicendo ciò che esso non è: quella di Plotino è pertanto una teologia negativa o apofatica, assimilabile alle religioni orientali come l’induismo, il buddhismo e il taoismo. “Uno” è anch’esso un termine improprio, usato solo per distinguerlo dai molti.)

    SIMONE WEIL: “C’è una realtà situata al di fuori del mondo (conosceremo questa realtà solamente dopo essere ritornati alla condizione di Thetan consapevole di essere consapevole), cioè fuori dello spazio e del tempo, fuori dell’universo mentale dell’uomo, fuori di tutto quanto le facoltà umane possono afferrare.”

    MARCO VANNINI: “La sfera spirituale (il Thetan) costituisce una nuova dimensione ontologica, ovvero una realtà profondamente diversa, anzi, per molti versi opposta a quella della psiche (della persona), in cui una delle caratteristiche fondamentali è l’essere inattaccabile dalle circostanze, è una condizione che si può chiamare beatitudine, perché in essa non si ha, non si prova gioia, ma si è la stessa gioia. In questo senso non si ha beatitudine, ma si è beatitudine, perché questa non è una condizione accidentale e transitoria, come il piacere per il corpo e la felicità per la psiche, ma una realtà ontologica nuova.”

    NISARGADATTA MAHARAJ: “Io sono (come persona, come ego) pure abitudini di pensieri e sentimenti, grappoli di ricordi e impulsi. Tuttavia tutti gridano IO SONO (tutti si spacciano per il Thetan).”

    HUBBARD: “Sei uno Spirito (sei uno Statico atemporale), quindi un Dio, pienamente capace di creare lo spazio, l’energia, il tempo e tutte le cose. E lì ti accovacci, DIMENTICO DI TE STESSO e nascosto agli occhi di tutti fingendo essere una bestia (fingendo essere una persona) che cammina, mangia e muore.”

    OSHO: “Non esistono ricerche diverse per i diversi esseri umani. La ricerca è singolare, è una sola, è universale. Si ricerca il SÉ supremo (la Beingness divina, il Thetan). Si vuole conoscere: “Chi sono io?” perché ogni altra cosa è secondaria. Se non ci si conosce, qualsiasi cosa si fa è del tutto irrilevante; se non si conosce chi si è con chiarezza, l’intera esistenza che si conduce sarà del tutto futile.”

    ARISTOTELE: “Non bisogna ascoltare coloro che dicono che, essendo uomini, si deve badare alle cose umane, e, in quanto mortali, alle cose che periscono. Si deve invece, per quanto possibile, diventare immortali (atemporali) e vivere secondo la parte migliore tra quelle che sono in noi (il Nous Poietikòs, lo Spirito, il Thetan, lo Statico). Sebbene infatti essa sia piccola per massa (è uno Zero apofatico), è di gran lunga superiore a tutte le altre per dignità e potenza. E si converrà anche che ciascun uomo è questa cosa stessa, in quanto essa è quella principale e migliore.” (La mente analitica, la persona, è cieca alla realtà del Thetan.)

    • Billy Cage

      Salve Arhat, il drappello di illustri pensatori che citi, escludendo Ron, hanno indicato un META ma non il PERCORSO per raggiungerla (perdonami l’ignoranza per i contenuti delle loro opere complete, considero solo i sunti che hai pubblicato) . Approfitto maldestramente del tuo post per rendere partecipi gli amici del blog di un mio personale successo di auditing di oggi pomeriggio. Rispetto al circolo di amici che mi circonda, e comprendo anche te, sono ancora un’ apprendista su NED. Per tutti i 60 anni che ho vissuto sono stato tormentato da una massa che mi chiudeva come un tappo in un angusto spazio nella mia testa, lobo frontale sinistro per la precisione. Da questo ristretto spazio nel quale ero prigioniero, ho dovuto faticare non poco per stare al passo e far fronte alle questioni della vita, una posizione davvero scomoda e invalidante per ottenere risultati adeguati o appena appena decenti, insomma una gran fatica te l’assicuro. Tradotto in altri termini correvo con una zavorra, arrivavo, quando arrivavo , sfinito ai traguardi. Grazie al mio precedente auditor, campione di incoraggiamento e al mio nuovo attuale, finalmente e con mia sorpresa, relativa facilità, ho contattato un episodio che probabilmente è la base di questo malessere inspiegabile e cronico. In un remoto passato qualcuno mi ha “convinto” che dovevo starmene lì buono buono e che non avrei potuto far altro, poi se né andato lasciandomi per un tempo lunghissimo solo in un posto sperduto avendomi adeguatamente “istruito” ad essere il carceriere di me stesso. In questo episodio non vi era sonico, poca visio ma la completa emozione provata al momento dell’accaduto. Salto altri particolari che ho percorso ma ho “visto” il postulato e magia magia quella stramaledetta massa che mi impediva di estendermi e mi introvetiva ha fatto blow. La mia gioia è grande, mi restituisce la fiducia in questo cammino mai archiviato. Una gioia autoprodotta mi faceva ridere da solo in macchina, una volta giunto a destinazione, dalla terrazza di amici guardavo i tetti ma vedevo un insieme di tegole, distinte una per una, in rilievo, ed ognuna apparentemente uguale alle altre era invece interessante, le cose parevano più luminose come appaiono le foto retroilluminate e finalmente gioivo di esserci. Non mi dilungherò oltre ma é degno di nota il fatto che i miei occhi brillavano, cercavo quella massa ma non la trovavo più. Tornando ai tuoi argomenti, che ho utilizzato come pretesto, vorrei marcare la differenza tra gli autori citati e il nostro caro LRH. Sicuramente saggi e illuminati, hanno intuito la necessita di innalzamento degli esseri umani decaduti ma non colgo indizi di approccio al recupero delle loro potenzialità. Ribadisco e faccio ammenda delle mie lacune filosofiche ma l’approccio di SCN é unico, diametralmente opposto a qualsiasi altra pratica di miglioramento spirituale. Non si prefigge ad istruirti ed elevarti facendoti contenitore e fruitore di insegnamenti, semplicemente ti restituisce le tue perdute abilità.
      Signori tutti in piedi….

      • Complimenti Billy, ora la Cage si è dissolta!
        Guido

      • ARHAT

        Billy Cage dice: … il drappello di illustri pensatori che citi, escludendo Ron, hanno indicato un META ma non il PERCORSO per raggiungerla …

        Arhat: concordo.

        • ARHAT

          Billy Cage dice: … l’approccio di SCN é unico, diametralmente opposto a qualsiasi altra pratica di miglioramento spirituale. Non si prefigge ad istruirti ed elevarti facendoti contenitore e fruitore di insegnamenti, semplicemente ti restituisce le tue perdute abilità.

          Arhat: … avanzare sul ponte di Scientology significa vincere battaglie contro il caso (come la tua vittoria). Ma la guerra ( la meta di Scientology) sarà vinta solamente quando scenderemo dal tapis roulant del mest. E l’unico modo per scendere dal tapis roulant è recuperare la nostra identità come Thetan con l’abilità recuperata di “consapevole di essere consapevole”. Potremmo dire: “guada dove metti i piedi, ma non perdere di vista l’orizzonte.”

          Hubbard: “Sei uno Spirito, quindi un Dio, pienamente capace di creare lo spazio, l’energia, il tempo e tutte le cose. E lì ti accovacci, DIMENTICO DI TE STESSO e nascosto agli occhi di tutti fingendo essere una bestia (una persona) che cammina, mangia e muore.”

          • Billy Cage

            È giusto che tu sottolinei il più alto scopo di SCN, lo é anche il mio per amore verso me stesso, verso le persone che amo, verso i più fragili ed indifesi che saprebbero valorizzare un aiuto ed investirlo proficuamente, verso chi aspetta la sua occasione di riscatto e non ha ancora incontrato SCN, verso chi l’ha incontrata ma ne ha ricevuto solo soppressione, verso chi si chiede se potrebbe ritentare ….
            A quest’ultimi cito il motto dell’Alfieri che riassume la richiesta di farsi legare alla sedia dal suo domestico per assumere l’impegno di diventare un autore tragico: ” Volli, e volli sempre, e fortissimamente volli”.
            Io ho scelto la sedia dell’auditing e da lì non mi schiodo, poi mi occuperò del tapis roulant, dopo tutta questa sudata sarà bello farsi una doccia con la luce dell’alba di una nuova era.

  4. Billy Cage

    Diario di un pc in trasferta

    Per la cortese concessione di chi mi pubblica, per chi ha la bontà di rispondermi e per chi ha la pazienza di leggermi darò un po’ di massa al mio pseudonimo. Sono un neo pensionato e non mi sento di essere arrivato a nessun capolinea ma sono convinto che il meglio della vita debba ancora venire. Abito a poche ore dalla riserva degli indipendenti ed ho deciso, salvo imprevisti, di approfittare almeno per un mese delle loro preziose competenze. Non credo di fare niente di speciale, l’impegno è alla mia portata, auditing e studio occupano la mia giornata. Nutro molte speranze ma non mi fisso nelle aspettative, l’importante è che non possa rimproverarmi di non averci provato.
    Vorrei dedicare qualche riga ad un aspetto poco trattato e per me nuovo ma che rappresenta la pozzanghera di acqua e fango che ti aspetta dopo aver saltato un grosso ostacolo in auditing.
    Fuor di metafora sottintendo l’aver ottenuto una vittoria di vaste proporzioni e la pozzanghera i modelli mentali consolidatisi in schemi fissi adottati in decine d’anni di vita.
    Ci si ritrova con un nuovo margine di libertà ma che ancora non sai gestire, correndo il rischio di persistere negli stessi atteggiamenti , vanifichi i guadagni.
    È stata una bella realizzazione fuori session, ventilatami con molto tatto dal mio auditor, con la precisa intenzione di chi vuol intendere intenda…
    Nella pratica quel che avviene è che rimani deluso dal ritrovarti ancora tra i piedi sensazioni indesiderate che credevi di aver scaricato e rischi perciò di invalidare i risultati ottenuti, celati da quelle distorte considerazioni con le quali ti sei sempre posto di fronte alla vita.
    Non l’ho permesso, ho guardato i miei punti deboli che ho sempre validato e come si volta la pagina di un libro ho sentito che erano lì perche ero io a permetterglielo, un’insana abitudine ad avere quei falsi dati stabilii che anche se roventi rappresentavano l’unico possibile appiglio per giustificare le mie inabilità .
    A quel punto i miei guadagni sono potuti riemergere, potevo usufruirne mentre per restare fedele ad un’abitudine li specavo.
    Ho capito cosa significa gettare il cuore oltre l’ostacolo e al posto della pozzanghera ho trovato un soffice manto di erba.
    Ciò non significa abbassare la guardia ma aver trovato la strategia per non ripetere gli stessi errori.
    Adesso vado, domattina torno in session….

  5. Diogene

    Buona session, Billy.
    Buona session, Billy.
    Buona session, Billy.
    Non si può restare insensibili a quello che hai scritto.
    In ultima analisi, sei sempre tu il padrone del tuo destino.
    Come ciascuno di noi.
    In qualsiasi modo si voglia affrontare la sciarada della vita, l’arma (di offesa e di difesa) irrinunciabile è il proprio potere di scelta.
    La filosofia di salvaguardia si basa sul principio che in ogni situazione c’è comunque una scelta possibile e che nessuna scelta è definitiva.

    • Billy Cage

      Sagge parole, la libertà esiste tra le barriere, ti risparmio la sequenza di corollari che già conosci. Persistere, persistere, persistere …..abbandonare sappiamo già che sarebbe una sconfitta cocente. Una volta Ron, per far cogliere l’atteggiamento corretto da tenere in un certo tipo di situazione, citò il comandante di una nave da guerra impegnato in una battaglia dagli esiti incerti “Al diavolo anche i siluri…Andiamo avanti !”.
      L’ho fatta mia e me la ripeto come un mantra….

  6. Billy Cage

    Diario di un pc in trasferta

    Vi sono successi talmente a portata di mano che sono veramente inaspettati perché di solito, le vittorie, sono appannaggio di influenze lontane che risolviamo.
    Non sempre è così e con questo non mi eleggo a sapientino di turno , traduco la mia esperienza terra terra : il bank che si intreccia al tuo chiarimento. Nella puntata precedente vi ho fracassato gli zibidei sui presunti atteggiamenti che persistevano anche a seguito di successi clamorosi. Vanificavano in una certa misura l’auditing, l ‘oro era oro ma non brillava, cosa mi stava succedendo? Una grande tristezza permeava stamattina il mio essere, una forma di rassegnazione era l’unica cosa che riuscivo a concepire, senso di ansia per un qualcosa che poteva accadere, convinzione di fallimento totale verso il mio chiarimento.
    La mia parte razionale non cedeva ma crollava il mio tono.
    Stava succedendo questo: nella mia infanzia mi sono stati repressi troppi scopi e troppi desideri sono stati ignorati da farmi considerare che qualsiasi cosa avessi voluto intraprendere avrebbe incassato un diniego e non l’avrei potuta portare a termine.
    Quale’ il mio scopo attuale e il mio desiderio più grande?
    Ecco, il mio bank arrivava ad inquinare il mio chiarimento, mi instillava l’idea che tutto era inutile, ad ogni aspirazione sarebbe seguita una delusione perché ogni richiesta avrebbe incassato una negazione.
    Mi piaceva qualcosa? Bene, non l’avrei mai ottenuta.
    Ora capisco la poca fiducia in me e in tutto quello che facevo, l’incapacità di godere della vita, l’ansia che provavo era quel “NO” che mi aspettavo.
    Il divieto dei miei genitori che si protaeva nel presente grazie ad una mia considerazione, dettata dalla ovvia constatazione dei fatti. Per inciso non sono arrabbiato con i miei, non si può pretendere una tesi di laurea da uno scolaro, mancavano di mezzi e strumenti persuasivi.
    A volte ci si stupisce di come siamo potuti sopravvivere senza auditing ( e senza Paolo).

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