Un successo su OT 1, una nuova Realtà

Ecco un altro magnifico risultato dall’auditing indipendente,

complimenti Roberto!

Organizziamoci per organizzare esprime il concetto di impellente mutamento che si sviluppa sui livelli OT. Prevedendo dei cambiamenti occorre predisporre un ventaglio di soluzioni da applicare alle diverse eventualità che si possono presentare. Maggiore libertà implica inevitabilmente abbandonare le abituali certezze, al quale  un essere attingeva, per approntare modelli comportamentali che può apparire arduo abbandonare dall’oggi al domani.

Ci si sente liberi “di”, ma non abbiamo ancora ( parlo per me ) qualcosa di ben definito con cui sostituirlo. E’ una progressione di cui si disconoscono gli sviluppi e che senti premere dentro di te. E’ una nuova consapevolezza che come una messa a fuoco definisce gradualmente i contorni della tua area d’azione, qualcosa a cui hai sempre aspirato ma della quale non hai ancora acquisito la piena abilità.

Come una lente d’ingrandimento vedi i tuoi  grossolani errori e la nuova facoltà di non ricadervi: il potere di scelta. Come sopra menzionato, per quanto instabili potessero essere i tuoi dati stabili, essi erano la base sulla quale poggiavi, tronchi semi sommersi sulla corrente. Ancora fanno capolino delle resistenze, o meglio  solo la loro idea sempre meno incisiva: prendi qualcosa e capendo che  non ti serve più la lasci….

L’idea e di  lasciarsi andare nell’acqua, sapendo che affogare è impossibile: basta abbandonarsi per galleggiare, senza resistemze…

Che sia l’abitudine persa dell’avere coraggio, o la sfiducia in se stessi, fatto sta che i pezzi di te che perdi sui livelli OT

( nel mio caso specifico OT 1 ) costituiscono una sorpresa, una bella sorpresa, di fatto una nuova realtà con cui confrontarsi ed alla quale adeguarsi. Nessuno ci / mi obbliga in questo cammino e non è superfluo ricordarselo, è una presa di responsabilità, l’auditing ti mette in condizione di sviluppare le tue potenzialità ma siamo noi a metterle in pratica. L’auditing non si sostituisce alla nostra volontà: la libera dagli impedimenti.

Per cui la mattina a colazione devi ricordarti che sei sui livelli OT, non puoi darlo per acquisito e probabilmente non vi è gioia più grande derivata  dall’autodeterminazione in questo gioco, per scoprire con sorpresa che sì, finalmente, lo puoi fare con relativa facilità , impensabile fino a qualche tempo fa.

Dopo tutta questa premessa è d’obbligo spendere qualche parola sull’abilità acquisita ( lo ricordo a me che niente deve essere dato per scontato, è richiesta sempre un’attiva partecipazione: la consapevolezza).

Non mi ero mai accorto che in qualche modo mi sentivo intimamente mescolato alle altre persone, una specie di connessione forzata che poteva anche darmi fastidio, come stare al centro di una folla che ti schiaccia o in coda a una fastidiosa fila lunghissima. Le persone me le sentivo troppo addosso e non era piacevole. Adesso non avverto più questo contatto forzato, ho messo distanza o mi sono collocato fuori da questa influenza, sensazione di leggerezza e migliore gestione dello spazio tra me e gli altri, li lascio avvicinare se voglio e se lo fanno loro non mi infastidiscono più. Nessun effetto, qualcosa sembra essere tornato al suo posto mentre prima mi “invadeva”. Osservare le persone, vederne le caratteristiche fisiche e contemporaneamente percepire l’essere in esso contenute mi ha fatto divertire più di una volta, ricordate i Replicanti di Blade Runner? Mi sembravano tutti così !

Stesso dicasi per l’universo fisico che adesso il solo interagire con esso è diventato estremamente interessante, niente è banale ed ogni cosa ha un senso ed un’immensa ricchezza in termini di havingness, ti senti padrone di tutto pur non essendo proprietario di niente…un bel vantaggio! Non devi dar conto all’Agenzia delle Entrate, magari mi tasserebbero il mio permeare ed estendermi che non riesco più a limitare… Un Grazie al mio C/S  Paolo, sempre presente, paziente e incoraggiante .

 

24 commenti

Archiviato in Casa Minelli

24 risposte a “Un successo su OT 1, una nuova Realtà

  1. GB

    Grande Roberto!!!

  2. Diogene

    Bravo Roberto!
    Tieni accesa la fiaccola.
    Ormai lo sai che tocca a te.

  3. Luigi

    Davvero c’è assolutamente bisogno di OT, ottimo successo.

    • Diogene

      Ciao Luigi.
      Come la penso io: lunga vita alle persone di buona volontà.
      Ma è incontestabile che gli OT di Scn sono in via di estinzione.
      E la sigla OT diventerà obsoleta come il DOS per i computer.
      Comunque, OT per gli anglofoni resterà sempre Old Testament.

      • Beh, caro Diogene, questa è una tua personale opinione su cui non mi trovi d’accordo.
        Guido

        • Diogene

          Un grazie sincero per la risposta, Guido.
          Opinioni discordanti non sono necessariamente antitetiche.
          Per principio non sminuisco mai gli sforzi che una persona fa per migliorare se stessa e il suo prossimo.
          Ma mi informo, osservo e, sì, mi creo le mie opinioni. Pronto a modificarle se ci sono evidenze.
          Ad esempio, quanto la marmellata nel vasetto è conforme alla sua etichetta? Fuori di metafora, l’etichetta OT non è mai stata una garanzia di conformità.
          E’ per questo che sempre meno persone sono attratte dall’etichetta “OT” e quindi ne deduco che resterà un prodotto di nicchia.
          E naturalmente mi dispiace perché era destinato a rivoluzionare lo status quo delle marmellate di un intero pianeta.
          I detentori del marchio di fabbrica non cambiano né formula né ingredienti e il loro mercato viene affossato dal disinteresse.
          Per fortuna ci sono bravi artigiani coraggiosi che offrono le loro ricette ma mi sembra che non tutti siano bravi e non tutti siano coraggiosi.
          Tuttavia sono le opinioni che sostengono un mercato e se non se ne tiene conto non c’è brillante idea che duri all’infinito.

          • GB

            Diogene, OT oggi lo usiamo perché è una convenzione per posizionarsi lungo un percorso. Ora che ho terminato il ponte attuale non m’importa nulla di queste etichette, ma di certo non tornerei indietro per nulla al mondo. La vita è piuttosto grama per chi non ha fatto il ponte. Solo dopo aver terminato il ponte, o perlomeno dopo OT3 , ci si rende conto di questo. Questa è la mia esperienza, ma credo che tutti quelli che sono andati avanti lo possono confermare.

          • Diogene

            GB, buon per te.
            Grazie per il positivo feedback.
            Comunque, io ho rinunciato al cosiddetto ponte e la mia vita prosegue alla grande.
            L’universo è fatto di micro e di macro. Questo mix è il fondamento.

  4. ARHAT

    Dal libro dei Rimedi del Caso: “Il risultato ultimo è il superamento della morte e dei travagli dell’esistenza mortale (come persona). È il sogno della libertà del SÉ (il Thetan che ritrova sé stesso). È il sogno di elevarsi al di sopra della vile materia.”

    Ministri volontari: “La realtà ultima in Scientology è il raggiungimento dell’ESSERE (il Thetan consapevole di sé stesso come Statico atemporale), che fino a quel momento era esclusivamente associato a Dio.”
    ________________________

    CHI SONO IO? 

    Questa non è una domanda, ma un desiderio ardente che non dà pace finché non viene realizzato.
    La semplice curiosità non è sufficiente, perchè la curiosità è intellettuale, è la mente che vuole un nuovo giocattolo con cui trastullarsi. Bisogna bruciare di passione, di desiderio, di struggimento, come l’amante che attende l’amata e arde in questa attesa.
     
    Esistono, potremmo dire, quattro atteggiamenti di base che possono condurre o meno una persona verso la verità di se stessa.

    Il primo è quello di una persona che soffre, che sta male per la propria vita, e che desidera risolvere questa sofferenza. Il dolore può essere una motivazione sufficiente per rompere i vecchi schemi e fare il salto verso la verità. Quando non se ne può più si è disposti a grande sacrifici, anche perché non si ha più nulla da perdere, e questo dolore si trasforma così in una grande forza.

    La seconda tipologia è rappresentata da persone che al contrario stanno bene. Sono contente della propria vita. Però, da qualche parte dentro di loro, sentono che manca qualcosa… la vita così com’è non le riempie veramente. Rimane un vuoto, qualcosa che non può essere colmato dalla vita, perché questa cosa ha a che fare con la dimensione spirituale dell’esistenza. Allora queste persone si mettono alla ricerca di questa dimensione e quando la trovano, quando scoprono veramente se stesse, la loro vita appare completa e realizzata.

    Il terzo tipo di persone è mossa dalla curiosità. Queste persone stanno bene come sono, non desiderano cambiare o mettersi in discussione, vogliono solo sapere questa cosa in più, come un souvenir di un viaggio da esporre, da appendere. La curiosità è intellettuale, è la mente che vuole sapere, ma una volta acquisita questa conoscenza non se ne fa nulla. Non è interessata a metterla in azione. E’ come leggere un romanzo; una volta finito si ripone il libro nella libreria e se ne inizia un altro. La curiosità da sola non è una forza sufficiente per condurre una persona alla verità di se stessa, perché questa verità richiede un grande sacrificio e una profonda trasformazione, cose che la persona semplicemente curiosa non è disposta a fare.

    L’ultimo tipo di persone sono quelle che non sono minimamente interessate a scoprire se stesse. Sentono che vanno bene così come sono e non mostrano alcun interesse per argomenti spirituali. Sono letteralmente impermeabili. Ciò è dovuto alla loro forte identificazione con il corpo che le fa sentire materiali e le lega ai bisogni materiali. Con loro ogni discussione o invito è inutile perché non solo non mostrano alcun interesse, ma proprio non capiscono nemmeno di cosa state parlando.
     
    Per scoprire chi siete veramente occorre un desiderio ardente e intenso, perché le opposizioni della mente saranno forti e richiederanno un grande sacrificio ed impegno per superarle, e solo una altrettanto grande motivazione potrà riuscirci.
     
    E’ un desiderio profondo che trae origine dallo Spirito stesso che anela tornare a casa, e tale desiderio non si estinguerà finché non si raggiunge la meta.

    • Diogene

      Arhat… Arhat… ma l’hai scritta tu questa cosa? O l’hai copiata come al solito?
      La risposta a “Chi sono io?” è “io sono esattamente ciò che sono”.
      Così come tu sei esattamente ciò che sei, né più né meno, consapevole di
      essere un punto fermo (as-is) in condizioni transitorie (is-ness).
      Questo è tutto il senso e il bello della vita. Con tutti i suoi risvolti.
      Noi siamo “Spiriti di Vita”. Cos’è questa ricerca del Nulla o del Tutto?
      Citazioni dai tuoi libri preferiti: “E’ il SOGNO della libertà del Sé”
      “E’ il SOGNO di elevarsi al di sopra della vile materia”
      E ai ministri volontari si insegna che “La REALTA’ ultima in Scientology è il raggiungimento dell’ESSERE che fino a quel momento era associato a DIO”
      Letteralmente significa niente di meno che “diventare Dio”.
      Non ho nulla contro il SOGNARE, anzi!
      Ma quando scrivi che “tale desiderio non si estinguerà finché non si raggiunge
      la meta” mi stai dicendo che l’infinito non lo raggiungerai mai, che lo si chiami Dio o Dinamica 8.
      Si può vivere una vita migliore? Sì, e lo auguro a tutti.
      Ma la “Bella Morte” la lascio volentieri ai santi.

  5. Roberto Viola

    Beh, non riesco ad inquadrare il profilo del terzo tipo. Qualcuno è curioso (attratto) di cosa cuoce nel forno, ne esce una torta prelibata e non l’assaggia? O non gli piacciono le torte in generale o non gli piace quella che ne esce, delle due una…quindi la sua curiosità non è stata soddisfatta, non si può rimanere indifferenti alla verità ultima….

    • Diogene

      Giusto, Roberto.
      Ma a volte è solo paura di restare “intortato”.
      E si narra persino di qualcuno che incautamente si è scottato nell’assaggiarla.
      Ma ti assicuro che gli scherzi più brutti li fa l’ingordigia.

  6. ARHAT

    Diogene: “Arhat… Arhat… ma l’hai scritta tu questa cosa? O l’hai copiata come al solito?”

    Arhat: “No, non l’ho scritta io. Ma i concetti che lì si trovano sono miei per concordanza.”

    Diogene: “E ai ministri volontari si insegna che “La REALTA’ ultima in Scientology è il raggiungimento dell’ESSERE che fino a quel momento era associato a DIO.”
    Letteralmente significa niente di meno che “diventare Dio”.
    Non ho nulla contro il SOGNARE, anzi!”

    Arhat: “Nel mio caso non è un sognare. Con l’esperienza “andare su per il palo” ho avuto la conferma che il divino (la Verità Ultima) è una effettività. La “Verità Ultima” si trova nascosta dietro il sipario delle verità relative del mest. Scendi dal tapis roulant del mest, e Lei si manifesta.”
    [Meister Eckhart spiega qual’è l’effetto dell’esperienza del distacco (andare su per il palo) sul ricercatore spirituale: “Il cane che vede la lepre, la fiuta e va sulla sua traccia, correndole dietro. Gli altri lo vedono correre e corrono anch’essi, ma presto si scoraggiano e si arrestano. Nello stesso modo solo quello che ha visto e gustato Dio (lo Statico) non smette mai di correre.”]

    Diogene: “Ma quando scrivi che “tale desiderio non si estinguerà finché non si raggiunge la meta” mi stai dicendo che l’infinito non lo raggiungerai mai, che lo si chiami Dio o Dinamica 8.”

    Arhat: “L’infinito verrà raggiunto nell’esatto momento in cui ci si riconoscerà come Thetan atemporale.”
    __________________

    HUBBARD
    Dalla conferenza “Le Logiche e gli Assiomi di Dianetics e Scientology” del 16 aprile 1959: “Per la maggior parte delle persone, le realtà di base di Dianetics e Scientology sono le realtà tecniche, non le realtà filosofiche (infatti, molti scientologisti non sanno qual’è il risultato ultimo di Scientology). Per me le vere realtà di Dianetics e Scientology sono le realtà filosofiche…”

    ARHAT: “Abbiamo un amico che spende tempo e sforzo per mantenere aperto e funzionante un negozio (un blog) che vende marmellata (Scientology). Non mi sembra corretto entrare nel suo negozio e dire alla sua clientela: non comprate la sua marmellata, comprate la mia nutella (la sigla OT diventerà obsoleta come il DOS per i computer). Sarebbe più adeguato aprire un proprio negozio (un proprio blog) e vendere la propria nutella.”

    • Diogene

      Sono ancora qui per te, Arhat.
      Adesso che ho bevuto il caffè rispondo tranquillamente al tuo intervento in difesa di Guido.

      Mi mancava il rimbrotto di un Johnny-Come-Lately.
      Ma apprezzo la tua franchezza quando esci dal guscio delle parafrasi e ti addentri nel groviglio della comprensione concettuale.
      Premetto che non so chi sei e quindi mi posso sbagliare.
      Però anche tu non sai chi sono io (a meno che tu non sia affiliato OSA) e non puoi avere conoscenza di quanto io abbia sempre sostenuto Guido nella sua crociata.
      Per cui le tirate d’orecchio me le lascio dare solo da lui, se le merito.
      Non metto in discussione il fatto che su questo blog devo stare entro certi paletti. Lo capisco e miadeguo. Ma non accetto che mi si consideri 1.1 quando espongo educatamente le mie obiezioni. Ho l’abitudine di esplorare le diverse sfaccettature di qualsiasi tesi e faccio fatica a viaggiare a senso unico. Sto con LaReception perché qui si respira un certo fair play e quasi mai arriva la censura.
      Come vedi, caro Arhat, io non “vado sul palo” ma riesco a “inalberarmi” (e passami la battuta :)))

      Per stare sul pezzo, ti faccio presente che in nessun modo ho inteso criticare negativamente il prodotto di Guido e del suo team. Anzi, come dimostrato da genuini successi, ritengo che loro abbiano già migliorato la ricetta e di conseguenza suggerivo di trovare un’etichetta nuova che superasse la cattiva pubblicità che la sigla OT si è fatta tra il pubblico. Pensa che perfino la CoS a un certo punto ha ribattezzato i livelli NEW ot. E’ un espediente commerciale ma significativo.
      Per tua informazione, concludo confidandoti che la mia “nutella” (se mai ci fosse) me la tengo per me. Pubblicità gratuita per l’impero OTtomano ce n’è già fin troppa.
      Per quanto riguarda un mio blog…. Arhat, non fare il talebano con me!
      E neppure la suocera, a te nota come Terza Parte fra me e Guido.
      Se ha qualcosa da dirmi, me lo dirà.

      • Cari e stimati Diogene ed Arhat, io vi conosco tutti e due (Diogene però da più tempo) e come dovreste sapere il mio motto è: “Concedere di essere”. Ovviamente nei limiti del buon senso ma anche di quanto scritto da Ron (mi pare che stiamo ancora parlando di Scientology vero?) nel bollettino “Dalle loro Azioni”. Vi confesso che a volte non è facile approvare o bannare un commento (sapeste quanta farda arriva…).
        Il discrimine quindi è: questo commento è d’aiuto nella ricerca della verità (piccola, grande, assoluta), oppure è opera di qualche ego più o meno disturbato? Lo scambio di punti di vista è ben accetto, contribuisce alla nostra crescita e libertà di pensiero. Non esistono due persone uguali, con le stesse idee, desideri, opinioni, aspirazioni… Come auditor lo constato ogni giorno, è sorprendente come uno stesso procedimento possa generare realizzazioni differenti da pc a pc! Il blog è una finestra che dà la possibilità ai lettori, non importa se siano veterani o nuovi in scientology, di conoscere aspetti non pre-confezionati di questa filosofia, che noi pratichiamo in libertà e indipendenza. Sinceramente non mi interessa più se Scientology è accettata o meno, la chiesa ha lavorato molto duramente per distruggerla. Quello che so è che abbiamo gli strumenti per aiutare l’uomo ad elevarsi, dipende poi da ognuno smontare le barriere che lui stesso ha costruito per andare oltre, e se i suoi preconcetti gli impediscono di intraprendere questa strada vorrà dire che il suo tempo non è ancora giunto. Quello che mi interessa è aiutare le persone, vedere come cambiano, come si illuminano e migliorano le loro vite. Credetemi, ne vale la pena!
        Guido

  7. Luigi

    Qualche PC o Pre OT a volte chiede: Cosa farò quando …. ? Rispondo : non lo so, penso farai finalmente quel cxxxo che vuoi tu. E appassionante ciò che copia -incolla ARHAT, ce n’era un altro che riempiva il post di lunghissime conferenze, però ARHAT ne discute con competenza almeno. Però DIOGENE sei impareggiabile, mi piacerebbe davvero tanto conoscerti di persona.

  8. Diogene

    Tranquillo Arhat, non mi hai rovinato la colazione e neppure il pranzo.
    La schermaglia verbale mi diverte quando diventa interessante.
    Innanzitutto mettiamo in sequenza logica i pezzi del tuo scritto.
    (A proposito, anch’io come LRH adoro le realtà -?- filosofiche, ma sempre col permesso di poterle confutare).
    Dunque, hai scritto con parole tue: “L’infinito verrà raggiunto nell’esatto momento in cui ci si riconoscerà come thetan atemporale” e specifichi che “nel tuo caso non è sognare. Con l’esperienza ‘andare su per il palo’ ho avuto la conferma che il divino (la Verità Ultima) è una effettività”.
    La Verità Ultima è un concetto filosoficamente ineccepibile. Ma dato che tu asserisci di averne fatto esperienza, stai anche dicendo che hai “raggiunto l’infinito”.
    Non ho modo né motivo di contestare la tua personale esperienza, ma è il tuo stesso Maestro Eckhart che ti contraddice affermando che “solo chi ha visto e gustato Dio non smette MAI di correre”. Un punto di vista “pratico” per descrivere l’idea di un infinito irraggiungibile.
    A meno che le parole non significhino quello che vogliono dire. La qual cosa sarebbe un altro modo per definire qualcosa di “infinito” e allora mi verrebbe da dire “senza capo né coda” ma dirò più elegantemente “senza inizio né fine”.

    • Laky

      Cari amici
      Per anni ho praticato Scientology ,letto libri ,frequentato corsi incontrato persone religiose Guru yoga ecc ecc.Ero giovane 15 enne (un giorno la mente mi propose cerca la libertà ) Ho frequentato e praticato di tutto ” nessuna libertà “ho speso soldi e tempo, forse sono cresciuto come persona ma “libertà totale zero.Ora ho 66 anni e da quando ho deciso di vivere senza remore la vita e senza convincimenti assoluti dettati da altri sto da Dio. È stato difficile smettere ;diventa come una droga corri a dx e a sx li ce la verità. .Ho scritto solo 2 righe (con errori) ma mi sono veramente sbattuto potrei fare un diario.Senza questa bramosia vivo meglio vivo sereno senza schemi e mi sento innamorato della vita e del mest.( Non ho mai capito perché così demonizzato. Con questo non intendo dire che chi cerca o pratica sbagli intendevo solo dire quello che è successo e succede a me.ciao a tutti.

  9. ARHAT

    Diogene: “La Verità Ultima è un concetto filosoficamente ineccepibile. Ma dato che tu asserisci di averne fatto esperienza, stai anche dicendo che hai “raggiunto l’infinito.”
    Non ho modo né motivo di contestare la tua personale esperienza, ma è il tuo stesso Maestro Eckhart che ti contraddice affermando che “solo chi ha visto e gustato Dio non smette MAI di correre”. Un punto di vista “pratico” per descrivere l’idea di un infinito irraggiungibile.”

    Arhat: “Maestro Eckhart vuole semplicemente dire che per chi ha visto e gustato Dio (key out OT) non esistono barriere (non si ferma mai) che possono impedirgli di raggiungere, con la pratica del distacco (della disidentificazione), l’unione definitiva con il Divino. Nel mondo orientale il distacco è praticato con la meditazione. Nel mondo occidentale il distacco (as-is) è praticato con Scientology.”

    OSHO: “In oriente la meditazione ha un’implicazione totalmente diversa, l’opposto di quello che ha in occidente. In oriente indica la mancanza d’oggetti, l’assenza di contenuto nella mente, non è meditare su qualcosa ma lasciar cadere tutto: neti, neti, né questo né quello (vedi: Le Upanishad). Meditare è svuotarsi totalmente da tutti i contenuti. Quando non ci sono pensieri che si muovono dentro allora c’è immobilità: questa è meditazione. Nemmeno una piccola increspatura esiste nel lago della tua consapevolezza, è silenzioso, assolutamente fermo: quella è meditazione. Allora saprai cos’è la Verità, la Divinità (lo Statico).”

    La Creazione della Capacità Umana: “La libertà di un individuo dipende dalla sua libertà di modificare le proprie “Considerazioni” riguardo lo spazio ,energia, tempo e forme di vita, nonchè il proprio ruolo in tutto questo. Se non riesce a cambiare idea riguardo ad esse, egli si ritrova fissato e schiavo in mezzo a barriere come quelle dell’universo fisico e barriere che lui stesso crea.”

    Beingness: “La beingness è essenzialmente un’identificazione di Sé stesso (il Thetan, il punto di vista) con un oggetto (un MOCK-UP di sé stesso, un punto di dimensione). (Fattore di realtà: “Il Thetan fin quando avrà “Considerazioni” di essere una massa o terminale continuerà prigioniero nella realtà di sé stesso come persona. Solamente il Thetan senza “Considerazioni” di essere una massa o terminale potrà avere consapevolezza di sé stesso per ciò che veramente è: uno Statico.”)

    Maestro Eckhart: “Io sono causa di me stesso, secondo la mia essenza (il Thetan, lo Statico), che è eterna (atemporale), e non secondo il mio divenire (la persona) che è temporale. Perciò io sono non nato e, secondo il modo del mio non essere nato, sono stato in eterno, sono ora e sarò in eterno, mentre quello che sono secondo la nascita deve perire ed essere annientato, giacché è mortale, e dunque deve corrompersi col tempo.”

    Maestro Eckhart: “Chi vuole penetrare nel fondo di Dio (lo Statico), in ciò che ha di più intimo, deve prima penetrare nel suo fondo proprio, in ciò che esso ha di più intimo. In effetti nessuno può conoscere Dio, se prima non conosce se stesso”.

    Giovanni della Croce: “La conoscenza di se stessi, dal cui fondamento nasce la conoscenza di Dio (lo Statico)”.

    Henri Le Saux: “Il primo compito dell’uomo è rientrare all’interno e incontrare se stesso. Chi non ha incontrato se stesso, come potrà incontrare Dio (lo Statico). Non si incontra il Sé indipendentemente da Dio. Non si incontra Dio indipendentemente dal Sé”.

    Angelus silesius: “Spogliati delle immagini, così sei pari a Dio (la Verità Ultima). Ed in perfetta quiete sei per te il tuo cielo.
    ______________________

    Persone con esperienze mistiche nel corso della storia:
    Gautama Buddha (480-400 a.C.), mistico indiano
    Ildegarda di Bingen (1098-1179), mistico tedesco
    Francesco d’Assisi (1181-1226), mistico italiano
    Beatrice di Nazareth (1200-1268), mistico brabantino
    Jalal ad-Din Rumi (1207-1273), mistico sufi
    Hadewijch (XIII secolo), mistico brabantino
    Margareta Porete (1250-1310), mistico francese
    Maestro Eckhart (1260-1328), mistico tedesco
    Jan van Ruusbroec (1293-1381), mistico fiammingo
    Caterina da Siena (1347-1380), mistico italiano
    Hendrik Herp (circa 1410-circa 1478), autore, mistico
    Suster Bertken (1427-1514), poeta mistico di Utrecht
    Teresa d’Avila (1515-1582), mistico spagnolo
    Giovanni della Croce (anche San Giovanni della Croce), (1542-1591), poeta mistico spagnolo
    Jakob Böhme (1575-1624), mistico tedesco
    Antoinette Bourignon (1616-1680), mistico franco-fiammingo
    Emanuel Swedenborg (1688-1772), filosofo / teologo svedese
    Anna van Hees (1768-1825), mistico olandese
    Anna Catharina Emmerich (1774-1824), mistico tedesco
    Jakob Lorber (1800-1864), mistico austriaco / sloveno
    Teresa di Lisieux (1873-1897), suora e mistica francese
    Elisabetta della Trinità, Carmelitani francesi e mistici
    Jiddu Krishnamurti (1895-1986), mistico indiano
    Maria Faustina Kowalska (1905-1938), mistico polacco
    Thomas Merton (1915-1968), mistico franco-americano
    Willigis Jäger (1925), benedettino tedesco, mistico e maestro Zen
    Bhagwan Sri Rajneesh (Rajneesh Chandra Mohan, a.k.a. Osho; 1931-1990), filosofo e mistico
    Paramahansa Yogananda (1893-1952), guru e autore
    George Gurdjieff (1866-1949), filosofo, compositore, coreografo, uomo d’affari
    Anandamoyi Ma (1896-1982), mistico e guru bengalese
    Lahiri Mahasaya (1828-1895), ragioniere e mistico
    Nisargadatta Maharaj (1897-1981), mistico, venditore di sigarette
    Yoekteswar (1855-1936), mistico, insegnante di Yogananda

    Arhat: “L’esperienza mistica (andare su per il palo o key out OT) è lo stato di “consapevole di essere consapevole come Sé fondamentale, come Thetan” che i mistici orientali chiamano illuminazione e quelli occidentali estasi. Avviene di maniera improvvisa, limitata nel tempo e senza un motivo apparente che la giustifichi. Santo Agostino la chiamava ‘Grazia Divina’ e la considerava una manifestazione insindacabile della Volontà Divina.”

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