Archivi del mese: settembre 2021

Pensieri notturni

Prosegue il viaggio di M. nella “Terra Incognita”, quante scoperte… quante meraviglie… grazie per volerle condividere con noi.

Questa notte mi sono svegliata intorno alle 2 e 20 e sento che è caduto un velo, anzi a dire il vero i veli sono parecchi. L’esperienza che descrivo scaturisce dalle considerazioni su un sogno che avevo appena fatto, nessun significato, nessun simbolo particolare ma una sensazione, già vissuta altre volte che i luoghi siano “sovrapposti”.

Sogno un luogo preciso e percepisco che corrisponda ad un altro posto, come se camminassi per Roma ma in realtà sapessi che si tratta di Parigi.

Interessante, mi sono detta…

Lo spazio… Siamo abituati a pensarlo e a percorrerlo in lungo e in largo ma tutto sommato c’è anche l’altezza.

L’altezza si è subito fusa con la forza di gravità.

La forza di gravità è un limite, qualcosa che ci tiene attaccati qui, così come lo spazio e il tempo, quante prigioni…

Poi mi viene in mente lo Statico, un concetto che fino ad ora avevo avuto molta difficoltà ad integrare e ad accettare come reale.

Cosa significa non avere massa? Non avere posizione nello spazio ecc. ecc.

Se io come Thetan sono tutto questo allora lo spazio, la massa da dove arrivano, come si configurano come me?

La mia mente allora ha racchiuso tutto ciò che conosco in un solo punto o meglio ha conglobato tutto al suo interno e ho avuto la certezza che posso decidere io tutto, cosa essere, come essere, dove andare. È come se improvvisamente avessi visto Matrix ma non come un film, come realtà.

Realtà… Un accordo su cosa è reale. Su questo bisogna farci i conti decisamente, ma forse è possibile sganciarsi dall’accordo se si sperimenta un simile stato.

Le grandezze minime e massime sono venute in mio aiuto.

Come si può percepire al proprio interno l’infinito?

Mi è venuto in mente il ponte ologrammi di Star Trek.

In uno spazio limitato si possono creare mondi senza fine.

E quando avviene un concepimento, una cellula infinitamente piccola è la nostra realtà, il nostro mondo, il nostro universo.

Nel guardare queste cose questo tutto è diventato energia e nella visione dell’energia tutto era ancora più logico.

Le infinite possibilità sono a portata di mano, tutte nello stesso momento, tutte ugualmente possibili se siamo liberi dal pesante giogo dell’illusione.

Ecco apparire tutto qui, tutto ora… Tutto.

In realtà avviene tutto contemporaneamente. Dicono che l’essere umano non ce la farebbe a gestire una tale quantità di informazioni e per questo la vita si è organizzata per separare le esperienze nello spazio e nel tempo.  Eppure per me ora tutto ha assunto un sapore e un colore diverso.

Riesco a vedere il tutto e la separazione.

È possibile continuare a fare la propria vita, facendo un dramma se si rompe un oggetto o se un progetto non è andato come desideravo?

Vedo la prigione delle convinzioni, delle ossessioni (grandi e piccole), delle preoccupazioni, dell’orgoglio, del risentimento, dei simboli, delle credenze…

Mi si aprono i significati semplici e profondi delle religioni, di come tutto viene travisato e di come è sempre più difficile far sbocciare dei fiori belli e profumati in questi campi di erbacce infestanti.

Tutto dentro di me sembra dire niente ha senso eppure scavando un altro po’ vedo che, in come ci approcciamo alle piccole cose, c’è la differenza tra inferno e paradiso.

Ogni giorno ci vengono offerti tanti piccoli grandi giochi che abbiamo dimenticato come giocare o, peggio, che prendiamo troppo sul serio.

Prima che possa essere di nuovo catturata da un turbinio di pensieri, tutto torna ad essere energia.

Vedo la trama tessuta, nel tempo e nello spazio, costituita dalla materia.

Continua ad arrivarmi questa metafora del tessuto, questo intreccio delle fibre, così come lo svolgersi delle differenti esistenze dall’inizio dei tempi era un gomitolo attorcigliato.

Mi sembra di aver scoperto una cosa magnifica ma soprattutto di essermi slegata da una linea di pensiero in cui le cose sono in un certo modo, ovvero limitanti. Mentre lo penso sento una grande emozione che localizzo nella pancia, come se qualcosa mi dicesse “cavolo finalmente ci sei arrivata!”.

Sperimenterò da ora in avanti il pensare come voglio e dico io, svincolato dalle convinzioni di cosa è  (era) la realtà. In questo momento mi vedo come un farmacista di fronte ad un mobile pieno di minuscoli cassettini. Con tranquillità posso aprire uno dei cassetti e prendere quello che c’è, provare a fare degli esperimenti con un metodo scientifico e non a casaccio.

Il mio obiettivo è aprire cassettini dove ci sono cose che mi possano far vivere meglio.

Se apro il cassettino della prosperità, sento l’emozione precisa dentro di me, senza quell’elastico che mi tirava indietro e mi legava a convinzioni del tipo “Sì ma come fai? Ora non hai  nulla…”.

È come se il pensiero si fosse slegato dalle passate convinzioni.

Di certo gli effetti sulla realtà di questo passo evolutivo li potrò verificare solo con il tempo ma di certo già da ora sto sperimentando una felicità e un entusiasmo che si auto alimentano a mio piacimento ed è una gran cosa.

Un’esperienza grandiosa quella di stanotte, una cosa che non si sarebbe mai potuta produrre senza l’auditing, portato avanti con eroismo dagli indipendenti bresciani, che pezzo dopo pezzo, stacca tutta la spazzatura che abbiamo accumulato esistenza dopo esistenza. Una cosa immensa, come dico sempre più spesso, da mettere obbligatoria alle elementari, se vogliamo un mondo migliore.

Grazie Guido per come mi accompagni in tutto questo!

M.

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