Pensieri notturni

Prosegue il viaggio di M. nella “Terra Incognita”, quante scoperte… quante meraviglie… grazie per volerle condividere con noi.

Questa notte mi sono svegliata intorno alle 2 e 20 e sento che è caduto un velo, anzi a dire il vero i veli sono parecchi. L’esperienza che descrivo scaturisce dalle considerazioni su un sogno che avevo appena fatto, nessun significato, nessun simbolo particolare ma una sensazione, già vissuta altre volte che i luoghi siano “sovrapposti”.

Sogno un luogo preciso e percepisco che corrisponda ad un altro posto, come se camminassi per Roma ma in realtà sapessi che si tratta di Parigi.

Interessante, mi sono detta…

Lo spazio… Siamo abituati a pensarlo e a percorrerlo in lungo e in largo ma tutto sommato c’è anche l’altezza.

L’altezza si è subito fusa con la forza di gravità.

La forza di gravità è un limite, qualcosa che ci tiene attaccati qui, così come lo spazio e il tempo, quante prigioni…

Poi mi viene in mente lo Statico, un concetto che fino ad ora avevo avuto molta difficoltà ad integrare e ad accettare come reale.

Cosa significa non avere massa? Non avere posizione nello spazio ecc. ecc.

Se io come Thetan sono tutto questo allora lo spazio, la massa da dove arrivano, come si configurano come me?

La mia mente allora ha racchiuso tutto ciò che conosco in un solo punto o meglio ha conglobato tutto al suo interno e ho avuto la certezza che posso decidere io tutto, cosa essere, come essere, dove andare. È come se improvvisamente avessi visto Matrix ma non come un film, come realtà.

Realtà… Un accordo su cosa è reale. Su questo bisogna farci i conti decisamente, ma forse è possibile sganciarsi dall’accordo se si sperimenta un simile stato.

Le grandezze minime e massime sono venute in mio aiuto.

Come si può percepire al proprio interno l’infinito?

Mi è venuto in mente il ponte ologrammi di Star Trek.

In uno spazio limitato si possono creare mondi senza fine.

E quando avviene un concepimento, una cellula infinitamente piccola è la nostra realtà, il nostro mondo, il nostro universo.

Nel guardare queste cose questo tutto è diventato energia e nella visione dell’energia tutto era ancora più logico.

Le infinite possibilità sono a portata di mano, tutte nello stesso momento, tutte ugualmente possibili se siamo liberi dal pesante giogo dell’illusione.

Ecco apparire tutto qui, tutto ora… Tutto.

In realtà avviene tutto contemporaneamente. Dicono che l’essere umano non ce la farebbe a gestire una tale quantità di informazioni e per questo la vita si è organizzata per separare le esperienze nello spazio e nel tempo.  Eppure per me ora tutto ha assunto un sapore e un colore diverso.

Riesco a vedere il tutto e la separazione.

È possibile continuare a fare la propria vita, facendo un dramma se si rompe un oggetto o se un progetto non è andato come desideravo?

Vedo la prigione delle convinzioni, delle ossessioni (grandi e piccole), delle preoccupazioni, dell’orgoglio, del risentimento, dei simboli, delle credenze…

Mi si aprono i significati semplici e profondi delle religioni, di come tutto viene travisato e di come è sempre più difficile far sbocciare dei fiori belli e profumati in questi campi di erbacce infestanti.

Tutto dentro di me sembra dire niente ha senso eppure scavando un altro po’ vedo che, in come ci approcciamo alle piccole cose, c’è la differenza tra inferno e paradiso.

Ogni giorno ci vengono offerti tanti piccoli grandi giochi che abbiamo dimenticato come giocare o, peggio, che prendiamo troppo sul serio.

Prima che possa essere di nuovo catturata da un turbinio di pensieri, tutto torna ad essere energia.

Vedo la trama tessuta, nel tempo e nello spazio, costituita dalla materia.

Continua ad arrivarmi questa metafora del tessuto, questo intreccio delle fibre, così come lo svolgersi delle differenti esistenze dall’inizio dei tempi era un gomitolo attorcigliato.

Mi sembra di aver scoperto una cosa magnifica ma soprattutto di essermi slegata da una linea di pensiero in cui le cose sono in un certo modo, ovvero limitanti. Mentre lo penso sento una grande emozione che localizzo nella pancia, come se qualcosa mi dicesse “cavolo finalmente ci sei arrivata!”.

Sperimenterò da ora in avanti il pensare come voglio e dico io, svincolato dalle convinzioni di cosa è  (era) la realtà. In questo momento mi vedo come un farmacista di fronte ad un mobile pieno di minuscoli cassettini. Con tranquillità posso aprire uno dei cassetti e prendere quello che c’è, provare a fare degli esperimenti con un metodo scientifico e non a casaccio.

Il mio obiettivo è aprire cassettini dove ci sono cose che mi possano far vivere meglio.

Se apro il cassettino della prosperità, sento l’emozione precisa dentro di me, senza quell’elastico che mi tirava indietro e mi legava a convinzioni del tipo “Sì ma come fai? Ora non hai  nulla…”.

È come se il pensiero si fosse slegato dalle passate convinzioni.

Di certo gli effetti sulla realtà di questo passo evolutivo li potrò verificare solo con il tempo ma di certo già da ora sto sperimentando una felicità e un entusiasmo che si auto alimentano a mio piacimento ed è una gran cosa.

Un’esperienza grandiosa quella di stanotte, una cosa che non si sarebbe mai potuta produrre senza l’auditing, portato avanti con eroismo dagli indipendenti bresciani, che pezzo dopo pezzo, stacca tutta la spazzatura che abbiamo accumulato esistenza dopo esistenza. Una cosa immensa, come dico sempre più spesso, da mettere obbligatoria alle elementari, se vogliamo un mondo migliore.

Grazie Guido per come mi accompagni in tutto questo!

M.

18 commenti

Archiviato in Casa Minelli, fenomeni OT, Scientology indipendente, SUCCESSI

18 risposte a “Pensieri notturni

  1. GB

    Complimenti per la tua cog.

  2. ARHAT

    M: “Le infinite possibilità sono a portata di mano, tutte nello stesso momento, tutte ugualmente possibili SE SIAMO LIBERI DAL PESANTE GIOGO DELL’ILLUSIONE. Ecco apparire tutto qui, tutto ora… Tutto.
    In realtà avviene tutto contemporaneamente.

    _______________________

    ARHAT: 👏

    _______________________

    HUBBARD

    LA CREAZIONE DELLA CAPACITÀ UMANA: “La libertà di un individuo (del Thetan) dipende dalla sua libertà di modificare le proprie “Considerazioni” riguardo lo spazio, energia, tempo e forme di vita, nonché il proprio ruolo in tutto questo. Se non riesce a cambiare idea riguardo ad esse, egli si ritrova fissato e schiavo in mezzo a barriere come quelle dell’universo fisico e barriere che lui stesso crea.

    ABILITY (edizione 57): “Cosa vogliamo veramente da Dianetics e Scientology? SCAPPARE. Dimmi perché il cristianesimo ha vinto così bene. Non era a causa della fuga promessa? Dimmi perché il buddismo ha vinto così ampiamente. Perché prometteva la fuga. Se le grandi religioni di tutti i tempi sono diventate grandi grazie alla promessa di fuga, dobbiamo presumere che molte persone vogliano uscire e che ci sia qualcosa di sbagliato con l’essere dentro. Questo universo (l’universo fisico, il MEST) è un frantumatore di ossa, un profanatore di azioni, uno sbeffeggiatore di gentilezza e pace. Uno Spirito (il Thetan, lo Statico) cerca di avanzare, di migliorare. Ma ogni via è bloccata. Questo universo sa solo come degradare.”

    • M.

      Attraverso ogni realizzazione, cambio le mie considerazioni!
      Ma mi sembra di capire che l’Accordo che diamo a questa realtà sia la parte più difficile da scalzare. Parliamo di svariati miliardi di persone che lo tengono in piedi, sempre più solido…

      • Diogene

        La realtà non è accordo. La realtà è esistenza. Esistenza con la capacità di possedere una qualsivoglia realtà.
        In ultima analisi, sei soltanto tu la tua realtà. Finché sai di esistere.
        Quando concedi a qualcosa di esistere, quello diventa Accordo.
        Ironia della sorte, non puoi esistere se non sei d’accordo di esistere.
        Ecco perché Esistenza è essa stessa Realtà.
        Tutte le vicende umane hanno origine dal fatto che la realtà viene scambiata per considerazione.
        Le considerazioni possono modificare le “realtà degli accordi” ma non la Realtà dell’Esistenza, cioè del Punto di Vista in quanto tale e fintantoché tale rimane.

        P.S.: bello scritto, M., complimenti.

  3. ARHAT

    HUBBARD

    INTRAPPOLATO (Dianetica 55!): “IN CHE COSA UNA PERSONA PUÒ ESSERE INTRAPPOLATA? BASICAMENTE E PRINCIPALMENTE, PUÒ ESSERE INTRAPPOLATA NELLE IDEE (nelle sue considerazioni). Dato che la libertà e la capacità possono essere considerate quasi sinonimi, le idee di incapacità sono prima di tutto un intrappolamento. Oserei dire che tra gli uomini è successo l’incidente di una persona stare seduta in una nuda pianura nella totale convinzione di essere completamente intrappolata da un recinto (Fattore do realtà: “lo Statico aberrato è un nudo Zero che ha la totale convinzione di essere completamente intrappolato dal MEST”). C’è quell’episodio narrato in Self-Analisi, della pesca nel lago Tanganica, dove i raggi del sole, essendo all’equatore, penetrano a perpendicolo nell’acqua limpida. Gli indigeni pescano legando un certo numero di asticelle di legno a un lungo tratto di corda. Legano entrambe le estremità di questa corda alle canoe e, tenendo tesa la corda tra di esse, remano fino a riva. Il sole con i suoi raggi proietta le ombre di quelle asticelle fin sul fondale, creando una “gabbia di ombre” che si sposta verso la riva. I pesci, vedendo questa “gabbia” composta solo di assenza di luce stringersi su di loro, si dibattono freneticamente finendo sulle secche della riva, dove non possono nuotare e vengono cosi catturati, raccolti in cesti e cucinati. Non c’era nulla di cui aver paura se non le ombre.”

    ___________________

    ARHAT

    Sono sempre e solamente gli accordi con le nostre considerazioni che ci fanno credere che l’universo fisico è solido.
    Un pesciolino del lago Tanganica potrebbe cancellare le considerazioni che le ombre sono solide, e le attraverserebbe tranquillamente. Non ha bisogno dell’accordo degli altri pesciolini.

    • Candido

      Se fosse così “semplice” verrebbero smentite tutte le tecniche di Scn che maneggiano masse mentali e traccia del tempo; anzi verrebbe smentita la stessa Scientology, perché qualsiasi pratica di meditazione potrebbe portare al risultato di accorgersi che sono le proprie idee e considerazioni che ci imprigionano, ma sappiamo che non è così. Non che non sia del tutto vero; certamente LRH già agli esordi di Dianetics ha portato l’esempio del pesciolino e delle ombre, ma in tantissimi altri bollettini, conferenze, libri ha detto che sono le masse, l’energia che tengono intrappolato il thetan. Dopo averle maneggiate puoi raggiungere le idee e le considerazioni che di fatto ti tengono intrappolato.

      • Diogene

        Candido, permettimi di definire ciò che hai scritto un “assunto” ma la dimostrazione ancora non si è palesata. A meno che tu non conosca qualcuno che sia riuscito a trascendere la materia pur restando vivo.
        Non voglio offendere nessuno che crede nelle tecniche mentali o spirituali. Ben vengano ricercatori, sperimentatori e volontari. A ciascuno la propria realtà. Realtà che ciascuno troverà nella propria esistenza e non nelle idee proprie o di qualcun altro.
        Saper distinguere la vita dall’esistenza significa non disdegnare l’azione senza rinunciare alla bellezza di esistere.
        Non sto parlando di una vita meravigliosa dove tutto va per il verso giusto, ma della capacità di osservare il presente con serenità.
        Non è accettazione passiva. E’ riconoscere la verità di cui si è parte attiva.
        Partecipare è vivere. Percepire è esistere.
        Quando ci sembra che verità e consapevolezza coincidano, ci sbarazziamo dell’idea del tempo e quello che ci appare lo chiamiamo “realizzazione”.
        Ma troppo raramente verità e consapevolezza coincidono, perciò abbiamo un’esistenza che chiamiamo “vita”. E così tutto diventa complicato.

        • Candido

          Se stai parlando di risultati “assoluti” posso essere d’accordo con te, ma i risultati, chiamiamoli pure “relativi “, che si ottengono con l’auditing” sono basati proprio sul maneggiamento dell’energia che porta poi ad ottenere cognition e a liberare le considerazioni. Penso che anche tu abbia ottenuto dei risultati attraverso l’auditing e se li hai ottenuti è successo proprio attraverso quanto sopra descritto. Non per niente lo strumento fondamentale dell’auditing è l’emeter, che serve appunto a rilevare l’energia.

          • Diogene

            Oh, Candido, che bella conversazione uscirebbe dalla disamina della tua risposta! Ma sarebbe piena di tecnicismi e credo che alla fine ciascuno resterebbe del proprio parere. Per cui mi limiterò a spiegarmi meglio che posso.
            Conoscendoti per la tua competenza sul campo, ti riconosco una onestà intellettuale che raramente spicca tra gli scientologi fondamentalisti.
            Anche quando i miei commenti sembrano estremizzare dei concetti banali, cerco di restare con i piedi per terra. Quindi, i risultati “assoluti” in questa sede li considero “relativi” solo a quanto dichiarato come vero e venduto da LRH come raggiungibile nell’arco di una vita. Non sono per niente i miei “assoluti” anche se per parecchi anni ne ho condiviso la visione.
            Senza alcun dubbio si può dire che tutte le religioni promettono qualcosa di straordinario in cambio di fede e sottomissione. L’oggetto del contendere, semplificando, è sempre stato l’animo umano e la sua relazione con un corpo di passaggio su questa terra. La chiave della comprensione, però, è tuttora un mistero.
            Nel 1950 è arrivato qualcuno che asseriva di aver trovato un modo “scientificamente” dimostrabile per rendere indipendente lo spirito dal corpo che lo intrappola e ridargli così le sue qualità “divine”.
            Dopo 70 anni sappiamo come è andata.
            Seguendo un certo percorso, sicuramente dei risultati “relativi” si ottengono. E questi sono relativi alle tecniche e all’indottrinamento. La peculiarità di scn sta in un unico comandamento: assolutamente nulla di ciò che ha detto o scritto il suo fondatore è mai sbagliato. Di conseguenza, tutto ciò che non funziona come previsto viene ritenuto “colpa” di chi non è riuscito a farlo funzionare o, peggio, della persona sottoposta al trattamento non riuscito.
            E’ un “disclaimer” inappuntabile. Che dovrebbe salvare capra e cavoli. Invece bastona la capra e calpesta i cavoli.
            Cavoli tuoi, ti vien detto, alla fine.
            Perciò, ottenere “risultati relativi” è frutto dell’intelligenza delle parti attive nel proprio ruolo e fiduciose nel raggiungimento di qualcosa.
            Certamente, non si può improvvisare; un copione va seguito.
            Ma la musica che resta scritta sullo spartito non ha mai deliziato nessuno. Raramente la recita di una formula ha guarito un malato.
            Quindi, è lodevole chi studia e applica scn.
            E’ meritevole di successi personali chi ne riceve i procedimenti.
            Ma non a scapito del proprio senso critico e della propria libertà di scelta. Ci vuole una notevole capacità di giudizio per evitare le trappole mentali che religioni e “sette” di ogni tipo nascondono dietro una facciata di benevolenza e di promesse inarrivabili.
            Questo è il mio messaggio e viene dall’esperienza.
            Se vedete un cartello che indica una “strada verso l’infinito” sappiate che è una strada infinita. Sta scritto lì, in bella vista.
            E non è neppure l’e-meter che può fare da GPS quando le coordinate sono dei punti instabili e la meta è inconsistente.
            Da qualche parte si arriva, ma viaggiando a vista auguratevi che vi accompagni un navigatore esperto che sappia indicare almeno un posto che lui conosce.
            La TUA vita E’ il tuo vascello.
            Un’astronave? Sognare è gratis.

  4. ARHAT

    ARHAT

    Candido, concordo con te. Non è semplice di primo acchito maneggiare le considerazioni. Ma è proprio per questo che Hubbard ha costruito il ponte. In una scala gradiente (maneggiando masse mentali) il ponte aumenta la nostra abilità fino a portarci a fare AS-IS direttamente le considerazioni, che di fatto ci tengono intrappolati. Vorrei far presente che la considerazione di base (la bugia di base) che mantiene intrappolato il Thetan (uno Statico) è quella di identificarsi in un oggetto (una identità).

    __________________

    HUBBARD

    IDENTITÀ (Hubbard Clearing Scientologist – Conferenza del 6 Gennaio 1960): “Il bottone principale, IL BOTTONE ABERRATIVO SULLA TRACCIA È “IDENTITÀ”, che puoi chiamare errata identificazione dell’individuo. Devi eliminare le identità perché le identità sopravvivono, e sono apparentemente alter-ego del pc (MOCK-UP di sé stesso: oggetti) proprio nel momento attuale (compulsivamente create vivono in un eterno presente). Il calcolo del caso è TOTALMENTE centrato sulle identità, perché l’identità è il meccanismo più irresponsabile che un Thetan abbia (si è fatto mettere da parte dagli alter-ego), quindi deve essere risolto.
    …E poi inizi a prendere l’intera traccia e percorri la responsabilità su qualsiasi identità su cui riesci a mettere le mani, e fai in modo che quelle identità siano tutte estratte e raddrizzate e l’intera traccia si raddrizzi. E ora hai “SOLAMENTE” 152 trilioni di anni! MA SE TUTTO QUELLO CHE HAI FATTO L’HAI FATTO BENE, SE HAI FATTO TUTTO ESTREMAMENTE BENE, L’EFFETTO CUMULATIVO DEL LAVORO BEN FATTO SU OGNI COSA CHE HAI TOCCATO NEL CASO TI PORTERÀ A QUESTO ULTIMO LIVELLO: ALLA CONDIZIONE IN CUI SEMPLICEMENTE FAI BLOW CON UNA SOLA OCCHIATA (AS-IS per ispezione).

  5. ARHAT

    SPIRITUALISMO VERSUS MATERIALISMO

    L’individuo spiritualista è quella persona che crede che esiste un dualismo corpo-spirito. Ci sono due realtà distinte nell’insieme dell’essere umano, il corpo e lo spirito, interconnessi nella vita ma separati dopo la morte. Non appena lo spirito si separa dal corpo, il corpo è ridotto alla sua condizione di materia, rapidamente putrefatta, senza vita, mentre l’anima segue altre insondabili vie.

    L’individuo materialista, nel senso filosofico e scientifico del termine, è quella persona che crede nell’essere umano come un tutt’uno, un tutto indivisibile, inseparabile, una sola sostanza come diceva Spinoza. Quella persona per la quale non c’è confine tra pelle e carne, tra carne e sangue, tra sangue e cervello, tra cervello e mente, tra mente e pensiero, di cui si svolge tutta la cosiddetta vita psichica dell’individuo. Così come il sistema circolatorio si prende carico dell’intera distribuzione dei fluidi nel corpo, così come il sistema respiratorio si incarica dell’ossigenazione dei tessuti, così come al sistema endocrino appartiene l’intero complesso mondo ormonale dell’organismo, così come al sistema cerebrale corrisponde l’intera vita “psichica” dell’essere umano. Il cervello è il ricevitore emettitore di tutti gli stimoli, esogeni e endogeno dell’organismo. È lui che attraverso di tali stimoli crea immagini, da cui scaturiscono emozioni che, a loro volta, generano sentimenti che portano alla consapevolezza, riflessione, volontà e decisione.

    L’individuo scientologista (perciò spiritualista), è quella persona che crede che lo Spirito (Thetan) è la fonte di ogni creazione ed è la vita stessa. Crede che la mente non è il cervello Che il cervello è semplicemente un condotto che, alla pari di un cavo telefonico, trasporta messaggi. Crede che la mente registra e accumula pensieri, deduzioni, decisioni, osservazioni e percezioni. Crede che lo Spirito usa la sua mente nel gestire la vita e l’universo fisico. Infine, crede che il corpo (compreso il cervello) è il centro di comunicazione dello Spirito, che è un oggetto fisico, non l’essere stesso.

  6. Una realizzazione che unisce sogni e realtà…
    Fa star meglio solo aleggerla

  7. Candido

    Caro Diogene, non penso proprio che ” La peculiarità di scn sta in un unico comandamento: assolutamente nulla di ciò che ha detto o scritto il suo fondatore è mai sbagliato” altrimenti questo blog e ciò che ci gira intorno non esisterebbero. Sono ben altre le cose che rendono Scientology “peculiare” e sono i suoi basic teorici e tecnici di cui si discute “liberamente” in questo blog. Ci sono successi bellissimi come quello pubblicato in questa occasione da M. e forse è il caso di uscire da condizioni fisse determinate da situazioni spiacevoli vissute nel passato che qui in nessun modo si vogliono riproporre. Proprio per questo il blog si chiama “Scientology LIBERA”. Di dogmatico qui non c’è nulla. Il tuo è un po’, tecnicamente parlando, un “cleaning a clean”.Abbiamo pubblicato scritti critici di ogni tipo: miei, di John McMaster, di Richard. Lo stesso Arhat indica una sua via evolutiva personale. L’unica discriminante a cui ci si dovrebbe attenere (consentendo pure saltuari excursus in pratiche e filosofie affini) sono i basic di scientology e i successi ottenuti con la pratica della stessa. Per il resto “liberi tutti” .

  8. In risposta a Diogene.

    Risposta a Diogene

    Caro Diogene, la tua risposta a Candido mi stuzzica riflessioni e commenti, che ritengo utili in questo blog per suscitare interesse e magari realizzazioni (sempre relative e mai assolute) in chi ci segue. Ma non per questo mi ergo a posizioni di Influencer (sempre relativo e mai assoluto), bensì a solamente utile nello spingere il pesante carro dell’emancimazione spirituale su per l’Erta China insieme ad altre belle persone volonterose, augurandomi fiduciosamente di non essere un novello Sisifo!
    Detto ciò, passo a prendere in esame questo passo:

    …onestà intellettuale che raramente spicca tra gli scientologi fondamentalisti…
    Questa qualità, che sarebbe altamente auspicabile, certamente non è presente in chi ancora crede nella chiesa di scientology, in altre parole potremmo chiamarla Integrità.

    …Quindi, i risultati “assoluti” in questa sede li considero “relativi” solo a quanto dichiarato come vero e venduto da LRH come raggiungibile nell’arco di una vita. Non sono per niente i miei “assoluti” anche se per parecchi anni ne ho condiviso la visione…

    LRH è stato anche un ottimo venditore di se stesso e ogni trepperdue se ne usciva coi suoi conigli dal cappello delle soluzioni definitive, grandi delusioni nello scoprire la chimera del ponte finito a OTXV, un obiettivo spostato sempre più in la, a guisa di carota sul bastone davanti all’asino. E tanti sono rimasti asini, o hanno preferito non vedere e non mangiare la foglia per convenienza, paura o altro. Ciò nonostante è innegabile, e qui lo affermo e ribadisco in modo inequivocabile, che i risultati ci sono e che sono uno straordinario esempio di come l’applicazione intelligente e con cognizione di causa di Scientology funzioni.

    Questo articolo di M. ne è una evidente dimostrazione

    Assoluto, relativo? Sono solo parole, in definitiva legate al MEST (Materia, Energia,Spazio, Tempo) pertanto soggette alle dicotomie dell’esistenza.

    …Seguendo un certo percorso, sicuramente dei risultati “relativi” si ottengono. E questi sono relativi alle tecniche e all’indottrinamento…

    Aggiungerei che se ci limitiamo all’indrottinamento è chiaro che i risultati avranno un minor grado di “relatività”
    rispetto alla Educazione sul soggetto di Scientology:

    Indottrinare è l’atto di Portare Dentro (in-ducere), Educare è l’atto di Portare Fuori (ex-ducere).

    L’indottrinare porta alla passività, all’accettazione supina di concetti e dogmi, all’essere effetto (tipo bravi parrocchiani)
    L’educare al contrario porta allo sviluppo del proprio pensiero indipendente. Cosa auspicabile e possibile nel campo indipendente e al contrario assolutamente proibita (malgrado i proclami pubblicitari di “Pensa con la tua testa”) all’ interno della chiesa.

    …La peculiarità di scn sta in un unico comandamento: assolutamente nulla di ciò che ha detto o scritto il suo fondatore è mai sbagliato…

    Questo assunto è vero nella chiesa di scientology ma non nel campo indipendente dove la critica (intesa come accezione positiva, come dalla sua radice greca KRINO separo, scelgo, giudico, decido) è altamente raccomandata per raggiungere quella educazione descritta prima.
    Essendo, per definizione, una filosofia pratica il discrimine è: quello che sto leggendo mi è utile, darà dei risultati, migliorerà l’esistenza (mia e sulle dinamiche della vita)?
    Il resto rientra nel campo della fede, che è un ben povero sostituto della Conoscenza.
    Comunque sarò eternamente grato a LRH, per tutto quello che ha fatto, nel bene e nel male.

    …Sognare è gratis…

    Beh a volte non è così vero, puoi pagare il prezzo della disillusione!
    In ogni caso, come scriveva il poeta Tonino Guerra “l’ottimismo è il profumo della vita”.
    Guido

    • Diogene

      “…Sognare è gratis…”
      “Beh a volte non è così vero, puoi pagare il prezzo della disillusione!”
      La riflessione finale l’hai scritta tu, Guido.
      L’avrei scritta anch’io così, ma volevo restare positivo… e poco ottimista.
      Mi fa piacere che i miei (ormai saltuari) interventi risultino per te “utili in questo blog per suscitare interesse e magari realizzazioni”.
      E’ lo scopo per cui lo faccio: sollecitare visioni alternative che portino proprio, come tu hai sottolineato, ad una “educazione consapevole” contrapposta a quell’indottrinamento acritico che è così facile da accettare.
      Questo blog incoraggia il libero pensiero riguardo a scn con un’apertura alle diverse opinioni che non mi sembra riscontrare in altri blog simili.
      E’ vero che qui si è molto pubblicato e discusso di quasi tutto, quindi non manca materiale di riferimento.
      Ma sbaglia chi pensa che io rimugini sul passato.
      Invece mi interessa il presente. E naturalmente, per una valutazione attualizzata della propria realtà, ci vuole un raffronto congruente con le esperienze passate in modo da avere una fresca lettura della situazione presente e uno sguardo possibile sul futuro.
      Successi veri e realizzazioni sincere evidenziano e rafforzano la correttezza di un percorso di crescita personale, nonché l’efficacia dei metodi assunti. Ne sono stati postati qui parecchi e anche molto belli, ma l’impressione è che i pc si aspettino qualcosa di eclatante prima di decidersi a comunicare i loro “guadagni”, i loro cambiamenti in positivo.
      I successi “relativi”, a cui si è accennato, sono egualmente importanti e dovrebbero essercene in continuazione. Le “vittorie” nella vita contano. Un punto di vista che cambia resta sempre personale, ma dovrebbe spingere anche altre persone almeno a ragionarci sopra. Allora anche scn prende forza e contrasta eventuali sostanziali critiche.
      Ancora una volta mi preme ribadire la mia ammirazione per chi si dedica all’applicazione di scn con l’unico scopo di aiutare gli altri a vivere meglio.
      Forse ho una visione troppo idealistica, ma so che può essere condivisa.
      Quindi la comunicazione è fondamentale perché genera comunicazione.
      Il silenzio volontario non è altro che un tipo di reazione. Si tratta di un effetto che vuole apparire causa.
      Come diceva quel tal cantastorie alla fine di ogni racconto:
      “voi dite ora la vostra, che io ho detto la mia”.

  9. Luigi

    E mi auguro davvero tu continui a dirla.

    • Diogene

      Nessuna comunicazione dovrebbe essere lasciata cadere nel vuoto. Alla meno peggio, la eviti; ma se la incontri non la puoi ignorare.
      Ed è in base a questo principio che ti ringrazio, Luigi, per il tuo commento.

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